Consiglio di stato

Consiglio di Stato – IV sez. – sentenza n. 4353 del 07-06-2021

Redazione

La sentenza impugnata accoglie il ricorso ritenendo fondata, tra le censure, quella relativa alla carenza, nell’offerta dell’aggiudicataria, delle “condizioni minime capitolari”. Per il Tar, infatti, non può essere applicato il principio di equivalenza, poichè nella fattispecie de qua non rileverebbero “specifiche tecniche”, ma “minime” di prestazione del servizio. Nella decisione, inoltre, i giudici di primo grado evidenziano che “le giustificazioni proposte dalla contro-interessata non appaiono comunque idonee a dimostrare l’equivalenza delle prestazioni in esame, invero le stesse risultano obbiettivamente differenti da quelle indicate come modalità minime nella documentazione di gara”.

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 4 del 18-03-2021

Redazione

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, sentenza n. 4 del 18 marzo 2021 formula, in tema di accesso difensivo, alcuni principi cardine a disciplina della materia.
In primo luogo, per quanto attiene alla motivazione dell’istanza di accesso, la sentenza afferma che in materia di accesso difensivo ai sensi dell’art. 24, comma 7, della l. n. 241 del 1990 si deve escludere che sia sufficiente nell’istanza di accesso un generico riferimento a non meglio precisate esigenze probatorie e difensive. Tale regola è valevole sia nei riguardi di un processo già pendente che nei riguardi di una controversia da instaurare, in quanto l’ostensione del documento richiesto si muove attraverso un rigoroso, motivato, vaglio sul nesso di strumentalità necessaria tra la documentazione richiesta e la situazione finale che l’istante intende curare o tutelare. Non è sufficiente un mero richiamo nell’istanza a indeterminate esigenze probatorie, senza specificare a quali necessità si faccia riferimento in quanto la motivazione del motivo per cui viene chiesto l’accesso si deve evincere dalla richiesta. Questo è disposto al fine di permettere la verifica della pertinenza tra il documento e la vicenda sostanziale meritevole di tutela.

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 05 del 18-03-2021

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L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, sentenza n. 5 del 18/03/2021 si pronuncia in materia del possesso di requisiti in caso di consorzio giungendo ad affermare che la consorziata di un consorzio stabile, non designata ai fini dell’esecuzione dei lavori, è equiparabile, ai fini dell’applicazione dell’art. 63 della direttiva 24/2014/UE e dell’art. 89 co. 3 del d.lgs. n. 50/2016, all’impresa ausiliaria nell’avvalimento, sicché la perdita da parte della stessa del requisito impone alla stazione appaltante di ordinarne la sostituzione.

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Consiglio di Stato – III sez. – sentenza n. 1428 del 16-02-2021

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In conclusione, si può senz’altro affermare che nelle procedure di gara il diritto di accesso agli atti in funzione strumentale al diritto di difesa deve essere garantito non solo qualora un operatore economico decida di avviare un ricorso giurisdizionale perché fondato sulla convinzione della lesione del proprio diritto o del proprio interesse legittimo conseguente all’aggiudicazione ad altro operatore della gara ad evidenza pubblica (o alla sua esclusione dalla stessa), ma anche allorquando intenda condurre una valutazione ex ante sull’astratta pertinenza del documento richiesto rispetto all’oggetto della res controversa, nell’intento di acquisire gli elementi di prova utili ad integrare “la fattispecie costitutiva della situazione giuridica finale controversa e delle correlative pretese astrattamente azionabili in giudizio” (Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 19 del 25.09.2020).

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. o7 del 23-04-2021

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L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, sentenza n. 7 del 23/04/2021 si è pronunciata sulla natura della responsabilità della Pubblica Amministrazione nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche, inquadrando la stessa come responsabilità da fatto illecito.
L’Adunanza Plenaria formula alcuni fondamentali principi di diritto in materia di responsabilità della Pubblica Amministrazione nel caso di ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo.

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Consiglio di Stato – V sez. – sentenza n. 2526 del 25-03-2021

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L’avvalimento è l’istituto che consente agli operatori economici privi di taluni requisiti previsti dal bando di gara di essere ammessi alla gara avvalendosi dei requisiti di altro soggetto. Tale istituto, di derivazione europea, consente di soddisfare la richiesta relativa al possesso dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e organizzativo. La disciplina nazionale è contenuta nell’articolo 89 del Codice appalti. Si tratta di un contratto con cui l’impresa ausiliaria si obbliga verso l’ausiliata a fornire i requisiti e a mettere a disposizione le risorse necessarie per tutta la durata dell’appalto. Generalmente il contratto di avvalimento è singolo. Talvolta, l’avvalimento può essere plurimo, laddove l’impresa ausiliata si avvale di più imprese ausiliarie; o frazionato, qualora l’impresa ausiliata, per soddisfare i requisiti previsti dal bando, ricorre a più imprese ausiliarie, le quali non possiedono i requisiti singolarmente ma soltanto nel loro insieme. Non è invece ammesso l’avvalimento c.d. a cascata. Pertanto, l’impresa ausiliaria non può avvalersi a sua volta di altra impresa ausiliaria.

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 721 del 24-02-2021

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Il Consiglio di Stato, Adunanza di Sezione I del 24 febbraio 2021 n. 721 si è pronunciato sul cambio di destinazione d’uso per le strutture ricettive alberghiere, affermando che ai sensi dell’art. 8, l. 17 maggio 1983, n. 217, l’Ente locale può prevedere con discrezionalità criteri e modalità per la rimozione del vincolo alberghiero, distinguendo tra le diverse zone del suo territorio e tra le differenti tipologie di strutture, ma non può del tutto trascurare il profilo legato alla perdita di convenienza economico-produttiva dell’impresa alberghiera introducendo ulteriori presupposti non previsti dalla legge.

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