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Sezione giurisdizionale

Consiglio di Stato – VI sez. – sentenza n. 1942 del 25-03-2019

Ginevra Gaspari

Il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso. Il principio in questione non ammette deroghe neppure nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino”.

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Consiglio di Stato – V sez. – sentenza n. 1367 del 27-02-2019

Ginevra Gaspari

Secondo consolidata e condivisibile giurisprudenza non è, infatti, indispensabile che i gravi illeciti professionali che devono essere posti a supporto della sanzione espulsiva del concorrente dalla gara ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c), del d.lgs. n. 50 del 2016 siano accertati con sentenza, anche se non definitiva, ma è sufficiente che gli stessi siano ricavabili da altri gravi indizi, atteso che l’elencazione dei gravi illeciti professionali rilevanti contenuta nella disposizione normativa succitata è meramente esemplificativa e la stazione appaltante ha la possibilità di fornirne la dimostrazione con mezzi adeguati.

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Consiglio di Stato – III sez. – sentenza n. 1228 del 22-02-2019

Ginevra Gaspari

Per la semplice tardiva proposizione della domanda in mancanza di una espressa sanzione di irricevibilità della domanda presentata fuori termine, sicché il ritardo non rileva quando, pur dopo il decorso del termine di tolleranza, non siano venute meno le condizioni di legge per il soggiorno dello straniero il quale, ove ciò si verifichi, non ha alcun interesse a ritardare la presentazione della domanda di rinnovo.

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Consiglio di Stato – III sez.- sentenza n. 1198 del 20-02-2019

Ginevra Gaspari

Né può qui ritenersi predicabile un caso di “regressione” della posizione giuridica del soggetto privato per effetto dell’esercizio di poteri di carattere autoritativo, espressione di autotutela della pubblica amministrazione, sia per vizi di legittimità, sia per contrasto, originario o sopravvenuto, con l’interesse pubblico: giova, infatti, ribadire che la Regione non dubita della legittimità del proprio titolo concessorio, non evoca profili patologici né di ordine formale né di ordine sostanziale sia quanto all’atto di concessione in sé sia quanto al procedimento che lo ha preceduto, confermando ancora nel mezzo qui in rilievo come la sua adozione sia espressione di un’istruttoria coerente con la lex specialis di riferimento e conforme, dal punto di vista strutturale e funzionale, con gli obiettivi istituzionali perseguiti.

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Consiglio di Stato – VI sez.- sentenza n. 969 del 08-02-2019

Ginevra Gaspari

E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva. Tuttavia, ai fini della sanzionabilità è necessario individuare un profilo eziologico in forza del quale il messaggio sia incontestabilmente riferibile al soggetto che ne faccia discendere gli effetti del vantaggio patrimoniale conseguente. Conseguentemente non si risponde della relativa sanzione allorquando, indipendentemente dalla sussistenza dell’elemento oggettivo, sul piano eziologico, il messaggio sia attribuibile – anche solo per errore – al soggetto preposto contrattualmente alla diffusione pubblicitaria.

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Consiglio di Stato – IV sez.- sentenza n. 713 del 28-01-2019

Ginevra Gaspari

Il Collegio ritiene inoltre decisivo un principio generale desumibile dall’art. 156, comma terzo, c.p.c. (per il quale “la nullità non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato”), applicabile nel presente giudizio ai sensi dell’art. 39 del c.p.a., per il quale una negativa conseguenza processuale può essere ravvisata quando vi è stata la lesione del diritto alla difesa o si è inciso negativamente sul corretto e spedito andamento del giudizio.

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Consiglio di Stato – V sezione – sentenza n. 572 del 22-01-2019

Ginevra Gaspari

Con il principio di invarianza della soglia di anomalia, la legge intende evitare che, in un tal caso, la stazione appaltante debba retrocedere la procedura fino alla determinazione della soglia di anomalia delle offerte, cioè della soglia minima di utile al di sotto della quale l’offerta si presume senz’altro anomala (cfr. Cons. Stato, III, 12 luglio 2018, n. 4286; III, 27 aprile 2018, n. 2579), con l’inconveniente del conseguente prolungamento dei tempi della gara e del dispendio di risorse umane ed economiche.

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Consiglio di Stato – V sez. – sentenza n. 598 del 24-01-2019

Ginevra Gaspari

L’art. 80 del d. lgs. n. 50/2016 disciplina – in parziale difformità rispetto al previgente art. 38 del d.lgs. n. 163/2006 – l’incidenza dei precedenti penali riportati dall’operatore economico che partecipa alle pubbliche gare. Le origini delle nuove disposizioni vanno ricondotte, in particolare, all’art. 57 della direttiva 2014/24/UE, nella quale sono stati ridefiniti – rispetto alla precedente direttiva 2004/18/CE – i motivi d’esclusione delle imprese dalle procedure di gara, sulla base di una complessiva logica mirante, ad un tempo: a) a dissuadere gli operatori economici dal porre in essere comportamenti scorretti, idonei ad incidere sull’affidabilità dell’impresa nel conseguimento e nella esecuzione delle commesse pubbliche; b) a recuperare, tuttavia, gli operatori economici che (quando non si siano resi colpevoli di meri errori formali o di negligenze lievi) abbiamo concretamente manifestato un ravvedimento, mediante l’effettiva adozione di misure c.d. di self cleaning.

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Consiglio di Stato – IV sez. – sentenza n. 249 del 11-01-2019

Ginevra Gaspari

Va accolta una nozione ampia di ‘strumentalità’ del diritto di accesso, nel senso della finalizzazione della domanda ostensiva alla cura di un interesse diretto, concreto, attuale e non meramente emulativo o potenziale, connesso alla disponibilità dell’atto o del documento del quale si richiede l’accesso, non imponendosi che l’accesso al documento sia unicamente e necessariamente strumentale all’esercizio del diritto di difesa in giudizio, ma ammettendo che la richiamata ‘strumentalità’ va intesa in senso ampio in termini di utilità per la difesa di un interesse giuridicamente rilevante.

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