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Testo coordinato del decreto-legge 3 maggio 2016

Redazione

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 3 maggio 2016, n. 59 

Testo del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59 (in Gazzetta Ufficiale -Serie generale - n. 102 del 3 maggio 2016), coordinato con  la  leggedi conversione 30 giugno 2016, n.  119  (in  questa  stessa  GazzettaUfficiale alla pag. 1), recante: "Disposizioni urgenti in materia  diprocedure esecutive e concorsuali, nonche' a favore degli investitoriin banche in liquidazione.". (16A04966) 

(GU n.153 del 2-7-2016)

 

 Vigente al: 2-7-2016  

 

Capo I 

Misure a sostegno delle imprese e di accelerazione 
del recupero crediti

 Avvertenza:     Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministerodella giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione  delle  leggi,  sull'emanazione  deidecreti  del  Presidente  della  Repubblica  e  sulle   pubblicazioniufficiali  della  Repubblica  italiana,  approvato  con  decreto  delPresidente della  Repubblica  28  dicembre  1985,  n.  1092,  nonche'dell'art. 10, comma 3, del medesimo testo  unico,  al  solo  fine  difacilitare la  lettura  sia  delle  disposizioni  del  decreto-legge,integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione,  chedi quelle richiamate nel  decreto,  trascritte  nelle  note.  Restanoinvariati  il  valore  e  l'efficacia  degli  atti  legislativi   quiriportati.     Le modifiche apportate dalla legge di conversione  sono  stampatecon caratteri corsivi.      Tali modifiche sul video sono riportate tra i segni ((...))      A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della  Presidenzadel Consiglio dei ministri), le modifiche apportate  dalla  legge  diconversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della  suapubblicazione.                                 Art. 1                      Pegno mobiliare non possessorio    1. Gli imprenditori iscritti nel  registro  delle  imprese  possonocostituire  un  pegno  non  possessorio  per  garantire   i   crediti((concessi a loro o a terzi)), presenti o futuri,  se  determinati  odeterminabili e con la  previsione  dell'importo  massimo  garantito,inerenti all'esercizio dell'impresa.   2.  Il  pegno  non  possessorio  puo'  essere  costituito  su  benimobili((, anche immateriali,)) destinati  all'esercizio  dell'impresa((e sui crediti  derivanti  da  o  inerenti  a  tale  esercizio)),  aesclusione dei beni mobili registrati. I beni mobili  possono  essereesistenti  o  futuri,  determinati  o  determinabili  anche  medianteriferimento a una o  piu'  categorie  merceologiche  o  a  un  valorecomplessivo. Ove non sia  diversamente  disposto  nel  contratto,  ildebitore o il terzo concedente il pegno e' autorizzato a  trasformareo  alienare,  nel  rispetto  della  loro  destinazione  economica,  ocomunque a disporre dei beni gravati da pegno. In tal caso  il  pegnosi  trasferisce,  rispettivamente,  al  prodotto   risultante   dallatrasformazione, al corrispettivo della cessione del bene gravato o albene sostitutivo acquistato con tale corrispettivo,  senza  che  cio'comporti  costituzione  di  una  nuova  garanzia.  ((Se  il  prodottorisultante  dalla  trasformazione  ingloba,  anche   per   unione   ocommistione, piu' beni appartenenti a diverse categorie merceologichee oggetto di diversi pegni non possessori, le facolta'  previste  dalcomma 7 spettano a ciascun  creditore  pignoratizio  con  obbligo  daparte sua di restituire al datore della garanzia, secondo criteri  diproporzionalita', sulla base delle stime effettuate con le  modalita'di cui al comma 7, lettera a), il valore  del  bene  riferibile  allealtre categorie merceologiche che si sono unite o mescolate. E' fattasalva  la  possibilita'  per  il  creditore  di   promuovere   azioniconservative o inibitorie nel caso di abuso nell'utilizzo dei beni daparte del debitore o del terzo concedente il pegno.))   3. Il contratto costitutivo, a pena di nullita', deve risultare  daatto  scritto  con  indicazione  del  creditore,   del   debitore   edell'eventuale terzo concedente il pegno,  la  descrizione  del  benedato in garanzia, del credito garantito e l'indicazione  dell'importomassimo garantito.   4.  Il  pegno  non  possessorio  ((ha  effetto  verso   i   terzi))esclusivamente  con  la  iscrizione  in  un  registro  informatizzatocostituito presso l'Agenzia delle entrate e denominato «registro  deipegni non  possessori»;  ((dal  momento))  dell'iscrizione  il  pegnoprende grado ed e' opponibile ai terzi e nelle procedure  ((esecutivee)) concorsuali.   5. Il pegno non possessorio, anche se anteriormente  costituito  ediscritto, non e' opponibile a chi abbia finanziato l'acquisto  di  unbene determinato che sia destinato all'esercizio dell'impresa  e  siagarantito da riserva della proprieta' sul bene medesimo o da un pegnoanche non possessorio ((successivo)), a condizione che il  pegno  nonpossessorio sia iscritto nel registro in conformita' al comma 6 e cheal momento della sua iscrizione il creditore ne informi i titolari dipegno non possessorio iscritto anteriormente.   6.  L'iscrizione  deve  indicare  il  creditore,  il  debitore,  sepresente il terzo datore del pegno, la descrizione del bene  dato  ingaranzia e del credito garantito secondo quanto previsto dal comma  1e, per il pegno non possessorio che garantisce il  finanziamento  perl'acquisto di un bene determinato, la  specifica  individuazione  delmedesimo bene. L'iscrizione ha una durata di dieci anni,  rinnovabileper mezzo di ((una nuova iscrizione)) nel registro  effettuata  primadella scadenza del decimo anno.  La  cancellazione  della  iscrizionepuo' essere richiesta di comune accordo da creditore  pignoratizio  edatore  del  pegno  o  domandata  giudizialmente.  Le  operazioni  diiscrizione, consultazione, modifica, rinnovo o  cancellazione  pressoil registro, gli obblighi a carico di chi  effettua  tali  operazioninonche' le modalita' di accesso al registro stesso sono regolati  condecreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di  concerto  conil Ministro della giustizia, da adottarsi entro trenta  giorni  dalladata di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presentedecreto, prevedendo modalita'  esclusivamente  informatiche.  Con  ilmedesimo decreto sono stabiliti i diritti di visura e di certificato,in misura idonea  a  garantire  almeno  la  copertura  dei  costi  diallestimento, gestione e di  evoluzione  del  registro.  Al  fine  diconsentire l'avvio della attivita' previste dal presente articolo, e'autorizzata la spesa di € 200.000 per l'anno 2016 e di € 100.000  perl'anno 2017.   7. Al verificarsi di  un  evento  che  determina  l'escussione  delpegno,  il  creditore,   ((previa   intimazione   notificata,   anchedirettamente dal creditore a mezzo di posta elettronica  certificata,al debitore e all'eventuale terzo concedente  il  pegno,  e))  previoavviso scritto agli eventuali titolari di un  pegno  non  possessorio((trascritto nonche' al debitore del credito oggetto del pegno)),  hafacolta' di procedere:     a) alla  vendita  dei  beni  oggetto  del  pegno  trattenendo  ilcorrispettivo a soddisfacimento del credito fino a concorrenza  dellasomma garantita e  con  l'obbligo  di  informare  immediatamente  periscritto  il  datore  della  garanzia  dell'importo  ricavato  e   direstituire contestualmente l'eccedenza; la vendita e' effettuata  dalcreditore tramite procedure competitive anche avvalendosi di soggettispecializzati, sulla base di stime effettuate, salvo il caso di  benidi  non  apprezzabile  valore,  da  parte   di   operatori   esperti,assicurando,  con  adeguate  forme   di   pubblicita',   la   massimainformazione e partecipazione degli interessati; l'operatore  espertoe' nominato di comune  accordo  tra  le  parti  o,  in  mancanza,  e'designato dal giudice;  in  ogni  caso  e'  effettuata,  a  cura  delcreditore, la pubblicita' sul portale delle vendite pubbliche di  cuiall'art. 490 del codice di procedura civile;     b) alla escussione ((o cessione)) dei crediti  oggetto  di  pegnofino a concorrenza della somma garantita((, dandone comunicazione  aldatore della garanzia));     c) ove previsto nel contratto di pegno e  iscritto  nel  registro((di cui al comma 4)), alla locazione  del  bene  oggetto  del  pegnoimputando i canoni a  soddisfacimento  del  proprio  credito  fino  aconcorrenza della somma garantita,  a  condizione  che  il  contrattopreveda  i  criteri  e  le  modalita'   di   ((determinazione))   delcorrispettivo della locazione; ((il creditore  pignoratizio  comunicaimmediatamente per  iscritto  al  datore  della  garanzia  stessa  ilcorrispettivo e le altre condizioni della locazione pattuite  con  ilrelativo conduttore));     d) ove previsto nel contratto di pegno e  iscritto  nel  registro((di cui al comma 4)), all'appropriazione dei beni oggetto del  pegnofino a  concorrenza  della  somma  garantita,  a  condizione  che  ilcontratto  preveda  anticipatamente  i  criteri  e  le  modalita'  divalutazione del valore del bene oggetto di pegno e  dell'obbligazionegarantita; il  creditore  pignoratizio  comunica  immediatamente  periscritto al datore della garanzia il valore  attribuito  al  bene  aifini dell'appropriazione.   ((7-bis. Il debitore e l'eventuale terzo concedente il pegno  hannodiritto di proporre opposizione entro cinque giorni  dall'intimazionedi cui al comma 7. L'opposizione si propone con ricorso a norma delledisposizioni di cui al libro quarto,  titolo  I,  capo  III-bis,  delcodice di procedura civile. Ove concorrano gravi motivi, il  giudice,su istanza dell'opponente, puo' inibire, con provvedimento d'urgenza,al creditore di procedere a norma del comma 7.   7-ter. Se il titolo  non  dispone  diversamente,  il  datore  dellagaranzia  deve  consegnare  il  bene  mobile  oggetto  del  pegno  alcreditore entro quindici giorni dalla notificazione  dell'intimazionedi cui al comma 7. Se la consegna non ha luogo nel termine stabilito,il  creditore  puo'  fare  istanza,  anche   verbale,   all'ufficialegiudiziario perche' proceda, anche non munito di titolo  esecutivo  edi precetto, a norma delle disposizioni di cui al libro terzo, titoloIII, del codice di procedura civile, in  quanto  compatibili.  A  talfine, il creditore presenta copia della nota di iscrizione del  pegnonel registro di cui al comma 4 e dell'intimazione notificata ai sensidel comma 7.  L'ufficiale  giudiziario,  ove  non  sia  di  immediataidentificazione, si avvale su  istanza  del  creditore  e  con  speseliquidate dall'ufficiale giudiziario e  anticipate  dal  creditore  ecomunque a carico del medesimo, di  un  esperto  stimatore  o  di  uncommercialista da lui scelto, per la corretta  individuazione,  anchemediante esame delle scritture contabili, del bene mobile oggetto delpegno, tenendo conto delle eventuali operazioni di  trasformazione  odi alienazione poste in essere a norma del comma  2.  Quando  risultache  il  pegno  si   e'   trasferito   sul   corrispettivo   ricavatodall'alienazione del bene, l'ufficiale giudiziario ricerca,  medianteesame delle scritture contabili ovvero a norma dell'art. 492-bis  delcodice di procedura civile, i crediti del datore della garanzia,  neilimiti della  somma  garantita  ai  sensi  del  comma  2.  I  creditirinvenuti a norma del periodo precedente sono riscossi dal  creditorein forza del contratto di pegno e del  verbale  delle  operazioni  diricerca redatto  dall'ufficiale  giudiziario.  Nel  caso  di  cui  alpresente comma l'autorizzazione del presidente del tribunale  di  cuiall'art. 492-bis del codice  di  procedura  civile  e'  concessa,  suistanza del creditore, verificate l'iscrizione del pegno nel registrodi cui al comma 4 e la notificazione dell'intimazione.   7-quater. Quando il bene  o  il  credito  gia'  oggetto  del  pegnoiscritto ai sensi del comma 4 sia sottoposto  ad  esecuzione  forzataper  espropriazione,  il  giudice  dell'esecuzione,  su  istanza  delcreditore, lo autorizza  all'escussione  del  pegno,  stabilendo  conproprio decreto il tempo e le modalita' dell'escussione a  norma  delcomma  7.  L'eventuale  eccedenza  e'  corrisposta  in  favore  dellaprocedura esecutiva, fatti salvi i crediti  degli  aventi  diritto  aprelazione anteriore a quella del creditore istante.))   8. In caso di fallimento del debitore il creditore puo' procedere anorma del comma 7 solo dopo che il suo credito e'  stato  ammesso  alpassivo con prelazione.   9. Entro tre mesi dalla comunicazione ((di cui alle lettere a), b),c) e d) del comma 7)), il debitore puo'  agire  in  giudizio  per  ilrisarcimento  del  danno  ((quando  l'escussione))  e'  avvenuta   inviolazione dei criteri e  delle  modalita'  di  cui  ((alle  predettelettere a), b), c) e d) )) e non corrispondono ai valori correnti  dimercato il prezzo della vendita, ((il corrispettivo della cessione,))il corrispettivo della locazione ovvero il valore comunicato a  normadella disposizione ((di cui alla lettera d) )).   10. Agli effetti di cui agli articoli 66 e 67 del regio decreto  16marzo 1942, n. 267 il pegno non possessorio e' equiparato al pegno.   ((10-bis.  Per  quanto  non  previsto  dal  presente  articolo,  siapplicano, in quanto compatibili, le disposizioni  di  cui  al  librosesto, titolo III, capo III, del codice civile.)) 
                               Art. 2   Finanziamento  alle  imprese  garantito  da  trasferimento  di   bene                immobile sospensivamente condizionato    1. Al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo l'art. 48e' aggiunto il seguente articolo:     «Art.  48-bis.  -  (Finanziamento  alle  imprese   garantito   datrasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato). - 1. Ilcontratto di finanziamento concluso tra un imprenditore e una banca oaltro soggetto autorizzato a concedere  finanziamenti  nei  confrontidel pubblico ((ai sensi dell'art. 106))  puo'  essere  garantito  daltrasferimento, in favore del creditore o di una societa' dallo stessocontrollata  o  al  medesimo  collegata  ai   sensi   delle   vigentidisposizioni di legge e autorizzata ad acquistare, detenere,  gestiree trasferire  diritti  reali  immobiliari,  della  proprieta'  di  unimmobile o di un altro diritto immobiliare dell'imprenditore o di  unterzo, sospensivamente condizionato all'inadempimento del debitore  anorma del comma  5.  ((La  nota  di  trascrizione  del  trasferimentosospensivamente condizionato di cui al presente comma  deve  indicaregli elementi di cui all'art. 2839, secondo comma, numeri 4), 5) e 6),del codice civile.))   2. In caso di inadempimento, il creditore ha diritto  di  avvalersidegli effetti del patto di cui al comma 1,  purche'  al  proprietariosia corrisposta l'eventuale differenza tra il  valore  di  stima  deldiritto e  l'ammontare  del  debito  inadempiuto  e  delle  spese  ditrasferimento.   3. Il trasferimento  non  puo'  essere  convenuto  in  relazione  aimmobili adibiti  ad  abitazione  principale  del  proprietario,  delconiuge o di suoi parenti e affini entro il terzo grado.   4. Il patto di cui al comma 1  puo'  essere  stipulato  al  momentodella conclusione del contratto  di  finanziamento  o,  anche  per  icontratti in corso ((alla data di entrata in  vigore  della  presentedisposizione)),  per   atto   notarile,   in   sede   di   successivamodificazione delle condizioni contrattuali. Qualora il finanziamentosia gia'  garantito  da  ipoteca,  il  trasferimento  sospensivamentecondizionato all'inadempimento, una volta trascritto,  prevale  sulletrascrizioni e  iscrizioni  eseguite  successivamente  all'iscrizioneipotecaria. ((Fatti  salvi  gli  effetti  dell'aggiudicazione,  ancheprovvisoria, e dell'assegnazione, la disposizione di cui  al  periodoprecedente si applica anche quando l'immobile e' stato sottoposto  adespropriazione forzata in  forza  di  pignoramento  trascritto  primadella trascrizione del patto di cui al  comma  1  ma  successivamenteall'iscrizione dell'ipoteca; in tal caso, si applica il comma 10.))   5. Per gli effetti  del  presente  articolo,  si  ha  inadempimentoquando il mancato pagamento si protrae  per  oltre  nove  mesi  dallascadenza di almeno tre rate,  anche  non  consecutive,  nel  caso  diobbligo di rimborso a rate mensili; o per oltre ((nove  mesi))  dallascadenza anche di una sola rata, quando  il  debitore  e'  tenuto  alrimborso rateale secondo termini di  scadenza  superiori  al  periodomensile; ovvero, per oltre nove  mesi,  quando  non  e'  prevista  larestituzione mediante pagamenti da effettuarsi in via rateale,  dallascadenza  del  rimborso  previsto  nel  contratto  di  finanziamento.((Qualora alla data di scadenza della prima  delle  rate,  anche  nonmensili, non pagate di cui al primo periodo il  debitore  abbia  gia'rimborsato il finanziamento ricevuto in misura almeno pari all'85 percento della quota capitale, il periodo di  inadempimento  di  cui  almedesimo primo periodo e' elevato  da  nove  a  dodici  mesi)).  ((Alverificarsi  dell'inadempimento))  di  cui  al  presente  comma,   ilcreditore e' tenuto a  notificare  al  debitore  e,  se  diverso,  altitolare del diritto reale immobiliare, nonche' a  coloro  che  hannodiritti derivanti da titolo iscritto o trascritto  sull'immobile  unadichiarazione di volersi avvalere degli effetti del patto di  cui  almedesimo comma, secondo  quanto  previsto  dal  presente  articolo((,precisando l'ammontare del credito per cui procede)).   6. Decorsi sessanta giorni dalla notificazione della  dichiarazionedi cui al comma 5, il creditore chiede al  presidente  del  tribunaledel luogo nel quale si trova l'immobile la nomina di un perito per lastima, con relazione giurata, del diritto reale  immobiliare  oggettodel patto di cui al comma 1. ((Il perito procede  in  conformita'  aicriteri di cui all'art. 568 del codice di procedura civile. Non  puo'procedersi alla nomina di un perito per il quale  ricorre  una  dellecondizioni di cui all'art. 51 del codice di  procedura  civile.))  Siapplica l'art. 1349, primo comma, del codice civile. ((Entro sessantagiorni dalla nomina, il perito comunica, ove  possibile  a  mezzo  diposta elettronica certificata,  la  relazione  giurata  di  stima  aldebitore, e, se diverso, al titolare del diritto  reale  immobiliare,al creditore nonche' a coloro che hanno diritti derivanti  da  titoloiscritto   o   trascritto   sull'immobile.   I   destinatari    dellacomunicazione di cui  al  periodo  precedente  possono,  entro  diecigiorni dalla medesima comunicazione, inviare note al perito;  in  talcaso il perito, entro i successivi dieci giorni, effettua  una  nuovacomunicazione della relazione rendendo gli eventuali chiarimenti.))   7. Qualora il debitore contesti la stima, il creditore ha  comunquediritto di avvalersi degli effetti del patto di  cui  al  comma  1  el'eventuale fondatezza della contestazione incide sulla differenza daversare al titolare del diritto reale immobiliare.   8.  La  condizione  sospensiva  di  inadempimento,  verificatisi  ipresupposti di cui al comma 5, si considera avverata al momento dellacomunicazione al creditore del valore di stima  di  cui  al  comma  6ovvero al momento dell'avvenuto versamento  all'imprenditore  ((delladifferenza di cui al comma  2)),  qualora  il  valore  di  stima  siasuperiore all'ammontare del debito inadempiuto, comprensivo di  tuttele spese ed i costi del trasferimento. Il contratto di  finanziamento((o la sua modificazione a norma del comma  4))  contiene  l'espressaprevisione di un ((apposito conto corrente  bancario  senza  spese)),intestato al titolare del diritto reale  immobiliare,  sul  quale  ilcreditore deve accreditare l'importo  pari  alla  differenza  tra  ilvalore di stima e l'ammontare del debito inadempiuto.   9. Ai fini pubblicitari connessi all'annotazione  di  cancellazionedella condizione sospensiva ((ai sensi dell'art.  2668,  terzo  commadel codice  civile)),  il  creditore,  anche  unilateralmente,  rendenell'atto notarile di avveramento della condizione una dichiarazione,a norma dell'art. 47 del decreto del Presidente della  Repubblica  28dicembre 2000, n. 445, con cui attesta l'inadempimento del debitore anorma del comma  5,  producendo  altresi'  estratto  autentico  dellescritture contabili di cui all'art. 2214 del codice civile.   10. Puo' farsi luogo al trasferimento a norma del presente articoloanche quando il diritto reale immobiliare gia' oggetto del  patto  dicui  al  comma  1  sia   sottoposto   ad   esecuzione   forzata   perespropriazione. In tal  caso  l'accertamento  dell'inadempimento  deldebitore  e'  compiuto,  su  istanza  del  creditore,   dal   giudicedell'esecuzione e il valore  di  stima  e'  determinato  dall'espertonominato dallo stesso giudice. Il  giudice  dell'esecuzione  provvedeall'accertamento  dell'inadempimento  con  ordinanza,   fissando   iltermine entro il quale  il  creditore  deve  versare  una  somma  noninferiore alle spese di esecuzione e, ove vi siano, ai crediti aventidiritto di prelazione anteriore a  quello  dell'istante  ovvero  pariall'eventuale  differenza  tra  il  valore  di  stima  del   bene   el'ammontare  del  debito  inadempiuto.  Avvenuto  il  versamento,  ilgiudice dell'esecuzione, con decreto, da' atto dell'avveramento dellacondizione. Il decreto e' annotato ai fini della cancellazione  dellacondizione,  a  norma  dell'art.  2668  del   codice   civile.   Alladistribuzione della somma ricavata si provvede  in  conformita'  alledisposizioni di cui al libro terzo, titolo II, capo IV del codice  diprocedura civile.   11. Il comma 10 si applica, in quanto compatibile, anche quando  ildiritto reale immobiliare e' sottoposto ad esecuzione a  norma  delledisposizioni di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  29settembre 1973, n. 602.   12. Quando, dopo la trascrizione del  patto  di  cui  al  comma  1,sopravviene il fallimento del titolare del diritto reale immobiliare,il creditore, se e' stato ammesso al passivo, puo'  fare  istanza  algiudice delegato perche', sentiti  il  curatore  e  il  comitato  deicreditori, provveda a norma del comma 10, in quanto compatibile.   13. Entro trenta giorni dall'estinzione dell'obbligazione garantitail creditore provvede, mediante atto notarile, a dare pubblicita' neiregistri  immobiliari  del  mancato  definitivo   avveramento   dellacondizione sospensiva.».   ((13-bis. Ai fini del concorso tra i creditori, il patto a scopo digaranzia di cui al comma 1 e' equiparato all'ipoteca.   13-ter. La trascrizione del patto di cui al  comma  1  produce  glieffetti di cui all'art. 2855 del codice civile, avendo  riguardo,  inluogo del pignoramento, alla notificazione della dichiarazione di cuial comma 5».)) 
                               Art. 3  Registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle  procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi    1. E' istituito presso il Ministero  della  giustizia  un  registroelettronico delle procedure di  espropriazione  forzata  immobiliari,delle procedure d'insolvenza e  degli  strumenti  di  gestione  dellacrisi. Il registro e' accessibile dalla Banca d'Italia, che  utilizzai dati e le informazioni in esso contenuti  nello  svolgimento  dellefunzioni di vigilanza, a tutela della sana e prudente gestione  degliintermediari vigilati e della stabilita' complessiva.   2. Nel registro sono  pubblicati  le  informazioni  e  i  documentirelativi:     a) alle procedure di espropriazione forzata immobiliare;     b) alle procedure di fallimento,  di  concordato  preventivo,  diliquidazione coatta amministrativa di cui al regio decreto  16  marzo1942, n. 267;     c) ai procedimenti di omologazione di accordi di ristrutturazionedei debiti di cui all'art. 182-bis del regio decreto 16  marzo  1942,n. 267, nonche' ai piani di risanamento di  cui  all'art.  67,  terzocomma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942,  n.  267,  quandovengano fatti oggetto di pubblicazione nel registro delle imprese;     d) alle procedure di  amministrazione  straordinaria  di  cui  aldecreto legislativo 8 luglio  1999  n.  270  e  al  decreto-legge  23dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge  18febbraio 2004, n. 39;     e) alle procedure di accordo di ristrutturazione dei  debiti,  dipiano del consumatore e di liquidazione dei beni di cui alla legge 27gennaio 2012, n. 3.   3. Il registro si compone di una  sezione  ad  accesso  pubblico  egratuito e di una sezione ad accesso limitato,  aventi  il  contenutoche segue:     a) relativamente alle procedure di cui al comma 2, nella  sezionedel registro ad accesso  pubblico  sono  rese  disponibili  in  formaelettronica, in relazione alla tipologia di procedura o di  strumentodi cui al comma 2, le informazioni e i documenti di cui all'art.  24,paragrafo 2, del Regolamento (UE) 2015/848 e  le  altre  informazionirilevanti in merito ai tempi e all'andamento di ciascuna procedura  ostrumento; all'interno di  questa  sezione  possono  essere  altresi'collocate le informazioni e i provvedimenti  ((di  cui  all'art.  28,quarto comma, secondo periodo,)) del regio decreto 16 marzo 1942,  n.267;     b)  relativamente  alle  procedure  di   espropriazione   forzataimmobiliare, nella sezione del registro ad accesso pubblico sono resedisponibili in  forma  elettronica  le  informazioni  e  i  documentiindividuati con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia diconcerto  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  ((daadottare entro centoventi giorni dalla  data  di  entrata  in  vigoredella  legge   di   conversione   del   presente   decreto)).   Nellaindividuazione delle informazioni il decreto tiene conto, a  fini  ditutela della stabilita' finanziaria, anche della loro  rilevanza  peruna  migliore  gestione  dei  crediti  deteriorati  da  parte   degliintermediari creditizi e finanziari;     c) nella sezione del  registro  ad  accesso  limitato  sono  residisponibili in  forma  elettronica  le  informazioni  e  i  documentirelativi a  ciascuna  procedura  o  strumento  di  cui  al  comma  2,individuate con il decreto dirigenziale di cui alla lettera b).   ((4. Con il decreto di cui al comma 3, lettera b), sentita la Bancad'Italia per gli aspetti rilevanti ai fini di tutela della stabilita'finanziaria, sono altresi' adottate le disposizioni per  l'attuazionedel registro, prevedendo:     a) le modalita'  di  pubblicazione,  rettifica,  aggiornamento  econsultazione dei dati e dei  documenti  da  inserire  nel  registro,nonche' i tempi massimi della loro conservazione;     b) i soggetti tenuti  ad  effettuare,  in  relazione  a  ciascunatipologia  di  procedura  o   strumento,   la   pubblicazione   delleinformazioni e dei documenti;     c) le categorie di soggetti che sono legittimati, in presenza  diun legittimo interesse,  ad  accedere,  anche  mediante  un  avvocatomunito di procura, alla sezione del registro ad accesso limitato;  ilcontributo dovuto per l'accesso, da determinare  in  misura  tale  daassicurare almeno la copertura dei costi del servizio, e  i  casi  diesenzione; e'  sempre  consentito  l'accesso  gratuito  all'autorita'giudiziaria;     d)  le  eventuali  limitate  eccezioni  alla   pubblicazione   didocumenti  con  riferimento  alle  esigenze  di  riservatezza   delleinformazioni ivi contenute o all'assenza  di  valore  informativo  ditali documenti per i terzi.   5. Il registro deve consentire la ricerca dei dati secondo ciascunatipologia di informazione e di  documento  in  esso  contenuti  e  ditribunale  e  numero  di  ruolo  dei  procedimenti.  Le  disposizionicontenute nel decreto di cui al comma 3, lettera b),  assicurano  cheil registro sia  conforme  alle  disposizioni  del  regolamento  (UE)2015/848.))   6.  Su  richiesta  del  debitore,  del  curatore,  del  commissariogiudiziale, di  un  creditore,  di  chiunque  vi  abbia  interesse  od'ufficio, il giudice delegato  o  il  tribunale  competenti  possonolimitare la pubblicazione di un documento o di una o piu' sue  parti,quando sia dimostrata  l'esistenza  di  uno  specifico  e  meritevoleinteresse alla riservatezza dell'informazione in esso  contenuta.  Larichiesta  di  cui  al  presente  comma  sospende  gli  obblighi   dipubblicazione dei documenti o della  parte  di  essi,  oggetto  dellarichiesta di esenzione e, qualora la pubblicazione sia gia' avvenuta,sospende  temporaneamente  l'accesso   ad   essi   da   parte   degliinteressati. Nelle more della decisione, il giudice puo' imporre  unacauzione al creditore o terzo richiedente.   7. In attuazione degli obiettivi di cui al  presente  articolo,  ilMinistero della  giustizia,  per  la  progressiva  implementazione  edigitalizzazione degli archivi e  della  piattaforma  tecnologica  edinformativa dell'Amministrazione della Giustizia, in coerenza con  lelinee  del  Piano  triennale   per   l'informatica   nella   pubblicaamministrazione di cui all'art. 1, commi 513 e 515,  della  legge  28dicembre 2015, n. 208, puo' avvalersi della Societa' di cui  all'art.83, comma 15, del decreto-legge 24 giugno 2008, n.  112,  convertito,con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.  Ai  fini  dellarealizzazione dei predetti servizi di interesse generale, la Societa'provvedera', tramite  Consip  S.p.A.,  all'acquisizione  dei  beni  eservizi occorrenti.   8. Per l'istituzione del registro e' autorizzata la  spesa  di  3,5milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2018. Il Ministero dellagiustizia, il Ministero dell'economia e  delle  finanze  e  la  Bancad'Italia disciplinano con apposita convenzione,  da  stipulare  entrosessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto, i rispettivi compiti rispetto  alla  realizzazione,al funzionamento e al monitoraggio del registro, nonche'  l'eventualeentita'  della  contribuzione  finanziaria  da  parte   della   Bancad'Italia. 
                               Art. 4              Disposizioni in materia espropriazione forzata    1. Al  codice  di  procedura  civile  sono  apportate  le  seguentimodificazioni:     a) all'art. 492, terzo comma, e' aggiunto  in  fine  il  seguenteperiodo: «Il pignoramento deve contenere l'avvertimento che, a  normadell'art.  615,  secondo  comma,  terzo  periodo,  l'opposizione   e'inammissibile se e' proposta dopo che e' stata disposta la vendita  ol'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, salvo  che  siafondata su fatti sopravvenuti ovvero che l'opponente dimostri di  nonaver  potuto  proporla  tempestivamente   per   causa   a   lui   nonimputabile.»;     b) all'art. 503, secondo comma, dopo le  parole  «dell'art.  568»sono aggiunte le seguenti: «nonche', nel caso di beni  mobili,  degliarticoli 518 e 540-bis»;     c) all'art. 532, secondo comma, il secondo  e  il  terzo  periodosono sostituiti dai seguenti: «Il giudice fissa  altresi'  il  numerocomplessivo, non superiore a tre, degli  esperimenti  di  vendita,  icriteri per determinare i relativi ribassi, le modalita' di  depositodella somma ricavata dalla vendita e il termine finale non  superiorea sei mesi, alla cui scadenza il soggetto  incaricato  della  venditadeve restituire  gli  atti  in  cancelleria.  Quando  gli  atti  sonorestituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sonoistanze a norma dell'art. 540-bis, dispone la chiusura anticipata delprocesso esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di  cuiall'art.  164-bis  delle  disposizioni  di  attuazione  del  presentecodice.»;     d) all'art. 560:       ((01) il terzo comma e' sostituito dal  seguente:  «Il  giudicedell'esecuzione   dispone,   con   provvedimento   impugnabile    peropposizione ai sensi  dell'art.  617,  la  liberazione  dell'immobilepignorato  senza  oneri  per  l'aggiudicatario  o  l'assegnatario   ol'acquirente,  quando  non  ritiene  di  autorizzare  il  debitore  acontinuare ad abitare lo stesso, o parte dello stesso, ovvero  quandorevoca l'autorizzazione, se concessa  in  precedenza,  ovvero  quandoprovvede all'aggiudicazione o all'assegnazione dell'immobile. Per  ilterzo che vanta la titolarita' di un diritto di  godimento  del  beneopponibile alla procedura, il termine per l'opposizione  decorre  dalgiorno  in  cui  si  e'  perfezionata  nei  confronti  del  terzo  lanotificazione del provvedimento»;))       1)  il  quarto  comma   e'   sostituito   dal   seguente:   «Ilprovvedimento e' attuato dal  custode  secondo  le  disposizioni  delgiudice  dell'esecuzione  immobiliare,   senza   l'osservanza   delleformalita' di cui agli articoli 605 e seguenti, anche successivamentealla  pronuncia   del   decreto   di   trasferimento   nell'interessedell'aggiudicatario o dell'assegnatario se questi  non  lo  esentano.Per l'attuazione dell'ordine il giudice puo'  avvalersi  della  forzapubblica  e  nominare  ausiliari  ai  sensi  dell'art.  68.  ((Quandonell'immobile  si  trovano  beni  mobili  che  non   debbono   essereconsegnati ovvero documenti  inerenti  lo  svolgimento  di  attivita'imprenditoriale o professionale, il custode intima alla parte  tenutaal  rilascio  ovvero  al  soggetto  al  quale  gli  stessi  risultanoappartenere di asportarli, assegnandogli  il  relativo  termine,  noninferiore a trenta giorni, salvi i casi di urgenza.  Dell'intimazionesi da' atto  a  verbale  ovvero,  se  il  soggetto  intimato  non  e'presente, mediante atto notificato dal custode. Qualora l'asporto nonsia eseguito entro il termine assegnato, i beni o  i  documenti  sonoconsiderati abbandonati e il custode, salvo diversa disposizione  delgiudice   dell'esecuzione,   ne   dispone   lo   smaltimento   o   ladistruzione»;))       2) al quinto comma, e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:((«Gli interessati a presentare l'offerta di acquisto  hanno  dirittodi  esaminare  i  beni  in  vendita  entro  quindici   giorni   dallarichiesta.)) La richiesta e'  formulata  mediante  il  portale  dellevendite pubbliche e non puo' essere resa nota a persona  diversa  dalcustode. La disamina dei  beni  si  svolge  con  modalita'  idonee  agarantire la  riservatezza  dell'identita'  degli  interessati  e  adimpedire che essi abbiano contatti tra loro.»;     e) all'art. 569, quarto comma, le parole «puo' stabilire  »  sonosostituite dalle seguenti: «stabilisce, salvo che sia pregiudizievoleper gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento  dellaprocedura,»  e  dopo  le  parole  «con  modalita'  telematiche»  sonoaggiunte le seguenti: «, nel rispetto della  normativa  regolamentaredi cui all'art.  161-ter  delle  disposizioni  per  l'attuazione  delpresente codice»;   ((e-bis) all'art. 587, primo comma, le parole: «costituisce  titoloesecutivo per  il  rilascio»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «e'attuato dal custode a norma dell'art. 560, quarto comma»;))     f) all'art. 588, dopo le parole «istanza di assegnazione  »  sonoaggiunte le seguenti: «, per se' o a favore di un terzo,»;     g) dopo l'art. 590, e' inserito il seguente:       Art. 590-bis. - (Assegnazione a favore  di  un  terzo).  -  «Ilcreditore che e' rimasto assegnatario  a  favore  di  un  terzo  devedichiarare in cancelleria,  nei  cinque  giorni  dalla  pronuncia  inudienza del provvedimento di assegnazione ovvero dalla comunicazione,il  nome  del  terzo  a  favore  del  quale  deve  essere  trasferitol'immobile,  depositando  la  dichiarazione  del  terzo  di   volerneprofittare. In mancanza, il  trasferimento  e'  fatto  a  favore  delcreditore. In ogni caso, gli obblighi derivanti  dalla  presentazionedell'istanza di assegnazione  a  norma  del  presente  articolo  sonoesclusivamente a carico del creditore.»;     h) all'art. 591, secondo comma, dopo le parole «fino al limite diun quarto» sono aggiunte le seguenti: ((«e, dopo il quarto  tentativodi vendita andato deserto, fino al limite della meta'»));     i) all'art. 596, primo comma:       1)  dopo  le  parole:  «provvede  a  formare  un  progetto   didistribuzione,» sono aggiunte le seguenti: «anche parziale,»;       2) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il progetto  didistribuzione parziale non puo' superare il novanta per  cento  dellesomme da ripartire. ».     ((i-bis) all'art. 596, dopo il  secondo  comma  e'  aggiunto,  infine, il seguente:       «Il giudice dell'esecuzione  puo'  disporre  la  distribuzione,anche parziale, delle somme ricavate, in favore di  creditori  aventidiritto all'accantonamento a norma dell'art. 510, terzo comma, ovverodi creditori i cui crediti costituiscano oggetto  di  controversia  anorma  dell'art.  512,  qualora  sia  presentata   una   fideiussioneautonoma, irrevocabile e a prima richiesta,  rilasciata  da  uno  deisoggetti di cui all'art. 574, primo comma, secondo periodo, idonea  agarantire la restituzione alla procedura delle  somme  che  risultinoripartite   in   eccesso,   anche   in   forza    di    provvedimentiprovvisoriamente esecutivi sopravvenuti,  oltre  agli  interessi,  altasso applicato dalla Banca centrale europea alle  sue  piu'  recentioperazioni di rifinanziamento principali, a decorrere dal pagamento esino all'effettiva  restituzione.  La  fideiussione  e'  escussa  dalcustode o dal professionista delegato su autorizzazione del  giudice.Le disposizioni del presente comma si applicano  anche  ai  creditoriche avrebbero diritto alla distribuzione  delle  somme  ricavate  nelcaso in cui risulti insussistente, in tutto o in  parte,  il  creditodel soggetto avente  diritto  all'accantonamento  ovvero  oggetto  dicontroversia a norma del primo periodo del presente comma»;))     l) all'art. 615, secondo comma, e' aggiunto, in fine, il seguenteperiodo:  «Nell'esecuzione  per   espropriazione   l'opposizione   e'inammissibile se e' proposta dopo che e' stata disposta la vendita  ol'assegnazione a norma degli articoli 530, 552, 569,  salvo  che  siafondata su fatti sopravvenuti ovvero l'opponente dimostri di non averpotuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.»;     m) all'art. 648, primo comma, la parola «concede»  e'  sostituitadalle seguenti: «deve concedere».   ((1-bis. All'art. 2929-bis del codice civile,  i  commi  secondo  eterzo sono sostituiti dai seguenti:     «Quando il bene, per effetto o in conseguenza dell'atto, e' statotrasferito a un terzo, il creditore promuove l'azione esecutiva nelleforme  dell'espropriazione  contro  il  terzo  proprietario   ed   e'preferito ai creditori personali di costui  nella  distribuzione  delricavato. Se con l'atto e' stato riservato o  costituito  alcuno  deidiritti di cui al primo comma dell'art. 2812, il creditore pignora lacosa come libera nei confronti  del  proprietario.  Tali  diritti  siestinguono con la vendita del bene e i terzi titolari sono ammessi  afar valere le loro ragioni sul ricavato, con preferenza  rispetto  aicreditori cui i diritti sono opponibili.   Il debitore, il terzo assoggettato a espropriazione  e  ogni  altrointeressato  alla  conservazione  del  vincolo  possono  proporre  leopposizioni all'esecuzione di cui al titolo V  del  libro  terzo  delcodice di procedura  civile  quando  contestano  la  sussistenza  deipresupposti di cui  al  primo  comma  o  che  l'atto  abbia  arrecatopregiudizio alle ragioni del creditore o che il debitore abbia  avutoconoscenza del pregiudizio arrecato.   L'azione esecutiva di cui al presente articolo non puo' esercitarsiin pregiudizio dei diritti acquistati a  titolo  oneroso  dall'aventecausa del contraente immediato, salvi gli effetti della  trascrizionedel pignoramento».))   2. All'art. 16-bis  del  decreto-legge  18  ottobre  2012  n.  179,convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,sono apportate le seguenti modificazioni:     ((a) il comma 9-sexies e' sostituito dal seguente:       «9-sexies. Il professionista delegato a norma dell'art. 591-bisdel codice di procedura civile, entro trenta  giorni  dalla  notificadell'ordinanza  di  vendita,  deposita  un   rapporto   riepilogativoiniziale  delle  attivita'  svolte.  A  decorrere  dal  deposito  delrapporto riepilogativo  iniziale,  il  professionista  deposita,  concadenza  semestrale,  un  rapporto  riepilogativo   periodico   delleattivita'   svolte.   Entro   dieci   giorni   dalla    comunicazionedell'approvazione del progetto di  distribuzione,  il  professionistadelegato deposita un rapporto riepilogativo  finale  delle  attivita'svolte successivamente al deposito del rapporto  di  cui  al  periodoprecedente»;))     b) al comma 9-septies, primo periodo,  le  parole:  «il  rapportoriepilogativo  finale  previsto  per  i  procedimenti  di  esecuzioneforzata» sono sostituite dalle seguenti:  «i  rapporti  riepilogativiprevisti per i procedimenti di esecuzione forzata».   ((2-bis. All'art. 23, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014,n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre  2014,n. 164, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per  il  rilasciodell'immobile il  concedente  puo'  avvalersi  del  procedimento  perconvalida di sfratto, di cui al libro quarto, titolo I, capo II,  delcodice di procedura civile».))   3. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e l), si applicanoai procedimenti di esecuzione  forzata  per  espropriazione  iniziatisuccessivamente all'entrata in vigore della legge di conversione  delpresente decreto.   ((3-bis. Con decreto del  Ministro  della  giustizia,  da  adottareentro il 30 giugno 2017, e'  accertata  la  piena  funzionalita'  delportale delle vendite pubbliche previsto dall'art.  161-quater  delledisposizioni per  l'attuazione  del  codice  di  procedura  civile  edisposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18  dicembre  1941,n. 1368. Il portale e' operativo a decorrere dalla pubblicazione  deldecreto nella Gazzetta Ufficiale.))   4. La disposizione di cui al comma 1, lettera d), n. 1), si applicaagli ordini di liberazione disposti, nei procedimenti  di  esecuzioneforzata per espropriazione immobiliare,  successivamente  al  decorsodel termine di trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore  dellalegge di conversione del presente decreto.   ((4-bis. La richiesta di visita di cui all'art. 560, quinto  comma,quarto periodo, del codice di procedura civile, introdotto dal  comma1, lettera  d),  numero  2),  del  presente  articolo,  e'  formulataesclusivamente  mediante  il  portale  delle  vendite   pubbliche   adecorrere dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione  nellaGazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 3-bis.   5. La disposizione di cui al comma 1, lettera e), si  applica  allevendite forzate di beni immobili disposte dal giudice dell'esecuzioneo dal professionista delegato dopo il novantesimo  giorno  successivoalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del  decreto  di  cui  alcomma 3-bis.))   6. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere f) e g), si applicanoalle  istanze  di  assegnazione  presentate,  nei   procedimenti   diesecuzione forzata per espropriazione immobiliare, successivamente aldecorso del termine di trenta giorni dalla data di entrata in  vigoredella legge di conversione del presente decreto.   7. Ai fini dell'applicazione della disposizione di cui alla letterah), si tiene conto, per il computo del numero  degli  esperimenti  divendita anche di quelli  svolti  prima  dell'entrata  in  vigore  delpresente decreto. 
                               Art. 5             Accesso degli organi delle procedure concorsuali             alle informazioni contenute nelle banche dati    1. All'art. 155-sexies delle disposizioni di attuazione del  codicedi procedura civile sono aggiunti, in fine, i seguenti  periodi:  «Aifini del recupero o della  cessione  dei  crediti,  il  curatore,  ilcommissario e  il  liquidatore  giudiziale  possono  avvalersi  dellemedesime disposizioni anche per accedere ai dati relativi ai soggettinei cui confronti la  procedura  ha  ragioni  di  credito,  anche  inmancanza di titolo esecutivo  nei  loro  confronti.  Quando  di  talidisposizioni ci si avvale nell'ambito di procedure concorsuali  e  diprocedimenti in  materia  di  famiglia,  l'autorizzazione  spetta  algiudice del procedimento.». 
                            ((Art. 5 bis   Elenco dei professionisti che provvedono alle operazioni  di  vendita                         dei beni pignorati     1. L'art. 179-ter delle disposizioni per l'attuazione  del  codicedi procedura civile e  disposizioni  transitorie,  di  cui  al  regiodecreto 18 dicembre 1941, n. 1368, e' sostituito dal seguente:    «Art.  179-ter (Elenco  dei  professionisti  che  provvedono   alleoperazioni di vendita). -  Presso  ogni  tribunale  e'  istituito  unelenco dei professionisti che provvedono alle operazioni di  vendita.Possono ottenere l'iscrizione nell'elenco  i  professionisti  di  cuiagli articoli  534-bis  e  591-bis,  primo  comma,  del  codice,  chedimostrano  di  aver  assolto  gli  obblighi  di  prima   formazione,stabiliti con decreto avente natura non  regolamentare  del  Ministrodella giustizia. Con il medesimo decreto sono stabiliti gli  obblighidi  formazione  periodica  da  assolvere  ai  fini   della   confermadell'iscrizione,  sono  fissate  le   modalita'   per   la   verificadell'effettivo  assolvimento  degli   obblighi   formativi   e   sonoindividuati il  contenuto  e  le  modalita'  di  presentazione  delledomande.   E' istituita presso ciascuna corte di appello una  commissione,  lacui composizione e' disciplinata dal decreto di cui al  primo  comma.Con  il  medesimo  decreto  sono   disciplinate   le   modalita'   difunzionamento  della  commissione.  L'incarico  di  componente  dellacommissione ha durata triennale, puo' essere rinnovato una sola voltae non comporta alcuna indennita' o retribuzione a carico dello Stato,ne' alcun tipo di rimborso spese.   La commissione  provvede  alla  tenuta  dell'elenco,  all'eserciziodella vigilanza sugli iscritti, alla  valutazione  delle  domande  diiscrizione  e  all'adozione  dei   provvedimenti   di   cancellazionedall'elenco.   La Scuola superiore  della  magistratura  elabora  le  linee  guidagenerali per la definizione dei programmi dei corsi di  formazione  edi  aggiornamento,  sentiti  il  Consiglio  nazionale   forense,   ilConsiglio  nazionale  dei  dottori  commercialisti  e  degli  esperticontabili e il Consiglio nazionale notarile.   La commissione esercita le funzioni di cui al  terzo  comma,  anchetenendo conto delle risultanze  dei  rapporti  riepilogativi  di  cuiall'art. 16-bis, commi 9-sexies e  9-septies,  del  decreto-legge  18ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17dicembre 2012, n. 221. Valuta altresi' i motivi per i quali sia statorevocato l'incarico in una o piu' procedure esecutive.   Quando ricorrono speciali ragioni, l'incarico puo' essere conferitoa  persona  non  iscritta  in  alcun  elenco;  nel  provvedimento  diconferimento dell'incarico devono essere  analiticamente  indicati  imotivi  della  scelta.  Per  quanto  non  disposto  diversamente  dalpresente articolo, si applicano le disposizioni di cui agli  articoli13 e seguenti in  quanto  compatibili.  I  professionisti  cancellatidall'elenco non possono essere reinseriti nel triennio in corso e neltriennio successivo».   2. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo,e' autorizzata la spesa di € 41.600 per l'anno 2016 e di € 72.800 perl'anno 2017, cui si provvede mediante corrispondente  riduzione,  pergli anni 2016 e 2017, dello stanziamento del fondo speciale di  partecorrente  iscritto,  ai  fini  del  bilancio   triennale   2016-2018,nell'ambito  del  programma  «Fondi  di  riserva  e  speciali»  dellamissione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministerodell'economia  e  delle  finanze  per   l'anno   2016,   allo   scopoparzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dellagiustizia.   3. Con  decreto  del  Ministro  della  giustizia,  da  adottare  diconcerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,  entro  duemesi dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione  delpresente  decreto,  sono  stabiliti  gli  importi  delle   quote   dipartecipazione individuale ai corsi di formazione e di  aggiornamentodi cui all'art.  179-ter  delle  disposizioni  per  l'attuazione  delcodice di procedura civile e  disposizioni  transitorie,  di  cui  alcitato regio decreto n.  1368  del  1941,  nonche'  le  modalita'  dipagamento delle stesse, da versare su apposito capitolo  dell'entratadel bilancio dello Stato, ai  fini  della  successiva  riassegnazioneallo stato di previsione della spesa del Ministero  della  giustizia.Gli importi sono stabiliti in misura tale  da  garantire  l'integralecopertura delle spese connesse all'organizzazione ed al funzionamentodei corsi.   4. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.   5. Sino alla scadenza del dodicesimo mese successivo all'emanazionedel decreto del Ministro  della  giustizia  di  cui  al  citato  art.179-ter, primo comma, delle disposizioni per l'attuazione del  codicedi procedura  civile,  come  sostituito  dal  comma  1  del  presentearticolo, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata  invigore della legge di conversione del presente decreto, le operazionidi vendita continuano ad essere delegate ad  uno  dei  professionistiiscritti nell'elenco di cui  al  predetto  art.  179-ter,  nel  testovigente prima  della  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  diconversione del presente decreto.)) 
                               Art. 6                     Modifiche alla legge fallimentare    1. Al regio decreto  16  marzo  1942,  n.  267  sono  apportate  leseguenti modificazioni:     a) all'art. 40, dopo il quarto comma, e'  aggiunto  il  seguente:«Il   comitato   dei   creditori   si   considera   costituito    conl'accettazione, anche per via telematica, della nomina da  parte  deisuoi componenti, senza necessita' di convocazione dinanzi al curatoreed anche prima della elezione del suo presidente.»;     b) all'art. 95, terzo comma, e'  aggiunto  in  fine  il  seguenteperiodo: «In relazione al numero dei creditori  e  alla  entita'  delpassivo, il giudice delegato puo' stabilire che l'udienza sia  svoltain  via  telematica  con  modalita'   idonee   a   salvaguardare   ilcontraddittorio e l'effettiva  partecipazione  dei  creditori,  ancheutilizzando le strutture  informatiche  messe  a  disposizione  dellaprocedura da soggetti terzi.»;     c) all'art. 104-ter, decimo  comma,  e'  inserito,  in  fine,  ilseguente periodo: «E' altresi' giusta causa di revoca, in presenza disomme  disponibili  per  la   ripartizione,   il   mancato   rispettodell'obbligo di cui all'art. 110 primo comma.»;     ((c-bis) all'art. 110:       1) al primo comma sono aggiunti, in fine, i  seguenti  periodi:«Nel caso in cui siano in  corso  giudizi  di  cui  all'art.  98,  ilcuratore, nel progetto di ripartizione  di  cui  al  presente  comma,indica, per ciascun creditore, le  somme  immediatamente  ripartibilinonche' le somme ripartibili soltanto previo rilascio in favore dellaprocedura di  una  fideiussione  autonoma,  irrevocabile  e  a  primarichiesta, rilasciata da uno dei soggetti di cui all'art. 574,  primocomma, secondo periodo, del codice  di  procedura  civile,  idonea  agarantire la restituzione alla procedura delle  somme  che  risultinoripartite   in   eccesso,   anche   in   forza    di    provvedimentiprovvisoriamente  esecutivi  resi  nell'ambito  dei  giudizi  di  cuiall'art. 98, oltre agli interessi, al  tasso  applicato  dalla  Bancacentrale europea alle sue piu' recenti operazioni di  rifinanziamentoprincipali,  a  decorrere  dal   pagamento   e   sino   all'effettivarestituzione. Le disposizioni del  periodo  precedente  si  applicanoanche ai creditori che  avrebbero  diritto  alla  ripartizione  dellesomme ricavate nel caso in cui risulti insussistente, in tutto  o  inparte, il credito avente diritto all'accantonamento ovvero oggetto dicontroversia a norma dell'art. 98»;       2) al quarto comma, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, leseguenti parole: «; non si fa luogo  ad  accantonamento  qualora  siapresentata in favore della procedura una  fideiussione  a  norma  delterzo periodo del primo comma, idonea a garantire la restituzione  disomme  che,  in  forza  del  provvedimento  che  decide  il  reclamo,risultino ripartite in eccesso, oltre  agli  interessi  nella  misuraprevista dal predetto terzo periodo del primo comma»;))     d) all'art. 163, secondo comma, dopo il  n.  2)  e'  aggiunto  ilseguente: «2-bis) in relazione al numero dei creditori e alla entita'del  passivo,  puo'  stabilire  che  l'adunanza  sia  svolta  in  viatelematica con modalita' idonee a salvaguardare il contraddittorio  el'effettiva  partecipazione  dei  creditori,  anche  utilizzando   lestrutture  informatiche  messe  a  disposizione  della  procedura  dasoggetti terzi»;     e) all'art. 175 comma secondo, e' inserito, in fine, il  seguenteperiodo: «Quando il tribunale ha disposto che l'adunanza  sia  svoltain via telematica, la discussione sulla proposta del debitore e sulleeventuali proposte  concorrenti  e'  disciplinata  con  decreto,  nonsoggetto a reclamo, reso dal giudice  delegato  almeno  dieci  giorniprima dell'adunanza.». 
                               Art. 7            Societa' per la Gestione di Attivita' S.G.A. S.p.a.    1. Le azioni rappresentative  dell'intero  capitale  sociale  dellaSocieta' per la Gestione di Attivita' S.G.A.  S.p.A.,  istituita  nelquadro  degli   interventi   di   risanamento,   ristrutturazione   eprivatizzazione del Banco  di  Napoli  di  cui  al  decreto-legge  24settembre 1996, n.  497,  convertito  in  legge,  con  modificazioni,dall'art. 1 della legge 19 novembre 1996, n. 588  (di  seguito  anche«SGA»), per le quali e' attribuito al Ministero dell'economia e dellefinanze il diritto di pegno ai sensi dell'art. 3,  comma  6-bis,  deldecreto-legge 24 settembre 1996, n. 497,  convertito  in  legge,  conmodificazioni, dall'art. 1 della legge 19 novembre 1996, n. 588, sonointeramente trasferite al Ministero dell'economia e delle finanze.  Afronte del trasferimento, sara'  riconosciuto  un  corrispettivo  nonsuperiore  ad  €  600.000  pari  al  valore  nominale  delle   azionitrasferite, determinato sulla base di una relazione giurata di  stimaprodotta  da  uno  o  piu'  soggetti   di   adeguata   esperienza   equalificazione professionale nominati dal Ministero  dell'economia  edelle finanze.   2.  Successivamente  all'acquisizione  da   parte   del   Ministerodell'economia e delle finanze, la SGA  puo'  acquistare  sul  mercatocrediti,  partecipazioni  e  altre  attivita'  finanziarie,   nonche'compiere le ulteriori attivita'  previste  dallo  statuto,  fermo  ilrispetto dei requisiti e  degli  obblighi  previsti  dalla  normativaapplicabile allo svolgimento di determinate tipologie di servizi  neiconfronti del pubblico. Dalla data di entrata in vigore del  presentedecreto-legge sono abrogati  i  commi  6  e  6-bis  dell'art.  3  deldecreto-legge 24 settembre 1996, n. 497,  convertito  in  legge,  conmodificazioni, dall'art. 1 della legge 19 novembre 1996, n.  588.  Lostatuto  della  SGA  e'  adeguato  alle  disposizioni  del   presentearticolo. 

Capo II 

Misure in favore degli investitori in banche 
in liquidazione

                               Art. 8                                Definizioni    1. Ai fini del presente capo si intendono per:     a) «investitore»: la persona fisica, l'imprenditore  individuale,anche agricolo, e il coltivatore diretto, o il suo successore  mortiscausa,  che  ha  acquistato  gli  strumenti  finanziari   subordinatiindicati nell'art. 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n. 208(di seguito: «Legge di stabilita' per il 2016»),  nell'ambito  di  unrapporto negoziale diretto con la Banca in  liquidazione  che  li  haemessi;     b) «Banca in liquidazione» o «Banca»: la Cassa  di  Risparmio  diFerrara S.p.a. in liquidazione coatta amministrativa, la Banca  delleMarche  S.p.a.  in  liquidazione  coatta  amministrativa,  la   Bancapopolare dell'Etruria e  del  Lazio  S.p.a.  in  liquidazione  coattaamministrativa,  la  Cassa  di  risparmio   di   Chieti   S.p.a.   inliquidazione coatta amministrativa;     c) «Nuova Banca»: la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara  S.p.a.,la Nuova Banca delle Marche S.p.a., la (( Nuova Banca dell'Etruria  edel Lazio S.p.a. )), la Nuova Cassa di risparmio  di  Chieti  S.p.a.,istituite dall'art. 1 del decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183;     d) «Fondo di solidarieta'»: il Fondo istituito dall'art. 1, comma855, della legge di stabilita' per il 2016;     e) «Fondo»: il Fondo Interbancario di Tutela dei  Depositi  qualegestore del Fondo di solidarieta' di cui alla lettera d);     f) «prestazione dei servizi e  delle  attivita'  di  investimentorelativi  alla  sottoscrizione  o  al  collocamento  degli  strumentifinanziari subordinati»: la prestazione di ciascuno  dei  servizi  edattivita' di cui all'art. 1, comma 5, e  all'art.  25-bis  del  testounico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria dicui al decreto legislativo del 24 febbraio 1998,  n.  58,  ove  nellaprestazione di tale servizi o attivita' sono stati in qualsiasi formae con qualsiasi modalita' acquistati o sottoscritti  dall'investitorei  suddetti  strumenti  finanziari  subordinati,  nell'ambito  di  unrapporto negoziale con la Banca in liquidazione;     g) «MTS»: il Mercato telematico all'ingrosso dei titoli di  Stato(MTS) gestito dalla Societa' per il Mercato dei Titoli di Stato - MTSS.p.A. 
                               Art. 9          Accesso al Fondo di solidarieta' con erogazione diretta    1. Gli investitori che hanno acquistato gli strumenti finanziari dicui all'art. 8, comma 1, lettera a) entro la data del 12 giugno  2014e che li detenevano alla  data  della  risoluzione  delle  Banche  inliquidazione possono chiedere al Fondo l'erogazione di un  indennizzoforfettario dell'ammontare determinato  ai  sensi  del  comma  3,  alricorrere di una delle seguenti condizioni:     a) patrimonio mobiliare di proprieta' dell'investitore di  valoreinferiore a 100.000 euro;     b) ammontare del reddito ((complessivo)) dell'investitore ai finidell'imposta sul reddito delle  persone  fisiche  nell'anno  ((2014))inferiore a 35.000 euro.   2. Il valore del patrimonio mobiliare di cui al  comma  1,  letteraa), risulta dalla somma di:     a) patrimonio mobiliare posseduto al 31  dicembre  2015,  esclusigli strumenti finanziari di cui all'art.  8,  comma  1,  lettera  a),calcolato secondo i criteri e le istruzioni approvati con decreto delMinistero del lavoro e delle politiche  sociali,  Direzione  generaleper l'inclusione e le politiche sociali di concerto con il  Ministerodell'economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze 29 dicembre2015, n. 363, recante approvazione del modello tipo di  dichiarazionesostitutiva unica (DSU), nonche' delle  relative  istruzioni  per  lacompilazione, ai  sensi  dell'art.  10,  comma  3,  del  decreto  delPresidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;     b)  il  corrispettivo  pagato  per  l'acquisto  degli   strumentifinanziari di cui all'art. 8, comma 1, lettera a), detenuti alla datadella risoluzione delle Banche in liquidazione, al netto degli  onerie spese direttamente connessi all'operazione di acquisto.   3. L'importo dell'indennizzo forfetario e' pari  all'80  per  centodel corrispettivo pagato per l'acquisto degli strumenti finanziari dicui all'art. 8, comma 1, lettera a), acquistati entro  il  12  giugno2014  e  detenuti  alla  data  della  risoluzione  delle  Banche   inliquidazione, al netto di:     a)  oneri  e  spese  direttamente  connessi   all'operazione   diacquisto;     b) la differenza, se positiva, tra il rendimento degli  strumentifinanziari subordinati e il rendimento di mercato  di  un  Buono  deltesoro  poliennale  in  corso  di  emissione  di  durata  finanziariaequivalente oppure  il  rendimento  ricavato  tramite  interpolazionelineare di Buoni del tesoro poliennali in corso di  emissione  aventidurata finanziaria piu' vicina.   4. Ai fini del calcolo della differenza di cui al comma 3,  letterab), il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e'  rilevatoalla data di acquisto o di sottoscrizione, mentre il  rendimento  delBuono del tesoro poliennale di durata finanziaria equivalente  o  deiBTP usati per l'interpolazione e' determinato sulla base  della  loroquotazione di chiusura, alla medesima data, nel mercato regolamentatodei titoli di Stato MTS.   5.  L'importo  di  cui  al  comma  3,  lettera  b),  e'   calcolatomoltiplicando tra loro:     a) la differenza tra i rendimenti di cui al comma 4;     b) gli anni e la frazione d'anno trascorsi dalla data di acquistoo di sottoscrizione degli strumenti finanziari subordinati e la  datadel provvedimento di risoluzione delle Banche in liquidazione;     c)  il  corrispettivo  pagato  per  l'acquisto  degli   strumentifinanziari  subordinati  al  netto  di  oneri  e  spese  direttamenteconnessi all'operazione di acquisto.   6. L'istanza di erogazione dell'indennizzo forfetario  deve  esserepresentata, a pena di decadenza, ((entro sei  mesi))  dalla  data  dientrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Lapresentazione di tale istanza non consente il ricorso alla  proceduraarbitrale di cui all'art. 1, commi  da  857  a  860  della  legge  28dicembre 2015, n. 208.   7.  L'istanza   di   erogazione   dell'indennizzo   forfetario   e'indirizzata al Fondo. Nell'istanza sono indicati: 7. Identico.     a) il nome, l'indirizzo  e  l'elezione  di  un  domicilio,  anchedigitale;     b) la Banca in liquidazione  presso  la  quale  l'investitore  haacquistato gli strumenti finanziari subordinati;     c)  gli  strumenti   finanziari   subordinati   acquistati,   conindicazione  della  quantita',  del  controvalore,  della   data   diacquisto, del corrispettivo pagato, degli oneri e spese  direttamenteconnessi all'operazione di acquisto e, ove  disponibile,  del  codiceISIN.   8. L'investitore allega all'istanza i seguenti documenti:     a)  il  contratto  di   acquisto   degli   strumenti   finanziarisubordinati;     b) i moduli di sottoscrizione o d'ordine di acquisto;     c) attestazione degli ordini eseguiti;     d) (( (soppressa) ));     e) una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio  mobiliare,calcolato ai sensi del comma 2, ovvero sull'ammontare del reddito  dicui al comma 1, lettera b), resa ai sensi degli articoli 46 e 47  deldecreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445,contenente espressa dichiarazione di  consapevolezza  delle  sanzionipenali previste in caso di dichiarazioni  non  veritiere  e  falsita'negli atti a norma dell'art. 76 del  citato  decreto  del  Presidentedella Repubblica n. 445 del 2000.   ((8-bis. Ai fini del reperimento dei documenti, anche in copia,  dicui alle lettere a), b) e c) del comma 8, le banche di  cui  all'art.8, comma 1,  lettere  b)  e  c),  sono  tenute  a  consegnarne  copiaall'investitore,  entro  quindici  giorni  dalla   data   della   suarichiesta.))   9. Il Fondo verifica la completezza della documentazione  e,  sullabase di questa, la sussistenza delle condizioni di cui  al  comma  1,calcola l'importo dell'indennizzo ai sensi del comma 3 e procede allaliquidazione entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta.   10. Gli investitori che intendono accedere alle risorse  del  Fondodi solidarieta' e che non hanno presentato  l'istanza  di  erogazionedell'indennizzo forfetario  di  cui  ai  commi  da  1  a  9,  possonoesperire, in via alternativa a tale istanza, la  procedura  arbitraledi cui all'art. 1, commi da 857 a 860 della legge 28  dicembre  2015,n.  208.  L'attivazione  della  procedura   arbitrale   preclude   lapossibilita' di esperire la procedura di cui ai commi da 1 a  9.  Ovequesta sia stata gia' attivata la relativa istanza e'  improcedibile.L'istanza di erogazione dell'indennizzo forfetario di cui ai commi da1 a 9 in relazione a strumenti finanziari acquistati  entro  la  datadel 12 giugno 2014 non preclude  l'accesso,  da  parte  dei  medesimiinvestitori,  alla  procedura  arbitrale  in  relazione  a  strumentifinanziari acquistati oltre la suddetta data. 
                               Art. 10             Disposizioni transitorie ed abrogazione di norme    1. All'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208  sono  apportatele seguenti modifiche:     a) il comma 856 e' sostituito dal seguente:  «856.  Il  Fondo  disolidarieta' e' alimentato, sulla  base  delle  esigenze  finanziarieconnesse   alla   corresponsione   delle   prestazioni   dal    Fondointerbancario di tutela dei depositi istituito ai sensi dell'art.  96del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di  cuial decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385.»;     b) al comma 857, le  parole:  «novanta  giorni»  sono  sostituitedalle seguenti: «centottanta giorni». 

Capo III 

Altre disposizioni finanziarie

                               Art. 11    1. Le imprese interessate dalle disposizioni  di  cui  all'art.  2,commi da 55 a  57,  del  decreto-legge  29  dicembre  2010,  n.  225,convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011,  n.  10,come successivamente integrato dal decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.214, possono optare, con riferimento all'ammontare di  attivita'  perimposte anticipate pari alla differenza di cui al successivo comma 2,per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni  alricorrere delle condizioni ivi previste. ((L'opzione e' irrevocabile,comporta  l'obbligo  del  pagamento   di   un   canone   annuo   finoall'esercizio in corso al 31 dicembre 2029 e si considera  esercitatacon il versamento di cui al comma 7. Il canone e' deducibile ai  finidelle imposte sui redditi e dell'IRAP nell'esercizio in  cui  avvieneil pagamento.))   2. Il  canone  e'  determinato  annualmente  applicando  l'aliquotadell'1,5 per cento alla differenza tra  l'ammontare  delle  attivita'per imposte anticipate e le imposte versate.   3. L'ammontare delle attivita' per imposte  anticipate  di  cui  alcomma 2 e' determinato ogni anno sommando algebricamente:     a) la differenza, positiva  o  negativa,  tra  le  attivita'  perimposte anticipate cui si applicano i commi da 55  a  57  del  citatoart. 2 del decreto-legge n. 225 del 2010, iscritte in  bilancio  allafine dell'esercizio e quelle iscritte  alla  fine  dell'esercizio  incorso al 31 dicembre 2007;     b) le attivita' per imposte  anticipate  trasformate  in  creditod'imposta ai sensi delle disposizioni di cui ai predetti commi da  55a 57 dell'art. 2 del citato decreto-legge n. 225 del 2010.   4. Ai fini della determinazione delle imposte  versate  di  cui  alcomma 2 si tiene conto dell'IRES, comprese le  relative  addizionali,versata con riferimento al periodo d'imposta in corso al 31  dicembre2008 e ai successivi, e dell'IRAP versata con riferimento ai  periodid'imposta in corso al 31 dicembre 2013  e  ai  successivi.  Si  tienealtresi' conto dell'imposta sostitutiva di cui all'art. 15, commi 10,10-bis  e  10-ter  del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.   185,convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  edell'imposta sostitutiva di cui all'art. 176, comma 2-ter, del  testounico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidentedella Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, versate con riferimento alperiodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2008 e successivi, fino  alperiodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014.   5. Se le imposte versate di cui al comma 4  superano  le  attivita'per imposte anticipate di cui al comma 3, il canone non e' dovuto.   6. In caso di partecipazione delle imprese di cui  al  comma  1  alconsolidato nazionale  di  cui  agli  articoli  117  e  seguenti  delpredetto testo  unico  delle  imposte  sui  redditi,  ai  fini  delladeterminazione della differenza  di  cui  al  comma  2,  per  imposteversate si intendono l'IRES ((versata in proprio  o  in  qualita'  diconsolidanti)),  le  addizionali  all'IRES,  l'IRAP  e   le   impostesostitutive di cui al comma 4 versate dai  soggetti  partecipanti  alconsolidato  che  rientrano  tra  le  imprese  di  cui  al  comma  1;l'ammontare delle attivita' per imposte anticipate di cui al comma  3e' dato  dalla  somma  dell'ammontare  delle  attivita'  per  imposteanticipate di cui al comma 3 delle singole imprese di cui al comma  1partecipanti al consolidato.   7. Il versamento del canone e'  effettuato  per  ciascun  esercizioentro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui  redditia decorrere dal periodo d'imposta in corso al ((31 dicembre 2016. Peril periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015 il  versamento  e'effettuato, in ogni caso, entro il 31 luglio 2016 senza  applicazionedell'art. 17,  comma  2,  del  regolamento  di  cui  al  decreto  delPresidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n.  435)).  In  caso  dipartecipazione delle  imprese  di  cui  al  comma  1  al  consolidatonazionale di cui agli articoli 117 e seguenti del citato testo  unicodelle  imposte  sul  redditi,  il  versamento  e'  effettuato   dallaconsolidante.   8. Qualora a partire dall'esercizio in corso al 31 dicembre 2008 leimprese di cui al comma  1  abbiano  incrementato  le  attivita'  perimposte anticipate cui si applicano i commi da 55 a  57  dell'art.  2del citato decreto-legge n. 225 del 2010,  in  qualita'  di  societa'incorporante o risultante da una o piu'  fusioni  o  in  qualita'  dibeneficiaria di una o piu' scissioni, ai  fini  della  determinazionedell'ammontare delle attivita' per imposte anticipate di cui al comma3, si tiene  conto  anche  delle  attivita'  per  imposte  anticipateiscritte alla fine dell'esercizio in corso al 31  dicembre  2007  neibilanci delle societa' incorporate, fuse o scisse e  delle  attivita'per  imposte  anticipate  trasformate  in  credito  d'imposta   dallesocieta' incorporate, fuse o scisse;  ai  fini  della  determinazionedelle imposte versate di cui al comma 4 si tiene  conto  anche  delleimposte versate dalle societa' incorporate, fuse o scisse.   9. A partire dall'esercizio successivo a  quello  in  corso  al  31dicembre 2015, le  imprese  interessate  dalle  disposizioni  di  cuiall'art. 2, commi da 55 a 57, del citato  decreto-legge  n.  225  del2010, che non abbiano esercitato l'opzione entro i termini  ((di  cuial comma 7)) e che incorporino o risultino da una o piu'  fusioni  dialtre imprese, oppure siano beneficiarie  di  una  o  piu'  scissionipossono esercitare l'opzione di cui al medesimo comma 1 entro un mesedalla chiusura dell'esercizio in corso alla data in cui ha effetto lafusione o la scissione.   10. Se non e' effettuata l'opzione di cui al comma 1, i commi da 55a 57 dell'art. 2  del  citato  decreto-legge  n.  225  del  2010,  siapplicano  all'ammontare  delle  attivita'  per  imposte   anticipateiscritte in bilancio diminuite della differenza, se positiva, di  cuial comma 2. In caso di  partecipazione  al  consolidato  fiscale,  lapredetta differenza viene attribuita alle  societa'  partecipanti  inproporzione alle attivita' per imposte anticipate di  cui  ai  citaticommi da 55 a 57 detenute da ciascuna di esse.   11. Ai fini dell'accertamento, delle sanzioni e  della  riscossionedel canone di cui al comma 1, nonche' per il relativo contenzioso, siapplicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi.   12. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sonostabilite le disposizioni attuative del presente articolo   13. Le maggiori entrate derivanti dal presente articolo valutate in224,3 milioni di euro per l'anno 2016, in 101,7 milioni di  euro  perl'anno 2017, in 128 milioni di euro per l'anno 2018, in 104,8 milionidi euro per l'anno 2019, in 80,7 milioni di euro per l'anno 2020,  in58,6 milioni di euro per l'anno 2021, in 39,1  milioni  di  euro  perl'anno 2022, in 32,2 milioni di euro per l'anno 2023, in  22  milionidi euro per l'anno 2024, in 17,6 milioni di euro per l'anno 2025,  in15,8 milioni di euro per l'anno 2026, in 14,8  milioni  di  euro  perl'anno 2027 e in 3,8 milioni di euro per l'anno 2028, sono destinate:     a) quanto a 124,3 milioni di euro per l'anno 2016,  al  Fondo  dicui all'art. 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  esuccessive modificazioni;     b) quanto a 100 milioni di euro per l'anno 2016, al Fondo di  cuiall'art. 1, comma 200, della legge 23 dicembre  2014,  n.  190,  comerifinanziato ai sensi dell'art. 1, comma 639, della legge 28 dicembre2015, n. 208;     c) quanto a 101,7 milioni di euro per l'anno 2017, in 128 milionidi euro per l'anno 2018, in 104,8 milioni di euro per l'anno 2019, in80,7 milioni di euro per l'anno 2020, in 58,6  milioni  di  euro  perl'anno 2021, in 39,1 milioni di euro per l'anno 2022, in 32,2 milionidi euro per l'anno 2023, in 22 milioni di euro per  l'anno  2024,  in17,6 milioni di euro per l'anno 2025, in 15,8  milioni  di  euro  perl'anno 2026, in 14,8 milioni di euro per l'anno 2027 e in 3,8 milionidi euro per l'anno 2028,  al  Fondo  per  interventi  strutturali  dipolitica economica di cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge  29novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27dicembre 2004, n. 307.   14. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                               Art. 12   Fondo  di  solidarieta'  per  la  riconversione  e   riqualificazione               professionale del personale del credito    1. Limitatamente agli anni 2016 e 2017, ferma restando la modalita'di  finanziamento  prevista  dall'art.  33,  comma  3,  del   decretolegislativo 14 settembre 2015, n. 148, la finalita' di cui al comma 9lettera b) dell'art. 26 del medesimo decreto n.  148  del  2015,  conriferimento  al  Fondo  di  solidarieta'  per  la   riconversione   eriqualificazione professionale, per il  sostegno  dell'occupazione  edel reddito del personale del credito, puo' essere riconosciuta,  nelquadro  dei  processi  di  agevolazione  all'esodo,  in  relazione  alavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il  pensionamentodi vecchiaia o anticipato nei successivi sette  anni.  L'operativita'delle  disposizioni  di  cui  al   primo   periodo   e'   subordinataall'emanazione del regolamento di adeguamento  della  disciplina  delFondo, da adottarsi con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  dellepolitiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  dellefinanze entro trenta giorni dall'entrata in  vigore  della  legge  diconversione del presente decreto. Dall'attuazione di quanto  previstodal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri  perla finanza pubblica. 
                            ((Art. 12 bis      Modifiche alla disciplina della cessione dei crediti di impresa    1. All'art. 1, comma 1, lettera c), della legge 21  febbraio  1991,n. 52, le parole: «o un soggetto, costituito in forma societaria, chesvolge l'attivita' di acquisto di crediti  da  soggetti  del  propriogruppo che non siano intermediari finanziari» sono  sostituite  dalleseguenti:  «o  un  soggetto,  costituito  in  forma  di  societa'  dicapitali, che svolge l'attivita' di acquisto di crediti, vantati  neiconfronti di terzi, da soggetti del gruppo di  appartenenza  che  nonsiano intermediari finanziari oppure di crediti vantati da terzi  neiconfronti di soggetti del gruppo di appartenenza, ferme  restando  leriserve di attivita' previste ai sensi del citato testo  unico  delleleggi in materia bancaria e creditizia».)) 

Capo IV 

Copertura finanziaria

                               Art. 13                           Copertura finanziaria    1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, comma 6, 3, comma 8 e  7,pari complessivamente a 4,3 milioni di euro per l'anno  2016,  a  3,6milioni di euro per l'anno 2017 e a 3,5 milioni di  euro  per  l'anno2018,   si   provvede   mediante   corrispondente   riduzione   dellostanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai  finidel bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi diriserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»  dello  statodi previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per  l'anno2016, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a  3,7  milioni  dieuro per l'anno 2016, l'accantonamento relativo  al  Ministero  dellagiustizia e, quanto a 0,6 milioni di euro  per  l'anno  2016,  a  3,6milioni di euro per l'anno 2017 e a 3,5 milioni di  euro  per  l'anno2018, l'accantonamento relativo al Ministero  dell'economia  e  dellefinanze.   2. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                               Art. 14                             Entrata in vigore    1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  aquello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   dellaRepubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversionein legge. 

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DECRETO-LEGGE 30 giugno 2016

Redazione

DECRETO-LEGGE 30 giugno 2016, n. 117 

Proroga di termini previsti da disposizioni legislative in materia diprocesso amministrativo telematico. (16G00132) 

(GU n.151 del 30-6-2016)

 Vigente al: 30-6-2016  
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di provvedere allaproroga di termini di prossima scadenza in materia di avvio a regimedel processo amministrativo telematico al fine di garantire ilregolare svolgimento del processo amministrativo; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nellariunione del 30 giugno 2016; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri; Emana

 

il seguente decreto-legge:

 

Art. 1

 

Proroga di termini in materia di processo amministrativo telematico

 

1. All'articolo 38, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014,n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.114, e successive modificazioni, le parole: «dal 1° luglio 2016» sonosostituite dalle seguenti: «dal 1° gennaio 2017». 2. All'articolo 13, comma 1-bis, delle norme di attuazione di cuiall'allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, esuccessive modificazioni, le parole: «fino alla data del 30 giugno2016» sono sostituite dalle seguenti: «fino alla data del 31 dicembre2016».
                               Art. 2 

 

Avvio del processo amministrativo telematico

 

1. Al processo amministrativo telematico di cui al decreto delPresidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 2016, n. 40, e'dato avvio alla data del 1° gennaio 2017.
                               Art. 3 

 

Entrata in vigore

 

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della suapubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana esara' presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare. Dato a Roma, addi' 30 giugno 2016

 

MATTARELLA Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Visto, il Guardasigilli: Orlando

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DECRETO-LEGGE 24 giugno 2016, n. 113

Redazione

DECRETO-LEGGE 24 giugno 2016, n. 113 

Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio.(16G00126) 

(GU n.146 del 24-6-2016)

 

 Vigente al: 25-6-2016  

 

Capo I 

Norme in materia di enti territoriali

                      IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA    Visti gli articoli 77, 81 e 87 della Costituzione;   Ritenuta la necessita' e urgenza di prevedere misure in materia  dienti territoriali, anche in relazione alle conseguenze finanziarie dicalamita' naturali;   Ritenuta, altresi', la necessita' e urgenza di prevedere misure  inmateria di spesa sanitaria,  di  emergenze  ambientali,  di  sostegnoall'agricoltura e di attivita' culturali;   Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nellariunione del 20 giugno 2016;   Sulla proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  delMinistro dell'economia e delle finanze e del  Ministro  dell'interno,di concerto con i Ministri della salute, dell'ambiente e della tuteladel territorio e del mare,  delle  politiche  agricole  alimentari  eforestali, dei beni e delle attivita' culturali e del turismo  e  pergli affari regionali e le autonomie;                                  Emana                      il seguente decreto-legge:                                 Art. 1          Disposizioni relative al Fondo di solidarieta' comunale    1. Al comma 380-sexies dell'articolo  1  della  legge  24  dicembre2012, n. 228, le parole: «pari a 80 milioni di euro» sono  sostituitedalle seguenti: «nell'importo massimo di 80 milioni di euro».   2. Le disponibilita' residue  di  cui  all'accantonamento  previstodall'articolo 7, comma 1, del decreto del  Presidente  del  Consigliodei ministri 10 settembre  2015,  «Fondo  di  solidarieta'  comunale.Definizione e ripartizione delle risorse spettanti per l'anno  2015»,pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  231del 5 ottobre 2015, che risultino non utilizzate per le finalita'  dicui alla norma citata, possono esserlo per le medesime finalita'  perl'anno 2016.   3. Al comma 380-quater, dell'articolo 1, della  legge  24  dicembre2012, n. 228, alla fine del terzo periodo sono aggiunte  le  seguentiparole: «e si puo' applicare un correttivo statistico  finalizzato  alimitare le variazioni, in aumento e in  diminuzione,  delle  risorseattribuite a ciascun Comune». 
                               Art. 2                      Applicazione graduale riduzioni                  del fondo di solidarieta' comunale    1. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014,  n.  190,  dopo  ilcomma 436, sono inseriti i seguenti:   «436-bis, A decorrere dall'anno 2017, la riduzione di cui al  comma435 che per gli anni 2015 e 2016 non e' stata applicata nei confrontidei comuni di cui al comma 436, lettere a) e b), si applica a  caricodegli stessi con la seguente gradualita', fermo restando  l'obiettivocomplessivo di contenimento della spesa di cui al comma 435:     a) per l'anno 2017, in misura pari al 25 per  cento  dell'importodella riduzione non applicata;     b) per l'anno 2018, in misura pari al 50 per  cento  dell'importodella riduzione non applicata;     c) per l'anno 2019, in misura pari al 75 per  cento  dell'importodella riduzione non applicata;     d) a decorrere dall'anno 2020, in misura pari al  100  per  centodell'importo della riduzione non applicata.   436-ter, Nell'anno 2017, la riduzione di cui al comma 435  che  pergli anni 2015 e 2016 e' stata applicata nella misura del 50 per centonei confronti dei comuni di cui  al  comma  436,  lettera  c),  fermorestando l'obiettivo complessivo di contenimento della spesa  di  cuial suddetto comma 435, si applica a carico  degli  stessi  comuni  inmisura pari al 60 per cento, per l'anno 2018 in  misura  pari  all'80per cento e a decorrere dall'anno 2019 in  misura  pari  al  100  percento.». 
                               Art. 3                         Contributo straordinario                   in favore del Comune de L'Aquila    1. In relazione alle esigenze connesse alla ricostruzione a seguitodel sisma del 6 aprile 2009, per l'anno 2016 e' assegnato  in  favoredel Comune dell'Aquila un contributo straordinario a copertura  dellemaggiori spese e delle minori entrate complessivamente di 16  milionidi euro, a valere sulle risorse di cui all'articolo 7-bis,  comma  1,del  decreto-legge  26  aprile   2013,   n.   43,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge  24  giugno  2013,  n.  71,  e  successivirifinanziamenti, e con le modalita' ivi  previste.  Tale  contributo,per quanto concerne le maggiori spese,  e'  destinato  alle  seguentifinalita':     a) esigenze dell'Ufficio tecnico; b) esigenze del settore socialee della scuola dell'obbligo ivi compresi gli asili nido; c)  esigenzeconnesse alla viabilita';  d)  esigenze  per  il  Trasporto  pubblicolocale;  e)   ripristino   e   manutenzione   del   verde   pubblico.Relativamente alle minori entrate, il citato contributo e'  destinatoal ristoro: per le entrate tributarie, delle tasse per la raccolta dirifiuti solidi urbani afferenti agli esercizi precedenti al  2016  e,per le entrate extra-tributarie, dei proventi derivanti da posteggi apagamento,  servizi  mense  e   trasporti   e   installazioni   mezzipubblicitari.   2. Agli altri comuni del cratere sismico, diversi da L'Aquila,  perle maggiori spese e le minori entrate comunque connesse alle esigenzedella ricostruzione, per l'anno 2016 e' destinato un contributo  paria 1,5 milioni di euro, a valere sulle  risorse  di  cui  all'articolo7-bis, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43,  convertito,con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n.  71,  e  successivirifinanziamenti, e con le modalita' ivi previste. Tali  risorse  sonotrasferite al Comune  di  Fossa  che  le  ripartisce  tra  i  singolibeneficiari previa verifica da parte  dell'Ufficio  speciale  per  laricostruzione dei comuni del cratere degli effettivi fabbisogni. 
                               Art. 4            Fondo per contenziosi connessi a sentenze esecutive                   relative a calamita' o cedimenti    1. Al fine di garantire la sostenibilita'  economico-finanziaria  eprevenire situazioni di dissesto finanziario dei comuni, e' istituitopresso il Ministero dell'interno un fondo  denominato  «Fondo  per  icontenziosi connessi a sentenze  esecutive  relative  a  calamita'  ocedimenti» con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno deglianni 2016-2019. Le risorse sono attribuite ai comuni che,  a  seguitodi  sentenze  esecutive  di  risarcimento  conseguenti  a   calamita'naturali o cedimenti strutturali, o ad accordi  transattivi  ad  essecollegate, sono obbligati a sostenere spese di ammontare  complessivosuperiore al  50  per  cento  della  spesa  corrente  sostenuta  comerisultante dalla media degli  ultimi  tre  rendiconti  approvati.  Lecalamita' naturali, o i cedimenti strutturali di  cui  al  precedenteperiodo, devono essersi verificati entro la data di entrata in vigoredella presente disposizione.   2. I comuni di cui al comma 1 comunicano al Ministero dell'interno,entro il termine perentorio di quindici giorni successivi  alla  datadi entrata in vigore del presente decreto, per l'anno 2016, ed  entroil 31 marzo per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019, la  sussistenzadalla fattispecie di cui  comma  1,  ivi  incluse  le  richieste  nonsoddisfatte  negli  anni  precedenti,   con   modalita'   telematicheindividuate dal Ministero dell'interno.  La  ripartizione  del  Fondoavviene con decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri,  suproposta del Ministro  dell'interno,  di  concerto  con  il  Ministrodell'economia  e  finanze,  sentita  la  Conferenza  Stato-citta'  edautonomie locali, da adottare entro novanta  giorni  dal  termine  diinvio delle richieste. Le richieste sono soddisfatte per  un  massimodell'80 per cento delle stesse. Nel caso in cui l'80 per cento  dellerichieste superi l'ammontare  annuo  complessivamente  assegnato,  lerisorse sono attribuite proporzionalmente. Nel caso in cui  l'80  percento  delle  richieste  sia  invece  inferiore  all'ammontare  annuocomplessivamente assegnato, la quota residua viene riassegnata tra ledisponibilita' dell'anno successivo. 
                               Art. 5                    Disposizioni concernenti le vittime         dell'alluvione verificatasi il 5 maggio 1998 a Sarno    1. All'articolo 1 della  legge  28  dicembre  2015,  n.  208,  sonoapportate le seguenti modificazioni:     a) i commi 458 e 459 sono sostituiti dai seguenti:     «458. Alla Prefettura  -  Ufficio  territoriale  del  Governo  diSalerno e' assegnata la somma di 7,5 milioni  di  euro  per  ciascunodegli anni 2016 e 2017 per la stipulazione delle transazioni  di  cuial comma 462, relativamente all'alluvione verificatasi  il  5  maggio1998 a Sarno.  Le  somme  non  impegnate  nel  2016  possono  esserlonell'esercizio successivo.     459. La Prefettura - Ufficio territoriale del Governo di Salerno,nei  limiti  dell'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al  comma  458,individua i familiari delle vittime, entro il  31  dicembre  2016,  edetermina, avvalendosi a tal fine anche dell'INPS,  dell'INAIL  e  dialtri enti competenti in materia infortunistica e  previdenziale,  lasomma spettante, nel  limite  di  euro  100.000  per  ciascuna  dellevittime, nonche' la quota di rimborso delle  eventuali  spese  legalisostenute e documentate. Il rimborso delle spese legali  e'  definitoprevia acquisizione del parere di  congruita'  dell'Avvocatura  delloStato.»;     b) i commi 461, 462, 463 e 464 sono sostituiti dai seguenti:     «461. Qualora sia intervenuto il decesso dei soggetti beneficiariai sensi del comma 460, gli  eredi  in  successione  legittima  hannodiritto al pagamento pro  quota  della  medesima  somma,  nei  limitiindividuati ai sensi dei commi 459 e  460,  previa  presentazione  didocumentazione  attestante  la  qualita'  di  erede  e  la  quota  dipartecipazione all'asse ereditario, secondo le  disposizioni  vigentiin materia di successione legittima.     462. La Prefettura - Ufficio territoriale del Governo di Salerno,acquisito  il   parere   dell'Avvocatura   dello   Stato   ai   sensidell'articolo 14  del  regio  decreto  18  novembre  1923,  n.  2440,congiuntamente  con  il  Comune  di  Sarno  stipula   appositi   attitransattivi con i soggetti individuati ai sensi del comma 460 o,  ovequesti ultimi siano deceduti, con i soggetti di  cui  al  comma  461,ferma restando l'applicazione  delle  norme  vigenti  in  materia  diprescrizione.     463. Le transazioni di cui al presente articolo sono stipulate  atotale  soddisfazione   di   ogni   pretesa   nei   confronti   delleAmministrazioni statali e  territoriali  individuate  nella  sentenzadella Corte di cassazione penale del 7 maggio 2013 e tengono conto diquanto eventualmente gia' percepito a seguito di sentenze riguardantila responsabilita' civile dello Stato e del comune di Sarno.     464. I  procedimenti  giudiziari  in  corso,  anche  in  sede  diesecuzione,  sono  sospesi  fino  alla  conclusione   degli   accorditransattivi.  Successivamente  alla  stipulazione  degli   atti,   ditransazione, che deve intervenire entro e non oltre  il  31  dicembre2017, tutti i processi sono estinti ai sensi della normativa vigente.Ove le parti private non intendano stipulare gli accordi  transattivine danno comunicazione scritta alla Prefettura - Ufficio territorialedel Governo di Salerno e i processi in corso  proseguono  su  istanzadelle parti. Le transazioni sono esenti da ogni imposta o tassa e  lerelative somme sono assegnate in aggiunta a ogni altra  somma  cui  isoggetti beneficiari abbiano diritto  a  qualsiasi  titolo  ai  sensidella normativa vigente. Dopo la stipulazione degli atti  transattivila Prefettura - Ufficio territoriale del Governo di Salerno trasmetteun elenco riepilogativo al  Ministero  dell'interno  e  al  Ministerodell'economia e delle finanze.».   2. Gli interventi di cui al presente articolo non  sono  cumulabilicon quelli di cui all'articolo 4.   3. Le somme gia' trasferite al Dipartimento della protezione civilepresso la  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri,  relative  allespeciali  elargizioni  in  favore   dei   familiari   delle   vittimedell'alluvione verificatasi il 5 maggio 1998 a  Sarno,  pari  a  euro1.875.000, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato  per  lasuccessiva riassegnazione al Ministero dell'interno. 
                               Art. 6  Disposizioni relative alla restituzione dei finanziamenti contratti a  seguito del sisma del maggio 2012  per  il  pagamento  di  tributi,  contributi   previdenziali   e   assistenziali    e    premi    per  l'assicurazione obbligatoria    1. Il pagamento della rata dei  finanziamenti  contratti  ai  sensidell'articolo 11, commi 7 e 7-bis, del decreto-legge 10 ottobre 2012,n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7  dicembre  2012,n. 213, nonche' ai sensi dell'articolo 1, comma 367, della  legge  24dicembre 2012, n. 228, e ai sensi dell'articolo 6, commi 2 e  3,  deldecreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito,  con  modificazioni,dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, in scadenza il 30 giugno 2016,  e'differito per pari importo al  31  ottobre  2016. I  pagamenti  dellesuccessive rate dei predetti finanziamenti avvengono il 30  giugno  eil 31 dicembre di ciascun anno, a decorrere dal 30 giugno 2017 e finoal 30 giugno 2020.   2. I commissari delegati  individuati  ai  sensi  dell'articolo  1,comma 2, del decreto-legge 6 giugno  2012,  n.  74,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n.  122,  provvedono  allarideterminazione,  per  effetto  di  quanto  disposto  dal  comma  1,dell'entita' dell'aiuto di Stato nell'ambito delle decisioni  C(2014)2356 del 7 marzo 2014 e n. C (2015) 7802 del 13 novembre 2015 e  allaverifica dell'assenza di sovra compensazioni  dei  danni  subiti  pereffetto degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012,  tenendo  contoanche degli eventuali indennizzi  assicurativi,  rispetto  ai  limitiprevisti dalle decisioni della Commissione europea C(2012) 9853 finale C(2012) 9471 final del 19 dicembre 2012,   3. La Cassa depositi e prestiti S.p.A.  e  l'Associazione  bancariaitaliana adeguano le convenzioni che regolano i finanziamenti di  cuial comma 1, in coerenza  con  le  disposizioni  di  cui  al  presentearticolo.  I  finanziamenti  contratti  ai  sensi  delle   rispettivedisposizioni normative, come modificati per  effetto  dell'attuazionedel presente articolo, sono assistiti dalle garanzie dello  Stato  dicui ai decreti del Ministro dell'economia e delle finanze emanati  aisensi dell'articolo 11, comma 7, del decreto-legge 10  ottobre  2012,n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7  dicembre  2012,n. 213, dell'articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2012,  n.228, e dell'articolo 6, commi 2 e  3,  del  decreto-legge  26  aprile2013, n. 43, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  24  giugno2013, n. 71, senza ulteriori formalita' e con i  medesimi  criteri  emodalita' operative stabiliti nei predetti decreti,   4. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui  al  comma  1  siprovvede  a  valere  sulle  risorse  disponibili  sulla  contabilita'speciale di cui all'articolo 2, comma 6, del decreto-legge  6  giugno2012, n. 74, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  1°  agosto2012, n. 122, e successive  modificazioni,  intestata  al  Presidentedella  Regione  Emilia   Romagna,   ricorrendo   eventualmente   allaridefinizione   degli   interventi   programmati    nella    medesimacontabilita'   speciale.   A   tal   fine,    previa    comunicazionedell'effettivo onere derivante dal comma 1, da effettuarsi  da  partedi Cassa depositi e prestiti S.p.A.  al  commissario  delegato  e  alMinistero dell'economia e delle finanze entro il 15 novembre 2016, lerisorse disponibili sulla contabilita' speciale di  cui  al  presentecomma, sono versate, nell'anno 2016, per  un  corrispondente  importoall'entrata del  bilancio  dello  Stato  per  essere  riassegnate  adapposito  capitolo  dello   stato   di   previsione   del   Ministerodell'economia e delle finanze. 
                               Art. 7  Eliminazione sanzione economica per  le  citta'  metropolitane  e  le  province che non hanno rispettato il Patto  di  stabilita'  interno  per l'anno 2015    1. La sanzione di cui al comma 26,  lettera  a),  dell'articolo  31della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, nontrova applicazione  nei  confronti  delle  province  e  delle  citta'metropolitane delle regioni  a  statuto  ordinario  e  delle  RegioniSiciliana e Sardegna che non hanno rispettato il patto di  stabilita'interno nell'anno 2015. 
                               Art. 8               Riparto del contributo alla finanza pubblica                   di province citta' metropolitane    1. Al comma 418 dell'articolo l della legge 23  dicembre  2014,  n.190, dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: «Fermo restandoper ciascun ente il versamento relativo all'anno  2015,  l'incrementodi 900 milioni di euro del predetto versamento a  carico  degli  entiappartenenti alle regioni  a  statuto  ordinario  e'  ripartito,  perl'anno 2016, per 650 milioni di euro a  carico  degli  enti  di  areavasta e delle province montane  e,  per  la  restante  quota  di  250milioni di euro, a carico delle  citta'  metropolitane  e  di  ReggioCalabria.». 
                               Art. 9                  Prospetto verifica pareggio di bilancio    1. Dopo il comma 712, dell'articolo  1,  della  legge  28  dicembre2015, n. 208, e' inserito il seguente: «712-bis. Per l'anno  2016  leregioni, le province autonome, le citta' metropolitane e le  provinceconseguono il saldo di cui al comma 710 solo in sede di rendiconto  enon sono tenute all'adempimento di cui al comma 712.». 
                               Art. 10   Attuazione dell'Intesa in Conferenza Stato-Regioni  dell'11  febbraio                                2016    1. Per l'anno 2016, le risorse  derivanti  dall'applicazione  delledecurtazioni di cui all'articolo 3 del  decreto  del  Presidente  delConsiglio dei ministri 11 marzo  2013,  e  successive  modificazioni,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 26 giugno  2013,  sonodestinate, in  deroga  all'articolo  4,  terzo  comma,  del  medesimodecreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo  2013,  adincrementare la dotazione per il medesimo anno  del  Fondo  nazionaleper il concorso finanziario dello Stato,  agli  oneri  del  trasportopubblico  locale,  anche  ferroviario,  nelle   regioni   a   statutoordinario, di cui all'articolo  16-bis  del  decreto-legge  6  luglio2012, n. 95, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7  agosto2012, n. 135, per un importo pari a 74.476.600 euro, e  comunque  neilimiti dello stanziamento iscritto in bilancio.   2. Dopo il comma 710 dell'articolo 1, della legge 28 dicembre 2015,n. 208, e' inserito il seguente:   «710-bis. A decorrere dall'anno 2017, alle regioni  che  rispettanoil vincolo sul pareggio di  bilancio  di  cui  al  comma  710  e  checonseguono un saldo finale di  cassa  non  negativo  fra  le  entratefinali e le spese finali, sono assegnate con  decreto  del  Ministerodell'economia e delle finanze entro il 30 luglio di ciascun  anno  leeventuali risorse incassate dal bilancio dello Stato alla data del 30giugno ai sensi della lettera b), comma 723, del  presente  articolo.Nell'esercizio 2016, alle regioni che nel  2015  hanno  rispettato  ivincoli sul pareggio di bilancio di cui al comma 463 dell'articolo  1della legge 23 dicembre 2014,  n.  190,  sono  assegnate  le  risorseincassate ai sensi della lettera a) del  comma  474  dell'articolo  1della legge 23 dicembre 2014, n. 190. L'ammontare delle  risorse  perciascuna regione e' determinato d'intesa con la Conferenza permanenteper i rapporti fra lo Stato, le regioni e  le  Province  autonome  diTrento e di Bolzano. Le regioni che conseguono  il  saldo  finale  dicassa non negativo, trasmettono al Ministero  dell'economia  e  dellefinanze - Dipartimento della  Ragioneria  generale  dello  Stato,  leinformazioni concernenti il monitoraggio al 31 dicembre del saldo  dicui al comma 710, e la  certificazione  dei  relativi  risultati,  intermini di competenza e in termini di cassa,  secondo,  le  modalita'previste dal decreto di cui al comma 720. Ai fini del saldo di  cassarileva l'anticipazione erogata  dalla  tesoreria  statale  nel  corsodell'esercizio  per  il  finanziamento   della   sanita'   registratanell'apposita voce delle partite di giro,  al  netto  delle  relativeregolazioni contabili imputate contabilmente al medesimo esercizio.».   3. Dopo il comma 688 dell'articolo l, della legge 28 dicembre 2015,n. 208, e' inserito il seguente:   «688-bis. Anche per l'esercizio  2016,  per  le  sole  regioni  chenell'anno 2015 abbiano registrato indicatori annuali di tempestivita'dei pagamenti, calcolati e pubblicati secondo le modalita'  stabilitedal decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri  22  settembre2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  265  del  14  novembre2014, tenendo conto di quanto disposto dall'articolo 4, comma 4,  deldecreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito,  con  modificazioni,dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, con un valore  inferiore  rispettoai tempi di pagamento di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9ottobre 2002, n. 231, e  successive  modificazioni,  sono  valide  ledisposizioni di  cui  al  comma  2,  dell'articolo  40,  del  decretolegislativo 23 giugno 2011, n. 118, con  riferimento  alla  coperturadegli investimenti autorizzati.».   4. Fermo restando quanto disposto dall'articolo  3,  comma  7,  deldecreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,dalla legge 6 giugno 2013, n.  64,  le  risorse  presenti  sui  contiintestati alle regioni, riferiti sia alla gestione ordinaria che allagestione sanitaria, concorrono complessivamente alla  gestione  dellaliquidita' regionale. Il ricorso ad anticipazioni  di'  tesoreria  e'consentito solo nel caso di carenza globale di fondi.   5. All'articolo 69 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118,dopo il comma 9 e' inserito il seguente:   «9-bis.  Gli  enti  pubblici  strumentali  delle  regioni   possonocontrarre  anticipazioni  unicamente  allo  scopo   di   fronteggiaretemporanee deficienze di cassa, per un importo non  eccedente  il  10per cento dell'ammontare  complessivo  delle  entrate  di  competenzaderivanti dai trasferimenti correnti a qualunque titolo dovuti  dallaregione.».   6.  All'articolo  9  del  decreto-legge  19  giugno  2015,  n.  78,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125,  ilcomma 9-bis e' abrogato e il comma 9-quater si  applica  a  decorreredalla data di entrata in vigore del presente decreto.   7. All'articolo 7, della legge 23 luglio 2009, n. 99, dopo il comma2 e' inserito il seguente:   «2-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2016, gli utilizzatori a  titolodi locazione finanziaria, sulla base del contratto annotato al PRA  efino alla data di scadenza del contratto medesimo, sono tenuti in viaesclusiva al pagamento  della  tassa  automobilistica  regionale;  e'configurabile la responsabilita' solidale della societa'  di  leasingsolo nella particolare ipotesi in cui  questa  abbia  provveduto,  inbase alle modalita'  stabilite  dall'ente  competente,  al  pagamentocumulativo, in luogo degli utilizzatori, delle  tasse  dovute  per  iperiodi  compresi   nella   durata   del   contratto   di   locazionefinanziaria.». 
                               Art. 11                             Regione Siciliana    1. In attuazione dell'accordo fra il Governo e la Regione Sicilianasottoscritto in data 20 giugno  2016,  nelle  more  dell'approvazionedelle modifiche da apportare a decorrere dall'anno 2016 alle norme diattuazione  dello  statuto  della   Regione   Siciliana,   ai   sensidell'articolo 1, comma 685, della legge 28  dicembre  2015,  n.  208,viene assegnato alla Regione Siciliana, a  titolo  di  acconto  sullacompartecipazione spettante alla medesima regione per l'anno 2016, unimporto pari a 5,61 decimi dell'imposta  sul  reddito  delle  personefisiche (IRPEF) determinata con riferimento al gettito  maturato  nelterritorio  regionale,  al  netto  degli  importi   attribuiti,   percompartecipazioni al predetto gettito, alla regione, in  applicazionedella legislazione vigente, mediante attribuzione  diretta  da  partedella struttura di gestione, individuata  dal  decreto  del  Ministrodelle finanze 22 maggio 1998, n. 183, da accreditare  sul  sottocontoinfruttifero della contabilita' speciale di tesoreria unica intestataalla regione medesima -  gestione  ordinaria -  e  aperta  presso  latesoreria statale.   2. All'onere di cui al comma 1 per l'anno 2017, in termini di saldonetto da finanziare, al fine di garantire  la  regolazione  contabiledelle somme accertate sul bilancio dello Stato nel 2016 e non versateper  effetto  del  comma  1,  si  provvede  mediante   corrispondenteversamento all'entrata dei bilancio dello Stato delle somme  giacentisulla contabilita' speciale di cui  all'articolo  45,  comma  2,  deldecreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito,  con  modificazioni,dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, non utilizzate per le finalita' dicui al medesimo articolo.   3.  Per  assicurare  la  neutralita'  sul  saldo  di  cassa   delleamministrazioni pubbliche, nel 2016 la regione non puo' utilizzare lerisorse di cui al comma 1, che restano depositate sulla  contabilita'speciale di cui al medesimo comma 1, se  non,  in  carenza  di  altraliquidita' disponibile, per  far  fronte  ad  esigenze  indifferibililegate al pagamento delle competenze fisse al personale dipendente  edelle  rate  di  ammortamento  di  mutui  che  scadono  nel  medesimoesercizio, con obbligo di reintegro nel medesimo anno, con il gettitoriveniente dalle entrate devolute.   4.  Ai  fini  della  neutralita'  sull'indebitamento  netto   dellepubbliche amministrazioni, la Regione Siciliana garantisce  un  saldopositivo, secondo le modalita' di  cui  all'articolo  1,  comma  710,della legge 28 dicembre 2015, n. 208, per l'anno 2016  pari  ad  euro227.879.000. In caso di inadempienza della Regione  Siciliana,  ancheai fini del comma 3, si applicano le sanzioni di  cui  al  comma  723dell'articolo  1  della  citata  legge  n.  208/2015.  Alla   RegioneSiciliana non si applicano le disposizioni in  materia  di  patto  distabilita' interno in contrasto con il presente comma. 
                               Art. 12                           Regione Valle d'Aosta    1. In attuazione del punto 7 dell'Accordo firmato il 21 luglio 2015tra  il  Presidente  della  Regione  Valle  d'Aosta  e  il   Ministrodell'economia e delle finanze, a parziale compensazione della perditadi gettito subita, per gli anni dal 2011 al 2014, dalla Regione Valled'Aosta nella determinazione dell'accisa di cui all'articolo 4, comma1, lettere a) e  b),  della  legge  26  novembre  1981,  n.  690,  e'attribuito alla medesima regione l'importo  di  70  milioni  di  euronell'anno 2016. Conseguentemente, per l'anno 2016, il limite di spesadi cui all'articolo 1, comma 454, della legge 24  dicembre  2012,  n.228, e' incrementato di 70 milioni. 
                               Art. 13                         Proroga termini contenuti             nel decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68    1. Nelle more del riordino del sistema della fiscalita' locale,  aldecreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono apportate le  seguentimodificazioni:     a) all'articolo  2,  al  comma  1,  la  parola:  «2017»,  ovunquericorra, e' sostituita dalla seguente: «2018»;     b) all'articolo 4:       1) al comma 2, le parole: «Per gli anni dal 2011 al 2016»  sonosostituite dalle seguenti: «Per gli anni  dal  2011  al  2017»  e  leparole: «A decorrere dall'anno 2017» sono sostituite dalle  seguenti:«A decorrere dall'anno 2018»;       2) al comma 3, le parole: «A  decorrere  dall'anno  2017»  sonosostituite dalle seguenti: «A decorrere dall'anno 2018»;     c) all'articolo 7:       1) al comma 1, le parole: «A  decorrere  dall'anno  2017»  sonosostituite dalle seguenti: «A decorrere dall'anno 2018»;       2) al comma 2, le parole: «  entro  il  31  luglio  2016»  sonosostituite dalle seguenti: «entro il 31 luglio 2017»;     d) all'articolo 15,  ai  commi  1  e  5,  la  parola:  «2017»  e'sostituita dalla seguente: «2018». 
                               Art. 14            Interventi per gli enti locali in crisi finanziaria    1. Ai comuni che hanno deliberato il  dissesto  finanziario  a  fardata dal 1° settembre 2011 e sino al  31  maggio  2016  e  che  hannoaderito alla procedura semplificata prevista  dall'articolo  258  deltesto unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  e'attribuita,   previa   apposita   istanza   dell'ente    interessato,un'anticipazione fino all'importo massimo annuo  di  150  milioni  dieuro  per  ciascuno  degli  anni  dal  2016  al  2018  da   destinareall'incremento della massa attiva della gestione liquidatoria per  ilpagamento dei debiti ammessi con le modalita'  di  cui  all'anzidettoarticolo 258, nei limiti  dell'anticipazione  erogata.  Parimenti  aicomuni che hanno deliberato il dissesto finanziario a far data dal 1°giugno 2016 e sino al 31 dicembre  2019  e  che  hanno  aderito  allaprocedura  semplificata,  di  cui  al  richiamato  articolo  258,  e'attribuita, previa istanza  dell'ente  interessato,  un'anticipazionesino all'importo massimo annuo di 150 milioni di  euro  per  ciascunodegli anni 2019 e  2020,  da  destinare  all'incremento  della  massaattiva della  gestione  liquidatoria  per  il  pagamento  dei  debitiammessi  con  le  modalita'  di  cui  all'anzidetto   articolo   258,nei limiti dell'anticipazione erogata. L'anticipazione e'  ripartita,nei limiti  della  massa  passiva  censita,  in  base  ad  una  quotapro-capite determinata tenendo  conto  della  popolazione  residente,calcolata alla fine del penultimo anno precedente alla  dichiarazionedi dissesto secondo i dati forniti dall'Istat,  ed  e'  concessa  condecreto annuale non  regolamentare  del  Ministero  dell'interno  nellimite di 150 milioni di  euro  per  ciascun  anno,  a  valere  sulladotazione del fondo di rotazione  di  cui  all'articolo  243-ter  deltesto unico di cui al decreto legislativo 18  agosto  2000,  n.  267.L'importo attribuito e' erogato all'ente locale il quale e' tenuta  ametterlo a disposizione  dell'organo  straordinario  di  liquidazioneentro trenta giorni. L'organo straordinario di liquidazione  provvedeal  pagamento  dei  debiti  ammessi,  nei  limiti  dell'anticipazioneerogata, entro novanta giorni dalla disponibilita' delle risorse.  Larestituzione  dell'anticipazione  e'   effettuata,   con   piano   diammortamento a rate costanti,  comprensive  degli  interessi,  in  unperiodo massimo di venti anni  a  decorrere  dall'anno  successivo  aquello  in  cui  e'  erogata  la  medesima  anticipazione,   medianteoperazione di girofondi sull'apposita contabilita' speciale intestataal Ministero dell'interno. Il tasso di interesse  da  applicare  allesuddette anticipazioni sara' determinato sulla base del rendimento dimercato dei Buoni  poliennali  del  tesoro  a  5  anni  in  corso  diemissione con comunicato del Direttore generale del tesoro da emanaree pubblicare sul sito internet del Ministero  dell'economia  e  dellefinanze. In caso di mancata restituzione delle rate entro  i  terminiprevisti, le somme sono recuperate a valere sulle risorse a qualunquetitolo dovute dal Ministero  dell'interno,  con  relativo  versamentosulla predetta contabilita' speciale. Per  quanto  non  previsto  nelpresente comma si applica il decreto  del  Ministro  dell'interno  11gennaio 2013, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblicaitaliana  n.  33  dell'8  febbraio  2013,  adottato   in   attuazionedell'articolo 243-ter, comma 2, del  decreto  legislativo  18  agosto2000, n. 267. 
                               Art. 15                      Piano riequilibrio finanziario    1. All'articolo l della legge 28 dicembre 2015, n. 208, comma  714,secondo periodo, le parole «sei mesi dalla data di entrata in  vigoredella  presente  legge»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «il   30settembre 2016».   2. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015,  n.  208,  dopo  ilcomma 714 e' aggiunto il seguente:   «714-bis. Gli  enti  locali  che  hanno  presentato  il  piano  di'riequilibrio  finanziario   pluriennale   o   ne   hanno   conseguitol'approvazione ai sensi dell'articolo 243-bis del testo  unico  delleleggi  sull'ordinamento  degli  enti  locali,  di  cui   al   decretolegislativo 18 agosto 2000, n. 267, con  delibera  da  adottarsi  dalConsiglio dell'ente entro la data  del  30  settembre  2016,  possonoprovvedere a rimodulare o riformulare il piano stesso, fermo restandola sua durata originaria e quanto previsto nel comma 7  dell'articolo243-bis del medesimo decreto legislativo n. 267 del 2000, per  tenereconto dell'eventuale disavanzo risultante dal rendiconto approvato  odei debiti fuori bilancio, anche in deroga agli articoli  188  e  194del decreto  legislativo  n.  267  del  2000.  Dalla  adozione  delladelibera consiliare discendono gli effetti previsti dai commi 3  e  4dell'articolo 243-bis del testo unico  delle  leggi  sull'ordinamentodegli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.». 
                               Art. 16                            Spese di personale    1. All'articolo 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,la lettera a) e' abrogata. 
                               Art. 17                     Personale insegnante ed educativo    Dopo il comma 228 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015,  n.208, sono aggiunti i seguenti:   «228-bis. Per garantire la continuita' e assicurare la qualita' delservizio educativo nelle scuole  dell'infanzia  e  negli  asili  nidodegli enti locali, in analogia con quanto  disposto  dalla  legge  13luglio 2015, n. 107,   per  il  sistema  nazionale  di  istruzione  eformazione, i comuni possono procedere, negli anni 2016, 2017 e 2018,ad  un  piano  triennale  straordinario   di   assunzioni   a   tempoindeterminato di personale insegnante  ed  educativo  necessario  perconsentire il mantenimento dei  livelli  di  offerta  formativa,  neilimiti delle disponibilita' di organico e della  spesa  di  personalesostenuta per assicurare i relativi  servizi  nell'anno  educativo  escolastico 2015-2016, fermo restando il rispetto degli obiettivi  delsaldo non negativo, in termini di competenza, tra  le  entrate  e  lespese finali, e le norme di contenimento della spesa di personale.   228-ter. Al fine di ridurre  il  ricorso  ai  contratti  a  terminenell'ambito  delle  scuole  dell'infanzia  e  degli  asili   nido   evalorizzare la professionalita' acquisita dal personale  educativo  escolastico impiegato  nello  svolgimento  dei  predetti  servizi  conrapporto di  lavoro  a  tempo  determinato,  i  comuni  possono,  neltriennio  2016-2018,   assumere   personale   inserito   in   propriegraduatorie adottate in applicazione dell'articolo 4,  comma  6,  deldecreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con  modificazioni,dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e in applicazione  dell'articolo1, comma 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 3,comma 90, della legge 24 dicembre 2007,  n.  244,  nonche'  personaleinserito in altre proprie graduatorie definite  a  seguito  di  proveselettive per titoli ed  esami.  Fermo  restando  il  rispetto  degliobiettivi dei saldo non negativo, in termini di  competenza,  tra  leentrate e le spese finali, e le norme di contenimento della spesa  dipersonale, qualora le  stesse  amministrazioni  possano  sostenere  aregime la spesa di personale di cui all'articolo  9,  comma  28,  deldecreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio2010, n. 122, e successive modificazioni,  riferita  a  contratti  dilavoro subordinato a tempo determinato sottoscritti con il  personaledestinatario delle assunzioni di cui al primo  periodo  del  presentecomma,  le  corrispondenti   risorse,   in   misura   non   superioreall'ammontare medio relativo al triennio anteriore al  2016,  possonoessere utilizzate per  assunzioni  a  tempo  indeterminato  volte  alsuperamento dei medesimi  contratti  a  termine,  con  contestuale  edefinitiva riduzione di tale valore di spesa  dal  tetto  di  cui  alpredetto articolo 9, comma 28. Per le finalita' del comma  228-bis  edel  presente  comma,  i  comuni  possono,  altresi',  avviare  nuoveprocedure selettive per titoli ed esami, per assunzioni con contrattodi lavoro a tempo indeterminato, riservate al personale insegnante ededucativo, che abbia maturato, alla data di  entrata  in  vigore  delpresente decreto, tre anni di servizio, anche non  continuativi,  concontratto di lavoro subordinato a tempo determinato  alle  dipendenzedell'amministrazione che indice le  procedure  di  reclutamento,  nellimite massimo del cinquanta per cento delle facolta'  di  assunzionedefinite nel piano triennale del comma 228-bis, al  netto  di  quelleutilizzate per lo scorrimento  delle  graduatorie  di  cui  al  primoperiodo in riduzione della spesa di cui all'articolo 9, comma 28, deldecreto-legge n. 78 del 2010. Le graduatorie compilate in esito  alleprocedure selettive di cui al precedente periodo sono composte da  unnumero di' soggetti pari, al massimo, al numero dei posti per i qualiqueste sono bandite, maggiorato del 10  per  cento.  Nelle  more  delcompletamento delle procedure di cui al presente comma, continuano adapplicarsi  le  disposizioni  previste  dall'articolo  29,  comma  2,lettera e), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e  comunquenon oltre il 31 dicembre 2018.». 
                               Art. 18                     Servizio riscossione enti locali    1. Nelle more del riordino della disciplina della  riscossione,  alfine di garantirne l'effettuazione da parte degli enti  locali  senzasoluzione  di  continuita',  all'articolo  10,   comma   2-ter,   deldecreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, le parole: «30  giugno  2016»  sonosostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016». 
                               Art. 19          Copertura finanziaria Fondo contenziosi e Valle d'Aosta    1. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 4 e  12  delpresente decreto, pari complessivamente a  90  milioni  di  euro  perl'anno 2016 e a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni  dal  2017al 2019, si provvede:     a) quanto  a  90  milioni  di  euro  per  l'anno  2016,  mediantecorrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cuiall'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, comerifinanziata dalle maggiori entrate rinvenienti dall'articolo 11  deldecreto-legge 3 maggio 2016, n. 59;     b) quanto a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni  dal  2017al 2019, mediante corrispondente riduzione della dotazione del  Fondoper interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,  convertito,con modificazioni,  dalla  legge  27  dicembre  2004,  n.  307,  comerifinanziato dalle maggiori entrate rinvenienti dall'articolo 11  deldecreto-legge 3 maggio 2016, n. 59.   2. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni  di  bilancioper l'attuazione del presente decreto. 

Capo II 

Norme in materia di spesa sanitaria

                               Art. 20                        Tempestivita' nei pagamenti    1. All'articolo 27 del decreto legislativo 6 maggio  2011,  n.  68,sono apportate le seguenti modificazioni:     a) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:   «1-bis. A decorrere dall'anno 2017:     a) la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard  di  cuial comma 1 avviene entro il 15 febbraio dell'anno di  riferimento  ede' aggiornata ove lo richieda l'eventuale ridefinizione  del  livellodel finanziamento per il Servizio sanitario nazionale;     b) qualora non venga raggiunta l'intesa di cui al comma  l  entroil predetto termine,  con  decreto  del  Ministro  della  salute,  diconcerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da  adottarsientro  il  15  marzo  dell'anno  di  riferimento,  si  provvede  alladeterminazione  dei  costi  e  dei   fabbisogni   standard   in   viaprovvisoria, facendosi  riferimento  alla  proposta  di  riparto  delMinistero della salute presentata  in  Conferenza  Stato-regioni,  edassegnando alle singole regioni il valore regionale individuato nellamedesima proposta, al netto dello 0,5  per  cento.  Con  il  medesimodecreto si provvede all'assegnazione alle regioni del  95  per  centodel finanziamento degli obiettivi di piano sanitario nazionale;     c)  in   conseguenza   del   perfezionamento   del   decreto   dideterminazione provvisoria dei costi e  dei  fabbisogni  standard  ilMinistero dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato  ad  erogarealle regioni:       1) le risorse ivi previste a titolo di finanziamento indistintonelle percentuali di cui all'articolo 2, comma 68, lettera b),  dellalegge 23 dicembre 2009, n. 191;       2) le risorse ivi previste  a  titolo  di  obiettivi  di  pianosanitario   nazionale   nelle   percentuali    d'acconto    stabilitedall'articolo 1, comma 34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662;     d) qualora non venga raggiunta l'intesa di cui al comma  1  entroil 30 settembre dell'anno di riferimento, con  decreto  del  Ministrodella salute, di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  dellefinanze, e' adottata la determinazione dei  costi  e  dei  fabbisognistandard in via definitiva;     e) la  determinazione  definitiva  dei  costi  e  dei  fabbisognistandard non puo' comportare per la singola regione  un  livello  delfinanziamento inferiore al livello individuato in via provvisoria conil  richiamato   decreto   interministeriale,   ferma   restando   larideterminazione  dei  costi  e  dei  fabbisogni  standard,  e  dellerelative erogazioni in termini  di  cassa,  eventualmente  dovuta  adaggiornamento del livello complessivo del finanziamento del  Serviziosanitario nazionale.»;     b) dopo il comma 5 e' inserito il seguente;   «5-bis. A decorrere dall'anno 2016 il  Ministro  della  salute,  diconcerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentito  ilMinistro per gli affari regionali e le autonomie,  indica  le  cinqueregioni di cui al comma 5 entro il termine del 15 settembre dell'annoprecedente a quello di  riferimento  e  la  Conferenza  Stato-Regioniindividua le tre regioni di riferimento di cui al  medesimo  comma  5entro il termine del 30 settembre dell'anno precedente  a  quello  diriferimento. Qualora non sia raggiunta  l'intesa  sulle  tre  regionientro il predetto termine, le stesse sono automaticamente individuatenelle prime tre.»;     c) al comma 7 e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «Adecorrere dall'anno  2016,  qualora  non  siano  disponibili  i  datiprevisti dal primo e dal secondo periodo del presente comma in  tempoutile a garantire il rispetto del termine di cui al comma  5-bis,  ladeterminazione dei costi  e  dei  fabbisogni  standard  regionali  e'effettuata individuando le regioni in equilibrio e i pesi sulla  baserispettivamente dei risultati e dei valori ultimi disponibili.».   2. Nelle more del perfezionamento dei decreti  del  Presidente  delConsiglio   dei   ministri   di   determinazione   delle   quote   dicompartecipazione all'IVA delle Regioni, ai  sensi  dell'articolo  2,comma 4, del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56,  in  derogaall'articolo 77-quater, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, nella legge  6  agosto  2008,  n.133, il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  e'  autorizzatonell'esercizio  2016  ad  erogare  alle  regioni,  nei  limiti  delledisponibilita' di cassa per il medesimo esercizio 2016, le  quote  dicompartecipazione all'IVA  relative  al  finanziamento  del  Serviziosanitario nazionale degli esercizi 2014 e 2015 la cui erogazione  nonsia condizionata dalla verifica positiva  di  adempimenti  regionali.Sono  autorizzati,  in  sede  di  conguaglio,   eventuali   necessarirecuperi, anche a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti pergli esercizi successivi. 
                               Art. 21  Misure di governo  della  spesa  farmaceutica  e  di  efficientamento  dell'azione dell'Agenzia italiana del farmaco    1.  In  considerazione  della  rilevanza  strategica  del   settorefarmaceutico, ai fini degli obiettivi di politica  industriale  e  diinnovazione del Paese, e del contributo fornito dal predetto  settoreagli obiettivi di salute,  nell'ambito  dell'erogazione  dei  Livelliessenziali    di    assistenza,    nonche'    dell'evoluzione     checontraddistingue tale  settore,  in  relazione  all'esigenza  di  unarevisione, da compiersi entro  il  31  dicembre  2016,  del  relativosistema di governo in  coerenza  con  l'Intesa  sancita  in  sede  diConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  leprovince autonome di Trenta e di Bolzano  il  2  luglio  2015,  fermirestando gli equilibri di finanza pubblica  previsti  a  legislazionevigente, alle  procedure  di  ripiano  della  spesa  farmaceutica  siapplicano i commi da 2 a 23.   2. Al fine di garantire il  rispetto  degli  equilibri  di  finanzapubblica relativi al ripiano della spesa farmaceutica territoriale edospedaliera per gli anni 2013, 2014 e 2015,  l'Agenzia  italiana  delfarmaco (AIFA), entro quindici giorni dalla data di entrata in vigoredel presente decreto, pubblica sul  proprio  sito  Internet  l'elencocontenente gli importi dovuti a titolo di ripiano per ciascuno  deglianni 2013, 2014, 2015, da parte delle aziende farmaceutiche  titolaridi  autorizzazione  all'immissione  in  commercio,   provvisoriamentedeterminati  sulla  base  dei   flussi   informativi   utilizzati   alegislazione vigente di cui al comma 4, lettere  a)  e  b).  Entro  isuccessivi quindici giorni,  le  aziende  farmaceutiche  titolari  diautorizzazione    all'immissione    in    commercio     corrispondonoprovvisoriamente al Fondo di cui al comma 23 la quota  di  ripiano  aproprio carico per ciascuno degli anni 2013, 2014 nella misura del 90per  cento  e  per  l'anno  2015  nella  misura  dell'80  per   centodell'importo risultante dall'elenco di  cui  al  precedente  periodo,salvo il successivo conguaglio di cui al comma 8.   3. L'AIFA procede all'adozione  delle  determinazioni  inerenti  alripiano definitivo degli sfondamenti dei tetti di spesa  farmaceuticaper gli anni 2013, 2014 e 2015, secondo le modalita' di cui ai  commiseguenti.   4. Entro quindici giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  delpresente decreto, l'AIFA provvede, con modalita'  concordate  con  ilMinistero  della  salute,  a  dare  accesso  completo  alle   aziendefarmaceutiche,  per  i   medicinali   di   cui   sono   titolari   diautorizzazione  all'immissione  in  commercio  (AIC),  nonche'   alleaziende della filiera distributiva e alle  relative  associazioni  dicategoria, limitatamente all'assistenza  farmaceutica  convenzionata,dei seguenti dati riferiti agli  anni  2012,  2013,  2014  e  2015  eaggregati per singola AIC, per mese, per Regione e, con  riguardo  aidati della distribuzione diretta e  per  conto  di  fascia  «A»,  perazienda sanitaria:     a) con riferimento alla spesa farmaceutica territoriale,  i  daticontenuti nel flusso OsMed,  istituito  ai  sensi  dell'articolo  68,comma  9,  della  legge  23  dicembre  1998,  n.  448,  e  successivemodificazioni; per la distribuzione diretta e per conto, i  dati  perle  confezioni   classificate   in   classe   «A»   ai   fini   dellarimborsabilita' relativi al flusso informativo di cui al decreto  delMinistro della salute  31  luglio  2007,  pubblicato  nella  GazzettaUfficiale n. 229 del 2 ottobre 2007, e successive modificazioni,  nelrispetto dei  codici  di  deontologia  e  di  buona  condotta  per  itrattamenti di dati personali per scopi statistici o scientifici,  dicui agli allegati A3 e A4 del decreto legislativo 30 giugno 2003,  n.196;     b) con riferimento alla spesa farmaceutica  ospedaliera,  i  datidel Nuovo sistema informativo sanitario del Ministero  della  salute,ai sensi del decreto  dei  Ministro  della  salute  15  luglio  2004,pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  2  del  4  gennaio  2005,comprensivi del mittente  e  dei  destinatario  delle  forniture  deimedicinali a carico del Servizio sanitario nazionale.  Se  sussistonodati incompleti in ordine al valore economico delle movimentazioni, odi parte  delle  stesse,  ne  viene  data  evidenza,  ai  fini  delleprocedure di rettifica di cui al comma 5.   5. Entro quindici giorni dalla scadenza del termine di cui al comma4, le aziende farmaceutiche interessate e, con riferimento alla spesafarmaceutica convenzionata, le  aziende  della  filiera  distributivainteressate e le relative associazioni di categoria, fermo  l'obbligodi versamento di cui al comma 2, possono chiedere  la  rettifica  deidati, previa trasmissione  all'AIFA,  esclusivamente  a  mezzo  postaelettronica   certificata   (PEC)    di    adeguata    documentazionegiustificativa. La separazione della spesa imputabile  al  costo  deifarmaci da quella  imputabile  al  costo  dei  servizi  eventualmenteconnessi ai farmaci  stessi  deve  essere  dimostrata  esclusivamentetramite istanza di rettifica.   6. Entro quindici giorni dalla scadenza del termine di cui al comma5, l'AIFA approva e pubblica, con determina del  direttore  generale,tenuto conto delle istanze di rettifica formulate dalle  aziende,  ildocumento  recante   il   monitoraggio   della   spesa   farmaceuticaterritoriale ed ospedaliera per gli  anni  2013,  2014  e  2015,  cheaccerti  il  superamento   del   tetto   della   spesa   farmaceuticaterritoriale  e  del  tetto  della  spesa  farmaceutica  ospedaliera,secondo  quanto  disposto  dall'articolo  15,  commi  3  e   4,   deldecreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,  e  fatto  salvo  quanto  previstoall'articolo 1, comma 569, della legge 28 dicembre 2015, n.  208.  Ilpredetto documento e' trasmesso da AIFA al Ministero della salute, alMinistero dell'economia  e  delle  finanze  e  alle  regioni  e  alleprovince autonome di Trento e di Balzano.   7. L'AIFA assegna a ciascun titolare di  AIC,  rispettivamente  pergli anni 2013, 2014 e 2015, la quota, riferita a tutti i prodotti  diciascun titolare  di  AIC,  quale  base  di  calcolo  ai  fini  delladeterminazione del ripiano del  superamento  del  tetto  della  spesafarmaceutica  ospedaliera  e  del  tetto  della  spesa   farmaceuticaterritoriale, individuati ai sensi del comma 6. La quota per gli anni2013, 2014 e 2015 e' individuata sulla base dei dati  del  consuntivodel  fatturato  dell'anno  precedente  a  quello  di  riferimento  diciascuna azienda farmaceutica, aumentata o diminuita della variazionepercentuale tra il valore del tetto di spesa  farmaceutica  dell'annodi attribuzione della quota e la spesa  farmaceutica  risultante  daldocumento di monitoraggio dell'anno precedente, tenendo  conto  dellerisorse  incrementali  rese  disponibili  dalla  riduzione  di  spesacomplessiva prevista per effetto  delle  decadenze  di  brevetto  cheavvengono nell'anno per il quale e' effettuata  l'attribuzione  dellaquota di cui al primo periodo. A tal fine, si considerano i fatturatia prezzi ex fabrica, al lordo dell'IVA e al lordo della riduzione  diprezzo di cui alla determinazione AIFA 30 dicembre  2005,  pubblicatanella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3  gennaio  2006,  o  a  prezzi  diaggiudicazione in caso di acquisti da parte delle strutture sanitariepubbliche. La  suddetta  quota  e'  proporzionalmente  ridotta  dellerisorse complessivamente attribuite per i farmaci  innovativi  e  delfondo di garanzia previsti dall'articolo 15, comma 8, lettera b), deldecreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,dalla legge 7 agosto 2012,  n.  135,  e  dall'articolo  5,  comma  2,lettera a), del decreto-legge 1° ottobre 2007,  n.  159,  convertito,con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222.   8. Entro il 15 settembre  2016,  il  direttore  generale  dell'AIFAadotta, con riferimento agli anni 2013, 2014  e  2015,  la  determinaavente ad oggetto il ripiano definitivo  a  carico  di  ogni  singolaazienda titolare di AIC,  calcolato  in  proporzione  al  superamentodella quota a loro assegnata con le modalita'  del  comma  7.  L'AIFAdetermina contestualmente, per ciascuna azienda  titolare  di  AIC  eregione e provincia autonoma, il differenziale tra quanto versato  aisensi del comma 2 e quanto determinato in via definitiva ai sensi delpresente comma nella misura del 100 per cento  sulla  base  dei  datiaccertati. Entro il successivo 15 ottobre le aziende titolari di  AICversano il differenziale negativo al Fondo di cui al comma 23  ovveroricevono il differenziale positivo dal medesimo Fondo.   9. Solo in caso di mancata istanza di rettifica ai sensi del  comma5, i  dati  risultanti  dall'elenco  di  cui  al  comma  2  divengonodefinitivi e l'importo corrisposto nella misura del 90 per cento  pergli anni 2013 e 2014 e 80 per cento per l'anno 2015 prevista al comma2, viene  trattenuto  a  titolo  definitivo,  senza  possibilita'  diulteriori  pretese  delle  regioni  e  delle  province  autonome  ne'conguaglio.   10. Con l'elenco di cui al comma 2, l'AIFA  elabora,  altresi',  ilcalcolo  della  quota  del  superamento   del   tetto   della   spesafarmaceutica territoriale a carico  della  filiera  distributiva,  Incaso di variazione positiva  del  fatturato  per  medicinali  di  cuiall'articolo 8, comma 10, lettera a), della legge 24  dicembre  2012,n.  537,  erogati  in  regime  di  assistenza  convenzionale,  l'AIFAdetermina il ripiano a carico della  filiera  distributiva  calcolatoincrementando lo sconto dello 0,64 per cento a beneficio del  Seviziosanitario nazionale al fine di assicurare  il  recupero  del  90  percento di detta variazione, con riferimento agli anni 2013  e  2014  enella misura dell'80 per cento con riferimento all'anno 2015,   11. Con la determina di cui al comma 8, l'AIFA  elabora,  altresi',il calcolo della quota definitiva del  superamento  del  tetto  dellaspesa farmaceutica territoriale a carico della filiera  distributiva.L'AIFA determina contestualmente l'eventuale differenziale di  scontotra  quanto  previsto  al  comma  10  e  quanto  determinato  in  viadefinitiva ai sensi del presente comma, procedendo  alla  conseguentevariazione dello sconto, fatto salvo quanto previsto al comma 12.   12. Solo in caso di mancata istanza di rettifica ai sensi del comma5, i  dati  risultanti  dall'elenco  di  cui  al  comma  2  divengonodefinitivi e l'incremento di  sconto  determinato  nella  misura  iviprevista viene effettuato a titolo definitivo, senza possibilita'  diulteriori  pretese  delle  regioni  e  delle  province  autonome  ne'conguaglio.   13. A conclusione della procedura di ripiano definitivo di  cui  alcomma 8 e al comma 23, le regioni e le province  autonome  effettuanole relative regolazioni contabili sul  bilancio  2016,  ai  sensi  diquanto disposto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e  leconseguenti iscrizioni sul modello CE 2016  di  cui  al  decreto  delMinistro della salute 15  giugno  2012,  pubblicato  nel  supplementoordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 159 del 10  luglio  2012,  nellevoci relative ai codici AA0900 e AA0910.   14. In caso  di  mancata  corresponsione  integrale  degli  importidovuti da parte delle aziende entro i termini di cui al comma 2 e  dicui  al  comma  8,  si  applica  sia  con  riferimento   alla   spesafarmaceutica   convenzionata   che   con   riferimento   alla   spesafarmaceutica ospedaliera quanto previsto dall'articolo  5,  comma  3,lettera d), del decreto-legge 1° ottobre 2007,  n.  159,  convertito,con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222.   15. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 1,  comma  569,  dellalegge 28 dicembre 2015, n. 208, entro i termini di cui ai commi  2  e8,  il  direttore  generale  dell'AIFA  determina,  con  riferimento,rispettivamente, agli anni 2013, 2014 e 2015, anche il ripiano  dellaquota di superamento del tetto della spesa  farmaceutica  ospedalieraimputabile allo sforamento, da parte dei  farmaci  innovativi,  dellospecifico fondo di cui all'articolo 15,  comma  8,  lettera  b),  deldecreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ripartendola tra tutte le  aziendetitolari di AIC in proporzione ai rispettivi  fatturati  relativi  aimedicinali non orfani e a quelli non innovativi coperti da  brevetto.Entro il medesimo termine, l'AIFA  determina,  altresi',  il  ripianodella  quota  di  superamento  del  tetto  della  spesa  farmaceuticaterritoriale,  imputabile  allo  sforamento,  da  parte  dei  farmaciinnovativi, dello specifico fondo di cui  all'articolo  5,  comma  2,lettera a), del decreto-legge 1° ottobre 2007,  n.  159,  convertito,con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, ripartendolatra tutte le aziende titolari di AIC in  proporzione  dei  rispettivifatturati relativi ai medicinali non innovativi coperti da  brevetto.In caso di superamento della quota assegnata da AIFA,  ai  sensi  delprimo periodo del comina 7, all'azienda titolare di farmaci orfani dicui all'articolo 15, comma 8, lettere i) e i-bis), del  decreto-legge6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  7agosto 2012, n. 135, l'AIFA  determina  il  ripiano  della  quota  disuperamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera imputabilealla spesa per tali farmaci ripartendola, al lordo di IVA  tra  tuttele aziende titolari di AIC in proporzione  dei  rispettivi  fatturatirelativi ai medicinali non orfani e a quelli non  innovativi  copertida brevetto. Il ripiano di cui ai commi 2 e 8 e' determinato in  modotale che i nuovi titolari di AIC, che hanno  commercializzato  uno  opiu' medicinali non orfani  e  non  innovativi  per  la  prima  voltanell'anno di ripiano, e per i quali non e' disponibile alcun dato  difatturato relativo all'anno precedente, partecipano al ripiano stessonella misura massima del 10 per cento della variazione  positiva  delfatturato dei medesimi medicinali.   16. All'articolo 5, comma  3,  lettera  a),  del  decreto-legge  1°ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla  legge  29novembre 2007, n. 222,  e  successive  modificazioni,  dopo  l'ultimoperiodo, e' aggiunto il seguente: «a decorrere dal 2016, la quota  disforamento imputabile al superamento del fondo aggiuntivo di  cui  alperiodo precedente, e' rispettivamente imputata in misura pari al  50per cento a carico dell'azienda titolare di AIC relativa ai  medesimofarmaco, e il restante 50 tra tutte le aziende  titolari  di  AIC  inproporzione dei  rispettivi  fatturati  relativi  ai  medicinali  noninnovativi coperto da brevetto;».   17. Entro quindici giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore  delpresente decreto, l'AIFA, ai fini della  determinazione  del  ripianodel superamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera e  deltetto della spesa farmaceutica territoriale per l'anno 2016,  assegnaa  ciascuna  Azienda  i   budget   aziendali   provvisori   previsti,rispettivamente, dall'articolo 15, commi 7 e 8, del  decreto-legge  6luglio 2012, n. 95, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  7agosto  2012,  n.  135,  e  dall'articolo  5,  commi  1  e   2,   deldecreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni,dalla legge 29 novembre 2007, n.  222,  utilizzando,  ai  fini  delladeterminazione degli stessi, la quota assegnata in via provvisoria  aciascun titolare di AIC per l'anno 2015, ai sensi del comma 2.   18.  Entro  il  30  settembre   2016,   l'AIFA,   ai   fini   delladeterminazione del ripiano del  superamento  del  tetto  della  spesafarmaceutica  ospedaliera  e  del  tetto  della  spesa   farmaceuticaterritoriale per l'anno 2016, assegna a  ciascuna  azienda  i  budgetaziendali definitivi  previsti,  rispettivamente,  dall'articolo  15,commi 7 e 8, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito,  conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e dall'articolo  5,commi 1 e 2, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n.  159,  convertito,con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, utilizzando,ai fini della determinazione  degli  stessi,  la  quota  assegnata  aciascun titolare di AIC per l'anno 2015, ai sensi del comma 7.   19. L'AIFA con propria  determina  da  pubblicarsi  nella  GazzettaUfficiale entro il 31 ottobre 2016, definisce per ciascuno dei  tettiprevisti l'eventuale sfondamento relativo al  periodo  1°  gennaio-31luglio 2016 indicando per ciascuna delle aziende titolari di  AIC  laquota di superamento a proprio carico, da corrispondersi entro il  15novembre 2016 e, per il tetto per la spesa farmaceutica territoriale,l'onere  a  carico  della  filiera  distributiva  e  il   conseguenteincremento dello  sconto.  Conseguentemente  le  regioni  e  provinceautonome accertano ed impegnano sul bilancio regionale dell'anno 2016gli importi di propria spettanza e gli enti  del  Servizio  sanitarionazionale, di cui all'articolo 19, comma 2,  lettere  b)  e  c),  deldecreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118,  iscrivono  le  predettesomme nel proprio conto economico dandone  evidenza  nel  modello  CE2016, di cui al decreto del Ministro della  salute  15  giugno  2012,pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  159del 10 luglio 2012, nelle voci relative ai codici AA0900 e AA0910.   20. L'AIFA con propria  determina  da  pubblicarsi  nella  GazzettaUfficiale entro il 31 marzo 2017, definisce per  ciascuno  dei  tettiprevisti lo sfondamento definitivo  relativo  all'intero  anno  2016,indicando per ciascuna delle aziende titolari  di  AIC  la  quota  disuperamento a proprio carico, da corrispondersi entro  il  30  aprile2017 e, per il tetto per la spesa farmaceutica territoriale,  l'onerea carico della filiera distributiva e il conseguente incremento dellosconto, disponendo le relative operazioni di conguaglio.   21. A conclusione delle procedure di ripiano di cui al comma 20, leregioni e le province autonome  effettuano  le  relative  regolazionicontabili sul bilancio 2017, ai sensi di quanto disposto dal  decretolegislativo 23 giugno 2011, n. 118, e le conseguenti  iscrizioni  sulmodello CE 2017 di cui al decreto del Ministro della salute 15 giugno2012, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.159 del 10 luglio 2012,  nelle  voci  relative  ai  codici  AA0900  eAA0910.   22. A decorrere dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presentedecreto, l'Agenzia italiana del farmaco, senza nuovi o maggiori oneriper la finanza pubblica, ha accesso diretto ai flussi informativi  dimonitoraggio   dell'assistenza   farmaceutica   del   Nuovo   sistemainformativo sanitario (NSIS), secondo modalita' da concordare con  ilMinistero della salute.   23. Presso il Ministero dell'economia e delle finanze e'  istituitoun apposito Fondo denominato «Fondo per  payback  2013-2014-2015»  alquale sono riassegnati gli importi versati all'entrata  del  bilanciodello Stato dalle aziende farmaceutiche titolari di AIC,  I  predettiimporti, a carico delle aziende farmaceutiche, sono  quelli  relativialle quote di ripiano, come determinati, in via provvisoria ai  sensidi quanto disposto al comma 2 e in via definitiva ai sensi di  quantodisposto ai commi 8 e 9,  e  sono  attribuiti,  a  conclusione  delleprocedure disciplinate dai commi da 2  a  15,  alle  regioni  e  alleprovince autonome entro il 20 novembre 2016 nei limiti delle  risorsedisponibili. Le somme del  Fondo  eventualmente  non  impegnate  allachiusura dell'esercizio, possono esserlo in  quelli  successivi.  Condecreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con ilMinistro della salute, da emanarsi entro quindici giorni  dalla  datadi  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  sono  stabilite  lemodalita' operative di funzionamento del Fondo. 

Capo III 

Norme in materia ambientale

                               Art. 22  Dotazione finanziaria per la realizzazione degli interventi attuativi  della sentenza di condanna della  Corte  di  giustizia  dell'Unione  europea del 2 dicembre 2014 relativa alla procedura  di  infrazione  comunitaria n.  2003/2007.  Disposizioni  per  gli  interventi  dei  commissari straordinari ai  sensi  della  direttiva  91/271/CEE  in  materia di trattamento delle acque reflue urbane    1. Al fine di garantire la dotazione finanziaria necessaria per  larealizzazione degli interventi attuativi della sentenza  di  condannadella Corte di giustizia dell'Unione  europea  del  2  dicembre  2014relativa alla procedura di infrazione comunitaria n. 2003/2007, tuttele risorse finanziarie statali destinate, a  qualsiasi  titolo,  allamessa a norma delle discariche  abusive  oggetto  della  sentenza  dicondanna, e non impegnate alla data di entrata in vigore del presentearticolo, ancorche' gia' trasferite  alle  amministrazioni  locali  eregionali o a contabilita' speciali, sono  revocate  e  assegnate  alcommissario  straordinario  nominato  ai  sensi   del   comma   2-bisdell'articolo 41 della legge 24 dicembre 2012, n. 234,  su  specificoconto   di   contabilita'   speciale,   intestato   al    commissariostraordinario, presso la sezione di Tesoreria provinciale dello Statodi Roma, ai sensi degli articoli 8 e 10 del  decreto  del  Presidentedella Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.   2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, il Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  edel mare trasferisce sulla contabilita' speciale di cui al comma 1 lerisorse disponibili del Piano straordinario  -  sezione  attuativa  esezione programmatica - di cui all'articolo 1, comma 113, della legge27 dicembre 2013, n. 147.   3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, le regioni destinatarie  delle  risorse  CIPE  di  cui  alladelibera n. 60/2012 nonche' quelle destinatarie  dei  fondi  ordinariMATTM (APQ 8 Lazio, Serravalle Scrivia  e  Campo  sportivo  Augusta),gia' trasferiti ai bilanci regionali, provvedono a trasferirle  sullacontabilita' speciale intestata al commissario straordinario.   4. Le somme trasferite sulla contabilita' speciale sono destinate afinanziare la realizzazione degli  interventi  di  adeguamento  dellediscariche abusive oggetto di commissariamento  ai  sensi  del  comma2-bis dell'articolo 41 della legge 24 dicembre 2012,  n.  234  e,  inragione  di  tale  finalita',  decadono  gli  eventuali  vincoli   didestinazione esistenti su tali somme.   5.  Entro  il  30  settembre  2016,  il  commissario  straordinariofornisce  al  Comitato  interministeriale   per   la   programmazioneeconomica   informativa   sulle   risorse   trasferite   a    seguitodell'attuazione  della  presente  disposizione   sulla   contabilita'speciale di cui al comma 1.   6. Il commissario straordinario comunica, annualmente, al Ministerodell'economia e delle finanze  l'importo  delle  risorse  finanziarieimpegnate per la messa a norma delle discariche abusive  ai  fini  dicui all'articolo 43, comma 9-bis, della legge 24  dicembre  2012,  n.234.   7. Le amministrazioni locali e regionali possono  contribuire  alleattivita' di messa a  norma  delle  discariche  abusive  con  proprierisorse  previa  sottoscrizione  di  specifici   accordi   ai   sensidell'articolo  15  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  con   ilcommissario straordinario. La  sottoscrizione  di  tali  accordi  nonpreclude   l'esercizio   del   potere    di    rivalsa    da    partedell'amministrazione statale.   8. All'articolo 7 del decreto-legge  12  settembre  2014,  n.  133,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n.  164,dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:   «7-bis. I commissari straordinari di cui al comma 7, che assicuranola realizzazione degli interventi  con  le  risorse  destinate  dalladelibera CIPE n. 60/2012  alla  depurazione  delle  acque,  procedonosenza indugio al loro impegno con le procedure ad evidenza  pubblica,di cui al decreto legislativo 18 aprile  2016,  n.  50,  prescindendocomunque dall'effettiva disponibilita' di cassa, e  dell'esito  dellestesse informano il  competente  Dipartimento  della  Presidenza  delConsiglio dei ministri, il Ministero dell'ambiente e della tutela delterritorio e del mare e l'Agenzia per la coesione territoriale.   7-ter. Le contabilita' speciali da essi  detenute  sono  alimentatedirettamente, per la  quota  coperta  con  le  risorse  di  cui  allapredetta delibera, con un anticipo fino al 20 per  cento  del  quadroeconomico di ciascun intervento su richiesta dei medesimi commissari,e con successivi trasferimenti per gli stati avanzamento lavori, finoal saldo conclusivo, verificati dal commissario. Al fine di dar contodegli  interventi  affidati  e  di  verificare  la   coerenza   delledichiarazioni rese, i commissari hanno  l'obbligo  di  aggiornare  labanca dati unitaria del Ministero  dell'economia  e  delle  finanze -Dipartimento  della  Ragioneria  generale   dello   Stato,   di   cuiall'articolo 1, comma 703 della  legge  23  dicembre  2014,  n.  190,secondo le specifiche tecniche di cui alla circolare  n.  18  del  30aprile 2015 del medesimo Ministero.». 

Capo IV 

Norme in materia di agricoltura

                               Art. 23            Misure di sostegno a favore dei produttori di latte                    e di prodotti lattiero-caseari    1. Al fine di favorire la stipula degli accordi e l'adozione  delledecisioni di cui all'articolo 1 del regolamento di esecuzione (UE) n.2016/559 della Commissione dell'11 aprile  2016,  e'  autorizzata  laspesa di 10 milioni di euro per l'anno 2016 per il  finanziamento  dimisure  di  sostegno  dei  produttori  di   latte   e   di   prodottilattiero-caseari interessati dai predetti accordi o decisioni.   2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole  alimentari  eforestali, da adottare entro trenta giorni dalla data di  entrata  invigore del presente decreto, sono individuate le misure  di  sostegnodi cui al comma 1 e  ne  sono  definiti  i  criteri  e  le  modalita'attuativi, compatibilmente con la normativa europea.   3. Al fine di favorire la distribuzione gratuita di latte, il fondodi cui all'articolo 58, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134,e' rifinanziato di 6 milioni di euro per l'anno 2016 e 4  milioni  dieuro per l'anno 2017.   4, L'efficacia delle  disposizioni  di  cui  ai  commi  1  e  3  e'subordinata all'autorizzazione della  Commissione  europea  ai  sensidell'articolo  108,  paragrafo  3,  del  Trattato  sul  funzionamentodell'Unione europea, previa  notifica  della  misura  effettuata  dalMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali.   5. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni  di  cuial comma 1, pari a 10 milioni di euro per l'anno  2016,  si  provvedemediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cuiall'articolo 3, commi 1 e 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.   6. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni  di  cuial comma 3, pari a 6 milioni di euro per l'anno 2016 e a 4 milioni dieuro per l'anno 2017, si provvede, quanto a 6  milioni  di  euro  perl'anno 2016, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione dispesa di cui all'articolo 4 della legge 23 dicembre 1999, n. 499,  e,quanto a 4 milioni di euro per l'anno  2017,  mediante  utilizzo  delfondo di conto  capitale  iscritto  nello  stato  di  previsione  delMinistero delle politiche agricole alimentari e  forestali  ai  sensidell'articolo 49, comma 2, lettera d), del  decreto-legge  24  aprile2014, n. 66, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  23  giugno2014, n. 89. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzatoad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti  variazioni  dibilancio.   7. Al fine di garantire l'efficace gestione dei servizi del sistemainformativo agricolo nazionale (SIAN) in conseguenza della cessazionedel regime europeo delle quote latte, l'Agenzia per le erogazioni  inagricoltura (AGEA) provvede alla gestione e allo sviluppo del sistemainformativo attraverso la societa'  di  cui  all'articolo  14,  comma10-bis,  del  decreto  legislativo  29  marzo  2004,  n.   99,   sinoall'espletamento da parte di CONSIP Spa della procedura  ad  evidenzapubblica di cui all'articolo 1,  comma  6-bis,  del  decreto-legge  5maggio 2015, n. 51, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  2luglio 2015, n. 91. 

Capo V 

Norme in materia di attivita’ culturali

                               Art. 24         Misure urgenti per il patrimonio e le attivita' culturali    1.  Al  fine  di  assicurare  le   migliori   condizioni   per   ilcompletamento del percorso di risanamento delle  gestioni  e  per  ilrilancio  delle   attivita'   delle   fondazioni   lirico-sinfoniche,all'articolo 11 del decreto-legge 8 agosto 2013, n.  91,  convertito,con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112,  e  successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:     a)  al  comma  1,  alinea,  le  parole  da  «strutturalmente»   a«economico-finanziario»  sono   sostituite   dalle   seguenti:   «noncompatibili con la necessita' di assicurare il pareggio economico, inciascun  esercizio,  ed  il  tendenziale  equilibrio  patrimoniale  efinanziario»;     b) al comma 1, lettera a), le parole: «gli equilibri  strutturalidel   bilancio,   sia   sotto    il    profilo    patrimoniale    cheeconomico-finanziario» sono sostituite dalle seguenti:  «il  pareggioeconomico,  in  ciascun  esercizio,  ed  il  tendenziale   equilibriopatrimoniale e finanziario»;     c) al comma 9, lettera a), le parole: «gli equilibri  strutturalidel bilancio della fondazione, sia sotto il profilo patrimoniale  cheeconomico-finanziario» sono sostituite dalle seguenti:  «il  pareggioeconomico,  in  ciascun  esercizio,  e  il   tendenziale   equilibriopatrimoniale e finanziario della fondazione»;     d) al comma 14, le parole: «entro l'esercizio 2016 condizioni  diequilibrio  strutturale  del   bilancio,   sia   sotto   il   profilopatrimoniale che economico-finanziario,  del  conto  economico»  sonosostituite  dalle  seguenti:  «il   pareggio   economico   e,   entrol'esercizio  2016,   il   tendenziale   equilibrio   patrimoniale   efinanziario».   2. Per le medesime finalita' di cui al  comma  1,  all'articolo  1,comma  355,  della  legge  28  dicembre  2015,  n.  208,  le  parole:«dell'equilibrio  strutturale  di  bilancio,  sotto  il  profilo  siapatrimoniale  sia  economico-finanziario»   sono   sostituite   dalleseguenti: «del  pareggio  economico,  in  ciascun  esercizio,  e  deltendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario».   3. All'articolo 5, comma 1-bis, del decreto-legge 31 maggio 2014 n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge  29  luglio  2014,  n.106, e successive modificazioni, dopo le parole: «predetti  piani  dirisanamento» sono inserite le  seguenti:  «,  ancorche'  non  abbianoproposto il piano di cui all'articolo 160 del regio decreto 16  marzo1942, n. 267». 

Capo VI 

Disposizioni finali

                               Art. 25                             Entrata in vigore    1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  aquello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   dellaRepubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversionein legge.   Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare.     Dato a Roma, addi' 24 giugno 2016                               MATTARELLA                                   Renzi, Presidente del  Consiglio  dei                                ministri                                  Padoan,  Ministro   dell'economia   e                                delle finanze                                  Alfano, Ministro dell'interno                                  Lorenzin, Ministro della salute                                  Galletti,  Ministro  dell'ambiente  e                                della tutela  del  territorio  e  del                                mare                                  Martina,  Ministro  delle   politiche                                agricole alimentari e forestali                                  Franceschini,  Ministro  dei  beni  e                                delle  attivita'  culturali   e   del                                turismo                                  Costa,  Ministro   per   gli   affari                                regionali e le autonomie  Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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DECRETO-LEGGE 9 giugno 2016, n. 98

Redazione

DECRETO-LEGGE 9 giugno 2016, n. 98
Disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo ILVA.

Vigente al: 10/6/2016  

 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza  di  emanare  norme tecniche a carattere interpretativo nonche’ disposizioni di procedura necessarie per perfezionare il procedimento per  il  trasferimento  a terzi delle attivita’ aziendali del gruppo  ILVA  in  amministrazione straordinaria ai sensi del decreto-legge 23 dicembre  2003,  n.  347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004,  n.  39, attribuendo priorita’ alla valutazione dei profili  ambientali  delle offerte e valorizzando il carattere pienamente   concorrenziale  della procedura di gara in corso, al fine di assicurare  maggiori  certezze agli investitori;
Visto il decreto-legge 3 dicembre 2012,  n.  207,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231;
Visto il decreto-legge  5  gennaio  2015,  n.  1,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20;
Visto il decreto-legge 4 dicembre 2015,  n.  191,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 1° febbraio 2016, n. 13;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella riunione del 31 maggio 2015;
Sulla proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  del Ministro dello sviluppo economico  e  del  Ministro  dell’ambiente  e della tutela del territorio e del mare;

Emana
il seguente decreto-legge:

Art. 1
 
Completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo ILVA

 
  1. All’articolo 1  del  decreto-legge  4  dicembre  2015,  n.  191, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio 2016,  n.  13, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  3,  il  periodo   «L’aggiudicatario,   individuato all’esito  della  procedura  di  cui  al  comma  2,   provvede   alla restituzione  allo  Stato  dell’importo  erogato,  maggiorato   degli interessi al tasso percentuale Euribor a 6 mesi pubblicato il  giorno lavorativo antecedente la data di erogazione maggiorato di uno spread pari al 3 per cento,  entro  60  giorni  dal  decreto  di  cessazione dell’esercizio  dell’impresa  di  cui  all’articolo  73  del  decreto legislativo 8 luglio 1999,  n.  270.»  e’  sostituito  dal  seguente:
«L’amministrazione   straordinaria   del   Gruppo   Ilva,   provvede, anteponendolo agli altri debiti della  procedura,  alla  restituzione dell’importo erogato dallo Stato, maggiorato degli interessi al tasso percentuale  Euribor  a  6  mesi  pubblicato  il  giorno   lavorativo antecedente la data di erogazione maggiorato di uno spread pari al  3 per cento, entro 60 giorni dal decreto di  cessazione  dell’esercizio dell’impresa di cui all’articolo 73 del decreto legislativo 8  luglio 1999, n. 270.»;
    b) il comma 8 e’ sostituito dai seguenti: «8. Qualora le  offerte presentate nel termine  del  30  giugno  2016  di  cui  al  comma  2, prevedano modifiche o integrazioni, al Piano  delle  misure  e  delle attivita’ di tutela ambientale e sanitaria approvato con decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri  14  marzo  2014,  o  ad  altro titolo autorizzativo necessario per  l’esercizio  degli  impianti,  i relativi progetti di modifica e le proposte di nuovi interventi  sono valutati dal comitato di esperti  di  cui  al  comma  8.2,  che  puo’ richiedere  a  ciascun  offerente  di  integrare  la   documentazione prodotta  in  sede  di  offerta,  fornendo  gli  ulteriori  documenti eventualmente necessari per la  valutazione  delle  modifiche  o  dei nuovi  interventi  proposti,  compresi  i  documenti  progettuali,  i cronoprogrammi di realizzazione, comprensivi della richiesta motivata di eventuale differimento, non oltre 18  mesi,  del  termine  di  cui all’articolo 2, comma 5, terzo periodo, del decreto-legge  5  gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo  2015, n.   20,   l’analisi   degli   effetti   ambientali    e    l’analisi dell’applicazione delle BAT  Conclusions,  con  espresso  riferimento alle prestazioni ambientali dei  singoli  impianti  come  individuate dall’offerta  presentata.  Entro  il  termine  di  120  giorni  dalla presentazione dell’istanza dei commissari straordinari,  il  Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  sulla  base dell’istruttoria  svolta  dal  comitato  degli  esperti,  sentito  il Ministro  dello  sviluppo  economico,  esprime  il  proprio   parere, proponendo eventuali  integrazioni  o  modifiche  alle  proposte  dei soggetti  offerenti.  Il  parere  e’  immediatamente  comunicato   ai commissari della procedura di amministrazione  straordinaria  che  ne curano la trasmissione agli offerenti  i  quali,  nei  successivi  15 giorni, presentano alla procedura le  offerte  vincolanti  definitive conformando i relativi piani al predetto parere  del  comitato  degli esperti. Sono esclusi dalla procedura gli offerenti che non accettino le risultanze del  parere  ovvero  non  confermino  o  aggiornino  di conseguenza l’offerta presentata. L’esperto  indipendente nominato  ai sensi dell’articolo 4, comma 4-quater, del decreto-legge 23  dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18  febbraio 2004, n. 39, redige, nei  successivi  trenta  giorni,  una  relazione sulla  compatibilita’  delle  offerte  vincolanti  definitive  con  i criteri  di  mercato,  tenuto  conto  delle  previsioni   economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nei rispettivi piani e ne valuta la sostenibilita’ finanziaria, con particolare riferimento al periodo di  affitto  e  nella  prospettiva  della  definitiva  cessione.   La relazione  dell’esperto  indipendente  e’  acquisita  dai  commissari straordinari  in  sede  di  valutazione   delle   offerte   ai   fini dell’aggiudicazione.  
    8.1 Dopo l’adozione  del  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo economico con il quale, su istanza dei  commissari  straordinari,  e’ individuato l’aggiudicatario a norma dell’articolo 4, comma 4-quater, del  decreto-legge  23  dicembre  2003,  n.  347,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, quest’ultimo,  in qualita’ di individuato gestore, puo’ presentare apposita domanda  di autorizzazione dei nuovi interventi e di  modifica  del  Piano  delle misure e delle attivita’ di tutela ambientale e  sanitaria  approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo  2014, o  di  altro  titolo   autorizzativo   necessario   per   l’esercizio dell’impianto, sulla base dello schema di Piano accluso alla  propria offerta vincolante definitiva.  La  domanda,  completa  dei  relativi allegati, e’ resa disponibile per la consultazione del  pubblico  sul sito del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e  del mare per un periodo di trenta giorni, ai  fini  dell’acquisizione  di eventuali   osservazioni.    L’istruttoria    sugli    esiti    della consultazione, e’ svolta dal medesimo Comitato di esperti di  cui  al comma 8.2 nel termine di sessanta giorni dalla data di  presentazione della domanda, garantendo il pieno  rispetto  dei  valori  limite  di emissione stabiliti dalla normativa dell’Unione europea. La  modifica del Piano delle misure e  delle  attivita’  di  tutela  ambientale  e sanitaria o di altro titolo autorizzativo necessario per  l’esercizio dell’impianto, sono disposte, nei  quindici  giorni  successivi  alla conclusione  dell’istruttoria,  con  decreto   del   Presidente   del Consiglio dei ministri, previa delibera del Consiglio  dei  ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del  territorio e del mare e del Ministro dello sviluppo economico. Il  decreto,  che ha valore di autorizzazione integrata  ambientale,  tiene  luogo  ove necessario della valutazione di impatto ambientale e conclude tutti i procedimenti di autorizzazione integrata ambientale in  corso  presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
    8.2 Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare entro cinque giorni dalla istanza dei commissari straordinari di cui al comma  8,  primo  periodo,  nomina  un  comitato  di  esperti, composto  da  tre  componenti  scelti  tra  soggetti  di   comprovata esperienza  in  materia  di  tutela  dell’ambiente  e   di   impianti siderurgici. Il comitato puo’ avvalersi della struttura commissariale di Ilva, di ISPRA e  delle  amministrazioni  interessate.  A  ciascun componente del comitato, oltre al rimborso delle spese  di  missione, e’ corrisposto  un  compenso  in  misura  pari  al  compenso  annuale spettante  ai  componenti  della  commissione  tecnica  di   verifica dell’impatto ambientale maggiorato del venti per cento, con  oneri  a carico di Ilva s.p.a. in amministrazione straordinaria.
    8.3 I beni, aziende e rami di azienda individuati  dal  programma commissariale, una volta approvate le  modifiche  o  integrazioni  ai piani ambientali e di bonifica relativi a tali beni o ad altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio dell’impianto, ivi  comprese quelle richieste dall’aggiudicatario, sono oggetto  della  previsione di cui all’articolo 253 del Codice  dell’Ambiente  approvato  con  il decreto  legislativo  3   aprile   2006,   n.   152,   e   successive modificazioni, solo nel limite della inottemperanza alle prescrizioni di bonifica previste dai piani  ambientali  e  di  bonifica  o  dagli eventuali ulteriori titoli autorizzativi  necessari  per  l’esercizio dell’impianto che l’aggiudicatario si sia impegnato ad attuare.».
  2. I commi terzo e quinto dell’articolo 104-bis del  regio  decreto 16  marzo  1942,  n.  267,  e  successive  modificazioni,  richiamati all’articolo 4, comma 4-quater, del decreto-legge 23  dicembre  2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio  2004, n. 39, non trovano  applicazione  qualora  il  contratto  di  affitto preveda l’obbligo,  anche  sottoposto  a  condizione  o  termine,  di acquisto dell’azienda o del ramo d’azienda da parte dell’affittuario.
Resta fermo l’obbligo dell’affittuario di  prestare  idonee  garanzie per tutte le obbligazioni dal medesimo assunte in base al contratto o derivanti dalla legge.
  3. All’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 3 dicembre  2012,  n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012,  n. 231, le parole: «la societa’ ILVA S.p.A. di Taranto e’ immessa»  sono sostituite dalle seguenti: «la societa’  ILVA  S.p.A.  di  Taranto  e l’affittuario o acquirente dei relativi stabilimenti sono immessi», e le parole: «ed e’ in ogni caso  autorizzata»  sono  sostituite  dalle seguenti: «e sono in ogni caso autorizzati».
  4.  All’articolo  2  del  decreto-legge  5  gennaio  2015,  n.   1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20,  sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 5, dopo le parole: «e’ fissato al  30  giugno  2017.» sono  inseriti  i  seguenti  periodi:  «Tale  termine   puo’   essere prorogato, su istanza  dell’aggiudicatario  della  procedura  di  cui all’articolo 1 del decreto-legge 4 gennaio 2015, n. 191,  convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio 2016, n.13, formulata  con la domanda prevista al comma 8.1 del  medesimo  articolo  1,  con  il decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  di  approvazione delle modifiche del Piano delle misure e delle  attivita’  di  tutela ambientale e sanitaria e per un periodo  non  superiore  a  18  mesi, conformemente alle risultanze  nell’istruttoria svolta  ai  sensi  del comma 8 dello stesso articolo 1. Tale termine si applica altresi’  ad ogni altro  adempimento,  prescrizione,  attivita’  o  intervento  di gestione ambientale e di smaltimento e  gestione dei rifiuti  inerente ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria e le altre  societa’  da essa  partecipate  anch’esse  in  amministrazione   straordinaria   e sostituisce ogni altro diverso termine intermedio o  finale  che  non sia ancora scaduto alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente decreto, previsto da norme di legge o da provvedimenti amministrativi comunque denominati.»;
    b) al comma 6, dopo le parole:  «del  commissario  straordinario»  sono inserite le seguenti: «,  dell’affittuario  o  acquirente»  e  le parole: «da questo funzionalmente  delegati»  sono  sostituite  dalle seguenti: «da questi funzionalmente delegati».  
  5. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche  in relazione alle procedure di   amministrazione  straordinaria  iniziate anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 2
Finanziamenti ad imprese strategiche

 
  1. All’articolo 1, comma 6-bis, del decreto-legge 4 dicembre  2015, n. 191, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio  2016, n. 13, il periodo: «I predetti importi sono rimborsati  nel  medesimo esercizio finanziario in cui sono  stati  erogati,  ovvero  in  altro esercizio qualora si provveda in tal senso con apposita  disposizione legislativa» e’ sostituito dal seguente:  «I  predetti  importi  sono rimborsati  nell’anno  2018,  ovvero  successivamente,   secondo   la procedura di ripartizione dell’attivo stabilita nel presente comma».
  2. Agli oneri di cui al comma 1 in termini di  fabbisogno,  pari  a 400 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante versamento, per un corrispondente importo, delle somme gestite presso il  sistema
bancario dalla cassa per i servizi  energetici  e  ambientali  su  un conto corrente di tesoreria centrale fruttifero appositamente  aperto remunerato secondo il tasso riconosciuto sulle sezioni fruttifere dei
conti di tesoreria unica. La giacenza da detenere  a  fine  anno  sul conto corrente di tesoreria di cui al  primo  periodo  e’  estinta  o ridotta  corrispondentemente   alle   somme   rimborsate   ai   sensi dell’articolo 1, comma 6-bis,  del  citato  decreto-legge  n.191  del 2015, cosi’ come modificato dal comma 1 del presente articolo.
  3. All’onere derivante dai maggiori interessi  passivi  di  cui  al comma 2, pari a 200.000 euro annui a decorrere dal 2017, si  provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento
del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini  del  bilancio triennale 2016-2018, nell’ambito del programma «Fondi  di  riserva  e speciali»  della  missione  «Fondi  da  ripartire»  dello  stato   di previsione del Ministero dell’economia e  delle  finanze  per  l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento  relativo al Ministero dell’economia e delle finanze.
  4. Il Ministro dell’economia e  delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 3
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a quello  della  sua  pubblicazione  nella Gazzetta  Ufficiale   della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 9 giugno 2016

MATTARELLA
 
Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri                             

Calenda, Ministro dello sviluppo economico                            
 
Galletti, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare     

Visto, il Guardasigilli: Orlando

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Decreto legge n. 18/2016 – Riforma delle banche

Redazione

DECRETO-LEGGE 14 febbraio 2016, n. 18 

Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio.   

(GU n.37 del 15-2-2016)  

Vigente al: 16-2-2016 

Capo I
RIFORMA DEL SETTORE BANCARIO COOPERATIVO

                       

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di avviare il processo di riforma del settore bancario cooperativo, al fine di rafforzare la stabilita’ del sistema nel suo complesso e consentire il rafforzamento patrimoniale delle banche di credito cooperativo;
Ritenuta l’urgenza di concedere, a titolo oneroso, una garanzia dello Stato sulle passivita’ emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione;
Ritenuta la necessita’ ed urgenza di definire il regime fiscale della cessione di diritti, attivita’ e passivita’ di un ente sottoposto a risoluzione a un ente ponte;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 10 febbraio 2016; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell’economia e delle finanze;

E M A N A

il seguente decreto-legge:

Art. 1 Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385

1. All’articolo 33 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:
“1-bis. L’adesione a un gruppo bancario cooperativo e’ condizione per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attivita’ bancaria in forma di banca di credito cooperativo.
1-ter. Non si puo’ dare corso al procedimento per l’iscrizione nell’albo delle societa’ cooperative di cui all’articolo 2512, secondo comma, del codice civile se non consti l’autorizzazione prevista dal comma 1-bis.”;
b) Il comma 3 e’ sostituito dal seguente: “3. La nomina dei membri degli organi di amministrazione e controllo spetta ai competenti organi sociali fatte salve le previsioni degli articoli 150-ter e 37-bis, comma 3.”.
2. All’articolo 34 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, la parola: “duecento” e’ sostituita dalla seguente: “cinquecento”;
b) al comma 4, la parola: “cinquantamila” e’ sostituita dalla seguente: “centomila”;
c) dopo il comma 4 e’ inserito il seguente: “4-bis. Lo statuto puo’ prevedere, tra i requisiti per l’ammissione a socio, la sottoscrizione o l’acquisto di un numero minimo di azioni.”.
3. Al comma 2 dell’articolo 35 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo le parole: “competenza territoriale,”, sono introdotte le seguenti: “nonche’ ai poteri attribuiti alla capogruppo ai sensi dell’articolo 37-bis,”.
4. All’articolo 36 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: “Fusioni e trasformazioni”;
b) al comma 1 sono soppresse le seguenti parole: “banche popolari o”;
c) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente: “1-bis. In caso di esclusione da un gruppo bancario cooperativo, la banca di credito cooperativo, entro il termine stabilito con le disposizioni di cui all’articolo 37-bis, previa autorizzazione rilasciata dalla Banca d’Italia avendo riguardo alla sana e prudente gestione della banca, puo’ deliberare la propria trasformazione in societa’ per azioni. In mancanza, la societa’ delibera la propria liquidazione.”;
d) il comma 3 e’ sostituito dal seguente: “3. Si applicano gli articoli 56, comma 2, e 57, commi 2, 3 e 4.”.
5. Dopo l’articolo 37 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono introdotti i seguenti:
“Art. 37-bis Gruppo Bancario Cooperativo
1. Il gruppo bancario cooperativo e’ composto da:
a) una societa’ capogruppo costituita in forma di societa’ per azioni e autorizzata all’esercizio dell’attivita’ bancaria il cui capitale e’ detenuto in misura maggioritaria dalle banche di credito cooperativo appartenenti al gruppo, che esercita attivita’ di direzione e coordinamento sulle societa’ del gruppo sulla base di un contratto conforme a quanto previsto dal comma 3 del presente articolo. Il medesimo contratto assicura l’esistenza di una situazione di controllo come definito dai principi contabili internazionali adottati dall’Unione europea; il requisito minimo di patrimonio netto della societa’ capogruppo e’ di un miliardo di euro;
b) le banche di credito cooperativo che aderiscono al contratto e hanno adottato le connesse clausole statutarie;
c) le societa’ bancarie, finanziarie e strumentali controllate dalla capogruppo, come definite dall’articolo 59.
2. Lo statuto della capogruppo indica il numero massimo delle azioni con diritto di voto che possono essere detenute da ciascun socio, direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 22, comma 1.
3. Il contratto di coesione che disciplina la direzione e il coordinamento della capogruppo sul gruppo indica:
a) la banca capogruppo, cui e’ attribuita la direzione e il coordinamento del gruppo;
b) i poteri della capogruppo che, nel rispetto delle finalita’ mutualistiche, includono:
1) l’individuazione e l’attuazione degli indirizzi strategici ed obiettivi operativi del gruppo nonche’ gli altri poteri necessari per l’attivita’ di direzione e coordinamento, proporzionati alla rischiosita’ delle banche aderenti, ivi compresi i controlli ed i poteri di influenza sulle banche aderenti volti ad assicurare il rispetto dei requisiti prudenziali e delle altre disposizioni in materia bancaria e finanziaria applicabili al gruppo e ai suoi componenti;
2) i casi, comunque motivati ed eccezionali, in cui la capogruppo puo’, rispettivamente, nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o piu’ componenti, fino a concorrenza della maggioranza, degli organi di amministrazione e controllo delle societa’ aderenti al gruppo e le modalita’ di esercizio di tali poteri;
3) l’esclusione di una banca dal gruppo in caso di gravi violazioni degli obblighi previsti dal contratto e le altre misure sanzionatorie graduate in relazione alla gravita’ della violazione;
c) i criteri di compensazione e l’equilibrio nella distribuzione dei vantaggi derivanti dall’attivita’ comune;
d) i criteri e le condizioni di adesione, di diniego all’adesione nonche’ di esclusione dal gruppo, secondo criteri non discriminatori in linea con il principio di solidarieta’ tra le banche cooperative a mutualita’ prevalente. Non e’ in ogni caso ammesso il recesso.
4. Il contratto di cui al comma 3 prevede la garanzia in solido delle obbligazioni assunte dalla capogruppo e dalle altre banche aderenti, nel rispetto della disciplina prudenziale dei gruppi bancari e delle singole banche aderenti.
5. L’adesione, il rigetto delle richieste di adesione e l’esclusione di una banca di credito cooperativo sono autorizzati dalla Banca d’Italia avendo riguardo alla sana e prudente gestione del gruppo e della singola banca.
6. Alle partecipazioni delle banche di credito cooperativo non si applicano gli articoli 2359-bis, 2359-ter, 2359-quater e 2359-quinquies del codice civile.
7. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, con proprio decreto stabilisce:
a) le caratteristiche della garanzia di cui al comma 4, il procedimento per la costituzione del gruppo e l’adesione al medesimo;
b) i requisiti minimi organizzativi e operativi della capogruppo, tali da assicurare la sana e prudente gestione, la competitivita’ e l’efficienza del gruppo bancario nel rispetto delle finalita’ mutualistiche;
c) il numero minimo di banche di credito cooperativo di un gruppo bancario cooperativo, necessario ad assicurare il rispetto dei requisiti prudenziali, la diversificazione e il frazionamento dei rischi.
8. Al gruppo bancario cooperativo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del Titolo III, Capo II.
Art. 37-ter Costituzione del gruppo bancario cooperativo
1. La banca che intenda assumere il ruolo di capogruppo ai sensi dell’articolo 37-bis, comma 1, lettera a), trasmette alla Banca d’Italia: a) uno schema di contratto conforme a quanto stabilito ai sensi dell’articolo 37-bis;
b) un elenco delle banche di credito cooperativo e delle altre societa’ che intendono aderire al gruppo bancario cooperativo.
2. La Banca d’Italia accerta la sussistenza delle condizioni previste ai sensi dell’articolo 37-bis e, in particolare, il grado di adeguatezza patrimoniale e finanziaria del gruppo e l’idoneita’ del contratto a consentire la sana e prudente gestione del gruppo.
3. A seguito dell’accertamento previsto dal comma 2, le banche di credito stipulano con la capogruppo il contratto di cui all’articolo 37-bis e provvedono alle necessarie modifiche statutarie, che sono approvate con le maggioranze previste dall’articolo 31, comma 1.
4. Il contratto e’ trasmesso alla Banca d’Italia, che provvede all’iscrizione del gruppo nell’albo dei gruppi. Successivamente, si da’ corso all’iscrizione nel registro delle imprese ai sensi dell’articolo 2497-bis, secondo comma, del codice civile.”.
6. All’articolo 150-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: “1. Alle banche di credito cooperativo non si applicano le seguenti disposizioni del codice civile: 2349, secondo comma, 2513, 2514, secondo comma, 2519, secondo comma, 2522, 2525 primo, secondo, terzo e quarto comma, 2527, secondo e terzo comma, 2528, terzo e quarto comma, 2530 secondo, terzo, quarto e quinto comma, 2538, secondo comma, secondo periodo, terzo e quarto comma, 2540, secondo comma, 2541, 2542 quarto comma, 2543 primo e secondo comma, 2545-bis, 2545-quater, 2545-quinquies, 2545-octies, 2545-decies, 2545-undecies, terzo comma, 2545-terdecies, 2545-quinquiesdecies, 2545-sexiesdecies, 2545-septiesdecies e 2545-octiesdecies.”;
b) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
“5. Nei casi di fusione e trasformazione previsti dall’articolo 36, nonche’ di cessione di rapporti giuridici in blocco e scissione da cui risulti una banca costituita in forma di societa’ per azioni, restano fermi gli effetti di devoluzione del patrimonio stabiliti dall’articolo 17 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Tali effetti non si producono se la banca di credito cooperativo che effettua le operazioni di cui al periodo precedente ha un patrimonio netto superiore a duecento milioni di euro. In tal caso, le riserve sono affrancate corrispondendo all’erario un’imposta straordinaria pari al venti per cento della loro consistenza.”. 7. All’articolo 150-ter del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) prima del comma 1, e’ inserito il seguente:
“01. Le banche di credito cooperativo emettono le azioni previste dall’articolo 2526 del codice civile nei casi e nei modi previsti dal presente articolo.”;
b) al comma 1 le parole: “, ai sensi dell’articolo 70, comma 1, lettera b),” e le parole: “ed in deroga alle previsioni di cui all’articolo 150-bis, comma 1,” sono soppresse;
c) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: “2. L’emissione delle azioni di cui al comma 1 deve essere autorizzata dalla Banca d’Italia e, fatto salvo quanto previsto dal comma 4-bis, esse sono sottoscrivibili solo da parte dei sistemi di garanzia istituiti tra banche di credito cooperativo e dei fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui alla legge 31 gennaio 1992, n. 59, in deroga ai limiti di cui all’articolo 34, commi 2 e 4.”;
d) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
“3. I diritti patrimoniali e amministrativi, spettanti ai soci finanziatori, anche in deroga ai limiti previsti dall’articolo 2526, secondo comma, terzo periodo, del codice civile, e all’articolo 34, comma 3, del presente decreto, sono stabiliti dallo statuto, ma ad essi spetta comunque il diritto di designare uno o piu’ componenti dell’organo amministrativo ed il presidente dell’organo che svolge la funzione di controllo.”;
e) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
“4. I sottoscrittori delle azioni di finanziamento possono chiedere il rimborso del valore nominale delle azioni e, ove versato, del sovrapprezzo. L’organo amministrativo, sentito l’organo che svolge la funzione di controllo, delibera sulla richiesta di rimborso avendo riguardo alla situazione di liquidita’, finanziaria e patrimoniale attuale e prospettica della banca di credito cooperativo. L’efficacia della delibera e’ condizionata alla preventiva autorizzazione della Banca d’Italia.”;
f) dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti:
“4-bis. Le azioni di finanziamento possono essere sottoscritte altresi’ dalla capogruppo del gruppo bancario cooperativo a cui appartiene l’emittente. In tal caso, l’emissione e’ consentita anche fuori dei casi indicati al comma 1, si applicano i commi 3 e 4 e l’autorizzazione della Banca d’Italia ai sensi del comma 4 ha riguardo alla situazione di liquidita’, finanziaria e patrimoniale attuale e prospettica della singola banca di credito cooperativo emittente e del gruppo nel suo complesso.
4-ter. Le azioni di cui al presente articolo non possono essere cedute con effetto verso la societa’, se la cessione non e’ autorizzata dagli amministratori. Non si applicano gli articoli 2542, secondo comma e terzo comma, secondo periodo, 2543, terzo comma, 2544, secondo comma, primo periodo, e terzo comma, del codice civile.”.

 

Art. 2
Disposizioni attuative

1. In sede di prima applicazione degli articoli 37-bis e 37-ter del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, introdotti dalla presente legge, la comunicazione di cui all’articolo 37-ter, comma 1, e’ inviata alla Banca d’Italia entro 18 mesi dall’entrata in vigore delle disposizioni emanate ai sensi dell’articolo 37-bis, comma 7, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Il contratto e’ concluso entro 90 giorni dall’accertamento previsto dall’articolo 37-ter, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Non si applicano alle modifiche statutarie propedeutiche e necessarie all’assunzione del ruolo di banca capogruppo e a quelle delle societa’ contraenti l’articolo 2437, primo comma, lettere a) e g), ne’ l’articolo 2497-quater, primo comma, lettera c), del codice civile.
2. Entro 90 giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese di cui al comma 4 dell’articolo 37-ter del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, una banca di credito cooperativo puo’ chiedere di aderire a un gruppo costituito ai sensi dell’articolo 37-bis alle medesime condizioni previste per gli aderenti originari. L’organo amministrativo della capogruppo, sentito l’organo di controllo, comunica alla richiedente la deliberazione assunta entro 30 giorni dal ricevimento della domanda di adesione. In caso di mancata risposta nel termine previsto la domanda si ha per accolta. In caso di diniego dell’adesione, la decisione e le motivazioni, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 37-bis, comma 3, lettera d), poste a base della delibera, sono comunicate dalla capogruppo alla banca richiedente e alla Banca d’Italia ai fini dell’autorizzazione prevista dall’articolo 37-bis, comma 5, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Nei casi di cui al presente comma, la richiesta di adesione a un gruppo bancario cooperativo si ha per accolta qualora la banca di credito cooperativo abbia in precedenza fatto parte di un accordo di responsabilita’ contrattuale che tuteli tutte le parti aderenti ed, in particolare, garantisca la loro liquidita’ e solvibilita’.
3. Le banche di credito cooperativo autorizzate alla data di entrata in vigore delle disposizioni emanate ai sensi dell’articolo 37-bis, comma 7, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che non aderiscono a un gruppo bancario cooperativo, assumono le deliberazioni previste dall’articolo 36 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dall’articolo 1, comma 4, del presente decreto, o deliberano la liquidazione entro il termine indicato ai commi 1 e 2. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 150-bis, comma 5, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato dal presente decreto.
4. In caso di inosservanza di quanto previsto dal comma 3, la Banca d’Italia assume le iniziative necessarie per la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attivita’ bancaria.
5. Le banche di credito cooperativo autorizzate alla data di entrata in vigore del presente decreto, si adeguano a quanto previsto dall’articolo 34, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, entro 60 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

Capo II
GARANZIA CARTOLARIZZAZIONE SOFFERENZE (GACS)

Art. 3
Ambito di applicazione

1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, per diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passivita’ emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di cui all’articolo 1 della legge 30 aprile 1999, n. 130, a fronte della cessione da parte di banche aventi sede legale in Italia di crediti pecuniari, compresi i crediti derivanti da contratti di leasing, classificati come sofferenze, nel rispetto dei criteri e condizioni indicati nel presente Capo. 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze puo’ con proprio decreto estendere il periodo di cui al comma 1, fino a un massimo di ulteriori diciotto mesi, previa approvazione da parte della Commissione europea. 3. Il Ministero dell’economia e delle finanze, entro tre mesi dalla data della positiva decisione della Commissione europea sul regime di concessione della garanzia dello Stato di cui al comma 1, nomina, previa approvazione di quest’ultima, un soggetto qualificato indipendente per il monitoraggio della conformita’ del rilascio della garanzia a quanto previsto nel presente capo e nella decisione della Commissione europea di cui al comma 1. Ai relativi oneri si provvede, nel limite massimo di euro 1 milione per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019, a valere sulle risorse della contabilita’ speciale di cui all’articolo 12.

Art. 4
Strutturazione dell’operazione di cartolarizzazione

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2 della legge 30 aprile 1999, n. 130, le operazioni di cartolarizzazioni di cui al presente Capo presentano le seguenti caratteristiche: a) i crediti oggetto di cessione sono trasferiti alla societa’ cessionaria per un importo non superiore al loro valore netto di bilancio (valore lordo al netto delle rettifiche); b) l’operazione di cartolarizzazione prevede l’emissione di titoli (i “Titoli”) di almeno due classi diverse, in ragione del grado di subordinazione nell’assorbimento delle perdite; c) la classe di Titoli maggiormente subordinata, denominata “junior”, non ha diritto a ricevere il rimborso del capitale, il pagamento degli interessi o altra forma di remunerazione fino al completo rimborso del capitale dei Titoli delle altre classi; d) possono essere emesse una o piu’ classi di Titoli, denominate “mezzanine”, che, con riguardo alla corresponsione degli interessi, sono postergate alla corresponsione degli interessi dovuti alla classe di Titoli denominata “senior” e antergate al rimborso del capitale dei Titoli senior; e) puo’ essere prevista la stipula di contratti di copertura finanziaria con controparti di mercato al fine di ridurre il rischio derivante da asimmetrie fra i tassi d’interesse applicati su attivita’ e passivita’; f) puo’ essere prevista, al fine di gestire il rischio di eventuali disallineamenti fra i fondi rivenienti dagli incassi e dai recuperi effettuati in relazione al portafoglio dei crediti ceduti e i fondi necessari per pagare gli interessi sui Titoli, l’attivazione di una linea di credito per un ammontare sufficiente a mantenere il livello minimo di flessibilita’ finanziaria coerente con il merito di credito dei Titoli senior.

 

Art. 5

Rating

1. Ai fini del rilascio della garanzia dello Stato, i Titoli senior devono avere previamente ottenuto un livello di rating, assegnato da una agenzia esterna di valutazione del merito di credito (ECAI) accettata dalla Banca Centrale Europea al 1° gennaio 2016, non inferiore all’ultimo gradino della scala di valutazione del merito di credito investment grade. Qualora ai sensi della normativa applicabile sia richiesto il rilascio di due valutazioni del merito di credito, la seconda valutazione sul medesimo Titolo senior puo’ essere rilasciata da una ECAI registrata ai sensi del Regolamento (UE) 1060/2009 e anch’essa non puo’ essere inferiore all’ultimo gradino della scala di valutazione del merito di credito investment grade. 2. La valutazione del merito di credito, comunque non inferiore all’ultimo gradino della scala di valutazione del merito di credito investment grade, puo’, in alternativa, essere privata e destinata esclusivamente al Ministero dell’economia e delle finanze, da intendersi come committente ed unico destinatario ai fini dell’articolo 2 del Regolamento (UE) 1060/2009. In questo caso, l’agenzia di rating, scelta tra quelle accettate dalla Banca Centrale Europea al 1° gennaio 2016, e proposta dalla banca cedente, e’ approvata dal Ministero dell’economia e delle finanze. Il corrispettivo dovuto all’agenzia di rating e’ a carico della banca cedente o della societa’ cessionaria. 3. La societa’ cessionaria si impegna a non richiedere la revoca del rating da parte delle ECAI coinvolte fino al completo rimborso del capitale dei Titoli senior. 4. Il gestore dei crediti in sofferenza (NPLs Servicer) e’ diverso dalla banca cedente e non appartiene al suo stesso gruppo bancario. L’eventuale decisione dei detentori dei Titoli di cambiare il NPLs Servicer non deve determinare un peggioramento del rating del Titolo senior da parte dell’ECAI.

Art. 6

Caratteristiche dei Titoli senior e dei Titoli mezzanine

1. I Titoli senior e, ove emessi, i Titoli mezzanine presentano le seguenti caratteristiche: a) la remunerazione e’ a tasso variabile; b) il rimborso del capitale prima della data di scadenza e’ parametrato ai flussi di cassa derivanti dai recuperi e dagli incassi realizzati in relazione al portafoglio dei crediti ceduti, al netto di tutti i costi relativi all’attivita’ di recupero e incasso dei crediti ceduti; c) il pagamento degli interessi e’ effettuato in via posticipata a scadenza trimestrale, semestrale o annuale e in funzione del valore nominale residuo del titolo all’inizio del periodo di interessi di riferimento. 2. Puo’ essere previsto che la remunerazione dei Titoli mezzanine possa essere differita al ricorrere di determinate condizioni ovvero sia condizionata a obiettivi di performance nella riscossione o recupero in relazione al portafoglio di crediti ceduti.

 

Art. 7

Ordine di priorita’ dei pagamenti

1. Le somme rivenienti dai recuperi e dagli incassi realizzati in relazione al portafoglio dei crediti ceduti, dai contratti di copertura finanziaria stipulati e dagli utilizzi della linea di credito, al netto delle somme trattenute dal NPLs Servicer per la propria attivita’ di gestione secondo i termini convenuti con la societa’ cessionaria, sono impiegati, nel pagamento delle seguenti voci, secondo il seguente ordine di priorita’: 1) eventuali oneri fiscali; 2) somme dovute ai prestatori di servizi; 3) pagamento delle somme dovute a titolo di interessi e commissioni in relazione all’attivazione della linea di credito di cui all’articolo 4, lettera f); 4) pagamento delle somme dovute a fronte della concessione della garanzia dello Stato sui Titoli senior; 5) pagamento delle somme dovute alle controparti di contratti di copertura finanziaria; 6) pagamento delle somme dovute a titolo di interessi sui Titoli senior; 7) ripristino della disponibilita’ della linea di credito, qualora utilizzata; 8) pagamento delle somme dovute a titolo di interessi sui Titoli mezzanine (se emessi); 9) rimborso del capitale dei Titoli senior fino al completo rimborso degli stessi; 10) rimborso del capitale dei Titoli mezzanine fino al completo rimborso degli stessi; 11) pagamento delle somme dovute per capitale e interessi o altra forma di remunerazione sui Titoli junior.

 

Art. 8
Garanzia dello Stato

1. La garanzia dello Stato e’ onerosa, puo’ essere concessa solo sui Titoli senior e essa diviene efficace solo quando la banca cedente abbia trasferito a titolo oneroso almeno il 50% piu’ 1 dei Titoli junior e, in ogni caso, un ammontare dei Titoli junior e, ove emessi, dei Titoli mezzanine, che consenta l’eliminazione contabile dei crediti oggetto dell’operazione di cartolarizzazione dalla contabilita’ della banca e, a livello consolidato, del gruppo bancario cedente, in base ai principi contabili di riferimento in vigore nell’esercizio di effettuazione dell’operazione. 2. La garanzia dello Stato di cui al comma 1 e’ incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta a beneficio del detentore del Titolo senior. La garanzia copre i pagamenti contrattualmente previsti, per interessi e capitale, a favore dei detentori dei Titoli senior per la loro intera durata. 3. Lo Stato, le amministrazioni pubbliche e le societa’ direttamente o indirettamente controllate da amministrazioni pubbliche non possono acquistare Titoli junior o mezzanine.

Art. 9
Corrispettivo della garanzia dello Stato

1. Ai fini della determinazione del corrispettivo della garanzia dello Stato si fa riferimento a tre Panieri CDS definiti come il paniere di contratti swap sul default di singole societa’ (credit default swap – CDS ) riferiti a singoli emittenti italiani la cui valutazione del merito di credito, rilasciata da S&P, Fitch Ratings o Moody’s, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sia pari a: i) BBB/Baa2, BBB-/Baa3 o BB+/Ba1 per il primo Paniere, utilizzato se il rating dei Titoli senior e’ BBB-/Baa3/BBB-/BBB L; ii) BBB+/Baa1, BBB/Baa2, o BBB-/Baa3 per il secondo Paniere, utilizzato se il rating dei Titoli senior e’ BBB/Baa2/BBB/BBB; iii) BBB/Baa2, BBB+/Baa1 o A-/A3 per il terzo Paniere, utilizzato se il rating dei Titoli senior e’ BBB+/Baa1/BBB+/BBB H. 2. Nel caso in cui sui Titoli senior siano stati rilasciati piu’ rating, per l’individuazione del Paniere si considera il rating piu’ basso. La composizione dei Panieri CDS e’ indicata nell’allegato 1 al presente decreto. Qualora la valutazione del merito di credito di uno degli emittenti ivi considerato sia modificata in modo tale da non ricadere piu’ nei rating sopra indicati, l’emittente sara’ escluso dal Paniere CDS. 3. La garanzia e’ concessa a fronte di un corrispettivo annuo determinato a condizioni di mercato sulla base della seguente metodologia, come dettagliata nella formula di cui all’allegato 2 al presente decreto: a) si determina il valore del prezzo di ciascun CDS incluso nel Paniere CDS di riferimento, definito come la media dei prezzi giornalieri a meta’ mercato (c.d. mid price), o, in assenza, alla media dei prezzi giornalieri denaro e lettera, dei sei mesi precedenti la data di richiesta di concessione della garanzia, calcolata utilizzando i dati estrapolati dalla piattaforma Bloomberg, utilizzando la fonte CMAL (CMA Londra); b) si determina la media semplice dei prezzi dei singoli CDS inclusi nel Paniere CDS di riferimento, calcolati come specificato nella precedente lettera a); c) il corrispettivo annuo della garanzia e’ calcolato sul valore residuo dei Titoli senior all’inizio del periodo di pagamento degli interessi ed, e’ pagato con la stessa modalita’ degli interessi dei Titoli senior, di cui all’articolo 6, comma 1, lettera c), ed e’ pari: i) per i primi tre anni, alla media semplice dei prezzi dei singoli CDS a tre anni calcolati come specificato nelle precedenti lettere a) e b); ii) per i successivi due anni, alla media semplice dei prezzi dei singoli CDS a cinque anni calcolati come specificato nelle precedenti lettere a) e b); iii) per gli anni successivi, alla media semplice dei prezzi dei singoli CDS a sette anni calcolati come specificato nelle precedenti lettere a) e b); d) il corrispettivo annuo della garanzia deve essere maggiorato di una componente aggiuntiva pari a: i) 2,70 volte la differenza tra la media di cui alla lettera c), punto ii) e quella di cui alla lettera c, punto i), per il quarto e quinto anno, nell’ipotesi in cui i Titoli senior non siano stati completamente rimborsati entro la fine del terzo anno; ii) 8,98 volte la differenza tra la media di cui alla lettera c), punto iii) e quella di cui alla lettera c, punto ii), per il sesto e settimo anno, nell’ipotesi in cui i Titoli senior non siano stati completamente rimborsati entro la fine del quinto anno. 4. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con decreto, puo’ variare i criteri di calcolo, la misura delle commissioni del presente articolo e la fonte di dati di cui al comma 3, lettera a), in conformita’ delle decisioni della Commissione europea. Le variazioni non hanno effetto sulle operazioni gia’ in essere.

 

Art. 10
Ammissione alla garanzia

1. La garanzia e’ concessa con decreto del Ministro dell’economia e finanze su istanza documentata della banca cedente presentata al Ministero dell’economia e delle finanze.

Art. 11

Escussione della garanzia

1. La garanzia dello Stato puo’ essere escussa dal detentore entro i nove mesi successivi alla scadenza del Titolo senior, nel caso di mancato pagamento, anche parziale, delle somme dovute per capitale o interessi nel rispetto dei termini perentori previsti dal presente articolo. Nell’ipotesi di mancato pagamento che perduri per sessanta giorni dalla scadenza del termine per l’adempimento i detentori dei Titoli senior, in concerto e tramite il rappresentante degli obbligazionisti (RON), inviano alla societa’ cessionaria la richiesta per il pagamento dell’ammontare dell’importo scaduto e non pagato; decorsi trenta giorni ed entro sei mesi dalla data di ricevimento della lettera di richiesta alla societa’ cessionaria senza che questa abbia provveduto al pagamento, i detentori dei Titoli senior, in concerto e tramite il rappresentante degli obbligazionisti (RON), possono richiedere l’intervento della garanzia dello Stato. 2. Entro trenta giorni dalla data di ricevimento della documentata richiesta di escussione della garanzia dello Stato, il Ministero dell’economia e delle finanze provvede alla corresponsione dell’importo spettante ai detentori del Titolo senior alle scadenze e per l’ammontare originariamente previsti dalla documentazione dell’operazione di cartolarizzazione, senza aggravio di interessi o spese. 3. Con il pagamento, il Ministero dell’economia e delle finanze e’ surrogato nei diritti dei detentori dei Titoli senior e provvede, ferme restando le limitazioni contrattualmente stabilite per l’esercizio di tali diritti, al recupero della somma pagata, degli interessi al saggio legale maturati a decorrere dal giorno del pagamento fino alla data del rimborso e delle spese sostenute per il recupero, anche mediante il ricorso alla procedura di iscrizione a ruolo, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 e successive modificazioni. Tali somme sono versate sulla contabilita’ speciale di cui all’articolo 10.

Art. 12
Risorse finanziarie

1. Per le finalita’ di cui al presente Capo e’ istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, un apposito fondo con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2016. Tale fondo e’ ulteriormente alimentato con i corrispettivi annui delle garanzie concesse che a tal fine sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo. Dette somme sono versate su apposita contabilita’ speciale vincolata al pagamento dell’eventuale escussione delle predette garanzie, nonche’ agli ulteriori oneri connessi all’attuazione del presente Capo, derivanti dall’articolo 3, comma 3, e dall’articolo 13, comma 1. 2. All’onere di cui al comma 1, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del fondo di cui all’articolo 37, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89.

Art. 13
Norme di attuazione

1. Il Ministero dell’economia e delle finanze puo’ avvalersi, ai sensi dell’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, di una societa’ a capitale interamente pubblico per la gestione dell’intervento. 2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di natura non regolamentare, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di conversione del presente decreto, possono essere dettate le disposizioni di attuazione del presente Capo.

 

Capo III
DISPOSIZIONI FISCALI RELATIVE ALLE PROCEDURE DI CRISI

Art. 14
Irrilevanza fiscale dei contributi volontari percepiti da soggetti sottoposti a procedure di crisi

1. All’articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 3 e’ inserito il seguente: “3-bis. Non costituiscono sopravvenienze attive, in quanto escluse, i contributi percepiti a titolo di liberalita’ dai soggetti sottoposti alle procedure concorsuali previste dal Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, dal decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, dal decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, ovvero alle procedure di crisi di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180 nonche’ alla procedura di amministrazione straordinaria di cui all’articolo 70 e seguenti del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, ad esclusione di quelli provenienti da societa’ controllate dall’impresa o controllate dalla stessa societa’ che controlla l’impresa. Le disposizioni del precedente periodo si applicano anche ai contributi percepiti nei ventiquattro mesi successivi alla chiusura delle predette procedure.”. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai contributi percepiti a partire dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge. Limitatamente ai contributi percepiti nel periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, l’esclusione di cui al comma 3-bis dell’articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal comma 1, e’ riconosciuta mediante una deduzione dal reddito ripartita in cinque quote costanti da effettuare nelle dichiarazioni dei redditi relative ai cinque periodi d’imposta successivi, sempre che tali proventi concorrano integralmente a formare il reddito nell’esercizio in cui sono stati incassati. 3. La determinazione dell’acconto dovuto per i periodi d’imposta per i quali e’ operata la deduzione di cui al comma 2 e’ effettuata considerando, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata in assenza delle disposizioni del presente articolo. 4. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 18,2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022 e in 2 milioni di euro a decorrere dal 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

Art. 15
Regime fiscale della cessione di diritti, attivita’ e passivita’ di un ente sottoposto a risoluzione a un ente ponte

1. La cessione di diritti, attivita’ e passivita’ di un ente sottoposto a risoluzione a un ente ponte, di cui all’articolo 43, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, non costituisce realizzo di plusvalenze o minusvalenze ai fini dell’imposta sul reddito delle societa’ e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive. I beni ricevuti dall’ente ponte sono valutati fiscalmente in base agli ultimi valori fiscali riconosciuti in capo all’ente cedente. 2. Dalla data in cui ha effetto la cessione l’ente ponte subentra nella posizione dell’ente sottoposto a risoluzione in ordine ai diritti, attivita’ o passivita’ oggetto di cessione, incluse la deduzione o la tassazione dei componenti di reddito dell’ente sottoposto a risoluzione gia’ imputati a conto economico e non ancora dedotti o tassati dallo stesso alla data della cessione, e nelle deduzioni derivanti da opzioni di riallineamento dell’avviamento e di altre attivita’ immateriali esercitate dall’ente sottoposto a risoluzione. Le perdite di cui all’articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 dell’ente sottoposto a risoluzione sono portate in diminuzione del reddito dell’ente ponte.

Art. 16
Modifica alla disciplina fiscale dei trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie

1. Gli atti e i provvedimenti recanti il trasferimento della proprieta’ o di diritti reali su beni immobili emessi nell’ambito di una procedura giudiziaria di espropriazione immobiliare di cui al libro III, titolo II, capo IV, del codice di procedura civile, ovvero di una procedura di vendita di cui all’articolo 107 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono assoggettati alle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna a condizione che l’acquirente dichiari che intende trasferirli entro due anni. 2. Ove non si realizzi la condizione del ritrasferimento entro il biennio, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute nella misura ordinaria e si applica una sanzione amministrativa del 30 per cento oltre agli interessi di mora di cui all’articolo 55, comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. Dalla scadenza del biennio decorre il termine per il recupero delle imposte ordinarie da parte dell’amministrazione finanziaria. 3. Le disposizioni del presente articolo hanno effetto per gli atti emessi dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento fino al 31 dicembre 2016. 4. Gli oneri derivanti dal presente articolo sono valutati in 220 milioni di euro per l’anno 2016. 5. All’articolo 1, comma 958, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come modificata dal decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio 2016, n. 13, le parole: «2.100 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti: «2.320 milioni di euro».

 

Capo IV
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO

Art. 17
Disposizioni in materia di gestione collettiva del risparmio per favorire il credito alle imprese

1. Al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono apportate le seguenti modificazioni: a) All’articolo 1, comma 1, lettera k), dopo le parole: «inclusi quelli erogati» sono inserite le seguenti: «, a favore di soggetti diversi da consumatori,»; b) Nella Parte II, Titolo III, dopo il Capo II-quater e’ inserito il seguente: «Capo II-quinquies Oicr di credito Art. 46-bis Erogazione diretta di crediti da parte di FIA italiani 1. I FIA italiani possono investire in crediti, a valere sul proprio patrimonio, a favore di soggetti diversi da consumatori, nel rispetto delle norme del presente decreto e delle relative disposizioni attuative adottate ai sensi degli articoli 6, comma 1, e 39. Art. 46-ter Erogazione diretta di crediti da parte di FIA UE in Italia 1. I FIA UE possono investire in crediti, a valere sul proprio patrimonio, a favore di soggetti diversi da consumatori, in Italia nel rispetto delle seguenti condizioni: a) il FIA UE e’ autorizzato dall’autorita’ competente dello stato membro d’origine a investire in crediti, inclusi quelli erogati a valere sul proprio patrimonio, nel paese di origine; b) il FIA UE ha forma chiusa e lo schema di funzionamento dello stesso, in particolare per quanto riguarda le modalita’ di partecipazione, e’ analogo a quello dei FIA italiani che investono in crediti; c) le norme del paese d’origine del FIA UE in materia di contenimento e di frazionamento del rischio, inclusi i limiti di leva finanziaria, sono equivalenti alle norme stabilite per i FIA italiani che investono in crediti. L’equivalenza rispetto alle norme italiane puo’ essere verificata con riferimento anche alle sole disposizioni statutarie o regolamentari del FIA UE, a condizione che l’autorita’ competente dello stato membro di origine ne assicuri l’osservanza. 2. I gestori che gestiscono FIA UE che intendono investire in crediti a valere sul proprio patrimonio in Italia comunicano tale intenzione alla Banca d’Italia. Il FIA UE non puo’ iniziare ad operare prima che siano trascorsi sessanta giorni dalla comunicazione, entro i quali la Banca d’Italia puo’ vietare l’investimento in crediti a valere sul proprio patrimonio in Italia. 3. Ai gestori si applica l’articolo 8, comma 1. La Banca d’Italia puo’ prevedere la partecipazione dei FIA UE di cui al comma 1 alla centrale dei rischi e puo’ prevedere altresi’ che la partecipazione avvenga per il tramite di banche e intermediari iscritti all’albo di cui all’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. 4. Restano ferme le disposizioni italiane applicabili ai FIA UE sulla commercializzazione di azioni o quote e in ogni altra materia non espressamente regolata dal presente articolo. 5. La Banca d’Italia detta le disposizioni attuative del presente articolo. Art. 46-quater Altre disposizioni applicabili 1. Ai crediti erogati in Italia da parte di FIA italiani e FIA UE, a valere sul proprio patrimonio, si applicano le disposizioni sulla trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti di cui al Titolo VI, Capi I e III, con esclusione dell’articolo 128-bis, e le disposizioni sulle sanzioni amministrative di cui al Titolo VIII, Capi V e VI, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, fermo restando quanto previsto dall’articolo 23, comma 4 del presente decreto. 2. Al rispetto degli obblighi previsti dalle disposizioni indicate al comma 1 e’ tenuto il gestore del FIA. ». 2. All’articolo 26, comma 5-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, prima delle parole: «La ritenuta di cui al comma 5» sono inserite le seguenti: «Ferme restando le disposizioni in tema di riserva di attivita’ per l’erogazione di finanziamenti nei confronti del pubblico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.».

Art. 18
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi’ 14 febbraio 2016 MATTARELLA Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Padoan, Ministro dell’economia e delle finanze Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

Allegato 1

PANIERI CDS

Allegato 2
Parte di provvedimento in formato grafico

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DECRETO-LEGGE 14 febbraio 2016, n. 18

Redazione

Capo I
Riforma del settore bancario cooperativo

 Avvertenza:     Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministerodella giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione  delle  leggi,  sull'emanazione  deidecreti  del  Presidente  della  Repubblica  e  sulle   pubblicazioniufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10,  comma  3,  del  medesimo  testounico, al solo fine di facilitare la lettura sia  delle  disposizionidel decreto-legge, integrate con le modifiche apportate  dalla  leggedi conversione, che di  quelle  richiamate  nel  decreto,  trascrittenelle note. Restano invariati il  valore  e  l'efficacia  degli  attilegislativi qui riportati.     Le modifiche apportate dalla legge di conversione  sono  stampatecon caratteri corsivi.     Tali modifiche sono riportate in video tra i segni ((...))     A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della  Presidenzadel Consiglio dei ministri), le modifiche apportate  dalla  legge  diconversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della  suapubblicazione.                                 Art. 1                    Modifiche al decreto legislativo                       1° settembre 1993, n. 385    1. All'articolo 33 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.385, sono apportate le seguenti modificazioni:     a) dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:   «1-bis. L'adesione a un gruppo bancario cooperativo  e'  condizioneper  il  rilascio  dell'autorizzazione  all'esercizio  dell'attivita'bancaria in forma di banca di credito cooperativo.   1-ter. Non si puo' dare  corso  al  procedimento  per  l'iscrizionenell'albo  delle  societa'  cooperative  di  cui  all'articolo  2512,secondo comma, del  codice  civile  se  non  consti  l'autorizzazioneprevista dal comma 1-bis.»;     b) il comma 3 e' sostituito dal seguente:   «3.  La  nomina  dei  membri  degli  organi  di  amministrazione  econtrollo  spetta  ai  competenti  organi  sociali  fatte  salve   leprevisioni degli articoli 150-ter e 37-bis, comma 3.».   2. All'articolo 34 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.385, sono apportate le seguenti modificazioni:   a) al comma 1, la parola: «duecento» e' sostituita dalla  seguente:«cinquecento»;   b) al comma 4,  la  parola:  «cinquantamila»  e'  sostituita  dallaseguente: «centomila»;   c) dopo il comma 4 e' inserito il seguente:   «4-bis. Lo statuto puo' prevedere, tra i requisiti per l'ammissionea socio, la sottoscrizione  o  l'acquisto  di  un  numero  minimo  diazioni.».   3. Al comma 2 dell'articolo 35 del decreto legislativo 1° settembre1993, n. 385, dopo le  parole:  «competenza  territoriale,»  ((  sonoinserite  ))  le  seguenti:  «nonche'  ai  poteri   attribuiti   allacapogruppo ai sensi dell'articolo 37-bis,».   4. All'articolo 36 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.385, sono apportate le seguenti modificazioni:   a)  la  rubrica  e'   sostituita   dalla   seguente:   «Fusioni   etrasformazioni»;   b) al comma 1 sono soppresse le seguenti parole:  «banche  popolario»;   (( c) dopo il comma 1, e' inserito il seguente:   «1-bis. In caso di recesso  o  esclusione  da  un  gruppo  bancariocooperativo, la  banca  di  credito  cooperativo,  entro  il  terminestabilito con le disposizioni di cui all'articolo  37-bis,  comma  7,previa autorizzazione rilasciata dalla Banca d'Italia avendo riguardoalla sana e prudente gestione della banca, puo' deliberare la propriatrasformazione in societa'  per  azioni.  In  mancanza,  la  societa'delibera la propria liquidazione.»; ))     d) il comma 3 e' sostituito dal seguente:   «3. Si applicano gli articoli 56, comma 2, e 57, commi 2, 3 e 4.».   (( 5. Nella sezione II  del  capo  V  del  titolo  II  del  decretolegislativo 1° settembre  1993,  n.  385,  dopo  l'articolo  37  sonoinseriti )) i seguenti:   «Art. 37-bis (Gruppo Bancario Cooperativo). - 1. Il gruppo bancariocooperativo e' composto da:   a) una societa' capogruppo costituita  in  forma  di  societa'  perazioni e autorizzata all'esercizio  dell'attivita'  bancaria  il  cuicapitale e' detenuto in misura maggioritaria dalle banche di  creditocooperativo  appartenenti  al  gruppo,  che  esercita  attivita'   didirezione e coordinamento sulle societa' del gruppo sulla base di  uncontratto conforme  a  quanto  previsto  dal  comma  3  del  presentearticolo.  Il  medesimo  contratto  assicura   l'esistenza   di   unasituazione  di  controllo  come  definito  dai   principi   contabiliinternazionali adottati dall'Unione europea; il requisito  minimo  dipatrimonio netto della societa' capogruppo e' di un miliardo di euro;   b) le banche di credito cooperativo che aderiscono al  contratto  ehanno adottato le connesse clausole statutarie;   c) le societa'  bancarie,  finanziarie  e  strumentali  controllatedalla capogruppo, come definite dall'articolo 59;   (( c-bis) eventuali sottogruppi territoriali  facenti  capo  a  unabanca costituita  in  forma  di  societa'  per  azioni  sottoposta  adirezione e coordinamento della capogruppo di cui alla lettera  a)  ecomposti dalle altre societa' di cui alle lettere b) e c).   1-bis. Le banche di credito cooperativo aventi  sede  legale  nelleprovince autonome di Trento  e  di  Bolzano  possono  rispettivamentecostituire autonomi  gruppi  bancari  cooperativi  composti  solo  dabanche aventi sede e operanti esclusivamente nella medesima provinciaautonoma, tra cui la corrispondente banca capogruppo, la quale adottauna delle forme di cui all'articolo  14,  comma  1,  lettera  a);  ilrequisito  minimo  di  patrimonio  netto  e'  stabilito  dalla  Bancad'Italia ai sensi del comma 7-bis. ))   2. Lo statuto della  capogruppo  indica  il  numero  massimo  delleazioni con diritto di voto che possono  essere  detenute  da  ciascunsocio, direttamente o  indirettamente,  ai  sensi  dell'articolo  22,comma 1.   3. Il contratto di  coesione  che  disciplina  la  direzione  e  ilcoordinamento della capogruppo sul gruppo indica:   a) la banca capogruppo, cui (( sono attribuiti )) la direzione e ilcoordinamento del gruppo;   b) i poteri della capogruppo  che,  nel  rispetto  delle  finalita'mutualistiche, includono:   1) l'individuazione e l'attuazione degli  indirizzi  strategici  edobiettivi operativi del gruppo nonche' gli altri poteri necessari perl'attivita'  di  direzione  e   coordinamento,   proporzionati   allarischiosita' delle banche aderenti, ivi compresi  i  controlli  ed  ipoteri di influenza sulle banche  aderenti  volti  ad  assicurare  ilrispetto dei requisiti prudenziali  e  delle  altre  disposizioni  inmateria bancaria e  finanziaria  applicabili  al  gruppo  e  ai  suoicomponenti;   2)  i  casi,  comunque  motivati,  in  cui  la   capogruppo   puo',rispettivamente, nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o  piu'componenti, fino a concorrenza della  maggioranza,  degli  organi  diamministrazione e controllo delle societa' aderenti al  gruppo  e  lemodalita' di esercizio di tali poteri;   3) l'esclusione di una banca dal gruppo in caso di gravi violazionidegli obblighi previsti dal contratto e le altre misure sanzionatoriegraduate in relazione alla gravita' della violazione;   c) i criteri di compensazione e  l'equilibrio  nella  distribuzionedei vantaggi derivanti dall'attivita' comune;   ((  d)  i  criteri  e  le  condizioni  di  adesione,   di   diniegodell'adesione e di recesso dal contratto, nonche' di  esclusione  dalgruppo, secondo criteri non discriminatori in linea con il  principiodi solidarieta' tra le banche cooperative a mutualita' prevalente. ))   4. Il contratto di cui al comma 3 prevede  la  garanzia  in  solidodelle obbligazioni assunte dalla  capogruppo  e  dalle  altre  bancheaderenti,  nel  rispetto  della  disciplina  prudenziale  dei  gruppibancari e delle singole banche aderenti.   5. L'adesione, il  rigetto  delle  richieste  di  adesione,  ((  ilrecesso )) e l'esclusione di una banca di  credito  cooperativo  sonoautorizzati dalla Banca d'Italia avendo riguardo alla sana e prudentegestione del gruppo e della singola banca.   (( 6. Alle partecipazioni al capitale della capogruppo delle banchedi credito cooperativo e delle banche cui fanno  capo  i  sottogruppiterritoriali )) non si applicano  gli  articoli  2359-bis,  2359-ter,2359-quater e 2359-quinquies del codice civile.   (( 7. Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  al  fine  diassicurare l'adeguatezza  dimensionale  e  organizzativa  del  gruppobancario cooperativo, puo' stabilire con proprio decreto, sentita  laBanca d'Italia:   a) il numero minimo di banche di credito cooperativo di  un  gruppobancario cooperativo;   b) una soglia di partecipazione delle banche di credito cooperativoal capitale della societa' capogruppo diversa da quella  indicata  alcomma 1, lettera a), tenuto conto delle esigenze  di  stabilita'  delgruppo;   c) le modalita' e i criteri per assicurare il riconoscimento  e  lasalvaguardia delle peculiarita' linguistiche e culturali delle banchedi credito cooperativo aventi sede legale  nelle  regioni  a  statutospeciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.   7-bis. La Banca d'Italia, al fine di assicurare la sana e  prudentegestione,  la  competitivita'  e  l'efficienza  del  gruppo  bancariocooperativo, nel rispetto della disciplina prudenziale applicabile  edelle finalita' mutualistiche, detta disposizioni di  attuazione  delpresente   articolo   e   dell'articolo   37-ter,   con   particolareriferimento:   a) ai requisiti minimi organizzativi e operativi della capogruppo;   b) al contenuto minimo del  contratto  di  cui  al  comma  3,  allecaratteristiche della garanzia di cui al comma 4, al procedimento perla costituzione del gruppo e all'adesione al medesimo;   c)  ai  requisiti  specifici,  compreso  il  requisito  minimo   dipatrimonio  netto  della  capogruppo,  relativi  ai  gruppi   bancaricooperativi previsti dal comma 1-bis. ))   8.  Al  gruppo  bancario  cooperativo  si  applicano,   in   quantocompatibili, le disposizioni del Titolo III, Capo II.   Art. 37-ter (Costituzione del gruppo bancario cooperativo). - 1. Labanca  che  intenda  assumere  il  ruolo  di  capogruppo   ai   sensidell'articolo 37-bis, comma  1,  lettera  a),  trasmette  alla  Bancad'Italia:   a) uno schema di contratto conforme a  quanto  stabilito  ai  sensidell'articolo 37-bis;   b) un elenco delle banche di  credito  cooperativo  e  delle  altresocieta' che intendono aderire al gruppo bancario cooperativo.   2. La  Banca  d'Italia  accerta  la  sussistenza  delle  condizionipreviste ai sensi dell'articolo 37-bis e, in particolare, il grado diadeguatezza patrimoniale e finanziaria del gruppo e  l'idoneita'  delcontratto a consentire la sana e prudente gestione del gruppo.   3. A seguito dell'accertamento previsto dal comma 2, le  banche  dicredito (( cooperativo )) stipulano con la capogruppo il contratto dicui  all'articolo  37-bis  e  provvedono  alle  necessarie  modifichestatutarie,  che  sono  approvate   con   le   maggioranze   previstedall'articolo 31, comma 1.   4. Il contratto e' trasmesso  alla  Banca  d'Italia,  che  provvedeall'iscrizione del gruppo nell'albo dei gruppi.  Successivamente,  sida'  corso  all'iscrizione  nel  registro  delle  imprese  ai   sensidell'articolo 2497-bis, secondo comma, del codice civile.».   6. All'articolo 150-bis del decreto legislativo 1° settembre  1993,n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:     a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:   «1. Alle banche di credito cooperativo non si applicano le seguentidisposizioni del codice civile:  2349,  secondo  comma,  2513,  2514,secondo comma, 2519, secondo comma, 2522, 2525 primo, secondo,  terzoe quarto comma, 2527, secondo e terzo comma,  2528,  terzo  e  quartocomma, 2530 secondo, terzo, quarto  e  quinto  comma,  2538,  secondocomma, secondo periodo, terzo e quarto comma,  2540,  secondo  comma,2541, 2542 quarto  comma,  2543  primo  e  secondo  comma,  2545-bis,2545-quater, 2545-quinquies, 2545-octies, 2545-decies, 2545-undecies,terzo comma, 2545-terdecies, 2545-quinquiesdecies, 2545-sexiesdecies,2545-septiesdecies e 2545-octiesdecies.»;     b) il comma 5 e' sostituito dal seguente:   «5. Nei casi di fusione e trasformazione previsti dall'articolo 36,nonche' di cessione di rapporti giuridici in blocco  e  scissione  dacui risulti una banca costituita in forma  di  societa'  per  azioni,restano fermi gli effetti di  devoluzione  del  patrimonio  stabilitidall'articolo 17 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.».   7. All'articolo 150-ter del decreto legislativo 1° settembre  1993,n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:     a) prima del comma 1, e' inserito il seguente:   «01. Le banche di credito cooperativo emettono le  azioni  previstedall'articolo 2526 del codice civile nei casi e nei modi previsti dalpresente articolo.»;   b) al comma 1 le parole: «, ai sensi  dell'articolo  70,  comma  1,lettera b),» e le parole: «ed in deroga alle  previsioni  di  cui  ((all'articolo 150-bis, comma 1 ))» sono soppresse;   c) il comma 2 e' sostituito dal seguente:   «2. L'emissione  delle  azioni  di  cui  al  comma  1  deve  essereautorizzata dalla Banca d'Italia e, fatto salvo quanto  previsto  dalcomma 4-bis, esse sono sottoscrivibili solo da parte dei  sistemi  digaranzia istituiti tra banche di  credito  cooperativo  e  dei  fondimutualistici per la promozione e lo sviluppo della  cooperazione,  dicui alla legge 31 gennaio 1992, n. 59, in deroga  ai  limiti  di  cuiall'articolo 34, commi 2 e 4.»;     d) il comma 3 e' sostituito dal seguente:   «3. I diritti patrimoniali  e  amministrativi,  spettanti  ai  socifinanziatori, anche in deroga ai limiti previsti dall'articolo  2526,secondo comma, terzo periodo, del codice civile, e  all'articolo  34,comma 3, del presente decreto, sono stabiliti dallo  statuto,  ma  adessi spetta comunque il diritto di designare uno  o  piu'  componentidell'organo amministrativo ed il presidente dell'organo che svolge lafunzione di controllo.»;     e) il comma 4 e' sostituito dal seguente:   «4. I sottoscrittori delle azioni di finanziamento possono chiedereil rimborso del valore nominale delle  azioni  e,  ove  versato,  delsovrapprezzo. L'organo amministrativo, sentito l'organo che svolge lafunzione di controllo, delibera sulla richiesta  di  rimborso  avendoriguardo alla situazione di liquidita',  finanziaria  e  patrimonialeattuale e prospettica della banca di credito cooperativo. L'efficaciadella delibera e' condizionata alla preventiva  autorizzazione  dellaBanca d'Italia.»;     f) dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti:   «4-bis. Le azioni di finanziamento possono essere sottoscritte  ((,in deroga ai limiti di cui all'articolo 34, commi 2  e  4,  anche  ))dalla capogruppo del gruppo bancario  cooperativo  a  cui  appartienel'emittente. In tal caso, l'emissione e' consentita anche  fuori  deicasi  indicati  al  comma  1,  si  applicano  i  commi  3   e   4   el'autorizzazione della  Banca  d'Italia  ai  sensi  del  comma  4  hariguardo alla situazione di liquidita',  finanziaria  e  patrimonialeattuale e prospettica della  singola  banca  di  credito  cooperativoemittente e del gruppo nel suo complesso.   4-ter. Le azioni di cui al presente  articolo  non  possono  esserecedute  con  effetto  verso  la  societa',  se  la  cessione  non  e'autorizzata dagli amministratori. Non si applicano gli articoli 2542,secondo comma e terzo comma,  secondo  periodo,  2543,  terzo  comma,2544, secondo  comma,  primo  periodo,  e  terzo  comma,  del  codicecivile.». 
                               Art. 2                         Disposizioni attuative    1. In sede di prima applicazione degli articoli 37-bis e 37-ter deldecreto legislativo 1° settembre 1993,  n.  385,  introdotti  ((  dalpresente decreto, )) la comunicazione  di  cui  all'articolo  37-ter,comma 1, e' inviata alla Banca d'Italia entro 18 mesi dall'entrata invigore delle disposizioni emanate ai sensi dell'articolo  37-bis,  ((commi 7 e 7-bis, )) del decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.385. Il contratto  e'  concluso  entro  90  giorni  dall'accertamentoprevisto dall'articolo 37-ter, comma 2, del  decreto  legislativo  1°settembre 1993, n. 385. Non si applicano  alle  modifiche  statutariepropedeutiche  e  necessarie  all'assunzione  del  ruolo   di   bancacapogruppo e a quelle  delle  societa'  contraenti  l'articolo  2437,primo comma, lettere a)  e  g),  ne'  l'articolo  2497-quater,  primocomma, lettera c), del codice civile.   2. Entro 90 giorni dall'iscrizione nel registro  delle  imprese  dicui al comma  4  dell'articolo  37-ter  del  decreto  legislativo  1°settembre 1993,  n.  385,  una  banca  di  credito  cooperativo  puo'chiedere di aderire a un gruppo  costituito  ai  sensi  dell'articolo37-bis alle medesime condizioni previste per gli aderenti  originari.L'organo  amministrativo  della  capogruppo,  sentito   l'organo   dicontrollo, comunica alla richiedente la deliberazione  assunta  entro30 giorni dal ricevimento della  domanda  di  adesione.  In  caso  dimancata risposta nel termine previsto la domanda si ha  per  accolta.In caso di diniego dell'adesione, la decisione e le motivazioni,  nelrispetto di quanto previsto dall'articolo 37-bis,  comma  3,  letterad), poste a base della delibera,  sono  comunicate  dalla  capogruppoalla   banca   richiedente   e   alla   Banca   d'Italia   ai    finidell'autorizzazione  prevista  dall'articolo  37-bis,  comma  5,  deldecreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Nei  casi  di  cui  alpresente comma,  la  richiesta  di  adesione  a  un  gruppo  bancariocooperativo si ha per accolta qualora la banca di credito cooperativoabbia in precedenza fatto parte  di  un  accordo  di  responsabilita'contrattuale che tuteli tutte le parti aderenti ed,  in  particolare,garantisca la loro liquidita' e solvibilita'.   3. Le banche  di  credito  cooperativo  autorizzate  alla  data  dientrata in vigore delle disposizioni emanate ai  sensi  dell'articolo37-bis, (( commi 7 e 7-bis, )) del decreto legislativo  1°  settembre1993, n. 385, che non aderiscono a un  gruppo  bancario  cooperativo,assumono le  deliberazioni  previste  dall'articolo  36  del  decretolegislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato  dall'articolo1, comma 4, del presente decreto, o deliberano la liquidazione  entroil termine indicato ai commi 1 e 2 (( del presente articolo. )) Restafermo quanto previsto dall'articolo 150-bis,  comma  5,  del  decretolegislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato  dal  presentedecreto.   (( 3-bis. In deroga a quanto previsto dall'articolo 150-bis,  comma5, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la  devoluzionenon si produce per  le  banche  di  credito  cooperativo  che,  entrosessanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  diconversione  del  presente   decreto,   presentino   istanza,   anchecongiunta, alla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo 58 del decretolegislativo n. 385 del 1993, di conferimento delle rispettive aziendebancarie  ad  una  medesima  societa'  per  azioni,  anche  di  nuovacostituzione,  autorizzata  all'esercizio  dell'attivita'   bancaria,purche' la banca istante o, in caso di istanza congiunta, almeno  unadelle banche istanti, possieda, alla data del 31  dicembre  2015,  unpatrimonio  netto  superiore  a  duecento  milioni  di   euro,   comerisultante dal bilancio riferito a tale  data,  su  cui  il  revisorecontabile ha espresso un giudizio senza rilievi.   3-ter. All'atto del conferimento, la banca di  credito  cooperativoconferente versa al bilancio dello Stato un importo pari  al  20  percento del patrimonio netto al 31 dicembre 2015, come  risultante  dalbilancio riferito a tale  data,  su  cui  il  revisore  contabile  haespresso un giudizio senza rilievi.   3-quater.  A  seguito  del  conferimento,  la  banca   di   creditocooperativo conferente, che mantiene le riserve indivisibili al nettodel versamento di cui al comma 3-ter,  modifica  il  proprio  oggettosociale  per  escludere  l'esercizio  dell'attivita'  bancaria  e  siobbliga a mantenere le clausole  mutualistiche  di  cui  all'articolo2514 del  codice  civile,  nonche'  ad  assicurare  ai  soci  servizifunzionali al mantenimento del rapporto con la  societa'  per  azioniconferitaria, di formazione e informazione sui temi del  risparmio  edi promozione di programmi di  assistenza.  Non  spetta  ai  soci  ildiritto di recesso previsto dall'articolo 2437, primo comma,  letteraa), del  codice  civile.  In  caso  di  inosservanza  degli  obblighiprevisti dal presente comma e dai commi 3-bis e 3-ter, il  patrimoniodella conferente o, a  seconda  dei  casi,  della  banca  di  creditocooperativo e' devoluto ai sensi  dell'articolo  17  della  legge  23dicembre  2000,  n.  388.  In  caso  di  mancato  ottenimento   delleautorizzazioni indicate al comma 3-bis entro il termine indicato  dalcomma 1, la banca di credito cooperativo puo' chiedere  l'adesione  aun gruppo cooperativo gia'  costituito  entro  i  successivi  novantagiorni. In caso di diniego dell'adesione si applica il comma 3. ))   4. In caso di inosservanza di quanto previsto dal comma 3, la Bancad'Italia   assume   le   iniziative   necessarie   per   la    revocadell'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' bancaria.   5. Le banche  di  credito  cooperativo  autorizzate  alla  data  dientrata in vigore del presente decreto, si adeguano a quanto previstodall'articolo 34, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 1993,n. 385, entro 60 mesi dalla data di entrata in  vigore  del  presentedecreto. 
                            (( Art. 2 bis          Fondo temporaneo delle banche di credito cooperativo    1. Durante la fase di costituzione di gruppi  bancari  cooperativi,gli obblighi  di  cui  all'articolo  33,  comma  1-bis,  del  decretolegislativo 1°  settembre  1993,  n.  385,  introdotto  dal  presentedecreto, sono assolti, anche ai sensi e per gli  effetti  di  cui  alcomma 3 dell'articolo 2 del presente decreto, e  fino  alla  data  diadesione della banca di credito cooperativo  ad  un  gruppo  bancariocooperativo, dall'adesione della stessa a un Fondo  temporaneo  dellebanche di credito cooperativo, promosso  dalla  Federazione  italianadelle  banche  di  credito  cooperativo-casse  rurali  ed  artigiane,mediante strumento di natura privatistica.   2. Il Fondo opera in piena autonomia  decisionale  quale  strumentomutualistico-assicurativo e puo' favorire, in base a quanto  definitonel proprio statuto, processi di consolidamento e  di  concentrazionedelle banche di credito cooperativo. Sono definiti nello  statuto  ilsistema contributivo,  il  limite  massimo  di  impegno  per  singolointervento, nonche' il limite massimo  al  richiamo  di  fondi  dallebanche aderenti.   3. L'adesione al Fondo avviene entro trenta giorni  dalla  data  diapprovazione del relativo statuto.  Al  momento  dell'adesione  dellabanca di  credito  cooperativo  al  gruppo  bancario  cooperativo,  ipregressi impegni, le attivita' in corso e i  rapporti  giuridici  inessere derivanti dalla  gestione  del  Fondo  vengono  assunti  dallebanche capogruppo e dal  gruppo  di  riferimento,  sulla  base  degliimpegni di competenza verso lo stesso Fondo in precedenza assunti  daciascuna banca aderente. )) 

Capo II
Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS)

                               Art. 3                         Ambito di applicazione    1. Il Ministro dell'economia e delle  finanze,  per  diciotto  mesidalla data di entrata in vigore del presente decreto, e'  autorizzatoa  concedere  la  garanzia  dello  Stato  sulle   passivita'   emessenell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di cui all'articolo  1della legge 30 aprile 1999, n. 130, a fronte della cessione da  partedi banche (( e di intermediari finanziari iscritti  all'albo  di  cuiall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993,  n.  385,di seguito denominati «societa' cedenti», )) aventi  sede  legale  inItalia  di  crediti  pecuniari,  compresi  i  crediti  derivanti   dacontratti di leasing, classificati come sofferenze, nel rispetto  deicriteri e condizioni indicati nel presente Capo.   2. Il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  puo'  con  propriodecreto estendere il periodo di cui al comma 1, fino a un massimo  diulteriori  diciotto  mesi,  previa  approvazione   da   parte   dellaCommissione europea.   3. Il Ministero dell'economia e delle finanze, entro tre mesi dalladata della positiva decisione della Commissione europea sul regime diconcessione della garanzia dello Stato di cui  al  comma  1,  nomina,previa  approvazione  di  quest'ultima,   un   soggetto   qualificatoindipendente per il monitoraggio della conformita' del rilascio dellagaranzia a quanto previsto nel presente capo  e  ((  nella  decisionedella Commissione europea. )) Ai  relativi  oneri  si  provvede,  nellimite massimo di euro 1 milione per ciascuno degli anni dal 2016  al2019, a valere sulle  risorse  della  contabilita'  speciale  di  cuiall'articolo 12. 
                               Art. 4           Strutturazione dell'operazione di cartolarizzazione    1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2  della  legge  30aprile 1999, n. 130, le operazioni di (( cartolarizzazione )) di  cuial presente Capo presentano le seguenti caratteristiche:   a) i crediti oggetto di  cessione  sono  trasferiti  alla  societa'cessionaria per un importo non superiore al loro (( valore  contabilenetto alla data della  cessione  ))  (valore  lordo  al  netto  dellerettifiche);   b) l'operazione di cartolarizzazione prevede l'emissione di  titoli(i «Titoli») di almeno due classi diverse, in ragione  del  grado  disubordinazione nell'assorbimento delle perdite;   c)  la  classe  di  Titoli  maggiormente  subordinata,   denominata«junior», non ha diritto a ricevere  il  rimborso  del  capitale,  ilpagamento degli interessi o altra  forma  di  remunerazione  fino  alcompleto rimborso del capitale dei Titoli delle altre classi;   d) possono essere emesse una o piu' classi  di  Titoli,  denominate«mezzanine», che, con riguardo alla corresponsione  degli  interessi,sono postergate  alla  corresponsione  degli  interessi  dovuti  allaclasse di Titoli denominata «senior» e (( possono essere antergate ))al rimborso del capitale dei Titoli senior;   e) puo' essere  prevista  la  stipula  di  contratti  di  coperturafinanziaria con controparti di mercato al fine di ridurre il  rischioderivante  da  asimmetrie  fra  i  tassi  d'interesse  applicati   suattivita' e passivita';   f) puo' essere prevista, al fine di gestire il rischio di eventualidisallineamenti fra i fondi rivenienti dagli incassi e  dai  recuperieffettuati in relazione al portafoglio dei crediti ceduti e  i  fondinecessari  per  pagare  gli  interessi  sui  Titoli  ((  senior,   ))l'attivazione di una linea di credito per un ammontare sufficiente  amantenere il livello minimo di flessibilita' finanziaria coerente conil merito di credito dei Titoli senior. 
                               Art. 5                                 Rating    1. Ai fini del rilascio della garanzia dello Stato, i Titoli seniordevono avere previamente ottenuto un livello di rating, assegnato  dauna agenzia esterna di  valutazione  del  merito  di  credito  (ECAI)accettata dalla Banca  Centrale  Europea  al  1°  gennaio  2016,  noninferiore all'ultimo gradino della scala di valutazione del merito dicredito  investment  grade.  Qualora   ai   sensi   della   normativaapplicabile sia richiesto il rilascio di due valutazioni  del  meritodi credito, la seconda valutazione sul medesimo  Titolo  senior  puo'essere rilasciata da una ECAI registrata ai sensi del ((  regolamento(CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo  e  del  Consiglio,  del  16settembre 2009, )) e anch'essa non puo' essere  inferiore  all'ultimogradino della scala di valutazione del merito di  credito  investmentgrade.   2. La valutazione del merito di  credito,  comunque  non  inferioreall'ultimo gradino della scala di valutazione del merito  di  creditoinvestment grade, puo', in alternativa, essere  privata  e  destinataesclusivamente  al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,   daintendersi  come  committente   ed   unico   destinatario   ai   finidell'articolo 2 del (( regolamento (CE)  n.))  1060/2009.  In  questocaso, l'agenzia di rating, scelta tra quelle  accettate  dalla  BancaCentrale Europea al 1° gennaio 2016, e  proposta  dalla  ((  societa'cedente, )) e' approvata dal Ministero dell'economia e delle finanze.Il corrispettivo dovuto all'agenzia di rating e' a  carico  della  ((societa' cedente )) o della societa' cessionaria.   3. La societa' cessionaria si impegna a non  richiedere  la  revocadel rating da parte delle ECAI coinvolte fino  al  completo  rimborsodel capitale dei Titoli senior.   (( 4. Il soggetto incaricato della riscossione dei  crediti  cedutie' diverso dalla societa' cedente e  non  appartiene  al  suo  stessogruppo.  L'eventuale  decisione  della  societa'  cessionaria  o  deiportatori dei Titoli di revocare l'incarico di tale soggetto non devedeterminare un peggioramento del rating del Titolo  senior  da  partedell'ECAI. )) 
                               Art. 6        Caratteristiche dei Titoli senior e dei Titoli mezzanine    1. I Titoli senior e, ove emessi, i Titoli mezzanine presentano  leseguenti caratteristiche:   a) la remunerazione e' a tasso variabile;   b) il rimborso  del  capitale  prima  della  data  di  scadenza  e'parametrato ai flussi di cassa derivanti dai recuperi e dagli incassirealizzati in relazione al portafoglio dei crediti ceduti,  al  nettodi tutti i costi relativi all'attivita' di  recupero  e  incasso  deicrediti ceduti;   c) il pagamento degli interessi e' effettuato in via posticipata  ascadenza trimestrale, semestrale o annuale e in funzione  del  valorenominale residuo del titolo all'inizio del periodo  di  interessi  diriferimento.   2. Puo' essere previsto che la remunerazione dei  Titoli  mezzanine((, al ricorrere di determinate condizioni,  possa  essere  differitaovvero postergata al completo rimborso del capitale dei Titoli senior))  ovvero  sia  condizionata  a  obiettivi  di   performance   nellariscossione o recupero in relazione al portafoglio di crediti ceduti. 
                               Art. 7                    Ordine di priorita' dei pagamenti    1. Le somme rivenienti dai recuperi e dagli incassi  realizzati  inrelazione  al  portafoglio  dei  crediti  ceduti,  dai  contratti  dicopertura finanziaria stipulati  e  dagli  utilizzi  della  linea  dicredito, al netto delle somme trattenute dal ((  soggetto  incaricatodella riscossione dei crediti ceduti )) per la propria  attivita'  digestione secondo i termini convenuti  con  la  societa'  cessionaria,sono (( impiegate, )) nel pagamento delle seguenti voci,  secondo  ilseguente ordine di priorita':   1) eventuali oneri fiscali;   2) somme dovute ai prestatori di servizi;   3) pagamento delle somme dovute a titolo di interessi e commissioniin  relazione  all'attivazione  della  linea  di   credito   di   cuiall'articolo 4, (( comma 1, )) lettera f);   4) pagamento delle somme dovute a fronte  della  concessione  dellagaranzia dello Stato sui Titoli senior;   5) pagamento delle somme dovute alle controparti  di  contratti  dicopertura finanziaria;   6) pagamento delle somme dovute a titolo di  interessi  sui  Titolisenior;   7) ripristino della disponibilita' della linea di credito,  qualorautilizzata;   8) pagamento delle somme dovute a titolo di  interessi  sui  Titolimezzanine (se emessi);   9) rimborso  del  capitale  dei  Titoli  senior  fino  al  completorimborso degli stessi; 10) rimborso del capitale dei Titoli mezzaninefino al completo rimborso degli stessi;   11) pagamento delle somme dovute per capitale e interessi  o  altraforma di remunerazione sui Titoli junior.   (( 1-bis. Puo' essere previsto che i pagamenti di cui al  comma  1,numeri  2)  e  5),  possano  essere  condizionati  a   obiettivi   diperformance nella riscossione o recupero in relazione al  portafogliodi crediti ceduti ovvero possano essere, al ricorrere di  determinatecondizioni, postergati al completo rimborso del capitale  dei  Titolisenior. )) 
                               Art. 8                          Garanzia dello Stato    1. La garanzia dello Stato e' onerosa, puo'  essere  concessa  solosui Titoli senior e essa diviene efficace solo quando la ((  societa'cedente )) abbia trasferito a titolo oneroso almeno il 50% piu' 1 deiTitoli junior e, in ogni caso, un ammontare dei Titoli junior e,  oveemessi, dei Titoli mezzanine, che consenta  l'eliminazione  contabiledei  crediti  oggetto  dell'operazione  di  cartolarizzazione   dallacontabilita' (( della societa' cedente )) e, a  livello  consolidato,del gruppo  bancario  cedente,  in  base  ai  principi  contabili  diriferimento    in    vigore    nell'esercizio    di     effettuazionedell'operazione.   2. La garanzia dello Stato di cui al  comma  1  e'  incondizionata,irrevocabile e a prima richiesta a beneficio del detentore del Titolosenior. La garanzia copre i pagamenti contrattualmente previsti,  perinteressi e capitale, a favore dei detentori dei Titoli senior per laloro intera durata.   3.  Lo  Stato,  le  amministrazioni   pubbliche   e   le   societa'direttamente  o   indirettamente   controllate   da   amministrazionipubbliche non possono acquistare Titoli junior o (( mezzanine  emessinell'ambito di operazioni di cartolarizzazione per le quali e'  statachiesta la garanzia dello Stato di cui all'articolo 3, comma 1. )) 
                               Art. 9                Corrispettivo della garanzia dello Stato    1. Ai fini della determinazione del  corrispettivo  della  garanziadello Stato si fa riferimento a tre  Panieri  CDS  definiti  come  ilpaniere di contratti swap sul default  di  singole  societa'  (creditdefault swap - CDS) riferiti a  singoli  emittenti  italiani  la  cuivalutazione del merito di credito, rilasciata da S&P, Fitch Ratings oMoody's, alla data di entrata in vigore  del  presente  decreto,  siapari a:   i) BBB/Baa2, BBB-/Baa3 o BB /Ba1 per il primo  Paniere,  utilizzatose il rating dei Titoli senior e' BBB-/Baa3/BBB-/BBB L;   ii) BBB /Baa1,  BBB/Baa2,  o  BBB-/Baa3  per  il  secondo  Paniere,utilizzato se il rating dei Titoli senior e' BBB/Baa2/BBB/BBB;   iii) BBB/Baa2, BBB /Baa1 o A-/A3 per il terzo  Paniere,  utilizzatose il rating dei Titoli senior e' BBB /Baa1/BBB /BBB H.   2. Nel caso in cui sui Titoli senior siano  stati  rilasciati  piu'rating, per l'individuazione del Paniere si considera il rating  piu'basso. La composizione dei Panieri CDS e' indicata nell'allegato 1 alpresente decreto. Qualora la valutazione del merito di credito di unodegli emittenti ivi considerato sia modificata in modo  tale  da  nonricadere piu' nei rating (( indicati al comma 1, )) l'emittente sara'escluso dal Paniere CDS.   3. La garanzia e' concessa  a  fronte  di  un  corrispettivo  annuodeterminato  a  condizioni  di  mercato  sulla  base  della  seguentemetodologia, come dettagliata nella formula di cui all'allegato 2  alpresente decreto:   a) si determina il valore del prezzo di  ciascun  CDS  incluso  nelPaniere CDS di riferimento, definito ((  come  la  media  dei  prezzigiornalieri )) a meta' mercato (cosiddetto mid price), o, in assenza,come la media dei prezzi giornalieri denaro e lettera, dei  sei  mesiprecedenti la  data  di  richiesta  di  concessione  della  garanzia,calcolata utilizzando i dati estrapolati dalla piattaforma Bloomberg,utilizzando la fonte CMAL (CMA Londra);   b) si determina la  media  semplice  dei  prezzi  dei  singoli  CDSinclusi nel Paniere CDS di riferimento,  calcolati  come  specificatonella precedente lettera a);   c) il corrispettivo annuo della garanzia e'  calcolato  sul  valoreresiduo dei Titoli senior all'inizio del periodo di  pagamento  degliinteressi ed, e' pagato con la stessa modalita' degli  interessi  deiTitoli senior, di cui all'articolo 6, comma  1,  lettera  c),  ed  e'pari:   i) per i primi tre anni, alla media semplice dei prezzi dei singoliCDS a tre anni calcolati come specificato nelle precedenti lettere a)e b);   ii) per i successivi due anni, alla media semplice dei  prezzi  deisingoli CDS a cinque anni calcolati come specificato nelle precedentilettere a) e b);   iii) per gli anni successivi, alla media semplice  dei  prezzi  deisingoli CDS a sette anni calcolati come specificato nelle  precedentilettere a) e b);     d) il corrispettivo annuo della garanzia deve  essere  maggioratodi una componente aggiuntiva pari a:   i) 2,70 volte la differenza tra la media di cui  alla  lettera  c),punto ii) e quella di cui alla lettera c), punto i), per il quarto  equinto anno, nell'ipotesi in cui i  Titoli  senior  non  siano  staticompletamente rimborsati entro la fine del terzo anno;   ii) 8,98 volte la differenza tra la media di cui alla  lettera  c),punto iii) e quella di cui alla lettera c), punto ii), per il sesto esettimo anno, nell'ipotesi in cui i Titoli  senior  non  siano  staticompletamente rimborsati entro la fine del quinto anno.   4. Il Ministro dell'economia e delle  finanze,  con  decreto,  puo'variare i  criteri  di  calcolo,  la  misura  delle  commissioni  delpresente articolo e la fonte di dati di cui al comma 3,  lettera  a),in  conformita'  delle  decisioni  della  Commissione   europea.   Levariazioni non hanno effetto sulle operazioni gia' in essere. 
                               Art. 10                        Ammissione alla garanzia    1.  La  garanzia  e'  concessa  con   decreto   del   ((   Ministrodell'economia e delle finanze ))  su  istanza  documentata  della  ((societa' cedente )) presentata al  Ministero  dell'economia  e  dellefinanze. 
                               Art. 11                        Escussione della garanzia    1. La garanzia dello Stato puo' essere escussa dal detentore  entroi nove mesi successivi alla scadenza del Titolo senior, nel  caso  dimancato pagamento, anche parziale, delle somme dovute per capitale  ointeressi nel rispetto dei termini perentori  previsti  dal  presentearticolo. Nell'ipotesi di mancato pagamento che perduri per  sessantagiorni dalla scadenza del termine per l'adempimento i  detentori  deiTitoli senior, (( di concerto )) e tramite  il  rappresentante  degliobbligazionisti (RON), inviano alla societa' cessionaria la richiestaper il pagamento dell'ammontare dell'importo scaduto  e  non  pagato;decorsi trenta giorni ed entro sei mesi  dalla  data  di  ricevimentodella lettera di richiesta alla societa' cessionaria senza che questaabbia provveduto al pagamento, i detentori dei Titoli senior,  ((  diconcerto )) e tramite il rappresentante degli obbligazionisti  (RON),possono richiedere l'intervento della garanzia dello Stato.   2. Entro trenta giorni dalla data di ricevimento della  documentatarichiesta di escussione della  garanzia  dello  Stato,  il  Ministerodell'economia  e   delle   finanze   provvede   alla   corresponsionedell'importo spettante ai detentori del Titolo senior ((  non  pagatodalla societa' cessionaria, )) senza aggravio di interessi o spese.   3. Con il pagamento, il Ministero dell'economia e delle finanze  e'surrogato nei diritti dei detentori dei  Titoli  senior  e  provvede,ferme  restando  le  limitazioni   contrattualmente   stabilite   perl'esercizio di tali diritti (( e  subordinatamente  al  pagamento  diquanto dovuto a titolo di interessi ai portatori dei  Titoli  senior,)) al recupero della somma pagata, degli interessi al  saggio  legalematurati a decorrere dal giorno del  pagamento  fino  alla  data  delrimborso e delle spese sostenute per il recupero, anche  mediante  ilricorso alla procedura di iscrizione a ruolo, ai  sensi  del  decretodel Presidente della Repubblica 29  settembre  1973,  n.  602  e  deldecreto  legislativo  26  febbraio   1999,   n.   46   e   successivemodificazioni. Tali somme sono versate sulla contabilita' speciale ((di cui all'articolo 12. )) 
                               Art. 12                           Risorse finanziarie    1. Per le finalita' di cui al presente  Capo  e'  istituito,  nellostato di previsione del Ministero dell'economia e delle  finanze,  unapposito fondo con una dotazione di (( 120 milioni  di  euro  ))  perl'anno  2016.  Tale  fondo  e'   ulteriormente   alimentato   con   icorrispettivi annui delle garanzie  concesse  che  a  tal  fine  sonoversate all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per  la  successivariassegnazione  al  Fondo.  Dette  somme  sono  versate  su  appositacontabilita'   speciale   vincolata   al   pagamento   dell'eventualeescussione delle predette  garanzie,  nonche'  agli  ulteriori  onericonnessi all'attuazione del presente Capo, derivanti dall'articolo 3,comma 3, e dall'articolo 13, comma 1.   2. All'onere di cui al comma 1, si provvede mediante corrispondenteriduzione della dotazione del fondo di cui all'articolo 37, comma  6,del  decreto-legge  24  aprile   2014,   n.   66,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. 
                               Art. 13                           Norme di attuazione    1. Il Ministero dell'economia e delle finanze  puo'  avvalersi,  aisensi dell'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.78, (( convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto  2009,  n.102, )) di una  societa'  a  capitale  interamente  pubblico  per  lagestione dell'intervento.   2. Con decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  dinatura non regolamentare, da adottarsi entro sessanta giorni (( dalladata di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presentedecreto, )) possono essere dettate le disposizioni di attuazione  delpresente Capo. 
                           (( Art. 13 bis           Vigilanza su obbligazioni bancarie collateralizzate    1. All'articolo 7-quater, comma 1, della legge 30 aprile  1999,  n.130, le parole: «commi 1, 2, 3, 4, 5 e 7,  e  7-ter,  comma  1»  sonosostituite dalle seguenti: «commi 1, 2, 3, 4, 5,  6  e  7,  e  7-ter,comma 1». )) 

Capo III
Disposizioni fiscali relative alle procedure di crisi

                               Art. 14        (( Irrilevanza fiscale dei contributi percepiti a titolo     di liberalita' da soggetti sottoposti a procedure di crisi ))    1. All'articolo 88 del testo unico delle imposte  sui  redditi,  dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.917, dopo il comma 3 e' inserito il seguente:   «3-bis. Non  costituiscono  sopravvenienze  attive,  ((  in  quantoesclusi, )) i  contributi  percepiti  a  titolo  di  liberalita'  daisoggetti sottoposti alle procedure  concorsuali  previste  dal  Regiodecreto 16 marzo 1942, n. 267, dal decreto legislativo 8 luglio 1999,n. 270, dal decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 18  febbraio  2004,  n.  39,  ovvero  alleprocedure di crisi di cui all'articolo 20 del decreto legislativo  16novembre 2015, n.  180  nonche'  alla  procedura  di  amministrazionestraordinaria di cui (( agli articoli 70 e seguenti  ))  del  decretolegislativo 1° settembre  1993,  n.  385,  ad  esclusione  di  quelliprovenienti da societa' controllate dall'impresa o controllate  dallastessa  societa'  che  controlla  l'impresa.  Le   disposizioni   delprecedente periodo si applicano anche  ai  contributi  percepiti  neiventiquattro   mesi   successivi   alla   chiusura   delle   predetteprocedure.».   2. Le disposizioni di cui al comma 1  si  applicano  ai  contributipercepiti a partire dal periodo di imposta  in  corso  alla  data  dientrata  in  vigore  del  presente  decreto-legge.  Limitatamente  aicontributi percepiti nel periodo d'imposta  in  corso  alla  data  dientrata in vigore del presente decreto, l'esclusione di cui al  comma3-bis dell'articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi,  dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.917, (( introdotto )) dal  comma  1,  e'  riconosciuta  mediante  unadeduzione  dal  reddito  ripartita  in  cinque  quote   costanti   daeffettuare nelle dichiarazioni dei redditi relative ai cinque periodid'imposta   successivi,   sempre   che   tali   proventi   concorranointegralmente a formare il reddito nell'esercizio in cui  sono  statiincassati.   3. La determinazione dell'acconto dovuto per  i  periodi  d'impostaper i quali e' operata la deduzione di cui al comma 2  e'  effettuataconsiderando, quale imposta del periodo  precedente,  quella  che  sisarebbe  determinata  in  assenza  delle  disposizioni  del  presentearticolo.   4. Agli oneri derivanti dal  presente  articolo  valutati  in  18,2milioni di euro per ciascuno degli anni dal  2018  al  2022  e  in  2milioni  di  euro  a  decorrere  dal  2023,  si   provvede   mediantecorrispondente riduzione della dotazione  del  Fondo  per  interventistrutturali di politica economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,del  decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 
                               Art. 15  Regime fiscale della cessione di diritti, attivita' e  passivita'  di  un ente sottoposto a risoluzione a un ente-ponte    1. La cessione di  diritti,  attivita'  e  passivita'  di  un  entesottoposto a risoluzione a un (( ente-ponte, )) di  cui  all'articolo43, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 16 novembre 2015, n.180, non costituisce realizzo di plusvalenze o minusvalenze  ai  finidell'imposta sul reddito  delle  societa'  e  dell'imposta  regionalesulle attivita' produttive.  I  beni  ricevuti  dall'ente-ponte  sonovalutati fiscalmente in base agli ultimi valori fiscali  riconosciutiin capo all'ente cedente.   2. Dalla data in cui ha effetto la cessione  l'ente-ponte  subentranella posizione dell'ente  sottoposto  a  risoluzione  in  ordine  aidiritti, attivita' o  passivita'  oggetto  di  cessione,  incluse  ladeduzione  o  la  tassazione  dei  componenti  di  reddito  dell'entesottoposto a risoluzione gia' imputati a conto economico e non ancoradedotti o tassati dallo stesso alla  data  della  cessione,  e  nellededuzioni derivanti da opzioni di riallineamento dell'avviamento e dialtre  attivita'  immateriali  esercitate  dall'ente   sottoposto   arisoluzione. Le perdite  di  cui  all'articolo  84  del  decreto  delPresidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917  dell'entesottoposto a risoluzione sono  portate  in  diminuzione  del  redditodell' (( ente-ponte. )) 
                               Art. 16  Modifica  alla  disciplina  fiscale  dei  trasferimenti   immobiliari                 nell'ambito di vendite giudiziarie    1. Gli atti  e  i  provvedimenti  recanti  il  trasferimento  dellaproprieta' o di diritti reali su beni immobili emessi, (( a favore disoggetti che svolgono attivita'  d'impresa,  ))  nell'ambito  di  unaprocedura giudiziaria di espropriazione immobiliare di cui  al  libroIII, titolo II, capo IV, del codice di procedura  civile,  ovvero  diuna procedura di vendita di cui all'articolo 107 del regio decreto 16marzo 1942, n. 267,  sono  assoggettati  alle  imposte  di  registro,ipotecaria e catastale nella misura fissa  di  200  euro  ciascuna  acondizione che l'acquirente dichiari che  intende  trasferirli  entrodue anni.   2. Ove non si realizzi la condizione del ritrasferimento  entro  ilbiennio, le imposte di registro, ipotecaria e catastale  sono  dovutenella misura ordinaria e si applica una sanzione  amministrativa  del30 per cento oltre agli interessi di mora  di  cui  all'articolo  55,comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta  diregistro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile1986, n. 131. Dalla scadenza del biennio decorre il  termine  per  ilrecupero  delle  imposte  ordinarie  da  parte   dell'amministrazionefinanziaria.   (( 2-bis. Gli atti e i provvedimenti di cui al  comma  1  emessi  afavore  di  soggetti  che  non  svolgono  attivita'  d'impresa   sonoassoggettati alle imposte di registro, ipotecaria e  catastale  nellamisura fissa di 200 euro ciascuna sempre che in  capo  all'acquirentericorrano le condizioni di cui alla nota II-bis) all'articolo 1 dellatariffa, parte prima, allegata  al  testo  unico  delle  disposizioniconcernenti l'imposta di registro, di cui al decreto  del  Presidentedella Repubblica 26 aprile 1986,  n.131.  In  caso  di  dichiarazionemendace nell'atto di acquisto, ovvero di rivendita  nel  quinquienniodalla data dell'atto, si applicano  le  disposizioni  indicate  nellapredetta nota. ))   3. Le disposizioni del presente articolo hanno effetto per gli attiemessi dalla data di entrata in vigore del  presente  ((  decreto  ))fino al 31 dicembre 2016.   4. Gli oneri derivanti dal presente articolo sono valutati  in  220milioni di euro per l'anno 2016.   5. All'articolo 1, comma 958, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,come (( modificato )) dal decreto-legge  4  dicembre  2015,  n.  191,convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio 2016,  n.  13,le parole: «2.100 milioni di euro» sono  sostituite  dalle  seguenti:«2.320 milioni di euro». 

Capo IV
Disposizioni in materia di gestione e di tutela del risparmio

                               Art. 17             Disposizioni in materia di gestione collettiva          del risparmio per favorire il credito alle imprese    1. Al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  sono  apportatele seguenti modificazioni:   a) All'articolo 1, comma 1, lettera k), dopo  le  parole:  «inclusiquelli erogati» sono inserite le seguenti: «, a  favore  di  soggettidiversi da consumatori,»;   b) Nella Parte II, Titolo III, dopo il Capo II-quater  e'  inseritoil seguente:   «Capo II-quinquies   OICR DI CREDITO   Art.  46-bis  (Erogazione  diretta  di  crediti  da  parte  di  FIAitaliani). - 1. I FIA italiani possono investire in crediti, a valeresul proprio patrimonio, a favore di soggetti diversi da  consumatori,nel rispetto delle  norme  del  presente  decreto  e  delle  relativedisposizioni attuative adottate ai sensi degli articoli 6, comma 1, e39.   Art. 46-ter (Erogazione diretta di crediti da parte di  FIA  UE  inItalia). - 1. I FIA UE possono investire in  crediti,  a  valere  sulproprio patrimonio, a favore di soggetti diversi da  consumatori,  inItalia nel rispetto delle seguenti condizioni:   a) il FIA UE e' autorizzato dall'autorita' competente  dello  statomembro d'origine a investire in crediti,  inclusi  quelli  erogati  avalere sul proprio patrimonio, nel paese di origine;   b) il FIA UE ha forma chiusa e lo  schema  di  funzionamento  dellostesso,  in  particolare  per  quanto  riguarda   le   modalita'   dipartecipazione, e' analogo a quello dei FIA italiani che investono increditi;   c)  le  norme  del  paese  d'origine  del  FIA  UE  in  materia  dicontenimento e di frazionamento del rischio, inclusi i limiti di levafinanziaria, sono equivalenti alle norme stabilite per i FIA italianiche investono in crediti. L'equivalenza rispetto alle norme  italianepuo' essere verificata con riferimento anche alle  sole  disposizionistatutarie o regolamentari del FIA UE, a condizione  che  l'autorita'competente dello stato membro di origine ne assicuri l'osservanza.   2. I gestori che gestiscono  FIA  UE  che  intendono  investire  increditi a valere sul proprio patrimonio  in  Italia  comunicano  taleintenzione alla Banca d'Italia.  Il  FIA  UE  non  puo'  iniziare  adoperare   prima   che   siano   trascorsi   sessanta   giorni   dallacomunicazione,  entro  i  quali  la  Banca  d'Italia   puo'   vietarel'investimento in crediti a valere sul proprio patrimonio in Italia.   3. Ai gestori si applica l'articolo 8, comma 1. La  Banca  d'Italiapuo' prevedere la partecipazione dei FIA UE di cui al  comma  1  allacentrale dei rischi e puo' prevedere altresi' che  la  partecipazioneavvenga per il tramite di banche e intermediari iscritti all'albo  dicui all'articolo 106 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.385.   4. Restano ferme le disposizioni italiane  applicabili  ai  FIA  UEsulla commercializzazione di azioni o quote e in ogni  altra  materianon espressamente regolata dal presente articolo.   5. La Banca d'Italia detta le disposizioni attuative  del  presentearticolo.   Art. 46-quater (Altre disposizioni applicabili). -  1.  Ai  creditierogati in Italia da parte di FIA italiani e FIA  UE,  a  valere  sulproprio patrimonio, si applicano le  disposizioni  sulla  trasparenzadelle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti di cui  alTitolo VI, Capi I e III, con esclusione dell'articolo 128-bis,  e  ledisposizioni sulle sanzioni amministrative di  cui  al  Titolo  VIII,Capi V e VI, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, fermorestando quanto previsto  dall'articolo  23,  comma  4  del  presentedecreto.   2. Al rispetto degli obblighi previsti dalle disposizioni  indicateal comma 1 e' tenuto il gestore del FIA.».   2. All'articolo 26, comma 5-bis, del decreto del  Presidente  dellaRepubblica 29  settembre  1973,  n.  600,  prima  delle  parole:  «Laritenuta di cui  al  comma  5»  sono  inserite  le  seguenti:  «Fermerestando  le  disposizioni  in  tema  di  riserva  di  attivita'  perl'erogazione di finanziamenti nei confronti del pubblico  di  cui  aldecreto legislativo 1° settembre 1993 n. 385.». 
                           (( Art. 17 bis  Modifiche all'articolo 120 del decreto legislativo 1° settembre 1993,  n. 385, relativo alla decorrenza delle valute e  al  calcolo  degli  interessi    1.  Al  comma  2  dell'articolo  120  del  decreto  legislativo  1°settembre 1993, n.385, le lettere  a)  e  b)  sono  sostituite  dalleseguenti:   «a) nei rapporti di conto corrente o  di  conto  di  pagamento  siaassicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicita' nelconteggio degli interessi sia debitori sia  creditori,  comunque  noninferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il  31  dicembredi ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sonodovuti;   b) gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi  afinanziamenti a valere su carte  di  credito,  non  possono  produrreinteressi  ulteriori,  salvo  quelli  di  mora,  e   sono   calcolatiesclusivamente sulla sorte  capitale;  per  le  aperture  di  creditoregolate  in  conto  corrente  e  in  conto  di  pagamento,  per  glisconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il  limitedel fido: 1) gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre edivengono esigibili il 1° marzo dell'anno successivo a quello in  cuisono maturati; nel caso di  chiusura  definitiva  del  rapporto,  gliinteressi  sono  immediatamente  esigibili;  2)   il   cliente   puo'autorizzare, anche preventivamente, l'addebito  degli  interessi  sulconto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso lasomma addebitata e' considerata sorte capitale;  l'autorizzazione  e'revocabile in ogni momento, purche' prima che l'addebito abbia  avutoluogo». )) 
                           (( Art. 17 ter                             Assegni bancari    1. Il numero 3) del primo comma dell'articolo 45 del regio  decreto21 dicembre 1933, n. 1736, e' sostituito dal seguente:   «3)  con  dichiarazione  della  Banca  d'Italia  richiesta  da   unbanchiere che si avvale dei sistemi di pagamento da  essa  gestiti;».)) 
                          (( Art. 17 quater  Modifica all'articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003,  n. 269,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326    1. All'articolo 5  del  decreto-legge  30  settembre  2003,  n.269,convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre  2003,  n.326,dopo il comma 3 e' inserito il seguente:   «3-bis.  Con  decreto  di  natura  non  regolamentare  il  Ministrodell'economia e delle finanze adegua il tasso  di  remunerazione  delconto corrente di Tesoreria  centrale  denominato  "CDP  SpA-gestioneseparata", al fine di allinearlo ai livelli di mercato  in  relazioneall'effettiva durata finanziaria delle giacenze del  conto  medesimo,tenendo conto altresi' del costo effettivo delle  passivita'  che  loalimentano». )) 
                        (( Art. 17 quinquies                     Strumenti bancari di pagamento    1. Il primo e il secondo periodo del comma 1 dell'articolo 202  delcodice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, si interpretano nel senso che, per i pagamenti diversi da quelliin contanti o tramite conto corrente postale,  l'effetto  liberatoriodel pagamento si produce se l'accredito a favore dell'amministrazioneavviene entro due giorni dalla data di scadenza del pagamento. )) 
                               Art. 18                            Entrata in vigore    1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  aquello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   dellaRepubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversionein legge. 

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