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Sezione giurisdizionale

Consiglio di Stato – VI sez. – sentenza del 18-03-2020

Ginevra Gaspari

Il Giudice ha disposto che sia necessaria “la riassegnazione delle risorse rimaste inutilizzate nelle sessioni straordinarie svoltesi a decorrere dall’inizio dei corsi” ed ha anche lanciato al Miur un “invito a riconsiderare nei prossimi bandi tale effetto disfunzionale del sistema delle sessioni straordinarie”. Come a dire che il Ministero dovrà rivedere questo sistema nei prossimi concorsi per eliminare i vizi denunciati nel ricorso.

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Consiglio di Stato – III sez. – sentenza n. 875 del 04-02-2020

Ginevra Gaspari

Il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza del 4 febbraio 2020, n. 875 afferma che i chiarimenti della stazione appaltante se introducono un elemento ulteriore modificano la portata del requisito tecnico. La sentenza afferma, inoltre, che i chiarimenti trasparenti e tempestivi, possono, a determinate condizioni, dare luogo ad una sorta di interpretazione autentica, purché in nome della massima partecipazione e del principio di economicità dell’azione amministrativa.
La sentenza, infine, chiarisce la portata operativa del principio di rotazione, affermando che questo non si applichi nei casi di procedura aperta al mercato.

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Consiglio di Stato – II sez. – ordinanza n. 1087 del 12-02-2020

Ginevra Gaspari

L’adozione, da parte della P.A., di un provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001, determina l’improcedibilità delle domande di restituzione e di risarcimento del danno proposte in relazione ad esse, salva la formazione del giudicato non solo sul diritto del privato alla restituzione del bene, ma anche sulla illiceità del comportamento della P.A. e sul conseguente diritto del primo al risarcimento del danno; tale provvedimento, infatti, costituisce l’unico rimedio formale per far cessare lo stato di illiceità preesistente, alternativo alla restituzione del bene previa rimessione in pristino (1).

La richiesta del solo risarcimento del danno per occupazione sine titulo non può produrre alcun effetto traslativo della proprietà in capo alla p.a. procedente; il mutamento del quadro normativo e giurisprudenziale impone tuttavia di individuare i possibili strumenti per non privare la parte del suo diritto di difesa, “riqualificando” la domanda a suo tempo proposta in maniera coerente con l’assetto preesistente: in tale ottica è dunque possibile rimetterla in termini per errore scusabile ai sensi dell’art. 37 c.p.a. o invitarla alla precisazione della domanda in relazione al definito quadro giurisprudenziale, previa sottoposizione della relativa questione processuale, in ipotesi rilevata d’ufficio, al contraddittorio delle parti ex art. 73, comma 3, c.p.a., a garanzia del diritto di difesa

 

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 1 del 17-01-2020

Ginevra Gaspari

l’art. 11, comma 5, del d.l. n. 1 del 2012, conv. in l. n. 27 del 2012, ha inteso riaffermare la regola dell’alternatività nella scelta tra l’una e l’altra sede da parte dei farmacisti persone fisiche che partecipano al concorso straordinario, in coerenza con la regola generale dell’art. 112, comma primo e terzo, del R.D. n. 1265 del 1934, sicché il farmacista assegnatario di due sedi deve necessariamente optare per l’una o per l’altra sede;
b) la regola dell’alternatività o non cumulabilità delle sedi, in capo al farmacista persona fisica, vale per tutti i farmacisti candidati, che concorrano sia singolarmente che “per” la gestione associata, prevista dall’art. 11, comma 7, del d.l. n. 1 del 2012, la quale non costituisce un ente giuridico diverso dai singoli farmacisti, ma è espressione di un accordo partecipativo, comportante il cumulo dei titoli a fini concorsuali e inteso ad assicurare la gestione associata della farmacia in forma paritetica, solo una volta ottenuta la sede, nelle forme consentite dall’art. 7, comma 1, della l. n. 362 del 1991.

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 2 del 09-02-2016

Ginevra Gaspari

Il commissario ad acta può emanare il provvedimento di acquisizione coattiva previsto dall’articolo 42 bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità –, debitamente nominato dal giudice amministrativo, ex artt. 34, comma 1, lett. e), e 114, comma 4, lett. d), c.p.a., e 117, comma 3, c.p.a.

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