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Legge

Legge n. 199/2015 – Diritti del fanciullo

Redazione

LEGGE 16 novembre 2015, n. 199 

Ratifica ed esecuzione del Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo che stabilisce una procedura di presentazione di comunicazioni, adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 dicembre 2011.
(GU n.293 del 17-12-2015) 

Vigente al: 18-12-2015  

 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

Art. 1
Autorizzazione alla ratifica

1. Il Presidente della Repubblica e’ autorizzato a ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo che stabilisce una procedura di presentazione di comunicazioni, adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 dicembre 2011.

 

Art. 2
Ordine di esecuzione

1. Piena ed intera esecuzione e’ data al Protocollo di cui all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformita’ a quanto disposto dall’articolo 19 del Protocollo stesso.

 

Art. 3
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 16 novembre 2015

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Gentiloni Silveri, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

OPTIONAL PROTOCOL TO THE CONVENTION ON THE RIGHTS OF THE CHILD ON A COMMUNICATIONS PROCEDURE

Parte di provvedimento in formato grafico

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Legge 27 ottobre 2015, n. 175 – Modifiche all’articolo 9 della legge 6 luglio 2012, n. 96, concernenti la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici

Redazione

Legge 27 ottobre 2015, n. 175 

Modifiche  all’articolo  9  della  legge  6  luglio  2012,   n.   96,

concernenti la  Commissione  di  garanzia  degli  statuti  e  per  la

trasparenza e il  controllo  dei  rendiconti  dei  partiti  politici.

(15G00190)

(GU n.254 del 31-10-2015)

 

 Vigente al: 1-11-2015 

 

  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno

approvato;

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

                              Promulga

 

la seguente legge:

 

                               Art. 1

 Disposizioni  concernenti  la  funzionalita’  della  Commissione   di garanzia degli statuti e per la  trasparenza  e  il  controllo  deirendiconti dei partiti politici

 

  1. All’articolo 9, comma 3, della legge 6 luglio 2012, n. 96,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a) dopo il secondo periodo sono  inseriti  i  seguenti:  «Per  lo

svolgimento dei compiti ad essa affidati dalla legge  la  Commissione

puo’ altresi’ avvalersi di cinque  unita’  di  personale,  dipendenti

della Corte dei conti, addette alle attivita’ di revisione, e di  due

unita’ di personale, dipendenti da altre  amministrazioni  pubbliche,

esperte nell’attivita’ di controllo contabile. I dipendenti di cui al

terzo periodo sono collocati fuori  ruolo  dalle  amministrazioni  di

appartenenza e beneficiano del medesimo trattamento  economico  lordo

annuo  in  godimento  al  momento  dell’incarico,  ivi   incluse   le

indennita’ accessorie, corrisposto a carico delle amministrazioni  di

appartenenza. All’atto del  collocamento  fuori  ruolo  dei  predetti

dipendenti,  e’  reso  indisponibile  per   tutta   la   durata   del

collocamento fuori ruolo un numero di posti nella dotazione  organica

dell’amministrazione di appartenenza equivalente dal punto  di  vista

finanziario»;

    b) l’ottavo periodo e’ sostituito dal seguente:  «Per  la  durata

dell’incarico, i componenti della Commissione  sono  collocati  fuori

ruolo dalle amministrazioni di appartenenza, secondo le  disposizioni

dell’articolo 1, commi 66 e 68, della legge 6 novembre 2012, n. 190».

  2. Le modalita’ per l’effettuazione della verifica  di  conformita’

previste dall’articolo 9, comma  5,  primo  periodo,  della  legge  6

luglio 2012, n. 96, si applicano con riferimento  ai  rendiconti  dei

partiti politici relativi agli esercizi successivi al 2014.

  3. La Commissione di cui all’articolo 9, comma  3,  della  legge  6

luglio 2012, n. 96, come modificato dal presente articolo, redige  la

relazione di cui al medesimo articolo  9,  comma  5,  terzo  periodo,

dando applicazione  a  quanto  previsto  dal  comma  2  del  presente

articolo e, limitatamente al controllo effettuato sui rendiconti  dei

partiti politici relativi all’esercizio 2013, l’approva entro  trenta

giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

  4. Le disposizioni dell’articolo 16, comma 1, del decreto-legge  28

dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge  21

febbraio 2014, n. 13, si intendono riferite ai partiti e ai movimenti

politici di cui alla legge  3  giugno  1999,  n.  157,  e  alle  loro

rispettive articolazioni e sezioni territoriali,  a  prescindere  dal

numero dei dipendenti, incluse quelle dotate di  autonomia  legale  e

finanziaria. All’articolo 4,  comma  7,  primo  periodo,  del  citato

decreto-legge n. 149 del 2013, convertito, con  modificazioni,  dalla

legge n. 13 del 2014, le parole: «, 12 e 16»  sono  sostituite  dalle

seguenti: «e 12» e, al secondo periodo, le parole: «del beneficio  di

cui all’articolo 16, nonche’ dei benefici di cui agli articoli  11  e

12, purche’ in tale ultimo caso» sono sostituite dalle seguenti: «dei

benefici di cui agli articoli 11 e 12, purche’». La  disposizione  di

cui al secondo periodo si applica a decorrere dalla data  di  entrata

in vigore della citata legge n. 13 del 2014.

 

                               Art. 2

                 Clausola di invarianza finanziaria

 

  1. Dall’attuazione delle disposizioni di cui  alla  presente  legge

non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

                               Art. 3

                           Entrata in vigore

 

  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello

della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato. 

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Legge 19 ottobre 2015, n. 173 – Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sul diritto alla continuita’ affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare

Redazione

LEGGE 19 ottobre 2015, n. 173 

Modifiche alla  legge  4  maggio  1983,  n.  184,  sul  diritto  alla continuita'  affettiva  dei  bambini  e  delle  bambine   in   affido familiare.

 

 Vigente al: 13-11-2015 

 

Art. 1

 

  1. All'articolo 4 della legge 4 maggio 1983, n. 184,  e  successive modificazioni, dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:

  «5-bis. Qualora, durante un prolungato periodo di  affidamento,  il minore sia dichiarato adottabile ai sensi delle disposizioni del capo II  del  titolo  II  e  qualora,  sussistendo  i  requisiti  previsti dall'articolo 6, la famiglia affidataria chieda di poterlo  adottare, il tribunale per i minorenni, nel decidere sull'adozione, tiene conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e  duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria.

 5-ter. Qualora, a seguito di un periodo di affidamento,  il  minore faccia ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad altra  famiglia  o  sia  adottato  da  altra  famiglia,  e'  comunque

tutelata, se rispondente all'interesse  del  minore,  la  continuita' delle  positive  relazioni  socio-affettive   consolidatesi   durante l'affidamento.

 5-quater. Il giudice, ai fini delle decisioni di cui ai commi 5-bis e 5-ter, tiene conto anche delle valutazioni documentate dei  servizi sociali, ascoltato il minore che ha compiuto gli anni dodici o  anche

di eta' inferiore se capace di discernimento».

 

Art. 2

 

  1. All'articolo 5, comma 1, della legge 4 maggio 1983,  n.  184,  e successive  modificazioni,  l'ultimo  periodo   e'   sostituito   dal seguente: «L'affidatario o l'eventuale famiglia  collocataria  devono essere convocati, a pena di  nullita',  nei  procedimenti  civili  in materia  di  responsabilita'  genitoriale,  di   affidamento   e   di adottabilita' relativi  al  minore  affidato  ed  hanno  facolta'  di presentare memorie scritte nell'interesse del minore».

 

Art. 3

 

  1. All'articolo 25 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e  successive modificazioni, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:  

  «1-bis. Le disposizioni di  cui  al  comma  1  si  applicano  anche nell'ipotesi  di  prolungato  periodo   di   affidamento   ai   sensi dell'articolo 4, comma 5-bis».

 

Art. 4

 

 1. All'articolo 44, comma 1, lettera a), della legge 4 maggio 1983, n. 184, e  successive  modificazioni,  dopo  le  parole:  «stabile  e duraturo,» sono inserite le seguenti: «anche maturato nell'ambito  di

un prolungato periodo di affidamento,».

La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. 

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Delega al Governo per la riforma del codice della nautica da diporto

Redazione

LEGGE 7 ottobre 2015, n. 167 

Delega al Governo per la riforma del codice della nautica da diporto.

(15G00184)

(GU n.245 del 21-10-2015)

 

 Vigente al: 5-11-2015 

 

 

 

  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno

approvato;

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga

 

la seguente legge:

                               Art. 1

 

  1. Il Governo e’ delegato  ad  adottare,  entro  ventiquattro  mesi

dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del

Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti  di  concerto  con  i

Ministri degli affari esteri  e  della  cooperazione  internazionale,

dell’ambiente e della tutela del  territorio  e  del  mare,  per  gli

affari europei, dell’economia e delle finanze, della salute,  per  la

semplificazione  e  la  pubblica  amministrazione,  della  giustizia,

dell’istruzione, dell’universita’ e  della  ricerca,  dello  sviluppo

economico e dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, uno o

piu’ decreti legislativi di revisione  ed  integrazione  del  decreto

legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice della  nautica  da

diporto  ed  attuazione   della   direttiva   2003/44/CE,   a   norma

dell’articolo 6  della  legge  8  luglio  2003,  n.  172,  e  per  la

disciplina delle seguenti materie:

  a) regime amministrativo e navigazione delle unita’ da diporto, ivi

comprese le navi di cui all’articolo 3 della legge 8 luglio 2003,  n.

172;

  b) attivita’ di controllo in materia di sicurezza della navigazione

da diporto e di prevenzione  degli  incidenti  in  prossimita’  della

costa con l’obiettivo della salvaguardia della vita umana in  mare  e

nelle acque  interne,  anche  in  relazione  alle  attivita’  che  si

svolgono  nelle   medesime   acque,   con   particolare   riferimento

all’attivita’ subacquea;

  c) revisione  della  disciplina  sanzionatoria  in  relazione  alla

gravita’ e  al  pregiudizio  arrecato  alla  tutela  degli  interessi

pubblici nonche’ alla  natura  del  pericolo  derivante  da  condotte

illecite al fine di garantire comunque l’effettivita’ degli  istituti

sanzionatori;

  d)  aggiornamento  dei  requisiti  psicofisici  necessari  per   il

conseguimento della patente nautica;

  e) procedure per l’approvazione e  l’installazione  di  sistemi  di

alimentazione  con  gas  di  petrolio  liquefatto  (GPL),  metano  ed

elettrici, su unita’ da diporto e relativi motori di propulsione,  di

nuova costruzione o gia’ immessi sul mercato.

  2. I decreti legislativi  di  cui  al  comma  1  sono  adottati  in

conformita’ con i criteri di semplificazione delle procedure, tali da

consentire  la  revisione  del  codice  della  nautica  da   diporto,

mantenendone fermi l’assetto e il riparto delle competenze nonche’ al

fine di migliorare le condizioni di effettiva  concorrenzialita’  del

settore nell’ambito della Strategia europea per una maggiore crescita

e occupazione nel turismo costiero  e  marittimo  (COM(2014)86),  nel

rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

  a) coordinamento e armonizzazione della  normativa  in  materia  di

nautica  da  diporto  e  di  iscrizione  delle  unita’  da   diporto,

coniugando la  semplificazione  degli  adempimenti  formali  posti  a

carico dell’utenza e delle procedure amministrative e di controllo;

  b) semplificazione del regime amministrativo  e  degli  adempimenti

relativi alla navigazione da diporto, anche ai fini commerciali;

  c) revisione, secondo criteri di semplificazione, della  disciplina

in materia di  navigazione  temporanea  di  imbarcazioni  e  navi  da

diporto non abilitate e non munite dei  prescritti  documenti  ovvero

abilitate e provviste di documenti di  bordo  ma  affidate  in  conto

vendita o in riparazione e assistenza ai cantieri navali;

  d)  semplificazione   della   procedura   amministrativa   per   la

dismissione di bandiera;

  e)  regolamentazione  dell’attivita’  di  locazione  dei   natanti,

secondo  criteri  di  semplificazione  nel  rispetto  dei   requisiti

generali di sicurezza anche ai fini della salvaguardia delle  persone

trasportate;

  f) previsione, nell’ambito delle strutture ricettive della nautica,

di un numero congruo di accosti riservati alle  unita’  in  transito,

con particolare attenzione ai posti di ormeggio per  i  portatori  di

handicap;

  g) regolamentazione puntuale, allo scopo di tutelare l’ecosistema e

di  vietare  l’ancoraggio  al  fondale  nelle  aree  marine  protette

all’interno del campo boa, dei campi di  ormeggio  attrezzati,  anche

con l’impiego di tecnologie informatiche e telematiche, nelle zone di

riserva generale (zone B ) o di riserva parziale (zone C  ),  per  le

unita’  da  diporto  autorizzate  alla  navigazione,  prevedendo  una

riserva di ormeggi alle imbarcazioni a vela;

  h)  destinazione  d’uso  per  la  nautica  minore  delle  strutture

demaniali,   pontili,   arenili   e    piazzali,    che    presentino

caratteristiche particolarmente idonee per  essere  utilizzati  quali

ricovero a secco (dry storage) di  piccole  imbarcazioni,  garantendo

comunque la fruizione pubblica delle medesime aree;

  i) revisione della disciplina della  mediazione  nei  contratti  di

costruzione, di compravendita, di locazione, di noleggio  di  navi  e

nei contratti di  trasporto  marittimo  al  fine  di  adattarla  alle

specifiche esigenze e caratteristiche del settore  della  nautica  da

diporto;

  l) rivalutazione e semplificazione dei requisiti  psicofisici,  con

particolare  riferimento  a  quelli  visivi   e   uditivi,   per   il

conseguimento e il rinnovo delle patenti nautiche e  revisione  delle

procedure di accertamento e certificazione degli stessi;

  m) introduzione di una normativa semplificata della mediazione  nel

diporto;

  n) revisione dei titoli  professionali  del  diporto  in  relazione

all’introduzione di un titolo semplificato  per  lo  svolgimento  dei

servizi di coperta per unita’ da diporto;

  o) previsione di criteri di  razionalizzazione  ed  economia  delle

risorse istituzionali destinate all’attivita’ di controllo in materia

di sicurezza della navigazione e  previsione,  in  tale  ottica,  del

Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera  quale  autorita’

alla quale  competono  in  via  esclusiva  la  pianificazione  ed  il

coordinamento dei controlli, tenuto conto delle vigenti  attribuzioni

istituzionali in tale settore;

  p) pieno adeguamento del decreto legislativo 24 marzo 2011, n.  53,

alla direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del

23 aprile 2009, in materia di attivita’ di controllo da  parte  dello

Stato di approdo, con particolare riguardo  al  corretto  recepimento

della  definizione  di  «interfaccia  nave/porto»  e  all’ambito   di

applicazione della normativa riguardante le imbarcazioni  da  diporto

che si dedicano ad operazioni  commerciali  rispetto  agli  obiettivi

fissati dalla direttiva;

  q) revisione della disciplina in materia di sicurezza delle  unita’

e delle dotazioni anche alla  luce  dell’adeguamento  all’innovazione

tecnologica;

  r) equiparazione, a tutti gli  effetti,  alle  strutture  ricettive

all’aria aperta, delle strutture  organizzate  per  la  sosta  ed  il

pernottamento  di  turisti  all’interno  delle  proprie  imbarcazioni

ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato, secondo  i

requisiti  stabiliti  dal  Ministero  delle  infrastrutture   e   dei

trasporti, sentiti i Ministeri dei beni e delle attivita’ culturali e

del turismo e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

  s) eventuale inserimento della cultura del mare e dell’insegnamento

dell’educazione marinara nei piani formativi scolastici, nel rispetto

dei principi costituzionali e della normativa vigente, senza nuovi  o

maggiori oneri a carico  della  finanza  pubblica,  anche  attraverso

l’attivazione di specifici corsi e l’istituzione della  giornata  del

mare nelle scuole;

  t) istituzione della figura professionale dell’istruttore  di  vela

nel rispetto dei principi generali della sicurezza  nautica  e  della

salvaguardia della vita umana in mare,  fatte  salve  le  prerogative

costituzionali delle regioni, prevedendo:

  1)  l’istituzione  di  un  elenco  nazionale,   aggiornato,   degli

istruttori professionali, consultabile nel sito  istituzionale  della

Federazione italiana vela (FIV) e della Lega navale italiana (LNI)  e

nei siti dei comuni nel cui territorio sono presenti  centri  velici.

Gli oneri  derivanti  dall’istituzione  e  dalla  tenuta  dell’elenco

nazionale di cui al precedente periodo  sono  posti  a  carico  degli

iscritti;

  2) che gli istruttori di vela siano in possesso del brevetto  della

FIV,  della  Marina  militare  attraverso   le   proprie   competenti

articolazioni o  della  LNI,  rilasciato  nel  rispetto  del  Sistema

Nazionale di Qualifiche (SNaQ) dei tecnici sportivi del  CONI  e  del

Quadro europeo delle qualifiche –  European  Qualification  Framework

(EQF) dell’Unione europea;

  u) razionalizzazione delle attivita’ di controllo delle  unita’  da

diporto attraverso metodologie di verifiche atte ad evitare forme  di

accertamenti  ripetuti  a  carico  delle  stesse  unita’  in   ambiti

temporali limitati nel rispetto della sicurezza nautica;

  v) revisione della disciplina sanzionatoria,  aumentando  l’entita’

delle sanzioni vigenti di un terzo, sia nel minimo  che  nel  massimo

edittale, relativamente alle violazioni, commesse mediante l’utilizzo

di  un’unita’  da  diporto,   concernenti   l’inosservanza   di   una

disposizione  di  legge  o  di  regolamento  o  di  un  provvedimento

legalmente emanato dall’autorita’ competente in materia  di  uso  del

demanio marittimo, del mare territoriale e delle acque  interne,  ivi

compresi i porti, ovvero l’inosservanza di una disposizione di  legge

o di un regolamento in  materia  di  sicurezza  della  navigazione  e

prevedendo   altresi’   l’inasprimento   delle   sanzioni    relative

all’inosservanza dei  limiti  di  velocita’,  anche  da  parte  delle

imbarcazioni commerciali, negli specchi d’acqua portuali, nei  pressi

di campi  boa,  di  spiagge  e  di  lidi,  nel  passaggio  vicino  ad

imbarcazioni alla fonda e nella navigazione all’interno degli specchi

acquei riservati alla balneazione;

  z) nell’ambito della revisione della  disciplina  sanzionatoria  di

cui alla lettera v), previsione di sanzioni piu’ severe a  carico  di

coloro che conducono unita’ da diporto in stato di ebbrezza  o  sotto

l’effetto di  stupefacenti,  nonche’  nei  confronti  di  coloro  che

utilizzando  unita’  da  diporto  causano  danni  ambientali,  ovvero

determinano una situazione  di  grave  rischio  per  la  salvaguardia

dell’ambiente e dell’ecosistema  marino,  attraverso  misure  che,  a

seconda della gravita’ della  violazione,  vadano  dal  ritiro  della

patente al sequestro dell’unita’ da diporto;

  aa)  semplificazione  dei  procedimenti  per  l’applicazione  e  il

pagamento  delle  sanzioni  amministrative  pecuniarie  al  fine   di

garantire  l’efficacia  del  sistema  sanzionatorio,  in  particolare

prevedendo la graduazione delle sanzioni in funzione  della  gravita’

delle fattispecie, della frequenza e dell’effettiva pericolosita’ del

comportamento,  con  l’introduzione   anche   di   misure   riduttive

dell’entita’ delle sanzioni in caso di assolvimento dell’obbligo  del

pagamento in tempi ristretti, nonche’ l’ampliamento delle fattispecie

incidenti nella materia della  sicurezza  nautica  per  le  quali  e’

prevista la sospensione e la revoca delle patenti nautiche;

  bb) adeguamento alla direttiva 2013/53/UE del Parlamento europeo  e

del Consiglio, del 20 novembre 2013;

  cc) abrogazione espressa delle norme incompatibili.

  3. Gli schemi dei decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono

adottati d’intesa con la Conferenza unificata di cui  all’articolo  8

del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

  4. Gli schemi dei decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono

trasmessi alle Camere ai fini dell’espressione dei  pareri  da  parte

delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili

finanziari. I pareri sono resi  entro  venti  giorni  dalla  data  di

trasmissione e  indicano  specificamente  le  eventuali  disposizioni

ritenute non conformi ai principi  e  criteri  direttivi  di  cui  al

presente articolo. Il Governo, esaminati i pareri,  ritrasmette  alle

Camere, con le sue osservazioni e con le eventuali modificazioni,  il

testo  per  il  parere  definitivo   delle   competenti   Commissioni

parlamentari,  da  esprimere  entro  venti  giorni  dalla   data   di

trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere

emanati.

  5. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dei  decreti

legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei  principi  e  criteri

direttivi previsti dal comma 2 e con le modalita’ di cui al  presente

articolo, il Governo e’ autorizzato ad adottare uno  o  piu’  decreti

legislativi contenenti  disposizioni  correttive  e  integrative  dei

decreti legislativi medesimi.

  6. Con uno o piu’ decreti da adottare ai  sensi  dell’articolo  17,

comma 3, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  il  Ministro  delle

infrastrutture  e  dei  trasporti,  di  concerto   con   i   Ministri

interessati, modifica la disciplina prevista dal regolamento  di  cui

al decreto del Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  29

luglio 2008, n. 146, al fine di assicurare piena  compatibilita’  con

le innovazioni introdotte nell’esercizio della  delega  di  cui  alla

presente legge.

  7. Dai decreti legislativi di cui al comma 1  non  devono  derivare

nuovi o maggiori oneri  o  diminuzioni  di  entrate  a  carico  della

finanza pubblica ed essi non devono comportare aggravio di spese  per

i cittadini. In conformita’ all’articolo 17, comma 2, della legge  31

dicembre  2009,  n.  196,  qualora  uno  o  piu’  decreti   attuativi

determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino  compensazione  al

proprio interno, i decreti legislativi dai  quali  derivano  nuovi  o

maggiori oneri sono emanati solo  successivamente  o  contestualmente

all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che  stanzino  le

occorrenti risorse finanziarie.

  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi’ 7 ottobre 2015

 

                             MATTARELLA

 

 

                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei

                                ministri

 

                                Delrio, Ministro delle infrastrutture

                                e dei trasporti

 

Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. (15G00136)

Redazione

LEGGE 6 agosto 2015, n. 132 

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27  giugno2015, n. 83, recante misure urgenti in materia fallimentare, civile eprocessuale   civile   e   di    organizzazione    e    funzionamentodell'amministrazione giudiziaria. (15G00136) 

(GU n.192 del 20-8-2015 – Suppl. Ordinario n. 50)

 

 Vigente al: 21-8-2015  

 

     La Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hannoapprovato;                     IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA                                 Promulga  la seguente legge:                                Art. 1    1. Il decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, recante  misure  urgentiin  materia  fallimentare,  civile  e   processuale   civile   e   diorganizzazione e funzionamento dell'amministrazione  giudiziaria,  e'convertito in legge con le modificazioni riportate in  allegato  allapresente legge.   2. L'articolo  3  del  decreto-legge  4  luglio  2015,  n.  92,  e'abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati  e  sonofatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sullabase del medesimo articolo 3 del decreto-legge n. 92 del 2015.   3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quellodella sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.   La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inseritanella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.      Data a Roma, addi' 6 agosto 2015                               MATTARELLA                                     Renzi, Presidente del Consiglio dei                                  ministri                                    Padoan,  Ministro  dell'economia  e                                  delle finanze                                    Orlando, Ministro della giustizia   Visto, il Guardasigilli: Orlando  
                                                             Allegato  MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE  AL  DECRETO-LEGGE  27                         GIUGNO 2015, N. 83      All'articolo 1, comma 1:       alla lettera a), le  parole:  «commi  secondo  e  terzo,»  sonosostituite dalle seguenti: «commi secondo e terzo»;     e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:       «c-bis) al quinto comma,  primo  periodo,  le  parole:  "quartocomma" sono sostituite dalle seguenti:  "quinto  comma  del  presentearticolo"».      All'articolo 2, comma 1, capoverso Art. 163-bis:       il primo comma e' sostituito dal seguente:       «Quando il piano di concordato di cui all'articolo 161, secondocomma, lettera e), comprende una offerta da parte di un soggetto gia'individuato avente ad oggetto il trasferimento in suo  favore,  ancheprima dell'omologazione, verso un corrispettivo in denaro o  comunquea titolo oneroso dell'azienda o di uno o piu'  rami  d'azienda  o  dispecifici beni,  il  tribunale  dispone  la  ricerca  di  interessatiall'acquisto disponendo l'apertura di un procedimento  competitivo  anorma delle disposizioni previste  dal  secondo  comma  del  presentearticolo. Le disposizioni del presente articolo  si  applicano  anchequando il debitore ha stipulato un contratto che  comunque  abbia  lafinalita' del trasferimento  non  immediato  dell'azienda,  del  ramod'azienda o di specifici beni»;       al secondo comma, il primo  periodo  e'  soppresso  e  dopo  ilsecondo periodo e' inserito il seguente: «Con il medesimo decreto  e'in ogni caso  disposta  la  pubblicita'  sul  portale  delle  venditepubbliche di cui all'articolo 490 del codice di procedura  civile  ede' stabilito l'aumento minimo del corrispettivo di cui al primo commadel presente articolo che le offerte devono prevedere.».      All'articolo 3:       al comma 1, lettera c), secondo capoverso, il primo periodo  e'sostituito dal seguente: «Le proposte di concordato  concorrenti  nonsono ammissibili se nella relazione di cui  all'articolo  161,  terzocomma, il professionista attesta che la proposta  di  concordato  deldebitore assicura il  pagamento  di  almeno  il  quaranta  per  centodell'ammontare dei crediti chirografari o, nel caso di concordato concontinuita' aziendale di  cui  all'articolo  186-bis,  di  almeno  iltrenta per cento dell'ammontare dei crediti chirografari.»;       al comma 5, lettera a), secondo periodo, le parole: «il propriodissenso» sono sostituite dalle seguenti: «il proprio voto»;     dopo il comma 5 e' inserito il seguente:       «5-bis. All'articolo 181 del regio decreto 16  marzo  1942,  n.267,  e  successive  modificazioni,  le  parole:  "sei   mesi"   sonosostituite dalle seguenti: "nove mesi"»;       al comma 6, ultimo capoverso, primo periodo,  le  parole:  «iviincluso» sono sostituite dalle seguenti: «ivi inclusi».      L'articolo 4 e' sostituito dal seguente:     «Art. 4. (Disposizioni  in  materia  di  proposta  di  concordatopreventivo e di adesione alla stessa). - 1. Al regio decreto 16 marzo1942, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:       a) all'articolo 160 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:         "In ogni caso la proposta di concordato  deve  assicurare  ilpagamento di almeno il venti per  cento  dell'ammontare  dei  creditichirografari. La disposizione di cui al presente comma non si applicaal concordato con continuita' aziendale di cui all'articolo 186-bis";       b) all'articolo 161:     1) al secondo comma, lettera e),  dopo  le  parole:  "adempimentodella proposta" sono aggiunte  le  seguenti:  ";  in  ogni  caso,  laproposta  deve  indicare  l'utilita'  specificamente  individuata  edeconomicamente valutabile che il proponente si obbliga ad  assicurarea ciascun creditore";     2) al quinto comma e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Alpubblico ministero e' trasmessa altresi' copia degli atti e documentidepositati a norma del secondo e del terzo comma, nonche' copia dellarelazione del commissario giudiziale prevista dall'articolo 172.";       c) all'articolo  163,  secondo  comma,  come  modificato  dallalettera b) del comma 1  dell'articolo  3  del  presente  decreto,  e'aggiunto, in fine, il seguente numero:         "4-bis) ordina al ricorrente  di  consegnare  al  commissariogiudiziale  entro  sette  giorni  copia  informatica  o  su  supportoanalogico delle scritture contabili e fiscali obbligatorie";       d) all'articolo 165, come modificato dal comma 2  dell'articolo3 del presente decreto, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:         "Il commissario giudiziale comunica senza ritardo al pubblicoministero i fatti che possono  interessare  ai  fini  delle  indaginipreliminari in sede penale e  dei  quali  viene  a  conoscenza  nellosvolgimento delle sue funzioni";       e) all'articolo 172, primo comma, come modificato dalla letteraa) del comma 3 dell'articolo 3 del presente decreto,  dopo  il  primoperiodo e' inserito il seguente: "Nella relazione il commissario deveillustrare le utilita' che, in caso  di  fallimento,  possono  essereapportate dalle azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie  chepotrebbero essere promosse nei confronti di terzi.";       f)  all'articolo  178,  il  quarto  comma  e'  sostituito   dalseguente:         "I creditori che non hanno esercitato  il  voto  possono  farpervenire lo stesso per telegramma o per lettera o per telefax o  perposta elettronica nei  venti  giorni  successivi  alla  chiusura  delverbale. Le manifestazioni di voto sono annotate dal  cancelliere  incalce al verbale"».      All'articolo 5, comma 1:       la lettera a) e' sostituita dalla seguente:         «a)  al  secondo  comma,  le  parole:  "durante  i  due  annianteriori alla dichiarazione di fallimento" sono soppresse»;       alla lettera b):     all'alinea,  le  parole:  «terzo  comma»  sono  sostituite  dalleseguenti: «secondo comma»;     il primo capoverso e' soppresso;         il secondo capoverso e' sostituito dal seguente:         «Il curatore e' nominato tenuto conto  delle  risultanze  deirapporti riepilogativi di cui all'articolo 33, quinto comma».      All'articolo 6:     al comma 1,  lettera  a),  le  parole:  «di  tale  termine»  sonosostituite dalle seguenti: «del termine di centottanta giorni di  cuial primo periodo»;     e' aggiunto, in fine, il seguente comma:       «1-bis. All'articolo 64 del regio decreto  16  marzo  1942,  n.267, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:         "I beni oggetto  degli  atti  di  cui  al  primo  comma  sonoacquisiti al patrimonio del fallimento  mediante  trascrizione  dellasentenza dichiarativa di fallimento. Nel  caso  di  cui  al  presentearticolo  ogni  interessato  puo'   proporre   reclamo   avverso   latrascrizione a norma dell'articolo 36"».      All'articolo 7, comma 1:     alla lettera a) sono premesse le seguenti:         «0a) all'articolo 39, terzo comma, e' aggiunto, in  fine,  ilseguente periodo: "Salvo che non ricorrano giustificati motivi,  ogniacconto  liquidato  dal  tribunale  deve   essere   preceduto   dallapresentazione di un progetto di ripartizione parziale.";         0b) all'articolo 43 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:         "Le controversie in cui e' parte un fallimento sono  trattatecon  priorita'.  Il  capo  dell'ufficio  trasmette   annualmente   alpresidente della corte di  appello  i  dati  relativi  al  numero  diprocedimenti in cui e'  parte  un  fallimento  e  alla  loro  durata,nonche' le disposizioni adottate per la finalita' di cui  al  periodoprecedente. Il presidente della corte di appello ne  da'  atto  nellarelazione sull'amministrazione della giustizia"»;     e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:       «b-bis) all'articolo 169 e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguentecomma:         "Si applica  l'articolo  43,  quarto  comma,  sostituendo  alfallimento l'impresa ammessa al concordato preventivo"».      All'articolo 8, comma 1:     alla lettera b), primo periodo, le parole: «contratti in corso diesecuzione»  sono  sostituite  dalle  seguenti:   «contratti   ancoraineseguiti o non compiutamente eseguiti»;     alla lettera c), le parole: «articolo 161,» sono sostituite dalleseguenti: «articolo 161».      All'articolo 9, comma 1, capoverso Art. 182-septies:     alla rubrica, le  parole:  «con  intermediari  finanziarie»  sonosostituite dalle seguenti: «con intermediari finanziari»;     al secondo comma, il quarto periodo e' soppresso;     al quarto comma, alinea, terzo periodo, dopo le  parole:  «previoaccertamento» sono inserite le seguenti: «, avvalendosi  ove  occorradi un ausiliario,»;     al  quinto  comma,  la  parola:  «questa»  e'  sostituita   dalleseguenti: «la convenzione di moratoria»;     al sesto comma, le parole: «relazione del professionista ai sensidell'articolo 67» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «relazione  delprofessionista designato a norma dell'articolo 67»;     al  settimo  comma,  le  parole:  «puo'  essere   imposta»   sonosostituite dalle seguenti: «possono essere imposti»;     dopo il settimo comma e' aggiunto il seguente:       «La   relazione   dell'ausiliario   e'   trasmessa   a    normadell'articolo 161, quinto comma».      All'articolo 13:     al comma 1:       alla lettera b), numero 2), capoverso, le parole: «Su  istanza»sono sostituite dalle seguenti: «Anche su istanza»;     dopo la lettera c) e' inserita la seguente:       «c-bis) all'articolo 495, il  sesto  comma  e'  sostituito  dalseguente:         "Con l'ordinanza che ammette  la  sostituzione,  il  giudice,quando le cose pignorate siano costituite da  beni  immobili  o  cosemobili, dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramentocon il versamento dell'intera somma"»;     dopo la lettera d) e' inserita la seguente:       «d-bis) all'articolo 521-bis:     1) al primo comma, le parole: "Il  pignoramento  di  autoveicoli,motoveicoli e rimorchi si esegue"  sono  sostituite  dalle  seguenti:"Oltre che con le forme previste dall'articolo 518,  il  pignoramentodi autoveicoli, motoveicoli e rimorchi puo' essere eseguito anche"  esono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "o, in mancanza, a quellopiu' vicino";     2) al quarto comma, dopo le parole:  "accertano  la  circolazionedei beni  pignorati"  sono  inserite  le  seguenti:  "o  comunque  lirinvengono" e le parole: "autorizzato ad operare nel  territorio  delcircondario nel quale e' compreso il" sono sostituite dalle seguenti:"piu' vicino al";     3) dopo il sesto comma e' inserito il seguente:         "In deroga a quanto previsto dall'articolo 497, l'istanza  diassegnazione o l'istanza di  vendita  deve  essere  depositata  entroquarantacinque giorni dal deposito da parte del creditore della  notadi iscrizione a norma del presente articolo ovvero  dal  deposito  daparte di quest'ultimo  delle  copie  conformi  degli  atti,  a  normadell'articolo  159-ter  delle  disposizioni  per   l'attuazione   delpresente codice"»;       alla  lettera  g),  capoverso,  le  parole:   «,   oltre   allapubblicita' disposta dal giudice» sono sostituite dalle seguenti:  «.In ogni caso  fornisce  prova  di  avere  effettuato  la  pubblicita'disposta dal giudice»;     dopo la lettera m) sono inserite le seguenti:       «m-bis) all'articolo 548:     1) al  primo  comma,  dopo  le  parole:  "di  assegnazione"  sonoinserite  le  seguenti:  "se  l'allegazione  del  creditore  consentel'identificazione del credito o dei beni di appartenenza del debitorein possesso del terzo";     2) al secondo comma, le parole: ", primo comma," sono soppresse;     m-ter) all'articolo 549,  il  primo  periodo  e'  sostituito  dalseguente: "Se  sulla  dichiarazione  sorgono  contestazioni  o  se  aseguito della  mancata  dichiarazione  del  terzo  non  e'  possibilel'esatta identificazione del credito  o  dei  beni  del  debitore  inpossesso del terzo, il giudice dell'esecuzione, su istanza di  parte,provvede  con  ordinanza,  compiuti  i  necessari  accertamenti   nelcontraddittorio tra le parti e con il terzo."»;     alla lettera p), numero 2), secondo periodo, dopo le parole:  «ilprezzo base determinato a norma dell'articolo 568,» sono inserite  leseguenti: «l'offerta minima,»;     alla lettera s):     al numero 2), le parole da: «Se la gara» fino a: «per primo» sonosostituite dalle seguenti:  «Se  sono  state  presentate  istanze  diassegnazione a norma dell'articolo 588 e  il  prezzo  indicato  nellamigliore offerta o nell'offerta presentata per prima e' inferiore  alvalore dell'immobile stabilito nell'ordinanza di vendita, il  giudicenon fa luogo alla vendita e procede all'assegnazione»;     al numero 3), le parole:  «e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguentecomma» sono sostituite dalle seguenti: «sono  aggiunti,  in  fine,  iseguenti commi» e dopo le parole: «nell'offerta stessa.» e'  aggiuntoil seguente capoverso: «Se il prezzo offerto all'esito della gara  dicui al primo comma e' inferiore  al  valore  dell'immobile  stabilitonell'ordinanza di vendita, il  giudice  non  fa  luogo  alla  venditaquando  sono  state  presentate  istanze  di  assegnazione  ai  sensidell'articolo 588»;     dopo la lettera cc) sono inserite le seguenti:     «cc-bis) all'articolo 591-ter, il terzo periodo e' sostituito dalseguente: "Contro il provvedimento del giudice e' ammesso il  reclamoai sensi dell'articolo 669-terdecies.";     cc-ter) l'articolo 614-bis e' sostituito dal seguente titolo:         "TITOLO IV-bis - DELLE MISURE DI COERCIZIONE INDIRETTA      Art.  614-bis  (Misure  di  coercizione  indiretta).  -  Con   ilprovvedimento di condanna all'adempimento  di  obblighi  diversi  dalpagamento  di  somme  di  denaro  il  giudice,  salvo  che  cio'  siamanifestamente iniquo, fissa, su richiesta  di  parte,  la  somma  didenaro dovuta  dall'obbligato  per  ogni  violazione  o  inosservanzasuccessiva ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento.Il provvedimento di condanna  costituisce  titolo  esecutivo  per  ilpagamento delle somme dovute per ogni violazione o  inosservanza.  Ledisposizioni  di  cui  al  presente  comma  non  si  applicano   allecontroversie di lavoro subordinato pubblico o privato e  ai  rapportidi collaborazione coordinata e continuativa di cui all'articolo 409.     Il giudice determina l'ammontare della  somma  di  cui  al  primocomma tenuto conto del valore della controversia, della natura  dellaprestazione, del danno quantificato o prevedibile  e  di  ogni  altracircostanza utile";     alla lettera ee), capoverso Art. 631-bis, dopo  le  parole:  «dalgiudice» sono inserite le seguenti:       «per causa imputabile al creditore pignorante  o  al  creditoreintervenuto  munito  di  titolo  esecutivo»  e  le   parole:   «delledisposizione» sono sostituite dalle seguenti: «delle disposizioni»;     alla lettera ff), il numero 2) e' sostituito dal seguente:       «2) al secondo comma, al primo  periodo,  le  parole:  "o  allequali le stesse possono accedere" e le parole: "nel pubblico registroautomobilistico" sono soppresse e sono aggiunti, in fine, i  seguentiperiodi: "L'ufficiale giudiziario procede a pignoramento  munito  deltitolo  esecutivo  e  del  precetto,  anche  acquisendone  copia  dalfascicolo informatico.  Nel  caso  di  cui  al  primo  comma,  quartoperiodo,  il  precetto  e'  consegnato  o   trasmesso   all'ufficialegiudiziario prima che si proceda al pignoramento."»;     il comma 2 e' sostituito dal seguente:       «2. Per gli interventi informatici connessi alla  realizzazionedel portale delle vendite pubbliche di cui al comma 1, e' autorizzatala spesa di euro 900.000 per l'anno 2015 e, per quelli concernenti lamanutenzione e il funzionamento del medesimo portale, di euro 200.000annui a decorrere dall'anno 2016».      All'articolo 14:     al comma 1:     alla lettera a) e' premessa la seguente:       «0a) all'articolo 155-quater, il primo comma e' sostituito  dalseguente:         "Le pubbliche  amministrazioni  che  gestiscono  banche  daticontenenti  informazioni  utili  ai  fini  della   ricerca   di   cuiall'articolo  492-bis  del  codice  mettono  a   disposizione   degliufficiali  giudiziari  gli  accessi,  con   le   modalita'   di   cuiall'articolo 58 del codice di cui  al  decreto  legislativo  7  marzo2005, n. 82, e successive modificazioni, su richiesta  del  Ministerodella giustizia. Sino a quando non  sono  definiti  dall'Agenzia  perl'Italia digitale gli standard di comunicazione e le regole  tecnichedi cui al comma 2 del predetto articolo 58 e, in  ogni  caso,  quandol'amministrazione che gestisce la banca dati  o  il  Ministero  dellagiustizia non dispongono dei sistemi informatici per la  cooperazioneapplicativa di cui all'articolo 72, comma 1, lettera e), del medesimocodice di cui al decreto legislativo n. 82  del  2005,  l'accesso  e'consentito previa stipulazione, senza nuovi o maggiori oneri  per  lafinanza pubblica, di una  convenzione  finalizzata  alla  fruibilita'informatica dei dati, sentito il Garante per la protezione  dei  datipersonali. Il Ministero della  giustizia  pubblica  sul  portale  deiservizi telematici  l'elenco  delle  banche  dati  per  le  quali  e'operativo  l'accesso  da  parte  dell'ufficiale  giudiziario  per  lefinalita' di cui all'articolo 492-bis del codice"»;     alla lettera a), il numero 2) e' sostituito dal seguente:       «2) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:         "La  disposizione  di  cui  al  primo   comma   si   applica,limitatamente a ciascuna delle  banche  dati  comprese  nell'anagrafetributaria, ivi incluso l'archivio dei rapporti finanziari, nonche' aquelle degli enti previdenziali, sino all'inserimento  di  ognuna  diesse nell'elenco di cui all'articolo 155-quater, primo comma"»;     dopo la lettera a) sono inserite le seguenti:     «a-bis) dopo l'articolo 159-bis e' inserito il seguente:         "Art. 159-ter. (Iscrizione a ruolo del processo esecutivo perespropriazione a cura di soggetto diverso  dal  creditore).  -  Coluiche, prima che il creditore abbia depositato la nota di iscrizione  aruolo prevista dagli articoli 518, 521-bis, 543  e  557  del  codice,deposita per primo un atto o un'istanza deve depositare  la  nota  diiscrizione a ruolo e una copia dell'atto di pignoramento.  Quando  aldeposito della nota di iscrizione a ruolo procede uno dei soggetti dicui all'articolo 16-bis, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre  2012,n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre  2012,n.  221,  e  successive  modificazioni,  diverso  dal  creditore,  ildeposito puo' aver luogo con modalita' non  telematiche  e  la  copiadell'atto di pignoramento  puo'  essere  priva  dell'attestazione  diconformita'. Quando l'istanza  proviene  dall'ufficiale  giudiziario,anche nel caso di cui all'articolo  520,  primo  comma,  del  codice,all'iscrizione a ruolo  provvede  d'ufficio  il  cancelliere.  Quandol'iscrizione a ruolo ha luogo  a  norma  del  presente  articolo,  ilcreditore, nei termini di cui agli articoli 518, 521-bis, 543  e  557del codice, provvede, a pena  di  inefficacia  del  pignoramento,  aldeposito delle copie conformi  degli  atti  previsti  dalle  predettedisposizioni  e  si  applica  l'articolo   164-ter   delle   presentidisposizioni";       a-ter) all'articolo 161  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguentecomma:         "Il compenso dell'esperto  o  dello  stimatore  nominato  dalgiudice o dall'ufficiale giudiziario  e'  calcolato  sulla  base  delprezzo ricavato dalla vendita. Prima della vendita non possono essereliquidati acconti in misura superiore  al  cinquanta  per  cento  delcompenso calcolato sulla base del valore di stima"»;     alla lettera c), capoverso 161-quater, primo  comma,  le  parole:«del creditore  procedente»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «delcreditore pignorante o del creditore  intervenuto  munito  di  titoloesecutivo» e le parole: «entro sei mesi dall'entrata in vigore  dellalegge di conversione del  presente  decreto»  sono  sostituite  dalleseguenti: «entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  dellapresente disposizione»;     alla lettera d), le parole: «dopo  l'articolo  169-quinquies,  e'inserito il seguente: "169-sexies» sono  sostituite  dalle  seguenti:«nel  capo  II  del  titolo  IV,  dopo  l'articolo  169-quinquies  e'aggiunto, in fine, il seguente: "Art. 169-sexies» e dopo  le  parole:«Alle domande» sono inserite le seguenti: «di iscrizione all'elenco»;     al comma 2, capoverso Art. 16-novies, comma 5, le parole:  «entrosei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto» sono sostituitedalle seguenti: «entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente disposizione»;     al comma 3:       alla lettera a), al secondo periodo, le parole:  «dell'articolo530, quarto comma, del codice di procedura  civile»  sono  sostituitedalle seguenti: «dell'articolo 532, secondo comma, terzo periodo, delcodice di procedura civile» e dopo il secondo periodo e' inserito  ilseguente: «La disposizione di cui al periodo  precedente  si  applicaanche nel caso di inefficacia del pignoramento a norma  dell'articolo164-ter o dell'articolo 159-ter delle disposizioni  per  l'attuazionedel codice di procedura civile.»;       alla lettera  c),  le  parole:  «coordinatore  l'ufficio»  sonosostituite dalle seguenti: «coordinatore dell'ufficio».      All'articolo 15, comma 1:     all'alinea, le  parole:  «Dopo  l'articolo  18  del  decreto  delPresidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e' inserito» sonosostituite dalle seguenti: «Nel titolo I della  parte  II  del  testounico di cui al decreto del Presidente  della  Repubblica  30  maggio2002, n. 115, e  successive  modificazioni,  dopo  l'articolo  18  e'aggiunto, in fine,»;     al capoverso Art. 18-bis, comma 1,  quinto  periodo,  le  parole:«beni diversi da quelli di cui al periodo precedente» sono sostituitedalle seguenti: «beni diversi da quelli di cui al primo  periodo  delpresente comma».      All'articolo 18 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:       «1-bis.  In  considerazione  della  particolare  situazione  diorganico della magistratura contabile e al fine di salvaguardare,  infase transitoria, la  funzionalita'  degli  uffici  per  il  regolaresvolgimento  dell'attivita'  di  controllo   e   giurisdizionale,   itrattenimenti in servizio dei magistrati della Corte dei  conti  sonofatti salvi fino al completamento della procedura di reclutamento  inatto alla data di entrata in vigore del presente decreto  e  in  ognicaso fino al 30 giugno 2016».      Dopo l'articolo 18 sono inseriti i seguenti:     «Art. 18-bis. (Disposizioni per il ricambio  generazionale  nellamagistratura onoraria). -  1.  Sino  all'attuazione  del  complessivoriordino del ruolo e delle funzioni della  magistratura  onoraria,  igiudici di pace, i giudici onorari di tribunale e i vice  procuratorionorari, in servizio alla data del 31 dicembre  2015  e  che  abbianocompiuto il settantaduesimo anno di eta', cessano  dall'ufficio  allapredetta data. I giudici di pace, i giudici onorari di tribunale e  ivice procuratori onorari, in servizio alla data del 31 dicembre  2016e che tra il 1° gennaio e il 31  dicembre  2016  compiono  almeno  ilsettantesimo anno di eta', cessano dall'ufficio a quest'ultima data.     Art.  18-ter.  (Applicazioni  straordinarie  di  magistrati   perl'emergenza connessa  con  i  procedimenti  di  riconoscimento  dellostatus di persona internazionalmente protetta  e  altri  procedimentigiudiziari connessi ai fenomeni dell'immigrazione). -  1.  In  derogaalla  disciplina  degli  articoli  110  e  seguenti  dell'ordinamentogiudiziario, di cui al regio  decreto  30  gennaio  1941,  n.  12,  esuccessive modificazioni, il Consiglio superiore  della  magistraturapredispone un piano straordinario di  applicazioni  extradistrettualidiretto  a  fronteggiare  l'incremento  del  numero  di  procedimentigiurisdizionali connessi con le richieste di  accesso  al  regime  diprotezione internazionale e umanitaria da parte dei migranti presentisul territorio nazionale e di altri procedimenti giudiziari  connessiai fenomeni dell'immigrazione.  A  tale  fine  il  Consiglio  procedeall'individuazione degli uffici  giudiziari  presso  i  quali  si  e'verificato il maggiore incremento dei  suddetti  procedimenti  e  delnumero dei magistrati da  applicare,  fino  a  un  massimo  di  ventiunita', e stabilisce secondo criteri di urgenza le modalita'  per  laprocedura di interpello e la sua definizione.     2. In deroga a quanto previsto  dal  comma  5  dell'articolo  110dell'ordinamento giudiziario, di cui  al  regio  decreto  30  gennaio1941, n. 12, e successive modificazioni, l'applicazione ha durata  didiciotto mesi, rinnovabile per un periodo non superiore  a  ulteriorisei mesi.     3.  Il  magistrato  applicato   a   seguito   di   disponibilita'manifestata con riferimento agli interpelli di  cui  al  comma  1  hadiritto,  ai  fini  di  futuri  trasferimenti,  a  un  punteggio   dianzianita'  aggiuntivo  pari  a  0,10  per  ogni  otto  settimane  dieffettivo esercizio di funzioni oltre alla misura del  50  per  centodell'indennita' di cui all'articolo 2 della legge 4 maggio  1998,  n.133, e successive modificazioni.     4. Per le finalita' di cui al comma 3 e' autorizzata la spesa  dieuro 173.870 per l'anno 2015, di euro 521.611 per l'anno  2016  e  dieuro 347.741 per l'anno 2017. Al relativo onere si provvede  mediantecorrispondente riduzione dello stanziamento, per gli anni 2015,  2016e 2017, del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai  fini  delbilancio triennale 2015-2017, nell'ambito  del  programma  "Fondi  diriserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire"  dello  statodi previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per  l'anno2015, allo scopo parzialmente utilizzando  l'accantonamento  relativoal Ministero della giustizia.     5. Il Ministro dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».      All'articolo 19:     al comma 1:       alla lettera a):       al numero 1) e' premesso il seguente:         «01) al comma 1 e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:"In ogni caso, i  medesimi  dipendenti  possono  depositare,  con  lemodalita' previste dal presente comma, gli atti e i documenti di  cuial medesimo comma."»;       al numero 1), il capoverso 1-bis e' sostituito dal seguente:         «1-bis. Nell'ambito dei procedimenti civili, contenziosi e divolontaria giurisdizione innanzi ai tribunali e, a decorrere  dal  30giugno 2015, innanzi alle corti  di  appello  e'  sempre  ammesso  ildeposito telematico di ogni atto diverso da quelli previsti dal comma1 e dei documenti che si  offrono  in  comunicazione,  da  parte  deldifensore  o  del  dipendente  di   cui   si   avvale   la   pubblicaamministrazione per stare in giudizio personalmente, con le modalita'previste  dalla  normativa   anche   regolamentare   concernente   lasottoscrizione,  la  trasmissione  e  la  ricezione   dei   documentiinformatici. In tal caso il deposito si perfeziona esclusivamente contali modalita'»;       dopo il numero 1) sono inseriti i seguenti:         «1-bis) al comma 2, quarto  periodo,  dopo  le  parole:  "dalcomma 9-bis" sono inserite le seguenti: "e dall'articolo 16-decies";         1-ter) al comma 9 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:"Fatto salvo quanto previsto dal periodo precedente, con decreto  nonavente natura regolamentare il Ministro  della  giustizia  stabiliscemisure organizzative per l'acquisizione anche di copia cartacea degliatti depositati con modalita' telematiche nonche' per la riproduzionesu  supporto  analogico  degli  atti  depositati  con   le   predettemodalita', nonche' per la gestione e la conservazione delle  predettecopie cartacee. Con il medesimo decreto sono  altresi'  stabilite  lemisure organizzative per la gestione e la  conservazione  degli  attidepositati su supporto cartaceo a norma dei commi 4 e 8,  nonche'  aisensi del periodo precedente."»;       il numero 2) e' sostituito dal seguente:       «2) al comma 9-bis:     2.1) al primo periodo, dopo le parole:  "presenti  nei  fascicoliinformatici" sono inserite le seguenti: "o trasmessi in allegato allecomunicazioni telematiche" e dopo  le  parole:  "firma  digitale  delcancelliere" sono aggiunte, in fine, le seguenti: "di attestazione diconformita' all'originale";     2.2) al  secondo  periodo,  dopo  la  parola:  "difensore,"  sonoinserite le seguenti: "il dipendente di cui  si  avvale  la  pubblicaamministrazione per stare in giudizio personalmente,"»;     dopo il numero 2) sono aggiunti i seguenti:     «2-bis) al comma 9-septies sono aggiunti,  in  fine,  i  seguentiperiodi: "I rapporti riepilogativi di cui al  presente  comma  devonocontenere i dati identificativi dell'esperto  che  ha  effettuato  lastima. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche aiprospetti  riepilogativi  delle  stime  e  delle   vendite   di   cuiall'articolo 169-quinquies delle disposizioni  per  l'attuazione  delcodice di procedura civile e disposizioni transitorie.  Il  prospettoriepilogativo   deve   contenere   anche   i   dati    identificatividell'ufficiale giudiziario  che  ha  attribuito  il  valore  ai  benipignorati a norma dell'articolo 518 del codice di procedura civile.";     2-ter) dopo il comma 9-septies e' aggiunto il seguente:         "9-octies. Gli atti di parte e i  provvedimenti  del  giudicedepositati  con  modalita'  telematiche  sono  redatti   in   manierasintetica"»;       alla lettera b):       all'alinea,  le  parole:  «dopo  l'articolo   16-octies»   sonosostituite dalle seguenti:  «dopo  l'articolo  16-novies,  introdottodall'articolo 14, comma 2, del presente decreto»;     al capoverso Art. 16-decies:         alla rubrica, la parola:  «notificati»  e'  sostituita  dalleseguenti: «e dei provvedimenti»;     al comma 1:     al primo periodo, le parole: «formato  su  supporto  analogico  enotificato, con modalita' non telematiche, dall'ufficiale giudiziarioovvero a norma della legge 21 gennaio 1994, n. 53,»  sono  sostituitedalle seguenti: «processuale di  parte  o  di  un  provvedimento  delgiudice formato su supporto analogico e detenuto in  originale  o  incopia conforme,»;     al  secondo  periodo,  le  parole:  «dell'atto  notificato»  sonosostituite dalle seguenti: «o alla copia  conforme  dell'atto  o  delprovvedimento»;     il terzo periodo e' soppresso;     al capoverso Art. 16-undecies:     al comma 1, le parole: «dall'articolo 3-bis, comma 2, della» sonosostituite dalla seguente: «dalla»;     al comma 3, le  parole:  «e  contenente  l'indicazione  dei  datiessenziali per individuare univocamente la copia a cui si  riferisce;il predetto documento e' allegato al messaggio di  posta  elettronicacertificata  mediante  il  quale  la  copia  stessa   e'   depositatatelematicamente» sono sostituite dalle seguenti: «e  l'individuazionedella copia cui si  riferisce  ha  luogo  esclusivamente  secondo  lemodalita'  stabilite  nelle   specifiche   tecniche   stabilite   dalresponsabile per i sistemi informativi  automatizzati  del  Ministerodella giustizia»;     dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente:       «3-bis. I soggetti di cui all'articolo 16-decies, comma 1,  checompiono le attestazioni di conformita' previste  dalle  disposizionidella presente sezione, dal codice di procedura civile e dalla  legge21 gennaio 1994, n. 53, sono considerati pubblici ufficiali  ad  ognieffetto»;     dopo il comma 1 e' inserito il seguente:     «1-bis. All'articolo 3-bis, comma 2, della legge 21 gennaio 1994,n. 53, le parole: "attestandone la conformita' all'originale a  normadell'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo  2005,  n.82" sono sostituite dalle seguenti: "attestandone la conformita'  conle modalita' previste dall'articolo 16-undecies del decreto-legge  18ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17dicembre 2012, n. 221"»;     al comma 2, dopo le parole: «di euro 1 milione»  e'  inserita  laseguente: «annui»;     e' aggiunto, in fine, il seguente comma:       «2-bis. Al codice di cui al decreto legislativo 7  marzo  2005,n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:     a) all'articolo 58,  comma  2,  dopo  le  parole:  "comunicazionetelematica," sono inserite le seguenti:  "ivi  incluso  il  Ministerodella giustizia,";     b) all'articolo 71, comma 1, dopo le parole:  "di  concerto  con"sono inserite le seguenti: "il Ministro della giustizia e con"».      All'articolo 20 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:       «1-bis. Al decreto legislativo 2  luglio  2010,  n.  104,  sonoapportate le  seguenti  modificazioni  a  decorrere  dall'entrata  invigore del processo amministrativo telematico:     a) all'articolo 129, comma 4, dell'Allegato 1,  dopo  le  parole:"Le parti" sono inserite le  seguenti:  ",  ove  stiano  in  giudiziopersonalmente e non siano titolari di indirizzi di posta  elettronicacertificata risultanti dai pubblici elenchi,";     b) l'articolo 136, comma 2, dell'Allegato  1  e'  sostituito  dalseguente:         "2. I difensori costituiti, le parti nei casi in  cui  stianoin giudizio personalmente e  gli  ausiliari  del  giudice  depositanotutti gli atti e i  documenti  con  modalita'  telematiche.  In  casieccezionali, il presidente puo' dispensare dall'osservanza di  quantoprevisto dal presente comma, secondo  quanto  previsto  dalle  regoletecniche di cui all'articolo 13 delle norme di attuazione";     c) l'articolo 2, comma 5, dell'Allegato 2 e' abrogato;     d) l'articolo 5, comma 2, dell'Allegato 2 e' abrogato;     e) l'articolo 5, comma  3,  dell'Allegato  2  e'  sostituito  dalseguente:         "3. Allorche' riceve il deposito dell'atto  introduttivo  delgiudizio, il segretario  forma  il  fascicolo  d'ufficio  in  formatodigitale, corredato di indice  cronologico  degli  atti  e  documentidelle parti, dei verbali di udienza per  estratto,  di  ogni  atto  eprovvedimento del giudice, dei suoi ausiliari e della segreteria".     1-ter. L'articolo 16, comma 1,  del  decreto-legge  12  settembre2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10  novembre2014, n. 162, si  interpreta  nel  senso  che  si  applica  anche  alprocesso davanti ai tribunali amministrativi regionali e al Consigliodi Stato. Per l'effetto, all'articolo 54, comma  2,  dell'Allegato  1del decreto legislativo  2  luglio  2010,  n.  104,  le  parole:  "15settembre" sono sostituite dalle seguenti: "31 agosto",  a  decorreredall'entrata in vigore dell'articolo 16 del citato  decreto-legge  n.132 del 2014».      Dopo l'articolo 20 e' inserito il seguente:     «Art. 20-bis. (Disposizioni in materia di  informatizzazione  delprocesso contabile). - 1. L'articolo 43, comma 2,  del  decreto-legge24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge  11agosto 2014, n. 114, e' sostituito dal seguente:       "2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cuiagli articoli 16, 16-ter,  16-quater,  16-decies  e  16-undecies  deldecreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni,  inbase alle indicazioni tecniche, operative e temporali stabilite con idecreti di cui al comma 1 del presente articolo"».      L'articolo 21 e' sostituito dal seguente:       «Art. 21. (Disposizioni in materia di  fondo  per  l'efficienzadella giustizia). - 1. All'articolo 1,  comma  425,  della  legge  23dicembre 2014, n. 190, sono aggiunti, in fine,  i  seguenti  periodi:"Il Ministero della giustizia, in aggiunta alle procedure di  cui  alpresente comma e con le medesime modalita', acquisisce, a valere  sulfondo istituito ai sensi del comma  96,  un  contingente  massimo  di2.000 unita' di personale amministrativo proveniente  dagli  enti  diarea vasta, di cui 1.000 nel corso dell'anno 2016 e 1.000  nel  corsodell'anno  2017,  da  inquadrare   nel   ruolo   dell'amministrazionegiudiziaria. Attesa l'urgenza e in deroga alle clausole dei contrattio accordi collettivi  nazionali,  la  procedura  di  acquisizione  dipersonale di cui al presente comma ha carattere prioritario  su  ognialtra procedura  di  trasferimento  all'interno  dell'amministrazionedella giustizia."».      Nel titolo IV, dopo l'articolo 21 sono aggiunti i seguenti:      «Art.       21-bis.        (Incentivi        fiscali        alladegiurisdizionalizzazione). - 1. In via sperimentale, alle parti  checorrispondono o che hanno corrisposto nell'anno 2015 il compenso agliavvocati abilitati ad assisterli  nel  procedimento  di  negoziazioneassistita ai sensi del capo II del decreto-legge 12  settembre  2014,n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre  2014,n. 162, nonche' alle parti che corrispondono o che hanno corrisposto,nel medesimo periodo, il compenso agli arbitri  nel  procedimento  dicui al capo I del medesimo  decreto,  e'  riconosciuto,  in  caso  disuccesso della negoziazione, ovvero di conclusione dell'arbitrato conlodo,  un  credito  di  imposta  commisurato  al  compenso   fino   aconcorrenza di 250 euro, nel limite di spesa di 5 milioni di euro perl'anno 2016.     2. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto  con  ilMinistro dell'economia e delle finanze, da  adottare  entro  sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto, sono stabiliti le modalita' e la documentazione  daesibire a  corredo  della  richiesta  del  credito  di  imposta  e  icontrolli sull'autenticita' della stessa.     3. Il Ministero della giustizia comunica  all'interessato,  entroil 30  aprile  dell'anno  2016,  l'importo  del  credito  di  impostaeffettivamente spettante in relazione a ciascuno dei procedimenti  dicui ai capi I e II del  decreto-legge  12  settembre  2014,  n.  132,convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n.  162,determinato  in  misura  proporzionale  alle  risorse   stanziate   etrasmette, in via telematica, all'Agenzia delle entrate, l'elenco deibeneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati.     4. Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazionedei redditi per l'anno 2015 ed e' utilizzabile a decorrere dalla datadi ricevimento della comunicazione di cui al  comma  3  del  presentearticolo, in compensazione ai  sensi  dell'articolo  17  del  decretolegislativo 9  luglio  1997,  n.  241,  e  successive  modificazioni,nonche', da parte delle persone fisiche non titolari  di  redditi  diimpresa o di  lavoro  autonomo,  in  diminuzione  delle  imposte  suiredditi. Il credito di  imposta  non  da'  luogo  a  rimborso  e  nonconcorre alla formazione  del  reddito  ai  fini  delle  imposte  suiredditi, ne' del valore della produzione netta ai  fini  dell'impostaregionale sulle  attivita'  produttive  e  non  rileva  ai  fini  delrapporto di cui agli articoli 61 e 109,  comma  5,  del  testo  unicodelle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  dellaRepubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.     5. Agli oneri derivanti dall'attuazione  del  presente  articolo,pari a 5 milioni di  euro  per  l'anno  2016,  si  provvede  mediantecorrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1,  comma  96,della legge 23 dicembre 2014, n. 190.     6. Il Ministro dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.      Art.  21-ter.  (Disposizioni  relative  ai  soggetti  che   hannocompletato il tirocinio formativo di cui all'articolo 37,  comma  11,del  decreto-legge  6   luglio   2011,   n.   98,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111).  -  1.  Il  comma1-bis dell'articolo 50 del  decreto-legge  24  giugno  2014,  n.  90,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e'sostituito dai seguenti:       "1-bis. Con decreto del Ministro della giustizia,  da  adottaredi concerto con il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sonodeterminati il numero e i criteri per l'individuazione  dei  soggettiche hanno svolto il periodo di perfezionamento  di  cui  all'articolo37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, conmodificazioni, dalla legge 15  luglio  2011,  n.  111,  e  successivemodificazioni, che possano far parte dell'ufficio per il processo persvolgere un ulteriore periodo di perfezionamento per una  durata  nonsuperiore a dodici mesi, tenuto conto delle valutazioni di  merito  edelle  esigenze  organizzative  degli  uffici  giudiziari,   in   viaprioritaria    a    supporto    dei    servizi    di     cancelleria.Nell'individuazione dei criteri e' riconosciuta priorita' alla minoreeta' anagrafica ed e' assicurata  un'equa  ripartizione  territorialedelle  risorse,  tenendo  conto   delle   dimensioni   degli   ufficigiudiziari.  Con  il  medesimo  decreto  puo'  essere  attribuita  aisoggetti di cui al presente comma una  borsa  di  studio  nei  limitidelle risorse destinabili  e,  in  ogni  caso,  per  un  importo  nonsuperiore a 400 euro mensili. Il decreto fissa altresi'  i  requisitiper  l'attribuzione  della  borsa  di  studio,   tenuto   conto,   inparticolare,  del  titolo  di  studio,  dell'eta'  e  dell'esperienzaformativa.     1-ter. Lo svolgimento del  periodo  di  perfezionamento  non  da'diritto ad alcun  compenso  e  non  determina  l'insorgere  di  alcunrapporto  di  lavoro  subordinato  o  autonomo,   ne'   di   obblighiprevidenziali.     1-quater. Il completamento del periodo di perfezionamento  pressol'ufficio per il processo ai  sensi  del  comma  1-bis  del  presentearticolo costituisce titolo di preferenza a  parita'  di  merito,  aisensi  dell'articolo  5  del  regolamento  di  cui  al  decreto   delPresidente della Repubblica 9  maggio  1994,  n.  487,  e  successivemodificazioni, nei concorsi indetti dalla  pubblica  amministrazione.Nelle  procedure  concorsuali  indette   dall'amministrazione   dellagiustizia  sono  introdotti  meccanismi  finalizzati  a   valorizzarel'esperienza  formativa  acquisita  mediante  il  completamento   delperiodo di perfezionamento presso l'ufficio per il processo ai  sensidel citato comma 1-bis.     1-quinquies.  I  soggetti  che  hanno  completato  il   tirocinioformativo di cui all'articolo  37,  comma  11,  del  decreto-legge  6luglio 2011, n. 98, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  15luglio 2011, n. 111, e successive  modificazioni,  e  che  non  hannofatto parte dell'ufficio per il processo, hanno  comunque  titolo  dipreferenza  a  parita'  di  merito,  ai  sensi  dell'articolo  5  delregolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  9maggio 1994, n. 487, e successive modificazioni, nei concorsi indettidalla pubblica amministrazione".     2. Per le finalita' di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa  dieuro 2.604.333 per l'anno 2015 e di euro 5.208.667 per  l'anno  2016,cui si provvede mediante corrispondente riduzione del  fondo  di  cuiall'articolo 1, comma 96, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.     3. Il Ministro dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.      Art. 21-quater. (Misure per  la  riqualificazione  del  personaledell'amministrazione giudiziaria). - 1. Al fine di sanare  i  profilidi nullita', per violazione delle disposizioni degli articoli 14 e 15del  contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro   (CCNL)   compartoMinisteri 1998/2001, delle norme di cui agli articoli  15  e  16  delcontratto  collettivo  nazionale  integrativo   del   personale   nondirigenziale del Ministero della giustizia quadriennio 2006/2009  del29 luglio 2010, assicurando l'attuazione dei provvedimenti giudiziariin cui il predetto Ministero e' risultato soccombente, e di  definirei contenziosi giudiziari in corso, il Ministero  della  giustizia  e'autorizzato, nei limiti  delle  posizioni  disponibili  in  dotazioneorganica, a indire le procedure di contrattazione collettiva ai  finidella definizione di procedure interne, riservate  ai  dipendenti  inpossesso dei requisiti di legge gia' in servizio  alla  data  del  14novembre 2009, per il passaggio del personale inquadrato nel  profiloprofessionale di cancelliere e  di  ufficiale  giudiziario  dell'areaseconda al profilo professionale  di  funzionario  giudiziario  e  difunzionario dell'ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti  (UNEP)dell'area terza, con attribuzione della  prima  fascia  economica  diinquadramento, in conformita' ai citati articoli 14  e  15  del  CCNLcomparto Ministeri 1998/2001.  Ogni  effetto  economico  e  giuridicoconseguente  alle  procedure  di   riqualificazione   del   personaleamministrativo di cui al presente  articolo  decorre  dalla  completadefinizione delle relative procedure selettive.     2. Ai fini  del  rispetto  delle  previsioni  del  CCNL  compartoMinisteri 1998/2001, di  cui  al  comma  1,  il  rapporto  tra  postiriservati ai dipendenti e posti riservati agli  accessi  dall'esternoe' fissato nella percentuale, rispettivamente, del 50 per cento e del50 per cento, computando nella percentuale gli  accessi  dall'esternosulla base di procedure disposte o bandite a partire  dalla  data  dientrata in vigore del citato  CCNL,  ivi  compresi  gli  accessi  pereffetto  di  scorrimenti  di   graduatorie   concorsuali   di   altreamministrazioni  e  le  procedure  di  mobilita'   esterna   comunquedenominate, anche ai sensi dell'articolo 1, comma 425, della legge 23dicembre 2014, n. 190, come modificato dall'articolo 21 del  presentedecreto.     3. Il Ministero della  giustizia  procede  alla  rideterminazionedelle piante organiche conseguente alle procedure di cui ai commi 1 e2.     4. Le qualifiche di personale amministrativo di cancelliere e  diufficiale giudiziario restano ad esaurimento  in  area  seconda  sinoalla completa definizione delle procedure selettive di cui al comma 1e alla rideterminazione delle piante organiche di cui al comma 3.     5. Per le finalita' di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa nellimite di euro 25.781.938 a decorrere dall'anno 2016, cui si provvedemediante corrispondente utilizzo del fondo  di  cui  all'articolo  1,comma  96,  della  legge  23  dicembre  2014,  n.  190.  Il  Ministrodell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propridecreti, su proposta del Ministro della giustizia, le  variazioni  dibilancio necessarie alla ripartizione del citato fondo sui pertinenticapitoli in attuazione del presente articolo.      Art.   21-quinquies.   (Disposizioni   in   materia   di   ufficigiudiziari). - 1. Al fine di favorire la piena attuazione  di  quantoprevisto dall'articolo 1,  commi  526  e  seguenti,  della  legge  23dicembre 2014, n. 190, fino al 31 dicembre 2015, per le attivita'  dicustodia,  telefonia,  riparazione  e   manutenzione   ordinaria   inprecedenza svolte dal personale dei comuni gia' distaccato, comandatoo comunque specificamente destinato presso gli uffici  giudiziari,  imedesimi  uffici  giudiziari  possono  continuare  ad  avvalersi  deiservizi forniti  dal  predetto  personale  comunale,  sulla  base  diaccordi o convenzioni da concludere in sede locale,  autorizzati  dalMinistero della giustizia,  in  applicazione  e  nei  limiti  di  unaconvenzione quadro  previamente  stipulata  tra  il  Ministero  dellagiustizia e l'Associazione nazionale dei comuni italiani.     2. Nella convenzione quadro di  cui  al  comma  1  sono  fissati,secondo criteri di economicita'  della  spesa,  i  parametri  per  laquantificazione del corrispettivo dei  servizi  di  cui  al  medesimocomma 1.     3. Le autorizzazioni di cui al comma 1 sono rilasciate secondo  icriteri fissati nella convenzione quadro di cui al medesimo comma 1 enei limiti massimi complessivi  del  15  per  cento  della  dotazioneordinaria del capitolo di nuova istituzione previsto dall'articolo 1,comma 527, della legge 23 dicembre 2014, n.  190,  e  senza  nuovi  omaggiori oneri a carico della finanza pubblica.      Art.  21-sexies.  (Proroga   della   durata   dell'incarico   delcommissario   straordinario    nominato    per    la    realizzazionedell'intervento per la sicurezza degli uffici giudiziari aventi  sedenel Palazzo  di  giustizia  di  Palermo).  -  1.  Dopo  il  comma  99dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e' inserito  ilseguente:       "99-bis. I tempi per la realizzazione dell'investimento di  cuial comma 99 e la durata dell'incarico del  commissario  straordinariodi cui al medesimo comma sono prorogati fino  al  31  dicembre  2015.Entro il 30 settembre 2015, al  decreto  di  cui  al  comma  98  sonoapportate le modifiche necessarie conseguenti  alle  disposizioni  dicui al periodo precedente".      Art.  21-septies.  (Garanzie  dell'accordo  o   del   piano   delconsumatore). - 1. Dopo il comma 3 dell'articolo  8  della  legge  27gennaio 2012, n. 3, e' inserito il seguente:       "3-bis. Con riferimento alla proposta di accordo o di piano delconsumatore presentata da parte di chi  svolge  attivita'  d'impresa,possono prestare le garanzie di  cui  al  comma  2  i  consorzi  fidiautorizzati dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 107 del testounico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decretolegislativo 1° settembre 1993, n. 385,  e  successive  modificazioni,nonche'  gli  intermediari  finanziari  iscritti  all'albo   previstodall'articolo  106  del  medesimo  testo  unico  di  cui  al  decretolegislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni, assoggettatial controllo della  Banca  d'Italia.  Le  associazioni  antiracket  eantiusura iscritte nell'albo tenuto presso il Ministero  dell'internopossono  destinare  contributi  per   la   chiusura   di   precedentiesposizioni debitorie nel percorso di recupero da  sovraindebitamentocosi' come definito e disciplinato dalla presente legge. Il  rimborsodi tali contributi e' regolato all'interno della proposta di  accordoo di piano del consumatore".      Art. 21-octies. (Misure urgenti per l'esercizio dell'attivita' diimpresa di stabilimenti oggetto di sequestro giudiziario).  -  1.  Alfine di garantire il necessario  bilanciamento  tra  le  esigenze  dicontinuita'    dell'attivita'     produttiva,     di     salvaguardiadell'occupazione, della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute edell'ambiente  salubre,  nonche'  delle   finalita'   di   giustizia,l'esercizio dell'attivita' di impresa degli stabilimenti di interessestrategico nazionale non e' impedito dal provvedimento di  sequestro,come gia' previsto dall'articolo 1,  comma  4,  del  decreto-legge  3dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge  24dicembre 2012, n. 231, quando lo stesso si riferisca  ad  ipotesi  direato inerenti alla sicurezza dei lavoratori.     2. Tenuto conto della rilevanza degli interessi in  comparazione,nell'ipotesi di cui al comma  1,  l'attivita'  di  impresa  non  puo'protrarsi  per  un  periodo  di  tempo  superiore   a   dodici   mesidall'adozione del provvedimento di sequestro.     3. Per la prosecuzione dell'attivita' degli stabilimenti  di  cuial  comma  1,  senza  soluzione  di   continuita',   l'impresa   devepredisporre, nel termine perentorio di  trenta  giorni  dall'adozionedel provvedimento di sequestro, un piano recante misure  e  attivita'aggiuntive, anche di tipo provvisorio, per la tutela della  sicurezzasui luoghi di lavoro, riferite all'impianto oggetto del provvedimentodi sequestro. L'avvenuta  predisposizione  del  piano  e'  comunicataall'autorita' giudiziaria procedente.     4. Il piano e' trasmesso al comando provinciale  dei  vigili  delfuoco, agli uffici  dell'azienda  sanitaria  locale  e  dell'Istitutonazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)competenti per territorio per le rispettive attivita' di vigilanza  econtrollo, che devono garantire un costante monitoraggio  delle  areedi produzione oggetto di sequestro, anche mediante lo svolgimento  diispezioni dirette a verificare  l'attuazione  delle  misure  e  delleattivita'  aggiuntive  previste   nel   piano.   Le   amministrazioniprovvedono alle attivita' previste  dal  presente  comma  nell'ambitodelle  competenze  istituzionalmente  attribuite,  con   le   risorsepreviste a legislazione vigente.     5. Le disposizioni del presente articolo si  applicano  anche  aiprovvedimenti di sequestro gia' adottati  alla  data  di  entrata  invigore del decreto-legge 4 luglio 2015, n. 92, e i termini di cui  aicommi 2 e 3 decorrono dalla medesima data».      Alla rubrica del titolo IV sono aggiunte, in  fine,  le  seguentiparole: «nonche' altre disposizioni in materia di giustizia».      All'articolo 22, comma 2, le parole: «possono essere  annualmentedestinate»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «resesi   annualmentedisponibili,  possono  essere  destinate,  nel  corso  del   medesimoesercizio finanziario,».      All'articolo 23:     al comma 1 e' premesso il seguente periodo: «Le  disposizioni  dicui  all'articolo  1  si  applicano  ai  procedimenti  di  concordatopreventivo introdotti anche anteriormente alla  data  di  entrata  invigore del presente decreto.»;     al comma 6, le parole: «all'articolo 12, comma  1,  lettera  b),»sono sostituite dalle seguenti: «agli articoli 12 e»;     al comma 9, secondo periodo, dopo le parole: «quando il  giudice»sono inserite le seguenti: «o il professionista delegato»;     al comma 10, le parole: «Le disposizione» sono  sostituite  dalleseguenti: «Le disposizioni» e dopo le parole: «alle vendite disposte»sono  inserite  le  seguenti:  «dal  giudice  o  dal   professionistadelegato»;     e' aggiunto, in fine, il seguente comma:       «11-bis. Il deposito telematico  delle  note  di  iscrizione  aruolo  ai  sensi  dell'articolo  159-ter   delle   disposizioni   perl'attuazione  del  codice  di   procedura   civile   e   disposizionitransitorie puo' essere effettuato dai soggetti di  cui  all'articolo16-bis,  comma  1,  del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.   179,convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,e successive modificazioni, diversi dal creditore, a decorrere dal  2gennaio 2016». 

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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR

Redazione

LEGGE 17 luglio 2015, n. 109 

 
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR


Entrata in vigore del provvedimento: 21/07/2015

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga 
la seguente legge:

Art. 1 
1. Il decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 17 luglio 2015

MATTARELLA 
Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri 
Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali 
Padoan, Ministro dell’economia e delle finanze 
Visto, il Guardasigilli: Orlando

Allegato 
Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65

All’articolo 1: 
al comma 1, numero 2), le parole: «e’ inserito il seguente» sono sostituite dalle seguenti: «sono inseriti i seguenti» e dopo le parole: «b) a decorrere dall’anno 2016 nella misura del 50 per cento.» e’ aggiunto il seguente capoverso: 
«25-ter. Resta fermo che gli importi di cui al comma 25-bis sono rivalutati, a decorrere dall’anno 2014, sulla base della normativa vigente.»; il comma 2 e’ sostituito dal seguente: 
«2. All’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Ai fini dell’applicazione del meccanismo di rivalutazione si tiene conto altresi’ dell’importo degli assegni vitalizi derivanti da uffici elettivi.”». 
All’articolo 4: 
al comma 1, le parole: «70 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «140 milioni»; sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: 
«1-bis. Il finanziamento previsto dall’articolo 2-bis, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, e’ incrementato di 150 milioni di euro per l’anno 2015 a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, il quale, a tale fine, e’ incrementato di 150 milioni di euro per il medesimo anno 2015. All’onere derivante dal primo periodo, pari a 150 milioni di euro per l’anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il rifinanziamento di cui al primo periodo fa riferimento ad accordi e relative istanze rispettivamente stipulati e presentate prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo attuativo dell’articolo 1, comma 2, lettera a), della legge 10 dicembre 2014, n. 183. 
1-ter. Il limite di spesa previsto all’articolo 3, comma 3-septies, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, e’ incrementato di 20 milioni di euro per l’anno 2015 a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal presente decreto»; alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e all’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, nonche’ rifinanziamento della proroga dei trattamenti di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249». 
All’articolo 5: 
al comma 1, le parole: «e’ inserito» sono sostituite dalle seguenti: «, e’ aggiunto»; dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: 
«1-bis. In sede di prima applicazione delle disposizioni del terzo periodo del comma 9 dell’articolo 1 della legge 8 agosto 1995, n. 335, introdotto dal comma 1 del presente articolo, non si fa luogo al recupero sulle rivalutazioni successive di cui al medesimo periodo»; al comma 2: all’alinea, le parole: «dal comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «dai commi 1 e 1-bis» e le parole da: «2,2 milioni di euro per l’anno 2016» fino a: «a decorrere dall’anno 2024» sono sostituite dalle seguenti: «3,3 milioni di euro per l’anno 2016, 4,3 milioni di euro per l’anno 2017, 6 milioni di euro per l’anno 2018, 8 milioni di euro per l’anno 2019, 10 milioni di euro per l’anno 2020, 15 milioni di euro per l’anno 2021, 22 milioni di euro per l’anno 2022, 28 milioni di euro per l’anno 2023, 37 milioni di euro per l’anno 2024, 44 milioni di euro per l’anno 2025, 50 milioni di euro per l’anno 2026, 55 milioni di euro per l’anno 2027, 59 milioni di euro per l’anno 2028, 62 milioni di euro per l’anno 2029, 64 milioni di euro per l’anno 2030 e 65 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2031,»; alla lettera a), le parole da: «0,4 milioni di euro per l’anno 2016» fino a: «per l’anno 2023» sono sostituite dalle seguenti: «0,6 milioni di euro per l’anno 2016, 0,8 milioni di euro per l’anno 2017, 1,1 milioni di euro per l’anno 2018, 1,5 milioni di euro per l’anno 2019, 1,8 milioni di euro per l’anno 2020, 2,7 milioni di euro per l’anno 2021, 4 milioni di euro per l’anno 2022, 5,1 milioni di euro per l’anno 2023, 6,7 milioni di euro per l’anno 2024, 8 milioni di euro per l’anno 2025, 9,1 milioni di euro per l’anno 2026, 10 milioni di euro per l’anno 2027, 10,7 milioni di euro per l’anno 2028, 11,3 milioni di euro per l’anno 2029, 11,6 milioni di euro per l’anno 2030 e 11,8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2031,» e le parole: «dal comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «dai commi 1 e 1-bis»; alla lettera b), le parole da: «1,4 milioni di euro per l’anno 2018» fino a: «dall’anno 2024» sono sostituite dalle seguenti:
«3 milioni di euro per l’anno 2018, 4,6 milioni di euro per l’anno 2019, 6,3 milioni di euro per l’anno 2020, 10,4 milioni di euro per l’anno 2021, 16,1 milioni di euro per l’anno 2022, 21 milioni di euro per l’anno 2023, 28,4 milioni di euro per l’anno 2024, 34,1 milioni di euro per l’anno 2025, 39 milioni di euro per l’anno 2026, 43,1 milioni di euro per l’anno 2027, 46,4 milioni di euro per l’anno 2028, 48,8 milioni di euro per l’anno 2029, 50,5 milioni di euro per l’anno 2030 e 51,3 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2031,»; dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente: 
«b-bis) quanto a 0,9 milioni di euro per l’anno 2016 e 1,9 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per gli anni 2016 e 2017, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero». 
Dopo l’articolo 5 e’ inserito il seguente: 
«Art. 5-bis. – (Interpretazione autentica dell’articolo 1, comma 112, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, in materia di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto). – 1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 1, comma 112, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, per “lavoratori attualmente in servizio” si intendono i lavoratori che, alla data di entrata in vigore della medesima legge, non erano beneficiari di trattamenti pensionistici». 
All’articolo 6: 
al comma 2, lettera a), le parole: «attraverso la riduzione delle commissioni» sono sostituite dalle seguenti: «attraverso i risparmi di spesa derivanti dalla riduzione delle commissioni»; il comma 3 e’ sostituito dal seguente: 
«3. L’INPS provvede annualmente al riversamento all’entrata del bilancio dello Stato dell’importo corrispondente ai risparmi ottenuti a partire da giugno 2015 ai sensi del comma 2, lettera a)»; sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: 
«3-bis. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede al monitoraggio degli oneri di cui al comma 2 del presente articolo. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al medesimo comma 2, il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, provvede con proprio decreto a rideterminare conseguentemente gli obiettivi di risparmio di cui alla lettera b) del predetto comma 2, nella misura necessaria alla copertura del maggior onere risultante dall’attivita’ di monitoraggio. 
3-ter. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all’adozione delle misure di cui al comma 3-bis. 3-quater. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

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Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.

Redazione

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga 
la seguente legge:

Art. 1 

1. Per affermare il ruolo centrale della scuola nella societa’ della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, per prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale dei diversi gradi di istruzione, per realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire il diritto allo studio, le pari opportunita’ di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini, la presente legge da’ piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche in relazione alla dotazione finanziaria. 

2. Per i fini di cui al comma 1, le istituzioni scolastiche garantiscono la partecipazione alle decisioni degli organi collegiali e la loro organizzazione e’ orientata alla massima flessibilita’, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolastico, nonche’ all’integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, all’introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale. In tale ambito, l’istituzione scolastica effettua la programmazione triennale dell’offerta formativa per il potenziamento dei saperi e delle competenze delle studentesse e degli studenti e per l’apertura della comunita’ scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle realta’ locali. 

3. La piena realizzazione del curricolo della scuola e il raggiungimento degli obiettivi di cui ai commi da 5 a 26, la valorizzazione delle potenzialita’ e degli stili di apprendimento nonche’ della comunita’ professionale scolastica con lo sviluppo del metodo cooperativo, nel rispetto della liberta’ di insegnamento, la collaborazione e la progettazione, l’interazione con le famiglie e il territorio sono perseguiti mediante le forme di flessibilita’ dell’autonomia didattica e organizzativa previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e in particolare attraverso:
a) l’articolazione modulare del monte orario annuale di ciascuna disciplina, ivi compresi attivita’ e insegnamenti interdisciplinari;
b) il potenziamento del tempo scolastico anche oltre i modelli e i quadri orari, nei limiti della dotazione organica dell’autonomia di cui al comma 5, tenuto conto delle scelte degli studenti e delle famiglie;
c) la programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo del curricolo e di quello destinato alle singole discipline, anche mediante l’articolazione del gruppo della classe.

4. All’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 3 si provvede nei limiti della dotazione organica dell’autonomia di cui al comma 201, nonche’ della dotazione organica di personale amministrativo, tecnico e ausiliario e delle risorse strumentali e finanziarie disponibili. 

5. Al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, e’ istituito per l’intera istituzione scolastica, o istituto comprensivo, e per tutti gli indirizzi degli istituti secondari di secondo grado afferenti alla medesima istituzione scolastica l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa predisposto ai sensi del comma 14. I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa con attivita’ di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento.

6. Le istituzioni scolastiche effettuano le proprie scelte in merito agli insegnamenti e alle attivita’ curricolari, extracurricolari, educative e organizzative e individuano il proprio fabbisogno di attrezzature e di infrastrutture materiali, nonche’ di posti dell’organico dell’autonomia di cui al comma 64.

7. Le istituzioni scolastiche, nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, individuano il fabbisogno di posti dell’organico dell’autonomia, in relazione all’offerta formativa che intendono realizzare, nel rispetto del monte orario degli insegnamenti e tenuto conto della quota di autonomia dei curricoli e degli spazi di flessibilita’, nonche’ in riferimento a iniziative di potenziamento dell’offerta formativa e delle attivita’ progettuali, per il raggiungimento degli obiettivi formativi individuati come prioritari tra i seguenti:
a) valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano nonche’ alla lingua inglese e ad altre lingue dell’Unione europea, anche mediante l’utilizzo della metodologia Content language integrated learning;
b) potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche;
c) potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell’arte e nella storia dell’arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, anche mediante il coinvolgimento dei musei e degli altri istituti pubblici e privati operanti in tali settori;
d) sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilita’ nonche’ della solidarieta’ e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri; potenziamento delle conoscenze in materia giuridica ed economico-finanziaria e di educazione all’autoimprenditorialita’;
e) sviluppo di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalita’, della sostenibilita’ ambientale, dei beni paesaggistici, del patrimonio e delle attivita’ culturali;
f) alfabetizzazione all’arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini;
g) potenziamento delle discipline motorie e sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all’alimentazione, all’educazione fisica e allo sport, e attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attivita’ sportiva agonistica;
h) sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con particolare riguardo al pensiero computazionale, all’utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonche’ alla produzione e ai legami con il mondo del lavoro;
i) potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attivita’ di laboratorio;
l) prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione e del bullismo, anche informatico; potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali attraverso percorsi individualizzati e personalizzati anche con il supporto e la collaborazione dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio e delle associazioni di settore e l’applicazione delle linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati, emanate dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca il 18 dicembre 2014;
m) valorizzazione della scuola intesa come comunita’ attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l’interazione con le famiglie e con la comunita’ locale, comprese le organizzazioni del terzo settore e le imprese;
n) apertura pomeridiana delle scuole e riduzione del numero di alunni e di studenti per classe o per articolazioni di gruppi di classi, anche con potenziamento del tempo scolastico o rimodulazione del monte orario rispetto a quanto indicato dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89;
o) incremento dell’alternanza scuola-lavoro nel secondo ciclo di istruzione;
p) valorizzazione di percorsi formativi individualizzati e coinvolgimento degli alunni e degli studenti;
q) individuazione di percorsi e di sistemi funzionali alla premialita’ e alla valorizzazione del merito degli alunni e degli studenti;
r) alfabetizzazione e perfezionamento dell’italiano come lingua seconda attraverso corsi e laboratori per studenti di cittadinanza o di lingua non italiana, da organizzare anche in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore, con l’apporto delle comunita’ di origine, delle famiglie e dei mediatori culturali;
s) definizione di un sistema di orientamento.

8. In relazione a quanto disposto dalla lettera c) del comma 7, le scuole con lingua di insegnamento slovena o con insegnamento bilingue della regione Friuli-Venezia Giulia possono sottoscrivere, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, apposite convenzioni con i centri musicali di lingua slovena di cui al comma 2 dell’articolo 15 della legge 23 febbraio 2001, n. 38.

9. All’articolo 4, comma 5-quater, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, le parole: «un’adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica» sono sostituite dalle seguenti: «un’adeguata quota di prodotti agricoli, ittici e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica e comunque a ridotto impatto ambientale e di qualita’». 

10. Nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado sono realizzate, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, iniziative di formazione rivolte agli studenti, per promuovere la conoscenza delle tecniche di primo soccorso, nel rispetto dell’autonomia scolastica, anche in collaborazione con il servizio di emergenza territoriale «118» del Servizio sanitario nazionale e con il contributo delle realta’ del territorio. 

11. A decorrere dall’anno scolastico 2015/2016, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca provvede, entro il mese di settembre, alla tempestiva erogazione a ciascuna istituzione scolastica autonoma del fondo di funzionamento in relazione alla quota corrispondente al periodo compreso tra il mese di settembre e il mese di dicembre dell’anno scolastico di riferimento. Contestualmente il Ministero comunica in via preventiva l’ulteriore risorsa finanziaria, tenuto conto di quanto eventualmente previsto nel disegno di legge di stabilita’, relativa al periodo compreso tra il mese di gennaio ed il mese di agosto dell’anno scolastico di riferimento, che sara’ erogata nei limiti delle risorse iscritte in bilancio a legislazione vigente entro e non oltre il mese di febbraio dell’esercizio finanziario successivo. Con il decreto di cui al comma 143 e’ determinata la tempistica di assegnazione ed erogazione delle risorse finanziarie alle istituzioni scolastiche al fine di incrementare i livelli di programmazione finanziaria a carattere pluriennale dell’attivita’ delle scuole. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sono ridefiniti i criteri di riparto del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.

12. Le istituzioni scolastiche predispongono, entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento, il piano triennale dell’offerta formativa. Il predetto piano contiene anche la programmazione delle attivita’ formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario, nonche’ la definizione delle risorse occorrenti in base alla quantificazione disposta per le istituzioni scolastiche. Il piano puo’ essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre. 

13. L’ufficio scolastico regionale verifica che il piano triennale dell’offerta formativa rispetti il limite dell’organico assegnato a ciascuna istituzione scolastica e trasmette al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca gli esiti della verifica. 

14. L’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e’ sostituito dal seguente: 
«Art. 3 (Piano triennale dell’offerta formativa). – 1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il piano triennale dell’offerta formativa, rivedibile annualmente. Il piano e’ il documento fondamentale costitutivo dell’identita’ culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia. 
2. Il piano e’ coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi, determinati a livello nazionale a norma dell’articolo 8, e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realta’ locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, valorizza le corrispondenti professionalita’ e indica gli insegnamenti e le discipline tali da coprire: a) il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia, sulla base del monte orario degli insegnamenti, con riferimento anche alla quota di autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilita’, nonche’ del numero di alunni con disabilita’, ferma restando la possibilita’ di istituire posti di sostegno in deroga nei limiti delle risorse previste a legislazione vigente; b) il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa. 
3. Il piano indica altresi’ il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nel rispetto dei limiti e dei parametri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 334, della legge 29 dicembre 2014, n. 190, il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali, nonche’ i piani di miglioramento dell’istituzione scolastica previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80. 4. Il piano e’ elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attivita’ della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico. Il piano e’ approvato dal consiglio d’istituto. 
5. Ai fini della predisposizione del piano, il dirigente scolastico promuove i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realta’ istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio; tiene altresi’ conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti».

15. All’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 2, secondo periodo, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, come sostituito dal comma 14 del presente articolo, si provvede nel limite massimo della dotazione organica complessiva del personale docente di cui al comma 201 del presente articolo. 

16. Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunita’ promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parita’ tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013. 

17. Le istituzioni scolastiche, anche al fine di permettere una valutazione comparativa da parte degli studenti e delle famiglie, assicurano la piena trasparenza e pubblicita’ dei piani triennali dell’offerta formativa, che sono pubblicati nel Portale unico di cui al comma 136. Sono altresi’ ivi pubblicate tempestivamente eventuali revisioni del piano triennale.

18. Il dirigente scolastico individua il personale da assegnare ai posti dell’organico dell’autonomia, con le modalita’ di cui ai commi da 79 a 83. 

19. Le istituzioni scolastiche, nel limite delle risorse disponibili, realizzano i progetti inseriti nei piani triennali dell’offerta formativa, anche utilizzando le risorse di cui ai commi 62 e 63. 

20. Per l’insegnamento della lingua inglese, della musica e dell’educazione motoria nella scuola primaria sono utilizzati, nell’ambito delle risorse di organico disponibili, docenti abilitati all’insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate, nonche’ docenti abilitati all’insegnamento anche per altri gradi di istruzione in qualita’ di specialisti, ai quali e’ assicurata una specifica formazione nell’ambito del Piano nazionale di cui al comma 124. 

21. Per il potenziamento degli obiettivi formativi riguardanti le materie di cui al comma 7, lettere e) e f), nonche’ al fine di promuovere l’eccellenza italiana nelle arti, e’ riconosciuta, secondo le modalita’ e i criteri stabiliti, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, l’equipollenza, rispetto alla laurea, alla laurea magistrale e al diploma di specializzazione, dei titoli rilasciati da scuole e istituzioni formative di rilevanza nazionale operanti nei settori di competenza del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, alle quali si accede con il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado. 
22. Nei periodi di sospensione dell’attivita’ didattica, le istituzioni scolastiche e gli enti locali, anche in collaborazione con le famiglie interessate e con le realta’ associative del territorio e del terzo settore, possono promuovere, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, attivita’ educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive da svolgere presso gli edifici scolastici. 23. Per sostenere e favorire, nel piu’ ampio contesto dell’apprendimento permanente definito dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, la messa a regime di nuovi assetti organizzativi e didattici, in modo da innalzare i livelli di istruzione degli adulti e potenziare le competenze chiave per l’apprendimento permanente, promuovere l’occupabilita’ e la coesione sociale, contribuire a contrastare il fenomeno dei giovani non occupati e non in istruzione e formazione, favorire la conoscenza della lingua italiana da parte degli stranieri adulti e sostenere i percorsi di istruzione negli istituti di prevenzione e pena, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca effettua, con la collaborazione dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE), senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, un monitoraggio annuale dei percorsi e delle attivita’ di ampliamento dell’offerta formativa dei centri di istruzione per gli adulti e piu’ in generale sull’applicazione del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2012, n. 263. Decorso un triennio dal completo avvio del nuovo sistema di istruzione degli adulti e sulla base degli esiti del monitoraggio, possono essere apportate modifiche al predetto regolamento, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. 
24. L’insegnamento delle materie scolastiche agli studenti con disabilita’ e’ assicurato anche attraverso il riconoscimento delle differenti modalita’ di comunicazione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
25. Il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche statali, di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e’ incrementato di euro 123,9 milioni nell’anno 2016 e di euro 126 milioni annui dall’anno 2017 fino all’anno 2021. 
26. I fondi per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni statali dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica sono incrementati di euro 7 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2022. 
27. Nelle more della ridefinizione delle procedure per la rielezione del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale, gli atti e i provvedimenti adottati dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca in mancanza del parere del medesimo Consiglio, nei casi esplicitamente previsti dall’articolo 3, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono perfetti ed efficaci. 
28. Le scuole secondarie di secondo grado introducono insegnamenti opzionali nel secondo biennio e nell’ultimo anno anche utilizzando la quota di autonomia e gli spazi di flessibilita’. Tali insegnamenti, attivati nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e dei posti di organico dell’autonomia assegnati sulla base dei piani triennali dell’offerta formativa, sono parte del percorso dello studente e sono inseriti nel curriculum dello studente, che ne individua il profilo associandolo a un’identita’ digitale e raccoglie tutti i dati utili anche ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro, relativi al percorso degli studi, alle competenze acquisite, alle eventuali scelte degli insegnamenti opzionali, alle esperienze formative anche in alternanza scuola-lavoro e alle attivita’ culturali, artistiche, di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extrascolastico. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono disciplinate le modalita’ di individuazione del profilo dello studente da associare ad un’identita’ digitale, le modalita’ di trattamento dei dati personali contenuti nel curriculum dello studente da parte di ciascuna istituzione scolastica, le modalita’ di trasmissione al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca dei suddetti dati ai fini di renderli accessibili nel Portale unico di cui al comma 136, nonche’ i criteri e le modalita’ per la mappatura del curriculum dello studente ai fini di una trasparente lettura della progettazione e della valutazione per competenze. 29. Il dirigente scolastico, di concerto con gli organi collegiali, puo’ individuare percorsi formativi e iniziative diretti all’orientamento e a garantire un maggiore coinvolgimento degli studenti nonche’ la valorizzazione del merito scolastico e dei talenti. A tale fine, nel rispetto dell’autonomia delle scuole e di quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 1° febbraio 2001, n. 44, possono essere utilizzati anche finanziamenti esterni. 
30. Nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, nello svolgimento dei colloqui la commissione d’esame tiene conto del curriculum dello studente. 
31. Le istituzioni scolastiche possono individuare, nell’ambito dell’organico dell’autonomia, docenti cui affidare il coordinamento delle attivita’ di cui al comma 28. 
32. Le attivita’ e i progetti di orientamento scolastico nonche’ di accesso al lavoro sono sviluppati con modalita’ idonee a sostenere anche le eventuali difficolta’ e problematiche proprie degli studenti di origine straniera. All’attuazione delle disposizioni del primo periodo si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 33. Al fine di incrementare le opportunita’ di lavoro e le capacita’ di orientamento degli studenti, i percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, sono attuati, negli istituti tecnici e professionali, per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio. Le disposizioni del primo periodo si applicano a partire dalle classi terze attivate nell’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. I percorsi di alternanza sono inseriti nei piani triennali dell’offerta formativa. 
34. All’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, dopo le parole: «ivi inclusi quelli del terzo settore,» sono inserite le seguenti: «o con gli ordini professionali, ovvero con i musei e gli altri istituti pubblici e privati operanti nei settori del patrimonio e delle attivita’ culturali, artistiche e musicali, nonche’ con enti che svolgono attivita’ afferenti al patrimonio ambientale o con enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI,». 
35. L’alternanza scuola-lavoro puo’ essere svolta durante la sospensione delle attivita’ didattiche secondo il programma formativo e le modalita’ di verifica ivi stabilite nonche’ con la modalita’ dell’impresa formativa simulata. Il percorso di alternanza scuola-lavoro si puo’ realizzare anche all’estero. 36. All’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 34 e 35 si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
37. All’articolo 5, comma 4-ter, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «Ai fini dell’attuazione del sistema di alternanza scuola-lavoro, delle attivita’ di stage, di tirocinio e di didattica in laboratorio, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione nel caso di coinvolgimento di enti pubblici, sentito il Forum nazionale delle associazioni studentesche di cui all’articolo 5-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, e successive modificazioni, e’ adottato un regolamento, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con cui e’ definita la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, concernente i diritti e i doveri degli studenti della scuola secondaria di secondo grado impegnati nei percorsi di formazione di cui all’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53, come definiti dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, con particolare riguardo alla possibilita’ per lo studente di esprimere una valutazione sull’efficacia e sulla coerenza dei percorsi stessi con il proprio indirizzo di studio». 
38. Le scuole secondarie di secondo grado svolgono attivita’ di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili, mediante l’organizzazione di corsi rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza scuola-lavoro ed effettuati secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 
39. Per le finalita’ di cui ai commi 33, 37 e 38, nonche’ per l’assistenza tecnica e per il monitoraggio dell’attuazione delle attivita’ ivi previste, e’ autorizzata la spesa di euro 100 milioni annui a decorrere dall’anno 2016. Le risorse sono ripartite tra le istituzioni scolastiche ai sensi del comma 11. 40. Il dirigente scolastico individua, all’interno del registro di cui al comma 41, le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili all’attivazione dei percorsi di cui ai commi da 33 a 44 e stipula apposite convenzioni anche finalizzate a favorire l’orientamento scolastico e universitario dello studente. Analoghe convenzioni possono essere stipulate con musei, istituti e luoghi della cultura e delle arti performative, nonche’ con gli uffici centrali e periferici del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo. Il dirigente scolastico, al termine di ogni anno scolastico, redige una scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate convenzioni, evidenziando la specificita’ del loro potenziale formativo e le eventuali difficolta’ incontrate nella collaborazione. 
41. A decorrere dall’anno scolastico 2015/2016 e’ istituito presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura il registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro. Il registro e’ istituito d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentiti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dello sviluppo economico, e consta delle seguenti componenti: a) un’area aperta e consultabile gratuitamente in cui sono visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere i percorsi di alternanza. Per ciascuna impresa o ente il registro riporta il numero massimo degli studenti ammissibili nonche’ i periodi dell’anno in cui e’ possibile svolgere l’attivita’ di alternanza; b) una sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 2188 del codice civile, a cui devono essere iscritte le imprese per l’alternanza scuola-lavoro; tale sezione consente la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative all’anagrafica, all’attivita’ svolta, ai soci e agli altri collaboratori, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet e ai rapporti con gli altri operatori della filiera delle imprese che attivano percorsi di alternanza. 
42. Si applicano, in quanto compatibili, i commi 3, 4, 5, 6 e 7 dell’articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33. 43. All’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 41 e 42 si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
44. Nell’ambito del sistema nazionale di istruzione e formazione e nel rispetto delle competenze delle regioni, al potenziamento e alla valorizzazione delle conoscenze e delle competenze degli studenti del secondo ciclo nonche’ alla trasparenza e alla qualita’ dei relativi servizi possono concorrere anche le istituzioni formative accreditate dalle regioni per la realizzazione di percorsi di istruzione e formazione professionale, finalizzati all’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione. L’offerta formativa dei percorsi di cui al presente comma e’ definita, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Al fine di garantire agli allievi iscritti ai percorsi di cui al presente comma pari opportunita’ rispetto agli studenti delle scuole statali di istruzione secondaria di secondo grado, si tiene conto, nel rispetto delle competenze delle regioni, delle disposizioni di cui alla presente legge. All’attuazione del presente comma si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e della dotazione organica dell’autonomia e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 45. Le risorse messe a disposizione dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, a valere sul Fondo previsto dall’articolo 1, comma 875, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, destinate ai percorsi degli istituti tecnici superiori, da ripartire secondo l’accordo in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, dall’anno 2016 sono assegnate, in misura non inferiore al 30 per cento del loro ammontare, alle singole fondazioni, tenendo conto del numero dei diplomati e del tasso di occupabilita’ a dodici mesi raggiunti in relazione ai percorsi attivati da ciascuna di esse, con riferimento alla fine dell’anno precedente a quello del finanziamento. Tale quota costituisce elemento di premialita’, da destinare all’attivazione di nuovi percorsi degli istituti tecnici superiori da parte delle fondazioni esistenti. 
46. I giovani e gli adulti accedono ai percorsi realizzati dagli istituti tecnici superiori con il possesso di uno dei seguenti titoli di studio: a) diploma di istruzione secondaria di secondo grado; b) diploma professionale conseguito al termine dei percorsi quadriennali di istruzione e formazione professionale di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, compresi nel Repertorio nazionale di cui agli accordi in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 27 luglio 2011, di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 11 novembre 2011, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 269 alla Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2011, e del 19 gennaio 2012, di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 23 aprile 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2012, integrato da un percorso di istruzione e formazione tecnica superiore ai sensi dell’articolo 9 delle linee guida di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, di durata annuale, la cui struttura e i cui contenuti sono definiti con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 47. Per favorire le misure di semplificazione e di promozione degli istituti tecnici superiori, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono emanate le linee guida per conseguire i seguenti obiettivi, a sostegno delle politiche di istruzione e formazione sul territorio e dello sviluppo dell’occupazione dei giovani: a) semplificare e snellire le procedure per lo svolgimento delle prove conclusive dei percorsi attivati dagli istituti tecnici superiori, prevedendo modifiche alla composizione delle commissioni di esame e alla predisposizione e valutazione delle prove di verifica finali; b) prevedere l’ammontare del contributo dovuto dagli studenti per gli esami conclusivi dei percorsi e per il rilascio del diploma; c) prevedere che la partecipazione dei soggetti pubblici in qualita’ di soci fondatori delle fondazioni di partecipazione cui fanno capo gli istituti tecnici superiori e le loro attivita’ possa avvenire senza determinare nuovi o maggiori oneri a carico dei loro bilanci; d) prevedere che, ai fini del riconoscimento della personalita’ giuridica da parte del prefetto, le fondazioni di partecipazione cui fanno capo gli istituti tecnici superiori siano dotate di un patrimonio, uniforme per tutto il territorio nazionale, non inferiore a 50.000 euro e comunque che garantisca la piena realizzazione di un ciclo completo di percorsi; e) prevedere per le fondazioni di partecipazione cui fanno capo gli istituti tecnici superiori un regime contabile e uno schema di bilancio per la rendicontazione dei percorsi uniforme in tutto il territorio nazionale; f) prevedere che le fondazioni esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge possano attivare nel territorio provinciale altri percorsi di formazione anche in filiere diverse, fermo restando il rispetto dell’iter di autorizzazione e nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. In questo caso gli istituti tecnici superiori devono essere dotati di un patrimonio non inferiore a 100.000 euro. 
48. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono emanate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, le linee guida relativamente ai percorsi degli istituti tecnici superiori relativi all’area della Mobilita’ sostenibile, ambiti «Mobilita’ delle persone e delle merci • conduzione del mezzo navale» e «Mobilita’ delle persone e delle merci – gestione degli apparati e impianti di bordo», per unificare le prove di verifica finale con le prove di esame di abilitazione allo svolgimento della professione di ufficiale di marina mercantile, di coperta e di macchina, integrando la composizione della commissione di esame, mediante modifica delle norme vigenti in materia. 
49. All’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 75, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, dopo la lettera b) e’ inserita la seguente: 
«b-bis) diploma di tecnico superiore previsto dalle linee guida di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, conseguito in esito ai percorsi relativi alle figure nazionali definite dall’allegato A, area 1 – efficienza energetica, al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 7 settembre 2011»; b) al comma 5, dopo le parole: «ordini e collegi professionali,» sono inserite le seguenti: «istituti tecnici superiori dell’area efficienza energetica,». 
50. Dopo la lettera a) del comma 1 dell’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, e’ inserita la seguente: 
«a-bis) diploma di tecnico superiore previsto dalle linee guida di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, conseguito in esito ai percorsi relativi alle figure nazionali definite dall’allegato A, area 1 – efficienza energetica, al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 7 settembre 2011». 
51. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentiti i Ministri competenti, sono definiti i criteri per il riconoscimento dei crediti acquisiti dallo studente a conclusione dei percorsi realizzati dagli istituti tecnici superiori previsti dal capo II delle linee guida di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, definiti ai sensi dell’articolo 69, comma 1, della legge l7 maggio 1999, n. 144, secondo le tabelle di confluenza tra gli esiti di apprendimento in relazione alle competenze acquisite al termine dei suddetti percorsi e le competenze in esito ai corsi di laurea ad essi assimilabili. L’ammontare dei crediti formativi universitari riconosciuti non puo’ essere comunque inferiore a cento per i percorsi della durata di quattro semestri e a centocinquanta per i percorsi della durata di sei semestri. 
52. All’articolo 55, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, dopo le parole: «della durata di quattro semestri» sono inserite le seguenti: «, oppure i percorsi formativi degli istituti tecnici superiori previsti dalle linee guida di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008». 
53. Per consentire al sistema degli istituti superiori per le industrie artistiche di continuare a garantire i livelli formativi di qualita’ attuali e di fare fronte al pagamento del personale e degli oneri di funzionamento connessi con l’attivita’ istituzionale e’ autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l’anno 2015. 54. Nelle more dell’adozione dei regolamenti di cui all’articolo 2, comma 7, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 19, comma 4, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, e’ incrementata di 2,9 milioni di euro per l’anno 2015 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016. 55. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni dei commi 53 e 54, pari a euro 3,9 milioni per l’anno 2015 e a euro 5 milioni annui a decorrere dell’anno 2016, si provvede per euro 2 milioni per l’anno 2015 e per euro 3 milioni a decorrere dall’anno 2016 mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537. Per i restanti euro 1,9 milioni per l’anno 2015 e euro 2 milioni a decorrere dall’anno 2016 si provvede ai sensi di quanto previsto dal comma 204. 
56. Al fine di sviluppare e di migliorare le competenze digitali degli studenti e di rendere la tecnologia digitale uno strumento didattico di costruzione delle competenze in generale, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca adotta il Piano nazionale per la scuola digitale, in sinergia con la programmazione europea e regionale e con il Progetto strategico nazionale per la banda ultralarga. 
57. A decorrere dall’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, le istituzioni scolastiche promuovono, all’interno dei piani triennali dell’offerta formativa e in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, azioni coerenti con le finalita’, i principi e gli strumenti previsti nel Piano nazionale per la scuola digitale di cui al comma 56. 
58. Il Piano nazionale per la scuola digitale persegue i seguenti obiettivi: a) realizzazione di attivita’ volte allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, anche attraverso la collaborazione con universita’, associazioni, organismi del terzo settore e imprese, nel rispetto dell’obiettivo di cui al comma 7, lettera h); b) potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali necessari a migliorare la formazione e i processi di innovazione delle istituzioni scolastiche; c) adozione di strumenti organizzativi e tecnologici per favorire la governance, la trasparenza e la condivisione di dati, nonche’ lo scambio di informazioni tra dirigenti, docenti e studenti e tra istituzioni scolastiche ed educative e articolazioni amministrative del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca; d) formazione dei docenti per l’innovazione didattica e sviluppo della cultura digitale per l’insegnamento, l’apprendimento e la formazione delle competenze lavorative, cognitive e sociali degli studenti; e) formazione dei direttori dei servizi generali e amministrativi, degli assistenti amministrativi e degli assistenti tecnici per l’innovazione digitale nell’amministrazione; f) potenziamento delle infrastrutture di rete, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, con particolare riferimento alla connettivita’ nelle scuole; g) valorizzazione delle migliori esperienze delle istituzioni scolastiche anche attraverso la promozione di una rete nazionale di centri di ricerca e di formazione; h) definizione dei criteri e delle finalita’ per l’adozione di testi didattici in formato digitale e per la produzione e la diffusione di opere e materiali per la didattica, anche prodotti autonomamente dagli istituti scolastici. 
59. Le istituzioni scolastiche possono individuare, nell’ambito dell’organico dell’autonomia, docenti cui affidare il coordinamento delle attivita’ di cui al comma 57. Ai docenti puo’ essere affiancato un insegnante tecnico-pratico. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
60. Per favorire lo sviluppo della didattica laboratoriale, le istituzioni scolastiche, anche attraverso i poli tecnico-professionali, possono dotarsi di laboratori territoriali per l’occupabilita’ attraverso la partecipazione, anche in qualita’ di soggetti cofinanziatori, di enti pubblici e locali, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, universita’, associazioni, fondazioni, enti di formazione professionale, istituti tecnici superiori e imprese private, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: a) orientamento della didattica e della formazione ai settori strategici del made in Italy, in base alla vocazione produttiva, culturale e sociale di ciascun territorio; b) fruibilita’ di servizi propedeutici al collocamento al lavoro o alla riqualificazione di giovani non occupati; c) apertura della scuola al territorio e possibilita’ di utilizzo degli spazi anche al di fuori dell’orario scolastico. 61. I soggetti esterni che usufruiscono dell’edificio scolastico per effettuare attivita’ didattiche e culturali sono responsabili della sicurezza e del mantenimento del decoro degli spazi. 62. Al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di attuare le attivita’ previste nei commi da 56 a 61, nell’anno finanziario 2015 e’ utilizzata quota parte, pari a euro 90 milioni, delle risorse gia’ destinate nell’esercizio 2014 in favore delle istituzioni scolastiche ed educative statali sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. A decorrere dall’anno 2016, e’ autorizzata la spesa di euro 30 milioni annui. Le risorse sono ripartite tra le istituzioni scolastiche ai sensi del comma 11. 
63. Le istituzioni scolastiche perseguono le finalita’ di cui ai commi da 1 a 4 e l’attuazione di funzioni organizzative e di coordinamento attraverso l’organico dell’autonomia costituito dai posti comuni, per il sostegno e per il potenziamento dell’offerta formativa. 
64. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, con cadenza triennale, con decreti del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, e comunque nel limite massimo di cui al comma 201 del presente articolo, e’ determinato l’organico dell’autonomia su base regionale. 
65. Il riparto della dotazione organica tra le regioni e’ effettuato sulla base del numero delle classi, per i posti comuni, e sulla base del numero degli alunni, per i posti del potenziamento, senza ulteriori oneri rispetto alla dotazione organica assegnata. Il riparto della dotazione organica per il potenziamento dei posti di sostegno e’ effettuato in base al numero degli alunni disabili. Si tiene conto, senza ulteriori oneri rispetto alla dotazione organica assegnata, della presenza di aree montane o di piccole isole, di aree interne, a bassa densita’ demografica o a forte processo immigratorio, nonche’ di aree caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica. Il riparto, senza ulteriori oneri rispetto alla dotazione organica assegnata, considera altresi’ il fabbisogno per progetti e convenzioni di particolare rilevanza didattica e culturale espresso da reti di scuole o per progetti di valore nazionale. In ogni caso il riparto non deve pregiudicare la realizzazione degli obiettivi di risparmio del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81. Il personale della dotazione organica dell’autonomia e’ tenuto ad assicurare prioritariamente la copertura dei posti vacanti e disponibili. 
66. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017 i ruoli del personale docente sono regionali, articolati in ambiti territoriali, suddivisi in sezioni separate per gradi di istruzione, classi di concorso e tipologie di posto. Entro il 30 giugno 2016 gli uffici scolastici regionali, su indicazione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentiti le regioni e gli enti locali, definiscono l’ampiezza degli ambiti territoriali, inferiore alla provincia o alla citta’ metropolitana, considerando: a) la popolazione scolastica; b) la prossimita’ delle istituzioni scolastiche; c) le caratteristiche del territorio, tenendo anche conto delle specificita’ delle aree interne, montane e delle piccole isole, della presenza di scuole nelle carceri, nonche’ di ulteriori situazioni o esperienze territoriali gia’ in atto. 
67. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 66 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 68. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, con decreto del dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale, l’organico dell’autonomia e’ ripartito tra gli ambiti territoriali. L’organico dell’autonomia comprende l’organico di diritto e i posti per il potenziamento, l’organizzazione, la progettazione e il coordinamento, incluso il fabbisogno per i progetti e le convenzioni di cui al quarto periodo del comma 65. A quanto previsto dal presente comma si provvede nel limite massimo di cui al comma 201. 69. All’esclusivo scopo di far fronte ad esigenze di personale ulteriori rispetto a quelle soddisfatte dall’organico dell’autonomia come definite dalla presente legge, a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, ad esclusione dei posti di sostegno in deroga, nel caso di rilevazione delle inderogabili necessita’ previste e disciplinate, in relazione ai vigenti ordinamenti didattici, dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, e’ costituito annualmente con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, un ulteriore contingente di posti non facenti parte dell’organico dell’autonomia ne’ disponibili, per il personale a tempo indeterminato, per operazioni di mobilita’ o assunzioni in ruolo. A tali necessita’ si provvede secondo le modalita’, i criteri e i parametri previsti dal citato decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81. Alla copertura di tali posti si provvede a valere sulle graduatorie di personale aspirante alla stipula di contratti a tempo determinato previste dalla normativa vigente ovvero mediante l’impiego di personale a tempo indeterminato con provvedimenti aventi efficacia limitatamente ad un solo anno scolastico. All’attuazione del presente comma si provvede nei limiti delle risorse disponibili annualmente nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca indicate nel decreto ministeriale di cui al primo periodo, fermo restando quanto previsto dall’articolo 64, comma 6, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. 
70. Gli uffici scolastici regionali promuovono, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale. Le reti, costituite entro il 30 giugno 2016, sono finalizzate alla valorizzazione delle risorse professionali, alla gestione comune di funzioni e di attivita’ amministrative, nonche’ alla realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali di interesse territoriale, da definire sulla base di accordi tra autonomie scolastiche di un medesimo ambito territoriale, definiti «accordi di rete». 
71. Gli accordi di rete individuano: a) i criteri e le modalita’ per l’utilizzo dei docenti nella rete, nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti in materia di non discriminazione sul luogo di lavoro, nonche’ di assistenza e di integrazione sociale delle persone con disabilita’, anche per insegnamenti opzionali, specialistici, di coordinamento e di progettazione funzionali ai piani triennali dell’offerta formativa di piu’ istituzioni scolastiche inserite nella rete; b) i piani di formazione del personale scolastico; c) le risorse da destinare alla rete per il perseguimento delle proprie finalita’; d) le forme e le modalita’ per la trasparenza e la pubblicita’ delle decisioni e dei rendiconti delle attivita’ svolte. 72. Al fine di razionalizzare gli adempimenti amministrativi a carico delle istituzioni scolastiche, l’istruttoria sugli atti relativi a cessazioni dal servizio, pratiche in materia di contributi e pensioni, progressioni e ricostruzioni di carriera, trattamento di fine rapporto del personale della scuola, nonche’ sugli ulteriori atti non strettamente connessi alla gestione della singola istituzione scolastica, puo’ essere svolta dalla rete di scuole in base a specifici accordi. 
73. Il personale docente gia’ assunto in ruolo a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge conserva la titolarita’ della cattedra presso la scuola di appartenenza. Al personale docente assunto nell’anno scolastico 2015/2016 mediante le procedure di cui all’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, continuano ad applicarsi le disposizioni del medesimo decreto legislativo in merito all’attribuzione della sede durante l’anno di prova e alla successiva destinazione alla sede definitiva. Il personale docente assunto ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e’ assegnato agli ambiti territoriali a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017. Il personale docente in esubero o soprannumerario nell’anno scolastico 2016/2017 e’ assegnato agli ambiti territoriali. Dall’anno scolastico 2016/2017 la mobilita’ territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali. 
74. Gli ambiti territoriali e le reti sono definiti assicurando il rispetto dell’organico dell’autonomia e nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 75. L’organico dei posti di sostegno e’ determinato nel limite previsto dall’articolo 2, comma 414, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e dall’articolo 15, comma 2-bis, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, ferma restando la possibilita’ di istituire posti in deroga ai sensi dell’articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e dell’articolo 1, comma 605, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
76. Nella ripartizione dell’organico dell’autonomia si tiene conto delle esigenze delle scuole con lingua di insegnamento slovena o con insegnamento bilingue sloveno-italiano della regione Friuli-Venezia Giulia. Per tali scuole, sia il numero dei posti comuni sia quello dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa e’ determinato a livello regionale. 
77. Restano salve le diverse determinazioni che la regione Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano hanno adottato e che possono adottare in materia di assunzione del personale docente ed educativo in considerazione delle rispettive specifiche esigenze riferite agli organici regionali e provinciali. 78. Per dare piena attuazione all’autonomia scolastica e alla riorganizzazione del sistema di istruzione, il dirigente scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio, garantisce un’efficace ed efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali, nonche’ gli elementi comuni del sistema scolastico pubblico, assicurandone il buon andamento. A tale scopo, svolge compiti di direzione, gestione, organizzazione e coordinamento ed e’ responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio secondo quanto previsto dall’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ della valorizzazione delle risorse umane. 79. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, per la copertura dei posti dell’istituzione scolastica, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili, al fine di garantire il regolare avvio delle lezioni, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi e della precedenza nell’assegnazione della sede ai sensi degli articoli 21 e 33, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Il dirigente scolastico puo’ utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purche’ posseggano titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina e percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire e purche’ non siano disponibili nell’ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso. 
80. Il dirigente scolastico formula la proposta di incarico in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa. L’incarico ha durata triennale ed e’ rinnovato purche’ in coerenza con il piano dell’offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicita’ dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell’istituzione scolastica. 81. Nel conferire gli incarichi ai docenti, il dirigente scolastico e’ tenuto a dichiarare l’assenza di cause di incompatibilita’ derivanti da rapporti di coniugio, parentela o affinita’, entro il secondo grado, con i docenti stessi. 
82. L’incarico e’ assegnato dal dirigente scolastico e si perfeziona con l’accettazione del docente. Il docente che riceva piu’ proposte di incarico opta tra quelle ricevute. L’ufficio scolastico regionale provvede al conferimento degli incarichi ai docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte e comunque in caso di inerzia del dirigente scolastico. 
83. Il dirigente scolastico puo’ individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attivita’ di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica. Dall’attuazione delle disposizioni del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
84. Il dirigente scolastico, nell’ambito dell’organico dell’autonomia assegnato e delle risorse, anche logistiche, disponibili, riduce il numero di alunni e di studenti per classe rispetto a quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, allo scopo di migliorare la qualita’ didattica anche in rapporto alle esigenze formative degli alunni con disabilita’. 
85. Tenuto conto del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 7, il dirigente scolastico puo’ effettuare le sostituzioni dei docenti assenti per la copertura di supplenze temporanee fino a dieci giorni con personale dell’organico dell’autonomia che, ove impiegato in gradi di istruzione inferiore, conserva il trattamento stipendiale del grado di istruzione di appartenenza. 
86. In ragione delle competenze attribuite ai dirigenti scolastici, a decorrere dall’anno scolastico 2015/2016 il Fondo unico nazionale per la retribuzione della posizione, fissa e variabile, e della retribuzione di risultato dei medesimi dirigenti e’ incrementato in misura pari a euro 12 milioni per l’anno 2015 e a euro 35 milioni annui a decorrere dall’anno 2016, al lordo degli oneri a carico dello Stato. Il Fondo e’ altresi’ incrementato di ulteriori 46 milioni di euro per l’anno 2016 e di 14 milioni di euro per l’anno 2017 da corrispondere a titolo di retribuzione di risultato una tantum. 87. Al fine di tutelare le esigenze di economicita’ dell’azione amministrativa e di prevenire le ripercussioni sul sistema scolastico dei possibili esiti del contenzioso pendente relativo ai concorsi per dirigente scolastico di cui al comma 88, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalita’ di svolgimento di un corso intensivo di formazione e della relativa prova scritta finale, volto all’immissione dei soggetti di cui al comma 88 nei ruoli dei dirigenti scolastici. Alle attivita’ di formazione e alle immissioni in ruolo si provvede, rispettivamente, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e a valere sulle assunzioni autorizzate per effetto dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. 
88. Il decreto di cui al comma 87 riguarda: a) i soggetti gia’ vincitori ovvero utilmente collocati nelle graduatorie ovvero che abbiano superato positivamente tutte le fasi di procedure concorsuali successivamente annullate in sede giurisdizionale, relative al concorso per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici indetto con decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011; b) i soggetti che abbiano avuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio ovvero non abbiano avuto, alla data di entrata in vigore della presente legge, alcuna sentenza definitiva, nell’ambito del contenzioso riferito ai concorsi per dirigente scolastico di cui al decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004, e al decreto del Ministro della pubblica istruzione 3 ottobre 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 76 del 6 ottobre 2006, ovvero avverso la rinnovazione della procedura concorsuale ai sensi della legge 3 dicembre 2010, n. 202. 89. Le graduatorie regionali, di cui al comma 1-bis dell’articolo 17 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, e successive modificazioni, nelle regioni in cui, alla data di adozione del decreto di cui al comma 87 del presente articolo, sono in atto i contenziosi relativi al concorso ordinario per il reclutamento di dirigenti scolastici indetto con decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011, rimangono aperte in funzione degli esiti dei percorsi formativi di cui al medesimo comma 87. 
90. Per le finalita’ di cui al comma 87, oltre che per quelle connesse alla valorizzazione di esperienze professionali gia’ positivamente formate e impiegate, i soggetti di cui al comma 88, lettera a), che, nell’anno scolastico 2014/2015, hanno prestato servizio con contratti di dirigente scolastico, sostengono una sessione speciale di esame consistente nell’espletamento di una prova orale sull’esperienza maturata, anche in ordine alla valutazione sostenuta, nel corso del servizio prestato. A seguito del superamento di tale prova con esito positivo, sono confermati i rapporti di lavoro instaurati con i predetti dirigenti scolastici. 91. All’attuazione delle procedure di cui ai commi da 87 a 90 si provvede con le risorse strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
92. Per garantire la tempestiva copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico, a conclusione delle operazioni di mobilita’ e previo parere dell’ufficio scolastico regionale di destinazione, fermo restando l’accantonamento dei posti destinati ai soggetti di cui al comma 88, i posti autorizzati per l’assunzione di dirigenti scolastici sono conferiti nel limite massimo del 20 per cento ai soggetti idonei inclusi nelle graduatorie regionali del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito con decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011. Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, con proprio decreto, predispone le necessarie misure applicative. 
93. La valutazione dei dirigenti scolastici e’ effettuata ai sensi dell’articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, in coerenza con le disposizioni contenute nel decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e dei seguenti criteri generali: a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale; b) valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali; c) apprezzamento del proprio operato all’interno della comunita’ professionale e sociale; d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale; e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunita’ scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole. 
94. Il nucleo per la valutazione dei dirigenti scolastici e’ composto secondo le disposizioni dell’articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e puo’ essere articolato con una diversa composizione in relazione al procedimento e agli oggetti di valutazione. La valutazione e’ coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale ed e’ connessa alla retribuzione di risultato. Al fine di garantire le indispensabili azioni di supporto alle scuole impegnate per l’attuazione della presente legge e in relazione all’indifferibile esigenza di assicurare la valutazione dei dirigenti scolastici e la realizzazione del sistema nazionale di valutazione previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, per il triennio 2016-2018 possono essere attribuiti incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale di durata non superiore a tre anni per le funzioni ispettive. Tali incarichi possono essere conferiti, nell’ambito della dotazione organica dei dirigenti tecnici del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, ai sensi dell’articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, anche in deroga, per il periodo di durata di detti incarichi, alle percentuali ivi previste per i dirigenti di seconda fascia. Ai fini di cui al presente comma e’ autorizzata, per il triennio 2016-2018, la spesa nel limite massimo di 7 milioni di euro per ciascun anno del triennio. La percentuale di cui all’articolo 19, commi 5-bis e 6, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, per i dirigenti tecnici del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’ rideterminata, nell’ambito della relativa dotazione organica, per il triennio 2016-2018, in misura corrispondente ad una maggiore spesa non superiore a 7 milioni di euro per ciascun anno. Gli incarichi per le funzioni ispettive di cui ai periodi precedenti sono conferiti in base alla procedura pubblica di cui all’articolo 19, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, mediante valutazione comparativa dei curricula e previo avviso pubblico, da pubblicare nel sito del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, che renda conoscibili il numero dei posti e la loro ripartizione tra amministrazione centrale e uffici scolastici regionali, nonche’ i criteri di scelta da adottare per la valutazione comparativa. 95. Per l’anno scolastico 2015/2016, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ autorizzato ad attuare un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, per la copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto, rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di immissione in ruolo effettuate per il medesimo anno scolastico ai sensi dell’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, al termine delle quali sono soppresse le graduatorie dei concorsi per titoli ed esami banditi anteriormente al 2012. Per l’anno scolastico 2015/2016, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ altresi’ autorizzato a coprire gli ulteriori posti di cui alla Tabella 1 allegata alla presente legge, ripartiti tra i gradi di istruzione della scuola primaria e secondaria e le tipologie di posto come indicato nella medesima Tabella, nonche’ tra le regioni in proporzione, per ciascun grado, alla popolazione scolastica delle scuole statali, tenuto altresi’ conto della presenza di aree montane o di piccole isole, di aree interne, a bassa densita’ demografica o a forte processo immigratorio, nonche’ di aree caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica. I posti di cui alla Tabella 1 sono destinati alla finalita’ di cui ai commi 7 e 85. Alla ripartizione dei posti di cui alla Tabella 1 tra le classi di concorso si provvede con decreto del dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale, sulla base del fabbisogno espresso dalle istituzioni scolastiche medesime, ricondotto nel limite delle graduatorie di cui al comma 96. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, i posti di cui alla Tabella 1 confluiscono nell’organico dell’autonomia, costituendone i posti per il potenziamento. A decorrere dall’anno scolastico 2015/2016, i posti per il potenziamento non possono essere coperti con personale titolare di contratti di supplenza breve e saltuaria. Per il solo anno scolastico 2015/2016, detti posti non possono essere destinati alle supplenze di cui all’articolo 40, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e non sono disponibili per le operazioni di mobilita’, utilizzazione o assegnazione provvisoria. 
96. Sono assunti a tempo indeterminato, nel limite dei posti di cui al comma 95: a) i soggetti iscritti a pieno titolo, alla data di entrata in vigore della presente legge, nelle graduatorie del concorso pubblico per titoli ed esami a posti e cattedre bandito con decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca n. 82 del 24 settembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 75 del 25 settembre 2012, per il reclutamento di personale docente per le scuole statali di ogni ordine e grado; b) i soggetti iscritti a pieno titolo, alla data di entrata in vigore della presente legge, nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, esclusivamente con il punteggio e con i titoli di preferenza e precedenza posseduti alla data dell’ultimo aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, avvenuto per il triennio 2014-2017. 97. Al piano straordinario di assunzioni partecipano i soggetti di cui al comma 96. Alle fasi di cui al comma 98, lettere b) e c), partecipano i soggetti che abbiano presentato apposita domanda di assunzione secondo le modalita’ e nel rispetto dei termini stabiliti dal comma 103. I soggetti che appartengono ad entrambe le categorie di cui alle lettere a) e b) del comma 96 scelgono, con la stessa domanda, per quale delle due categorie essere trattati. 98. Al piano straordinario di assunzioni si provvede secondo le modalita’ e le fasi, in ordine di sequenza, di seguito indicate: a) i soggetti di cui al comma 96, lettere a) e b), sono assunti entro il 15 settembre 2015, nel limite dei posti vacanti e disponibili in organico di diritto di cui al primo periodo del comma 95, secondo le ordinarie procedure di cui all’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, di competenza degli uffici scolastici regionali; b) in deroga all’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i soggetti di cui al comma 96, lettere a) e b), che non risultano destinatari della proposta di assunzione nella fase di cui alla lettera a) del presente comma, sono assunti, con decorrenza giuridica al 1º settembre 2015, nel limite dei posti vacanti e disponibili in organico di diritto che residuano dopo la fase di cui alla lettera a), secondo la procedura nazionale di cui al comma 100; c) in deroga all’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i soggetti di cui al comma 96, lettere a) e b), che non risultano destinatari della proposta di assunzione nelle fasi di cui alle lettere a) o b) del presente comma, sono assunti, con decorrenza giuridica al 1º settembre 2015, nel limite dei posti di cui alla Tabella 1, secondo la procedura nazionale di cui al comma 100. 99. Per i soggetti assunti nelle fasi di cui alle lettere b) e c) del comma 98, l’assegnazione alla sede avviene al termine della relativa fase, salvo che siano titolari di contratti di supplenza diversi da quelli per supplenze brevi e saltuarie. In tal caso l’assegnazione avviene al 1º settembre 2016, per i soggetti impegnati in supplenze annuali, e al 1º luglio 2016 ovvero al termine degli esami conclusivi dei corsi di studio della scuola secondaria di secondo grado, per il personale titolare di supplenze sino al termine delle attivita’ didattiche. La decorrenza economica del relativo contratto di lavoro consegue alla presa di servizio presso la sede assegnata. 
100. I soggetti interessati dalle fasi di cui al comma 98, lettere b) e c), se in possesso della relativa specializzazione, esprimono l’ordine di preferenza tra posti di sostegno e posti comuni. Esprimono, inoltre, l’ordine di preferenza tra tutte le province, a livello nazionale. In caso di indisponibilita’ sui posti per tutte le province, non si procede all’assunzione. All’assunzione si provvede scorrendo l’elenco di tutte le iscrizioni nelle graduatorie, dando priorita’ ai soggetti di cui al comma 96, lettera a), rispetto agli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento e, in subordine, in base al punteggio posseduto per ciascuna classe di concorso. 101. Per ciascuna iscrizione in graduatoria, e secondo l’ordine di cui al comma 100, la provincia e la tipologia di posto su cui ciascun soggetto e’ assunto sono determinate scorrendo, nell’ordine, le province secondo le preferenze indicate e, per ciascuna provincia, la tipologia di posto secondo la preferenza indicata. 102. I soggetti di cui al comma 98, lettere b) e c), accettano espressamente la proposta di assunzione entro dieci giorni dalla data della sua ricezione secondo le modalita’ di cui al comma 103. In caso di mancata accettazione, nel termine e con le modalita’ predetti, i soggetti di cui al comma 96 non possono essere destinatari di ulteriori proposte di assunzione a tempo indeterminato ai sensi del piano straordinario di assunzioni. I soggetti che non accettano la proposta di assunzione eventualmente effettuata in una fase non partecipano alle fasi successive e sono definitivamente espunti dalle rispettive graduatorie. Le disponibilita’ di posti sopravvenute per effetto delle rinunce all’assunzione non possono essere assegnate in nessuna delle fasi di cui al comma 98. 
103. Per le finalita’ di cui ai commi da 95 a 105 e’ pubblicato un apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale. Il medesimo avviso disciplina i termini e le modalita’ previste per le comunicazioni con i soggetti di cui al comma 96, incluse la domanda di assunzione e l’espressione delle preferenze, la proposta di assunzione, l’accettazione o la rinuncia. L’avviso stabilisce quali comunicazioni vengono effettuate a mezzo di posta elettronica certificata ovvero attraverso l’uso, anche esclusivo, del sistema informativo, gestito dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, in deroga agli articoli 45, comma 2, e 65 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. 
104. E’ escluso dal piano straordinario di assunzioni il personale gia’ assunto quale docente a tempo indeterminato alle dipendenze dello Stato, anche se presente nelle graduatorie di cui al comma 96, lettere a) e b), e indipendentemente dalla classe di concorso, dal tipo di posto e dal grado di istruzione per i quali vi e’ iscritto o in cui e’ assunto. Sono altresi’ esclusi i soggetti che non sciolgano la riserva per conseguimento del titolo abilitante entro il 30 giugno 2015, fermo restando quanto previsto dal periodo precedente. 105. A decorrere dal 1º settembre 2015, le graduatorie di cui, al comma 96, lettera b), se esaurite, perdono efficacia ai fini dell’assunzione con contratti di qualsiasi tipo e durata. 106. La prima fascia delle graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo previste dall’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2007, n. 131, continua a esplicare la propria efficacia, per i soli soggetti gia’ iscritti alla data di entrata in vigore della presente legge, non assunti a seguito del piano straordinario di assunzioni di cui al comma 95 del presente articolo. 107. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto puo’ avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione. 
108. Per l’anno scolastico 2016/2017 e’ avviato un piano straordinario di mobilita’ territoriale e professionale su tutti i posti vacanti dell’organico dell’autonomia, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/2015. Tale personale partecipa, a domanda, alla mobilita’ per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia, di cui all’articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, per tutti i posti vacanti e disponibili inclusi quelli assegnati in via provvisoria nell’anno scolastico 2015/2016 ai soggetti di cui al comma 96, lettera b), assunti ai sensi del comma 98, lettere b) e c). Successivamente, i docenti di cui al comma 96, lettera b), assunti a tempo indeterminato a seguito del piano straordinario di assunzioni ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e assegnati su sede provvisoria per l’anno scolastico 2015/2016, partecipano per l’anno scolastico 2016/2017 alle operazioni di mobilita’ su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, ai fini dell’attribuzione dell’incarico triennale. Limitatamente all’anno scolastico 2015/2016, i docenti assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/2015, anche in deroga al vincolo triennale sopra citato, possono richiedere l’assegnazione provvisoria interprovinciale. Tale assegnazione puo’ essere disposta dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca nel limite dei posti di organico dell’autonomia disponibili e autorizzati. 
109. Fermo restando quanto previsto nei commi da 95 a 105, nel rispetto della procedura autorizzatoria di cui all’articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, l’accesso ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente ed educativo della scuola statale avviene con le seguenti modalita’: a) mediante concorsi pubblici nazionali su base regionale per titoli ed esami ai sensi dell’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo. La determinazione dei posti da mettere a concorso tiene conto del fabbisogno espresso dalle istituzioni scolastiche nei piani triennali dell’offerta formativa. I soggetti utilmente collocati nelle graduatorie di merito dei concorsi pubblici per titoli ed esami del personale docente sono assunti, nei limiti dei posti messi a concorso e ai sensi delle ordinarie facolta’ assunzionali, nei ruoli di cui al comma 66, sono destinatari della proposta di incarico di cui ai commi da 79 a 82 ed esprimono, secondo l’ordine di graduatoria, la preferenza per l’ambito territoriale di assunzione, ricompreso fra quelli della regione per cui hanno concorso. La rinuncia all’assunzione nonche’ la mancata accettazione in assenza di una valida e motivata giustificazione comportano la cancellazione dalla graduatoria di merito; b) i concorsi di cui alla lettera a) sono banditi anche per i posti di sostegno; a tal fine, in conformita’ con quanto previsto dall’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo, i bandi di concorso prevedono lo svolgimento di distinte prove concorsuali per titoli ed esami, suddivise per i posti di sostegno della scuola dell’infanzia, per i posti di sostegno della scuola primaria, per i posti di sostegno della scuola secondaria di primo grado e per quelli della scuola secondaria di secondo grado; il superamento delle rispettive prove e la valutazione dei relativi titoli da’ luogo ad una distinta graduatoria di merito compilata per ciascun grado di istruzione. Conseguentemente, per i concorsi di cui alla lettera a) non possono essere predisposti elenchi finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato sui posti di sostegno; c) per l’assunzione del personale docente ed educativo, continua ad applicarsi l’articolo 399, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, fino a totale scorrimento delle relative graduatorie ad esaurimento; i soggetti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente sono assunti, ai sensi delle ordinarie facolta’ assunzionali, nei ruoli di cui al comma 66, sono destinatari della proposta di incarico di cui ai commi da 79 a 82 ed esprimono, secondo l’ordine delle rispettive graduatorie, la preferenza per l’ambito territoriale di assunzione, ricompreso fra quelli della provincia in cui sono iscritti. Continua ad applicarsi, per le graduatorie ad esaurimento, l’articolo 1, comma 4-quinquies, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167. 110. A decorrere dal concorso pubblico di cui al comma 114, per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto possono accedere alle procedure concorsuali per titoli ed esami, di cui all’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo, esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento e, per i posti di sostegno per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, i candidati in possesso del relativo titolo di specializzazione per le attivita’ di sostegno didattico agli alunni con disabilita’. Per il personale educativo continuano ad applicarsi le specifiche disposizioni vigenti per l’accesso alle relative procedure concorsuali. Ai concorsi pubblici per titoli ed esami non puo’ comunque partecipare il personale docente ed educativo gia’ assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali. 111. Per la partecipazione ai concorsi pubblici per titoli ed esami di cui all’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo, e’ dovuto un diritto di segreteria il cui ammontare e’ stabilito nei relativi bandi. 
112. Le somme riscosse ai sensi del comma 111 sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli di spesa della missione «Istruzione scolastica» dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per lo svolgimento della procedura concorsuale. 
113. All’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il primo periodo del comma 01 e’ sostituito dai seguenti: «I concorsi per titoli ed esami sono nazionali e sono indetti su base regionale, con cadenza triennale, per tutti i posti vacanti e disponibili, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, nonche’ per i posti che si rendano tali nel triennio. Le relative graduatorie hanno validita’ triennale a decorrere dall’anno scolastico successivo a quello di approvazione delle stesse e perdono efficacia con la pubblicazione delle graduatorie del concorso successivo e comunque alla scadenza del predetto triennio»; b) al secondo periodo del comma 01, dopo le parole: «di un’effettiva» sono inserite le seguenti: «vacanza e»; c) al primo periodo del comma 02, le parole: «All’indizione dei concorsi regionali per titoli ed esami» sono sostituite dalle seguenti: «All’indizione dei concorsi di cui al comma 01» e, al secondo periodo del comma 02, le parole: «in ragione dell’esiguo numero di candidati» sono sostituite dalle seguenti: «in ragione dell’esiguo numero dei posti conferibili»; d) al terzo periodo del comma 02, la parola: «disponibili» e’ sostituita dalle seguenti: «messi a concorso»; e) al comma 1, le parole: «e, per le scuole e per le classi di concorso per le quali sia prescritto, del titolo di abilitazione all’insegnamento, ove gia’ posseduto» sono soppresse; f) al comma 14, la parola: «e’» e’ sostituita dalle seguenti: «puo’ essere»; g) al comma 15 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La predetta graduatoria e’ composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso, maggiorati del 10 per cento»; h) il comma 17 e’ abrogato; i) al comma 19, dopo le parole: «i candidati» sono inserite le seguenti: «dichiarati vincitori» e le parole: «eventualmente disponibili» sono sostituite dalle seguenti: «messi a concorso»; l) al comma 21, le parole: «in ruolo» sono soppresse. 114. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, ferma restando la procedura autorizzatoria, bandisce, entro il 1º dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali ai sensi dell’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo, per la copertura, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia, nonche’ per i posti che si rendano tali nel triennio. Limitatamente al predetto bando sono valorizzati, fra i titoli valutabili in termini di maggiore punteggio: a) il titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito a seguito sia dell’accesso ai percorsi di abilitazione tramite procedure selettive pubbliche per titoli ed esami, sia del conseguimento di specifica laurea magistrale o a ciclo unico; b) il servizio prestato a tempo determinato, per un periodo continuativo non inferiore a centottanta giorni, nelle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado. 115. Il personale docente ed educativo e’ sottoposto al periodo di formazione e di prova, il cui positivo superamento determina l’effettiva immissione in ruolo. 
116. Il superamento del periodo di formazione e di prova e’ subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni, dei quali almeno centoventi per le attivita’ didattiche. 
117. Il personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova e’ sottoposto a valutazione da parte del dirigente scolastico, sentito il comitato per la valutazione istituito ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dal comma 129 del presente articolo, sulla base dell’istruttoria di un docente al quale sono affidate dal dirigente scolastico le funzioni di tutor. 118. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca sono individuati gli obiettivi, le modalita’ di valutazione del grado di raggiungimento degli stessi, le attivita’ formative e i criteri per la valutazione del personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova. 119. In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente ed educativo e’ sottoposto ad un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile. 120. Continuano ad applicarsi, in quanto compatibili con i commi da 115 a 119 del presente articolo, gli articoli da 437 a 440 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. 121. Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, e’ istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell’importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, puo’ essere utilizzata per l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale, per l’acquisto di hardware e software, per l’iscrizione a corsi per attivita’ di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonche’ per iniziative coerenti con le attivita’ individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria ne’ reddito imponibile. 
122. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalita’ di assegnazione e utilizzo della Carta di cui al comma 121, l’importo da assegnare nell’ambito delle risorse disponibili di cui al comma 123, tenendo conto del sistema pubblico per la gestione dell’identita’ digitale, nonche’ le modalita’ per l’erogazione delle agevolazioni e dei benefici collegati alla Carta medesima. 
123. Per le finalita’ di cui al comma 121 e’ autorizzata la spesa di euro 381,137 milioni annui a decorrere dall’anno 2015. 124. Nell’ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo e’ obbligatoria, permanente e strutturale. Le attivita’ di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorita’ nazionali indicate nel Piano nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria. 125. Per l’attuazione del Piano nazionale di formazione e per la realizzazione delle attivita’ formative di cui ai commi da 121 a 124 e’ autorizzata la spesa di euro 40 milioni annui a decorrere dall’anno 2016. 
126. Per la valorizzazione del merito del personale docente e’ istituito presso il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca un apposito fondo, con lo stanziamento di euro 200 milioni annui a decorrere dall’anno 2016, ripartito a livello territoriale e tra le istituzioni scolastiche in proporzione alla dotazione organica dei docenti, considerando altresi’ i fattori di complessita’ delle istituzioni scolastiche e delle aree soggette a maggiore rischio educativo, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. 
127. Il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, istituito ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dal comma 129 del presente articolo, assegna annualmente al personale docente una somma del fondo di cui al comma 126 sulla base di motivata valutazione. 128. La somma di cui al comma 127, definita bonus, e’ destinata a valorizzare il merito del personale docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e ha natura di retribuzione accessoria. 
129. Dall’inizio dell’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, l’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e’ sostituito dal seguente: 
«Art. 11 (Comitato per la valutazione dei docenti). – 1. Presso ogni istituzione scolastica ed educativa e’ istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il comitato per la valutazione dei docenti. 
2. Il comitato ha durata di tre anni scolastici, e’ presieduto dal dirigente scolastico ed e’ costituito dai seguenti componenti: a) tre docenti dell’istituzione scolastica, di cui due scelti dal collegio dei docenti e uno dal consiglio di istituto; b) due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione; un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio di istituto; c) un componente esterno individuato dall’ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici. 3. Il comitato individua i criteri per la valorizzazione dei docenti sulla base: a) della qualita’ dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonche’ del successo formativo e scolastico degli studenti; b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonche’ della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche; c) delle responsabilita’ assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale. 4. Il comitato esprime altresi’ il proprio parere sul superamento del periodo di formazione e di prova per il personale docente ed educativo. A tal fine il comitato e’ composto dal dirigente scolastico, che lo presiede, dai docenti di cui al comma 2, lettera a), ed e’ integrato dal docente a cui sono affidate le funzioni di tutor. 
5. Il comitato valuta il servizio di cui all’articolo 448 su richiesta dell’interessato, previa relazione del dirigente scolastico; nel caso di valutazione del servizio di un docente componente del comitato, ai lavori non partecipa l’interessato e il consiglio di istituto provvede all’individuazione di un sostituto. Il comitato esercita altresi’ le competenze per la riabilitazione del personale docente, di cui all’articolo 501». 
130. Al termine del triennio 2016-2018, gli uffici scolastici regionali inviano al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca una relazione sui criteri adottati dalle istituzioni scolastiche per il riconoscimento del merito dei docenti ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dal comma 129 del presente articolo. Sulla base delle relazioni ricevute, un apposito Comitato tecnico scientifico nominato dal Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, previo confronto con le parti sociali e le rappresentanze professionali, predispone le linee guida per la valutazione del merito dei docenti a livello nazionale. Tali linee guida sono riviste periodicamente, su indicazione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sulla base delle evidenze che emergono dalle relazioni degli uffici scolastici regionali. Ai componenti del Comitato non spetta alcun compenso, indennita’, gettone di presenza, rimborso di spese o emolumento comunque denominato. 
131. A decorrere dal 1º settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi. 
132. Nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ istituito un fondo per i pagamenti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali aventi ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti alla reiterazione di contratti a termine per una durata complessiva superiore a trentasei mesi, anche non continuativi, su posti vacanti e disponibili, con la dotazione di euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016, fermo restando quanto previsto dall’articolo 14 del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e successive modificazioni. 133. Il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario in posizione di comando, distacco o fuori ruolo alla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base di un provvedimento formale adottato ai sensi della normativa vigente, puo’ transitare, a seguito di una procedura comparativa, nei ruoli dell’amministrazione di destinazione, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n 165, previa valutazione delle esigenze organizzative e funzionali dell’amministrazione medesima e nel limite delle facolta’ assunzionali, fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 
134. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 331, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, non si applicano nell’anno scolastico 2015/2016. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari ad euro 12 milioni nell’anno 2015 e ad euro 25,1 milioni nell’anno 2016, si provvede ai sensi del comma 204. 
135. Il contingente di 300 posti di docenti e dirigenti scolastici assegnati presso il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca ai sensi dell’articolo 26, comma 8, primo periodo, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, e’ confermato per l’anno scolastico 2015/2016, in deroga al limite numerico di cui al medesimo primo periodo. 136. E’ istituito il Portale unico dei dati della scuola. 137. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, in conformita’ con l’articolo 68, comma 3, del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, e in applicazione del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, garantisce stabilmente l’accesso e la riutilizzabilita’ dei dati pubblici del sistema nazionale di istruzione e formazione, pubblicando in formato aperto i dati relativi ai bilanci delle scuole, i dati pubblici afferenti al Sistema nazionale di valutazione, l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, i dati in forma aggregata dell’Anagrafe degli studenti, i provvedimenti di incarico di docenza, i piani dell’offerta formativa, compresi quelli delle scuole paritarie del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, i dati dell’Osservatorio tecnologico, i materiali didattici e le opere autoprodotti dagli istituti scolastici e rilasciati in formato aperto secondo le modalita’ di cui all’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni. Pubblica altresi’ i dati, i documenti e le informazioni utili a valutare l’avanzamento didattico, tecnologico e d’innovazione del sistema scolastico. 
138. Il Portale di cui al comma 136, gestito dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, rende accessibili i dati del curriculum dello studente di cui al comma 28, condivisi con il Ministero da ciascuna istituzione scolastica, e il curriculum del docente di cui al comma 80. 
139. Il Portale di cui al comma 136 pubblica, inoltre, la normativa, gli atti e le circolari in conformita’ alle disposizioni del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2009, n. 9, e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. 
140. I dati presenti nel Portale di cui al comma 136 o comunque nella disponibilita’ del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca non possono piu’ essere oggetto di richiesta alle istituzioni scolastiche. 
141. Per l’anno 2015 e’ autorizzata la spesa di euro 1 milione per la predisposizione del Portale di cui al comma 136 e, a decorrere dall’anno 2016, e’ autorizzata la spesa di euro 100.000 annui per le spese di gestione e di mantenimento del medesimo Portale. 142. Al fine di fornire un supporto tempestivo alle istituzioni scolastiche ed educative nella risoluzione di problemi connessi alla gestione amministrativa e contabile, attraverso la creazione di un canale permanente di comunicazione con gli uffici competenti del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e valorizzando la condivisione di buone pratiche tra le istituzioni scolastiche medesime, a decorrere dall’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e’ avviato un progetto sperimentale per la realizzazione di un servizio di assistenza. Il servizio di assistenza e’ realizzato nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 143. Ai fini di incrementare l’autonomia contabile delle istituzioni scolastiche ed educative statali e di semplificare gli adempimenti amministrativi e contabili, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca provvede, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad apportare le necessarie modifiche al regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 1º febbraio 2001, n. 44, provvedendo anche all’armonizzazione dei sistemi contabili e alla disciplina degli organi e dell’attivita’ di revisione amministrativo-contabile dei convitti e degli educandati. 144. Al fine di potenziare il sistema di valutazione delle scuole, previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, e’ autorizzata la spesa di euro 8 milioni per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019 a favore dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). La spesa e’ destinata prioritariamente: a) alla realizzazione delle rilevazioni nazionali degli apprendimenti; b) alla partecipazione dell’Italia alle indagini internazionali; c) all’autovalutazione e alle visite valutative delle scuole. 145. Per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilita’ degli studenti, spetta un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate in ciascuno dei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 e pari al 50 per cento di quelle effettuate nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016. 146. Il credito d’imposta di cui al comma 145 e’ riconosciuto alle persone fisiche nonche’ agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa e non e’ cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese. 147. Il credito d’imposta di cui al comma 145 e’ ripartito in tre quote annuali di pari importo. Le spese di cui al comma 145 sono ammesse al credito d’imposta nel limite dell’importo massimo di euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, il credito d’imposta, ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, e’ utilizzabile tramite compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive. 
148. Il credito d’imposta e’ riconosciuto a condizione che le somme siano versate in un apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato secondo le modalita’ definite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Le predette somme sono riassegnate ad apposito fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca per l’erogazione alle scuole beneficiarie. Una quota pari al 10 per cento delle somme complessivamente iscritte annualmente sul predetto fondo e’ assegnata alle istituzioni scolastiche che risultano destinatarie delle erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale, secondo le modalita’ definite con il decreto di cui al primo periodo. 
149. I soggetti beneficiari provvedono a dare pubblica comunicazione dell’ammontare delle somme erogate ai sensi del comma 148, nonche’ della destinazione e dell’utilizzo delle erogazioni stesse tramite il proprio sito web istituzionale, nell’ambito di una pagina dedicata e facilmente individuabile, e nel portale telematico del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. All’attuazione del presente comma si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. 
150. Ai maggiori oneri derivanti dalla concessione del credito d’imposta di cui ai commi da 145 a 149, valutati in euro 7,5 milioni per l’anno 2016, in euro 15 milioni per l’anno 2017, in euro 20,8 milioni per l’anno 2018, in euro 13,3 milioni per l’anno 2019 e in euro 5,8 milioni per l’anno 2020, si provvede ai sensi dei commi 201 e seguenti. 
151. All’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, la lettera e) e’ sostituita dalla seguente: 
«e) le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi delle universita’ statali»; b) al comma 1, dopo la lettera e) e’ inserita la seguente: 
«e-bis) le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente. Per le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per l’ampliamento dell’offerta formativa rimane fermo il beneficio di cui alla lettera i-octies), che non e’ cumulabile con quello di cui alla presente lettera»; c) al comma 2, dopo le parole: «lettere c), e),» e’ inserita la seguente: «e-bis),». 
152. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca avvia, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un piano straordinario di verifica della permanenza dei requisiti per il riconoscimento della parita’ scolastica di cui all’articolo 1, comma 4, della legge 10 marzo 2000, n. 62, con particolare riferimento alla coerenza del piano triennale dell’offerta formativa con quanto previsto dalla legislazione vigente e al rispetto della regolarita’ contabile, del principio della pubblicita’ dei bilanci e della legislazione in materia di contratti di lavoro. Ai fini delle predette attivita’ di verifica, il piano straordinario e’ diretto a individuare prioritariamente le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado caratterizzate da un numero di diplomati che si discosta significativamente dal numero degli alunni frequentanti le classi iniziali e intermedie. Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca presenta annualmente alle Camere una relazione recante l’illustrazione degli esiti delle attivita’ di verifica. All’attuazione del presente comma si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 153. Al fine di favorire la costruzione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, con proprio decreto, d’intesa con la Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 maggio 2014 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede a ripartire le risorse di cui al comma 158 tra le regioni e individua i criteri per l’acquisizione da parte delle stesse regioni delle manifestazioni di interesse degli enti locali proprietari delle aree oggetto di intervento e interessati alla costruzione di una scuola innovativa. 154. Le regioni, entro i sessanta giorni successivi al termine di cui al comma 153, provvedono a selezionare almeno uno e fino a cinque interventi sul proprio territorio e a dare formale comunicazione della selezione al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. 
155. Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, con proprio decreto, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, indice specifico concorso con procedura aperta, anche mediante procedure telematiche, avente ad oggetto proposte progettuali relative agli interventi individuati dalle regioni ai sensi del comma 154, nel limite delle risorse assegnate dal comma 158 e comunque nel numero di almeno uno per regione. 156. I progetti sono valutati da una commissione di esperti, cui partecipano anche la Struttura di missione di cui al comma 153 e un rappresentante del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. La commissione, per ogni area di intervento, comunica al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca il primo, il secondo e il terzo classificato ai fini del finanziamento. Ai membri della commissione non spetta alcun gettone di presenza o altro emolumento comunque denominato. 
157. Gli enti locali proprietari delle aree oggetto di intervento possono affidare i successivi livelli di progettazione ai soggetti individuati a seguito del concorso di cui al comma 155 del presente articolo, ai sensi dell’articolo 108, comma 6, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 
158. Per la realizzazione delle scuole di cui al comma 153 e’ utilizzata quota parte delle risorse di cui all’articolo 18, comma 8, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, pari a euro 300 milioni nel triennio 2015-2017, rispetto alle quali i canoni di locazione da corrispondere all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) sono posti a carico dello Stato nella misura di euro 3 milioni per l’anno 2016, di euro 6 milioni per l’anno 2017 e di euro 9 milioni annui a decorrere dall’anno 2018. 
159. All’Osservatorio per l’edilizia scolastica di cui all’articolo 6 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, al quale partecipa la Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 maggio 2014 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, sono attribuiti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, anche compiti di indirizzo, di programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica nonche’ di diffusione della cultura della sicurezza. Alle sedute dell’Osservatorio e’ consentita, su specifiche tematiche, la partecipazione delle organizzazioni civiche aventi competenza ed esperienza comprovate sulla base di criteri oggettivi e predefiniti. E’ istituita una Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. 
160. Al fine di consentire lo svolgimento del servizio scolastico in ambienti adeguati e sicuri, la programmazione nazionale predisposta in attuazione dell’articolo 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, come da ultimo modificato dai commi 173 e 176 del presente articolo, rappresenta il piano del fabbisogno nazionale in materia di edilizia scolastica per il triennio 2015-2017, e’ aggiornata annualmente e, per il triennio di riferimento, sostituisce i piani di cui all’articolo 11, comma 4-bis, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, anche tenendo conto dei dati inseriti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, ed e’ utile per l’assegnazione di finanziamenti statali comunque destinati alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, comprese le risorse di cui all’articolo 18, comma 8, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, a beneficio degli enti locali con la possibilita’ che i canoni di investimento siano posti a carico delle regioni. La programmazione nazionale e’ altresi’ utile per l’assegnazione di tutte le risorse destinate nel triennio di riferimento all’edilizia scolastica, comprese quelle relative alla quota a gestione statale dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all’articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, e successive modificazioni, nonche’ quelle di cui al Fondo previsto dall’articolo 32-bis del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, come da ultimo incrementato dall’articolo 2, comma 276, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in riferimento al quale i termini e le modalita’ di individuazione degli interventi di adeguamento strutturale e antisismico sono definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. A tali fini i poteri derogatori per interventi di edilizia scolastica di cui all’articolo 18, comma 8-ter, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e successive modificazioni, sono estesi per tutta la durata della programmazione nazionale triennale 2015-2017. 
161. Le risorse non utilizzate alla data di entrata in vigore della presente legge e relative ai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1º luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430, e dell’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonche’ ai finanziamenti erogati ai sensi dell’articolo 4 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, fatte salve quelle relative a interventi in corso di realizzazione o le cui procedure di appalto sono aperte, come previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, sono destinate all’attuazione di ulteriori interventi urgenti per la sicurezza degli edifici scolastici. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti locali beneficiari dei predetti finanziamenti trasmettono al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e alla societa’ Cassa depositi e prestiti Spa il monitoraggio degli interventi realizzati, pena la revoca delle citate risorse ancora da erogare. Le conseguenti economie accertate, a seguito del completamento dell’intervento finanziato ovvero della sua mancata realizzazione, sono destinate, secondo criteri e modalita’ definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, a ulteriori interventi urgenti di edilizia scolastica individuati nell’ambito della programmazione nazionale di cui al comma 160, fermi restando i piani di ammortamento in corso e le correlate autorizzazioni di spesa, nonche’ agli interventi che si rendono necessari all’esito delle indagini diagnostiche sugli edifici scolastici di cui ai commi da 177 a 179 e a quelli che si rendono necessari sulla base dei dati risultanti dall’Anagrafe dell’edilizia scolastica. 162. Le regioni sono tenute a fornire al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il monitoraggio completo dei piani di edilizia scolastica relativi alle annualita’ 2007, 2008 e 2009, finanziati ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, pena la mancata successiva assegnazione di ulteriori risorse statali. Le relative economie accertate all’esito del monitoraggio restano nella disponibilita’ delle regioni per essere destinate a interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici sulla base di progetti esecutivi presenti nella rispettiva programmazione regionale predisposta ai sensi dell’articolo 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, come da ultimo modificato dai commi 173 e 176 del presente articolo, nonche’ agli interventi che si rendono necessari all’esito delle indagini diagnostiche sugli edifici scolastici di cui ai commi da 177 a 179 e a quelli che si rendono necessari sulla base dei dati risultanti dall’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Gli interventi devono essere comunicati dalla regione competente al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, che definisce tempi e modalita’ di attuazione degli stessi. 163. A valere sui rimborsi delle quote dell’Unione europea e di cofinanziamento nazionale della programmazione PON FESR 2007/2013, le risorse relative ai progetti retrospettivi per interventi di edilizia scolastica, al netto delle eventuali somme ancora dovute ai beneficiari finali degli stessi progetti, confluiscono nel Fondo unico per l’edilizia scolastica per essere impiegate, sulla base della programmazione regionale di cui al comma 160, nello stesso territorio ai quali erano destinate e per progetti con analoghe finalita’ di edilizia scolastica. Le risorse sono altresi’ destinate agli interventi che si rendono necessari all’esito delle indagini diagnostiche sugli edifici scolastici di cui ai commi da 177 a 179 e a quelli che si rendono necessari sulla base dei dati risultanti dall’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Alle eventuali decurtazioni di spesa successivamente decise dalla Commissione europea in esito ad audit riguardanti i progetti retrospettivi di cui al presente comma e alle conseguenti restituzioni delle risorse dell’Unione europea e di cofinanziamento nazionale si fa fronte mediante corrispondente riduzione del Fondo unico per l’edilizia scolastica. 164. La sanzione di cui all’articolo 31, comma 26, lettera a), della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, da applicare nell’anno 2015 agli enti locali che non hanno rispettato il patto di stabilita’ interno per l’anno 2014, e’ ridotta di un importo pari alla spesa per edilizia scolastica sostenuta nel corso dell’anno 2014, purche’ non gia’ oggetto di esclusione dal saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilita’ interno. A tale fine, gli enti locali che non hanno rispettato il patto di stabilita’ interno nell’anno 2014 comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze, mediante il sistema web della Ragioneria generale dello Stato, entro il termine perentorio di quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le spese sostenute nell’anno 2014 per l’edilizia scolastica. 
165. Al fine di assicurare la prosecuzione e il completamento degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici finanziati ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, con le delibere del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) n. 102/04 del 20 dicembre 2004, di approvazione del primo programma stralcio, e n. 143/2006 del 17 novembre 2006, di approvazione del secondo programma stralcio, come rimodulati dalla delibera del CIPE n. 17/2008 del 21 febbraio 2008, e’ consentito agli enti beneficiari, previa rendicontazione dei lavori eseguiti da produrre al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e comunque non oltre il 31 dicembre 2015, l’utilizzo delle economie derivanti dai ribassi d’asta per la realizzazione di altri interventi finalizzati alla sicurezza delle scuole anche sugli stessi edifici e nel rispetto del limite complessivo del finanziamento gia’ autorizzato. Le modalita’ della rendicontazione sono rese note attraverso il sito web istituzionale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. La mancata rendicontazione nel termine indicato preclude l’utilizzo delle eventuali risorse residue ancora nella disponibilita’ dell’ente, che sono versate all’entrata del bilancio dello Stato entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui al primo periodo del presente comma. Le somme relative a interventi non avviati e per i quali non siano stati assunti obblighi giuridicamente vincolanti, anche giacenti presso la societa’ Cassa depositi e prestiti Spa, sono destinate dal CIPE alle medesime finalita’ di edilizia scolastica in favore di interventi compresi nella programmazione nazionale triennale 2015-2017 di cui al comma 160, secondo modalita’ individuate dallo stesso Comitato, nonche’ degli interventi che si rendono necessari all’esito delle indagini diagnostiche sugli edifici scolastici di cui ai commi da 177 a 179 e di quelli che si rendono necessari sulla base dei dati risultanti dall’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Al fine di garantire la sollecita attuazione dei programmi finanziati ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera b), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, con la delibera del CIPE n. 32/2010 del 13 maggio 2010, e dei programmi di intervento finanziati ai sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge 12 novembre 2011, n. 183, con la delibera del CIPE n. 6 del 20 gennaio 2012, il parere richiesto ai provveditorati per le opere pubbliche sui progetti definitivi presentati dagli enti beneficiari si intende positivamente reso entro trenta giorni dalla richiesta, ovvero entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge per quelli presentati precedentemente. Gli enti beneficiari trasmettono al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti le aggiudicazioni provvisorie dei lavori entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, pena la revoca dei finanziamenti. Le risorse oggetto di revoca sono destinate dal CIPE alle medesime finalita’ di edilizia scolastica in favore di interventi compresi nella programmazione nazionale triennale 2015-2017, secondo modalita’ individuate dal medesimo Comitato. 166. Il termine di utilizzo delle risorse del Fondo rotativo per la progettualita’ per gli interventi di edilizia scolastica, di cui all’articolo 1, comma 54, quarto periodo, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, come da ultimo modificato dal comma 167 del presente articolo, e’ differito al 31 dicembre 2018. 
167. All’articolo 1, comma 54, quarto periodo, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni, le parole:
«inseriti nel piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici, con particolare riguardo a quelli che insistono sul territorio delle zone soggette a rischio sismico» sono sostituite dalle seguenti: «di edilizia scolastica e puo’ essere alimentato anche da risorse finanziarie di soggetti esterni». 168. All’articolo 9 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: 
«2-octies. I pareri, i visti, e i nulla osta relativi agli interventi di cui al comma 1 sono resi dalle amministrazioni competenti entro quarantacinque giorni dalla richiesta, anche tramite conferenza di servizi, e, decorso inutilmente tale termine, si intendono acquisiti con esito positivo». 
169. All’articolo 23-ter, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e successive modificazioni, le parole: «1º settembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «1º novembre 2015». 170. Le risorse di cui all’articolo 2, comma 239, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, destinate alla realizzazione del piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici individuati dalla risoluzione parlamentare n. 8-00143 del 2 agosto 2011 delle Commissioni riunite V e VII della Camera dei deputati, in relazione alle quali non siano state assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti alla data di entrata in vigore della presente legge, sono destinate alla programmazione nazionale di cui all’articolo 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con, modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, come da ultimo modificato dai commi 173 e 176 del presente articolo, nonche’ agli interventi che si rendono necessari all’esito delle indagini diagnostiche sugli edifici scolastici di cui ai commi da 177 a 179 del presente articolo a quelli che si rendono necessari sulla base dei dati risultanti dall’Anagrafe dell’edilizia scolastica. 171. Il monitoraggio degli interventi di cui ai commi da 159 a 176 e’ effettuato secondo quanto disposto dal decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229. 
172. Le risorse della quota a gestione statale dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, di cui all’articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, e successive modificazioni, relative all’edilizia scolastica sono destinate agli interventi di edilizia scolastica che si rendono necessari a seguito di eventi eccezionali e imprevedibili individuati annualmente con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, anche sulla base dei dati contenuti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. 173. Dopo il comma 2 dell’articolo 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, sono inseriti i seguenti: 
«2-bis. Per le medesime finalita’ di cui al comma 1 e con riferimento agli immobili di proprieta’ pubblica adibiti all’alta formazione artistica, musicale e coreutica, le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, di cui all’articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, possono essere autorizzate dal Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, a stipulare mutui trentennali sulla base dei criteri di economicita’ e di contenimento della spesa, con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, con la Banca europea per gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, con la societa’ Cassa depositi e prestiti Spa e con i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attivita’ bancaria, ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo lº settembre 1993, n. 385. Ai sensi dell’articolo 1, comma 75, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le rate di ammortamento dei mutui attivati sono pagate agli istituti finanziatori direttamente dallo Stato. A tale fine sono stanziati contributi pluriennali pari a euro 4 milioni annui per la durata dell’ammortamento del mutuo a decorrere dall’anno 2016, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 131, della citata legge n. 311 del 2004. Alla compensazione degli effetti finanziari, in termini di fabbisogno e di indebitamento netto, derivanti dall’attuazione delle disposizioni del presente comma si provvede, quanto a euro 5 milioni per l’anno 2017, a euro 15 milioni per l’anno 2018, a euro 30 milioni per l’anno 2019 e a euro 30 milioni per l’anno 2020, mediante corrispondente utilizzo del fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni. 2-ter. Le modalita’ di attuazione del comma 2-bis sono stabilite con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione». 
174. All’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 7 aprile 2014, n. 58, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2014, n. 87, sono apportate le seguenti modifiche: a) le parole: «2014/2015» sono sostituite dalle seguenti:
«2015/2016»; b) dopo le parole: «ove non e’ ancora attiva» sono inserite le seguenti: «, ovvero sia stata sospesa,»; c) le parole: «e comunque fino e non oltre il 31 luglio 2015» sono sostituite dalle seguenti: «alla data di effettiva attivazione della citata convenzione e comunque fino a non oltre il 31 luglio 2016». 175. Agli oneri derivanti dal comma 174 si provvede a valere sulle risorse di cui all’articolo 58, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. 
176. All’articolo 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, al comma 1, terzo periodo, le parole: «40 milioni annui per la durata dell’ammortamento del mutuo, a decorrere dall’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «40 milioni per l’anno 2015 e per euro 50 milioni annui per la durata residua dell’ammortamento del mutuo, a decorrere dall’anno 2016» e, al comma 2, dopo le parole: «effettuati dalle Regioni,» sono inserite le seguenti: «anche attraverso la delegazione di pagamento,». 
177. Al fine di garantire la sicurezza degli edifici scolastici e di prevenire eventi di crollo dei relativi solai e controsoffitti e’ autorizzata la spesa di euro 40 milioni per l’anno 2015 per finanziare indagini diagnostiche dei solai degli edifici scolastici, anche attraverso quote di cofinanziamento da parte degli enti locali proprietari, a valere sul Fondo di cui al comma 202. 178. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i termini e le modalita’ per l’erogazione dei finanziamenti agli enti locali di cui al comma 177, tenendo conto anche della vetusta’ degli edifici valutata anche in base ai dati contenuti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. 
179. Gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici che si rendono necessari all’esito delle indagini diagnostiche possono essere finanziati anche a valere sulle risorse di cui ai commi 160, 161, 162, 163, 166 e 170. 
180. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti legislativi al fine di provvedere al riordino, alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni legislative in materia di istruzione, anche in coordinamento con le disposizioni di cui alla presente legge. 
181. I decreti legislativi di cui al comma 180 sono adottati nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonche’ dei seguenti: a) riordino delle disposizioni normative in materia di sistema nazionale di istruzione e formazione attraverso: 
1) la redazione di un testo unico delle disposizioni in materia di istruzione gia’ contenute nel testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonche’ nelle altre fonti normative; 
2) l’articolazione e la rubricazione delle disposizioni di legge incluse nella codificazione per materie omogenee, secondo il contenuto precettivo di ciascuna di esse; 
3) il riordino e il coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni di legge incluse nella codificazione, anche apportando integrazioni e modifiche innovative e per garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica, nonche’ per adeguare le stesse all’intervenuta evoluzione del quadro giuridico nazionale e dell’Unione europea; 
4) l’adeguamento della normativa inclusa nella codificazione alla giurisprudenza costituzionale e dell’Unione europea; 
5) l’indicazione espressa delle disposizioni di legge abrogate; 
b) riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria, in modo da renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, mediante: 
1) l’introduzione di un sistema unitario e coordinato che comprenda sia la formazione iniziale dei docenti sia le procedure per l’accesso alla professione, affidando i diversi momenti e percorsi formativi alle universita’ o alle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e alle istituzioni scolastiche statali, con una chiara distinzione dei rispettivi ruoli e competenze in un quadro di collaborazione strutturata; 
2) l’avvio di un sistema regolare di concorsi nazionali per l’assunzione, con contratto retribuito a tempo determinato di durata triennale di tirocinio, di docenti nella scuola secondaria statale. L’accesso al concorso e’ riservato a coloro che sono in possesso di un diploma di laurea magistrale o di un diploma accademico di secondo livello per le discipline artistiche e musicali, coerente con la classe disciplinare di concorso. I vincitori sono assegnati a un’istituzione scolastica o a una rete tra istituzioni scolastiche. A questo fine sono previsti: 
2.1) la determinazione di requisiti per l’accesso al concorso nazionale, anche in base al numero di crediti formativi universitari acquisiti nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e in quelle concernenti le metodologie e le tecnologie didattiche, comunque con il limite minimo di ventiquattro crediti conseguibili sia come crediti curricolari che come crediti aggiuntivi; 
2.2) la disciplina relativa al trattamento economico durante il periodo di tirocinio, tenuto anche conto della graduale assunzione della funzione di docente; 
3) il completamento della formazione iniziale dei docenti assunti secondo le procedure di cui al numero 2) tramite: 
3.1) il conseguimento, nel corso del primo anno di contratto, di un diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario al termine di un corso annuale istituito, anche in convenzione con istituzioni scolastiche o loro reti, dalle universita’ o dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, destinato a completare la preparazione degli iscritti nel campo della didattica delle discipline afferenti alla classe concorsuale di appartenenza, della pedagogia, della psicologia e della normativa scolastica; 
3.2) la determinazione degli standard nazionali per la valutazione finalizzata al conseguimento del diploma di specializzazione, nonche’ del periodo di apprendistato; 
3.3) per i vincitori dei concorsi nazionali, l’effettuazione, nei due anni successivi al conseguimento del diploma, di tirocini formativi e la graduale assunzione della funzione docente, anche in sostituzione di docenti assenti, presso l’istituzione scolastica o presso la rete tra istituzioni scolastiche di assegnazione; 
3.4) la possibilita’, per coloro che non hanno partecipato o non sono risultati vincitori nei concorsi nazionali di cui al numero 2), di iscriversi a proprie spese ai percorsi di specializzazione per l’insegnamento secondario di cui al numero 3.1); 
4) la sottoscrizione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, all’esito di positiva conclusione e valutazione del periodo di tirocinio, secondo la disciplina di cui ai commi da 63 a 85 del presente articolo; 
5) la previsione che il percorso di cui al numero 2) divenga gradualmente l’unico per accedere all’insegnamento nella scuola secondaria statale, anche per l’effettuazione delle supplenze; l’introduzione di una disciplina transitoria in relazione ai vigenti percorsi formativi e abilitanti e al reclutamento dei docenti nonche’ in merito alla valutazione della competenza e della professionalita’ per coloro che hanno conseguito l’abilitazione prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui alla presente lettera; 
6) il riordino delle classi disciplinari di afferenza dei docenti e delle classi di laurea magistrale, in modo da assicurarne la coerenza ai fini dei concorsi di cui al numero 2), nonche’ delle norme di attribuzione degli insegnamenti nell’ambito della classe disciplinare di afferenza secondo principi di semplificazione e di flessibilita’, fermo restando l’accertamento della competenza nelle discipline insegnate; 
7) la previsione dell’istituzione di percorsi di formazione in servizio, che integrino le competenze disciplinari e pedagogiche dei docenti, consentendo, secondo principi di flessibilita’ e di valorizzazione, l’attribuzione di insegnamenti anche in classi disciplinari affini; 
8) la previsione che il conseguimento del diploma di specializzazione di cui al numero 3.1) costituisca il titolo necessario per l’insegnamento nelle scuole paritarie; 
c) promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilita’ e riconoscimento delle differenti modalita’ di comunicazione attraverso: 
1) la ridefinizione del ruolo del personale docente di sostegno al fine di favorire l’inclusione scolastica degli studenti con disabilita’, anche attraverso l’istituzione di appositi percorsi di formazione universitaria; 
2) la revisione dei criteri di inserimento nei ruoli per il sostegno didattico, al fine di garantire la continuita’ del diritto allo studio degli alunni con disabilita’, in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l’intero ordine o grado di istruzione; 
3) l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali, tenuto conto dei diversi livelli di competenza istituzionale; 
4) la previsione di indicatori per l’autovalutazione e la valutazione dell’inclusione scolastica; 
5) la revisione delle modalita’ e dei criteri relativi alla certificazione, che deve essere volta a individuare le abilita’ residue al fine di poterle sviluppare attraverso percorsi individuati di concerto con tutti gli specialisti di strutture pubbliche, private o convenzionate che seguono gli alunni riconosciuti disabili ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e della legge 8 ottobre 2010, n. 170, che partecipano ai gruppi di lavoro per l’integrazione e l’inclusione o agli incontri informali; 
6) la revisione e la razionalizzazione degli organismi operanti a livello territoriale per il supporto all’inclusione; 
7) la previsione dell’obbligo di formazione iniziale e in servizio per i dirigenti scolastici e per i docenti sugli aspetti pedagogico-didattici e organizzativi dell’integrazione scolastica; 
8) la previsione dell’obbligo di formazione in servizio per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, rispetto alle specifiche competenze, sull’assistenza di base e sugli aspetti organizzativi ed educativo-relazionali relativi al processo di integrazione scolastica; 
9) la previsione della garanzia dell’istruzione domiciliare per gli alunni che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 12, comma 9, della legge 5 febbraio 1992, n. 104; 
d) revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonche’ raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, attraverso: 
1) la ridefinizione degli indirizzi, delle articolazioni e delle opzioni dell’istruzione professionale; 
2) il potenziamento delle attivita’ didattiche laboratoriali anche attraverso una rimodulazione, a parita’ di tempo scolastico, dei quadri orari degli indirizzi, con particolare riferimento al primo biennio; 
e) istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, costituito dai servizi educativi per l’infanzia e dalle scuole dell’infanzia, al fine di garantire ai bambini e alle bambine pari opportunita’ di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali, nonche’ ai fini della conciliazione tra tempi di vita, di cura e di lavoro dei genitori, della promozione della qualita’ dell’offerta educativa e della continuita’ tra i vari servizi educativi e scolastici e la partecipazione delle famiglie, attraverso: 
1) la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni della scuola dell’infanzia e dei servizi educativi per l’infanzia previsti dal Nomenclatore interregionale degli interventi e dei servizi sociali, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, prevedendo: 
1.1) la generalizzazione della scuola dell’infanzia; 
1.2) la qualificazione universitaria e la formazione continua del personale dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia; 
1.3) gli standard strutturali, organizzativi e qualitativi dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia, diversificati in base alla tipologia, all’eta’ dei bambini e agli orari di servizio, prevedendo tempi di compresenza del personale dei servizi educativi per l’infanzia e dei docenti di scuola dell’infanzia, nonche’ il coordinamento pedagogico territoriale e il riferimento alle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, adottate con il regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 16 novembre 2012, n. 254; 
2) la definizione delle funzioni e dei compiti delle regioni e degli enti locali al fine di potenziare la ricettivita’ dei servizi educativi per l’infanzia e la qualificazione del sistema integrato di cui alla presente lettera; 
3) l’esclusione dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia dai servizi a domanda individuale; 
4) l’istituzione di una quota capitaria per il raggiungimento dei livelli essenziali, prevedendo il cofinanziamento dei costi di gestione, da parte dello Stato con trasferimenti diretti o con la gestione diretta delle scuole dell’infanzia e da parte delle regioni e degli enti locali al netto delle entrate da compartecipazione delle famiglie utenti del servizio; 
5) l’approvazione e il finanziamento di un piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato di cui alla presente lettera, finalizzato al raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni; 
6) la copertura dei posti della scuola dell’infanzia per l’attuazione del piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato anche avvalendosi della graduatoria a esaurimento per il medesimo grado di istruzione come risultante alla data di entrata in vigore della presente legge; 
7) la promozione della costituzione di poli per l’infanzia per bambini di eta’ fino a sei anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi; 
8) l’istituzione, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, di un’apposita commissione con compiti consultivi e propositivi, composta da esperti nominati dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, dalle regioni e dagli enti locali; 
f) garanzia dell’effettivita’ del diritto allo studio su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle competenze delle regioni in tale materia, attraverso la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, sia in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio, sia in relazione ai servizi strumentali; potenziamento della Carta dello studente, tenuto conto del sistema pubblico per la gestione dell’identita’ digitale, al fine di attestare attraverso la stessa lo status di studente e rendere possibile l’accesso a programmi relativi a beni e servizi di natura culturale, a servizi per la mobilita’ nazionale e internazionale, ad ausili di natura tecnologica per lo studio e per l’acquisto di materiale scolastico, nonche’ possibilita’ di associare funzionalita’ aggiuntive per strumenti di pagamento attraverso borsellino elettronico; 
g) promozione e diffusione della cultura umanistica, valorizzazione del patrimonio e della produzione culturali, musicali, teatrali, coreutici e cinematografici e sostegno della creativita’ connessa alla sfera estetica, attraverso: 
1) l’accesso, nelle sue varie espressioni amatoriali e professionali, alla formazione artistica, consistente nell’acquisizione di conoscenze e nel contestuale esercizio di pratiche connesse alle forme artistiche, musicali, coreutiche e teatrali, mediante: 
1.1) il potenziamento della formazione nel settore delle arti nel curricolo delle scuole di ogni ordine e grado, compresa la prima infanzia, nonche’ la realizzazione di un sistema formativo della professionalita’ degli educatori e dei docenti in possesso di specifiche abilitazioni e di specifiche competenze artistico-musicali e didattico-metodologiche; 
1.2) l’attivazione, da parte di scuole o reti di scuole di ogni ordine e grado, di accordi e collaborazioni anche con soggetti terzi, accreditati dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e dal Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo ovvero dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano anche mediante accordi quadro tra le istituzioni interessate; 
1.3) il potenziamento e il coordinamento dell’offerta formativa extrascolastica e integrata negli ambiti artistico, musicale, coreutico e teatrale anche in funzione dell’educazione permanente; 
2) il riequilibrio territoriale e il potenziamento delle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale nonche’ l’aggiornamento dell’offerta formativa anche ad altri settori artistici nella scuola secondaria di primo grado e l’avvio di poli, nel primo ciclo di istruzione, a orientamento artistico e performativo; 
3) la presenza e il rafforzamento delle arti nell’offerta formativa delle scuole secondarie di secondo grado; 
4) il potenziamento dei licei musicali, coreutici e artistici promuovendo progettualita’ e scambi con gli altri Paesi europei; 
5) l’armonizzazione dei percorsi formativi di tutta la filiera del settore artistico-musicale, con particolare attenzione al percorso pre-accademico dei giovani talenti musicali, anche ai fini dell’accesso all’alta formazione artistica, musicale e coreutica e all’universita’; 
6) l’incentivazione delle sinergie tra i linguaggi artistici e le nuove tecnologie valorizzando le esperienze di ricerca e innovazione; 
7) il supporto degli scambi e delle collaborazioni artistico-musicali tra le diverse istituzioni formative sia italiane che straniere, finalizzati anche alla valorizzazione di giovani talenti; 
8) la sinergia e l’unitarieta’ degli obiettivi nell’attivita’ dei soggetti preposti alla promozione della cultura italiana all’estero; 
h) revisione, riordino e adeguamento della normativa in materia di istituzioni e iniziative scolastiche italiane all’estero al fine di realizzare un effettivo e sinergico coordinamento tra il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca nella gestione della rete scolastica e della promozione della lingua italiana all’estero attraverso: 
1) la definizione dei criteri e delle modalita’ di selezione, destinazione e permanenza in sede del personale docente e amministrativo; 
2) la revisione del trattamento economico del personale docente e amministrativo; 
3) la previsione della disciplina delle sezioni italiane all’interno di scuole straniere o internazionali; 
4) la revisione della disciplina dell’insegnamento di materie obbligatorie secondo la legislazione locale o l’ordinamento scolastico italiano da affidare a insegnanti a contratto locale; 
i) adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti, nonche’ degli esami di Stato, anche in raccordo con la normativa vigente in materia di certificazione delle competenze, attraverso: 
1) la revisione delle modalita’ di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti del primo ciclo di istruzione, mettendo in rilievo la funzione formativa e di orientamento della valutazione, e delle modalita’ di svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo; 
2) la revisione delle modalita’ di svolgimento degli esami di Stato relativi ai percorsi di studio della scuola secondaria di secondo grado in coerenza con quanto previsto dai regolamenti di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, nn. 87, 88 e 89. 
182. I decreti legislativi di cui al comma 180 sono adottati su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro dell’economia e delle finanze nonche’ con gli altri Ministri competenti, previo parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. Gli schemi dei decreti sono trasmessi alle Camere per l’espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si esprimono nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti possono comunque essere adottati. Se il termine previsto per l’espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari scade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l’esercizio della delega previsto al comma 180, o successivamente, quest’ultimo e’ prorogato di novanta giorni. 
183. Con uno o piu’ decreti adottati ai sensi dell’articolo 17, commi 1 e 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sono raccolte per materie omogenee le norme regolamentari vigenti negli ambiti di cui alla presente legge, con le modificazioni necessarie al fine di semplificarle e adeguarle alla disciplina legislativa conseguente all’adozione dei decreti legislativi di cui al comma 180 del presente articolo. 
184. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 180, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e con la procedura previsti dai commi 181 e 182 del presente articolo, il Governo puo’ adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi. 
185. Dall’attuazione delle deleghe di cui ai commi 180 e 184 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tal fine, per gli adempimenti previsti dai decreti legislativi adottati in attuazione dei commi 180 e 184 le amministrazioni competenti provvedono attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse umane, finanziarie e strumentali allo stato in dotazione alle medesime amministrazioni. In conformita’ all’articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o piu’ decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, essi sono emanati solo successivamente o contestualmente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa la legge di stabilita’, che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. 
186. Alla provincia autonoma di Bolzano spetta la legittimazione attiva e passiva nei procedimenti giudiziari concernenti il personale docente, direttivo ed ispettivo delle scuole a carattere statale. 
187. Al fine di rispondere alle esigenze socio-culturali e linguistiche della scuola dei diversi gruppi linguistici, la provincia autonoma di Bolzano adotta linee guida, sulla base di ricerche di settore, per la personalizzazione dei percorsi didattici e formativi, nell’ambito della flessibilita’ ordinamentale e ferma restando l’autonomia delle istituzioni scolastiche, per rispondere alle esigenze socio-culturali e linguistiche dei tre gruppi linguistici italiano, tedesco e ladino, nel quadro dell’unitarieta’ dell’ordinamento scolastico provinciale definito dall’articolo 19 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670. 
188. La provincia autonoma di Bolzano si adegua alla normativa statale sugli esami di Stato con legge provinciale, al fine di integrare i percorsi nazionali con aspetti culturali e linguistici legati alla realta’ locale. Le norme per l’attuazione delle predette disposizioni sono adottate dalla provincia autonoma, sentito il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. La provincia autonoma nomina i presidenti e i membri delle commissioni per l’esame di Stato delle scuole di ogni ordine e grado. In relazione al particolare ordinamento scolastico di cui all’articolo 9 del testo unificato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1983, n. 89, e successive modificazioni, la terza prova dell’esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di secondo grado e’ determinata in aderenza alle linee guida definite dalla provincia autonoma sentito il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. 
189. In attuazione dell’articolo 19 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, la provincia autonoma di Bolzano, d’intesa con l’universita’ ed il conservatorio di musica che hanno sede nella provincia stessa, disciplina la formazione disciplinare e pedagogico-didattica degli insegnanti delle scuole funzionanti nella provincia autonoma di Bolzano di ogni ordine e grado dei tre gruppi linguistici, anche nelle materie artistiche, nonche’ le modalita’ e i contenuti delle relative prove di accesso nel rispetto di quelli minimi previsti a livello nazionale, con possibilita’ di discostarsi dalla tempistica nazionale, svolgendole anche in lingua tedesca e ladina, ove necessario, e basandosi sui programmi di insegnamento sviluppati ed in vigore nella provincia autonoma stessa. Tale formazione puo’ comprendere fino a quarantotto crediti formativi universitari del percorso quinquennale per attivita’ di insegnamento che riguardano il relativo contesto culturale. La provincia autonoma di Bolzano, d’intesa con l’universita’ ed il conservatorio di cui al primo periodo, definisce altresi’ il punteggio con il quale integrare la votazione della prova di accesso, in caso di possesso di certificazioni di competenze linguistiche almeno di livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento. Al fine di garantire ai futuri insegnanti delle scuole con lingua di insegnamento tedesca e delle scuole delle localita’ ladine la formazione nella madre lingua, l’abilitazione all’insegnamento si consegue mediante il solo compimento del tirocinio formativo attivo (TFA). Il TFA stesso, nonche’ le relative modalita’ di accesso a numero programmato, sono disciplinati dalla provincia autonoma di Bolzano. Per lo specifico contesto linguistico e culturale della provincia autonoma di Bolzano e per l’impegno istituzionale della Libera Universita’ di Bolzano a garantire nei percorsi di formazione i presupposti per l’acquisizione delle competenze indispensabili al fine di poter partecipare alla vita culturale ed economico-sociale e di accedere al mondo del lavoro nella provincia stessa, la Libera Universita’ di Bolzano, d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, ha facolta’ di ampliare, in tutti i corsi di laurea e di laurea magistrale da essa attivati, i settori scientifici e disciplinari afferenti alle discipline letterarie e linguistiche, previsti dai rispettivi decreti ministeriali tra le attivita’ formative di base e caratterizzanti. 
190. La provincia autonoma di Bolzano e’ delegata ad esercitare le attribuzioni dello Stato in materia di riconoscimento dei titoli di formazione professionale rilasciati da un Paese membro dell’Unione europea ai fini dell’esercizio della professione di docente nelle scuole di istruzione primaria, secondaria ed artistica in relazione alle classi di concorso esistenti nella sola provincia autonoma di Bolzano o ai soli fini dell’accesso ai posti di insegnamento nelle scuole con lingua di insegnamento tedesca della provincia autonoma di Bolzano o ai posti di insegnamento nelle scuole delle localita’ ladine della provincia autonoma di Bolzano per materie impartite in lingua tedesca. Resta fermo che il beneficiario del riconoscimento delle qualifiche professionali deve possedere le conoscenze linguistiche necessarie. L’ultimo periodo del comma 4 dell’articolo 427 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e’ soppresso. 
191. Sono fatte salve le potesta’ attribuite alla provincia autonoma di Bolzano dallo statuto speciale e dalle relative norme di attuazione, nonche’ ai sensi dell’articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. La provincia autonoma di Bolzano provvede all’adeguamento del proprio ordinamento nel rispetto dei principi desumibili dalla presente legge. 
192. Per l’adozione dei regolamenti, dei decreti e degli atti attuativi della presente legge non e’ richiesto il parere dell’organo collegiale consultivo nazionale della scuola. 
193. Il regolamento di cui all’articolo 64, comma 4, lettera a), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, non si applica per la procedura del piano straordinario di assunzioni. 
194. In sede di prima applicazione della presente legge e limitatamente all’anno scolastico 2015/2016, per la determinazione dell’organico dell’autonomia non e’ richiesto il parere di cui all’articolo 22, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. 
195. Fermo restando il contingente di cui all’articolo 639, comma
3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, le disposizioni della presente legge si applicano alle scuole italiane all’estero in quanto compatibili e nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. 
196. Sono inefficaci le norme e le procedure contenute nei contratti collettivi, contrastanti con quanto previsto dalla presente legge. 
197. Al fine di adeguare l’applicazione delle disposizioni della presente legge alle scuole con lingua di insegnamento slovena o con insegnamento bilingue della regione Friuli-Venezia Giulia, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca emana, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della medesima legge, un decreto stabilendo, per le medesime scuole, le norme speciali riguardanti in particolare: 
a) la formazione iniziale e l’aggiornamento, l’abilitazione e il reclutamento del personale docente; 
b) le modalita’ di assunzione, formazione e valutazione dei dirigenti scolastici; 
c) il diritto di rappresentanza riferito alla riforma degli organi collegiali, a livello sia nazionale sia territoriale. 
198. Per l’attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge nonche’ del decreto di cui al comma 197, per quanto riguarda le scuole con lingua di insegnamento slovena o con insegnamento bilingue della regione Friuli-Venezia Giulia, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca si avvale dell’Ufficio per l’istruzione in lingua slovena. 
199. L’articolo 50 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e i commi 8 e 9 dell’articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono abrogati a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2015/2016. 
200. Al comma 7 dell’articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, la parola: «docente,» e’ soppressa. 
201. A decorrere dall’anno scolastico 2015/2016, la dotazione organica complessiva di personale docente delle istituzioni scolastiche statali e’ incrementata nel limite di euro 544,18 milioni nell’anno 2015, 1.828,13 milioni nell’anno 2016, 1.839,22 milioni nell’anno 2017, 1.878,56 milioni nell’anno 2018, 1.915,91 milioni nell’anno 2019, 1.971,34 milioni nell’anno 2020, 2.012,32 milioni nell’anno 2021, 2.053,60 milioni nell’anno 2022, 2.095,20 milioni nell’anno 2023, 2.134,04 milioni nell’anno 2024 e 2.169,63 milioni annui a decorrere dall’anno 2025 rispetto a quelle determinate ai sensi dell’articolo 19, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge, nonche’ ai sensi dell’articolo 15, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128. 
202. E’ iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca un fondo di parte corrente, denominato «Fondo “La Buona Scuola” per il miglioramento e la valorizzazione dell’istruzione scolastica», con uno stanziamento pari a 83.000 euro per l’anno 2015, a 533.000 euro per l’anno 2016, a 104.043.000 euro per l’anno 2017, a 69.903.000 euro per l’anno 2018, a 47.053.000 euro per l’anno 2019, a 43.490.000 euro per l’anno 2020, a 48.080.000 euro per l’anno 2021, a 56.663.000 euro per l’anno 2022 e a 45.000.000 euro annui a decorrere dall’anno 2023. Al riparto del Fondo si provvede con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Il decreto di cui al presente comma puo’ destinare un importo fino a un massimo del 10 per cento del Fondo ai servizi istituzionali e generali dell’amministrazione per le attivita’ di supporto al sistema di istruzione scolastica. 203. Per l’anno 2015 il Fondo relativo alle spese di funzionamento della Scuola nazionale dell’amministrazione, iscritto nel bilancio dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, in aggiunta allo stanziamento di cui all’articolo 17, comma 3, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, e’ incrementato di 1 milione di euro per l’espletamento della procedura concorsuale per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica. 204. Agli oneri derivanti dai commi 25, 26, 39, 55, ultimo periodo, 62, 86, 94, 123, 125, 126, 132, 134, 135, 141, 144, 158, 176, 177, 201, 202 e 203, pari complessivamente a 1.012 milioni di euro per l’anno 2015, a 2.860,3 milioni di euro per l’anno 2016, a 2.909,5 milioni di euro per l’anno 2017, a 2.903,7 milioni di euro per l’anno 2018, a 2.911,2 milioni di euro per l’anno 2019, a 2.955,067 milioni di euro per l’anno 2020, a 3.000,637 milioni di euro per l’anno 2021, a 2.924,5 milioni di euro per l’anno 2022, a 2.947,437 milioni di euro per l’anno 2023, a 2.986,277 milioni di euro per l’anno 2024 e a 3.021,867 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025, nonche’ agli oneri derivanti dai commi 150 e 151, valutati in 139,7 milioni di euro per l’anno 2016, in 90,5 milioni di euro per l’anno 2017, in 96,3 milioni di euro per l’anno 2018, in 88,8 milioni di euro per l’anno 2019, in 81,3 milioni di euro per l’anno 2020 e in 75,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021, si provvede: a) quanto a 1.000 milioni di euro per l’anno 2015 e a 3.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016, mediante riduzione del Fondo «La Buona Scuola», di cui all’articolo 1, comma 4, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; b) quanto a 36.367.000 euro per l’anno 2020, a 76.137.000 euro per l’anno 2021, a 22.937.000 euro per l’anno 2023, a 61.777.000 euro per l’anno 2024 e a 97.367.000 euro annui a decorrere dall’anno 2025, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307; c) quanto a euro 12 milioni per l’anno 2015, mediante corrispondente riduzione del fondo per il funzionamento di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 29 dicembre 2006, n. 296. 205. Alla compensazione degli ulteriori effetti finanziari, in termini di fabbisogno e di indebitamento netto, derivanti dalle medesime disposizioni richiamate dall’alinea del comma 204, pari a 178.956.700 euro per l’anno 2015, 338.135.700 euro per l’anno 2016, 379.003.500 euro per l’anno 2017, 419.923.410 euro per l’anno 2018, 466.808.650 euro per l’anno 2019, 479.925.100 euro per l’anno 2020, 370.049.800 euro per l’anno 2021, 350.029.000 euro per l’anno 2022, 368.399.000 euro per l’anno 2023, 351.818.000 euro per l’anno 2024 e 293.754.500 euro annui a decorrere dall’anno 2025, si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni. 
206. Ferme restando le competenze istituzionali di controllo e verifica spettanti al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e al Ministero dell’economia e delle finanze, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e’ costituito, a decorrere dall’anno scolastico 2015/2016 e senza maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, un comitato di verifica tecnico-finanziaria composto da rappresentanti del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e del Ministero dell’economia e delle finanze, con lo scopo di monitorare la spesa concernente l’organico dell’autonomia in relazione all’attuazione del piano straordinario di assunzioni, la progressione economica dei docenti nonche’ l’utilizzo del fondo per il risarcimento, di cui al comma 132. Gli eventuali risparmi rispetto alle previsioni contenute nella presente legge connesse all’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 95 a 105, accertati nell’esercizio finanziario 2015 con decreto del Ministro dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, anche tenendo conto delle verifiche effettuate dal comitato di cui al primo periodo, sono destinati nel medesimo anno all’incremento del Fondo di cui al comma 202. 
207. Qualora, a seguito della procedura di monitoraggio di cui al comma 206, dovesse emergere una spesa complessiva superiore a quella prevista dalla presente legge, sono adottate idonee misure correttive ai sensi dell’articolo 17, comma 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. 
208. Ai componenti del comitato di cui al comma 206 non spetta alcun compenso, indennita’, gettone di presenza, rimborso di spese o emolumento comunque denominato. 
209. Le domande per il riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera del personale scolastico sono presentate al dirigente scolastico nel periodo compreso tra il 1º settembre e il 31 dicembre di ciascun anno, ferma restando la disciplina vigente per l’esercizio del diritto al riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera. Entro il successivo 28 febbraio, ai fini di una corretta programmazione della spesa, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca comunica al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le risultanze dei dati relativi alle istanze per il riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera del personale scolastico. 210. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 211. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. 
212. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 13 luglio 2015 
MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri 
Giannini, Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Tabella 1

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Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio.

Redazione

LEGGE 27 maggio 2015, n. 69 

 

Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio. (15G00083) (GU n.124 del 30-5-2015)

 Vigente al: 14-6-2015 

Capo I 

Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso, nonche’ ulteriori modifiche al codice di procedura penale, alle relative norme di attuazione e alla legge 6 novembre 2012, n. 190. 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

Art. 1

Modifiche alla disciplina sanzionatoria in materia di delitti contro la pubblica amministrazione

1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 32-ter, secondo comma, la parola: «tre» e’ sostituita dalla seguente: «cinque»;
b) all’articolo 32-quinquies, la parola: «tre» e’ sostituita dalla seguente: «due»;
c) all’articolo 35, secondo comma, le parole: «quindici giorni» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi» e le parole: «due anni» sono sostituite dalle seguenti: «tre anni»;
d) all’articolo 314, primo comma, le parole: «da quattro a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da quattro anni a dieci anni e sei mesi»;
e) all’articolo 318, le parole: «da uno a cinque anni» sono sostituite dalle seguenti: «da uno a sei anni»;
f) all’articolo 319, le parole: «da quattro a otto anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a dieci anni»;
g) all’articolo 319-ter:
1) al primo comma, le parole: «da quattro a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a dodici anni»;
2) al secondo comma, le parole: «da cinque a dodici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a quattordici anni» e le parole: «da sei a venti anni» sono sostituite dalle seguenti: «da otto a venti anni»;
h) all’articolo 319-quater, primo comma, le parole: «da tre a otto anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei anni a dieci anni e sei mesi»;
i) all’articolo 323-bis: 1) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Per i delitti previsti dagli articoli 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322 e 322-bis, per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l’attivita’ delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l’individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilita’ trasferite, la pena e’ diminuita da un terzo a due terzi»;

2) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Circostanze attenuanti».

 

Art. 2

Modifica all’articolo 165 del codice penale, in materia di sospensione condizionale della pena

1. Dopo il terzo comma dell’articolo 165 del codice penale e’ inserito il seguente: «Nei casi di condanna per i reati previsti dagli articoli 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320 e 322-bis, la sospensione condizionale della pena e’ comunque subordinata al pagamento di una somma equivalente al profitto del reato ovvero all’ammontare di quanto indebitamente percepito dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio, a titolo di riparazione pecunaria in favore dell’amministrazione lesa dalla condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, ovvero, nel caso di cui all’articolo 319-ter, in favore dell’amministrazione della giustizia, fermo restando il diritto all’ulteriore eventuale risarcimento del danno».

 

Art. 3

Modifica dell’articolo 317 del codice penale, in materia di concussione

1. L’articolo 317 del codice penale e’ sostituito dal seguente:
«Art. 317 (Concussione). – Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualita’ o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilita’, e’ punito con la reclusione da sei a dodici anni».

 

Art. 4

Introduzione dell’articolo 322-quater del codice penale, in materia di riparazione pecuniaria

1. Dopo l’articolo 322-ter del codice penale e’ inserito il seguente:
«Art. 322-quater (Riparazione pecuniaria). – Con la sentenza di condanna per i reati previsti dagli articoli 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320 e 322-bis, e’ sempre ordinato il pagamento di una somma pari all’ammontare di quanto indebitamente ricevuto dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell’amministrazione cui il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio appartiene, ovvero, nel caso di cui all’articolo 319-ter, in favore dell’amministrazione della giustizia, restando impregiudicato il diritto al risarcimento del danno».

 

Art. 5

Associazioni di tipo mafioso, anche straniere

1. All’articolo 416-bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, le parole: «da sette a dodici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da dieci a quindici anni»;
b) al secondo comma, le parole: «da nove a quattordici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da dodici a diciotto anni»;
c) al quarto comma, le parole: «da nove a quindici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da dodici a venti anni» e le parole: «da dodici a ventiquattro anni» sono sostituite dalle seguenti: «da quindici a ventisei anni».

 

Art. 6

Integrazione dell’articolo 444 del codice di procedura penale, in materia di applicazione della pena su richiesta delle parti

1. All’articolo 444 del codice di procedura penale, dopo il comma 1-bis e’ inserito il seguente: «1-ter. Nei procedimenti per i delitti previsti dagli articoli 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater e 322-bis del codice penale, l’ammissibilita’ della richiesta di cui al comma 1 e’ subordinata alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato».

 

Art. 7

Informazione sull’esercizio dell’azione penale per i fatti di corruzione

1. All’articolo 129, comma 3, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando esercita l’azione penale per i delitti di cui agli articoli 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322, 322-bis, 346-bis, 353 e 353-bis del codice penale, il pubblico ministero informa il presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione, dando notizia dell’imputazione».

 

Art. 8

Modifiche alla legge 6 novembre 2012, n. 190

1. All’articolo 1, comma 2, della legge 6 novembre 2012, n. 190, dopo la lettera f) e’ inserita la seguente: «f-bis) esercita la vigilanza e il controllo sui contratti di cui agli articoli 17 e seguenti del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163».

2. All’articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Le stazioni appaltanti sono tenute altresi’ a trasmettere le predette informazioni ogni semestre alla commissione di cui al comma 2».

3. All’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, dopo il comma 32 e’ inserito il seguente:
«32-bis. Nelle controversie concernenti le materie di cui al comma 1, lettera e), dell’articolo 133 del codice di cui all’allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il giudice amministrativo trasmette alla commissione ogni informazione o notizia rilevante emersa nel corso del giudizio che, anche in esito a una sommaria valutazione, ponga in evidenza condotte o atti contrastanti con le regole della trasparenza».

Capo II 

Disposizioni penali in materia di societa’ e consorzi 

 

Art. 9

Modifica dell’articolo 2621 del codice civile

1. L’articolo 2621 del codice civile e’ sostituito dal seguente:
«Art. 2621 (False comunicazioni sociali). – Fuori dai casi previsti dall’art. 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per se’ o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione e’ imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della societa’ o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica anche se le falsita’ o le omissioni riguardano beni posseduti o amministrati dalla societa’ per conto di terzi».

 

Art. 10

Introduzione degli articoli 2621-bis e 2621-ter del codice civile

1. Dopo l’articolo 2621 del codice civile sono inseriti i seguenti: «Art. 2621-bis (Fatti di lieve entita’). – Salvo che costituiscano piu’ grave reato, si applica la pena da sei mesi a tre anni di reclusione se i fatti di cui all’articolo 2621 sono di lieve entita’, tenuto conto della natura e delle dimensioni della societa’ e delle modalita’ o degli effetti della condotta. Salvo che costituiscano piu’ grave reato, si applica la stessa pena di cui al comma precedente quando i fatti di cui all’articolo 2621 riguardano societa’ che non superano i limiti indicati dal secondo comma dell’articolo 1 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. In tale caso, il delitto e’ procedibile a querela della societa’, dei soci, dei creditori o degli altri destinatari della comunicazione sociale. Art. 2621-ter (Non punibilita’ per particolare tenuita’). – Ai fini della non punibilita’ per particolare tenuita’ del fatto, di cui all’articolo 131-bis del codice penale, il giudice valuta, in modo prevalente, l’entita’ dell’eventuale danno cagionato alla societa’, ai soci o ai creditori conseguente ai fatti di cui agli articoli 2621 e 2621-bis».

 

Art. 11

Modifica dell’articolo 2622 del codice civile

1. L’articolo 2622 del codice civile e’ sostituito dal seguente: «Art. 2622 (False comunicazioni sociali delle societa’ quotate). – Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori di societa’ emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea, i quali, al fine di conseguire per se’ o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico consapevolmente espongono fatti materiali non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione e’ imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della societa’ o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da tre a otto anni. Alle societa’ indicate nel comma precedente sono equiparate:
1) le societa’ emittenti strumenti finanziari per i quali e’ stata presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea;
2) le societa’ emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un sistema multilaterale di negoziazione italiano;
3) le societa’ che controllano societa’ emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea;
4) le societa’ che fanno appello al pubblico risparmio o che comunque lo gestiscono. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche se le falsita’ o le omissioni riguardano beni posseduti o amministrati dalla societa’ per conto di terzi».

 

Art. 12

Modifiche alle disposizioni sulla responsabilita’ amministrativa degli enti in relazione ai reati societari

1. All’articolo 25-ter, comma 1, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’alinea e’ sostituito dal seguente: «In relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile, si applicano all’ente le seguenti sanzioni pecuniarie:»;
b) la lettera a) e’ sostituita dalla seguente: «a) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2621 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote»;
c) dopo la lettera a) e’ inserita la seguente: «a-bis) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2621-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da cento a duecento quote»;
d) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente: «b) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2622 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote»;
e) la lettera c) e’ abrogata.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 27 maggio 2015

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Orlando

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Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente.

Redazione

LEGGE 22 maggio 2015, n. 68 

 

Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente.
(GU n.122 del 28-5-2015)  

Vigente al: 29-5-2015 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

Art. 1

1. Dopo il titolo VI del libro secondo del codice penale e’ inserito il seguente:
«Titolo VI-bis – Dei delitti contro l’ambiente. Art. 452-bis. (Inquinamento ambientale). – E’ punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili:
1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo;
2) di un ecosistema, della biodiversita’, anche agraria, della flora o della fauna. Quando l’inquinamento e’ prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena e’ aumentata.

Art. 452-ter. (Morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale). – Se da uno dei fatti di cui all’articolo 452-bis deriva, quale conseguenza non voluta dal reo, una lesione personale, ad eccezione delle ipotesi in cui la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni, si applica la pena della reclusione da due anni e sei mesi a sette anni; se ne deriva una lesione grave, la pena della reclusione da tre a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la pena della reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva la morte, la pena della reclusione da cinque a dieci anni. Nel caso di morte di piu’ persone, di lesioni di piu’ persone, ovvero di morte di una o piu’ persone e lesioni di una o piu’ persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per l’ipotesi piu’ grave, aumentata fino al triplo, ma la pena della reclusione non puo’ superare gli anni venti.

Art. 452-quater. (Disastro ambientale). – Fuori dai casi previsti dall’articolo 434, chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale e’ punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Costituiscono disastro ambientale alternativamente:
1) l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema;
2) l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali;
3) l’offesa alla pubblica incolumita’ in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo. Quando il disastro e’ prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena e’ aumentata.

Art. 452-quinquies. (Delitti colposi contro l’ambiente). – Se taluno dei fatti di cui agli articoli 452-bis e 452-quater e’ commesso per colpa, le pene previste dai medesimi articoli sono diminuite da un terzo a due terzi. Se dalla commissione dei fatti di cui al comma precedente deriva il pericolo di inquinamento ambientale o di disastro ambientale le pene sono ulteriormente diminuite di un terzo.

Art. 452-sexies. (Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattivita’). – Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, e’ punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000 chiunque abusivamente cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattivita’. La pena di cui al primo comma e’ aumentata se dal fatto deriva il pericolo di compromissione o deterioramento:
1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo;
2) di un ecosistema, della biodiversita’, anche agraria, della flora o della fauna. Se dal fatto deriva pericolo per la vita o per l’incolumita’ delle persone, la pena e’ aumentata fino alla meta’.

Art. 452-septies. (Impedimento del controllo). – Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque, negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce, intralcia o elude l’attivita’ di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 452-octies. (Circostanze aggravanti). – Quando l’associazione di cui all’articolo 416 e’ diretta, in via esclusiva o concorrente, allo scopo di commettere taluno dei delitti previsti dal presente titolo, le pene previste dal medesimo articolo 416 sono aumentate. Quando l’associazione di cui all’articolo 416-bis e’ finalizzata a commettere taluno dei delitti previsti dal presente titolo ovvero all’acquisizione della gestione o comunque del controllo di attivita’ economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti o di servizi pubblici in materia ambientale, le pene previste dal medesimo articolo 416-bis sono aumentate. Le pene di cui ai commi primo e secondo sono aumentate da un terzo alla meta’ se dell’associazione fanno parte pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio che esercitano funzioni o svolgono servizi in materia ambientale.

Art. 452-novies. (Aggravante ambientale). – Quando un fatto gia’ previsto come reato e’ commesso allo scopo di eseguire uno o piu’ tra i delitti previsti dal presente titolo, dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, o da altra disposizione di legge posta a tutela dell’ambiente, ovvero se dalla commissione del fatto deriva la violazione di una o piu’ norme previste dal citato decreto legislativo n. 152 del 2006 o da altra legge che tutela l’ambiente, la pena nel primo caso e’ aumentata da un terzo alla meta’ e nel secondo caso e’ aumentata di un terzo. In ogni caso il reato e’ procedibile d’ufficio.

Art. 452-decies. (Ravvedimento operoso). – Le pene previste per i delitti di cui al presente titolo, per il delitto di associazione per delinquere di cui all’articolo 416 aggravato ai sensi dell’articolo 452-octies, nonche’ per il delitto di cui all’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, sono diminuite dalla meta’ a due terzi nei confronti di colui che si adopera per evitare che l’attivita’ delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, provvede concretamente alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi, e diminuite da un terzo alla meta’ nei confronti di colui che aiuta concretamente l’autorita’ di polizia o l’autorita’ giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell’individuazione degli autori o nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti. Ove il giudice, su richiesta dell’imputato, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado disponga la sospensione del procedimento per un tempo congruo, comunque non superiore a due anni e prorogabile per un periodo massimo di un ulteriore anno, al fine di consentire le attivita’ di cui al comma precedente in corso di esecuzione, il corso della prescrizione e’ sospeso.

Art. 452-undecies. (Confisca). – Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 452-bis, 452-quater, 452-sexies, 452-septies e 452-octies del presente codice, e’ sempre ordinata la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato. Quando, a seguito di condanna per uno dei delitti previsti dal presente titolo, sia stata disposta la confisca di beni ed essa non sia possibile, il giudice individua beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilita’ e ne ordina la confisca. I beni confiscati ai sensi dei commi precedenti o i loro eventuali proventi sono messi nella disponibilita’ della pubblica amministrazione competente e vincolati all’uso per la bonifica dei luoghi. L’istituto della confisca non trova applicazione nell’ipotesi in cui l’imputato abbia efficacemente provveduto alla messa in sicurezza e, ove necessario, alle attivita’ di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi.

Art. 452-duodecies. (Ripristino dello stato dei luoghi). – Quando pronuncia sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per taluno dei delitti previsti dal presente titolo, il giudice ordina il recupero e, ove tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi, ponendone l’esecuzione a carico del condannato e dei soggetti di cui all’articolo 197 del presente codice. Al ripristino dello stato dei luoghi di cui al comma precedente si applicano le disposizioni di cui al titolo II della parte sesta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di ripristino ambientale.

Art. 452-terdecies. (Omessa bonifica). – Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un’autorita’ pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi e’ punito con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 20.000 a euro 80.000».

2. All’articolo 257 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 sono premesse le seguenti parole: «Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato,»;
b) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. L’osservanza dei progetti approvati ai sensi degli articoli 242 e seguenti costituisce condizione di non punibilita’ per le contravvenzioni ambientali contemplate da altre leggi per il medesimo evento e per la stessa condotta di inquinamento di cui al comma 1».

3. All’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: «4-bis. E’ sempre ordinata la confisca delle cose che servirono a commettere il reato o che costituiscono il prodotto o il profitto del reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato. Quando essa non sia possibile, il giudice individua beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilita’ e ne ordina la confisca».

4. All’articolo 12-sexies, comma 1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, e successive modificazioni, dopo la parola: «416-bis,» sono inserite le seguenti: «452-quater, 452-octies, primo comma,» e dopo le parole: «dalla legge 7 agosto 1992, n. 356,» sono inserite le seguenti: «o dall’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni,».

5. All’articolo 32-quater del codice penale, dopo la parola: «437,» sono inserite le seguenti: «452-bis, 452-quater, 452-sexies, 452-septies,» e dopo la parola: «644» sono inserite le seguenti: «, nonche’ dall’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni».

6. All’articolo 157, sesto comma, secondo periodo, del codice penale, dopo le parole: «sono altresi’ raddoppiati» sono inserite le seguenti: «per i delitti di cui al titolo VI-bis del libro secondo,».

7. All’articolo 118-bis, comma 1, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo le parole: «del codice» sono inserite le seguenti: «, nonche’ per i delitti di cui agli articoli 452-bis, 452-quater, 452-sexies e 452-octies del codice penale,», dopo le parole: «presso la Corte di appello» sono inserite le seguenti: «nonche’ all’Agenzia delle entrate ai fini dei necessari accertamenti» ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il procuratore della Repubblica, quando procede a indagini per i delitti di cui agli articoli 452-bis, 452-quater, 452-sexies e 452-octies del codice penale e all’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, ne da’ altresi’ notizia al Procuratore nazionale antimafia».

8. All’articolo 25-undecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti: «a) per la violazione dell’articolo 452-bis, la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a seicento quote;
b) per la violazione dell’articolo 452-quater, la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote;
c) per la violazione dell’articolo 452-quinquies, la sanzione pecuniaria da duecento a cinquecento quote;
d) per i delitti associativi aggravati ai sensi dell’articolo 452-octies, la sanzione pecuniaria da trecento a mille quote;
e) per il delitto di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattivita’ ai sensi dell’articolo 452-sexies, la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a seicento quote;
f) per la violazione dell’articolo 727-bis, la sanzione pecuniaria fino a duecentocinquanta quote;
g) per la violazione dell’articolo 733-bis, la sanzione pecuniaria da centocinquanta a duecentocinquanta quote»; b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. Nei casi di condanna per i delitti indicati al comma 1, lettere a) e b), del presente articolo, si applicano, oltre alle sanzioni pecuniarie ivi previste, le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, per un periodo non superiore a un anno per il delitto di cui alla citata lettera a)».

9. Dopo la parte sesta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, e’ aggiunta la seguente: «Parte sesta-bis. – Disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale.

Art. 318-bis. (Ambito di applicazione). – 1. Le disposizioni della presente parte si applicano alle ipotesi contravvenzionali in materia ambientale previste dal presente decreto che non hanno cagionato danno o pericolo concreto e attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette.

Art. 318-ter. (Prescrizioni). – 1. Allo scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l’organo di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di cui all’articolo 55 del codice di procedura penale, ovvero la polizia giudiziaria impartisce al contravventore un’apposita prescrizione asseverata tecnicamente dall’ente specializzato competente nella materia trattata, fissando per la regolarizzazione un termine non superiore al periodo di tempo tecnicamente necessario. In presenza di specifiche e documentate circostanze non imputabili al contravventore che determinino un ritardo nella regolarizzazione, il termine puo’ essere prorogato per una sola volta, a richiesta del contravventore, per un periodo non superiore a sei mesi, con provvedimento motivato che e’ comunicato immediatamente al pubblico ministero.
2. Copia della prescrizione e’ notificata o comunicata anche al rappresentante legale dell’ente nell’ambito o al servizio del quale opera il contravventore.
3. Con la prescrizione l’organo accertatore puo’ imporre specifiche misure atte a far cessare situazioni di pericolo ovvero la prosecuzione di attivita’ potenzialmente pericolose. 4. Resta fermo l’obbligo dell’organo accertatore di riferire al pubblico ministero la notizia di reato relativa alla contravvenzione, ai sensi dell’articolo 347 del codice di procedura penale.

Art. 318-quater. (Verifica dell’adempimento). – 1. Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione ai sensi dell’articolo 318-ter, l’organo accertatore verifica se la violazione e’ stata eliminata secondo le modalita’ e nel termine indicati dalla prescrizione.
2. Quando risulta l’adempimento della prescrizione, l’organo accertatore ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa, nel termine di trenta giorni, una somma pari a un quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa. Entro centoventi giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’organo accertatore comunica al pubblico ministero l’adempimento della prescrizione nonche’ l’eventuale pagamento della predetta somma.
3. Quando risulta l’inadempimento della prescrizione, l’organo accertatore ne da’ comunicazione al pubblico ministero e al contravventore entro novanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella stessa prescrizione.

Art. 318-quinquies. (Notizie di reato non pervenute dall’organo accertatore). – 1. Se il pubblico ministero prende notizia di una contravvenzione di propria iniziativa ovvero la riceve da privati o da pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio diversi dall’organo di vigilanza e dalla polizia giudiziaria, ne da’ comunicazione all’organo di vigilanza o alla polizia giudiziaria affinche’ provveda agli adempimenti di cui agli articoli 318-ter e 318-quater.
2. Nel caso previsto dal comma 1, l’organo di vigilanza o la polizia giudiziaria informano il pubblico ministero della propria attivita’ senza ritardo.

Art. 318-sexies. (Sospensione del procedimento penale). – 1. Il procedimento per la contravvenzione e’ sospeso dal momento dell’iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all’articolo 335 del codice di procedura penale fino al momento in cui il pubblico ministero riceve una delle comunicazioni di cui all’articolo 318-quater, commi 2 e 3, del presente decreto.
2. Nel caso previsto dall’articolo 318-quinquies, comma 1, il procedimento rimane sospeso fino al termine indicato al comma 1 del presente articolo.
3. La sospensione del procedimento non preclude la richiesta di archiviazione. Non impedisce, inoltre, l’assunzione delle prove con incidente probatorio, ne’ gli atti urgenti di indagine preliminare, ne’ il sequestro preventivo ai sensi degli articoli 321 e seguenti del codice di procedura penale.

Art. 318-septies. (Estinzione del reato). – 1. La contravvenzione si estingue se il contravventore adempie alla prescrizione impartita dall’organo di vigilanza nel termine ivi fissato e provvede al pagamento previsto dall’articolo 318-quater, comma 2.
2. Il pubblico ministero richiede l’archiviazione se la contravvenzione e’ estinta ai sensi del comma 1.
3. L’adempimento in un tempo superiore a quello indicato dalla prescrizione, ma che comunque risulta congruo a norma dell’articolo 318-quater, comma 1, ovvero l’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose della contravvenzione con modalita’ diverse da quelle indicate dall’organo di vigilanza sono valutati ai fini dell’applicazione dell’articolo 162-bis del codice penale. In tal caso, la somma da versare e’ ridotta alla meta’ del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa.

Art. 318-octies. (Norme di coordinamento e transitorie). – 1. Le norme della presente parte non si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della medesima parte».

 

Art. 2

1. All’articolo 1 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, alinea, le parole: «con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda da lire quindici milioni a lire centocinquanta milioni» sono sostituite dalle seguenti: «con l’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da euro quindicimila a euro centocinquantamila»;
b) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «2. In caso di recidiva, si applica la pena dell’arresto da uno a tre anni e dell’ammenda da euro trentamila a euro trecentomila. Qualora il reato suddetto sia commesso nell’esercizio di attivita’ di impresa, alla condanna consegue la sospensione della licenza da un minimo di sei mesi ad un massimo di due anni»;
c) al comma 3, le parole: «e’ punita con la sanzione amministrativa da lire tre milioni a lire diciotto milioni» sono sostituite dalle seguenti: «e’ punita con la sanzione amministrativa da euro seimila a euro trentamila». 2. All’articolo 2 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, alinea, le parole: «con l’ammenda da lire venti milioni a lire duecento milioni o con l’arresto da tre mesi ad un anno» sono sostituite dalle seguenti: «con l’ammenda da euro ventimila a euro duecentomila o con l’arresto da sei mesi ad un anno»;
b) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «2. In caso di recidiva, si applica la pena dell’arresto da sei mesi a diciotto mesi e dell’ammenda da euro ventimila a euro duecentomila. Qualora il reato suddetto sia commesso nell’esercizio di attivita’ di impresa, alla condanna consegue la sospensione della licenza da un minimo di sei mesi ad un massimo di diciotto mesi»;
c) al comma 3, le parole: «e’ punita con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire dodici milioni» sono sostituite dalle seguenti: «e’ punita con la sanzione amministrativa da euro tremila a euro quindicimila»;
d) al comma 4, le parole: «e’ punito con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire dodici milioni» sono sostituite dalle seguenti: «e’ punito con la sanzione amministrativa da euro tremila a euro quindicimila».
3. All’articolo 5 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, il comma 6 e’ sostituito dal seguente: «6. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 5-bis e’ punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa da euro seimila a euro trentamila».
4. All’articolo 6 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 1 e’ punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro quindicimila a euro trecentomila»;
b) il comma 5 e’ sostituito dal seguente: «5. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 3 e’ punito con la sanzione amministrativa da euro diecimila a euro sessantamila».
5. All’articolo 8-bis della legge 7 febbraio 1992, n. 150, il comma 1-bis e’ sostituito dal seguente: «1-bis. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 1 e’ punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro cinquecento a euro duemila».
6. All’articolo 8-ter della legge 7 febbraio 1992, n. 150, il comma 5 e’ sostituito dal seguente: «5. Chiunque contravviene alle disposizioni previste al comma 2 e’ punito, se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa da euro cinquemila a euro trentamila».

 

Art. 3

1. Le disposizioni di cui alla presente legge entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della medesima legge nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 22 maggio 2015

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Orlando

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Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati.

Redazione

LEGGE 6 maggio 2015, n. 52 

 

Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati.

(GU n.105 del 8-5-2015)

Vigente al: 23-5-2015 

 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

 

Art. 1
Elezione della Camera dei deputati

 

1. La presente legge, mediante le necessarie modificazioni al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati e le altre disposizioni in diretta correlazione con le medesime modificazioni, stabilisce:
a) le liste dei candidati sono presentate in 20 circoscrizioni elettorali suddivise nell’insieme in 100 collegi plurinominali, fatti salvi i collegi uninominali nelle circoscrizioni Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol, per le quali sono previste disposizioni particolari;
b) in ciascuna lista i candidati sono presentati in ordine alternato per sesso; i capolista dello stesso sesso non eccedono il 60 per cento del totale in ogni circoscrizione; nessuno puo’ essere candidato in piu’ collegi, neppure di altra circoscrizione, salvo i capolista nel limite di dieci collegi;
c) l’elettore puo’ esprimere fino a due preferenze, per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capolista;
d) i seggi sono attribuiti su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei piu’ alti resti;
e) accedono alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono, su base nazionale, almeno il 3 per cento dei voti validi, salvo quanto stabilito ai sensi della lettera a);
f) sono attribuiti comunque 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40 per cento dei voti validi o, in mancanza, a quella che prevale in un turno di ballottaggio tra le due con il maggior numero di voti, esclusa ogni forma di collegamento tra liste o di apparentamento tra i due turni di votazione;
g) sono proclamati eletti, fino a concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione, dapprima i capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze;
h) i collegi elettorali sono determinati con decreto legislativo da emanare entro il termine e secondo i principi e i criteri direttivi stabiliti dalla presente legge;
i) la Camera dei deputati e’ eletta secondo le disposizioni della presente legge a decorrere dal 1° luglio 2016.

 

Art. 2

Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati

 

1. L’articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», e’ sostituito dal seguente:
«Art. 1. – 1. La Camera dei deputati e’ eletta a suffragio universale, con voto diretto ed eguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti in collegi plurinominali.
2. Il territorio nazionale e’ diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. Per la presentazione delle candidature e per l’assegnazione dei seggi ai candidati, ciascuna circoscrizione e’ ripartita in collegi plurinominali. Salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fermo quanto disposto dall’articolo 2, l’assegnazione dei seggi alle liste nel territorio nazionale e’ effettuata dall’Ufficio centrale nazionale, a norma degli articoli 77 e 83, con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza, a seguito del primo turno di votazione qualora una lista abbia conseguito un numero di voti validi pari almeno al 40 per cento del totale nazionale, ovvero a seguito di un turno di ballottaggio ai sensi dell’articolo 83».

2. All’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«1-bis. La circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol e’ costituita in otto collegi uninominali determinati ai sensi dell’articolo 7 della legge 4 agosto 1993, n. 277. La restante quota di seggi spettante alla circoscrizione e’ attribuita con il metodo del recupero proporzionale, secondo le norme contenute nel titolo VI del presente testo unico».

3. L’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 3. – 1. L’assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni di cui alla tabella A allegata al presente testo unico, e’ effettuata, sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla piu’ recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, da emanare contestualmente al decreto di convocazione dei comizi.

2. Con il medesimo decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 1 e’ determinato, per ciascuna circoscrizione, il numero di seggi da attribuire nei collegi plurinominali sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla piu’ recente pubblicazione ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica.

3. Salvo quanto disposto dall’articolo 2, i seggi spettanti a ciascuna circoscrizione ai sensi del comma 1 del presente articolo sono assegnati in collegi plurinominali, nei quali e’ assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a nove».

4. All’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Ogni elettore dispone di un voto per la scelta della lista, da esprimere su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista e il nominativo del candidato capolista. Puo’ altresi’ esprimere uno o due voti di preferenza, scrivendo il nominativo del candidato o dei candidati nelle apposite linee orizzontali. In caso di espressione della seconda preferenza, a pena di nullita’ della medesima preferenza, l’elettore deve scegliere un candidato di sesso diverso rispetto al primo».

5. All’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: «Il decreto stabilisce che l’eventuale ballottaggio dovra’ tenersi nella seconda domenica successiva a quella di convocazione dei comizi».

6. L’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 13. – 1. Presso la Corte d’appello o il Tribunale nella cui giurisdizione e’ il comune capoluogo della regione e’ costituito, entro tre giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, l’Ufficio centrale circoscrizionale, composto da tre magistrati, dei quali uno con funzioni di presidente, scelti dal Presidente della Corte d’appello o del Tribunale».

7. All’articolo 14, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole: «liste di candidati» sono inserite le seguenti: «nei collegi plurinominali»;
b) dopo le parole: «il Ministero dell’interno» sono inserite le seguenti: «il proprio statuto di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, e»;
c) le parole: «le liste medesime nelle singole circoscrizioni» sono sostituite dalle seguenti: «le liste medesime nei singoli collegi plurinominali».

8. L’articolo 14-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 14-bis. – 1. Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all’articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati che si candidano a governare depositano il programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica. Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall’articolo 92, secondo comma, della Costituzione. 2. Gli adempimenti di cui al comma 1 sono effettuati dai soggetti di cui all’articolo 15, primo comma».

9. All’articolo 17, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, le parole: «della lista dei candidati» sono sostituite dalle seguenti: «delle liste di candidati nei collegi plurinominali della circoscrizione».

10. All’articolo 18-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il primo periodo del comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«La presentazione delle liste di candidati per l’attribuzione dei seggi nei collegi plurinominali deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non piu’ di 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nei medesimi collegi o, in caso di collegi compresi in un unico comune, iscritti nelle sezioni elettorali di tali collegi»;
b) al comma 2, il secondo periodo e’ soppresso;
c) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Ogni lista, all’atto della presentazione, e’ composta da un candidato capolista e da un elenco di candidati, presentati secondo un ordine numerico. La lista e’ formata da un numero di candidati pari almeno alla meta’ del numero dei seggi assegnati al collegio plurinominale e non superiore al numero dei seggi assegnati al collegio plurinominale. A pena di inammissibilita’, nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista nessuno dei due sessi puo’ essere rappresentato in misura superiore al 50 per cento, con arrotondamento all’unita’ superiore, e nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali i candidati sono collocati in lista secondo un ordine alternato di genere. A pena di inammissibilita’ della lista, nel numero complessivo dei candidati capolista nei collegi di ciascuna circoscrizione non puo’ esservi piu’ del 60 per cento di candidati dello stesso sesso, con arrotondamento all’unita’ piu’ prossima»;
d) dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Salvo quanto previsto dal comma 3, alla lista e’ allegato un elenco di quattro candidati supplenti, due di sesso maschile e due di sesso femminile».

11. All’articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
«A pena di nullita’ dell’elezione nessun candidato puo’ essere incluso in liste con diversi contrassegni nello stesso o in altro collegio plurinominale e un candidato puo’ essere incluso in liste con il medesimo contrassegno, in una o piu’ circoscrizioni, solo se capolista e fino ad un massimo di dieci collegi plurinominali».

12. Al primo comma dell’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, le parole: «Le liste dei candidati» sono sostituite dalle seguenti: «Le liste dei candidati nei collegi plurinominali» e le parole: «indicati nella Tabella A, allegata al presente testo unico,» sono sostituite dalle se-guenti: «del capoluogo della regione».

13. All’articolo 21, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, le parole: «della lista dei candidati presentata» sono sostituite dalle seguenti: «delle liste di candidati nei collegi plurinominali presentate».

14. All’articolo 22, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al numero 3), le parole da: «riduce al limite prescritto» fino alla fine del numero sono sostituite dalle seguenti: «riduce al limite prescritto le liste contenenti un numero di candidati superiore a quello stabilito al comma 3 dell’articolo 18-bis, cancellando gli ultimi nomi, e dichiara non valide le liste contenenti un numero di candidati inferiore a quello stabilito al comma 3 dell’articolo 18-bis e quelle che non presentano i requisiti di cui al terzo e al quarto periodo del medesimo comma»;
b) dopo il numero 6) sono aggiunti i seguenti:
«6-bis) comunica i nomi dei candidati di ciascuna lista all’Ufficio centrale nazionale, il quale verifica la sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 19 e comunica eventuali irregolarita’ agli Uffici centrali circoscrizionali, che procedono per le eventuali modifiche nel modo seguente:
a) nel caso in cui risultino comunque rispettate le disposizioni di cui all’articolo 18-bis, comma 3, inserendo in coda alle liste dei candidati i candidati dello stesso sesso presenti nell’elenco dei candidati supplenti di cui all’articolo 18-bis, comma 3-bis;
b) nel caso in cui, procedendo ai sensi della lettera a), non risultino rispettate le disposizioni di cui all’articolo 18-bis, comma 3, inserendo nei posti rimasti vacanti nelle liste i candidati dello stesso sesso presenti nell’elenco dei candidati supplenti di cui all’articolo 18-bis, comma 3-bis;
6-ter) a seguito di eventuale rinuncia alla candidatura, delle verifiche di cui al presente articolo ai fini del rispetto dei criteri di cui all’articolo 18-bis e di ulteriori verifiche prescritte dalla legge, procede all’eventuale modifica della composizione delle liste dei candidati nei collegi plurinominali nel modo seguente:
a) nel caso in cui risultino comunque rispettate le disposizioni di cui all’articolo 18-bis, comma 3, inserendo in coda alle liste dei candidati i candidati dello stesso sesso presenti nell’elenco dei candidati supplenti di cui all’articolo 18-bis, comma 3-bis;
b) nel caso in cui, procedendo ai sensi della lettera a), non risultino rispettate le disposizioni di cui all’articolo 18-bis, comma 3, inserendo nei posti rimasti vacanti nelle liste i candidati dello stesso sesso presenti nell’elenco dei candidati supplenti di cui all’articolo 18-bis, comma 3-bis».

15. All’articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al numero 2), primo periodo, le parole da: «alle coalizioni e alle liste non collegate» fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: «alle liste e ai relativi contrassegni»; b) al numero 2), secondo periodo, le parole: «e sui manifesti» sono sostituite dalle seguenti: «e, unitamente ai nominativi dei candidati nell’ordine numerico di cui all’articolo 18-bis, comma 3, sui manifesti»; c) al numero 4), le parole: «alla prefettura capoluogo della circoscrizione» sono sostituite dalle seguenti: «alla prefettura del comune capoluogo di regione»; d) al numero 5), primo periodo, le parole: «della prefettura capoluogo della circoscrizione» sono sostituite dalle seguenti: «della prefettura del comune capoluogo di regione» e le parole: «dei comuni della circoscrizione» sono sostituite dalle seguenti: «dei comuni inclusi nei collegi plurinominali».

16. All’articolo 30, numero 4), del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, le parole: «liste dei candidati della circoscrizione» sono sostituite dalle seguenti: «liste dei candidati del collegio plurinominale».

17. All’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Le schede sono di carta consistente, sono fornite a cura del Ministero dell’interno con le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle A-bis e A-ter allegate al presente testo unico e, secondo le disposizioni di cui all’articolo 24, riproducono in fac simile i contrassegni di tutte le liste regolarmente presentate inseriti al centro di appositi rettangoli»;
b) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Sulle schede l’ordine delle liste e’ stabilito con sorteggio secondo le disposizioni di cui all’articolo 24. I contrassegni devono essere riprodotti sulle schede con il diametro di centimetri tre. Sulle schede sono altresi’ riportati, accanto a ciascun contrassegno di lista, a sinistra, il cognome e il nome del relativo candidato capolista nel collegio plurinominale. A destra del contrassegno sono riportate due linee orizzontali per l’espressione, rispettivamente, della prima e della seconda preferenza»;
c) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
«2-bis. In caso di svolgimento del ballottaggio, nella scheda unica nazionale sono riprodotti in due distinti rettangoli i contrassegni delle liste ammesse al ballottaggio. L’ordine delle liste ammesse al ballottaggio e’ stabilito con sorteggio da effettuare presso l’Ufficio centrale nazionale».

18. Il primo comma dell’articolo 48 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e’ sostituito dal seguente:
«Il presidente, gli scrutatori e il segretario del seggio votano, previa esibizione della tessera elettorale, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se siano iscritti come elettori in altra sezione o in altro comune. I rappresentanti delle liste votano, previa presentazione della tessera elettorale, nella sezione presso la quale esercitano le loro funzioni purche’ siano elettori del collegio plurinominale. I candidati possono votare in una qualsiasi delle sezioni del collegio plurinominale, dove sono proposti, presentando la tessera elettorale. Votano, inoltre, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se risultino iscritti come elettori in altra sezione o in qualsiasi altro comune del territorio nazionale, gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica in servizio di ordine pubblico, previa presentazione della tessera elettorale».

19. All’articolo 53, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, le parole:
«sezione elettorale nella cui circoscrizione» sono sostituite dalle seguenti: «sezione elettorale nel cui collegio plurinominale».

20. All’articolo 58, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, il primo periodo e’ sostituito dai seguenti:
«L’elettore, senza che sia avvicinato da alcuno, esprime il voto tracciando con la matita, sulla scheda, un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il contrassegno della lista prescelta. Puo’ anche esprimere uno o due voti di preferenza, scrivendo il nominativo del candidato prescelto, o quelli dei candidati prescelti, sulle apposite linee orizzontali».

21. Dopo l’articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e’ inserito il seguente:
«Art. 59-bis. –
1. Se l’elettore traccia un segno sul nominativo del candidato capolista, senza tracciare un segno sul contrassegno della lista medesima, si intende che abbia votato per la lista stessa.
2. Se l’elettore traccia un segno su una linea posta a destra del contrassegno, senza tracciare un segno sul contrassegno della lista medesima, si intende che abbia votato per la lista stessa.
3. Se l’elettore esprime uno o due voti di preferenza, senza tracciare un segno sul contrassegno della lista medesima, si intende che abbia votato anche per la lista stessa.
4. Se l’elettore traccia un segno sul contrassegno di una lista e scrive il nominativo di uno o piu’ candidati sulle linee orizzontali poste a destra del contrassegno di altra lista o di altre liste, il voto e’ nullo.
5. Se l’elettore traccia un segno sul contrassegno di una lista e sul nominativo del candidato capolista di altra lista, il voto e’ nullo.
6. Ogni altro modo di espressione del voto, difforme dalle disposizioni di cui all’articolo 58, secondo comma, e al presente articolo, ne determina la nullita’ nel caso in cui sia manifesta l’intenzione di annullare la scheda o di rendere riconoscibile il voto».

22. All’articolo 68 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, nel terzo periodo, dopo le parole: «a cui e’ stato attribuito il voto» sono aggiunte le seguenti: «e il cognome del candidato o dei candidati cui e’ attribuita la preferenza» e, nel quarto periodo, dopo le parole: «dei voti di ciascuna lista» sono aggiunte le seguenti: «e dei voti di preferenza»;
b) al comma 3-bis, primo periodo, dopo le parole: «i voti di lista» sono aggiunte le seguenti: «e i voti di preferenza».

23. All’articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, numero 2), dopo le parole: «dei voti di lista» sono inserite le seguenti: «e dei voti di preferenza»;
b) al secondo comma, dopo le parole: «per le singole liste» sono inserite le seguenti: «e per i singoli candidati».

24. All’articolo 77, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, i numeri 1) e 2) sono sostituiti dai seguenti:
«1) determina la cifra elettorale di collegio di ciascuna lista. Tale cifra e’ data dalla somma dei voti validi conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni elettorali del collegio plurinominale;
2) determina la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista. Tale cifra e’ data dalla somma delle cifre elettorali di collegio della lista stessa;
3) determina il totale dei voti validi della circoscrizione. Tale totale e’ dato dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste;
4) determina la cifra elettorale individuale di ciascun candidato nel collegio plurinominale. Tale cifra e’ data dalla somma dei voti validi di preferenza a lui attribuiti come primo e come secondo voto di preferenza nelle singole sezioni elettorali del collegio;
5) per ciascun collegio plurinominale, determina la graduatoria dei candidati di ciascuna lista sulla base delle rispettive cifre individuali. A parita’ di cifre individuali, prevale l’ordine di presentazione nella lista;
6) comunica all’Ufficio centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale circoscrizionale di cui al numero 2), nonche’, ai fini di cui all’articolo 83, comma 1, numero 3), il totale dei voti validi della circoscrizione di cui al numero 3)».

25. L’articolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e’ sostituito dai seguenti:
«Art. 83. – 1. L’Ufficio centrale nazionale, ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici centrali circoscrizionali, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o piu’ esperti scelti dal presidente:
1) determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista. Tale cifra e’ data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno;
2) individua la lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale;
3) individua quindi le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi e le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto preveda una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione medesima;
4) procede al riparto dei seggi tra le liste di cui al numero 3) in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna di esse.
A tale fine divide il totale delle cifre elettorali nazionali di ciascuna lista di cui al numero 3) per il numero dei seggi da attribuire, ottenendo così il quoziente elettorale nazionale. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista per tale quoziente. La parte intera del quoziente cosi’ ottenuto rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parita’ di resti, a quelle che hanno conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parita’ di quest’ultima si procede a sorteggio;
5) verifica se la cifra elettorale nazionale della lista con la maggiore cifra elettorale nazionale, individuata ai sensi del numero 2), corrisponda ad almeno il 40 per cento del totale dei voti validi espressi;
6) verifica quindi se tale lista abbia conseguito almeno 340 seggi;
7) qualora la verifica di cui al numero 6) abbia dato esito positivo, resta ferma l’attribuzione dei seggi ai sensi del numero 4);
8) procede poi alla distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi assegnati alle liste di cui al numero 3).
A tale fine, per ciascuna lista di cui al numero 3), divide la cifra elettorale circoscrizionale per il quoziente elettorale nazionale, ottenendo cosi’ l’indice relativo ai seggi da attribuire nella circoscrizione alla lista medesima. Moltiplica quindi ciascuno degli indici suddetti per il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione e divide il prodotto per la somma di tutti gli indici. La parte intera dei quozienti di attribuzione cosi’ ottenuti rappresenta il numero dei seggi da attribuire nella circoscrizione a ciascuna lista di cui al numero 3).
I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali le parti decimali dei quozienti di attribuzione siano maggiori e, in caso di parita’, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parita’ di quest’ultima si procede a sorteggio.
Successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna lista corrisponda al numero dei seggi determinato ai sensi del numero 4).
In caso negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla lista che abbia il maggior numero di seggi eccedenti e, in caso di parita’ di seggi eccedenti da parte di piu’ liste, da quella che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le altre liste, in ordine decrescente di seggi eccedenti: sottrae i seggi eccedenti alla lista nelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti di attribuzione, secondo il loro ordine crescente, e nelle quali inoltre le liste, che non hanno ottenuto il numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate.
Conseguentemente, assegna i seggi a tali liste.
Qualora nella medesima circoscrizione due o piu’ liste abbiano le parti decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio e’ attribuito alla lista con la piu’ alta parte decimale del quoziente non utilizzata o, in caso di parita’, a quella con la maggiore cifra elettorale nazionale.
Nel caso in cui non sia possibile attribuire il seggio eccedentario nella medesima circoscrizione, in quanto non vi siano liste deficitarie con parti decimali di quozienti non utilizzate, l’Ufficio prosegue, per la stessa lista eccedentaria, nell’ordine dei decimali crescenti, ad individuare un’altra circoscrizione, fino a quando non sia possibile sottrarre il seggio eccedentario e attribuirlo ad una lista deficitaria, nella medesima circoscrizione.
Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla lista eccedentaria vengono sottratti i seggi nelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione, e alla lista deficitaria sono conseguentemente attribuiti seggi nelle altre circoscrizioni nelle quali abbia le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate.
2. Qualora la verifica di cui al comma 1, numero 6), abbia dato esito negativo, alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale viene ulteriormente attribuito il numero aggiuntivo di seggi necessario per raggiungere il totale di 340 seggi, fermo restando quanto stabilito al comma 6.
In tale caso l’Ufficio assegna il numero di seggi cosi’ determinato alla suddetta lista. L’Ufficio divide quindi la cifra elettorale nazionale della lista per il numero di seggi assegnato, ottenendo così il quoziente elettorale nazionale di maggioranza.
3. L’Ufficio procede poi a ripartire proporzionalmente i restanti seggi, in numero pari alla differenza tra 618 e il totale dei seggi assegnati alla lista con la maggiore cifra elettorale nazionale ai sensi del comma 2, tra le altre liste di cui al comma 1, numero 3).
A questo fine divide il totale delle loro cifre elettorali nazionali per tale numero, ottenendo il quoziente elettorale nazionale di minoranza; nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale di ciascuna lista per tale quoziente.
La parte intera del quoziente cosi’ ottenuto rappresenta il numero di seggi da assegnare a ciascuna lista.
I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti e, in caso di parita’ di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parita’ di quest’ultima si procede a sorteggio.
4. Ai fini della distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi assegnati alle liste ammesse al riparto ai sensi dei commi 2 e 3, l’Ufficio procede ai sensi del comma 1, numero 8).
A tale fine, in luogo del quoziente elettorale nazionale, utilizza il quoziente elettorale nazionale di maggioranza di cui al comma 2 per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti validi e il quoziente elettorale nazionale di minoranza di cui al comma 3 per le altre liste.
5. Qualora la verifica di cui al comma 1, numero 5), abbia dato esito negativo, si procede ad un turno di ballottaggio fra le liste che abbiano ottenuto al primo turno le due maggiori cifre elettorali nazionali e che abbiano i requisiti di cui al comma 1, numero 3).
Alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti validi al turno di ballottaggio l’Ufficio assegna 340 seggi. L’Ufficio procede poi a ripartire proporzionalmente i restanti seggi tra le altre liste di cui al comma 1, numero 3), ai sensi del comma 3.
L’Ufficio procede quindi all’assegnazione dei seggi ai sensi del comma 4.
6. I voti espressi nelle circoscrizioni Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste sono calcolati: per la determinazione delle cifre elettorali nazionali delle liste ai fini del raggiungimento delle soglie di cui al comma 1, numero 3); per l’individuazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale ovvero delle liste ammesse all’eventuale ballottaggio; ai fini del conseguimento della percentuale di cui al comma 1, numero 5). Essi non concorrono alla ripartizione dei seggi assegnati nella restante parte del territorio nazionale.
7. L’Ufficio centrale nazionale comunica ai singoli Uffici centrali circoscrizionali il numero dei seggi assegnati a ciascuna lista.
8. Di tutte le operazioni dell’Ufficio centrale nazionale viene redatto, in duplice esemplare, apposito verbale: un esemplare e’ rimesso alla Segreteria generale della Camera dei deputati, la quale ne rilascia ricevuta; un altro esemplare e’ depositato presso la cancelleria della Corte di cassazione.

Art. 83-bis. – 1. L’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevute da parte dell’Ufficio centrale nazionale le comunicazioni di cui all’articolo 83, comma 7, procede all’attribuzione nei singoli collegi plurinominali dei seggi spettanti alle liste:
1) qualora i seggi siano stati assegnati alle liste con attribuzione del premio di maggioranza, determina ai fini della ripartizione il quoziente elettorale circoscrizionale della lista di maggioranza e il quoziente elettorale circoscrizionale delle liste di minoranza. Per determinare ciascuno dei quozienti, divide il totale delle cifre elettorali circoscrizionali della lista di maggioranza e del gruppo di liste di minoranza per il totale dei seggi rispettivamente loro assegnati nella circoscrizione e trascura la parte frazionaria del risultato;
2) nel caso in cui sia stato assegnato il premio di maggioranza, divide, per ciascun collegio plurinominale, la cifra elettorale della lista maggioritaria per il quoziente elettorale di maggioranza determinato ai sensi del numero 1), ottenendo cosi’ l’indice relativo ai seggi da attribuire nel collegio plurinominale alla lista maggioritaria.
Analogamente, per le altre liste cui spettano seggi nella circoscrizione, divide il totale delle cifre elettorali di collegio per il quoziente elettorale di minoranza determinato ai sensi del numero 1), ottenendo cosi’ l’indice relativo ai seggi da attribuire nel collegio al gruppo di liste di minoranza.
Quindi, moltiplica ciascuno degli indici suddetti per il numero dei seggi assegnati al collegio e divide il prodotto per la somma di tutti gli indici. La parte intera dei quozienti di attribuzione cosi’ ottenuti rappresenta il numero dei seggi da attribuire nel collegio alla lista di maggioranza e al gruppo di liste di minoranza. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alla lista di maggioranza o al gruppo di liste di minoranza per i quali le parti decimali dei quozienti di attribuzione siano maggiori e, in caso di parita’, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parita’ di quest’ultima, si procede a sorteggio;
3) successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutti collegi alla lista di maggioranza e al gruppo di liste di minoranza corrisponda al numero dei seggi complessivamente determinato dall’Ufficio centrale nazionale. In caso negativo, alla lista di maggioranza o al gruppo di liste di minoranza che abbia seggi eccedenti sottrae i seggi nei collegi nei quali i seggi stessi sono stati ottenuti con le parti decimali dei quozienti di attribuzione, secondo il loro ordine crescente, e li assegna, nei medesimi collegi, alla lista di maggioranza o al gruppo di liste di minoranza deficitario;
4) l’Ufficio procede quindi all’attribuzione nei singoli collegi dei seggi spettanti alle liste del gruppo di liste di minoranza.
A tale fine, determina il quoziente di collegio del gruppo di liste di minoranza dividendo il totale delle cifre elettorali di collegio delle liste che compongono il gruppo per il numero dei seggi assegnati al gruppo stesso nel collegio.
Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente.
Divide quindi la cifra elettorale di collegio di ciascuna lista del gruppo per tale quoziente di collegio. La parte intera del quoziente cosi’ ottenuto rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista.
I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali dei quozienti cosi’ ottenuti; in caso di parità, sono attribuiti alle liste con la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest’ultima, si procede a sorteggio.
Successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutti i collegi a ciascuna lista corrisponda al numero di seggi ad essa attribuito nella circoscrizione dall’Ufficio centrale nazionale.
In caso negativo, determina la lista che ha il maggior numero di seggi eccedentari e, a parita’ di questi, la lista che tra queste ha ottenuto il seggio eccedentario con la minore parte decimale del quoziente; sottrae quindi il seggio a tale lista nel collegio in cui e’ stato ottenuto con la minore parte decimale dei quozienti di attribuzione e lo assegna alla lista deficitaria che ha il maggior numero di seggi deficitari e, a parita’ di questi, alla lista che tra queste ha la maggiore parte decimale del quoziente che non ha dato luogo alla assegnazione di seggio; il seggio e’ assegnato alla lista deficitaria nel collegio plurinominale in cui essa ha la maggiore parte decimale del quoziente di attribuzione non utilizzata; ripete quindi, in successione, tali operazioni sino alla assegnazione di tutti i seggi eccedentari alle liste deficitarie;
5) qualora l’Ufficio centrale nazionale abbia assegnato i seggi alle liste senza attribuire il premio di maggioranza, l’Ufficio centrale circoscrizionale procede all’attribuzione dei seggi nei collegi plurinominali considerando singolarmente ciascuna lista, con le medesime modalita’ stabilite al numero 4) per l’attribuzione dei seggi alle liste del gruppo di liste di minoranza.
2. Di tutte le operazioni dell’Ufficio centrale circoscrizionale viene redatto, in duplice esemplare, apposito verbale: un esemplare e’ rimesso alla Segreteria generale della Camera dei deputati, la quale ne rilascia ricevuta; un altro esemplare e’ depositato presso la cancelleria della Corte di cassazione».

26. L’articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 84. – 1. Al termine delle operazioni di cui all’articolo 83-bis, l’Ufficio centrale circoscrizionale proclama eletti in ciascun collegio, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista medesima, a partire dal candidato capolista e successivamente in ragione del numero di preferenze ottenute da ciascun candidato, in ordine decrescente.
2. Qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in un collegio plurinominale e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi ad essa spettanti in quel collegio, l’Ufficio centrale circoscrizionale assegna i seggi alla lista negli altri collegi plurinominali della stessa circoscrizione in cui la stessa lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, a partire dal candidato capolista e successivamente in ragione del numero di preferenze ottenute da ciascun candidato, in ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi le sono attribuiti negli altri collegi plurinominali della stessa circoscrizione in cui la stessa lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente gia’ utilizzata, a partire dal candidato capolista e successivamente in ragione del numero di preferenze ottenute da ciascun candidato, in ordine decrescente.
3. Qualora, al termine delle operazioni di cui al comma 2, residuino ancora seggi da assegnare alla lista, l’Ufficio centrale nazionale, previa apposita comunicazione dell’Ufficio centrale circoscrizionale, individua la circoscrizione in cui la lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata e procede a sua volta ad apposita comunicazione all’Ufficio centrale circoscrizionale competente. L’Ufficio centrale circoscrizionale provvede all’assegnazione dei seggi ai sensi del comma 2.
4. Nell’effettuare le operazioni di cui ai commi 2 e 3, in caso di parita’ della parte decimale del quoziente, si procede mediante sorteggio.
5. Dell’avvenuta proclamazione il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale invia attestato ai deputati proclamati e ne da’ immediata notizia alla Segreteria generale della Camera dei deputati nonche’ alle singole prefetture-uffici territoriali del Governo, che la portano a conoscenza del pubblico».

27. All’articolo 85, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, la parola: «circoscrizioni» e’ sostituita dalle seguenti: «collegi plurinominali» e la parola: «circoscrizione» e’ sostituita dalle seguenti: «collegio plurinominale».

28. All’articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Il seggio che rimanga vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta, e’ attribuito, nell’ambito del medesimo collegio plurinominale, al candidato non eletto che abbia ottenuto il maggior numero di preferenze»;
b) il comma 3 e’ sostituito dai seguenti:
«3. Nel caso in cui rimanga vacante un seggio dei collegi uninominali delle circoscrizioni Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol si procede ad elezioni suppletive. 3-bis. Nel caso in cui rimanga vacante un seggio attribuito nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol con metodo proporzionale, il seggio e’ attribuito, nell’ambito della medesima circoscrizione, al candidato che, nella medesima lista, segue immediatamente l’ultimo degli eletti nell’ordine progressivo di lista».

29. La rubrica del titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e’ sostituita dalla seguente:
«Disposizioni speciali per le circoscrizioni Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol».

30. All’articolo 92 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, dopo il numero 1) e’ inserito il seguente:
«1-bis) i voti espressi nel collegio della Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste sono computati dall’Ufficio centrale nazionale nella determinazione della cifra elettorale nazionale di ciascuna lista quando questa concorre alla determinazione del numero di voti considerato come soglia di accesso alla ripartizione dei seggi e alla determinazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale.
Dei voti espressi nel collegio della Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste non si tiene conto ai fini dell’attribuzione dei seggi nelle altre circoscrizioni. Il seggio attribuito nel collegio della Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste e’ computato nel numero dei seggi ottenuti dalla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale quando il candidato nel collegio uninominale e’ contraddistinto dal medesimo contrassegno di quella lista o quando tale lista e’ collegata al candidato proclamato eletto»;
b) al primo comma, dopo il numero 2) e’ inserito il seguente:
«2-bis) le liste di cui all’articolo 14 presentano candidati, ad esse collegati, nel collegio uninominale. Alla presentazione delle candidature nel collegio uninominale della Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste si applicano le disposizioni di cui all’articolo 93-bis, comma 3, primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto periodo, nonche’ le disposizioni di cui ai commi 4 e 6 del medesimo articolo»;
c) al primo comma, il numero 4) e’ sostituito dal seguente:
«4) la votazione ha luogo con scheda stampata a cura del Ministero dell’interno, secondo il modello stabilito dall’articolo 93-ter, comma 1»;
d) il secondo e il terzo comma sono sostituiti dal seguente:
«L’elettore esprime un voto unico, tracciando un unico segno sul contrassegno della lista prescelta. Il voto espresso in favore della lista o di una delle liste cui e’ collegato il candidato nel collegio uninominale e’ espresso anche in favore del candidato nel collegio uninominale.
Il voto espresso contrassegnando il nominativo del candidato nel collegio uninominale e’ un voto espresso anche in favore della lista cui questi e’ collegato quando il candidato e’ collegato ad una sola lista.
Il voto espresso contrassegnando il nominativo del candidato nel collegio uninominale collegato a piu’ liste e’ voto valido in favore del candidato medesimo ma non e’ attribuito ad alcuna delle liste cui questi e’ collegato».

31. All’articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, le parole: «Ufficio centrale elettorale» sono sostituite dalle seguenti: «Ufficio centrale circoscrizionale»;
b) dopo il primo comma e’ inserito il seguente: «L’Ufficio centrale circoscrizionale procede, con l’assistenza del cancelliere, alle seguenti operazioni:
a) effettua lo spoglio delle schede inviate dalle sezioni;
b) somma i voti ottenuti da ciascuna lista e, correlativamente, i voti di ciascun candidato nelle singole sezioni, come risultano dai verbali;
c) determina la cifra elettorale di ciascun candidato nel collegio uninominale. Tale cifra e’ data dalla somma dei voti validi ottenuti dalla lista o dalle liste cui questi e’ collegato e dei voti attribuiti al candidato ai sensi dell’articolo 92, secondo comma, ultimo periodo.
Determina la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista. Tale cifra e’ data dalla somma dei voti validi conseguiti dalla stessa nelle singole sezioni elettorali della circoscrizione. L’Ufficio centrale circoscrizionale comunica all’Ufficio centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, il nominativo del candidato eletto, con indicazione della lista o delle liste alle quali e’ collegato, il totale dei voti validi conseguiti da ciascuna lista di cui all’articolo 14 e il totale dei voti validi nel collegio nonche’ i seggi provvisoriamente assegnati con le modalita’ di cui all’articolo 93-quater, comma 6, secondo, terzo, quarto e quinto periodo.
La scheda per il ballottaggio e’ la medesima con la quale la votazione si svolge sull’intero territorio nazionale »;
c) al secondo comma, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «, anche se non collegato ad una lista ammessa ai sensi dell’articolo 83, comma 1, numero 3)».

32. Nel titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, dopo l’articolo 93 sono aggiunti i seguenti:
«Art. 93-bis. – 1. L’elezione nei collegi uninominali e nelle liste proporzionali della circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol e’ disciplinata dalle disposizioni dei precedenti articoli, in quanto applicabili, con le modificazioni e integrazioni di cui al presente titolo. I candidati concorrenti nei collegi uninominali sono eletti con metodo maggioritario; i seggi da assegnare con metodo proporzionale sono attribuiti con le modalita’ di cui all’articolo 93-quater, commi 4, 5, 6 e 7. I voti espressi nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol sono computati dall’Ufficio centrale nazionale nella determinazione della cifra elettorale nazionale di ciascuna lista quando questa concorre alla determinazione del numero di voti considerato come soglia di accesso alla ripartizione dei seggi e alla determinazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale. L’Ufficio centrale nazionale non tiene conto della quota parte dei voti espressi nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol nelle operazioni di calcolo effettuate per l’attribuzione dei seggi nelle altre circoscrizioni. I seggi attribuiti nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol sono computati nel numero dei seggi ottenuti dalla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, quando il candidato nel collegio uninominale e’ contraddistinto dal medesimo contrassegno di quella lista ovvero quando tale lista e’ collegata in un collegio uninominale ad un candidato proclamato eletto.
2. Con il decreto di cui all’articolo 3 e’ determinato il numero dei seggi spettanti alla regione Trentino-Alto Adige/Südtirol non assegnati nei collegi uninominali.
3. La presentazione delle candidature nei collegi uninominali e’ fatta per singoli candidati i quali si collegano a una o piu’ liste di cui all’articolo 1, comma 2, presentate ai sensi del comma 7 del presente articolo, cui gli stessi aderiscono con l’accettazione della candidatura. La dichiarazione di collegamento deve essere accompagnata dall’accettazione scritta del rappresentante, di cui all’articolo 17, incaricato di effettuare il deposito della lista a cui il candidato nel collegio uninominale si collega, attestante la conoscenza degli eventuali collegamenti con altre liste. Nella scheda elettorale il nome ed il cognome del candidato sono accompagnati dal contrassegno presentato ai sensi dell’articolo 14 dalla lista cui egli e’ collegato. Nell’ipotesi di collegamento con piu’ liste, il nome ed il cognome del candidato sono accompagnati dal contrassegno di ciascuna delle liste cui egli e’ collegato. Il candidato nel collegio uninominale indica, nella dichiarazione di collegamento, il contrassegno o i contrassegni che accompagnano il suo nome e il suo cognome sulla scheda elettorale. Qualora piu’ liste dichiarino di presentare la medesima candidatura in uno o piu’ collegi uninominali le stesse dichiarano congiuntamente i contrassegni che nella scheda elettorale accompagnano il nome ed il cognome del candidato. Nessun candidato puo’ accettare la candidatura in piu’ di un collegio uninominale o in piu’ di una lista circoscrizionale. La candidatura della stessa persona in piu’ di un collegio uninominale o in piu’ di una lista circoscrizionale e’ nulla. E’ nulla la candidatura in una lista circoscrizionale di un candidato presente in un collegio uninominale.
4. Per ogni candidato nei collegi uninominali devono essere indicati il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, il collegio uninominale per il quale viene presentato e il contrassegno o i contrassegni, tra quelli depositati presso il Ministero dell’interno, con cui si intende contraddistinguerlo, nonche’ la lista o le liste alle quali il candidato si collega per i fini di cui all’articolo 93-ter, comma 2. Ciascun candidato nel collegio uninominale e’ contraddistinto dal contrassegno di una lista o di piu’ liste presentate per l’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale. Per le donne candidate puo’ essere indicato il solo cognome o puo’ essere aggiunto il cognome del marito. La dichiarazione di presentazione dei candidati nei collegi uninominali deve contenere l’indicazione dei nominativi di due delegati effettivi e di due supplenti.
5. La dichiarazione di presentazione dei singoli candidati nei collegi uninominali deve essere sottoscritta da non meno di 500 e da non piu’ di 1.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nel collegio o, in caso di collegi compresi in un unico comune, iscritti nelle sezioni elettorali di tali collegi. In caso di scioglimento della Camera dei deputati che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, il numero delle sottoscrizioni e’ ridotto alla meta’. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53, e successive modificazioni.
6. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata e autenticata da un sindaco, da un notaio o da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53, e successive modificazioni. Per i cittadini residenti all’estero l’autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare. L’accettazione della candidatura deve essere accompagnata da apposita dichiarazione dalla quale risulti che il candidato non ha accettato candidature in altri collegi ne’ in altra circoscrizione.
7. I partiti o i gruppi politici organizzati, che intendono presentare liste circoscrizionali che concorrono all’assegnazione dei seggi in ragione proporzionale, devono collegarsi ad una candidatura in uno o piu’ collegi uninominali. All’atto della presentazione della lista i presentatori indicano il contrassegno della lista, la denominazione del partito o del gruppo politico organizzato che la presenta, nonche’ il contrassegno ovvero i contrassegni delle candidature uninominali cui la lista e’ collegata. Nessuna lista puo’ essere collegata a piu’ di una candidatura nel medesimo collegio uninominale. La dichiarazione di presentazione delle liste circoscrizionali che concorrono all’assegnazione dei seggi in ragione proporzionale deve essere sottoscritta da almeno 2.500 e da non piu’ di 3.000 elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni compresi nella circoscrizione. Ciascuna lista deve comprendere un numero di candidati non inferiore a due terzi e non superiore al numero dei seggi di cui al comma 2. In caso di scioglimento della Camera dei deputati che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, il numero delle sottoscrizioni della lista e’ ridotto della meta’.
8. La presentazione delle liste circoscrizionali e delle candidature nei collegi uninominali e’ effettuata ai sensi dell’articolo 20 presso la cancelleria della Corte d’appello di Trento.

Art. 93-ter. – 1. Per ciascun collegio uninominale, la scheda per la votazione reca in un riquadro il contrassegno della lista circoscrizionale con accanto, sulla destra, il nome e il cognome del rispettivo candidato nel collegio uninominale. I contrassegni delle liste circoscrizionali e i relativi riquadri sono posti in successione dall’alto in basso e da sinistra a destra secondo l’ordine stabilito con il sorteggio di cui all’articolo 24. Qualora piu’ liste circoscrizionali abbiano dichiarato di collegarsi al medesimo candidato nel collegio uninominale, i rispettivi contrassegni sono posti nella parte sinistra di un medesimo riquadro, in successione dall’alto in basso secondo l’ordine del citato sorteggio, e nella parte destra del medesimo riquadro, in posizione intermedia dall’alto in basso, sono posti il cognome e il nome del candidato a queste collegato.
2. L’elettore esprime un voto unico, tracciando un unico segno sul contrassegno della lista circoscrizionale prescelta. Il voto espresso in favore della lista ovvero di una delle liste cui e’ collegato il candidato nel collegio uninominale e’ espresso anche in favore del candidato nel collegio uninominale. Il voto espresso contrassegnando il nominativo del candidato nel collegio uninominale e’ un voto espresso anche in favore della lista cui questi e’ collegato, quando il candidato e’ collegato ad una sola lista circoscrizionale. Il voto espresso contrassegnando il nominativo del candidato nel collegio uninominale collegato a piu’ liste circoscrizionali e’ voto valido in favore del candidato medesimo ma non e’ attribuito ad alcuna delle liste cui questi e’ collegato.
3. La scheda per il ballottaggio e’ la medesima con la quale la votazione si svolge sull’intero territorio nazionale.

Art. 93-quater. – 1. L’Ufficio centrale circoscrizionale procede, con l’assistenza del cancelliere, alle seguenti operazioni:
a) effettua lo spoglio delle schede eventualmente inviate dalle sezioni;
b) somma i voti ottenuti da ciascun candidato nelle singole sezioni, come risultano dai verbali;
c) determina la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista. Tale cifra e’ data dalla somma dei voti validi ottenuti, nelle modalita’ di cui all’articolo 93-ter, comma 2, nei collegi uninominali dai candidati collegati con la lista ai sensi dell’articolo 93-bis;
d) determina la cifra individuale ottenuta da ciascun candidato nel collegio uninominale.
Tale cifra e’ data dalla somma dei voti validi ottenuti dalla lista ovvero dalle liste cui il candidato e’ collegato e dei voti validi a lui attribuiti ai sensi dell’articolo 93-ter, comma 2, quando il medesimo voto non sia stato attribuito ad alcuna delle liste a lui collegate.
2. Il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale, in conformita’ ai risultati accertati, proclama eletto per ciascun collegio il candidato che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale individuale, anche se non collegato ad una lista ammessa ai sensi dell’articolo 83, comma 1, numero 3). In caso di parita’ di voti, e’ proclamato eletto il candidato piu’ anziano di eta’.
3. Ai fini delle determinazioni di cui all’articolo 83, comma 1, numero 3), l’Ufficio centrale circoscrizionale comunica all’Ufficio centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale di ciascuna lista circoscrizionale, il totale dei voti validi nella circoscrizione e, per ciascuna lista cui sono collegati, il numero dei candidati nel collegio uninominale proclamati eletti ai sensi del comma 2.
4. L’attribuzione dei seggi da assegnare con metodo proporzionale e’ fatta dall’Ufficio centrale circoscrizionale in conformita’ con le determinazioni assunte dall’Ufficio centrale nazionale ai sensi dell’articolo 83, comma 1, numero 7), ovvero comma 2, o ancora a seguito dello svolgimento del ballottaggio.
5. Per l’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, l’Ufficio centrale circoscrizionale determina per ciascuna delle liste ammesse la cifra elettorale con la quale essa concorre all’assegnazione di quei seggi. Tale cifra e’ data dal totale dei voti validi ad essa attribuiti ai sensi del comma 1, lettera c), detratto, per ciascun collegio uninominale in cui e’ stato eletto ai sensi del comma 2 un candidato collegato alla medesima lista, un numero di voti pari a quello conseguito dal candidato immediatamente successivo per numero di voti, aumentati dell’unita’, e, comunque, non inferiore al 25 per cento dei voti validamente espressi nel medesimo collegio, sempreche’ tale cifra non risulti superiore alla percentuale ottenuta dal candidato eletto. Qualora il candidato eletto sia collegato a piu’ liste di candidati, la detrazione avviene pro quota in misura proporzionale alla somma dei voti ottenuti da ciascuna delle liste suddette nell’ambito territoriale del collegio.
6. Qualora l’Ufficio centrale nazionale determini l’attribuzione dei seggi ai sensi dell’articolo 83, comma 1, numero 7), l’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevutane comunicazione, procede alla ripartizione dei seggi da attribuire alle liste di cui all’articolo 83, comma 1, numero 3). A tale fine, per ciascuna di tali liste, divide le rispettive cifre elettorali, come determinate ai sensi del comma 5, successivamente per uno, due, tre … sino alla concorrenza del numero dei deputati da eleggere e sceglie, fra i quozienti cosi’ ottenuti, i piu’ alti in numero eguale ai deputati da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente. I seggi sono assegnati alle liste in corrispondenza ai quozienti compresi in questa graduatoria. A parita’ di quoziente, il seggio e’ attribuito alla lista che ha ottenuto la minore cifra elettorale. Se ad una lista spettano piu’ seggi di quanti sono i suoi candidati, i seggi eccedenti sono distribuiti secondo l’ordine della graduatoria di quoziente. L’Ufficio centrale circoscrizionale proclama eletti, in corrispondenza ai seggi attribuiti ad ogni lista, i candidati della lista medesima secondo l’ordine in cui essi si succedono.
7. Qualora l’Ufficio centrale nazionale determini l’attribuzione dei seggi ai sensi dell’articolo 83, comma 2, ovvero a seguito dell’esito del ballottaggio, l’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevutane comunicazione, assegna due terzi dei seggi di cui all’articolo 93-bis, comma 2, alla lista che ha conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale, ovvero ha ottenuto il maggior numero di voti nel turno di ballottaggio, e i seggi restanti alle altre liste ammesse. Procede quindi a ripartire con le modalita’ di cui al comma 6 i seggi assegnati alle altre liste ammesse. L’Ufficio centrale circoscrizionale proclama eletti, in corrispondenza ai seggi attribuiti ad ogni lista, i candidati della lista medesima secondo l’ordine in cui essi si succedono: I seggi assegnati alla lista che ha conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale sono computati nel numero dei seggi ottenuti dalla medesima lista a livello nazionale».

33. La tabella A, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e’ sostituita dalla tabella A di cui all’Allegato 1 alla presente legge.

34. Le tabelle A-bis e A-ter, allegate al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, sono sostituite dalle tabelle A-bis e A-ter di cui all’Allegato 2 alla presente legge.

35. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano per le elezioni della Camera dei deputati a decorrere dal 1° luglio 2016.

36. Per le prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni di cui al comma 2, primo periodo, dell’articolo 18-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, si applicano anche ai partiti o ai gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 1° gennaio 2014.

37. Alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l’articolo 4 e’ inserito il seguente:
«Art. 4-bis. – 1. Possono votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero, previa opzione valida per un’unica consultazione elettorale, i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale, in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti ai sensi della legge 27 ottobre 1988, n. 470. Con le stesse modalita’ possono votare i familiari conviventi con i cittadini di cui al primo periodo.
2. L’opzione di cui al comma 1, redatta su carta libera, sottoscritta dall’elettore e corredata di copia di valido documento di identita’, deve pervenire al comune di iscrizione elettorale entro i dieci giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali. La richiesta e’ revocabile entro il medesimo termine ed e’ valida per un’unica consultazione. Essa deve contenere l’indirizzo postale al quale inviare il plico elettorale e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti di cui al comma 1, resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. L’elettore residente all’estero deve contestualmente revocare l’opzione eventualmente espressa ai sensi dell’articolo 1.
3. Ricevuta la comunicazione di opzione di cui al comma 2, il comune trasmette immediatamente in via informatica al Ministero dell’interno le generalita’ e l’indirizzo all’estero degli elettori che hanno esercitato l’opzione di cui al comma 1, annotandola sulle liste sezionali. Entro il ventottesimo giorno antecedente la data di svolgimento della consultazione elettorale, il Ministero dell’interno comunica l’elenco dei suddetti elettori al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per la trasmissione agli uffici consolari competenti, che inseriscono i nominativi degli elettori in elenchi speciali finalizzati a garantire l’esercizio del voto per corrispondenza nella circoscrizione Estero con le modalita’ previste dalla presente legge.
4. Le schede votate per corrispondenza dagli elettori di cui al presente articolo sono scrutinate congiuntamente a quelle degli elettori di cui all’articolo 1, comma 2.
5. Per gli elettori appartenenti alle Forze armate ed alle Forze di polizia temporaneamente all’estero nello svolgimento di missioni internazionali, sono definite, in considerazione delle particolari situazioni locali e di intesa tra il Ministero della difesa e i Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell’interno, le modalita’ tecnico-organizzative di formazione dei plichi, del recapito agli elettori e della raccolta dei plichi stessi a cura del Ministero della difesa. Tali intese regolano l’esercizio del diritto di voto degli elettori di cui al presente comma anche nel caso previsto dall’articolo 20, comma 1-bis.
6. Nel caso previsto dall’articolo 20, comma 1-bis, gli uffici consolari consentono l’esercizio del voto agli elettori di cui all’articolo 1, comma 9, lettera b), della legge 27 ottobre 1988, n. 470, con modalita’ definite d’intesa tra il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il Ministero dell’interno»;
b) all’articolo 12:
1) al comma 3, le parole: «che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3,» sono sostituite dalle seguenti: «ammessi al voto per corrispondenza ai sensi della presente legge»;
2) al comma 5, le parole: «, all’elettore che si presenti personalmente,» sono soppresse;
3) al comma 7, le parole: «alla comunicazione del numero degli elettori della circoscrizione consolare che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3» sono sostituite dalle seguenti: «agli elenchi degli elettori ammessi al voto per corrispondenza ai sensi della presente legge»;
c) all’articolo 13, comma 1, le parole: «residenti all’estero che non abbiano esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3» sono sostituite dalle seguenti: «ammessi al voto per corrispondenza ai sensi della presente legge»;
d) all’articolo 14, comma 2, le parole: «dell’elenco di cui al comma 1 dell’articolo 5» sono sostituite dalle seguenti: «degli elenchi di cui all’articolo 12, comma 7»;
e) l’articolo 19 e’ abrogato;
f) all’articolo 20:
1) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Fatto salvo quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 4-bis, non e’ ammesso il voto per corrispondenza negli Stati con cui l’Italia non intrattiene relazioni diplomatiche, nonche’ negli Stati nei quali la situazione politica o sociale non garantisce neanche temporaneamente che l’esercizio del voto per corrispondenza si svolga in condizioni di eguaglianza, di liberta’ e di segretezza, ovvero che nessun pregiudizio possa derivare per il posto di lavoro e per i diritti individuali degli elettori e degli altri cittadini italiani in conseguenza della loro partecipazione a tutte le attivita’ previste dalla presente legge»;
2) al comma 2, le parole da: «in cui non vi sono» fino a: «all’articolo 19, comma 4» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 1-bis».

38. Sono abrogati l’articolo 1, comma 1, lettera g), e l’articolo 9 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104.

 

Art. 3
Ulteriori modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957

1. Al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 42, primo comma, le parole: «, salva la possibilita’ di assicurare un accesso separato alle donne» sono soppresse;
b) all’articolo 58, secondo comma, le parole: «inumidendone la parte gommata» sono soppresse;
c) all’articolo 67, primo comma, numero 2), le parole: «al Pretore del mandamento, il quale» sono sostituite dalle seguenti: «, per il tramite del comune, al Tribunale o alla sezione distaccata del Tribunale competente, che»;
d) all’articolo 67, primo comma, numero 3), le parole: «al Pretore del mandamento» sono sostituite dalle seguenti: «, per il tramite del comune, al Tribunale o alla sezione distaccata del Tribunale competente, che ne rilascia ricevuta».

 

 

Art. 4
Delega al Governo per la determinazione dei collegi plurinominali

1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi plurinominali nell’ambito di ciascuna circoscrizione di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come sostituita dalla presente legge, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) salvo quanto stabilito per le circoscrizioni Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come modificato dalla presente legge, nelle restanti circoscrizioni del territorio nazionale per l’elezione della Camera dei deputati sono costituiti 100 collegi plurinominali. La circoscrizione Molise e’ costituita in un unico collegio plurinominale;
b) i collegi plurinominali sono costituiti in ciascuna circoscrizione in numero determinato con il metodo dei quozienti interi e dei piu’ alti resti in proporzione al numero di seggi ad essa assegnati secondo la ripartizione effettuata ai sensi dell’articolo 56 della Costituzione. La popolazione di ciascun collegio puo’ scostarsi dalla media della popolazione dei collegi della circoscrizione di non oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto;
c) sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio e, di norma, la sua omogeneita’ economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonche’ la continuita’ del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari. I collegi, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno piu’ collegi. In quest’ultimo caso, ove possibile, il comune deve essere suddiviso in collegi formati mediante l’accorpamento dei territori dei collegi uninominali stabiliti dal decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 536, per l’elezione della Camera dei deputati. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai principi e ai criteri indicati nella presente lettera, deve tenere conto dell’esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi;
d) sulla base di quanto stabilito dall’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come sostituito dall’articolo 2, comma 3, della presente legge, ciascun collegio plurinominale corrisponde di norma all’estensione territoriale di una provincia, come delimitata alla data di entrata in vigore della presente legge, o e’ determinato per accorpamento di province diverse, purche’ contermini; nel caso di province di dimensione estesa, i collegi sono definiti mediante accorpamento dei territori dei collegi uninominali stabiliti dal decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 536, per l’elezione della Camera dei deputati, escludendo, ove presenti, i comuni compresi in altra provincia:
e) qualora non sia altrimenti possibile rispettare il criterio della continuita’ territoriale di cui alla lettera c), il territorio del collegio puo’ essere determinato anche in deroga al principio dell’accorpamento dei territori dei collegi uninominali stabiliti dal decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 536, e, in subordine, al criterio direttivo di cui alla lettera d) riferito all’estensione territoriale della provincia;
f) nella circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol sono determinati, in base ai principi e criteri direttivi enunciati all’articolo 7 della legge 4 agosto 1993, n. 277, otto collegi uninominali assicurando che il territorio di nessun collegio sia compreso in piu’ di una circoscrizione provinciale;
g) nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia uno dei collegi plurinominali e’ costituito in modo da favorire l’accesso alla rappresentanza dei candidati espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 febbraio 2001, n. 38. 2. Ai fini della predisposizione dello schema del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo si avvale di una Commissione composta dal presidente dell’Istituto nazionale di statistica, che la presiede, e da dieci esperti in materia attinente ai compiti che la Commissione e’ chiamata a svolgere, senza oneri aggiuntivi.
3. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 e’ trasmesso alle Camere entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai fini dell’espressione del parere da parte delle Commissioni permanenti competenti per materia entro venticinque giorni dalla ricezione dello schema. Qualora il decreto non fosse conforme al parere parlamentare, il Governo, contemporaneamente alla pubblicazione del decreto, deve inviare al Parlamento una relazione contenente adeguata motivazione.
4. Si prescinde dal parere di cui al comma 3 qualora non sia espresso entro i termini assegnati. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 6 maggio 2015

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

Allegato 1

Allegato 1 (articolo 2, comma 33)
« TABELLA A (articolo 1, comma 2)
CIRCOSCRIZIONI ELETTORALI
Sede dell’Ufficio Circoscrizione centrale circoscrizionale

1) Piemonte Torino

2) Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste Aosta

3) Lombardia Milano

4) Trentino-Alto Adige/Südtirol Trento

5) Veneto Venezia

6) Friuli Venezia Giulia Trieste

7) Liguria Genova

8) Emilia-Romagna Bologna

9) Toscana Firenze

10) Umbria Perugia

11) Marche Ancona

12) Lazio Roma

13) Abruzzo L’Aquila

14) Molise Campobasso

15) Campania Napoli

16) Puglia Bari

17) Basilicata Potenza

18) Calabria Catanzaro

19) Sicilia Palermo

20) Sardegna Cagliari ».

 

 

Allegato 2 (articolo 2, comma 34)

« Tabella A-bis (articolo 31, comma 1) Parte di provvedimento in formato grafico

Tabella A-ter (articolo 31, comma 1) Parte di provvedimento in formato grafico ».

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