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Legge 28 giugno 2016, n. 132

Redazione
LEGGE 28 giugno 2016, n. 132 
Istituzione  del  Sistema  nazionale  a  rete   per   la   protezionedell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la  protezionee la ricerca ambientale. (16G00144) 

(GU n.166 del 18-7-2016)

 

 Vigente al: 14-1-2017  

 

   La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hannoapprovato;                     IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA                                Promulga    la seguente legge:                                 Art. 1        Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente    1. Al fine di assicurare  omogeneita'  ed  efficacia  all'eserciziodell'azione  conoscitiva  e  di  controllo  pubblico  della  qualita'dell'ambiente a supporto delle politiche di sostenibilita' ambientalee di  prevenzione  sanitaria  a  tutela  della  salute  pubblica,  e'istituito  il  Sistema   nazionale   a   rete   per   la   protezionedell'ambiente, di seguito denominato «Sistema nazionale»,  del  qualefanno parte l'Istituto superiore  per  la  protezione  e  la  ricercaambientale (ISPRA) e le agenzie regionali e delle  province  autonomedi Trento e di Bolzano per la protezione  dell'ambiente,  di  seguitodenominate «agenzie».   2. Il Sistema nazionale concorre al perseguimento  degli  obiettividello sviluppo sostenibile, della riduzione  del  consumo  di  suolo,della salvaguardia e della promozione della qualita' dell'ambiente  edella tutela delle risorse naturali e della piena  realizzazione  delprincipio «chi inquina  paga»,  anche  in  relazione  agli  obiettivinazionali e regionali di promozione della salute umana,  mediante  losvolgimento delle attivita' tecnico-scientifiche di cui alla presentelegge. 
                               Art. 2                               Definizioni    1. Ai fini della presente legge si intende per:     a) «Sistema nazionale»: l'insieme composto dall'ISPRA,  istituitoai sensi dell'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  edalle  agenzie  istituite  in   attuazione   dell'articolo   03   deldecreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni,dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, quale rete che  attua  i  livelliessenziali  delle  prestazioni  tecniche  ambientali   (LEPTA),   nelrispetto della  presente  legge  e  delle  leggi  regionali  e  delleprovince autonome vigenti in materia;     b) «stato dell'ambiente»: la  qualita'  di  tutte  le  componentidelle matrici ambientali;     c) «pressioni sull'ambiente»: le cause specifiche  degli  impattisull'ambiente dovuti alle attivita' antropiche,  quali  le  emissioninell'aria, nell'acqua, nel suolo e nel sottosuolo, nonche' gli agentifisici e biologici, i  rifiuti  e  l'uso  e  il  consumo  di  risorsenaturali;     d)   «impatti»:   gli   effetti    sull'ecosistema    determinatidall'alterazione  delle  qualita'  ambientali,  in  particolare   conriferimento a obiettivi determinati dai programmi europei riguardantila salute e l'ambiente;     e) «livello essenziale di prestazione»: il livello qualitativo  equantitativo di attivita' che deve essere garantito in modo  omogeneosul piano nazionale,  ai  sensi  dell'articolo  117,  secondo  comma,lettera  m),  della  Costituzione,  di  cui  i  LEPTA   costituisconol'applicazione in materia di ambiente. 
                               Art. 3                     Funzioni del Sistema nazionale    1. Nel rispetto delle competenze delle  regioni  e  delle  Provinceautonome di Trento e di  Bolzano,  il  Sistema  nazionale  svolge  leseguenti funzioni:     a) monitoraggio dello stato dell'ambiente, del consumo di  suolo,delle  risorse  ambientali  e  della  loro  evoluzione   in   terminiquantitativi  e  qualitativi,  eseguito  avvalendosi   di   reti   diosservazione e strumenti modellistici;     b) controllo delle fonti e  dei  fattori  di  inquinamento  dellematrici ambientali  e  delle  pressioni  sull'ambiente  derivanti  daprocessi territoriali e da fenomeni di origine antropica o  naturale,anche di carattere emergenziale, e  dei  relativi  impatti,  medianteattivita'  di  campionamento,  analisi  e   misura,   sopralluogo   eispezione, ivi inclusa  la  verifica  delle  forme  di  autocontrollopreviste dalla normativa vigente;     c) attivita' di ricerca finalizzata all'espletamento dei  compitie  delle  funzioni  di  cui  al  presente  articolo,  sviluppo  delleconoscenze e produzione, promozione e pubblica  diffusione  dei  datitecnico-scientifici  e  delle  conoscenze   ufficiali   sullo   statodell'ambiente e sulla sua evoluzione, sulle fonti e  sui  fattori  diinquinamento, sulle pressioni ambientali, sui relativi impatti e  suirischi naturali e ambientali, nonche' trasmissione sistematica  deglistessi ai diversi livelli istituzionali  preposti  al  governo  dellematerie  ambientali  e  diffusione  al   pubblico   dell'informazioneambientale ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005,  n.  195.Gli elementi conoscitivi di cui alla presente  lettera  costituisconoriferimento ufficiale e vincolante per  le  attivita'  di  competenzadelle pubbliche amministrazioni;     d) attivita' di supporto alle attivita' statali e  regionali  neiprocedimenti e nei giudizi civili, penali e amministrativi ove  sianonecessarie l'individuazione, la descrizione e la quantificazione  deldanno ambientale mediante la  redazione  di  consulenze  tecniche  diparte di supporto alla difesa degli interessi pubblici;     e) supporto tecnico-scientifico alle  amministrazioni  competentiper l'esercizio di  funzioni  amministrative  in  materia  ambientaleespressamente previste dalla normativa vigente, mediante la redazionedi istruttorie tecniche e l'elaborazione di proposte sulle  modalita'di  attuazione  nell'ambito  di  procedimenti  autorizzativi   e   divalutazione,   l'esecuzione   di   prestazioni   tecnico-scientificheanalitiche e di misurazione e la formulazione di pareri e valutazionitecniche anche nell'ambito di conferenze di servizi  ai  sensi  dellalegge 7 agosto 1990, n. 241;     f) supporto tecnico alle amministrazioni e agli enti  competenti,con  particolare  riferimento  alla  caratterizzazione  dei   fattoriambientali causa di danni alla salute pubblica, anche ai fini di  cuiall'articolo 7-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502;     g) collaborazione con istituzioni scolastiche e universitarie perla predisposizione e per l'attuazione di programmi di divulgazione  edi educazione ambientale, nonche' di formazione  e  di  aggiornamentodel personale di amministrazioni e di enti  pubblici  operanti  nellamateria ambientale;     h) partecipazione, anche attraverso azioni  di  integrazione  deisistemi conoscitivi e di erogazione di servizi specifici, ai  sisteminazionali e regionali preposti agli interventi di protezione  civile,sanitaria e ambientale,  nonche'  collaborazione  con  gli  organismiaventi compiti di vigilanza e ispezione;     i) attivita' istruttoria per il rilascio di autorizzazioni e  perl'irrogazione di sanzioni, nel rispetto  delle  competenze  di  altrienti previste dalla normativa vigente;     l)  attivita'  di  monitoraggio   degli   effetti   sull'ambientederivanti dalla realizzazione di opere infrastrutturali di  interessenazionale e  locale,  anche  attraverso  la  collaborazione  con  gliosservatori ambientali eventualmente costituiti;     m) funzioni di supporto tecnico allo sviluppo e  all'applicazionedi procedure di certificazione della qualita' ecologica dei  prodottie dei sistemi di produzione;     n) funzioni di valutazione comparativa  di  modelli  e  struttureorganizzative,  di  funzioni  e  servizi  erogati,  di   sistemi   dimisurazione e  valutazione  delle  prestazioni,  quale  attivita'  diconfronto  finalizzato  al   raggiungimento   di   migliori   livelliprestazionali mediante la definizione di idonei indicatori e il  loroperiodico aggiornamento, ivi inclusa  la  redazione  di  un  rapportoannuale di valutazione comparativa dell'intero Sistema nazionale.   2. Ai fini del perseguimento delle finalita' di cui all'articolo  1e dello svolgimento delle funzioni di cui al  comma  1  del  presentearticolo, anche in forma associata tra loro e  in  concorso  con  glialtri soggetti operanti nel  sistema  della  ricerca,  l'ISPRA  e  leagenzie   partecipano   e   realizzano   attivita'   di   ricerca   esperimentazione scientifica e tecnica.   3. Le funzioni di cui al comma 1 possono essere svolte, senza nuovio maggiori oneri per la finanza pubblica, anche mediante  convenzionistipulate con enti pubblici  competenti  del  sistema  della  ricercanazionale, come le universita',  l'Agenzia  nazionale  per  le  nuovetecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA),  ilConsiglio nazionale delle  ricerche  e  i  laboratori  pubblici,  perl'acquisizione di specifiche conoscenze  necessarie  all'assolvimentodei  propri  compiti  di  prevenzione,   controllo   e   monitoraggiodell'ambiente.   4. I dati e le informazioni statistiche derivanti  dalle  attivita'di cui al  comma  1,  trattati  e  pubblicati  ai  sensi  del  codicedell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo2005,  n.  82,  costituiscono  riferimento   tecnico   ufficiale   dautilizzare ai fini  delle  attivita'  di  competenza  della  pubblicaamministrazione. 
                               Art. 4                  Istituto superiore per la protezione                        e la ricerca ambientale    1. L'ISPRA e' persona  giuridica  di  diritto  pubblico  dotata  diautonomia    tecnico-scientifica,    di    ricerca,    organizzativa,finanziaria, gestionale, patrimoniale e  contabile,  sottoposta  allavigilanza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio edel mare.   2. L'ISPRA,  fermi  restando  i  compiti  e  le  funzioni  ad  essoattribuiti dalla normativa vigente, senza nuovi o maggiori oneri  perla finanza pubblica, adegua  la  propria  struttura  organizzativa  etecnica al perseguimento degli obiettivi di cui alla presente  legge.Entro centoventi  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  dellapresente legge, secondo le procedure previste dall'articolo 6,  comma2, e dall'articolo 14, comma 1, del regolamento di cui al decreto delMinistro dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare  21maggio 2010, n. 123, sono adeguati i regolamenti di  funzionamento  edi organizzazione e lo statuto dell'ISPRA, per la parte relativa allefunzioni conferite dalla presente legge.   3. L'ISPRA svolge funzioni tecniche  e  scientifiche  per  la  piu'efficace   pianificazione   e   attuazione   delle    politiche    disostenibilita' delle pressioni  sull'ambiente,  sia  a  supporto  delMinistero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, siain via diretta tramite attivita' di monitoraggio, di valutazione,  dicontrollo, di ispezione e di gestione  dell'informazione  ambientale,nonche' di coordinamento del Sistema nazionale.   4. L'ISPRA adotta, con il concorso delle  agenzie,  norme  tecnichevincolanti per il Sistema nazionale in materia  di  monitoraggio,  divalutazioni ambientali, di controllo, di  gestione  dell'informazioneambientale e di coordinamento del Sistema nazionale,  per  assicurarel'armonizzazione,  l'efficacia,  l'efficienza  e  l'omogeneita'   deisistemi di controllo e della loro gestione nel territorio  nazionale,nonche'  il  continuo  aggiornamento,  in  coerenza  con  il   quadronormativo nazionale e sovranazionale, delle modalita'  operative  delSistema nazionale e delle  attivita'  degli  altri  soggetti  tecnicioperanti nella materia ambientale.   5. Per il piu' efficace  espletamento  delle  proprie  attribuzionil'ISPRA opera in una logica di rete, assicurando  il  pieno  raccordocon gli altri soggetti competenti favorendo le piu' ampie sinergie.   6. I componenti degli organi dell'ISPRA, come individuati ai  sensidell'articolo 28, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,durano in carica per quattro anni e possono essere rinnovati  per  unsolo mandato. Il contratto  che  regola  il  rapporto  del  direttoregenerale  dell'ISPRA,  reclutato  secondo   le   modalita'   di   cuiall'articolo 8 della presente legge, ha durata di quattro anni ed  e'rinnovabile una sola volta. 
                               Art. 5  Disposizioni per assicurare l'espletamento di  alcune  attivita'  del  Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare    1. Dopo il comma 2 dell'articolo 28  del  decreto-legge  25  giugno2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto2008, n. 133, e' inserito il seguente:   «2-bis. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della  tutela  delterritorio e del mare sono individuate le  funzioni  degli  organismicollegiali gia' operanti presso il Ministero  dell'ambiente  e  dellatutela del territorio e del mare, di cui all'articolo 12,  comma  20,del  decreto-legge  6   luglio   2012,   n.   95,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge  7  agosto  2012,  n.  135,  e  successivemodificazioni, trasferite all'Istituto superiore per la protezione  ela ricerca ambientale, che ne assicura l'adempimento nell'ambito  deicompiti e delle  attivita'  di  cui  all'articolo  2,  comma  6,  delregolamento di cui  al  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  deiministri 10 luglio 2014, n. 142. A tal fine,  entro  sessanta  giornidalla data di entrata  in  vigore  del  decreto  di  cui  al  periodoprecedente, l'Istituto superiore  per  la  protezione  e  la  ricercaambientale  procede  al  conseguente  adeguamento  statutario   dellapropria struttura organizzativa».   2.  Il  decreto  di  cui  al  comma  2-bis  dell'articolo  28   deldecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,dalla legge 6 agosto  2008,  n.  133,  introdotto  dal  comma  1  delpresente articolo, e' adottato entro novanta  giorni  dalla  data  dientrata in vigore della presente legge.   3. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non  devonoderivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
                               Art. 6           Funzioni di indirizzo e di coordinamento dell'ISPRA    1. Fatte  salve  le  competenze  delle  regioni  e  delle  provinceautonome di Trento e di  Bolzano,  le  funzioni  di  indirizzo  e  dicoordinamento tecnico dell'ISPRA sono finalizzate a rendere omogenee,sotto il profilo tecnico, le attivita' del Sistema nazionale  e  sonosvolte con il contributo e la partecipazione di tutte  le  componentidel Sistema medesimo, nell'ambito del Consiglio di  cui  all'articolo13. Tali funzioni comprendono:     a) l'istruttoria ai fini della determinazione dei LEPTA ai  sensidell'articolo 9, comma 3;     b) la definizione  di  procedure  ufficiali,  da  adottare  entrocentoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  presentelegge, relative  alle  specifiche  attivita'  che  l'ISPRA  svolge  asupporto delle agenzie o in collaborazione con esse,  nel  territoriodi loro competenza;     c) la definizione degli strumenti, delle  modalita'  operative  edei criteri di periodicita' e di omogeneita' per  l'esecuzione  delleattivita' di controllo, tali da garantire una  valutazione  periodicadei dati esaminati, nonche' la  definizione  di  metodologie  per  leattivita' di raccolta, valutazione e analisi dei dati ambientali;     d) la promozione e il  coordinamento  della  rete  nazionale  deilaboratori anche ai fini del miglioramento  qualitativo  delle  proveeffettuate e del completamento del  processo  di  accreditamento  deilaboratori;     e) lo sviluppo e la gestione del sistema  nazionale  di  qualita'dei dati di monitoraggio  ambientale  in  conformita'  agli  standardeuropei, a completamento  e  in  coerenza  con  quanto  previsto  daldecreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, e dagli articoli da 76  a79 del decreto legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e  successivemodificazioni;     f) l'elaborazione di criteri  e  di  parametri  uniformi  per  losvolgimento dell'attivita' conoscitiva nell'ambito della  difesa  delsuolo e della pianificazione di bacino, nonche' la realizzazione  delsistema informativo di cui all'articolo  55,  comma  2,  del  decretolegislativo 3 aprile 2006, n. 152;     g) il rilevamento, l'aggiornamento e la pubblicazione della cartageologica nazionale, ai sensi dell'articolo 18, comma 1, lettera  g),della  legge  11  marzo  1988,   n.   67,   nonche'   l'aggiornamentodell'Inventario dei fenomeni franosi in Italia in collaborazione  conle regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano;     h) lo svolgimento di ricerche, controlli e studi applicativi  perla conoscenza dell'ambiente terrestre e per la prevenzione dei rischigeologici, con  particolare  attenzione  al  dissesto  idrogeologico,nonche' per la conoscenza dell'ambiente marino e per la prevenzione ela gestione dei  rischi  per  la  salute  del  mare  e  della  fasciacostiera;     i)  la  realizzazione  e  la  gestione  del  Sistema  informativonazionale ambientale di cui all'articolo 11;     l) la creazione di  un  legame  diretto  tra  le  esigenze  delleamministrazioni pubbliche e le agenzie, che garantisca  a  tutti  glienti  locali,  a  tutte  le  figure  istituzionali  e  a   tutte   leassociazioni di protezione ambientale legalmente riconosciute,  oltreche una fruizione libera dei dati ambientali, anche  la  possibilita'di fare specifiche richieste su determinati valori ambientali;     m)  le  attivita'  di   coordinamento   con   l'Agenzia   europeadell'ambiente e con gli organismi europei e internazionali competentiin materia ambientale, con  specifico  riferimento  all'attivita'  ditrasferimento dei dati ambientali e  al  fine  dell'adeguamento  aglistandard internazionali. 
                               Art. 7                 Agenzie per la protezione dell'ambiente    1.  Le  agenzie  per  la  protezione  dell'ambiente  sono   personegiuridiche    di    diritto    pubblico,    dotate    di    autonomiatecnico-scientifica, amministrativa e contabile.   2. Le regioni e  le  Province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzanodisciplinano con proprie leggi la  struttura,  il  funzionamento,  ilfinanziamento e la pianificazione delle attivita' delle agenzie,  nelrispetto dei LEPTA e tenendo conto delle disposizioni  contenute  nelprogramma triennale delle attivita', di cui all'articolo 10.   3. Le agenzie svolgono le attivita'  istituzionali  tecniche  e  dicontrollo obbligatorie necessarie a garantire il  raggiungimento  deiLEPTA nei territori di rispettiva competenza.   4. Le agenzie possono svolgere attivita' istituzionali obbligatorieulteriori rispetto a quelle individuate ai sensi degli articoli  9  e10, nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a  legislazionevigente,  a  condizione  che  non   interferiscano   con   il   pienoraggiungimento dei LEPTA.   5.  Le  agenzie  possono  svolgere  altresi'  attivita'   ulterioririspetto a quelle di cui al comma 4, in favore di soggetti pubblici oprivati, sulla base di specifiche disposizioni  normative  ovvero  diaccordi o convenzioni, applicando tariffe definite  con  decreto  delMinistro dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare,  acondizione che non interferiscano con  il  pieno  raggiungimento  deiLEPTA.   6. Le attivita' di cui al  comma  5  devono  in  ogni  caso  esserecompatibili con l'imparzialita' delle  agenzie  nell'esercizio  delleattivita' istituzionali di vigilanza e di controllo e, comunque,  nondevono determinare situazioni di conflitto di interessi,  anche  solopotenziale; in particolare, e' vietato lo svolgimento di attivita' diconsulenza in favore di soggetti  privati  su  materie  sottoposte  avigilanza da parte del Sistema nazionale.   7. Le regioni e  le  Province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzanoapportano alle leggi istitutive delle rispettive agenzie le modifichenecessarie ad assicurare il rispetto  del  presente  articolo,  entrocentottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presentelegge. 
                               Art. 8               Requisiti del direttore generale dell'ISPRA                            e delle agenzie    1. Il direttore generale dell'ISPRA e i  direttori  generali  delleagenzie sono nominati, secondo le procedure previste dalla legge  perciascun ente, tra soggetti di elevata professionalita' e  qualificataesperienza  nel  settore  ambientale  che  non  ricoprano   incarichipolitici  elettivi  a  livello  dell'Unione  europea,   nazionale   oregionale, che non siano componenti della giunta regionale,  che  nonrivestano  l'ufficio  di  presidente  o  di  assessore  nella  giuntaprovinciale, di sindaco o di assessore o di consigliere comunale  neicomuni con popolazione superiore a 20.000  abitanti,  che  non  sianoamministratori o dipendenti di imprese o societa'  di  produzione  dibeni o servizi che partecipano ad attivita' o programmi dell'ISPRA  odelle agenzie, che non siano titolari di altri incarichi  retribuiti,che non siano stati condannati con sentenza passata in giudicato  ne'interdetti dai pubblici uffici.   2. Presso l'ISPRA e' istituita un'anagrafe dei  direttori  generalidell'ISPRA e delle agenzie, costantemente aggiornata e pubblicata nelsito internet dell'ISPRA medesimo,  contenente  le  informazioni  suirequisiti professionali e sulla retribuzione dei medesimi. In fase diprima applicazione della presente legge, sono iscritti  nell'anagrafei direttori generali in carica alla data della sua entrata in vigore. 
                               Art. 9        Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali    1. I LEPTA costituiscono il livello minimo  omogeneo  in  tutto  ilterritorio nazionale per le attivita' di cui all'articolo  3  che  ilSistema  nazionale  e'  tenuto  a  garantire,  anche  ai   fini   delperseguimento degli obiettivi di prevenzione collettiva previsti  dailivelli essenziali di assistenza sanitaria.   2. I LEPTA, nell'intento di raggiungere alti livelli di  efficienzae di avanguardia  a  livello  nazionale,  costituiscono  i  parametrifunzionali, operativi,  programmatici,  strutturali,  quantitativi  equalitativi delle  prestazioni  delle  agenzie.  I  relativi  aspettiorganizzativi, gestionali e finanziari, riferibili a  costi  standardper tipologia di prestazione, sono definiti tramite l'adozione di  unCatalogo nazionale dei servizi.   3. I LEPTA e i criteri di finanziamento per il  raggiungimento  deimedesimi nonche' il Catalogo nazionale dei servizi sono stabiliti condecreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare  entroun anno dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge,  suproposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  edel mare, che si avvale del Consiglio del Sistema  nazionale  di  cuiall'articolo 13, di concerto con il  Ministro  della  salute,  previaintesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato,le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.   4. Al fine  di  elevare  costantemente  verso  i  massimi  standardinternazionali i livelli tecnico-scientifici, i LEPTA e  il  Catalogonazionale dei servizi sono aggiornati secondo le modalita' di cui  alcomma 3, in funzione delle emergenze e delle esigenze specifiche  delterritorio nazionale, come emerse dall'annuario dei dati  ambientali,redatto dall'ISPRA, e comunque non oltre i cinque anni.   5.  Nella  pianificazione  delle  proprie  attivita',  il   Sistemanazionale adotta come  obiettivo  prioritario  il  conseguimento  deiLEPTA. 
                               Art. 10                     Programmazione delle attivita'    1. L'ISPRA, previo parere  vincolante  del  Consiglio  del  Sistemanazionale di cui all'articolo 13, predispone il  programma  triennaledelle attivita' del  Sistema  nazionale  individuando  le  principalilinee di intervento finalizzate ad assicurare il  raggiungimento  deiLEPTA nell'intero territorio nazionale.   2. Il programma  triennale,  approvato  con  decreto  del  Ministrodell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previo pareredella Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni ele Province autonome di Trento e di Bolzano, costituisce il documentodi riferimento per la definizione dei  piani  delle  attivita'  delleagenzie.   3. Il  presidente  dell'ISPRA,  previo  parere  del  Consiglio  delSistema nazionale,  entro  il  secondo  trimestre  di  ciascun  anno,trasmette al Presidente del Consiglio dei  ministri,  alle  Camere  ealla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni  ele  Province  autonome  di  Trento   e   di   Bolzano   un   rapportosull'attivita' svolta nell'anno precedente dal Sistema nazionale. 
                               Art. 11                Sistema informativo nazionale ambientale    1. L'ISPRA provvede, nell'ambito delle risorse umane, strumentali efinanziarie disponibili a legislazione vigente, alla realizzazione  ealla gestione del Sistema informativo  nazionale  ambientale  (SINA),avvalendosi di poli territoriali costituiti da punti focali regionali(PFR), cui concorrono  i  sistemi  informativi  regionali  ambientali(SIRA) e la cui gestione e' affidata  alle  agenzie  territorialmentecompetenti. Il SINA, i PFR e i SIRA costituiscono la rete informativanazionale ambientale denominata SINANET.   2. Nella gestione integrata della rete SINANET di cui al  comma  1,l'ISPRA,  in  collegamento  con  le   agenzie,   collabora   con   leamministrazioni statali, con le regioni e con le Province autonome diTrento e di Bolzano al fine di garantire l'efficace raccordo  con  leiniziative   attuate   da   tali   soggetti    nella    raccolta    enell'organizzazione dei dati e il mantenimento  coerente  dei  flussiinformativi tra i soggetti titolari delle medesime  iniziative  e  larete SINANET.   3.  E'  garantita,  indipendentemente  dalla  sussistenza   di   uninteresse  giuridicamente  rilevante,  la   divulgazione   libera   eaccessibile della rete  SINANET  a  tutti  gli  enti  della  pubblicaamministrazione, a tutti gli enti e laboratori di ricerca, a tutti  iprofessionisti e in generale a tutti i cittadini.   4. Le amministrazioni dello Stato, anche ad  ordinamento  autonomo,gli enti pubblici, le societa'  per  azioni  operanti  in  regime  diconcessione e quelle  che  comunque  raccolgono  dati  nella  materiaambientale, trasmettono i dati in proprio possesso alla rete  SINANETsecondo le modalita' di cui all'articolo  7,  comma  5,  del  decretolegislativo  27  gennaio  2010,  n.  32,  e  all'articolo  23,  comma12-quaterdecies, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.   5. Il  Sistema  nazionale  concorre,  per  le  materie  di  propriacompetenza, nel rispetto delle disposizioni  dei  commi  2  e  3  delpresente articolo, alle attivita' promosse e coordinate dall'ISPRA aisensi del comma 12-quaterdecies dell'articolo 23 del decreto-legge  6luglio 2012, n. 95, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  7agosto 2012, n. 135, per la catalogazione,  la  raccolta,  l'accesso,l'interoperabilita' e la condivisione, anche in tempo reale, dei datie delle informazioni geografiche, territoriali e ambientali  generatidalle attivita' sostenute, anche parzialmente, con risorse pubbliche.Tali dati e informazioni devono essere  forniti  in  forma  libera  einteroperabile. 
                               Art. 12                Rete nazionale dei laboratori accreditati    1. Il Sistema  nazionale  organizza  i  propri  laboratori  che  sioccupano di analisi ambientali in una rete  nazionale  di  laboratoriaccreditati per armonizzare i sistemi di conoscenza, di  monitoraggioe di controllo delle matrici ambientali, anche al fine di  assicurareeconomie nelle attivita' di  laboratorio  che  presentino  natura  dielevata complessita' e specializzazione.   2. I laboratori che appartengono alla rete nazionale dei laboratoriaccreditati sono tenuti ad applicare i metodi elaborati  e  approvatidal Sistema nazionale come  metodi  ufficiali  di  riferimento.  Sonofatte salve le attivita' di laboratorio e le attivita' attribuite  aisensi dell'articolo 28 del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,come modificato dall'articolo 5, comma 1, della presente legge.   3. Il Sistema nazionale,  per  le  proprie  attivita'  ordinarie  estraordinarie, ricorre in via prioritaria  alla  rete  nazionale  deilaboratori interni; in caso di  urgente  necessita',  e'  ammesso  ilricorso a laboratori esterni, con preferenza per i laboratori di entipubblici, mediante le convenzioni previste dall'articolo 3, comma 3.   4. All'attuazione del presente  articolo  si  provvede  nell'ambitodelle  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie   disponibili   alegislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri  per  lafinanza pubblica. 
                               Art. 13                     Consiglio del Sistema nazionale    1. Al fine di promuovere e di indirizzare  lo  sviluppo  coordinatodelle attivita'  del  Sistema  nazionale,  anche  in  una  logica  disinergica collaborazione tra le regioni e  le  Province  autonome  diTrento e di Bolzano, e' istituito il Consiglio del Sistema nazionale,presieduto  dal  presidente  dell'ISPRA   e   composto   dai   legalirappresentanti delle agenzie, i  quali  eleggono  fra  loro  un  vicepresidente, e dal direttore generale dell'ISPRA. La partecipazione alConsiglio  non  comporta  la  corresponsione  di  gettoni   o   altriemolumenti, ivi compresi rimborsi di spese, diarie  e  indennita',  el'attivita' del Consiglio non deve comportare nuovi o maggiori  oneriper la finanza pubblica e regionale.   2. Il Consiglio del Sistema nazionale  esprime  il  proprio  parerevincolante sul programma triennale di cui all'articolo 10, comma 1, esu tutti gli atti di indirizzo o di coordinamento relativi al governodel Sistema medesimo, nonche' sui provvedimenti  del  Governo  aventinatura tecnica in materia ambientale.   3.  Il  Consiglio  del  Sistema  nazionale  segnala  al   Ministerodell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare  e  allaConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  leprovince  autonome  di  Trento  e  di   Bolzano   l'opportunita'   diinterventi,  anche  legislativi,  ai  fini  del  perseguimento  degliobiettivi di cui alla presente legge. 
                               Art. 14                  Disposizioni sul personale ispettivo    1. L'ISPRA, con il contributo delle agenzie, predispone,  basandosisul principio del merito, uno schema di regolamento  che  stabilisce,nell'ambito delle risorse umane disponibili a legislazione vigente  ecomunque senza nuovi o maggiori oneri per  la  finanza  pubblica,  lemodalita' di individuazione del personale incaricato degli interventiispettivi nell'ambito delle funzioni di controllo svolte dal  Sistemanazionale, ai sensi della vigente  normativa  ambientale  dell'Unioneeuropea, nazionale e regionale, il codice etico,  le  competenze  delpersonale ispettivo e i criteri generali  per  lo  svolgimento  delleattivita' ispettive, prevedendo  il  principio  della  rotazione  delmedesimo personale nell'esecuzione delle visite nei  singoli  siti  oimpianti,  al  fine  di  garantire   la   terzieta'   dell'interventoispettivo.   2. Con il regolamento  di  cui  al  comma  1  sono  individuate  lemodalita' per la segnalazione di illeciti ambientali da parte di entie di cittadini, singoli o associati.   3. Il regolamento di cui al comma 1  e'  emanato  con  decreto  delPresidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'ambiente edella tutela del territorio e del mare, di concerto con  il  Ministrodell'economia e delle finanze, previa intesa in  sede  di  Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  Provinceautonome di Trento e di Bolzano, entro trenta giorni  dalla  data  dientrata in vigore della presente legge.   4. Lo schema del regolamento  di  cui  al  comma  1,  corredato  direlazione tecnica che ne  evidenzi  la  neutralita'  finanziaria,  e'trasmesso alle Camere per l'espressione del  parere  da  parte  delleCommissioni parlamentari competenti per materia e per  i  profili  dicarattere finanziario. I pareri  sono  espressi  entro  venti  giornidall'assegnazione,  decorsi  i  quali  il  regolamento  puo'   esserecomunque adottato.   5. In attuazione del regolamento di cui al comma 1,  il  presidentedell'ISPRA  e  i  legali  rappresentanti  delle  agenzie,  attraversospecifici regolamenti interni, individuano  il  rispettivo  personaleincaricato degli interventi ispettivi.   6. Il personale di cui al comma 5 puo'  accedere  agli  impianti  ealle sedi di attivita' oggetto di ispezione e  ottenere  i  dati,  leinformazioni  e  i  documenti  necessari  per  l'espletamento   dellefunzioni stesse; alle richieste non puo' essere  opposto  il  segretoindustriale.   7. Il presidente dell'ISPRA e i legali rappresentanti delle agenziepossono individuare e nominare, tra il personale di cui  al  presentearticolo, i  dipendenti  che,  nell'esercizio  delle  loro  funzioni,operano con la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria. A  talepersonale sono  garantite  adeguata  assistenza  legale  e  coperturaassicurativa a carico dell'ente di appartenenza. 
                               Art. 15                       Modalita' di finanziamento    1. L'ISPRA e le agenzie provvedono allo svolgimento  delle  propriefunzioni  istituzionali   nell'ambito   delle   risorse   finanziariedisponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o  maggiorioneri per la finanza pubblica.   2. Le spese relative  al  rilascio  dei  pareri  sulle  domande  diautorizzazione ambientale e allo svolgimento dei successivi controlliprogrammati relativi a  impianti  e  opere  sottoposti  alle  vigentiprocedure di valutazione ambientale, compresi gli impianti soggetti arischio di incidente rilevante, nonche' alle convalide delle indaginianalitiche prodotte dai soggetti tenuti alle procedure di bonifica  edi messa in sicurezza di siti inquinati,  sono  poste  a  carico  deigestori stessi, sulla base di tariffe nazionali approvate con decretodel Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mareentro centocinquanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  dellapresente legge.   3. Nelle more dell'approvazione delle tariffe nazionali di  cui  alcomma 2 si  applicano  le  tariffe  delle  agenzie,  approvate  dallerispettive regioni o province autonome.   4. Con decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  delterritorio e del mare,  da  emanare,  di  concerto  con  il  Ministrodell'economia e delle finanze, entro novanta  giorni  dalla  data  dientrata in vigore della presente legge,  previa  intesa  in  sede  diConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  leProvince autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  sono  individuate  lemodalita' di assegnazione alle  agenzie  degli  introiti  conseguentiall'attuazione delle disposizioni del comma 2.   5. Le spese strettamente connesse ad attivita' di indagine delegatedall'autorita' giudiziaria sono poste a carico  del  Ministero  dellagiustizia nell'ambito delle spese processuali e sono liquidate  sullabase dei criteri e delle tariffe nazionali approvati con decreto  delMinistro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  diconcerto con il Ministro della giustizia. 
                               Art. 16                    Disposizioni transitorie e finali    1. Ai fini  dell'efficace  svolgimento  delle  funzioni  attribuitedalla  presente  legge  al   Sistema   nazionale,   con   particolareriferimento all'obbligo di garantire i LEPTA, l'ISPRA e  le  agenzie,nei limiti  delle  risorse  finanziarie  disponibili  a  legislazionevigente, fermo  restando  il  rispetto  delle  regole  del  patto  distabilita' interno e  dei  vincoli  normativi  assunzionali,  possonoprocedere all'assunzione del personale e  all'acquisizione  dei  benistrumentali necessari.   2. Sono fatte salve, fino alla data  di  entrata  in  vigore  delledisposizioni attuative della presente legge, le vigenti  disposizioniregionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano.   3. Con decreto del Presidente della Repubblica,  emanato  ai  sensidell'articolo 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  esuccessive modificazioni, entro  sessanta  giorni  dalla  data  dellapubblicazione della presente legge  nella  Gazzetta  Ufficiale,  sonoindicate espressamente le disposizioni del decreto-legge  4  dicembre1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge  21  gennaio1994, n. 61, che, risultando incompatibili rispetto alle disposizionidella presente legge, sono abrogate dalla data di entrata  in  vigoredella presente legge.   4. La presente legge entra in  vigore  decorsi  centottanta  giornidalla data della sua pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale.  Entrocentottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presentelegge, le regioni e le province autonome recepiscono le  disposizionidella medesima legge. 
                               Art. 17                   Clausola di invarianza finanziaria    1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico della finanza  pubblica.  Le  amministrazionipubbliche interessate provvedono all'attuazione della presente  leggecon  le  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie  disponibili  alegislazione vigente.    La presente legge, munita del dello Stato,  sara'  inserita  nellaRaccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E'fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla  osservarecome legge dello Stato.     Data a Roma, addi' 28 giugno 2016                               MATTARELLA                            Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri  Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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Legge 11 luglio 2016

Redazione

LEGGE 11 luglio 2016, n. 133 

Introduzione nel codice penale del reato di frode in processo  penalee depistaggio. (16G00145) 

(GU n.166 del 18-7-2016)

 

 Vigente al: 2-8-2016  

 

   La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hannoapprovato;                     IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA                                Promulga  la seguente legge:                                 Art. 1    1. L'articolo 375 del codice penale e' sostituito dal seguente:   «Art. 375 (Frode in processo penale e depistaggio). - Salvo che  ilfatto costituisca piu' grave reato, e' punito con  la  reclusione  datre a otto anni il pubblico  ufficiale  o  l'incaricato  di  pubblicoservizio che, al fine di impedire, ostacolare o sviare un'indagine  oun processo penale:     a) immuta artificiosamente il corpo del reato ovvero lo stato deiluoghi, delle cose o delle persone connessi al reato;     b)  richiesto  dall'autorita'   giudiziaria   o   dalla   poliziagiudiziaria  di  fornire  informazioni  in  un  procedimento  penale,afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto  o  in  parte,cio' che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito.   Se  il  fatto  e'  commesso  mediante  distruzione,   soppressione,occultamento, danneggiamento, in tutto o in parte, ovvero  formazioneo artificiosa alterazione, in tutto o in parte, di un documento o  diun oggetto da impiegare come elemento di prova o comunque utile  allascoperta del reato o al suo accertamento, la pena e' aumentata da  unterzo alla meta'.   Se il fatto e' commesso in relazione a procedimenti  concernenti  idelitti di cui agli articoli 270, 270-bis, 276,  280,  280-bis,  283,284, 285, 289-bis, 304, 305, 306, 416-bis, 416-ter e 422  o  i  reatiprevisti dall'articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17, ovvero ireati concernenti  il  traffico  illegale  di  armi  o  di  materialenucleare, chimico o  biologico  e  comunque  tutti  i  reati  di  cuiall'articolo 51, comma 3-bis, del  codice  di  procedura  penale,  siapplica la pena della reclusione da sei a dodici anni.   La pena e' diminuita dalla meta' a due terzi nei confronti di coluiche si adopera per ripristinare lo stato originario dei luoghi, dellecose,  delle  persone  o  delle  prove,  nonche'  per   evitare   chel'attivita' delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori,  ovveroaiuta concretamente l'autorita' di polizia o l'autorita'  giudiziarianella ricostruzione del fatto oggetto di inquinamento  processuale  edepistaggio e nell'individuazione degli autori.   Le circostanze attenuanti diverse da quelle previste dagli articoli98 e 114 e dal quarto comma, concorrenti con le aggravanti di cui  alsecondo e al terzo comma, non possono essere ritenute  equivalenti  oprevalenti rispetto a queste ultime  e  le  diminuzioni  di  pena  sioperano sulla quantita' di pena risultante  dall'aumento  conseguentealle predette aggravanti.   La  condanna  alla  reclusione  superiore  a  tre   anni   comportal'interdizione perpetua dai pubblici uffici.   La pena di cui ai commi  precedenti  si  applica  anche  quando  ilpubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio siano  cessatidal loro ufficio o servizio.   La punibilita' e' esclusa se si tratta di reato per cui non si puo'procedere che in seguito a querela, richiesta o istanza, e questa none' stata presentata.   Le disposizioni del  presente  articolo  si  applicano  anche  alleindagini e ai processi della Corte penale internazionale in ordine aicrimini definiti dallo Statuto della Corte medesima».   2. All'articolo 374, primo comma, del codice penale, le parole: «dasei mesi a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «da uno a cinqueanni».   3. Dopo l'articolo 383 del codice penale e' inserito il seguente:   «Art. 383-bis (Circostanze aggravanti per il caso  di  condanna). -Nei casi previsti dagli articoli 371-bis, 371-ter, 372,  373,  374  e375, la pena e' della reclusione da quattro a dieci anni se dal fattoderiva una condanna alla reclusione non superiore a cinque  anni;  e'della reclusione da sei a quattordici anni se dal  fatto  deriva  unacondanna superiore a cinque anni; e' della reclusione da otto a ventianni se dal fatto deriva una condanna all'ergastolo».   4. All'articolo 157, sesto comma, primo periodo, del codice penale,dopo le parole: «agli articoli»  sono  inserite  le  seguenti:  «375,terzo comma,». 
                               Art. 2    1. Al libro secondo, titolo VII, capo I, del  codice  penale,  dopol'articolo 384-bis e' aggiunto il seguente:   «Art. 384-ter (Circostanze speciali). - Se  i  fatti  di  cui  agliarticoli 371-bis, 371-ter, 372, 374 e 378 sono commessi  al  fine  diimpedire, ostacolare o sviare un'indagine o  un  processo  penale  inrelazione ai delitti di cui agli articoli  270,  270-bis,  276,  280,280-bis, 283, 284, 285, 289-bis, 304, 305, 306,  416-bis,  416-ter  e422 o ai reati previsti dall'articolo 2 della legge 25 gennaio  1982,n. 17, ovvero ai reati concernenti il traffico illegale di armi o  dimateriale nucleare, chimico o biologico e comunque  in  relazione  aireati di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del  codice  di  procedurapenale, la pena e' aumentata dalla meta' a due terzi e non  opera  lasospensione del procedimento di cui agli articoli 371-bis e 371-ter.   La pena e' diminuita dalla meta' a due terzi nei confronti di coluiche si adopera per ripristinare lo stato originario dei luoghi, dellecose,  delle  persone  o  delle  prove,  nonche'  per   evitare   chel'attivita' delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori,  ovveroaiuta concretamente l'autorita' di polizia o l'autorita'  giudiziarianella ricostruzione del fatto oggetto di inquinamento  processuale  edepistaggio e nell'individuazione degli autori». 
                               Art. 3    1. All'articolo 376,  primo  comma,  del  codice  penale,  dopo  laparola: «nonche'» sono  inserite  le  seguenti:  «dall'articolo  375,primo comma, lettera b), e».   La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inseritanella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.     Data a Roma, addi' 11 luglio 2016                               MATTARELLA                            Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri  Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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LEGGE 16 giugno 2016, n. 115

Redazione

LEGGE 16 giugno 2016, n. 115 

Modifiche all'articolo 3 della legge 13  ottobre  1975,  n.  654,  inmateria di contrasto e repressione dei crimini di genocidio,  criminicontro l'umanita' e crimini di guerra, come definiti  dagli  articoli6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale. (16G00124) 

(GU n.149 del 28-6-2016)

 

 Vigente al: 13-7-2016  
   La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hannoapprovato; 

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Promulga

 

la seguente legge:

 

Art. 1

 

1. All'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successivemodificazioni, dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente: «3-bis. Si applica la pena della reclusione da due a sei anni sela propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modoche derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o inparte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, deicrimini contro l'umanita' e dei crimini di guerra, come definitidagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penaleinternazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n.232». La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inseritanella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi' 16 giugno 2016

 

MATTARELLA

 

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

 

Visto, il Guardasigilli: Orlando

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LEGGE 22 giugno 2016, n. 112

Redazione

LEGGE 22 giugno 2016, n. 112 

Disposizioni in materia di assistenza in  favore  delle  persone  con disabilita' grave prive del sostegno familiare. 

(GU n.146 del 24-6-2016)

 

 Vigente al: 25-6-2016  

 

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hannoapprovato; 

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Promulga

 

la seguente legge:

 

Art. 1


Finalita'

 

1. La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dagliarticoli 2, 3, 30, 32 e 38 della Costituzione, dagli articoli 24 e 26della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dagliarticoli 3 e 19, con particolare riferimento al comma 1, lettera a),della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone condisabilita', fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificatadall'Italia ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e' volta afavorire il benessere, la piena inclusione sociale e l'autonomiadelle persone con disabilita'.

 

2. La presente legge disciplina misure di assistenza, cura eprotezione nel superiore interesse delle persone con disabilita'grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologieconnesse alla senilita', prive di sostegno familiare in quantomancanti di entrambi i genitori o perche' gli stessi non sono ingrado di fornire l'adeguato sostegno genitoriale, nonche' in vistadel venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressivapresa in carico della persona interessata gia' durante l'esistenza invita dei genitori. Tali misure, volte anche ad evitarel'istituzionalizzazione, sono integrate, con il coinvolgimento deisoggetti interessati, nel progetto individuale di cui all'articolo 14della legge 8 novembre 2000, n. 328, nel rispetto della volonta'delle persone con disabilita' grave, ove possibile, dei loro genitorio di chi ne tutela gli interessi. Lo stato di disabilita' grave, dicui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e'accertato con le modalita' indicate all'articolo 4 della medesimalegge. Restano comunque salvi i livelli essenziali di assistenza egli altri interventi di cura e di sostegno previsti dallalegislazione vigente in favore delle persone con disabilita'.

 

3. La presente legge e' volta, altresi', ad agevolare le erogazionida parte di soggetti privati, la stipula di polizze di assicurazionee la costituzione di trust, di vincoli di destinazione di cuiall'articolo 2645-ter del codice civile e di fondi speciali, compostidi beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati concontratto di affidamento fiduciario anche a favore di organizzazioninon lucrative di utilita' sociale di cui all'articolo 10, comma 1,del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, riconosciute comepersone giuridiche, che operano prevalentemente nel settore dellabeneficenza di cui al comma 1, lettera a), numero 3), dell'articolo10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, anche ai sensidel comma 2-bis dello stesso articolo, in favore di persone condisabilita' grave, secondo le modalita' e alle condizioni previstedagli articoli 5 e 6 della presente legge.

 

                               Art. 2 


Definizione delle prestazioni assistenziali da garantire in tutto il territorio nazionale

 

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzanoassicurano, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazionevigente, l'assistenza sanitaria e sociale ai soggetti di cuiall'articolo 1, comma 2, anche mediante l'integrazione tra lerelative prestazioni e la collaborazione con i comuni. Nel rispettodelle disposizioni vigenti in materia e dei vincoli di finanzapubblica, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzanogarantiscono, nell'ambito territoriale di competenza, i macrolivellidi assistenza ospedaliera, di assistenza territoriale e diprevenzione. Nell'ambito del procedimento di determinazione deilivelli essenziali delle prestazioni (LEP) e degli obiettivi diservizio di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio2011, n. 68, sono definiti i livelli essenziali delle prestazioni nelcampo sociale da garantire ai soggetti di cui all'articolo 1, comma2, della presente legge in tutto il territorio nazionale, ai sensidell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. 2. Nelle more del completamento del procedimento di definizione deilivelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 13 deldecreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, il Ministro del lavoro edelle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia edelle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cuiall'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,definisce con proprio decreto, da emanare entro sei mesi dalla datadi entrata in vigore della presente legge, gli obiettivi di servizioper le prestazioni da erogare ai soggetti di cui all'articolo 1,comma 2, nei limiti delle risorse disponibili a valere sul Fondo dicui all'articolo 3.

 

                               Art. 3 

 

Istituzione del Fondo per l'assistenza alle persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare

 

1. Per le finalita' di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, e perl'attuazione dell'articolo 2, comma 2, e' istituito nello stato diprevisione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ilFondo per l'assistenza alle persone con disabilita' grave prive delsostegno familiare, di seguito denominato «Fondo». La dotazione delFondo e' determinata in 90 milioni di euro per l'anno 2016, in 38,3milioni di euro per l'anno 2017 e in 56,1 milioni di euro annui adecorrere dal 2018. 2. L'accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a caricodel Fondo e' subordinato alla sussistenza di requisiti da individuarecon decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, daemanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presentelegge, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze econ il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenzaunificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto1997, n. 281. Con le medesime modalita' il Ministro del lavoro edelle politiche sociali provvede annualmente alla ripartizione dellerisorse del Fondo. 3. Le regioni adottano indirizzi di programmazione e definiscono icriteri e le modalita' per l'erogazione dei finanziamenti, lemodalita' per la pubblicita' dei finanziamenti erogati e per laverifica dell'attuazione delle attivita' svolte e le ipotesi direvoca dei finanziamenti concessi.
                               Art. 4                            Finalita' del Fondo    1. Il Fondo e' destinato all'attuazione degli obiettivi di serviziodi cui all'articolo 2, comma 2,  e,  in  particolare,  alle  seguentifinalita':     a) attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorirepercorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarita'in abitazioni o gruppi-appartamento  che  riproducano  le  condizioniabitative e relazionali della casa  familiare  e  che  tengano  contoanche delle migliori opportunita' offerte dalle nuove tecnologie,  alfine di impedire l'isolamento delle persone con disabilita' grave  dicui all'articolo 1, comma 2;     b) realizzare, ove necessario e, comunque, in via residuale,  nelsuperiore interesse  delle  persone  con  disabilita'  grave  di  cuiall'articolo 1, comma 2, interventi per la permanenza  temporanea  inuna soluzione abitativa extrafamiliare per far  fronte  ad  eventualisituazioni di emergenza, nel rispetto della  volonta'  delle  personecon disabilita' grave, ove possibile, dei loro genitori o di  chi  netutela gli interessi;     c) realizzare interventi innovativi  di  residenzialita'  per  lepersone con disabilita' grave di cui all'articolo 1, comma  2,  voltialla creazione di soluzioni  alloggiative  di  tipo  familiare  e  dico-housing, che possono  comprendere  il  pagamento  degli  oneri  diacquisto, di locazione, di ristrutturazione e di messa in opera degliimpianti e delle attrezzature necessari per  il  funzionamento  deglialloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto  tra  personecon disabilita';     d) sviluppare, ai fini di cui alle lettere a) e c), programmi  diaccrescimento della consapevolezza, di  abilitazione  e  di  sviluppodelle competenze per la gestione  della  vita  quotidiana  e  per  ilraggiungimento del  maggior  livello  di  autonomia  possibile  dellepersone con disabilita' grave di cui all'articolo 1, comma 2.   2. Al finanziamento dei programmi e all'attuazione degli interventidi cui al comma 1, nel rispetto del  principio  di  sussidiarieta'  edelle rispettive competenze, possono compartecipare le  regioni,  glienti locali, gli enti del terzo settore, nonche'  altri  soggetti  didiritto privato con comprovata esperienza nel settore dell'assistenzaalle persone con disabilita' e le famiglie che si  associano  per  lefinalita' di cui all'articolo 1. Le attivita' di programmazione degliinterventi di cui  al  comma  1  prevedono  il  coinvolgimento  delleorganizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilita'. 
                               Art. 5  Detraibilita' delle  spese  sostenute  per  le  polizze  assicurative  finalizzate alla tutela delle persone con disabilita' grave    1. All'articolo 15, comma 1, lettera  f),  del  testo  unico  delleimposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   dellaRepubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  dopo  le  parole:  «o   diinvalidita'  permanente.»  e'  inserito  il  seguente   periodo:   «Adecorrere dal  periodo  d'imposta  in  corso  al  31  dicembre  2016,l'importo di euro 530 e' elevato a euro 750  relativamente  ai  premiper assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte  finalizzatealla  tutela  delle  persone  con  disabilita'  grave  come  definitadall'articolo 3, comma 3,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,accertata con le modalita'  di  cui  all'articolo  4  della  medesimalegge».   2. Alla copertura delle  minori  entrate  derivanti  dal  comma  1,valutate in 35,7 milioni di euro per l'anno 2017 e in 20,4 milioni dieuro annui a decorrere dal 2018, si provvede ai  sensi  dell'articolo9. 
                               Art. 6  Istituzione di  trust,  vincoli  di  destinazione  e  fondi  speciali  composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione    1. I beni e i diritti conferiti in trust ovvero gravati da  vincolidi destinazione di cui all'articolo 2645-ter del codice civile ovverodestinati a fondi  speciali  di  cui  al  comma  3  dell'articolo  1,istituiti in favore delle persone con disabilita' grave come definitadall'articolo 3, comma 3,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,accertata con le modalita'  di  cui  all'articolo  4  della  medesimalegge,  sono  esenti  dall'imposta  sulle  successioni  e   donazioniprevista dall'articolo 2, commi da  47  a  49,  del  decreto-legge  3ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla  legge  24novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni.   2. Le esenzioni e le agevolazioni di cui al presente articolo  sonoammesse a condizione che il trust ovvero i fondi speciali di  cui  alcomma 3 dell'articolo 1 ovvero il  vincolo  di  destinazione  di  cuiall'articolo 2645-ter del codice  civile  perseguano  come  finalita'esclusiva l'inclusione sociale, la cura e l'assistenza delle  personecon disabilita' grave, in  favore  delle  quali  sono  istituiti.  Lasuddetta  finalita'  deve  essere  espressamente  indicata  nell'attoistitutivo del trust, nel regolamento dei fondi speciali o  nell'attoistitutivo del vincolo di destinazione.   3. Le esenzioni e le agevolazioni di cui al presente articolo  sonoammesse se sussistono, congiuntamente, anche le seguenti condizioni:     a) l'istituzione del trust ovvero  il  contratto  di  affidamentofiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3dell'articolo 1 ovvero la costituzione del vincolo di destinazione dicui all'articolo 2645-ter del codice  civile  siano  fatti  per  attopubblico;     b) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamentofiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   didestinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civileidentifichino in maniera chiara e univoca i soggetti  coinvolti  e  irispettivi ruoli; descrivano la funzionalita' e i  bisogni  specificidelle persone con disabilita'  grave,  in  favore  delle  quali  sonoistituiti;  indichino  le  attivita'   assistenziali   necessarie   agarantire la cura e la soddisfazione dei bisogni  delle  persone  condisabilita' grave, comprese le attivita'  finalizzate  a  ridurre  ilrischio  della  istituzionalizzazione  delle  medesime  persone   condisabilita' grave;     c) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamentofiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   didestinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civileindividuino,  rispettivamente,  gli   obblighi   del   trustee,   delfiduciario e del gestore, con riguardo al progetto  di  vita  e  agliobiettivi di benessere che lo stesso deve promuovere in favore  dellepersone  con  disabilita'  grave,  adottando  ogni  misura  idonea  asalvaguardarne i diritti; l'atto istitutivo ovvero  il  contratto  diaffidamento fiduciario ovvero l'atto di costituzione del  vincolo  didestinazione  indichino  inoltre  gli  obblighi  e  le  modalita'  direndicontazione a carico del trustee o del fiduciario o del gestore;     d) gli esclusivi beneficiari del trust ovvero  del  contratto  diaffidamento fiduciario che disciplina i  fondi  speciali  di  cui  alcomma 3 dell'articolo 1 ovvero del vincolo  di  destinazione  di  cuiall'articolo  2645-ter  del  codice  civile  siano  le  persone   condisabilita' grave;     e) i beni, di qualsiasi natura, conferiti nel trust o  nei  fondispeciali di cui al comma 3 dell'articolo 1 ovvero i beni immobili o ibeni mobili iscritti in pubblici  registri  gravati  dal  vincolo  didestinazione di cui all'articolo 2645-ter  del  codice  civile  sianodestinati   esclusivamente   alla   realizzazione   delle   finalita'assistenziali del trust ovvero dei fondi speciali o  del  vincolo  didestinazione;     f) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamentofiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   didestinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civileindividuino il soggetto  preposto  al  controllo  delle  obbligazioniimposte all'atto dell'istituzione del trust o della stipula dei fondispeciali ovvero della costituzione  del  vincolo  di  destinazione  acarico del trustee o del fiduciario o del gestore. Tale soggetto deveessere individuabile per tutta  la  durata  del  trust  o  dei  fondispeciali o del vincolo di destinazione;     g) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamentofiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   didestinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civilestabiliscano il termine finale della  durata  del  trust  ovvero  deifondi speciali di cui al comma 3 dell'articolo 1 ovvero  del  vincolodi destinazione di cui all'articolo 2645-ter del codice civile  nelladata della morte della persona con disabilita' grave;     h) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamentofiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   didestinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civilestabiliscano la destinazione del patrimonio residuo.   4. In caso di premorienza del beneficiario rispetto ai soggetti chehanno istituito il trust ovvero stipulato i fondi speciali di cui  alcomma 3 dell'articolo 1 ovvero costituito il vincolo di  destinazionedi cui all'articolo 2645-ter del codice civile,  i  trasferimenti  dibeni e di diritti reali a favore dei suddetti soggetti  godono  dellemedesime esenzioni dall'imposta sulle successioni e donazioni di  cuial presente articolo e le imposte di registro, ipotecaria e catastalesi applicano in misura fissa.   5. Al di fuori dell'ipotesi di cui al comma 4, in caso di morte delbeneficiario del trust ovvero del contratto che  disciplina  i  fondispeciali di cui al comma 3 dell'articolo  1  ovvero  del  vincolo  didestinazione di cui all'articolo 2645-ter del codice civile istituitoa  favore  di  soggetti  con   disabilita'   grave,   come   definitadall'articolo 3, comma 3,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,accertata con le modalita'  di  cui  all'articolo  4  della  medesimalegge, il  trasferimento  del  patrimonio  residuo,  ai  sensi  dellalettera h) del comma 3 del presente articolo, e' soggetto all'impostasulle successioni e donazioni prevista dall'articolo 2, commi da 47 a49, del  decreto-legge  3  ottobre  2006,  n.  262,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,  n.  286,  e  successivemodificazioni, in considerazione del rapporto di parentela o coniugiointercorrente tra disponente, fiduciante e destinatari del patrimonioresiduo.   6. Ai trasferimenti di beni e di diritti in favore dei trust ovverodei fondi speciali di cui al  comma  3  dell'articolo  1  ovvero  deivincoli di destinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter  del  codicecivile, istituiti in favore delle persone con disabilita' grave  comedefinita dall'articolo 3, comma 3, della legge 5  febbraio  1992,  n.104, accertata con le modalita' di cui all'articolo 4 della  medesimalegge, le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano inmisura fissa.   7. Gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonche' le copiedichiarate   conformi,   gli   estratti,   le   certificazioni,    ledichiarazioni e le attestazioni  posti  in  essere  o  richiesti  daltrustee ovvero dal fiduciario del fondo speciale ovvero  dal  gestoredel  vincolo  di  destinazione  sono  esenti  dall'imposta  di  bolloprevista dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,n. 642.   8. In caso di conferimento di immobili e  di  diritti  reali  suglistessi nei trust ovvero di loro destinazione ai fondi speciali di cuial comma 3 dell'articolo 1, i comuni possono stabilire, senza nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica, aliquote ridotte,  franchigieo esenzioni ai fini dell'imposta municipale propria  per  i  soggettipassivi di cui all'articolo 9, comma 1, del  decreto  legislativo  14marzo 2011, n. 23.   9. Alle erogazioni liberali, alle donazioni e  agli  altri  atti  atitolo gratuito effettuati dai privati nei confronti di trust  ovverodei fondi speciali di cui al comma 3 dell'articolo 1 si applicano  leagevolazioni di cui all'articolo 14, comma 1,  del  decreto-legge  14marzo 2005, n. 35, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  14maggio  2005,  n.  80,  e  i  limiti  ivi  indicati   sono   elevati,rispettivamente, al 20 per cento del reddito complessivo dichiarato ea 100.000 euro.   10. Le agevolazioni di cui ai commi 1, 4, 6  e  7  si  applicano  adecorrere dal 1° gennaio 2017; le agevolazioni di cui al comma  9  siapplicano a decorrere dal periodo d'imposta 2016.   11. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  daemanare, di concerto con il Ministro del  lavoro  e  delle  politichesociali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  dellapresente legge, sono definite le modalita' di attuazione del presentearticolo.   12. Alle minori entrate derivanti dai commi 1, 4, 6 e  7,  valutatein 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, e  dal  comma9, valutate in 6,258 milioni di euro  per  l'anno  2017  e  in  3,650milioni di euro annui a decorrere  dall'anno  2018,  si  provvede  aisensi dell'articolo 9. 
                               Art. 7                           Campagne informative    1. La Presidenza del  Consiglio  dei  ministri  avvia,  nell'ambitodelle  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie   disponibili   alegislazione vigente e, comunque, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  acarico della  finanza  pubblica,  campagne  informative  al  fine  didiffondere la conoscenza delle disposizioni della  presente  legge  edelle altre forme di sostegno pubblico previste per  le  persone  condisabilita' grave, in modo da consentire un piu' diretto  ed  agevolericorso agli strumenti di  tutela  previsti  per  l'assistenza  dellepersone con disabilita' prive  del  sostegno  familiare,  nonche'  disensibilizzare  l'opinione  pubblica  sulla  finalita'  di   favorirel'inclusione sociale delle persone con disabilita'. 
                               Art. 8                           Relazione alle Camere    1. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali trasmette  alleCamere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sullo stato diattuazione delle disposizioni della presente  legge  e  sull'utilizzodelle risorse di cui all'articolo 9. La relazione  illustra  altresi'l'effettivo andamento delle minori entrate derivanti  dalle  medesimedisposizioni, anche al fine di evidenziare gli eventuali  scostamentirispetto alle previsioni. 
                               Art. 9                         Disposizioni finanziarie    1. Agli oneri derivanti dall'articolo 3, comma 1, pari a 90 milionidi euro per l'anno 2016, a 38,3 milioni di euro per l'anno 2017  e  a56,1 milioni di euro annui  a  decorrere  dal  2018,  e  alle  minorientrate derivanti dagli articoli 5 e 6, valutate complessivamente  in51,958 milioni di euro per l'anno 2017 e in 34,050  milioni  di  euroannui a decorrere dal 2018, si provvede:     a) quanto a 90  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2016,mediante corrispondente riduzione del Fondo di  cui  all'articolo  1,comma 400, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;     b) quanto a 258.000 euro per l'anno 2017 e a 150.000 euro annui adecorrere dall'anno 2018,  mediante  corrispondente  riduzione  delleproiezioni dello stanziamento del fondo speciale  di  parte  correnteiscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018,  nell'ambito  delprogramma «Fondi di riserva e  speciali»  della  missione  «Fondi  daripartire» dello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  edelle finanze per l'anno 2016, allo  scopo  parzialmente  utilizzandol'accantonamento relativo al medesimo Ministero.   2. Il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento  dellefinanze effettua il monitoraggio delle minori  entrate  recate  dagliarticoli 5 e 6. Le  eventuali  risorse  corrispondenti  all'eventualeminore esigenza di copertura delle minori entrate  di  cui  al  primoperiodo, valutata in via strutturale sulla base delle risultanze  delmonitoraggio delle predette minori entrate e quantificata con decretodel Ministro dell'economia e delle finanze, confluiscono, a decorreredall'anno di quantificazione, nel Fondo di cui all'articolo 3.   3. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                               Art. 10                             Entrata in vigore    1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quellodella sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.   La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inseritanella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.     Data a Roma, addi' 22 giugno 2016                               MATTARELLA                                   Renzi, Presidente del  Consiglio  dei                                ministri  Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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LEGGE 20 maggio 2016, n. 76

Redazione
La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hannoapprovato;                     IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA                               Promulga  la seguente legge:                                 Art. 1    1. La presente legge istituisce l'unione civile tra  persone  dellostesso sesso  quale  specifica  formazione  sociale  ai  sensi  degliarticoli 2  e  3  della  Costituzione  e  reca  la  disciplina  delleconvivenze di fatto.   2.  Due  persone  maggiorenni  dello  stesso  sesso   costituisconoun'unione civile mediante dichiarazione di  fronte  all'ufficiale  distato civile ed alla presenza di due testimoni.   3. L'ufficiale di stato civile provvede  alla  registrazione  degliatti di unione civile tra persone dello  stesso  sesso  nell'archiviodello stato civile.   4. Sono cause impeditive per la costituzione dell'unione civile trapersone dello stesso sesso:   a) la sussistenza, per una delle parti, di un vincolo  matrimonialeo di un'unione civile tra persone dello stesso sesso;   b) l'interdizione di una delle parti per infermita'  di  mente;  sel'istanza d'interdizione e' soltanto promossa, il pubblico  ministeropuo' chiedere che si sospenda la costituzione dell'unione civile;  intal caso il procedimento non puo' aver luogo finche' la sentenza  cheha pronunziato sull'istanza non sia passata in giudicato;   c) la sussistenza tra le parti dei rapporti di cui all'articolo 87,primo comma, del codice civile; non possono altresi' contrarre unionecivile tra persone dello stesso sesso lo zio e il nipote e la  zia  ela nipote; si applicano le disposizioni di cui al  medesimo  articolo87;   d) la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato otentato nei confronti di chi sia coniugato  o  unito  civilmente  conl'altra parte; se e' stato disposto soltanto rinvio a giudizio ovverosentenza di condanna di primo  o  secondo  grado  ovvero  una  misuracautelare la costituzione dell'unione civile tra persone dello stessosesso e' sospesa  sino  a  quando  non  e'  pronunziata  sentenza  diproscioglimento.   5. La sussistenza di una delle cause impeditive di cui al  comma  4comporta la nullita' dell'unione  civile  tra  persone  dello  stessosesso. All'unione civile tra persone dello stesso sesso si  applicanogli articoli 65 e 68, nonche' le disposizioni di  cui  agli  articoli119, 120, 123, 125, 126, 127, 128, 129 e 129-bis del codice civile.   6. L'unione civile costituita in  violazione  di  una  delle  causeimpeditive di cui al comma 4, ovvero in violazione  dell'articolo  68del codice civile, puo' essere  impugnata  da  ciascuna  delle  partidell'unione civile, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministeroe da tutti coloro che abbiano per impugnarla un interesse legittimo eattuale. L'unione civile costituita da una  parte  durante  l'assenzadell'altra non puo' essere impugnata finche' dura l'assenza.   7. L'unione  civile  puo'  essere  impugnata  dalla  parte  il  cuiconsenso e' stato estorto con violenza o  determinato  da  timore  dieccezionale gravita' determinato da cause esterne alla parte  stessa.Puo' essere altresi' impugnata dalla parte il cui consenso  e'  statodato per effetto di errore sull'identita' della persona o  di  erroreessenziale su qualita' personali dell'altra parte. L'azione non  puo'essere proposta se vi e' stata coabitazione per un anno dopo  che  e'cessata la violenza o le cause che hanno determinato il timore ovverosia stato scoperto l'errore. L'errore  sulle  qualita'  personali  e'essenziale qualora, tenute presenti le condizioni  dell'altra  parte,si accerti che la stessa non avrebbe prestato il suo consenso  se  leavesse esattamente conosciute e purche' l'errore riguardi:   a) l'esistenza di una malattia fisica o psichica, tale da  impedirelo svolgimento della vita comune;   b) le circostanze di cui all'articolo 122, terzo comma, numeri  2),3) e 4), del codice civile.   8. La parte puo' in  qualunque  tempo  impugnare  il  matrimonio  ol'unione civile dell'altra parte. Se  si  oppone  la  nullita'  dellaprima unione  civile,  tale  questione  deve  essere  preventivamentegiudicata.   9. L'unione civile tra persone dello stesso  sesso  e'  certificatadal relativo documento attestante la  costituzione  dell'unione,  chedeve contenere i dati anagrafici delle parti, l'indicazione del  lororegime patrimoniale e della loro residenza, oltre ai dati  anagraficie alla residenza dei testimoni.   10. Mediante dichiarazione all'ufficiale di stato civile  le  partipossono stabilire di assumere, per la durata dell'unione  civile  trapersone dello stesso sesso, un cognome comune scegliendolo tra i lorocognomi. La parte puo' anteporre o  posporre  al  cognome  comune  ilproprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all'ufficiale distato civile.   11. Con la costituzione dell'unione civile tra persone dello stessosesso le parti acquistano gli stessi diritti e  assumono  i  medesimidoveri; dall'unione civile deriva l'obbligo reciproco  all'assistenzamorale e materiale  e  alla  coabitazione.  Entrambe  le  parti  sonotenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze  e  alla  propriacapacita' di lavoro  professionale  e  casalingo,  a  contribuire  aibisogni comuni.   12. Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare efissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il  poteredi attuare l'indirizzo concordato.   13. Il regime patrimoniale dell'unione  civile  tra  persone  dellostesso sesso, in mancanza di  diversa  convenzione  patrimoniale,  e'costituito dalla comunione dei beni. In materia di  forma,  modifica,simulazione e capacita' per la stipula delle convenzioni patrimonialisi applicano gli articoli 162, 163, 164 e 166 del codice  civile.  Leparti non possono derogare ne' ai  diritti  ne'  ai  doveri  previstidalla  legge  per  effetto  dell'unione  civile.  Si   applicano   ledisposizioni di cui alle sezioni II, III, IV, V e VI del capo VI  deltitolo VI del libro primo del codice civile.   14. Quando la condotta della parte dell'unione civile e'  causa  digrave pregiudizio all'integrita' fisica o morale ovvero alla liberta'dell'altra parte, il giudice, su istanza di parte, puo' adottare  condecreto uno o piu' dei provvedimenti di cui all'articolo 342-ter  delcodice civile.   15.  Nella  scelta  dell'amministratore  di  sostegno  il   giudicetutelare preferisce, ove possibile, la parte dell'unione  civile  trapersone dello stesso sesso. L'interdizione o l'inabilitazione possonoessere promosse anche dalla parte dell'unione civile, la  quale  puo'presentare istanza di revoca quando ne cessa la causa.   16. La violenza e' causa di annullamento del contratto anche quandoil male minacciato riguarda la persona  o  i  beni  dell'altra  partedell'unione civile costituita dal contraente o da  un  discendente  oascendente di lui.   17. In caso di  morte  del  prestatore  di  lavoro,  le  indennita'indicate  dagli  articoli  2118  e  2120  del  codice  civile  devonocorrispondersi anche alla parte dell'unione civile.   18. La prescrizione rimane sospesa tra le parti dell'unione civile.   19. All'unione civile tra persone dello stesso sesso  si  applicanole disposizioni di cui al titolo XIII  del  libro  primo  del  codicecivile, nonche' gli articoli 116, primo comma, 146, 2647, 2653, primocomma, numero 4), e 2659 del codice civile.   20. Al solo fine di  assicurare  l'effettivita'  della  tutela  deidiritti e il pieno adempimento degli obblighi  derivanti  dall'unionecivile tra  persone  dello  stesso  sesso,  le  disposizioni  che  siriferiscono al matrimonio e  le  disposizioni  contenenti  le  parole«coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque  ricorrono  nelleleggi, negli atti aventi forza  di  legge,  nei  regolamenti  nonche'negli atti amministrativi e nei contratti  collettivi,  si  applicanoanche ad ognuna delle parti  dell'unione  civile  tra  persone  dellostesso sesso. La disposizione di cui al  periodo  precedente  non  siapplica alle norme del codice  civile  non  richiamate  espressamentenella presente legge, nonche' alle disposizioni di cui alla  legge  4maggio 1983, n. 184. Resta fermo  quanto  previsto  e  consentito  inmateria di adozione dalle norme vigenti.   21. Alle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso siapplicano le disposizioni previste dal capo III  e  dal  capo  X  deltitolo I, dal titolo II e dal capo II e dal capo V-bis del titolo  IVdel libro secondo del codice civile.   22. La morte o la dichiarazione di  morte  presunta  di  una  delleparti dell'unione civile ne determina lo scioglimento.   23.  L'unione  civile  si  scioglie  altresi'  nei  casi   previstidall'articolo 3, numero 1) e numero 2), lettere a),  c),  d)  ed  e),della legge 1° dicembre 1970, n. 898.   24. L'unione civile si scioglie, inoltre,  quando  le  parti  hannomanifestato anche disgiuntamente la volonta' di scioglimento  dinanziall'ufficiale  dello  stato  civile.  In  tale  caso  la  domanda  discioglimento dell'unione civile e' proposta decorsi  tre  mesi  dalladata della manifestazione di volonta' di scioglimento dell'unione.   25. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 4,  5,  primocomma, e dal quinto all'undicesimo comma, 8, 9,  9-bis,  10,  12-bis,12-ter, 12-quater, 12-quinquies e 12-sexies della legge  1°  dicembre1970, n. 898, nonche' le disposizioni di cui al Titolo II  del  libroquarto del codice di procedura civile ed agli articoli  6  e  12  deldecreto-legge  12   settembre   2014,   n.   132,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162.   26.  La  sentenza  di  rettificazione  di  attribuzione  di   sessodetermina lo scioglimento dell'unione civile tra persone dello stessosesso.   27. Alla rettificazione anagrafica di sesso, ove i coniugi  abbianomanifestato la volonta' di non sciogliere  il  matrimonio  o  di  noncessarne gli  effetti  civili,  consegue  l'automatica  instaurazionedell'unione civile tra persone dello stesso sesso.   28. Fatte salve le disposizioni di  cui  alla  presente  legge,  ilGoverno e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entratain vigore della presente legge, uno o  piu'  decreti  legislativi  inmateria di unione civile tra persone dello stesso sesso nel  rispettodei seguenti principi e criteri direttivi:   a)  adeguamento  alle  previsioni  della   presente   legge   delledisposizioni  dell'ordinamento  dello  stato  civile  in  materia  diiscrizioni, trascrizioni e annotazioni;   b)  modifica  e  riordino  delle  norme  in  materia   di   dirittointernazionale privato, prevedendo  l'applicazione  della  disciplinadell'unione civile tra persone  dello  stesso  sesso  regolata  dalleleggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso  cheabbiano  contratto  all'estero  matrimonio,  unione  civile  o  altroistituto analogo;   c)  modificazioni  ed  integrazioni  normative  per  il  necessariocoordinamento con la  presente  legge  delle  disposizioni  contenutenelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e  neidecreti.   29. I decreti legislativi di cui  al  comma  28  sono  adottati  suproposta del Ministro della giustizia, di concerto  con  il  Ministrodell'interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali  e  ilMinistro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.   30. Ciascuno schema di decreto legislativo di cui al  comma  28,  aseguito della deliberazione del Consiglio dei ministri, e'  trasmessoalla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche'  su  diesso siano espressi, entro  sessanta  giorni  dalla  trasmissione,  ipareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorsotale termine il decreto  puo'  essere  comunque  adottato,  anche  inmancanza dei pareri. Qualora il termine per l'espressione dei  pareriparlamentari scada nei trenta giorni che precedono  la  scadenza  deltermine previsto dal comma 28, quest'ultimo termine e'  prorogato  ditre mesi. Il Governo,  qualora  non  intenda  conformarsi  ai  pareriparlamentari, trasmette nuovamente i testi alle  Camere  con  le  sueosservazioni e con eventuali modificazioni, corredate  dei  necessarielementi  integrativi  di  informazione  e  motivazione.   I   pareridefinitivi delle Commissioni competenti  per  materia  sono  espressientro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione.Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati.   31. Entro due anni dalla data  di  entrata  in  vigore  di  ciascundecreto legislativo adottato ai sensi del comma 28, il  Governo  puo'adottare disposizioni integrative e correttive del decreto  medesimo,nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui al citato  comma28, con la procedura prevista nei commi 29 e 30.   32. All'articolo 86 del codice  civile,  dopo  le  parole:  «da  unmatrimonio» sono inserite le seguenti: «o  da  un'unione  civile  trapersone dello stesso sesso».   33. All'articolo 124 del codice civile, dopo le parole:  «impugnareil matrimonio» sono inserite le  seguenti:  «o  l'unione  civile  trapersone dello stesso sesso».   34. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  suproposta del Ministro dell'interno, da emanare  entro  trenta  giornidalla data di entrata in vigore della presente legge, sono  stabilitele disposizioni transitorie necessarie per  la  tenuta  dei  registrinell'archivio dello stato civile nelle more  dell'entrata  in  vigoredei decreti legislativi adottati ai sensi del comma 28, lettera a).   35. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 34 acquistano  efficaciaa decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.   36. Ai fini delle disposizioni di cui  ai  commi  da  37  a  67  siintendono per «conviventi di fatto»  due  persone  maggiorenni  unitestabilmente da legami affettivi di coppia e di  reciproca  assistenzamorale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinita'o adozione, da matrimonio o da un'unione civile.   37. Ferma restando la sussistenza dei presupposti di cui  al  comma36, per l'accertamento della stabile  convivenza  si  fa  riferimentoalla dichiarazione anagrafica di cui all'articolo 4 e alla lettera b)del comma 1 dell'articolo 13 del regolamento di cui  al  decreto  delPresidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.   38. I conviventi di fatto hanno gli  stessi  diritti  spettanti  alconiuge nei casi previsti dall'ordinamento penitenziario.   39. In caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto  hannodiritto reciproco di visita, di assistenza nonche'  di  accesso  alleinformazioni personali, secondo le  regole  di  organizzazione  dellestrutture  ospedaliere  o  di   assistenza   pubbliche,   private   oconvenzionate, previste per i coniugi e i familiari.   40. Ciascun convivente di fatto puo' designare  l'altro  quale  suorappresentante con poteri pieni o limitati:   a) in caso di malattia che comporta incapacita' di intendere  e  divolere, per le decisioni in materia di salute;   b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, lemodalita' di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.   41. La designazione di cui al  comma  40  e'  effettuata  in  formascritta e autografa oppure, in caso di impossibilita'  di  redigerla,alla presenza di un testimone.   42. Salvo  quanto  previsto  dall'articolo  337-sexies  del  codicecivile, in caso di  morte  del  proprietario  della  casa  di  comuneresidenza il convivente di fatto superstite ha diritto di  continuaread abitare nella stessa per due anni  o  per  un  periodo  pari  allaconvivenza se superiore a due anni e  comunque  non  oltre  i  cinqueanni. Ove nella stessa coabitino figli minori o  figli  disabili  delconvivente superstite,  il  medesimo  ha  diritto  di  continuare  adabitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore atre anni.   43. Il diritto di cui al comma 42 viene meno nel  caso  in  cui  ilconvivente superstite cessi di  abitare  stabilmente  nella  casa  dicomune residenza o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuovaconvivenza di fatto.   44. Nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contrattodi locazione della casa di comune residenza, il convivente  di  fattoha facolta' di succedergli nel contratto.   45.  Nel  caso  in  cui  l'appartenenza  ad  un  nucleo   familiarecostituisca titolo  o  causa  di  preferenza  nelle  graduatorie  perl'assegnazione di alloggi di edilizia  popolare,  di  tale  titolo  ocausa di preferenza  possono  godere,  a  parita'  di  condizioni,  iconviventi di fatto.   46. Nella sezione VI del capo VI del titolo VI del libro primo  delcodice civile, dopo l'articolo 230-bis e' aggiunto il seguente:   «Art. 230-ter (Diritti del convivente). - Al  convivente  di  fattoche presti stabilmente  la  propria  opera  all'interno  dell'impresadell'altro  convivente   spetta   una   partecipazione   agli   utilidell'impresa familiare ed ai beni acquistati con  essi  nonche'  agliincrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento,  commisurataal lavoro prestato. Il diritto di partecipazione non  spetta  qualoratra  i  conviventi  esista  un  rapporto  di  societa'  o  di  lavorosubordinato».   47. All'articolo  712,  secondo  comma,  del  codice  di  proceduracivile, dopo le parole: «del coniuge» sono inserite le  seguenti:  «odel convivente di fatto».   48. Il convivente di fatto puo' essere nominato tutore, curatore  oamministratore di sostegno,  qualora  l'altra  parte  sia  dichiaratainterdetta  o  inabilitata  ai  sensi  delle  norme  vigenti   ovveroricorrano i presupposti di cui all'articolo 404 del codice civile.   49. In caso di decesso del convivente di fatto, derivante da  fattoillecito di un terzo, nell'individuazione del danno risarcibile  allaparte superstite si applicano i medesimi criteri individuati  per  ilrisarcimento del danno al coniuge superstite.   50.  I  conviventi  di  fatto  possono  disciplinare   i   rapportipatrimoniali relativi alla loro vita in comune con la  sottoscrizionedi un contratto di convivenza.   51. Il contratto di cui al comma 50, le  sue  modifiche  e  la  suarisoluzione sono redatti in forma scritta, a pena  di  nullita',  conatto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione  autenticata  daun notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita' alle normeimperative e all'ordine pubblico.   52. Ai fini dell'opponibilita' ai terzi, il professionista  che  haricevuto l'atto  in  forma  pubblica  o  che  ne  ha  autenticato  lasottoscrizione  ai  sensi  del  comma  51  deve  provvedere  entro  isuccessivi dieci giorni a trasmetterne copia al comune  di  residenzadei conviventi per l'iscrizione all'anagrafe ai sensi degli  articoli5 e 7  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Presidente  dellaRepubblica 30 maggio 1989, n. 223.   53.  Il  contratto  di  cui  al   comma   50   reca   l'indicazionedell'indirizzo indicato da ciascuna parte al quale sono effettuate lecomunicazioni inerenti  al  contratto  medesimo.  Il  contratto  puo'contenere:   a) l'indicazione della residenza;   b) le modalita' di contribuzione  alle  necessita'  della  vita  incomune, in relazione alle sostanze di ciascuno e  alla  capacita'  dilavoro professionale o casalingo;   c) il regime patrimoniale della comunione dei  beni,  di  cui  allasezione III del capo VI del titolo VI  del  libro  primo  del  codicecivile.   54. Il regime patrimoniale scelto nel contratto di convivenza  puo'essere modificato in qualunque momento nel corso della convivenza conle modalita' di cui al comma 51.   55.   Il   trattamento   dei   dati   personali   contenuti   nellecertificazioni anagrafiche deve avvenire conformemente alla normativaprevista dal codice in materia di protezione dei dati  personali,  dicui al decreto legislativo 30 giugno  2003,  n.  196,  garantendo  ilrispetto  della  dignita'  degli   appartenenti   al   contratto   diconvivenza.  I  dati   personali   contenuti   nelle   certificazionianagrafiche non possono  costituire  elemento  di  discriminazione  acarico delle parti del contratto di convivenza.   56. Il contratto di convivenza non puo' essere sottoposto a termineo condizione.  Nel  caso  in  cui  le  parti  inseriscano  termini  ocondizioni, questi si hanno per non apposti.   57. II contratto di convivenza e' affetto  da  nullita'  insanabileche puo' essere fatta  valere  da  chiunque  vi  abbia  interesse  seconcluso:   a) in presenza di un vincolo matrimoniale, di un'unione civile o diun altro contratto di convivenza;   b) in violazione del comma 36;   c) da persona minore di eta';   d) da persona interdetta giudizialmente;   e) in caso di condanna per il delitto di cui  all'articolo  88  delcodice civile.   58. Gli effetti del contratto  di  convivenza  restano  sospesi  inpendenza del procedimento di interdizione giudiziale o  nel  caso  dirinvio a giudizio o di misura cautelare disposti per  il  delitto  dicui all'articolo  88  del  codice  civile,  fino  a  quando  non  siapronunciata sentenza di proscioglimento.   59. Il contratto di convivenza si risolve per:   a) accordo delle parti;   b) recesso unilaterale;   c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un  conviventeed altra persona;   d) morte di uno dei contraenti.   60. La risoluzione del contratto di convivenza  per  accordo  delleparti o per recesso unilaterale deve essere redatta  nelle  forme  dicui al comma 51. Qualora il contratto di convivenza preveda, a  normadel comma 53, lettera c), il regime patrimoniale della comunione  deibeni, la sua risoluzione determina lo  scioglimento  della  comunionemedesima e si applicano, in quanto compatibili,  le  disposizioni  dicui alla sezione III del capo VI del titolo VI del  libro  primo  delcodice civile. Resta in ogni caso ferma la competenza del notaio  pergli atti di  trasferimento  di  diritti  reali  immobiliari  comunquediscendenti dal contratto di convivenza.   61. Nel caso di recesso unilaterale da un contratto  di  convivenzail professionista che riceve o che autentica l'atto e' tenuto,  oltreche agli  adempimenti  di  cui  al  comma  52,  a  notificarne  copiaall'altro contraente all'indirizzo risultante dal contratto. Nel casoin cui la casa  familiare  sia  nella  disponibilita'  esclusiva  delrecedente, la dichiarazione di recesso,  a  pena  di  nullita',  devecontenere il termine, non inferiore a  novanta  giorni,  concesso  alconvivente per lasciare l'abitazione.   62. Nel caso di cui alla lettera c) del comma 59, il contraente cheha contratto matrimonio o unione  civile  deve  notificare  all'altrocontraente, nonche' al professionista che ha ricevuto  o  autenticatoil contratto di convivenza, l'estratto  di  matrimonio  o  di  unionecivile.   63. Nel caso di cui alla lettera d) del  comma  59,  il  contraentesuperstite o gli eredi del contraente deceduto devono  notificare  alprofessionista  che  ha  ricevuto  o  autenticato  il  contratto   diconvivenza  l'estratto  dell'atto  di  morte  affinche'  provveda  adannotare a margine del contratto di convivenza l'avvenuta risoluzionedel contratto e a notificarlo all'anagrafe del comune di residenza.   64. Dopo l'articolo 30 della legge  31  maggio  1995,  n.  218,  e'inserito il seguente:   «Art. 30-bis (Contratti  di  convivenza).  -  1.  Ai  contratti  diconvivenza si applica la legge nazionale comune  dei  contraenti.  Aicontraenti di diversa cittadinanza si applica la legge del  luogo  incui la convivenza e' prevalentemente localizzata.   2. Sono fatte salve le norme nazionali, europee  ed  internazionaliche regolano il caso di cittadinanza plurima».   65. In caso di cessazione della convivenza  di  fatto,  il  giudicestabilisce  il  diritto  del  convivente   di   ricevere   dall'altroconvivente e gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non siain grado di provvedere al proprio mantenimento.  In  tali  casi,  glialimenti sono assegnati per  un  periodo  proporzionale  alla  duratadella convivenza e nella misura determinata  ai  sensi  dell'articolo438, secondo comma, del codice civile. Ai fini  della  determinazionedell'ordine degli obbligati ai sensi  dell'articolo  433  del  codicecivile, l'obbligo alimentare del convivente di cui al presente  commae' adempiuto con precedenza sui fratelli e sorelle.   66. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 1  a  35  delpresente articolo, valutati complessivamente in 3,7 milioni  di  europer l'anno 2016, in 6,7 milioni di euro per l'anno 2017, in 8 milionidi euro per l'anno 2018, in 9,8 milioni di euro per l'anno  2019,  in11,7 milioni di euro per l'anno 2020, in 13,7  milioni  di  euro  perl'anno 2021, in 15,8 milioni di euro per l'anno 2022, in 17,9 milionidi euro per l'anno 2023, in 20,3 milioni di euro per l'anno 2024 e in22,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede:   a) quanto a 3,7 milioni di euro per l'anno 2016, a 1,3  milioni  dieuro per l'anno 2018, a 3,1 milioni di euro  per  l'anno  2019,  a  5milioni di euro per l'anno 2020, a 7 milioni di euro per l'anno 2021,a 9,1 milioni di euro per l'anno 2022, a 11,2  milioni  di  euro  perl'anno 2023, a 13,6 milioni di euro per l'anno 2024 e a 16 milioni dieuro annui a decorrere dall'anno 2025, mediante riduzione  del  Fondoper interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,  convertito,con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;   b) quanto a 6,7 milioni di euro annui a decorrere  dall'anno  2017,mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per gli anni 2017e 2018, dello stanziamento  del  fondo  speciale  di  parte  correnteiscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018,  nell'ambito  delprogramma «Fondi di riserva e  speciali»  della  missione  «Fondi  daripartire» dello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  edelle finanze per l'anno 2016, allo  scopo  parzialmente  utilizzandol'accantonamento relativo al medesimo Ministero.   67. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della  legge  31  dicembre2009, n. 196, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sullabase dei dati comunicati dall'INPS, provvede  al  monitoraggio  deglioneri di natura previdenziale ed assistenziale di cui ai commi da  11a 20  del  presente  articolo  e  riferisce  in  merito  al  Ministrodell'economia e delle finanze. Nel caso si  verifichino  o  siano  inprocinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni  di  cuial comma 66, il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentito  ilMinistro del lavoro e delle politiche sociali, provvede, con  propriodecreto, alla  riduzione,  nella  misura  necessaria  alla  coperturafinanziaria  del   maggior   onere   risultante   dall'attivita'   dimonitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente aventi lanatura di spese rimodulabili, ai sensi  dell'articolo  21,  comma  5,lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196,  nell'ambito  dellostato di previsione  del  Ministero  del  lavoro  e  delle  politichesociali.   68. Il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  riferisce  senzaritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degliscostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 67.   69. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.   La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inseritanella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.     Data a Roma, addi' 20 maggio 2016                               MATTARELLA                            Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri  Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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