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Ordinanza Ministero del lavoro, salute e politiche sociali 3/3/2009

Redazione

1. Il proprietario di un cane e’ sempre responsabile del benessere,del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, siacivilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali ecose provocati dall’animale stesso.
2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non disua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo.
3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animalio cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare leseguenti misure:
a) utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore amt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e neiluoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuatedai comuni;
b) portare con se’ una museruola, rigida o morbida, da applicareal cane in caso di rischio per l’incolumita’ di persone o animali osu richiesta delle Autorita’ competenti;
c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle suecaratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore;
e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato allespecifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto alcontesto in cui vive.
4. Vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari di canicon rilascio di specifica attestazione denominata patentino. Dettipercorsi sono organizzati da parte dei comuni congiuntamente con leaziende sanitarie locali, e a tal fine questi possono avvalersi della collaborazione dei seguenti soggetti: gli ordiniprofessionali dei medici veterinari, le facolta’ di medicinaveterinaria, le associazioni veterinarie e le associazioni diprotezione degli animali. Il comune, sentito il servizio veterinario ufficiale, individua il responsabile scientifico del percorso formativo tra i medici veterinari esperti in comportamento animale o appositamente formati dal Centro di referenza nazionale per la formazione in sanita’ pubblica veterinaria istituito presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. (1)
5. Il medico veterinario libero professionista informa iproprietari di cani in merito alla disponibilita’ di percorsiformativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai serviziveterinari della ASL la presenza, tra i suoi assistiti, di cani cherichiedono una valutazione comportamentale, in quanto impegnativi perla corretta gestione ai fini della tutela dell’incolumita’ pubblica.
6. I comuni, su indicazione dei servizi veterinari a seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base di criteri di rischio, decidono, nell’ambito del loro compitodi tutela dell’incolumita’ pubblica, quali proprietari di cani hannol’obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese riguardanti ipercorsi formativi sono a carico del proprietario del cane. (1)
7. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche socialicon proprio decreto, emanato entro sessanta giorni dall’entrata invigore della presente ordinanza, stabilisce i criteri e le lineeguida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4.

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(1) Comma modificato dall’art. 1, ord. Ministero della salute 22/3/2011 (che ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione in G.U.).

1. Sono vietati:
a) l’addestramento di cani che ne esalti l’aggressivita’;
b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressivita’;
c) la sottoposizione di cani a doping, cosi’ come definito all’art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;
d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in conformita’ all’art. 10 della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata con la legge 4 novembre 2010, n. 201; (1)
e) la vendita, l’esposizionee la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d). (2)
2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalita’ curative e con modalita’ conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l’animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorita’ competenti.
3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell’articolo 544-ter del codice penale.
4. E’ fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con se’ strumenti idonei alla raccolta delle stesse.

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(1) Lettera sostituita dall’art. 1, ord. Ministero della salute 22/3/2011 (che ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione in G.U.)..
(2) Lettera modificata dall’art. 1, ord. Ministero della salute 22/3/2011 (che ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione in G.U.)..

1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 «Regolamento di Polizia veterinaria», a seguito di morsicatura od aggressione i Servizi veterinari sono tenuti ad attivare un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario.
2. I servizi veterinari, oltre a quanto stabilito dall’art. 1, comma 6, in caso di rilevazione di rischio elevato stabiliscono le misure di prevenzione e la necessita’ di una valutazione comportamentale e di un eventuale intervento terapeutico da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale. (1)
3. I Servizi veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati ai sensi del comma 2.
4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilita’ civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.

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(1) Comma sostituito dall’art. 1, ord. Ministero della salute 22/3/2011 (che ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione in G.U.)..

1. E’ vietato possedere o detenere cani registrati ai sensidell’art. 3, comma 3:
a) ai delinquenti abituali o per tendenza;
b) a chi e’ sottoposto a misure di prevenzione personale o amisura di sicurezza personale;
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, perdelitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio,punibile con la reclusione superiore a due anni;
d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva odecreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727,544-ter, 544-quater, 544-quinquies del codice penale e, per quelliprevisti dall’art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;
e) ai minori di 18 anni, agli interdetti ed agli inabili perinfermita’ di mente.

1. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alleForze armate, di Polizia, di Protezione civile e dei Vigili delfuoco.
2. Le disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, lettere a) e b) eall’art. 2, comma 4 non si applicano ai cani addestrati a sostegnodelle persone diversamente abili.
3. Le disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, lettere a) e b) nonsi applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altretipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle regionio dai comuni.

1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sonosanzionate dalle competenti Autorita’ secondo le disposizioni invigore.

1. La presente ordinanza ha efficacia per 24 mesi a decorrere dalgiorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana.
La presente ordinanza e’ trasmessa alla Corte dei conti per laregistrazione.

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