Sezione giurisdizionale

Consiglio di Stato – IV sez. – sentenza n. 4353 del 07-06-2021

Redazione

La sentenza impugnata accoglie il ricorso ritenendo fondata, tra le censure, quella relativa alla carenza, nell’offerta dell’aggiudicataria, delle “condizioni minime capitolari”. Per il Tar, infatti, non può essere applicato il principio di equivalenza, poichè nella fattispecie de qua non rileverebbero “specifiche tecniche”, ma “minime” di prestazione del servizio. Nella decisione, inoltre, i giudici di primo grado evidenziano che “le giustificazioni proposte dalla contro-interessata non appaiono comunque idonee a dimostrare l’equivalenza delle prestazioni in esame, invero le stesse risultano obbiettivamente differenti da quelle indicate come modalità minime nella documentazione di gara”.

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Consiglio di Stato – ordinanza n. 7713 del 07-12-2020

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Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 7713 del 7 dicembre 2020, ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione di definire, al di fuori dei casi di controllo societario, quali siano i criteri rilevanti per stabilire se il coordinamento contrattuale tra gli operatori economici formalmente autonomi e indipendenti dia luogo ad un’unica entità economica ai sensi degli artt. 101 e 102 TFUE.
Inoltre, viene richiesto alla Corte di Giustizia se nel caso di clausole di esclusiva tali clausole possano o meno essere verificate dall’Autorità posta a presidio della concorrenza.

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Consiglio di Stato sentenza n. 7182 del 19-1-2020

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Nella sentenza in commento (cfr. Consiglio di Stato sentenza n.7182 del 19/11/2020) viene presa in esame la scelta della stazione appaltante di aggiudicare secondo il criterio del minor prezzo.

Per la giurisprudenza il legittimo ricorso al criterio del minor prezzo, ai sensi dell’art. 95, comma 4, lett. b), del Codice dei contratti pubblici, in deroga alla generale preferenza accordata al criterio di aggiudicazione costituito dall’offerta economicamente più vantaggiosa, si giustifica in relazione all’affidamento di forniture o di servizi che siano, per loro natura, strettamente vincolati a precisi e inderogabili standard tecnici o contrattuali ovvero caratterizzati da elevata ripetitività e per i quali non vi sia quindi alcuna reale necessità di far luogo all’acquisizione di offerte differenziate (cfr. Consiglio di Stato sentenza n.444 del 20/01/2020). 

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Consiglio di Stato – VI sez. – sentenza del 18-03-2020

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Il Giudice ha disposto che sia necessaria “la riassegnazione delle risorse rimaste inutilizzate nelle sessioni straordinarie svoltesi a decorrere dall’inizio dei corsi” ed ha anche lanciato al Miur un “invito a riconsiderare nei prossimi bandi tale effetto disfunzionale del sistema delle sessioni straordinarie”. Come a dire che il Ministero dovrà rivedere questo sistema nei prossimi concorsi per eliminare i vizi denunciati nel ricorso.

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