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Decreto

D.M. 8/8/2013, n. 111

Redazione

Art. 1 Recupero forfettizzato

  1. Le spese del processo penale anticipate dall’erario, diverse  da quelle indicate nell’articolo 2, sono recuperate nella  misura  fissa stabilita nella tabella A,  allegata  al  presente  regolamento,  nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarieta’.

Art. 2 Recupero per intero e per quota

  1. Le spese del  processo  penale  anticipate  dall’erario  per  la consulenza tecnica e per  la  perizia,  per  la  pubblicazione  della sentenza penale di condanna e per la demolizione di opere  abusive  e la riduzione in pristino dei luoghi, di cui all’articolo  205,  comma 2, ultimo periodo, del testo unico delle disposizioni  legislative  e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto  del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115,  e  successive modificazioni, sono recuperate per intero nei  confronti  di  ciascun condannato, senza vincolo di solidarieta’. In caso di  pluralita’  di condannati, il recupero delle spese avviene in parti uguali.
  2. Fino all’emanazione  del  decreto  ministeriale  previsto  dallo stesso articolo 205, comma 2-bis, le disposizioni di cui al  comma  1 si applicano anche al recupero delle spese relative alle  prestazioni previste dall’articolo 96 del decreto legislativo 1° agosto 2003,  n. 259, e successive modificazioni, e di quelle funzionali  all’utilizzo delle prestazioni medesime.

Art. 3 Disposizioni transitorie

  1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e  2  si  applicano  alle spese anticipate dall’erario, relative a processi penali per i  quali la sentenza di condanna e’ stata  emessa  dopo  l’entrata  in  vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
    Dato a Roma, addi’ 8 agosto 2013 
 
                                           

 Tabella A
   

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  Tipologia di processo                                                                Importo
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  1) I grado
  a) Dibattimento a seguito di decreto che dispone il                      180 euro
     giudizio;

  b) Dibattimento a seguito di citazione diretta                               150 euro
     a giudizio;
     giudizio direttissimo;
     giudizio abbreviato;
     giudizio immediato;
     remissione di querela;
     giudizio davanti al giudice di pace ex art. 20,
     20 bis, 20 ter, 21 e 30 D.Lgs 274/2000;

  c) Giudizio abbreviato a seguito di giudizio                                    80 euro
     direttissimo;
     procedimento di oblazione;

  d) Decreto penale di condanna (art. 460 c.p.p.);                            60 euro
     sentenza di applicazione della pena su
     richiesta delle parti, in caso di condanna alle
     spese (art. 445 c.p.p. e art. 204 D.P.R. 115/2002).

     Corte d’assise                                                           Maggiorazione di 30 euro
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  2) II grado
  a) Tutti i giudizi di impugnazione o gravame                                 60 euro
     anche a seguito di richiesta di riesame.

  b) Corte di assise d’appello                                           Maggiorazione di 30 euro
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  3) Corte di cassazione
  a) Tutti i procedimenti davanti alla Corte                                      60 euro
     di cassazione

  Altri procedimenti                                                                       60 euro
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D. Min. lavoro, 8/3/2013

Redazione

Art. 1 Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni:
    a) «Prestazioni sociali»: si intendono, ai sensi  dell’art.  128, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche’  dell’art.  1, comma 2, della legge 8 novembre 2000,  n.  328,  tutte  le  attivita’ relative alla predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti ed a pagamento, o  di  prestazioni  economiche  destinate  a  rimuovere  e superare le situazioni di bisogno e di  difficolta’  che  la  persona umana incontra nel corso della  sua  vita,  escluse  soltanto  quelle assicurate dal sistema previdenziale e da quello  sanitario,  nonche’ quelle assicurate in sede di amministrazione della giustizia;
    b)  «Prestazioni  sociali  agevolate»:  prestazioni  sociali  non destinate alla generalita’ dei soggetti o  comunque  collegate  nella misura  o  nel  costo  a  determinate  situazioni  economiche,  fermo restando il diritto ad usufruire  delle  prestazioni  e  dei  servizi assicurati a tutti dalla  Costituzione  e  dalle  altre  disposizioni vigenti;
    c) «Ente erogatore»: ente titolare dell’erogazione di prestazioni sociali agevolate;
    d) «SISS»:  sistema  informativo  dei  servizi  sociali,  di  cui all’art. 21, della legge 8 novembre 2000, n. 328;
    e) «ISEE»: indicatore della situazione economica equivalente;
    f) «ISR»: indicatore della situazione reddituale;
    g) «ISP»: indicatore della situazione patrimoniale;
    h) «DSU»: dichiarazione sostitutiva unica, di cui all’art. 4, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109.

 

  

Art. 2 Banca dati delle prestazioni sociali agevolate    1. La banca dati delle prestazioni sociali agevolate  e'  istituita presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)  al  fine di rafforzare il sistema dei controlli dell'ISEE, ai sensi  dell'art. 5 del  decreto  legge  6  dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La banca dati e' alimentata dalle informazioni sulle  prestazioni  sociali  agevolate, condizionate all'ISEE, e sui soggetti che ne hanno  beneficiato,  che devono essere comunicate all'INPS anche ai  sensi  dell'art.  38  del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Tali informazioni,  limitatamente alle   prestazioni   sociali   agevolate,   condizionate    all'ISEE, contribuiscono ad assicurare  una  compiuta  conoscenza  dei  bisogni sociali e del  sistema  integrato  degli  interventi  e  dei  servizi sociali e costituiscono, ai sensi dell'art. 21, comma 1, della  legge 8 novembre 2000, n. 328, parte della base conoscitiva del SISS.   2.  Le  informazioni  che  costituiscono  la   banca   dati   delle prestazioni sociali agevolate sono le seguenti:     a) dati identificativi dell'ente erogatore e del beneficiario;     b) tipologia delle prestazioni sociali agevolate;     c)  informazioni  relative  alle  caratteristiche  e  al   valore economico delle prestazioni sociali agevolate.   Le informazioni sono raccolte secondo  le  modalita'  di  cui  alla Tabella 2, che forma parte integrante del presente decreto.  L'elenco delle prestazioni sociali agevolate,  di  cui  alla  lettera  b),  e' riportato nella Tabella  1,  che  costituisce  parte  integrante  del presente decreto.   3. Gli enti locali e  ogni  altro  ente  erogatore  di  prestazioni sociali  agevolate  mettono  a  disposizione  della  banca  dati   le informazioni, di cui al comma 2, di propria competenza. Ai fini della trasmissione delle informazioni, gli enti  locali  possono  avvalersi del  sistema  pubblico  di  connettivita'   attraverso   servizi   di cooperazione applicativa.   4. Per le prestazioni che non siano riconducibili all'elenco di cui alla Tabella 1, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze, sentito  il  Garante  per  la  protezione  dei  dati  personali,   su segnalazione  degli  enti  erogatori,  si  provvedera'  ad   ampliare l'elenco stesso e a rendere disponibile la sua versione aggiornata.   5.  Le  modalita'  attuative   e   le   specifiche   tecniche   per l'acquisizione, la trasmissione e lo scambio delle informazioni e dei dati di cui al comma 2, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono definite  dall'INPS  con  decreto  direttoriale,  nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di  protezione  dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 
Art. 3 Integrazioni al sistema informativo ISEE    1. Nel caso in cui sia stato accertato in via definitiva un maggior reddito, sulla base dello scambio di informazioni tra l'Agenzia delle entrate e l'INPS ai sensi dell'art. 38, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito  con  modificazioni,  dalla  legge  30 luglio 2010, n. 122, ovvero sia stata rilevata una discordanza tra il reddito dichiarato ai fini  fiscali  o  altre  componenti  dell'ISEE, anche di natura patrimoniale, note all'anagrafe tributaria  e  quanto indicato nella DSU, ai sensi del comma 3 del  medesimo  art.  38  del decreto-legge n.  78/2010,  le  informazioni  contenute  nel  Sistema informativo ISEE  sono  arricchite  dell'informazione  sull'eventuale maggior  reddito  accertato   in   via   definitiva,   ovvero   delle informazioni sulle eventuali  discordanze  tra  componenti  dell'ISEE note all'anagrafe tributaria e quanto indicato nella DSU, nonche' del nuovo valore ISEE calcolato sulla base del maggior  reddito  rilevato come esito della verifica,  specificando  se  si  tratti  di  maggior reddito accertato in via definitiva ovvero di discordanze con  quantopresente negli archivi dell'anagrafe tributaria. 
 
 
Art. 4 Utilizzo della banca dati sulle prestazioni sociali agevolate    1. Le informazioni della  banca  dati,  di  cui  all'art.  2,  sono raccolte e utilizzate al fine  di  rafforzare  i  controlli  connessi all'erogazione  di   prestazioni   sociali   agevolate   condizionate all'ISEE, all'irrogazione di sanzioni per  la  fruizione  illegittima delle   medesime   prestazioni,   nonche'   per   le   attivita'   di programmazione, monitoraggio e valutazione in  materia  di  politiche sociali, secondo le modalita' di cui ai commi successivi.   2. Alle informazioni della banca  dati  delle  prestazioni  sociali agevolate accedono, per finalita'  di  controllo,  l'INPS,  l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza e a tale fine i  medesimi  enti possono accedere alle informazioni sulle  condizioni  economiche  del nucleo familiare contenute nel Sistema informativo dell'ISEE, gestito dall'INPS ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109.  In particolare,  le  informazioni  della  banca  dati  sono   utilizzate dall'INPS  al  fine  del  rafforzamento  del  sistema  dei  controlli dell'ISEE,  mediante  la  costituzione,  sulla  base  di  indici   di priorita' basati, tra l'altro, sul valore economico  e  la  tipologia della prestazione, individuati con provvedimento  del  Ministero  del lavoro e delle  politiche  sociali,  di  concerto  con  il  Ministero dell'economia e delle finanze, di liste selettive di  beneficiari  da inviare alla Guardia di Finanza per controlli di natura sostanziale.   3. Nei casi di  cui  all'art.  3,  comma  1,  il  valore  dell'ISEE ricalcolato e' comunicato dall'INPS all'ente  erogatore  al  fine  di verificare l'eventualita' che in base al nuovo ISEE  il  beneficiario non avrebbe potuto fruire o avrebbe fruito in misura inferiore  delle prestazioni sociali  agevolate.  In  caso  di  esito  positivo  della verifica, l'INPS rende disponibili all'ente le informazioni  relative alle motivazioni alla  base  del  nuovo  calcolo  dell'ISEE  ai  fini dell'immediata irrogazione della sanzione, di cui all'art. 38,  comma 3, del decreto-legge n. 78/2010, in caso di maggior reddito accertato in via  definitiva,  ovvero  ai  fini  della  richiesta  al  soggetto interessato dei  chiarimenti  in  ordine  ai  motivi  della  rilevata discordanza.   4. Ai sensi dell'art. 16, comma 2, del  decreto  legge  9  febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 4  aprile  2012, n. 35, l'INPS rende disponibili per l'alimentazione del  SISS,  anche attraverso  servizi  di  cooperazione  applicativa,  le  informazioni contenute nella  banca  dati  delle  prestazioni  sociali  agevolate, integrate con il valore sintetico  dell'ISEE,  dell'ISR  e  dell'ISP, nonche' con le informazioni sul  numero  dei  componenti  del  nucleo familiare e relativa classe d'eta', in forma individuale ma prive  di ogni riferimento che ne permetta il collegamento con gli  interessati e  comunque  secondo  modalita'  che  rendono   questi   ultimi   non identificabili, ai seguenti soggetti:     a) Ministero del lavoro e delle politiche  sociali,  ai  fini  di monitoraggio della spesa  sociale  e  valutazione  dell'efficienza  e dell'efficacia degli interventi,  nonche'  per  elaborazioni  a  fini statistici, di ricerca e di studio;     b) Regioni e Province Autonome,  Comuni  e  altri  enti  pubblici responsabili della programmazione di prestazioni e di servizi sociali e socio-sanitari, con riferimento al proprio ambito  territoriale  di azione,  per  fini  di  programmazione  delle   prestazioni   sociali agevolate, oltre alle finalita' di cui alla lettera a).   5. Per i medesimi fini di cui al comma 4, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali  e  alle  Regioni  e  Provincie  autonome  e' altresi' fornito un campione contenente, oltre alle  informazioni  di cui al comma 4, le informazioni analitiche contenute  nella  DSU,  in forma  individuale  ma  anonima,  rappresentativo  della  popolazione inclusa nelle DSU del proprio  ambito  territoriale,  privo  di  ogni riferimento che ne permetta il collegamento  con  gli  interessati  e comunque  secondo   modalita'   che   rendono   questi   ultimi   non identificabili sulla base di  apposita  valutazione  del  rischio  di identificazione.   6. L'INPS fornisce al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze, Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello  Stato,  secondo  le indicazioni  del  medesimo  ministero,  rappresentazioni   in   forma aggregata dei dati ai  fini  del  monitoraggio  della  spesa  sociale nonche' per elaborazioni a fini statistici, di ricerca e di studio.   7. L'INPS, anche attraverso servizi  di  cooperazione  applicativa, rende accessibili ai Comuni, limitatamente alle  prestazioni  erogate dal medesimo ente, le  informazioni,  corredate  di  codice  fiscale, contenute nella banca dati di cui all'art. 2, al fine di migliorare e rendere piu' efficiente ed efficace la gestione delle risorse. 
 
 
Art. 5 Trattamento e sicurezza dei dati    1. Gli enti locali, anche in forma associata, e, nei casi  previsti dalla legge, per il tramite delle Regioni e  Province  Autonome,  gli altri enti erogatori e l'INPS eseguono la raccolta, l'elaborazione  e lo scambio dei dati  e  delle  informazioni  della  banca  dati,  nel rispetto del principio di pertinenza e non eccedenza, con riferimento al proprio ambito territoriale di azione, attivando le  procedure  di integrazione  delle  informazioni  provenienti   da   diverse   fonti amministrative.   2. L'utilizzo dei dati e delle informazioni  avviene  nel  rispetto dei principi vigenti in materia di trattamento dei dati,  di  cui  al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nel rispetto delle regole tecniche e di sicurezza di cui all'art. 71, comma 1-bis, del  decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e  nell'ambito  della  cornice tecnico-normativa del Sistema pubblico di connettivita' di  cui  agli articoli 72 e seguenti del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.   3. L'INPS garantisce la gestione tecnica ed informatica della banca dati, ed e', a tale fine, titolare del trattamento dei dati,  secondo quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.   4. L'ente erogatore e' titolare del trattamento dei  dati  relativi agli utenti delle prestazioni da esso erogate, trasmessi all'INPS  ai fini della costituzione dalla banca dati.   5. Al fine dell'applicazione delle  disposizioni  sulle  misure  di sicurezza, ai sensi dell'art. 31 e seguenti del  decreto  legislativo 30 giugno 2003, n. 196, l'INPS, sentiti il  Ministero  del  lavoro  e delle politiche sociali e il  Garante  per  la  protezione  dei  dati personali, approva con decreto direttoriale il  disciplinare  tecnico contenente le misure di sicurezza, atte a ridurre al minimo i  rischi di distruzione o  perdita  anche  accidentali  dei  dati  stessi,  di accesso non  autorizzato  o  di  trattamento  non  consentito  o  non conforme  alle  finalita'  della   raccolta.   In   particolare,   il disciplinare specifica le regole tecniche in conformita'  alle  quali le  procedure  di  sicurezza  relative  al  software  e  ai   servizi telematici garantiscono la riservatezza dei dati trattati nell'ambito della banca dati. 
 
Art. 6 Disposizioni finali    1. L'INPS e le  amministrazioni  pubbliche  interessate  provvedono all'attuazione  del  presente  decreto  con  le   risorse   umane   e finanziarie previste a legislazione vigente.     Roma, 8 marzo 2013 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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D.M. 12/9/2012

Redazione

Art. 1 Ripetibilita’ delle spese di notifica

1. Sono ripetibili le spese per i compensi di notifica degli atti impositivi e degli atti di contestazione e di irrogazione delle sanzioni, stabiliti in applicazione della legge 20 novembre 1982, n. 890, quelle derivanti dall’esecuzione degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, ai sensi dell’art. 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonche’ le spese derivanti dall’applicazione delle altre modalita’ di notifica previste da specifiche disposizioni normative.

 

Art. 2 Costo della notifica

1. L’ammontare delle spese di cui all’art. 1, ripetibile nei confronti del destinatario dell’atto notificato, e’ fissato nella misura unitaria di euro 5,18 per le notifiche effettuate mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento e nella misura di euro 8,75 per le notifiche effettuate ai sensi dell’art. 60 del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e dell’art. 14 della legge 20 novembre 1982, n. 890.
2. L’ammontare delle spese di cui all’art. 1, escluse quelle relative alla traduzione degli atti, ripetibili nei confronti del destinatario degli atti stessi, e’ fissato nella misura unitaria di euro 8,35 per le notifiche eseguite all’estero, ai sensi dell’art. 60, primo comma, lettera e-bis), quarto e quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, degli articoli 37 e 77 del decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, e dell’art. 142 del codice di procedura civile, salvo quanto diversamente previsto dalle disposizioni contenute nelle convenzioni internazionali.

 

Art. 3 Esclusioni

1. Non sono ripetibili le spese per la notifica di atti istruttori e di atti amministrativi alla cui emanazione l’amministrazione e’ tenuta su richiesta.
2. E’ esclusa, altresi’, la ripetizione relativamente all’invio di qualsiasi atto mediante comunicazione.

 

Art. 4 Effetti

1. Le disposizioni del presente decreto hanno effetto dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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D.M. 19/10/2012

Redazione

Art. 1

Il massimale della copertura assicurativa collettiva minima, che deve prevedere la copertura di tutti i danni provocati ai terzi nell’esercizio dell’attività del notaio ivi inclusi quelli di natura non patrimoniale, è fissato in misura pari ad almeno euro 150.000,00 per ogni sinistro e per ogni anno assicurativo con retroattività illimitata e ultrattività decennale per i Notai che cessano l’attività nel periodo di vigenza della polizza.

 

Art. 2

Il massimale della copertura assicurativa minima per ogni Notaio, che deve prevedere la copertura di tutti i danni provocati ai terzi nell’esercizio dell’attività del notaio ivi inclusi quelli di natura non patrimoniale, è fissato in misura pari ad almeno euro 3.000.000,00 per ogni sinistro e per ogni anno assicurativo con retroattività illimitata e ultrattività decennale per i notai che cessano l’attività nel periodo di vigenza della polizza.

 

Art. 3

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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D.M. 15/10/2012, n. 209

Redazione

Art. 1 Modifiche all’articolo 13 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44

  1. All’articolo  13,  comma  4,  del  decreto  del  Ministro  della giustizia 21  febbraio  2011,  n.  44,  sono  apportate  le  seguenti modifiche:
  a) il primo periodo e’ soppresso;
  b) al secondo periodo, le parole: «Fuori del caso  di  rifiuto  per omessa sottoscrizione,» sono soppresse;
  c) al secondo periodo, le parole: «dal codice di procedura  civile» sono   sostituite   dalle   seguenti:   «dalla   vigente    normativa processuale». 

        
 

Art. 2 Modifiche all’articolo 15 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44

  1. All’articolo 15 del decreto  del  Ministro  della  giustizia  21 febbraio 2011, n. 44, sono apportate le seguenti modifiche:
  a) il comma 1 e’ sostituito dal  seguente:  «L’atto  del  processo, redatto in formato elettronico da un  soggetto  abilitato  interno  e sottoscritto con firma digitale, e’  depositato  telematicamente  nel fascicolo informatico.»;
  b) al comma 4 le parole «e vi appone la  sua  firma  digitale,  ove previsto» sono sostituite dalle seguenti: «e provvede  a  depositarlo nel fascicolo informatico, apponendovi la propria firma digitale». 

        
     

Art. 3 Modifiche all’articolo 16 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44

  1. All’articolo 16 del decreto  del  Ministro  della  giustizia  21 febbraio 2011, n. 44, sono apportate le seguenti modifiche:
  a)  le  parole  «ricevuta  di  avvenuta  consegna  breve»,  ovunque ricorrono, sono sostituite  dalle  seguenti:  «ricevuta  di  avvenuta consegna»;
  b) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
  «4. Fermo quanto previsto dall’articolo 20, comma  6,  e  salvo  il caso  fortuito  o  la  forza  maggiore,   negli   uffici   giudiziari individuati con il decreto di  cui  all’articolo  51,  comma  2,  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel caso in cui viene generato  un avviso di mancata consegna previsto dalle regole tecniche della posta elettronica certificata, si procede ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 51 e viene pubblicato nel portale  dei  servizi  telematici, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi  dell’articolo  34, un  apposito  avviso  di  avvenuta  comunicazione   o   notificazione dell’atto nella cancelleria o  segreteria  dell’ufficio  giudiziario, contenente i soli elementi identificativi del  procedimento  e  delle parti e loro patrocinatori. Tale avviso e’ visibile solo dai soggetti abilitati esterni legittimati ai sensi dell’articolo 27, comma 1, del decreto ministeriale 21 febbraio 2011 n. 44». 

        
     

Art. 4 Modifiche all’articolo 17 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44

  1. All’articolo  17,  comma  6,  del  decreto  del  Ministro  della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44, le parole «nei modi  di  cui  agli articoli  138  e  seguenti  del  codice  di  procedura  civile»  sono sostituite dalle seguenti: «con le modalita’ previste dalla normativa processuale vigente». 

        
     

Art. 5 Modifiche all’articolo 18 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44

  1. All’articolo 18 del decreto  del  Ministro  della  giustizia  21 febbraio 2011, n. 44, sono apportate le seguenti modifiche:
  a) al comma 1 le parole «ricevuta di avvenuta consegna breve»  sono sostituite dalle seguenti: «ricevuta di avvenuta consegna»;
  b) il comma 2 e’ sostituito  dal  seguente:  «Quando  il  difensore procede alla notificazione delle comparse o delle memorie,  ai  sensi dell’articolo 170, quarto comma, del codice di procedura  civile,  la notificazione e’ effettuata mediante  invio  della  memoria  o  della comparsa alle parti costituite ai sensi del comma 1.».

       
     

                               
Art. 6 Modifiche all'articolo 29 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44    1. L'articolo 29  del  decreto  del  Ministro  della  giustizia  21 febbraio 2011, n. 44, e' sostituito dal seguente:   «1. Il portale dei servizi telematici  e  il  gestore  dei  servizi telematici garantiscono la  disponibilita'  dei  servizi  secondo  le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 34. In ogni caso e' garantita la  disponibilita'  dei  servizi  di  consultazione  nei giorni feriali dalle ore otto  alle  ore  ventidue,  dal  lunedi'  al venerdi', e dalle ore otto alle ore tredici del sabato e  dei  giorni ventiquattro e trentun dicembre.».   2. Fino alla adozione delle specifiche tecniche di cui al comma che precede,  il   portale   dei   servizi   telematici   garantisce   la disponibilita' dei servizi di consultazione nei giorni feriali  dalle ore otto alle ore ventidue, dal lunedi' al venerdi', e dalle ore otto alle ore tredici del sabato e  dei  giorni  ventiquattro  e  trentuno dicembre.               
Art. 7 Modifiche all'articolo 35 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44    1. All'articolo  35,  comma  1,  del  decreto  del  Ministro  della giustizia 21 febbraio 2011, n.  44,  dopo  le  parole  «L'attivazione della trasmissione  dei  documenti  informatici»,  sono  inserite  le seguenti «da parte dei soggetti abilitati esterni».               
Art. 8 Clausola di invarianza    Dall'attuazione del presente decreto non devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.   Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 

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D.M. 11/10/2012

Redazione

Art. 1 Presupposti per l’applicazione della liquidazione IVA per cassa

  1. I soggetti che nell’anno solare precedente hanno  realizzato  o, in caso di inizio di attivita’, prevedono  di  realizzare  un  volume d’affari non superiore a due milioni di euro, possono optare  per  la liquidazione dell’IVA secondo la contabilita’ di  cassa,  di  seguito denominata «IVA per cassa», come disciplinata  dall’art.  32-bis  del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e dalle disposizioni contenute nel presente decreto.
  2. Per i soggetti che esercitano  l’opzione  di  cui  al  comma  1, l’imposta sul valore aggiunto relativa alle cessioni di beni ed  alle prestazioni di servizi  effettuate  nei  confronti  di  cessionari  o committenti  che  agiscono  nell’esercizio   di   impresa,   arte   o professione, diviene esigibile all’atto del  pagamento  dei  relativi corrispettivi. L’imposta diviene, comunque, esigibile decorso un anno dal  momento  di  effettuazione   dell’operazione,   salvo   che   il cessionario o committente, prima del decorso di  detto  termine,  sia stato assoggettato a procedure concorsuali.
  3. Per i soggetti che esercitano l’opzione di cui al  comma  1,  il diritto alla detrazione dell’imposta  sul  valore  aggiunto  relativa agli acquisti effettuati sorge al momento del pagamento dei  relativi corrispettivi.
  4. Per i cessionari o committenti delle operazioni di cui al  comma 2, che non abbiano esercitato l’opzione di cui al comma 1, il diritto alla detrazione sorge  in  ogni  caso  al  momento  di  effettuazione dell’operazione. 

        
     

Art. 2 Operazioni attive escluse dalla liquidazione dell’IVA secondo la contabilita’ di cassa

  1. Sono escluse dalla disciplina contenuta nel presente decreto:
    a) le operazioni effettuate nell’ambito  di  regimi  speciali  di determinazione dell’imposta sul valore aggiunto;
    b) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di soggetti che non agiscono nell’esercizio d’imprese, arti o professioni;
    c) le  operazioni  effettuate  nei  confronti  dei  soggetti  che assolvono l’imposta mediante il meccanismo dell’inversione contabile;
    d) le  operazioni  di  cui  all’art.  6,  quinto  comma,  secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 

        
     

Art. 3 Operazioni passive escluse dal differimento del diritto alla detrazione

  1. Sono escluse dal differimento del diritto alla detrazione:
    a) gli acquisti di beni o servizi soggetti all’imposta sul valore aggiunto con il metodo dell’inversione contabile;
    b) gli acquisti intracomunitari di beni;
    c) le importazioni di beni;
    d) le estrazioni di beni dai depositi IVA. 

        
     

Art. 4 Adempimenti relativi alle operazioni attive del cedente o prestatore

  1. Per le operazioni di cui all’art.  1  il  cedente  o  prestatore adempie gli obblighi  di  cui  al  titolo  secondo  del  decreto  del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
  2. Le operazioni di cui all’art. 1 concorrono a formare il relativo volume  d’affari  del  cedente  o  prestatore  e   partecipano   alla determinazione della percentuale di detrazione di cui all’art. 19-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633, con riferimento all’anno in cui le operazioni sono effettuate.
  3.  Le  operazioni  di  cui  all’art.  1   sono   computate   nella liquidazione periodica relativa al mese o  trimestre  nel  corso  del quale e’ incassato il corrispettivo, ovvero scade il  termine  di  un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.
  4.  Nel  caso  in  cui  sia  effettuato  un  incasso  parziale  del corrispettivo, l’imposta diventa  esigibile  ed  e’  computata  nella liquidazione periodica  nella  proporzione  esistente  fra  la  somma incassata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione.
  5. Le fatture emesse in sede di applicazione delle disposizioni  di cui al  presente  decreto  recano  l’annotazione  che  si  tratta  di operazione con «IVA per cassa», con  l’indicazione  dell’art.  32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83. 

        
     

Art. 5 Adempimenti relativi alle operazioni passive del cedente o prestatore

  1.  Il  diritto  alla  detrazione  dell’imposta  relativa  ai  beni acquistati o servizi ricevuti e’ esercitato, ai sensi degli  articoli 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26  ottobre 1972, n. 633, a partire dal momento in cui i  relativi  corrispettivi sono pagati, o comunque decorso un anno dal momento in cui  l’imposta diviene esigibile secondo le  regole  ordinarie  ed  alle  condizioni esistenti in tale momento.
  2. Nel caso  in  cui  sia  effettuato  un  pagamento  parziale  del corrispettivo, il diritto alla detrazione dell’imposta sorge in  capo al cedente o prestatore nella  proporzione  esistente  fra  la  somma pagata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione. 

        

Art. 6 Esercizio dell’opzione

  1. L’opzione di cui all’art.  1  e  la  revoca  della  stessa  sono esercitate secondo le modalita’  individuate  con  provvedimento  del direttore dell’Agenzia delle entrate.
  2. L’opzione ha effetto a partire dal 1° gennaio dell’anno  in  cui e’ esercitata ovvero, in caso  di  inizio  dell’attivita’  nel  corso dell’anno, dalla data di inizio dell’attivita’.
  3. Le operazioni gia’ liquidate alla data del 31 dicembre dell’anno precedente  quello  di  esercizio  dell’opzione  sono  escluse  dalla disciplina dell’IVA per cassa. 

        

Art. 7 Termine dell’opzione

  1. Qualora nel corso  dell’anno  sia  superato  il  limite  di  due milioni di euro di volume d’affari, le disposizioni di cui all’art. 1 non si applicano  alle  operazioni  attive  e  passive  effettuate  a partire dal mese successivo a  quello  in  cui  il  limite  e’  stato superato.
  2.  Nel  caso  di  cui  al  comma  1,  ovvero  in  caso  di  revoca dell’opzione, nella liquidazione relativa all’ultimo mese in  cui  e’ stata applicata l’IVA per cassa e’  computato  a  debito  l’ammontare dell’imposta,  che  non  risulti  ancora   versata,   relativa   alle operazioni effettuate ed i cui corrispettivi non  sono  stati  ancora incassati.  A  partire  dalla   stessa   liquidazione   puo’   essere esercitato,  ai  sensi  dell’art.  19  e  seguenti  del  decreto  del Presidente  della  Repubblica  n.  633  del  1972,  il  diritto  alla detrazione dell’imposta, che non risulti  ancora  detratta,  relativa agli acquisti effettuati ed i cui corrispettivi non sono stati ancora
pagati. 

        

Art. 8 Efficacia

  1.  Le  disposizioni  del  presente  decreto  si   applicano   alle operazioni effettuate a decorrere dal 1° dicembre 2012.
  Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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D.M. 9/7/2012

Redazione

Art. 1 Finalita’ del decreto

1. Il presente decreto definisce i nuovi contenuti degli allegati 3A e 3B e le modalita’ di trasmissione delle informazioni di cui al comma 1 dell’art. 40 del Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

 

Art. 2 Contenuti della cartella sanitaria e di rischio

1. I contenuti della cartella sanitaria e di rischio, tenuta sia su supporto cartaceo che informatico, sono specificati nell’allegato I del presente decreto recante la modifica dell’ Allegato 3A del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.
2. I contenuti previsti nell’allegato I sopra richiamato sono da considerarsi come informazioni minime della cartella sanitaria e di rischio.
3. Il medico competente risponde della raccolta, dell’aggiornamento e della custodia delle informazioni di cui al periodo che precede.
Per la mancata fornitura da parte del datore di lavoro delle informazioni di propria esclusiva pertinenza non puo’ essere imputata alcuna responsabilita’ al medico competente che le abbia richieste.

 

Art. 3 Contenuti e modalita’ di trasmissione dei dati aggregati e di rischio dei lavoratori

1. I contenuti delle informazioni da comunicare ai sensi del comma 1 dell’art. 40 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, sono specificati nell’allegato II del presente decreto, recante le modifiche dell’allegato 3B del richiamato decreto legislativo.
2. La trasmissione dei dati utilizzabili a fini epidemiologici, di cui al comma che precede deve essere effettuata dal medico competente entro il primo trimestre dell’anno successivo all’anno di riferimento, salvo quanto previsto dal successivo art. 4.
3. La trasmissione dei dati di cui ai commi 1 e 2 che precedono deve essere effettuata unicamente in via telematica.

 

Art. 4 Disposizioni transitorie e entrata in vigore

1. Al fine di consentire una valutazione approfondita della rispondenza delle previsioni del presente decreto a criteri di semplicita’ e certezza nella raccolta e delle modalita’ di trasmissione delle informazioni, e’ individuato un periodo transitorio di mesi 12 a far data dall’entrata in vigore del presente decreto per la sperimentazione delle disposizioni previste.
2. Unicamente con riferimento al periodo di sperimentazione di cui al precedente comma, il termine per la trasmissione delle informazioni di cui all’allegato 3B, cosi’ come modificato nell’allegato II del presente decreto, scade il 30 giugno 2013.
3. Al termine del periodo di sperimentazione di cui precedente comma, sentite le associazioni scientifiche del settore, potranno essere adottate con successivi decreti modifiche relative ai contenuti degli allegati 3A e 3B e alle modalita’ di trasmissione dei dati di cui al comma I dell’art. 40, comma 1.
4. Per la durata del periodo transitorio di sperimentazione, con riferimento a possibili difficolta’ di raccolta e trasmissione telematica delle informazioni di cui al comma 1 dell’art. 40, la sanzione di cui all’art. 58, comma 1, lettera e), e’ sospesa sino al termine della sperimentazione di cui al comma che precede.
5. Il presente decreto entra in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

ALLEGATO I

(Allegato 3A, D.Lgs. n. 81/2008) 

Contenuti della cartella sanitaria e di rischio. 

ALLEGATO II 

 (Allegato 3B, D.Lgs. n. 81/2008)

Contenuti e modalita’ di trasmissione delle informazioni relative  ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori

 

ALLEGATO 3A

       CONTENUTI MINIMI della cartella sanitaria e di rischio:

  ANAGRAFICA DEL LAVORATORE:
  Cognome e Nome
  Sesso
  Luogo di nascita
  Data di nascita
  Domicilio1
  Nazionalita’
  Codice Fiscale

  DATI RELATIVI ALL’AZIENDA:
  Ragione Sociale o codice conto (nel caso di natanti)
  Unita’ Produttiva sede di lavoro / numero certificato unita’ navale
  Indirizzo Unita’ produttiva
  Attivita’ svolta2

  VISITA PREVENTIVA
  REPARTO3 E MANSIONE SPECIFICA DI DESTINAZIONE
  FATTORI DI RISCHIO4
  ANAMNESI LAVORATIVA5
  ANAMNESI FAMILIARE
  ANAMNESI FISIOLOGICA
  ANAMNESI PATOLOGICA REMOTA6
  ANAMNESI PATOLOGICA PROSSIMA6
  PROGRAMMA DI SORVEGLIANZA SANITARIA (protocollo sanitario)
  ESAME OBIETTIVO (con particolare riferimento agli organi bersaglio)
  ACCERTAMENTI INTEGRATIVI7
  EVENTUALI PROVVEDIMENTI DEL MEDICO COMPETENTE8
  GIUDIZIO DI IDONEITA’ ALLA MANSIONE SPECIFICA9
  SCADENZA VISITA MEDICA SUCCESSIVA10
  DATA
  FIRMA DEL MEDICO COMPETENTE
  VISITE SUCCESSIVE11
  REPARTO1 E MANSIONE SPECIFICA
  FATTORI DI RISCHIO (se diversi o  variati  rispetto  ai  precedenti
  controlli12 )
  RACCORDO ANAMNESTICO
  VARIAZIONI DEL PROGRAMMA DI SORVEGLIANZA SANITARIA
  ESAME OBIETTIVO (con particolare riferimento agli organi bersaglio)
  ACCERTAMENTI INTEGRATIVI9
  EVENTUALI PROVVEDIMENTI DEL MEDICO COMPETENTE8
  GIUDIZIO DI IDONEITA’ ALLA MANSIONE SPECIFICA9
  SCADENZA VISITA MEDICA SUCCESSIVA10
  DATA
  FIRMA DEL MEDICO COMPETENTE

CONTENUTI  MINIMI  DELLA  COMUNICAZIONE  SCRITTA  DEL   GIUDIZIO   DI
                      IDONEITA’ ALLA MANSIONE:

  GENERALITA’ DEL LAVORATORE
  RAGIONE SOCIALE DELL’AZIENDA
  REPARTO3 , MANSIONE E RISCHI
  GIUDIZIO DI IDONEITA’ ALLA MANSIONE SPECIFICA
  DATA DELLA ESPRESSIONE DEL GIUDIZIO DI IDONEITA’
  SCADENZA VISITA MEDICA SUCCESSIVA (periodicita’)
  FIRMA DEL MEDICO COMPETENTE
  INFORMAZIONI SULLA POSSIBILITA’ DI RICORSO
  DATA DI TRASMISSIONE DEL GIUDIZIO AL LAVORATORE
  FIRMA DEL LAVORATORE13
  DATA DI TRASMISSIONE DEL GIUDIZIO AL DATORE DI LAVORO

  NOTE:
  Le pagine della cartella  sanitaria  e  di  rischio  devono  essere
  numerate in ordine progressivo.

——–
  1 Indicare Comune e Provincia, indirizzo, recapito telefonico.

——–
  2 riferita a comparto/lavorazione/codice categoria naviglio.

——–
  3 da non indicare in caso di reparto unico.

——–
  4 Specificare quali fattori di rischio, indicando anche,  nei  casi
previsti  dalla  normativa  vigente,  i   livelli   di   esposizione
individuale.

——–
  5 Specificare, con riferimento  all’intera  storia  lavorativa  del
soggetto, comparti/lavorazioni svolte, relativo periodo e principali
rischi riferiti dal lavoratore e tipologia contrattuale.

——–
  6 Indicare sempre tipologia di invalidita’ (lavorativa  o  civile),
malattie professionali  riconosciute,  tipologia  e  anno  infortuni
riferiti dal lavoratore.

——–
  7 Elencare gli accertamenti eseguiti riportando in forma  sintetica
i risultati e allegando alla cartella i relativi referti.

——–
  8  Indicare  gli  eventuali  provvedimenti  adottati   dal   medico
competente quali ad esempio 1° certificato di malattia professionale
ai sensi dell’art.  53  D.P.R.  1124/65,  segnalazione  di  malattia
professionale ex art. 139 D.P.R. 1124/65, lettere al curante, ecc…

——–
  9 Ai sensi dell’art. 41 c 6.

——–
  10  Da  indicare  solo  se  diversa  da  quella  riscontrabile  dal
protocollo sanitario.

——–
  11 Specificare la tipologia di visita di cui all’art.41 comma 2.

——–
  12 Specificare quali con riferimento alla valutazione  dei  rischi,
indicando anche,  nei  casi  previsti  dalla  normativa  vigente,  i
livelli di esposizione individuale.

——–
  13 La firma del lavoratore dovra’ attestare l’informazione circa il
significato e i risultati della sorveglianza sanitaria, la  corretta
espressione  dei   dati   anamnestici,   l’informazione   circa   la
possibilita’ di ricorrere contro il giudizio di idoneita’.

ALLEGATO 3B
 (omissis)

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D.M. 23/6/2012, n. 138

Redazione

Entrata in vigore del provvedimento: 29/08/2012

 

Art. 1 Modello standard dell’atto costitutivo e dello statuto della societa’ a responsabilita’ limitata semplificata

1. L’atto costitutivo, recante anche le norme statutarie, della societa’ a responsabilita’ limitata semplificata di cui all’articolo 2463-bis del codice civile e’ redatto per atto pubblico in conformita’ al modello standard riportato nella tabella A allegata al presente decreto.
2. Si applicano, per quanto non regolato dal modello standard di cui al comma 1, le disposizioni contenute nel libro V, titolo V, capo VII del codice civile, ove non derogate dalla volonta’ delle parti.

 

Art. 2 Individuazione dei criteri di accertamento delle qualita’ soggettive dei soci della societa’ a responsabilita’ limitata semplificata

1. Il notaio, nel ricevere l’atto di cui all’articolo 1, accerta, con le modalita’ di cui all’articolo 49 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, che l’eta’ delle persone fisiche che intendono costituire una societa’ a responsabilita’ limitata semplificata e’ quella prevista dall’articolo 2463-bis del codice civile.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

 

 

TABELLA A
(art. 1, comma 1)

L’anno ………., il giorno ………. del mese di ………. in ……….,
innanzi a me ………. notaio in ………. con sede in ……….
è/sono presente/i il/i signore/i ………. cognome, nome, data, luogo di nascita, domicilio, cittadinanza), della cui identità personale ed età anagrafica io notaio sono certo.

1. Il/I comparente/i costituisce/costituiscono, ai sensi dell’articolo 2463-bis del codice civile, una società a responsabilità limitata semplificata sotto la denominazione “………. società a responsabilità limitata semplificata”, con sede in ………. (indicazione di eventuali sedi secondarie).

2. La società ha per oggetto le seguenti attività: ……….

3. Il capitale sociale ammonta ad € ………. e viene sottoscritto nel modo seguente:
il Signor/la Signora ………. sottoscrive una quota del valore nominale di € ………. pari al ……… percento del capitale.

4. E’ vietato il trasferimento delle quote, per atto tra vivi, a persone che abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della cessione trasferimento e l’eventuale atto è conseguentemente nullo.

5. L’amministrazione della società è affidata a uno o più soci scelti con decisione dei soci.

6. Viene/vengono nominato/i amministratore/i il/i signori: ………. (eventuale specificazione del ruolo svolto nell’ambito del consiglio d’amministrazione), il quale/i quali presente/i accetta/no dichiarando non sussistere a proprio/loro carico cause di decadenza o di ineleggibilità ad amministratore della società.

7. All’organo di amministrazione spetta la rappresentanza generale della società.

8. L’assemblea dei soci, ove sia richiesta deliberazione assembleare per la decisione dei soci, è presieduta dall’amministratore unico o dal presidente del consiglio di amministrazione.

9. I soci dichiarano che conferimenti sono stati eseguiti nel modo seguente:
Il signor/la signora ……… ha versato all’organo amministrativo, che ne rilascia ampia e liberatoria quietanza, la somma di € ………. a mezzo di ………. .
L’organo amministrativo dichiara di aver ricevuto la predetta somma ed attesta che il capitale sociale è interamente versato.

10. Il presente atto, per espressa previsione di legge, è esente da diritto di bollo e di segreteria e non sono dovuti onorari notarili.
Richiesto, io notaio ho ricevuto il presente atto, scritto con mezzi elettronici da persona di mia fiducia e composto di ………. fogli per ………. intere facciate e parte fin qui, da me letto alla/e parte/i che
lo ha/hanno approvato e sottoscritto alle ore…..……

Firma dei comparenti

Firma del notaio

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D.M. 1/6/2012

Redazione

Art. 1

1. Il presente decreto disciplina le modalita’ di attuazione dell’articolo 24, commi 14 e 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, individuando, alla tabella di cui al successivo articolo 6, la ripartizione dei soggetti interessati ai fini della concessione dei benefici di cui al medesimo comma 14 e ai sensi dello stesso comma 15, nel limite delle risorse complessivamente previste dal medesimo comma 15.

 

Art. 2

1. I lavoratori di cui alle categorie indicate in premessa accedono ai benefici di cui all’articolo 24, comma 14, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, alle seguenti condizioni:
a) lavoratori di cui alla lettera a) del citato comma 14:
cessazione dell’attivita’ lavorativa alla data del 4 dicembre 2011 con perfezionamento dei requisiti entro il periodo di fruizione dell’indennita’ di mobilita’ di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) lavoratori di cui alla lettera b) del citato comma 14:
cessazione dell’attivita’ lavorativa alla data del 4 dicembre 2011;
c) lavoratori di cui alla lettera c) del citato comma 14:
titolarita’ al 4 dicembre 2011 della prestazione straordinaria a carico dei Fondi di solidarieta’ di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; titolarita’ della medesima prestazione da data successiva al 4 dicembre 2011 se l’accesso alla stessa risulta autorizzato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, fermo restando che gli interessati restano a carico dei Fondi fino al compimento di 62 anni di eta’;
d) lavoratori di cui alla lettera d) del citato comma 14:
perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico secondo la disciplina vigente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legge;
questi lavoratori non devono aver comunque ripreso attivita’ lavorativa successivamente all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria della contribuzione e devono avere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011;
e) lavoratori di cui alla lettera e) del citato comma 14: esonero dal servizio alla data del 4 dicembre 2011;
f) lavoratori di cui alla lettera e-bis) del citato comma 14:
congedo per assistere figli con disabilita’ grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, con perfezionamento, entro 24 mesi dalla data di inizio del predetto congedo, del requisito contributivo per l’accesso al pensionamento indipendentemente dall’eta’ anagrafica, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n. 243;
g) lavoratori di cui all’articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 2l6, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14: risoluzione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attivita’ lavorativa;
h) lavoratori di cui all’articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14: risoluzione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attivita’ lavorativa.
2. I lavoratori di cui alle lettere g) e h) del comma 1 del presente articolo conseguono il beneficio a condizione che la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi quali le comunicazioni obbligatorie alle Direzioni Territoriali del lavoro, ovvero agli altri soggetti equipollenti individuati sulla base di disposizioni normative o regolamentari. La documentazione da produrre per comprovare quanto precede e’ indicata al successivo articolo 4.
3. I soggetti di cui alle lettere g) e h) del comma 1 del presente articolo devono risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011.

 

Art. 3

1. I lavoratori di cui alla lettera c) delle premesse, per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la data del 4 dicembre 2011 il diritto di accesso ai fondi di solidarieta’, restano a carico dei predetti fondi fino al compimento del sessantaduesimo anno di eta’.

 

Art. 4

1. I soggetti di cui alle lettere e) ed f), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, presentano istanza di accesso ai benefici di cui all’articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti in base alla residenza degli stessi.
2. Per i soggetti di cui alla lettera e), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, l’istanza di cui al comma 1 del presente articolo deve essere corredata da una dichiarazione sostitutiva di certificazioni ai sensi dell’articolo 46, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modifiche ed integrazioni, relativa al provvedimento di esonero, con indicazione degli estremi dello stesso ai fini del reperimento del medesimo da parte della competente Direzione Territoriale del lavoro.
3. Per i soggetti di cui alla lettera f), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, l’istanza di cui al comma 1 del presente articolo deve essere corredata da una dichiarazione sostitutiva di certificazioni ai sensi dell’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modifiche ed integrazioni, relativa al provvedimento di congedo, con indicazione degli estremi dello stesso ai fini del reperimento del medesimo da parte della competente Direzione Territoriale del lavoro.
4. I soggetti di cui alle lettere g) e h), del comma 1, dell’articolo 2, del presente decreto, presentano istanza di accesso ai benefici di cui all’articolo 24, comma 14, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, corredata dall’accordo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro secondo le seguenti modalita’:
a) nel caso in cui si tratta di soggetti cessati in ragione di accordi ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, l’istanza e’ presentata alla Direzione Territoriale del lavoro innanzi alla quale detti accordi sono stati sottoscritti;
b) in tutti gli altri casi, l’istanza e’ presentata alla Direzione Territoriale del Lavoro competente in base alla residenza del lavoratore cessato.
5. Le istanze di cui al presente articolo devono essere presentate entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.
6. Presso le Direzioni Territoriali del Lavoro di cui ai commi 1 e 4 del presente articolo, sono istituite specifiche Commissioni per l’esame delle istanze di cui ai commi che precedono.
7. Le Commissioni di cui al comma 6 sono composte da due funzionari della Direzione Territoriale del Lavoro, di cui uno con funzioni di Presidente, nonche’ da un funzionario dell’INPS, designato dal Direttore provinciale della Sede dello stesso Istituto.
8. Per il funzionamento delle Commissioni di cui al comma 6 non sono previsti oneri a carico della Pubblica amministrazione.

 

Art. 5

1. Le decisioni di accoglimento emesse dalle Commissioni di cui all’articolo 4, comma 6, del presente decreto vengono comunicate con tempestivita’ all’INPS, anche con modalita’ telematica.
2. Avverso i provvedimenti delle Commissioni di cui all’articolo 4, comma 6, del presente decreto l’interessato puo’ presentare istanza di riesame, entro 30 giorni dalla data di ricevimento dello stesso, innanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro presso cui e’ stata presentata l’istanza.

 

Art. 6

1. In conformita’ agli articoli 1 e 2 del presente decreto, il numero dei lavoratori aventi titolo all’ottenimento del beneficio di cui al comma 14 e ai sensi del comma 15 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, e’ determinato in 65.000 unita’, ripartite come segue:

 

Tipologia di soggetti Contingente
Numerico
Mobilita’ [articolo 2, comma 1, lett. a), del presente
decreto]
25.590
Mobilita’ lunga [articolo 2, comma 1, lett. b), del
presente decreto]
3.460
Fondi di solidarieta’ [articolo 2, comma 1, lett. c),
del presente decreto]
17.710
Prosecutori volontari [articolo 2, comma 1, lett. d),
del presente decreto] con decorrenza entro il 2013
10.250
Lavoratori esonerati [articolo 2, comma 1, lett. e),
del presente decreto]
950
Genitori di disabili [articolo 2, comma 1, lett. f),
del presente decreto]
150
Lavoratori cessati ai sensi dell’art. 6, comma 2-ter,
del decreto-legge n. 216 del 2011, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 14 del 2012 [articolo 2,
comma 1, lett. g) ed h), del presente decreto]
6.890
TOTALE 65.000

 

Art. 7

1. I lavoratori che intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari presupposti e requisiti, del beneficio delle decorrenze disciplinato dall’articolo 12, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, sono computati nel contingente di cui all’articolo 6 del presente decreto.

 

Art. 8

1. Il numero complessivo dei lavoratori indicato all’articolo 6, aventi titolo ai benefici di cui al presente decreto, comporta un fabbisogno finanziario complessivo nel limite individuato dall’articolo 24, comma 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni e, pertanto, con riferimento all’inclusione tra i beneficiari dei lavoratori di cui all’articolo 6, comma 2-ter del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2012, n. 14, non occorre applicare la clausola di salvaguardia di cui all’articolo 6-bis, del predetto decreto-legge n. 216 del 2011.
Il presente decreto viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, previo visto e registrazione della Corte dei conti.

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