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Civile

Corte di Cassazione – III sez. civ. – sentenza n. 15880 del 13-06-2019

Ginevra Gaspari

Il tuffo in piscina che cagiona un incidente in quanto il livello dell’acqua è più basso di quello presunto non determina, ex officio, una responsabilità del titolare della piscina, soprattutto quando venga accertata la presenza di un cartello che rechi le specifiche modalità di utilizzo della piscina stessa.

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Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza 15895 del 13-06-2019

Ginevra Gaspari

L’onere di allegazione gravante sull’istituto di credito, che convenuto in giudizio, voglia opporre l’eccezione di prescrizione al correntista che abbia esperito l’azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da un’apertura di credito, è soddisfatto con l’affermazione dell’inerzia del titolare del diritto, e la dichiarazione di volerne profittare, senza che sia anche necessaria l’indicazione di specifiche rimesse solutorie

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Corte di Cassazione – III sez. civ. – ordinanza n. 2351 del 29-01-2019

Ginevra Gaspari

Nel caso di specie, gli Ermellini hanno ritenuto che una lettera raccomandata attraverso cui il paziente danneggiato aveva inviato la richiesta di risarcimento danni al Ministero della Salute è stata ritenuta atto giuridico idoneo ad interrompere il termine di prescrizione ed a farlo decorre nuovamente. Ciò in considerazione del fatto che il danneggiato all’interno di detta raccomandata aveva formulato una specifica domanda e una richiesta rivolta alla amministrazione di adempiere: in tal modo, egli aveva quindi manifestato in maniera chiara e senza alcun dubbio la propria intenzione di esercitare il proprio diritto nei confronti del destinatario. Attraverso tale atto di esercizio del diritto, pertanto, si verifica la costituzione in mora del debitore danneggiante e di conseguenza si interrompe il termine di prescrizione.

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Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza n. 11748 del 03-05-2019

Ginevra Gaspari

Con sentenza di rigetto emessa a Sezioni Unite in data 3 maggio 2019 n. 11748 la Cassazione, modificando il precedente orientamento, ha stabilito che il compratore che invoca la garanzia per vizi e esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo ai sensi dell’art. 1492 c.c. è gravato dall’onere di provare l’esistenza del vizio della cosa venduta.

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