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Corte di Cassazione – SS.UU. civ. – sentenza n. 8770 del 12-05-2020

Ginevra Gaspari

L’autorizzazione alla conclusione di un contratto di swap da parte dei Comuni italiani, specie se del
tipo con finanziamento upfront, ma anche in tutti quei casi in cui la sua negoziazione si traduce
comunque nell’estinzione dei precedenti rapporti di mutuo sottostanti ovvero anche nel loro
mantenimento in vita, ma con rilevanti modificazioni, deve essere data, a pena di nullità, dal Consiglio
comunale ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. i), TUEL di cui al D.Lgs. n. 267 del 2000 (laddove
stabilisce che “Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: (…) “spese che
impegnino i bilanci per gli esercizi successivi (…)”); non potendosi assimilare ad un semplice atto di
gestione dell’indebitamento dell’ente locale con finalità di riduzione degli oneri finanziari ad esso
inerenti, adottabile dalla giunta comunale in virtù della sua residuale competenza gestoria ex art. 48,
comma 2, stesso Testo Unico.

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