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Comunicato

Decreto Ministero della giustizia 1 ottobre 2015 – attuazione dell’ufficio per il processo –

Redazione

DECRETO 1 ottobre 2015 

Misure  per  l'attuazione  dell'ufficio  per  il  processo,  a  normadell'articolo 16-octies del decreto-legge 18 ottobre  2012,  n.  179,convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221.

(GU n. 255 del 2-11-2015)

                        IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA    Visto l'art. 37, commi 5 e 11, del decreto-legge 6 luglio 2011,  n.98, convertito, con modificazioni, dalla legge  15  luglio  2011,  n.111;   Visto l'art. 16-octies, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012,n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre  2012,n. 221;   Visto l'art. 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertitocon modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98;   Visto l'art. 50, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014,  n.90 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114;   Ritenuta l'opportunita'  di  indicare  le  linee  fondamentali  perl'uniforme organizzazione dell'ufficio per il processo;                                Decreta:                                 Art. 1                                  Oggetto    1.  Il  presente  decreto  stabilisce   le   misure   organizzativenecessarie per il funzionamento dell'ufficio  per  il  processo,  nelrispetto delle disposizioni normative vigenti.   2. L'inserimento dei giudici ausiliari e  dei  giudici  onorari  ditribunale  nell'ufficio  per  il  processo  non  puo'  comportare  losvolgimento  di  attivita'   diverse   da   quelle   previste   dalledisposizioni vigenti.   3. L'inserimento del personale di cancelleria nell'ufficio  per  ilprocesso non puo' comportare modifiche dei compiti e  delle  mansioniprevisti dalle disposizioni normative e contrattuali vigenti. 
                               Art. 2                 Costituzione dell'ufficio per il processo    1. Il presidente della corte di appello o del tribunale articola lestrutture organizzative denominate ufficio per  il  processo,  tenutoconto del numero effettivo di giudici ausiliari o di giudici  onoraridi tribunale, nonche' del personale di  cancelleria,  di  coloro  chesvolgono lo stage di cui all'art.  73  del  decreto-legge  21  giugno2013, n. 69, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  9  agosto2013, n. 98, o la  formazione  professionale  dei  laureati  a  normadell'art. 37, comma 5,  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Ildirigente amministrativo adotta le misure di gestione  del  personaledi cancelleria coerenti con le determinazioni del capo dell'ufficio.   2. Al fine di svolgere il periodo  di  perfezionamento  di  cui  alcomma 1-bis dell'art. 50 del decreto-legge 24  giugno  2014,  n.  90,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto  2014,  n.  114,possono altresi' far parte dell'ufficio per il processo i soggetti inpossesso dei criteri stabiliti  dal  decreto  previsto  dal  predettocomma.  Tali  soggetti  svolgono,  di  regola,  nell'ufficio  per  ilprocesso attivita' di supporto al personale di cancelleria.   3. Il presidente della corte di appello o del tribunale assegna  lestrutture organizzative di cui al comma 1 a supporto di  uno  o  piu'giudici professionali, tenuto conto in  via  prioritaria  del  numerodelle sopravvenienze  e  delle  pendenze,  nonche',  per  il  settorecivile, della natura dei procedimenti e del programma di gestione  dicui all'art. 37, comma 1, del decreto-legge n. 98 del 2011.   4. Il coordinamento e il controllo delle strutture organizzative dicui al comma 1 sono esercitati  dai  presidenti  di  sezione,  o  daigiudici delegati allo svolgimento dei predetti compiti.   5. Il presidente della  corte  di  appello  o  del  tribunale  puo'accentrare in capo ad una o piu' delle strutture organizzative di cuial comma 1 anche lo  svolgimento  di  attivita'  di  cancelleria  chesarebbero di competenza di piu' sezioni, ivi incluse  le  rilevazionistatistiche  e   la   risoluzione   delle   problematiche   derivantidall'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazionee dalla adozione di nuovi modelli organizzativi. 
                               Art. 3                  Dotazione degli applicativi informatici    1. La direzione  generale  dei  sistemi  informativi  automatizzatisviluppa  gli  applicativi  informatici  per  il  funzionamento,   ilcoordinamento e il controllo delle strutture organizzative denominateufficio per il processo. 
                               Art. 4          Ammissione allo stage e attestazione del relativo esito    1. Il Dipartimento dell'organizzazione  giudiziaria  predispone  unmodello standard della  domanda  di  ammissione  allo  stage  di  cuiall'art. 73  del  decreto-legge  n.  69  del  2013,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 9 agosto 2013,  n.  98,  che  deve  almenocontenere:   a) le generalita' e i dati anagrafici del richiedente;   b) il codice fiscale;   c) i dati previsti dall'art. 6 riferiti al richiedente;   d) il valore dell'indicatore ISEE del richiedente, calcolato per leprestazioni erogate agli studenti nell'ambito del diritto allo studiouniversitario.   2. I dati contenuti nella  domanda  sono  dichiarati  a  norma  deldecreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,  n.  445  esuccessive modificazioni.   3. Il modello standard di cui al comma 1  e'  pubblicato  sul  sitointernet del Ministero della giustizia  entro  novanta  giorni  dallapubblicazione del presente decreto  a  norma  dell'art.  11.  Decorsisessanta giorni dalla pubblicazione del modello standard, la  domandadi ammissione alla stage  e'  effettuata  esclusivamente  avvalendosidello stesso.   4. Entro dodici mesi dalla pubblicazione  del  presente  decreto  anorma  dell'art.  11,  il  responsabile  per  i  sistemi  informativiautomatizzati del ministero  della  giustizia  adotta  le  specifichetecniche per la trasmissione con modalita' telematiche delle  domandedi ammissione allo stage. Decorsi sessanta giorni dalla pubblicazionedelle specifiche tecniche sul sito internet di cui  al  comma  3,  ledomande di ammissione allo stage sono  trasmesse  esclusivamente  contali modalita'.   5. Quando la domanda  di  ammissione  allo  stage  e'  accolta,  ilpresidente della corte di appello o del tribunale fissa  la  data  incui il periodo di formazione teorico-pratica deve avere inizio.   6. Il magistrato formatore redige la relazione di cui all'art.  73,comma 11, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.  69,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 9  agosto  2013,  n.  98,  entro  quindicigiorni dal termine dello stage; il presidente della corte di  appelloo del tribunale appone il proprio visto  sull'attestazione  medesima.L'attestazione prevista dall'art. 73, comma 11, del decreto-legge  dicui al periodo precedente e' rilasciata  anche  a  coloro  che  hannocompletato con esito positivo lo stage, pur avendolo  iniziato  primadell'entrata  in   vigore   dell'art.   16-octies,   comma   2,   deldecreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.   7. Il provvedimento e la relazione di cui  ai  commi  1  e  2  sonoredatti in conformita' alle linee  guida  stabilite  dalla  direzionegenerale  dei   magistrati   del   Dipartimento   dell'organizzazionegiudiziaria del Ministero della giustizia.   8. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano, in quantocompatibili, anche ai soggetti di  cui  all'art.  37,  commi  5,  deldecreto-legge n. 98 del 2011. 
                               Art. 5   Attestazione del completamento del periodo di perfezionamento  e  del                           relativo esito    1. Il capo dell'ufficio o un giudice da  lui  delegato  attesta  ilcompletamento, con esito positivo,  del  periodo  di  perfezionamentopresso l'ufficio per  il  processo  da  parte  dei  soggetti  di  cuiall'art. 2, comma 2, anche ai fini  di  cui  all'art.  21-ter,  comma1-quater, del decreto-legge 27 giugno 2015, n.  83,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132. 
                               Art. 6                         Censimento e monitoraggio    1. Il dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale edei  servizi  provvede,  avvalendosi,  nell'ambito  delle  rispettivecompetenze, della  direzione  generale  dei  sistemi  informativi  edautomatizzati  e  della  direzione  generale  di   statistica,   allapredisposizione di un sistema informatico volto alla rilevazione  deidati inerenti le strutture organizzative denominate  ufficio  per  ilprocesso, al fine di constatare, in particolare, le corti di  appelloe i tribunali presso i quali le stesse sono presenti, il numero dellestrutture articolate presso ciascun tribunale e corte di appello,  lecategorie dei soggetti  che  fanno  parte  delle  medesime  struttureorganizzative, l'assegnazione di  esse  a  supporto  di  uno  o  piu'magistrati,   nonche'   l'eventuale   articolazione   di    struttureorganizzative accentrate a norma dell'art. 2, comma 4.  I  dati  sonoelaborati dalla  direzione  generale  di  statistica  al  fine  dellarilevazione  dell'incidenza  della  presenza  dell'ufficio   per   ilprocesso e del modello  organizzativo  concretamente  adottato  sullaproduttivita'  dell'ufficio  e  sulla  durata  dei  procedimenti.  Ilsistema informatico di cui  al  presente  comma  e'  reso  pienamenteoperativo entro il 31 dicembre 2017.   2. Il dipartimento di cui al comma 1, con le modalita' previste dalpredetto comma, provvede altresi' alla rilevazione dei dati  relativiai soggetti ammessi al periodo di formazione teorico-pratica  di  cuiall'art. 73 del decreto-legge n. 69 del 2013, al fine di  constatare,in particolare, il numero  dei  predetti  soggetti,  la  suddivisionedegli stessi per fasce di eta', per voto  di  laurea  riportato,  permedia dei voti riportati negli esami di cui al comma 1  del  predettoarticolo, le universita' presso le quali hanno conseguito la  laurea,nonche' le materie per le quali hanno  espresso  preferenza  ai  finidell'assegnazione, il numero di  magistrati  che  hanno  espresso  ladisponibilita' a norma del comma 4 del predetto articolo,  il  numerodegli ammessi  allo  stage  a  cui  e'  stata  fornita  la  dotazionestrumentale prevista dal predetto comma,  il  numero  di  coloro  chericevono la borsa di studio prevista dal  comma  8-bis  del  predettoarticolo  precisandone  l'ammontare  annuo,  il  numero   dei   corsiorganizzati a norma del comma 5 del predetto articolo, il  numero  dicoloro che non hanno terminato lo stage con esito positivo, il numerodi coloro che si sono avvalsi del titolo di cui al comma  11-bis  delpredetto articolo  ai  fini  della  presentazione  della  domanda  dipartecipazione al concorso per magistrato ordinario e  il  numero  dicoloro che sono stati dichiarati idonei,  il  numero  di  uffici  chehanno concluso le convenzioni ai sensi  del  comma  17  del  predettoarticolo, nonche' l'incidenza dell'ausilio degli ammessi  allo  stagesulla produttivita' dell'ufficio e dei magistrati formatori.   3. Le disposizioni di cui  al  comma  2  si  applicano,  in  quantocompatibili, anche ai soggetti di  cui  all'art.  37,  comma  5,  deldecreto-legge n. 98 del 2011. 
                               Art. 7                 Banca dati della giurisprudenza di merito    1. La direzione generale dei sistemi informativi  ed  automatizzatisvolge tutte le attivita' necessarie per assicurare, a decorrere  dal31 dicembre 2016, l'avvio della banca dati  della  giurisprudenza  dimerito e la fruibilita' dei dati in essa contenuti su base nazionale.La direzione generale di cui al comma 1  svolge  tutte  le  attivita'necessarie   per   consentire   l'inserimento   dei    metadati    diclassificazione nella banca dati di cui al comma 1  ed  agevolare  ilreperimento dei provvedimenti giurisdizionali  ivi  contenuti,  anchepotenziando l'efficacia dei sistemi informatici  di  ricerca.  Per  iprimi dodici mesi successivi alla data di cui al  periodo  precedentela banca dati opera in forma sperimentale.   2. Il presidente della corte di appello o del tribunale,  ovvero  isoggetti di cui  all'art.  2,  comma  3,  stabiliscono,  con  cadenzaannuale a decorrere dalla pubblicazione del presente decreto a  normadell'art. 11,  i  criteri  per  la  selezione  dei  provvedimenti  dainserire  nella  banca  di  cui   al   comma   1,   avvalendosi   perl'espletamento di tali compiti dell'attivita' di coloro che  svolgonoil tirocinio formativo a norma  dell'art.  73  del  decreto-legge  21giugno 2013, n. 69, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  9agosto 2013, n. 98, o la formazione professionale dei laureati a nomadell' art. 37, comma 5, del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio  2011,  n.  111,nonche' di coloro che fanno parte  dell'ufficio  per  il  processo  anorma dell'art. 50, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014  n.90 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. 
                               Art. 8                 Organizzazione dei servizi di cancelleria    1. La struttura organizzativa denominata ufficio  per  il  processovalorizza   i   vantaggi   conseguenti    alla    diffusione    delladigitalizzazione  nei  settori  civile  e  penale,   nonche'   quelliderivanti dagli effetti della disposizione di cui all'art. 162  dellalegge 23 ottobre 1960, n. 1196, potenziando i servizi di  cancelleriache non richiedono il contatto col pubblico, al fine di garantire  uncomplessivo miglioramento dei servizi. 
                               Art. 9             Copertura assicurativa ed obblighi previdenziali                       degli ammessi allo stage    1.  Per  l'ammissione  e  lo  svolgimento  dello  stage   formativoteorico-pratico di cui all'art. 73 del decreto-legge 21 giugno  2013,n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,non occorre alcuna copertura assicurativa e dallo stesso non  sorgonoobblighi previdenziali.   2. Rimane fermo che le risorse finanziarie eventualmente  apportateda terzi a norma dell'art. 73, comma  17,  del  citato  decreto-leggepossono essere  impiegate  anche  per  attivare  forme  di  coperturaassicurativa. 
                               Art. 10                           Copertura finanziaria    1.  All'attuazione  delle  disposizioni  del  presente  decreto  siprovvede mediante  l'utilizzo  delle  risorse  umane,  strumentali  efinanziarie disponibili  a  legislazione  vigente  e  senza  nuovi  omaggiori oneri a carico del bilancio del Ministero della giustizia. 
                               Art. 11                                Pubblicita'    1. Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica italiana e della pubblicazione e' data  notizia  sul  sitointernet del Ministero della giustizia.     Roma, 1° ottobre 2015                                                   Il Ministro: Orlando 

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Regolamento recante disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista, a norma dell’articolo 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DECRETO 12 agosto 2015, n. 144 

 

Regolamento recante disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista, a norma dell’articolo 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

(GU n.214 del 15-9-2015)

 

Vigente al: 14-11-2015

 

Titolo I – Disposizioni generali

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visto l’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;
Visto l’articolo 9, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;
Acquisito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso il 22 luglio 2014;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 28 agosto 2014; Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri effettuata con note del 2 aprile, del 4 maggio e del 22 luglio 2015;

Adotta il seguente regolamento:

Art. 1
Oggetto del regolamento

1. Il presente regolamento disciplina le modalita’ per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista.

 

Art. 2
Avvocato specialista

1. Ai fini del presente decreto e’ avvocato specialista l’avvocato che ha acquisito il titolo in uno dei settori di specializzazione di cui all’articolo 3. 2. Il titolo di avvocato specialista e’ conferito dal Consiglio nazionale forense in ragione del percorso formativo previsto dall’articolo 7 o della comprovata esperienza professionale maturata dal singolo avvocato a norma dell’articolo 8. 3. Commette illecito disciplinare l’avvocato che spende il titolo di specialista senza averlo conseguito.

 

Art. 3
Settori di specializzazione

1. L’avvocato puo’ conseguire il titolo di specialista in non piu’ di due dei seguenti settori di specializzazione:
a) diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori;
b) diritto agrario;
c) diritti reali, di proprieta’, delle locazioni e del condominio;
d) diritto dell’ambiente;
e) diritto industriale e delle proprieta’ intellettuali;
f) diritto commerciale, della concorrenza e societario;
g) diritto successorio;
h) diritto dell’esecuzione forzata;
i) diritto fallimentare e delle procedure concorsuali;
l) diritto bancario e finanziario;
m) diritto tributario, fiscale e doganale;
n) diritto della navigazione e dei trasporti;
o) diritto del lavoro, sindacale, della previdenza e dell’assistenza sociale;
p) diritto dell’Unione europea;
q) diritto internazionale;
r) diritto penale;
s) diritto amministrativo;
t) diritto dell’informatica.

 

Art. 4
Aggiornamento dell’elenco delle specializzazioni

1. L’elenco dei settori di specializzazione di cui all’articolo 3 puo’ essere modificato ed aggiornato con decreto del Ministro della giustizia, adottato con le forme di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

 

Art. 5
Elenchi degli avvocati specialisti

1. I consigli dell’ordine formano e aggiornano, a norma dell’articolo 15, comma 1, lett. c) della legge 31 dicembre 2012, n. 247, gli elenchi degli avvocati specialisti sulla base dei settori di specializzazione di cui all’articolo 3 e li rendono accessibili al pubblico anche tramite consultazione telematica.

 

Titolo II – Conseguimento del titolo

Art. 6
Disposizioni comuni

1. Per conseguire il titolo di avvocato specialista in uno dei settori di specializzazione previsti dall’articolo 3, l’interessato deve presentare domanda presso il consiglio dell’ordine d’appartenenza che, verificata la regolarita’ della documentazione, la trasmette al Consiglio nazionale forense.
2. Puo’ presentare domanda l’avvocato che:
a) negli ultimi cinque anni ha frequentato con esito positivo i corsi di specializzazione di cui all’articolo 7, oppure ha maturato una comprovata esperienza nel settore di specializzazione ai sensi dell’articolo 8;
b) non ha riportato, nei tre anni precedenti la presentazione della domanda, una sanzione disciplinare definitiva, diversa dall’avvertimento, conseguente ad un comportamento realizzato in violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale;
c) non ha subito, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, la revoca del titolo di specialista.
3. Al fine dell’osservanza del limite di cui all’articolo 3 la domanda puo’ contenere la rinuncia al titolo di specialista gia’ conseguito.
4. Nel caso di domanda fondata sulla comprovata esperienza il Consiglio nazionale forense convoca l’istante per sottoporlo ad un colloquio sulle materie comprese nel settore di specializzazione.
5. Il Consiglio nazionale forense non puo’ rigettare la domanda senza prima avere sentito l’istante.
6. Il Consiglio nazionale forense comunica il conferimento del titolo all’istante ed al consiglio dell’ordine di appartenenza, ai fini dell’iscrizione negli elenchi di cui all’articolo 5.
7. Il titolo di specialista si intende conseguito con l’iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 5.

 

Art. 7
Percorsi formativi

1. I percorsi formativi consistono in corsi di specializzazione organizzati dai Dipartimenti o dalle strutture di raccordo di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240 degli ambiti di giurisprudenza delle universita’ legalmente riconosciute e inserite nell’apposito elenco del Ministero dell’istruzione, universita’ e ricerca. I corsi di specializzazione non possono avere inizio se non e’ stata verificata la conformita’ dei relativi programmi didattici a quanto disposto dal presente regolamento e alle linee generali elaborate a norma del comma 2. La verifica di cui al presente comma e’ svolta dal Ministero della giustizia, tenuto conto delle proposte della commissione permanente di cui al comma 2.
2. Presso il Ministero della giustizia e’ istituita una commissione permanente composta da sei componenti, di cui due magistrati ordinari nominati dal predetto Ministero, due avvocati nominati dal Consiglio nazionale forense e due professori universitari in materie giuridiche di prima e seconda fascia, anche a tempo definito, nominati dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. La commissione elabora le linee generali per la definizione dei programmi dei corsi di formazione specialistica, tenendo conto delle migliori prassi in materia. La partecipazione alla commissione permanente non comporta alcuna indennita’ o retribuzione a carico dello stato, salvo il rimborso spese. L’incarico di componente della commissione ha durata quadriennale. La commissione e’ presieduta da uno dei componenti nominati dal Ministero della giustizia; delibera a maggioranza dei componenti e, in caso di parita’, prevale il voto del presidente.
3. Ai fini della organizzazione dei corsi, il Consiglio nazionale forense o i consigli dell’ordine degli avvocati stipulano con le articolazioni di cui al comma 1 apposite convenzioni per assicurare il conseguimento di una formazione specialistica orientata all’esercizio della professione nel settore di specializzazione. Il Consiglio nazionale forense puo’ stipulare le convenzioni anche d’intesa con le associazioni specialistiche maggiormente rappresentative di cui all’articolo 35, comma 1, lettera s), della legge 31 dicembre 2012, n. 247.
4. I consigli dell’ordine stipulano le predette convenzioni d’intesa con le associazioni specialistiche maggiormente rappresentative di cui all’articolo 35, comma 1, lettera s), della legge 31 dicembre 2012, n. 247.
5. Le convenzioni di cui ai commi 3 e 4 prevedono l’istituzione di un comitato scientifico composto da sei membri di cui tre nominati da una delle articolazioni di cui al comma 1, uno dei quali con funzioni di coordinatore. Gli altri tre membri sono nominati da uno degli enti o delle associazioni di cui ai commi 3 e 4. Il comitato scientifico delibera a maggioranza dei componenti e, in caso di parita’, prevale il voto del coordinatore.
6. Le convenzioni di cui ai commi 3 e 4 prevedono, altresi’, l’istituzione di un comitato di gestione composto da cinque membri di cui tre nominati da uno degli enti o delle associazioni di cui ai commi 3 e 4, uno dei quali con funzioni di direttore e coordinatore. Il comitato di gestione delibera a maggioranza dei componenti.
7. Il comitato scientifico individua il programma dettagliato del corso di formazione specialistica, tenendo conto delle linee generali elaborate a norma del comma 2, con l’indicazione, da proporre al comitato di gestione, delle materie, delle ore destinate a ciascuna di esse, degli argomenti da trattare e dei docenti.
8. I docenti devono essere individuati esclusivamente tra i professori universitari di ruolo, ricercatori universitari, avvocati di comprovata esperienza professionale abilitati al patrocinio avanti le giurisdizioni superiori, magistrati che abbiano conseguito almeno la seconda valutazione, e, per particolari esigenze e per le sole materie non giuridiche, il cui carico non potra’ superare un quinto del totale, esperti di comprovata esperienza professionale almeno decennale nello specifico settore di interesse.
9. Il comitato di gestione nomina i docenti tra quelli proposti dal comitato scientifico, cura l’organizzazione esecutiva dei corsi, e assume tutte le determinazioni necessarie per il loro corretto svolgimento.
10. Le convenzioni di cui ai commi 3 e 4 possono prevedere che le lezioni in cui si articolano i corsi avvengano a distanza con modalita’ telematiche. In tal caso il comitato di gestione garantisce la presenza nella sede esterna di un tutor, anche per il rilevamento delle presenze, e di un sistema audiovisivo che consente ai discenti di interloquire con il docente in tempo reale. Il costo di iscrizione per la frequenza a distanza deve essere uguale a quello sostenuto dai partecipanti nella sede del corso.
11. Il comitato di gestione, d’intesa con il comitato scientifico, determina la quota di iscrizione al corso in modo da garantire esclusivamente l’integrale copertura delle spese di funzionamento e docenza nonche’ delle spese di organizzazione e gestione, ivi incluse quelle relative al comitato di gestione e al comitato scientifico.
12. L’organizzazione dei corsi deve aver luogo in conformita’ ai seguenti criteri:
a) durata almeno biennale e didattica non inferiore a 200 ore;
b) composizione mista ed adeguata qualificazione del corpo docente;
c) didattica frontale non inferiore a 100 ore;
d) obbligo di frequenza nella misura minima dell’ottanta per cento della durata del corso;
e) previsione di almeno una prova, scritta e orale, al termine di ciascun anno di corso, volta ad accertare l’adeguato livello di preparazione del candidato.
13. La prova di cui al comma 12, lettera e), e’ valutata da una commissione nominata dal comitato scientifico e composta per almeno due terzi da membri che, sebbene rientranti nelle categorie di cui al comma 8, non devono appartenere al corpo docente del corso.

 

Art. 8
Comprovata esperienza

1. Il titolo di avvocato specialista puo’ essere conseguito anche dimostrando la sussistenza congiunta dei seguenti requisiti:
a) di avere maturato un’anzianita’ di iscrizione all’albo degli avvocati ininterrotta e senza sospensioni di almeno otto anni;
b) di avere esercitato negli ultimi cinque anni in modo assiduo, prevalente e continuativo attivita’ di avvocato in uno dei settori di specializzazione di cui all’articolo 3, mediante la produzione di documentazione, giudiziale o stragiudiziale, comprovante che l’avvocato ha trattato nel quinquennio incarichi professionali fiduciari rilevanti per quantita’ e qualita’, almeno pari a quindici per anno. Ai fini della presente lettera non si tiene conto degli affari che hanno ad oggetto medesime questioni giuridiche e necessitano di un’analoga attivita’ difensiva.

 

Titolo III – Mantenimento del titolo

Art. 9
Disposizioni comuni

1. L’avvocato specialista, ogni tre anni dall’iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 5, dichiara e documenta al consiglio dell’ordine d’appartenenza l’adempimento degli obblighi di formazione permanente nel settore di specializzazione, a norma degli articoli 10 ed 11.
2. Il consiglio dell’ordine di appartenenza:
a) cura la tempestiva trasmissione al Consiglio nazionale forense della dichiarazione e della documentazione, esprimendo parere non vincolante sul mantenimento del titolo di specialista;
b) ovvero comunica al Consiglio nazionale forense il mancato deposito della dichiarazione e della documentazione.

 

Art. 10
Aggiornamento professionale specialistico

1. Il Consiglio nazionale forense e i consigli dell’ordine, d’intesa con le associazioni forensi specialistiche maggiormente rappresentative di cui all’articolo 35, comma 1, lettera s), della legge 31 dicembre 2012, n. 247, promuovono l’organizzazione di corsi di formazione continua nelle materie specialistiche.
2. Ai fini del mantenimento del titolo di specialista l’avvocato deve dimostrare di avere partecipato in modo proficuo e continuativo a scuole o corsi di alta formazione nello specifico settore di specializzazione per un numero di crediti non inferiore a 75 nel triennio di riferimento e, comunque, a 25 per ciascun anno.

 

Art. 11
Esercizio continuativo della professione nel settore di specializzazione

1. Il titolo di avvocato specialista puo’ essere mantenuto anche dimostrando di avere esercitato nel triennio di riferimento in modo assiduo, prevalente e continuativo attivita’ di avvocato in uno dei settori di specializzazione di cui all’articolo 3, mediante la produzione di documentazione, giudiziale o stragiudiziale, comprovante che l’avvocato ha trattato nel triennio incarichi professionali fiduciari rilevanti per quantita’ e qualita’, almeno pari a quindici per anno. Ai fini del presente articolo non si tiene conto degli affari che hanno ad oggetto medesime questioni giuridiche e necessitano di un’analoga attivita’ difensiva.

 

Titolo IV – Revoca del titolo

 

Art. 12
Revoca del titolo

1. Il titolo di avvocato specialista e’ revocato dal Consiglio nazionale forense, a seguito di comunicazione del Consiglio dell’Ordine, nei seguenti casi:
a) irrogazione di sanzione disciplinare definitiva, diversa dall’avvertimento, conseguente ad un comportamento realizzato in violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale;
b) mancato adempimento degli obblighi di formazione continua ovvero dell’obbligo di deposito nei termini della dichiarazione e della documentazione di cui all’articolo 9, comma 1.
2. Il Consiglio nazionale forense, di propria iniziativa o su segnalazione del consiglio dell’ordine o di terzi puo’ dar corso al procedimento per la revoca del titolo di avvocato specialista nei casi di grave e comprovata carenza delle specifiche competenze del settore di specializzazione.
3. Prima di provvedere alla revoca del titolo il Consiglio nazionale forense deve sentire l’interessato.
4. La revoca del titolo e’ comunicata al consiglio dell’ordine per la cancellazione dall’elenco di cui all’articolo 5 ed ha effetto dalla notificazione del relativo provvedimento all’interessato a cura del medesimo consiglio dell’ordine.
5. Fermo quanto previsto dall’articolo 6, comma 2, lettera c), la revoca del titolo non impedisce di conseguirlo nuovamente.

 

Titolo V – Disposizioni transitorie e finali

 

Art. 13
Funzioni del Consiglio nazionale forense

1. Le funzioni affidate dal presente regolamento al Consiglio nazionale forense possono essere delegate ad apposito comitato, costituito da cinque componenti del Consiglio, designati dal Consiglio stesso.
2. Il comitato elegge il presidente e puo’ delegare uno o piu’ componenti per lo svolgimento delle funzioni istruttorie.

 

Art. 14
Disposizione transitoria

1. L’avvocato che ha conseguito nei cinque anni precedenti l’entrata in vigore del presente regolamento un attestato di frequenza di un corso almeno biennale di alta formazione specialistica conforme ai criteri previsti dall’articolo 7, comma 12, organizzato da una delle articolazioni di cui al comma 1 del medesimo articolo, ovvero dal Consiglio nazionale forense, dai consigli dell’ordine degli avvocati o dalle associazioni specialistiche maggiormente rappresentative di cui all’articolo 35, comma 1, lettera s), della legge 31 dicembre 2012, n. 247, puo’ chiedere al Consiglio nazionale forense il conferimento del titolo di avvocato specialista previo superamento di una prova scritta e orale. All’organizzazione e alla valutazione della prova di cui al periodo precedente provvede una commissione composta da docenti rientranti nelle categorie di cui all’articolo 7, comma 8, nominati dal Consiglio nazionale forense.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche a coloro che hanno conseguito un attestato di frequenza di un corso avente i requisiti previsti dal predetto comma iniziato prima della data di entrata in vigore del presente regolamento e alla stessa data non ancora concluso.

 

Art. 15
Clausola di invarianza finanziaria

1. Dalle disposizioni del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

Art. 16
Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore decorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Roma, addi’ 12 agosto 2015

 

Il Ministro: Orlando
Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 10 settembre 2015

Ufficio controllo atti P.C.M., Ministeri giustizia e affari esteri, reg.ne prev. n. 2293

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Regolamento recante disciplina delle convenzioni in materia di pubblica utilità ai fini della messa alla prova dell’imputato, ai sensi dell’articolo 8 della legge 28 aprile 2014, n. 67.

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 8 giugno 2015, n. 88 

Regolamento recante disciplina delle convenzioni in materia di pubblica utilita’ ai fini della messa alla prova dell’imputato, ai sensi dell’articolo 8 della legge 28 aprile 2014, n. 67.

(GU n.151 del 2-7-2015)  

Vigente al: 3-7-2015  

 

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visto l’articolo 8 della legge 28 aprile 2014, n. 67, che prevede che il Ministro della giustizia adotti un regolamento per disciplinare le convenzioni che il Ministero della giustizia o, su delega di quest’ultimo, il presidente del tribunale, puo’ stipulare con gli enti o le organizzazioni di cui al terzo comma dell’articolo 168-bis del codice penale;
Visto l’articolo 168-bis, terzo comma, codice penale che subordina la concessione della messa alla prova alla prestazione di lavoro di pubblica utilita’;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza di sezione del 9 ottobre 2014;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri con nota del 31 ottobre 2014;

 

Adotta il seguente regolamento:

 

Art. 1 – Lavoro di pubblica utilita’

1. Il lavoro di pubblica utilita’ da prevedere per la messa alla prova degli imputati maggiori di eta’, ai sensi dell’articolo 168-bis c.p., consiste in una prestazione non retribuita in favore della collettivita’ di durata non inferiore a dieci giorni, anche non continuativi, affidata tenendo conto anche delle specifiche professionalita’ ed attitudini lavorative dell’imputato, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, le aziende sanitarie o presso enti o organizzazioni, anche internazionali, che operano in Italia, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato.
2. La prestazione e’ svolta con modalita’ che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dell’imputato e la sua durata giornaliera non puo’ superare le otto ore.

 

Art. 2 – Convenzioni

1. L’attivita’ non retribuita in favore della collettivita’ e’ svolta secondo quanto stabilito nelle convenzioni stipulate con il Ministero della giustizia o, su delega di quest’ultimo, con il presidente del tribunale, nell’ambito e a favore delle strutture esistenti in seno alle amministrazioni, agli enti o alle organizzazioni indicati nell’articolo 1, comma 1. Tali convenzioni sono sottoscritte anche da amministrazioni, enti ed organizzazioni che hanno competenza nazionale, regionale o interprovinciale, con effetto per le rispettive articolazioni periferiche.
2. La prestazione di lavoro di pubblica utilita’ durante la messa alla prova puo’ essere svolta anche presso un ente convenzionato per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’ ai sensi dell’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274.
3. Al fine di pervenire alla stipula delle convenzioni l’ufficio di esecuzione penale esterna competente per territorio puo’ favorire i contatti tra le amministrazioni, gli enti e le organizzazioni di cui all’articolo 1, comma 1, e i tribunali.
4. Nelle convenzioni sono specificate le mansioni cui i soggetti che prestano lavoro di pubblica utilita’ possono essere adibiti presso gli organismi di cui all’articolo 1, comma 1, in relazione ad una o piu’ delle seguenti tipologie di attivita’:
a. prestazioni di lavoro per finalita’ sociali e socio-sanitarie nei confronti di persone alcoldipendenti e tossicodipendenti, diversamente abili, malati, anziani, minori, stranieri;
b. prestazioni di lavoro per finalita’ di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamita’ naturali;
c. prestazioni di lavoro per la fruibilita’ e la tutela del patrimonio ambientale, ivi compresa la collaborazione ad opere di prevenzione incendi, di salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale o di particolari produzioni agricole, di recupero del demanio marittimo, di protezione della flora e della fauna con particolare riguardo alle aree protette, incluse le attivita’ connesse al randagismo degli animali;
d. prestazioni di lavoro per la fruibilita’ e la tutela del patrimonio culturale e archivistico, inclusa la custodia di biblioteche, musei, gallerie o pinacoteche;
e. prestazioni di lavoro nella manutenzione e fruizione di immobili e servizi pubblici, inclusi ospedali e case di cura, o di beni del demanio e del patrimonio pubblico, compresi giardini, ville e parchi, con esclusione di immobili utilizzati dalle Forze armate o dalle Forze di polizia;
f. prestazioni di lavoro inerenti a specifiche competenze o professionalita’ del soggetto.

 

Art. 3 – Svolgimento delle prestazioni di lavoro di pubblica utilita’

1. Nelle convenzioni di cui all’articolo 2 le amministrazioni, gli enti e le organizzazioni indicati nell’articolo 1, comma 1, si impegnano a mettere a disposizione del soggetto, durante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’, le strutture necessarie all’espletamento delle attivita’ stabilite e a curare che l’attivita’ prestata sia conforme a quanto previsto dallo specifico programma cui il soggetto e’ sottoposto. Tali enti si impegnano ad indicare il nome di un referente che coordina la prestazione lavorativa di ciascun soggetto impegnato nel lavoro di pubblica utilita’ ed impartisce le istruzioni in ordine alle modalita’ di esecuzione dei lavori.
2. Gli enti garantiscono la conformita’ delle sedi in cui il soggetto opera alle previsioni in materia di sicurezza e di igiene degli ambienti di lavoro; assicurano, altresi’, il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare, anche attraverso appositi dispositivi di protezione individuale, l’integrita’ fisica e morale dei soggetti in messa alla prova, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
3. In nessun caso l’attivita’ puo’ svolgersi in modo da impedire l’esercizio dei fondamentali diritti umani o da ledere la dignita’ della persona.
4. Gli oneri per la copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali, nonche’ riguardo alla responsabilita’ civile verso i terzi, dei soggetti ammessi al lavoro di pubblica utilita’ sono a carico delle amministrazioni, delle organizzazioni o degli enti presso cui viene svolta l’attivita’ gratuita a favore della collettivita’. Nessun onere grava a carico degli organi del Ministero della Giustizia.
5. Lo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’ ha inizio nel primo giorno in cui il soggetto si presenta a svolgere la propria attivita’ secondo le modalita’ concordate e inserite nel programma per la messa alla prova e si conclude nel termine indicato dal giudice ai sensi dell’articolo 464-quinquies del codice di procedura penale. La presenza e’ documentata su apposito registro o mediante mezzi di rilevazione elettronica.
6. Nel caso di impedimento a prestare la propria opera, per tutto o parte dell’orario giornaliero stabilito, il soggetto ne da’ tempestivo avviso per le vie brevi all’ente ospitante, consegnando successivamente la relativa documentazione giustificativa. L’impedimento derivante da malattia o infortunio deve essere documentato attraverso certificato medico, redatto dal medico curante o da una struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata. In ogni caso la prestazione lavorativa non resa per tutto o parte dell’orario giornaliero previsto dovra’ essere effettuata in un tempo diverso, d’intesa fra le parti, nel termine fissato dal giudice per la messa alla prova, fatti salvi in ogni caso i limiti di cui all’articolo 1, comma 2.
7. L’impedimento allo svolgimento della prestazione di pubblica utilita’ dipendente dalla temporanea impossibilita’ dell’ente ospitante a riceverla in un determinato giorno od orario sara’ comunicato, anche per le vie brevi, dall’ente all’ufficio di esecuzione penale esterna competente. Il recupero dell’orario di lavoro viene effettuato ai sensi del comma 8.
8. Le frazioni di ora non sono utili al computo dell’orario di lavoro ai fini dello svolgimento della prestazione di pubblica utilita’ per la messa alla prova.

 

Art. 4 – Accertamenti sulla prestazione del lavoro di pubblica utilita’

1. Nelle convenzioni sono regolati gli aspetti organizzativi inerenti gli accertamenti sulla regolarita’ della prestazione non retribuita effettuati dall’ufficio di esecuzione penale esterna competente per l’esecuzione del provvedimento di sospensione del procedimento con messa alla prova tramite un funzionario incaricato.
2. L’ente ospitante, attraverso il referente indicato nella convenzione, rende disponibili al funzionario incaricato tutte le informazioni richieste, compresa la visione e l’eventuale acquisizione di copia del registro delle presenze.
3. Nei casi in cui l’amministrazione, l’organizzazione o l’ente non sia piu’ convenzionato o abbia cessato la propria attivita’ durante l’esecuzione di un provvedimento di messa alla prova, l’ufficio di esecuzione penale esterna, appena ne riceve notizia, ne da’ immediata comunicazione al giudice che ha disposto la sospensione del processo con messa alla prova, proponendo, se possibile, un diverso ente per la prosecuzione della prestazione di lavoro di pubblica utilita’. Il giudice decide ai sensi dell’articolo 464-quinquies, comma 3, del codice di procedura penale.
4. Nelle relazioni periodiche e conclusive sull’andamento della messa alla prova di cui all’articolo 141-ter, commi 4 e 5, del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, l’ufficio di esecuzione penale esterna riferisce anche della regolarita’ della prestazione del lavoro di pubblica utilita’.
In caso di rifiuto del soggetto allo svolgimento della prestazione, ne da’ immediata comunicazione al giudice, per la decisione di cui all’articolo 168-quater del codice penale.

 

Art. 5 – Elenco delle convenzioni

1. Le convenzioni sottoscritte o cessate successivamente alla data di emanazione del presente regolamento sono pubblicate sul sito internet del Ministero della giustizia, raggruppate per distretto di corte d’appello.

 

Art. 6 – Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 8 giugno 2015

Il Ministro: Orlando

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 23 giugno 2015

Ufficio controllo atti

P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri, reg.ne prev. n. 1672

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Adeguamento degli importi del diritto di copia e di certificato ai sensi dell’articolo 274 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DECRETO 7 maggio 2015 

 

Adeguamento degli importi del diritto di copia e di certificato ai sensi dell’articolo 274 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.
(GU n.149 del 30-6-2015)

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI DI GIUSTIZIA del Ministero della giustizia

di concerto con

IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO
del Ministero dell’economia e delle finanze

Visto l’art 274 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, che prevede l’adeguamento degli importi del diritto di copia e del diritto di certificato ogni tre anni «in relazione alla variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatesi nel triennio precedente, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze»;
Visti gli artt. 267, 268 e 269 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115/02 che disciplinano gli importi del diritto di copia e l’art. 273 dello stesso decreto che disciplina il diritto di certificato;
Visti gli importi previsti per il diritto di copia di cui alle tabelle contenute negli allegati n. 6, n. 7 e n. 8 al decreto del Presidente della Repubblica n. 115/02;
Visto l’importo del diritto di certificato indicato dalle lett. a) e b) dell’art. 273 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115/02;
Viste le disposizioni introdotte con l’art. 4, commi 4 e 5, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24;
Ritenuto che l’adeguamento del diritto di copia va condotto sugli importi stabiliti con le suddette tabelle;
Considerato che per il triennio 1° luglio 2008-30 giugno 2011 gli importi previsti per il diritto di copia e di certificato sono stati adeguati (con D.M. in data 10 marzo 2014) alla variazione accertata dall’ISTAT nei periodi di riferimento ai sensi del predetto art. 274 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115/02;
Ritenuto di dover adeguare gli importi previsti per il diritto di copia e di certificato sulla base della variazione dell’indice ISTAT nel triennio 1° luglio 2011-30 giugno 2014;
Rilevato che nel triennio considerato, dai dati accertati dall’Istituto nazionale di statistica, e’ stata rilevata una variazione in aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati pari al 4,4%;

Decreta:

Art. 1

L’importo di € 3,68 previsto per il diritto di certificato dalle lett. a) e b) dell’art. 273 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115/02, cosi’ come adeguato con decreto del 10 marzo 2014, e’ aggiornato in € 3,84; Gli importi stabiliti nelle tabelle contenute negli allegati n. 6, n. 7 e n. 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115/02, cosi’ come adeguati con decreto del 10 marzo 2014, sono aggiornati come di seguito indicato.

Parte di provvedimento in formato grafico

Il presente decreto verra’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 7 maggio 2015

Il Capo dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia Mura

Il Ragioniere generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze Franco

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Indicazione dei dati da inserire nella nota di iscrizione a ruolo del processo esecutivo per espropriazione.

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 19 marzo 2015 

Indicazione dei dati da inserire nella nota di iscrizione a ruolo delprocesso esecutivo per espropriazione. (15A02237) 

(GU n.68 del 23-3-2015)

               IL DIRETTORE GENERALE DELLA GIUSTIZIA CIVILE 

Visto l'art. 18, comma 2, del decreto-legge n.132 del 12 settembre2014, convertito in legge n.162 del 10 novembre 2014, che haintrodotto l'art. 159-bis delle disposizioni d'attuazione del Codicedi procedura civile;

Decreta

che nella nota d'iscrizione a ruolo dei processi esecutivi perespropriazione, di cui all'art. 159-bis disp. Att. C.p.c., adintegrazione dei dati gia' previsti dalla richiamata norma di legge,debbano obbligatoriamente essere presenti i dati che seguono.
Per le procedure di esecuzione forzata su beni immobili:
Importo del precetto;
Dati identificativi del creditore:
Per il creditore procedente persona fisica: Cognome, Nome,Codice fiscale,
Per il creditore procedente persona giuridica: Denominazione,Codice Fiscale/Partita IVA, Categoria;
Dati identificativi del difensore della parte che iscrive aruolo:
Cognome, Nome, Codice Fiscale;
Dati identificativi del Debitore:
Se persona fisica: Cognome, nome, codice fiscale, data dinotifica precetto, data di notifica pignoramento;
Se persona giuridica: Denominazione, Codice Fiscale/PartitaIVA, Categoria, data di notifica precetto data di notifica delpignoramento;
Dati dei titoli esecutivi:
Nome Cognome/denominazione del creditore;
Descrizione del titolo;
Dati identificativi del bene immobile:
Indirizzo
Descrizione del bene;
Tipo di catasto (Urbano/Terreni), Classe/tipologia (A1,A2,ecc.);
Identificazione: Sezione, Foglio, particella, subalterno,Graffato (specificando se dati di catasto o denuncia diaccatastamento).
Se trattasi di bene immobile sito in Comune ove vige il sistematavolare: Comune catastale o censuario; numero di partita tavolare(specificando se informatizzata o cartacea). Per i beni siti neicomuni della provincia Autonoma di Bolzano e' obbligatorial'indicazione della particella fondiaria o della particella ediliziae della particella materiale;
Diritti sul bene immobile:
Parte (identificazione del debitore), Bene (da scegliere traquelli gia' indicati perche' sottoposti a pignoramento), o Unita'negoziale, diritto (proprieta', abitazione, usufrutto, dell'enfiteutaecc.), Frazione (xx su xxx).
Per le procedure di espropriazione mobiliare presso il debitore: Importo del precetto;
Dati identificativi del creditore:
Per il creditore procedente persona fisica: Cognome, Nome,Codice fiscale,
Per il creditore procedente persona giuridica: Denominazione,Codice Fiscale/Partita IVA, Categoria.
Dati identificativi del Debitore:
Se persona fisica: Cognome, Nome, codice fiscale, data dinotifica precetto;
Se persona giuridica: Denominazione, CF/PI, categoria, data dinotifica precetto;
Dati identificativi del difensore del difensore della parte cheiscrive a ruolo:
Cognome, Nome, Codice Fiscale;
Dati identificativi dell'eventuale Custode:
Cognome, nome, Codice Fiscale;
Dati dei titoli esecutivi:
Nome Cognome/denominazione del creditore Descrizione del titolo;
Tipologia del bene (secondo la classificazione gia' presente inSIECIC)
Per le procedure di espropriazione mobiliare presso terzi:
Importo del precetto;
Data udienza in citazione;
Dati identificativi del creditore:
Per il creditore procedente persona fisica: Cognome, nome,Codice fiscale,
Per il creditore procedente persona giuridica: Denominazione,Codice Fiscale/Partita IVA, Categoria;
Dati identificativi del difensore del difensore della parte cheiscrive a ruolo:
Cognome, Nome, Codice Fiscale;
Dati identificativi del Debitore:
Se persona fisica: Cognome, nome, codice fiscale, data dinotifica precetto;
Se persona giuridica: Denominazione, CF/PI, Categoria, datanotifica precetto;
Dati identificativi del terzo pignorato:
Se persona fisica: Cognome, nome, codice fiscale;
Se persona giuridica: Denominazione, Categoria;
Dati identificativi del Custode:
Cognome, nome, Codice Fiscale;
Dati del titolo esecutivo:
Nome e Cognome/denominazione del creditore;
Descrizione del titolo
Tipologia del bene.
Qualora si verta in ipotesi di conversione di sequestro inpignoramento, oltre ai dati relativi a ciascun tipo di esecuzione,andranno inseriti i seguenti dati:
Tribunale che ha emesso la sentenza o del diverso provvedimentosu cui si fonda l'istanza di conversione;
numero del provvedimento;
data provvedimento;
importo del credito.

Roma, 19 marzo 2015

Il direttore generale: Mancinetti

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Regolamento concernente disposizioni relative alle forme di pubblicita’ del codice deontologico e dei suoi aggiornamenti emanati dal Consiglio nazionale forense, a norma dell’articolo 3, comma 4, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 11 marzo 2015, n. 38 

 

Regolamento  concernente  disposizioni   relative   alle   forme   dipubblicita' del codice deontologico e dei suoi aggiornamenti  emanatidal Consiglio nazionale forense, a norma dell'articolo  3,  comma  4,della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

 

(GU n.77 del 2-4-2015)


 
 Vigente al: 17-4-2015  

 

                      IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA 

Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;
Visto l'articolo 3, comma 4, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;
Sentito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso il 26settembre 2014;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezioneconsultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 6 novembre 2014;
Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, anorma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,effettuata con nota del 5 febbraio 2015;

A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1

Oggetto del regolamento

1. Il presente regolamento disciplina le forme di pubblicita' delcodice deontologico e dei suoi aggiornamenti emanati dal Consiglionazionale forense, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 3, comma4, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

                               Art. 2 

Modalita' per la pubblicazione del codice deontologico e dei suoi aggiornamenti

1. Entro trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale,il codice deontologico e i suoi aggiornamenti sono pubblicati suisiti internet del Consiglio nazionale forense, della Cassa nazionaledi previdenza e assistenza forense e dei consigli degli ordiniforensi circondariali, ferma restando l'entrata in vigore fissatadall'articolo 3, comma 4, secondo periodo, della legge 31 dicembre2012, n. 247.

                               Art. 3 

Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il presentedecreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nellaRaccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E'fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 11 marzo 2015

Il Ministro: Orlando

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 26 marzo 2015
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,Reg.ne - Prev. n. 746

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Regolamento sulle modalita’ di elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, a norma dell’articolo 28 della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DECRETO 10 novembre 2014, n. 170
Regolamento sulle modalita’ di elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, a norma dell’articolo 28 della legge 31 dicembre 2012, n. 247. (14G00185)
(GU n.273 del 24-11-2014)

Vigente al: 25-11-2014

Capo I

Disposizioni generali

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la legge 31 dicembre 2012, n. 247 ed in particolare gli articoli 1, comma 3, e 28, comma 2;
Acquisito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso il 7 agosto 2014;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 28 agosto 2014;
Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri effettuata con nota n. prot. 9700 del 5 novembre 2014;

Adotta

il seguente regolamento:

Art. 1
Oggetto del regolamento

1. Il presente regolamento disciplina le modalita’ per l’elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi.

Art. 2
Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
a) «legge», la legge 31 dicembre 2012, n. 247;
b) «ordine», l’ordine circondariale forense costituito presso ciascun tribunale ai sensi dell’articolo 25 della legge;
c) «consiglio», l’organo dell’ordine previsto dall’articolo 26, comma 1, lettera b), della legge e la cui composizione ed elezione e’ disciplinata dall’articolo 28 della stessa legge e dal presente regolamento;
d) «presidente», il presidente del consiglio di cui alla lettera c).

Capo II

Modalita’ di svolgimento delle elezioni

Art. 3
Tempo delle elezioni e determinazione dei seggi

1. Il presidente, quando convoca l’assemblea per l’elezione del consiglio:
a) determina il numero complessivo di componenti del consiglio ai sensi dell’articolo 28 della legge;
b) determina il numero minimo dei seggi da assicurare al genere meno rappresentato che deve corrispondere almeno ad un terzo dei consiglieri da eleggere, arrotondato per difetto all’unita’;
c) fissa, con provvedimento da adottarsi di regola entro il 10 dicembre dell’anno precedente le elezioni, le date di svolgimento delle elezioni da tenersi per non meno di due giorni e non piu’ di sei giorni consecutivi tra loro, tra il lunedi’ ed il sabato, per non meno di quattro ore consecutive nell’arco di ciascuna giornata. Al fine di garantire il corretto esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo e consentire la compilazione dell’albo comprensivo degli iscritti provenienti dagli ordini forensi soppressi al 31 dicembre 2014 a seguito del decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 155 e a norma dell’articolo 65, comma 2, della legge, le elezioni del Consiglio dell’ordine accorpante, per il rinnovo dell’anno 2015, sono indette entro il 7 gennaio dello stesso anno. Gli iscritti nell’albo dell’ordine soppresso al 31 dicembre 2014 sono iscritti di diritto, a decorrere dal 1° gennaio 2015, nell’albo dell’ordine accorpante, salve le domande di iscrizione ad altri Ordini presentate prima di tale data.
2. Effettuate le determinazioni di cui al comma 1, il presidente ne cura la pubblicazione nel sito internet istituzionale del proprio ordine e ne da’ comunicazione al Consiglio nazionale forense. La pubblicazione nel sito internet istituzionale ha valore di pubblicita’ notizia.

Art. 4
Convocazione elettorale

1. Il presidente, previa delibera del consiglio, fissa la data per l’inizio delle operazioni di voto almeno trenta giorni prima della data fissata per lo svolgimento delle elezioni stesse.
2. L’avviso della convocazione delle elezioni contiene l’invito a presentare, almeno dieci giorni prima della data fissata per le elezioni, le candidature, anche in forma di lista secondo quanto previsto dal presente regolamento.
3. L’avviso di convocazione indica altresi’ il luogo, i giorni e l’orario di apertura del seggio elettorale, il numero dei consiglieri da eleggere e il numero minimo dei seggi da assicurare al genere meno rappresentato.
4. L’avviso di convocazione e’ spedito a tutti gli aventi diritto di voto mediante raccomandata con avviso di ricevimento, fax, messaggio di posta elettronica certificata, nonche’ qualsiasi altro mezzo idoneo a comprovarne l’avvenuta spedizione. E’ affisso in modo visibile dal giorno di convocazione sino a quello precedente le votazioni sia negli uffici dell’ordine sia in luogo del tribunale accessibile al pubblico, compresi gli spazi riservati al consiglio.
5. Della convocazione delle elezioni e’ dato avviso mediante il sito internet istituzionale dell’ordine.
6. Quando il numero degli iscritti all’ordine e’ superiore a cinquecento, la comunicazione dell’avviso di convocazione delle elezioni di cui al comma 4 puo’ essere sostituita dalla pubblicazione di estratto dell’avviso stesso in almeno un giornale quotidiano locale ove ha sede l’ordine, per due giorni lavorativi di settimane diverse, ferma restando l’affissione in luogo del tribunale accessibile al pubblico e nei locali ove ha sede l’ordine, nonche’ la pubblicazione mediante il sito internet dell’ordine.

Art. 5
Propaganda elettorale

1. La propaganda elettorale e’ svolta nel rispetto delle norme deontologiche. E’ comunque vietata, in qualsiasi forma, nel luogo e nel tempo in cui si svolgono le operazioni di voto e nelle sue immediate vicinanze.
2. La propaganda elettorale consiste unicamente nell’espressione di programmi e di intendimenti e non e’ svolta in modo da ledere il prestigio della categoria, di altri candidati e delle liste concorrenti.

Art. 6
Candidature

1. Gli avvocati possono presentare le candidature sia individualmente che attraverso la partecipazione ad una lista. La candidatura all’interno di una lista comporta anche quella a titolo individuale.
2. Le candidature, individuali o di lista, possono essere presentate, a pena di irricevibilta’, sino alle ore dodici del decimo giorno antecedente a quello fissato per l’inizio delle operazioni di voto mediante deposito presso il consiglio dell’ordine di dichiarazione sottoscritta dall’interessato e resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
3. La presentazione di una lista puo’ essere effettuata da un avvocato a cio’ delegato a condizione che essa risulti sottoscritta da tutti i suoi componenti.

Art. 7
Formazione delle liste

1. Le liste possono recare l’indicazione dei nominativi fino ad un numero pari a quello complessivo dei consiglieri da eleggere nella sola ipotesi in cui i candidati appartengano ai due generi ed a quello meno rappresentato sia riservato almeno un terzo dei componenti della lista, arrotondato per difetto all’unita’ inferiore.
2. Quando nella lista non vi e’ la rappresentanza di entrambi i generi, l’indicazione dei nominativi della lista non puo’ superare i due terzi dei componenti complessivamente eleggibili. Quando nella lista vi e’ la rappresentanza di entrambi i generi e il numero dei componenti della lista e’ inferiore a quello dei componenti da eleggere, rimane in ogni caso fermo, nell’ambito del medesimo genere, il limite massimo dei due terzi.
3. Ad ogni lista e’ attribuito, per la sua identificazione, il nome di almeno un componente, ovvero un nome di fantasia.
4. L’eventuale indicazione in lista di un componente non eleggibile o non candidabile, non comporta l’inammissibilita’ della lista ma esclusivamente la cancellazione del nominativo, senza diritto per il presentatore o per i componenti della lista alla sostituzione.
5. E’ consentito candidarsi in una sola lista, pena la decadenza da ogni candidatura del candidato presente in piu’ liste.
6. Fermo quanto previsto dall’articolo 9, comma 4, la candidatura all’interno di una lista comporta candidatura anche a titolo individuale. Il nominativo di chi si sia candidato con lista e’ inserito anche nell’elenco dei candidati individuali con un richiamo alla lista.

Art. 8
Commissione elettorale

1. Scaduto il termine per la presentazione delle candidature, il presidente del consiglio costituisce la commissione elettorale, della quale fanno parte, oltre al presidente del consiglio stesso e al consigliere segretario sei o piu’ iscritti con un’anzianita’ di iscrizione all’albo non inferiore a cinque anni e che non sono candidati. Il presidente del consiglio e il consigliere segretario non possono far parte della commissione elettorale nel caso in cui risultano candidati.
2. Quando il consiglio dell’ordine delibera di dar corso alle operazioni di voto elettronico, provvede a designare il responsabile informatico che interviene e presenzia alle operazioni di voto.
3. La designazione dei componenti della commissione elettorale deve essere effettuata dal consiglio nella prima riunione utile dopo la scadenza del termine per la presentazione delle candidature, ricorrendo a membri non componenti del consiglio in misura non inferiore alla meta’. Nel caso di cui al comma 1, secondo periodo, il consiglio provvede alla designazione del presidente e del segretario della commissione.
4. Nella commissione elettorale, salvo il caso del comma 3, secondo periodo, le funzioni di presidente sono svolte dal presidente del consiglio e quelle di segretario dal consigliere segretario. Il presidente ed il segretario della commissione possono delegare le loro funzioni a componenti della commissione stessa.
5. La commissione elettorale procede alla verifica delle candidature e sovraintende a tutte le operazioni elettorali, nonche’ alle ulteriori attivita’ connesse sino alla proclamazione degli eletti. E’ coadiuvata, per la sola fase dello spoglio delle schede elettorali, da un numero non inferiore a quattro di scrutatori, scelti al di fuori dei componenti del consiglio tra coloro che non si sono candidati e nominati a norma dell’articolo 11, comma 4, lettera d).
6. Dalla fase dello spoglio delle schede la commissione elettorale puo’ operare anche costituendo al proprio interno sottocommissioni composte da almeno quattro membri ivi comprendendosi anche gli scrutatori.
7. Terminate le operazioni di verifica delle candidature, il presidente della commissione o altro componente da lui delegato numera le candidature individuali in ordine alfabetico e le liste secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Art. 9
Schede elettorali ed espressione del voto

1. Le schede elettorali sono predisposte a cura del consiglio in modo tale da garantire la segretezza del voto.
2. Ogni scheda elettorale, che contiene un numero di righe pari a quello dei componenti complessivi del consiglio da eleggere e l’eventuale raggruppamento in liste, e’ preventivamente firmata in originale dal presidente della commissione e dal segretario e reca in calce l’espressa indicazione, anche in via riassuntiva, dei principi previsti dal presente regolamento per le espressioni di voto.
3. Le schede elettorali sono custodite dal presidente della commissione elettorale e dal segretario o da altri componenti della commissione delegati, i quali, al momento della votazione, provvedono personalmente a consegnare agli aventi diritto le schede per la compilazione.
4. Il voto e’ espresso attraverso l’indicazione del nome e cognome degli avvocati candidati, ovvero attraverso l’indicazione della lista; in tale ultima ipotesi, il voto attribuito alla lista e’ computato, in sede di scrutinio, come espressione di voto a favore di ognuno dei componenti della lista. Sono nulle le schede che recano espressioni di voto rese in parte con indicazione della lista ed in parte con attribuzione di preferenza individuale, nonche’ quelle recanti l’indicazione di piu’ liste.
5. Nella sola ipotesi di voto destinato ai due generi, le preferenze possono essere espresse in misura pari al numero complessivo dei componenti del consiglio da eleggere, fermo il limite massimo dei due terzi per ciascun genere.
6. Nei casi diversi dal comma 5, l’elettore puo’ esprimere un numero di preferenze non superiore ai due terzi dei componenti del consiglio da eleggere, pena la nullita’ della scheda.

Art. 10
Seggio elettorale

1. Le operazioni di voto si svolgono all’interno del seggio elettorale nei locali del tribunale presso cui e’ costituito il consiglio ovvero nel luogo indicato dal consiglio.
2. Nel seggio elettorale devono essere allestite le cabine elettorali o, comunque, strutture tali da garantire agli elettori la segretezza del voto.
3. All’interno del seggio elettorale devono essere esposti e depositati, in piu’ copie conformi tra loro, a disposizione di tutti gli elettori:
a) l’elenco in ordine alfabetico degli avvocati che abbiano presentato la propria candidatura;
b) l’elenco, in ordine di presentazione, delle liste recanti ognuna l’indicazione dei nominativi di tutti i componenti.
4. Non sono ammessi all’interno del seggio altri elenchi o scritti di qualsivoglia natura o materiale di propaganda elettorale.
5. La permanenza nel seggio elettorale e’ consentita ai soli componenti della commissione elettorale che devono sovraintendere alle operazioni di voto mentre l’accesso al seggio elettorale e’ consentito agli elettori per il tempo strettamente necessario all’espressione di voto.

Art. 11
Operazioni di voto

1. Le operazioni elettorali si svolgono presso il seggio nelle giornate individuate dal consiglio.
2. Le operazioni di voto si aprono con la costituzione del seggio elettorale formato ai sensi dell’articolo 8, nell’ora, giorno e luogo indicati nell’avviso di convocazione. Il presidente ed il segretario della commissione elettorale assumono rispettivamente le funzioni di presidente del seggio e di segretario del seggio.
3. Le operazioni di voto durano non meno di quattro ore consecutive e non piu’ di otto ore nelle giornate fissate e si concludono tassativamente all’ultima ora fissata dell’ultimo giorno stabilito. Immediatamente dopo si procede allo scrutinio delle schede.
4. Il presidente del seggio, nell’ora indicata nell’avviso di convocazione:
a) verifica la regolare costituzione del seggio elettorale, dandone atto nel verbale delle operazioni elettorali e di voto, predispone un’urna debitamente sigillata, nonche’ una o piu’ cabine elettorali;
b) dichiara pubblicamente aperta la tornata elettorale e da’ inizio alle operazioni di voto;
c) verifica e decide in merito ad eventuali contestazioni;
d) nomina tra i presenti, non componenti il consiglio dell’ordine e non candidati, scrutatori in numero non inferiore a quattro.
5. Per la validita’ delle operazioni elettorali e’ necessaria la presenza di almeno tre componenti del seggio.
6. Il segretario del seggio redige, sotto la direzione del presidente, il verbale delle operazioni elettorali, annotandovi le operazioni di apertura del voto, di votazione, di chiusura delle operazioni di voto, di scrutinio e di proclamazione degli eletti.
7. Nel verbale devono essere individuati ed elencati tutti i votanti. 8. Al termine della prima giornata elettorale il presidente del seggio provvede alla chiusura delle urne e alla conservazione delle schede non votate. Le urne sono sigillate e sul sigillo sono apposte le firme del presidente, del segretario e degli altri componenti del seggio elettorale. Le schede non votate, le urne e il restante materiale sono conservate a cura del presidente del seggio.
9. Alla riapertura del seggio elettorale il presidente, alla presenza di almeno tre componenti del seggio, verifica l’integrita’ del materiale elettorale. Di tali operazioni e’ data menzione nel verbale. Quando accerta il danneggiamento del materiale elettorale, il presidente denuncia l’accaduto all’autorita’ giudiziaria ed al Consiglio nazionale forense.
10. Scaduto l’orario dell’ultima giornata elettorale, il presidente del seggio dichiara chiusa la votazione.

Art. 12
Votazione con sistema elettronico

1. Con delibera del consiglio puo’ essere disposto che le votazioni avvengano attraverso espressione di un voto telematico.
2. Il sistema informatico per la registrazione dei voti dovra’ avere almeno le seguenti caratteristiche:
a) prevedere un archivio digitale contenente la lista di tutti gli iscritti aventi diritto di voto e la lista dei candidati;
b) assicurare una procedura che preveda l’utilizzo di almeno tre password diverse che devono essere combinate tra loro per l’abilitazione del sistema di voto e di tutte le cabine elettroniche installate. Due password sono consegnate al presidente ed al segretario della commissione elettorale, mentre la terza e’ rilasciata al referente informatico designato, contestualmente all’inizio delle operazioni, dalla societa’ informatica che gestisce il sistema di voto telematico;
c) prevedere che il sistema possa essere attivato solamente in presenza di tutte le persone in possesso della password;
d) prevedere che il riconoscimento e l’abilitazione dell’elettore al voto avvenga tramite apposite funzioni che consentono di verificare: l’identita’ del votante, utilizzando la funzione di ricerca tramite lettore di badge o con l’inserimento del codice fiscale; la registrazione dell’avente diritto al voto; che il votante non abbia gia’ votato; l’avvenuto voto da parte dell’iscritto;
e) prevedere che al termine della fase di voto, dopo la conferma, emetta una ”scheda di voto” che dal votante e’ inserita, previa personale verifica sulla conformita’ alla scelta effettuata, nella apposita urna;
f) prevedere il “blocco” al termine del voto di ogni iscritto della postazione, in attesa dell’attivazione dell’elettore successivo;
g) prevedere che, nel caso in cui le fasi di voto avvengano in momenti o giorni diversi, consenta la procedura di “sospensione”, disabilitando tutte le sue funzioni per impedire qualsiasi accesso al sistema ed ai dati che contiene, e la “riattivazione” delle procedure di voto recuperando le informazioni salvate nel momento della sospensione e riabilitando le funzioni della votazione. Entrambe le procedure di sospensione e riattivazione sono effettuate utilizzando le stesse password di cui alla lettera b);
h) prevedere che in nessun momento sia possibile avere risultati parziali o accedere ai risultati fino al momento in cui non viene effettuata la chiusura definitiva delle votazioni;
i) prevedere che al termine delle fasi di voto, sempre mediante l’utilizzo delle tre password di cui alla lettera b), sia consentito di eseguire la chiusura definitiva del sistema impedendo qualsiasi ulteriore accesso e che solo dopo la chiusura definitiva del sistema siano forniti i risultati.
3. Le urne, nelle quali sono poste le ricevute di voto dagli elettori, sono sigillate dalla commissione elettorale e conservate per un anno presso il consiglio. L’apertura delle urne e l’esame delle relative ricevute avviene solo in caso di contestazioni o necessita’ di ulteriori controlli.
4. L’accesso alle postazioni elettorali, che garantiscono la riservatezza del voto, avviene previa identificazione del votante e del suo diritto al voto da personale del consiglio e sotto il controllo della commissione elettorale. La stessa commissione controlla poi che ogni votante deponga nell’urna la ricevuta del suo voto.

Art. 13
Scrutinio delle schede

1. Nello svolgimento delle operazioni di scrutinio sono adottati i seguenti criteri:
a) quando un candidato sia indicato unicamente con il cognome e negli elenchi compaiano piu’ candidati con il medesimo cognome, la sola preferenza e’ nulla e non conteggiata;
b) quando un candidato sia indicato con il cognome esatto ma con il nome errato, al candidato e’ attribuito il voto se l’indicazione formulata non corrisponde a quello di altro candidato;
c) quando un candidato con doppio cognome sia indicato con uno solo dei due cognomi, ove il nome sia esatto il voto sara’ attribuito come valido al candidato; ove manchi il nome si applica il criterio di cui alla lettera a);
2. Sono nulle le schede che:
a) non hanno le caratteristiche di cui all’articolo 9, salvo quanto previsto al comma 1;
b) sono compilate, anche in parte, con l’uso della dattilografia;
c) contengono segni diversi dall’espressione di voto;
d) contengono un numero di preferenze superiore a quello consentito;
e) consentono comunque di riconoscere l’elettore.

Art. 14
Proclamazione degli eletti

1. Il presidente del seggio, dichiarata chiusa la votazione, procede immediatamente e pubblicamente, assistito dagli altri componenti del seggio, alle operazioni di scrutinio delle schede. Di tutte le operazioni di scrutinio e’ redatto apposito verbale.
2. Tutti gli aventi diritto al voto possono presenziare alle operazioni di scrutinio.
3. Le schede utilizzate sono conservate in plichi sigillati e siglati dal presidente, dal segretario e dagli altri componenti del seggio. Il materiale deve essere conservato presso gli uffici di segreteria dell’ordine a disposizione del Consiglio nazionale forense e delle autorita’ competenti fino alla elezione del successivo consiglio.
4. Effettuato lo scrutinio, la commissione elettorale predispone, in base ai voti riportati da ciascuno, una graduatoria con l’indicazione di tutti i candidati che hanno riportato voti.
5. Risultano eletti coloro che hanno riportato il maggior numero di voti, sino al raggiungimento del numero complessivo dei seggi da attribuire.
6. In caso di parita’ di voti risulta eletto il candidato piu’ anziano per iscrizione all’albo e tra coloro che abbiano uguale anzianita’ di iscrizione il maggiore di eta’.
7. Quando nell’ambito della graduatoria cosi’ formatasi non risulta rispettata la quota di un terzo per il genere meno rappresentato, si forma una seconda graduatoria che, tenendo conto dei voti riportati da ciascun candidato consenta la composizione del consiglio nel rispetto della quota di un terzo di cui all’articolo 28 della legge.
Tale seconda graduatoria viene formata sostituendo i candidati del genere piu’ rappresentato eccedenti la quota dei due terzi e meno votati con i candidati del genere meno rappresentato che hanno conseguito il maggior numero di voti, sino al raggiungimento del terzo residuo. Non si fa luogo ad alcuna sostituzione nell’ipotesi in cui i candidati, risultanti ai primi posti utili per l’elezione, appartengono ad entrambi i generi nel rispetto della quota di almeno un terzo di quello meno rappresentato.
8. Terminato lo scrutinio, il presidente del seggio ne dichiara il risultato e nella stessa giornata procede alla proclamazione degli eletti, dandone immediata comunicazione al Ministero della giustizia, al Consiglio nazionale forense, al competente presidente di tribunale e a tutti gli altri ordini e curandone la pubblicazione nel sito internet istituzionale del proprio ordine.
Art. 15
Sostituzione degli eletti

1. Quando con il subentro operato a norma dell’articolo 28, comma 6, della legge non e’ possibile coprire le vacanze del consiglio mantenendo l’equilibrio dei generi, si procede entro sessanta giorni a nuove elezioni con le modalita’ previste dal presente regolamento.

Capo III

Disposizioni finali

Art. 16
Clausola di invarianza finanziaria

1. Dalle disposizioni del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 17
Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.
Roma, addi’ 10 novembre 2014

Il Ministro: Orlando

Visto, il Guardasigilli: Orlando
Registrato alla Corte dei conti il 21 novembre 2014
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri Giustizia e Affari Esteri, Reg.ne – Prev. n. 3006

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Comunicato stampa del 4 aprile del Consiglio dei Ministri

Redazione
La Presidenza del Consiglio comunica che:Il Consiglio dei Ministri si è riunito il 4 aprile 2014 alle ore 10.15 aPalazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, MatteoRenzi. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, GrazianoDelrio.Efficienza energetica – Decreto legislativoSu proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, delMinistro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e del Ministrodell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Gianluca Galletti, èstato approvato uno schema di decreto legislativo che recepisce ladirettiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica (che modifica le direttive2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE).Il provvedimento introduce nell’ordinamento nazionale misure innovativefinalizzate a promuovere l’efficienza energetica nella pubblicaamministrazione, nelle imprese e nelle famiglie secondo gli obiettivi postidall’Unione Europea di una riduzione dei consumi di energia primaria del20% entro il 2020.Il target di riduzione dei consumi di energia al 2020, già fissato dallaStrategia energetica nazionale, viene oggi aggiornato con nuove misure:interventi annuali di riqualificazione energetica sugli immobilidella pubblica amministrazione;la previsione dell’obbligo per le grandi imprese e le impreseenergivore di eseguire diagnosi di efficienza energetica;l’istituzione di un Fondo nazionale per l’efficienza energetica perla concessione di garanzie o l’erogazione di finanziamenti, al finedi favorire interventi di riqualificazione energetica della PA,l’efficienza energetica negli edifici residenziali e popolari e lariduzione dei consumi di energia nell’industria e nei servizi.Sul decreto saranno acquisiti i pareri delle competenti commissioniparlamentari.Riconoscimento e revoca dello status di rifugiato, recepimento direttivaeuropea - Decreto presidenzialeSu proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministrodell’Interno, Angelino Alfano, è stato approvato uno schema di regolamentosu Decreto del Presidente della Repubblica relativo alle procedureapplicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revocadello status di rifugiato, a norma dell’art. 38 del decreto legislativo 28gennaio 2008, n. 25. Il provvedimento interviene a chiarire la portataapplicativa delle norme primarie in senso conforme al diritto comunitarioda cui la disciplina della protezione internazionale deriva. Si tratta delrecepimento formale di provvedimenti in ordine a riconoscimento e revocadello status di rifugiato già in essere nel nostro Paese.Sul regolamento saranno acquisiti i pareri della Conferenza unificata e delConsiglio di Stato.Disciplina dell’elenco dei funzionari internazionali di cittadinanzaitaliana - Decreto presidenzialeSu proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro degliAffari esteri, Federica Mogherini, è stato approvato in via definitiva unoschema di decreto del Presidente della Repubblica recante disciplina dellemodalità di iscrizione e di cancellazione dall’elenco dei funzionari dicittadinanza italiana dipendenti da Organizzazioni internazionali, inattuazione della legge 17 dicembre 2010, n.227. Il regolamento disciplinale modalità di iscrizione, l’aggiornamento e la cancellazione dall’elenco,nonché la pubblicità delle informazioni ivi contenute; viene inoltredisciplinata la nomina della Commissione interministeriale competente afornire indicazioni sulle modalità di tenuta dell’elenco e, a richiesta odi propria iniziativa, proposte, indicazioni e pareri in materia di tutelae di valorizzazione delle competenze professionali dei funzionaridipendenti da organizzazioni internazionali.Sono stati acquisiti i pareri del Garante per la protezione dei datipersonali e del Consiglio di Stato.Soppressione di quattro ambasciate e della rappresentanza permanente pressol’UnescoIl Consiglio dei Ministri ha deliberato l’approvazione di cinqueprovvedimenti da emanarsi con decreto del Presidente della Repubblica cherecano, in attuazione del decreto-legge n. 95 del 2012 (spending review) edella normativa di settore, la soppressione delle Ambasciate in Tegucigalpa(Honduras), Reykjavik (Islanda), Santo Domingo (Repubblica Dominicana),Nouakchott (Mauritania), nonché la soppressione della Rappresentanzapermanente presso l’UNESCO in Parigi, le cui funzioni saranno attribuitealla analoga Rappresentanza presso l’OCSE, che assumerà il nome di“Rappresentanza d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali”.Rapporti commerciali tra Ue, Colombia e Perù- Disegno di leggeSu proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, e delMinistro degli Affari esteri, Federica Mogherini, è stato approvato undisegno di legge recante la ratifica ed l’esecuzione dell’Accordocommerciale tra gli Stati membri dell’Unione europea e le Repubbliche diColombia e Perù; l’Accordo, oltre a rappresentare uno strumento importanteper il rafforzamento delle relazioni politico economiche bi-regionali conl’America latina, reca una clausola essenziale quale strumento dipromozione dei principi democratici, dello stato di diritto e del rispettodei diritti umani. Il disegno di legge riproduce l’analogo provvedimentoapprovato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 17 gennaio scorso,non presentato in Parlamento a seguito dell’insediamento del nuovo Governo.Assunzioni a tempo indeterminato per personale ATA, docenti eamministrativiSu proposta del Ministro per la Semplificazione e la Pubblicaamministrazione, Maria Anna Madia e del Ministro dell’Economia e delleFinanze, Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei Ministri ha autorizzato ilMinistero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per lacopertura di posti effettivamente vacanti e disponibili, le seguentiassunzioni tempo indeterminato:5.336 e 3.730 unità di personale ATA, rispettivamente, per gli anniscolastici 2012/2013 e 2013/2014;4.447 unità di personale docente da destinare al sostegno di alunnicon disabilità per l’anno scolastico 2013/2014;43 assistenti amministrativi, 19 coadiutori, 2 direttori ed 1collaboratore per le esigenze delle Istituzioni di alta formazioneartistica, musicale e coreutica (AFAM).
Ripartizioni distacchi e permessi sindacali per i dirigenti della PAIl Consiglio dei Ministri si è espresso favorevolmente affinché il Ministroper la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Maria Anna Madia,sottoscriva la nuova ipotesi di contratto collettivo nazionale quadro perla ripartizione dei distacchi e permessi alle organizzazioni sindacalirappresentative nelle aree della dirigenza della Pubblica amministrazioneper il triennio 2013-2015.L’ipotesi di contratto è stata sottoscritta dall’ARAN e dalleconfederazioni e organizzazioni sindacali di categoria il 30 luglio 2013.Il Ministero dell’economia e delle Finanze ha già espresso il proprioparere favorevole così come lo ha fatto, in via preliminare, ilDipartimento della Funzione pubblica.Il nuovo contratto collettivo permetterà una riduzione dei distacchi e deipermessi sindacali dei dirigenti, parametrando il numero agli organiciattuali, fortemente ridotti nel corso degli anni rispetto al contrattocollettivo nazionale risalente al biennio 2004-2005. Inoltre le prerogativedelle Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, nell’ambito delladirigenza vengono espressamente vincolate alla costituzione delle Rsustesse entro il 30 giugno di quest’anno.
Scioglimento del Comune di Battipaglia (Sa) Su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il Consiglio deiMinistri ha approvato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale diBattipaglia, in provincia di Salerno. L’adozione del provvedimento, in base alla normativa antimafia, si è resa necessaria all’esito di approfonditi accertamenti che hanno constatato gravi forme di ingerenza da parte dellacriminalità organizzata.
Il Consiglio dei Ministri, a seguito dei pareri favorevoli espressi dallecompetenti Commissioni parlamentari, ha approvato, su proposta del Ministroper la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, lanomina di Raffaele CANTONE a Presidente dell’Autorità nazionaleanticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazionipubbliche.*****Il Consiglio dei Ministri ha nominato, su proposta del Presidente delConsiglio, Matteo Renzi, il prof. Franco GALLO Presidente dell’Istitutodell’Enciclopedia italiana. Sulla proposta si sono favorevolmente espressele competenti Commissioni parlamentari.
Il Consiglio ha inoltre deliberato:su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, la nominadella di Carmelina GUARNERI a componente della Commissionestraordinaria per la gestione del Comune di Isola delle Femmine (PA),in sostituzione di Matilde Mulè;su proposta del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti:la nomina del generale di squadra aerea (aus.) Tommaso FERRO aPresidente dell’Opera nazionale per i figli degli aviatori – ONFA;sulla proposta si sono favorevolmente espresse le Commissioniparlamentari;la promozione ad ammiraglio di squadra dell’ammiraglio di divisioner.n. del Corpo di stato maggiore della Marina militare in s.p. DonatoMARZANO;su proposta del Ministro delle Infrastrutture e trasporti, MaurizioLupi, la nomina di Amedeo GARGIULO a Direttore dell’Agenzia nazionaleper la sicurezza delle ferrovie.
Il Consiglio dei Ministri, constatata l’esistenza di una soluzionecondivisa, ha preso atto del superamento del dissenso emerso nellaconferenza di servizi convocata dalla Presidenza del Consiglio in relazioneall’ampliamento di una cava di sabbia e ghiaia nel Comune di Giove (Terni).Il progetto, pertanto, potrà essere realizzato nel rispetto delleprescrizioni stabilite.Sono stati inoltre condivisi i pareri favorevoli espressi in conferenza diservizi in merito alla realizzazione delle seguenti opere:la realizzazione di un fabbricato ad uso commerciale nel Comune diColonna (Roma);l’intervento di bonifica dell’ex discarica comunale ubicata inlocalità “Macchie-Cucco” Bellosguardo (SA);la costruzione ed l’esercizio dell’impianto di produzione di energiaelettrica di tipo eolico della potenza elettrica di 0,90 MW sito nelComune di Ortanova (FG).
Su proposta del Ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta,il Consiglio dei Ministri ha esaminato diciotto leggi delle regioni e delleprovince autonome.Per le seguenti leggi si è deliberata la non impugnativa:1) Legge Regione Piemonte n. 1 del 5/02/2014 “Legge finanziaria per l'anno2014”2) Legge Regione Piemonte n. 2 del 5/02/2014 “ Bilancio di previsione perl'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari2014-2016.”3) Legge Regione Veneto n. 1 del 4/02/2014 “Rideterminazione del termine divalidità del piano faunistico-venatorio regionale approvato con leggeregionale 5 gennaio 2007, n. 1.”4) Legge Regione Lazio n. 1del 7/02/2014 “Rilancio delle Terme deilavoratori ex INPS di Viterbo.5) Legge Regione Toscana n. 6 del 5/02/2014 “Modifiche alla legge regionale23 aprile 2007, n. 23 (Nuovo ordinamento del Bollettino ufficiale dellaRegione Toscana e norme per la pubblicazione “degli atti).6) Legge Regione Toscana n. 7 del 5/02/2014 “Disposizioni per lacelebrazione del 70° anniversario della Liberazione della Toscana.”7) Legge Regione Campania n. 7 del 13/02/2014 “ Modifiche alla leggeregionale 1 luglio 2002, n.9 (norme in materia di comunicazione e diemittenza radio televisiva ed istituzione del comitato regionale per lecomunicazioni – co.re.com.) e modifiche alla legge regionale 7 agosto 1996,n. 17 (nuove norme per la disciplina delle nomine e delle designazioni dicompetenza della regione Campania).”8) Legge Regione Campania n. 8 del 13/02/2014 “ Ratifica dell’accordo trala regione Calabria e la regione Campania per la disciplina delle modalitàdi organizzazione e funzionamento dell’istituto zooprofilatticosperimentale del mezzogiorno.”9) Legge Regione Veneto n. 3 del 7/02/2014 “Modifica alla legge regionale31 dicembre 2012, n. 52. Nuove disposizioni per l'organizzazione delservizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ed attuativedell'articolo 2, comma 186 bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191.Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dellostato (legge finanziaria 2010).”10) Legge Regione Veneto n. 4 del 7/02/2014 “Modifiche alla legge regionale27 aprile 2012, n. 17 Disposizioni in materia di risorse idriche esuccessive modificazioni.”11) Legge Regione Veneto n. 5 del 7/02/2014 “Modifica dell'articolo 9 dellalegge regionale 30 dicembre 1991, n. 39 Interventi a favore della mobilitàe della sicurezza stradale e successive modificazioni.”12) Legge Regione Veneto n. 6 del 7/02/2014 “Disposizioni per laqualificazione delle imprese che svolgono attività agromeccanica.”13) Legge Regione Veneto n. 7 del 7/02/2014 “Riconoscimento evalorizzazione del turismo naturista.”14) Legge Regione Molise n. 4 del 10/02/2014 “ Abrogazione della leggeregionale 7 agosto 2012, n. 19. Reviviscenza della legge regionale 19aprile 1985, n. 10.”15) Legge Regione Molise n. 5 del 10/02/2014 “ Norme in materia diagricoltura sociale”16) Legge Regione Puglia n. 3 del 12/02/2014 “ Esercizio delle funzioniamministrative in materia di Autorizzazione integrata ambientale (AIA)-Rischio di incidenti rilevanti (RIR) - Elenco tecnici competenti inacustica ambientale.”17) Legge Regione Puglia n. 4 del 12/02/2014 “Semplificazioni delprocedimento amministrativo. Modifiche e integrazioni alla legge regionale12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale),alla legge regionale 14 dicembre 2012, n. 44 (Disciplina regionale inmateria di valutazione ambientale strategica) e alla legge regionale 19luglio 2013, n. 19 (Norme in materia di riordino degli organismi collegialioperanti a livello tecnicoamministrativo e consultivo e di semplificazionedei procedimenti amministrativi).”18) Legge Regione Toscana n. 8 del 14/02/2014 “ Contributi straordinari infavore della popolazione dei comuni colpiti dagli eventi alluvionali nelperiodo 4 gennaio - 11 febbraio 2014.”

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D.M. 8/8/2013, n. 111

Redazione

Art. 1 Recupero forfettizzato

  1. Le spese del processo penale anticipate dall’erario, diverse  da quelle indicate nell’articolo 2, sono recuperate nella  misura  fissa stabilita nella tabella A,  allegata  al  presente  regolamento,  nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarieta’.

Art. 2 Recupero per intero e per quota

  1. Le spese del  processo  penale  anticipate  dall’erario  per  la consulenza tecnica e per  la  perizia,  per  la  pubblicazione  della sentenza penale di condanna e per la demolizione di opere  abusive  e la riduzione in pristino dei luoghi, di cui all’articolo  205,  comma 2, ultimo periodo, del testo unico delle disposizioni  legislative  e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto  del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115,  e  successive modificazioni, sono recuperate per intero nei  confronti  di  ciascun condannato, senza vincolo di solidarieta’. In caso di  pluralita’  di condannati, il recupero delle spese avviene in parti uguali.
  2. Fino all’emanazione  del  decreto  ministeriale  previsto  dallo stesso articolo 205, comma 2-bis, le disposizioni di cui al  comma  1 si applicano anche al recupero delle spese relative alle  prestazioni previste dall’articolo 96 del decreto legislativo 1° agosto 2003,  n. 259, e successive modificazioni, e di quelle funzionali  all’utilizzo delle prestazioni medesime.

Art. 3 Disposizioni transitorie

  1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e  2  si  applicano  alle spese anticipate dall’erario, relative a processi penali per i  quali la sentenza di condanna e’ stata  emessa  dopo  l’entrata  in  vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
    Dato a Roma, addi’ 8 agosto 2013 
 
                                           

 Tabella A
   

=====================================================================
  Tipologia di processo                                                                Importo
=====================================================================
  1) I grado
  a) Dibattimento a seguito di decreto che dispone il                      180 euro
     giudizio;

  b) Dibattimento a seguito di citazione diretta                               150 euro
     a giudizio;
     giudizio direttissimo;
     giudizio abbreviato;
     giudizio immediato;
     remissione di querela;
     giudizio davanti al giudice di pace ex art. 20,
     20 bis, 20 ter, 21 e 30 D.Lgs 274/2000;

  c) Giudizio abbreviato a seguito di giudizio                                    80 euro
     direttissimo;
     procedimento di oblazione;

  d) Decreto penale di condanna (art. 460 c.p.p.);                            60 euro
     sentenza di applicazione della pena su
     richiesta delle parti, in caso di condanna alle
     spese (art. 445 c.p.p. e art. 204 D.P.R. 115/2002).

     Corte d’assise                                                           Maggiorazione di 30 euro
=====================================================================
  2) II grado
  a) Tutti i giudizi di impugnazione o gravame                                 60 euro
     anche a seguito di richiesta di riesame.

  b) Corte di assise d’appello                                           Maggiorazione di 30 euro
=====================================================================
  3) Corte di cassazione
  a) Tutti i procedimenti davanti alla Corte                                      60 euro
     di cassazione

  Altri procedimenti                                                                       60 euro
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D.M. 19/10/2012

Redazione

Art. 1

Il massimale della copertura assicurativa collettiva minima, che deve prevedere la copertura di tutti i danni provocati ai terzi nell’esercizio dell’attività del notaio ivi inclusi quelli di natura non patrimoniale, è fissato in misura pari ad almeno euro 150.000,00 per ogni sinistro e per ogni anno assicurativo con retroattività illimitata e ultrattività decennale per i Notai che cessano l’attività nel periodo di vigenza della polizza.

 

Art. 2

Il massimale della copertura assicurativa minima per ogni Notaio, che deve prevedere la copertura di tutti i danni provocati ai terzi nell’esercizio dell’attività del notaio ivi inclusi quelli di natura non patrimoniale, è fissato in misura pari ad almeno euro 3.000.000,00 per ogni sinistro e per ogni anno assicurativo con retroattività illimitata e ultrattività decennale per i notai che cessano l’attività nel periodo di vigenza della polizza.

 

Art. 3

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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