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Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 15557 del 09-04-2019

Ginevra Gaspari

Nel caso in cui la sospensione condizionale dell’esecuzione della pena sia subordinata all’adempimento di un’obbligazione pecuniaria al pagamento di una somma liquidata dal giudice a titolo di risarcimento del danno, insuscettibile di rimodulazione, immediatamente esigibile dal creditore in assenza di un termine, l’adempimento non può che avvenire immediatamente secondo il titolo costitutivo dell’obbligazione medesima, coincidendo il relativo termine con il passaggio in giudicato della sentenza che autoritativamente lo impone.

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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 12890 del 25-03-2019

Ginevra Gaspari

Una volta intervenuta la sentenza di condanna anche non definitiva, la valutazione degli elementi rilevanti ai fini del giudizio incidentale, anche in sede di riesame o di appello, deve mantenersi nell’ambito della ricostruzione operata dalla pronuncia di merito, non solo per quel che attiene all’affermazione di colpevolezza e alla qualificazione giuridica, ma anche per tutte le circostanze del fatto, non potendo essere queste apprezzate in modo diverso dal giudice della cautela.

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Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 14915 del 04-04-2019

Ginevra Gaspari

In tema di prevenzione infortuni sul lavoro, ai fini dell’individuazione del garante nelle strutture aziendali complesse, occorre fare riferimento al soggetto espressamente deputato alla gestione del rischio essendo, comunque, generalmente riconducibile alla sfera di responsabilità del preposto l’infortunio occasionato dalla concreta esecuzione della prestazione lavorativa, a quella del dirigente il sinistro riconducibile al dettaglio dell’organizzazione dell’attività lavorativa e a quella del datore di lavoro, invece, l’incidente derivante da scelte gestionali di fondo.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 15281 del 08-04-2019

Ginevra Gaspari

Nel caso di assunzione di ufficio di nuovi mezzi di prova è riconosciuto alle parti il diritto alla prova contraria, che può essere denegato dal giudice, con adeguata motivazione, solo quando le prove richieste sono vietate dalla legge o sono manifestamente superflue o irrilevanti.

Nel caso disciplinato dall’art. 507 cod. proc. pen., il diritto alla controprova deve esplicarsi in relazione ai temi sui quali il giudice ha ritenuto indispensabile ai fini del decidere disporre un supplemento istruttorio.

 

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Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 15301 del 08-04-2019

Ginevra Gaspari

In tema di differimento facoltativo della pena detentiva, ai sensi dell’art. 147 cod. pen., comma primo, n. 2), c.p. è necessario che la malattia da cui è affetto il condannato sia grave, cioè tale da porre in pericolo la vita o da provocare rilevanti conseguenze dannose e, comunque, da esigere un trattamento che non si possa facilmente attuare nello stato di detenzione, operando un bilanciamento tra l’interesse del condannato ad essere adeguatamente curato e le esigenze di sicurezza della collettività.

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Corte di Cassazione – Sez. Un. – sentenza n. 14426 del 02-04-2016

Ginevra Gaspari

La dichiarazione resa dal perito nel corso del dibattimento costituisce una prova dichiarativa. Di conseguenza, ove risulti decisiva, il giudice di appello ha l’obbligo di procedere alla rinnovazione dibattimentale, nel caso di riforma della sentenza di assoluzione sulla base di un diverso apprezzamento di essa.

Ove, nel giudizio di primo grado, della relazione peritale sia stata data la sola lettura senza esame del perito, il giudice di appello che, su impugnazione del pubblico ministero, condanni l’imputato assolto nel giudizio di primo grado, non ha l’obbligo di rinnovare l’istruzione dibattimentale attraverso l’esame del perito.

Le dichiarazioni rese dal consulente tecnico oralmente vanno ritenute prove dichiarative sicchè, ove siano poste a fondamento dal giudice di primo grado della sentenza di assoluzione, il giudice di appello – nel caso di riforma della suddetta sentenza sulla base di un diverso apprezzamento delle medesime – ha l’obbligo di procedere alla rinnovazione dibattimentale tramite l’esame del consulente.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 14673 del 03-04-2019

Ginevra Gaspari

Il delitto di cui all’art. 630 cod. pen. si distingue da quello di sequestro di persona, previsto dall’art. 605 cod. pen., per la diversità dell’elemento psicologico essendo quest’ultimo reato caratterizzato dal dolo generico mentre il primo da quello specifico, ravvisabile nell’intento di ottenere un profitto, come prezzo della liberazione e, al fine della qualificazione del fatto, il giudice di merito deve esplicitare puntualmente gli indicatori della specifica direzione della volontà dell’agente e della univoca finalizzazione della condotta a fini di profitto, che si identifica in qualsiasi utilità, anche di natura non patrimoniale.

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Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 14617 del 03-04-2019

Ginevra Gaspari

Posto che, secondo il procedimento di cui all’art. 127 cod. proc. pen., la partecipazione dell’imputato/indagato è meramente eventuale, sicché egli deve essere sentito unicamente quando abbia formulato apposita istanza in tal senso, ne consegue che il rinvio dell’udienza, motivato da legittimo impedimento dell’imputato a parteciparvi, è reso conseguentemente possibile nel solo caso in cui costui abbia espresso precisa volontà di essere sentito così ottenendo di trasformare l’eventualità in necessarietà in riconoscimento di un vero e proprio diritto di partecipare all’udienza camerale.

In ogni caso, non può essere utilizzato lo strumento della «pec», per presentare l’istanza al giudice, in difetto di una norma autorizzativa di tipo generale nel procedimento penale.

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