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Legge n. 41/2016 – Omicidio stradale e lesioni personali stradali

Redazione

LEGGE 23 marzo 2016, n. 41 

Introduzione del reato di omicidio stradale e del  reato  di  lesioni personali stradali, nonche’ disposizioni di coordinamento al  decreto legislativo 30 aprile 1992, n.  285,  e al  decreto  legislativo  28 agosto 2000, n. 274.

(GU n.70 del 24-3-2016)

 Vigente al: 25-3-2016 

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                                      Promulga

                                 la seguente legge:

 

Art. 1

  1. Dopo l’articolo 589 del codice penale sono inseriti i seguenti:

  «Art. 589-bis. (Omicidio stradale). – Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione  delle  norme  sulla  disciplina della circolazione stradale e’ punito con  la  reclusione  da  due  a sette anni.

  Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in  stato  di ebbrezza  alcolica  o   di  alterazione   psico-fisica   conseguente all’assunzione  di  sostanze  stupefacenti  o  psicotrope  ai   sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c),  e  187  del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.  285,  cagioni  per  colpa  la morte di una persona, e’ punito con la reclusione da  otto  a  dodici anni.

  La stessa pena si applica al conducente di un veicolo a  motore  di cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d),  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in  stato  di  ebbrezza alcolica ai  sensi  dell’articolo  186,  comma  2,  lettera  b),  del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni  per  colpa  la morte di una persona.

  Salvo quanto previsto dal terzo  comma,  chiunque,  ponendosi  alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica  ai  sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del  decreto  legislativo  30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di  una  persona,  e’ punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

  La pena di cui al comma precedente si applica altresi’:

    1) al conducente di un veicolo a motore  che,  procedendo  in  un centro urbano ad una velocita’ pari o superiore al doppio  di  quella consentita e comunque non inferiore  a  70  km/h,  ovvero  su strade extraurbane ad una velocita’ superiore di almeno 50 km/h  rispetto  a quella massima consentita, cagioni per colpa la morte di una persona;

    2) al conducente  di  un  veicolo  a  motore  che,  attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso  ovvero  circolando contromano, cagioni per colpa la morte di una persona;

    3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimita’ o in  corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso  di  un  altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento  pedonale  o  di linea continua, cagioni per colpa la morte di una persona.

  Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso da persona non munita di patente  di  guida  o  con patente sospesa o revocata, ovvero nel  caso  in  cui  il  veicolo  a motore sia di proprieta’ dell’autore del fatto  e  tale  veicolo  sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

  Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non  sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole,  la pena e’ diminuita fino alla meta’.

  Nelle ipotesi di cui ai commi  precedenti,  qualora  il  conducente cagioni la morte di piu’ persone, ovvero  la  morte  di  una  o  piu’ persone e lesioni a una o  piu’  persone,  si  applica  la  pena  che dovrebbe infliggersi per la  piu’  grave  delle  violazioni  commesse

aumentata fino al triplo, ma la  pena  non  puo’  superare  gli  anni

diciotto.

  Art. 589-ter. (Fuga del conducente in caso di omicidio stradale). –

Nel caso di cui all’articolo 589-bis, se il conducente  si  da’  alla

fuga, la pena e’ aumentata da un terzo a due  terzi  e  comunque non

puo’ essere inferiore a cinque anni».

  2. L’articolo 590-bis del codice penale e’ sostituito dai seguenti:

  «Art. 590-bis. (Lesioni personali stradali gravi  o  gravissime). –

Chiunque cagioni  per  colpa  ad  altri  una  lesione  personale  con

violazione delle norme sulla disciplina della  circolazione  stradale

e’ punito con la reclusione da tre mesi a  un  anno  per  le  lesioni

gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime.

  Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in  stato  di

ebbrezza  alcolica  o   di   alterazione   psico-fisica   conseguente

all’assunzione  di  sostanze  stupefacenti  o  psicotrope  ai   sensi

rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c),  e  187  del

decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,  cagioni  per  colpa  a

taluno una lesione personale, e’ punito con la reclusione  da  tre  a

cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a  sette  anni  per  le

lesioni gravissime.

  Le pene di  cui  al  comma  precedente  si  applicano  altresi’  al

conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis,  comma

1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.

285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai  sensi  dell’articolo

186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del

1992,  cagioni  per  colpa  a  taluno  lesioni  personali   gravi   o

gravissime.

  Salvo quanto previsto dal terzo  comma,  chiunque,  ponendosi  alla

guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica  ai  sensi

dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del  decreto  legislativo  30

aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno lesioni personali, e’

punito con la reclusione da un anno e sei mesi  a  tre  anni  per  le

lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime.

  Le pene di cui al comma precedente si applicano altresi’:

    1) al conducente di un veicolo a motore  che,  procedendo  in  un

centro urbano ad una velocita’ pari o superiore al doppio  di  quella

consentita e comunque non inferiore  a  70  km/h,  ovvero  su strade

extraurbane ad una velocita’ superiore di almeno 50 km/h  rispetto  a

quella  massima  consentita,  cagioni  per  colpa  a  taluno  lesioni

personali gravi o gravissime;

    2) al conducente  di  un  veicolo  a  motore  che,  attraversando

un’intersezione con il semaforo disposto al rosso  ovvero  circolando

contromano, cagioni per colpa a  taluno  lesioni  personali  gravi  o

gravissime;

    3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra

di inversione del senso di marcia in prossimita’ o in  corrispondenza

di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso  di  un  altro

mezzo in corrispondenza di un attraversamento  pedonale  o  di linea

continua, cagioni per  colpa  a  taluno  lesioni  personali  gravi  o

gravissime.

  Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena e’ aumentata se il

fatto e’ commesso da persona non munita di patente  di  guida  o  con

patente sospesa o revocata, ovvero nel  caso  in  cui  il  veicolo  a

motore sia di proprieta’ dell’autore del fatto  e  tale  veicolo  sia

sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

  Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non  sia

esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole,  la

pena e’ diminuita fino alla meta’.

  Nelle ipotesi di cui ai commi  precedenti,  qualora  il  conducente

cagioni lesioni a piu’ persone,  si  applica  la  pena  che  dovrebbe

infliggersi per la piu’ grave  delle  violazioni  commesse  aumentata

fino al triplo, ma la pena non puo’ superare gli anni sette.

  Art. 590-ter. (Fuga del conducente in  caso  di  lesioni  personali

stradali). – Nel caso di cui all’articolo 590-bis, se  il  conducente

si da’ alla fuga, la pena e’ aumentata da un  terzo  a  due  terzi  e

comunque non puo’ essere inferiore a tre anni.

  Art. 590-quater. (Computo delle circostanze). – Quando ricorrono le

circostanze aggravanti di cui agli articoli 589-bis, secondo,  terzo,

quarto, quinto e  sesto  comma,  589-ter,  590-bis,  secondo,  terzo,

quarto, quinto e sesto comma, e 590-ter, le  concorrenti  circostanze

attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e  114,  non

possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste  e

le diminuzioni si operano sulla  quantita’  di  pena  determinata  ai

sensi delle predette circostanze aggravanti.

  Art. 590-quinquies. (Definizione di strade urbane e extraurbane). –

Ai fini degli articoli 589-bis e  590-bis  si  intendono  per  strade

extraurbane le strade di cui alle lettere  A,  B  e  C  del  comma  2

dell’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e per

strade di un centro urbano le strade di cui alle lettere D,  E,  F  e

F-bis del medesimo comma 2».

  3. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) all’articolo 157, sesto comma, le  parole:  «e  589,  secondo,

terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «, 589, secondo

e terzo comma, e 589-bis»;

    b) all’articolo 582, primo comma, le parole: «da tre  mesi»  sono

sostituite dalle seguenti: «da sei mesi»;

    c) all’articolo 589, secondo comma, le parole: «sulla  disciplina

della circolazione stradale o di quelle» sono soppresse;

    d) all’articolo 589, il terzo comma e’ abrogato;

    e) all’articolo 590,  terzo  comma,  primo  periodo,  le  parole:

«sulla disciplina della  circolazione  stradale  o  di  quelle»  sono

soppresse;

    f)  all’articolo  590,  terzo  comma,  il  secondo   periodo   e’

soppresso.

  4. Al  codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le  seguenti

modificazioni:

    a) all’articolo 224-bis, comma 1, dopo le parole: «superiore  nel

massimo a tre anni» sono inserite le seguenti: «, per  i  delitti  di

cui agli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale»;

    b) all’articolo 359-bis, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:

    «3-bis. Nei casi di cui  agli  articoli  589-bis  e  590-bis  del

codice penale, qualora  il  conducente  rifiuti  di  sottoporsi  agli

accertamenti dello stato di ebbrezza alcolica ovvero  di  alterazione

correlata all’uso di sostanze stupefacenti o  psicotrope,  se  vi  e’

fondato motivo di ritenere che dal ritardo  possa  derivare  grave  o

irreparabile pregiudizio alle indagini, il decreto di cui al comma  2

e gli ulteriori provvedimenti  ivi  previsti  possono,  nei  casi  di

urgenza, essere adottati anche oralmente e successivamente confermati

per  iscritto.  Gli  ufficiali  di  polizia   giudiziaria   procedono

all’accompagnamento dell’interessato presso il piu’  vicino  presidio

ospedaliero  al  fine  di  sottoporlo  al   necessario   prelievo   o

accertamento e si procede all’esecuzione coattiva delle operazioni se

la persona rifiuta di sottoporvisi. Del decreto e delle operazioni da

compiersi   e’   data   tempestivamente    notizia    al    difensore

dell’interessato, che ha facolta’ di assistervi, senza che cio’ possa

comportare pregiudizio nel compimento delle operazioni. Si applicano

le previsioni di cui ai commi 1  e  2  dell’articolo  365.  Entro  le

quarantotto  ore  successive,  il  pubblico  ministero  richiede   la

convalida del decreto e degli eventuali  ulteriori  provvedimenti  al

giudice per le indagini preliminari, che provvede al  piu’  presto  e

comunque entro  le  quarantotto  ore  successive,  dandone  immediato

avviso al pubblico ministero e al  difensore.  Le  operazioni  devono

sempre svolgersi nel rispetto delle condizioni previste dai commi 4 e

5 dell’articolo 224-bis».

  5. Al  codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le  seguenti

modificazioni:

    a) all’articolo 380, comma 2, dopo la lettera m-ter) e’  aggiunta

la seguente:

    «m-quater)  delitto  di  omicidio   colposo   stradale   previsto

dall’articolo 589-bis, secondo e terzo comma, del codice penale»;

    b) all’articolo 381,  comma  2,  dopo  la  lettera  m-quater)  e’

aggiunta la seguente:

    «m-quinquies)  delitto  di  lesioni  colpose  stradali  gravi   o

gravissime previsto dall’articolo 590-bis, secondo, terzo,  quarto  e

quinto comma, del codice penale»;

    c) all’articolo 406, comma 2-ter, le parole: «589, secondo comma,

590, terzo comma,» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «589,  secondo

comma, 589-bis, 590, terzo comma, 590-bis»;

    d) all’articolo 416, comma 2-bis, le parole: «per il reato di cui

all’articolo 589, secondo comma, del codice penale»  sono  sostituite

dalle seguenti: «per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma,

e 589-bis del codice penale»;

    e) all’articolo 429, comma 3-bis, le parole: «per il reato di cui

all’articolo 589, secondo comma, del codice penale»  sono  sostituite

dalle seguenti: «per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma,

e 589-bis del codice penale»;

    f) all’articolo 550, comma 2, dopo la lettera e) e’  inserita  la

seguente:

    «e-bis) lesioni personali stradali, anche se aggravate,  a  norma

dell’articolo 590-bis del codice penale»;

    g) all’articolo 552:

      1) al comma 1-bis,  dopo  le  parole:  «per  taluni  dei  reati

previsti dall’articolo 590, terzo  comma,  del  codice  penale»  sono

inserite le seguenti: «e per i reati previsti  dall’articolo  590-bis

del medesimo codice»;

      2) al comma 1-ter,  dopo  le  parole:  «per  taluni  dei  reati

previsti dall’articolo 590, terzo  comma,  del  codice  penale»  sono

inserite le seguenti: «e per i reati previsti  dall’articolo  590-bis

del medesimo codice».

  6. Al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le

seguenti modificazioni:

    a) all’articolo 189, il comma 8 e’ sostituito dal seguente:

    «8. Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a

coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente

a  disposizione  degli  organi   di   polizia   giudiziaria,   quando

dall’incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose, non e’

soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato»;

    b) all’articolo 222:

      1) al comma 2, il quarto periodo e’  sostituito  dai  seguenti:

«Alla condanna, ovvero all’applicazione della pena su richiesta delle

parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i

reati di cui agli  articoli  589-bis  e  590-bis  del  codice  penale

consegue la revoca della patente di guida. La disposizione del quarto

periodo si applica anche nel  caso  in  cui  sia  stata  concessa  la

sospensione condizionale della pena. Il cancelliere del  giudice  che

ha  pronunciato  la   sentenza   divenuta   irrevocabile   ai   sensi

dell’articolo 648 del codice di  procedura  penale,  nel  termine  di

quindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto  competente

per il luogo della commessa violazione, che emette  provvedimento  di

revoca della patente  e  di  inibizione  alla  guida  sul  territorio

nazionale, per un periodo corrispondente a quello  per  il  quale  si

applica la revoca della patente, nei confronti  del  soggetto  contro

cui e’ stata pronunciata la sentenza»;

      2) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

      «3-bis. Nel caso di applicazione della sanzione  accessoria  di

cui al quarto periodo del comma 2 del presente articolo per  i  reati

di cui all’articolo 589-bis,  secondo,  terzo  e  quarto  comma,  del

codice penale, l’interessato non puo’ conseguire  una  nuova  patente

prima che siano decorsi quindici anni dalla revoca; per il  reato  di

cui  all’articolo  589-bis,  quinto   comma,   del   codice   penale,

l’interessato non puo’ conseguire una nuova patente prima  che  siano

decorsi dieci anni dalla revoca. Tale termine e’ elevato a venti anni

nel caso in cui l’interessato sia stato in precedenza condannato  per

i reati di cui all’articolo 186, commi 2, lettere b) e c),  e  2-bis,

ovvero di cui all’articolo 187, commi 1 e 1-bis, del presente codice.

Il termine e’ ulteriormente aumentato sino a trenta anni nel caso  in

cui  l’interessato  non  abbia  ottemperato  agli  obblighi  di   cui

all’articolo 189, comma 1, del presente codice, e si  sia  dato  alla

fuga.

      3-ter. Nel caso di applicazione della  sanzione  accessoria  di

cui al quarto periodo del comma 2 del presente articolo per  i  reati

di cui agli articoli 589-bis,  primo  comma,  e  590-bis  del  codice

penale, l’interessato non puo’ conseguire una nuova patente di  guida

prima che siano decorsi cinque anni dalla  revoca.  Tale  termine  e’

raddoppiato nel caso in cui l’interessato  sia  stato  in  precedenza

condannato per i reati di cui all’articolo 186, commi 2, lettere b) e

c), e 2-bis, ovvero di cui all’articolo 187, commi  1  e  1-bis,  del

presente codice. Il termine e’ ulteriormente aumentato sino a  dodici

anni nel  caso  in  cui  l’interessato  non  abbia  ottemperato  agli

obblighi di cui all’articolo 189, comma 1, e si sia dato alla fuga.

      3-quater. Per i titolari di patente di guida rilasciata da  uno

Stato estero, il prefetto del luogo della commessa violazione  adotta

un provvedimento di inibizione alla guida  sul  territorio  nazionale

valido per il medesimo periodo previsto dal sesto periodo  del comma

2. L’inibizione alla  guida  sul  territorio  nazionale  e’  annotata

nell’anagrafe  nazionale  degli   abilitati   alla   guida   di   cui

all’articolo 225 del presente codice per il tramite del  collegamento

informatico integrato  di  cui  al  comma  7  dell’articolo  403  del

regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  16

dicembre 1992, n. 495»;

    c) all’articolo 219, comma 3-ter,  sono  aggiunte,  in  fine,  le

seguenti parole: «, fatto salvo quanto previsto  dai  commi  3-bis  e

3-ter dell’articolo 222»;

    d) all’articolo 223, comma 2:

      1) al primo periodo,  dopo  le  parole:  «commi  2  e  3»  sono

inserite le seguenti: «, nonche’ nei  casi  previsti  dagli  articoli

589-bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, e 590-bis del  codice

penale»;

      2) dopo il terzo periodo sono aggiunti i seguenti: «Nei casi di

cui agli articoli 589-bis, secondo, terzo, quarto e quinto  comma,  e

590-bis del codice penale il prefetto, ricevuti  gli  atti,  dispone,

ove sussistano fondati elementi di  un’evidente  responsabilita’,  la

sospensione provvisoria della validita’ della patente di  guida  fino

ad un massimo di cinque anni. In caso di  sentenza  di  condanna non

definitiva, la sospensione provvisoria della validita’ della  patente

di guida puo’ essere prorogata fino ad un massimo di dieci anni»;

    e) all’articolo 223, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:

    «2-bis. Qualora la sospensione di cui al comma 2, quarto periodo,

sia disposta nei confronti di titolare di patente di guida rilasciata

da uno Stato estero, il prefetto del luogo della commessa violazione,

ricevuti  gli  atti,  nei  quindici  giorni  successivi   emette   un

provvedimento di  inibizione  alla  guida  sul  territorio  nazionale

valido per il medesimo periodo previsto dal comma 2, quarto  periodo.

L’inibizione  alla  guida  sul  territorio  nazionale   e’   annotata

nell’anagrafe  nazionale  degli   abilitati   alla   guida   di   cui

all’articolo 225 del presente codice per il tramite del  collegamento

informatico integrato  di  cui  al  comma  7  dell’articolo  403  del

regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  16

dicembre 1992, n. 495».

  7. All’articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo  28

agosto  2000,  n.  274,  le  parole:  «nonche’  ad  esclusione  delle

fattispecie di cui all’articolo 590, terzo comma, quando si tratta di

fatto commesso da soggetto in stato di  ebbrezza  alcolica  ai  sensi

dell’articolo 186, comma 2, lettera c), del  decreto  legislativo  30

aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero  da  soggetto

sotto  l’effetto  di  sostanze  stupefacenti  o   psicotrope,»   sono

soppresse.

  8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello

della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi’ 23 marzo 2016

 

                             MATTARELLA

 

 

                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei

                                ministri

 

Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

                              Promulga

 

                        la seguente legge:

 

Art. 1

 

 

  1. Dopo l’articolo 589 del codice penale sono inseriti i seguenti:

  «Art. 589-bis. (Omicidio stradale). – Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione  delle  norme  sulla  disciplina della circolazione stradale e’ punito con  la  reclusione  da  due  a sette anni.

  Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in  stato  di ebbrezza  alcolica  o   di  alterazione   psico-fisica   conseguente all’assunzione  di  sostanze  stupefacenti  o  psicotrope  ai   sensi

rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c),  e  187  del

decreto legislativo 30 aprile 1992, n.  285,  cagioni  per  colpa  la

morte di una persona, e’ punito con la reclusione da  otto  a  dodici

anni.

  La stessa pena si applica al conducente di un veicolo a  motore  di

cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d),  del  decreto

legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in  stato  di  ebbrezza

alcolica ai  sensi  dell’articolo  186,  comma  2,  lettera  b),  del

medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni  per  colpa  la

morte di una persona.

  Salvo quanto previsto dal terzo  comma,  chiunque,  ponendosi  alla

guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica  ai  sensi

dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del  decreto  legislativo  30

aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di  una  persona,  e’

punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

  La pena di cui al comma precedente si applica altresi’:

    1) al conducente di un veicolo a motore  che,  procedendo  in  un

centro urbano ad una velocita’ pari o superiore al doppio  di  quella

consentita e comunque non inferiore  a  70  km/h,  ovvero  su  strade

extraurbane ad una velocita’ superiore di almeno 50 km/h  rispetto  a

quella massima consentita, cagioni per colpa la morte di una persona;

    2) al conducente  di  un  veicolo  a  motore  che,  attraversando

un’intersezione con il semaforo disposto al rosso  ovvero  circolando

contromano, cagioni per colpa la morte di una persona;

    3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra

di inversione del senso di marcia in prossimita’ o in  corrispondenza

di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso  di  un  altro

mezzo in corrispondenza di un attraversamento  pedonale  o  di  linea

continua, cagioni per colpa la morte di una persona.

  Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena e’ aumentata se il

fatto e’ commesso da persona non munita di patente  di  guida  o  con

patente sospesa o revocata, ovvero nel  caso  in  cui  il  veicolo  a

motore sia di proprieta’ dell’autore del fatto  e  tale  veicolo  sia

sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

  Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non  sia

esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole,  la

pena e’ diminuita fino alla meta’.

  Nelle ipotesi di cui ai commi  precedenti,  qualora  il  conducente

cagioni la morte di piu’ persone, ovvero  la  morte  di  una  o  piu’

persone e lesioni a una o  piu’  persone,  si  applica  la  pena  che

dovrebbe infliggersi per la  piu’  grave  delle  violazioni  commesse

aumentata fino al triplo, ma la  pena  non  puo’  superare  gli  anni

diciotto.

  Art. 589-ter. (Fuga del conducente in caso di omicidio stradale). –

Nel caso di cui all’articolo 589-bis, se il conducente  si  da’  alla

fuga, la pena e’ aumentata da un terzo a due  terzi  e  comunque  non

puo’ essere inferiore a cinque anni».

  2. L’articolo 590-bis del codice penale e’ sostituito dai seguenti:

  «Art. 590-bis. (Lesioni personali stradali gravi  o  gravissime). –

Chiunque cagioni  per  colpa  ad  altri  una  lesione  personale  con

violazione delle norme sulla disciplina della  circolazione  stradale

e’ punito con la reclusione da tre mesi a  un  anno  per  le  lesioni

gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime.

  Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in  stato  di

ebbrezza  alcolica  o   di   alterazione   psico-fisica   conseguente

all’assunzione  di  sostanze  stupefacenti  o  psicotrope  ai   sensi

rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c),  e  187  del

decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,  cagioni  per  colpa  a

taluno una lesione personale, e’ punito con la reclusione  da  tre  a

cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a  sette  anni  per  le

lesioni gravissime.

  Le pene di  cui  al  comma  precedente  si  applicano  altresi’  al

conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis,  comma

1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.

285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai  sensi  dell’articolo

186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del

1992,  cagioni  per  colpa  a  taluno  lesioni  personali   gravi   o

gravissime.

  Salvo quanto previsto dal terzo  comma,  chiunque,  ponendosi  alla

guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica  ai  sensi

dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del  decreto  legislativo  30

aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno lesioni personali, e’

punito con la reclusione da un anno e sei mesi  a  tre  anni  per  le

lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime.

  Le pene di cui al comma precedente si applicano altresi’:

    1) al conducente di un veicolo a motore  che,  procedendo  in  un

centro urbano ad una velocita’ pari o superiore al doppio  di  quella

consentita e comunque non inferiore  a  70  km/h,  ovvero  su  strade

extraurbane ad una velocita’ superiore di almeno 50 km/h  rispetto  a

quella  massima  consentita,  cagioni  per  colpa  a  taluno  lesioni

personali gravi o gravissime;

    2) al conducente  di  un  veicolo  a  motore  che,  attraversando

un’intersezione con il semaforo disposto al rosso  ovvero  circolando

contromano, cagioni per colpa a  taluno  lesioni  personali  gravi  o

gravissime;

    3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra

di inversione del senso di marcia in prossimita’ o in  corrispondenza

di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso  di  un  altro

mezzo in corrispondenza di un attraversamento  pedonale  o  di  linea

continua, cagioni per  colpa  a  taluno  lesioni  personali  gravi  o

gravissime.

  Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena e’ aumentata se il

fatto e’ commesso da persona non munita di patente  di  guida  o  con

patente sospesa o revocata, ovvero nel  caso  in  cui  il  veicolo  a

motore sia di proprieta’ dell’autore del fatto  e  tale  veicolo  sia

sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

  Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non  sia

esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole,  la

pena e’ diminuita fino alla meta’.

  Nelle ipotesi di cui ai commi  precedenti,  qualora  il  conducente

cagioni lesioni a piu’ persone,  si  applica  la  pena  che  dovrebbe

infliggersi per la piu’ grave  delle  violazioni  commesse  aumentata

fino al triplo, ma la pena non puo’ superare gli anni sette.

  Art. 590-ter. (Fuga del conducente in  caso  di  lesioni  personali

stradali). – Nel caso di cui all’articolo 590-bis, se  il  conducente

si da’ alla fuga, la pena e’ aumentata da un  terzo  a  due  terzi  e

comunque non puo’ essere inferiore a tre anni.

  Art. 590-quater. (Computo delle circostanze). – Quando ricorrono le

circostanze aggravanti di cui agli articoli 589-bis, secondo,  terzo,

quarto, quinto e  sesto  comma,  589-ter,  590-bis,  secondo,  terzo,

quarto, quinto e sesto comma, e 590-ter, le  concorrenti  circostanze

attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e  114,  non

possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste  e

le diminuzioni si operano sulla  quantita’  di  pena  determinata  ai

sensi delle predette circostanze aggravanti.

  Art. 590-quinquies. (Definizione di strade urbane e extraurbane). –

Ai fini degli articoli 589-bis e  590-bis  si  intendono  per  strade

extraurbane le strade di cui alle lettere  A,  B  e  C  del  comma  2

dell’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e per

strade di un centro urbano le strade di cui alle lettere D,  E,  F  e

F-bis del medesimo comma 2».

  3. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) all’articolo 157, sesto comma, le  parole:  «e  589,  secondo,

terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «, 589, secondo

e terzo comma, e 589-bis»;

    b) all’articolo 582, primo comma, le parole: «da tre  mesi»  sono

sostituite dalle seguenti: «da sei mesi»;

    c) all’articolo 589, secondo comma, le parole: «sulla  disciplina

della circolazione stradale o di quelle» sono soppresse;

    d) all’articolo 589, il terzo comma e’ abrogato;

    e) all’articolo 590,  terzo  comma,  primo  periodo,  le  parole:

«sulla disciplina della  circolazione  stradale  o  di  quelle»  sono

soppresse;

    f)  all’articolo  590,  terzo  comma,  il  secondo   periodo   e’

soppresso.

  4. Al  codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le  seguenti

modificazioni:

    a) all’articolo 224-bis, comma 1, dopo le parole: «superiore  nel

massimo a tre anni» sono inserite le seguenti: «, per  i  delitti  di

cui agli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale»;

    b) all’articolo 359-bis, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:

    «3-bis. Nei casi di cui  agli  articoli  589-bis  e  590-bis  del

codice penale, qualora  il  conducente  rifiuti  di  sottoporsi  agli

accertamenti dello stato di ebbrezza alcolica ovvero  di  alterazione

correlata all’uso di sostanze stupefacenti o  psicotrope,  se  vi  e’

fondato motivo di ritenere che dal ritardo  possa  derivare  grave  o

irreparabile pregiudizio alle indagini, il decreto di cui al comma  2

e gli ulteriori provvedimenti  ivi  previsti  possono,  nei  casi  di

urgenza, essere adottati anche oralmente e successivamente confermati

per  iscritto.  Gli  ufficiali  di  polizia   giudiziaria   procedono

all’accompagnamento dell’interessato presso il piu’  vicino  presidio

ospedaliero  al  fine  di  sottoporlo  al   necessario   prelievo   o

accertamento e si procede all’esecuzione coattiva delle operazioni se

la persona rifiuta di sottoporvisi. Del decreto e delle operazioni da

compiersi   e’   data   tempestivamente    notizia    al    difensore

dell’interessato, che ha facolta’ di assistervi, senza che cio’ possa

comportare pregiudizio nel compimento delle operazioni. Si  applicano

le previsioni di cui ai commi 1  e  2  dell’articolo  365.  Entro  le

quarantotto  ore  successive,  il  pubblico  ministero  richiede   la

convalida del decreto e degli eventuali  ulteriori  provvedimenti  al

giudice per le indagini preliminari, che provvede al  piu’  presto  e

comunque entro  le  quarantotto  ore  successive,  dandone  immediato

avviso al pubblico ministero e al  difensore.  Le  operazioni  devono

sempre svolgersi nel rispetto delle condizioni previste dai commi 4 e

5 dell’articolo 224-bis».

  5. Al  codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le  seguenti

modificazioni:

    a) all’articolo 380, comma 2, dopo la lettera m-ter) e’  aggiunta

la seguente:

    «m-quater)  delitto  di  omicidio   colposo   stradale   previsto

dall’articolo 589-bis, secondo e terzo comma, del codice penale»;

    b) all’articolo 381,  comma  2,  dopo  la  lettera  m-quater)  e’

aggiunta la seguente:

    «m-quinquies)  delitto  di  lesioni  colpose  stradali  gravi   o

gravissime previsto dall’articolo 590-bis, secondo, terzo,  quarto  e

quinto comma, del codice penale»;

    c) all’articolo 406, comma 2-ter, le parole: «589, secondo comma,

590, terzo comma,» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «589,  secondo

comma, 589-bis, 590, terzo comma, 590-bis»;

    d) all’articolo 416, comma 2-bis, le parole: «per il reato di cui

all’articolo 589, secondo comma, del codice penale»  sono  sostituite

dalle seguenti: «per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma,

e 589-bis del codice penale»;

    e) all’articolo 429, comma 3-bis, le parole: «per il reato di cui

all’articolo 589, secondo comma, del codice penale»  sono  sostituite

dalle seguenti: «per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma,

e 589-bis del codice penale»;

    f) all’articolo 550, comma 2, dopo la lettera e) e’  inserita  la

seguente:

    «e-bis) lesioni personali stradali, anche se aggravate,  a  norma

dell’articolo 590-bis del codice penale»;

    g) all’articolo 552:

      1) al comma 1-bis,  dopo  le  parole:  «per  taluni  dei  reati

previsti dall’articolo 590, terzo  comma,  del  codice  penale»  sono

inserite le seguenti: «e per i reati previsti  dall’articolo  590-bis

del medesimo codice»;

      2) al comma 1-ter,  dopo  le  parole:  «per  taluni  dei  reati

previsti dall’articolo 590, terzo  comma,  del  codice  penale»  sono

inserite le seguenti: «e per i reati previsti  dall’articolo  590-bis

del medesimo codice».

  6. Al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le

seguenti modificazioni:

    a) all’articolo 189, il comma 8 e’ sostituito dal seguente:

    «8. Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a

coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente

a  disposizione  degli  organi   di   polizia   giudiziaria,   quando

dall’incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose, non e’

soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato»;

    b) all’articolo 222:

      1) al comma 2, il quarto periodo e’  sostituito  dai  seguenti:

«Alla condanna, ovvero all’applicazione della pena su richiesta delle

parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i

reati di cui agli  articoli  589-bis  e  590-bis  del  codice  penale

consegue la revoca della patente di guida. La disposizione del quarto

periodo si applica anche nel  caso  in  cui  sia  stata  concessa  la

sospensione condizionale della pena. Il cancelliere del  giudice  che

ha  pronunciato  la   sentenza   divenuta   irrevocabile   ai   sensi

dell’articolo 648 del codice di  procedura  penale,  nel  termine  di

quindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto  competente

per il luogo della commessa violazione, che emette  provvedimento  di

revoca della patente  e  di  inibizione  alla  guida  sul  territorio

nazionale, per un periodo corrispondente a quello  per  il  quale  si

applica la revoca della patente, nei confronti  del  soggetto  contro

cui e’ stata pronunciata la sentenza»;

      2) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

      «3-bis. Nel caso di applicazione della sanzione  accessoria  di

cui al quarto periodo del comma 2 del presente articolo per  i  reati

di cui all’articolo 589-bis,  secondo,  terzo  e  quarto  comma,  del

codice penale, l’interessato non puo’ conseguire  una  nuova  patente

prima che siano decorsi quindici anni dalla revoca; per il  reato  di

cui  all’articolo  589-bis,  quinto   comma,   del   codice   penale,

l’interessato non puo’ conseguire una nuova patente prima  che  siano

decorsi dieci anni dalla revoca. Tale termine e’ elevato a venti anni

nel caso in cui l’interessato sia stato in precedenza condannato  per

i reati di cui all’articolo 186, commi 2, lettere b) e c),  e  2-bis,

ovvero di cui all’articolo 187, commi 1 e 1-bis, del presente codice.

Il termine e’ ulteriormente aumentato sino a trenta anni nel caso  in

cui  l’interessato  non  abbia  ottemperato  agli  obblighi  di   cui

all’articolo 189, comma 1, del presente codice, e si  sia  dato  alla

fuga.

      3-ter. Nel caso di applicazione della  sanzione  accessoria  di

cui al quarto periodo del comma 2 del presente articolo per  i  reati

di cui agli articoli 589-bis,  primo  comma,  e  590-bis  del  codice

penale, l’interessato non puo’ conseguire una nuova patente di  guida

prima che siano decorsi cinque anni dalla  revoca.  Tale  termine  e’

raddoppiato nel caso in cui l’interessato  sia  stato  in  precedenza

condannato per i reati di cui all’articolo 186, commi 2, lettere b) e

c), e 2-bis, ovvero di cui all’articolo 187, commi  1  e  1-bis,  del

presente codice. Il termine e’ ulteriormente aumentato sino a  dodici

anni nel  caso  in  cui  l’interessato  non  abbia  ottemperato  agli

obblighi di cui all’articolo 189, comma 1, e si sia dato alla fuga.

      3-quater. Per i titolari di patente di guida rilasciata da  uno

Stato estero, il prefetto del luogo della commessa violazione  adotta

un provvedimento di inibizione alla guida  sul  territorio  nazionale

valido per il medesimo periodo previsto dal sesto periodo  del  comma

2. L’inibizione alla  guida  sul  territorio  nazionale  e’  annotata

nell’anagrafe  nazionale  degli   abilitati   alla   guida   di   cui

all’articolo 225 del presente codice per il tramite del  collegamento

informatico integrato  di  cui  al  comma  7  dell’articolo  403  del

regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  16

dicembre 1992, n. 495»;

    c) all’articolo 219, comma 3-ter,  sono  aggiunte,  in  fine,  le

seguenti parole: «, fatto salvo quanto previsto  dai  commi  3-bis  e

3-ter dell’articolo 222»;

    d) all’articolo 223, comma 2:

      1) al primo periodo,  dopo  le  parole:  «commi  2  e  3»  sono

inserite le seguenti: «, nonche’ nei  casi  previsti  dagli  articoli

589-bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, e 590-bis del  codice

penale»;

      2) dopo il terzo periodo sono aggiunti i seguenti: «Nei casi di

cui agli articoli 589-bis, secondo, terzo, quarto e quinto  comma,  e

590-bis del codice penale il prefetto, ricevuti  gli  atti,  dispone,

ove sussistano fondati elementi di  un’evidente  responsabilita’,  la

sospensione provvisoria della validita’ della patente di  guida  fino

ad un massimo di cinque anni. In caso di  sentenza  di  condanna  non

definitiva, la sospensione provvisoria della validita’ della  patente

di guida puo’ essere prorogata fino ad un massimo di dieci anni»;

    e) all’articolo 223, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:

    «2-bis. Qualora la sospensione di cui al comma 2, quarto periodo,

sia disposta nei confronti di titolare di patente di guida rilasciata

da uno Stato estero, il prefetto del luogo della commessa violazione,

ricevuti  gli  atti,  nei  quindici  giorni  successivi   emette   un

provvedimento di  inibizione  alla  guida  sul  territorio  nazionale

valido per il medesimo periodo previsto dal comma 2, quarto  periodo.

L’inibizione  alla  guida  sul  territorio  nazionale   e’   annotata

nell’anagrafe  nazionale  degli   abilitati   alla   guida   di   cui

all’articolo 225 del presente codice per il tramite del  collegamento

informatico integrato  di  cui  al  comma  7  dell’articolo  403  del

regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  16

dicembre 1992, n. 495».

  7. All’articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo  28

agosto  2000,  n.  274,  le  parole:  «nonche’  ad  esclusione  delle

fattispecie di cui all’articolo 590, terzo comma, quando si tratta di

fatto commesso da soggetto in stato di  ebbrezza  alcolica  ai  sensi

dell’articolo 186, comma 2, lettera c), del  decreto  legislativo  30

aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero  da  soggetto

sotto  l’effetto  di  sostanze  stupefacenti  o   psicotrope,»   sono

soppresse.

  8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello

della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi’ 23 marzo 2016

 

                             MATTARELLA

 

 

                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei

                                ministri

 

Visto, il Guardasigilli: Orlando

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Testo coordinato Milleproroghe

Redazione

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2015, n. 210 

Testo del  decreto-legge  30  dicembre  2015,  n.  210  (in  Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 302 del 30 dicembre 2015), coordinatocon la legge di conversione 25 febbraio 2016, n. 21 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale - alla  pag.  1),  recante:  "Proroga  di  terminiprevisti da disposizioni legislative.".

(GU n. 47 del 26-2-2016)

 
 Vigente al: 26-2-2016 

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui riportati. Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi. Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( … )). A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

 

Art. 1
Proroga di termini in materia di pubbliche amministrazioni

1. All’art. 1 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016»;
b) al comma 2, le parole: «31 dicembre 2015», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016»;
c) al comma 6-quater, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
2. All’art. 1, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
3. All’art. 1 del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo le parole: «verificatesi nell’anno 2013», sono inserite le seguenti: «e nell’anno 2014» e le parole: «31 dicembre 2015», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016»;
b) al comma 4, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
(( 3-bis. All’art. 3, commi 1 e 2, del decreto-legge 20 giugno 2012, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 131, la parola: «2014» e’ sostituita dalla seguente: «2016». ))

4. Nelle more dell’adozione dei decreti legislativi attuativi dell’art. 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124, all’art. 2, comma 15, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
(( 4-bis. Il termine di cui all’art. 4, comma 5, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, relativo al triennio 2016-2018, e’ prorogato al 30 aprile 2016. ))
5. All’art. 1, comma 6-septies, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
6. All’art. 1, comma 4-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
7. All’art. 2, comma 6-quinquies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
(( 7-bis. Il termine stabilito dall’art. 12 del decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 518, e’ prorogato al 25 aprile 2016 per la presentazione di proposte di ricompense al valor militare per i caduti, i comuni e le province.
7-ter. Le proposte di cui al comma 7-bis con la relativa documentazione sono inviate al Ministero della difesa, cui sono demandate le attribuzioni della commissione unica nazionale di primo grado per la concessione delle qualifiche dei partigiani e delle decorazioni al valor militare, istituita dall’art. 4 della legge 28 marzo 1968, n. 341.
7-quater. Il riconoscimento delle qualifiche dei partigiani, di cui agli articoli da 7 a 10 del decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 518, ha effetti solo ai fini delle ricompense al valore, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 7-quinquies. All’attuazione dei commi da 7-bis a 7-quater il Ministero della difesa provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. ))

8. All’art. 2223, comma 2, del (( codice dell’ordinamento militare, di cui al )) decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, le parole: «Fino all’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «Fino all’anno 2016». (( 9. All’art. 4, comma 9, terzo periodo, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». 9-bis. All’art. 1, comma 7, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016» e le parole: «per l’anno 2014» sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2015». 9-ter. All’art. 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 79, lettera b), le parole: «entro trenta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «entro novanta giorni»; b) al comma 82, le parole: «lettera a)» sono sostituite dalle seguenti: «lettere a) e b)». 9-quater. All’art. 4, comma 9, terzo periodo, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, come modificato, da ultimo, dal comma 9 del presente articolo, dopo le parole: «i contratti di lavoro a tempo determinato» sono inserite le seguenti: «nonche’ i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto,». ))
10. All’art. 16-quater, comma 1, quarto periodo, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, le parole: «per l’anno 2014» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2014 e 2015».
(( 10-bis. Il termine per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento di cui all’art. 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, gia’ aggiornate per il triennio 2014/2017, e’ prorogato all’anno scolastico 2018/2019 per il triennio successivo. Conseguentemente, le prime fasce delle graduatorie di istituto di cui all’art. 5, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2007, n. 131, per il conferimento delle supplenze ai sensi dell’art. 4, comma 5, della legge 3 maggio 1999, n. 124, sono aggiornate a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020. Restano fermi i termini per l’aggiornamento delle graduatorie di istituto di seconda e di terza fascia.
10-ter. All’art. 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dopo il comma 107 e’ inserito il seguente: «107-bis. Il termine ultimo di validita’ ai fini dell’equipollenza, di cui al comma 107, dei diplomi finali rilasciati dalle istituzioni di cui al comma 102 e’ prorogato al 31 dicembre 2017».
10-quater. Al comma 14 dell’art. 14 del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Al fine di prorogare per il triennio 2016-2018 le attivita’ tecnico-amministrative volte a ultimare il processo di ricostruzione nelle zone terremotate dell’Umbria, la regione Umbria e i relativi comuni coinvolti sono autorizzati a stipulare, con risorse proprie e fermo restando il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, per un periodo massimo di tre anni, contratti di lavoro a tempo determinato, nei limiti di quanto strettamente necessario al completamento delle predette attivita’ di ricostruzione, nel rispetto della normativa vigente in materia di limitazioni assunzionali e finanziarie, nonche’ dei limiti di durata dei contratti a tempo determinato di cui all’art. 19 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81».
10-quinquies. Le risorse di cui all’art. 74, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, limitatamente allo stanziamento relativo all’anno 2016, per un importo massimo di 214.000 euro, possono essere utilizzate anche ai fini del finanziamento delle spese di avvio dei fondi di previdenza complementare dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
10-sexies. Ai fini della procedura di chiamata di cui all’art. 24, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, il termine per l’emanazione dei decreti previsti dall’art. 16, comma 2 e comma 3, lettera a), della medesima legge, come modificato dall’art. 14 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e’ prorogato al 31 dicembre 2016.
10-septies. All’art. 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, le parole: «non rinnovabili» sono sostituite dalle seguenti: «rinnovabili non oltre il 31 dicembre 2016».
10-octies. Le universita’ sono autorizzate a prorogare fino al 31 dicembre 2016, con risorse a carico del proprio bilancio e previo parere favorevole del dipartimento di afferenza, i contratti di ricercatori a tempo determinato, della tipologia di cui all’art. 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in scadenza prima della medesima data, i cui titolari non hanno partecipato all’abilitazione scientifica nazionale delle tornate 2012 o 2013. Ai fini dell’ammissione alle procedure di selezione dei titolari dei contratti della medesima tipologia, gli assegni di ricerca, di cui all’art. 22 della citata legge n. 240 del 2010, sono equipollenti a quelli erogati ai sensi della previgente disciplina di cui all’art. 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. ))

Art. 2
Proroga di termini in materia di giustizia amministrativa

1. All’art. 38, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, le parole: «dal 1º gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1º luglio 2016».
2. (( All’art. 13 delle norme di attuazione di cui all’allegato 2 )) al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente: «1-bis. In attuazione del criterio di graduale introduzione del processo telematico, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1 e fino alla data del 30 giugno 2016 si procede alla sperimentazione delle nuove disposizioni presso i Tribunali amministrativi regionali ed il Consiglio di Stato. L’individuazione delle concrete modalita’ attuative della sperimentazione e’ demandata agli Organi della Giustizia Amministrativa nel rispetto di quanto previsto nel predetto decreto.».
(( 2-bis. Fatte salve le disposizioni di cui all’art. 10 del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14, il termine per la cessazione del temporaneo ripristino delle sezioni distaccate insulari di Ischia, Lipari e Portoferraio, ricadenti, rispettivamente, nei circondari dei tribunali di Napoli, Barcellona Pozzo di Gotto e Livorno, e’ prorogato al 31 dicembre 2018. Per l’effetto, il termine indicato dal citato art. 10, comma 13, del decreto legislativo n. 14 del 2014 risulta prorogato al 1° gennaio dell’anno successivo a quello della proroga indicata al periodo precedente. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2-ter. All’art. 22, comma 4, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, la parola: «tre» e’ sostituita dalla seguente: «quattro». ))

(( Art. 2 bis
Proroga di termini in materia di giustizia ordinaria 1. E’ prorogato sino al 31 dicembre 2016 il termine assegnato al responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia per l’adozione delle specifiche tecniche di cui all’art. 161-quater, primo comma, secondo periodo, delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368. 2. E’ prorogato fino al 31 dicembre 2016 il termine assegnato al responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia per l’adozione delle specifiche tecniche di cui all’art. 16-novies, comma 5, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. ))

 

(( Art. 2 ter
Ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici dei giudici di pace 1. All’art. 2, comma 1-bis, quarto periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, le parole: «Entro il 28 febbraio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «Entro il 31 maggio 2016». ))

 

(( Art. 2 quater
Proroga di termini in materie di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

1. All’art. 2, comma 34, della legge 28 giugno 2012, n. 92, le parole: «Per il periodo 2013-2015» sono sostituite dalle seguenti: «Per il periodo 2013-2016». Alle minori entrate derivanti dal presente comma, pari a 38 milioni di euro, si provvede a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’art. 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 2. Per i contratti di solidarieta’, di cui all’art. 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, e successive modificazioni, stipulati prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le cui istanze di integrazione salariale siano state presentate entro la stessa data, l’ammontare del trattamento di integrazione salariale e’ aumentato, per il solo anno 2016, per una durata massima di dodici mesi, nella misura del 10 per cento della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario, fino a concorrenza dell’importo massimo complessivo di 50 milioni di euro. Al relativo onere si provvede a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’art. 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 3. Al comma 284 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, al primo periodo, dopo le parole: «forme sostitutive» sono inserite le seguenti: «ed esclusive» e, all’ottavo periodo, le parole: «sessanta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «novanta giorni». ))

Art. 3
Proroga di termini in materie di competenza del Ministero dello sviluppo economico

1. All’art. 43, comma 12, del (( testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al )) decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, le parole:
«31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
2. All’art. 1 del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito con modificazioni dalla legge 22 marzo 2010, n. 41, dopo il comma 3-bis e’ (( aggiunto )) il seguente:
«3-ter. Per esigenze di sicurezza nelle isole maggiori, il servizio di cui al comma 1 e’ prorogato, relativamente alle utenze elettriche, fino al 31 dicembre 2017. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico provvede:
a) ad aggiornare le condizioni del servizio per il nuovo biennio, per quantita’ massime pari a 400 MW in Sardegna e 200 MW in Sicilia e con l’assegnazione diretta di una valorizzazione annua del servizio stesso pari a 170.000 euro/MW.;
(( b) ad adeguare, con decorrenza dal 1° gennaio 2016, in tutto il territorio nazionale, la struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate ai clienti dei servizi elettrici per usi diversi da quelli domestici ai criteri che governano la tariffa di rete per i servizi di trasmissione, distribuzione e misura in vigore alla medesima data, tenendo comunque conto dei diversi livelli di tensione e dei parametri di connessione, oltre che della diversa natura e delle peculiarita’ degli oneri rispetto alla tariffa, nonche’ ad applicare, con la medesima decorrenza, agli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili, la rideterminazione degli oneri di sistema elettrico di cui all’art. 39, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
2-bis. I termini di cui all’art. 3, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per i rapporti con le regioni e la coesione territoriale 12 novembre 2011, n. 226, relativi alla mancata pubblicazione del bando di gara di cui all’allegato 1 annesso allo stesso regolamento, sono prorogati rispettivamente di dodici mesi per gli ambiti del primo raggruppamento, di quattordici mesi per gli ambiti del secondo raggruppamento, di tredici mesi per gli ambiti del terzo, quarto e quinto raggruppamento, di nove mesi per gli ambiti del sesto e settimo raggruppamento e di cinque mesi per gli ambiti dell’ottavo raggruppamento, in aggiunta alle proroghe vigenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
2-ter. All’art. 4 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, il secondo periodo e’ sostituito dai seguenti: «Scaduti tali termini, la Regione competente sull’ambito assegna ulteriori sei mesi per adempiere, decorsi i quali avvia la procedura di gara attraverso la nomina di un commissario ad acta, ai sensi dell’art. 14, comma 7, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164. Decorsi due mesi dalla scadenza di tale termine senza che la Regione competente abbia proceduto alla nomina del commissario ad acta, il Ministero dello sviluppo economico, sentita la Regione, interviene per dare avvio alla gara nominando un commissario ad acta. L’importo eventualmente anticipato dai gestori uscenti per la copertura degli oneri di gara, di cui all’art. 1, comma 16-quater, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, e’ trasferito dalla stazione appaltante al commissario ad acta entro un mese dalla sua nomina, al netto dell’importo relativo agli esborsi precedentemente effettuati per la preparazione dei documenti di gara.»;
b) i commi 4 e 5 sono abrogati.
2-quater. All’art. 15, comma 2, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, le parole: «31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
2-quinquies. All’art. 1, comma 194, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole: «nell’anno 2014» sono inserite le seguenti: «e le riduzioni effettuate nell’anno 2015»; b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, da erogare secondo i criteri e le procedure del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’art. 1, comma 160, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208». ))


(( Art. 3 bis
Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute – GSSI

1. All’art. 31-bis del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: «2-bis. Al fine di proseguire le attivita’ di sperimentazione, alla scadenza del triennio individuato dal comma 2 l’operativita’ della scuola e’ prorogata per un ulteriore triennio»;
b) dopo il comma 5 e’ inserito il seguente: «5-bis. Per il finanziamento delle attivita’ della scuola per il triennio di cui al comma 2-bis, a integrazione delle risorse assegnate con deliberazione del CIPE n. 76 del 6 agosto 2015, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 267 del 16 novembre 2015, e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. Ai relativi oneri si provvede, quanto a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e, quanto a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204»;
c) al comma 6, dopo le parole: «Allo scadere del triennio» sono inserite le seguenti: «di cui al comma 2-bis». ))

 

Art. 4
Proroga di termini in materie di competenza dei Ministeri dell’interno e della difesa

1. E’ prorogata, per l’anno 2016, l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º marzo 2005, n. 26. (( 1-bis. All’art. 7, comma 2, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, le parole: «Per l’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2015 e 2016». 1-ter. Il termine di cui all’art. 9, comma 4, secondo periodo, della legge 6 luglio 2012, n. 96, e’ prorogato al 15 giugno 2016 solo relativamente agli esercizi degli anni 2013 e 2014. 1-quater. Al comma 4 dell’art. 9 della legge 6 luglio 2012, n. 96, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai partiti e ai movimenti politici che non ottemperano all’obbligo di trasmissione degli atti di cui al secondo e al terzo periodo, nei termini ivi previsti o in quelli eventualmente prorogati da norme di legge, la Commissione applica una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 200.000». ))
2. L’adeguamento delle strutture adibite a servizi scolastici alle disposizioni legislative e regolamentari in materia di (( prevenzione degli incendi )) previste dall’art. 10-bis, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, e’ completato entro sei mesi dalla data di adozione del decreto ministeriale ivi previsto e comunque non oltre il 31 dicembre 2016.
(( 2-bis. All’art. 11, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15, le parole: «31 ottobre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». ))
3. All’art. 17, comma 4-quater, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2014, n. 35, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
4. I termini di cui all’art. 14, comma 31-ter, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono differiti al 31 dicembre 2016.
(( Per i comuni istituiti a seguito dei processi di fusione previsti dalla legislazione vigente che hanno concluso tali processi entro il 1° gennaio 2016, l’obbligo del rispetto delle disposizioni di cui all’art. 1, commi da 709 a 734, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, decorre dal 1° gennaio 2017. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e di indebitamento netto derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al periodo precedente, pari a 10,6 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni. ))

5. All’art. 41-bis, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, le parole: «31 dicembre 2014» sono sostituite dalle seguenti:
«31 dicembre 2016».
6. All’art. 1, comma 3, della legge 1º ottobre 2012, n. 177, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «dodici mesi».
(( 6-bis. Per l’anno 2016 sono confermate le modalita’ di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio provinciale gia’ adottate con decreto del Ministro dell’interno 4 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 145 del 23 giugno 2012. Alla ricognizione delle risorse da ripartire e da attribuire si provvede annualmente con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze. Per l’anno 2016 i trasferimenti erariali non oggetto di fiscalizzazione, corrisposti dal Ministero dell’interno in favore delle province appartenenti alla Regione siciliana e alla regione Sardegna, sono determinati in base alle disposizioni dell’art. 10, comma 2, del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n. 68.
6-ter. All’art. 2257 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, le seguenti modificazioni: a) al comma 1, le parole: «30 maggio 2012» sono sostituite dalle seguenti: «30 maggio 2017»;
b) al comma 1-bis, le parole: «15 luglio 2012» sono sostituite dalle seguenti: «15 luglio 2017».
6-quater. All’art. 1, comma 379, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole: «al 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «al 31 dicembre 2016». ))

 

(( Art. 4 bis
Ampliamento dei termini per la richiesta di contributo da parte degli enti in dissesto

1. All’art. 3-bis, comma 1, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Per gli anni 2012, 2013 e 2014» sono sostituite dalle seguenti: «Dall’anno 2012 all’anno 2017»; b) le parole: «dopo il 4 ottobre 2007 e fino alla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «, rispettivamente, dopo il 4 ottobre 2007 e fino alla data di entrata in vigore del presente decreto per i contributi relativi agli esercizi 2012, 2013 e 2014 e dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2015 per i contributi relativi agli esercizi 2015, 2016 e 2017». ))

(( Art. 4 ter
Proroga di termini in materia di prevenzione di delitti con finalita’ terroristica di matrice internazionale

1. All’art. 4, comma 2-bis, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, le parole: «Fino al 31 gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «Fino al 31 gennaio 2017». ))

(( Art. 4 quater
Proroga di termini in materia di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico

1. All’art. 4-bis del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2015, n. 43, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. I dati relativi al traffico telefonico o telematico, esclusi comunque i contenuti di comunicazione, detenuti dagli operatori dei servizi di telecomunicazione alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nonche’ quelli relativi al traffico telefonico o telematico effettuato successivamente a tale data, sono conservati, in deroga a quanto stabilito dall’art. 132, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni, fino al 30 giugno 2017, per le finalita’ di accertamento e di repressione dei reati di cui agli articoli 51, comma 3-quater, e 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale»;
b) al comma 2, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017»; c) al comma 3, le parole: «1° gennaio 2017» sono sostituite dalle seguenti: «1° luglio 2017». ))

 

Art. 5
(( Proroghe in materia di beni e attivita’ culturali e di turismo ))
1. All’art. 3, comma 5, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, le parole: «entro il 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 giugno 2016».
(( 1-bis. All’art. 2, comma 5-ter, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, dopo le parole: «e successive modificazioni,» sono inserite le seguenti: «nonche’ l’attivita’ della struttura di supporto ivi prevista,», le parole: «e’ assicurato» sono sostituite dalle seguenti: «sono assicurati» e la cifra: «100.000» e’ sostituita dalla seguente: «500.000»;
b) al secondo periodo, le parole: «Dal 1° gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «Dal 1° gennaio 2017». ))

(( Art. 5 bis
Proroga del finanziamento del Museo tattile statale «Omero»

1. E’ prorogata per il triennio 2016-2018 l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 5-ter, comma 1, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112. All’onere derivante dall’attuazione del presente comma, pari a 500.000 euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 2, comma 396, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. ))

Art. 6
Proroga di termini in materie di competenza del Ministero della salute

1. All’art. 11, comma 3, del decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 71, le parole: «sono rinnovati entro 8 mesi», sono sostituite dalle seguenti: «sono rinnovati entro 18 mesi».
2. All’art. 15, comma 2, quinto periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole: «Entro il 1º gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «Entro il 1º gennaio 2017».
3. All’art. 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il comma 16, e’ sostituito dal seguente: «16. Le tariffe massime delle strutture che erogano assistenza ambulatoriale di cui al comma 15, valide dalla data di entrata in vigore del decreto del Ministro previsto dal medesimo comma 15, nonche’ le tariffe delle prestazioni relative all’assistenza protesica di cui all’art. 2, comma 380, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, (( costituiscono riferimento, fino )) alla data del 30 settembre 2016, per la valutazione della congruita’ delle risorse a carico del Servizio sanitario nazionale, quali principi di coordinamento della finanza pubblica. Le tariffe massime delle strutture che erogano assistenza ospedaliera di cui al comma 15, valide dalla data di entrata in vigore del decreto del Ministro previsto dal medesimo comma 15, costituiscono riferimento, fino alla data del 31 dicembre 2016, per la valutazione della congruita’ delle risorse a carico del Servizio sanitario nazionale, quali principi di coordinamento della finanza pubblica».
4. All’art. 2, comma 67-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, quinto periodo, dopo le parole: «Per l’anno 2014», sono inserite le seguenti: (( «, per l’anno 2015 e per l’anno 2016» )).
(( 4-bis. All’art. 27 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, e successive modificazioni, dopo il comma 7 e’ inserito il seguente: «7-bis. Anche per l’anno 2016 e’ prorogata l’individuazione, come regioni di riferimento, di quelle stabilite dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 17 dicembre 2015, e per la determinazione dei fabbisogni standard regionali in materia di sanita’ sono altresi’ confermati i costi pro capite per livelli assistenziali delle regioni di riferimento rilevati dai modelli LA 2013, nonche’ i medesimi pesi per classi di eta’ adottati in sede di determinazione dei fabbisogni standard regionali per l’anno 2015». ))

 

Art. 7
Proroga di termini in materia di infrastrutture e trasporti

1. All’art. 8, comma 3-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2016».
(( 1-bis. All’art. 10, comma 12-sexiesdecies, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Entro il 31 dicembre 2016 le risorse corrispondenti alla quota di cui al periodo precedente sono utilizzate dalle regioni per interventi e servizi nel settore delle infrastrutture scolastiche, della protezione civile, del dissesto idrogeologico, nonche’ del patrimonio culturale» )).
2. All’art. 253 del (( codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al )) decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 9-bis, primo e secondo periodo, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2016»;
b) al comma 15-bis le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2016»;
(( b-bis) al comma 20-bis, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2016». ))
3. All’art. 189, comma 5, del (( codice di cui al )) decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2016».
4. Il termine di cui all’art. 357, comma 27, del (( regolamento di cui al )) decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, come modificato dall’art. 8, comma 9, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 11, e’ prorogato al 31 luglio 2016.
(( 4-bis. All’art. 357, comma 19-bis, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2016». ))
5. All’art. 2, comma 3, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».
6. All’art. 15, comma 3-quinquies del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, le parole: «30 giugno 2014» sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2016».
7. All’art. 26, comma 1-bis, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, le parole: «dal 1º gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1º gennaio 2017».
8. All’art. 18, comma 8-quinquies, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». Restano fermi i termini di conservazione dei residui previsti a legislazione vigente.
9. All’art. 15, comma 1, del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nelle more della stipula dei nuovi contratti di programma per il periodo 2016-2020 e sino all’efficacia degli stessi, il contratto di programma parte servizi 2012-2014, stipulato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., e’ prorogato, ai medesimi patti e condizioni gia’ (( previsti )), per il periodo necessario alla stipula del nuovo contratto e comunque non oltre il 31 dicembre 2016 con l’aggiornamento delle relative Tabelle.».
(( 9-bis. Il termine di cui all’art. 1, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, e’ prorogato al 30 settembre 2017 e conseguentemente le parole: «Ferrovie dello Stato S.p.A.» sono sostituite dalle seguenti: «Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.». 9-ter. Il termine di novanta giorni entro cui il commissario, nominato ai sensi dell’art. 1, comma 867, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, predispone un piano industriale e’ prorogato di ulteriori trenta giorni. Entro lo stesso termine non possono essere intraprese azioni esecutive, anche concorsuali, compresi gli atti di intervento nelle procedure esecutive pendenti, nei confronti della societa’ di cui al citato art. 1, comma 867, della legge n. 208 del 2015. I pignoramenti eventualmente eseguiti non vincolano gli enti debitori e i terzi pignorati, i quali possono disporre delle somme per le finalita’ istituzionali della societa’ di cui al primo periodo. ))
10. All’art. 1, comma 165, sesto periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «il 30 aprile 2016».
11. Per gli interventi di edilizia scolastica di cui all’art. 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, (( il termine previsto dall’art. 2, comma 5, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2015, per l’aggiudicazione provvisoria dei lavori e’ prorogato al 29 febbraio 2016. Il suddetto termine e’ prorogato al 30 aprile 2016 nel caso in cui le procedure di gara per l’affidamento dei lavori bandite entro il 29 febbraio 2016 siano andate deserte ovvero prevedano l’affidamento congiunto dei lavori e della progettazione. Il termine e’ inoltre prorogato al 15 ottobre 2016 per gli appalti di lavori pubblici di importo superiore alla soglia di rilevanza comunitaria, di cui all’art. 28, comma 1, lettera c), del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, a condizione che i relativi bandi di gara siano pubblicati entro il 29 febbraio 2016.
11-bis. Il termine di cui all’art. 5, comma 2-bis, del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, riferito alle nuove norme tecniche per la progettazione, la costruzione e l’adeguamento, anche sismico e idraulico, delle dighe di ritenuta e’ prorogato al 28 febbraio 2017.
11-ter. All’art. 111, comma 1, secondo periodo, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2016».
11-quater. L’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ differita al 1° gennaio 2017. Conseguentemente nel Fondo di cui al citato art. 1, comma 866, della legge n. 208 del 2015, confluiscono le risorse di cui all’art. 1, comma 83, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per le annualita’ 2017, 2018 e 2019. Per le risorse relative agli anni 2015 e 2016 si applicano le modalita’ e le procedure di cui al citato art. 1, comma 83, della legge n. 147 del 2013, e di cui all’art. 1, comma 223, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. ))

Art. 8
Proroga di termini in materia di competenza del Ministero (( dell’ambiente e ))della tutela del territorio e del mare

1. All’art. 11 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3-bis, le parole: «Fino al 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «Fino al 31 dicembre 2016» (( ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Fino al 31 dicembre 2016 e comunque non oltre il collaudo con esito positivo della piena operativita’ del nuovo sistema di tracciabilita’ individuato a mezzo di procedura ad evidenza pubblica, indetta dalla Consip Spa con bando pubblicato il 26 giugno 2015, le sanzioni di cui all’art. 260-bis, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono ridotte del 50 per cento.» ));
b) al comma 9-bis, le parole: «stabilito al 31 dicembre 2015» e le parole: «sino al 31 dicembre 2015» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: «stabilito al 31 dicembre 2016» e «sino al 31 dicembre 2016»;
(( b-bis) al comma 9-bis e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso, all’attuale concessionaria del SISTRI e’ corrisposta, a titolo di anticipazione delle somme da versare per l’indennizzo dei costi di produzione e salvo conguaglio, da effettuare a seguito della procedura prevista dal periodo precedente, la somma di 10 milioni di euro per l’anno 2015 e di 10 milioni di euro per l’anno 2016. Al pagamento delle somme a titolo di anticipazione provvede, entro il 31 marzo 2016, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nell’ambito dei propri stanziamenti di bilancio». ))
2. All’art. 273 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il comma 3 (( sono inseriti i seguenti )):
«3-bis. Il termine del 1º gennaio 2016, di cui al comma 3, e’ prorogato al 1º gennaio 2017 per i grandi impianti di combustione per i quali sono state regolarmente presentate istanze di deroga ai sensi dei commi 4 o 5. Sino alla definitiva pronuncia dell’Autorita’ Competente in merito all’istanza, e comunque non oltre il 1º gennaio 2017, le relative autorizzazioni continuano a costituire titolo all’esercizio a condizione che il gestore rispetti anche le condizioni aggiuntive indicate nelle istanze di deroga.
3-ter. Il termine del 1° gennaio 2016, di cui al comma 3 e’ prorogato al 1° gennaio 2017 per i grandi impianti di combustione per i quali sono state regolarmente presentate, alla data del 31 dicembre 2015, istanze di deroga ai sensi dei paragrafi 3.3 o 3.4 (( della parte I dell’allegato II alla parte quinta del presente decreto ovvero ai sensi della parte II dell’allegato II alla parte quinta del presente decreto )). Sino alla definitiva pronuncia dell’Autorita’ Competente in merito all’istanza, e comunque non oltre il 1° gennaio 2017, le relative autorizzazioni continuano a costituire titolo all’esercizio, a condizione che il gestore rispetti anche le condizioni aggiuntive indicate nelle istanze di deroga e rispetti dal 1° gennaio 2016, per gli inquinanti non oggetto di richiesta di deroga, i pertinenti valori limite di emissione massimi indicati (( nella parte II dell’allegato II alla parte quinta )) del presente decreto».
3. All’art. 6, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e successive modificazioni, le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «29 febbraio 2016».

 

Art. 9
Proroga di termini in materia di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

1. All’art. 1, comma 298, primo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni, le parole: «fino al 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 30 giugno 2016, limitatamente alle operazioni di pagamento e riscossione riferite all’annualita’ 2015 e alle precedenti,».

Art. 10
Proroga di termini in materia economica e finanziaria

1. All’art. 10, comma 2-ter, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2016». (( 1-bis. All’art. 21, comma 1, del decreto legislativo 17 dicembre 2014, n. 198, le parole: «entro un anno» sono sostituite dalle seguenti: «entro diciotto mesi». )) 2. All’art. 3-bis, comma 2, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, le parole: «31 dicembre 2015», sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». (( 2-bis. All’art. 14, comma 11, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, le parole: «per i soli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalle seguenti: «sino al 31 dicembre 2016» e le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». 2-ter. L’art. 19, comma 2, primo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in relazione alle attivita’ formative svolte dagli organismi di formazione professionale che percepiscono contributi pubblici, anche erogati ai sensi dell’art. 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, si interpreta nel senso che l’imposta sul valore aggiunto assolta sull’acquisto di beni e servizi e’ detraibile se i beni e servizi acquistati con tali contributi sono utilizzati per l’effettuazione di operazioni imponibili o che danno diritto alla detrazione. 2-quater. Resta ferma la detrazione dell’imposta sul valore aggiunto assolta sugli acquisti di beni e servizi dagli organismi di formazione professionale utilizzati nella realizzazione di attivita’ formative per l’acquisizione di una qualifica professionale, per le quali abbiano percepito contributi a fondo perduto, ai sensi dell’art. 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sempre che la detrazione sia stata operata anteriormente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e che l’imposta non sia stata considerata dall’ente erogatore del contributo quale spesa ammessa al finanziamento. 2-quinquies. In coerenza con quanto previsto dall’art. 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008, n. 196, gli enti che, anche ai sensi dell’art. 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, erogano contributi pubblici in relazione alle attivita’ formative svolte dagli organismi di formazione professionale tengono conto, nella determinazione dei contributi, dell’imposta sul valore aggiunto assolta sugli acquisti di beni e servizi che, ai sensi dello stesso art. 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 196 del 2008, si consideri realmente e definitivamente sostenuta dal beneficiario. 2-sexies. Ai maggiori oneri di cui ai commi 2-ter, 2-quater e 2-quinquies, pari a 6 milioni di euro per l’anno 2016, a 5 milioni di euro per l’anno 2017 e a 3 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione, per i medesimi anni, del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’art. 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. )) 3. All’art. 1, comma 141, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, come modificato dall’art. 10, comma 6, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, le parole: «negli anni 2013, 2014 e 2015» sono sostituite dalle seguenti: «negli anni 2013, 2014, 2015 e 2016». (( Per l’anno 2016 gli enti locali sono esclusi dal divieto di cui al citato art. 1, comma 141, della legge n. 228 del 2012. )) 4. All’art. 19, comma 14, del decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, le parole: «Fino al 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «Fino al 31 dicembre 2016». 5. All’art. 6, comma 3, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole: «Sino al 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «Sino al 31 dicembre 2016». 6. All’art. 3, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole: «e 2015» sono sostituite dalle seguenti: «, 2015 e 2016». (( 6-bis. Le richieste di cui all’art. 56-bis, comma 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, possono essere effettuate, secondo le modalita’ ivi indicate, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ed entro il termine perentorio del 31 dicembre 2016. )) 7. All’art. 3, comma 3, del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, dopo le parole: «di previsione 2013, 2014 e 2015,» sono (( inserite )) le seguenti: «e per l’anno 2016 con riferimento all’Ente strumentale alla Croce Rossa Italiana,». (( 7-bis. La rappresentanza, il patrocinio e l’assistenza in giudizio dell’Ente strumentale alla Croce Rossa italiana, di cui all’art. 2 del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, continuano a essere assicurati dall’Avvocatura dello Stato ai sensi dell’art. 43 del testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611. La disposizione del precedente periodo e’ richiamata nello statuto dell’Ente, adottato con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro della difesa, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze. 7-ter. In considerazione della soppressione dell’Ente strumentale alla Croce Rossa italiana, prevista per il 1° gennaio 2018, all’art. 8, comma 2, decimo periodo, del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, le parole: «2016» e «2017» sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: «2017» e «2018». 7-quater. All’art. 49-quater del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1: 1) le parole: «l’Associazione italiana della Croce Rossa (CRI)» sono sostituite dalle seguenti: «l’Ente strumentale alla Croce Rossa italiana»; 2) le parole: «30 settembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2016»; 3) le parole: «del direttore generale» sono sostituite dalle seguenti: «dell’amministratore»; 4) le parole: «per l’anno 2014» sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2016»; 5) dopo le parole: «pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili» sono inserite le seguenti: «, anche a carico di singoli comitati territoriali, ivi comprese le obbligazioni estinte nel periodo 1° gennaio 2013-31 dicembre 2015 a valere su anticipazioni bancarie,»; 6) le parole da: «31 dicembre 2012» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2015, nei limiti delle disponibilita’ in conto residui iscritte in bilancio per l’anno 2016 e non piu’ necessarie per le finalita’ originarie, relative all’autorizzazione di spesa di cui all’art. 1, comma 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e comunque limitatamente alla quota non ancora erogata»; b) al comma 2, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente: «a) dell’approvazione, da parte delle amministrazioni vigilanti, ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, del rendiconto per l’anno 2015 e della delibera di accertamento dei debiti di cui al comma 1 del presente articolo, con l’indicazione di misure idonee e congrue di copertura annuale del rimborso dell’anticipazione di liquidita’ maggiorata degli interessi, adottata dal comitato di cui all’art. 2, comma 3, lettera a), del citato decreto legislativo n. 178 del 2012, con asseverazione del collegio dei revisori dei conti»; c) il comma 2-bis e’ sostituito dal seguente: «2-bis. Le risorse derivanti dalle riduzioni del finanziamento previsto per l’Ente strumentale alla Croce Rossa italiana e per l’Associazione della Croce Rossa italiana, ai sensi dell’art. 8, comma 2, del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, a valere sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale, a decorrere dall’anno di applicazione delle medesime riduzioni, sono vincolate al rimborso dell’anticipazione di liquidita’ di cui al comma 1 del presente articolo, nella misura di 6 milioni di euro annui per l’intero periodo di rimborso della medesima anticipazione. Il predetto importo, ove non utilizzato per la finalita’ di cui al primo periodo, costituisce un’economia per il bilancio statale. Fino all’applicazione delle citate riduzioni e, comunque, in caso di insufficienza del predetto importo, il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a trattenere le risorse necessarie, fino a concorrenza della rata da rimborsare, a valere sulle somme a qualunque titolo dovute dallo Stato all’Ente strumentale alla Croce Rossa italiana o all’Associazione della Croce Rossa italiana. Tenuto conto di quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lettera c), del citato decreto legislativo n. 178 del 2012, i proventi derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare dell’Ente strumentale alla Croce Rossa italiana o dell’Associazione della Croce Rossa italiana sono prioritariamente destinati al rimborso dell’anticipazione di liquidita’ di cui al comma 1 del presente articolo». )) 8. All’art. 8, comma 30, (( quarto periodo )), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole: «31 dicembre 2014» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». (( 8-bis. Anche per l’anno 2016 e’ prorogato l’utilizzo delle somme iscritte in conto residui nell’anno 2015 nel bilancio dello Stato, relative all’applicazione delle disposizioni normative in tema di split payment introdotte dall’art. 1, comma 629, lettera b), della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 8-ter. All’art. 6, comma 16, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole: «2014, 2015 e 2016» sono sostituite dalle seguenti: «2014, 2015, 2016 e 2017». 8-quater. All’art. 2, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole: «limitatamente al periodo 2011-2016» sono sostituite dalle seguenti: «limitatamente al periodo 2011-2017». 8-quinquies. L’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 9, lettera b), della legge 15 dicembre 2014, n. 186, e’ prorogata al 31 dicembre 2016 al fine di consentire l’integrale passaggio di tutto il personale nella sezione «Dogane» del ruolo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli con conseguente soppressione delle distinte sezioni all’interno del ruolo unico del personale non dirigenziale, nei limiti delle risorse disponibili di cui all’art. 1, comma 346, lettera e), della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 8-sexies. Al fine di consentire il pagamento dei compensi per lavoro straordinario ai corpi di polizia, nelle more del perfezionamento del decreto del Ministro dell’interno, di cui all’art. 43, tredicesimo comma, della legge 1° aprile 1981, n. 121, sono prorogati all’anno 2016 i limiti massimi stabiliti dal decreto adottato ai sensi del medesimo art. 43, tredicesimo comma, per l’anno 2015. ))

Art. 11
Proroga di termini relativi a interventi emergenziali

1. All’art. 11, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». 2. All’art. 8, comma 7, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e successive modificazioni, le parole: «31 dicembre 2015», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2016». (( 2-bis. Il termine di scadenza dello stato di emergenza conseguente agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, di cui all’art. 1, comma 3, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, e’ prorogato al 31 dicembre 2018. 2-ter. Al comma 14-bis dell’art. 10 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, al primo periodo, le parole: «negli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalle seguenti: «negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018» e, al secondo periodo, le parole: «per ciascuno degli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalle seguenti: «per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018». )) 3. All’art. 5, comma 1, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». (( 3-bis. Il termine del 31 dicembre 2015 relativo alle disposizioni di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3554 del 5 dicembre 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2006, stabilito dall’art. 5, comma 5, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, come modificato dall’art. 9, comma 4-quinquies, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, e’ prorogato al 31 dicembre 2016. 3-ter. Per lo svolgimento di attivita’ di supporto tecnico e amministrativo alla regione Campania in attuazione degli interventi di bonifica di cui all’art. 2, comma 1, lettera a), del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, l’Agenzia regionale campana per la difesa del suolo continua ad avvalersi del personale con rapporto di lavoro a tempo determinato attualmente in servizio, ai sensi dell’art. 1, comma 426, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nelle more dell’attuazione delle procedure di reclutamento previste dall’art. 9, comma 36, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 3-quater. Il termine di cui all’art. 3, comma 2-bis, primo periodo, del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, come sostituito dal comma 7-bis dell’art. 1 del decreto-legge 12 maggio 2014, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 giugno 2014, n. 93, e’ prorogato al 31 dicembre 2016. Ai relativi oneri si provvede, nel limite massimo di 500.000 euro, a valere sulle risorse disponibili delle contabilita’ speciali di cui all’art. 2, comma 6, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, ricorrendo eventualmente alla ridefinizione degli interventi programmati. 3-quinquies. Per consentire la prosecuzione degli interventi di bonifica dei siti inquinati nella terra dei fuochi, il termine del 31 dicembre 2015, previsto dall’art. 5, comma 5, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, per garantire la continuita’ dell’efficacia delle disposizioni di cui all’art. 11 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3891 del 4 agosto 2010, e’ prorogato al 31 luglio 2016. ))

(( Art. 11 bis
Proroga di termini in materia ambientale

1. Il termine di cui all’art. 33, comma 10, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, e’ prorogato di sessanta giorni. 2. Entro trenta giorni dall’approvazione del programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana di cui all’art. 33 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, o di stralci di detto programma relativi a interventi urgenti o propedeutici, le risorse residue dei fondi stanziati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per il sito di interesse nazionale «Bagnoli-Coroglio» ed erogati al comune di Napoli, non ancora impegnate alla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono destinate al finanziamento dei medesimi interventi, secondo gli indirizzi della cabina di regia di cui al comma 13 del medesimo art. 33 del decreto-legge n. 133 del 2014. 3. All’art. 33 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 12, le parole da: «Il Soggetto Attuatore costituisce allo scopo una societa’ per azioni» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «La trascrizione del decreto di trasferimento al Soggetto Attuatore produce gli effetti di cui all’art. 2644, secondo comma, del codice civile. Alla procedura fallimentare della societa’ Bagnoli Futura Spa e’ riconosciuto un importo corrispondente al valore di mercato delle aree e degli immobili trasferiti, rilevato dall’Agenzia del demanio alla data del trasferimento della proprieta’. Tale importo e’ versato alla curatela fallimentare mediante strumenti finanziari, di durata non superiore a quindici anni decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, emessi su mercati regolamentati dal Soggetto Attuatore, anche al fine di soddisfare ulteriori fabbisogni per interventi necessari all’attuazione del programma di cui al comma 8. L’emissione degli strumenti finanziari di cui al presente comma non comporta l’esclusione dai limiti relativi al trattamento economico stabiliti dall’art. 23-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Dalla trascrizione del decreto di trasferimento e alla consegna dei suddetti titoli, tutti i diritti relativi alle aree e agli immobili trasferiti, ivi compresi quelli inerenti alla procedura fallimentare della societa’ Bagnoli Futura Spa, sono estinti e le relative trascrizioni cancellate. La trascrizione del predetto decreto, da effettuare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, e gli altri atti previsti dal presente comma e conseguenti sono esenti da imposte di registro, di bollo e da ogni altro onere e imposta. Il Soggetto Attuatore ha diritto all’incasso delle somme rivenienti dagli atti di disposizione delle aree e degli immobili ad esso trasferiti, secondo le modalita’ indicate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro novanta giorni dalla comunicazione della determinazione del valore suddetto da parte dell’Agenzia del demanio. Restano fermi gli eventuali obblighi a carico dei creditori fallimentari o dei loro aventi causa a titolo di responsabilita’ per i costi della bonifica»; b) il comma 13.1 e’ abrogato; c) al comma 13-quater, le parole: «ovvero della societa’ da quest’ultimo costituita» sono soppresse. ))

Art. 12
Credito d’imposta per promuovere la tracciabilita’ delle vendite dei giornali e la modernizzazione della rete di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica

1. Per favorire l’attuazione del piano di modernizzazione della rete di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica, previsto dall’art. 4, comma 1, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, ed al fine di rendere effettivamente fruibile alle imprese il credito d’imposta ivi previsto, il termine a decorrere dal quale e’ obbligatorio assicurare la tracciabilita’ delle vendite e delle rese, e’ prorogato al 31 dicembre 2016. Il credito d’imposta previsto al medesimo comma 1 per sostenere l’adeguamento tecnologico degli operatori della rete, distributori ed edicolanti, e’ conseguentemente riconosciuto per l’anno 2016, a valere sulle risorse stanziate per tale finalita’ dal medesimo comma 1, come integrate dall’art. 1, comma 335, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 2. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, e’ ridotto di 13,3 milioni di euro per il 2016.

(( Art. 12 bis
Proroga del termine dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro

1. Il termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, previsto dal comma 1 dell’art. 2 della legge 30 maggio 2014, n. 82, e’ prorogato sino alla fine della XVII legislatura. ))


(( Art. 12 ter
Proroga di termini in materia di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri

1. All’art. 4, comma 2, della legge 30 marzo 2004, n. 92, la parola: «dieci» e’ sostituita dalla seguente: «venti». 2. Le domande di cui al comma 1 dell’art. 4 della legge 30 marzo 2004, n. 92, corredate della relativa documentazione, sono inviate alla Commissione di cui all’art. 5 della medesima legge n. 92 del 2004. 3. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.))

(( Art. 12 quater
Proroga della durata in carica del Consiglio nazionale e dei Consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti

1. I componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, di cui all’art. 17 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, e dei Consigli regionali di cui all’art. 3 della medesima legge n. 69 del 1963 rimangono in carica sino al 31 dicembre 2016. ))

Art. 13
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

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Legge n. 20/2016 – Rappresentanza donne e uomini nei consigli regionali

Redazione

LEGGE 15 febbraio 2016, n. 20

Modifica all’articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, recante disposizioni volte a garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali.

(GU n.46 del 25-2-2016)  

Vigente al: 26-2-2016 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

Art. 1
Modifica all’articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, in materia di accesso alle candidature per le elezioni dei consigli regionali

1. Al comma 1 dell’articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, la lettera c-bis) e’ sostituita dalla seguente:
«c-bis) promozione delle pari opportunita’ tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive, disponendo che:
1) qualora la legge elettorale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati siano presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60 per cento del totale e sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima;
2) qualora siano previste liste senza espressione di preferenze, la legge elettorale disponga l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60 per cento del totale;
3) qualora siano previsti collegi uninominali, la legge elettorale disponga l’equilibrio tra candidature presentate col medesimo simbolo in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60 per cento del totale».

Art. 2
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 15 febbraio 2016

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Orlando

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Legge n. 11/2016 – Appalti

Redazione

LEGGE 28 gennaio 2016, n. 11

 Deleghe al Governo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche’ per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Entrata in vigore del provvedimento: 13/02/2016


La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga
la seguente legge:

Art. 1

1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il 18 aprile 2016, un decreto legislativo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, rispettivamente sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, di seguito denominato «decreto di recepimento delle direttive», nonche’, entro il 31 luglio 2016, un decreto legislativo per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di seguito denominato «decreto di riordino», ferma restando la facolta’ per il Governo di adottare entro il 18 aprile 2016 un unico decreto legislativo per le materie di cui al presente alinea, nel rispetto dei principi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e dei seguenti principi e criteri direttivi specifici, tenendo conto delle migliori pratiche adottate in altri Paesi dell’Unione europea:

a) divieto di introduzione o di mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive, come definiti dall’articolo 14, commi 24-ter e 24-quater, della legge 28 novembre 2005, n. 246;

b) con il decreto di riordino, adozione di un unico testo normativo con contenuti di disciplina adeguata anche per gli appalti di lavori, servizi e forniture denominato «codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione», recante le disposizioni legislative in materia di procedure di affidamento di gestione e di esecuzione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione disciplinate dalle tre direttive, che sostituisce il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, garantendo in ogni caso l’effettivo coordinamento e l’ordinata transizione tra la previgente e la nuova disciplina, anche in riferimento, tra l’altro, al coordinamento con le disposizioni in materia di protezione e tutela ambientale e paesaggistica, di valutazione degli impatti ambientali, di tutela e valorizzazione dei beni culturali e di trasparenza e anticorruzione, al fine di evitare incertezze interpretative ed applicative, nel rispetto dei principi del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;

c) previsione di specifiche tecniche nei criteri di aggiudicazione di un appalto, nelle condizioni di esecuzione del medesimo nonche’ nei criteri per la scelta delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione tali da assicurare l’accessibilita’ delle persone con disabilita’, conformemente agli standard europei;

d) ricognizione e riordino del quadro normativo vigente nelle materie degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, al fine di conseguire una drastica riduzione e razionalizzazione del complesso delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti e un piu’ elevato livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti, tenendo in debita considerazione gli aspetti peculiari dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e dei diversi settori merceologici e di attivita’ e salvaguardando una specifica normativa per il settore dei servizi sostitutivi di mensa, nel rispetto di quanto disposto dalla lettera r);

e) semplificazione e riordino del quadro normativo vigente allo scopo di predisporre procedure non derogabili riguardanti gli appalti pubblici e i contratti di concessione e di conseguire una significativa riduzione e certezza dei tempi relativi alle procedure di gara e alla realizzazione delle opere pubbliche;

f) recepimento degli strumenti di flessibilita’ previsti dalle tre direttive;

g) previsione di una disciplina applicabile ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria e di una disciplina per l’esecuzione di lavori, servizi e forniture in economia ispirate a criteri di massima semplificazione e rapidita’ dei procedimenti, salvaguardando i principi di trasparenza e imparzialita’ della gara;

h) puntuale indicazione, in materia di affidamento dei contratti nei settori speciali, delle disposizioni ad essi applicabili, anche al fine di favorire la trasparenza nel settore e la piena apertura e contendibilita’ dei relativi mercati;

i) semplificazione, armonizzazione e progressiva digitalizzazione delle procedure in materia di affidamento degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, attraverso la promozione di reti e sistemi informatici, anche al fine di facilitare l’accesso delle micro, piccole e medie imprese mediante una maggiore diffusione di informazioni e un’adeguata tempistica, e di soluzioni innovative nelle materie disciplinate, con particolare riguardo allo sviluppo delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici di preminente interesse nazionale, nonche’ all’innovazione tecnologica e digitale e all’interconnessione della pubblica amministrazione;

l) previsione di disposizioni concernenti le procedure di acquisizione di servizi, forniture e lavori da applicare in occasione di emergenze di protezione civile, che coniughino la necessaria tempestivita’ d’azione con adeguati meccanismi di controllo e pubblicita’ successiva, con conseguente espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie, ad eccezione di singole fattispecie connesse a particolari esigenze collegate alle situazioni emergenziali;

m) previsione di una specifica disciplina per i contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza, sottoponendo tali affidamenti al controllo della Corte dei conti, con la previsione dell’affidamento del controllo preventivo a un ufficio della Corte organizzato in modo da assicurare la tutela delle esigenze di riservatezza, prevedendo che essa si pronunci sulla legittimita’ e sulla regolarita’ dei medesimi, nonche’ sulla regolarita’, sulla correttezza e sull’efficacia della gestione, individuando le circostanze che giustificano il ricorso a tali contratti e, ove possibile, le relative modalita’ di realizzazione, assicurando nelle procedure di affidamento la partecipazione di un numero minimo di operatori economici, nonche’ prevedendo l’adeguata motivazione nel caso in cui non sia possibile esperire la procedura con un numero minimo di partecipanti ovvero i casi in cui la negoziazione con piu’ di un operatore economico sia incompatibile con le esigenze di segretezza e sicurezza;

n) individuazione dei contratti esclusi dall’ambito di applicazione del decreto di recepimento delle direttive e del decreto di riordino in coerenza con quanto previsto dalle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE;

o) riordino e semplificazione della normativa specifica in materia di contratti relativi a beni culturali, ivi inclusi quelli di sponsorizzazione, anche tenendo conto della particolare natura di quei beni e delle peculiarita’ delle tipologie degli interventi, prevedendo altresi’ modalita’ innovative per le procedure di appalto relative a lavori, servizi e forniture e di concessione di servizi, comunque nel rispetto delle disposizioni di tutela previste dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e garantendo la trasparenza e la pubblicita’ degli atti;

p) previsione di misure volte a garantire il rispetto dei criteri di sostenibilita’ energetica e ambientale nell’affidamento degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, facendo ricorso anche al criterio di aggiudicazione basato sui costi del ciclo di vita e stabilendo un maggiore punteggio per i beni, i lavori e i servizi che presentano un minore impatto sulla salute e sull’ambiente;

q) armonizzazione delle norme in materia di trasparenza, pubblicita’, durata e tracciabilita’ delle procedure di gara e delle fasi ad essa prodromiche e successive, anche al fine di concorrere alla lotta alla corruzione, di evitare i conflitti d’interesse e di favorire la trasparenza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione:
1) individuando espressamente i casi nei quali, in via eccezionale, e’ possibile ricorrere alla procedura negoziata senza precedente pubblicazione di un bando di gara;
2) disciplinando le suddette procedure di gara e le relative fasi e durata, sia mediante l’unificazione delle banche dati esistenti nel settore presso l’Autorita’ nazionale anticorruzione (ANAC), con esclusione della banca dati centralizzata di cui alla lettera z), sia con la definizione di idonee misure quali la previsione di poteri di vigilanza e controllo sull’applicazione delle norme in materia di appalti pubblici e di contratti di concessione, con particolare riguardo alla fase di esecuzione della prestazione, finalizzati ad evitare la corruzione e i conflitti d’interesse ed a favorire la trasparenza, e la promozione della digitalizzazione delle procedure stesse, in funzione della loro tracciabilita’;
3) assicurando comunque la trasparenza degli atti ed il rispetto della regolarita’ contributiva, fiscale e patrimoniale dell’impresa appaltatrice;
4) imponendo il ricorso a conti dedicati per le imprese aggiudicatarie di appalti pubblici attraverso i quali regolare tutti i flussi finanziari dei pagamenti verso tutti i prestatori d’opera e di lavoro e verso tutte le imprese che entrano a vario titolo in rapporto con l’impresa aggiudicataria in relazione agli appalti assegnati;
5) prevedendo un sistema amministrativo, regolato sotto la direzione dell’ANAC, di penalita’ e premialita’ per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di appalti pubblici, comprese le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e servizi, prevedendo altresi’ uno specifico regime sanzionatorio nei casi di omessa o tardiva denuncia e individuando le norme del codice la cui violazione determina la comminazione di sanzioni amministrative da parte dell’ANAC;
6) attribuendo piena accessibilita’, visibilita’ e trasparenza, anche in via telematica, in relazione agli atti progettuali, al fine di consentire un’adeguata ponderazione dell’offerta da parte dei concorrenti;

r) definizione dei requisiti di capacita’ economico-finanziaria, tecnica, ivi compresa quella organizzativa, e professionale, attinenti e proporzionati all’oggetto dell’appalto, che gli operatori economici devono possedere per partecipare alle procedure di gara, tenendo presente l’interesse pubblico ad avere il piu’ ampio numero di potenziali partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione, nonche’ a favorire l’accesso da parte delle micro, piccole e medie imprese;

s) revisione della disciplina in materia di pubblicita’ degli avvisi e dei bandi di gara, in modo da fare ricorso a strumenti di pubblicita’ di tipo informatico; definizione di indirizzi generali da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con l’ANAC, al fine di garantire adeguati livelli di trasparenza e di conoscibilita’ prevedendo, in ogni caso, la pubblicazione su un’unica piattaforma digitale presso l’ANAC di tutti i bandi di gara;

t) attribuzione all’ANAC di piu’ ampie funzioni di promozione dell’efficienza, di sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti e di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonche’ di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante e fatta salva l’impugnabilita’ di tutte le decisioni e gli atti assunti dall’ANAC innanzi ai competenti organi di giustizia amministrativa;

u) individuazione dei casi in cui, con riferimento agli atti di indirizzo di cui alla lettera t), l’ANAC, immediatamente dopo la loro adozione, trasmette alle Camere apposite relazioni;

v) previsione delle modalita’ e dei soggetti preposti alla rilevazione e alla determinazione annuale dei costi standardizzati per tipo di lavoro, di servizio e di fornitura;

z) riduzione degli oneri documentali ed economici a carico dei soggetti partecipanti, con attribuzione a questi ultimi della piena possibilita’ di integrazione documentale non onerosa di qualsiasi elemento di natura formale della domanda, purche’ non attenga agli elementi oggetto di valutazioni sul merito dell’offerta, e semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti, con particolare riguardo all’accertamento dei requisiti generali di qualificazione, costantemente aggiornati, attraverso l’accesso a un’unica banca dati centralizzata gestita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la revisione e semplificazione dell’attuale sistema AVCpass, garantendo a tal fine l’interoperabilita’ tra i Ministeri e gli organismi pubblici coinvolti e prevedendo l’applicazione di specifiche sanzioni in caso di rifiuto all’interoperabilita’;

aa) previsione che, al fine di ridurre gli oneri documentali, i partecipanti alle gare possano utilizzare il documento di gara unico europeo (DGUE) o analogo documento predisposto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per autocertificare il possesso dei requisiti;

bb) razionalizzazione delle procedure di spesa attraverso l’applicazione di criteri di qualita’, efficienza, professionalizzazione delle stazioni appaltanti, prevedendo la riorganizzazione delle funzioni delle stazioni appaltanti, con particolare riferimento alle fasi di programmazione e controllo, nonche’ prevedendo l’introduzione di un apposito sistema, gestito dall’ANAC, di qualificazione delle medesime stazioni appaltanti, teso a valutarne l’effettiva capacita’ tecnica e organizzativa, sulla base di parametri obiettivi;

cc) revisione ed efficientamento delle procedure di appalto degli accordi quadro, delle convenzioni e in genere delle procedure utilizzabili dalla societa’ CONSIP Spa, dai soggetti aggregatori e dalle centrali di committenza, finalizzati a migliorare la qualita’ degli approvvigionamenti e a ridurre i costi e i tempi di espletamento delle gare promuovendo anche un sistema di reti di committenza volto a determinare un piu’ ampio ricorso alle gare e agli affidamenti di tipo telematico, al fine di garantire l’effettiva partecipazione delle micro, piccole e medie imprese;

dd) contenimento dei tempi e piena verificabilita’ dei flussi finanziari anche attraverso la previsione dell’obbligo per le stazioni appaltanti di pubblicare nel proprio sito internet il resoconto finanziario al termine dell’esecuzione del contratto, nonche’ attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti, effettuate sulla base del sistema di qualificazione di cui alla lettera bb), con possibilita’, a seconda del grado di qualificazione conseguito, di gestire contratti di maggiore complessita’, salvaguardando l’esigenza di garantire la suddivisione in lotti nel rispetto della normativa dell’Unione europea, e fatto salvo l’obbligo, per i comuni non capoluogo di provincia, di ricorrere a forme di aggregazione o centralizzazione delle committenze, a livello di unione dei comuni, ove esistenti, o ricorrendo ad altro soggetto aggregatore secondo la normativa vigente, garantendo la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche come prevista dalla Costituzione e dalle disposizioni vigenti;

ee) introduzione di misure volte a contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d’opera, distinguendo in modo dettagliato tra variazioni sostanziali e non sostanziali, in particolare nella fase esecutiva e con specifico riferimento agli insediamenti produttivi strategici e alle infrastrutture strategiche private di preminente interesse nazionale di cui al comma 1 dell’articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni; previsione che ogni variazione in corso d’opera debba essere adeguatamente motivata e giustificata unicamente da condizioni impreviste e imprevedibili e, comunque, sia debitamente autorizzata dal responsabile unico del procedimento, con particolare riguardo all’effetto sostitutivo dell’approvazione della variazione rispetto a tutte le autorizzazioni e gli atti di assenso comunque denominati e assicurando sempre la possibilita’, per l’amministrazione committente, di procedere alla risoluzione del contratto quando le variazioni superino determinate soglie rispetto all’importo originario, garantendo al contempo la qualita’ progettuale e la responsabilita’ del progettista in caso di errori di progettazione e prevedendo, altresi’, l’applicazione di uno specifico regime sanzionatorio in capo alle stazioni appaltanti per la mancata o tardiva comunicazione all’ANAC delle variazioni in corso d’opera per gli appalti di importo pari o superiore alla soglia comunitaria;

ff) utilizzo, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parita’ di trattamento, per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, del criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita e includendo il «miglior rapporto qualita’/prezzo» valutato con criteri oggettivi sulla base degli aspetti qualitativi, ambientali o sociali connessi all’oggetto dell’appalto pubblico o del contratto di concessione; regolazione espressa dei criteri, delle caratteristiche tecniche e prestazionali e delle soglie di importo entro le quali le stazioni appaltanti ricorrono al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo piu’ basso o del massimo ribasso d’asta, nonche’ indicazione delle modalita’ di individuazione e valutazione delle offerte anomale, che rendano non predeterminabili i parametri di riferimento per il calcolo dell’offerta anomala, con particolare riguardo ad appalti di valore inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria;

gg) aggiudicazione dei contratti pubblici relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonche’ a quelli di servizi ad alta intensita’ di manodopera, definiti come quelli nei quali il costo della manodopera e’ pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto, esclusivamente sulla base del criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, come definita dalla lettera ff), escludendo in ogni caso l’applicazione del solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo piu’ basso o del massimo ribasso d’asta;

hh) creazione, presso l’ANAC, di un albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e contratti di concessione, prevedendo, tenuto conto, a seguito di apposite verifiche, delle precedenti attivita’ professionali dei componenti e dell’eventuale sussistenza di ipotesi di conflitti d’interesse:
1) ai fini dell’iscrizione all’albo specifici requisiti di moralita’, di competenza e di professionalita’ nello specifico settore cui si riferisce il contratto, nonche’ le cause di incompatibilita’ e di cancellazione dal medesimo albo;
2) l’assegnazione dei componenti alle commissioni giudicatrici mediante pubblico sorteggio da una lista di candidati indicati alle stazioni appaltanti in numero almeno doppio rispetto ai componenti da nominare e comunque nel rispetto del principio di rotazione;
3) che l’ANAC adotti con propria determinazione la disciplina generale per la tenuta dell’albo, comprensiva dei criteri per il suo aggiornamento;

ii) garanzia di adeguati livelli di pubblicita’ e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e i contratti di concessione sotto la soglia di rilevanza comunitaria, assicurando, anche nelle forme semplificate di aggiudicazione, la valutazione comparativa tra piu’ offerte, prevedendo che debbano essere invitati a presentare offerta almeno cinque operatori economici, ove esistenti, nonche’ un’adeguata rotazione, ferma restando la facolta’ per le imprese pubbliche dei settori speciali di cui alla direttiva 2014/25/UE di applicare la disciplina stabilita nei rispettivi regolamenti, adottati in conformita’ ai principi dettati dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea a tutela della concorrenza;

ll) rafforzamento delle funzioni di organizzazione, di gestione e di controllo della stazione appaltante sull’esecuzione delle prestazioni, attraverso verifiche effettive e non meramente documentali, con particolare riguardo ai poteri di verifica e intervento del responsabile del procedimento, del direttore dei lavori nei contratti di lavori e del direttore dell’esecuzione del contratto nei contratti di servizi e forniture, nonche’ per le verifiche e i controlli relativi all’effettiva ottemperanza a tutte le misure mitigative e compensative e alle prescrizioni in materia ambientale, paesaggistica, storico-architettonica, archeologica e di tutela della salute umana, impartite dagli enti e dagli organismi competenti, prevedendo un adeguato sistema sanzionatorio nei casi di controlli lacunosi ovvero di omessa vigilanza. E’ vietata, negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale, l’attribuzione dei compiti di responsabile o direttore dei lavori allo stesso contraente generale o soggetto collegato, ed e’ previsto che i soggetti che realizzano insediamenti produttivi strategici privati o infrastrutture strategiche private di preminente interesse nazionale, fermo restando quanto previsto dalla lettera sss), debbano adottare forme di contabilita’ esecutiva e di collaudo analoghe a quelle previste per gli appalti pubblici di lavori;

mm) creazione, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un albo nazionale obbligatorio dei soggetti che possono ricoprire rispettivamente i ruoli di responsabile dei lavori, di direttore dei lavori e di collaudatore negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale, prevedendo specifici requisiti di moralita’, di competenza e di professionalita’ e la loro nomina nelle procedure di appalto mediante pubblico sorteggio da una lista di candidati indicati alle stazioni appaltanti in numero almeno triplo per ciascun ruolo da ricoprire e prevedendo altresi’ che le spese di tenuta dell’albo siano poste a carico dei soggetti interessati;

nn) revisione della disciplina di affidamento degli incarichi di collaudo a dipendenti appartenenti ai ruoli della pubblica amministrazione e in trattamento di quiescenza, prevedendo il divieto di affidamento dell’incarico di collaudo per appalti di lavori pubblici di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria, ubicati nella regione sede dell’amministrazione di appartenenza, e disponendo un limite all’importo dei corrispettivi;

oo) valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e nei contratti di concessione di lavori, promuovendo la qualita’ architettonica e tecnico-funzionale, anche attraverso lo strumento dei concorsi di progettazione e il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione elettronica e informativa per l’edilizia e le infrastrutture, limitando radicalmente il ricorso all’appalto integrato, tenendo conto in particolare del contenuto innovativo o tecnologico delle opere oggetto dell’appalto o della concessione in rapporto al valore complessivo dei lavori e prevedendo di norma la messa a gara del progetto esecutivo; esclusione dell’affidamento dei lavori sulla base della sola progettazione di livello preliminare, nonche’, con riferimento all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica, del ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo piu’ basso o del massimo ribasso d’asta;

pp) con riferimento alle gare pubbliche per l’acquisto di beni, in linea con quanto sancito dall’articolo 42, paragrafo 2, della direttiva 2014/24/UE, previsione di specifiche tecniche relative alle gare da espletare, soprattutto in relazione a beni e strumenti informatici e componenti tecnologici, che garantiscano parita’ di accesso agli operatori e non costituiscano ostacolo alla piena attuazione del principio di concorrenza;

qq) riassetto, revisione e semplificazione dei sistemi di garanzia per l’aggiudicazione e l’esecuzione degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture, al fine di renderli proporzionati e adeguati alla natura delle prestazioni oggetto del contratto e al grado di rischio ad esso connesso, nonche’ al fine di salvaguardare l’interesse pubblico alla conclusione dei lavori nei costi, nei tempi e nei modi programmati anche in caso di fatti imprevisti ed imprevedibili e non imputabili alla stazione appaltante, e assicurando comunque l’entrata in vigore della nuova disciplina contestualmente a strumenti attuativi preventivamente concordati con gli istituti bancari e assicurativi che devono assumersi i rischi d’impresa;

rr) revisione e semplificazione della disciplina vigente per il sistema della validazione dei progetti, stabilendo la soglia di importo al di sotto della quale la validazione e’ competenza del responsabile unico del procedimento nonche’ il divieto, al fine di evitare conflitti di interesse, dello svolgimento contemporaneo dell’attivita’ di validazione con quella di progettazione; al fine di incentivare l’efficienza e l’efficacia nel perseguimento della realizzazione e dell’esecuzione a regola d’arte, nei tempi previsti dal progetto e senza alcun ricorso a varianti in corso d’opera, e’ destinata una somma non superiore al 2 per cento dell’importo posto a base di gara per le attivita’ tecniche svolte dai dipendenti pubblici relativamente alla programmazione della spesa per investimenti, alla predisposizione e controllo delle procedure di bando e di esecuzione dei contratti pubblici, di direzione dei lavori e ai collaudi, con particolare riferimento al profilo dei tempi e dei costi, escludendo l’applicazione degli incentivi alla progettazione;

ss) razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato, con particolare riguardo alla finanza di progetto e alla locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilita’, incentivandone l’utilizzo anche attraverso il ricorso a strumenti di carattere finanziario innovativi e specifici ed il supporto tecnico alle stazioni appaltanti, garantendo la trasparenza e la pubblicita’ degli atti;

tt) al fine di agevolare e ridurre i tempi delle procedure di partenariato pubblico privato, previsione espressa, previa indicazione dell’amministrazione competente, delle modalita’ e delle tempistiche per addivenire alla predisposizione di specifici studi di fattibilita’ che consentano di porre a gara progetti con accertata copertura finanziaria derivante dalla verifica dei livelli di bancabilita’, garantendo altresi’ l’acquisizione di tutte le necessarie autorizzazioni, pareri e atti di assenso comunque denominati entro la fase di aggiudicazione;

uu) revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneita’, trasparenza e verifica formale e sostanziale delle capacita’ realizzative, delle competenze tecniche e professionali, ivi comprese le risorse umane, organiche all’impresa, nonche’ delle attivita’ effettivamente eseguite, introducendo, inoltre, misure di premialita’, regolate da un’apposita disciplina generale fissata dall’ANAC con propria determinazione e connesse a criteri reputazionali basati su parametri oggettivi e misurabili e su accertamenti definitivi concernenti il rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei contratti e la gestione dei contenziosi, nonche’ assicurando gli opportuni raccordi con la normativa vigente in materia di rating di legalita’;

vv) disciplina del procedimento per la decadenza e la sospensione delle attestazioni secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
1) attribuzione della relativa competenza all’ANAC;
2) previsione che il curatore del fallimento possa partecipare alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, che possa essere affidatario di subappalti e che possa stipulare i relativi contratti quando l’impresa fallita e’ in possesso delle necessarie attestazioni ed e’ stato autorizzato l’esercizio provvisorio;
3) previsione che il curatore del fallimento, quando e’ stato autorizzato l’esercizio provvisorio, possa eseguire i contratti gia’ stipulati dall’impresa fallita;
4) previsione che l’impresa ammessa al concordato con continuita’ aziendale possa partecipare alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, o essere affidataria di subappalti e stipulare i relativi contratti, senza necessita’ di avvalersi dei requisiti di altro soggetto o dell’attestazione SOA di altro soggetto;
5) previsione che l’impresa ammessa al concordato con continuita’ aziendale o con cessione di beni o che ha presentato domanda di concordato a norma dell’articolo 161, sesto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, possa eseguire i contratti gia’ stipulati dall’impresa stessa;
6) disciplina dei casi in cui l’ANAC puo’, nelle fattispecie di cui ai numeri 2), 3), 4) e 5), sentito il giudice delegato alla procedura di fallimento o concordato preventivo e acquisito il parere del curatore o del commissario giudiziale, subordinare la partecipazione, l’affidamento di subappalti e la stipulazione dei relativi contratti alla necessita’ che il curatore o l’impresa in concordato si avvalgano di un altro operatore in possesso dei requisiti di carattere generale, di capacita’ finanziaria, tecnica, economica, nonche’ di certificazione, richiesti per l’affidamento dell’appalto, che si impegni nei confronti dell’impresa concorrente e della stazione appaltante a mettere a disposizione, per la durata del contratto, le risorse necessarie all’esecuzione dell’appalto e a subentrare all’impresa ausiliata nel caso in cui questa nel corso della gara, ovvero dopo la stipulazione del contratto, non sia per qualsiasi ragione piu’ in grado di dare regolare esecuzione all’appalto o alla concessione;

zz) revisione della disciplina vigente in materia di avvalimento, nel rispetto dei principi dell’Unione europea e di quelli desumibili dalla giurisprudenza amministrativa in materia, imponendo che il contratto di avvalimento indichi nel dettaglio le risorse e i mezzi prestati, con particolare riguardo ai casi in cui l’oggetto di avvalimento sia costituito da certificazioni di qualita’ o certificati attestanti il possesso di adeguata organizzazione imprenditoriale ai fini della partecipazione alla gara, e rafforzando gli strumenti di verifica circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse oggetto di avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria nonche’ circa l’effettivo impiego delle risorse medesime nell’esecuzione dell’appalto, al fine di escludere la possibilita’ di ricorso all’avvalimento a cascata e prevedendo che non possa essere oggetto di avvalimento il possesso della qualificazione e dell’esperienza tecnica e professionale necessarie per eseguire le prestazioni da affidare;

aaa) razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto, disciplinando il ricorso alle procedure arbitrali al fine di escludere il ricorso a procedure diverse da quelle amministrate, garantire la trasparenza, la celerita’ e l’economicita’ e assicurare il possesso dei requisiti di integrita’, imparzialita’ e responsabilita’ degli arbitri e degli eventuali ausiliari; al fine di garantire l’efficacia e la speditezza delle procedure di aggiudicazione ed esecuzione dei contratti relativi ad appalti pubblici di lavori, previsione, nel rispetto della pienezza della tutela giurisdizionale, che, gia’ nella fase cautelare, il giudice debba tener conto del disposto dell’articolo 121, comma 1, del codice del processo amministrativo, di cui all’allegato 1 annesso al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, e, anche nelle ipotesi di cui all’articolo 122 e nell’applicazione dei criteri ivi previsti, debba valutare se il rispetto di esigenze imperative connesse a un interesse generale possa influire sulla misura cautelare richiesta;

bbb) revisione e razionalizzazione del rito abbreviato per i giudizi di cui alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 119 del codice del processo amministrativo, di cui all’allegato 1 annesso al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, anche mediante l’introduzione di un rito speciale in camera di consiglio che consente l’immediata risoluzione del contenzioso relativo all’impugnazione dei provvedimenti di esclusione dalla gara o di ammissione alla gara per carenza dei requisiti di partecipazione; previsione della preclusione della contestazione di vizi attinenti alla fase di esclusione dalla gara o ammissione alla gara nel successivo svolgimento della procedura di gara e in sede di impugnazione dei successivi provvedimenti di valutazione delle offerte e di aggiudicazione, provvisoria e definitiva;

ccc) miglioramento delle condizioni di accesso al mercato degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, anche con riferimento ai servizi di architettura e ingegneria e agli altri servizi professionali dell’area tecnica, per i piccoli e medi operatori economici, per i giovani professionisti, per le micro, piccole e medie imprese e per le imprese di nuova costituzione, anche attraverso il divieto di aggregazione artificiosa degli appalti e l’obbligo di motivazione della mancata suddivisione in lotti, prevedendo in particolare che la dimensione degli appalti ed il conseguente valore delle gare e dei lotti in cui queste risultino eventualmente suddivise siano adeguati al fine di garantire l’effettiva possibilita’ di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese nonche’ introducendo misure premiali per gli appaltatori e i concessionari che coinvolgano i predetti soggetti nelle procedure di gara e nell’esecuzione dei contratti;

ddd) valorizzazione delle esigenze sociali e di sostenibilita’ ambientale, mediante introduzione di criteri e modalita’ premiali di valutazione delle offerte nei confronti delle imprese che, in caso di aggiudicazione, si impegnino, per l’esecuzione dell’appalto, a utilizzare anche in parte manodopera o personale a livello locale ovvero in via prioritaria gli addetti gia’ impiegati nel medesimo appalto, in ottemperanza ai principi di economicita’ dell’appalto, promozione della continuita’ dei livelli occupazionali, semplificazione ed implementazione dell’accesso delle micro, piccole e medie imprese, tenendo anche in considerazione gli aspetti della territorialita’ e della filiera corta e attribuendo un peso specifico anche alle ricadute occupazionali sottese alle procedure di accesso al mercato degli appalti pubblici, comunque nel rispetto del diritto dell’Unione europea;

eee) garanzia di adeguati livelli di pubblicita’ e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e i contratti di concessione tra enti nell’ambito del settore pubblico, cosiddetti affidamenti in house, prevedendo, anche per questi enti, l’obbligo di pubblicazione di tutti gli atti connessi all’affidamento, assicurando, anche nelle forme di aggiudicazione diretta, la valutazione sulla congruita’ economica delle offerte, avuto riguardo all’oggetto e al valore della prestazione, e prevedendo l’istituzione, a cura dell’ANAC, di un elenco di enti aggiudicatori di affidamenti in house ovvero che esercitano funzioni di controllo o di collegamento rispetto ad altri enti, tali da consentire gli affidamenti diretti. L’iscrizione nell’elenco avviene a domanda, dopo che sia stata riscontrata l’esistenza dei requisiti. La domanda di iscrizione consente all’ente aggiudicatore, sotto la propria responsabilita’, di conferire all’ente con affidamento in house, o soggetto al controllo singolo o congiunto o al collegamento, appalti o concessioni mediante affidamento diretto;

fff) previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di servizi, diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli ad alta intensita’ di manodopera, definiti come quelli nei quali il costo della manodopera e’ pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto, prevedendo l’introduzione di «clausole sociali» volte a promuovere la stabilita’ occupazionale del personale impiegato, prendendo a riferimento, per ciascun comparto merceologico o di attivita’, il contratto collettivo nazionale di lavoro che presenta le migliori condizioni per i lavoratori ed escludendo espressamente il ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo piu’ basso o del massimo ribasso d’asta, comunque nel rispetto del diritto dell’Unione europea;

ggg) previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di lavori e servizi che introduca clausole sociali volte a promuovere la stabilita’ occupazionale del personale impiegato e stabilisca che i contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni devono intendersi quelli stipulati dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l’attivita’ oggetto dell’appalto e svolta dall’impresa, anche in maniera prevalente;

hhh) disciplina organica della materia dei contratti di concessione mediante l’armonizzazione e la semplificazione delle disposizioni vigenti, nonche’ la previsione di criteri per le concessioni indicate nella sezione II del capo I del titolo I della direttiva 2014/23/UE, nel rispetto dell’esito del referendum abrogativo del 12-13 giugno 2011 per le concessioni nel settore idrico, introducendo altresi’ criteri volti a vincolare la concessione alla piena attuazione del piano finanziario e al rispetto dei tempi previsti dallo stesso per la realizzazione degli investimenti in opere pubbliche, nonche’ al rischio operativo ai sensi della predetta direttiva 2014/23/UE, e a disciplinare le procedure di fine concessione e le modalita’ di indennizzo in caso di subentro; previsione di criteri volti a promuovere le concessioni relative agli approvvigionamenti industriali in autoconsumo elettrico da fonti rinnovabili nel rispetto del diritto dell’Unione europea;

iii) obbligo per i soggetti pubblici e privati, titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici gia’ esistenti o di nuova aggiudicazione, di affidare una quota pari all’80 per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni di importo superiore a 150.000 euro mediante procedura ad evidenza pubblica, stabilendo che la restante parte possa essere realizzata da societa’ in house per i soggetti pubblici ovvero da societa’ direttamente o indirettamente controllate o collegate per i soggetti privati, ovvero tramite operatori individuati mediante procedure ad evidenza pubblica, anche di tipo semplificato, nonche’ modalita’ di verifica del rispetto di tali previsioni affidate anche all’ANAC, introducendo clausole sociali per la stabilita’ del personale impiegato e per la salvaguardia delle professionalita’ e prevedendo, per le concessioni gia’ in essere, un periodo transitorio di adeguamento non superiore a ventiquattro mesi ed escludendo dal predetto obbligo unicamente le concessioni in essere o di nuova aggiudicazione affidate con la formula della finanza di progetto e le concessioni in essere o di nuova aggiudicazione affidate con procedure di gara ad evidenza pubblica secondo il diritto dell’Unione europea per le quali continuano comunque ad applicarsi le disposizioni in materia di affidamento di contratti di appalto vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge;

lll) avvio delle procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento delle nuove concessioni autostradali non meno di ventiquattro mesi prima della scadenza di quelle in essere, con revisione del sistema delle concessioni autostradali, con particolare riferimento all’introduzione di un divieto di clausole e disposizioni di proroga, in conformita’ alla nuova disciplina generale dei contratti di concessione;

mmm) previsione di una particolare disciplina transitoria per l’affidamento delle concessioni autostradali che, alla data di entrata in vigore del decreto di recepimento delle direttive, siano scadute o prossime alla scadenza, onde assicurare il massimo rispetto del principio dell’evidenza pubblica, nonche’, per le concessioni per le quali l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore esercita sul concessionario un controllo analogo a quello da esso esercitato sui propri servizi, dei principi desumibili dall’articolo 17 della direttiva 2014/23/UE;

nnn) individuazione, in tema di procedure di affidamento, di modalita’ volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialita’, trasparenza, rotazione e parita’ di trattamento richiesti dalla normativa europea anche attraverso la sperimentazione di procedure e sistemi informatici gia’ adoperati per aste telematiche;

ooo) promozione di modalita’ e strumenti telematici e di procedure interamente telematiche d’acquisto, garantendo il soddisfacimento dell’obiettivo del miglior rapporto qualita’/prezzo piuttosto che l’indicazione di uno specifico prodotto;

ppp) trasparenza nella partecipazione dei portatori qualificati di interessi nell’ambito dei processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e contratti di concessione nonche’ nella fase di esecuzione del contratto;

qqq) introduzione di forme di dibattito pubblico delle comunita’ locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale aventi impatto sull’ambiente, la citta’ o sull’assetto del territorio, prevedendo la pubblicazione on line dei progetti e degli esiti della consultazione pubblica; le osservazioni elaborate in sede di consultazione pubblica entrano nella valutazione in sede di predisposizione del progetto definitivo;

rrr) introduzione nei contratti di lavori, servizi e forniture di una disciplina specifica per il subappalto, prevedendo in particolare: l’obbligo per il concorrente di indicare in sede di offerta le parti del contratto che intende subappaltare; l’espressa individuazione dei casi specifici in cui vige l’obbligo di indicare, in sede di offerta, una terna di nominativi di subappaltatori per ogni tipologia di attivita’ prevista in progetto; l’obbligo di dimostrare l’assenza in capo ai subappaltatori indicati di motivi di esclusione e di sostituire i subappaltatori relativamente ai quali apposita verifica abbia dimostrato la sussistenza di motivi di esclusione; l’obbligo per la stazione appaltante di procedere al pagamento diretto dei subappaltatori in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore o anche su richiesta del subappaltatore e se la natura del contratto lo consente, per i servizi, le forniture o i lavori forniti; ove il subappaltatore sia una microimpresa o una piccola impresa, l’espressa individuazione delle fattispecie in cui la stazione appaltante procede al pagamento diretto, fatta salva la facolta’ per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, di disciplinare ulteriori casi di pagamento diretto dei subappaltatori;

sss) espresso superamento delle disposizioni di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, con effetto dalla data di entrata in vigore del decreto di riordino, prevedendo l’aggiornamento e la revisione del piano generale dei trasporti e della logistica, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, pubblicato nel supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio 2001, la riprogrammazione dell’allocazione delle risorse alle opere in base ai criteri individuati nel Documento pluriennale di pianificazione, previsto dall’articolo 2 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228, e successive modificazioni, nonche’ l’applicazione delle procedure di valutazione ambientale strategica e di valutazione di impatto ambientale di cui alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni; previsione che nel Documento di economia e finanza sia contenuta una dettagliata relazione sullo stato di avanzamento delle opere programmate; previsione di norme di coordinamento e transitorie per gli interventi per i quali vi siano obbligazioni giuridiche vincolanti e definizione delle funzioni e dell’organizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche con riferimento alle disposizioni del capo IV del titolo III della parte II del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.

2. Nell’esercizio delle deleghe di cui al comma 1, la Presidenza del Consiglio dei ministri coordina, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e sentita l’ANAC, lo svolgimento delle consultazioni delle principali categorie di soggetti pubblici e privati destinatari della nuova normativa.

3. I decreti legislativi di cui al comma 1, corredati della relazione tecnica di cui all’articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, che dia conto della neutralita’ finanziaria dei medesimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti, sono adottati, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentiti i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della giustizia, dell’economia e delle finanze e della difesa, previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, che si pronunciano entro venti giorni dalla trasmissione. Gli schemi dei decreti legislativi sono contestualmente trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano entro trenta giorni dalla trasmissione. Decorsi inutilmente i termini di cui al primo e al secondo periodo, i decreti legislativi possono essere adottati anche in mancanza dei pareri. Ove il parere delle Commissioni parlamentari indichi specificamente talune disposizioni come non conformi ai principi e criteri direttivi di cui alla presente legge, il Governo, con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, ritrasmette il testo alle Camere per il parere definitivo delle Commissioni parlamentari competenti, da esprimere entro quindici giorni dall’assegnazione; decorso inutilmente tale termine il decreto legislativo puo’ essere comunque emanato.

4. Il decreto di recepimento delle direttive dispone l’abrogazione delle parti incompatibili del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e di altre disposizioni, espressamente indicate, anche prevedendo opportune disposizioni di coordinamento, transitorie e finali. Il decreto di riordino dispone, altresi’, l’abrogazione delle ulteriori disposizioni del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, e di altre disposizioni, espressamente indicate, nonche’ prevede opportune disposizioni di coordinamento, transitorie e finali. Tale decreto legislativo comprende al suo interno il contenuto del decreto di recepimento delle direttive con le eventuali e opportune disposizioni correttive e integrative.

5. Sulla base del decreto di riordino sono, altresi’, emanate linee guida di carattere generale proposte dall’ANAC e approvate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che sono trasmesse prima dell’adozione alle competenti Commissioni parlamentari per il parere.

6. L’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE e’ disciplinata dalle regioni a statuto speciale e dalle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei principi e criteri direttivi desumibili dalle disposizioni della presente legge che costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale.

7. Gli organi costituzionali stabiliscono nei propri ordinamenti modalita’ attuative dei principi e criteri direttivi previsti dalla presente legge nell’ambito delle prerogative costituzionalmente riconosciute.

8. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1 il Governo puo’ adottare disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo.

9. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ comunque vietata negli appalti pubblici di lavori, affidati a contraente generale ai sensi dell’articolo 176 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, l’attribuzione di compiti di responsabile o di direttore dei lavori allo stesso contraente generale. Il suddetto divieto si applica anche alle procedure di appalto gia’ bandite alla data di entrata in vigore della presente legge, incluse quelle gia’ espletate per le quali la stazione appaltante non abbia ancora proceduto alla stipulazione del contratto con il soggetto aggiudicatario.

10. In caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attivita’ di call center, il rapporto di lavoro continua con l’appaltatore subentrante, secondo le modalita’ e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale. In assenza di specifica disciplina nazionale collettiva, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto adottato sentite le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, definisce i criteri generali per l’attuazione del presente comma. Le amministrazioni pubbliche e le imprese pubbliche o private che intendono stipulare un contratto di appalto per servizi di call center devono darne comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali aziendali e alle strutture territoriali delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

11. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di riordino sono abrogate le disposizioni in materia di garanzia globale di cui agli articoli 129, comma 3, e 176, comma 18, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni. Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino alla data di entrata in vigore del decreto di riordino, e’ sospesa l’applicazione delle disposizioni di cui ai predetti articoli 129, comma 3, e 176, comma 18; agli affidamenti ai quali sarebbero stati applicabili, nel periodo considerato, i citati articoli 129, comma 3, e 176, comma 18, non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 113, comma 3, del predetto codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, e successive modificazioni. Quanto previsto dal presente comma si applica anche alle procedure i cui bandi sono stati pubblicati anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, prevedendo comunque la riapertura dei termini per la presentazione delle offerte e purche’ non sia gia’ intervenuta l’aggiudicazione provvisoria.

12. Nel caso in cui il Governo adotti un unico decreto legislativo per le materie di cui all’alinea del comma 1:
a) il termine di cui al comma 1, lettera sss), e’ fissato al 18 aprile 2016;
b) si applica all’unico decreto legislativo la procedura di cui al comma 3;
c) l’unico decreto legislativo determina l’abrogazione del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche prevedendo opportune disposizioni di coordinamento, transitorie e finali;
d) le linee guida di cui al comma 5 sono adottate sulla base dell’unico decreto legislativo;
e) le disposizioni integrative e correttive di cui al comma 8 sono adottate entro un anno dalla data di entrata in vigore dell’unico decreto legislativo;
f) le disposizioni in materia di sistema di garanzia globale richiamate al comma 11 sono abrogate dalla data di entrata in vigore dell’unico decreto legislativo. La sospensione dell’applicazione della garanzia globale prevista dal medesimo comma 11 e’ disposta dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino alla data di entrata in vigore dell’unico decreto legislativo.

13. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di rispettiva competenza con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. In conformita’ all’articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora i decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i decreti stessi sono emanati solo successivamente o contestualmente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 28 gennaio 2016

MATTARELLA
Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri
Delrio, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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Legge n. 9/2016 – testo coordinato

Redazione

Testo coordinato DECRETO-LEGGE 25 novembre 2015, n. 185 e LEGGE 22 gennaio 2016, n. 9 

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, recante misure urgenti per interventi nel territorio. Proroga del termine per l’esercizio delle deleghe per la revisione della struttura del bilancio dello Stato, nonche’ per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa.

 

Capo I 
Misure finanziarie urgenti per far fronte ad esigenze in aree territoriali
 
Avvertenza: 
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui riportati. Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi. Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( … )). A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione. 
Art. 1 
Disposizioni urgenti in materia di bonifica ambientale e rigenerazione urbana del comprensorio Bagnoli-Coroglio 
1. Ai fini della prima fase del programma di bonifica ambientale e di rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale nel comprensorio di Bagnoli-Coroglio, di cui all’articolo 33, commi 3, 6, 8, 10 e 12 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono trasferiti immediatamente al Soggetto Attuatore 50 milioni di euro per l’anno 2015.

Art. 2
Interventi straordinari per la Regione Campania 
1. Al fine di dare esecuzione alle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 4 marzo 2010 (causa C-297/2008) e del 16 luglio 2015 (causa C-653/13), il Presidente della Regione Campania predispone un piano straordinario d’interventi riguardanti: a) lo smaltimento, ove occorra anche attraverso la messa in sicurezza permanente in situ, dei rifiuti in deposito nei diversi siti della Regione Campania risalenti al periodo emergenziale 2000/2009 e comunque non oltre il 31 dicembre 2009; b) la bonifica, la riqualificazione ambientale e il ripristino dello stato dei luoghi dei siti di cui alla lettera a) non interessati dalla messa in sicurezza permanente e l’eventuale restituzione delle aree attualmente detenute in locazione ovvero ad altro titolo. 2. Il piano di cui al comma 1, comprensivo del cronoprogramma, e’ approvato, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, dai competenti organi regionali e costituisce variante del vigente Piano regionale di gestione dei rifiuti. Il piano approvato e’ immediatamente trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e ai Ministeri dell’ambiente della tutela del territorio e del mare e dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza che sono rese entro 20 giorni dal ricevimento. Il Piano e’ successivamente inviato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri alla Commissione europea. 3. Ai procedimenti per il rilascio dei provvedimenti autorizzatori, ove occorrenti per l’attuazione dei singoli interventi, si applicano le disposizioni in materia di conferenza di servizi e di termini di conclusione dei procedimenti di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 26 novembre 2010, n. 196, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 gennaio 2011, n. 1. 4. Ai fini del finanziamento del Piano di cui al comma 1, e’ istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze un Fondo con una dotazione di 150 milioni di euro per l’anno 2015, di cui 70 milioni sono immediatamente trasferiti alla Regione Campania per le finalita’ di cui al comma 7 e i restanti 80 milioni sono trasferiti al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri per essere successivamente trasferiti alla Regione Campania sulla base dell’attuazione del cronoprogramma come certificata dal Presidente della Regione. 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sono disciplinate le modalita’ di rendicontazione delle spese sostenute a carico delle risorse del Fondo di cui al comma 4. 6. In caso di mancata approvazione del Piano entro il termine di cui al comma 2 ovvero di mancato rispetto del cronoprogramma dell’attivita’, si applica l’articolo 41 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Rimane impregiudicata ogni questione riguardante le sentenze di cui al comma 1. 7. In via d’urgenza, anche nelle more dell’approvazione del piano di cui al comma 1, il Presidente della Regione Campania predispone e attua, previa approvazione della Giunta regionale, un primo stralcio operativo d’interventi per lo smaltimento di una quota non superiore al trenta per cento dei rifiuti di cui al comma 1, lettera a), mediante rimozione, trasporto e smaltimento, nonche’ mediante recupero energetico, presso impianti nazionali ed esteri, nel rispetto della normativa nazionale ed europea. A tale scopo, la Regione Campania e’ autorizzata, ove necessario, all’utilizzo diretto delle risorse del fondo nei limiti di cui al comma 4. 8. Alle procedure di gara per l’attuazione degli interventi di cui al presente articolo si applica il Protocollo stipulato dall’Autorita’ nazionale anticorruzione e dalla Regione Campania. 
Art. 3 
Finanziamento per Comune Reggio Calabria 
1. In considerazione di quanto previsto dall’articolo 6, comma 5, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, per l’anno 2015 e’ attribuito al Comune di Reggio Calabria un contributo di 10.329.479,56 euro a ristoro dei rimborsi dell’anno 2015 delle anticipazioni erogate in favore del medesimo comune a valere sulla «Sezione per assicurare la liquidita’ per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali» del Fondo di cui all’articolo 1, comma 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64. 
Art. 4 
Rifinanziamento fondo emergenze nazionali 
1. La dotazione del Fondo per le emergenze nazionali di cui all’articolo 5, comma 5-quinquies, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, come rideterminata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ incrementata di 50 milioni di euro per l’anno 2015. (( 1-bis. Al comma 694 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «All’assegnazione della quota di risorse destinate all’opera di ricostruzione e alla ripresa economica dei territori della regione Sardegna, di cui al periodo precedente, si provvede ai sensi della lettera e) del comma 2 dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni». ))
Capo II 
Disposizioni finanziarie urgenti per manifestazioni ed eventi
Art. 5
Iniziative per la valorizzazione dell’area utilizzata per l’Expo 
1. Per le iniziative relative alla partecipazione dello Stato nell’attivita’ di valorizzazione delle aree in uso alla Societa’ Expo S.p.a., anche mediante partecipazione al capitale della societa’ proprietaria delle stesse, e’ autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2015. 2. Nell’ambito delle iniziative di cui al comma precedente, e’ attribuito all’Istituto italiano di tecnologia (IIT) un primo contributo dell’importo di 80 milioni di euro per l’anno 2015 per la realizzazione di un progetto scientifico e di ricerca, sentiti gli enti territoriali e le principali istituzioni scientifiche interessate, da attuarsi anche utilizzando parte delle aree in uso a EXPO S.p.a. ove necessario previo loro adattamento. IIT elabora un progetto esecutivo che e’ approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze. 3. Le iniziative finalizzate alla valorizzazione delle aree di cui al comma 1 e le relative modalita’ attuative sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze. La Presidenza del Consiglio dei ministri puo’ avvalersi del supporto tecnico di Cassa depositi e prestiti S.p.a. 4. E’ autorizzato, per l’anno 2015, un contributo dello Stato dell’importo di 20 milioni di euro per il concorso agli oneri di sicurezza sostenuti dalla Societa’ Expo S.p.a. in ragione della qualifica di sito sensibile per la durata dell’evento. 5. Al fine di accelerarne la messa a disposizione e l’effettiva utilizzabilita’, le risorse finalizzate alla realizzazione della riqualificazione tranvia extraurbana Milano-Limbiate, 1 lotto funzionale, sono revocate e destinate, anche in attuazione dell’articolo 1, comma 101, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, alla Societa’ Expo S.p.a. per fare fronte al mancato contributo della Provincia di Milano.
Art. 6 
Interventi per il Giubileo 
1. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito un Fondo per la realizzazione degli interventi Giubilari, con priorita’ per la mobilita’, il decoro urbano e la riqualificazione delle periferie, con la dotazione di 94 milioni di euro per l’anno 2015 e di 65 milioni di euro per l’anno 2016. Il Fondo e’ ripartito annualmente con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Le risorse del Fondo non utilizzate alla chiusura dell’esercizio 2015 sono utilizzate nell’esercizio successivo. 2. Al fine di incrementare l’offerta del servizio ferroviario regionale da e verso la stazione di Roma San Pietro e di potenziare il sistema dei servizi sanitari, in particolare gli interventi di emergenza, in concomitanza al Giubileo straordinario della Misericordia, e’ attribuito alla Regione Lazio un contributo di 47 milioni di euro per l’anno 2015, di cui 17 milioni per il potenziamento del servizio ferroviario regionale e 30 milioni per il sistema dei servizi sanitari. 
Art. 7 
Misure urgenti per il presidio del territorio in occasione del Giubileo 
1. Al fine di corrispondere alle esigenze di sicurezza connesse allo svolgimento del Giubileo straordinario della Misericordia e di quelle di alcune specifiche aree del territorio nazionale, il contingente di cui all’articolo 5-bis, comma 1, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, limitatamente ai servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, e’ incrementato fino a 1.500 unita’ a partire dal 16 novembre 2015 e fino al 30 giugno 2016. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7-bis, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125. L’impiego del predetto contingente e’ consentito nei limiti della spesa autorizzata ai sensi del comma 2. 2. Ai fini dell’attuazione del comma 1 e’ autorizzata la spesa di euro 3.764.789 per l’anno 2015 per il personale di cui al comma 74 dell’articolo 24 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonche’ di euro 14.312.000 per l’anno 2016 con specifica destinazione di euro 14.012.000 per il personale di cui al comma 74 e di euro 300.000 per il personale di cui al comma 75, dell’articolo 24, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. 3. Per le contingenti esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica connesse all’imminente svolgimento del Giubileo straordinario della Misericordia, in deroga a quanto previsto dall’articolo 55, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, e fatto salvo l’articolo 88, ultimo comma, della legge 1° aprile 1981, n. 121, i trasferimenti del personale del ruolo assistenti e agenti della Polizia di Stato possono essere disposti, a domanda, anche se il dipendente non abbia maturato il requisito della permanenza, ininterrottamente per quattro anni, nella stessa sede di servizio. 4. Con provvedimento del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza sono definite le modalita’ attuative del comma 3. (( 4-bis. All’articolo 1, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Una quota parte non superiore al 50 per cento dei risparmi di spesa di parte corrente di natura permanente, di cui all’articolo 4, comma 1, lettere c) e d), della presente legge, anche tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 3, comma 155, ultimo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, e’ utilizzata per adottare, entro il 1° luglio 2017, ulteriori disposizioni integrative, con le medesime procedure di cui al comma 3 del presente articolo, al fine di assicurare la sostanziale equiordinazione nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, comma 1, e 3, comma 3, della legge 6 marzo 1992, n. 216, e dei criteri direttivi di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), della legge 7 agosto 2015, n. 124». ))
Art. 8 
Made in Italy 
1. Per il potenziamento delle misure straordinarie per le imprese previste dall’articolo 30 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono stanziati ulteriori 10 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2015 destinati ad integrare le attivita’ del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy. 2. I fondi sono destinati alle misure di cui al comma 2, lettere b) ed f) dell’articolo 30 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, in particolare quanto ad euro 2 milioni per il supporto alle piu’ rilevanti manifestazioni fieristiche italiane di livello internazionale e quanto ad euro 8 milioni per la realizzazione di campagne di promozione strategica nei mercati piu’ rilevanti e di contrasto al fenomeno dell’Italian sounding. 3. L’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane provvede alla realizzazione delle misure di cui al comma 2 nell’esercizio delle proprie competenze istituzionali, ai sensi dell’articolo 30, comma 3, del decreto-legge n. 133 del 2014. 
Capo III 
Disposizioni finanziarie urgenti in materia di infrastrutture e trasporti
Art. 9 
Revoca finanziamenti interventi non attuati e abrogazioni procedure per aeroporti 
1. Al fine di garantire l’utilizzo delle risorse stanziate e di accelerare la realizzazione di opere valutate di interesse pubblico generale, all’articolo 3 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente: «3-bis. Ai fini della revoca dei finanziamenti di cui ai commi 5 e 6, le condizioni di appaltabilita’ e di cantierabilita’ si realizzano quando i relativi adempimenti, previsti dai decreti di cui al comma 2, sono compiuti entro il 31 dicembre dell’anno dell’effettiva disponibilita’ delle risorse necessarie ai fini rispettivamente corrispondenti.»; b) al comma 5 le parole: «dei termini fissati al comma 2 lettere a), b) e c) per l’appaltabilita’ e la cantierabilita’ delle opere» sono sostituite dalle seguenti: «delle condizioni fissate dal comma 3-bis» ed in fine sono aggiunte le seguenti: «secondo le tabelle di finanziamento allegate ai decreti di cui al comma 2». 2. Le disposizioni di cui al comma 1 hanno effetto per gli interventi finanziati a decorrere dall’esercizio finanziario 2014. Sono fatti salvi gli effetti degli adempimenti gia’ compiuti alla data di entrata in vigore del presente decreto. 3. Il comma 3-bis, dell’articolo 71, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla (( legge 24 marzo 2012, n. 27 )), e’ abrogato. 
Art. 10
Continuita’ territoriale 
1. Al fine di garantire un completo ed efficace sistema di collegamenti aerei da e per la Sardegna, che consenta la riduzione dei disagi derivanti dalla condizione di insularita’ e assicuri la continuita’ del diritto alla mobilita’ anche ai passeggeri non residenti, e’ attribuita alla Regione Sardegna la somma di euro 30 milioni per l’anno 2015. Le predette risorse non rilevano per l’anno 2015 tra le entrate finali del saldo di cui al comma 463 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Le spese effettuate nel 2016 a valere sulle risorse attribuite nel 2015 di cui al primo periodo sono escluse dai vincoli di finanza pubblica. 2. Le risorse di cui al comma 1 sono impiegate in osservanza alle vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di oneri di servizio pubblico nei collegamenti aerei infracomunitari. (( 2-bis. Al comma 2 dell’articolo 31-bis del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, le parole: «un anno» sono sostituite dalle seguenti: «due anni». 2-ter. Al fine di non compromettere la continuita’ dei servizi ferroviari a media e lunga percorrenza rientranti nel perimetro del servizio universale del trasporto ferroviario di interesse nazionale, per l’anno 2016, i servizi ferroviari gia’ oggetto del contratto di servizio con Trenitalia S.p.a. continuano ad essere affidati alla medesima societa’. Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a corrispondere a Trenitalia S.p.a. i corrispettivi previsti a carico del bilancio dello Stato per i servizi resi in esecuzione del predetto contratto per gli anni 2015 e 2016. ))
Art. 11
Spazi finanziari per interventi nel settore delle linee metropolitane 
1. Per l’esercizio finanziario 2015, ai comuni che hanno effettuato pagamenti nell’anno 2015 con risorse proprie in cofinanziamento per interventi relativi a linee metropolitane approvati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica nel trasporto (CIPET) ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 26 febbraio 1992, n. 211, ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 2 della legge 29 dicembre 1969, n. 1042, sono attribuiti spazi finanziari ai fini del patto di stabilita’ interno, pari a complessivi 50 milioni di euro. 2. L’ammontare degli spazi attribuiti a ciascun comune e’ determinato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, in proporzione ai pagamenti di cui al comma 1. A tal fine, entro il termine perentorio di 8 giorni successivi all’entrata in vigore del presente decreto-legge i comuni comunicano, mediante l’applicativo web del patto di stabilita’ interno, i pagamenti sostenuti nell’anno 2015. Qualora la richiesta complessiva risulti superiore agli spazi disponibili, gli spazi sono attribuiti in misura proporzionale alle singole richieste. (( 2-bis. Le misure gia’ previste dall’articolo 1, comma 294, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, per gli anni 2016 e 2017 sono disciplinate dai commi seguenti. 2-ter. Le risorse di cui al citato comma 294 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014 sono attribuite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle imprese ferroviarie a compensazione dei costi supplementari per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria, inclusi quelli relativi al traghettamento ferroviario delle merci e ai servizi ad esso connessi, sostenuti dal trasporto ferroviario, con esclusione di ogni altra modalita’ di trasporto concorrente piu’ inquinante, per l’effettuazione di trasporti delle merci, compresi quelli transfrontalieri, aventi origine o destinazione nelle regioni Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. La predetta compensazione e’ determinata proporzionalmente ai treni/km sviluppati dalle imprese ferroviarie da e per le destinazioni sopraindicate. Le risorse non attribuite alle imprese ferroviarie ai sensi del secondo periodo del presente comma sono destinate, nei limiti degli stanziamenti esistenti, al riconoscimento di un contributo alle imprese ferroviarie che effettuano i trasporti di merci per ferrovia sull’intera infrastruttura ferroviaria nazionale, in misura non superiore al valore di 2,5 euro a treno/km. Detto contributo, che tiene conto dei minori costi esterni rispetto ai trasporti in modalita’ stradale, e’ ripartito fra le imprese aventi diritto in maniera proporzionale ai treni/km effettuati. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono disciplinate le modalita’ di calcolo e di attuazione delle misure di cui al presente comma. 2-quater. All’articolo 1, comma 294, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il quinto periodo e’ sostituito dal seguente: «Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono disciplinate le modalita’ di calcolo e di attuazione delle misure di cui al presente comma» e l’ultimo periodo e’ soppresso. ))
Capo IV 
Disposizioni finanziarie urgenti in ambito sociale e culturale
Art. 12 
Misure finanziarie urgenti per interventi in materia di servizio civile nazionale 
1. Al fine di aumentare il numero dei volontari da avviare al servizio civile nazionale, la dotazione del Fondo nazionale per il servizio civile di cui all’articolo 19 della legge 8 luglio 1998, n. 230, come rideterminata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ incrementato di 100 milioni di euro per l’anno 2015. 
Art. 13 
Rifinanziamento per l’anno 2015 del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione 
1. Per l’anno 2015, il Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’ incrementato di 400 milioni di euro, anche ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni. Agli oneri derivanti dal primo periodo del presente comma si provvede mediante corrispondente utilizzo delle economie accertate, relative al medesimo anno 2015, a seguito dell’attivita’ di monitoraggio e verifica concernente le complessive misure di salvaguardia dall’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico stabilito dall’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e per le quali la certificazione del diritto al beneficio e’ da ritenersi conclusa. E’ corrispondentemente ridotto per l’anno 2015 lo stanziamento del capitolo 4236 dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. (( 1-bis. Per consentire il completamento delle procedure di cui all’articolo 1, comma 207, terzo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, da concludere inderogabilmente entro il 31 dicembre 2016, e’ autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2016, a titolo di compartecipazione dello Stato. La regione Calabria dispone con legge regionale la copertura finanziaria a carico del bilancio della regione medesima degli ulteriori oneri necessari per l’attuazione di quanto previsto dal periodo precedente e assicura la compatibilita’ dell’intervento con il raggiungimento dei propri obiettivi di finanza pubblica. All’onere derivante dal primo periodo del presente comma, pari a 50 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante destinazione, per il medesimo anno 2016, per la finalita’ di cui al primo periodo del presente comma, delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1156, lettera g-bis), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. ))
Art. 14
Interventi in materia di edilizia residenziale pubblica 
1. Al fine di incentivare il programma di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica anche per prevenire fenomeni di occupazione abusiva, e’ autorizzata la spesa di 25 milioni di euro per l’anno 2015 da ripartire sulla base del programma redatto ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80. 
Art. 15 
Misure urgenti per favorire la realizzazione di impianti sportivi nelle periferie urbane 
1. Ai fini del potenziamento dell’attivita’ sportiva agonistica nazionale e dello sviluppo della relativa cultura in aree svantaggiate e zone periferiche urbane, con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana, e’ istituito sullo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo «Sport e Periferie» da trasferire al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI). A tal fine e’ autorizzata la spesa complessiva di 100 milioni di euro nel triennio 2015-2017, di cui 20 milioni nel 2015, 50 milioni di euro nel 2016 e 30 milioni di euro nel 2017. 2. Il Fondo e’ finalizzato ai seguenti interventi: a) ricognizione degli impianti sportivi esistenti sul territorio nazionale; b) realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi con destinazione all’attivita’ agonistica nazionale, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane e diffusione di attrezzature sportive nelle stesse aree con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti; c) completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti, con destinazione all’attivita’ agonistica nazionale e internazionale; d) attivita’ e interventi finalizzati alla presentazione e alla promozione della candidatura di Roma 2024. 3. Per la realizzazione degli interventi di cui al comma 2, il CONI presenta alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’approvazione, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano riguardante i primi interventi urgenti e, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il piano pluriennale degli interventi, che puo’ essere rimodulato entro il 28 febbraio di ciascun anno. I piani sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Per la predisposizione e attuazione del piano pluriennale, il Comitato olimpico nazionale italiano puo’ avvalersi del personale in servizio presso altre pubbliche amministrazioni in possesso delle specifiche competenze tecniche in materia. 4. Il CONI presenta annualmente all’Autorita’ Vigilante una Relazione sull’utilizzo dei Fondi assegnati e sullo stato di realizzazione degli interventi finanziati con le risorse di cui al comma 1. (( L’Autorita’ Vigilante invia alle Camere la relazione di cui al periodo precedente )). 5. Per la realizzazione degli interventi previsti dal Piano di cui al comma 3, e’ possibile utilizzare le procedure semplificate di cui all’articolo 1 comma 304, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 6. Al di fuori degli interventi previsti dal Piano di cui al comma 3, le associazioni e le societa’ sportive senza fini di lucro possono presentare(( enti locali )), sul cui territorio insiste l’impianto sportivo da rigenerare, riqualificare o ammodernare, un progetto preliminare accompagnato da un piano di fattibilita’ economico finanziaria per la rigenerazione, la riqualificazione e l’ammodernamento e per la successiva gestione con la previsione di un utilizzo teso a favorire l’aggregazione sociale e giovanile. Se (( gli enti locali riconoscono )) l’interesse pubblico del progetto (( affidano )) la gestione gratuita dell’impianto all’associazione o alla societa’ sportiva per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell’intervento (( e comunque non inferiore a cinque anni )). 7. Le associazioni sportive o le societa’ sportive che hanno la gestione di un impianto sportivo pubblico possono aderire alle convenzioni Consip o di altro centro di aggregazione regionale per la fornitura di energia elettrica di gas o di altro combustibile al fine di garantire la gestione dello stesso impianto. 8. Per interventi di rigenerazione, ammodernamento, riqualificazione di impianti sportivi non previsti dal Piano di cui al comma 3, il Comune puo’ deliberare l’individuazione degli interventi promossi da associazioni sportive senza scopo di lucro, per l’applicazione dell’articolo 24 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164. 
Art. 16
Misure urgenti per il cinema 
1. Per l’esercizio finanziario 2015, il limite massimo complessivo di spesa previsto all’articolo 8, comma 3, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, e successive modificazioni, e’ aumentato ad euro 140 milioni. 
Art. 17
Disposizioni finanziarie 
1. Agli oneri derivanti dal presente decreto, ad esclusione di quelli a cui si provvede ai sensi dell’articolo 13, pari a 765,1 milioni di euro per l’anno 2015, a 129,3 milioni di euro per l’anno 2016 e 30 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede: a) quanto a 483,8 milioni di euro per l’anno 2015, mediante riduzione delle dotazioni di competenza e di cassa relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri come indicate nell’elenco allegato al presente decreto; b) quanto a 6 milioni di euro per l’anno 2015, mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 9 agosto 2013, n. 98; c) quanto a 27,8 milioni di euro per l’anno 2015, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, relativamente alla quota destinata allo Stato dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF); d) quanto a 12 milioni di euro per l’anno 2015, mediante riduzione della dotazione del fondo relativo alle risorse finanziarie da destinare ad ulteriori occorrenze per l’attuazione del federalismo amministrativo di cui all’articolo 52, comma 8, della legge 23 dicembre 2000, n. 388; e) quanto a 3 milioni di euro per l’anno 2015, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 41, comma 16-sexiesdecies, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14; f) quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2015, mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 38, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, che sono ridotte di 5 milioni di euro per l’anno 2015; g) quanto a 11 milioni di euro per l’anno 2015, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle finanze per 1,347 milioni di euro, l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia per 8 milioni di euro, l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per 0,653 milioni di euro e l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio per 1 milione di euro; h) quanto a 85 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, e a 30 milioni di euro per l’anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle finanze per 53 milioni di euro per l’anno 2015, 68 milioni per l’anno 2016 e 30 milioni di euro per l’anno 2017; l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per 14 milioni di euro per l’anno 2015 e 17 milioni di euro per l’anno 2016; l’accantonamento relativo al Ministero dell’interno per 10 milioni di euro per l’anno 2015; l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per 2 milioni di euro per l’anno 2015; l’accantonamento relativo al Ministero della salute per 6 milioni di euro per l’anno 2015; i) quanto a 45 milioni di euro per l’anno 2016 mediante riduzione della dotazione del fondo relativo alle esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; l) quanto a 7,9 milioni di euro per l’anno 2015, mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 19-ter, comma 16, lettera e), del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166; m) quanto a 123,6 milioni di euro per l’anno 2015 mediante corrispondente utilizzo delle ulteriori economie accertate, relative al medesimo anno 2015, a seguito dell’attivita’ di monitoraggio e verifica concernente le complessive misure di salvaguardia dall’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico stabilito dall’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e per le quali la certificazione del diritto al beneficio e’ da ritenersi conclusa rispetto a quanto utilizzato ai sensi dell’articolo 13, comma 1, secondo periodo, del presente decreto. E’ corrispondentemente ridotto per l’anno 2015 lo stanziamento del capitolo 4236 dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; n) quanto a 0,5 milioni di euro per l’anno 2015 e 1,9 milioni di euro per l’anno 2016 mediante corrispondente riduzione del fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni. 2. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare con propri decreti, da adottare entro 10 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, le occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui. Ove necessario, previa richiesta dell’amministrazione competente, il Ministero dell’economia e delle finanze puo’ disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione avviene tempestivamente con l’emissione di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa. 
Art. 18
Entrata in vigore 
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge. 

Capo I 
Misure finanziarie urgenti per far fronte ad esigenze in areeterritoriali
Avvertenza: Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui riportati. Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi. Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( … )). A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione. 

Art. 1 Disposizioni urgenti in materia di bonifica ambientale e rigenerazione urbana del comprensorio Bagnoli-Coroglio 
1. Ai fini della prima fase del programma di bonifica ambientale e di rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale nel comprensorio di Bagnoli-Coroglio, di cui all’articolo 33, commi 3, 6, 8, 10 e 12 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono trasferiti immediatamente al Soggetto Attuatore 50 milioni di euro per l’anno 2015.

Art. 2Interventi straordinari per la Regione Campania 
1. Al fine di dare esecuzione alle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 4 marzo 2010 (causa C-297/2008) e del 16 luglio 2015 (causa C-653/13), il Presidente della Regione Campania predispone un piano straordinario d’interventi riguardanti: a) lo smaltimento, ove occorra anche attraverso la messa in sicurezza permanente in situ, dei rifiuti in deposito nei diversi siti della Regione Campania risalenti al periodo emergenziale 2000/2009 e comunque non oltre il 31 dicembre 2009; b) la bonifica, la riqualificazione ambientale e il ripristino dello stato dei luoghi dei siti di cui alla lettera a) non interessati dalla messa in sicurezza permanente e l’eventuale restituzione delle aree attualmente detenute in locazione ovvero ad altro titolo. 2. Il piano di cui al comma 1, comprensivo del cronoprogramma, e’ approvato, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, dai competenti organi regionali e costituisce variante del vigente Piano regionale di gestione dei rifiuti. Il piano approvato e’ immediatamente trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e ai Ministeri dell’ambiente della tutela del territorio e del mare e dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza che sono rese entro 20 giorni dal ricevimento. Il Piano e’ successivamente inviato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri alla Commissione europea. 3. Ai procedimenti per il rilascio dei provvedimenti autorizzatori, ove occorrenti per l’attuazione dei singoli interventi, si applicano le disposizioni in materia di conferenza di servizi e di termini di conclusione dei procedimenti di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 26 novembre 2010, n. 196, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 gennaio 2011, n. 1. 4. Ai fini del finanziamento del Piano di cui al comma 1, e’ istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze un Fondo con una dotazione di 150 milioni di euro per l’anno 2015, di cui 70 milioni sono immediatamente trasferiti alla Regione Campania per le finalita’ di cui al comma 7 e i restanti 80 milioni sono trasferiti al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri per essere successivamente trasferiti alla Regione Campania sulla base dell’attuazione del cronoprogramma come certificata dal Presidente della Regione. 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sono disciplinate le modalita’ di rendicontazione delle spese sostenute a carico delle risorse del Fondo di cui al comma 4. 6. In caso di mancata approvazione del Piano entro il termine di cui al comma 2 ovvero di mancato rispetto del cronoprogramma dell’attivita’, si applica l’articolo 41 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Rimane impregiudicata ogni questione riguardante le sentenze di cui al comma 1. 7. In via d’urgenza, anche nelle more dell’approvazione del piano di cui al comma 1, il Presidente della Regione Campania predispone e attua, previa approvazione della Giunta regionale, un primo stralcio operativo d’interventi per lo smaltimento di una quota non superiore al trenta per cento dei rifiuti di cui al comma 1, lettera a), mediante rimozione, trasporto e smaltimento, nonche’ mediante recupero energetico, presso impianti nazionali ed esteri, nel rispetto della normativa nazionale ed europea. A tale scopo, la Regione Campania e’ autorizzata, ove necessario, all’utilizzo diretto delle risorse del fondo nei limiti di cui al comma 4. 8. Alle procedure di gara per l’attuazione degli interventi di cui al presente articolo si applica il Protocollo stipulato dall’Autorita’ nazionale anticorruzione e dalla Regione Campania. 

Art. 3 Finanziamento per Comune Reggio Calabria 
1. In considerazione di quanto previsto dall’articolo 6, comma 5, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, per l’anno 2015 e’ attribuito al Comune di Reggio Calabria un contributo di 10.329.479,56 euro a ristoro dei rimborsi dell’anno 2015 delle anticipazioni erogate in favore del medesimo comune a valere sulla «Sezione per assicurare la liquidita’ per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali» del Fondo di cui all’articolo 1, comma 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64. 

Art. 4 Rifinanziamento fondo emergenze nazionali 
1. La dotazione del Fondo per le emergenze nazionali di cui all’articolo 5, comma 5-quinquies, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, come rideterminata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ incrementata di 50 milioni di euro per l’anno 2015. (( 1-bis. Al comma 694 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «All’assegnazione della quota di risorse destinate all’opera di ricostruzione e alla ripresa economica dei territori della regione Sardegna, di cui al periodo precedente, si provvede ai sensi della lettera e) del comma 2 dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni». ))

Capo II 
Disposizioni finanziarie urgenti per manifestazioni ed eventi

Art. 5Iniziative per la valorizzazione dell’area utilizzata per l’Expo 
1. Per le iniziative relative alla partecipazione dello Stato nell’attivita’ di valorizzazione delle aree in uso alla Societa’ Expo S.p.a., anche mediante partecipazione al capitale della societa’ proprietaria delle stesse, e’ autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2015. 2. Nell’ambito delle iniziative di cui al comma precedente, e’ attribuito all’Istituto italiano di tecnologia (IIT) un primo contributo dell’importo di 80 milioni di euro per l’anno 2015 per la realizzazione di un progetto scientifico e di ricerca, sentiti gli enti territoriali e le principali istituzioni scientifiche interessate, da attuarsi anche utilizzando parte delle aree in uso a EXPO S.p.a. ove necessario previo loro adattamento. IIT elabora un progetto esecutivo che e’ approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze. 3. Le iniziative finalizzate alla valorizzazione delle aree di cui al comma 1 e le relative modalita’ attuative sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze. La Presidenza del Consiglio dei ministri puo’ avvalersi del supporto tecnico di Cassa depositi e prestiti S.p.a. 4. E’ autorizzato, per l’anno 2015, un contributo dello Stato dell’importo di 20 milioni di euro per il concorso agli oneri di sicurezza sostenuti dalla Societa’ Expo S.p.a. in ragione della qualifica di sito sensibile per la durata dell’evento. 5. Al fine di accelerarne la messa a disposizione e l’effettiva utilizzabilita’, le risorse finalizzate alla realizzazione della riqualificazione tranvia extraurbana Milano-Limbiate, 1 lotto funzionale, sono revocate e destinate, anche in attuazione dell’articolo 1, comma 101, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, alla Societa’ Expo S.p.a. per fare fronte al mancato contributo della Provincia di Milano.

Art. 6 Interventi per il Giubileo 
1. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito un Fondo per la realizzazione degli interventi Giubilari, con priorita’ per la mobilita’, il decoro urbano e la riqualificazione delle periferie, con la dotazione di 94 milioni di euro per l’anno 2015 e di 65 milioni di euro per l’anno 2016. Il Fondo e’ ripartito annualmente con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Le risorse del Fondo non utilizzate alla chiusura dell’esercizio 2015 sono utilizzate nell’esercizio successivo. 2. Al fine di incrementare l’offerta del servizio ferroviario regionale da e verso la stazione di Roma San Pietro e di potenziare il sistema dei servizi sanitari, in particolare gli interventi di emergenza, in concomitanza al Giubileo straordinario della Misericordia, e’ attribuito alla Regione Lazio un contributo di 47 milioni di euro per l’anno 2015, di cui 17 milioni per il potenziamento del servizio ferroviario regionale e 30 milioni per il sistema dei servizi sanitari. 

Art. 7 Misure urgenti per il presidio del territorio in occasione del Giubileo 
1. Al fine di corrispondere alle esigenze di sicurezza connesse allo svolgimento del Giubileo straordinario della Misericordia e di quelle di alcune specifiche aree del territorio nazionale, il contingente di cui all’articolo 5-bis, comma 1, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, limitatamente ai servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, e’ incrementato fino a 1.500 unita’ a partire dal 16 novembre 2015 e fino al 30 giugno 2016. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7-bis, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125. L’impiego del predetto contingente e’ consentito nei limiti della spesa autorizzata ai sensi del comma 2. 2. Ai fini dell’attuazione del comma 1 e’ autorizzata la spesa di euro 3.764.789 per l’anno 2015 per il personale di cui al comma 74 dell’articolo 24 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonche’ di euro 14.312.000 per l’anno 2016 con specifica destinazione di euro 14.012.000 per il personale di cui al comma 74 e di euro 300.000 per il personale di cui al comma 75, dell’articolo 24, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. 3. Per le contingenti esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica connesse all’imminente svolgimento del Giubileo straordinario della Misericordia, in deroga a quanto previsto dall’articolo 55, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, e fatto salvo l’articolo 88, ultimo comma, della legge 1° aprile 1981, n. 121, i trasferimenti del personale del ruolo assistenti e agenti della Polizia di Stato possono essere disposti, a domanda, anche se il dipendente non abbia maturato il requisito della permanenza, ininterrottamente per quattro anni, nella stessa sede di servizio. 4. Con provvedimento del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza sono definite le modalita’ attuative del comma 3. (( 4-bis. All’articolo 1, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Una quota parte non superiore al 50 per cento dei risparmi di spesa di parte corrente di natura permanente, di cui all’articolo 4, comma 1, lettere c) e d), della presente legge, anche tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 3, comma 155, ultimo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, e’ utilizzata per adottare, entro il 1° luglio 2017, ulteriori disposizioni integrative, con le medesime procedure di cui al comma 3 del presente articolo, al fine di assicurare la sostanziale equiordinazione nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, comma 1, e 3, comma 3, della legge 6 marzo 1992, n. 216, e dei criteri direttivi di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), della legge 7 agosto 2015, n. 124». ))

Art. 8 Made in Italy 
1. Per il potenziamento delle misure straordinarie per le imprese previste dall’articolo 30 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono stanziati ulteriori 10 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2015 destinati ad integrare le attivita’ del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy. 2. I fondi sono destinati alle misure di cui al comma 2, lettere b) ed f) dell’articolo 30 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, in particolare quanto ad euro 2 milioni per il supporto alle piu’ rilevanti manifestazioni fieristiche italiane di livello internazionale e quanto ad euro 8 milioni per la realizzazione di campagne di promozione strategica nei mercati piu’ rilevanti e di contrasto al fenomeno dell’Italian sounding. 3. L’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane provvede alla realizzazione delle misure di cui al comma 2 nell’esercizio delle proprie competenze istituzionali, ai sensi dell’articolo 30, comma 3, del decreto-legge n. 133 del 2014. 

Capo III 
Disposizioni finanziarie urgenti in materia di infrastrutture e trasporti

Art. 9 Revoca finanziamenti interventi non attuati e abrogazioni procedure per aeroporti 
1. Al fine di garantire l’utilizzo delle risorse stanziate e di accelerare la realizzazione di opere valutate di interesse pubblico generale, all’articolo 3 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente: «3-bis. Ai fini della revoca dei finanziamenti di cui ai commi 5 e 6, le condizioni di appaltabilita’ e di cantierabilita’ si realizzano quando i relativi adempimenti, previsti dai decreti di cui al comma 2, sono compiuti entro il 31 dicembre dell’anno dell’effettiva disponibilita’ delle risorse necessarie ai fini rispettivamente corrispondenti.»; b) al comma 5 le parole: «dei termini fissati al comma 2 lettere a), b) e c) per l’appaltabilita’ e la cantierabilita’ delle opere» sono sostituite dalle seguenti: «delle condizioni fissate dal comma 3-bis» ed in fine sono aggiunte le seguenti: «secondo le tabelle di finanziamento allegate ai decreti di cui al comma 2». 2. Le disposizioni di cui al comma 1 hanno effetto per gli interventi finanziati a decorrere dall’esercizio finanziario 2014. Sono fatti salvi gli effetti degli adempimenti gia’ compiuti alla data di entrata in vigore del presente decreto. 3. Il comma 3-bis, dell’articolo 71, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla (( legge 24 marzo 2012, n. 27 )), e’ abrogato. 

Art. 10Continuita’ territoriale 
1. Al fine di garantire un completo ed efficace sistema di collegamenti aerei da e per la Sardegna, che consenta la riduzione dei disagi derivanti dalla condizione di insularita’ e assicuri la continuita’ del diritto alla mobilita’ anche ai passeggeri non residenti, e’ attribuita alla Regione Sardegna la somma di euro 30 milioni per l’anno 2015. Le predette risorse non rilevano per l’anno 2015 tra le entrate finali del saldo di cui al comma 463 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Le spese effettuate nel 2016 a valere sulle risorse attribuite nel 2015 di cui al primo periodo sono escluse dai vincoli di finanza pubblica. 2. Le risorse di cui al comma 1 sono impiegate in osservanza alle vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di oneri di servizio pubblico nei collegamenti aerei infracomunitari. (( 2-bis. Al comma 2 dell’articolo 31-bis del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, le parole: «un anno» sono sostituite dalle seguenti: «due anni». 2-ter. Al fine di non compromettere la continuita’ dei servizi ferroviari a media e lunga percorrenza rientranti nel perimetro del servizio universale del trasporto ferroviario di interesse nazionale, per l’anno 2016, i servizi ferroviari gia’ oggetto del contratto di servizio con Trenitalia S.p.a. continuano ad essere affidati alla medesima societa’. Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a corrispondere a Trenitalia S.p.a. i corrispettivi previsti a carico del bilancio dello Stato per i servizi resi in esecuzione del predetto contratto per gli anni 2015 e 2016. ))

Art. 11Spazi finanziari per interventi nel settore delle linee metropolitane 
1. Per l’esercizio finanziario 2015, ai comuni che hanno effettuato pagamenti nell’anno 2015 con risorse proprie in cofinanziamento per interventi relativi a linee metropolitane approvati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica nel trasporto (CIPET) ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 26 febbraio 1992, n. 211, ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 2 della legge 29 dicembre 1969, n. 1042, sono attribuiti spazi finanziari ai fini del patto di stabilita’ interno, pari a complessivi 50 milioni di euro. 2. L’ammontare degli spazi attribuiti a ciascun comune e’ determinato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, in proporzione ai pagamenti di cui al comma 1. A tal fine, entro il termine perentorio di 8 giorni successivi all’entrata in vigore del presente decreto-legge i comuni comunicano, mediante l’applicativo web del patto di stabilita’ interno, i pagamenti sostenuti nell’anno 2015. Qualora la richiesta complessiva risulti superiore agli spazi disponibili, gli spazi sono attribuiti in misura proporzionale alle singole richieste. (( 2-bis. Le misure gia’ previste dall’articolo 1, comma 294, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, per gli anni 2016 e 2017 sono disciplinate dai commi seguenti. 2-ter. Le risorse di cui al citato comma 294 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014 sono attribuite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle imprese ferroviarie a compensazione dei costi supplementari per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria, inclusi quelli relativi al traghettamento ferroviario delle merci e ai servizi ad esso connessi, sostenuti dal trasporto ferroviario, con esclusione di ogni altra modalita’ di trasporto concorrente piu’ inquinante, per l’effettuazione di trasporti delle merci, compresi quelli transfrontalieri, aventi origine o destinazione nelle regioni Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. La predetta compensazione e’ determinata proporzionalmente ai treni/km sviluppati dalle imprese ferroviarie da e per le destinazioni sopraindicate. Le risorse non attribuite alle imprese ferroviarie ai sensi del secondo periodo del presente comma sono destinate, nei limiti degli stanziamenti esistenti, al riconoscimento di un contributo alle imprese ferroviarie che effettuano i trasporti di merci per ferrovia sull’intera infrastruttura ferroviaria nazionale, in misura non superiore al valore di 2,5 euro a treno/km. Detto contributo, che tiene conto dei minori costi esterni rispetto ai trasporti in modalita’ stradale, e’ ripartito fra le imprese aventi diritto in maniera proporzionale ai treni/km effettuati. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono disciplinate le modalita’ di calcolo e di attuazione delle misure di cui al presente comma. 2-quater. All’articolo 1, comma 294, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il quinto periodo e’ sostituito dal seguente: «Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono disciplinate le modalita’ di calcolo e di attuazione delle misure di cui al presente comma» e l’ultimo periodo e’ soppresso. ))

Capo IV 
Disposizioni finanziarie urgenti in ambito sociale e culturale
Art. 12 Misure finanziarie urgenti per interventi in materia di servizio civile nazionale 
1. Al fine di aumentare il numero dei volontari da avviare al servizio civile nazionale, la dotazione del Fondo nazionale per il servizio civile di cui all’articolo 19 della legge 8 luglio 1998, n. 230, come rideterminata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ incrementato di 100 milioni di euro per l’anno 2015. 

Art. 13 Rifinanziamento per l’anno 2015 del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione 
1. Per l’anno 2015, il Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’ incrementato di 400 milioni di euro, anche ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni. Agli oneri derivanti dal primo periodo del presente comma si provvede mediante corrispondente utilizzo delle economie accertate, relative al medesimo anno 2015, a seguito dell’attivita’ di monitoraggio e verifica concernente le complessive misure di salvaguardia dall’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico stabilito dall’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e per le quali la certificazione del diritto al beneficio e’ da ritenersi conclusa. E’ corrispondentemente ridotto per l’anno 2015 lo stanziamento del capitolo 4236 dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. (( 1-bis. Per consentire il completamento delle procedure di cui all’articolo 1, comma 207, terzo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, da concludere inderogabilmente entro il 31 dicembre 2016, e’ autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2016, a titolo di compartecipazione dello Stato. La regione Calabria dispone con legge regionale la copertura finanziaria a carico del bilancio della regione medesima degli ulteriori oneri necessari per l’attuazione di quanto previsto dal periodo precedente e assicura la compatibilita’ dell’intervento con il raggiungimento dei propri obiettivi di finanza pubblica. All’onere derivante dal primo periodo del presente comma, pari a 50 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante destinazione, per il medesimo anno 2016, per la finalita’ di cui al primo periodo del presente comma, delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1156, lettera g-bis), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. ))

Art. 14Interventi in materia di edilizia residenziale pubblica 
1. Al fine di incentivare il programma di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica anche per prevenire fenomeni di occupazione abusiva, e’ autorizzata la spesa di 25 milioni di euro per l’anno 2015 da ripartire sulla base del programma redatto ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80. 

Art. 15 Misure urgenti per favorire la realizzazione di impianti sportivi nelle periferie urbane 
1. Ai fini del potenziamento dell’attivita’ sportiva agonistica nazionale e dello sviluppo della relativa cultura in aree svantaggiate e zone periferiche urbane, con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana, e’ istituito sullo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo «Sport e Periferie» da trasferire al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI). A tal fine e’ autorizzata la spesa complessiva di 100 milioni di euro nel triennio 2015-2017, di cui 20 milioni nel 2015, 50 milioni di euro nel 2016 e 30 milioni di euro nel 2017. 2. Il Fondo e’ finalizzato ai seguenti interventi: a) ricognizione degli impianti sportivi esistenti sul territorio nazionale; b) realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi con destinazione all’attivita’ agonistica nazionale, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane e diffusione di attrezzature sportive nelle stesse aree con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti; c) completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti, con destinazione all’attivita’ agonistica nazionale e internazionale; d) attivita’ e interventi finalizzati alla presentazione e alla promozione della candidatura di Roma 2024. 3. Per la realizzazione degli interventi di cui al comma 2, il CONI presenta alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’approvazione, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano riguardante i primi interventi urgenti e, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il piano pluriennale degli interventi, che puo’ essere rimodulato entro il 28 febbraio di ciascun anno. I piani sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Per la predisposizione e attuazione del piano pluriennale, il Comitato olimpico nazionale italiano puo’ avvalersi del personale in servizio presso altre pubbliche amministrazioni in possesso delle specifiche competenze tecniche in materia. 4. Il CONI presenta annualmente all’Autorita’ Vigilante una Relazione sull’utilizzo dei Fondi assegnati e sullo stato di realizzazione degli interventi finanziati con le risorse di cui al comma 1. (( L’Autorita’ Vigilante invia alle Camere la relazione di cui al periodo precedente )). 5. Per la realizzazione degli interventi previsti dal Piano di cui al comma 3, e’ possibile utilizzare le procedure semplificate di cui all’articolo 1 comma 304, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 6. Al di fuori degli interventi previsti dal Piano di cui al comma 3, le associazioni e le societa’ sportive senza fini di lucro possono presentare(( enti locali )), sul cui territorio insiste l’impianto sportivo da rigenerare, riqualificare o ammodernare, un progetto preliminare accompagnato da un piano di fattibilita’ economico finanziaria per la rigenerazione, la riqualificazione e l’ammodernamento e per la successiva gestione con la previsione di un utilizzo teso a favorire l’aggregazione sociale e giovanile. Se (( gli enti locali riconoscono )) l’interesse pubblico del progetto (( affidano )) la gestione gratuita dell’impianto all’associazione o alla societa’ sportiva per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell’intervento (( e comunque non inferiore a cinque anni )). 7. Le associazioni sportive o le societa’ sportive che hanno la gestione di un impianto sportivo pubblico possono aderire alle convenzioni Consip o di altro centro di aggregazione regionale per la fornitura di energia elettrica di gas o di altro combustibile al fine di garantire la gestione dello stesso impianto. 8. Per interventi di rigenerazione, ammodernamento, riqualificazione di impianti sportivi non previsti dal Piano di cui al comma 3, il Comune puo’ deliberare l’individuazione degli interventi promossi da associazioni sportive senza scopo di lucro, per l’applicazione dell’articolo 24 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164. 

Art. 16Misure urgenti per il cinema 
1. Per l’esercizio finanziario 2015, il limite massimo complessivo di spesa previsto all’articolo 8, comma 3, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, e successive modificazioni, e’ aumentato ad euro 140 milioni. 

Art. 17Disposizioni finanziarie 
1. Agli oneri derivanti dal presente decreto, ad esclusione di quelli a cui si provvede ai sensi dell’articolo 13, pari a 765,1 milioni di euro per l’anno 2015, a 129,3 milioni di euro per l’anno 2016 e 30 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede: a) quanto a 483,8 milioni di euro per l’anno 2015, mediante riduzione delle dotazioni di competenza e di cassa relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri come indicate nell’elenco allegato al presente decreto; b) quanto a 6 milioni di euro per l’anno 2015, mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 9 agosto 2013, n. 98; c) quanto a 27,8 milioni di euro per l’anno 2015, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, relativamente alla quota destinata allo Stato dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF); d) quanto a 12 milioni di euro per l’anno 2015, mediante riduzione della dotazione del fondo relativo alle risorse finanziarie da destinare ad ulteriori occorrenze per l’attuazione del federalismo amministrativo di cui all’articolo 52, comma 8, della legge 23 dicembre 2000, n. 388; e) quanto a 3 milioni di euro per l’anno 2015, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 41, comma 16-sexiesdecies, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14; f) quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2015, mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 38, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, che sono ridotte di 5 milioni di euro per l’anno 2015; g) quanto a 11 milioni di euro per l’anno 2015, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle finanze per 1,347 milioni di euro, l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia per 8 milioni di euro, l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per 0,653 milioni di euro e l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio per 1 milione di euro; h) quanto a 85 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, e a 30 milioni di euro per l’anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle finanze per 53 milioni di euro per l’anno 2015, 68 milioni per l’anno 2016 e 30 milioni di euro per l’anno 2017; l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per 14 milioni di euro per l’anno 2015 e 17 milioni di euro per l’anno 2016; l’accantonamento relativo al Ministero dell’interno per 10 milioni di euro per l’anno 2015; l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per 2 milioni di euro per l’anno 2015; l’accantonamento relativo al Ministero della salute per 6 milioni di euro per l’anno 2015; i) quanto a 45 milioni di euro per l’anno 2016 mediante riduzione della dotazione del fondo relativo alle esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; l) quanto a 7,9 milioni di euro per l’anno 2015, mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 19-ter, comma 16, lettera e), del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166; m) quanto a 123,6 milioni di euro per l’anno 2015 mediante corrispondente utilizzo delle ulteriori economie accertate, relative al medesimo anno 2015, a seguito dell’attivita’ di monitoraggio e verifica concernente le complessive misure di salvaguardia dall’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico stabilito dall’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e per le quali la certificazione del diritto al beneficio e’ da ritenersi conclusa rispetto a quanto utilizzato ai sensi dell’articolo 13, comma 1, secondo periodo, del presente decreto. E’ corrispondentemente ridotto per l’anno 2015 lo stanziamento del capitolo 4236 dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; n) quanto a 0,5 milioni di euro per l’anno 2015 e 1,9 milioni di euro per l’anno 2016 mediante corrispondente riduzione del fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni. 2. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare con propri decreti, da adottare entro 10 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, le occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui. Ove necessario, previa richiesta dell’amministrazione competente, il Ministero dell’economia e delle finanze puo’ disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione avviene tempestivamente con l’emissione di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa. 

Art. 18Entrata in vigore 
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge. 

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Legge n. 12/2016

Redazione

Legge 20 gennaio 2016 n. 12

Disposizioni per favorire l’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle societa’ sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva. 

G.U. Serie Generale n. 25 del 1 febbraio 2016

Entrata in vigore del provvedimento: 16/02/2016

 

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hannoapprovato;                     IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA                                 Promulga  la seguente legge:                                Art. 1    1. I minori di anni diciotto che non sono cittadini italiani e  cherisultano regolarmente residenti nel territorio italiano  almeno  dalcompimento del decimo anno di eta' possono  essere  tesserati  pressosocieta' sportive appartenenti  alle  federazioni  nazionali  o  allediscipline associate o presso  associazioni  ed  enti  di  promozionesportiva con le stesse procedure previste  per  il  tesseramento  deicittadini italiani.   2. Il tesseramento  di  cui  al  comma  1  resta  valido,  dopo  ilcompimento del diciottesimo anno di eta', fino al completamento delleprocedure per l'acquisizione della cittadinanza italiana da parte deisoggetti che, ricorrendo i presupposti di cui alla legge  5  febbraio1992, n. 91, hanno presentato tale richiesta.   La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inseritanella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.     Data a Roma, addi' 20 gennaio 2016                               MATTARELLA                                         Renzi, Presidente del Consiglio                                              dei ministri             Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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Legge n. 209/2015 – Bilancio pluriennale 2016-2018

Redazione

LEGGE 28 dicembre 2015, n. 209 

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.
(GU n.302 del 30-12-2015 – Suppl. Ordinario n. 71)  

Vigente al: 1-1-2016  

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

Art. 1.
(Stato di previsione dell’entrata)
1. L’ammontare delle entrate previste per l’anno finanziario 2016, relative a imposte, tasse, contributi di ogni specie e ogni altro provento, accertate, riscosse e versate nelle casse dello Stato, in virtu’ di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta dall’annesso stato di previsione dell’entrata (Tabella n. 1).

Art. 2.
(Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’economia e delle finanze, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 2).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, nell’ambito della missione «Fondi da ripartire», programma «Fondi da assegnare», nonche’ nell’ambito della missione «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», programma «Protezione sociale per particolari categorie». 3. L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, e’ stabilito, per l’anno 2016, in 53.400 milioni di euro. 4. I limiti di cui all’articolo 6, comma 9, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, concernente gli impegni assumibili dalla SACE Spa – Servizi assicurativi del commercio estero, sono fissati per l’anno finanziario 2016, rispettivamente, in 5.000 milioni di euro per le garanzie di durata sino a ventiquattro mesi e in 12.000 milioni di euro per le garanzie di durata superiore a ventiquattro mesi. 5. La SACE Spa e’ altresi’ autorizzata, per l’anno finanziario 2016, a rilasciare garanzie e coperture assicurative relativamente alle attivita’ di cui all’articolo 11-quinquies, comma 4, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, entro una quota massima del 30 per cento di ciascuno dei limiti indicati al comma 4 del presente articolo. 6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento tra i pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016 delle somme complessivamente iscritte, per competenza e per cassa, nel programma «Oneri per il servizio del debito statale», nell’ambito della missione «Debito pubblico» del medesimo stato di previsione, in relazione agli oneri connessi alle operazioni di ricorso al mercato. 7. Gli importi dei fondi previsti dagli articoli 26, 27, 28 e 29 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, inseriti nel programma «Fondi di riserva e speciali», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, sono stabiliti, rispettivamente, in 1.000 milioni di euro, 1.000 milioni di euro, 2.000 milioni di euro, 380 milioni di euro e 8.820 milioni di euro. 8. Per gli effetti di cui all’articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono considerate spese obbligatorie quelle descritte nell’elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. 9. Le spese per le quali puo’ esercitarsi la facolta’ prevista dall’articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono indicate nell’elenco n. 2, annesso allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. 10. Gli importi di compensazione monetaria riscossi negli scambi fra gli Stati membri dell’Unione europea sono versati nell’ambito della voce «Accisa e imposta erariale su altri prodotti» dello stato di previsione dell’entrata. Corrispondentemente la spesa per contributi da corrispondere all’Unione europea in applicazione del regime delle «risorse proprie» di cui alla decisione 2000/597/CE, Euratom del Consiglio, del 29 settembre 2000, alla decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e alla decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, nonche’ per importi di compensazione monetaria e’ imputata al programma «Partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE», nell’ambito della missione «L’Italia in Europa e nel mondo» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, sul conto di tesoreria denominato: «Ministero del tesoro – FEOGA, Sezione garanzia». 11. Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, nei pertinenti programmi relativi ai seguenti fondi da ripartire, non utilizzate al termine dell’esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo: Fondo da ripartire per l’attuazione dei contratti e Fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle eventuali assunzioni di personale a tempo indeterminato per le Amministrazioni dello Stato da autorizzare in deroga al divieto di assunzione. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire tra i pertinenti programmi delle amministrazioni interessate, con propri decreti, le somme conservate nel conto dei residui dei predetti Fondi. 12. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma «Rimborsi del debito statale», nell’ambito della missione «Debito pubblico» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate ad alimentare il Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. 13. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la mobilita’ sanitaria in attuazione dell’articolo 12, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma «Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria», nell’ambito della missione «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 14. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma «Promozione e garanzia dei diritti e dellepari opportunita’», nell’ambito della missione «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, delle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per contributi destinati dall’Unione europea alle attivita’ poste in essere dalla Commissione nazionale per le pari opportunita’ tra uomo e donna. 15. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme occorrenti per l’effettuazione delle elezioni politiche, amministrative e dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia e per l’attuazione dei referendum dal programma «Fondi da assegnare», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, ai competenti programmi degli stati di previsione del medesimo Ministero dell’economia e delle finanze e dei Ministeri della giustizia, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell’interno per lo stesso anno finanziario, per l’effettuazione di spese relative a competenze spettanti ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche dei presidenti di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensi agli estranei all’amministrazione, a missioni, a premi, a indennita’ e competenze varie spettanti alle Forze di polizia, a trasferte e trasporto delle Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni di viaggio agli elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche e telefoniche, a fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzione e acquisto di materiale elettorale, a servizio automobilistico e ad altre esigenze derivanti dall’effettuazione delle predette consultazioni elettorali. 16. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a trasferire, con propri decreti, per l’anno 2016, ai capitoli del titolo III (Rimborso di passivita’ finanziarie) degli stati di previsione delle amministrazioni interessate le somme iscritte, per competenza e per cassa, nel programma «Rimborsi del debito statale», nell’ambito della missione «Debito pubblico» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione agli oneri connessi alle operazioni di rimborso anticipato o di rinegoziazione dei mutui con onere a totale o parziale carico dello Stato. 17. Nell’elenco n. 5, annesso allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, sono indicate le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2016, prelevamenti dal fondo a disposizione, di cui all’articolo 9, comma 4, della legge 1° dicembre 1986, n. 831, iscritto nel programma «Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali», nell’ambito della missione «Politiche economico-finanziarie e di bilancio», nonche’ nel programma «Concorso della Guardia di finanza alla sicurezza pubblica», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione. 18. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo della guardia di finanza di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 937 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, da mantenere in servizio nell’anno 2016, ai sensi dell’articolo 803 del medesimo codice, e’ stabilito in 70 unita’. 19. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra lo stanziamento di bilancio relativo al «Fondo sanitario nazionale» (capitolo 2700) e quello relativo alle «Somme da erogare alle regioni a statuto ordinario a titolo di compartecipazione dell’IVA» (capitolo 2862) dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione alle deliberazioni annuali del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ai sensi dell’articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. 20. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per trasferire al pertinente programma dello stato di previsione del predetto Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca i fondi per il funzionamento delle commissioni che gestiscono il Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR), istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. 21. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad assegnare ai pertinenti programmi le somme iscritte nei programmi «Incentivi alle imprese per interventi di sostegno» e «Interventi di sostegno tramite il sistema di fiscalita’», nell’ambito della missione «Competitivita’ e sviluppo delle imprese» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, ai fini dell’utilizzazione dei fondi relativi al rimborso degli oneri di servizio pubblico sostenuti dalle imprese pubbliche, rispettivamente disciplinati dai contratti di servizio e di programma stipulati con le amministrazioni pubbliche, nonche’ per agevolazioni concesse in applicazione di specifiche disposizioni legislative. 22. Le somme iscritte nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, assegnate dal CIPE con propria delibera alle amministrazioni interessate ai sensi dell’articolo 1, comma 7, della legge 17 maggio 1999, n. 144, per l’anno finanziario 2016, destinate alla costituzione di unita’ tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, negli stati di previsione delle amministrazioni medesime. 23. In relazione alle necessita’ derivanti dall’andamento dei mercati finanziari e dalla gestione del debito statale, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli 2214, 2215, 2216, 2217, 2219, 2220, 2221, 2222 e 2263 e tra gli stanziamenti dei capitoli 2242 e 2247 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, iscritti nel programma «Oneri per il servizio del debito statale». Per le medesime necessita’ il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli 9502, 9523, 9537, 9539, 9540, 9541 e 9590 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, iscritti nel programma «Rimborsi del debito statale». 24. In relazione alle necessita’ gestionali derivanti dalle diverse variabili connesse al finanziamento del bilancio dell’Unione europea a titolo di risorse proprie, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli 2751 e 2752 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, iscritti nell’ambito della missione «L’Italia in Europa e nel mondo» nel programma «Partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE». 25. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio, anche tra i titoli della spesa, negli stati di previsione dei Ministeri interessati, occorrenti per l’attuazione delle disposizioni recate dal decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, in materia di federalismo fiscale delle regioni a statuto ordinario. 26. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, per l’anno finanziario 2016, alla riassegnazione ad apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, nella misura stabilita con proprio decreto, delle somme versate, nell’ambito della voce «Entrate derivanti dal controllo e repressione delle irregolarita’ e degli illeciti» dello stato di previsione dell’entrata, dalla societa’ Equitalia Giustizia Spa a titolo di utili relativi alla gestione finanziaria del fondo di cui all’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. 27. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2016, variazioni compensative, anche tra programmi diversi, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti di bilancio relativi ai capitoli interessati dalla riorganizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze prevista dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 luglio 2014, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2014, e successive modificazioni. 28. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con propri decreti, provvede all’adeguamento degli stanziamenti dei capitoli destinati al pagamento dei premi e delle vincite dei giochi pronostici, delle scommesse e delle lotterie, in corrispondenza con l’effettivo andamento delle relative riscossioni. 29. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma «Analisi, monitoraggio e controllo della finanza pubblica e politiche di bilancio», nell’ambito della missione «Politiche economico-finanziarie e di bilancio» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato provenienti dalla chiusura della gestione commissariale del Fondo gestione istituti contrattuali lavoratori portuali in liquidazione coatta amministrativa e della gestione commissariale denominata «Particolari e straordinarie esigenze, anche di ordine pubblico, della citta’ di Palermo» in liquidazione coatta amministrativa. 30. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, le variazioni compensative di bilancio, anche tra i diversi titoli della spesa, occorrenti per il pagamento degli oneri di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari, attivati sulla base di specifiche disposizioni normative a seguito di calamita’ naturali, effettuati direttamente dal Ministero dell’economia e delle finanze a seguito del trasferimento degli stessi da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile ai sensi del comma 5-septies dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni. 31. Ferme restando le disposizioni dell’articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare, con propri decreti, le variazioni di bilancio in termini di residui, di competenza e di cassa, conseguenti alla ripartizione tra le amministrazioni interessate del fondo iscritto nel programma «Sostegno alle politiche nazionali e comunitarie rivolte a promuovere la crescita ed il superamento degli squilibri socio-economici territoriali», nell’ambito della missione «Sviluppo e riequilibrio territoriale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. 32. Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016 relative al Fondo per lo sviluppo e la coesione, nonche’ quelle trasferite dal Fondo medesimo ai pertinenti capitoli degli stati di previsione dei Ministeri destinatari delle risorse finanziarie, disponibili al termine dell’esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire, con propri decreti, tra i pertinenti programmi delle amministrazioni interessate le somme conservate nel conto dei residui del predetto Fondo. 33. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli 2214 e 2223 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, iscritti nel programma «Oneri per il servizio del debito statale», e tra gli stanziamenti dei capitoli 9502 e 9503 del medesimo stato di previsione, iscritti nel programma «Rimborsi del debito statale», al fine di provvedere alla copertura del fabbisogno di tesoreria derivante dalla contrazione di mutui ovvero da analoghe operazioni finanziarie, qualora tale modalita’ di finanziamento risulti piu’ conveniente per la finanza pubblica rispetto all’emissione di titoli del debito pubblico. 34. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2016, le variazioni compensative di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nel programma «Presidenza del Consiglio dei ministri», nell’ambito della missione «Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri» del medesimo stato di previsione, in attuazione dell’articolo 10 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni.

 

Art. 3.
(Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dello sviluppo economico, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 3).
2. Gli importi dei versamenti effettuati con imputazione alle voci «Restituzione, rimborsi, recuperi e concorsi vari» e «Altre entrate in conto capitale» dello stato di previsione dell’entrata sono correlativamente iscritti in termini di competenza e di cassa, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, negli appositi capitoli dei pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico relativi al Fondo per la competitivita’ e lo sviluppo, al Fondo per gli interventi agevolativi alle imprese, al Fondo rotativo per le imprese ed al Fondo rotativo per la crescita sostenibile.
3. Le somme impegnate in relazione alle disposizioni di cui all’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410, convertito dalla legge 10 dicembre 1993, n. 513, recante interventi urgenti a sostegno dell’occupazione nelle aree di crisi siderurgica, resesi disponibili a seguito di provvedimenti di revoca, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, ai fini di cui al medesimo articolo 1 del decreto-legge n. 410 del 1993. 4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, per l’anno finanziario 2016, variazioni compensative in termini di residui, di competenza e di cassa tra i capitoli dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, anche tra missioni e programmi diversi, ivi compresa la modifica della denominazione dei centri di responsabilita’ amministrativa, connesse con l’attuazione del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 145.

 

Art. 4.
(Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 4).

Art. 5.
(Stato di previsione del Ministero della giustizia e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero della giustizia, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 5).
2. Le entrate e le spese degli Archivi notarili, per l’anno finanziario 2016, sono stabilite in conformita’ agli stati di previsione annessi a quello del Ministero della giustizia (Appendice n. 1).
3. Per provvedere alle eventuali deficienze delle assegnazioni di bilancio, e’ utilizzato lo stanziamento del Fondo per le spese impreviste iscritto nel programma «Giustizia civile e penale», nell’ambito della missione «Giustizia» dello stato di previsione della spesa degli Archivi notarili. I prelevamenti da detto Fondo, nonche’ l’utilizzazione delle somme prelevate, sono disposti con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro della giustizia. Tali decreti sono comunicati al Parlamento in allegato al conto consuntivo degli Archivi stessi.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, in termini di competenza e di cassa, delle somme versate dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalle regioni, dalle province, dai comuni e da altri enti pubblici e privati all’entrata del bilancio dello Stato, relativamente alle spese per il mantenimento, per l’assistenza e per la rieducazione dei detenuti e internati, per gli interventi e gli investimenti finalizzati al miglioramento delle condizioni detentive e delle attivita’ trattamentali, nonche’ per le attivita’ sportive del personale del Corpo di polizia penitenziaria e dei detenuti e internati, nel programma «Amministrazione penitenziaria» e nel programma «Giustizia minorile e di comunita’», nell’ambito della missione «Giustizia» dello stato di previsione del Ministero della giustizia per l’anno finanziario 2016.
5. In attuazione del regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84, e in relazione ai relativi provvedimenti di riordino ivi previsti, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro della giustizia, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, le occorrenti variazioni compensative di bilancio in termini di residui, di competenza e di cassa, ivi comprese l’istituzione, la modifica e la soppressione di programmi, che si rendano necessarie in relazione all’accorpamento di funzioni o al trasferimento di competenze nell’ambito delle articolazioni dipartimentali.

 

Art. 6.
(Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 6).
2. In relazione alle somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato per contributi versati da Paesi esteri in applicazione della direttiva 77/486/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1977, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme stesse ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l’anno finanziario 2016, affinche’ siano utilizzate per gli scopi previsti dalla medesima direttiva. 3. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e’ autorizzato ad effettuare, previe intese con il Ministero dell’economia e delle finanze, operazioni in valuta estera non convertibile pari alle disponibilita’ esistenti nei conti correnti valuta Tesoro costituiti presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, ai sensi dell’articolo 5 della legge 6 febbraio 1985, n. 15, e successive modificazioni, e che risultino intrasferibili per effetto di norme o disposizioni locali. Il relativo controvalore in euro e’ acquisito all’entrata del bilancio dello Stato ed e’ contestualmente iscritto, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base delle indicazioni del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nei pertinenti programmi dello stato di previsione del medesimo Ministero per l’anno finanziario 2016, per l’effettuazione di spese connesse alle esigenze di funzionamento e mantenimento delle sedi diplomatiche e consolari, degli istituti di cultura e delle scuole italiane all’estero. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e’ altresi’ autorizzato ad effettuare, con le medesime modalita’, operazioni in valuta estera pari alle disponibilita’ esistenti nei conti correnti valuta Tesoro in valute inconvertibili o intrasferibili individuate, ai fini delle operazioni di cui al presente comma, dal Dipartimento del tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze su richiesta della competente Direzione generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 4. In attuazione degli adempimenti previsti dalla legge 11 agosto 2014, n. 125, recante disciplina generale sulla cooperazione internazionale allo sviluppo, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, le occorrenti variazioni di bilancio in termini di residui, di competenza e di cassa, ivi comprese l’istituzione, la modifica e la soppressione di programmi. Le somme corrispondenti ai residui accertati al 31 dicembre 2015 nel bilancio dell’Istituto agronomico per l’Oltremare sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, ai pertinenti capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da destinare al finanziamento dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. 5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2016, le occorrenti variazioni di bilancio tra lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e lo stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, in termini di residui, di competenza e di cassa, connesse con l’attuazione dell’articolo 104 del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007, sottoscritto in data 29 novembre 2007, pubblicato nel supplemento ordinario n. 274 alla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2007.

Art. 7.
(Stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 7).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, i fondi iscritti nella parte corrente e nel conto capitale del programma «Fondi da assegnare», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. 3. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di bilancio, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, le occorrenti variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra i capitoli «Somma da assegnare per il pagamento della mensa scolastica», nonche’ tra i capitoli relativi al «Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche», iscritti nei pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. 4. L’assegnazione autorizzata a favore del Consiglio nazionale delle ricerche, per l’anno finanziario 2016, e’ comprensiva della somma, determinata nella misura massima di 2.582.284 euro, a favore dell’Istituto di biologia cellulare per attivita’ internazionale afferente all’area di Monterotondo. 5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, le occorrenti variazioni, in termini di competenza e di cassa, tra lo stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e gli stati di previsione dei Ministeri interessati in relazione al trasferimento di fondi riguardanti il finanziamento di progetti per la ricerca.

Art. 8.
(Stato di previsione del Ministero dell’interno e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’interno, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 8).
2. Le somme versate dal CONI nell’ambito della voce «Entrate derivanti da servizi resi dalle Amministrazioni statali» dello stato di previsione dell’entrata sono riassegnate, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, al programma «Prevenzione dal rischio e soccorso pubblico», nell’ambito della missione «Soccorso civile» dello stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2016, per essere destinate alle spese relative all’educazione fisica, all’attivita’ sportiva e alla costruzione, completamento e adattamento di infrastrutture sportive concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
3. Nell’elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero dell’interno, sono indicate le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2016, prelevamenti dal fondo a disposizione per la Pubblica sicurezza, di cui all’articolo 1 della legge 12 dicembre 1969, n. 1001, iscritto nel programma «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza».
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio anche tra i titoli della spesa dello stato di previsione del Ministero dell’interno, occorrenti per l’attuazione delle disposizioni recate dall’articolo 61 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, dall’articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni, e dall’articolo 8, comma 5, della legge 3 maggio 1999, n. 124, relative ai trasferimenti erariali agli enti locali.
5. In relazione all’articolo 1, comma 1328, primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al fine di ridurre il costo a carico dello Stato per il servizio antincendi negli aeroporti, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a riassegnare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’interno le somme versate all’entrata del bilancio dello Stato in applicazione delle disposizioni di cui al citato comma 1328 dell’articolo 1 della legge n. 296 del 2006.
6. Sono autorizzati l’accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate del Fondo edifici di culto, nonche’ l’impegno e il pagamento delle spese, relative all’anno finanziario 2016, in conformita’ agli stati di previsione annessi a quello del Ministero dell’interno (Appendice n. 1).
7. Per gli effetti di cui all’articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono considerate spese obbligatorie del bilancio del Fondo edifici di culto quelle indicate nell’elenco n. 1, annesso al bilancio predetto. 8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’interno, le occorrenti variazioni, in termini di competenza e di cassa, negli stati di previsione dell’entrata e della spesa del Fondo edifici di culto per l’anno finanziario 2016, conseguenti ai prelevamenti di somme dal conto corrente infruttifero di tesoreria intestato al predetto Fondo, per far fronte alle esigenze derivanti dall’attuazione degli articoli 55 e 69 della legge 20 maggio 1985, n. 222. 9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a trasferire, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’interno, agli stati di previsione dei Ministeri interessati le risorse iscritte nel capitolo 2313, istituito nell’ambito del programma «Flussi migratori, garanzia dei diritti e interventi per lo sviluppo della coesione sociale» della missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» dello stato di previsione del Ministero dell’interno, e nel capitolo 2872, istituito nell’ambito del programma «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia» della missione «Ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione, in attuazione dell’articolo 1, comma 562, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dell’articolo 34 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, le variazioni compensative di bilancio anche tra i titoli della spesa, occorrenti per l’attuazione delle disposizioni recate dai decreti legislativi 14 marzo 2011, n. 23, e 6 maggio 2011, n. 68, in materia di federalismo fiscale municipale e di autonomia di entrata delle province. 11. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a riassegnare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, i contributi relativi al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno, di cui all’articolo 5, comma 2-ter, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, versati all’entrata del bilancio dello Stato e destinati, ai sensi dell’articolo 14-bis del medesimo testo unico, al Fondo rimpatri, finalizzato a finanziare le spese per il rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine ovvero di provenienza. 12. Al fine di reperire le risorse occorrenti per il finanziamento dei programmi di rimpatrio volontario ed assistito di cittadini di Paesi terzi verso il Paese di origine o di provenienza, ai sensi dell’articolo 14-ter del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’interno, le occorrenti variazioni compensative di bilancio, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, anche tra missioni e programmi diversi. 13. Ferma restando l’adozione dello specifico sistema di erogazione unificata di competenze fisse e accessorie al personale da parte delle amministrazioni dello Stato, al fine di consentire l’erogazione nell’anno successivo delle somme rimaste da pagare alla fine di ciascun esercizio finanziario a titolo di competenze accessorie, per tutti gli appartenenti alle Forze di polizia si applicano le disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 2 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 1° dicembre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 16 dicembre 2010. 14. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio tra i programmi di spesa dello stato di previsione del Ministero dell’interno «Elaborazione, quantificazione, e assegnazione dei trasferimenti erariali; determinazione dei rimborsi agli enti locali anche in via perequativa» e «Gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali», in relazione alle minori o maggiori occorrenze connesse alla gestione dell’albo dei segretari provinciali e comunali necessarie ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e dell’articolo 10 del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213.

Art. 9.
(Stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 9).

Art. 10.
(Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 10). 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le variazioni di competenza e di cassa nello stato di previsione dell’entrata e in quello del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per gli adempimenti previsti dalla legge 6 giugno 1974, n. 298, nonche’ dall’articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 634, concernente la disciplina dell’ammissione all’utenza del servizio di informatica del centro elaborazione dati del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 3. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo delle capitanerie di porto da mantenere in servizio come forza media nell’anno 2016, ai sensi dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilito come segue: 200 ufficiali in ferma prefissata o in rafferma, di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010; 70 ufficiali piloti di complemento, di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010. 4. Il numero massimo degli allievi del Corpo delle capitanerie di porto da mantenere alla frequenza dei corsi presso l’Accademia navale e le Scuole sottufficiali della Marina militare, per l’anno 2016, e’ fissato in 136 unita’. 5. Nell’elenco n. 1 annesso allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, riguardante il Corpo delle capitanerie di porto, sono descritte le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2016, i prelevamenti dal fondo a disposizione iscritto nel programma «Sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di previsione. 6. Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento per i servizi di cassa e contabilita’ delle Capitanerie di porto, di cui al regio decreto 6 febbraio 1933, n. 391, i fondi di qualsiasi provenienza possono essere versati in conto corrente postale dai funzionari delegati. 7. Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso il Ministero della difesa si applicano, in quanto compatibili, alla gestione dei fondi di pertinenza delle Capitanerie di porto. Alle spese per la manutenzione e l’esercizio dei mezzi nautici, terrestri e aerei e per attrezzature tecniche, materiali e infrastrutture occorrenti per i servizi tecnici e di sicurezza dei porti e delle caserme delle Capitanerie di porto, di cui al programma «Sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si applicano, per l’anno finanziario 2016, le disposizioni dell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sulla contabilita’ generale dello Stato. 8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione dei Ministeri interessati, le variazioni di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, conseguenti alla ripartizione del Fondo infrastrutture ferroviarie, stradali e relativo a opere di interesse strategico, di cui all’articolo 32, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni. 9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per l’attuazione dell’articolo 32, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, concernente la revoca dei finanziamenti relativi al Programma delle infrastrutture strategiche. 10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione dei Ministeri interessati, le variazioni di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, conseguenti alla ripartizione del Fondo di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, come rifinanziato dall’articolo 3 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164. 11. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione dei Ministeri interessati, le variazioni di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, conseguenti alla ripartizione del Fondo per gli interventi in favore del settore dell’autotrasporto, di cui all’articolo 1, comma 150, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Art. 11.
(Stato di previsione del Ministero della difesa e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 11). 2. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere in servizio come forza media nell’anno 2016, ai sensi dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilito come segue: a) ufficiali ausiliari, di cui alle lettere a) e c) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010: 1) Esercito n. 71; 2) Marina n. 16; 3) Aeronautica n. 52; 4) Carabinieri n. 0; b) ufficiali ausiliari piloti di complemento, di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010: 1) Esercito n. 0; 2) Marina n. 50; 3) Aeronautica n. 9; c) ufficiali ausiliari delle forze di completamento, di cui alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010: 1) Esercito n. 98; 2) Marina n. 15; 3) Aeronautica n. 20. 3. La consistenza organica degli allievi ufficiali delle accademie delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni, e’ fissata, per l’anno 2016, come segue: 1) Esercito n. 291; 2) Marina n. 270; 3) Aeronautica n. 246; 4) Carabinieri n. 90. 4. La consistenza organica degli allievi delle scuole sottufficiali delle Forze armate, esclusa l’Arma dei carabinieri, di cui alla lettera b-bis) del comma 1 dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilita, per l’anno 2016, come segue: 1) Esercito n. 420; 2) Marina n. 242; 3) Aeronautica n. 265. 5. La consistenza organica degli allievi delle scuole militari, di cui alla lettera b-ter) del comma 1 dell’articolo 803 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’ stabilita, per l’anno 2016, come segue: 1) Esercito n. 480; 2) Marina n. 201; 3) Aeronautica n. 140. 6. Alle spese per accordi internazionali, specificamente afferenti alle infrastrutture multinazionali dell’Alleanza atlantica (NATO), di cui ai programmi «Interventi non direttamente connessi con l’operativita’ dello strumento militare» e «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nonche’ per l’ammodernamento e il rinnovamento, di cui ai programmi «Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza», «Approntamento e impiego delle forze terrestri», «Approntamento e impiego delle forze navali», «Approntamento e impiego delle forze aree» e «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si applicano, per l’anno 2016, le disposizioni contenute nell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sulla contabilita’ generale dello Stato. 7. Alle spese per le infrastrutture multinazionali della NATO, sostenute a carico del programma «Interventi non direttamente connessi con l’operativita’ dello strumento militare» e del programma «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si applicano le procedure della NATO di esecuzione delle gare internazionali emanate dal Consiglio atlantico. Deve essere in ogni caso garantita la trasparenza delle procedure di appalto, di assegnazione e di esecuzione dei lavori, ai sensi della legge 13 settembre 1982, n. 646. 8. Negli elenchi n. 1 e n. 2 annessi allo stato di previsione del Ministero della difesa sono descritte le spese per le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2016, i prelevamenti dai fondi a disposizione relativi alle tre Forze armate e all’Arma dei carabinieri, ai sensi dell’articolo 613 del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, iscritti nel programma «Fondi da assegnare», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» del medesimo stato di previsione. 9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2016, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dal CONI, destinate alle attivita’ sportive del personale militare e civile della Difesa. 10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenti capitoli del programma «Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza» nell’ambito della missione «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2016, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dalla Banca d’Italia per i servizi di vigilanza e custodia resi presso le proprie sedi dal personale dell’Arma dei carabinieri.

Art. 12.
(Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 12). 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l’anno finanziario 2016, le occorrenti variazioni di bilancio tra gli stati di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e delle amministrazioni interessate, in termini di residui, di competenza e di cassa, ai sensi dell’articolo 31 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, e dell’articolo 77 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche’ per l’attuazione del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, concernente il conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e la riorganizzazione dell’Amministrazione centrale. 3. Per l’attuazione del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, e del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nell’ambito della parte corrente e nell’ambito del conto capitale dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2016, le variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa, occorrenti per la modifica della ripartizione dei fondi tra i vari settori d’intervento del Programma nazionale della pesca e dell’acquacoltura. 4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme iscritte nel capitolo 2827 del programma «Fondi da assegnare», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016, ai competenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per il medesimo anno, secondo la ripartizione percentuale indicata all’articolo 24, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157. 5. Per l’anno finanziario 2016, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, alla riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali delle somme versate in entrata dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) nonche’ dai corrispondenti organismi pagatori regionali a titolo di rimborso al Corpo forestale dello Stato per i controlli effettuati ai sensi del regolamento (UE) n. 907/2014 della Commissione, dell’11 marzo 2014. 6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2016, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato da amministrazioni ed enti pubblici per essere destinate al Corpo forestale dello Stato in virtu’ di accordi di programma, convenzioni e intese per il raggiungimento di finalita’ comuni in materia di lotta contro gli incendi boschivi, sicurezza pubblica, monitoraggio e protezione dell’ambiente, divulgazione ed educazione ambientale e tutela delle riserve naturali statali affidate al Corpo medesimo, ivi compresa la salvaguardia della biodiversita’ anche attraverso la vivaistica sperimentale per la conservazione delle risorse genetiche forestali nazionali. 7. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2016, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato dal CONI e da altri enti pubblici e privati, destinate alle attivita’ sportive del personale del Corpo forestale dello Stato. 8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a riassegnare, con propri decreti, nell’ambito del programma «Tutela e conservazione della fauna e della flora e salvaguardia della biodiversita’» della missione «Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente» dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le somme di pertinenza del Corpo forestale dello Stato, detenute dalla societa’ Cassa depositi e prestiti Spa, individuate d’intesa con il medesimo Ministero e versate all’entrata del bilancio dello Stato. 9. Per l’anno finanziario 2016 il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa, occorrenti per l’attuazione di quanto stabilito dagli articoli 12 e 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, in ordine alla soppressione e riorganizzazione di enti vigilati dal medesimo Ministero. 10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire, con propri decreti, tra i pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le somme iscritte, in termini di residui, di competenza e di cassa, nel capitolo 7810 «Somme da ripartire per assicurare la continuita’ degli interventi pubblici nel settore agricolo e forestale» istituito nel programma «Fondi da assegnare», nell’ambito della missione «Fondi da ripartire» del medesimo stato di previsione, destinato alle finalita’ di cui alla legge 23 dicembre 1999, n. 499, recante razionalizzazione degli interventi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale. 11. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2016, delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato da amministrazioni ed enti pubblici in virtu’ di accordi di programma, convenzioni ed intese per il raggiungimento di finalita’ comuni in materia di telelavoro, ai sensi dell’articolo 4 della legge 16 giugno 1998, n. 191, dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70, e dell’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

 

Art. 13.
(Stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 13). 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, per l’anno finanziario 2016, le variazioni compensative di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nel programma «Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo» nell’ambito della missione «Tutela e valorizzazione dei beni e attivita’ culturali e paesaggistici» dello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo relativi al Fondo unico dello spettacolo. 3. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di bilancio, per l’anno finanziario 2016, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, adottati su proposta del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, comunicati alle competenti Commissioni parlamentari e trasmessi alla Corte dei conti per la registrazione, le occorrenti variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nei pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, relativi agli acquisti ed alle espropriazioni per pubblica utilita’, nonche’ per l’esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato su immobili di interesse archeologico e monumentale e su cose di arte antica, medievale, moderna e contemporanea e di interesse artistico e storico, nonche’ su materiale archivistico pregevole e materiale bibliografico, raccolte bibliografiche, libri, documenti, manoscritti e pubblicazioni periodiche, ivi comprese le spese derivanti dall’esercizio del diritto di prelazione, del diritto di acquisto delle cose denunciate per l’esportazione e dell’espropriazione, a norma di legge, di materiale bibliografico prezioso e raro.

Art. 14.
(Stato di previsione del Ministero della salute e disposizioni relative)
1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero della salute, per l’anno finanziario 2016, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 14). 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme versate in entrata dalle Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie, per il funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, al pertinente programma dello stato di previsione del Ministero della salute per l’anno finanziario 2016. 3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro della salute, tra i pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero della salute, per l’anno finanziario 2016, i fondi per il finanziamento delle attivita’ di ricerca e sperimentazione del programma «Ricerca per il settore della sanita’ pubblica», nell’ambito della missione «Ricerca e innovazione» dello stato di previsione del Ministero della salute, in relazione a quanto disposto dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

 

Art. 15.
(Totale generale della spesa)
1. Sono approvati, rispettivamente, in euro 824.312.751.553, in euro 866.336.136.752 e in euro 846.167.181.444 in termini di competenza, nonche’ in euro 839.846.874.721, in euro 875.593.305.728 e in euro 855.045.051.969 in termini di cassa, i totali generali della spesa dello Stato per il triennio 2016-2018.

 

Art. 16.
(Quadro generale riassuntivo)
1. E’ approvato, in termini di competenza e di cassa, per il triennio 2016-2018, il quadro generale riassuntivo del bilancio dello Stato, con le tabelle allegate.

 

Art. 17.
(Disposizioni diverse)
1. In relazione all’accertamento dei residui di entrata e di spesa per i quali non esistono nel bilancio di previsione i corrispondenti capitoli nell’ambito dei programmi interessati, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad istituire gli occorrenti capitoli nei pertinenti programmi con propri decreti da comunicare alla Corte dei conti. 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a trasferire, con propri decreti, in termini di residui, di competenza e di cassa, dal «Fondo per lo sviluppo e la coesione» del programma «Sostegno alle politiche nazionali e comunitarie rivolte a promuovere la crescita ed il superamento degli squilibri socio-economici territoriali», nell’ambito della missione «Sviluppo e riequilibrio territoriale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per l’anno finanziario 2016, ai pertinenti programmi dei Ministeri interessati, le quote da attribuire alle regioni a statuto speciale, ai sensi del quinto comma dell’articolo 126 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616. 3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a trasferire, in termini di competenza e di cassa, con propri decreti, su proposta dei Ministri interessati, le disponibilita’ esistenti su altri programmi degli stati di previsione delle amministrazioni competenti a favore di appositi programmi destinati all’attuazione di interventi cofinanziati dall’Unione europea. 4. In relazione ai provvedimenti di riordino delle amministrazioni pubbliche, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta dei Ministri competenti, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, le variazioni compensative di bilancio in termini di residui, di competenza e di cassa, ivi comprese l’istituzione, la modifica e la soppressione di programmi, che si rendano necessarie in relazione all’accorpamento di funzioni o al trasferimento di competenze. 5. Su proposta del Ministro competente, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, negli stati di previsione della spesa che nell’esercizio finanziario 2015 e in quello in corso siano stati interessati dai processi di ristrutturazione di cui al comma 4, nonche’ da quelli previsti da altre normative vigenti, possono essere effettuate variazioni compensative, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra i capitoli di natura rimodulabile dei programmi, fatta eccezione per le autorizzazioni di spesa direttamente regolate con legge, nonche’ tra capitoli di programmi dello stesso stato di previsione limitatamente alle spese di funzionamento per oneri relativi a movimenti di personale e per quelli strettamente connessi con l’operativita’ delle amministrazioni. 6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio connesse con l’attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente dalle amministrazioni dello Stato, stipulati ai sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonche’ degli accordi sindacali e dei provvedimenti di concertazione, adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, per quanto concerne il trattamento economico fondamentale e accessorio del personale interessato. 7. Le risorse finanziarie relative ai fondi destinati all’incentivazione del personale civile dello Stato, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dei Corpi di polizia, nonche’ quelle per la corresponsione del trattamento economico accessorio del personale dirigenziale, non utilizzate alla chiusura dell’esercizio, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per l’utilizzazione dei predetti fondi conservati. 8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, negli stati di previsione delle amministrazioni statali interessate, delle somme rimborsate dalla Commissione europea per spese sostenute dalle amministrazioni medesime a carico dei pertinenti programmi dei rispettivi stati di previsione, affluite al fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, e successivamente versate all’entrata del bilancio dello Stato. 9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per l’attuazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri emanati ai sensi dell’articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e dei decreti legislativi concernenti il conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della medesima legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni. 10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nei pertinenti programmi degli stati di previsione delle amministrazioni interessate, le variazioni di bilancio occorrenti per l’applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, concernente disposizioni in materia di federalismo fiscale. 11. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra lo stanziamento di bilancio relativo al «Fondo occorrente per l’attuazione dell’ordinamento regionale delle regioni a statuto speciale» (capitolo 2797) e quello relativo alla «Devoluzione alle regioni a statuto speciale del gettito di entrate erariali alle stesse spettanti in quota fissa» (capitolo 2790) dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione alla determinazione delle quote di tributi erariali spettanti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dei rispettivi statuti di autonomia. 12. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2016, delle somme versate all’entrata a titolo di contribuzione alle spese di gestione degli asili nido istituiti presso le amministrazioni statali ai sensi dell’articolo 70, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nonche’ di quelle versate a titolo di contribuzione alle spese di gestione di servizi ed iniziative finalizzati al benessere del personale. 13. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nell’ambito di ciascuno stato di previsione dei Ministeri, le variazioni compensative di bilancio tra i capitoli interessati al pagamento delle competenze fisse e accessorie mediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. 14. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, le variazioni di bilancio compensative occorrenti per l’attuazione dell’articolo 14, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 15. In attuazione dei commi da 2 a 7 dell’articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, che attribuiscono all’Agenzia del demanio le decisioni di spesa relative agli interventi manutentivi sugli immobili in uso alle amministrazioni dello Stato, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare, per l’anno finanziario 2016, con propri decreti, su proposta dei Ministri interessati, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti degli appositi fondi relativi rispettivamente alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, istituiti nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, nonche’ tra gli stessi ed i capitoli o i piani gestionali degli stati di previsione di ciascun Ministero relativi alle spese di manutenzione di impianti e attrezzature, all’adeguamento della sicurezza nei luoghi di lavoro ed agli interventi di piccola manutenzione sugli immobili. 16. In attuazione dell’articolo 30, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli degli stati di previsione dei Ministeri, delle spese per interessi passivi e per rimborso di passivita’ finanziarie relative ad operazioni di mutui il cui onere di ammortamento e’ posto a carico dello Stato. 17. Le risorse finanziarie iscritte nei fondi per il finanziamento di assegni una tantum in favore del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, istituiti negli stati di previsione dei Ministeri interessati in attuazione dell’articolo 8, comma 11-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono ripartite con decreti del Ministro competente. 18. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, le variazioni di bilancio compensative occorrenti in relazione alle riduzioni dei trasferimenti agli enti territoriali, disposte ai sensi dell’articolo 16, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni. 19. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a riassegnare, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni competenti per materia, che subentrano, ai sensi della normativa vigente, nella gestione delle residue attivita’ liquidatorie degli organismi ed enti vigilati dallo Stato, sottoposti a liquidazione coatta amministrativa in base all’articolo 12, comma 40, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, le somme, residuali al 31 dicembre 2015, versate all’entrata del bilancio dello Stato dai commissari liquidatori cessati dall’incarico. 20. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a riassegnare, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, le somme versate in entrata per essere destinate al finanziamento di progetti innovativi nel settore informatico, previsti dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, dalla legge 16 gennaio 2003, n. 3, nonche’ dalle successive disposizioni legislative di modifica ed integrazione delle stesse, individuati ed approvati dall’Agenzia per l’Italia digitale. 21. Le somme stanziate sul capitolo 1896 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, destinate al CONI per il finanziamento dello sport, e sul capitolo 2295 dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, destinate agli interventi gia’ di competenza della soppressa Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, per il finanziamento del monte premi delle corse, in caso di mancata adozione del decreto previsto dall’articolo 1, comma 281, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, o, comunque, nelle more dell’emanazione dello stesso, costituiscono determinazione della quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivanti da giochi pubblici con vincita in denaro affidati in concessione allo Stato ai sensi del comma 282 del medesimo articolo 1 della citata legge n. 311 del 2004. 22. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per l’attuazione dell’articolo 10 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, relativo al trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico alla Presidenza del Consiglio dei ministri e all’Agenzia per la coesione territoriale. 23. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per l’attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri emanato ai sensi dell’articolo 21, comma 6, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, concernente il trasferimento delle risorse finanziarie e strumentali dalle scuole di formazione unificate alla Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA). 24. Le risorse finanziarie iscritte nei fondi connessi alla sistemazione di partite contabilizzate in conto sospeso nonche’ nei fondi da destinare alle regioni, alle province autonome e agli altri enti territoriali, istituiti negli stati di previsione dei Ministeri interessati, in relazione all’eliminazione dei residui passivi di bilancio e alla cancellazione dei residui passivi perenti, a seguito dell’attivita’ di ricognizione svolta in attuazione dell’articolo 49, comma 2, lettere c) e d), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, sono ripartite con decreti del Ministro competente. 25. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle variazioni compensative per il triennio 2016-2018 tra i programmi degli stati di previsione dei Ministeri interessati e il capitolo 3465, articolo 2, dello stato di previsione dell’entrata, in relazione al contributo alla finanza pubblica previsto dal comma 6 dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e successive modificazioni, da attribuire con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri a carico delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. 26. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per la ripartizione, tra le diverse finalita’ di spesa, delle risorse finanziarie iscritte negli stati di previsione del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in attuazione dell’articolo 19, commi 2 e 3, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30. 27. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, le variazioni di bilancio occorrenti per la riduzione degli stanziamenti dei capitoli relativi alle spese correnti per l’acquisto di beni e servizi in applicazione di quanto disposto dall’articolo 2, comma 222-quater, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni. 28. Per corrispondere alle eccezionali indilazionabili esigenze di servizio, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire tra le amministrazioni interessate, per l’anno finanziario 2016, le risorse iscritte sul fondo istituito ai sensi dell’articolo 3 della legge 22 luglio 1978, n. 385, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, nell’ambito della missione «Fondi da ripartire», programma «Fondi da assegnare», capitolo 3026, sulla base delle assegnazioni disposte con l’apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Tali assegnazioni tengono conto anche delle risorse finanziarie gia’ iscritte sui pertinenti capitoli degli stati di previsione dei Ministeri interessati al fine di assicurare la tempestiva corresponsione delle somme dovute al personale e ammontanti al 50 per cento delle risorse complessivamente autorizzate per le medesime finalita’ nell’anno 2015. L’utilizzazione delle risorse e’ subordinata alla registrazione del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da parte dei competenti organi di controllo. 29. Per l’anno 2016, il Ministro dell’economia e delle finanze, nel rispetto dell’invarianza degli effetti sui saldi di finanza pubblica, e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, nell’ambito degli stati di previsione di ciascun Ministero, tra i capitoli della categoria 2 – consumi intermedi e i capitoli della categoria 21 – investimenti fissi lordi, anche tra titoli diversi, restando in ogni caso precluso l’utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti. La compensazione non puo’ riguardare le spese predeterminate per legge. 30. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta dei Ministri competenti, le variazioni compensative, anche tra programmi diversi del medesimo stato di previsione, in termini di residui, di competenza e di cassa, che si rendano necessarie nel caso di sentenze definitive anche relative ad esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni dello Stato. 31. In relazione al pagamento delle competenze accessorie mediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell’interno, e’ autorizzato a ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle amministrazioni interessate i fondi iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’interno, nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Servizio permanente dell’Arma dei Carabinieri per la tutela dell’ordine e la sicurezza pubblica» e programma «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», concernenti il trattamento accessorio del personale delle Forze di polizia e del personale alle dipendenze della Direzione investigativa antimafia. 32. In relazione al pagamento delle competenze accessorie mediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro della difesa, e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio concernenti la ripartizione delle competenze accessorie, iscritte negli appositi fondi da ripartire dello stato di previsione del Ministero della difesa, nell’ambito della missione «Fondi da ripartire», programma «Fondi da assegnare», spettanti al personale delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri. 33. In relazione al pagamento delle competenze fisse e accessorie mediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensi dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a riassegnare nello stato di previsione del Ministero della difesa le somme versate in entrata concernenti le competenze fisse ed accessorie del personale dell’Arma dei carabinieri in forza extraorganica presso le altre amministrazioni. 34. Su proposta del Ministro dell’interno, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare le variazioni compensative negli stati di previsione delle amministrazioni interessate, tra le spese per la manutenzione dei beni acquistati nell’ambito delle dotazioni tecniche e logistiche per le esigenze delle sezioni di polizia giudiziaria, iscritte nell’ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Contrasto al crimine, tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica». 35. Ai fini dell’attuazione del programma di interventi previsto dall’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, finanziato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, variazioni compensative, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra i capitoli dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico relativi all’attuazione del citato programma di interventi e i correlati capitoli degli stati di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 28 dicembre 2015
MATTARELLA
Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri
Padoan, Ministro dell’economia e delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Orlando

QUADRI GENERALI

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Legge di stabilità 2016 n. 208/2015

Redazione

LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)

Entrata in vigore del provvedimento: 1/1/2016

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga
la seguente legge:

Art. 1.

1. I livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso almercato finanziario, in termini di competenza, di cui all’articolo11, comma 3, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, pergli anni 2016, 2017 e 2018, sono indicati nell’allegato n. 1 annessoalla presente legge. I livelli del ricorso al mercato si intendono alnetto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare prima dellascadenza o di ristrutturare passivita’ preesistenti con ammortamentoa carico dello Stato.

2. Nell’allegato n. 2 annesso alla presente legge e’ indicatol’adeguamento degli importi dei trasferimenti dovuti dallo Stato, aisensi rispettivamente dell’articolo 37, comma 3, lettera c), dellalegge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, dell’articolo59, comma 34, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successivemodificazioni, e dell’articolo 2, comma 4, della legge 12 novembre2011, n. 183, per l’anno 2016. I predetti importi sono ripartiti trale gestioni interessate con il procedimento di cui all’articolo 14della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

3. Nell’allegato n. 2 annesso alla presente legge sono, inoltre,indicati gli importi complessivi dovuti per l’anno 2016 ai sensidell’articolo 2, comma 4, della legge 12 novembre 2011, n. 183,nonche’ gli importi che, prima del riparto tra le gestioniinteressate, sono attribuiti:

a) alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni acompletamento dell’integrale assunzione a carico dello Statodell’onere relativo ai trattamenti pensionistici liquidatianteriormente al 1° gennaio 1989;

b) alla gestione speciale minatori;

c) alla gestione speciale di previdenza e assistenza per ilavoratori dello spettacolo gia’ iscritti al soppresso ENPALS.

4. Gli esperti contabili iscritti nella Sezione B Esperti contabilidell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili,istituito ai sensi della legge 24 febbraio 2005, n. 34, e del decretolegislativo 28 giugno 2005, n. 139, che esercitano la liberaprofessione con carattere di continuita’, sono iscritti alla Cassanazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri eperiti commerciali.

5. Il comma 430 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.147, e’ abrogato.

6. Al comma 718 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.190, sono apportate le seguenti modifiche:
a) alla lettera a), le parole: «di due punti percentuali adecorrere dal 1° gennaio 2016 e di un ulteriore punto percentuale dal1° gennaio 2017» sono sostituite dalle seguenti: «di tre puntipercentuali dal 1° gennaio 2017»;
b) alla lettera b), le parole: «di due punti percentuali adecorrere dal 1° gennaio 2016, di un ulteriore punto percentuale dal1° gennaio 2017 e di ulteriori 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio2018» sono sostituite dalle seguenti: «di due punti percentuali dal1° gennaio 2017 e di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio2018»;
c) alla lettera c), le parole: «700 milioni di euro per l’anno2018» sono sostituite dalle seguenti: «350 milioni di euro per l’anno2018».

7. Al comma 632 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.190, al terzo periodo, le parole da: «, con provvedimento deldirettore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli» fino alla finedel periodo sono soppresse.

8. Il comma 4-bis dell’articolo 51 del testo unico delle impostesui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, e’ abrogato.

9. Al fine di evitare un pregiudizio alla continuita’ dell’azioneamministrativa, ai dipendenti dell’Amministrazioneeconomico-finanziaria, ivi incluse le Agenzie fiscali, cui sono stateaffidate le mansioni della terza area sulla base dei contrattiindividuali di lavoro a tempo indeterminato stipulati in esito alsuperamento di concorsi banditi in applicazione del contrattocollettivo nazionale di comparto del quadriennio 1998-2001, o delquadriennio 2002-2005, continua ad essere corrisposto, a titoloindividuale e in via provvisoria, sino all’adozione di una specificadisciplina contrattuale, il relativo trattamento economico e glistessi continuano ad esplicare le relative funzioni, nei limiti dellefacolta’ assunzionali a tempo indeterminato e delle vacanze diorganico previste per le strutture interessate.

10. All’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, le parole da: «, nonche’ l’unita’ immobiliare»fino a: «non superiore a 15.000 euro annui» sono soppresse;
b) al comma 3, prima della lettera a) e’ inserita la seguente:
«0a) per le unita’ immobiliari, fatta eccezione per quelleclassificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse incomodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro ilprimo grado che le utilizzano come abitazione principale, acondizione che il contratto sia registrato e che il comodantepossieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonche’dimori abitualmente nello stesso comune in cui e’ situato l’immobileconcesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cuiil comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nellostesso comune un altro immobile adibito a propria abitazioneprincipale, ad eccezione delle unita’ abitative classificate nellecategorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini dell’applicazione delledisposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta ilpossesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cuiall’articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.23»;
c) al comma 5, il secondo periodo e’ soppresso;
d) il comma 8-bis e’ abrogato;
e) al comma 13-bis, le parole: «21 ottobre» sono sostituite dalleseguenti: «termine perentorio del 14 ottobre».

11. Al comma 8 dell’articolo 9 del decreto legislativo 14 marzo2011, n. 23, l’ultimo periodo e’ soppresso.

12. All’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e’ aggiunto il seguente periodo: «Le disposizioni di cui alpresente comma si applicano, dal periodo d’imposta 2014, ancheall’imposta municipale immobiliare della provincia autonoma diBolzano, istituita dalla legge provinciale 19 aprile 2014, n. 3, edall’imposta immobiliare semplice della provincia autonoma di Trento,istituita dalla legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14».

13. A decorrere dall’anno 2016, l’esenzione dall’imposta municipalepropria (IMU) prevista dalla lettera h) del comma 1 dell’articolo 7del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si applica sullabase dei criteri individuati dalla circolare del Ministero dellefinanze n. 9 del 14 giugno 1993, pubblicata nel supplemento ordinarion. 53 alla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 1993. Sono,altresi’, esenti dall’IMU i terreni agricoli:
a) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagliimprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decretolegislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola,indipendentemente dalla loro ubicazione;
b) ubicati nei comuni delle isole minori di cui all’allegato Aannesso alla legge 28 dicembre 2001, n. 448;
c) a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprieta’collettiva indivisibile e inusucapibile. A decorrere dall’anno 2016,sono abrogati i commi da 1 a 9-bis dell’articolo 1 del decreto-legge24 gennaio 2015, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 24marzo 2015, n. 34.

14. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147:
a) al comma 639, le parole: «a carico sia del possessore chedell’utilizzatore dell’immobile» sono sostituite dalle seguenti: «acarico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile,escluse le unita’ immobiliari destinate ad abitazione principale dalpossessore nonche’ dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare, adeccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 eA/9»;
b) il comma 669 e’ sostituito dal seguente:
«669. Il presupposto impositivo della TASI e’ il possesso o ladetenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili,ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli e dell’abitazioneprincipale, come definiti ai sensi dell’imposta municipale propria dicui all’articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 eA/9»;
c) al comma 678 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Peri fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice allavendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ognicaso locati, l’aliquota e’ ridotta allo 0,1 per cento. I comunipossono modificare la suddetta aliquota, in aumento, sino allo 0,25per cento o, in diminuzione, fino all’ azzeramento»;
d) al comma 681 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Nelcaso in cui l’unita’ immobiliare e’ detenuta da un soggetto che ladestina ad abitazione principale, escluse quelle classificate nellecategorie catastali A/1, A/8 e A/9, il possessore versa la TASI nellapercentuale stabilita dal comune nel regolamento relativo all’anno2015. Nel caso di mancato invio della delibera entro il termine del10 settembre 2014 di cui al comma 688 ovvero nel caso di mancatadeterminazione della predetta percentuale stabilita dal comune nelregolamento relativo al 2015, la percentuale di versamento a caricodel possessore e’ pari al 90 per cento dell’ammontare complessivo deltributo»;
e) al comma 688, le parole: «21 ottobre» sono sostituite dalleseguenti: «termine perentorio del 14 ottobre».

15. All’articolo 13, comma 2, lettera a), del decreto-legge 6dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22dicembre 2011, n. 214, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,ivi incluse le unita’ immobiliari appartenenti alle cooperativeedilizie a proprieta’ indivisa destinate a studenti universitari sociassegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenzaanagrafica».

16. Il comma 15-bis dell’articolo 19 del citato decreto-legge n.201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del2011, e’ sostituito dal seguente: «15-bis. L’imposta di cui al comma 13 non si applica al possessodell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa e allacasa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento diseparazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione deglieffetti civili del matrimonio, ad eccezione delle unita’ immobiliariche in Italia risultano classificate nelle categorie catastali A/1,A/8 e A/9, per le quali si applica l’aliquota nella misura ridottadello 0,4 per cento e la detrazione, fino a concorrenza del suoammontare, di euro 200 rapportati al periodo dell’anno durante ilquale si protrae tale destinazione; se l’unita’ immobiliare e’adibita ad abitazione principale da piu’ soggetti passivi ladetrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota perla quale la destinazione medesima si verifica».

17. Al fine di tenere conto dell’esenzione di cui ai commi da 10 a16, 53 e 54 del presente articolo prevista per l’IMU e la TASI,all’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono apportatele seguenti modifiche:
a) al comma 380-ter, lettera a), dopo il primo periodo e’inserito il seguente: «A decorrere dall’anno 2016 la dotazione delFondo di solidarieta’ comunale di cui al primo periodo e’incrementata di 3.767,45 milioni di euro» e il secondo e il terzoperiodo sono sostituiti dai seguenti: «La dotazione del Fondo di cuial primo periodo e’ assicurata attraverso una quota dell’impostamunicipale propria, di spettanza dei comuni, di cui al citatoarticolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011, pari a 4.717,9 milionidi euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e a 2.768,8 milioni dieuro per ciascuno degli anni 2016 e seguenti. Corrispondentemente,nei predetti esercizi e’ versata all’entrata del bilancio statale unaquota di pari importo dell’imposta municipale propria, di spettanzadei comuni. A seguito della riduzione della quota di impostamunicipale propria di spettanza comunale da versare al bilancio delloStato per alimentare il Fondo di solidarieta’ comunale, a decorreredall’anno 2016, la dotazione del predetto Fondo e’corrispondentemente ridotta in misura pari a 1. 949,1 milioni di euroannui»;
b) al comma 380-ter, lettera a), l’ultimo periodo e’ sostituitodal seguente: «Al fine di incentivare il processo di riordino esemplificazione degli enti territoriali, una quota del Fondo disolidarieta’ comunale, non inferiore a 30 milioni di euro a decorreredall’anno 2014, e’ destinata ad incrementare il contributo spettantealle unioni di comuni ai sensi dell’articolo 53, comma 10, dellalegge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, e unaquota non inferiore a 30 milioni di euro e’ destinata, ai sensidell’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito,con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successivemodificazioni, ai comuni istituiti a seguito di fusione»;
c) al comma 380-ter, lettera b), le parole: «per gli anni 2015 esuccessivi» sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2015, entroil 30 aprile per l’anno 2016 ed entro il 30 novembre dell’annoprecedente a quello di riferimento per gli anni 2017 e successivi»;
d) al comma 380-ter, la lettera d) e’ sostituita dalla seguente: «d) con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cuialla lettera b) puo’ essere variata la quota di gettito dell’impostamunicipale propria di spettanza comunale di cui alla lettera a) daversare al bilancio dello Stato e, corrispondentemente, rideterminatala dotazione del Fondo di cui alla medesima lettera a). Le modalita’di versamento al bilancio dello Stato sono determinate con ilmedesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. IlMinistro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare,con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio»;
e) al comma 380-quater:
1) dopo le parole: «20 per cento» sono inserite le seguenti:«per l’anno 2015, il 30 per cento per l’anno 2016, il 40 percento perl’anno 2017 e il 55 per cento per l’anno 2018»;
2) le parole: «approvati dalla Commissione tecnica pariteticaper l’attuazione del federalismo fiscale di cui all’articolo 4 dellalegge 5 maggio 2009, n. 42, entro il 31 dicembre dell’anno precedentea quello di riferimento» sono sostituite dalle seguenti: «approvatidalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard entro il 31dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento. Per l’anno2016, sono assunti a riferimento i fabbisogni standard approvatidalla predetta Commissione entro il 31 marzo 2016»;
3) le parole: «l’anno 2015», ovunque ricorrono, sono sostituitedalle seguenti: «gli anni 2015 e 2016»;
f) dopo il comma 380-quinquies sono inseriti i seguenti:
«380-sexies. Con il medesimo decreto del Presidente del Consigliodei ministri di cui alla lettera b) del comma 380-ter, l’incrementodi 3.767,45 milioni di euro per gli anni 2016 e successivi delladotazione del Fondo di solidarieta’ comunale, in deroga a quantodisposto dai commi 380-ter e 380-quater, e’ ripartito tra i comuniinteressati sulla base del gettito effettivo IMU e TASI derivantedagli immobili adibiti ad abitazione principale e dai terreniagricoli, relativo all’anno 2015. A decorrere dall’anno 2016, inderoga a quanto disposto dai commi 380-ter e 380-quater, una quotadel Fondo di solidarieta’ comunale, pari a 80 milioni di euro, e’accantonata per essere ripartita tra i comuni per i quali il ripartodell’importo di 3.767,45 milioni di euro, di cui al periodoprecedente, non assicura il ristoro di un importo equivalente algettito della TASI sull’abitazione principale stimato ad aliquota dibase. La quota di 80 milioni di euro del Fondo di solidarieta’comunale e’ ripartita in modo da garantire a ciascuno dei comuni dicui al precedente periodo l’equivalente del gettito della TASIsull’abitazione principale stimato ad aliquota di base.
380-septies. A decorrere dall’anno 2016 l’ammontare del Fondo disolidarieta’ comunale di cui al comma 380-ter, al netto degli importierogati ai sensi del comma 380-sexies, per ciascun comune:
a) della Regione siciliana e della regione Sardegna e’determinato in modo tale da garantire la medesima dotazione netta delFondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2015;
b) delle regioni a statuto ordinario non ripartito secondo icriteri di cui al comma 380-quater e’ determinato in modo tale dagarantire proporzionalmente la dotazione netta del Fondo disolidarieta’ comunale per l’anno 2015.

380-octies. Ai fini del comma 380-septies, per dotazione netta siintende la differenza tra le assegnazioni di risorse, al netto degliimporti erogati ai sensi del comma 380-sexies per ciascun comune, ela quota di alimentazione del fondo a carico di ciascun comune».

18. All’articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. A decorrere dall’anno 2016, il contributo straordinario afavore degli enti di cui al comma 1 e’ commisurato al 40 per centodei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010, nel limitedegli stanziamenti finanziari previsti e comunque in misura nonsuperiore a 2 milioni di euro per ciascun beneficiario. Con decretodi natura non regolamentare del Ministro dell’interno, sentita laConferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, sono disciplinate lemodalita’ di riparto del contributo, prevedendo che in caso difabbisogno eccedente le disponibilita’ sia data priorita’ allefusioni o incorporazioni aventi maggiori anzianita’ e che leeventuali disponibilita’ eccedenti rispetto al fabbisogno determinatoai sensi del primo periodo siano ripartite a favore dei medesimi entiin base alla popolazione e al numero dei comuni originari»;

b) al comma 3, le parole: «di cui al comma 1» sono sostituitedalle seguenti: «di cui ai commi 1 e 1-bis».

19. Per le medesime finalita’ di cui al comma 17, per i comunidelle regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta a cui la leggeattribuisce competenza in materia di finanza locale, la compensazionedel minor gettito IMU e TASI avviene attraverso un minoraccantonamento di 85,978 milioni di euro, a valere sulle quote dicompartecipazione ai tributi erariali, ai sensi del comma 17 delcitato articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, conmodificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, sulla base del gettitoeffettivo IMU e TASI derivante dagli immobili adibiti ad abitazioneprincipale e dai terreni agricoli, relativo all’anno 2015.

20. Per l’anno 2016 e’ attribuito ai comuni un contributo dicomplessivi 390 milioni di euro da ripartire, con decreto delMinistro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia edelle finanze, da adottare entro il 28 febbraio 2016, in proporzionealle somme attribuite, ai sensi del decreto del Ministrodell’economia e delle finanze 6 novembre 2014, pubblicato nelsupplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 271 del 21 novembre2014, adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 731, della legge 27dicembre 2013, n. 147. Le somme di cui al periodo precedente non sonoconsiderate tra le entrate finali valide ai fini del vincolo delpareggio di bilancio di cui ai commi da 707 a 734 del presentearticolo. Le disponibilita’ in conto residui iscritte in bilancio perl’anno 2015, relative all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo1, comma 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivemodificazioni, sono destinate, nel limite di 390 milioni di euro, alfinanziamento del contributo di cui al presente comma, che entra invigore il giorno stesso della pubblicazione della presente leggenella Gazzetta Ufficiale. A tal fine le predette somme sono versateall’entrata del bilancio dello Stato nell’anno 2016.

21. A decorrere dal 1° gennaio 2016, la determinazione dellarendita catastale degli immobili a destinazione speciale eparticolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E,e’ effettuata, tramite stima diretta, tenendo conto del suolo e dellecostruzioni, nonche’ degli elementi ad essi strutturalmente connessiche ne accrescono la qualita’ e l’utilita’, nei limiti dell’ordinarioapprezzamento. Sono esclusi dalla stessa stima diretta macchinari,congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specificoprocesso produttivo.

22. A decorrere dal 1° gennaio 2016, gli intestatari catastalidegli immobili di cui al comma 21 possono presentare atti diaggiornamento ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministrodelle finanze 19 aprile 1994, n. 701, per la rideterminazione dellarendita catastale degli immobili gia’ censiti nel rispetto deicriteri di cui al medesimo comma 21.

23. Limitatamente all’anno di imposizione 2016, in derogaall’articolo 13, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,per gli atti di aggiornamento di cui al comma 22 presentati entro il15 giugno 2016 le rendite catastali rideterminate hanno effetto dal1° gennaio 2016.

24. Entro il 30 settembre 2016, l’Agenzia delle entrate comunica alMinistero dell’economia e delle finanze, con riferimento agli atti diaggiornamento di cui al comma 23, i dati relativi, per ciascunaunita’ immobiliare, alle rendite proposte e a quelle gia’ iscritte incatasto dal 1° gennaio 2016; il Ministro dell’economia e dellefinanze, di concerto con il Ministro dell’interno, emana, secondo unametodologia adottata sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomielocali, entro il 31 ottobre 2016, il decreto per ripartire ilcontributo annuo di 155 milioni di euro attribuito ai comuni a titolodi compensazione del minor gettito per l’anno 2016. A decorreredall’anno 2017, il contributo annuo di 155 milioni di euro e’ripartito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, diconcerto con il Ministro dell’interno e secondo una metodologiaadottata sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, daemanare, entro il 30 giugno 2017, sulla base dei dati comunicati,entro il 31 marzo 2017, dall’Agenzia delle entrate al Ministerodell’economia e delle finanze e relativi, per ciascuna unita’immobiliare, alle rendite proposte nel corso del 2016 ai sensi delcomma 22 e a quelle gia’ iscritte in catasto al 1° gennaio 2016.

25. L’articolo 11 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e’abrogato.

26. Al fine di contenere il livello complessivo della pressionetributaria, in coerenza con gli equilibri generali di finanzapubblica, per l’anno 2016 e’ sospesa l’efficacia delle leggiregionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cuiprevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alleregioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livellidi aliquote o tariffe applicabili per l’anno 2015. Sono fatte salve,per il settore sanitario, le disposizioni di cui all’articolo 1,comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e all’articolo 2,commi 79, 80, 83 e 86, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nonche’la possibilita’ di effettuare manovre fiscali incrementative ai finidell’accesso alle anticipazioni di liquidita’ di cui agli articoli 2e 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivirifinanziamenti. La sospensione di cui al primo periodo non siapplica alla tassa sui rifiuti (TARI) di cui all’articolo 1, comma639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, ne’ per gli enti localiche deliberano il predissesto, ai sensi dell’articolo 243-bis deltesto unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, oil dissesto, ai sensi degli articoli 246 e seguenti del medesimotesto unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.

27. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 652, terzo periodo, le parole: «per gli anni 2014 e2015» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2014, 2015, 2016e 2017»;

b) al comma 653, la parola: «2016» e’ sostituita dalla seguente:«2018».

28. Per l’anno 2016, limitatamente agli immobili non esentati aisensi dei commi da 10 a 26 del presente articolo, i comuni possonomantenere con espressa deliberazione del consiglio comunale lamaggiorazione della TASI di cui al comma 677 dell’articolo 1 dellalegge 27 dicembre 2013, n. 147, nella stessa misura applicata perl’anno 2015.

29. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, daadottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, e’ istituita, presso il Ministero dell’economia edelle finanze, la Commissione tecnica per i fabbisogni standard dicui al decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216. La Commissionee’ formata da undici componenti, di cui uno, con funzioni dipresidente, designato dal Presidente del Consiglio dei ministri, tredesignati dal Ministro dell’economia e delle finanze, uno designatodal Ministro dell’interno, uno designato dal Ministro delegato pergli affari regionali e le autonomie, uno designato dall’Istitutonazionale di statistica, tre designati dall’Associazione nazionaledei comuni italiani, di cui uno in rappresentanza delle aree vaste, euno designato dalle regioni.

30. La Commissione di cui al comma 29 e’ istituita senza nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica e si avvale delle strutture edell’organizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze. Aicomponenti della Commissione non e’ corrisposto alcun compenso, ne’indennita’, ne’ rimborso di spese. La Commissione definisce, nellasua prima seduta, da convocare entro dieci giorni dalla suaistituzione, le modalita’ di organizzazione e di funzionamento estabilisce i tempi e la disciplina procedurale dei propri lavori.

31. All’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 26 novembre2010, n. 216, la lettera e) e’ sostituita dalla seguente:

«e) le metodologie predisposte ai sensi della lettera a) e leelaborazioni relative alla determinazione dei fabbisogni standard dicui alla lettera b) sono sottoposte alla Commissione tecnica per ifabbisogni standard, anche separatamente, per l’approvazione; inassenza di osservazioni, le stesse si intendono approvate decorsiquindici giorni dal loro ricevimento. Le metodologie e i fabbisogniapprovati dalla Commissione tecnica sono trasmessi dalla societa’Soluzioni per il sistema economico – Sose Spa al Dipartimento dellaRagioneria generale dello Stato e al Dipartimento delle finanze delMinistero dell’economia e delle finanze».

32. Il comma 1 dell’articolo 6 del decreto legislativo 26 novembre2010, n. 216, e’ sostituito dal seguente:

«1. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio deiministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sonoadottati, anche separatamente, la nota metodologica relativa allaprocedura di calcolo di cui agli articoli precedenti e il fabbisognostandard per ciascun comune e provincia, previa verifica da parte delDipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministerodell’economia e delle finanze, ai fini del rispetto dell’articolo 1,comma 3. Lo schema di decreto e’ corredato di una relazione tecnicaredatta ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre2009, n. 196, e successive modificazioni, che ne evidenzia glieffetti finanziari. Sullo schema di decreto e’ sentita la ConferenzaStato-citta’ ed autonomie locali. Nel caso di adozione dei solifabbisogni standard, decorsi quindici giorni dalla sua trasmissionealla Conferenza, il decreto puo’ essere comunque adottato, previadeliberazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri; esso e’pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Nel caso di adozione della notametodologica relativa alla procedura di calcolo, decorsi quindicigiorni dalla trasmissione alla Conferenza, lo schema e’ comunquetrasmesso alle Camere ai fini dell’espressione del parere da partedella Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismofiscale e da parte delle Commissioni parlamentari competenti per leconseguenze di carattere finanziario. Decorsi quindici giorni dallatrasmissione alle Camere da parte del Governo, il decreto puo’ esserecomunque adottato, previa deliberazione definitiva da parte delConsiglio dei ministri; esso e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.Il Governo, se non intende conformarsi ai pareri parlamentari,trasmette alle Camere una relazione con cui indica le ragioni per lequali non si e’ conformato ai citati pareri. Ciascuno dei decreti delPresidente del Consiglio dei ministri recante determinazione deifabbisogni standard per i comuni e le province indica in allegato glielementi considerati ai fini di tale determinazione».

33. All’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 26 novembre2010, n. 216, le parole da: «, che si avvale» fino a: «federalismofiscale» sono soppresse.

34. La Commissione tecnica paritetica per l’attuazione delfederalismo fiscale, di cui all’articolo 4 della legge 5 maggio2009,n. 42, e’ soppressa a decorrere dalla data di entrata in vigoredella presente legge. Le funzioni di segreteria tecnica dellaConferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblicasvolte dalla predetta Commissione ai sensi degli articoli 4, comma 4,e 5, comma 1, lettera g), della legge n. 42 del 2009 sono trasferiteai competenti uffici della Conferenza unificata di cui all’articolo 8del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nell’ambito dellaquale opera.

35. All’articolo 22 della tariffa delle tasse sulle concessionigovernative, annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 641, dopo il numero 8 e’ aggiunto il seguente: «8-bis. Iscrizione all’albo di cui all’articolo 31, comma 4, deltesto unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Latassa e’ dovuta per le iscrizioni successive alla data di entrata invigore della presente legge».

36. Le funzioni di vigilanza sui promotori finanziari attribuitealla CONSOB dal testo unico delle disposizioni in materia diintermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24febbraio 1998, n. 58, di seguito denominato «decreto legislativo n.58 del 1998», sono trasferite all’organismo di cui all’articolo 31,comma 4, del predetto decreto legislativo, che assume anche lefunzioni dell’organismo di cui agli articoli 18-bis, comma 6, e18-ter, comma 3, del medesimo decreto legislativo nonche’ ladenominazione di «organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico deiconsulenti finanziari». Tale organismo opera nel rispetto deiprincipi e dei criteri stabiliti dalla CONSOB con proprio regolamentoe sotto la vigilanza della medesima. I riferimenti all’organismo ditenuta dell’albo dei consulenti finanziari nonche’ alla CONSOB,contenuti negli articoli 18-bis, comma 6, 31, comma 7, 55 e 196,comma 2, del decreto legislativo n. 58 del 1998, si intendonosostituiti da riferimenti all’organismo di cui al primo periodo delpresente comma. I commi 2, 3, 4 e 5 dell’articolo 18-bis del decretolegislativo n. 58 del 1998 sono abrogati. Resta ferma la vigenteregolamentazione degli obblighi previdenziali degli iscritti all’albodi cui al citato articolo 31, comma 4, del decreto legislativo n. 58del 1998.

37. L’albo unico dei promotori finanziari di cui all’articolo 31,comma 4, del decreto legislativo n. 58 del 1998 assume ladenominazione di «albo unico dei consulenti finanziari». Nell’albosono iscritti, in tre distinte sezioni, i consulenti finanziariabilitati all’offerta fuori sede, i consulenti finanziari autonomi ele societa’ di consulenza finanziaria. I riferimenti all’albo deiconsulenti finanziari, contenuti negli articoli 18-bis, comma 1, e18-ter, comma 3, del decreto legislativo n. 58 del 1998 si intendonosostituiti da riferimenti all’albo unico di cui al primo periodo delpresente comma.

38. Gli agenti di assicurazione persone fisiche iscritti nelRegistro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi(RUI), Sezione A, su richiesta sono iscritti nell’albo di cui alcomma 37 del presente articolo, nella sezione dei consulentifinanziari abilitati all’offerta fuori sede, purche’ in possesso deimedesimi requisiti di onorabilita’ e professionalita’ previsti perquesti ultimi. A tal fine l’organismo di cui all’articolo 31, comma4, del decreto legislativo n. 58 del 1998, con propria delibera,definisce, in coerenza con il quadro normativo europeo e nazionale diriferimento, il contenuto di una prova valutativa semplificata che isoggetti di cui al primo periodo del presente comma devono sostenerein considerazione dei requisiti di professionalita’ gia’ posseduti.In tal caso si applica il regime di vigilanza di cui al comma 36 egli agenti di assicurazione di cui al presente comma sono soggettialle regole di condotta vigenti per i consulenti finanziari abilitatiall’offerta fuori sede. Con decreto del Ministro dell’economia edelle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data dientrata in vigore della presente legge, sono disciplinati termini emodalita’ di attuazione delle disposizioni di cui al presente commalimitatamente agli aspetti di natura fiscale connessi allaremunerazione dell’attivita’ degli agenti di assicurazione personefisiche iscritti all’albo di cui al comma 37 quando gli stessioperano in forma societaria.

39. I promotori finanziari di cui all’articolo 31 del decretolegislativo n. 58 del 1998 assumono la denominazione di «consulentifinanziari abilitati all’offerta fuori sede». I consulenti finanziaridi cui all’articolo 18-bis del decreto legislativo n. 58 del 1998assumono la denominazione di «consulenti finanziari autonomi». Agliarticoli 30, 31, 55, 166, 187-quater, 191 e 196 del decretolegislativo n. 58 del 1998, le parole: «promotore finanziario» e«promotori finanziari», ovunque ricorrono, sono sostituite,rispettivamente, dalle seguenti: «consulente finanziario abilitatoall’offerta fuori sede» e «consulenti finanziari abilitatiall’offerta fuori sede» e all’articolo 18-bis del decreto legislativon. 58 del 1998, le parole: «consulenti finanziari» e «consulentefinanziario» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti:«consulenti finanziari autonomi» e «consulente finanziario autonomo».

40. L’organismo di cui al comma 36 si avvale del proprio personalee di un contingente di personale anche con qualifica dirigenzialeposto in posizione di distacco, comando o altro analogo istituto daamministrazioni pubbliche, incluse le autorita’ amministrativeindipendenti. L’organismo rimborsa alle amministrazioni diappartenenza gli oneri relativi al citato personale; resta a caricodell’organismo anche l’eventuale attribuzione di un compensoaggiuntivo. Al termine del periodo di distacco, comando o altroanalogo istituto e degli eventuali rinnovi, il predetto personalerientra nell’amministrazione di appartenenza, salvo che, a richiestadel personale interessato, l’organismo non lo immetta nel proprioorganico a tempo indeterminato. A tal fine le disposizioni occorrentiper l’attuazione della disposizione di cui al primo periodo del comma1 dell’articolo 29-bis della legge 28 dicembre 2005, n. 262, sonostabilite, in coerenza con il provvedimento di cui al quarto periododel comma 1 del citato articolo 29-bis della legge n. 262 del 2005,con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottareentro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presentelegge. Si applica l’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio1997, n. 127.

41. Entro sei mesi dall’adozione del regolamento di cui al comma36, la CONSOB e l’organismo per la tenuta dell’albo unico deipromotori finanziari stabiliscono con protocollo di intesa lemodalita’ operative e i tempi del trasferimento delle funzioni, gliadempimenti occorrenti per dare attuazione al nuovo assettostatutario e organizzativo, nonche’ le attivita’ propedeuticheconnesse all’iscrizione con esonero dalla prova valutativa dellepersone fisiche consulenti finanziari autonomi e delle societa’ diconsulenza finanziaria. I soggetti che risultano iscritti, alla datadi cui alla lettera a) del presente comma, nell’albo unico deipromotori finanziari tenuto dall’organismo di cui all’articolo 31,comma 4, del decreto legislativo n. 58 del 1998 sono iscritti didiritto nell’albo unico dei consulenti finanziari. Con successivedelibere da adottare, anche disgiuntamente, in conformita’ alpredetto regolamento di cui al comma 36 e al protocollo di intesa dicui al primo periodo del presente comma, la CONSOB stabilisce:

a) la data di avvio dell’operativita’ dell’albo unico deiconsulenti finanziari;

b) la data di avvio dell’operativita’ dell’organismo di vigilanzae tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari.

42. Le entrate derivanti dalle disposizioni di cui al comma 35affluiscono, a decorrere dall’anno 2016, all’entrata del bilanciodello Stato.

43. All’articolo 190-ter del decreto legislativo n. 58 del 1998sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le lettere b) e c) del comma 1 sono abrogate;

b) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:

«2-bis. Su proposta della CONSOB, il Ministro dell’economia e dellefinanze puo’ sciogliere gli organi di gestione e di controllodell’organismo di cui all’articolo 31 qualora risultino graviirregolarita’ nell’amministrazione, ovvero gravi violazioni delledisposizioni legislative, amministrative o statutarie che regolanol’attivita’ dello stesso. Il Ministero dell’economia e delle finanzeprovvede agli adempimenti necessari alla ricostituzione degli organidi gestione e controllo dell’organismo, assicurandone la continuita’operativa, se necessario anche attraverso la nomina di uncommissario. La CONSOB puo’ disporre la rimozione di uno o piu’componenti degli organi di gestione e controllo in caso di graveinosservanza dei doveri ad essi assegnati dalla legge, dallo statutoo dalle disposizioni di vigilanza, nonche’ dei provvedimentispecifici e di altre istruzioni impartite dalla CONSOB, ovvero incaso di comprovata inadeguatezza, accertata dalla CONSOB,all’esercizio delle funzioni cui sono preposti».

44. L’articolo 8 del decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, e’sostituito dal seguente:

«Art. 8. – (Fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori edegli investitori). -1. Al fine di agevolare l’accesso deirisparmiatori e degli investitori alla piu’ ampia tutela nell’ambitodelle procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie dicui all’articolo 2, commi 5-bis e 5-ter, la CONSOB istituisce pressoil proprio bilancio il Fondo per la tutela stragiudiziale deirisparmiatori e degli investitori, di seguito denominato “Fondo”. IlFondo e’ destinato a garantire ai risparmiatori e agli investitori,diversi dai clienti professionali di cui all’articolo 6, commi2-quinquies e 2-sexies, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.58, nei limiti delle disponibilita’ del Fondo medesimo, la gratuita’dell’accesso alla procedura di risoluzione stragiudiziale dellecontroversie di cui al citato articolo 2, commi 5-bis e 5-ter, delpresente decreto, mediante esonero dal versamento della relativaquota concernente le spese amministrative per l’avvio dellaprocedura, nonche’, per l’eventuale parte residua, a consentirel’adozione di ulteriori misure a favore dei risparmiatori e degliinvestitori, da parte della CONSOB, anche con riguardo alla tematicadell’educazione finanziaria.

2. Il Fondo e’ finanziato con il versamento della meta’ degliimporti delle sanzioni amministrative pecuniarie riscosse per laviolazione delle norme che disciplinano le attivita’ di cui allaparte II del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nonche’,nel limite di 250.000 euro annui a decorrere dall’anno 2016, con lerisorse iscritte in un apposito capitolo dello stato di previsionedel Ministero dell’economia e delle finanze in relazione aiversamenti effettuati all’entrata del bilancio dello Stato per ilpagamento della tassa sulle concessioni governative di cui al decretodel Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, perl’iscrizione nell’albo di cui all’articolo 31, comma 4, del medesimodecreto legislativo n. 58 del 1998. L’impiego delle somme affluite alFondo, con riguardo a quelle relative alla violazione delle norme chedisciplinano le attivita’ di cui alla parte II del citato decretolegislativo n. 58 del 1998, e’ condizionato all’accertamento, consentenza passata in giudicato o con lodo arbitrale non piu’impugnabile, della violazione sanzionata. Nel caso di incapienza delFondo resta fermo quanto previsto dall’ultimo periodo del comma 5-terdell’articolo 2 del presente decreto. La CONSOB adotta le occorrentimisure affinche’ gli importi delle sanzioni amministrative pecuniariedi cui al primo periodo affluiscano, nella misura spettante,contestualmente al versamento da parte del soggetto obbligato,direttamente al bilancio della CONSOB, per essere destinate alFondo».

45. Al decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, sono apportatele seguenti modificazioni:

a) nel titolo, le parole: «fondo di garanzia per i risparmiatorie gli investitori» sono sostituite dalle seguenti: «Fondo per latutela stragiudiziale dei risparmiatori e degli investitori»;

b) la rubrica del capo II e’ sostituita dalla seguente: «Fondoper la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e degli investitori».

46. Nelle more del coordinamento da effettuare ai sensidell’articolo 9, comma 1, lettera u), della legge 9 luglio 2015, n.114, e allo scopo di assicurare tempestivamente ai risparmiatori eagli investitori una procedura di effettiva tutela stragiudizialedelle controversie, la CONSOB, rispetto agli oneri attualmentesostenuti per il funzionamento della Camera di conciliazione earbitrato di cui all’articolo 2, commi da 1 a 5, del decretolegislativo 8 ottobre 2007, n. 179, provvede alle maggiori spese difunzionamento occorrenti per rendere operativo l’organo di cuiall’articolo 2, comma 5-ter, del citato decreto legislativo n. 179del 2007 mediante il ricorso, senza nuovi o maggiori oneri per lafinanza pubblica e fatto salvo quanto previsto dalle disposizioni dicui al comma 44 del presente articolo, alle risorse di cuiall’articolo 40, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, esuccessive modificazioni, nonche’ agli importi posti a carico degliutenti delle procedure medesime.

47. Gli articoli 2, commi da 1 a 5, 3, 4, 5 e 6 del decretolegislativo 8 ottobre 2007, n. 179, sono abrogati dalla data in cuidiviene operativo l’organo decidente di cui al comma 5-terdell’articolo 2 del citato decreto legislativo n. 179 del 2007. Ilregolamento della CONSOB indicato al citato comma 5-ter dell’articolo2 del decreto legislativo n. 179 del 2007 prevede, altresi’, ledisposizioni transitorie per la definizione delle procedure diconciliazione che risultano avviate e non ancora concluse alla datain cui diviene operativo l’organo decidente di cui al primo periodo.

48. Dall’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 35 a 47non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanzapubblica.

49. Il termine di cui all’articolo unico del decreto del Ministrodell’interno 13 maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.115 del 20 maggio 2015, deve intendersi riferito al 31 luglio 2015,in quanto ultimo giorno del mese di luglio.

50. Per l’intera durata del programma «Erasmus +», alle borse distudio per la mobilita’ internazionale erogate a favore deglistudenti delle universita’ e delle istituzioni di alta formazioneartistica, musicale e coreutica (AFAM), ai sensi dell’articolo 6,paragrafo 1, e dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), delregolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,dell’11 dicembre 2013, si applicano le esenzioni previsteall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 2003, n. 170.

51. All’articolo 6 della legge 30 novembre 1989, n. 398, dopo ilcomma 6 e’ inserito il seguente:

«6-bis. Le somme corrisposte a titolo di borsa di studio per lafrequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole dispecializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per losvolgimento di attivita’ di ricerca dopo il dottorato e per i corsidi perfezionamento all’estero, erogate dalla provincia autonoma diBolzano, sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisichenei confronti dei percipienti».

52. Le disposizioni di cui al comma 51 si applicano per i periodid’imposta per i quali non siano ancora scaduti i termini diaccertamento e di riscossione ai sensi della normativa vigente.

53. All’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:

«6-bis. Per gli immobili locati a canone concordato di cui allalegge 9 dicembre 1998, n. 431, l’imposta, determinata applicandol’aliquota stabilita dal comune ai sensi del comma 6, e’ ridotta al75 per cento».

54. Al comma 678 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.147, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per gli immobililocati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431,l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune aisensi del comma 683, e’ ridotta al 75 per cento».

55. All’articolo 1, nota II-bis), della tariffa, parte prima,allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta diregistro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile1986, n. 131, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: «4-bis. L’aliquota del 2 per cento si applica anche agli atti diacquisto per i quali l’acquirente non soddisfa il requisito di cuialla lettera c) del comma 1 e per i quali i requisiti di cui allelettere a) e b) del medesimo comma si verificano senza tener contodell’immobile acquistato con le agevolazioni elencate nella letterac), a condizione che quest’ultimo immobile sia alienato entro un annodalla data dell’atto. In mancanza di detta alienazione, all’atto dicui al periodo precedente si applica quanto previsto dal comma 4».

56. Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, sidetrae dall’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare,il 50 per cento dell’importo corrisposto per il pagamentodell’imposta sul valore aggiunto in relazione all’acquisto,effettuato entro il 31 dicembre 2016, di unita’ immobiliari adestinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi dellanormativa vigente, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse. Ladetrazione di cui al precedente periodo e’ pari al 50 per centodell’imposta dovuta sul corrispettivo d’acquisto ed e’ ripartita indieci quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese enei nove periodi d’imposta successivi.

57. Tutti gli atti e i provvedimenti emanati in esecuzione deipiani di ricomposizione fondiaria e di riordino fondiario promossidalle regioni, dalle province, dai comuni e dalle comunita’ montanesono esenti da imposta di registro, ipotecaria, catastale e di bollo.

58. Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000,n. 212, l’articolo 32, secondo comma, del decreto del Presidentedella Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, si interpreta nel sensoche l’imposta di registro in misura fissa e l’esenzione dalle imposteipotecarie e catastali si applicano agli atti di trasferimento dellaproprieta’ delle aree previste al titolo III della legge 22 ottobre1971, n. 865, indipendentemente dal titolo di acquisizione dellaproprieta’ da parte degli enti locali.

59. L’articolo 13 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e’sostituito dal seguente:

«Art. 13 – (Patti contrari alla legge) – 1. E’ nulla ognipattuizione volta a determinare un importo del canone di locazionesuperiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato. E’fatto carico al locatore di provvedere alla registrazione nel termineperentorio di trenta giorni, dandone documentata comunicazione, neisuccessivi sessanta giorni, al conduttore ed all’amministratore delcondominio, anche ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di tenutadell’anagrafe condominiale di cui all’articolo 1130, numero 6), delcodice civile.

2. Nei casi di nullita’ di cui al comma 1 il conduttore, con azioneproponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegna dell’immobilelocato, puo’ chiedere la restituzione delle somme corrisposte inmisura superiore al canone risultante dal contratto scritto eregistrato.

3. E’ nulla ogni pattuizione volta a derogare ai limiti di duratadel contratto stabiliti dalla presente legge.

4. Per i contratti di cui al comma 3 dell’articolo 2 e’ nulla ognipattuizione volta ad attribuire al locatore un canone superiore aquello massimo definito dagli accordi conclusi in sede locale perimmobili aventi le medesime caratteristiche e appartenenti allemedesime tipologie. Per i contratti stipulati in base al comma 1dell’articolo 2, e’ nulla, ove in contrasto con le disposizioni dellapresente legge, qualsiasi pattuizione diretta ad attribuire allocatore un canone superiore a quello contrattualmente stabilito.

5. Per i conduttori che, per gli effetti della disciplina di cuiall’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 14 marzo 2011,n. 23, prorogati dall’articolo 5, comma 1-ter, del decreto-legge 28marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23maggio 2014, n. 80, hanno versato, nel periodo intercorso dalla datadi entrata in vigore del decreto legislativo n. 23 del 2011 al giorno16 luglio 2015, il canone annuo di locazione nella misura stabilitadalla disposizione di cui al citato articolo 3, comma 8, del decretolegislativo n. 23 del 2011, l’importo del canone di locazione dovutoovvero dell’indennita’ di occupazione maturata, su base annua, e’pari al triplo della rendita catastale dell’immobile, nel periodoconsiderato.

6. Nei casi di nullita’ di cui al comma 4 il conduttore, con azioneproponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegna dell’immobilelocato, puo’ richiedere la restituzione delle somme indebitamenteversate. Nei medesimi casi il conduttore puo’ altresi’ richiedere,con azione proponibile dinanzi all’autorita’ giudiziaria, che lalocazione venga ricondotta a condizioni conformi a quanto previstodal comma 1 dell’articolo 2 ovvero dal comma 3 dell’articolo 2. Taleazione e’, altresi’, consentita nei casi in cui il locatore non abbiaprovveduto alla prescritta registrazione del contratto nel termine dicui al comma 1 del presente articolo. Nel giudizio che accertal’esistenza del contratto di locazione il giudice determina il canonedovuto, che non puo’ eccedere quello del valore minimo definito aisensi dell’articolo 2 ovvero quello definito ai sensi dell’articolo5, commi 2 e 3, nel caso di conduttore che abiti stabilmentel’alloggio per i motivi ivi regolati. L’autorita’ giudiziariastabilisce la restituzione delle somme eventualmente eccedenti.

7. Le disposizioni di cui al comma 6 devono ritenersi applicabili atutte le ipotesi ivi previste insorte sin dall’entrata in vigoredella presente legge.

8. I riferimenti alla registrazione del contratto di cui allapresente legge non producono effetti se non vi e’ obbligo diregistrazione del contratto stesso».

60. All’articolo 11, comma 1, del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, dopo lalettera g) e’ aggiunta la seguente:

«g-bis) le associazioni sportive dilettantistiche, le quali:

1) non hanno fini di lucro;

2) sono affiliate alle federazioni sportive nazionali o aglienti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delleleggi vigenti;

3) svolgono attivita’ sportiva dilettantistica, come definitadalla normativa regolamentare degli organismi affilianti».

61. All’articolo 77, comma 1, del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, a decorrere dal 1° gennaio 2017, con effettoper i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre2016, le parole: «27,5 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «24per cento».

62. All’articolo 27, comma 3-ter, del decreto del Presidente dellaRepubblica 29 settembre 1973, n. 600, a decorrere dal 1° gennaio2017, con effetto per i periodi d’imposta successivi a quello incorso al 31 dicembre 2016, le parole: «dell’1,375 per cento» sonosostituite dalle seguenti: «dell’1,20 per cento».

63. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23dicembre 2014, n. 190, e’ rifinanziato nella misura di 632,5 milionidi euro per l’anno 2016 e di 854,53 milioni di euro per l’anno 2017ed e’ ridotto nella misura di 1,37 milioni di euro a decorreredall’anno 2018. Le dotazioni finanziarie di parte corrente dellemissioni di spesa di ciascun Ministero, di cui all’articolo 21, comma5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono ridottenella misura di 171,7 milioni di euro per l’anno 2018.

64. In relazione ai commi 61 e 62, con decreto del Ministrodell’economia e delle finanze sono proporzionalmente rideterminate lepercentuali di cui agli articoli 47, comma 1, 58, comma 2, 59 e 68,comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decretodel Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonche’ lapercentuale di cui all’articolo 4, comma 1, lettera q), del decretolegislativo 12 dicembre 2003, n. 344. La rideterminazione dellepercentuali di cui agli articoli 58, comma 2, e 68, comma 3, delcitato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblican. 917 del 1986 non si applica ai soggetti di cui all’articolo 5 delmedesimo testo unico. Con il medesimo decreto sono altresi’determinate la normativa transitoria e le relative decorrenze.

65. Per gli enti creditizi e finanziari di cui al decretolegislativo 27 gennaio 1992, n. 87, e per la Banca d’Italia,l’aliquota di cui all’articolo 77 del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, e’ applicata con una addizionale di 3,5 puntipercentuali.

66. I soggetti che hanno esercitato l’opzione per la tassazione digruppo di cui all’articolo 117 del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, e i soggetti che hanno esercitato, in qualita’di partecipati, l’opzione per la trasparenza fiscale di cuiall’articolo 115 del citato testo unico assoggettano autonomamente ilproprio reddito imponibile all’addizionale prevista dal comma 65 delpresente articolo e provvedono al relativo versamento; i soggetti chehanno esercitato, in qualita’ di partecipanti, l’opzione per latrasparenza fiscale di cui al citato articolo 115 del medesimo testounico assoggettano il proprio reddito imponibile all’addizionaleprevista dal comma 65 del presente articolo senza tener conto delreddito imputato dalla societa’ partecipata.

67. All’articolo 96, comma 5-bis, del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:«Gli interessi passivi sostenuti dalle imprese di assicurazione edalle societa’ capogruppo di gruppi assicurativi sono deducibili neilimiti del 96 per cento del loro ammontare».

68. All’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 15 dicembre1997, n. 446, il secondo periodo e’ soppresso.

69. Le disposizioni di cui ai commi da 65 a 68 si applicano adecorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31dicembre 2016.

70. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportatele seguenti modificazioni:

a) all’articolo 3:

1) al comma 1, la lettera d) e’ abrogata;

2) al comma 2, dopo la lettera c) e’ aggiunta la seguente: «c-bis) i soggetti che esercitano una attivita’ agricola ai sensidell’articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, isoggetti di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 18 maggio2001, n. 227, nonche’ le cooperative e loro consorzi di cuiall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29settembre 1973, n. 601»;

b) all’articolo 4, comma 2, primo periodo, le parole: «e leimprese agricole» e le parole: «e all’estensione dei terreni» sonosoppresse;

c) all’articolo 9:

1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Determinazione delvalore della produzione netta per alcuni soggetti del settoreagricolo»;

2) al comma 1, le parole: «i soggetti di cui all’articolo 3,comma 1, lettera d), e per» sono soppresse;

d) all’articolo 12, comma 2, primo periodo, le parole: «, ovveroderivante da imprese agricole esercitate nel territorio stesso» sonosoppresse;

e) all’articolo 45, il comma 1 e’ abrogato.

71. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il comma238 e’ abrogato.

72. Le disposizioni del comma 70 si applicano a decorrere dalperiodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015.

73. All’articolo 11, comma 4-octies, del decreto legislativo 15dicembre 1997, n. 446, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ladeduzione di cui al periodo precedente e’ ammessa altresi’, neilimiti del 70 per cento della differenza ivi prevista, calcolata perogni lavoratore stagionale impiegato per almeno centoventi giorni perdue periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulatocon lo stesso datore di lavoro nell’arco temporale di due anni apartire dalla data di cessazione del precedente contratto».

74. Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, conmodificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate leseguenti modificazioni:

a) all’articolo 14, le parole: «31 dicembre 2015», ovunquericorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016» e dopoil comma 2-bis e’ inserito il seguente:

«2-ter. Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comunidegli edifici condominiali, i soggetti di cui all’articolo 11, comma2, e all’articolo 13, comma 1, lettera a), e comma 5, lettera a), deltesto unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successivemodificazioni, in luogo della detrazione di cui al comma 1 delpresente articolo possono optare per la cessione del corrispondentecredito ai fornitori che hanno effettuato i predetti interventi, conmodalita’ da definire con provvedimento del direttore dell’Agenziadelle entrate, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entratain vigore della presente disposizione»;

b) all’articolo 15, comma 1, le parole: «31 dicembre 2015» sonosostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016»;

c) all’articolo 16, le parole: «31 dicembre 2015», ovunquericorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».

75. Le giovani coppie costituenti un nucleo familiare composto daconiugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo daalmeno tre anni, in cui almeno uno dei due componenti non abbiasuperato i trentacinque anni, acquirenti di unita’ immobiliare daadibire ad abitazione principale, beneficiano di una detrazionedall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per lespese documentate sostenute per l’acquisto di mobili ad arredo dellamedesima unita’ abitativa. La detrazione di cui al presente comma, daripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pariimporto, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenutedal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 ed e’ calcolata su unammontare complessivo non superiore a 16.000 euro. Il beneficio dicui al presente comma non e’ cumulabile con quello di cui allalettera c) del comma 74.

76. Con il contratto di locazione finanziaria di immobile daadibire ad abitazione principale, la banca o l’intermediariofinanziario iscritto nell’albo di cui all’articolo 106 del testounico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decretolegislativo 1° settembre 1993, n. 385, si obbliga ad acquistare o afar costruire l’immobile su scelta e secondo le indicazionidell’utilizzatore, che se ne assume tutti i rischi, anche diperimento, e lo mette a disposizione per un dato tempo verso undeterminato corrispettivo che tenga conto del prezzo di acquisto o dicostruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contrattol’utilizzatore ha la facolta’ di acquistare la proprieta’ del bene aun prezzo prestabilito.

77. All’acquisto dell’immobile oggetto del contratto di locazionefinanziaria si applica l’articolo 67, terzo comma, lettera a), delregio decreto 16 marzo 1942, n. 267.

78. In caso di risoluzione del contratto di locazione finanziariaper inadempimento dell’utilizzatore, il concedente ha diritto allarestituzione del bene ed e’ tenuto a corrispondere all’utilizzatorequanto ricavato dalla vendita o da altra collocazione del beneavvenute a valori di mercato, dedotta la somma dei canoni scaduti enon pagati fino alla data della risoluzione, dei canoni a scadereattualizzati e del prezzo pattuito per l’esercizio dell’opzionefinale di acquisto. L’eventuale differenza negativa e’ corrispostadall’utilizzatore al concedente. Nelle attivita’ di vendita ericollocazione del bene, di cui al periodo precedente, la banca ol’intermediario finanziario deve attenersi a criteri di trasparenza epubblicita’ nei confronti dell’utilizzatore.

79. Per il contratto di cui al comma 76 l’utilizzatore puo’chiedere, previa presentazione di apposita richiesta al concedente,la sospensione del pagamento dei corrispettivi periodici per non piu’di una volta e per un periodo massimo complessivo non superiore adodici mesi nel corso dell’esecuzione del contratto medesimo. In talcaso, la durata del contratto e’ prorogata di un periodo eguale alladurata della sospensione. L’ammissione al beneficio della sospensionee’ subordinata esclusivamente all’accadimento di almeno uno deiseguenti eventi, intervenuti successivamente alla stipula delcontratto di cui al comma 76:

a) cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezionedelle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limitidi eta’ con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianita’, dilicenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, didimissioni del lavoratore non per giusta causa;

b) cessazione dei rapporti di lavoro di cui all’articolo 409,numero 3), del codice di procedura civile, ad eccezione delle ipotesidi risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, direcesso del lavoratore non per giusta causa.

80. Al termine della sospensione, il pagamento dei corrispettiviperiodici riprende secondo gli importi e con la periodicita’originariamente previsti dal contratto, salvo diverso pattoeventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione dellecondizioni del contratto medesimo. Decorso il periodo di sospensione,in caso di mancata ripresa dei pagamenti si applicano le disposizionidel comma 78. La sospensione non comporta l’applicazione di alcunacommissione o spesa di istruttoria e avviene senza richiesta digaranzie aggiuntive.

81. Per il rilascio dell’immobile il concedente puo’ agire con ilprocedimento per convalida di sfratto di cui al libro IV, titolo I,capo II, del codice di procedura civile.

82. All’articolo 15, comma 1, del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera i-sexies) sono inserite leseguenti:

«i-sexies.1) i canoni, e i relativi oneri accessori, per un importonon superiore a 8.000 euro, e il costo di acquisto a frontedell’esercizio dell’opzione finale, per un importo non superiore a20.000 euro, derivanti da contratti di locazione finanziaria suunita’ immobiliari, anche da costruire, da adibire ad abitazioneprincipale entro un anno dalla consegna, sostenuti da giovani di eta’inferiore a 35 anni con un reddito complessivo non superiore a 55.000euro all’atto della stipula del contratto di locazione finanziariache non sono titolari di diritti di proprieta’ su immobili adestinazione abitativa; la detrazione spetta alle condizioni di cuialla lettera b);

i-sexies.2) le spese di cui alla lettera i-sexies.1), allecondizioni ivi indicate e per importi non superiori alla meta’ diquelli ivi indicati, sostenute da soggetti di eta’ non inferiore a 35anni con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro all’attodella stipula del contratto di locazione finanziaria che non sonotitolari di diritti di proprieta’ su immobili a destinazioneabitativa».

83. Al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta diregistro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 40, comma 1-bis, le parole: «immobilistrumentali, anche da costruire ed ancorche’ assoggettati all’impostasul valore aggiunto, di cui all’articolo 10, primo comma, numero8-ter)» sono sostituite dalle seguenti: «immobili abitativi estrumentali, anche da costruire ed ancorche’ assoggettati all’impostasul valore aggiunto, di cui all’articolo 10, primo comma, numeri8-bis) e 8-ter)»;

b) all’articolo 1 della tariffa, parte prima:

1) dopo il terzo capoverso e’ aggiunto il seguente:

«Se il trasferimento e’ effettuato nei confronti di banche eintermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attivita’ dileasing finanziario, e ha per oggetto case di abitazione, dicategoria catastale diversa da Al, A8 e A9, acquisite in locazionefinanziaria da utilizzatori per i quali ricorrono le condizioni dicui alle note II-bis) e II-sexies): 1,5 per cento»;

2) e’ aggiunta, in fine, la seguente nota:

«II-sexies) Nell’applicazione della nota II-bis) ai trasferimentieffettuati nei confronti di banche e intermediari finanziariautorizzati all’esercizio dell’attivita’ di leasing finanziario, siconsidera, in luogo dell’acquirente, l’utilizzatore e, in luogodell’atto di acquisto, il contratto di locazione finanziaria»;

c) all’articolo 8-bis della tariffa, parte prima:

1) dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:

«1-bis. Atti relativi alle cessioni, da parte degli utilizzatori,di contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto immobili adestinazione abitativa, di categoria catastale diversa da Al, A8 eA9, effettuate nei confronti di soggetti per i quali ricorrono lecondizioni di cui alle note II-bis) e II-sexies) dell’articolo 1,ancorche’ assoggettati all’imposta sul valore aggiunto, di cuiall’articolo 10, primo comma, numero 8-bis), del decreto delPresidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: 1,5 per cento.

1-ter. Atti, diversi da quelli di cui al comma 1-bis, relativi allecessioni, da parte degli utilizzatori, di contratti di locazionefinanziaria aventi ad oggetto immobili a destinazione abitativa,anche da costruire ed ancorche’ assoggettati all’imposta sul valoreaggiunto, di cui all’articolo 10, primo comma, numero 8-bis), deldecreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: 9per cento»;

2) alla nota I), le parole: «di cui al comma 1» sono sostituitedalle seguenti: «di cui ai commi 1, 1-bis e 1-ter».

84. Le disposizioni di cui ai commi 82 e 83 si applicano dal 1°gennaio 2016 al 31 dicembre 2020.

85. In attuazione del principio di salvaguardia ambientale e alfine di incentivare la sostituzione, mediante demolizione, deiveicoli di cui all’articolo 54, comma 1, lettera m), del codice dellastrada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dicategoria «euro 0», «euro 1» o «euro 2» con veicoli nuovi, aventiclassi di emissione non inferiore ad «euro 5» della medesimatipologia, e’ riconosciuto un contributo fino a un massimo di 8.000euro per ciascun veicolo acquistato. A tale fine e’ autorizzata laspesa massima di 5 milioni di euro per l’anno 2016. Il contributo e’anticipato all’acquirente dal rivenditore sotto forma di sconto sulprezzo di vendita ed e’ a questo rimborsato sotto forma di creditod’imposta di pari importo, da utilizzare in compensazione ai sensidell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Condecreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, diconcerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definitele modalita’ di attuazione, comprese quelle per usufruire del creditod’imposta, le modalita’ di comunicazione delle spese effettuate aifini della verifica della capienza dei fondi disponibili, il regimedei controlli nonche’ ogni altra disposizione necessaria per ilmonitoraggio dell’agevolazione.

86. Le disposizioni di cui al comma 85 si applicano per i veicolinuovi acquistati con contratto stipulato tra il venditore el’acquirente a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre2016 e immatricolati entro il 31 marzo 2017.

87. Le detrazioni di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto2013, n. 90, sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per lecase popolari, comunque denominati, per le spese sostenute, dal 1°gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, per interventi realizzati suimmobili di loro proprieta’ adibiti ad edilizia residenzialepubblica.

88. Le detrazioni fiscali di cui all’articolo 14 del decreto-legge4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3agosto 2013, n. 90, si applicano anche alle spese sostenute perl’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivimultimediali per il controllo da remoto degli impianti diriscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delleunita’ abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumienergetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamentoefficiente degli impianti. Tali dispositivi devono:

a) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici,mediante la fornitura periodica dei dati;

b) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e latemperatura di regolazione degli impianti;

c) consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazionesettimanale degli impianti da remoto.

89. All’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29settembre 1973, n. 601, al comma 1, lettera c-bis), dopo le parole:«e loro consorzi» sono aggiunte le seguenti: «nonche’ enti aventi lestesse finalita’ sociali dei predetti Istituti, istituiti nella formadi societa’ che rispondono ai requisiti della legislazionedell’Unione europea in materia di “in house providing” e che sianocostituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013».

90. All’articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, al comma 3, lettera b), dopo le parole: «comunque denominati,»sono inserite le seguenti: «e agli enti aventi le stesse finalita’sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di societa’ cherispondono ai requisiti della legislazione dell’Unione europea inmateria di “in house providing” e che siano costituiti e operantialla data del 31 dicembre 2013,».

91. Ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari direddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni cheeffettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, con esclusivo riferimento alladeterminazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazionefinanziaria, il costo di acquisizione e’ maggiorato del 40 per cento.

92. Fermo restando quanto disposto al comma 91 e solo per gliinvestimenti effettuati nello stesso periodo ivi previsto, sonoaltresi’ maggiorati del 40 per cento i limiti rilevanti per ladeduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazionefinanziaria dei beni di cui all’articolo 164, comma 1, lettera b),del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

93. La disposizione di cui al comma 91 non si applica agliinvestimenti in beni materiali strumentali per i quali il decreto delMinistro delle finanze 31 dicembre 1988, pubblicato nel supplementoordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989,stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento,agli investimenti in fabbricati e costruzioni, nonche’ agliinvestimenti in beni di cui all’allegato n. 3 annesso alla presentelegge.

94. Le disposizioni dei commi 91 e 92 non producono effetti sulladeterminazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta in corsoal 31 dicembre 2015. La determinazione dell’acconto dovuto per ilperiodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016 e’ effettuataconsiderando, quale imposta del periodo precedente, quella che sisarebbe determinata in assenza delle disposizioni dei citati commi 91e 92.

95. Al comma 10 dell’articolo 15 del decreto-legge 29 novembre2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio2009, n. 2, le parole: «non superiore ad un decimo» sono sostituitedalle seguenti: «non superiore ad un quinto».

96. La disposizione di cui al comma 95 si applica alle operazionidi aggregazione aziendale poste in essere a decorrere dall’eserciziosuccessivo a quello in corso al 31 dicembre 2015.

97. Le disposizioni di cui ai commi 91 e 92 non producono effettisui valori attualmente stabiliti per l’elaborazione e il calcolodegli studi di settore previsti dall’articolo 62-bis deldecreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni.

98. Alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentalinuovi indicati nel comma 99, destinati a strutture produttive ubicatenelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata,Calabria e Sicilia, ammissibili alle deroghe previste dall’articolo107, paragrafo 3, lettera a), del Trattato sul funzionamentodell’Unione europea, e nelle zone assistite delle regioni Molise,Sardegna e Abruzzo, ammissibili alle deroghe previste dall’articolo107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamentodell’Unione europea, come individuate dalla Carta degli aiuti afinalita’ regionale 2014-2020 C(2014) 6424 final del 16 settembre2014, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019 e’attribuito un credito d’imposta nella misura massima del 20 per centoper le piccole imprese, del 15 per cento per le medie imprese e del10 per cento per le grandi imprese, nei limiti e alle condizioniprevisti dalla citata Carta. Alle imprese attive nel settore dellaproduzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca edell’acquacoltura, disciplinato dal regolamento (UE) n. 1379/ 2013del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013, e nelsettore della trasformazione e della commercializzazione di prodottiagricoli e della pesca e dell’acquacoltura, che effettuanol’acquisizione di beni strumentali nuovi, gli aiuti sono concessi neilimiti e alle condizioni previsti dalla normativa europea in materiadi aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale e delle zone ruralie ittico.

99. Per le finalita’ di cui al comma 98, sono agevolabili gliinvestimenti, facenti parte di un progetto di investimento inizialecome definito all’articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE)n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, relativiall’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, dimacchinari, impianti e attrezzature varie destinati a struttureproduttive gia’ esistenti o che vengono impiantate nel territorio.

100. L’agevolazione non si applica ai soggetti che operano neisettori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzionenavale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relativeinfrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia edelle infrastrutture energetiche, nonche’ ai settori creditizio,finanziario e assicurativo. L’agevolazione, altresi’, non si applicaalle imprese in difficolta’ come definite dalla comunicazione dellaCommissione europea 2014/C 249/01, del 31 luglio 2014.

101. Il credito d’imposta e’ commisurato alla quota del costocomplessivo dei beni indicati nel comma 99, nel limite massimo, perciascun progetto di investimento, pari a 1,5 milioni di euro per lepiccole imprese, a 5 milioni di euro per le medie imprese e a 15milioni di euro per le grandi imprese, eccedente gli ammortamentidedotti nel periodo d’imposta, relativi alle medesime categorie deibeni d’investimento della stessa struttura produttiva, ad esclusionedegli ammortamenti dei beni che formano oggetto dell’investimentoagevolato. Per gli investimenti effettuati mediante contratti dilocazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore perl’acquisto dei beni; tale costo non comprende le spese dimanutenzione.

102. Il credito d’imposta non e’ cumulabile con aiuti de minimis econ altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costiammessi al beneficio.

103. I soggetti che intendono avvalersi del credito d’impostadevono presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate.Le modalita’, i termini di presentazione e il contenuto dellacomunicazione sono stabiliti con provvedimento del direttoredell’Agenzia medesima, da emanare entro sessanta giorni dalla data dipubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.L’Agenzia delle entrate comunica alle imprese l’autorizzazione allafruizione del credito d’imposta.

104. Il credito d’imposta e’ utilizzabile esclusivamente incompensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, a decorrere dalperiodo d’imposta in cui e’ stato effettuato l’investimento e deveessere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodod’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni deiredditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nelquale se ne conclude l’utilizzo. Al credito d’imposta non si applicail limite di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre2007, n. 244.

105. Se i beni oggetto dell’agevolazione non entrano in funzioneentro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loroacquisizione o ultimazione, il credito d’imposta e’ rideterminatoescludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entratiin funzione. Se, entro il quinto periodo d’imposta successivo aquello nel quale sono entrati in funzione, i beni sono dismessi,ceduti a terzi, destinati a finalita’ estranee all’eserciziodell’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse daquelle che hanno dato diritto all’agevolazione, il credito d’impostae’ rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo deibeni anzidetti; se nel periodo d’imposta in cui si verifica una dellepredette ipotesi vengono acquisiti beni della stessa categoria diquelli agevolati, il credito d’imposta e’ rideterminato escludendo ilcosto non ammortizzato degli investimenti agevolati per la parte cheeccede i costi delle nuove acquisizioni. Per i beni acquisiti inlocazione finanziaria le disposizioni di cui al presente comma siapplicano anche se non viene esercitato il riscatto. Il creditod’imposta indebitamente utilizzato rispetto all’importo rideterminatosecondo le disposizioni del presente comma e’ versato entro iltermine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sui redditidovuta per il periodo d’imposta in cui si verificano le ipotesi iviindicate.

106. Qualora, a seguito dei controlli, sia accertata l’indebitafruizione, anche parziale, del credito d’imposta per il mancatorispetto delle condizioni richieste dalla norma ovvero a causadell’inammissibilita’ dei costi sulla base dei quali e’ statodeterminato l’importo fruito, l’Agenzia delle entrate provvede alrecupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioniprevisti dalla legge.

107. L’agevolazione di cui ai commi da 98 a 106 e’ concessa nelrispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento (UE)n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiaraalcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno inapplicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamentodell’Unione europea, e in particolare dall’articolo 14 del medesimoregolamento, che disciplina gli aiuti a finalita’ regionale agliinvestimenti.

108. Gli oneri derivanti dai commi da 98 a 107 sono valutati in 617milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019; ilpredetto importo e’ corrispondentemente iscritto in apposito capitolodi spesa dello stato di previsione del Ministero dell’economia edelle finanze. Ai predetti oneri si fa fronte per 250 milioni di euroannui, relativamente alle agevolazioni concesse alle piccole e medieimprese, a valere sulle risorse europee e di cofinanziamentonazionale previste nel programma operativo nazionale «Imprese eCompetitivita’ 2014/ 2020» e nei programmi operativi relativi alFondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2014/2020 delle regioni incui si applica l’incentivo. A tal fine le predette risorse sonoannualmente versate all’entrata del bilancio dello Stato. Leamministrazioni titolari dei predetti programmi comunicano alMinistero dell’economia e delle finanze – Dipartimento dellaRagioneria generale dello Stato gli importi, europei e nazionali,riconosciuti a titolo di credito d’imposta dall’Unione europea, daversare all’entrata del bilancio dello Stato. Nelle more dellaconclusione della procedura finalizzata all’individuazione dellerisorse, alla regolazione contabile delle compensazioni esercitate aisensi del presente comma si provvede mediante anticipazioni a caricodelle disponibilita’ del Fondo di rotazione di cui all’articolo 5della legge 16 aprile 1987, n. 183. Le risorse cosi’ anticipatevengono reintegrate al Fondo, per la parte relativa all’Unioneeuropea, a valere sui successivi accrediti delle corrispondentirisorse dell’Unione europea in favore dei citati programmi operativie, per la parte di cofinanziamento nazionale, a valere sullecorrispondenti quote di cofinanziamento nazionale riconosciute aseguito delle predette rendicontazioni di spesa.

109. Entro il 31 marzo 2016 si provvede, con le procedure di cuiall’articolo 4, comma 3, del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76,convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, allaricognizione delle risorse del Fondo di rotazione di cui all’articolo5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, gia’ destinate agli interventidel Piano di Azione Coesione (PAC), non ancora oggetto di impegnigiuridicamente vincolanti rispetto ai cronoprogrammi approvati. A talfine, le amministrazioni titolari di interventi del PAC, approvatialla data di entrata in vigore della presente legge, inviano alsistema di monitoraggio nazionale, entro il 31 gennaio 2016, i datirelativi alle risorse impegnate e pagate per ciascuna linea diintervento.

110. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,adottato entro il 30 aprile 2016 di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali, e’ determinato l’ammontare delle risorsedisponibili in esito alla ricognizione di cui al comma 109 ed e’disposto l’utilizzo delle stesse per l’estensione dell’esonerocontributivo di cui ai commi 178 e 179 alle assunzioni a tempoindeterminato effettuate nell’anno 2017 in favore dei datori dilavoro privati, operanti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania,Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, alle medesimecondizioni previste dai predetti commi, eventualmente rimodulando ladurata temporale e l’entita’ dell’esonero e comunque assicurando unamaggiorazione della percentuale di decontribuzione e del relativoimporto massimo per l’assunzione di donne di qualsiasi eta’, prive diun impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, in ragionedelle risorse che si renderanno disponibili ai sensi del comma 109,la cui efficacia e’ subordinata all’autorizzazione della Commissioneeuropea ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sulfunzionamento dell’Unione europea.

111. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) la lettera d) del comma 54 e’ abrogata;

b) al comma 57, dopo la lettera d) e’ aggiunta la seguente:

«d-bis) i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditidi lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavorodipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testounico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, eccedenti l’importo di30.000 euro; la verifica di tale soglia e’ irrilevante se il rapportodi lavoro e’ cessato»;

c) al comma 65, alinea, le parole: «e per i due successivi, ilreddito determinato ai sensi del comma 64 e’ ridotto di un terzo»sono sostituite dalle seguenti: «e per i quattro successivi,l’aliquota di cui al comma 64 e’ stabilita nella misura del 5 percento»;

d) il comma 77 e’ sostituito dal seguente:

«77. Il reddito forfettario determinato ai sensi dei precedenticommi costituisce base imponibile ai sensi dell’articolo 1 dellalegge 2 agosto 1990, n. 233. Su tale reddito si applica lacontribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35 per cento.Si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione dicui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335». 112. L’allegato n. 4 annesso alla legge 23 dicembre 2014, n. 190,e’ sostituito dal seguente:

«ALLEGATO 4
Articolo 1, comma 54, lettera a)

(Regime fiscale per lavoratori autonomi)

Progressivo  Gruppo di settore  Codici attivita’ ATECO 2007 Valore soglia dei ricavi/compensi Redditivita’
1 Industrie alimentari e delle bevande (10-11)  45.000 40%
2   Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45- (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) -47.9 50.000 40%
3 Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40.000 40%
4 Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 30.000   54%
5   Costruzioni e attivita’ immobiliari  (41 – 42 – 43) – (68)  25.000    86%  
6 Intermediari del commercio  46.1  25.000    62%  
7 Attivita’ dei servizi di alloggio e di ristorazione  (55-56) 50.000 40%
8 Attivita’ professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72- 73 – 74 – 75) – (85) -(86 – 87 – 88) (01 – 02 – 03)- (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22- 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35)- (36 – 37 -38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 -91 – 92 – 93) –  (94 – 95 – 30.000 78%
9   Altre attivita’ economiche 96) -(97 – 98) – (99)   30.000   67%

».

113. Le disposizioni di cui alla lettera c) del comma 111 siapplicano, per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, anche ai soggettiche nel 2015 hanno iniziato una nuova attivita’, avvalendosi delledisposizioni di cui all’articolo 1, comma 65, della citata legge n.190 del 2014, vigente anteriormente alle modifiche di cui allalettera c) del comma 111.

114. Fermo restando il trattamento previdenziale per i soci dellecooperative artigiane che stabiliscono un rapporto di lavoro in formaautonoma ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile2001, n. 142, ai fini dell’imposta sul reddito si applica l’articolo50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successivemodificazioni.

115. Le societa’ in nome collettivo, in accomandita semplice, aresponsabilita’ limitata, per azioni e in accomandita per azioni che,entro il 30 settembre 2016, assegnano o cedono ai soci beni immobili,diversi da quelli indicati nell’articolo 43, comma 2, primo periodo,del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o beni mobiliiscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentalinell’attivita’ propria dell’impresa, possono applicare ledisposizioni dei commi dal presente al comma 120 a condizione chetutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto,alla data del 30 settembre 2015, ovvero che vengano iscritti entrotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore al 1°ottobre 2015. Le medesime disposizioni si applicano alle societa’ chehanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predettibeni e che entro il 30 settembre 2016 si trasformano in societa’semplici.

116. Sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o,in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto dellatrasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto, si applicaun’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’impostaregionale sulle attivita’ produttive nella misura dell’8 per centoovvero del 10,5 per cento per le societa’ considerate non operativein almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corsoal momento della assegnazione, cessione o trasformazione. Le riservein sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione deibeni ai soci e quelle delle societa’ che si trasformano sonoassoggettate ad imposta sostitutiva nella misura del 13 per cento.

117. Per gli immobili, su richiesta della societa’ e nel rispettodelle condizioni prescritte, il valore normale puo’ esseredeterminato in misura pari a quello risultante dall’applicazioneall’ammontare delle rendite risultanti in catasto dei moltiplicatorideterminati con i criteri e le modalita’ previsti dal primo periododel comma 4 dell’articolo 52 del testo unico delle disposizioniconcernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. In caso di cessione, ai finidella determinazione dell’imposta sostitutiva, il corrispettivo dellacessione, se inferiore al valore normale del bene, determinato aisensi dell’articolo 9 del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, e successive modificazioni, o in alternativa, ai sensi del primoperiodo, e’ computato in misura non inferiore ad uno dei due valori.

118. Il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quotepossedute dai soci delle societa’ trasformate va aumentato delladifferenza assoggettata ad imposta sostitutiva. Nei confronti deisoci assegnatari non si applicano le disposizioni di cui ai commi 1,secondo periodo, e da 5 a 8 dell’articolo 47 del citato testo unicodelle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica n. 917 del 1986. Tuttavia, il valore normale dei beniricevuti, al netto dei debiti accollati, riduce il costo fiscalmentericonosciuto delle azioni o quote possedute.

119. Per le assegnazioni e le cessioni ai soci di cui ai commi da115 a 118, le aliquote dell’imposta proporzionale di registroeventualmente applicabili sono ridotte alla meta’ e le imposteipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.

120. Le societa’ che si avvalgono delle disposizioni di cui aicommi da 115 a 118 devono versare il 60 per cento dell’impostasostitutiva entro il 30 novembre 2016 e la restante parte entro il 16giugno 2017, con i criteri di cui al decreto legislativo 9 luglio1997, n. 241. Per la riscossione, i rimborsi ed il contenzioso siapplicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.

121. L’imprenditore individuale che alla data del 31 ottobre 2015possiede beni immobili strumentali di cui all’articolo 43, comma 2,del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, puo’, entro il31 maggio 2016, optare per l’esclusione dei beni stessi dalpatrimonio dell’impresa, con effetto dal periodo di imposta in corsoalla data del 1° gennaio 2016, mediante il pagamento di una impostasostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche edell’imposta regionale sulle attivita’ produttive nella misura dell’8per cento della differenza tra il valore normale di tali beni ed ilrelativo valore fiscalmente riconosciuto. Si applicano, in quantocompatibili, le disposizioni dei commi da 115 a 120.

122. Gli oneri previsti dall’articolo 4, comma 14, della legge 12novembre 2011, n. 183, e relativi agli accertamenticlinico-strumentali e di laboratorio indicati dall’amministrazioneper il reclutamento del personale volontario per le esigenze deidistaccamenti volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco dicui all’articolo 9, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 8marzo 2006, n. 139, sono a carico della medesima.

123. All’articolo 11, comma 4-bis, lettera d-bis), del decretolegislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, leparole: «di euro 2.500, di euro 1.875, di euro 1.250 e di euro 625»sono sostituite dalle seguenti: «di euro 5.000, di euro 3.750, dieuro 2.500 e di euro 1.250».

124. Le disposizioni di cui al comma 123 si applicano a decorreredal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre2015.

125. All’articolo 2 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.446, concernente il presupposto dell’imposta regionale sulleattivita’ produttive, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:

«1-bis. Non sussiste autonoma organizzazione ai fini dell’impostanel caso di medici che abbiano sottoscritto specifiche convenzionicon le strutture ospedaliere per lo svolgimento della professioneall’interno di tali strutture, laddove gli stessi percepiscano perl’attivita’ svolta presso le medesime strutture piu’ del 75 per centodel proprio reddito complessivo. Sono in ogni caso irrilevanti, aifini della sussistenza dell’autonoma organizzazione, l’ammontare delreddito realizzato e le spese direttamente connesse all’attivita’svolta. L’esistenza dell’autonoma organizzazione e’ comunqueconfigurabile in presenza di elementi che superano lo standard e iparametri previsti dalla convenzione con il Servizio sanitarionazionale».

126. L’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 633, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 26. – (Variazioni dell’imponibile o dell’imposta). – 1. Ledisposizioni degli articoli 21 e seguenti devono essere osservate, inrelazione al maggiore ammontare, tutte le volte che successivamenteall’ emissione della fattura o alla registrazione di cui agliarticoli 23 e 24 l’ammontare imponibile di un’operazione o quellodella relativa imposta viene ad aumentare per qualsiasi motivo,compresa la rettifica di inesattezze della fatturazione o dellaregistrazione.

2. Se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura,successivamente alla registrazione di cui agli articoli 23 e 24,viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l’ammontareimponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullita’,annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o inconseguenza dell’applicazione di abbuoni o sconti previsticontrattualmente, il cedente del bene o prestatore del servizio hadiritto di portare in detrazione ai sensi dell’articolo 19 l’impostacorrispondente alla variazione, registrandola a norma dell’articolo25.

3. La disposizione di cui al comma 2 non puo’ essere applicata dopoil decorso di un anno dall’effettuazione dell’operazione imponibilequalora gli eventi ivi indicati si verifichino in dipendenza disopravvenuto accordo fra le parti e puo’ essere applicata, entro lostesso termine, anche in caso di rettifica di inesattezze dellafatturazione che abbiano dato luogo all’applicazione dell’articolo21, comma 7.

4. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche in caso dimancato pagamento, in tutto o in parte, da parte del cessionario ocommittente:

a) a partire dalla data in cui quest’ultimo e’ assoggettato a unaprocedura concorsuale o dalla data del decreto che omologa un accordodi ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis del regiodecreto 16 marzo 1942, n. 267, o dalla data di pubblicazione nelregistro delle imprese di un piano attestato ai sensi dell’articolo67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;

b) a causa di procedure esecutive individuali rimasteinfruttuose.

5. Ove il cedente o prestatore si avvalga della facolta’ di cui alcomma 2, il cessionario o committente, che abbia gia’ registratol’operazione ai sensi dell’articolo 25, deve in tal caso registrarela variazione a norma dell’articolo 23 o dell’articolo 24, nei limitidella detrazione operata, salvo il suo diritto alla restituzionedell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa.L’obbligo di cui al primo periodo non si applica nel caso diprocedure concorsuali di cui al comma 4, lettera a).

6. Nel caso in cui, successivamente agli eventi di cui al comma 4,il corrispettivo sia pagato, in tutto o in parte, si applica ladisposizione di cui al comma 1. In tal caso, il cessionario ocommittente che abbia assolto all’obbligo di cui al comma 5 hadiritto di portare in detrazione ai sensi dell’articolo 19 l’impostacorrispondente alla variazione in aumento.

7. La correzione di errori materiali o di calcolo nelleregistrazioni di cui agli articoli 23, 25 e 39 e nelle liquidazioniperiodiche di cui all’articolo 27, all’articolo 1 del regolamento dicui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100,e successive modificazioni, e all’articolo 7 del regolamento di cuial decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, esuccessive modificazioni, deve essere fatta, mediante annotazionedelle variazioni dell’imposta in aumento nel registro di cuiall’articolo 23 e delle variazioni dell’imposta in diminuzione nelregistro di cui all’articolo 25. Con le stesse modalita’ devonoessere corretti, nel registro di cui all’articolo 24, gli errorimateriali inerenti alla trascrizione di dati indicati nelle fatture onei registri tenuti a norma di legge.

8. Le variazioni di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 e quelle per errori diregistrazione di cui al comma 7 possono essere effettuate dal cedenteo prestatore del servizio e dal cessionario o committente anchemediante apposite annotazioni in rettifica rispettivamente suiregistri di cui agli articoli 23 e 24 e sul registro di cuiall’articolo 25.

9. Nel caso di risoluzione contrattuale, relativa a contratti aesecuzione continuata o periodica, conseguente a inadempimento, lafacolta’ di cui al comma 2 non si estende a quelle cessioni e aquelle prestazioni per cui sia il cedente o prestatore che ilcessionario o committente abbiano correttamente adempiuto alleproprie obbligazioni.

10. La facolta’ di cui al comma 2 puo’ essere esercitata,ricorrendo i presupposti di cui a tale disposizione, anche daicessionari e committenti debitori dell’imposta ai sensi dell’articolo17 o dell’articolo 74 del presente decreto ovvero dell’articolo 44del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, conmodificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successivemodificazioni. In tal caso, si applica ai cessionari o committenti ladisposizione di cui al comma 5.

11. Ai fini del comma 4, lettera a), il debitore si consideraassoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenzadichiarativa del fallimento o del provvedimento che ordina laliquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione allaprocedura di concordato preventivo o del decreto che dispone laprocedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese incrisi.

12. Ai fini del comma 4, lettera b), una procedura esecutivaindividuale si considera in ogni caso infruttuosa:

a) nell’ipotesi di pignoramento presso terzi, quando dal verbaledi pignoramento redatto dall’ufficiale giudiziario risulti che pressoil terzo pignorato non vi sono beni o crediti da pignorare;

b) nell’ipotesi di pignoramento di beni mobili, quando dalverbale di pignoramento redatto dall’ufficiale giudiziario risulti lamancanza di beni da pignorare ovvero l’impossibilita’ di accesso aldomicilio del debitore ovvero la sua irreperibilita’;

c) nell’ipotesi in cui, dopo che per tre volte l’asta per lavendita del bene pignorato sia andata deserta, si decida diinterrompere la procedura esecutiva per eccessiva onerosita’».

127. Le disposizioni di cui all’articolo 26, comma 4, lettera a), ecomma 5, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica26 ottobre 1972, n. 633, nel testo risultante dalle modificheapportate dal comma 126, si applicano nei casi in cui il cessionarioo committente sia assoggettato a una procedura concorsualesuccessivamente al 31 dicembre 2016. Le altre modifiche apportate dalcomma 126 al predetto articolo 26, in quanto volte a chiarirel’applicazione delle disposizioni contenute in tale ultimo articolo equindi di carattere interpretativo, si applicano anche alleoperazioni effettuate anteriormente alla data di cui al periodoprecedente.

128. Al sesto comma dell’articolo 17 del decreto del Presidentedella Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,dopo la lettera a-ter) e’ inserita la seguente:

«a-quater) alle prestazioni di servizi rese dalle impreseconsorziate nei confronti del consorzio di appartenenza che, ai sensidelle lettere b), c) ed e) del comma 1 dell’articolo 34 del codice dicui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successivemodificazioni, si e’ reso aggiudicatario di una commessa neiconfronti di un ente pubblico al quale il predetto consorzio e’tenuto ad emettere fattura ai sensi del comma 1 dell’articolo 17-terdel presente decreto. L’efficacia della disposizione di cui alperiodo precedente e’ subordinata al rilascio, da parte del Consigliodell’Unione europea, dell’autorizzazione di una misura di deroga aisensi dell’articolo 395 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio,del 28 novembre 2006, e successive modificazioni».

129. Le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 7-bis, deldecreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, conmodificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, si applicano anchenell’anno 2016 con le modalita’ previste nel medesimo comma. Perl’anno 2016 il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, diconcerto con il Ministro dello sviluppo economico, previsto nelcitato comma 7-bis, e’ adottato entro novanta giorni dalla data dientrata in vigore della presente legge.

130. L’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26ottobre 1972, n. 633, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 57. – (Termine per gli accertamenti). – 1. Gli avvisirelativi alle rettifiche e agli accertamenti previsti nell’articolo54 e nel secondo comma dell’articolo 55 devono essere notificati, apena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo aquello in cui e’ stata presentata la dichiarazione.

2. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o dipresentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamentodell’imposta a norma del primo comma dell’articolo 55 puo’ esserenotificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quelloin cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

3. Nel caso di richiesta di rimborso dell’eccedenza d’impostadetraibile risultante dalla dichiarazione annuale, se tra la data dinotifica della richiesta di documenti da parte dell’ufficio e la datadella loro consegna intercorre un periodo superiore a quindicigiorni, il termine di decadenza, relativo agli anni in cui si e’formata l’eccedenza detraibile chiesta a rimborso, e’ differito di unperiodo di tempo pari a quello compreso tra il sedicesimo giorno e ladata di consegna.

4. Fino alla scadenza del termine stabilito nei commi precedenti lerettifiche e gli accertamenti possono essere integrati o modificati,mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenutaconoscenza di nuovi elementi da parte dell’Agenzia delle entrate.Nell’avviso devono essere specificamente indicati, a pena dinullita’, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sonovenuti a conoscenza dell’ufficio dell’imposta sul valore aggiunto».

131. L’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29settembre 1973, n. 600, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 43. – (Termine per l’accertamento). – 1. Gli avvisi diaccertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui e’ statapresentata la dichiarazione.

2. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o dipresentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamento puo’essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo aquello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

3. Fino alla scadenza del termine stabilito nei commi precedentil’accertamento puo’ essere integrato o modificato in aumento mediantela notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenutaconoscenza di nuovi elementi da parte dell’Agenzia delle entrate.Nell’avviso devono essere specificamente indicati, a pena dinullita’, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sonovenuti a conoscenza dell’ufficio delle imposte».

132. Le disposizioni di cui all’articolo 57, commi 1 e 2, deldecreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, eall’articolo 43, commi 1 e 2, del decreto del Presidente dellaRepubblica 29 settembre 1973, n. 600, come sostituiti dai commi 130 e131 del presente articolo, si applicano agli avvisi relativi alperiodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2016 e aiperiodi successivi. Per i periodi d’imposta precedenti, gli avvisi diaccertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui e’ statapresentata la dichiarazione ovvero, nei casi di omessa presentazionedella dichiarazione o di dichiarazione nulla, entro il 31 dicembredel quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbedovuto essere presentata. Tuttavia, in caso di violazione checomporta obbligo di denuncia ai sensi dell’articolo 331 del codice diprocedura penale per alcuno dei reati previsti dal decretolegislativo 10 marzo 2000, n. 74, i termini di cui al periodoprecedente sono raddoppiati relativamente al periodo d’imposta in cuie’ stata commessa la violazione; il raddoppio non opera qualora ladenuncia da parte dell’Amministrazione finanziaria, in cui e’ricompresa la Guardia di finanza, sia presentata o trasmessa oltre lascadenza ordinaria dei termini di cui al primo periodo. Resta fermoquanto disposto dall’ultimo periodo del comma 5 dell’articolo5-quater del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, conmodificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e successivemodificazioni.

133. All’articolo 32, commi 1 e 2, del decreto legislativo 24settembre 2015, n. 158, le parole: «1° gennaio 2017» sono sostituitedalle seguenti: «1° gennaio 2016». Restano comunque ferme le sanzioninella misura dovuta in base alle norme relative alla procedura dicollaborazione volontaria di cui alla legge 15 dicembre 2014, n. 186,vigenti alla data di presentazione della relativa istanza. Ai solifini della procedura di collaborazione volontaria di cui al periodoprecedente, tutti gli atti che per legge devono essere notificati alcontribuente, di cui agli articoli 5-quater e 5-quinquies deldecreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni,dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e successive modificazioni,possono essere allo stesso notificati dal competente ufficiodell’Agenzia delle entrate, in deroga ad ogni altra disposizione dilegge, mediante posta elettronica certificata, con le modalita’previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 11 febbraio 2005, n. 68, all’indirizzo di postaelettronica certificata del professionista che lo assiste nell’ambitodella procedura di collaborazione volontaria. Per i fini di cui alperiodo precedente il contribuente deve manifestare la propriavolonta’ di ricevere gli atti della procedura all’indirizzo di postaelettronica certificata del professionista che lo assiste. Lanotifica si intende comunque perfezionata nel momento in cui ilgestore del servizio di posta elettronica certificata trasmetteall’ufficio la ricevuta di accettazione con la relativa attestazionetemporale che certifica l’avvenuta spedizione del messaggio; itermini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data diavvenuta consegna contenuta nella ricevuta che il gestore delservizio di posta elettronica certificata del professionistatrasmette all’ufficio. Se la casella di posta elettronica delprofessionista risulta satura, ovvero nei casi in cui l’indirizzo diposta elettronica del professionista non risulta valido o attivo, siapplicano le disposizioni in materia di notificazione degli avvisi edegli altri atti che per legge devono essere notificati alcontribuente.

134. Nelle ipotesi di definizione degli accertamenti o di omessaimpugnazione di cui al decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, icontribuenti che, nei trentasei mesi antecedenti al 15 ottobre 2015,sono decaduti dal beneficio della rateazione, sono riammessi al pianodi rateazione inizialmente concesso ai sensi dello stesso decretolegislativo n. 218 del 1997, limitatamente al versamento delleimposte dirette, a condizione che entro il 31 maggio 2016 riprendanoil versamento della prima delle rate scadute.

135. Ai fini di cui al comma 134, il contribuente interessato, neidieci giorni successivi al versamento, trasmette copia della relativaquietanza all’ufficio competente affinche’ lo stesso proceda allasospensione dei carichi eventualmente iscritti a ruolo ancorche’rateizzati ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente dellaRepubblica 29 settembre 1973, n. 602. Lo stesso ufficio:

a) ricalcola le rate dovute tenendo conto di tutti i pagamentieffettuati anche a seguito di iscrizione a ruolo, imputandole alleanaloghe voci dell’originario piano di rateazione;

b) verificato il versamento delle rate residue, provvede allosgravio degli stessi carichi iscritti a ruolo.

136. Non sono ripetibili le somme versate, ove superioriall’ammontare di quanto dovuto, ricalcolato ai sensi del comma 135.

137. Il debitore decade dal piano di rateazione a cui e’ statoriammesso ai sensi del comma 134 in caso di mancato pagamento di duerate anche non consecutive, esclusa ogni ulteriore proroga.

138. A seguito della trasmissione della quietanza, non possonoessere avviate nuove azioni esecutive. Se la rateazione e’ richiestadopo una segnalazione effettuata ai sensi dell’articolo 48-bis deldecreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, lastessa non puo’ essere concessa limitatamente agli importi che necostituiscono oggetto.

139. Al fine di garantire la stabilita’ del gettito tributarioderivante dagli atti registrati dai notai, alla legge 16 febbraio1913, n. 89, e successive modificazioni, sono apportate le seguentimodificazioni:

a) dopo il comma 3 dell’articolo 22 sono inseriti i seguenti:

«3-bis. In caso di mancato versamento da parte del notaio deitributi riscossi in relazione agli atti da lui rogati o autenticati,se il danno non e’ coperto da polizza assicurativa, l’agente dellariscossione puo’ richiederne il pagamento direttamente al Fondo.L’erogazione e’ subordinata:

a) all’esercizio dell’azione penale nei confronti del notaio edalla pronuncia del suo rinvio a giudizio;

b) all’emissione, per il pagamento dei tributi di cui al primoperiodo, di un atto esecutivo dell’Agenzia delle entrate, non sospesodall’autorita’ giudiziaria o dall’Amministrazione finanziaria, neiconfronti del notaio.

3-ter. Il Fondo, quando provvede al pagamento dei tributi di cui alcomma 3-bis, e’ legalmente surrogato nei confronti del notaio intutte le ragioni, azioni e privilegi spettanti all’Amministrazionefinanziaria. Il Fondo puo’, esibendo il documento attestante la sommapagata, richiedere all’autorita’ giudiziaria l’ingiunzione dipagamento. L’ingiunzione e’ provvisoriamente esecutiva a normadell’articolo 642 del codice di procedura civile. Non e’ ammissibilel’opposizione fondata sul motivo che le imposte pagate non eranodovute o erano dovute in misura minore. Il Fondo puo’ agireesecutivamente sull’indennita’ dovuta dalla Cassa nazionale delnotariato al notaio alla sua cessazione, nel limite di cui al quartocomma dell’articolo 545 del codice di procedura civile, e, a tuteladel proprio credito, puo’ notificare alla Cassa un atto diopposizione al pagamento diretto al notaio dell’indennita’ nellostesso limite.

3-quater. Con decreto non regolamentare del Ministro dell’economiae delle finanze, sentito il Consiglio nazionale del notariato, sonodisciplinate le modalita’ procedurali e l’erogazione delle somme daparte del Fondo all’Amministrazione finanziaria, e per la successivasurroga ad essa del Fondo medesimo.

3-quinquies. Se e’ accertato con decisione passata in giudicato cheil notaio non ha commesso il fatto ovvero che il fatto noncostituisce reato, l’Agenzia delle entrate rimborsa senza indugio lesomme pagate al Fondo o, se il Fondo ha recuperato le somme dalnotaio, al notaio medesimo»;

b) al comma 4 dell’articolo 22 sono aggiunte, in fine, leseguenti parole: «, fatto salvo il caso di cui al comma 3-bis, nelquale il danno e’ dimostrato con l’esibizione dell’atto esecutivo ede’ quantificato sulla base delle risultanze dello stesso atto»;

c) all’articolo 93-bis, comma 2, lettera a), sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «nonche’ richiedere, anche periodicamente,informazioni e l’esibizione di documenti, estratti repertoriali,atti, registri e libri anche di natura fiscale»;

d) dopo il comma 2 dell’articolo 93-bis e’ inserito il seguente:

«2-bis. L’Agenzia delle entrate trasmette al Consiglio nazionaledel notariato, esclusivamente con modalita’ telematiche entro ilsecondo mese successivo a quello di scadenza, le informazioni sugliomessi e ritardati versamenti richiesti ai notai con avviso diliquidazione»;

e) all’articolo 19:

1) al comma 1, le parole: «con oneri a carico del propriobilancio» sono sostituite dalle seguenti: «con separata contribuzioneobbligatoria a carico di tutti gli iscritti al ruolo, da versare alConsiglio nazionale del notariato. Il contributo e’ riscosso dalConsiglio nazionale del notariato con le modalita’ di cuiall’articolo 21 della legge 27 giugno 1991, n. 220, entro il 28febbraio di ciascun anno»;

2) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. La misura dei contributi e’ determinata dal Consiglionazionale del notariato entro il 31 ottobre di ciascun anno perl’anno successivo in misura corrispondente ai premi ed agli oneri daesso pagati ed e’ ragguagliata ai parametri soggetti ad annota-mentonei repertori di ciascun notaio secondo quanto stabilito dalla leggee tenuto conto del numero e dell’ammontare dei sinistri liquidati perciascun notaio a partire dal 1° febbraio 1999»;

f) al comma 1 dell’articolo 142-bis e’ aggiunto, in fine, ilseguente periodo: «Il notaio e’ punito in ogni caso con ladestituzione quando commette un reato omettendo o ritardando ilversamento di tributi dovuti in relazione agli atti da lui rogati oautenticati»;

g) dopo il comma 1 dell’articolo 144 e’ inserito il seguente:

«1-bis. Nell’ipotesi di cui all’ultimo periodo del comma 1dell’articolo 142-bis, la sospensione per un anno e’ sostituita alladestituzione solo se il notaio ha riparato interamente il danno e none’ recidivo nella stessa infrazione».

140. Le disposizioni di cui al comma 139 si applicano a decorreredal 1° gennaio 2016.

141. All’articolo 14, comma 4, della legge 24 dicembre 1993, n.537, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In caso diviolazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’articolo331 del codice di procedura penale per qualsiasi reato da cui possaderivare un provento o vantaggio illecito, anche indiretto, lecompetenti autorita’ inquirenti ne danno immediatamente notiziaall’Agenzia delle entrate, affinche’ proceda al conseguenteaccertamento».

142. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decretodel Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, esuccessive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) i commi da 10 a 12-bis dell’articolo 110 sono abrogati;

b) all’articolo 167:

1) al comma 1, le parole: «di cui al decreto o al provvedimentoemanati ai sensi del comma 4» sono sostituite dalle seguenti: «di cuial comma 4, diversi da quelli appartenenti all’Unione europea ovveroda quelli aderenti allo Spazio economico europeo con i quali l’Italiaabbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio diinformazioni»;

2) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:

«4. I regimi fiscali, anche speciali, di Stati o territori siconsiderano privilegiati laddove il livello nominale di tassazionerisulti inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia»;

3) al comma 6, le parole: «e, comunque, non inferiore al 27 percento» sono sostituite dalle seguenti: «e, comunque, non inferioreall’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle societa’»;

4) al comma 8-bis, alinea, dopo le parole: «localizzati inStati o territori diversi da quelli ivi richiamati» sono inserite leseguenti: «o in Stati appartenenti all’Unione europea ovvero a quelliaderenti allo Spazio economico europeo con i quali l’Italia abbiastipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio diinformazioni».

143. Quando leggi, regolamenti, decreti o altre norme oprovvedimenti fanno riferimento agli Stati o territori di cui aldecreto e al provvedimento emanati ai sensi dell’articolo 167, comma4, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il riferimentosi intende agli Stati o territori individuati in base ai criteri dicui all’articolo 167, comma 4, del citato testo unico, come da ultimomodificato dal comma 142 del presente articolo.

144. Le disposizioni di cui ai commi 142 e 143 si applicano adecorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31dicembre 2015.

145. A fini di adeguamento alle direttive emanatedall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico inmateria di obbligo delle imprese multinazionali di predisporre epresentare annualmente una rendicontazione Paese per Paese cheriporti l’ammontare dei ricavi e gli utili lordi, le imposte pagate ematurate, insieme con altri elementi indicatori di un’attivita’economica effettiva, con decreto del Ministro dell’economia e dellefinanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata invigore della presente legge, sono stabiliti modalita’, termini,elementi e condizioni, coerentemente con le citate direttive, per latrasmissione della predetta rendicontazione all’Agenzia delle entrateda parte delle societa’ controllanti, residenti nel territorio delloStato ai sensi dell’articolo 73 del testo unico delle imposte suiredditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, che hannol’obbligo di redazione del bilancio consolidato, con un fatturatoconsolidato, conseguito dal gruppo di imprese multinazionali nelperiodo d’imposta precedente a quello di rendicontazione, di almeno750 milioni di euro e che non sono a loro volta controllate dasoggetti diversi dalle persone fisiche. L’Agenzia delle entrateassicura la riservatezza delle informazioni contenute nellarendicontazione di cui al primo periodo almeno nella stessa misurarichiesta per le informazioni fornite ai sensi delle disposizionidella Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativain materia fiscale. In caso di omessa presentazione dellarendicontazione di cui al primo periodo o di invio dei datiincompleti o non veritieri si applica la sanzione amministrativapecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000.

146. Agli obblighi di cui al comma 145, alle condizioni iviindicate, sono tenute anche le societa’ controllate, residenti nelterritorio dello Stato, nel caso in cui la societa’ controllante cheha l’obbligo di redazione del bilancio consolidato sia residente inuno Stato che non ha introdotto l’obbligo di presentazione dellarendicontazione Paese per Paese ovvero non ha in vigore con l’Italiaun accordo che consenta lo scambio delle informazioni relative allarendicontazione Paese per Paese ovvero e’ inadempiente all’obbligo discambio delle informazioni relative alla rendicontazione Paese perPaese.

147. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sonostabiliti i criteri generali per la raccolta delle informazionirelative agli acquisti di beni e alle prestazioni di servizi ricevuteda soggetti residenti fuori del territorio dello Stato, necessarie adassicurare un adeguato presidio al contrasto dell’evasioneinternazionale. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delleentrate sono definite le modalita’ tecniche di applicazione delpresente comma ed e’ disposta la contestuale soppressione dieventuali duplicazioni di adempimenti gia’ esistenti.

148. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sonoapportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 39, primo periodo, le parole: «opere dell’ingegno»sono sostituite dalle seguenti: «software protetto da copyright»;

b) dopo il comma 42-bis e’ inserito il seguente:

«42-ter. Qualora piu’ beni tra quelli di cui al comma 39,appartenenti a un medesimo soggetto, siano collegati da vincoli dicomplementarieta’ e vengano utilizzati congiuntamente ai fini dellarealizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di unprocesso o di un gruppo di processi, tali beni possono costituire unsolo bene immateriale ai fini delle disposizioni dei commi da 37 a42-bis».

149. Per assicurare il contributo al conseguimento degli obiettivi2020 in materia di fonti rinnovabili, agli esercenti di impianti perla produzione di energia elettrica alimentati da biomasse, biogas ebioliquidi sostenibili che hanno cessato al 1° gennaio 2016, ocessano entro il 31 dicembre 2016, di beneficiare di incentivisull’energia prodotta, in alternativa all’integrazione dei ricaviprevista dall’articolo 24, comma 8, del decreto legislativo 3 marzo2011, n. 28, e’ concesso il diritto di fruire, fino al 31 dicembre2020, di un incentivo sull’energia prodotta, con le modalita’ e allecondizioni di cui ai commi 150 e 151.

150. L’incentivo e’ pari all’80 per cento di quello riconosciutodal decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 luglio 2012,pubblicato nel supplemento ordinario n. 143 alla Gazzetta Ufficialen. 159 del 10 luglio 2012, agli impianti di nuova costruzione di paripotenza, ed e’ erogato dal Gestore dei servizi energetici, con lemodalita’ previste dal suddetto decreto, a partire dal giornoseguente alla data di cessazione del precedente incentivo, qualoraquesta sia successiva al 31 dicembre 2015, ovvero a partire dal 1°gennaio 2016 se la data di cessazione del precedente incentivo e’antecedente al 1° gennaio 2016. L’erogazione dell’incentivo e’subordinata alla decisione favorevole della Commissione europea inesito alla notifica del regime di aiuto ai sensi del comma 151.

151. Entro il 31 dicembre 2016, i produttori interessati dalledisposizioni di cui ai commi 149 e 150 comunicano al Ministero dellosviluppo economico le autorizzazioni di legge possedute perl’esercizio dell’impianto, la perizia asseverata di un tecnicoattestante il buono stato di uso e di produttivita’ dell’impianto eil piano di approvvigionamento delle materie prime, nonche’ gli altrielementi necessari per la notifica alla Commissione europea delregime di aiuto di cui agli stessi commi, ai fini della verifica dicompatibilita’ con la disciplina in materia di aiuti di Stato afavore dell’ambiente e dell’energia per gli anni 2014-2020, di cuialla comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione, del 28 giugno2014.

152. Per l’anno 2016, la misura del canone di abbonamento allatelevisione per uso privato di cui al regio decreto-legge 21 febbraio1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e’ pari,nel suo complesso, all’importo di euro 100.

153. Al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertitodalla legge 4 giugno 1938, n. 880, sono apportate le seguentimodificazioni:

a) all’articolo 1, secondo comma, sono aggiunti, in fine, iseguenti periodi: «La detenzione di un apparecchio si presumealtresi’ nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energiaelettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenzaanagrafica. Allo scopo di superare le presunzioni di cui aiprecedenti periodi, a decorrere dall’anno 2016 e’ ammessaesclusivamente una dichiarazione rilasciata ai sensi del testo unicodi cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,n. 445, la cui mendacia comporta gli effetti, anche penali, di cuiall’articolo 76 del medesimo testo unico. Tale dichiarazione e’presentata all’Agenzia delle entrate – Direzione provinciale I diTorino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S.A.T., con lemodalita’ definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delleentrate, e ha validita’ per l’anno in cui e’ stata presentata»;

b) all’articolo 1, dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente:

«Il canone di abbonamento e’, in ogni caso, dovuto una sola voltain relazione agli apparecchi di cui al primo comma detenuti, neiluoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto edai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica, comeindividuata dall’articolo 4 del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223»;

c) all’articolo 3 e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica di cuiall’articolo 1, secondo comma, secondo periodo, il pagamento delcanone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emessedall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva allascadenza delle rate. Le rate, ai fini dell’inserimento in fattura,s’intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaioad ottobre. L’importo delle rate e’ oggetto di distinta indicazionenel contesto della fattura emessa dall’impresa elettrica e non e’imponibile ai fini fiscali. Le somme riscosse sono riversatedirettamente all’Erario mediante versamento unitario di cuiall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, esuccessive modificazioni. Le imprese elettriche devono effettuare ilpredetto riversa-mento entro il giorno 20 del mese successivo aquello di incasso e, comunque, l’intero canone deve essere riscosso eriversato entro il 20 dicembre. Sono in ogni caso esclusi obblighi dianticipazione da parte delle imprese elettriche».

154. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concertocon il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Autorita’per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, da adottareentro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, sono definiti termini e modalita’ per il riversamentoall’Erario, e per le conseguenze di eventuali ritardi, anche in formadi interessi moratori, dei canoni incassati dalle aziende di venditadell’energia elettrica, che a tal fine non sono considerate sostitutidi imposta, eventualmente tramite un soggetto unico individuato dalmedesimo decreto, per l’individuazione e comunicazione dei dati utiliai fini del controllo, per l’individuazione dei soggetti di cui alcomma 156, nonche’ le misure tecniche che si rendano eventualmentenecessarie per l’attuazione della presente norma.

155. In caso di violazione degli obblighi di comunicazione e diversamento dei canoni di cui al comma 154, si applicano,rispettivamente, le sanzioni di cui agli articoli 5, comma 1, e 13,comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, esuccessive modificazioni.

156. Per l’attuazione di quanto previsto dai commi 153, 154 e 155 elimitatamente alle finalita’ di cui ai commi da 152 a 160, l’Anagrafetributaria, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistemaidrico, l’Acquirente Unico Spa, il Ministero dell’interno, i comuni,nonche’ gli altri soggetti pubblici o privati che ne hanno ladisponibilita’ sono autorizzati allo scambio e all’utilizzo di tuttele informazioni utili, e in particolare dei dati relativi allefamiglie anagrafiche, alle utenze per la fornitura di energiaelettrica, ai soggetti tenuti al pagamento del canone di abbonamentoalla televisione, ai soggetti beneficiari delle agevolazioni di cuiall’articolo 38, comma 8, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,nonche’ ai soggetti esenti dal pagamento del canone.

157. Al fine di semplificare le modalita’ di pagamento del canone,le autorizzazioni all’addebito diretto sul conto corrente bancario opostale ovvero su altri mezzi di pagamento, rilasciate a intermediarifinanziari dai titolari di utenza per la fornitura di energiaelettrica per il pagamento delle relative fatture, si intendono inogni caso estese al pagamento del canone di abbonamento televisivo.La disposizione di cui al presente comma si applica anche allesuddette autorizzazioni all’addebito gia’ rilasciate alla data dientrata in vigore della presente legge, fatta salva la facolta’ direvoca dell’autorizzazione nel suo complesso da parte dell’utente.

158. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presentelegge non e’ piu’ esercitabile la facolta’ di presentare la denunziadi cessazione dell’abbonamento radiotelevisivo per suggellamento, dicui all’articolo 10, primo comma, del regio decreto-legge 21 febbraio1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880. Restanoferme la disciplina vigente in materia di accertamento e riscossionecoattiva e le disposizioni in materia di canone di abbonamentospeciale per la detenzione fuori dell’ambito familiare, salvo quantodisposto dal precedente periodo.

159. In sede di prima applicazione di quanto disposto dai commi da152 a 158:

a) avuto riguardo ai tempi tecnici necessari all’adeguamento deisistemi di fatturazione, nella prima fattura successiva al 1° luglio2016 sono cumulativamente addebitate tutte le rate scadute;

b) l’Agenzia delle entrate mette a disposizione delle impreseelettriche, per il tramite del sistema informativo integratoistituito presso l’Acquirente Unico Spa dall’articolo 1-bis deldecreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito, con modificazioni,dalla legge 13 agosto 2010, n. 129, l’elenco dei soggetti esenti aisensi delle disposizioni vigenti o che abbiano presentato ladichiarazione di cui al comma 153, lettera a), e fornisce ogni datoutile a individuare i soggetti obbligati;

c) le imprese elettriche all’atto della conclusione dei nuovicontratti di fornitura acquisiscono la dichiarazione del cliente inordine alla residenza anagrafica nel luogo di fornitura. Il clientee’ tenuto a comunicare ogni successiva variazione.

160. Per gli anni dal 2016 al 2018, le eventuali maggiori entrateversate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispettoalle somme gia’ iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione perl’anno 2016 sono riversate all’Erario per una quota pari al 33 percento del loro ammontare per l’anno 2016 e del 50 per cento perciascuno degli anni 2017 e 2018, per essere destinate: a)all’ampliamento sino ad euro 8.000 della soglia reddituale previstadall’articolo 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, aifini della esenzione dal pagamento del canone di abbonamentotelevisivo in favore di soggetti di eta’ pari o superiore asettantacinque anni; b) al finanziamento, fino ad un importo massimodi 50 milioni di euro in ragione d’anno, di un Fondo per ilpluralismo e l’innovazione dell’informazione, da istituire nellostato di previsione del Ministero dello sviluppo economico; c) alFondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all’articolo1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successivemodificazioni. Le somme di cui al presente comma sono ripartite condecreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto conil Ministro dello sviluppo economico, che stabilisce altresi’ lemodalita’ di fruizione dell’esenzione di cui alla lettera a), fermarestando l’assegnazione alla societa’ RAI-Radiotelevisione italianaSpa della restante quota delle eventuali maggiori entrate versate atitolo di canone di abbonamento. Le quote delle entrate del canone diabbonamento gia’ destinate dalla legislazione vigente a specifichefinalita’ sono attribuite sulla base dell’ammontare delle predettesomme iscritte nel bilancio di previsione per l’anno 2016, ovverodell’ammontare versato al predetto titolo nell’esercizio diriferimento, se inferiore alla previsione per il 2016. Le somme dicui al presente comma non impegnate in ciascun esercizio possonoesserlo in quello successivo.

161. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio,anche in conto dei residui. Alle suddette somme si applica quantoprevisto dall’articolo 34, comma 7, ultimo periodo, della legge 31dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni.

162. Nel Fondo di cui al comma 160, lettera b), confluisconoaltresi’ le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministerodello sviluppo economico relative ai contributi in favore delleemittenti radiofoniche e televisive in ambito locale.

163. Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e succesive modificazioni, suproposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti i criteri diriparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione dellerisorse del Fondo di cui alla lettera b) del comma 160, da assegnarein favore delle emittenti radiofoniche e televisive locali per larealizzazione di obiettivi di pubblico interesse, quali la promozionedel pluralismo dell’informazione, il sostegno dell’occupazione nelsettore, il miglioramento dei livelli qualitativi dei contenutiforniti e l’incentivazione dell’uso di tecnologie innovative.

164. Con effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore delregolamento di cui al comma 163, sono abrogate le disposizionivigenti relative alle provvidenze in favore delle emittentiradiofoniche e televisive operanti in ambito locale, e in particolarele seguenti:

a) articolo 45, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448;

b) articolo 145, commi 18 e 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388;

c) articolo 52, comma 18, della legge 28 dicembre 2001, n. 448;

d) articolo 4, comma 190, della legge 24 dicembre 2003, n. 350;

e) articolo 1, comma 1247, ultimo periodo, della legge 27dicembre 2006, n. 296.

165. Le maggiori entrate derivanti dalle procedure di assegnazionedei diritti d’uso delle frequenze in banda 3.6-3.8 GHz, secondoquanto previsto dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni,sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essereriassegnate allo stato di previsione del Ministero dello sviluppoeconomico per il perseguimento delle seguenti finalita’:

a) promuovere la digitalizzazione dei contenuti editoriali eincentivare, per gli anni 2016 e 2017, nelle zone di consegna deiprodotti postali a giorni alterni, abbonamenti ai quotidiani in formadigitale;

b) individuare idonee modalita’ di ristoro di eventuali speseconnesse al cambio di tecnologia (refarming) sostenute dagli attualiassegnatari della suddetta banda;

c) realizzare una consultazione pubblica sugli obblighi delservizio pubblico, radiofonico, televisivo e multimediale, in vistadell’affidamento della concessione del medesimo servizio;

d) compiere interventi di infrastrutturazione di reti di bandaultra larga per la connessione degli edifici scolastici e incentivaregli istituti scolastici che attivano il servizio di connettivita’ sureti a banda ultraveloci.

166. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concertocon il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro itrenta giorni successivi all’incasso delle entrate di cui al comma165, sono determinate le effettive maggiori entrate rispetto a quellepreviste nei saldi di finanza pubblica nonche’ la ripartizione ditali risorse tra le finalita’ indicate al medesimo comma. Con uno opiu’ successivi decreti del Ministro dello sviluppo economico sonoindividuate le modalita’ operative e le procedure per l’attuazionedelle suddette finalita’. Il Ministro dell’economia e delle finanzee’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrentivariazioni di bilancio nello stato di previsione del Ministero dellosviluppo economico.

167. Al fine di dare attuazione all’Accordo tra l’Italia e la SantaSede in materia di radiodiffusione televisiva e sonora del 14 e 15giugno 2010, il Ministero dello sviluppo economico predispone entrotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente leggeuna procedura di gara con offerte economiche al ribasso a partiredalla tariffa annuale massima per ogni M/bits stabilita per abitantedall’articolo 27, comma 3, del regolamento di cui all’allegato A alladelibera dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni n.353/11/Cons del 23 giugno 2011 per selezionare un operatore di retegia’ titolare di diritto d’uso che metta a disposizione senza oneriper la Citta’ del Vaticano per un periodo pari alla duratadell’Accordo una capacita’ trasmissiva pari a 4 M/bits su unmultiplex televisivo preferibilmente isocanale con copertura delterritorio nazionale che raggiunga almeno il 70 per cento dellapopolazione. Al fine di rimborsare gli importi di aggiudicazionecorrisposti dall’operatore di rete che mette a disposizione senzaoneri per la Citta’ del Vaticano per un periodo pari alla duratadell’Accordo la capacita’ trasmissiva pari a 4 M/bits ai sensi delprimo periodo, e’ autorizzata la spesa di 2,724 milioni di euro annuia decorrere dall’anno 2016. 168. A seguito dell’aggiudicazione resta salva la facolta’ delleparti di stipulare patti in deroga a quanto disposto dal comma 167.

169. Al fine di realizzare attivita’ di studio, verifiche tecnicheed interventi in tema di attribuzione di frequenze aggiuntive aspecifici servizi, propedeutiche alla razionalizzazione della banda700 MHz, e per l’armonizzazione internazionale dell’uso dellospettro, e’ costituito un apposito Fondo per il riassetto dellospettro radio presso il Ministero dello sviluppo economico con unadotazione di euro 276.000 annui a decorrere dal 2016. Con successivodecreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entrosessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,sono individuate le specifiche modalita’ di utilizzazione del Fondo edi realizzazione delle attivita’.

170. I maggiori o minori valori che derivano dalla riduzione oconversione di strumenti di capitale nei casi di cui al titolo IV,capo II, del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, eall’articolo 52, comma 1, lettera a), numeri ii) e iii), del medesimodecreto legislativo n. 180 del 2015, non concorrono alla formazionedel reddito complessivo ai fini delle imposte sul reddito e alladeterminazione del valore della produzione netta del soggetto che haemesso gli strumenti.

171. Fermo restando quanto stabilito dal comma 170, i maggiori ominori valori che derivano dall’attuazione di una misura dirisoluzione di cui all’articolo 39, comma 1, lettera d), del decretolegislativo 16 novembre 2015, n. 180, i conferimenti del fondo dirisoluzione, di cui all’articolo 49, comma 5, del decreto legislativon. 180 del 2015, e le somme corrisposte dal sistema di garanzia deidepositanti, di cui all’articolo 86 del decreto legislativo n. 180del 2015, non concorrono alla formazione del reddito complessivo aifini delle imposte sul reddito, per la parte che eccede le perditefiscali pregresse e di periodo, di cui all’articolo 84 del testounico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e alla determinazione delvalore della produzione netta dell’ente sottoposto a risoluzione. Aifini del presente comma non si considera il limite dell’80 per centodi cui al citato articolo 84 del testo unico di cui al decreto delPresidente della Repubblica n. 917 del 1986 e rilevano anche leperdite trasferite al consolidato nazionale di cui all’articolo 117del medesimo testo unico e non ancora utilizzate.

172. L’importo dei contributi per i diritti d’uso delle frequenzetelevisive in tecnica digitale, dovuto dagli operatori di rete inambito nazionale o locale, e’ determinato, con decreto del Ministerodello sviluppo economico, da emanare entro sessanta giorni dalla datadi pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, inmodo trasparente, proporzionato allo scopo, non discriminatorio eobiettivo sulla base dell’estensione geografica del titoloautorizzato, del valore di mercato delle frequenze, tenendo conto dimeccanismi premianti finalizzati alla cessione di capacita’trasmissiva a fini concorrenziali nonche’ all’uso di tecnologieinnovative. L’articolo 3-quinquies, comma 4, del decreto-legge 2marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26aprile 2012, n. 44, e’ abrogato.

173. Il regime contributivo di cui al comma 172 si applica anchealle annualita’ per le quali i contributi dovuti non sono statideterminati.

174. Dall’importo dei contributi di cui al comma 172 e dei dirittiamministrativi per gli operatori nazionali e locali, titolari diautorizzazione generale per l’attivita’ di operatore di retetelevisiva in tecnologia digitale terrestre e per l’utilizzo difrequenze radioelettriche per i collegamenti in ponte radio,calcolati in base all’allegato n. 10 del codice delle comunicazionielettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, esuccessive modificazioni, devono derivare entrate complessive annualiper il bilancio dello Stato in misura non inferiore a euro 32,8milioni.

175. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi 172, 173 e 174,pari a 11 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015, siprovvede, per l’anno 2015, mediante utilizzo delle somme gia’versate, entro il 9 dicembre 2015, all’entrata del bilancio delloStato ai sensi dell’articolo 148, comma 1, della legge 23 dicembre2000, n. 388, che restano acquisite all’erario per il corrispondenteimporto, e, a decorrere dall’anno 2016, mediante corrispondenteriduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23dicembre 2014, n. 190.

176. Le disposizioni dei commi da 172 a 175 entrano in vigore ilgiorno successivo alla data di pubblicazione della presente leggenella Gazzetta Ufficiale.

177. Per le finalita’ di cui all’articolo 2, comma 3, deldecreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, conmodificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e’ autorizzata laspesa di 10 milioni di euro per l’anno 2016. Agli oneri derivanti dalprimo periodo si provvede mediante corrispondente riduzione del fondodi cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n.190.

178. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datoridi lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, e conriferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempoindeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e deicontratti di lavoro domestico, decorrenti dal 1° gennaio 2016 conriferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2016, e’riconosciuto, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, fermarestando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche,l’esonero dal versamento del 40 per cento dei complessivi contributiprevidenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premie contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di un importo diesonero pari a 3.250 euro su base annua. L’esonero di cui al presentecomma spetta ai datori di lavoro in presenza delle nuove assunzionidi cui al primo periodo, con esclusione di quelle relative alavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati atempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro, e non spettacon riferimento a lavoratori per i quali il beneficio di cui alpresente comma ovvero di cui all’articolo 1, comma 118, della legge23 dicembre 2014, n. 190, sia gia’ stato usufruito in relazione aprecedente assunzione a tempo indeterminato. L’esonero di cui alpresente comma non e’ cumulabile con altri esoneri o riduzioni dellealiquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente. L’esonerodi cui al presente comma non spetta ai datori di lavoro in presenzadi assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datoridi lavoro, ivi considerando societa’ controllate o collegate ai sensidell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche perinterposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque gia’ inessere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti ladata di entrata in vigore della presente legge. L’INPS provvede, conle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alegislazione vigente, al monitoraggio del numero di rapporti dilavoro attivati ai sensi del presente comma e delle conseguentiminori entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministerodel lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia edelle finanze.

179. Per i datori di lavoro del settore agricolo le disposizioni dicui al comma 178 si applicano:

a) nel limite di 1,1 milioni di euro per l’anno 2016, 2,8 milionidi euro per l’anno 2017, 1,8 milioni di euro per l’anno 2018, 0,1milioni di euro per l’anno 2019 per i lavoratori con qualifica diimpiegati e dirigenti;

b) nel limite di 1,6 milioni di euro per l’anno 2016, 8,8 milionidi euro per l’anno 2017, 7,2 milioni di euro per l’anno 2018, 0,8milioni di euro per l’anno 2019, con riferimento alle nuoveassunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, conesclusione dei contratti di apprendistato, decorrenti dal 1° gennaio2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre2016, con esclusione dei lavoratori che nell’anno 2015 sianorisultati occupati a tempo indeterminato e relativamente ailavoratori occupati a tempo determinato che risultino iscritti neglielenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiorea 250 giornate con riferimento all’anno 2015.

180. L’esonero contributivo di cui al comma 179 e’ riconosciutodall’ente previdenziale in base all’ordine cronologico dipresentazione delle domande e, nel caso di insufficienza dellerisorse indicate al comma 179, valutata anche su base pluriennale conriferimento alla durata dell’esonero, l’ente previdenziale non prendein considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazioneanche attraverso il proprio sito internet. L’ente previdenzialeprovvede al monitoraggio delle minori entrate valutate conriferimento alla durata dell’incentivo, inviando relazioni mensili alMinistero del lavoro e delle politiche sociali, al Ministero dellepolitiche agricole alimentari e forestali ed al Ministerodell’economia e delle finanze.

181. Il datore di lavoro che subentra nella fornitura di servizi inappalto e che assume, ancorche’ in attuazione di un obbligopreesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazionecollettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessantefruisce dell’esonero contributivo di cui ai commi 178 o 179, preservail diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo neilimiti della durata e della misura che residua computando, a talfine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.

182. Salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, sonosoggetti a una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito dellepersone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10per cento, entro il limite di importo complessivo di 2.000 eurolordi, i premi di risultato di ammontare variabile la cuicorresponsione sia legata ad incrementi di produttivita’,redditivita’, qualita’, efficienza ed innovazione, misurabili everificabili sulla base di criteri definiti con il decreto di cui alcomma 188, nonche’ le somme erogate sotto forma di partecipazioneagli utili dell’impresa.

183. Ai fini della determinazione dei premi di produttivita’, e’computato il periodo obbligatorio di congedo di maternita’.

184. Le somme e i valori di cui al comma 2 e all’ultimo periodo delcomma 3 dell’articolo 51 del testo unico di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non concorrono,nel rispetto dei limiti ivi indicati, a formare il reddito di lavorodipendente, ne’ sono soggetti all’imposta sostitutiva disciplinatadai commi da 182 a 191, anche nell’eventualita’ in cui gli stessisiano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto oin parte, delle somme di cui al comma 182.

185. Per l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e ilcontenzioso, si applicano, in quanto compatibili, le ordinariedisposizioni in materia di imposte dirette.

186. Le disposizioni di cui ai commi da 182 a 185 trovanoapplicazione per il settore privato e con riferimento ai titolari direddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell’annoprecedente quello di percezione delle somme di cui al comma 182, aeuro 50.000. Se il sostituto d’imposta tenuto ad applicare l’impostasostitutiva non e’ lo stesso che ha rilasciato la certificazioneunica dei redditi per l’anno precedente, il beneficiario attesta periscritto l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nelmedesimo anno.

187. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai commida 182 a 191, le somme e i valori di cui ai commi 182 e 184 devonoessere erogati in esecuzione dei contratti aziendali o territorialidi cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

188. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanareentro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presentelegge, sono stabiliti i criteri di misurazione degli incrementi diproduttivita’, redditivita’, qualita’, efficienza ed innovazione dicui al comma 182 nonche’ le modalita’ attuative delle previsionicontenute nei commi da 182 a 191, compresi gli strumenti e lemodalita’ di partecipazione all’organizzazione del lavoro, di cui alcomma 189. Il decreto prevede altresi’ le modalita’ del monitoraggiodei contratti aziendali o territoriali di cui al comma 187.

189. Il limite di cui al comma 182 e’ aumentato fino ad un importonon superiore a 2.500 euro per le aziende che coinvolgonopariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, con lemodalita’ specificate nel decreto di cui al comma 188. 190. All’articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 2:

1) la lettera f) e’ sostituita dalla seguente:

«f) l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti daldatore di lavoro volontariamente o in conformita’ a disposizioni dicontratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti allageneralita’ dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiariindicati nell’articolo 12 per le finalita’ di cui al comma 1dell’articolo 100»;

2) la lettera f-bis) e’ sostituita dalla seguente:

«f-bis) le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore dilavoro alla generalita’ dei dipendenti o a categorie di dipendentiper la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’articolo 12,dei servizi di educazione e istruzione anche in eta’ prescolare,compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonche’per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e perborse di studio a favore dei medesimi familiari»;

3) dopo la lettera f-bis) e’ inserita la seguente:

«f-ter) le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro allageneralita’ dei dipendenti o a categorie di dipendenti per lafruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o nonautosufficienti indicati nell’articolo 12»;

b) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:

«3-bis. Ai fini dell’applicazione dei commi 2 e 3, l’erogazione dibeni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro puo’avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo oelettronico, riportanti un valore nominale».

191. All’articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno2015, n. 80, le parole: «al 10 per cento» sono sostituite dalleseguenti: «a 38,3 milioni di euro per l’anno 2016, a 36,2 milioni dieuro per l’anno 2017 e a 35,6 milioni di euro per l’anno 2018». Lerisorse del Fondo di cui all’articolo 1, comma 68, ultimo periodo,della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni,sono ridotte di 344,7 milioni di euro per l’anno 2016, 325,8 milionidi euro per l’anno 2017, 320,4 milioni di euro per l’anno 2018, 344milioni di euro per l’anno 2019, 329 milioni di euro per l’anno 2020,310 milioni di euro per l’anno 2021 e 293 milioni di euro annui adecorrere dall’anno 2022.

192. Al fine di assicurare l’efficacia e la sostenibilita’ dellastrategia nazionale per la valorizzazione dei beni e delle aziendeconfiscate alla criminalita’ organizzata ed il corretto funzionamentodel sistema di monito-raggio analitico sull’utilizzo di tali beni, incoerenza con quanto previsto dal Programma nazionale di riformacontenuto nel Documento di economia e finanza 2015, l’Agenzianazionale per l’amministrazione e la destinazione dei benisequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata promuovespecifiche azioni di rafforzamento e sviluppo delle competenze, ancheinterne, necessarie per l’efficace svolgimento delle funzioniistituzionali.

193. Alla realizzazione delle misure di cui al comma 192concorrono, nel limite massimo di 5 milioni di euro per ciascunodegli anni 2016, 2017 e 2018, le risorse previste nell’ambito deiprogrammi operativi nazionali della Commissione europea 2014/2020«Governance e capacita’ istituzionale» e «Legalita’», nonche’ deiprogrammi di azione e coesione di cui alla delibera CIPE n. 10/ 2015del 28 gennaio 2015, previa verifica di coerenza da parte dellerispettive Autorita’ di gestione con gli obiettivi dei predettiprogrammi.

194. Nell’ambito dei programmi cofinanziati dall’Unione europea peril periodo 2014/2020 e degli interventi complementari allaprogrammazione dell’Unione europea di cui alla citata delibera CIPEn. 10/2015, a titolarita’ delle amministrazioni regionali, gli entiinteressati possono pianificare, di concerto con l’Agenzia nazionaleper l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati econfiscati alla criminalita’ organizzata, specifiche azioni rivolteall’efficace valorizzazione dei predetti beni.

195. Per ciascun anno del triennio 20162018 e’ autorizzata la spesadi 10 milioni di euro al fine di assicurare alle aziende sequestratee confiscate alla criminalita’ organizzata nei procedimenti penaliper i delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del codice diprocedura penale e nei procedimenti di applicazione di misure diprevenzione patrimoniali, limitatamente ai soggetti destinatari dicui all’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del codice di cui aldecreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la continuita’ delcredito bancario e l’accesso al medesimo, il sostegno agliinvestimenti e agli oneri necessari per gli interventi diristrutturazione aziendale, la tutela dei livelli occupazionali, lapromozione di misure di emersione del lavoro irregolare, la tuteladella salute e della sicurezza del lavoro, il sostegno allecooperative previste dall’articolo 48, comma 3, lettera c), e comma8, lettera a), del citato codice di cui al decreto legislativo n. 159del 2011.

196. Le risorse di cui al comma 195 confluiscono:

a) nella misura di 3 milioni di euro annui, in un’appositasezione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cuiall’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996,n. 662, destinata alla concessione di garanzie per operazionifinanziarie erogate in favore di imprese, di qualunque dimensione,sequestrate o confiscate alla criminalita’ organizzata, comeindividuate al comma 195 del presente articolo, ovvero di imprese cherilevano i complessi aziendali di quelle sequestrate o confiscatealla criminalita’ organizzata, come individuate al medesimo comma195;

b) nella misura di 7 milioni di euro annui, in un’appositasezione del Fondo per la crescita sostenibile, di cui all’articolo 23del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, per l’erogazione difinanziamenti agevolati in favore delle imprese di cui alla letteraa).

197. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concertocon il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministrodella giustizia, sono determinati, nel rispetto delle vigentidisposizioni in materia di aiuti di Stato, i limiti, i criteri e lemodalita’ per la concessione delle garanzie e dei finanziamenti dicui al comma 196, lettere a) e b). I predetti criteri sono formulatiavuto particolare riguardo per le imprese che presentano gravidifficolta’ di accesso al credito.

198. In caso di revoca del provvedimento di sequestro, in qualunquestato e grado del procedimento, l’avente diritto, quale condizioneper la restituzione dell’azienda, e’ tenuto a rimborsare gli importiliquidati dalla sezione di cui al comma 196, lettera a), a seguitodell’eventuale escussione della garanzia. Con il decreto di cui alcomma 197 sono disciplinate le modalita’ per la restituzione, conapplicazione di interessi a tassi di mercato, della quota residua delfinanziamento erogato, per il caso di revoca del provvedimento disequestro.

199. Presso il Ministero dello sviluppo economico e’ istituito ilFondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti, conuna dotazione di 10 milioni di euro annui per il triennio 2016-2018,avente come finalita’ il sostegno alle piccole e medie imprese cheentrano in crisi a causa della mancata corresponsione di denaro daparte di altre aziende debitrici.

200. Possono accedere al Fondo di cui al comma 199, con lemodalita’ stabilite dal comma 201, le piccole e medie imprese cherisultano parti offese in un procedimento penale, in corso alla datadi entrata in vigore della presente legge, a carico delle aziendedebitrici imputate dei delitti di cui agli articoli 629 (estorsione),640 (truffa), 641 (insolvenza fraudolenta) del codice penale e di cuiall’articolo 2621 del codice civile (false comunicazioni sociali).

201. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concertocon il Ministro dell’economia e delle finanze, sono determinati, nelrispetto delle vigenti disposizioni in materia di aiuti di Stato, ilimiti, i criteri e le modalita’ per la concessione dei finanziamentiagevolati da parte dello Stato nei confronti delle imprese di cui alcomma 200.

202. In caso di assoluzione delle aziende imputate per i delitti dicui al comma 200, i soggetti beneficiari dei finanziamenti agevolatisono tenuti al rimborso delle somme erogate secondo le modalita’stabilite dal decreto di cui al comma 201.

203. Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale aifini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestioneseparata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,n. 335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenzaobbligatoria ne’ pensionati, l’aliquota contributiva di cuiall’articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, esuccessive modificazioni, e’ confermata al 27 per cento anche perl’anno 2016.

204. Al fine di favorire la tutela del lavoro autonomo nonimprenditoriale e l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghidel lavoro subordinato a tempo indeterminato, e’ istituito nellostato di previsione del Ministero del lavoro e delle politichesociali un fondo con una dotazione finanziaria di 10 milioni di europer l’anno 2016 e di 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno2017.

205. Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, dafruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, nonche’ ilcongedo facoltativo da utilizzare nello stesso periodo, inalternativa alla madre che si trovi in astensione obbligatoria,previsti in via sperimentale per gli anni 2013, 2014 e 2015dall’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n.92, sono prorogati sperimentalmente per l’anno 2016 ed il congedoobbligatorio e’ aumentato a due giorni, che possono essere godutianche in via non continuativa. Ai medesimi congedi, obbligatorio efacoltativo, si applica la disciplina recata dal decreto del Ministrodel lavoro e delle politiche sociali 22 dicembre 2012, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 13 febbraio 2013. Alla coperturadell’onere derivante dal presente comma, valutato in 24 milioni dieuro per l’anno 2016, si provvede quanto a 14 milioni di euromediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione eformazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), deldecreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

206. Il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’ e’incrementato di 6 milioni di euro per l’anno 2016 e di 10 milioni dieuro annui a decorrere dall’anno 2017. A valere sulle risorse di cuial primo periodo, con decreto del Ministro dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze, da emanare entro il 31 gennaio 2016,e’ approvato un piano straordinario per la chiamata di professori diprima fascia, inclusi coloro che hanno ottenuto l’idoneita’ ai sensidella legge 3 luglio 1998, n. 210, tenuto conto che, ai sensidell’articolo 18, comma 4, della legge 30 dicembre 2010, n. 240,almeno il 20 per cento delle risorse deve essere destinato a soggettiesterni all’ateneo chiamante. Le chiamate di cui al precedenteperiodo sono effettuate secondo le procedure di cui all’articolo 18,comma 1, ovvero di cui all’articolo 29, comma 4, della legge n. 240del 2010.

207. Al fine di accrescere l’attrattivita’ e la competitivita’ delsistema universitario italiano a livello internazionale, nel rispettodell’autonomia degli atenei, nello stato di previsione del Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ istituito, invia sperimentale, per finanziare chiamate dirette di studiosi dielevato e riconosciuto merito scientifico previamente selezionati nelrispetto di criteri volti ad accertare l’eccellenza dei percorsiindividuali di ricerca scientifica esclusivamente secondo leprocedure di cui al presente comma e ai commi da 208 a 211, un fondospeciale denominato «Fondo per le cattedre universitarie del meritoGiulio Natta», al quale sono assegnati 38 milioni di euro nell’anno2016 e 75 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017.

208. In deroga alle norme sul reclutamento dei professoriuniversitari previste dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240, il Fondodi cui al comma 207 e’ destinato al reclutamento straordinario perchiamata diretta di professori universitari di prima e di secondafascia selezionati secondo procedure nazionali e ai sensidell’articolo 1, comma 9, secondo periodo, della legge 4 novembre2005, n. 230, come da ultimo modificato dal comma 209 del presentearticolo, e nel rispetto dei criteri di cui al comma 210 volti avalorizzare l’eccellenza e la qualificazione scientifica deicandidati, ivi inclusi professori universitari gia’ in serviziopresso atenei italiani. Per i professori di prima e di seconda fasciagia’ in servizio in atenei italiani, l’eventuale chiamata nellastessa fascia ai sensi della presente procedura comportaobbligatoriamente il cambiamento della sede di appartenenza. Alleprocedure di chiamata nella stessa fascia e ai conseguentitrasferimenti e’ annualmente destinata una somma di 5,1 milioni dieuro nell’anno 2016 e di 10 milioni di euro a decorrere dal 2017, avalere sulle risorse di cui al comma 207.

209. Ai fini delle chiamate dirette di cui al comma 208 delpresente articolo, all’articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre2005, n. 230, al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguentiparole: «ovvero di studiosi di elevato e riconosciuto meritoscientifico, previamente selezionati mediante procedure nazionali, enel rispetto di criteri volti ad accertare l’eccellenza dei percorsiindividuali di ricerca scientifica» e al quarto periodo sonoaggiunte, in fine, le seguenti parole: «o che siano studiosi dielevato e riconosciuto merito scientifico previamente selezionaticome indicato nel primo periodo».

210. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, daemanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, di concerto con il Ministro dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro dell’economia edelle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentaricompetenti per materia e per i profili finanziari, le quali siesprimono entro trenta giorni dalla data di trasmissione, sonodisciplinati:

a) i criteri per valutare l’eccellenza dei percorsi individualidi ricerca scientifica secondo i migliori standard valutativinazionali e internazionali propri dell’area scientifica diriferimento, con particolare riguardo alla qualita’ della produzionescientifica individuale nei cinque anni precedenti alla procedura;

b) le modalita’ per l’attivazione e lo svolgimento dellaprocedura di selezione dei soggetti di cui al comma 208;

c) l’inquadramento in una classe stipendiale che comporti unavanzamento non inferiore a due classi rispetto a quella in godimentoin caso di permanenza nella stessa fascia della qualifica diprofessore, e un inquadramento non inferiore alla seconda classestipendiale della qualifica di riferimento in caso di promozione o diattribuzione della qualifica di professore di prima o di secondafascia;

d) la nomina e il funzionamento di commissioni di valutazione,formate per ogni area disciplinare da studiosi italiani e stranieridi alta qualificazione operanti nel campo della ricerca scientifica etecnologica, con oneri a carico del Fondo di cui al comma 207;

e) il numero dei posti di professore universitario destinati alreclutamento straordinario di cui al comma 208, egualmentedistribuiti tra la prima e la seconda fascia, individuando altresi’,all’interno di ciascuna fascia, il numero dei posti destinati aprofessori di prima e seconda fascia gia’ in servizio in ateneiitaliani, che concorrono per l’eventuale chiamata nella stessafascia; i criteri per l’individuazione delle aree scientifiche diriferimento: tali criteri possono essere anche informati a obiettividi crescita e miglioramento di particolari aree della ricercascientifica e tecnologica italiana; il 50 per cento dei posti diprofessore universitario di prima e seconda fascia destinati alreclutamento straordinario di cui al comma 208 e’ attribuito entro unanno dalla data di indizione della relativa procedura selettiva;

f) le modalita’ di assegnazione all’ateneo, a valere sul Fondo dicui al comma 207 a decorrere dalla data di assunzione in servizio,delle risorse necessarie a coprire gli oneri stipendiali, nonche’l’eventuale concorso dell’ateneo alla copertura di tali onerimediante risorse proprie; il numero massimo di chiamate diretteconsentite ad ogni ateneo a valere sul Fondo di cui al comma 207.

211. Nel caso in cui i professori chiamati ai sensi del comma 208cambino sede universitaria in Italia, le risorse occorrenti per ilrelativo trattamento stipendiale, a valere sul Fondo di cui al comma207, sono conseguentemente assegnate all’ateneo di destinazione.

212. La quota parte delle risorse di cui al comma 207 eventualmentenon utilizzata per le finalita’ di cui ai commi da 207 a 211confluisce, nel medesimo esercizio finanziario, nel Fondo per ilfinanziamento ordinario delle universita’.

213. Per tutelare la funzione e le infrastrutture di ricerca dellescienze religiose, per dare continuita’ alla formazione di studiosi estrumenti di studio dell’ebraismo, per rivitalizzare la tradizione eil patrimonio di conoscenze sulla storia, le lingue e le culturedell’Africa e dell’Oriente attraverso il sostegno diretto adistituzioni di riconosciuta competenza e adatte a promuovere lasicurezza del Paese attraverso la formazione e l’impegno di studiosee studiosi in un sistema di relazioni scientifiche internazionali, e’autorizzata la spesa di 3 milioni di euro annui a decorrere dal 2016,da iscrivere in apposito fondo istituito nello stato di previsionedel Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.

214. Per il sostegno e l’attuazione degli interventi di cui alcomma 213 il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e dellaricerca stipula appositi accordi di programma con amministrazionipubbliche, enti pubblici, istituzioni scientifiche, infrastrutture eorganismi di ricerca come definiti dall’articolo 2, punto 83, delregolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.

215. Il termine del 31 dicembre 2015 di cui all’articolo 6, comma6-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, conmodificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, e’ differito al31 dicembre 2016. All’articolo 4, comma 9-bis, del decreto-legge 31agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30ottobre 2013, n. 125, al quarto periodo, le parole: «per l’anno 2014»sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2015» e le parole: «finoal 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31dicembre 2016»; al quinto periodo, le parole: «Per l’anno 2015» sonosostituite dalle seguenti: «Per l’anno 2016»; dopo il quinto periodosono aggiunti i seguenti: «Fermo restando il rispetto delledisposizioni di cui all’articolo 1, commi 557, 557-quater e 562,primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la proroga puo’essere disposta in deroga ai limiti o divieti prescritti dallevigenti disposizioni di legge. Per l’anno 2016, agli entiterritoriali di cui al primo periodo del presente comma, che sitrovino nelle condizioni di cui all’articolo 259 del testo unico dicui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, non si applicanole disposizioni di cui ai commi 6, 7 e 8 del medesimo articolo. Pergli stessi enti, la proroga dei rapporti di lavoro a tempodeterminato e’ subordinata all’assunzione integrale degli oneri acarico della regione ai sensi dall’articolo 259, comma 10, del testounico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».

216. Nell’ottica di favorire il ricambio generazionale el’immissione nella pubblica amministrazione di personale altamentequalificato, oltre al reclutamento di professori e ricercatoriprevisto dai commi da 207 a 212 e dai commi da 247 a 252 e deidirigenti vincitori di procedure selettive gia’ gestite dalla Scuolanazionale dell’amministrazione (SNA), le facolta’ assunzionali neltriennio 2016-2018 delle amministrazioni dello Stato sonoprioritariamente finalizzate all’assunzione di cinquanta dirigentimediante apposita procedura selettiva gestita dalla SNA e dicinquanta unita’ nei profili iniziali della carriera prefettizia,nonche’ di dieci avvocati dello Stato e dieci procuratori delloStato. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, suproposta del Ministro per la semplificazione e la pubblicaamministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e dellefinanze, sono individuati i criteri della procedura selettiva e dellaripartizione tra le amministrazioni interessate del personaledirigenziale.

217. Il comma 1 dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo2001, n. 165, e’ sostituito dal seguente:

«1. Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediantecorso-concorso selettivo di formazione bandito dal Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentito ilMinistero dell’economia e delle finanze, per tutti i posti vacantinel triennio, fermo restando il regime autorizzatorio in materia diassunzioni di cui all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. Al corso-concorsopossono essere ammessi candidati in numero superiore a quello deiposti, secondo una percentuale massima del 20 per cento, determinatadal decreto di cui all’ultimo periodo del presente comma. Al concorsoper l’accesso al corso-concorso puo’ partecipare il personale docenteed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative statali inpossesso del relativo diploma di laurea magistrale ovvero di laureaconseguita in base al previgente ordinamento, che abbia maturatoun’anzianita’ complessiva nel ruolo di appartenenza di almeno cinqueanni. E’ previsto il pagamento di un contributo, da parte deicandidati, per le spese della procedura concorsuale. Il concorso puo’comprendere una prova preselettiva e comprende una o piu’ provescritte, cui sono ammessi tutti coloro che superano l’eventualepreselezione, e una prova orale, a cui segue la valutazione deititoli. Il corsoconcorso si svolge in giorni e orari e con metodididattici compatibili con l’attivita’ didattica svolta daipartecipanti, con eventuale riduzione del loro carico didattico. Lespese di viaggio e alloggio sono a carico dei partecipanti. Condecreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e dellaricerca sono definite le modalita’ di svolgimento delle procedureconcorsuali, la durata del corso e le forme di valutazione deicandidati ammessi al corso».

218. All’articolo 17 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104,convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128,sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 e’ abrogato;

b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

«3. Le risorse poste nella disponibilita’ della Scuola nazionaledell’amministrazione per il reclutamento e la formazione iniziale deidirigenti scolastici sono versate all’entrata del bilancio delloStato per la successiva riassegnazione ai pertinenti capitoli dellostato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ edella ricerca e costituiscono limite di spesa per l’organizzazionedei corsi-concorsi di cui all’articolo 29 del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Il Ministrodell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propridecreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

219. Nelle more dell’adozione dei decreti legislativi attuatividegli articoli 8, 11 e 17 della legge 7 agosto 2015, n. 124, edell’attuazione dei commi 422, 423, 424 e 425 dell’articolo 1 dellalegge 23 dicembre 2014, n. 190, e successive modificazioni, sono resiindisponibili i posti dirigenziali di prima e seconda fascia delleamministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, comerideterminati in applicazione dell’articolo 2 del decreto-legge 6luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, vacanti alla datadel 15 ottobre 2015, tenendo comunque conto del numero dei dirigentiin servizio senza incarico o con incarico di studio e del personaledirigenziale in posizione di comando, distacco, fuori ruolo oaspettativa. Gli incarichi conferiti a copertura dei postidirigenziali di cui al primo periodo dopo la data ivi indicata e finoalla data di entrata in vigore della presente legge cessano didiritto alla medesima data di entrata in vigore, con risoluzione deirelativi contratti. Sono fatti salvi i casi per i quali, alla datadel 15 ottobre 2015, sia stato avviato il procedimento per ilconferimento dell’incarico e, anche dopo la data di entrata in vigoredella presente legge, quelli concernenti i posti dirigenziali in entipubblici nazionali o strutture organizzative istituiti dopo il 31dicembre 2011, i posti dirigenziali specificamente previsti dallalegge o appartenenti a strutture organizzative oggetto di riordinonegli anni 2014 e 2015 con riduzione del numero dei posti e,comunque, gli incarichi conferiti a dirigenti assunti per concorsopubblico bandito prima della data di entrata in vigore della presentelegge o da espletare a norma del comma 216, oppure in applicazionedelle procedure di mobilita’ previste dalla legge. In ogni altrocaso, in ciascuna amministrazione possono essere conferiti incarichidirigenziali solo nel rispetto del numero complessivo dei posti resiindisponibili ai sensi del presente comma.

220. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, daadottare entro il 31 gennaio 2016, su proposta del Ministro per lasemplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze, e’ effettuata la ricognizionedelle dotazioni organiche dirigenziali delle amministrazioni delloStato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie, degli entipubblici non economici, degli enti di ricerca, nonche’ degli entipubblici di cui all’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.

221. Le regioni e gli enti locali provvedono alla ricognizionedelle proprie dotazioni organiche dirigenziali secondo i rispettiviordinamenti, nonche’ al riordino delle competenze degli ufficidirigenziali, eliminando eventuali duplicazioni. Allo scopo digarantire la maggior flessibilita’ della figura dirigenziale nonche’il corretto funzionamento degli uffici, il conferimento degliincarichi dirigenziali puo’ essere attribuito senza alcun vincolo diesclusivita’ anche ai dirigenti dell’avvocatura civica e dellapolizia municipale. Per la medesima finalita’, non trovanoapplicazione le disposizioni adottate ai sensi dell’articolo 1, comma5, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ove la dimensione dell’enterisulti incompatibile con la rotazione dell’incarico dirigenziale.

222. Per il comparto scuola e AFAM, nonche’ per le universita’,continuano a trovare applicazione le specifiche discipline disettore.

223. All’articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n.190, le parole: «2016/2017» sono sostituite dalle seguenti:«2017/2018».

224. Resta escluso dall’applicazione delle disposizioni di cui alcomma 219 il personale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo30 marzo 2001, n. 165, delle citta’ metropolitane e delle provinceadibito all’esercizio di funzioni fondamentali, degli ufficigiudiziari e dell’amministrazione della giustizia, dell’area medica eveterinaria e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale,il personale appartenente alla dirigenza di seconda fascia confunzione tecnico-ispettiva del Ministero dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca nonche’, per le funzioni specificheattribuite dalla legge, il personale preposto ai posti dirigenzialidel Dipartimento della protezione civile della Presidenza delConsiglio dei ministri. E’ escluso altresi’ il personale delleagenzie di cui al decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 157.

225. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del decretolegislativo attuativo dell’articolo 8, comma 1, lettera e), dellalegge 7 agosto 2015, n. 124, ferme restando le riduzioni delledotazioni organiche previste dall’articolo 2, comma 1, lettere a) eb), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e la conseguenterideterminazione degli organici adottata con decreto del Presidentedel Consiglio dei ministri 22 maggio 2015, pubblicato nella GazzettaUfficiale n. 217 del 18 settembre 2015, il Ministero dell’internoprovvede a predisporre il regolamento di organizzazione di cuiall’articolo 2, comma 7, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125,intervenendo coerentemente con le disposizioni di cui al predettodecreto legislativo. Entro il predetto termine, il medesimo Ministeroprovvede a dare attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 2,comma 11, lettera b), del citato decreto-legge n. 95 del 2012, conconseguente riassorbimento, entro il successivo anno, degli effettiderivanti dalle riduzioni di cui al citato articolo 2, comma 1,lettere a) e b). In caso di adozione del regolamento di cui alpresente comma in data antecedente alla data di entrata in vigore deldecreto legislativo attuativo dell’articolo 8, comma 1, lettera e),della legge 7 agosto 2015, n. 124, il Ministero dell’interno provvedeesclusivamente agendo sugli uffici centrali.

226. Le regioni e gli enti locali che hanno conseguito gliobiettivi di finanza pubblica possono compensare le somme darecuperare di cui al primo periodo del comma 1 dell’articolo 4 deldecreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, convertito, con modificazioni,dalla legge 2 maggio 2014, n. 68, anche attraverso l’utilizzo deirisparmi effettivamente derivanti dalle misure di razionalizzazioneorganizzativa adottate ai sensi del comma 221, certificatidall’organo di revisione, comprensivi di quelli derivantidall’applicazione del comma 228.

227. Le amministrazioni di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, deldecreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, possono procedere, per gli anni2016, 2017 e 2018, ad assunzioni di personale a tempo indeterminatodi qualifica non dirigenziale nel limite di un contingente dipersonale corrispondente, per ciascuno dei predetti anni, ad unaspesa pari al 25 per cento di quella relativa al medesimo personalecessato nell’anno precedente. Per i ricercatori e tecnologi restanoferme le percentuali di turn over previste dall’articolo 3, comma 2,del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, conmodificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Al fine digarantire la continuita’ nell’attuazione delle attivita’ di ricerca,tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 2, comma 4, del decretolegislativo 15 giugno 2015, n. 81, e nelle more della emanazione deidecreti di riordino di cui all’articolo 17, comma 1, della legge 7agosto 2015, n. 124, gli istituti e gli enti di ricerca possonocontinuare ad avvalersi del personale con contratto di collaborazionecoordinata e continuativa in essere alla data del 31 dicembre 2015,mediante l’attivazione, previa verifica di idoneita’, di contratti atempo determinato a valere sulle risorse disponibili, ai sensidell’articolo 1, comma 188, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, esuccessive modificazioni, nonche’, nel limite del 30 per cento, sullerisorse derivanti dalle facolta’ assunzionali disponibili alegislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico dellafinanza pubblica. Per il personale delle qualifiche dirigenziali, alnetto delle posizioni rese indisponibili ai sensi del comma 219, e’assicurato nell’anno 2016 il turn over nei limiti delle capacita’assunzionali. Resta escluso dalle disposizioni di cui al presentecomma il personale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165. Sono conseguentemente ridotti gli stanziamenti dibilancio delle amministrazioni centrali.

228. Le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 5, deldecreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e successive modificazioni,possono procedere, per gli anni 2016, 2017 e 2018, ad assunzioni dipersonale a tempo indeterminato di qualifica non dirigenziale nellimite di un contingente di personale corrispondente, per ciascunodei predetti anni, ad una spesa pari al 25 per cento di quellarelativa al medesimo personale cessato nell’anno precedente. Inrelazione a quanto previsto dal primo periodo del presente comma, alsolo fine di definire il processo di mobilita’ del personale deglienti di area vasta destinato a funzioni non fondamentali, comeindividuato dall’articolo 1, comma 421, della citata legge n. 190 del2014, restano ferme le percentuali stabilite dall’articolo 3, comma5, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, conmodificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Il comma 5-quaterdell’articolo 3 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito,con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e’disapplicato con riferimento agli anni 2017 e 2018.

229. A decorrere dall’anno 2016, fermi restando i vincoli generalisulla spesa di personale, i comuni istituiti a decorrere dall’anno2011 a seguito di fusione nonche’ le unioni di comuni possonoprocedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limitedel 100 per cento della spesa relativa al personale di ruolo cessatodal servizio nell’anno precedente.

230. Il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche,di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n.296, e successive modificazioni, e’ incrementato di euro 23,5 milioniper l’anno 2016.

231. All’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 145, la parola: «2014» e’ sostituita dalla seguente:
«2015» e la parola: «2016» dalla seguente: «2017»; b) al comma 150, le parole: «2016», «2017», «2018», «2019» e «2020» sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: «2017», «2018», «2019», «2020» e «2021».
232. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 230, pari ad euro 23,5 milioni per l’anno 2016, si provvede, quanto a euro 7,5 milioni, mediante utilizzo dei risparmi di spesa derivanti dal comma 231 e, quanto a euro 16 milioni, mediante versamento all’entrata del bilancio dello Stato delle somme giacenti nel conto corrente n. 53823530 presso la societa’ Poste italiane Spa. Gli ulteriori
risparmi di spesa derivanti dal comma 231, pari a 7,5 milioni di euro per l’anno 2017 e a 5,8 milioni di euro per l’anno 2018, confluiscono nel Fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Nelle more del versamento delle somme di cui al primo periodo all’entrata del bilancio dello Stato, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad accantonare e a rendere indisponibile per l’anno 2016, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e a valere sulle disponibilita’ di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la somma di 16 milioni di euro al netto di quanto effettivamente versato.
233. Agli oneri derivanti dal comma 231, pari a 7,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, nonche’ a 5,8 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
234. Per le amministrazioni pubbliche interessate ai processi di mobilita’ in attuazione dei commi 424 e 425 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le ordinarie facolta’ di assunzione previste dalla normativa vigente sono ripristinate nel momento in cui nel corrispondente ambito regionale e’ stato ricollocato il personale interessato alla relativa mobilita’. Per le amministrazioni di cui al citato comma 424 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014, il completamento della predetta ricollocazione nel relativo ambito regionale e’ reso noto mediante comunicazione pubblicata nel portale «Mobilita.gov», a conclusione di ciascuna fase del processo disciplinato dal decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione 14 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2015. Per le amministrazioni di cui al comma 425 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014 si procede mediante autorizzazione delle assunzioni secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
235. All’articolo 4, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, le parole: «e, ove riassegnabili, in base alle vigenti disposizioni, al fondo per il finanziamento del trattamento economico accessorio» sono soppresse.  236. Nelle more dell’adozione dei decreti legislativi attuativi degli articoli 11 e 17 della legge 7 agosto 2015, n. 124, con particolare riferimento all’omogeneizzazione del trattamento economico fondamentale e accessorio della dirigenza, tenuto conto delle esigenze di finanza pubblica, a decorrere dal 1º gennaio 2016 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, non puo’ superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2015 ed e’, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio, tenendo conto del personale assumibile ai sensi della normativa vigente.
237. A decorrere dall’anno 2016, e’ autorizzata l’ulteriore spesa di 2 milioni di euro annui in favore dei parchi nazionali di cui all’articolo 1, comma 43, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.  238. All’allegato A della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e’ aggiunta, in fine, la seguente voce: «Isola del lago d’Iseo 16-bis. Monte Isola».
239. All’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti: «Il divieto e’ altresi’ stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titoli abilitativi gia’ rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. Sono sempre assicurate le attivita’ di manutenzione finalizzate all’adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti e alla tutela dell’ambiente, nonche’ le operazioni finali di ripristino ambientale».
240. All’articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Le attivita’ di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale sono di pubblica utilita’. I relativi titoli abilitativi comprendono pertanto la dichiarazione di pubblica utilita’»; b) il comma 1-bis e’ abrogato; c) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5. Le attivita’ di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sono svolte con le modalita’ di cui alla legge 9 gennaio 1991, n. 9, o a seguito del rilascio di un titolo concessorio unico, sulla base di un programma generale di lavori articolato in una prima fase di ricerca, per la durata di sei anni, a cui seguono, in caso di rinvenimento di un giacimento tecnicamente ed economicamente coltivabile, riconosciuto dal Ministero dello sviluppo economico, la fase di coltivazione della durata di trent’anni, salvo l’anticipato esaurimento del giacimento, nonche’ la fase di ripristino finale».  241. All’articolo 57, comma 3-bis, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, le parole: «con le modalita’ di cui all’articolo 1, comma 8-bis, della legge 23 agosto 2004, n. 239, nonche’» sono soppresse.  242. All’articolo 1, comma 8-bis, della legge 23 agosto 2004, n.  239, le parole: «ai commi 7 e» sono sostituite dalle seguenti: «al comma».
243. Nelle more dei processi di riordino previsti dall’articolo 8 della legge 7 agosto 2015, n. 124, a decorrere dal 1º gennaio 2016 lo stanziamento per il personale degli uffici di cui all’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, compresi gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa, e’ ridotto in misura pari al 10 per cento rispetto allo stanziamento dell’anno 2015. Per le amministrazioni che dopo il 31 dicembre 2010 hanno disposto riduzioni corrispondenti a quella prescritta dal presente comma, questa si intende gia’ adempiuta.  244. All’articolo 4 del decreto-legge 1º gennaio 2010, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2010, n. 30, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, primo periodo, dopo le parole: «nei cinque anni 2010-2014» sono inserite le seguenti: «e nel triennio 2016-2018» e le parole da: «, comma 102» fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: «del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114»; b) al comma 6 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «E’ altresi’ autorizzata la spesa di euro 670.984 per l’anno 2016, di euro 4.638.414 per l’anno 2017 e di euro 6.205.577 a decorrere dall’anno 2018».
245. Il Ministero della giustizia e’ autorizzato nell’anno 2016, in aggiunta alle facolta’ assunzionali previste dalla normativa vigente, ad assumere magistrati ordinari vincitori di concorso. A tal fine, e’ autorizzata la spesa nel limite di euro 20.943.084 per l’anno 2016, di euro 25.043.700 per l’anno 2017, di euro 27.387.210 per l’anno 2018, di euro 27.926.016 per l’anno 2019, di euro 35.423.877 per l’anno 2020, di euro 35.632.851 per l’anno 2021, di euro 36.273.804 per l’anno 2022, di euro 37.021.584 per l’anno 2023, di euro 37.662.540 per l’anno 2024 e di euro 38.410.320 annui a decorrere dall’anno 2025.
246. Per il finanziamento di interventi in favore dei collegi universitari di merito legalmente riconosciuti di cui agli articoli 15, 16 e 17 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, e’ autorizzata una spesa integrativa di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.
247. Al fine di sostenere l’accesso dei giovani alla ricerca, l’autonomia responsabile delle universita’ e la competitivita’ del sistema universitario e della ricerca italiano a livello internazionale, il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’ e’ incrementato di 47 milioni di euro per l’anno 2016 e di 50,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017, per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia e il Fondo ordinario per il finanziamento degli enti e istituzioni di ricerca e’ incrementato di 8 milioni di euro per l’anno 2016 e di 9,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017 per l’assunzione di ricercatori negli enti pubblici di ricerca.
248. L’assegnazione alle singole universita’ dei fondi di cui al comma 247 e’ effettuata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca tenendo conto dei risultati della valutazione della qualita’ della ricerca (VQR).  249. L’assegnazione agli enti pubblici di ricerca dei fondi di cui al comma 247 e’ effettuata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca tenendo conto dei medesimi criteri di riparto del Fondo ordinario per il finanziamento degli enti e istituzioni di ricerca.
250. La quota parte delle risorse di cui al comma 247 eventualmente non utilizzata per le finalita’ di cui ai commi da 247 a 249 rimane a disposizione, nel medesimo esercizio finanziario, per le altre finalita’ del Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’ e del Fondo ordinario per il finanziamento degli enti e istituzioni di ricerca.
251. Per il medesimo fine di cui al comma 247 e tenendo conto della situazione di bilancio delle singole universita’, all’articolo 66, comma 13-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole: «A decorrere dall’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «Per l’anno 2015» e dopo il terzo periodo sono inseriti i seguenti: «A decorrere dall’anno 2016, alle sole universita’ che si trovano nella condizione di cui al periodo precedente, e’ consentito procedere alle assunzioni di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera a), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, senza che a queste siano applicate le limitazioni da turn over. Resta fermo quanto disposto dal decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2015, con riferimento alle facolta’ assunzionali del personale a tempo indeterminato e dei ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240».
252. Al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 424, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e’ incrementata di 57 milioni di euro per l’anno 2016, di 86 milioni di euro per l’anno 2017, di 126 milioni di euro per l’anno 2018, di 70 milioni di euro per l’anno 2019 e di 90 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020.  253. All’articolo 10 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: «2-bis. Ferma restando la disposizione di cui all’articolo 21 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, gli iscritti ai corsi di laurea in medicina e chirurgia e in odontoiatria, a partire dal quinto anno di corso e sino all’iscrizione nel relativo albo professionale, al fine di rafforzare la propria posizione previdenziale, possono facoltativamente provvedere all’iscrizione e al pagamento della relativa contribuzione presso la “Quota A” del Fondo di previdenza generale gestito dall’ente di previdenza di cui all’elenco A, nono capoverso, annesso al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509. L’ammontare del contributo e le modalita’ del versamento vengono determinati dal consiglio di amministrazione dell’ente di cui al primo periodo, tenendo conto della capacita’ reddituale degli interessati. Per le finalita’ di cui al presente comma, l’ente puo’ favorire l’iscrizione e il pagamento della contribuzione da parte degli studenti di cui al primo periodo anche attraverso prestiti d’onore. Dall’applicazione delle disposizioni del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
254. Al fine di sostenere l’accesso dei giovani all’universita’, e in particolare dei giovani provenienti da famiglie meno abbienti, il Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ incrementato di 54.750.000 euro per l’anno 2016 e di 4.750.000 euro annui a decorrere dall’anno 2017.  255. A decorrere dall’anno 2016 l’autorizzazione di spesa per gli interventi di cui all’articolo 4 della legge 23 novembre 1998, n.  407, e’ incrementata di 250.000 euro annui.
256. All’articolo 1, comma 169, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, le parole: «annui a decorrere dall’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2015 e di 228.000.000 di euro annui a decorrere dall’anno 2016».
257. Al fine di assicurare continuita’ alle attivita’ previste negli accordi sottoscritti con scuole o universita’ dei Paesi stranieri, il personale della scuola impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, puo’ chiedere di essere autorizzato al trattenimento in servizio retribuito per non piu’ di due anni. Il trattenimento in servizio e’ autorizzato, con provvedimento motivato, dal dirigente scolastico e dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale.  Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
258. Per concorrere alle spese sostenute e non coperte da contributi o sostegni pubblici di altra natura per l’acquisto di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali, relativi ai corsi d’istruzione scolastica fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione scolastica, e’ istituito, presso il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, un fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalita’ di individuazione dei destinatari del suddetto contributo sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), nonche’ di assegnazione e di erogazione dello stesso.
259. Al comma 4 dell’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 238, che si sono trasferiti in Italia entro il 31 dicembre 2015 applicano, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016 e per quello successivo, le disposizioni di cui alla medesima legge nei limiti e alle condizioni ivi indicati; in alternativa possono optare, con le modalita’ definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, per il regime agevolativo di cui al presente articolo».
260. All’articolo 60 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Sono soggetti ammissibili agli interventi di cui al presente capo le imprese, le universita’, gli enti e gli organismi di ricerca, le costituende societa’ composte da professori, ricercatori universitari, personale di ricerca dipendente dagli enti di ricerca di cui all’articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593, l’ENEA, l’ASI e i dottorandi di ricerca e i titolari di assegni di ricerca di cui all’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, anche congiuntamente ad uno o piu’ degli altri soggetti indicati dal presente comma, o qualsiasi altro soggetto giuridico in possesso dei requisiti minimi previsti dai bandi o da altri interventi di sostegno su progetto o programma, purche’ residenti ovvero con stabile organizzazione nel territorio nazionale»; b) al comma 4, dopo la lettera f) e’ aggiunta la seguente:
«f-bis) le attivita’ di ricerca industriale, sviluppo precompetitivo, diffusione di tecnologie, fino all’avvio e comunque finalizzate a nuove iniziative economiche ad alto contenuto tecnologico, per l’utilizzazione industriale dei risultati della ricerca da parte di soggetti assimilati in fase d’avvio, su progetto o programma, anche autonomamente presentato, da coloro che si impegnano a costituire o a concorrere alla nuova societa’».  261. Al fine di incrementare la quota premiale di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, e successive modificazioni, il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’, di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e’ incrementato di 25 milioni di euro per l’anno 2016 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017.  262. Al fine di garantire lo sviluppo coordinato della formazione, ricerca e innovazione in settori strategici orientato al design del prodotto, della comunicazione e dei servizi nella regione Abruzzo e nei territori adriatici ad essa viciniori, e’ costituito l’Istituto superiore per le industrie artistiche (ISIA) di Pescara, mediante trasformazione dell’attuale sede decentrata dell’ISIA di Roma istituita con autorizzazione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e’ adottato lo statuto dell’Istituto, secondo le procedure definite dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132.  In sede di prima applicazione lo statuto e’ deliberato da un comitato costituito dal presidente e dal direttore in carica dell’ISIA di Roma, integrato da un esperto nominato dal Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. In sede di definizione del regolamento didattico dell’Istituto, agli studenti iscritti ai corsi decentrati a Pescara dell’ISIA di Roma e’ sempre garantita la possibilita’ del completamento del percorso di studi previsto dall’ordinamento in corso. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
263. A seguito dell’attivita’ di monitoraggio e verifica relativa alle misure di salvaguardia indicate nell’alinea del comma 265 resa possibile in relazione alle misure per le quali la certificazione del diritto al beneficio e’ da ritenersi conclusa, i complessivi importi indicati al quarto periodo dell’articolo 1, comma 235, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, sono cosi’ rideterminati: 243,4 milioni di euro per l’anno 2013, 933,8 milioni di euro per l’anno 2014, 1.871,4 milioni di euro per l’anno 2015, 2.380,0 milioni di euro per l’anno 2016, 2.051,1 milioni di euro per l’anno 2017, 1.340,3 milioni di euro per l’anno 2018, 583,3 milioni di euro per l’anno 2019, 294,1 milioni di euro per l’anno 2020, 138,0 milioni di euro per l’anno 2021, 73,0 milioni di euro per l’anno 2022 e 8,9 milioni di euro per l’anno 2023, cui corrisponde la rideterminazione del limite numerico massimo in 146.166 soggetti. Per effetto delle rideterminazioni di cui al primo periodo del presente comma, ai maggiori oneri pari a 122,1 milioni di euro per l’anno 2020, 89,0 milioni di euro per l’anno 2021, 69,0 milioni di euro per l’anno 2022 e 8,9 milioni di euro per l’anno 2023 si provvede, quanto a 54,5 milioni di euro per l’anno 2020, a 86,7 milioni di euro per l’anno 2021, a 69 milioni di euro per l’anno 2022 e a 8,9 milioni di euro per l’anno 2023, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni. La ripartizione dei complessivi limiti di spesa e numerici di cui al primo periodo del presente comma e’ effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 193, della legge 27 dicembre 2013, n.  147. Ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 1, comma 235, della legge n. 228 del 2012, l’autorizzazione di spesa di cui al primo periodo del predetto comma 235 e’ incrementata di 497 milioni di euro per l’anno 2016, 369,9 milioni di euro per l’anno 2017, 79,7 milioni di euro per l’anno 2018 e 72,7 milioni di euro per l’anno 2019.

264. I lavoratori del comparto scuola e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) i quali, a seguito dell’attivita’ di monitoraggio e verifica relativa alle misure di salvaguardia che ha dato luogo alla rideterminazione degli oneri di cui al comma 263 del presente articolo e che, in applicazione del procedimento di cui all’articolo 1, comma 193, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ha disposto il riconoscimento dell’applicazione della salvaguardia anche ai titolari di congedo, ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, o di permessi, ai sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, eccedenti il limite numerico previsto dal decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, e dalla legge 10 ottobre 2014, n. 147, hanno ricevuto la lettera di certificazione del diritto a pensione con decorrenza dal 1º settembre 2015, possono accedere al trattamento pensionistico a decorrere dal primo giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, anche in deroga alle disposizioni del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e dell’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

265. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ferme restando, nei limiti definiti ai sensi del comma 263, le salvaguardie previste dall’articolo 24, comma 14, del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011, e successive modificazioni, dall’articolo 22 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, dall’articolo 1, commi da 231 a 234, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, dagli articoli 11 e 11-bis del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, e successive modificazioni, dall’articolo 2, commi 5-bis e 5-ter, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, dall’articolo 1, commi da 194 a 198, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dall’articolo 2 della legge 10 ottobre 2014, n. 147, e dai relativi decreti attuativi del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 1º giugno 2012, 8 ottobre 2012, 22 aprile 2013 e 14 febbraio 2014, pubblicati, rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 2012, n. 17 del 21 gennaio 2013, n. 123 del 28 maggio 2013 e n. 89 del 16 aprile 2014, continuano ad applicarsi ai seguenti soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
a) nel limite di 6.300 soggetti, ai lavoratori collocati in mobilita’ o in trattamento speciale edile ai sensi degli articoli 4, 11 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, o ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, o nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dall’attivita’ lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell’indennita’ di mobilita’ o del trattamento speciale edile, ovvero, se cessati entro il 31 dicembre 2012, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro dodici mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il versamento volontario di cui alla presente lettera, anche in deroga alle disposizioni dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, puo’ riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti la domanda di autorizzazione stessa. Tale versamento, relativo ai lavoratori cessati entro il 31 dicembre 2012 di cui alla presente lettera, puo’ comunque essere effettuato solo con riferimento ai dodici mesi successivi al termine di fruizione dell’indennita’ di mobilita’ o del trattamento speciale edile indicato dalla presente lettera. Eventuali periodi di sospensione dell’indennita’ di mobilita’, ai sensi dell’articolo 8, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e dell’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, per svolgere attivita’ di lavoro subordinato, a tempo parziale, a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinato mantenendo l’iscrizione nella lista, si considerano rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione dell’indennita’ stessa e non comportano l’esclusione dall’accesso alle salvaguardie di cui al presente comma;
b) nel limite di 9.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere a) e f), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
c) nel limite di 6.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
d) nel limite di 2.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilita’ grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
e) nel limite di 3.000 soggetti, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, ai lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e ai lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011.

266. Per i lavoratori di cui al comma 265, lettera a), che siano gia’ stati autorizzati ai versamenti volontari in data antecedente a quella di entrata in vigore della presente legge e per i quali siano decorsi i termini di pagamento, sono riaperti a domanda i termini dei versamenti relativi ai dodici mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennita’ di mobilita’ come specificato nel medesimo comma 265.

267. Il trattamento pensionistico, con riferimento ai soggetti di cui al comma 265, non puo’ avere decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge.

268. Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuare entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, da ultimo stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014.  L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai lavoratori di cui ai commi da 263 a 270 che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, e provvede a pubblicare nel proprio sito internet, in forma aggregata al fine di rispettare le vigenti disposizioni in materia di tutela dei dati personali, i dati raccolti a seguito dell’attivita’ di monitoraggio, avendo cura di evidenziare le domande accolte, quelle respinte e le relative motivazioni. Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di pensione e dei limiti di spesa anche in via prospettica determinati ai sensi dei commi 265 e 270, primo periodo, l’INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dai commi da 265 a 267.

269. I dati rilevati nell’ambito del monitoraggio svolto dall’INPS ai sensi del comma 268 sono utilizzati ai fini della predisposizione della relazione di cui all’articolo 2, comma 5, della legge 10 ottobre 2014, n. 147. All’articolo 2, comma 5, della legge 10 ottobre 2014, n. 147, le parole da: «Ministro del lavoro e delle politiche sociali» fino a: «30 giugno» sono sostituite dalle seguenti: «Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 30 settembre».

270. I benefici di cui ai commi da 265 a 267 sono riconosciuti nel limite di 26.300 soggetti e nel limite massimo di 213 milioni di euro per l’anno 2016, 387 milioni di euro per l’anno 2017, 336 milioni di euro per l’anno 2018, 258 milioni di euro per l’anno 2019, 171 milioni di euro per l’anno 2020, 107 milioni di euro per l’anno 2021, 41 milioni di euro per l’anno 2022 e 3 milioni di euro per l’anno 2023. Conseguentemente, all’articolo 1, comma 235, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, gli importi indicati al quarto periodo, come modificati ai sensi del comma 263, sono corrispondentemente incrementati degli importi di cui al precedente periodo, per una rideterminazione pari a: 243,4 milioni di euro per l’anno 2013, 933,8 milioni di euro per l’anno 2014, 1.871,4 milioni di euro per l’anno 2015, 2.593 milioni di euro per l’anno 2016, 2.438,1 milioni di euro per l’anno 2017, 1.676,3 milioni di euro per l’anno 2018, 841,3 milioni di euro per l’anno 2019, 465,1 milioni di euro per l’anno 2020, 245 milioni di euro per l’anno 2021, 114 milioni di euro per l’anno 2022 e 11,9 milioni di euro per l’anno 2023, cui corrisponde la rideterminazione del limite numerico massimo in 172.466 soggetti.

271. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, e’ altresi’ incrementata, sulla base dei risparmi accertati ai sensi del comma 263 per gli anni 2013 e 2014 ammontanti a complessivi 485,8 milioni di euro, nella misura di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2021 e di 85,8 milioni di euro per l’anno 2022. Conseguentemente il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, e’ ridotto di 100 milioni di euro per ognuno degli anni dal 2018 al 2021 e di 85,8 milioni di euro per l’anno 2022 e i predetti residui provenienti dagli anni 2013 e 2014 iscritti in bilancio costituiscono economie da registrare in sede di rendiconto 2015.

272. Al fine del concorso alla copertura degli oneri derivanti dai commi da 263 a 270 l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, come rifinanziata anche ai sensi dei commi 263 e 271, e’ ridotta di 213 milioni di euro per l’anno 2016, 387 milioni di euro per l’anno 2017, 336 milioni di euro per l’anno 2018, 215,7 milioni di euro per l’anno 2019, 100 milioni di euro per l’anno 2020, 100 milioni di euro per l’anno 2021, 41 milioni di euro per l’anno 2022 e 3 milioni di euro per l’anno 2023.

273. Ai fini del concorso alla copertura dei maggiori oneri conseguenti al potenziamento delle misure di sostegno al reddito per le situazioni di disagio previste dalla presente legge, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, come rifinanziata dalla presente legge, e’ ridotta di 124 milioni di euro per l’anno 2016.

274. All’articolo 1, comma 117, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, le parole: «nel corso dell’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «nel corso degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018».

275. Per i lavoratori indicati all’articolo 1, comma 117, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le disposizioni ivi previste si applicano anche ai lavoratori che, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, siano transitati in una gestione di previdenza diversa da quella dell’INPS derogando al disposto dell’articolo 1, comma 115, della citata legge n. 190 del 2014 e che non abbiano maturato il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso degli anni 2015 e 2016.

276. Nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e’ istituito un fondo con una dotazione pari a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 finalizzato all’accompagnamento alla quiescenza, entro l’anno 2018, dei lavoratori di cui all’articolo 1, comma 117, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, che non maturino i requisiti previsti da tale disposizione. Le risorse del fondo sono ripartite tra i lavoratori di cui al presente comma sulla base di criteri e modalita’ stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

277. Ai lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attivita’ nel sito produttivo, senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all’esposizione alle polveri di amianto, per l’intero periodo di durata delle operazioni di bonifica dall’amianto poste in essere mediante sostituzione del tetto, sono riconosciuti, nei limiti stabiliti dal presente comma, i benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, per il periodo corrispondente alla medesima bonifica. I benefici sono riconosciuti a domanda, da presentare all’INPS, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nei limiti delle risorse assegnate a un apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con dotazione pari a 5,5 milioni di euro per l’anno 2016, 7 milioni di euro per l’anno 2017, 7,5 milioni di euro per l’anno 2018 e 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019.  Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalita’ di attuazione del presente comma, con particolare riferimento all’assegnazione dei benefici ai lavoratori interessati e alle modalita’ di certificazione da parte degli enti competenti.

278. E’ istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Fondo per le vittime dell’amianto, in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali nei porti nei quali hanno trovato applicazione le disposizioni della legge 27 marzo 1992, n.  257, con una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. Le prestazioni del Fondo non escludono la fruizione dei diritti derivanti dalle norme generali e speciali dell’ordinamento e si cumulano con essi. Il Fondo concorre al pagamento, in favore dei superstiti di coloro che sono deceduti per le patologie asbesto-correlate, di quanto agli stessi superstiti e’ dovuto a titolo di risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, come liquidato con sentenza esecutiva. Le procedure e le modalita’ di erogazione delle prestazioni sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

279. All’articolo 1, comma 115, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, le parole: «30 giugno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».

280. Il comma 18 dell’articolo 2 della legge 8 agosto 1995, n. 335, si interpreta nel senso che i lavoratori assunti successivamente al 31 dicembre 1995 ai quali siano accreditati, a seguito di una loro domanda, contributi riferiti a periodi antecedenti al 1º gennaio 1996 non sono soggetti all’applicazione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, di cui alla medesima disposizione, a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

281. Al fine di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, la facolta’ prevista al predetto articolo 1, comma 9, e’ estesa anche alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti previsti dalla predetta disposizione, adeguati agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.  122, e successive modificazioni, entro il 31 dicembre 2015 ancorche’ la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianita’ di cui alla predetta sperimentazione. Al fine del concorso alla copertura degli oneri derivanti dal primo periodo del presente comma l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, come rifinanziata anche ai sensi della presente legge, e’ ridotta di 160 milioni di euro per l’anno 2016 e di 49 milioni di euro per l’anno 2017. Sulla base dei dati di consuntivo e del monitoraggio, effettuato dall’INPS, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 30 settembre di ogni anno, trasmette alle Camere una relazione sull’attuazione della sperimentazione di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, con particolare riferimento al numero delle lavoratrici interessate e agli oneri previdenziali conseguenti e, in relazione alla conclusione della medesima sperimentazione, come disciplinata ai sensi del primo periodo del presente comma, anche al raffronto degli specifici oneri previdenziali conseguenti all’attuazione del primo periodo del presente comma con le relative previsioni di spesa. Qualora dall’attivita’ di monitoraggio di cui al precedente periodo risulti un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa di cui al primo periodo del presente comma, anche avuto riguardo alla proiezione negli anni successivi, con successivo provvedimento legislativo verra’ disposto l’impiego delle risorse non utilizzate per interventi con finalita’ analoghe a quelle di cui al presente comma, ivi compresa la prosecuzione della medesima sperimentazione.

282. Al fine di sostenere la genitorialita’, il beneficio di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n.  92, e’ riconosciuto nel limite di 20 milioni di euro per l’anno 2016, ferme restando le relative disposizioni attuative. All’onere derivante dal primo periodo del presente comma si provvede, quanto a 10 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

283. Ai medesimi fini di cui al comma 282, il beneficio di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n.  92, e’ riconosciuto, in via sperimentale, nel limite di spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2016, anche alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici. I criteri di accesso e le modalita’ di utilizzo del beneficio sono stabiliti con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

284. I lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive della medesima con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato che maturano entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia, di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, possono, a condizione di avere maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al predetto trattamento pensionistico di vecchiaia, d’intesa con il datore di lavoro, per un periodo non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio di cui al presente comma e la data di maturazione del requisito anagrafico previsto dal citato articolo 24, comma 6, del predetto decreto-legge n. 201 del 2011, ridurre l’orario del rapporto di lavoro in misura compresa tra il 40 per cento e il 60 per cento, ottenendo mensilmente dal datore di lavoro una somma corrispondente alla contribuzione previdenziale a fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata. Tale importo non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non e’ assoggettato a contribuzione previdenziale. Per i periodi di riduzione della prestazione lavorativa e’ riconosciuta la contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata. Si applica l’articolo 41, comma 6, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. Il beneficio di cui al presente comma e’ riconosciuto nel limite massimo di 60 milioni di euro per l’anno 2016, 120 milioni di euro per l’anno 2017 e 60 milioni di euro per l’anno 2018. La facolta’ di cui al presente comma e’ concessa, a domanda e nei limiti delle risorse di cui al precedente periodo, previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro. Il datore di lavoro con riferimento al lavoratore che intende, di intesa con lo stesso datore di lavoro, accedere alla facolta’ di ricorso al lavoro a tempo parziale di cui al presente comma deve dare comunicazione all’INPS e alla Direzione territoriale del lavoro della stipulazione del contratto e della relativa cessazione secondo le modalita’ stabilite dal decreto di cui al successivo periodo. Il beneficio di cui al presente comma e’ riconosciuto dall’INPS, qualora ne ricorrano i necessari presupposti e requisiti, nei limiti delle risorse di cui al quinto periodo del presente comma e secondo le modalita’ stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L’INPS provvede al monitoraggio delle domande di accesso al beneficio di cui al presente comma comunicate dalle imprese. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite delle risorse anche in via prospettica, l’INPS non prendera’ in esame ulteriori domande finalizzate all’accesso al beneficio in esame. Ai maggiori oneri derivanti dal presente comma, pari a 60 milioni di euro per l’anno 2016, a 120 milioni di euro per l’anno 2017 e a 60 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante il versamento in entrata al bilancio dello Stato da parte dell’INPS, in deroga a quanto previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, di una quota pari a 60 milioni di euro per l’anno 2016, a 120 milioni di euro per l’anno 2017 e a 60 milioni di euro per l’anno 2018 delle entrate derivanti dall’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, con esclusione delle somme destinate al finanziamento dei fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni. Le somme versate in entrata al bilancio dello Stato ai sensi del periodo precedente sono trasferite all’INPS a copertura dei maggiori oneri derivanti ai sensi del presente comma. In deroga a quanto disposto dall’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, la quota residua delle entrate derivanti dall’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n.  845, relative ai datori di lavoro non aderenti ai fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua, dedotte quelle utilizzate per la copertura degli oneri della presente disposizione, e’ versata prioritariamente al Fondo di rotazione di cui all’articolo 9, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.  148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.  236, fino alla concorrenza di un importo pari al 50 per cento della somma complessiva.

285. All’articolo 41 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis. Nei confronti dei lavoratori interessati da riduzione stabile dell’orario di lavoro con riduzione della retribuzione ai sensi dei commi 1 e 2, con esclusione dei soggetti di cui al comma 5, i datori di lavoro, gli enti bilaterali o i Fondi di solidarieta’ di cui al titolo II del presente decreto possono versare la contribuzione ai fini pensionistici correlata alla quota di retribuzione persa, nei casi in cui tale contribuzione non venga gia’ riconosciuta dall’INPS. In relazione ai predetti versamenti non sono riconosciute le agevolazioni contributive di cui ai commi 1 e 2».

286. Al fine di concorrere alla copertura dei maggiori oneri derivanti dal comma 281 nonche’ delle minori entrate derivanti dalle misure di riduzione della pressione fiscale in favore dei pensionati di cui al comma 290, nel rispetto del principio dell’equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, assicurando la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche in funzione della salvaguardia della solidarieta’ intergenerazionale, all’articolo 1, comma 483, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’alinea, le parole: «Per il triennio 2014-2016» sono sostituite dalle seguenti: «Per il periodo 2014-2018»;
b) alla lettera e), le parole: «per ciascuno degli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalle seguenti: «per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018».

287. Con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente non puo’ risultare inferiore a zero.

288. Con riferimento alla percentuale di variazione per il calcolo della rivalutazione delle pensioni per l’anno 2014 determinata in via definitiva con decorrenza dal 1º gennaio 2015, le operazioni di conguaglio di cui all’articolo 24, comma 5, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, limitatamente ai ratei corrisposti nell’anno 2015 non sono operate in sede di rivalutazione delle pensioni per l’anno 2015; esse sono effettuate in sede di rivalutazione delle pensioni per l’anno 2016, ferme restando le operazioni di conguaglio con riferimento alla rata corrente in sede di rivalutazione delle pensioni per l’anno 2015.

289. Al fine di concorrere alla copertura delle minori entrate derivanti dalle misure di riduzione della pressione fiscale in favore dei pensionati di cui al comma 290:
a) l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, come rifinanziata dalla presente legge, e’ ridotta di 58 milioni di euro per l’anno 2018;
b) il fondo di cui all’articolo 1, comma 3, lettera f), della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e’ ridotto di 140 milioni di euro per l’anno 2017, 110 milioni di euro per l’anno 2018, 76 milioni di euro per l’anno 2019 e 30 milioni di euro per l’anno 2020 con conseguente corrispondente riduzione degli importi di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, e successive modificazioni.

290. All’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3:
1) alla lettera a), le parole: «1.725 euro» e «7.500 euro» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: «1.783 euro» e «7.750 euro»;
2) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
«b) 1.255 euro, aumentata del prodotto fra 528 euro e l’importo corrispondente al rapporto fra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.250 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a 7.750 euro ma non a 15.000 euro»;
b) al comma 4:
1) alla lettera a), le parole: «1.783 euro» e «7.750 euro» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: «1.880 euro» e «8.000 euro»;
2) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
«b) 1.297 euro, aumentata del prodotto fra 583 euro e l’importo corrispondente al rapporto fra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a 8.000 euro ma non a 15.000 euro».

291. Il Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal comma 304 del presente articolo, e’ ridotto di 300 milioni di euro per l’anno 2016 e incrementato di 89 milioni di euro per l’anno 2017.

292. Le prestazioni assistenziali di cui all’articolo 1, comma 116, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, a favore dei malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata e che siano deceduti nel corso dell’anno 2015 possono essere erogate agli eredi, nella misura fissata dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 4 settembre 2015 ripartita tra gli stessi, su domanda, corredata di idonea documentazione, presentata dai medesimi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le prestazioni di cui al presente comma sono erogate a valere sulle disponibilita’ presenti nel Fondo per le vittime dell’amianto, di cui all’articolo 1, comma 241, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, istituito presso l’INAIL, nei limiti delle somme individuate dal citato decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 4 settembre 2015 e destinate alla copertura delle spese per le prestazioni in favore degli aventi diritto per l’anno 2015.

293. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, e’ ridotto di 100 milioni di euro per l’anno 2016 e incrementato di 36 milioni di euro per l’anno 2017.

294. Per l’anno 2016 l’INPS versa all’entrata del bilancio dello Stato, in deroga a quanto previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, una quota, pari a 52 milioni di euro, delle entrate derivanti dall’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, con esclusione delle somme destinate al finanziamento dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione professionale, di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Per le finalita’ di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, il Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’ incrementato di 52 milioni di euro per l’anno 2017.

295. In deroga a quanto previsto dalla lettera g) del comma 1 dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 2013, n. 157, le disposizioni vigenti alla data del 31 dicembre 2013 in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici continuano ad applicarsi ai lavoratori poligrafici collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria finalizzata al prepensionamento ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a), della legge 5 agosto 1981, n. 416, in forza di accordi di procedura sottoscritti entro il 31 dicembre 2013, ancorche’ maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente alla predetta data, nei limiti e alle condizioni di cui al comma 297 del presente articolo.

296. Per le finalita’ di cui al comma 295 e’ autorizzata la spesa annua di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

297. I trattamenti di vecchiaia anticipati di cui al comma 295 sono erogati, nell’ambito del limite di spesa di cui al comma 296, secondo l’ordine di sottoscrizione del relativo accordo di procedura presso l’ente competente. L’INPS provvede al monitoraggio, sulla base dell’ordine cronologico di cui al primo periodo del presente comma, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 295 che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti alla data indicata al medesimo comma 295. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento, anche in termini prospettici, del limite di spesa di cui al comma 296, l’ente previdenziale non prende in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al comma 295.

298. Il comma 2 dell’articolo 14 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e’ abrogato. La conseguente cumulabilita’ opera anche con riferimento a periodi antecedenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

299. Dopo il comma 113 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ inserito il seguente:
«113-bis. Le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 2-quater dell’articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, come sostituito dal comma 113 del presente articolo, si applicano anche ai trattamenti pensionistici decorrenti negli anni 2012, 2013 e 2014. La disposizione del presente comma si applica esclusivamente con riferimento ai ratei di pensione corrisposti a decorrere dal 1º gennaio 2016».

300. Ai fini del concorso alla copertura degli oneri derivanti dai commi 298 e 299, il fondo di cui all’articolo 1, comma 3, lettera f), della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e’ ridotto di 15,1 milioni di euro per l’anno 2016, 15,4 milioni di euro per l’anno 2017, 15,8 milioni di euro per l’anno 2018, 16,2 milioni di euro per l’anno 2019, 16,5 milioni di euro per l’anno 2020, 16,9 milioni di euro per l’anno 2021, 17,2 milioni di euro per l’anno 2022, 17,7 milioni di euro per l’anno 2023, 18 milioni di euro per l’anno 2024 e 18,4 milioni di euro a decorrere dall’anno 2025, con conseguente corrispondente riduzione degli importi di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, e successive modificazioni.

301. L’INPS e l’INAIL, al fine di prevenire patologie che possano dar luogo a invalidita’ o per evitare l’aggravamento di invalidita’ dovute alle stesse patologie, da individuare nell’accordo di cui all’articolo 4, comma 4, della legge 24 ottobre 2000, n. 323, e sulla base di specifici protocolli da loro stessi definiti, riconoscono ai propri assistiti che fruiscono di cicli di cure termali per le predette finalita’ le prestazioni economiche accessorie di cui all’articolo 5, comma 1, ultimo periodo, della legge 24 ottobre 2000, n. 323.

302. Nelle more dell’individuazione dei protocolli di cui al comma 301 del presente articolo, all’articolo 1, comma 301, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole: «1º gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «1º gennaio 2019».

303. Con effetto dall’anno 2016, a decorrere dal 1º luglio di ciascun anno, gli importi degli indennizzi del danno biologico erogati dall’INAIL ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, e successive modificazioni, sono rivalutati, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su proposta del Presidente dell’INAIL, sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertata dall’Istituto nazionale di statistica rispetto all’anno precedente. Gli incrementi annuali di cui al primo periodo del presente comma si aggiungono a quello complessivo del 16,25 per cento di cui all’articolo 1, commi 23 e 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, nonche’ all’articolo 1, comma 129, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e relativi decreti attuativi, e si applicano agli indennizzi dovuti dall’INAIL ai sensi della «Tabella indennizzo danno biologico» di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2000. Per il triennio 2016-2018, ai fini della compensazione degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma, il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, e’ ridotto di 1 milione di euro per l’anno 2016, di 5 milioni di euro per l’anno 2017 e di 15 milioni di euro per l’anno 2018. A decorrere dall’anno 2019, alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma si provvede nell’ambito della revisione delle tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, di cui all’articolo 1, comma 128, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. A decorrere dall’anno 2019 l’efficacia delle disposizioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma, anche con riferimento alle rivalutazioni relative agli anni 2016-2018, e’ subordinata all’attuazione della predetta revisione delle tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali.

304. Al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, ai sensi del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’ incrementata, per l’anno 2016, di 250 milioni di euro per essere destinata al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92.  All’onere derivante dal primo periodo del presente comma, pari a 250 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede: quanto a 100 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e quanto a 150 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 3, lettera f), della legge 24 dicembre 2007, n.  247, con conseguente corrispondente riduzione degli importi di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, e successive modificazioni. Fermo restando quanto disposto dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 1º agosto 2014, n. 83473, il trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente puo’ essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1º gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno. A decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, a parziale rettifica di quanto stabilito dall’articolo 3, comma 5, del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 83473 del 2014, il trattamento di mobilita’ in deroga alla vigente normativa non puo’ essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno gia’ beneficiato di prestazioni di mobilita’ in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi. Per i restanti lavoratori il trattamento puo’ essere concesso per non piu’ di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili, piu’ ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree individuate dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218. Per tali lavoratori il periodo complessivo non puo’ comunque eccedere il limite massimo di tre anni e quattro mesi. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilita’, anche in deroga ai criteri di cui agli articoli 2 e 3 del citato decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 83473 del 2014, in misura non superiore al 5 per cento delle risorse ad esse attribuite, ovvero in eccedenza a tale quota disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali ovvero delle risorse assegnate alla regione nell’ambito dei piani o programmi coerenti con la specifica destinazione, ai sensi dell’articolo 1, comma 253, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni. Gli effetti dei suddetti trattamenti non possono prodursi oltre la data del 31 dicembre 2016.

305. In attuazione dell’articolo 46, comma 3, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le disposizioni di cui all’articolo 5, commi 5 e 8, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.  236, e successive modificazioni, trovano applicazione per l’intera durata stabilita nei contratti collettivi aziendali qualora detti contratti siano stati stipulati in data antecedente al 15 ottobre 2015, e, negli altri casi, esclusivamente sino al 31 dicembre 2016, nel limite massimo di 60 milioni di euro per l’anno 2016. All’onere derivante dal primo periodo del presente comma, pari a euro 60 milioni per l’anno 2016, si provvede a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.  306. Il comma 1 dell’articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e’ sostituito dal seguente: «1. Allo scopo di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite, i lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro nonche’ i lavoratori sottoposti a procedure di mobilita’ possono essere chiamati a svolgere attivita’ a fini di pubblica utilita’ a beneficio della comunita’ territoriale di appartenenza, sotto la direzione e il coordinamento di amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni, nel territorio del comune ove siano residenti».

307. Per l’anno 2016, nell’ambito delle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni, e’ destinata una somma fino a 18 milioni di euro finalizzata al riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca.

308. All’articolo 1, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le parole: «nel settore industriale» sono soppresse.

309. All’articolo 46, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, dopo le parole: «12 agosto 1947, n. 869» sono inserite le seguenti: «, ad eccezione dell’articolo 3».  310. L’indennita’ di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, e’ riconosciuta, nei limiti di cui al quinto periodo del presente comma, anche per l’anno 2016, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno gia’ dato luogo ad erogazione della DIS-COLL.  Per gli episodi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, non si applica la disposizione di cui all’articolo 15, comma 2, lettera c), del citato decreto legislativo n. 22 del 2015. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 15 del citato decreto legislativo n. 22 del 2015, le disposizioni che hanno a riferimento l’anno solare sono da interpretarsi come riferite all’anno civile. La DIS-COLL e’ riconosciuta, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, nel limite di 54 milioni di euro per l’anno 2016 e di 24 milioni di euro per l’anno 2017, salvo quanto stabilito dall’ultimo periodo del presente comma. L’INPS riconosce il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande; nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet. Le risorse stanziate dall’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono destinate al finanziamento degli interventi previsti dal presente comma nella misura di 54 milioni di euro per l’anno 2016 e di 24 milioni di euro per l’anno 2017. Il limite di cui al quinto periodo del presente comma puo’ essere incrementato in misura pari alle risorse residue destinate nell’anno 2016 al finanziamento della DIS-COLL riconosciuta per eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015 e non utilizzate, come accertate con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n.  241, e successive modificazioni, da concludersi entro il 31 maggio 2016, computando le prestazioni in corso al 30 aprile 2016, ai fini del predetto procedimento accertativo, per la loro intera durata teorica, calcolata ai sensi dell’articolo 15, comma 6, del citato decreto legislativo n. 22 del 2015.

311. E’ prorogata, per l’anno 2016, l’applicazione della disposizione di cui all’articolo 1, comma 315, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nel limite di 12 milioni di euro.

312. In via sperimentale, per gli anni 2016 e 2017, e’ istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Fondo finalizzato a reintegrare l’INAIL dell’onere conseguente alla copertura degli obblighi assicurativi contro le malattie e gli infortuni, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266, in favore dei soggetti beneficiari di ammortizzatori e di altre forme di integrazione e sostegno del reddito previste dalla normativa vigente, coinvolti in attivita’ di volontariato a fini di utilita’ sociale in favore di comuni o enti locali, nonche’ in favore dei detenuti e degli internati impegnati in attivita’ volontarie e gratuite ai sensi dell’articolo 21, comma 4-ter, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e degli stranieri richiedenti asilo in possesso del relativo permesso di soggiorno, trascorso il termine di cui all’articolo 22, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142.

313. Una quota del Fondo di cui al comma 312 non superiore a 100.000 euro annui e’ destinata a reintegrare gli oneri assicurativi di cui all’articolo 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266, relativi alle organizzazioni di volontariato, gia’ costituite alla data di entrata in vigore della presente legge, che esercitano attivita’ di utilita’ sociale nei territori montani.

314. Alla dotazione del Fondo di cui al comma 312, cui e’ assegnato l’importo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono apportate le necessarie variazioni di bilancio.

315. Al fine di promuovere la prestazione di attivita’ di volontariato da parte dei soggetti di cui al comma 312, i comuni e gli altri enti locali interessati promuovono le opportune iniziative informative e pubblicitarie finalizzate a rendere noti i progetti di utilita’ sociale, da realizzare anche in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore. La condizione di soggetto beneficiario di ammortizzatori e di altre forme di integrazione e sostegno del reddito, di cui al comma 312, e’ verificata dall’INPS, su richiesta dei comuni o degli altri enti locali, ovvero direttamente dagli enti locali erogatori.

316. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono stabiliti modalita’ e criteri per la valorizzazione, ai fini della certificazione dei crediti formativi, dell’attivita’ prestata ai sensi del comma 312. Agli oneri derivanti dalla certificazione delle competenze si provvede mediante le risorse del Fondo di cui al comma 312, secondo limiti e modalita’ stabilite con il decreto di cui al presente comma.

317. All’articolo 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente: «Ai componenti del Garante nazionale e’ attribuita un’indennita’ forfetaria annua, determinata in misura pari al 40 per cento dell’indennita’ parlamentare annua per il Presidente e pari al 30 per cento per i membri del collegio, fermo restando il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute di vitto, alloggio e trasporto per gli spostamenti effettuati nello svolgimento delle attivita’ istituzionali»;
b) dopo il comma 5 e’ aggiunto il seguente:
«5-bis. Per il funzionamento del Garante nazionale e’ autorizzata la spesa di euro 200.000 annui a decorrere dall’anno 2016».  318. Al comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n.  106, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo periodo, la parola: «tre» e’ soppressa; b) le parole: «nella misura del:» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate» e le lettere a) e b) sono abrogate.

319. Per l’attuazione del comma 318, e’ autorizzata la spesa di 1,8 milioni di euro per l’anno 2017, 3,9 milioni di euro per l’anno 2018, 11,7 milioni di euro per l’anno 2019 e 17,8 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020.

320. Dopo il comma 2 dell’articolo 10 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, sono inseriti i seguenti:
«2-bis. Il credito d’imposta di cui al comma 1 e’ riconosciuto anche nel caso in cui la ristrutturazione edilizia di cui al comma 2 comporti un aumento della cubatura complessiva, nei limiti e secondo le modalita’ previste dall’articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione sono stabilite le disposizioni applicative del presente comma, con riferimento, in particolare, a: a) le tipologie di strutture alberghiere ammesse al credito d’imposta; b) le tipologie di interventi ammessi al beneficio, nell’ambito di quelli di cui al comma 2; c) le procedure per l’ammissione al beneficio, che avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle relative domande, nel rispetto dei limiti di cui ai commi 1 e 7; d) le soglie massime di spesa ammissibile per singola voce di spesa sostenuta; e) le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta, secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 6, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73.  2-ter. Per le medesime finalita’ di cui al comma 1, nonche’ per promuovere l’adozione e la diffusione della “progettazione universale” e l’incremento dell’efficienza energetica, il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, con proprio decreto da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, previa intesa in sede di Conferenza unificata, aggiorna gli standard minimi, uniformi in tutto il territorio nazionale, dei servizi e delle dotazioni per la classificazione delle strutture ricettive e delle imprese turistiche, ivi compresi i condhotel e gli alberghi diffusi, tenendo conto delle specifiche esigenze connesse alle capacita’ ricettiva e di fruizione dei contesti territoriali e dei sistemi di classificazione alberghiera adottati a livello europeo e internazionale».

321. Per consentire al Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo di far fronte con interventi urgenti al verificarsi di emergenze che possano pregiudicare la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici e di procedere alla realizzazione di progetti di gestione di modelli museali, archivistici e librari, nonche’ di progetti di tutela paesaggistica e archeologico-monumentale e di progetti per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione di beni culturali e paesaggistici, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1142, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e’ incrementata di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017.

322. Al fine di assicurare risparmi della spesa pubblica e di razionalizzare le societa’ strumentali del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, e’ disposta la fusione per incorporazione della «Societa’ per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo – ARCUS Spa», di seguito denominata «ARCUS», nella societa’ «ALES – Arte Lavoro e Servizi S.p.A.», di seguito denominata «ALES». La struttura organizzativa della societa’ ALES e’ conseguentemente articolata in due o piu’ divisioni, una delle quali prosegue le funzioni della societa’ ARCUS di cui all’articolo 10 della legge 8 ottobre 1997, n. 352, e successive modificazioni.

323. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ adottato il nuovo statuto della societa’ ALES. Lo statuto prevede tra l’altro l’istituzione di un consiglio di amministrazione, con conseguente nomina dei nuovi organi della societa’. Entro novanta giorni dall’insediamento, sulla base di requisiti oggettivi e in considerazione dei nuovi compiti della societa’ ALES, il consiglio di amministrazione adotta un piano di riorganizzazione aziendale e del personale, definendo, compatibilmente con le disponibilita’ di bilancio, la struttura organizzativa come risultante dalla fusione ai sensi del comma 322.  Al fine di assicurare lo svolgimento dei servizi per il pubblico negli istituti e nei luoghi della cultura del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, alla societa’ ALES non si applica l’articolo 9, comma 29, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni.

324. La fusione disposta dal comma 322, in deroga agli articoli 2501 e seguenti del codice civile, ha effetto a far data dal quindicesimo giorno successivo all’iscrizione del nuovo statuto della societa’ ALES nel registro delle imprese. In tale data, la societa’ ARCUS si estingue, con contestuale cessazione dei suoi organi amministrativi e di controllo dalla carica. La societa’ ALES procede alla cancellazione di tale societa’ dal registro delle imprese. Tutti gli atti connessi alle operazioni di fusione tra le societa’ ALES e ARCUS sono esenti da ogni tributo e diritto, comunque denominato, e vengono effettuati in regime di neutralita’ fiscale.
325. Il comma 1-ter dell’articolo 39 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e il decreto del Ministro per i beni e le attivita’ culturali 24 settembre 2008, n. 182, sono abrogati.

326. Dall’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 322 a 325 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

327. Nelle more dell’adozione dei decreti legislativi attuativi dell’articolo 8 della legge 7 agosto 2015, n. 124, al fine di dare efficace attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 17-bis, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonche’ di garantire il buon andamento dell’amministrazione di tutela del patrimonio culturale, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell’articolo 4, commi 4 e 4-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, si provvede, nel rispetto delle dotazioni organiche del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo di cui alle tabelle A e B del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, alla riorganizzazione, anche mediante soppressione, fusione o accorpamento, degli uffici dirigenziali, anche di livello generale, del medesimo Ministero.

328. E’ autorizzata l’assunzione a tempo indeterminato presso il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo di 500 funzionari da inquadrare, nel rispetto della dotazione organica di cui alla tabella B allegata al regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, nella III area del personale non dirigenziale, posizione economica F1, nei profili professionali di antropologo, archeologo, architetto, archivista, bibliotecario, demoetnoantropologo, promozione e comunicazione, restauratore e storico dell’arte.

329. Il personale di cui al comma 328 e’ assunto, in deroga all’articolo 1, comma 425, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e successive modificazioni, all’articolo 4, comma 3, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni, nonche’ ai limiti di cui all’articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, a seguito di procedure di selezione pubblica disciplinate con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.  L’emanazione dei relativi bandi resta comunque subordinata, ove necessario per escludere situazioni di eccedenza nell’ambito di ciascuno dei profili professionali di cui al comma 328 in relazione alle assunzioni da effettuare, alla rimodulazione della ripartizione per profili della dotazione organica dell’area III di cui al decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo 6 agosto 2015.

330. Per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 328 e 329 e’ autorizzata la spesa nel limite di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2017. Il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo comunica alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica ed al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le assunzioni effettuate ai sensi dei commi 328 e 329 e i relativi oneri.

331. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 325:
1) al primo periodo, dopo le parole: «nella misura» e’ inserita la seguente: «massima» e dopo la parola: «produzione» sono inserite le seguenti: «e distribuzione in Italia e all’estero»;
2) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il decreto previsto al comma 333 provvede alla determinazione delle aliquote del beneficio in relazione anche alla cumulabilita’ con le diverse misure dei benefici eventualmente spettanti, per la medesima opera, ai sensi del comma 327, lettere a) e b)»; b) al comma 326, dopo la parola: «apporti» sono inserite le seguenti: «alla produzione»; c) al comma 327, lettera a), le parole: «pari al 15 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «non inferiore al 15 per cento e non superiore al 30 per cento, in relazione anche alla cumulabilita’ e alla misura del beneficio spettante per la medesima opera ai sensi del comma 325,» e la cifra: «3.500.000» e’ sostituita dalla seguente: «6.000.000»; d) al comma 327, lettera b):
1) all’alinea, la parola: «pari» e’ sostituita dalle seguenti: «non superiore»;
2) al numero 1), dopo la parola: «nazionale» sono inserite le seguenti: «e internazionale», le parole da: «riconosciute» fino a:
«articolo 7» sono sostituite dalle seguenti: «ammesse ai benefici ai sensi dell’articolo 9», la cifra: «1.500.000» e’ sostituita dalla seguente: «2.000.000» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«; il decreto previsto al comma 333 prevede l’aliquota massima con riferimento alla distribuzione internazionale e, per quanto riguarda quella nazionale, in relazione ai piani distributivi che, per tipologia di opera ovvero per modalita’ e tempi del piano distributivo, presentino maggiore difficolta’ a raggiungere un pubblico vasto»;
3) il numero 2) e’ abrogato; e) al comma 327, lettera c), numero 1), le parole: «al 30 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «a non oltre il 40 per cento», le parole: «l’introduzione e acquisizione» sono sostituite dalle seguenti: «l’acquisizione e la sostituzione» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche’ per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche e dei relativi impianti e servizi accessori, per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive secondo le specifiche e nei limiti di quanto indicato nel decreto previsto al comma 333, avuto particolare riguardo all’esistenza o meno della sala cinematografica in data anteriore al 1º gennaio 1980»; f) il comma 328 e’ abrogato; g) al comma 332, secondo periodo, le parole da: «l’80 per cento» fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: «la percentuale stabilita, in conformita’ alla normativa europea, nel decreto previsto al comma 333»; h) al comma 335, la parola: «girati» e’ sostituita dalla seguente: «realizzati».

332. Al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera a) del comma 6 dell’articolo 2 e’ abrogata; b) l’articolo 15 e’ abrogato.

333. A decorrere dal 1º gennaio 2016, sono abrogati i commi 2-bis, 2-ter, 2-quater, 2-quinquies e 2-sexies dell’articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106. Sono fatte comunque salve le procedure in corso di attuazione alla data di entrata in vigore della presente legge, avviate ai sensi del decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo 12 febbraio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 69 del 24 marzo 2015.

334. All’articolo 8 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, le parole: «e di 115 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «, di 115 milioni di euro per l’anno 2015 e di 140 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016»; b) al comma 4, le parole da: «, rispettivamente» fino a: «comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «a ciascuna delle tipologie di beneficio fiscale previste dai commi 1 e 2».

335. All’articolo 71-octies della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Al fine di favorire la creativita’ dei giovani autori, il 10 per cento di tutti i compensi incassati ai sensi dell’articolo 71-septies, calcolato prima delle ripartizioni effettuate dalla Societa’ italiana degli autori ed editori (SIAE) ai sensi dei commi 1 e 3 del presente articolo, e’ destinato dalla Societa’, sulla base di apposito atto di indirizzo annuale del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, ad attivita’ di promozione culturale nazionale e internazionale».

336. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al comma 334 e’ autorizzata la spesa di 25 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016.

337. Per la realizzazione del Piano strategico «Grandi Progetti Beni culturali» di cui all’articolo 7 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e’ autorizzata la spesa di 70 milioni di euro per l’anno 2017 e di 65 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.

338. Al fine di potenziare gli investimenti infrastrutturali nel settore della cultura, una quota delle risorse destinate agli interventi infrastrutturali, pari a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019, e’ destinata agli interventi di conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione dei beni culturali. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono approvati gli interventi da finanziare ai sensi del primo periodo del presente comma e le relative modalita’ attuative, anche prevedendo il ricorso ai provveditorati interregionali delle opere pubbliche. Le risorse da destinare agli interventi previsti dal presente comma sono individuate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

339. All’articolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, i commi 4 e 4-bis sono abrogati.

340. Al comma 11-bis dell’articolo 11 del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «che siano beni culturali ai sensi della parte seconda del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,» sono soppresse; b) dopo le parole: «edifici di cui al periodo precedente» sono inserite le seguenti: «, che siano beni culturali ai sensi della parte seconda del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,»; c) dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Per i lavori di ricostruzione o riparazione delle chiese o degli altri edifici di cui al primo periodo del presente comma, la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, la funzione di stazione appaltante di cui al periodo precedente e’ svolta dai competenti uffici territoriali del Provveditorato alle opere pubbliche».

341. In considerazione dello specifico rilievo che lo svolgimento del Gran Premio d’Italia di Formula 1 presso l’autodromo di Monza riveste per il settore sportivo, turistico ed economico, nonche’ per l’immagine del Paese in ambito internazionale, la Federazione sportiva nazionale-ACI e’ autorizzata a sostenere la spesa per costi di organizzazione e gestione della manifestazione per il periodo di vigenza del rapporto di concessione con il soggetto titolare dei diritti di organizzazione e promozione del campionato mondiale di Formula 1 a valere sulle risorse complessivamente iscritte nel proprio bilancio, anche attivando adeguate misure di contenimento dei costi generali di gestione e senza pregiudizio per gli equilibri di bilancio. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

342. Al fine di assicurare il rispetto dell’Accordo di sede tra la Repubblica italiana e l’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca eroga al comune di Parma, successivamente all’avvenuta riassegnazione di cui al comma 343, la somma di euro 3,9 milioni, a titolo di contributo per la costruzione della nuova sede della Scuola per l’Europa di Parma di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 3 agosto 2009, n. 115. Le risorse sono erogate al comune sulla base dello stato di avanzamento dei lavori. Alla Scuola per l’Europa di Parma e’ attribuito il diritto di superficie sull’area utilizzata per la costruzione dell’immobile realizzato ai sensi della legge 3 agosto 2009, n. 115, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma 2, della medesima legge 3 agosto 2009, n. 115.

343. All’onere derivante dal comma 342, si provvede mediante versamento all’entrata del bilancio dello Stato della somma di euro 3,9 milioni, da effettuare entro il 31 marzo 2016 a cura della Scuola per l’Europa di Parma. La somma cosi’ versata alle entrate dello Stato e’ successivamente riassegnata allo stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca per le finalita’ di cui al comma 342.

344. La rappresentanza, il patrocinio e l’assistenza in giudizio della Scuola per l’Europa di Parma spettano all’Avvocatura dello Stato, ai sensi del testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611.

345. Per la realizzazione del programma di interventi della citta’ designata «Capitale europea della cultura» per l’anno 2019 e’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2016, 6 milioni di euro per l’anno 2017, 11 milioni di euro per l’anno 2018 e 9 milioni di euro per l’anno 2019. L’individuazione degli interventi di cui al precedente periodo e’ effettuata con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, previa intesa con il sindaco di Matera.

346. Al fine di governare e di gestire il ruolo di «Capitale europea della cultura» riconosciuto per il 2019, al comune di Matera non si applicano, fino al 31 dicembre 2019, le norme di contenimento delle spese per l’acquisto di beni e di servizi nonche’ quelle limitative delle assunzioni di personale, con forme contrattuali flessibili, di cui all’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, nei limiti di quanto strettamente necessario allo svolgimento dell’evento. Le spese di cui al presente comma non concorrono alla definizione dell’ammontare della riduzione della spesa di personale ai sensi dell’articolo 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. Per garantire l’obiettivo di cui al presente comma, in favore del comune di Matera e’ autorizzata la spesa di 500.000 euro annui per gli anni dal 2016 al 2019.

347. Per consentire il completamento del restauro urbanistico ambientale dei rioni Sassi e del prospiciente altopiano murgico di Matera, in esecuzione degli articoli 5 e 13 della legge 11 novembre 1986, n. 771, e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019.

348. All’articolo 9, comma 1, della legge 29 luglio 2015, n. 115, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera a), numero 2), le parole: «1º gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2016»; b) alla lettera b), le parole: «1º gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2016».

349. Per il funzionamento degli istituti afferenti al settore degli archivi e delle biblioteche, nonche’ degli altri istituti centrali e dotati di autonomia speciale di cui all’articolo 30, commi 1 e 2, lettera b), del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, a decorrere dall’anno 2016 e’ autorizzata la spesa di 30 milioni di euro annui da iscrivere nello stato di previsione della spesa del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo.

350. Per ciascuno degli istituti di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 30 marzo 2004, n. 92, e’ autorizzato un finanziamento di 70.000 euro annui per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

351. Per le finalita’ di cui all’articolo 3, comma 83, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2016, incrementando il fondo di cui all’articolo 2, comma 616, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

352. Per il funzionamento delle istituzioni culturali di cui all’elenco n. 1 allegato alla presente legge e’ autorizzata la spesa complessiva di euro 1,34 milioni annui a decorrere dall’anno 2016 secondo la ripartizione ivi indicata.

353. All’articolo 2, comma 16-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e successive modificazioni, le parole: «Fino al 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «Fino al 31 dicembre 2018». Per l’attuazione del presente comma e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro annui per gli anni 2016, 2017 e 2018.  
354. Per il funzionamento degli Istituti afferenti al settore museale, a decorrere dall’anno 2016, e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro annui da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo.

355. Le fondazioni lirico-sinfoniche che, alla data di entrata in vigore della presente legge, hanno presentato il piano di risanamento, ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, sono tenute al raggiungimento dell’equilibrio strutturale di bilancio, sotto il profilo sia patrimoniale sia economico-finanziario, entro l’esercizio finanziario 2018, previa integrazione, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, del piano di risanamento per il triennio 2016-2018. Il predetto piano di risanamento e’ approvato con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La mancata presentazione dell’integrazione del piano nel termine di cui al primo periodo del presente comma determina la sospensione dell’erogazione alle fondazioni lirico-sinfoniche inadempienti dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163.

356. La procedura di cui all’articolo 11 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, si applica anche alle fondazioni lirico-sinfoniche che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non versino nelle condizioni indicate nel comma 1 del medesimo articolo 11. Le fondazioni interessate possono presentare, entro il 30 giugno 2016, il piano triennale per il periodo 2016-2018, dopo l’approvazione del bilancio di esercizio per l’anno 2015, secondo le disposizioni definite nel citato articolo 11 del decreto-legge n. 91 del 2013 e nelle linee guida adottate per la redazione dei piani di risanamento.  Per i piani di cui al presente comma, ai fini della definizione delle misure di cui alle lettere a) e c) del comma 1 del citato articolo 11 del decreto-legge n. 91 del 2013, si fa riferimento rispettivamente al debito esistente al 31 dicembre 2015 e alla dotazione organica in essere al 31 dicembre 2015. Ai fini dell’attuazione del presente comma, il fondo di rotazione di cui al medesimo articolo 11, comma 6, del decreto-legge n. 91 del 2013 e’ incrementato, per l’anno 2016, di 10 milioni di euro. Al fine dell’erogazione delle risorse di cui al presente comma si applicano le disposizioni di cui al comma 7 dell’articolo 11 del decreto-legge n. 91 del 2013.

357. Al fine di consentire la prosecuzione del percorso di risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche di cui al comma 355 e di procedere all’approvazione e al monitoraggio dei nuovi piani di risanamento in attuazione del comma 356 del presente articolo, sono prorogate fino al 31 dicembre 2018 le funzioni del commissario straordinario di cui al comma 3 dell’articolo 11 del citato decreto-legge n. 91 del 2013 e il relativo incarico e’ conferito con le modalita’ di cui al medesimo articolo 11, commi 3 e 5, con le quali e’ determinata anche la misura del compenso, non superiore a 100.000 euro. A supporto delle attivita’ del commissario, la Direzione generale Spettacolo del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo puo’ conferire fino ad un massimo di tre incarichi di collaborazione, ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a persone di comprovata qualificazione professionale nella gestione amministrativa e contabile di enti che operano nel settore artistico-culturale, per la durata massima di ventiquattro mesi, entro il limite di spesa complessivo di 75.000 euro annui. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma, pari a 175.000 euro annui per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 30 aprile 1985, n. 163, concernente il Fondo unico per lo spettacolo.

358. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 19, comma 5-bis, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, e’ incrementata di 4 milioni di euro annui a decorrere dal 2016.

359. Al fine di tutelare un settore di significativo rilievo culturale e di salvaguardare le relative attivita’, anche in considerazione del loro apporto al patrimonio tradizionale del Paese, e’ autorizzata la spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 per il finanziamento di festival, cori e bande. Ai fini dell’accesso alle relative risorse, i soggetti interessati trasmettono al Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo i propri progetti, nei termini e secondo le modalita’ e la procedura stabiliti con apposito bando del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro i successivi due mesi, con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, si provvede all’individuazione dei progetti ammessi al finanziamento e al riparto delle relative risorse, nel rispetto del limite di spesa di cui al primo periodo.

360. Per gli anni 2016, 2017 e 2018 e’ concesso un ulteriore contributo straordinario di 1 milione di euro annui a favore della Fondazione EBRI (European Brain Research Institute).

361. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il comma 524 e’ sostituito dal seguente: «524. La regione Friuli Venezia Giulia e’ autorizzata a rimodulare gli interventi e le iniziative di cui agli articoli 3, 8, 16 e 21 della legge 23 febbraio 2001, n. 38, ferma restando la finalizzazione degli interventi e delle iniziative stesse a favore della minoranza linguistica slovena. A decorrere dall’anno 2016 le risorse per le attivita’ di cui al presente comma sono stabilite in 10 milioni di euro annui».

362. Per la prosecuzione degli interventi di cui alla legge 16 marzo 2001, n. 72, e’ autorizzata la spesa di 2,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. Per la prosecuzione degli interventi di cui alla legge 21 marzo 2001, n. 73, e’ autorizzata la spesa di 3,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

363. Al fine di rilanciare le spese per investimenti degli enti locali, i comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, nel cui territorio ricadono interamente i siti di importanza comunitaria, come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera m), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni, effettuano le valutazioni di incidenza dei seguenti interventi minori: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, anche con incrementi volumetrici o di superfici coperte inferiori al 20 per cento delle volumetrie o delle superfici coperte esistenti, opere di sistemazione esterne, realizzazione di pertinenze e volumi tecnici.  L’autorita’ competente al rilascio dell’approvazione definitiva degli interventi di cui al presente comma provvede entro il termine di sessanta giorni. Restano ferme le disposizioni di cui agli articoli 1, comma 4, 4 e 5, comma 8, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni.

364. Al fine della riqualificazione e rigenerazione territoriale dell’ambito costiero della provincia di Barletta-Andria-Trani programmata dal Protocollo di intesa sottoscritto in data 13 novembre 2014 tra la regione Puglia, la provincia di Barletta-Andria-Trani, i comuni di Barletta, Bisceglie, Margherita di Savoia e Trani e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. Le risorse di cui al presente comma possono essere utilizzate tramite accordo di programma sottoscritto dalla regione Puglia, dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

365. Al comma 1 dell’articolo 32 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, le parole: «dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1º gennaio 2016».

366. Il comma 2 dell’articolo 16 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e’ abrogato.

367. Dopo il comma 2 dell’articolo 22 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono inseriti i seguenti:
«2-bis. Fermo restando quanto previsto al comma 2, in via sperimentale per gli anni 2016, 2017 e 2018, nei porti sede di autorita’ portuale presso i quali sia stato registrato nell’anno precedente un volume di traffico di contenitori movimentati in operazioni di trasbordo superiore all’80 per cento del volume complessivo dei contenitori movimentati in ciascuno di detti porti, alle navi porta-contenitori adibite a servizi regolari di linea impiegate in traffici internazionali che fanno scalo nei porti medesimi puo’ essere ridotto o data l’esenzione del pagamento della tassa di ancoraggio. Le autorita’ portuali deliberano annualmente l’applicazione e il limite della misura. Alle autorita’ portuali che adottano i suddetti provvedimenti di esenzione e’ riconosciuto un contributo non superiore alla meta’ dell’onere residuale a loro carico. A tal fine, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da adottare entro sessanta giorni dall’approvazione del rendiconto generale delle autorita’ portuali interessate, e’ assegnata alle predette autorita’ portuali la quota a carico dello Stato di copertura degli oneri di esenzioni richiamati, nel limite massimo complessivo di 3 milioni di euro annui.  2-ter. Per i porti di cui al comma 2-bis, le accise sui prodotti energetici per le navi che fanno esclusivamente movimentazione dentro il porto e manovre strumentali al trasbordo merci all’interno del porto sono ridotte nel limite di spesa di 1,8 milioni di euro. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro il 15 marzo 2016, sono disciplinate le modalita’ di attuazione delle disposizioni recate dal presente comma».

368. Le operazioni di rimborso di cui al comma 2 dell’articolo 38-quater del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, possono essere effettuate da intermediari, purche’ regolarmente iscritti all’albo degli istituti di pagamento di cui all’articolo 114-septies del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate in apposita tabella le percentuali minime di rimborso, suddivise per scaglioni con valori percentuali incrementali rispetto all’aumento dell’importo delle cessioni di cui al comma 1 del citato articolo 38-quater del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che gli intermediari del servizio, di cui al presente comma, devono applicare.

369. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 54, della legge 13 luglio 2015, n. 107, e’ incrementata di 5 milioni di euro per l’anno 2016.

370. Per il potenziamento delle azioni dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane relative al piano straordinario per la promozione del Made in Italy di cui all’articolo 30, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono stanziati ulteriori 51 milioni di euro per l’anno 2016, di cui 1 milione di euro da assegnare all’Associazione delle camere di commercio italiane all’estero, di cui al comma 3 dell’articolo 5 della legge 31 marzo 2005, n. 56, per le finalita’ indicate all’articolo 1, comma 202, quinto periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

371. Per assicurare il sostegno all’esportazione, la somma di 300 milioni di euro delle disponibilita’ giacenti nel conto corrente di tesoreria di cui all’articolo 7, comma 2-bis, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, e successive modificazioni, e’ versata all’entrata del bilancio dello Stato nel 2016 a cura del titolare del medesimo conto, per essere riassegnata al fondo di cui all’articolo 37, secondo comma, del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034, come sostituito dall’articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, per le finalita’ connesse all’attivita’ di credito all’esportazione e di internazionalizzazione del sistema produttivo. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e indebitamento netto derivanti dall’attuazione del presente comma, pari a 30 milioni di euro annui dall’anno 2016 all’anno 2025, si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

372. Allo scopo di sostenere il settore aerospaziale e la realizzazione di un piano nazionale per lo sviluppo dell’industria italiana nel settore dei piccoli satelliti ad alta tecnologia e’ autorizzata la spesa di 19 milioni di euro per l’anno 2016, di 50 milioni di euro per l’anno 2017 e di 30 milioni di euro per l’anno 2018. A quota parte degli oneri relativi all’anno 2016 derivanti dal presente comma, pari a 10 milioni di euro, si provvede mediante utilizzo delle risorse del fondo di cui al comma 969. Le misure di aiuto di cui al presente comma sono erogate secondo le procedure previste dal regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, e alle condizioni fissate dagli articoli 25 e seguenti del medesimo regolamento.

373. La dotazione del fondo ordinario per il finanziamento degli enti e degli istituti di ricerca, di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e’ incrementata di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2018. Le predette somme sono destinate all’Istituto nazionale di fisica nucleare allo scopo di sostenere le attivita’ di ricerca nei campi della fisica subnucleare, nucleare e astroparticellare.

374. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e’ ridotta di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016, relativamente alla quota concernente le spese di natura corrente.

375. Al fine di rafforzare l’azione dell’Italia nell’ambito della cooperazione internazionale per lo sviluppo, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 18, comma 2, lettera c), della legge 11 agosto 2014, n. 125, e’ incrementata di euro 120 milioni per l’anno 2016, di euro 240 milioni per l’anno 2017 e di euro 360 milioni a decorrere dall’anno 2018.

376. Le disposizioni previste dai commi dal presente al comma 382 hanno lo scopo di promuovere la costituzione e favorire la diffusione di societa’, di seguito denominate «societa’ benefit», che nell’esercizio di una attivita’ economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o piu’ finalita’ di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunita’, territori e ambiente, beni ed attivita’ culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

377. Le finalita’ di cui al comma 376 sono indicate specificatamente nell’oggetto sociale della societa’ benefit e sono perseguite mediante una gestione volta al bilanciamento con l’interesse dei soci e con l’interesse di coloro sui quali l’attivita’ sociale possa avere un impatto. Le finalita’ possono essere perseguite da ciascuna delle societa’ di cui al libro V, titoli V e VI, del codice civile, nel rispetto della relativa disciplina.

378. Ai fini di cui ai commi da 376 a 382, si intende per: a) «beneficio comune»: il perseguimento, nell’esercizio dell’attivita’ economica delle societa’ benefit, di uno o piu’ effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi, su una o piu’ categorie di cui al comma 376; b) «altri portatori di interesse»: il soggetto o i gruppi di soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, dall’attivita’ delle societa’ di cui al comma 376, quali lavoratori, clienti, fornitori, finanziatori, creditori, pubblica amministrazione e societa’ civile; c) «standard di valutazione esterno»: modalita’ e criteri di cui all’allegato 4 annesso alla presente legge, che devono essere necessariamente utilizzati per la valutazione dell’impatto generato dalla societa’ benefit in termini di beneficio comune; d) «aree di valutazione»: ambiti settoriali, identificati nell’allegato 5 annesso alla presente legge, che devono essere necessariamente inclusi nella valutazione dell’attivita’ di beneficio comune.

379. La societa’ benefit, fermo restando quanto previsto nel codice civile, deve indicare, nell’ambito del proprio oggetto sociale, le finalita’ specifiche di beneficio comune che intende perseguire. Le societa’ diverse dalle societa’ benefit, qualora intendano perseguire anche finalita’ di beneficio comune, sono tenute a modificare l’atto costitutivo o lo statuto, nel rispetto delle disposizioni che regolano le modificazioni del contratto sociale o dello statuto, proprie di ciascun tipo di societa’; le suddette modifiche sono depositate, iscritte e pubblicate nel rispetto di quanto previsto per ciascun tipo di societa’ dagli articoli 2252, 2300 e 2436 del codice civile. La societa’ benefit puo’ introdurre, accanto alla denominazione sociale, le parole: «Societa’ benefit» o l’abbreviazione: «SB» e utilizzare tale denominazione nei titoli emessi, nella documentazione e nelle comunicazioni verso terzi.

380. La societa’ benefit e’ amministrata in modo da bilanciare l’interesse dei soci, il perseguimento delle finalita’ di beneficio comune e gli interessi delle categorie indicate nel comma 376, conformemente a quanto previsto dallo statuto. La societa’ benefit, fermo quanto disposto dalla disciplina di ciascun tipo di societa’ prevista dal codice civile, individua il soggetto o i soggetti responsabili a cui affidare funzioni e compiti volti al perseguimento delle suddette finalita’.

381. L’inosservanza degli obblighi di cui al comma 380 puo’ costituire inadempimento dei doveri imposti agli amministratori dalla legge e dallo statuto. In caso di inadempimento degli obblighi di cui al comma 380, si applica quanto disposto dal codice civile in relazione a ciascun tipo di societa’ in tema di responsabilita’ degli amministratori.

382. Ai fini di cui ai commi da 376 a 384, la societa’ benefit redige annualmente una relazione concernente il perseguimento del beneficio comune, da allegare al bilancio societario e che include: a) la descrizione degli obiettivi specifici, delle modalita’ e delle azioni attuati dagli amministratori per il perseguimento delle finalita’ di beneficio comune e delle eventuali circostanze che lo hanno impedito o rallentato; b) la valutazione dell’impatto generato utilizzando lo standard di valutazione esterno con caratteristiche descritte nell’allegato 4 annesso alla presente legge e che comprende le aree di valutazione identificate nell’allegato 5 annesso alla presente legge; c) una sezione dedicata alla descrizione dei nuovi obiettivi che la societa’ intende perseguire nell’esercizio successivo.

383. La relazione annuale e’ pubblicata nel sito internet della societa’, qualora esistente. A tutela dei soggetti beneficiari, taluni dati finanziari della relazione possono essere omessi.

384. La societa’ benefit che non persegua le finalita’ di beneficio comune e’ soggetta alle disposizioni di cui al decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145, in materia di pubblicita’ ingannevole e alle disposizioni del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato svolge i relativi compiti e attivita’, nei limiti delle risorse disponibili e senza nuovi o maggiori oneri a carico dei soggetti vigilati.

385. A favore degli italiani nel mondo sono disposti i seguenti interventi: a) per un ammontare pari a 150.000 euro per l’anno 2016, per il funzionamento del Consiglio generale degli italiani all’estero; b) per un ammontare pari a 100.000 euro per l’anno 2016, per il funzionamento dei Comitati degli italiani all’estero – Comites e dei comitati dei loro presidenti; c) per un ammontare pari a 3.400.000 euro per l’anno 2016 per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero e per il sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura italiana all’estero; d) per un ammontare pari a 500.000 euro per l’anno 2016, per l’incremento della dotazione finanziaria degli istituti italiani di cultura di cui alla legge 22 dicembre 1990, n. 401; e) per un ammontare pari a 650.000 euro per l’anno 2016, ad integrazione della dotazione finanziaria per i contributi diretti in favore della stampa italiana all’estero di cui all’articolo 1-bis del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103; f) per un ammontare pari a 100.000 euro per l’anno 2016, in favore delle agenzie specializzate per i servizi stampa dedicati agli italiani residenti all’estero; g) per un ammontare pari a 150.000 euro per l’anno 2016, per promuovere l’attrattivita’ delle universita’ attraverso la diffusione dei corsi di lingua italiana online e avviare campagne informative di carattere didattico, amministrativo e logistico per favorire l’iscrizione di studenti stranieri in Italia; h) per un ammontare pari a 100.000 euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 in favore della societa’ Dante Alighieri per garantire la continuita’ delle sue iniziative di promozione del patrimonio culturale italiano all’estero e per un ammontare pari a 250.000 euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 in favore della Fondazione «I Lincei per la scuola» presso l’Accademia nazionale dei Lincei; i) per un ammontare pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, per contributi alle scuole italiane non statali paritarie all’estero.

386. Al fine di garantire l’attuazione di un Piano nazionale per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, e’ istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo denominato «Fondo per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale», al quale sono assegnate le risorse di 600 milioni di euro per l’anno 2016 e di 1.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017, che costituiscono i limiti di spesa ai fini dell’attuazione dei commi dal presente al comma 390. Il Piano, adottato con cadenza triennale mediante decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, individua una progressione graduale, nei limiti delle risorse disponibili, nel raggiungimento di livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale per il contrasto alla poverta’.

387. Per l’anno 2016 le risorse di cui al comma 386 sono destinate ai seguenti interventi che costituiscono le priorita’ del Piano di cui al medesimo comma: a) avvio su tutto il territorio nazionale di una misura di contrasto alla poverta’, intesa come estensione, rafforzamento e consolidamento della sperimentazione di cui all’articolo 60 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. Nelle more dell’adozione del Piano di cui al comma 386, all’avvio del Programma si procede con rinnovati criteri e procedure definiti ai sensi del citato articolo 60 del decreto-legge n. 5 del 2012, garantendo in via prioritaria interventi per nuclei familiari in modo proporzionale al numero di figli minori o disabili, tenendo conto della presenza, all’interno del nucleo familiare, di donne in stato di gravidanza accertata da definire con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Nel 2016 al Programma sono destinati 380 milioni di euro incrementando a tal fine in misura pari al predetto importo il Fondo di cui all’articolo 81, comma 29, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133, oltre alle risorse gia’ destinate alla sperimentazione dall’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, nonche’ dall’articolo 1, comma 216, della legge 27 dicembre 2013, n.  147. Conseguentemente l’autorizzazione di spesa di cui al comma 386 e’ corrispondentemente ridotta di 380 milioni di euro per l’anno 2016; b) fermo restando quanto stabilito dall’articolo 43, comma 5, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, all’ulteriore incremento dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, relativa all’assegno di disoccupazione (ASDI), per 220 milioni di euro con conseguente corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui al comma 386.

388. Per gli anni successivi al 2016 le risorse di cui al comma 386 sono destinate al finanziamento di uno o piu’ provvedimenti legislativi di riordino della normativa in materia di trattamenti, indennita’, integrazioni di reddito e assegni di natura assistenziale o comunque sottoposti alla prova dei mezzi, anche rivolti a beneficiari residenti all’estero, nonche’ in materia di accesso alle prestazioni sociali, finalizzati all’introduzione di un’unica misura nazionale di contrasto alla poverta’, correlata alla differenza tra il reddito familiare del beneficiario e la soglia di poverta’ assoluta, e alla razionalizzazione degli strumenti e dei trattamenti esistenti.

389. Al Fondo di cui al comma 386 sono altresi’ destinate, a decorrere dall’anno 2017, le risorse stanziate dall’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nella misura di 30 milioni di euro per l’anno 2017 e di 54 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018.

390. Sono abrogati i commi da 51 a 53 dell’articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92.

391. A decorrere dall’anno 2016 e’ istituita la carta della famiglia, destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani o da cittadini stranieri regolarmente residenti nel territorio italiano, con almeno tre figli minori a carico. La carta e’ rilasciata alle famiglie che ne facciano richiesta, previo pagamento degli interi costi di emissione, con i criteri e le modalita’ stabiliti, sulla base dell’ISEE, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. La carta consente l’accesso a sconti sull’acquisto di beni o servizi ovvero a riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all’iniziativa. I soggetti che partecipano all’iniziativa, i quali concedono sconti o riduzioni maggiori di quelli normalmente praticati sul mercato, possono valorizzare la loro partecipazione all’iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari. La Carta famiglia nazionale e’ emessa dai singoli comuni, che attestano lo stato della famiglia al momento del rilascio, e ha una durata biennale dalla data di emissione. La Carta famiglia nazionale e’ funzionale anche alla creazione di uno o piu’ gruppi di acquisto familiare o gruppi di acquisto solidale nazionali, nonche’ alla fruizione dei biglietti famiglia e abbonamenti famiglia per servizi di trasporto, culturali, sportivi, ludici, turistici e di altro tipo.

392. In via sperimentale, per gli anni 2016, 2017 e 2018, e’ istituito il «Fondo per il contrasto della poverta’ educativa minorile », alimentato dai versamenti effettuati su un apposito conto corrente postale dalle fondazioni di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, nell’ambito della propria attivita’ istituzionale. Le modalita’ di gestione del conto di cui al presente comma sono definite nel protocollo d’intesa di cui al comma 393.

393. Con protocollo d’intesa stipulato tra le fondazioni di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sono definite le modalita’ di intervento di contrasto alla poverta’ educativa minorile e sono individuate le caratteristiche dei progetti da finanziare, le modalita’ di valutazione e selezione, anche con il ricorso a valutatori indipendenti, e di monitoraggio, al fine di assicurare la trasparenza, il migliore utilizzo delle risorse e l’efficacia degli interventi. Con il protocollo di cui al primo periodo, sono altresi’ regolate le modalita’ di organizzazione e governo del Fondo di cui al comma 392.

394. Agli enti di cui al comma 392 e’ riconosciuto un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75 per cento dei versamenti effettuati al Fondo di cui al medesimo comma 392, negli anni 2016, 2017 e 2018. Il contributo e’ assegnato, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, pari ad euro 100 milioni per ciascun anno, secondo l’ordine temporale in cui le fondazioni comunicano l’impegno a finanziare i progetti individuati secondo il protocollo d’intesa di cui al comma 393. Il credito e’ riconosciuto dall’Agenzia delle entrate con apposita comunicazione che da’ atto della trasmissione della delibera di impegno irrevocabile al versamento al Fondo delle somme da ciascuna stanziate, nei termini e secondo le modalita’ previsti nel protocollo d’intesa. Dell’eventuale mancato versamento al Fondo delle somme indicate nella delibera di impegno rispondono solidalmente tutte le fondazioni aderenti allo stesso. Il credito e’ indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento e puo’ essere utilizzato esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, a decorrere dal periodo d’imposta nel quale lo stesso e’ stato riconosciuto. Il credito d’imposta di cui al presente comma e’ cedibile dai soggetti di cui al comma 392, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 1260 e seguenti del codice civile e previa adeguata dimostrazione dell’effettivita’ del diritto al credito medesimo, a intermediari bancari, finanziari e assicurativi. La cessione del credito d’imposta e’ esente dall’imposta di registro. Al credito d’imposta non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni.

395. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definite le disposizioni applicative necessarie, ivi comprese le procedure per la concessione del contributo di cui al comma 394 nel rispetto del limite di spesa stabilito.

396. All’articolo 2, comma 2, lettera a), ultimo periodo, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 441, le parole: «superiore a lire dieci milioni» sono sostituite dalle seguenti: «superiore a euro quindicimila o si tratti di beni facilmente deperibili ».

397. Al decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 4, comma 2, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Fino alla conclusione delle procedure di cui al presente comma non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive, atti di sequestro o di pignoramento presso il conto di tesoreria della CRI o dell’Ente ovvero presso terzi, per la riscossione coattiva di somme liquidate ai sensi della normativa vigente in materia. Tutti gli atti esecutivi sono nulli»;
b) all’articolo 5, comma 5, primo periodo, dopo le parole: «nel ruolo di cui al comma 3» e’ aggiunto il seguente periodo: «Resta ferma la non liquidazione del trattamento di fine servizio in quanto il transito sopradetto interviene senza soluzione di continuita’ nel rapporto di lavoro con la CRI ovvero con l’Ente»;
c) all’articolo 5, comma 5, secondo periodo, le parole: «, fino all’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 6, commi 2 e 3,» sono soppresse e dopo le parole: «e il trattamento del corrispondente personale civile della CRI come assegno ad personam riassorbibile in caso di adeguamenti retributivi» sono aggiunte le seguenti: «e di riconoscimento degli istituti del trattamento economico determinati dalla contrattazione collettiva correlati ad obiettivi»;
d) all’articolo 6, i commi 6 e 7 sono sostituiti dai seguenti:
«6. Al personale civile e militare della CRI e quindi dell’Ente, compreso quello di cui all’articolo 8, comma 2, assunto da altre amministrazioni si applica l’articolo 5, comma 5, secondo periodo. I processi di mobilita’ previsti dall’articolo 7, comma 2-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, si applicano al personale risultante eccedentario rispetto al fabbisogno definito ai sensi dell’articolo 3, comma 4, terzo periodo, per ciascun profilo professionale nell’ambito territoriale regionale.
7. Gli enti e le aziende del Servizio sanitario nazionale, anche delle regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari e ai programmi operativi in prosecuzione degli stessi, sono tenuti ad assumere con procedure di mobilita’, anche in posizione di sovrannumero e ad esaurimento, il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato della CRI e quindi dell’Ente con funzioni di autista soccorritore e autisti soccorritori senior, limitatamente a coloro che abbiano prestato servizio in attivita’ convenzionate con gli enti medesimi per un periodo non inferiore a cinque anni. Tali assunzioni sono disposte senza apportare nuovi o maggiori oneri alla finanza pubblica in quanto finanziate con il trasferimento delle relative risorse occorrenti al trattamento economico del personale assunto, derivanti dalla quota di finanziamento del Servizio sanitario nazionale erogata annualmente alla CRI e quindi all’Ente. Le spese per il trattamento economico del personale trasferito al Servizio sanitario nazionale non sono considerate ai fini del rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 2, comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. Agli enti e alle aziende sopradette e’ fatto divieto di assunzione del personale corrispondente fino al totale assorbimento del personale della CRI ovvero dell’Ente sopradetto.
7-bis. I rapporti con gli enti previdenziali derivanti dalle procedure di mobilita’ del personale della CRI ovvero dell’Ente sono definiti in sede di applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 8, comma 2, con relativo trasferimento della quota corrispondente dell’attivo patrimoniale»;
e) all’articolo 6, comma 9, terzo periodo, dopo le parole: «31 dicembre 2015» sono aggiunte le seguenti: «ovvero fino alla conclusione delle procedure di cui all’articolo 5, comma 6»;
f) all’articolo 8, comma 2, secondo periodo:
1) dopo le parole: «gestione liquidatoria » e’ aggiunto il seguente periodo: «Il personale gia’ individuato nella previsione di fabbisogno ai sensi dell’articolo 3, comma 4, come funzionale alle attivita’ propedeutiche alla gestione liquidatoria verra’ individuato con specifico provvedimento del presidente nazionale della CRI ovvero dell’Ente entro il 30 marzo 2016 e successivamente aggiornato. Detto personale non partecipa alle procedure previste dall’articolo 7, comma 2-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11. Il 1º gennaio 2018 il suddetto personale viene trasferito, con corrispondente trasferimento delle risorse finanziarie, presso pubbliche amministrazioni che presentano carenze in organico nei corrispondenti profili professionali ovvero anche in sovrannumero»;
2) le parole: «; il predetto personale,» sono sostituite dalle seguenti: «. Il personale, ad eccezione di quello funzionale alle attivita’ propedeutiche alla gestione liquidatoria di cui al precedente capoverso,»;
3) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «Il personale della CRI ovvero dell’Ente, nelle more della conclusione delle procedure di cui all’articolo 7, comma 2-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, previa convenzione tra le parti, puo’ prestare temporaneamente la propria attivita’ presso altre pubbliche amministrazioni per garantire fini di interesse pubblico di cui all’articolo 1, comma 4, anche con oneri a carico del finanziamento pubblico della CRI ovvero dell’Ente, che rimane esclusivamente responsabile nei confronti del lavoratore del trattamento economico e normativo».

398. All’articolo 7, comma 2-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, le parole: «Le disposizioni dei commi 425, 426, 427, 428 e 429» sono sostituite dalle seguenti: «Le disposizioni dei commi 424, 425, 426, 427 e 428».

399. Il fondo di cui all’articolo 58, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e’ rifinanziato di 2 milioni di euro per l’anno 2016 e di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017.

400. E’ istituito un Fondo presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione di 90 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016, destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi recanti misure per il sostegno di persone con disabilita’ grave, prive di sostegno familiare.  401. Al fine di garantire la compiuta attuazione della legge 18 agosto 2015, n. 134, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero della salute il Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, con una dotazione di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016.

402. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalita’ per l’utilizzazione del Fondo di cui al comma 401.

403. E’ autorizzata la spesa di un milione di euro per l’anno 2016 in favore dell’ente «Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (Onlus)», di cui alla legge 12 maggio 1942, n. 889, alla legge 21 agosto 1950, n. 698, e al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 9 maggio 1979, con vincolo di destinazione alla creazione e funzionamento annuale del costituendo Centro per l’autonomia della persona sorda (C.A.P.S.) con sede in Roma.

404. E’ autorizzata la spesa di 1 milione di euro, per l’anno 2016, in favore dell’Istituto di studi politici, economici e sociali – Eurispes, con vincolo di destinazione alla creazione di progetti e iniziative informative finalizzate a sostenere l’attivita’ sociale ed economica nazionale.

405. Lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, anche ai fini del finanziamento degli interventi a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, e’ incrementato di 150 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016.  406. Al fine di potenziare i progetti riguardanti misure atte a rendere effettivamente indipendente la vita delle persone con disabilita’ grave come previsto dalle disposizioni di cui alla legge 21 maggio 1998, n. 162, e’ stanziata la somma di 5 milioni di euro per l’anno 2016.

407. A decorrere dall’anno 2016, al fine di favorire la realizzazione di progetti di integrazione dei disabili mentali attraverso lo sport, una quota pari a 500.000 euro del contributo di cui all’articolo 1, comma 580, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successivi rifinanziamenti, e’ attribuita al programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone, ragazzi ed adulti, con disabilita’ intellettiva, «Special Olympics Italia».

408. Ai fini dell’attuazione del comma 407 il contributo al Comitato italiano paralimpico di cui all’articolo 1, comma 580, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e’ incrementato di 0,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016.

409. L’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2013, n. 57, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 2. – (Sperimentazioni cliniche con l’impiego di medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali per la cura di malattie rare). – 1. Per lo svolgimento di una o piu’ sperimentazioni cliniche, concernenti l’impiego di medicinali per terapie avanzate a  base di cellule staminali per la cura di malattie rare, da condurre, nel rispetto delle modalita’ e dei termini previsti dal decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, nonche’ secondo la normativa internazionale vigente e in accordo con le vigenti linee guida europee, con cellule prodotte secondo il regime GMP (Good Manufacturing Practice) certificato dall’Agenzia italiana del farmaco, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, in attuazione dell’articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, vincola una quota del Fondo sanitario nazionale, per un importo fino a 2 milioni di euro per l’anno 2017 e fino a 4 milioni di euro per l’anno 2018, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
2. Al fine di garantire il piu’ elevato potenziale terapeutico e il migliore livello scientifico, la selezione delle sperimentazioni da finanziare ai sensi del comma 1 avviene mediante procedura a evidenza pubblica, coordinata dall’Agenzia italiana del farmaco e dall’Istituto superiore di sanita’, che possono avvalersi di un comitato di esperti esterni ai fini della valutazione delle predette sperimentazioni».

410. Il Fondo sanitario nazionale, determinato ai sensi dell’articolo 1, comma 556, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ incrementato nella misura di 1 milione di euro per l’anno 2017 e di 2 milioni di euro per l’anno 2018.

411. Al fine di sostenere le politiche in materia di adozioni internazionali e di assicurare il funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali e’ istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo denominato «Fondo per le adozioni internazionali» con una dotazione di 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2016.  In attesa della riorganizzazione delle strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui all’articolo 8 della legge 7 agosto 2015, n. 124, la gestione delle risorse del Fondo e della Commissione di cui al presente comma e’ assegnata al Centro di responsabilita’ del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri.

412. La dotazione del Fondo per le politiche della famiglia di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come rifinanziato dall’articolo 1, comma 132, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ ridotta nella misura di 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2016.

413. All’articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006, n.  296, e successive modificazioni, le parole: «; per sostenere le adozioni internazionali e garantire il pieno funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali» sono soppresse.

414. E’ istituito, in via sperimentale, nello stato di previsione del Ministero della giustizia, con una dotazione di 250.000 euro per l’anno 2016 e di 500.000 euro per l’anno 2017, il Fondo di solidarieta’ a tutela del coniuge in stato di bisogno.

415. A valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 414, il coniuge in stato di bisogno che non e’ in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l’assegno determinato ai sensi dell’articolo 156 del codice civile per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, puo’ rivolgere istanza da depositare nella cancelleria del tribunale del luogo ove ha residenza, per l’anticipazione di una somma non superiore all’importo dell’assegno medesimo. Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, ritenuti sussistenti i presupposti di cui al periodo precedente, assumendo, ove occorra, informazioni, nei trenta giorni successivi al deposito dell’istanza, valuta l’ammissibilita’ dell’istanza medesima e la trasmette al Ministero della giustizia ai fini della corresponsione della somma di cui al periodo precedente. Il Ministero della giustizia si rivale sul coniuge inadempiente per il recupero delle risorse erogate. Quando il presidente del tribunale o il giudice da lui delegato non ritiene sussistenti i presupposti per la trasmissione dell’istanza al Ministero della giustizia, provvede al rigetto della stessa con decreto non impugnabile. Il procedimento introdotto con la presentazione dell’istanza di cui al primo periodo non e’ soggetto al pagamento del contributo unificato.

416. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni necessarie per l’attuazione dei commi 414 e 415, con particolare riguardo all’individuazione dei tribunali presso i quali avviare la sperimentazione, alle modalita’ per la corresponsione delle somme e per la riassegnazione al Fondo di cui al comma 414 delle somme recuperate ai sensi del terzo periodo del comma 415.

417. Per lo svolgimento delle azioni e degli interventi connessi alla realizzazione del programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale previsto dall’articolo 18, comma 3-bis, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, attuativo del Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, di cui all’articolo 13, comma 2-bis, della legge 11 agosto 2003, n. 228, nonche’ per la realizzazione delle correlate azioni di supporto e di sistema da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunita’, e’ destinata al bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri una somma pari a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

418. Il comma 466 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente:
«466. Il contributo di cui alla legge 23 settembre 1993, n. 379, e’ erogato, per l’85 per cento, agli enti di formazione destinatari e, per la restante parte, all’Associazione nazionale privi della vista e ipovedenti Onlus, per le esigenze del Centro autonomie e mobilita’ e dell’annessa Scuola cani guida per ciechi e al Polo tattile multimediale della Stamperia regionale Braille Onlus di Catania. La ripartizione e’ operata dal Ministero dell’interno con proprio provvedimento adottato su proposta dell’Unione italiana ciechi tenuto conto dei progetti di attivita’ presentati dagli enti di cui al periodo precedente. I medesimi enti sono tenuti agli adempimenti di rendicontazione gia’ previsti dall’articolo 2 della medesima legge n.  379 del 1993 per l’Unione italiana ciechi».

419. Al fine di contribuire al funzionamento dell’Istituto nazionale di genetica molecolare (INGM) di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138, e’ autorizzata a decorrere dall’anno 2016 una spesa ulteriore di 1 milione di euro annui.

420. Il contributo in favore della Biblioteca italiana per i ciechi «Regina Margherita» di Monza di cui all’articolo 1 della legge 13 novembre 2002, n. 260, e’ incrementato dell’importo di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

421. Alla biblioteca italiana per ipovedenti «B.I.I. Onlus» e’ assegnato un contributo di 100.000 euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

422. Al fine di dare avvio alle misure per fare fronte ai danni occorsi al patrimonio privato ed alle attivita’ economiche e produttive, in attuazione della lettera d) del comma 2 dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, relativamente alle ricognizioni dei fabbisogni completate dai Commissari delegati e trasmesse al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri per la successiva istruttoria si provvede, per le finalita’ e secondo i criteri da stabilire con apposite deliberazioni del Consiglio dei ministri, assunte ai sensi della lettera e) del citato articolo 5, comma 2, della legge n. 225 del 1992 mediante concessione, da parte delle Amministrazioni pubbliche indicate nelle medesime deliberazioni, di contributi a favore di soggetti privati e attivita’ economiche e produttive, con le modalita’ del finanziamento agevolato.

423. Per le finalita’ di cui al comma 422, i soggetti autorizzati all’esercizio del credito operanti nei territori individuati nelle deliberazioni del Consiglio dei ministri adottate ai sensi del medesimo comma, possono contrarre finanziamenti, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione con l’Associazione bancaria italiana, assistiti dalla garanzia dello Stato, ai sensi dell’articolo 5, comma 7, lettera a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, al fine di concedere finanziamenti agevolati assistiti da garanzia dello Stato ai soggetti danneggiati dagli eventi calamitosi rispettivamente indicati, nel limite massimo di 1.500 milioni di euro, e comunque nei limiti delle disponibilita’ di cui al comma 427. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze e’ concessa la garanzia dello Stato di cui ai commi da 422 a 428 e sono definiti i criteri e le modalita’ di operativita’ della stessa, nonche’ le modalita’ di monitoraggio ai fini del rispetto dell’importo massimo di cui al periodo precedente. La garanzia dello Stato di cui al presente comma e’ elencata nell’allegato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

424. In caso di accesso ai finanziamenti agevolati accordati dalle banche ai sensi dei commi da 422 a 428, in capo al beneficiario del finanziamento matura un credito di imposta, fruibile esclusivamente in compensazione, in misura pari, per ciascuna scadenza di rimborso, all’importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi dovuti, nonche’ le spese strettamente necessarie alla gestione dei medesimi finanziamenti. Le modalita’ di fruizione del credito di imposta sono stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate nel limite di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2016. Il credito di imposta e’ revocato, in tutto o in parte, nell’ipotesi di risoluzione totale o parziale del contratto di finanziamento agevolato.

425. Il soggetto che eroga il finanziamento agevolato comunica con modalita’ telematiche all’Agenzia delle entrate gli elenchi dei soggetti beneficiari, l’ammontare del finanziamento concesso a ciascun beneficiario, il numero e l’importo delle singole rate.  L’ammontare del finanziamento e’ erogato al netto di eventuali indennizzi per polizze assicurative stipulate per le medesime finalita’ da dichiarare al momento della richiesta del finanziamento agevolato.

426. I finanziamenti agevolati, di durata massima venticinquennale, sono erogati e posti in ammortamento sulla base degli stati di avanzamento lavori relativi all’esecuzione dei lavori, alle prestazioni di servizi e alle acquisizioni di beni necessari all’esecuzione degli interventi ammessi a contributo dalle amministrazioni pubbliche di cui al comma 422. I contratti di finanziamento prevedono specifiche clausole risolutive espresse, anche parziali, per i casi di mancato o ridotto impiego del finanziamento, ovvero di utilizzo anche parziale del finanziamento per finalita’ diverse da quelle indicate nei commi da 422 a 428. In tutti i casi di risoluzione del contratto di finanziamento, il soggetto finanziatore chiede al beneficiario la restituzione del capitale, degli interessi e di ogni altro onere dovuto. In mancanza di tempestivo pagamento spontaneo, lo stesso soggetto finanziatore comunica alle amministrazioni pubbliche di cui al comma 422, per la successiva iscrizione a ruolo, i dati identificativi del debitore e l’ammontare dovuto, fermo restando il recupero da parte del soggetto finanziatore delle somme erogate e dei relativi interessi nonche’ delle spese strettamente necessarie alla gestione dei finanziamenti, non rimborsati spontaneamente dal beneficiario, mediante compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Le somme riscosse a mezzo ruolo sono versate in apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo per le emergenze nazionali istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile.

427. Al fine di assicurare l’invarianza finanziaria degli effetti delle disposizioni di cui ai commi da 422 a 428, entro il 31 marzo di ciascun anno, il Ministero dell’economia e delle finanze verifica l’andamento della concessione di finanziamenti agevolati e del relativo tiraggio, con riferimento alle disposizioni vigenti riguardanti la concessione di finanziamenti con oneri a carico dello Stato per interventi connessi a calamita’ naturali, al fine di valutare l’importo dei finanziamenti di cui ai commi da 422 a 428 che possono essere annualmente concessi nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, fermo restando il limite massimo di cui al comma 423. Il Ministero dell’economia e delle finanze comunica al Dipartimento della protezione civile l’esito della verifica effettuata entro il medesimo termine del 31 marzo.

428. Le modalita’ attuative dei commi da 422 a 428, anche al fine di assicurare uniformita’ di trattamento, un efficace monitoraggio sull’utilizzo delle risorse, nonche’ il rispetto del limite di 1.500 milioni di euro di cui al comma 423, sono definite con ordinanze adottate dal Capo del Dipartimento della protezione civile d’intesa con le regioni rispettivamente interessate e di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni.

429. All’articolo 9 della legge 27 luglio 2000, n. 212, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
«2-bis. La ripresa dei versamenti dei tributi sospesi o differiti ai sensi del comma 2 avviene, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori relativi al periodo di sospensione, anche mediante rateizzazione fino a un massimo di diciotto rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese successivo alla data di scadenza della sospensione. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono definiti le modalita’ e i termini della ripresa dei versamenti, tenendo anche conto della durata del periodo di sospensione, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo. 2-ter.  Per i tributi non sospesi ne’ differiti ai sensi del comma 2, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo, i contribuenti residenti o aventi sede legale o sede operativa nei territori colpiti da eventi calamitosi con danni riconducibili all’evento e individuati con la medesima ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri con la quale e’ dichiarato lo stato di emergenza possono chiedere la rateizzazione, fino a un massimo di diciotto rate mensili di pari importo, dei tributi che scadono nei sei mesi successivi alla dichiarazione dello stato di emergenza, con istanza da presentare al competente ufficio, secondo modalita’ e termini stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione».

430. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito un fondo rotativo per far fronte alle esigenze che derivano dal differimento di riscossione a seguito di eventi calamitosi, disposto ai sensi dell’articolo 9 della legge 27 luglio 2000, n. 212, con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2016.  Con apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita’ attuative e di alimentazione del medesimo fondo. Al relativo onere per l’anno 2016 si provvede mediante riduzione di pari importo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

431. All’articolo 12, comma 1, ultimo periodo, del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159, le parole: «entro trenta giorni dal» sono sostituite dalle seguenti: «entro il mese successivo al».

432. Per gli anni 2016 e 2017, al fine di completare le attivita’ finalizzate alla fase di ricostruzione del tessuto urbano, sociale e occupazionale dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, i comuni del cratere sismico sono autorizzati a prorogare o rinnovare, alle medesime condizioni giuridiche ed economiche, i contratti stipulati sulla base della normativa emergenziale, in deroga alle vigenti normative in materia di vincoli alle assunzioni a tempo determinato presso le amministrazioni pubbliche. Alle proroghe o rinnovi dei suddetti contratti, eseguiti in deroga alla legge, non sono applicabili le sanzioni previste dalla normativa vigente, ivi compresa la sanzione della trasformazione del contratto a tempo indeterminato.

433. Agli oneri derivanti dall’applicazione del comma 432, quantificati sulla base delle esigenze effettive documentate dalle amministrazioni centrali e locali istituzionalmente preposte all’attivita’ della ricostruzione, si provvede mediante l’utilizzo delle somme stanziate con la legge 23 dicembre 2014, n. 190, Tabella E, nell’ambito della quota destinata dal CIPE al finanziamento di servizi di natura tecnica e assistenza qualificata.

434. Il termine di un triennio, di cui all’articolo 67-ter, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, relativo alla dotazione di risorse umane a tempo determinato, nel limite massimo di 25 unita’, assegnata agli Uffici speciali per la ricostruzione di cui all’articolo 67-ter, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n.  83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e’ prorogato di un ulteriore triennio.

435. I contratti a tempo determinato stipulati con il personale in servizio presso gli Uffici speciali per la ricostruzione, selezionato all’esito della procedura comparativa pubblica, di cui alle Intese sulla costituzione dell’Ufficio speciale per la citta’ dell’Aquila, del 7 agosto 2012, e sulla costituzione dell’Ufficio speciale per i comuni del cratere, del 9-10 agosto 2012, stipulate ai sensi dell’articolo 67-ter, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n.  83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, possono essere prorogati per un ulteriore triennio, alle medesime condizioni giuridiche ed economiche, anche in deroga alle vigenti normative in materia di vincoli alle assunzioni a tempo determinato presso le amministrazioni pubbliche. Alle proroghe dei suddetti contratti, eseguite in deroga alla legge, non sono applicabili le sanzioni previste dalla normativa vigente, ivi compresa la sanzione della trasformazione del contratto a tempo indeterminato.

436. Agli oneri derivanti dall’applicazione delle previsioni di cui ai commi 434 e 435, quantificati nel limite di spesa di euro 2.320.000 per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, si provvede mediante l’utilizzo delle somme stanziate con la legge 23 dicembre 2014, n. 190, Tabella E, recante il rifinanziamento dell’autorizzazione di spesa dell’articolo 7-bis del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, nell’ambito della quota destinata dal CIPE al finanziamento di servizi di natura tecnica e assistenza qualificata, ai sensi del comma 437 dell’articolo 1 della citata legge 23 dicembre 2014, n. 190.

437. Gli oneri di cui al comma 436 comprendono quelli derivanti dalla prosecuzione dell’attivita’ dei titolari degli Uffici speciali per la ricostruzione, di cui all’articolo 67-ter, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, quantificati nel limite di spesa di euro 400.000 per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

438. Al decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1:
1) al comma 5, dopo la parola: «stessi» sono inserite le seguenti: «, nonche’ delle strutture regionali competenti per materia»;
2) al comma 5-bis, dopo la parola: «normativa» sono inserite le seguenti: «nonche’ alle strutture regionali competenti per materia»;
b) all’articolo 4, dopo il comma 5-bis e’ inserito il seguente:
«5-bis.1. Nell’ambito del piano di cui al comma 1, lettera a), i presidenti delle regioni di cui all’articolo 1, comma 2, possono destinare quota parte delle risorse messe a disposizione per la ricostruzione delle aree terremotate di cui al presente articolo anche per gli interventi di riparazione e ripristino strutturale degli edifici privati inclusi nelle aree cimiteriali ed individuati come cappelle private, al fine di consentire il pieno utilizzo delle strutture cimiteriali»;
c) all’articolo 5, dopo il comma 1-bis e’ inserito il seguente:
«1-ter. Nell’ambito del piano di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), e nei limiti delle risorse messe a disposizione dai commi 1 e 1-bis del presente articolo, i Presidenti delle regioni di cui all’articolo 1, comma 2, possono altresi’ destinare quota parte delle risorse messe a disposizione dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca per la realizzazione di interventi di miglioramento sismico su edifici scolastici o utilizzati per attivita’ educativa della prima infanzia e per l’universita’ che abbiano subito danni lievi, nel limite delle risorse assegnate per gli interventi specifici».

439. All’articolo 10 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
«4-bis. I Commissari delegati consentono l’utilizzo a titolo gratuito a favore delle amministrazioni pubbliche degli edifici temporanei destinati ad attivita’ scolastica ovvero a uffici pubblici e delle relative aree di sedime e pertinenziali nonche’ dei prefabbricati modulari abitativi.
4-ter. I Commissari delegati provvedono al trasferimento a titolo gratuito dei beni immobili di cui al comma 4-bis a favore delle amministrazioni pubbliche di riferimento. I trasferimenti sono operati mediante adozione di atto ricognitivo con esenzione da ogni effetto fiscale.
4-quater. Il termine di cui al comma 3 dell’articolo 6-sexies del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, e’ prorogato al 31 dicembre 2016.  Al relativo onere si provvede nel limite delle risorse disponibili allo scopo finalizzate sulle contabilita’ dei Commissari di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122».

440. Al fine di soddisfare le ulteriori esigenze delle popolazioni colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, connesse alla necessita’ di completare e sostenere ulteriormente la ripresa economica, in favore dei Presidenti delle regioni Lombardia ed Emilia-Romagna, in qualita’ di commissari delegati, per il 2016 sono autorizzati 160 milioni di euro in favore dell’Emilia-Romagna e 30 milioni di euro in favore della Lombardia a completamento delle attivita’ connesse al processo di ricostruzione pubblica. Ai relativi oneri si provvede mediante riduzione di pari importo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

441. Per l’anno 2016, nel saldo individuato ai sensi del comma 710 non sono considerate le spese sostenute dagli enti locali individuati ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n.  122, e dell’articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n.  83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, con risorse proprie provenienti da erogazioni liberali e donazioni da parte di cittadini privati e imprese, nonche’ da indennizzi derivanti da polizze assicurative, puntualmente finalizzate a fronteggiare gli eccezionali eventi sismici e la ricostruzione, per un importo massimo complessivo di 15 milioni di euro. L’ammontare delle spese da escludere dal saldo di cui al comma 710 ai sensi del periodo precedente e’ determinato dalla regione Emilia-Romagna nel limite di 12 milioni di euro e dalle regioni Lombardia e Veneto nel limite di 1,5 milioni di euro per ciascuna regione. Le regioni comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze e ai comuni interessati, entro il 30 giugno 2016, gli importi di cui al periodo precedente. Ai relativi oneri si provvede mediante riduzione di pari importo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

442. Al comma 13 dell’articolo 10 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  134, dopo le parole: «dei capannoni e degli impianti industriali» sono aggiunte le seguenti: «, nonche’ delle strutture destinate alla produzione agricola e alle attivita’ connesse,».

443. Al fine di soddisfare le ulteriori esigenze derivanti dalla messa in sicurezza, anche attraverso la loro ricostruzione, delle strutture destinate alla produzione agricola situate nei territori dei comuni colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, sono destinati ai presidenti delle regioni Lombardia e Veneto, in qualita’ di commissari delegati alla ricostruzione, 3,5 milioni di euro alla regione Lombardia e 1,5 milioni di euro alla regione Veneto per l’anno 2016. Ai relativi oneri si provvede mediante riduzione di pari importo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

444. Al fine di soddisfare le ulteriori esigenze delle popolazioni colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, connesse alla necessita’ di completare il processo di ricostruzione, in favore del presidente della regione Lombardia, in qualita’ di commissario delegato alla ricostruzione, e’ autorizzata la spesa di 70 milioni di euro per il 2016 ai fini del completamento delle attivita’ connesse alla ricostruzione privata. Ai relativi oneri si provvede mediante riduzione di pari importo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

445. Nei comuni della regione Lombardia colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, con zone rosse nei centri storici, e’ istituita una zona franca ai sensi dei commi 340 e seguenti dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. La perimetrazione della zona franca comprende i centri storici o centri abitati dei comuni di San Giacomo delle Segnate, Quingentole, San Giovanni del Dosso, Quistello, San Benedetto Po, Moglia, Gonzaga, Poggio Rusco e Suzzara.

446. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui ai commi da 445 a 453 le imprese localizzate all’interno della zona franca di cui al comma 445 con le seguenti caratteristiche:
a) rispettare la definizione di micro imprese, ai sensi di quanto stabilito dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, e del decreto del Ministro delle attivita’ produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005, e avere avuto nel 2014 un reddito lordo inferiore a 80.000 euro e un numero di addetti inferiore o uguale a cinque;
b) appartenere ai settori di attivita’ individuati dai codici ATECO 45, 46, 47, 55, 56, 79, 93, 95 e 96;
c) essere gia’ costituite alla data di presentazione dell’istanza presentata in base a quanto stabilito dal decreto di cui al comma 453, purche’ la data di costituzione dell’impresa non sia successiva al 31 dicembre 2014;
d) svolgere la propria attivita’ all’interno della zona franca, ai sensi di quanto previsto al comma 448;
e) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali.

447. Gli aiuti di Stato corrispondenti all’ammontare delle agevolazioni di cui ai commi da 445 a 453 sono concessi ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 1407/ 2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis» e del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo.

448. Per accedere alle agevolazioni di cui ai commi da 445 a 453, i soggetti individuati ai sensi dei commi 445 e 446 devono avere la sede principale o l’unita’ locale all’interno della zona franca e rispettare i limiti e le procedure previsti dai regolamenti dell’Unione europea di cui al comma 447.

449. Il rispetto di quanto previsto al comma 448 e’ attestato mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta’, ai sensi dell’articolo 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

450. I soggetti di cui ai commi 445 e 446 possono beneficiare, nel rispetto del comma 447 nonche’ del limite previsto al comma 451 e delle risorse finanziarie di cui al comma 452, delle seguenti agevolazioni:
a) esenzione dalle imposte sui redditi del reddito derivante dallo svolgimento dell’attivita’ svolta dall’impresa nella zona franca fino a concorrenza dell’importo di euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta;
b) esenzione dall’imposta regionale sulle attivita’ produttive del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attivita’ svolta dall’impresa nella zona franca nel limite di euro 300.000 per ciascun periodo d’imposta;
c) esenzione dalle imposte municipali proprie per gli immobili siti nella zona franca, posseduti e utilizzati dai soggetti di cui al comma 446 per l’esercizio dell’attivita’ economica.

451. Le esenzioni di cui al comma 450 sono concesse esclusivamente per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.

452. Per le finalita’ di cui ai commi da 445 a 453, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 22-bis, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e’ incrementata di 5 milioni di euro nell’anno 2016. Al relativo onere, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante corrispondente riduzione di pari importo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

453. Per l’attuazione degli interventi di cui ai commi da 445 a 452, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del decreto del Ministro dello sviluppo economico 10 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 161 dell’11 luglio 2013.

454. All’articolo 5 del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, le parole: «entro il termine perentorio di sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «entro il termine perentorio del 29 febbraio 2016»;
b) al comma 3-bis:
1) al secondo periodo, le parole da: «e la data di entrata in vigore del presente decreto» fino a: «legge di conversione del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «e il 31 luglio 2015, individuati ai sensi del comma 4 del citato articolo 14 del decreto legislativo n. 154 del 2004, e successive modificazioni, possono presentare domanda, entro il 29 febbraio 2016»;
2) dopo il secondo periodo sono inseriti i seguenti: «E’ data priorita’ alle domande delle imprese che hanno subito un maggior danno. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sono individuati i criteri di priorita’ per l’assegnazione del contributo alle aziende danneggiate ».

455. Al fine di coordinare le politiche di finanziamento nazionali del settore ittico, le disposizioni di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e all’articolo 1, comma 512, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, si applicano in favore delle imprese della pesca e dell’acquacoltura anche a valere sulle risorse europee del Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca (FEAMP) di cui al regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014.

456. Per gli enti locali colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, individuati ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e dell’articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, gli oneri relativi al pagamento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa, trasferiti al Ministero dell’economia e delle finanze in attuazione dell’articolo 5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, da corrispondere nell’anno 2016, ad esclusione di quelle il cui pagamento e’ stato differito ai sensi dell’articolo 1, comma 426, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e dell’articolo 1, comma 356, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono pagati, senza applicazione di sanzioni e interessi, a decorrere dall’anno 2017, in rate di pari importo per dieci anni sulla base della periodicita’ di pagamento prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi.  Ai relativi oneri, pari a 5,2 milioni di euro per l’anno 2016 e a 4,5 milioni di euro per l’anno 2017, si provvede con le risorse delle contabilita’ speciali, di cui all’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, che sono versate all’entrata del bilancio dello Stato.

457. Al comma 436 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole: «Per l’anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2015 e 2016».

458. Al capo del Dipartimento della protezione civile presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e’ assegnata la somma di 7,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 per speciali elargizioni in favore dei familiari delle vittime dell’alluvione verificatasi il 5 maggio 1998 a Sarno, a totale indennizzo della responsabilita’ civile a carico dello Stato e del comune di Sarno.

459. Il sindaco del comune di Sarno, d’intesa con il capo del Dipartimento della protezione civile, nei limiti dell’autorizzazione di spesa di cui al comma 458, individua i familiari delle vittime e determina la somma spettante, nel limite di euro 100.000 per ciascuna delle vittime, nonche’ la quota di rimborso delle eventuali spese legali sostenute e documentate.

460. Le elargizioni di cui al comma 458 spettanti ai familiari delle vittime sono assegnate e corrisposte secondo il seguente ordine:
a) al coniuge superstite, con esclusione del coniuge rispetto al quale sia stata pronunciata sentenza anche non definitiva di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e del coniuge cui sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, e ai figli se a carico;
b) ai figli, in mancanza del coniuge superstite o nel caso di coniuge rispetto al quale sia stata pronunciata sentenza anche non definitiva di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio o di coniuge cui sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato;
c) ai genitori;
d) ai fratelli e alle sorelle se conviventi a carico;
e) ai conviventi a carico negli ultimi tre anni precedenti l’evento;
f) al convivente more uxorio.

461. Qualora sia intervenuto il decesso dei soggetti beneficiari ai sensi del comma 460, gli eredi hanno diritto al pagamento della medesima somma, previa presentazione di documentazione attestante la qualita’ di erede e la quota di partecipazione all’asse ereditario, secondo le disposizioni vigenti in materia di successione legittima.

462. Il capo del Dipartimento della protezione civile, in conformita’ con l’atto del sindaco del comune di Sarno di cui al comma 459, adotta i provvedimenti di elargizione.

463. L’indennizzo corrisposto comprende tutte le somme dovute a qualsiasi titolo ai destinatari e tiene conto di quanto eventualmente gia’ percepito a seguito di sentenze riguardanti la responsabilita’ civile dello Stato e del comune di Sarno. I contenziosi aperti sono dichiarati estinti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.

464. Le elargizioni di cui al comma 458 sono esenti da ogni imposta o tassa e sono assegnate in aggiunta ad ogni altra somma cui i soggetti beneficiari abbiano diritto a qualsiasi titolo ai sensi della normativa vigente.

465. Al comune di Sarno e’ riconosciuto un trasferimento straordinario di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, a compensazione di quanto gia’ erogato ai familiari delle vittime a seguito di sentenze riguardanti la responsabilita’ civile dello Stato e del comune stesso.

466. Per il triennio 2016-2018, in applicazione dell’articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli oneri posti a carico del bilancio statale sono quantificati, complessivamente, in 300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016, di cui 74 milioni di euro per il personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n.  195, e 7 milioni di euro per il restante personale statale in regime di diritto pubblico.

467. Le somme di cui al comma 466, comprensive degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP) di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concorrono a costituire l’importo complessivo massimo di cui all’articolo 11, comma 3, lettera g), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

468. Al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 41, comma 2, primo periodo, le parole: «, per uno dei comparti di cui all’articolo 40, comma 2,» sono soppresse;
b) all’articolo 41, comma 2, secondo periodo, le parole: «, per uno dei comparti di cui all’articolo 40, comma 2,» sono soppresse;
c) all’articolo 41, comma 5, dopo le parole: «istituti comuni a piu’ comparti» sono inserite le seguenti: «o che si applicano a un comparto per il quale operano piu’ comitati di settore».

469. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, gli oneri per i rinnovi contrattuali per il triennio 2016-2018, nonche’ quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo n.  165 del 2001. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono fissati i criteri di determinazione dei predetti oneri in coerenza con quanto previsto dal comma 466.

470. Le disposizioni recate dal comma 469 si applicano anche al personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

471. Al fine di assicurare l’omogenea applicazione sul territorio di riferimento di quanto previsto, in materia di personale, dall’articolo 5 dell’intesa concernente l’attribuzione di funzioni statali e dei relativi oneri finanziari riferiti al Parco nazionale dello Stelvio, ai sensi dell’articolo 1, comma 515, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e dell’articolo 11, comma 8, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, la regione Lombardia o l’ente dalla stessa individuato provvede, nel rispetto delle limitazioni assunzionali e finanziarie vigenti in materia di personale, ad attivare procedure concorsuali pubbliche, prevedendo nei bandi il riconoscimento dell’esperienza maturata da parte del personale gia’ dipendente al 31 dicembre 2013 dal Consorzio del Parco nazionale dello Stelvio da almeno dieci anni, con mansioni impiegatizie, amministrative, tecniche, scientifiche e didattiche di educazione ambientale, in esito a procedure diverse da quelle previste per l’accesso al pubblico impiego.

472. Al fine di assicurare, anche in relazione alle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto alla criminalita’ ed al terrorismo, la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 24, commi 74 e 75, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonche’ di quelli previsti dall’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, e’ prorogato, limitatamente ai servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili, fino al 31 dicembre 2016, l’impiego di un contingente pari a 4.800 unita’ di personale delle Forze armate. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7-bis, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125.  473. Ai fini dell’attuazione del comma 472, e’ autorizzata, per gli interventi di cui all’articolo 24, commi 74 e 75, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonche’ di quelli di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, la spesa di euro 83.000.000 per l’anno 2016, con specifica destinazione di euro 81.100.000 per il personale di cui al comma 74 e di euro 1.900.000 per il personale di cui al comma 75 dell’articolo 24 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, al cui onere si provvede, nel limite di 10 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, gia’ destinata alla prosecuzione del concorso delle Forze armate alle operazioni di sicurezza e di controllo del territorio, per l’anno 2016.

474. Entro il 31 marzo 2016 il Ministro dell’interno provvede alla ricognizione del personale di polizia assegnato a funzioni di carattere amministrativo ovvero di scorta personale, onde valutarne, nel rispetto dell’ordinamento vigente e presso le sedi competenti, l’assegnazione ad operazioni di sicurezza e controllo del territorio, al fine di una gestione efficiente ed efficace delle risorse organiche, anche in relazione alle contingenti esigenze di sicurezza nazionale.

475. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, e’ istituito un fondo con una dotazione di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, finalizzato ad interventi di carattere economico, sociale e ambientale nei territori della terra dei fuochi e, nel limite massimo di 3 milioni di euro per ciascun anno considerato, di bonifica del sito inquinato dell’ex area industriale «Isochimica». Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati gli interventi e le amministrazioni competenti cui destinare le predette somme. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

476. Al fine di contribuire all’attuazione dei necessari interventi di bonifica e messa in sicurezza dei siti di interesse nazionale, nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e’ istituito un fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, di cui 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 destinati agli interventi di bonifica del sito di interesse nazionale Valle del Sacco e i restanti 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e 10 milioni di euro per l’anno 2018 da destinare con priorita’ ai siti di interesse nazionale per i quali e’ necessario provvedere con urgenza al corretto adempimento di obblighi europei.

477. Al fine di studiare e valutare gli effetti dei cambiamenti climatici, mediante la realizzazione di modelli del sistema climatico italiano e delle sue interazioni con la societa’ e l’ambiente, attraverso le attivita’ di ricerca svolte dalla grande infrastruttura di ricerca, gia’ denominata «Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici», nonche’ per la valorizzazione degli investimenti effettuati con la delibera CIPE n. 42 del 13 maggio 2010, e’ autorizzato, a decorrere dall’anno 2016, un contributo annuo di 5 milioni di euro.

478. All’articolo 39-bis, comma 1, del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, dopo le parole: «della legge 24 dicembre 2003, n. 350,» sono inserite le seguenti: «e di corrispettivi a carico delle societa’ di gestione aeroportuale relativamente ai servizi antincendi negli aeroporti, di cui all’articolo 1, comma 1328, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,».

479. Al fine di assicurare la piena ed efficace realizzazione degli obiettivi istituzionali perseguiti, non si applicano alle federazioni sportive nazionali affiliate al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e all’ENIT-Agenzia nazionale del turismo le norme di contenimento delle spese previste dalla legislazione vigente a carico dei soggetti inclusi nell’elenco dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni. All’attuazione della disposizione di cui al precedente periodo si provvede nell’ambito degli stanziamenti autorizzati a legislazione vigente.

480. Lo stanziamento di cui all’articolo 5 della legge 26 gennaio 1963, n. 91, e’ fissato in 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2016.

481. Al fine di fare fronte alle spese per la costituzione e il funzionamento dei collegi arbitrali internazionali inseriti nelle clausole di arbitrato internazionale dei trattati sottoscritti dallo Stato italiano o, per esso, dall’Unione europea, a decorrere dall’esercizio finanziario 2016, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito un apposito fondo denominato «Fondo per le spese di costituzione e funzionamento dei collegi arbitrali internazionali». A tal fine e’ autorizzata la spesa di 1 milione di euro a decorrere dall’anno 2016. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

482. Al fine di consentire la promozione e lo svolgimento delle iniziative funzionali alle celebrazioni del settantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana, del settantesimo anniversario della Costituzione della Repubblica italiana e del riconoscimento dei diritti elettorali delle donne nonche’ del centenario della nascita di Aldo Moro e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l’anno 2016 e di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

483. A decorrere dall’anno 2016 e’ autorizzata l’ulteriore spesa di 1 milione di euro annui in favore delle istituzioni culturali di cui all’articolo 1 della legge 17 ottobre 1996, n. 534.

484. Fino alla data del 30 settembre 2016, entro la quale si provvede al complessivo riordino della disciplina dei canoni demaniali marittimi, i procedimenti amministrativi pendenti alla data del 15 novembre 2015, avviati dalle amministrazioni competenti per il rilascio, la sospensione, la revoca e la decadenza di concessioni demaniali marittime con finalita’ turistico-ricreative, con esclusivo riferimento a quelle inerenti alla conduzione delle pertinenze demaniali, derivanti da procedure di contenzioso connesse all’applicazione dei criteri per il calcolo dei canoni di cui all’articolo 03, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, come sostituito dall’articolo 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono sospesi. La disposizione di cui al presente comma non si applica per i beni pertinenziali che risultano comunque oggetto di procedimenti giudiziari di natura penale, nonche’ nei comuni e nei municipi sciolti o commissariati ai sensi degli articoli 143 e 146 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

485. All’articolo 8, comma 13-septies, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nelle more dell’attuazione del primo periodo e, comunque, non oltre il 30 giugno 2016, le risorse di cui al presente comma possono essere utilizzate nel limite di 6,5 milioni di euro per assicurare i servizi di collegamento marittimo attualmente convenzionato con la regione anche tramite la prosecuzione del contratto con la marittima SAREMAR S.p.A.».

486. Al fine di garantire un completo ed efficace sistema di collegamenti aerei da e per la Sicilia, che consenta la riduzione dei disagi derivanti dalla condizione di insularita’ e assicuri la continuita’ del diritto alla mobilita’ anche ai passeggeri non residenti, e’ attribuita alla Regione siciliana una somma di 20 milioni di euro per l’anno 2016. Le risorse di cui al presente comma sono impiegate in conformita’ alle vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di oneri di servizio pubblico nei collegamenti aerei infracomunitari.

487. All’articolo 10, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».

488. La durata della contabilita’ speciale n. 5458 di cui all’articolo 1, comma 5, dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 43 del 24 gennaio 2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 2 febbraio 2013, come prorogata dal comma 364 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e’ ulteriormente prorogata fino al 31 dicembre 2016, anche al fine di attuare interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio contro i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico, cui provvede, d’intesa con il titolare della contabilita’ speciale n. 5458, a valere sulle risorse disponibili della medesima contabilita’, il commissario straordinario delegato per il rischio idrogeologico nel Veneto, di cui all’articolo 10 del decreto-legge 24 giugno 2014, n.  91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.

489. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1063, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e’ rifinanziata per l’importo di 1 milione di euro per l’anno 2016 e di 4 milioni di euro per l’anno 2017, quale dotazione del fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera in Italia per il quinto anno del quinquennio previsto dalla normativa europea. Agli oneri derivanti dall’attuazione della disposizione di cui al primo periodo si provvede, quanto a 1 milione di euro per l’anno 2016 e a 4 milioni di euro per l’anno 2017, mediante utilizzo del fondo di conto capitale iscritto nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ai sensi dell’articolo 49, comma 2, lettera d), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89.

490. Il Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura vigente, di cui all’articolo 2, comma 5-decies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, adottato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 31 gennaio 2013, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 2013, e’ prorogato al 31 dicembre 2016.

491. Al fine di provvedere al miglioramento delle condizioni di sicurezza, in particolare sanitarie, per le specifiche esigenze dei reparti operativi del Raggruppamento subacquei e incursori «Teseo Tesei» (COM-SUBIN) della Marina militare, posto alle dipendenze del Comando interforze operazioni forze speciali – CO.F.S. dello Stato maggiore della Difesa, e’ autorizzata una spesa di 1.000.000 di euro per l’anno 2016.

492. All’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, il comma 5 e’ sostituito dal seguente:  «5. Il 50 per cento dei proventi derivanti dalle singole aste e’ riassegnato con i decreti di cui al comma 3 ad apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, ai fini di cui al comma 5 dell’articolo 2 del decreto-legge 20 maggio 2010, n. 72, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 2010, n. 111, sino a concorrenza dei crediti previsti dal comma 3 dell’articolo 2 del citato decreto-legge n. 72 del 2010. A seguito del completamento dei rimborsi di tali crediti la quota di detti proventi e’ riassegnata, ai sensi dell’articolo 25, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, di cui all’articolo 44 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398, e successive modificazioni».

493. Al fine di mantenere l’efficienza delle strutture della Marina militare di Taranto e’ autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, da destinare ai servizi di pulizia e manovalanza.

494. All’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il terzo e il quarto periodo sono sostituiti dai seguenti: «E’ fatta salva la possibilita’ di procedere ad affidamenti, nelle indicate categorie merceologiche, anche al di fuori delle predette modalita’, a condizione che gli stessi conseguano ad approvvigionamenti da altre centrali di committenza o a procedure di evidenza pubblica, e prevedano corrispettivi inferiori almeno del 10 per cento per le categorie merceologiche telefonia fissa e telefonia mobile e del 3 per cento per le categorie merceologiche carburanti extra-rete, carburanti rete, energia elettrica, gas e combustibili per il riscaldamento rispetto ai migliori corrispettivi indicati nelle convenzioni e accordi quadro messi a disposizione da Consip SpA e dalle centrali di committenza regionali. Tutti i contratti stipulati ai sensi del precedente periodo devono essere trasmessi all’Autorita’ nazionale anticorruzione. In tali casi i contratti dovranno comunque essere sottoposti a condizione risolutiva con possibilita’ per il contraente di adeguamento ai migliori corrispettivi nel caso di intervenuta disponibilita’ di convenzioni Consip e delle centrali di committenza regionali che prevedano condizioni di maggior vantaggio economico in percentuale superiore al 10 per cento rispetto ai contratti gia’ stipulati. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica attraverso una razionalizzazione delle spese delle pubbliche amministrazioni riguardanti le categorie merceologiche di cui al primo periodo del presente comma, in via sperimentale, dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2019 non si applicano le disposizioni di cui al terzo periodo del presente comma».

495. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 449, dopo le parole: «le istituzioni universitarie,» sono inserite le seguenti: «nonche’ gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,»;
b) al comma 450, dopo le parole: «delle istituzioni universitarie,» sono inserite le seguenti: «nonche’ gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,».

496. All’articolo 2, comma 573, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, le parole: «, i soggetti aggiudicatori di cui all’articolo 3, comma 25,» sono sostituite dalle seguenti: «, le stazioni appaltanti di cui all’articolo 3, comma 33,».

497. All’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 225, primo periodo, le parole: «le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e le amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo 3, comma 25» sono sostituite dalle seguenti: «le stazioni appaltanti di cui all’articolo 3, comma 33» e, al secondo periodo, le parole: «medesime amministrazioni» sono sostituite dalle seguenti: «medesime stazioni appaltanti»;
b) al comma 225, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e comunque quanto previsto dalla normativa in tema di obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti messi a disposizione da Consip SpA».

498. Le societa’ controllate dallo Stato e dagli enti locali che siano organismi di diritto pubblico ai sensi dell’articolo 3, comma 26, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ad eccezione di quelle che emettono strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, utilizzano i parametri di prezzo-qualita’ di cui all’articolo 26, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

499. All’articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo il primo periodo, e’ inserito il seguente: «I soggetti aggregatori di cui al presente comma possono stipulare, per gli ambiti territoriali di competenza, le convenzioni di cui all’articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni. L’ambito territoriale di competenza dei soggetti di cui al presente comma coincide con la regione di riferimento esclusivamente per le categorie merceologiche e le soglie individuate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 3»;
b) al comma 3, le parole: «Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «Conferenza unificata»;
c) al comma 3, le parole: «l’Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture» sono sostituite dalle seguenti: «l’Autorita’ nazionale anticorruzione»;
d) al comma 3, dopo le parole: «gli enti regionali,» sono inserite le seguenti: «gli enti locali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,»;
e) al comma 3, le parole: «di cui al periodo precedente, l’Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al periodo precedente, l’Autorita’ nazionale anticorruzione».

500. All’articolo 3 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
«4-bis. Per le caserme delle Forze dell’ordine e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ospitate presso proprieta’ private, i comuni appartenenti al territorio di competenza delle stesse possono contribuire al pagamento del canone di locazione come determinato dall’Agenzia delle entrate».

501. All’articolo 23-ter, comma 3, del decreto-legge 24 giugno
2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) sono premesse le seguenti parole: «Fermi restando l’articolo 26, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, l’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e l’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,»;
b) le parole: «con popolazione superiore a 10.000 abitanti» sono soppresse.

502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse;
b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a
1.000 euro e»;
c) al secondo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi di importo » sono inserite le seguenti: «pari o superiore a 1.000 euro e».

503. All’articolo 15, comma 13, lettera d), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dopo le parole: «per l’acquisto di beni e servizi» sono aggiunte le seguenti: «di importo pari o superiore a
1.000 euro».

504. All’articolo 4, comma 3-ter, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  135, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 12, commi da 2 a 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, gli strumenti di acquisto e di negoziazione messi a disposizione da Consip S.p.A. possono avere ad oggetto anche attivita’ di manutenzione».

505. Al fine di favorire la trasparenza, l’efficienza e la funzionalita’ dell’azione amministrativa, le amministrazioni pubbliche approvano, entro il mese di ottobre di ciascun anno, il programma biennale e suoi aggiornamenti annuali degli acquisti di beni e di servizi di importo unitario stimato superiore a 1 milione di euro. Il programma biennale, predisposto sulla base dei fabbisogni di beni e servizi, indica le prestazioni oggetto dell’acquisizione, la quantita’, ove disponibile, il numero di riferimento della nomenclatura, le relative tempistiche. L’aggiornamento annuale indica le risorse finanziarie relative a ciascun fabbisogno quantitativo degli acquisti per l’anno di riferimento. Il programma biennale e gli aggiornamenti sono comunicati alle strutture e agli uffici preposti al controllo di gestione, nonche’ pubblicati sul profilo del committente dell’amministrazione e sul sito informatico presso l’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture presso l’Autorita’ nazionale anticorruzione. La violazione delle previsioni di cui ai precedenti periodi e’ valutabile ai fini della responsabilita’ amministrativa e disciplinare dei dirigenti, nonche’ ai fini dell’attribuzione del trattamento accessorio collegato alla performance. Le acquisizioni non comprese nel programma e nei suoi aggiornamenti non possono ricevere alcuna forma di finanziamento da parte di pubbliche amministrazioni. Sono fatte salve le acquisizioni imposte da eventi imprevedibili o calamitosi, nonche’ le acquisizioni dipendenti da sopravvenute disposizioni di legge o regolamentari. Le amministrazioni pubbliche trasmettono i dati di programmazione di cui ai periodi precedenti al Tavolo tecnico dei soggetti di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, che li utilizza ai fini dello svolgimento dei compiti e delle attivita’ ad esso attribuiti. Sono altresi’ comunicati e pubblicati con le medesime modalita’ nel loro testo integrale tutti i contratti stipulati in esecuzione del programma biennale e suoi aggiornamenti, fatta salva la tutela delle informazioni riservate di proprieta’ del committente o del fornitore di beni e servizi. La disposizione del precedente periodo si applica anche ai contratti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge aventi ad oggetto la fornitura alle amministrazioni pubbliche di beni e servizi di importo unitario superiore a 1 milione di euro. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 271 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, limitatamente agli acquisti di beni e servizi di importo unitario stimato inferiore a 1 milione di euro.

506. Il versamento al capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato previsto per i risparmi conseguiti a seguito dell’applicazione delle norme che prevedono riduzioni di spesa per le amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, con riferimento alle societa’ e’ da intendersi come versamento da effettuare in sede di distribuzione del dividendo, ove nel corso dell’esercizio di riferimento la societa’ abbia conseguito un utile e nei limiti dell’utile distribuibile ai sensi di legge. Ai fini di cui al precedente periodo, in sede di approvazione del bilancio di esercizio, i soggetti che esercitano i poteri dell’azionista deliberano, in presenza di utili di esercizio, la distribuzione di un dividendo almeno corrispondente al risparmio di spesa evidenziato nella relazione sulla gestione ovvero per un importo inferiore qualora l’utile distribuibile non risulti capiente.

507. Il Ministro dell’economia e delle finanze definisce, con proprio decreto, sentita l’Autorita’ nazionale anticorruzione, tenendo conto degli aspetti maggiormente incidenti sul prezzo della prestazione nonche’ degli aspetti qualificanti ai fini del soddisfacimento della domanda pubblica, le caratteristiche essenziali delle prestazioni principali che saranno oggetto delle convenzioni stipulate da Consip SpA ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. Conseguentemente all’attivazione delle convenzioni di cui al periodo precedente, sono pubblicati nel sito istituzionale del Ministero dell’economia e delle finanze e nel portale degli acquisti in rete i valori delle caratteristiche essenziali e i relativi prezzi, che costituiscono i parametri di prezzo-qualita’ di cui all’articolo 26, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

508. Nei casi di indisponibilita’ della convenzione stipulata da Consip SpA ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n.  488, ed in mancanza dei prezzi di riferimento forniti dall’Autorita’ nazionale anticorruzione ai sensi dell’articolo 9, comma 7, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, la predetta Autorita’, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, individua, con proprio provvedimento, le modalita’ per l’elaborazione adeguativa dei prezzi della precedente edizione della convenzione stipulata da Consip SpA.  I prezzi forniti dall’Autorita’ ai sensi del periodo precedente costituiscono prezzo massimo di aggiudicazione per il periodo temporale indicato dall’Autorita’ medesima.

509. All’articolo 9, comma 7, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, le parole da: «nelle more del perfezionamento» fino a: «la predetta Autorita’,» sono sostituite dalle seguenti: «l’Autorita’ nazionale anticorruzione,».

510. Le amministrazioni pubbliche obbligate ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni di cui all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, stipulate da Consip SpA, ovvero dalle centrali di committenza regionali, possono procedere ad acquisti autonomi esclusivamente a seguito di apposita autorizzazione specificamente motivata resa dall’organo di vertice amministrativo e trasmessa al competente ufficio della Corte dei conti, qualora il bene o il servizio oggetto di convenzione non sia idoneo al soddisfacimento dello specifico fabbisogno dell’amministrazione per mancanza di caratteristiche essenziali.

511. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche con riferimento ai contratti in corso a tale data, nei contratti pubblici relativi a servizi e forniture ad esecuzione continuata o periodica stipulati da un soggetto aggregatore di cui all’articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, per l’adesione dei singoli soggetti contraenti, in cui la clausola di revisione e adeguamento dei prezzi sia collegata o indicizzata al valore di beni indifferenziati, qualora si sia verificata una variazione nel valore dei predetti beni, che abbia determinato un aumento o una diminuzione del prezzo complessivo in misura non inferiore al 10 per cento e tale da alterare significativamente l’originario equilibrio contrattuale, come accertato dall’autorita’ indipendente preposta alla regolazione del settore relativo allo specifico contratto ovvero, in mancanza, dall’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato, l’appaltatore o il soggetto aggregatore hanno facolta’ di richiedere, con decorrenza dalla data dell’istanza presentata ai sensi del presente comma, una riconduzione ad equita’ o una revisione del prezzo medesimo. In caso di raggiungimento dell’accordo, i soggetti contraenti possono, nei trenta giorni successivi a tale accordo, esercitare il diritto di recesso ai sensi dell’articolo 1373 del codice civile. Nel caso di mancato raggiungimento dell’accordo le parti possono consensualmente risolvere il contratto senza che sia dovuto alcun indennizzo come conseguenza della risoluzione del contratto, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1467 del codice civile. Le parti possono chiedere all’autorita’ che provvede all’accertamento di cui al presente comma di fornire, entro trenta giorni dalla richiesta, le indicazioni utili per il ripristino dell’equilibrio contrattuale ovvero, in caso di mancato accordo, per la definizione di modalita’ attuative della risoluzione contrattuale finalizzate a evitare disservizi.

512. Al fine di garantire l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi informatici e di connettivita’, fermi restando gli obblighi di acquisizione centralizzata previsti per i beni e servizi dalla normativa vigente, le amministrazioni pubbliche e le societa’ inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, provvedono ai propri approvvigionamenti esclusivamente tramite Consip SpA o i soggetti aggregatori, ivi comprese le centrali di committenza regionali, per i beni e i servizi disponibili presso gli stessi soggetti. Le regioni sono autorizzate ad assumere personale strettamente necessario ad assicurare la piena funzionalita’ dei soggetti aggregatori di cui all’articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, in deroga ai vincoli assunzionali previsti dalla normativa vigente, nei limiti del finanziamento derivante dal Fondo di cui al comma 9 del medesimo articolo 9 del decreto-legge n. 66 del 2014.

513. L’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) predispone il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione che e’ approvato dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato. Il Piano contiene, per ciascuna amministrazione o categoria di amministrazioni, l’elenco dei beni e servizi informatici e di connettivita’ e dei relativi costi, suddivisi in spese da sostenere per innovazione e spese per la gestione corrente, individuando altresi’ i beni e servizi la cui acquisizione riveste particolare rilevanza strategica.

514. Ai fini di cui al comma 512, Consip SpA o il soggetto aggregatore interessato sentita l’Agid per l’acquisizione dei beni e servizi strategici indicati nel Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione di cui al comma 513, programma gli acquisti di beni e servizi informatici e di connettivita’, in coerenza con la domanda aggregata di cui al predetto Piano. Agid, Con-sip SpA e i soggetti aggregatori, sulla base di analisi delle informazioni in loro possesso relative ai contratti di acquisto di beni e servizi in materia informatica, propongono alle amministrazioni e alle societa’ di cui al comma 512 iniziative e misure, anche organizzative e di processo, volte al contenimento della spesa. Consip SpA e gli altri soggetti aggregatori promuovono l’aggregazione della domanda funzionale all’utilizzo degli strumenti messi a disposizione delle pubbliche amministrazioni su base nazionale, regionale o comune a piu’ amministrazioni.

515. La procedura di cui ai commi 512 e 514 ha un obiettivo di risparmio di spesa annuale, da raggiungere alla fine del triennio 2016-2018, pari al 50 per cento della spesa annuale media per la gestione corrente del solo settore informatico, relativa al triennio 2013-2015, al netto dei canoni per servizi di connettivita’ e della spesa effettuata tramite Consip SpA o i soggetti aggregatori documentata nel Piano triennale di cui al comma 513, nonche’ tramite la societa’ di cui all’articolo 83, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Sono esclusi dal predetto obiettivo di risparmio gli enti disciplinati dalla legge 8 marzo 1989, n. 88, nonche’, per le prestazioni e i servizi erogati alle amministrazioni committenti, la societa’ di cui all’articolo 83, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la societa’ di cui all’articolo 10, comma 12, della legge 8 maggio 1998, n. 146, e la Consip SpA, nonche’ l’amministrazione della giustizia in relazione alle spese di investimento necessarie al completamento dell’informatizzazione del processo civile e penale negli uffici giudiziari. I risparmi derivanti dall’attuazione del presente comma sono utilizzati dalle medesime amministrazioni prioritariamente per investimenti in materia di innovazione tecnologica.

516. Le amministrazioni e le societa’ di cui al comma 512 possono procedere ad approvvigionamenti al di fuori delle modalita’ di cui ai commi 512 e 514 esclusivamente a seguito di apposita autorizzazione motivata dell’organo di vertice amministrativo, qualora il bene o il servizio non sia disponibile o idoneo al soddisfacimento dello specifico fabbisogno dell’amministrazione ovvero in casi di necessita’ ed urgenza comunque funzionali ad assicurare la continuita’ della gestione amministrativa. Gli approvvigionamenti effettuati ai sensi del presente comma sono comunicati all’Autorita’ nazionale anti-corruzione e all’Agid.

517. La mancata osservanza delle disposizioni dei commi da 512 a 516 rileva ai fini della responsabilita’ disciplinare e per danno erariale.

518. Il comma 3-quinquies dell’articolo 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e’ abrogato.

519. Nelle acquisizioni di beni e servizi di cui ai commi da 512 al presente comma, gli organi costituzionali adottano le misure idonee a realizzare le economie previste nella rispettiva autonomia, secondo le modalita’ stabilite nel proprio ordinamento.

520. Per le finalita’ di cui al comma 512, al fine di consentire l’interoperabilita’ dei sistemi informativi degli enti del Servizio sanitario nazionale e garantire omogeneita’ dei processi di approvvigionamento sul territorio nazionale, con accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previo parere dell’Agid e della Consip SpA, sono definiti criteri uniformi per gli acquisti di beni e servizi informatici e di connettivita’ da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale.

521. Al fine di favorire la corretta ed appropriata allocazione delle risorse programmate per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), le disposizioni di cui ai commi dal presente comma al comma 547 disciplinano le procedure per conseguire miglioramenti nella produttivita’ e nell’efficienza degli enti del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto dell’equilibrio economico-finanziario e nel rispetto della garanzia dei LEA.

522. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 29 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, e successive modificazioni, dall’articolo 32, comma 7, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118, nonche’ dall’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2014, gli enti del Servizio sanitario nazionale, di cui all’articolo 19, comma 2, lettere b) e c), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, assicurano la massima trasparenza dei dati di bilancio pubblicando integralmente nel proprio sito internet il bilancio d’esercizio entro sessanta giorni dalla data di relativa approvazione. Gli enti del Servizio sanitario nazionale, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, attivano, altresi’, un sistema di monitoraggio delle attivita’ assistenziali e della loro qualita’, in raccordo con il sistema di monitoraggio regionale di cui all’articolo 4, comma 4, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, e in coerenza con il programma nazionale valutazione esiti, pubblicando entro il 30 giugno di ogni anno i relativi esiti.

523. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al comma 522 costituisce illecito disciplinare ed e’ causa di responsabilita’ amministrativa del direttore generale e del responsabile per la trasparenza e la prevenzione della corruzione.

524. Ciascuna regione, entro il 30 giugno di ciascun anno, individua, con apposito provvedimento della Giunta regionale, ovvero del Commissario ad acta, ove nominato ai sensi dell’articolo 2, commi 79 e 83, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e dell’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, le aziende ospedaliere (AO), le aziende ospedaliere universitarie (AOU), gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici (IRCCS) o gli altri enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura, ad esclusione degli enti di cui al comma 536, che presentano una o entrambe le seguenti condizioni:
a) uno scostamento tra costi rilevati dal modello di rilevazione del conto economico (CE) consuntivo e ricavi determinati come remunerazione dell’attivita’, ai sensi dell’articolo 8-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, pari o superiore al 10 per cento dei suddetti ricavi, o, in valore assoluto, pari ad almeno 10 milioni di euro. Le modalita’ di individuazione dei costi e di determinazione dei ricavi sono individuate dal decreto di cui al comma 526;
b) il mancato rispetto dei parametri relativi a volumi, qualita’ ed esiti delle cure, valutato secondo la metodologia prevista dal decreto di cui al comma 526.

525. In sede di prima applicazione, per l’anno 2016, entro il 31 marzo le regioni individuano, con apposito provvedimento della Giunta regionale, ovvero del Commissario ad acta, ove nominato ai sensi dell’articolo 2, commi 79 e 83, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e dell’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 1º ottobre 2007, n.  159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.  222, gli enti del proprio Servizio sanitario regionale che presentano una o entrambe le condizioni di cui al comma 524, lettere a) e b).  Per la verifica delle condizioni di cui al comma 524, lettera a), sono utilizzati i dati dei costi relativi al quarto trimestre 2015 e dei ricavi come determinati ai sensi del decreto di cui al comma 526; per la verifica delle condizioni di cui al comma 524, lettera b), sono utilizzati i dati relativi all’anno 2014 indicati dal medesimo decreto di cui al comma 526.

526. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ definita la metodologia di valutazione dello scostamento di cui al comma 524, lettera a), in coerenza con quanto disposto dall’articolo 8-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, in materia di modalita’ di remunerazione delle prestazioni sanitarie, tenendo conto dei diversi assetti organizzativi ed erogativi regionali. Con il medesimo decreto sono definiti anche gli ambiti assistenziali e i parametri di riferimento relativi a volumi, qualita’ ed esiti delle cure, anche tenendo conto di quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, recante la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Il decreto definisce, altresi’, le linee guida per la predisposizione dei piani di cui ai commi 529 e 530.

527. Ai sensi dell’articolo 34 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, entro il 31 dicembre 2016, con apposito decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono apportati i necessari aggiornamenti agli schemi allegati al medesimo decreto legislativo, al fine di dare evidenza e trasparenza del risultato di esercizio nei documenti di bilancio degli enti del Servizio sanitario nazionale delle voci di costo e di ricavo coerentemente con quanto previsto dall’articolo 8-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

528. Gli enti individuati ai sensi dei commi 524 e 525 presentano alla regione, entro i novanta giorni successivi all’emanazione del provvedimento di individuazione, il piano di rientro di durata non superiore al triennio, contenente le misure atte al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario e patrimoniale e al miglioramento della qualita’ delle cure o all’adeguamento dell’offerta, al fine di superare ciascuno dei disallineamenti rilevati.

529. Le regioni non in piano di rientro regionale, entro trenta giorni dalla presentazione del piano da parte dell’ente, valutano l’adeguatezza delle misure previste dai piani, la loro coerenza con la programmazione sanitaria regionale e con le linee guida di cui al comma 526, e approvano i piani di rientro degli enti con provvedimento della Giunta regionale. I piani di rientro degli enti approvati dalla Giunta regionale sono immediatamente efficaci ed esecutivi per l’ente interessato.

530. Le regioni in piano di rientro regionale, anche commissariate per l’attuazione dello stesso, entro trenta giorni dalla presentazione del piano da parte dell’ente, valutano l’adeguatezza delle misure previste dai piani di rientro, la loro coerenza con il piano di rientro regionale e con le linee guida di cui al comma 526, e approvano i piani di rientro degli enti con provvedimento della Giunta o del Commissario ad acta, ove nominato. Le regioni medesime evidenziano, in apposita sezione del programma operativo di prosecuzione del piano di rientro regionale, predisposto ai sensi dell’articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, e ai sensi dell’articolo 15, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, l’eventuale sussistenza di piani di rientro di enti del proprio Servizio sanitario regionale, nonche’ dei relativi obiettivi di riequilibrio economico-finanziario e di miglioramento dell’erogazione dei LEA. I piani di rientro degli enti approvati dalla Giunta regionale, o dal Commissario ad acta ove nominato, sono immediatamente efficaci ed esecutivi per l’ente interessato. Restano ferme le valutazioni dei tavoli tecnici di cui agli articoli 9 e 12 dell’Intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 23 marzo 2005, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, e dei Ministeri della salute e dell’economia e delle finanze nell’ambito dell’attivita’ di monitoraggio ed affiancamento nell’attuazione del piano di rientro regionale.

531. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, e quanto previsto dall’articolo 2, commi 77 e 86, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, al fine di garantire l’equilibrio del Servizio sanitario regionale nel suo complesso, la Gestione sanitaria accentrata, di cui all’articolo 19, comma 2, lettera b), punto i), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, iscrive nel proprio bilancio una quota di fondo sanitario regionale corrispondente alla somma degli eventuali scostamenti negativi di cui ai piani di rientro degli enti del Servizio sanitario regionale. Nel caso in cui si verifichino le condizioni di cui ai commi 524 e 525, le regioni che si sono avvalse della facolta’ di cui all’articolo 23 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, sono tenute ad istituire la Gestione sanitaria accentrata, di cui all’articolo 19, comma 2, lettera b), punto i), del medesimo decreto legislativo n. 118 del 2011. I tavoli tecnici di cui agli articoli 9 e 12 dell’Intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 23 marzo 2005 verificano il rispetto del presente comma. A tal fine le regioni comunicano ai suddetti tavoli tecnici l’avvenuta approvazione dei piani di rientro degli enti del proprio Servizio sanitario regionale entro cinque giorni dall’adozione del provvedimento di approvazione e l’importo degli scostamenti negativi di cui ai medesimi piani di rientro.

532. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma 80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, gli interventi individuati dai piani di cui ai commi 529 e 530 sono vincolanti per gli enti interessati e le determinazioni in essi previste possono comportare effetti di variazione dei provvedimenti amministrativi gia’ adottati dagli stessi in materia di programmazione e pianificazione aziendale, per renderli coerenti con i contenuti dei piani.

533. La regione, ovvero il Commissario ad acta ove nominato, verifica trimestralmente l’adozione e la realizzazione delle misure previste dai piani di rientro di cui ai commi 529 e 530 nel rispetto della tempistica ivi indicata. In caso di verifica trimestrale positiva, la Gestione sanitaria accentrata puo’ erogare a titolo di anticipazione una quota parte delle risorse iscritte, ai sensi del comma 531, nel proprio bilancio, al fine di salvaguardare l’equilibrio finanziario degli enti territoriali interessati. In caso di verifica trimestrale negativa, la regione, ovvero il Commissario ad acta ove nominato, adotta le misure per la riconduzione in equilibrio della gestione, nel rispetto dei livelli di assistenza, come individuati nel piano di rientro dell’ente. Al termine di ogni esercizio la regione pubblica nel proprio sito internet i risultati economici raggiunti dai singoli enti interessati, raffrontati agli obiettivi programmati nel piano di rientro.

534. Per garantire il pieno rispetto delle disposizioni di cui ai commi da 521 a 547, tutti i contratti dei direttori generali, ivi inclusi quelli in essere, prevedono la decadenza automatica del direttore generale degli enti di cui all’articolo 19, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, in caso di mancata trasmissione del piano di rientro all’ente interessato, ovvero in caso di esito negativo della verifica annuale dello stato di attuazione del medesimo piano di rientro.

535. A decorrere dal 2017, le disposizioni di cui ai commi da 521 a
547, coerentemente con le previsioni normative di cui agli articoli 2, comma 2-sexies, lettera d), e 4, commi 8 e 9, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, e nel rispetto delle modalita’ e dei criteri stabiliti dal decreto di cui al comma 536, primo periodo, si applicano alle aziende sanitarie locali e ai relativi presidi a gestione diretta, ovvero ad altri enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura, individuati da leggi regionali, che presentano un significativo scostamento tra costi e ricavi ovvero il mancato rispetto dei parametri relativi a volumi, qualita’ ed esiti delle cure.

536. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro il 30 giugno 2016, sono definiti i criteri di valutazione, i dati da prendere in considerazione, le modalita’ di calcolo e i relativi parametri di riferimento per l’individuazione, da parte delle regioni, delle aziende, dei presidi e degli enti di cui al comma 535, da sottoporre ad un piano di rientro, in caso di mancato conseguimento dell’equilibrio di bilancio o di disallineamento rispetto ai parametri di qualita’ ed esiti delle cure. Con successivo decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro il 31 dicembre 2016, sono apportati i necessari aggiornamenti ai modelli di rilevazione dei costi dei presidi ospedalieri a gestione diretta delle aziende sanitarie, anche al fine di valutare l’equilibrio della gestione dei presidi ospedalieri in rapporto alla loro remunerazione, tariffaria ed extra-tariffaria, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 4, commi 8 e 9, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

537. Al fine di garantire una piu’ efficace ed efficiente attivita’ di programmazione sanitaria, con particolare riguardo alle specifiche funzioni di monitoraggio, di verifica e di affiancamento nell’attuazione dei piani di rientro regionali e’ autorizzata, a favore del Ministero della salute, la spesa di 1,2 milioni di euro per l’anno 2016, di 1 milione di euro per l’anno 2017 e di 0,8 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.

538. La realizzazione delle attivita’ di prevenzione e gestione del rischio sanitario rappresenta un interesse primario del Sistema sanitario nazionale perche’ consente maggiore appropriatezza nell’utilizzo delle risorse disponibili e garantisce la tutela del paziente.

539. Per la realizzazione dell’obiettivo di cui al comma 538, ai fini di cui all’articolo 3-bis del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono che tutte le strutture pubbliche e private che erogano prestazioni sanitarie attivino un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio sanitario (risk management), per l’esercizio dei seguenti compiti:
a) attivazione dei percorsi di audit o altre metodologie finalizzati allo studio dei processi interni e delle criticita’ piu’ frequenti, con segnalazione anonima del quasi-errore e analisi delle possibili attivita’ finalizzate alla messa in sicurezza dei percorsi sanitari. Ai verbali e agli atti conseguenti all’attivita’ di gestione aziendale del rischio clinico, svolta in occasione del verificarsi di un evento avverso, si applica l’articolo 220 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n.  271;
b) rilevazione del rischio di inappropriatezza nei percorsi diagnostici e terapeutici e facilitazione dell’emersione di eventuali attivita’ di medicina difensiva attiva e passiva;
c) predisposizione e attuazione di attivita’ di sensibilizzazione e formazione continua del personale finalizzata alla prevenzione del rischio sanitario;
d) assistenza tecnica verso gli uffici legali della struttura sanitaria nel caso di contenzioso e nelle attivita’ di stipulazione di coperture assicurative o di gestione di coperture auto-assicurative.

540. L’attivita’ di gestione del rischio sanitario e’ coordinata da personale medico dotato delle specializzazioni in igiene, epidemiologia e sanita’ pubblica o equipollenti ovvero con comprovata esperienza almeno triennale nel settore.

541. Nell’ambito della cornice finanziaria programmata per il
Servizio sanitario nazionale e in relazione alle misure di accrescimento dell’efficienza del settore sanitario previste dai commi da 521 a 552 e alle misure di prevenzione e gestione del rischio sanitario di cui ai commi da 538 a 540, al fine di assicurare la continuita’ nell’erogazione dei servizi sanitari, nel rispetto delle disposizioni dell’Unione europea in materia di articolazione dell’orario di lavoro, le regioni e le province autonome:
a) ove non abbiano ancora adempiuto a quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, adottano il provvedimento generale di programmazione di riduzione della dotazione dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del Servizio sanitario regionale nonche’ i relativi provvedimenti attuativi. Le regioni sottoposte ai piani di rientro, in coerenza con quanto definito dall’articolo 1, comma 4, del medesimo decreto, adottano i relativi provvedimenti nei tempi e con le modalita’ definiti nei programmi operativi di prosecuzione dei piani di rientro;
b) predispongono un piano concernente il fabbisogno di personale, contenente l’esposizione delle modalita’ organizzative del personale, tale da garantire il rispetto delle disposizioni dell’Unione europea in materia di articolazione dell’orario di lavoro attraverso una piu’ efficiente allocazione delle risorse umane disponibili, in coerenza con quanto disposto dall’articolo 14 della legge 30 ottobre 2014, n.  161;
c) trasmettono entro il 29 febbraio 2016 i provvedimenti di cui alle lettere a) e b) al Tavolo di verifica degli adempimenti e al Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei LEA, di cui rispettivamente agli articoli 12 e 9 dell’Intesa 23 marzo 2005, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, nonche’ al Tavolo per il monitoraggio dell’attuazione del regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, istituito ai sensi della lettera C.5 dell’Intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 2 luglio 2015; il Tavolo di verifica degli adempimenti e il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei LEA valutano congiuntamente, entro il 31 marzo 2016, i provvedimenti di cui alle lettere a) e b), anche sulla base dell’istruttoria condotta dal Tavolo di cui alla lettera C.5 dell’Intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 2 luglio 2015;
d) ferme restando le disposizioni vigenti in materia sanitaria, ivi comprese quelle in materia di contenimento del costo del personale e quelle in materia di piani di rientro, se sulla base del piano del fabbisogno del personale emergono criticita’, si applicano i commi 543 e 544.

542. Nelle more della predisposizione e della verifica dei piani di cui al comma 541, lettera b), nel periodo dal 1º gennaio 2016 al 31 luglio 2016, le regioni e le province autonome, previa attuazione delle modalita’ organizzative del personale al fine di garantire il rispetto delle disposizioni dell’Unione europea in materia di articolazione dell’orario di lavoro, qualora si evidenzino criticita’ nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, possono ricorrere, in deroga a quanto previsto dall’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, a forme di lavoro flessibile, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia sanitaria, ivi comprese quelle relative al contenimento del costo del personale e in materia di piani di rientro. Se al termine del medesimo periodo temporale permangono le predette condizioni di criticita’, i contratti di lavoro stipulati ai sensi del precedente periodo possono essere prorogati fino al termine massimo del 31 ottobre 2016. Del ricorso a tali forme di lavoro flessibile nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia sanitaria, ivi comprese quelle relative al contenimento del costo del personale e in materia di piani di rientro, e’ data tempestiva comunicazione ai Ministeri della salute e dell’economia e delle finanze.

543. In deroga a quanto previsto dal decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 6 marzo 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2015, in attuazione dell’articolo 4, comma 10, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, gli enti del Servizio sanitario nazionale possono indire, entro il 31 dicembre 2016, e concludere, entro il 31 dicembre 2017, procedure concorsuali straordinarie per l’assunzione di personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, necessario a far fronte alle eventuali esigenze assunzionali emerse in relazione alle valutazioni operate nel piano di fabbisogno del personale secondo quanto previsto dal comma 541. Nell’ambito delle medesime procedure concorsuali, gli enti del Servizio sanitario nazionale possono riservare i posti disponibili, nella misura massima del 50 per cento, al personale medico, tecnico-professionale e infermieristico in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, che abbia maturato alla data di pubblicazione del bando almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni con contratti a tempo determinato, con contratti di collaborazione coordinata e continuativa o con altre forme di rapporto di lavoro flessibile con i medesimi enti. Nelle more della conclusione delle medesime procedure, gli enti del Servizio sanitario nazionale continuano ad avvalersi del personale di cui al precedente periodo, anche in deroga ai limiti di cui all’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.  122. In relazione a tale deroga, gli enti del Servizio sanitario nazionale, oltre alla prosecuzione dei rapporti di cui al precedente periodo, sono autorizzati a stipulare nuovi contratti di lavoro flessibile esclusivamente ai sensi del comma 542 fino al termine massimo del 31 ottobre 2016.

544. Le previsioni di cui al comma 543, per il biennio 2016-2017, sono comunque attuate nel rispetto della cornice finanziaria programmata e delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e dell’articolo 17, commi 3, 3-bis e 3-ter, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, e, per le regioni sottoposte a piani di rientro, degli obiettivi previsti in detti piani. E’ autorizzata a decorrere dal 1º gennaio 2016, nel limite massimo di spesa di 400.000 euro annui, la stipulazione di una convenzione tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunita’ del medesimo Ministero, le aziende sanitarie e i comuni (ANCI-Federsanita’), per l’integrazione socio-sanitaria e per la realizzazione all’interno del Servizio sanitario nazionale di una piattaforma informatica di trasmissione dei dati sanitari delle persone detenute sviluppata dalla Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia cui sono assegnate le risorse; la piattaforma e’ finalizzata alla gestione di un servizio di telemedicina in ambito carcerario, sia adulto che minorile. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al periodo precedente e’ autorizzata la spesa di 400.000 euro a decorrere dall’anno 2016.

545. Il comma 10 dell’articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, si applica anche all’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della poverta’, che opera nell’ambito del Servizio sanitario nazionale ed e’ assoggettato alla disciplina per questo prevista.  Conseguentemente il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, e’ ridotto di 780.983 euro a decorrere dall’anno 2016.

546. Al fine di perseguire una piu’ efficace e sinergica integrazione tra le attivita’ di prevenzione, cura e riabilitazione e le attivita’ di didattica e di ricerca, nonche’ allo scopo di conseguire risparmi di spesa, nelle regioni a statuto speciale che nel biennio antecedente alla data di entrata in vigore della presente legge hanno riorganizzato il proprio Servizio sanitario regionale, o ne hanno avviato la riorganizzazione, attraverso processi di accorpamento delle aziende sanitarie preesistenti, la collaborazione tra Servizio sanitario nazionale e universita’ puo’ realizzarsi anche mediante la costituzione di aziende sanitarie uniche, risultanti dall’incorporazione delle aziende ospedaliere universitarie nelle aziende sanitarie locali, secondo modalita’ definite preventivamente con protocolli di intesa tra le regioni e le universita’ interessate, da stipulare ai sensi del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n.  517.

547. Le disposizioni di cui al comma 546 non si applicano alle regioni sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario.

548. Al fine di garantire la effettiva realizzazione degli interventi di razionalizzazione della spesa mediante aggregazione degli acquisti di beni e servizi, gli enti del Servizio sanitario nazionale sono tenuti ad approvvigionarsi, relativamente alle categorie merceologiche del settore sanitario, come individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, avvalendosi, in via esclusiva, delle centrali regionali di committenza di riferimento, ovvero della Consip SpA.

549. Qualora le centrali di committenza individuate sulla base del comma 548 non siano disponibili ovvero operative, gli enti del Servizio sanitario nazionale sono tenuti ad approvvigionarsi, relativamente alle categorie merceologiche del settore sanitario di cui al comma 548, avvalendosi, in via esclusiva, delle centrali di committenza iscritte nell’elenco dei soggetti aggregatori, di cui all’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. In tale ipotesi, spetta alla centrale regionale di committenza di riferimento l’individuazione, ai fini dell’approvvigionamento, di altra centrale di committenza. La violazione degli adempimenti previsti dal presente comma costituisce illecito disciplinare ed e’ causa di responsabilita’ per danno erariale.

550. I singoli contratti relativi alle categorie merceologiche individuate dal decreto di cui al comma 548, in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, non possono essere prorogati oltre la data di attivazione del contratto aggiudicato dalla centrale di committenza individuata ai sensi dei commi da 548 a 552. Le proroghe disposte in violazione della presente disposizione sono nulle e costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilita’ amministrativa.

551. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni adottano provvedimenti volti a garantire che gli enti del Servizio sanitario nazionale non istituiscano unita’ organizzative di valutazione delle tecnologie ovvero sopprimano quelle esistenti, ricorrendo a strutture di valutazione istituite a livello regionale o nazionale.

552. A livello nazionale la Cabina di regia istituita con decreto del Ministro della salute 12 marzo 2015, in attuazione dell’articolo 26 del Patto per la salute 2014-2016, provvede a:
a) definire le priorita’ per la valutazione tecnica multidimensionale dei dispositivi medici sulla base dei criteri di rilevanza del problema di salute nonche’ di rilevanza, sicurezza, efficacia, impatto economico ed impatto organizzativo dei dispositivi medici, in coerenza con le linee guida europee in materia (EUnetHTA);
b) promuovere e coordinare le attivita’ di valutazione multidimensionale realizzate dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) e dai presidi regionali e dai soggetti pubblici e privati di comprovata esperienza di HTA (Health Technology assessment) operanti nel Programma nazionale di HTA dei dispositivi medici;
c) validare gli indirizzi metodologici che verranno applicati per la produzione dei rapporti di valutazione tecnica multidimensionale nel Programma nazionale di HTA;
d) curare la pubblicazione, la diffusione e la verifica degli impatti a livello nazionale degli esiti delle valutazioni di cui alla lettera b) secondo i metodi validati di cui alla lettera c), promuovendone l’utilizzo da parte delle regioni e delle aziende sanitarie per informare le decisioni in merito all’adozione e all’introduzione dei dispositivi medici e al disinvestimento.

553. In attuazione dell’articolo 1, comma 3, del Patto per la salute 2014-2016, approvato con l’Intesa tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 10 luglio 2014, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 556, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e dall’articolo 9-septies del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2015, n. 125, e in misura non superiore a 800 milioni di euro annui, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge si provvede all’aggiornamento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell’8 febbraio 2002, recante «Definizione dei livelli essenziali di assistenza», nel rispetto degli equilibri programmati della finanza pubblica.
 
554. La definizione e l’aggiornamento dei LEA di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, sono effettuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari nonche’ con la procedura di cui al comma 559. Il Ministro della salute, entro il 31 dicembre di ogni anno, presenta alle Camere una relazione sullo stato di attuazione dei commi da 553 a 565. L’articolo 5 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, e’ abrogato.

555. Per l’attuazione del comma 553, per l’anno 2016 e’ finalizzato l’importo di 800 milioni di euro, a valere sulla quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale, di cui all’articolo 26 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68. L’erogazione della quota e’ condizionata all’adozione del provvedimento di cui al comma 553.

556. Nel rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica, al fine di garantire l’efficacia e l’appropriatezza clinica e organizzativa delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale nell’ambito dei LEA, anche in relazione all’evoluzione scientifica e tecnologica, e’ istituita, presso il Ministero della salute, la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale, nominata e presieduta dal Ministro della salute e composta dal direttore della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute e da quindici esperti qualificati e da altrettanti supplenti, di cui quattro designati dal Ministro della salute, uno dall’Istituto superiore di sanita’ (ISS), uno dall’AGENAS, uno dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), uno dal Ministero dell’economia e delle finanze e sette dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. La Commissione dura in carica tre anni. Su richiesta del presidente, alle riunioni della Commissione possono partecipare, per fornire il proprio contributo tecnico-scientifico, rappresentanti del Consiglio superiore di sanita’, delle societa’ scientifiche, delle Federazioni dei medici ed esperti esterni competenti nelle specifiche materie trattate.

557. La Commissione di cui al comma 556, nel rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica, nonche’ degli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione di informazioni di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, anche su proposta dei suoi componenti, svolge in particolare le seguenti attivita’:
a) procede ad una valutazione sistematica delle attivita’, dei servizi e delle prestazioni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria a rilevanza sanitaria inclusi nei LEA, per valutarne il mantenimento ovvero per definire condizioni di erogabilita’ o indicazioni di appropriatezza;
b) acquisisce e valuta le proposte di inserimento nei LEA di nuovi servizi, attivita’ e prestazioni;
c) per l’aggiornamento dei LEA e l’individuazione di condizioni di erogabilita’ o indicazioni di appropriatezza, si avvale delle valutazioni di HTA su tecnologie sanitarie e biomediche e su modelli e procedure organizzativi;
d) valuta l’impatto economico delle modifiche ai LEA;
e) valuta le richieste, provenienti da strutture del Servizio sanitario nazionale, di autorizzazione all’esecuzione di prestazioni innovative nell’ambito di programmi di sperimentazione, ai sensi dell’articolo 1, comma 8, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni;
f) valuta che l’applicazione dei LEA avvenga in tutte le regioni con lo stesso standard di qualita’ e includa tutte le prestazioni previste dagli specifici LEA.

558. Sulla base dell’attivita’ svolta ai sensi del comma 557, la Commissione di cui al comma 556 formula annualmente una proposta di aggiornamento dei LEA.

559. Se la proposta attiene esclusivamente alla modifica degli elenchi di prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale ovvero alla individuazione di misure volte ad incrementare l’appropriatezza della loro erogazione e la sua approvazione non comporta ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, l’aggiornamento dei LEA e’ effettuato con decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale previa registrazione della Corte dei conti.

560. La partecipazione alla Commissione di cui al comma 556 e’ onorifica; essa puo’ dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute, ove spettante, nel rispetto della disciplina prevista in materia dalla legislazione vigente.

561. Per lo svolgimento delle attivita’ di cui ai commi da 553 a
560, la Commissione e’ supportata da una segreteria tecnico-scientifica operante presso la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute, che puo’ avvalersi di personale messo a disposizione, in posizione di comando o distacco, da ISS, AIFA, AGENAS, regioni, enti del Servizio sanitario nazionale ed altri enti rappresentati nell’ambito della Commissione, nel numero massimo di cinque unita’.

562. Per le attivita’ di supporto di cui al comma 561 che richiedono specifiche attivita’ di ricerca, il Ministero della salute puo’ avvalersi, anche tramite specifiche convenzioni, della collaborazione di istituti di ricerca, societa’ scientifiche e strutture pubbliche o private, anche non nazionali, nonche’ di esperti, nel numero massimo di cinque.

563. Gli oneri derivanti dai commi 556, 561 e 562 ammontano ad euro
1 milione.
564. Al comma 3 dell’articolo 54 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, dopo le parole: «Consiglio dei Ministri», sono inserite le seguenti: «su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,».
565. A decorrere dalla costituzione della Commissione di cui al comma 556, e’ abrogato il comma 10 dell’articolo 4-bis del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, e al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 2, comma 1, la lettera a) e’ abrogata;
b) all’articolo 3, comma 1:
1) alla lettera a), la parola: «sessantadue» e’ sostituita dalla seguente: «cinquantanove»;
2) alla lettera b), la parola: «quattro» e’ sostituita dalla seguente: «due»;
3) alla lettera n), la parola: «trentanove» e’ sostituita dalla seguente: «trentaquattro»;
c) all’allegato 1, il punto 22 e’ soppresso.

566. Nell’ambito delle risorse destinate al finanziamento del
Servizio sanitario nazionale, per la revisione delle tariffe massime delle prestazioni di assistenza termale, ai sensi di quanto previsto all’articolo 1, comma 170, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

567. A decorrere dal 1º gennaio 2016, i cittadini che usufruiscono delle cure termali, con esclusione dei soggetti individuati dall’articolo 8, comma 16, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, dei soggetti individuati dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanita’ 28 maggio 1999, n. 329, degli invalidi di guerra titolari di pensione diretta vitalizia, dei grandi invalidi per servizio, degli invalidi civili al 100 per cento e dei grandi invalidi del lavoro, sono tenuti a partecipare alla spesa ai sensi dell’articolo 52, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, in misura pari a 55 euro o nella misura superiore che potra’ essere individuata in sede di accordo di cui all’articolo 4, comma 4, della legge 24 ottobre 2000, n. 323. Il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario standard cui concorre ordinariamente lo Stato e’ incrementato di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

568. Il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato, come stabilito dall’articolo 1, commi 167 e 556, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, e dall’articolo 9-septies, comma 1, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, e’ rideterminato, per l’anno 2016, in 111.000 milioni di euro. Sono sterilizzati gli effetti derivanti dal periodo precedente sugli obiettivi di finanza pubblica delle autonomie speciali.

569. Ai fini di consentire la regolare somministrazione dei farmaci innovativi nel rispetto della cornice finanziaria programmata per il Servizio sanitario nazionale e in relazione alle misure di efficientamento del settore sanitario previste dai commi da 521 a 552 e dalle disposizioni di cui all’articolo 9-ter, commi 10 e 11, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, per gli anni 2015 e 2016, la spesa per l’acquisto di farmaci innovativi concorre al raggiungimento del tetto di spesa per l’assistenza farmaceutica territoriale di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per l’ammontare eccedente annualmente, per ciascuno degli anni 2015 e 2016, l’importo del fondo di cui all’articolo 1, comma 593, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il presente comma entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

570. Allo scopo di consentire l’accesso ai trattamenti innovativi in una prospettiva di sostenibilita’ del sistema e di programmazione delle cure, il Ministero della salute, sentita l’AIFA, in coerenza con la cornice finanziaria programmata per il Servizio sanitario nazionale, predispone annualmente un programma strategico volto a definire le priorita’ di intervento, le condizioni di accesso ai trattamenti, i parametri di rimborsabilita’ sulla base di risultati clinici significativi, il numero dei pazienti potenzialmente trattabili e le relative previsioni di spesa, le condizioni di acquisto, gli schemi di prezzo condizionato al risultato e gli indicatori di performance degli stessi, gli strumenti a garanzia e trasparenza di tutte le procedure, le modalita’ di monitoraggio e valutazione degli interventi in tutto il territorio nazionale. Il programma e’ approvato annualmente d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

571. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero della salute, il fondo per finanziare la prima applicazione da parte delle farmacie del servizio di revisione dell’uso dei medicinali (Medicine Use Review), finalizzato, in via sperimentale, ad assicurare l’aderenza farmacologica alle terapie con conseguente riduzione dei costi per le spese sanitarie relative ai pazienti affetti da asma.

572. Il fondo di cui al comma 571 e’ assegnato alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano in proporzione alla popolazione residente ed e’ destinato in via esclusiva e diretta a finanziare la remunerazione del servizio reso dal farmacista.

573. Per il finanziamento del fondo di cui al comma 571 e’ stanziata, per l’anno 2016, la somma di euro 1.000.000.

574. All’articolo 15, comma 14, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: «A tutti i singoli contratti e a tutti i singoli accordi» sono sostituite dalle seguenti: «Ai contratti e agli accordi» e le parole: «percentuale fissa,» sono soppresse;
b) dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «A decorrere dall’anno 2016, in considerazione del processo di riorganizzazione del settore ospedaliero privato accreditato in attuazione di quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, al fine di valorizzare il ruolo dell’alta specialita’ all’interno del territorio nazionale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono programmare l’acquisto di prestazioni di assistenza ospedaliera di alta specialita’, nonche’ di prestazioni erogate da parte degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) a favore di cittadini residenti in regioni diverse da quelle di appartenenza ricomprese negli accordi per la compensazione della mobilita’ interregionale di cui all’articolo 9 del Patto per la salute sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con intesa del 10 luglio 2014 (atto rep. 82/CSR), e negli accordi bilaterali fra le regioni per il governo della mobilita’ sanitaria interregionale, di cui all’articolo 19 del Patto per la salute sancito con intesa del 3 dicembre 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2010, in deroga ai limiti previsti dal primo periodo. Al fine di garantire, in ogni caso, l’invarianza dell’effetto finanziario connesso alla deroga di cui al periodo precedente, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad adottare misure alternative, volte, in particolare, a ridurre le prestazioni inappropriate di bassa complessita’ erogate in regime ambulatoriale, di pronto soccorso, in ricovero ordinario e in riabilitazione e lungodegenza, acquistate dagli erogatori privati accreditati, in misura tale da assicurare il rispetto degli obiettivi di riduzione di cui al primo periodo, nonche’ gli obiettivi previsti dall’articolo 9-quater, comma 7, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125; possono contribuire al raggiungimento del predetto obiettivo finanziario anche misure alternative a valere su altre aree della spesa sanitaria. Le prestazioni di assistenza ospedaliera di alta specialita’ e i relativi criteri di appropriatezza sono definiti con successivo accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In sede di prima applicazione sono definite prestazioni di assistenza ospedaliera di alta specialita’ i ricoveri individuati come “ad alta complessita’” nell’ambito del vigente Accordo interregionale per la compensazione della mobilita’ sanitaria, sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Le regioni trasmettono trimestralmente ai Ministeri della salute e dell’economia e delle finanze i provvedimenti di propria competenza di compensazione della maggiore spesa sanitaria regionale per i pazienti extraregionali presi in carico dagli IRCCS. Ne danno altresi’ comunicazione alle regioni di residenza dei medesimi pazienti e al coordinamento regionale per la salute e per gli affari finanziari al fine di permettere, alla fine dell’esercizio, le regolazioni in materia di compensazione della mobilita’ sanitaria nell’ambito del riparto delle disponibilita’ finanziarie del Servizio sanitario nazionale. Le regioni pubblicano per ciascun IRCCS su base trimestrale il valore delle prestazioni rese ai pazienti extraregionali di ciascuna regione».

575. Gli accordi per la compensazione della mobilita’ interregionale di cui all’articolo 9 del Patto per la salute sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con intesa del 10 luglio 2014 (atto rep. 82/CSR), sono sanciti dalla medesima Conferenza, nel rispetto degli equilibri di bilancio programmati.

576. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli accordi bilaterali fra le regioni per il governo della mobilita’ sanitaria interregionale, di cui all’articolo 19 del Patto per la salute sancito con intesa del 3 dicembre 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2010, devono essere obbligatoriamente conclusi entro il 31 dicembre 2016.

577. Le strutture sanitarie che erogano prestazioni a carico del
Servizio sanitario nazionale applicano ai pazienti, residenti in regioni diverse da quella in cui insistono le strutture, le medesime regole di accesso e di erogazione delle prestazioni previste per i pazienti residenti nella regione in cui sono ubicate le strutture. Le regioni individuano, nell’ambito del contratto stipulato con le strutture sanitarie, le misure sanzionatorie da applicare alle strutture che non rispettano la presente disposizione.

578. All’articolo 1, comma 171, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, le parole: «importi tariffari diversi» sono sostituite dalle seguenti: «livelli di remunerazione complessivi diversi».

579. Il Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, avvalendosi dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), assicura, su richiesta della regione interessata, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il necessario supporto agli enti interessati dai piani di rientro di cui ai commi da 528 a 536 e mette a disposizione, ove necessario, strumenti operativi per la presentazione del piano ed il perseguimento dei suoi obiettivi, nonche’ per l’affiancamento, da parte dell’AGENAS con oneri a carico del bilancio della medesima Agenzia, degli enti del Servizio sanitario nazionale per tutta la durata dei piani di rientro. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e indebitamento netto derivanti dal presente comma, pari a 3,4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni.

580. Al fine di dotare il Paese di una infrastruttura dedicata ad un progetto nazionale di genomica applicata alla sanita’ pubblica, denominato «Progetto genomi Italia», volto alla realizzazione di un piano nazionale di implementazione medico-sanitaria delle conoscenze e tecnologie genomiche con particolare riguardo al sequenziamento, all’analisi e alla valorizzazione scientifica delle sequenze genomiche della popolazione italiana, e’ istituito presso il Ministero della salute un fondo denominato «Progetto genomi Italia», al quale e’ assegnata la somma di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

581. Gli atti e i provvedimenti concernenti l’utilizzazione del fondo, la progettazione e gestione del «Progetto genomi Italia», di cui al comma 580, sono adottati da una Commissione, denominata «Commissione nazionale genomi italiani», istituita con decreto di natura non regolamentare del Ministero della salute. La Commissione, di durata triennale, individua entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il soggetto o i soggetti, pubblici o privati, che si impegnano a cofinanziare il progetto, con lettera di intenti da acquisire entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nella misura non inferiore alle risorse destinate annualmente dallo Stato come individuate dal comma 580. Decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge senza l’individuazione di cofinanziatori del progetto, la Commissione di cui al presente comma cessa le proprie funzioni relazionando al Ministro della salute sulle circostanze che hanno impedito la realizzazione del progetto.

582. Le risorse di cui all’articolo 2-ter, comma 3, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138, e le risorse di cui all’articolo 2, comma 307, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, annualmente stanziate sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della salute, sono assegnate dal Ministero della salute direttamente al Centro nazionale trapianti per lo svolgimento delle attivita’ di coordinamento della rete trapiantologica.

583. Le risorse di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 207, e all’articolo 5 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 208, annualmente stanziate sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della salute, sono equamente ripartite destinando il 50 per cento alle regioni e il 50 per cento al Centro nazionale sangue per le attivita’ di coordinamento della rete trasfusionale.

584. A seguito dell’effettivo trasferimento al Servizio sanitario regionale delle funzioni in materia di assistenza sanitaria ai soggetti ospitati presso le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), alle regioni a statuto speciale sono trasferite le somme loro assegnate in sede di riparto della quota vincolata del Fondo sanitario nazionale per gli anni 2012, 2013, 2014, 2015, di cui all’articolo 3-ter, comma 7, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n.  211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n.
9.
585. E’ autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l’anno 2016, di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2019 in favore dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova.

586. Gli indennizzi dovuti alle persone danneggiate da trasfusioni, somministrazioni di emoderivati o vaccinazioni, in base alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, riconosciuti dopo il 1º maggio 2001, demandati alle regioni, in attesa del trasferimento dallo Stato delle somme dovute, vengono anticipati da ogni regione agli aventi diritto.

587. A decorrere dall’anno 2016, le dotazioni di bilancio in termini di competenza e di cassa relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri sono ridotte per gli importi indicati nell’elenco n. 2, allegato alla presente legge.

588. Ai fini del concorso al raggiungimento degli obiettivi programmati di finanza pubblica, gli stanziamenti di bilancio iscritti a favore della Presidenza del Consiglio dei ministri sono ridotti per l’importo di 23.002.000 euro per l’anno 2016, di 21.756.000 euro per l’anno 2017 e di 18.006.000 euro a decorrere dall’anno 2018, come indicato nell’elenco n. 3, allegato alla presente legge.

589. Al fine di razionalizzare e ridurre i costi delle strutture tecniche del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Unita’ tecnica – Finanza di progetto, di cui all’articolo 7 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e’ soppressa e le relative funzioni e competenze sono trasferite al medesimo Dipartimento. Il Dipartimento, per lo svolgimento delle funzioni trasferite e di quelle esercitate a supporto del Nucleo di consulenza per l’attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilita’, previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2009, puo’ avvalersi complessivamente di un massimo di diciotto esperti in materia di investimenti pubblici e finanza di progetto. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i requisiti professionali, i criteri per l’attribuzione degli incarichi, la durata, le cause di incompatibilita’ e il trattamento economico degli esperti. I richiami all’Unita’ tecnica – Finanza di progetto contenuti in atti normativi devono intendersi riferiti al Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica. Dall’attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

590. Al fine di garantire, senza soluzione di continuita’, la prosecuzione delle attivita’ concernenti l’allertamento, il monitoraggio e il coordinamento operativo del sistema nazionale di protezione civile nonche’ l’adempimento degli impegni derivanti dall’articolo 3 del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, nelle more del rinnovo della contrattazione integrativa riguardante il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri, continuano a produrre effetti le disposizioni in materia di riconoscimento delle integrazioni al trattamento economico accessorio di cui al comma 7 del medesimo articolo 3 del decreto-legge n. 4 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 50 del 2014, nel limite di spesa di 1,5 milioni di euro, a valere sui pertinenti stanziamenti del bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri.

591. Nell’ambito del programma «Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema della fiscalita’» della missione di spesa «Politiche economico-finanziarie e di bilancio», le dotazioni finanziarie iscritte sul capitolo 3845 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze sono ridotte di 40 milioni di euro per l’anno 2016, di 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono rideterminati i compensi spettanti ai centri autorizzati di assistenza fiscale in misura tale da realizzare i risparmi di spesa di cui al periodo precedente.  

592. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, relativamente alla quota destinata allo Stato dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), e’ ridotta di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016.

593. L’articolo 41, comma 16-sexiesdecies, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e’ abrogato a decorrere dal 1º gennaio 2017.

594. A decorrere dal 1º gennaio 2017 e’ istituito un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro annui in favore delle regioni a statuto ordinario confinanti con l’Austria o con la Svizzera per la riduzione del prezzo alla pompa della benzina e del gasolio per autotrazione nelle aree di confine. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sono definite le modalita’ di ripartizione del fondo tra le regioni interessate.

595. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ ridotto nella misura di 2 milioni di euro per l’anno 2016.

596. A decorrere dall’anno 2016 cessano i trasferimenti erariali in favore delle regioni a statuto speciale previsti dall’articolo 34, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e dall’articolo 72, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, concernenti gli indennizzi di usura derivanti dall’uso dei mezzi d’opera.  

597. All’articolo 201, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, la lettera g-bis) e’ sostituita dalla seguente:
«g-bis) accertamento delle violazioni di cui agli articoli 80, 141, 143, commi 11 e 12, 146, 167, 170, 171, 193, 213 e 214, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento».  
598. A titolo di ristoro per le maggiori spese sostenute dagli enti locali della Regione siciliana in relazione all’accoglienza di profughi e rifugiati extracomunitari, e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l’anno 2016. Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalita’ di riparto delle risorse di cui al presente comma.

599. Al comma 1 dell’articolo 1-bis del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 34, le parole: «15 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «15 dicembre 2016».

600. Al fine di assicurare la razionalizzazione delle risorse finanziarie disponibili e l’ottimizzazione dell’impiego del personale nei procedimenti in materia di cittadinanza, immigrazione e asilo, quota parte delle risorse di cui all’articolo 9-bis della legge 5 febbraio 1992, n. 91, connesse alle attivita’ istruttorie di competenza del Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione e resesi disponibili a seguito di riassegnazioni nel corso dell’anno, individuata con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, puo’ essere destinata alla corresponsione dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario del personale del Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno, anche in deroga alla normativa vigente. Con il medesimo decreto si provvede all’autorizzazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale interessato.

601. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, relativa al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, e’ ridotta di 809.608.622 euro per l’anno 2016, di 413.413.755 euro per l’anno 2017, di 410.985.329 euro per l’anno 2018 e di 387.985.329 euro a decorrere dall’anno 2019.

602. All’articolo 12, comma 4, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, le parole: «27,7 milioni di euro per l’anno 2016 e di 45,1 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «17,7 milioni di euro per l’anno 2016 e di 25,1 milioni di euro».

603. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 12 e 13-bis del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, le risorse disponibili sull’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 22-bis del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, sono destinate al finanziamento delle agevolazioni nelle sole zone franche urbane individuate dalla delibera CIPE n. 14/2009 dell’8 maggio 2009 ricadenti nelle regioni non comprese nell’obiettivo «Convergenza».

604. Nelle zone franche urbane gia’ finanziate ai sensi dell’articolo 37, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ivi inclusa la zona franca del comune di Lampedusa, istituita dall’articolo 23, comma 45, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il Ministero dello sviluppo economico adotta nuovi bandi finanziati con le risorse rivenienti da rinunce e da revoche relative alle agevolazioni gia’ concesse nelle predette zone franche ai sensi dell’articolo 37 del citato decreto-legge n. 179 del 2012, nonche’ da eventuali ulteriori risorse apportate dalle regioni.

605. Con riferimento all’esercizio finanziario 2016 gli specifici stanziamenti iscritti nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il finanziamento degli istituti di cui al comma 1 dell’articolo 13 della legge 30 marzo 2001, n. 152, sono complessivamente e proporzionalmente ridotti di 15 milioni di euro. I risparmi derivanti dal primo periodo conseguono a maggiori somme effettivamente affluite al bilancio dello Stato in deroga a quanto previsto dal citato articolo 13, comma 1, della legge 30 marzo 2001, n. 152. Con effetto dall’esercizio finanziario 2017, la percentuale, ai fini della determinazione degli stanziamenti in sede previsionale, di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 13 della legge 30 marzo 2001, n. 152, e’ stabilita nella misura del 68 per cento, restando ferma la procedura di rideterminazione degli stanziamenti medesimi sulla base delle entrate affluite al bilancio dello Stato in relazione ai versamenti degli enti previdenziali. A valere sul gettito dei contributi previdenziali obbligatori incassati dall’anno 2015, l’aliquota di prelevamento di cui al comma 1 dell’articolo 13 della legge 30 marzo 2001, n. 152, e’ rideterminata nella misura dello 0,199 per cento.

606. Al comma 5 dell’articolo 13 della legge 30 marzo 2001, n. 152, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e una ulteriore erogazione pari all’80 per cento dell’eventuale assegnazione disposta con la legge di assestamento del bilancio dello Stato di cui al comma 4».

607. A seguito dell’entrata in vigore della riforma complessiva degli istituti di patronato, anche al fine di garantire la corretta organizzazione dell’attivita’ degli stessi, alla lettera c-bis) del comma 2 dell’articolo 16 della legge 30 marzo 2001, n. 152, introdotta dall’articolo 1, comma 310, lettera e), della legge 23 dicembre 2014, n. 190, la parola: «2014» e’ sostituita dalla seguente: «2016».

608. Ferme restando le misure di contenimento della spesa gia’ previste dalla legislazione vigente, gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, adottano ulteriori interventi di razionalizzazione per la riduzione delle proprie spese correnti diverse da quelle per le prestazioni previdenziali e assistenziali, in modo da conseguire, per il triennio 2016-2018, risparmi aggiuntivi complessivamente non inferiori a 53 milioni di euro annui, anche attraverso l’attuazione delle misure previste dai commi da 494 a 510, da versare entro il 30 giugno di ciascun anno ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ stabilito il riparto dell’importo di cui al primo periodo tra gli enti ivi citati.

609. Il Ministero della giustizia adotta misure volte alla razionalizzazione delle indennita’ da corrispondere ai giudici di pace, ai giudici onorari aggregati, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, in modo da assicurare risparmi non inferiori a euro 6.650.275 per l’anno 2016 e a euro 7.550.275 a decorrere dall’anno 2017.

610. I giudici onorari di tribunale e i vice procuratori onorari il cui mandato scade il 31 dicembre 2015 e per i quali non e’ consentita un’ulteriore conferma a norma dell’articolo 42-quinquies, primo comma, dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, nonche’ i giudici di pace il cui mandato scade entro il 31 maggio 2016 e per i quali non e’ consentita un’ulteriore conferma a norma dell’articolo 7, comma 1, della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono ulteriormente prorogati nell’esercizio delle rispettive funzioni a far data dal 1º gennaio 2016 fino alla riforma organica della magistratura onoraria e, comunque, non oltre il 31 maggio 2016.

611. All’articolo 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2003, n.  350, dopo le parole: «presso la Corte di cassazione e la relativa Procura generale,» sono inserite le seguenti: «nonche’ a quelli in servizio presso la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, ».

612. Per le finalita’ di cui al comma 611 e’ autorizzata la spesa di 193.515,35 euro annui a decorrere dall’anno 2016.

613. All’articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, le parole: «non oltre il 31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «non oltre il 31 maggio 2016».

614. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 96, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ ridotto di 4 milioni di euro per l’anno 2016.

615. All’articolo 19 della legge 30 marzo 1981, n. 119, dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente:
«I mutui suddetti possono essere altresi’ impiegati, nel caso in cui il finanziamento e’ stato concesso ma non ancora erogato o utilizzato, per la realizzazione di opere di ricostruzione, ristrutturazione, sopraelevazione, ampliamento, restauro o rifunzionalizzazione di edifici pubblici da destinare a finalita’ anche differente dall’edilizia giudiziaria e il cui riuso, a seguito di intese tra le amministrazioni interessate e il Ministero della giustizia, e’ funzionale alla realizzazione di progetti di edilizia giudiziaria. In questo caso, gli enti locali ai quali e’ stato concesso il finanziamento devono presentare alla Cassa depositi e prestiti, previo parere favorevole del Ministero della giustizia, istanza di autorizzazione all’impiego degli importi anche per le destinazioni diverse da quelle per le quali era stato concesso il finanziamento. Nel caso in cui i mutui concessi siano stati estinti per essere stati gli obblighi derivanti dal finanziamento interamente assolti nei confronti della Cassa depositi e prestiti, l’immobile puo’ essere destinato dall’amministrazione interessata a finalita’ diverse dall’edilizia giudiziaria previo parere favorevole del Ministero della giustizia».

616. All’articolo 1, comma 99-bis, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016»;
b) al secondo periodo, le parole: «30 settembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «28 febbraio 2016».

617. All’articolo 21-quinquies del decreto-legge 27 giugno 2015, n.  83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016»;
b) al comma 3, dopo le parole: «15 per cento» sono aggiunte le seguenti: «, per l’anno 2015 e del 20 per cento per l’anno 2016».

618. All’articolo 21-bis del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Alle parti che corrispondono o che hanno corrisposto il compenso agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita ai sensi del capo II del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, nonche’ alle parti che corrispondono o che hanno corrisposto il compenso agli arbitri nel procedimento di cui al capo I del medesimo decreto, e’ riconosciuto, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, un credito di imposta commisurato al compenso fino a concorrenza di 250 euro, nel limite di spesa di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016»;
b) al comma 2, le parole: «sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «il 30 marzo 2016»;
c) al comma 3, le parole: «dell’anno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «di ciascun anno successivo a quello di corresponsione dei compensi di cui al comma 1»;
d) al comma 4, le parole: «per l’anno 2015» sono soppresse;
e) al comma 5, le parole: «agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2016,» sono sostituite dalle seguenti: «per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016. Agli oneri per l’anno 2016».

619. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale provvede agli adempimenti eventualmente necessari, anche sul piano internazionale, per rinegoziare i termini degli accordi internazionali concernenti la determinazione dei contributi volontari e obbligatori alle organizzazioni internazionali di cui l’Italia e’ parte, per un importo complessivo pari a 198 euro per l’anno 2016 e a 200.198 euro a decorrere dall’anno 2017. Le relative autorizzazioni di spesa si intendono ridotte per gli importi indicati nell’allegato n. 6 annesso alla presente legge, per cui, a decorrere dall’anno 2016, non e’ ammesso il ricorso all’articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

620. In deroga a quanto previsto dall’allegato 8 di cui all’articolo 1, comma 318, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, dall’anno 2016 e’ autorizzato il pagamento del contributo obbligatorio per la conferma dell’adesione dell’Italia all’Accordo parziale del Consiglio d’Europa istitutivo del Gruppo Pompidou. Al relativo onere, pari a 225.000 euro annui a decorrere dall’anno 2016, si provvede mediante corrispondente utilizzo delle risorse disponibili nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

621. Alla tabella dei diritti consolari da riscuotere dagli uffici diplomatici e consolari, allegata al decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, sono apportate le seguenti modificazioni: a) gli importi dei diritti fissi di cui alle sezioni I, IV e VII, eccetto quello previsto dall’articolo 7-bis, sono aumentati del 20 per cento con arrotondamento all’importo intero superiore; b) gli importi dei diritti fissi di cui alle sezioni II, VI, VIII e IX sono aumentati del 40 per cento con arrotondamento all’importo intero superiore; c) alla sezione III, all’articolo 29 e’ aggiunta, in fine, la seguente voce: «visto nazionale (tipo D) per motivi di studio: euro 50»; d) alla sezione VI gli articoli 39, 41, 43 e 52 sono abrogati.  622. Per le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari e’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2016 da destinare alle seguenti tipologie di spesa:
a) manutenzione degli immobili;
b) attivita’ di istituto, su iniziativa della rappresentanza diplomatica o dell’ufficio consolare interessati;
c) assistenza alle comunita’ di italiani residenti nella circoscrizione consolare di riferimento.

623. Le maggiori entrate rispetto all’esercizio finanziario 2015 derivanti dal comma 621, pari ad euro 6 milioni per ciascuno degli anni dal 2016 al 2018, rimangono acquisite all’entrata e non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 568, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all’articolo 2, comma 58, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

624. Le maggiori entrate derivanti dalle operazioni di dismissione immobiliare realizzate nel triennio 2016-2018 dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in attuazione dell’articolo 1, commi 1311 e 1312, della legge 27 dicembre 2006, n.  296, per euro 20 milioni per l’anno 2016 ed euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018, rimangono acquisite all’entrata e non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1314, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

625. La spesa relativa al trattamento economico del personale supplente delle istituzioni scolastiche all’estero, di cui all’articolo 651 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e’ ridotta di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

626. Le somme assegnate alle istituzioni scolastiche per le supplenze brevi e saltuarie prima del passaggio al sistema di pagamento di cui all’articolo 4, comma 4-septies, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e giacenti sui bilanci delle medesime istituzioni, pari a 60 milioni di euro, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato nell’anno 2016 e sono acquisite all’Erario.  Nelle more del versamento delle predette somme all’entrata del bilancio dello Stato, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad accantonare e a rendere indisponibile per l’anno 2016, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e a valere sulle disponibilita’ di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la somma di 60 milioni di euro al netto di quanto effettivamente versato.

627. Le risorse finanziarie dei soppressi Istituti regionali di ricerca educativa (IRRE) confluite nel bilancio dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE), relative a progetti in affidamento agli ex IRRE non attuati, pari a 1 milione di euro per l’anno 2016, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato nell’anno 2016 e sono acquisite all’Erario. Nelle more del versamento delle predette risorse all’entrata del bilancio dello Stato, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad accantonare e a rendere indisponibile per l’anno 2016, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e a valere sulle disponibilita’ di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, la somma di 1 milione di euro al netto di quanto effettivamente versato.

628. Le risorse finanziarie assegnate e trasferite alle universita’, nell’ambito dei finanziamenti per l’attuazione degli interventi di edilizia universitaria negli anni dal 1998 al 2008 a valere sugli stanziamenti disponibili nel bilancio dello Stato e per i quali gli atenei hanno provveduto alla definizione degli interventi da realizzare, per ciascun tipo di edilizia generale, dipartimentale o sportiva, che al 31 dicembre 2014 risultano ancora non totalmente spese, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato nell’esercizio finanziario 2016.

629. Con apposito decreto, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca procede alla individuazione degli atenei interessati, alla definizione delle modalita’ di recupero delle somme, anche eventualmente a valere sul Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’ per l’esercizio finanziario 2016, alla quantificazione delle somme non spese fino all’importo massimo di 30 milioni di euro. Al fine di assicurare il versamento degli importi individuati, il Ministero provvede al versamento in apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato a valere sul «Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’ e dei consorzi interuniversitari» per l’esercizio finanziario 2016.

630. Nelle more del versamento delle somme di cui al comma 629 all’entrata del bilancio dello Stato, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad accantonare e a rendere indisponibile per l’anno 2016, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e a valere sulle disponibilita’ di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, la somma di 30 milioni di euro al netto di quanto effettivamente versato.

631. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 19-ter, comma 16, lettera e), del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, e’ ridotta di 7.900.000 euro a decorrere dal 2016.

632. Le risorse di cui all’articolo 39, comma 2, della legge 1º agosto 2002, n. 166, sono ridotte di 2.700.000 euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.

633. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 1230, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono ridotte di 3.765.800 euro per il 2016 e di 3.700.000 euro a decorrere dal 2017.
634. All’articolo 1, comma 38, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il secondo periodo e’ soppresso.

635. All’articolo 1, comma 374, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: «e a 100 milioni di euro annui negli anni 2016 e 2017» sono sostituite dalle seguenti: «, a 300 milioni di euro nell’anno 2016 e a 100 milioni di euro nell’anno 2017»;
b) il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: «A tal fine, i proventi delle dismissioni sono versati all’entrata del bilancio dello Stato e non si da’ luogo a riassegnazione»;
c) al terzo periodo, le parole: «e di 100 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2016 e 2017» sono sostituite dalle seguenti: «, di 300 milioni di euro per l’anno 2016 e di 100 milioni di euro per l’anno 2017».

636. Il termine di cui all’articolo 1, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e’ prorogato al 31 dicembre 2016.

637. All’articolo 1, comma 667, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la parola: «libri» e’ sostituita dalle seguenti: «giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici»;
b) dopo le parole: «codice ISBN» sono inserite le seguenti: «o ISSN».

638. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre, 2004, n.  282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307, e’ ridotto di 5,201 milioni di euro per l’anno 2016 ed e’ incrementato di 39,604 milioni di euro per l’anno 2017, di 90,504 milioni di euro per l’anno 2018, di 177,294 milioni di euro per l’anno 2019, di 180,494 milioni di euro per l’anno 2020, di 177,594 milioni di euro per l’anno 2021, di 186,794 milioni di euro per l’anno 2022, di 197,294 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026, di 245,894 milioni di euro per l’anno 2027 e di 226,084 milioni di euro a decorrere dall’anno 2028.

639. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ rifinanziato nella misura di 20 milioni di euro per l’anno 2016 e di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017.

640. Per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, con priorita’ per i percorsi Verona-Firenze (Ciclovia del Sole), Venezia-Torino (Ciclovia VENTO), da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE) attraverso la Campania, la Basilicata e la Puglia (Ciclovia dell’acquedotto pugliese) e Grande raccordo anulare delle biciclette (GRAB di Roma), nonche’ per la progettazione e la realizzazione di ciclostazioni e di interventi concernenti la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina, e’ autorizzata la spesa di 17 milioni di euro per l’anno 2016 e di 37 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Per la progettazione e la realizzazione di itinerari turistici a piedi, denominati «cammini», e’ autorizzata la spesa di un milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. I progetti e gli interventi sono individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e, per quanto concerne quelli relativi alle ciclovie turistiche, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo.

641. Al comma 56 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147, le parole: «composte da almeno quindici individui che si uniscono» sono sostituite dalle seguenti: «che si uniscono in numero almeno pari a cinque».

642. Al comma 57 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147, l’alinea e’ sostituito dal seguente: «Le risorse del fondo sono destinate ai soggetti di cui al comma 56, ammessi attraverso procedure selettive indette dal Ministero dello sviluppo economico in grado anche di valorizzare il coinvolgimento di istituti di ricerca pubblici, universita’, istituzioni scolastiche autonome ed enti autonomi con funzioni di rappresentanza del tessuto produttivo nella realizzazione dei programmi proposti, ovvero nella fruizione dei relativi risultati. Ai fini della loro ammissibilita’, i programmi devono avere durata almeno biennale e essere finalizzati a sviluppare i seguenti principi e contenuti:».

643. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono apportate le modificazioni necessarie per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 641 e 642 alle previsioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 17 febbraio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del 9 aprile 2015.

644. Agli oneri derivanti dal comma 640 si provvede:
a) quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2016, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98;
b) quanto a 10,4 milioni di euro per l’anno 2017 e a 10,4 milioni di euro per l’anno 2018, mediante corrispondente riduzione delle risorse destinate all’erogazione del contributo per le spese di trasporto delle piccole e medie imprese siciliane di cui all’articolo 133 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
c) quanto a 2,6 milioni di euro per l’anno 2017 e a 4,6 milioni di euro per l’anno 2018, mediante corrispondente utilizzo del fondo di parte corrente iscritto nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ai sensi dell’articolo 49, comma 2, lettere a) e b), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89; d) quanto a 13 milioni di euro per l’anno 2016, a 25 milioni di euro per l’anno 2017 e a 23 milioni di euro per l’anno 2018, a valere sui risparmi derivanti dall’attuazione del comma 645.

645. A decorrere dal 1º gennaio 2016 il credito d’imposta relativo all’agevolazione sul gasolio per autotrazione degli autotrasportatori, di cui all’elenco 2 allegato alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, non spetta per i veicoli di categoria euro 2 o inferiore. I risparmi conseguenti all’attuazione del primo periodo sono valutati in 160 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2020, in 80 milioni di euro per l’anno 2021 e in 40 milioni di euro per l’anno 2022. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono stabilite, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalita’ di monitoraggio delle risorse derivanti dall’attuazione della misura di cui al primo periodo. Qualora si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto agli importi stimati, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro il 31 ottobre di ciascun anno, comunica il valore dello scostamento al Ministero dell’economia e delle finanze e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tali somme sono quantificate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.  Qualora si verifichino maggiori risparmi rispetto a quanto stimato, i corrispondenti importi sono assegnati, anche mediante riassegnazione, allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Qualora si verifichino minori risparmi rispetto a quanto stimato, il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, provvede, con proprio decreto, alla rideterminazione delle dotazioni finanziarie delle risorse assegnate agli interventi di cui ai commi 640, 647, 648, 650, 651, 654, 655 e 866, oppure di altre spese rimodulabili iscritte nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in modo da assicurare la neutralita’ rispetto ai saldi di finanza pubblica. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

646. Gli eventuali maggiori risparmi accertati di cui al comma 645 sono assegnati:
a) fino al 15 per cento a interventi per favorire l’acquisto di mezzi di ultima generazione destinati al servizio dell’autotrasporto di merci su strada. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita’ attuative della disposizione di cui alla presente lettera. L’efficacia di tale disposizione e’ subordinata alla preventiva notifica alla Commissione europea, ai sensi dell’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
b) fino all’85 per cento al Fondo cui al comma 866.

647. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e’ autorizzato a concedere contributi per l’attuazione di progetti per migliorare la catena intermodale e decongestionare la rete viaria, riguardanti l’istituzione, l’avvio e la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci o il miglioramento dei servizi su rotte esistenti, in arrivo e in partenza da porti situati in Italia, che collegano porti situati in Italia o negli Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. A tal fine e’ autorizzata la spesa annua di 45,4 milioni di euro per l’anno 2016, di 44,1 milioni di euro per l’anno 2017 e di 48,9 milioni di euro per l’anno 2018.

648. Per il completo sviluppo del sistema di trasporto intermodale, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e’ altresi’ autorizzato a concedere contributi per servizi di trasporto ferroviario intermodale in arrivo e in partenza da nodi logistici e portuali in Italia. A tal fine e’ autorizzata la spesa annua di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. Agli stessi fini puo’ essere utilizzata quota parte delle risorse di cui all’articolo 1, comma 150, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

649. L’individuazione dei beneficiari, la commisurazione degli aiuti, le modalita’ e le procedure per l’attuazione degli interventi di cui ai commi 647 e 648 sono disciplinate con regolamento adottato, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da sottoporre, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, a notifica preventiva alla Commissione europea, ai sensi dell’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

650. Per consentire l’operativita’ della sezione speciale per l’autotrasporto istituita nell’ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 27 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2009, per l’anno 2016 e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro.

651. A decorrere dal 1º gennaio 2016, a titolo sperimentale per un periodo di tre anni, per i conducenti che esercitano la propria attivita’ con veicoli a cui si applica il regolamento (CE) n.  561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, equipaggiati con tachigrafo digitale e prestanti la propria attivita’ in servizi di trasporto internazionale per almeno 100 giorni annui, e’ riconosciuto, a domanda, l’esonero dai complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nella misura dell’80 per cento nei limiti di quanto stabilito dal presente comma. A tal fine e’ autorizzata la spesa di 65,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. L’esonero contributivo di cui al primo periodo e’ riconosciuto dall’ente previdenziale in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande; nel caso di insufficienza delle risorse indicate al secondo periodo, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’esonero, l’ente previdenziale non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet. L’ente previdenziale provvede al monitoraggio delle minori entrate, valutate con riferimento alla durata dell’incentivo, inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’economia e delle finanze.

652. A decorrere dal 1º gennaio 2016 le deduzioni forfetarie delle spese non documentate disposte dall’articolo 66, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dall’articolo 1, comma 106, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, spettano in un’unica misura per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il territorio del comune in cui ha sede l’impresa e, nella misura del 35 per cento dell’importo cosi’ definito, per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore all’interno del comune in cui ha sede l’impresa, nei limiti delle dotazioni di bilancio previste per lo scopo.

653. Dopo l’articolo 46-bis della legge 6 giugno 1974, n. 298, e’ inserito il seguente:
«Art. 46-ter. – (Documentazione relativa allo svolgimento di trasporti internazionali). 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 46-bis, chiunque, durante l’effettuazione di un trasporto internazionale di merci, non e’ in grado di esibire agli organi di controllo la prova documentale relativa al trasporto stesso, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.200. All’atto dell’accertamento della violazione e’ sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo, che e’ restituito al conducente, al proprietario o al legittimo detentore, ovvero a persona da essi delegata, solo dopo che sia stata esibita la predetta documentazione e, comunque, trascorsi sessanta giorni dalla data dell’accertamento.  Il veicolo sottoposto a fermo amministrativo e’ affidato in custodia, a spese del responsabile della violazione, a uno dei soggetti individuati ai sensi del comma 1 dell’articolo 214-bis del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.  Si applicano le disposizioni degli articoli 207 e 214 del medesimo codice.
2. La prova documentale di cui al comma 1 puo’ essere fornita mediante l’esibizione di qualsiasi documento di accompagnamento delle merci previsto, per i trasporti internazionali, dalle vigenti norme nazionali o internazionali.
3. Fatta salva l’applicazione degli articoli 44 e 46, qualora il veicolo sia stato posto in circolazione privo della prova documentale di cui ai commi 1 e 2, ovvero questa sia stata compilata non conformemente alle norme di cui al comma 2, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 2.000 a euro 6.000. Se l’omessa o incompleta compilazione determina l’impossibilita’ di verificare la regolarita’ del trasporto internazionale di merci oggetto del controllo, si applicano le sanzioni di cui all’articolo 46, commi primo e secondo. Si osservano le disposizioni dell’articolo 207 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285».

654. Per la copertura degli oneri connessi al funzionamento dell’Autostrada ferroviaria alpina attraverso il tunnel del Frejus, e’ autorizzata la spesa complessiva di euro 29.026.383 per il periodo dal 1º gennaio 2013 al 30 giugno 2018, di cui euro 2.226.383 a copertura dell’ultimo periodo della fase sperimentale dal 1º gennaio 2013 al 30 giugno 2013, gia’ autorizzato dalla Commissione europea, e 26,8 milioni di euro per il periodo transitorio a decorrere dal 1º luglio 2013 al 30 giugno 2018, di cui 2,6 milioni di euro dal 1º luglio 2013 al 31 dicembre 2013, 5,4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2017 e 2,6 milioni di euro per il periodo dal 1º gennaio 2018 al 30 giugno 2018. L’onere di cui al primo periodo e’ conseguentemente pari a 21.026.383 euro per l’anno 2016, a 5,4 milioni di euro per l’anno 2017 e a 2,6 milioni di euro per l’anno 2018. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvede a stipulare l’accordo di programma con l’impresa ferroviaria Trenitalia Spa, beneficiaria del contributo per l’Autostrada ferroviaria alpina, per tutto l’arco temporale di cui al primo periodo, nonche’ a modificare la convenzione stipulata con la societa’ Cassa depositi e prestiti Spa al fine di provvedere, a condizioni piu’ vantaggiose, all’erogazione da parte di quest’ultima dei relativi finanziamenti all’impresa ferroviaria Trenitalia Spa, secondo le modalita’ indicate dal citato Ministero in un apposito addendum alla convenzione gia’ stipulata. Per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022 e’, altresi’, autorizzato un contributo di 10 milioni di euro finalizzato alla compensazione totale o parziale degli oneri derivanti dallo svolgimento dei servizi ferroviari di Autostrada ferroviaria alpina, effettuati attraverso il valico fra Italia e Francia, in particolare attraverso il Frejus. I predetti contributi sono concessi alle imprese aggiudicatarie dei servizi di Autostrada ferroviaria alpina mediante gara ad evidenza pubblica. Le compensazioni sono erogate a consuntivo, una volta all’anno, sulla base delle rendicontazioni fornite dall’aggiudicatario del servizio ferroviario, sia esso un’impresa ferroviaria, un operatore intermodale o un altro soggetto giuridico, ivi compresi i raggruppamenti d’impresa. La rendicontazione delle somme erogate e’ effettuata annualmente, entro il mese di aprile dell’anno successivo, dal soggetto aggiudicatario della gara per la prestazione del servizio di Autostrada ferroviaria alpina, secondo i meccanismi previsti dall’accordo di programma firmato fra le parti.

655. Al fine di avviare un programma straordinario di prove su veicoli nuovi di fabbrica e su veicoli circolanti, tese a verificare l’effettivita’ dei livelli di emissioni inquinanti su strada comparati con i valori rilevati durante le prove di omologazione sui rulli, nonche’ di incrementare le verifiche di conformita’ su veicoli e dispositivi a tutela della sicurezza stradale e della salute pubblica, e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2016. Le modalita’ tecniche e le procedure per l’attuazione delle disposizioni del primo periodo sono stabilite con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

656. In attuazione dell’articolo 99, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, la societa’ ANAS Spa e’ autorizzata a stipulare accordi, previa intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, fino ad un massimo di 100 milioni di euro, a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 68, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come rifinanziata ai sensi della Tabella E allegata alla presente legge. Gli accordi stipulati in applicazione del predetto decreto legislativo n. 112 del 1998 sono pubblicati integralmente nei siti internet istituzionali della societa’ ANAS Spa e degli enti locali interessati, ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

657. Nelle more del completamento dell’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 21 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.  114, e dell’emanazione del decreto legislativo di attuazione dell’articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e in particolare di quanto disposto dal comma 1, lettera d), del citato articolo 11, si provvede alla riorganizzazione della Scuola nazionale dell’amministrazione in modo da assicurare una riduzione dei servizi strumentali, una riduzione del numero complessivo dei docenti e un risparmio di spesa non inferiore al 10 per cento dei trasferimenti dal bilancio dello Stato. A tal fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri nomina un commissario straordinario.  Conseguentemente, a far data dalla nomina del commissario, decadono il Comitato di gestione e il Presidente in carica. Entro i successivi trenta giorni il commissario straordinario propone al Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione e al Ministro dell’economia e delle finanze un piano di riorganizzazione diretto a realizzare gli obiettivi di cui al primo periodo. Il piano acquista efficacia mediante l’approvazione con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministro dell’economia e delle finanze, e rimane efficace fino all’adozione del decreto legislativo di cui al primo periodo. Fino alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, rimane fermo quanto previsto dall’articolo 21, comma 4, del citato decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014, e l’adeguamento dei trattamenti economici ivi previsto ha comunque effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.

658. All’articolo 4-bis del decreto-legge 20 giugno 2012, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera b), le parole: «della Scuola superiore dell’Amministrazione dell’interno» sono sostituite dalle seguenti:
«della sede didattico-residenziale del Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie del Ministero dell’interno»;
b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Le convenzioni previste al comma 1, lettera b), possono avere ad oggetto, in luogo del versamento del corrispettivo, la fornitura di un servizio in misura corrispondente al costo sostenuto per l’utilizzazione delle strutture della sede didattico-residenziale di cui al comma 1, lettera b)».

659. Al fine di razionalizzare e aumentare l’efficacia degli interventi pubblici per il finanziamento degli investimenti e l’accesso al credito e al mercato dei capitali delle imprese agricole e agroalimentari, nonche’ al fine di razionalizzare e contenere la spesa pubblica, la societa’ Istituto sviluppo agroalimentare (ISA) Spa e la Societa’ gestione fondi per l’agroalimentare (SGFA) s.r.l.  sono incorporate di diritto, alla data di entrata in vigore della presente legge, nell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), che conserva la natura di ente pubblico economico, e l’Ufficio del registro delle imprese provvede alla iscrizione delle incorporazioni di ISA e SGFA su semplice richiesta di ISMEA. Le incorporazioni di cui al presente comma e le altre operazioni ad esse connesse sono esenti da tasse, nonche’ da imposte dirette o indirette. Per la gestione delle garanzie, l’Istituto puo’ costituire patrimoni separati ai sensi delle disposizioni di cui al libro quinto, titolo V, capo V, sezione XI, del codice civile.

660. L’ISMEA subentra nei rapporti giuridici attivi e passivi delle societa’ di cui al comma 659, ivi inclusi i compiti e le funzioni ad esse attribuiti dalle disposizioni vigenti. Il personale a tempo indeterminato in servizio presso le medesime societa’ e da esse dipendente alla data del 15 ottobre 2015 e’ trasferito, a domanda, alle dipendenze di ISMEA ed inquadrato in base al contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dallo stesso.  L’inquadramento del personale dipendente a tempo indeterminato di ISA Spa e’ disposto con provvedimento del commissario di cui al comma 661, assicurando che la spesa massima sostenuta per il medesimo personale non ecceda quella prevista alla data del 15 ottobre 2015 e garantendo l’allineamento ai livelli retributivi del contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dall’ISMEA. Fino all’emanazione del provvedimento di cui al terzo periodo, al predetto personale e’ corrisposto il trattamento economico fondamentale in godimento alla data del 15 ottobre 2015. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il bilancio di chiusura delle societa’ di cui al comma 659 e’ deliberato dagli organi in carica alla data di incorporazione e trasmesso per l’approvazione al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Ai componenti degli organi delle societa’ di cui al comma 659 sono corrisposti compensi, indennita’ o altri emolumenti comunque denominati soltanto fino alla data di incorporazione. Per gli adempimenti di cui al quinto periodo, ai componenti dei predetti organi spetta esclusivamente, ove dovuto, il rimborso delle spese sostenute, entro il termine di cui al medesimo periodo, nella misura prevista dal rispettivo ordinamento.

661. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 659 e 660 e’ nominato un commissario straordinario con le modalita’ di cui al comma 662. Il commissario, entro centoventi giorni dalla data della sua nomina, predispone un piano triennale per il rilancio, la razionalizzazione e lo sviluppo delle attivita’ finalizzate al finanziamento degli investimenti e all’accesso al credito, al mercato dei capitali delle imprese agricole e agroalimentari e alla gestione del rischio, delle politiche per l’internazionalizzazione, la promozione, la competitivita’ e l’innovazione tecnologica, anche finalizzata alla tracciabilita’ dei prodotti, delle filiere agricole e agroalimentari e delle start-up e delle reti di imprese, nonche’ delle attivita’ di monitoraggio dei prezzi dei prodotti agricoli, dei costi dei fattori di produzione e dell’andamento congiunturale dell’economia agricola e agroalimentare e delle filiere; predispone altresi’ lo statuto dell’ISMEA e gli interventi di incremento dell’efficienza organizzativa ed economica finalizzati alla riduzione delle spese di gestione pari ad almeno il 10 per cento. In caso di inottemperanza, entro il termine di cui al quinto periodo del comma 660, degli organi in carica alla data dell’incorporazione, il commissario provvede altresi’ all’adozione del bilancio di chiusura delle societa’ di cui al comma 659 entro il termine di cui al secondo periodo del presente comma e ferme restando le responsabilita’ gestorie dei predetti organi. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con uno o piu’ decreti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, tenuto conto delle proposte del commissario, approva il piano degli interventi necessari ad assicurare il contenimento della spesa dell’ISMEA e adotta lo statuto dell’ISMEA.

662. Il commissario di cui al comma 661 e’ nominato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e dura in carica un anno, prorogabile, per motivate esigenze, una sola volta. Con il medesimo decreto sono stabiliti il mandato del commissario, che si sostituisce al presidente e al consiglio di amministrazione di ISMEA, assumendone le funzioni e i poteri statutariamente previsti, e l’ammontare del suo compenso. Con il decreto di cui al primo periodo, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali puo’ nominare anche due subcommissari, che affiancano il commissario nell’esercizio delle sue funzioni, fissando il relativo compenso, che non puo’ comunque eccedere l’80 per cento di quello del commissario. Il compenso per il commissario e i subcommissari non puo’ comunque eccedere il 50 per cento della spesa cumulativamente prevista per gli organi statutari sostituiti o soppressi ai sensi delle disposizioni di cui ai commi da 659 a 664.  Al trattamento economico del commissario e dei subcommissari si provvede a valere sui capitoli di bilancio dell’ISMEA.

663. In attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 659 a 664, il contributo ordinario annuo a carico dello Stato in favore di ISMEA e’ soppresso e l’Istituto versa annualmente all’entrata del bilancio dello Stato la somma di 1 milione di euro.

664. Relativamente alle disposizioni di cui ai commi da 659 a 663, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

665. Al fine di garantire il rilancio delle attivita’ di ricerca e sperimentazione in agricoltura ai sensi dell’articolo 1, comma 381, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e favorire lo sviluppo di nuove tecnologie a supporto delle produzioni agricole, nonche’ per accrescere il sistema delle conoscenze a sostegno dello sviluppo del settore agricolo nazionale e della tutela del made in Italy, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) promuove un piano triennale di ricerca straordinario per lo sviluppo di un sistema informatico integrato di trasferimento tecnologico, analisi e monitoraggio delle produzioni agricole attraverso strumenti di sensoristica, diagnostica, meccanica di precisione, biotecnologie e bioinformatica.  666. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il CREA presenta al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali il piano di cui al comma 665, individuando i settori e le filiere di maggiore interesse su cui concentrare le risorse, gli enti di ricerca e le universita’ da coinvolgere, le tecnologie da sviluppare e i risultati attesi. Entro sessanta giorni dalla ricezione del piano di cui al comma 665, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali lo approva, con proprio decreto di natura non regolamentare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si esprimono entro il termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso il quale il decreto puo’ comunque essere adottato.

667. Per le finalita’ di cui ai commi 665 e 666 e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2016 e di 8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

668. All’articolo 1, comma 381, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al decimo periodo, le parole: «, lo statuto del Consiglio» sono soppresse; b) dopo il decimo periodo e’ inserito il seguente: «Lo statuto del Consiglio e’ adottato con regolamento del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche in deroga alle disposizioni di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 454, che sono abrogate a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo regolamento, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, che si pronunciano entro il termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso il quale il regolamento puo’ comunque essere adottato.».

669. Nelle more dell’adozione del decreto legislativo di attuazione dell’articolo 8 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e in particolare del criterio direttivo di cui al comma 1, lettera a), del citato articolo 8, l’associazione Formez PA, di cui al decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 6, persegue per l’anno 2016 obiettivi di riduzione delle spese di funzionamento. A tal fine il Commissario straordinario di cui all’articolo 20 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, realizza una riduzione delle spese di struttura in misura non inferiore al 20 per cento di quelle sostenute nell’esercizio 2015, da ottenere anche attraverso il contenimento del costo del personale e la fissazione di limiti alla retribuzione dei dirigenti, ferma restando l’applicazione dei limiti di cui agli articoli 23-bis e 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, e all’articolo 13 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Al fine della rapida realizzazione delle suddette riduzioni di spesa, nelle more dell’adozione del decreto legislativo di cui al primo periodo, si procede alle conseguenti modifiche dello statuto della suddetta associazione, anche in deroga a quanto previsto dal decreto legislativo n. 6 del 2010.

670. Al fine di migliorare i saldi di finanza pubblica e di razionalizzare e potenziare le attivita’ di servizio svolte a favore delle imprese nei settori dell’energia elettrica, del gas e del sistema idrico e, in particolare, allo scopo di valorizzare i ricavi delle prevalenti attivita’ economiche di accertamento, riscossione, versamento, supporto finanziario, informatico e amministrativo, la Cassa conguaglio per il settore elettrico, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ trasformata in ente pubblico economico, denominato «Cassa per i servizi energetici e ambientali» (CSEA), operante con autonomia organizzativa, tecnica e gestionale e sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’economia e delle finanze e dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Il patrimonio iniziale dell’ente, pari a 100 milioni di euro, e’ costituito, con provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze, da una somma prelevata dai conti gestiti dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico e versata all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnata ad apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per le finalita’ di cui al presente comma. A decorrere dal 2016, gli eventuali utili derivanti dalla gestione economica dell’ente sono versati all’entrata del bilancio dello Stato. Restano organi dell’ente il presidente, il comitato di gestione e il collegio dei revisori; i relativi procedimenti di nomina continuano ad essere disciplinati dalle norme vigenti per gli omologhi organi della Cassa conguaglio per il settore elettrico. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, e’ approvato lo statuto, e’ stabilita la dotazione organica dell’ente in misura non superiore a sessanta unita’ e sono apportate al regolamento di organizzazione e funzionamento le modifiche necessarie a dare attuazione al presente comma. Allo scopo di assicurare la continuita’ nell’esercizio delle funzioni dell’ente, in sede di prima applicazione, la CSEA, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, avvia procedure di selezione pubblica, per titoli ed esami, finalizzate alla copertura del proprio fabbisogno di organico; allo scopo di consolidare le specifiche esperienze professionali maturate all’interno dell’ente e non agevolmente acquisibili all’esterno, e’ considerato titolo preferenziale, ma non essenziale, il servizio prestato presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico per un periodo di almeno dodici mesi antecedente alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della candidatura. Il rapporto di lavoro del personale dipendente della CSEA e’ disciplinato dalle norme di diritto privato e dalla contrattazione collettiva di settore. Tutti gli atti connessi alle operazioni di trasformazione in ente pubblico economico sono esclusi da ogni tributo e diritto e sono effettuati in regime di neutralita’ fiscale. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

671. A seguito delle sentenze della Corte costituzionale n. 1 del 14-18 gennaio 2008 e n. 205 del 4-13 luglio 2011, al comma 6-quinquies dell’articolo 15 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole: «e dallo Stato», ovunque ricorrono, sono soppresse. Al fine di completare la restituzione delle somme trattenute dallo Stato ai concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche e’ autorizzata la spesa di 12 milioni di euro. Le disponibilita’ iscritte nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno 2015, ai sensi dell’articolo 19, comma 2, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, sono destinate, nel limite di 12 milioni di euro, alla restituzione ai concessionari delle somme trattenute dallo Stato di cui al periodo precedente. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio in termini di residui, di competenza e di cassa. La disposizione di cui al presente comma entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

672. All’articolo 23-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 19, comma 6, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 30 aprile 2016, sentita la Conferenza unificata per i profili di competenza, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, per le societa’ direttamente o indirettamente controllate da amministrazioni dello Stato e dalle altre amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ad esclusione delle societa’ emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati e loro controllate, sono definiti indicatori dimensionali quantitativi e qualitativi al fine di individuare fino a cinque fasce per la classificazione delle suddette societa’. Per ciascuna fascia e’ determinato, in proporzione, il limite dei compensi massimi al quale i consigli di amministrazione di dette societa’ devono fare riferimento, secondo criteri oggettivi e trasparenti, per la determinazione del trattamento economico annuo onnicomprensivo da corrispondere agli amministratori, ai dirigenti e ai dipendenti, che non potra’ comunque eccedere il limite massimo di euro 240.000 annui al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico del beneficiario, tenuto conto anche dei compensi corrisposti da altre pubbliche amministrazioni. Le societa’ di cui al primo periodo verificano il rispetto del limite massimo del trattamento economico annuo onnicomprensivo dei propri amministratori e dipendenti fissato con il decreto di cui al presente comma. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono limiti ai compensi inferiori a quelli previsti dal decreto di cui al presente comma».

673. Il regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24 dicembre 2013, n. 166, continua a produrre i propri effetti fino all’adozione del decreto previsto dall’articolo 23-bis, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come sostituito dal comma 672 del presente articolo.

674. I commi 5-bis e 5-ter dell’articolo 23-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono abrogati dalla data di adozione del decreto di cui all’articolo 23-bis, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come sostituito dal comma 672 del presente articolo.

675. Le societa’ controllate direttamente o indirettamente dallo Stato e dalle altre amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonche’ le societa’ in regime di amministrazione straordinaria, ad esclusione delle societa’ emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati e loro controllate, pubblicano, entro trenta giorni dal conferimento di incarichi di collaborazione, di consulenza o di incarichi professionali, inclusi quelli arbitrali, e per i due anni successivi alla loro cessazione, le seguenti informazioni: a) gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico, l’oggetto della prestazione, la ragione dell’incarico e la durata; b) il curriculum vitae; c) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, nonche’ agli incarichi professionali, inclusi quelli arbitrali; d) il tipo di procedura seguita per la selezione del contraente e il numero di partecipanti alla procedura.

676. La pubblicazione delle informazioni di cui al comma 675, relativamente ad incarichi per i quali e’ previsto un compenso, e’ condizione di efficacia per il pagamento stesso. In caso di omessa o parziale pubblicazione, il soggetto responsabile della pubblicazione ed il soggetto che ha effettuato il pagamento sono soggetti ad una sanzione pari alla somma corrisposta.

677. Qualora entro il 31 dicembre 2016 si proceda all’alienazione di quote o a un aumento di capitale riservato al mercato del gruppo Ferrovie dello Stato italiane Spa, il Ministero dell’economia e delle finanze presenta alle Camere una relazione che evidenzia in modo puntuale l’impatto economico, industriale e occupazionale derivante dalla privatizzazione nella quale sono indicati in particolare:
a) i dati finanziari e industriali degli effetti dell’alienazione o dell’eventuale aumento di capitale sulle societa’ interessate e sul bilancio dello Stato;
b) la minore spesa per interessi derivante dall’utilizzo delle risorse incassate dall’alienazione per la riduzione del debito pubblico;
c) i minori dividendi versati al bilancio dello Stato in conseguenza dell’alienazione;
d) gli effetti dell’alienazione o dell’aumento di capitale riservato al mercato sul piano industriale del gruppo.

678. Nelle more della stipulazione del contratto di programma tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la societa’ Ferrovie dello Stato italiane Spa, le risorse gia’ destinate alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sono direttamente trasferite alla societa’ Ferrovie dello Stato italiane Spa. Il presente comma entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

679. Al fine di valorizzare ENAV Spa, assicurando maggiore certezza e stabilita’ nei rapporti giuridici, nonche’ la coerenza dell’assetto regolatorio nazionale della fornitura dei servizi della navigazione aerea al quadro normativo europeo di riferimento, anche nella prospettiva dell’apertura del capitale della societa’ ai privati:
a) all’articolo 9 della legge 23 dicembre 1996, n. 665, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Il contratto di programma tra lo Stato ed ENAV Spa ha durata coincidente con il periodo di riferimento di cui all’articolo 8 del regolamento di esecuzione (UE) n. 390/2013 della Commissione, del 3 maggio 2013, ed e’ stipulato tra ENAV Spa e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e, per quanto di competenza, con il Ministro della difesa. Entro il 30 giugno dell’anno precedente l’inizio del periodo di riferimento, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con ENAV Spa, trasmette uno schema di contratto di programma ai soggetti di cui al periodo precedente, che si esprimono entro il 30 settembre del medesimo anno e sottoscrivono il contratto entro il 31 dicembre. Qualora entro tale termine non si pervenga al perfezionamento del nuovo contratto, continua ad applicarsi il contratto relativo al periodo di riferimento precedente»;
2) al comma 2, lettera a), le parole: «anche di rilevanza sociale o comunque resi in condizione di non remunerazione dei costi» sono sostituite dalle seguenti: «nonche’ gli standard di sicurezza e di qualita’ dei servizi erogati anche in base alla normativa europea» ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Lo Stato garantisce a ENAV Spa il rimborso delle risorse necessarie per la fornitura dei servizi della navigazione aerea prestati in favore dei voli esonerati, in conformita’ all’articolo 10, paragrafo 5, del regolamento di esecuzione (UE) n. 391/2013 della Commissione, del 3 maggio 2013»;
3) i commi 3, 4, 5 e 6 sono abrogati;
b) in sede di prima applicazione del comma 1 dell’articolo 9 della legge 23 dicembre 1996, n. 665, come sostituito dalla lettera a) del presente comma, il contratto di programma tra lo Stato ed ENAV Spa ha durata quadriennale e regola il periodo dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2019. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con ENAV Spa, trasmette lo schema di contratto di programma relativo al predetto periodo ai soggetti di cui al citato comma 1 dell’articolo 9 della legge n. 665 del 1996 entro il termine del 29 febbraio 2016, ai fini della sua definitiva sottoscrizione entro il 30 aprile 2016;
c) qualora sopraggiunte variazioni dello scenario economico e strategico nazionale e, in ogni caso, il verificarsi di eventi indipendenti da ENAV Spa implichino la riduzione o cessazione dell’operativita’ aeroportuale, ENAV Spa, previo parere favorevole dell’Ente nazionale per l’aviazione civile e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, rivede il livello dei servizi di navigazione aerea prestati, da comunicare al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’economia e delle finanze.

680. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in conseguenza dell’adeguamento dei propri ordinamenti ai principi di coordinamento della finanza pubblica di cui alla presente legge e a valere sui risparmi derivanti dalle disposizioni ad esse direttamente applicabili ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a 3.980 milioni di euro per l’anno 2017 e a 5.480 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, in ambiti di spesa e per importi proposti, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, in sede di autocoordinamento dalle regioni e province autonome medesime, da recepire con intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 gennaio di ciascun anno. In assenza di tale intesa entro i predetti termini, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, entro venti giorni dalla scadenza dei predetti termini, i richiamati importi sono assegnati ad ambiti di spesa ed attribuiti alle singole regioni e province autonome, tenendo anche conto della popolazione residente e del PIL, e sono rideterminati i livelli di finanziamento degli ambiti individuati e le modalita’ di acquisizione delle risorse da parte dello Stato, considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale. Fermo restando il concorso complessivo di cui al primo periodo, il contributo di ciascuna autonomia speciale e’ determinato previa intesa con ciascuna delle stesse. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza come eventualmente rideterminato ai sensi del presente comma e dei commi da 681 a 684 del presente articolo e dell’articolo 1, commi da 400 a 417, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Per la regione Trentino-Alto Adige e per le province autonome di Trento e di Bolzano l’applicazione del presente comma avviene nel rispetto dell’Accordo sottoscritto tra il Governo e i predetti enti in data 15 ottobre 2014, e recepito con legge 23 dicembre 2014, n. 190, con il concorso agli obiettivi di finanza pubblica previsto dai commi da 406 a 413 dell’articolo 1 della medesima legge.

681. Al comma 6 dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n.  89, e successive modificazioni, al primo e al terzo periodo, la parola: «2018» e’ sostituita dalla seguente: «2019».

682. Il concorso agli obiettivi di finanza pubblica delle regioni a statuto ordinario di cui all’articolo 46, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, come modificato dal comma 681 del presente articolo, al netto del contenimento della spesa sanitaria e della corrispondente riduzione del livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale per le regioni a statuto ordinario di cui agli articoli da 9-bis a 9-septies del decreto-legge 19 giugno 2015, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, e’ realizzato per l’anno 2016 secondo modalita’ da stabilire mediante intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 gennaio 2016. In caso di mancata intesa, si applica quanto previsto dal secondo periodo del predetto articolo 46, comma 6. Per gli anni dal 2017 al 2019 si provvede secondo le modalita’ di cui al comma 680.

683. Ai fini della riduzione del debito, nell’anno 2016 e’ attribuito alle regioni a statuto ordinario un contributo di complessivi 1.900 milioni di euro, ripartito fra ciascuna regione come indicato nell’allegato n. 7 annesso alla presente legge. Gli importi di ciascun contributo possono essere modificati a invarianza del contributo complessivo, mediante accordo da sancire, entro il 31 gennaio 2016, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Il contributo non rileva ai fini del pareggio di bilancio di cui ai commi da 707 a 734.

684. Le disponibilita’ in conto residui iscritte in bilancio per l’anno 2015, relative all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successive modificazioni, sono destinate, nel limite di 1.300 milioni di euro, al finanziamento del contributo di cui al comma 683. La disposizione di cui al presente comma entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale. A tal fine le predette somme sono versate all’entrata del bilancio dello Stato nell’anno 2016.

685. Nelle more dell’adeguamento delle norme di attuazione dello statuto della Regione siciliana alle modifiche intervenute nella legislazione tributaria, al fine di omogeneizzare il comparto delle autonomie speciali, in modo da addivenire, tra l’altro, a un chiarimento sulla compartecipazione regionale e sulla revisione della percentuale di compartecipazione al gettito tributario, alla ridefinizione delle competenze secondo il principio della leale collaborazione istituzionale, nonche’ alla luce dell’adempimento, nel 2015, da parte della Regione, degli impegni in materia di contenimento delle spese e a condizione di un aggiornamento dell’intesa tra lo Stato e la Regione siciliana in materia di obiettivi di contenimento della spesa per l’anno 2016, sono assegnati alla Regione siciliana 900 milioni di euro per il medesimo anno 2016.

686. Nelle more dell’attuazione del punto 7 dell’Accordo del 25 luglio 2015 tra il Presidente della regione Valle d’Aosta e il Ministro dell’economia e delle finanze, a compensazione della perdita di gettito subita, per gli anni 2011/2014, dalla regione Valle d’Aosta nella determinazione dell’accisa di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), della legge 26 novembre 1981, n. 690, e’ corrisposto alla medesima regione l’importo di 50 milioni di euro per l’anno 2016.

687. Le somme giacenti sulla contabilita’ speciale di cui all’articolo 45, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, non utilizzate per le finalita’ di cui al medesimo articolo, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato, nell’anno 2016, per un importo pari a 1.550 milioni di euro.

688. L’importo di 6,6 milioni di euro per l’anno 2016, di 9,8 milioni di euro per l’anno 2017, di 12,1 milioni di euro per l’anno 2018 e di 14,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 e’ recuperato all’erario tramite versamento all’entrata del bilancio dello Stato da parte di ciascuna regione e, in caso di mancato versamento, attraverso corrispondente riduzione dei trasferimenti a qualunque titolo dovuti alle regioni interessate. Il predetto importo e’ ripartito tra le regioni interessate in proporzione agli importi di cui all’allegato n. 7 annesso alla presente legge, ovvero mediante l’accordo di cui al secondo periodo del comma 683.

689. L’importo di 9,9 milioni di euro per l’anno 2016, di 14,8 milioni di euro per l’anno 2017, di 18,2 milioni di euro per l’anno 2018 e di 21,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 e’ recuperato all’erario attraverso un maggiore accantonamento nei confronti della Regione siciliana a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali ed e’ corrispondentemente migliorato per ciascun anno l’obiettivo di finanza pubblica della Regione siciliana.

690. All’articolo 1, comma 462, lettera d), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Alle regioni di cui al comma 12-sexiesdecies, secondo periodo, dell’articolo 10 del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, si applicano esclusivamente le disposizioni previste dal comma 12-septiesdecies del medesimo articolo».

691. All’articolo 9, comma 5, del decreto-legge 19 giugno 2015, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, la parola: «sette» e’ sostituita dalla seguente: «dieci».

692. Le regioni contabilizzano le anticipazioni di liquidita’ di cui al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, incassate a decorrere dall’esercizio 2015, secondo le seguenti modalita’ anche alternative:
a) iscrivendo, nel titolo di spesa riguardante il rimborso dei prestiti, un fondo anticipazione di liquidita’, di importo pari alle anticipazioni di liquidita’ incassate nell’esercizio, non impegnabile e pagabile, destinato a confluire nel risultato di amministrazione, come quota accantonata definita dall’articolo 42 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
b) nel rispetto di quanto previsto dal comma 697.

693. Il fondo anticipazione di liquidita’ costituito ai sensi del comma 692 e’ annualmente utilizzato secondo le seguenti modalita’:
a) in caso di disavanzo al 31 dicembre dell’esercizio di incasso dell’anticipazione, applicando in entrata del bilancio di previsione dell’esercizio successivo, come «Utilizzo fondo anticipazione di liquidita’», la quota del fondo di cui al comma 692, corrispondente all’importo del disavanzo 2014, anche nelle more dell’approvazione del rendiconto dell’esercizio precedente. La medesima quota del fondo e’ iscritta in spesa al netto del rimborso dell’anticipazione effettuato nell’esercizio. Negli esercizi successivi, fino al completo utilizzo del fondo, in entrata del bilancio di previsione e’ applicato il fondo stanziato in spesa dell’esercizio precedente, e in spesa e’ stanziato il medesimo fondo al netto del rimborso dell’anticipazione effettuato nell’esercizio;
b) la quota del fondo eccedente il disavanzo al 31 dicembre 2014 di cui alla lettera a) e’ utilizzata secondo le modalita’ previste dall’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125.

694. L’eventuale disavanzo risultante nell’esercizio di erogazione dell’anticipazione, per un importo pari al fondo di cui al comma 693, lettera a), e’ annualmente ripianato per un importo pari all’ammontare del rimborso dell’anticipazione stessa, effettuato nel corso dell’esercizio.
695. Con riferimento alle anticipazioni erogate a decorrere dall’esercizio 2015 ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, il fondo anticipazione di liquidita’ costituito ai sensi del comma 692 e’ annualmente utilizzato secondo le seguenti modalita’:
a) in caso di disavanzo nell’esercizio di incasso dell’anticipazione, il fondo di cui al comma 692 e’ applicato in entrata del bilancio di previsione dell’esercizio successivo, come «Utilizzo fondo anticipazione di liquidita’», anche nelle more dell’approvazione del rendiconto dell’esercizio precedente, per un importo non superiore al predetto disavanzo. La medesima quota del fondo e’ iscritta in spesa al netto del rimborso dell’anticipazione effettuato nell’esercizio. Negli esercizi successivi, fino al completo utilizzo del fondo, in entrata del bilancio di previsione e’ applicato il fondo stanziato in spesa dell’esercizio precedente, e in spesa e’ stanziato il medesimo fondo al netto del rimborso dell’anticipazione effettuato nell’esercizio;
b) la quota del fondo eccedente l’importo del disavanzo formatosi nell’esercizio di erogazione dell’anticipazione e’ utilizzata secondo le modalita’ previste dall’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125.
696. Con riferimento alle anticipazioni erogate a decorrere dall’esercizio 2015 ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, il disavanzo formatosi nel corso dell’esercizio di erogazione dell’anticipazione, per un importo non superiore a quello dell’anticipazione, e’ annualmente ripianato per un importo pari all’ammontare del rimborso dell’anticipazione che lo ha determinato, effettuato nel corso dell’esercizio.

697. Le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successive modificazioni, si interpretano nel senso che le anticipazioni di liquidita’ possono essere registrate contabilmente riducendo gli stanziamenti di entrata, riguardanti il finanziamento del disavanzo di amministrazione derivante dal debito autorizzato e non contratto per finanziare spesa di investimento, di un importo pari a quello dell’anticipazione di liquidita’.

698. Le regioni che, nei casi diversi dal comma 697, a seguito dell’incasso delle anticipazioni di liquidita’ di cui al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, non hanno stanziato in bilancio, tra le spese, un fondo diretto ad evitare il finanziamento di nuove e maggiori spese e non hanno accantonato tale fondo nel risultato di amministrazione, previo parere dell’organo di revisione economico-finanziaria, provvedono a rideterminare, alla data del 1º gennaio 2015, con deliberazione della Giunta regionale da trasmettere al Consiglio regionale:
a) il proprio risultato di amministrazione disponibile al 31 dicembre 2014 definito ai fini del rendiconto 2014, anche se approvato dal Consiglio, riferendolo al 1º gennaio 2015, accantonandone una quota al fondo anticipazione di liquidita’, per un importo pari alle anticipazioni acquisite nel 2013 e nel 2014, al netto delle quote gia’ rimborsate, se hanno partecipato alla sperimentazione prevista dall’articolo 78 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e non hanno effettuato il riaccertamento straordinario dei residui di cui all’articolo 3, comma 17-bis, del predetto decreto legislativo n. 118 del 2011;
b) il proprio risultato di amministrazione disponibile al 1º gennaio 2015, definito nell’ambito del riaccertamento straordinario dei residui, accantonandone una quota al fondo anticipazione di liquidita’, per un importo pari alle anticipazioni acquisite nel 2013 e nel 2014, al netto delle quote gia’ rimborsate, se non hanno partecipato alla sperimentazione prevista dall’articolo 78 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, o hanno effettuato il riaccertamento straordinario dei residui di cui all’articolo 3, comma 17-bis, del predetto decreto legislativo n. 118 del 2011.

699. L’eventuale disavanzo di amministrazione derivante dall’accantonamento al fondo anticipazione di liquidita’ di cui al comma 698 e’ ripianato annualmente, a decorrere dal 2016, per un importo pari all’ammontare dell’anticipazione rimborsata nel corso dell’esercizio precedente. Il risultato di amministrazione presunto in sede di bilancio di previsione 2016-2018 e’ calcolato considerando, tra le quote accantonate, anche il fondo anticipazione di liquidita’ previsto dal comma 698 e quello derivante dalle anticipazioni di liquidita’ incassate nell’esercizio 2015 contabilizzate ai sensi del comma 692, lettera a).

700. Il fondo anticipazione di liquidita’ costituito ai sensi del comma 698 e’ annualmente utilizzato secondo le seguenti modalita’:
a) la quota del fondo accantonata nel risultato di amministrazione, per un importo pari al maggiore disavanzo di amministrazione formatosi in attuazione del comma 698, e’ applicata in entrata del bilancio di previsione dell’esercizio 2016 come «Utilizzo fondo anticipazioni di liquidita’» anche nelle more dell’approvazione del rendiconto dell’esercizio precedente. Il medesimo fondo e’ iscritto in spesa al netto del rimborso dell’anticipazione effettuato nell’esercizio precedente.  Dall’esercizio 2017, fino al completo utilizzo del fondo, in entrata del bilancio di previsione e’ applicato il fondo stanziato in spesa dell’esercizio precedente, e in spesa e’ stanziato il medesimo fondo al netto del rimborso dell’anticipazione effettuato nell’esercizio precedente;
b) la quota del fondo eccedente l’importo del disavanzo di amministrazione formatosi in attuazione del comma 698 e’ utilizzata secondo le modalita’ previste dall’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125.

701. La regione Piemonte ridetermina i propri risultati di amministrazione nel rispetto della sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2015 secondo le modalita’ individuate dalla Corte dei conti – sezione regionale di controllo per il Piemonte e, a decorrere dal 2016, ripiana annualmente il conseguente maggiore disavanzo per un importo pari al contributo erogato nell’esercizio precedente ai sensi dell’articolo 1, comma 456, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Nel bilancio di previsione 2016, la regione applica in entrata il fondo vincolato costituito nel risultato di amministrazione in applicazione della sentenza, come «Utilizzo fondo vincolato da anticipazioni di liquidita’» anche nelle more dell’approvazione del rendiconto dell’esercizio precedente. Il medesimo fondo e’ iscritto in spesa al netto del contributo erogato nell’esercizio precedente ai sensi dell’articolo 1, comma 456, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Dall’esercizio 2017, fino al completo utilizzo del fondo, in entrata del bilancio di previsione e’ applicato il fondo stanziato in spesa dell’esercizio precedente, e in spesa e’ stanziato il medesimo fondo al netto del contributo erogato nell’esercizio precedente ai sensi dell’articolo 1, comma 456, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. La regione Piemonte accantona nel proprio risultato di amministrazione anche un fondo di importo pari alle passivita’ trasferite alla gestione commissariale, ai sensi dell’articolo 1, comma 454, lettera a), della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Tale fondo e’ utilizzato con le stesse modalita’ previste per l’utilizzo del fondo vincolato da anticipazione di liquidita’. Il conseguente disavanzo aggiuntivo e’ ripianato, dopo avere coperto il disavanzo determinato dall’applicazione della sentenza, con le medesime modalita’.

702. Nelle more della conclusione, da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), delle procedure di ripiano dell’eventuale sfondamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per gli anni 2013 e 2014 e al fine di garantire il rispetto degli equilibri di finanza pubblica, le regioni, in coerenza con quanto disposto dall’articolo 20 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni, accertano ed impegnano nel bilancio regionale dell’anno 2015, nella misura del 90 per cento e al netto degli importi eventualmente gia’ contabilizzati, le somme indicate nella tabella di cui all’allegato A alla presente legge a titolo di ripiano per ciascuno degli anni 2013 e 2014. I predetti accertamenti e impegni sono effettuati nel bilancio finanziario dell’anno 2015, entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge 13 novembre 2015, n. 179.  Conseguentemente, gli enti del Servizio sanitario nazionale, di cui all’articolo 19, comma 2, lettere b) e c), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, iscrivono le predette somme nel proprio conto economico dandone evidenza nel modello CE IV trimestre 2015, di cui al decreto del Ministro della salute 15 giugno 2012, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 159 del 10 luglio 2012, nelle voci relative ai codici AA0900 e AA0910.

703. A conclusione delle procedure di ripiano, da parte dell’AIFA, dell’eventuale sfondamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per gli anni 2013 e 2014, ove si verifichi una differenza tra l’importo che ha formato oggetto di accertamento e di impegno ai sensi del comma 702 e quello risultante dalle determinazioni AIFA, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, conclusive delle predette procedure con riferimento a ciascuno degli anni 2013 e 2014, le regioni procedono alle relative regolazioni contabili, ai sensi di quanto disposto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.

704. All’articolo 32 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, alinea, dopo le parole: «servizi o forniture,» sono inserite le seguenti: «nonche’ ad una impresa che esercita attivita’ sanitaria per conto del Servizio sanitario nazionale in base agli accordi contrattuali di cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,»;
b) al comma 1, lettera a), la parola: «appaltatrice» e’ soppressa e dopo le parole: «d’appalto» sono inserite le seguenti: «ovvero dell’accordo contrattuale»;
c) al comma 1, lettera b), la parola: «appaltatrice» e’ soppressa e dopo le parole: «d’appalto» sono inserite le seguenti: «ovvero dell’accordo contrattuale»;
d) al comma 2, dopo le parole: «del contratto» sono inserite le seguenti: «ovvero dell’accordo contrattuale»;
e) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis. Nell’ipotesi di impresa che esercita attivita’ sanitaria per conto del Servizio sanitario nazionale in base agli accordi contrattuali di cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il decreto del Prefetto di cui al comma 2 e’ adottato d’intesa con il Ministro della salute e la nomina e’ conferita a soggetti in possesso di curricula che evidenzino qualificate e comprovate professionalita’ ed esperienza di gestione sanitaria»;
f) al comma 10, al primo periodo, dopo la parola: «contratto» sono inserite le seguenti: «ovvero dell’accordo contrattuale» e dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Nei casi di cui al comma 2-bis, le misure sono disposte con decreto del Prefetto, d’intesa con il Ministro della salute»;
g) dopo il comma 10 e’ aggiunto il seguente:
«10-bis. Le misure di cui al presente articolo, nel caso di accordi contrattuali con il Servizio sanitario nazionale di cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, si applicano ad ogni soggetto privato titolare dell’accordo, anche nei casi di soggetto diverso dall’impresa, e con riferimento a condotte illecite o eventi criminosi posti in essere ai danni del Servizio sanitario nazionale».

705. Il decreto-legge 13 novembre 2015, n. 179, e’ abrogato.  Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge n. 179 del 2015.

706. All’articolo 41, comma 5, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, la parola: «2015» e’ sostituita dalla seguente: «2016».

707. A decorrere dall’anno 2016 cessano di avere applicazione l’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e tutte le norme concernenti la disciplina del patto di stabilita’ interno degli enti locali nonche’ i commi 461, 463, 464, 468, 469 e i commi da 474 a 483 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Restano fermi gli adempimenti degli enti locali relativi al monitoraggio e alla certificazione del patto di stabilita’ interno 2015, di cui ai commi 19, 20 e 20-bis dell’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n.  183, nonche’ l’applicazione delle sanzioni in caso di mancato rispetto del patto di stabilita’ interno relativo all’anno 2015 o relativo agli anni precedenti accertato ai sensi dei commi 28, 29 e 31 dell’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183. Restano altresi’ fermi gli adempimenti delle regioni relativi al monitoraggio e alla certificazione del pareggio di bilancio per l’anno 2015, di cui ai commi da 470 a 473 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonche’ l’applicazione delle sanzioni in caso di mancato rispetto dell’obiettivo del pareggio relativo all’anno 2015.  Sono fatti salvi gli effetti connessi all’applicazione negli anni 2014 e 2015 dei patti orizzontali recati al comma 141 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, al comma 483 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e al comma 7 dell’articolo 4-ter del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.

708. Il termine per l’invio delle deliberazioni, esclusivamente in via telematica, fissato al 10 settembre 2014 dall’articolo 1, comma 688, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, si applica ai soli comuni che non hanno inviato in via telematica, entro il 23 maggio 2014, le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni ai fini del versamento della prima rata TASI entro il 16 giugno 2014.

709. Ai fini della tutela dell’unita’ economica della Repubblica, gli enti di cui al comma 1 dell’articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica nel rispetto delle disposizioni di cui ai commi da 707 a 734 del presente articolo, che costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione.

710. Ai fini del concorso al contenimento dei saldi di finanza pubblica, gli enti di cui al comma 709 devono conseguire un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali, come eventualmente modificato ai sensi dei commi 728, 730, 731 e 732.

711. Ai fini dell’applicazione del comma 710, le entrate finali sono quelle ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio previsto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e le spese finali sono quelle ascrivibili ai titoli 1, 2 e 3 del medesimo schema di bilancio. Limitatamente all’anno 2016, nelle entrate e nelle spese finali in termini di competenza e’ considerato il fondo pluriennale vincolato, di entrata e di spesa, al netto della quota riveniente dal ricorso all’indebitamento.

712. A decorrere dall’anno 2016, al bilancio di previsione e’ allegato un prospetto obbligatorio contenente le previsioni di competenza triennali rilevanti in sede di rendiconto ai fini della verifica del rispetto del saldo di cui al comma 710, come declinato al comma 711. A tal fine, il prospetto allegato al bilancio di previsione non considera gli stanziamenti del fondo crediti di dubbia esigibilita’ e dei fondi spese e rischi futuri concernenti accantonamenti destinati a confluire nel risultato di amministrazione. Il prospetto concernente il rispetto del predetto saldo e’ definito secondo le modalita’ previste dall’articolo 11, comma 11, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Con riferimento all’esercizio 2016, il prospetto e’ allegato al bilancio di previsione gia’ approvato mediante delibera di variazione del bilancio approvata dal Consiglio entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 11, comma 11, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.

713. Per l’anno 2016, nel saldo individuato ai sensi del comma 710 non sono considerate le spese sostenute dagli enti locali per interventi di edilizia scolastica effettuati a valere sull’avanzo di amministrazione e su risorse rivenienti dal ricorso al debito.  L’esclusione opera nel limite massimo di 480 milioni di euro. A tal fine gli enti locali comunicano, entro il termine perentorio del 1º marzo, alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica, secondo modalita’ individuate e pubblicate nel sito istituzionale della medesima Struttura, gli spazi finanziari di cui necessitano per sostenere interventi di edilizia scolastica nel rispetto del vincolo di cui ai commi 710 e 711. Gli spazi finanziari sono attribuiti secondo il seguente ordine prioritario:
a) spese sostenute per gli interventi di edilizia scolastica avviati dai comuni a seguito dell’articolo 48, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, spese sostenute dalle province e dalle citta’ metropolitane per interventi di edilizia scolastica, nell’ambito delle risorse assegnate ai sensi dell’articolo 1, comma 467, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonche’ spese sostenute dai comuni a compartecipazioni e finanziamenti della Banca europea degli investimenti (B. E.I.) destinati ad interventi di edilizia scolastica esclusi dal beneficio di cui al citato articolo 48, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66;
b) spese sostenute dagli enti locali a valere su stanziamenti di bilancio ovvero su risorse acquisite mediante contrazione di mutuo, per interventi di edilizia scolastica finanziati con le risorse di cui all’articolo 10 del decreto-legge 12 novembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, e successive modificazioni;
c) spese per interventi di edilizia scolastica sostenute da parte degli enti locali. Gli enti locali beneficiari dell’esclusione e l’importo dell’esclusione stessa sono individuati, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro il 15 aprile 2016. Qualora la richiesta complessiva risulti superiore agli spazi finanziari disponibili, gli stessi sono attribuiti in misura proporzionale alle singole richieste. Il monitoraggio degli interventi di edilizia scolastica avviene ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229.

714. Gli enti locali che nel corso del 2013 o del 2014 hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale o ne hanno conseguito l’approvazione ai sensi dell’articolo 243-bis del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, possono ripianare la quota di disavanzo applicato al piano di riequilibrio, secondo le modalita’ previste dal decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 2 aprile 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2015. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i medesimi enti, ferma restando la durata massima del piano di riequilibrio come prevista dall’articolo 243-bis, comma 5, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, possono provvedere a rimodulare o riformulare il precedente piano in coerenza con l’arco temporale di trenta anni previsto per il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. La restituzione delle anticipazioni di liquidita’ erogate agli enti di cui ai periodi precedenti, ai sensi degli articoli 243-ter e 243-quinquies del citato testo unico di cui al decreto legislativo n.  267 del 2000, e’ effettuata in un periodo massimo di trenta anni decorrente dall’anno successivo a quello in cui viene erogata l’anticipazione.

715. Gli enti locali che hanno conseguito l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’articolo 243-bis del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per il periodo della durata del piano possono utilizzare le risorse derivanti da operazioni di rinegoziazione di mutui nonche’ dal riacquisto dei titoli obbligazionari emessi senza vincoli di destinazione.

716. Per l’anno 2016, nel saldo individuato ai sensi del comma 710 non sono considerate le spese sostenute dagli enti locali per interventi di bonifica ambientale, conseguenti ad attivita’ minerarie, effettuati a valere sull’avanzo di amministrazione e su risorse rivenienti dal ricorso al debito. L’esclusione opera nel limite massimo di 20 milioni di euro. A tale fine gli enti locali comunicano, entro il termine perentorio del 1º marzo, alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, secondo modalita’ individuate e pubblicate nel sito istituzionale della medesima Struttura, gli spazi finanziari di cui necessitano per sostenere gli interventi di cui al presente comma nel rispetto del vincolo di cui ai commi 710 e 711. Gli enti locali beneficiari dell’esclusione e l’importo dell’esclusione stessa sono individuati, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro il 15 aprile 2016. Qualora la richiesta complessiva risulti superiore agli spazi finanziari disponibili, gli stessi sono attribuiti in misura proporzionale alle singole richieste.

717. L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), nell’ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego dei fondi disponibili di cui all’articolo 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni, destina ulteriori 50 milioni di euro rispetto alle somme indicate all’articolo 18, comma 8, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, per la realizzazione delle scuole innovative, ivi compresa l’acquisizione delle relative aree di intervento di cui all’articolo 1, comma 153, della legge 13 luglio 2015, n. 107.  Rispetto alle citate risorse i canoni di locazione da corrispondere all’INAIL sono posti a carico dello Stato nella misura di euro 1,5 milioni annui a decorrere dall’anno 2018, mediante corrispondente riduzione del Fondo «La Buona Scuola» per il miglioramento e la valorizzazione dell’istruzione scolastica di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Le somme incassate dagli enti locali attraverso la cessione delle aree di loro proprieta’ in favore dell’INAIL sono vincolate alla realizzazione delle ulteriori fasi progettuali finalizzate alla cantierizzazione dell’intervento oggetto del concorso di cui al comma 155 dell’articolo 1 della citata legge n. 107 del 2015, in deroga a quanto previsto dal decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125. Le eventuali somme residue sono trasferite dagli enti locali al bilancio dello Stato per la riduzione dei canoni di cui al comma 158 dell’articolo 1 della citata legge n. 107 del 2015.

718. Al fine di assicurare lo svolgimento delle attivita’ di cui all’articolo 1, comma 153, della legge 13 luglio 2015, n. 107, e quelle di cui all’articolo 1, comma 317, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, aventi ad oggetto principalmente investimenti in strutture scolastiche, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e’ autorizzato a reclutare un apposito contingente di 20 unita’ di personale delle amministrazioni pubbliche in possesso delle necessarie competenze tecnico-amministrative in materia di investimenti immobiliari e di appalti pubblici, selezionato con apposito bando di mobilita’ e a valere sulle facolta’ assunzionali dell’Istituto previste dalla legislazione vigente.

719. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi a quanto disposto dai commi da 707 a 734 e per l’acquisizione di elementi informativi utili per la finanza pubblica, gli enti di cui al comma 709 trasmettono al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le informazioni riguardanti le risultanze del saldo di cui al comma 710, con tempi e modalita’ definiti con decreti del predetto Ministero sentite, rispettivamente, la Conferenza Stato-citta’ ed auto-nomie locali e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

720. Ai fini della verifica del rispetto dell’obiettivo di saldo, ciascun ente e’ tenuto a inviare, utilizzando il sistema web appositamente previsto nel sito «http://pareggiobilancioentiterritoriali.tesoro.it», entro il termine perentorio del 31 marzo di ciascun anno, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato una certificazione dei risultati conseguiti, firmata digitalmente, ai sensi dell’articolo 24 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dal rappresentante legale, dal responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisione economico-finanziaria, ove previsto, secondo un prospetto e con le modalita’ definiti dai decreti di cui al comma 719. La trasmissione per via telematica della certificazione ha valore giuridico ai sensi dell’articolo 45, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. La mancata trasmissione della certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo costituisce inadempimento all’obbligo del pareggio di bilancio. Nel caso in cui la certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa entro trenta giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto della gestione e attesti il conseguimento dell’obiettivo di saldo di cui al comma 710, si applicano le sole disposizioni di cui al comma 723, lettera e).

721. Decorsi trenta giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione, in caso di mancata trasmissione da parte dell’ente locale della certificazione, il presidente dell’organo di revisione economico-finanziaria nel caso di organo collegiale, ovvero l’unico revisore nel caso di organo monocratico, in qualita’ di comm