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Ministero della Giustizia

Decreto n. 47/2016

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 25 febbraio 2016, n. 47

Regolamento recante disposizioni  per  l’accertamento  dell’esercizio della professione forense.

(GU n.81 del 7-4-2016)

Vigente al: 22-4-2016

 

Leggi Come recuperare i crediti professionali: la pronuncia delle Sezioni Unite

 

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visti gli articoli 1, comma 3,  e  21,  comma  1,  della  legge  31 dicembre 2012, n. 247;

Acquisito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso il 25 giugno 2015;

Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 27 agosto 2015;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari;

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la comunicazione al Presidente del  Consiglio  dei  ministri,effettuata con nota del 2 dicembre 2015;

 

A d o t t a

il seguente regolamento:

 

Art. 1

Definizioni

 

1. Ai fini del presente regolamento,  per  «legge»  si  intende  la legge 31 dicembre 2012, n. 247.  Per  CNF  si  intende  il  Consiglio nazionale forense di cui al titolo III, capo III, della legge.

Art. 2

Modalita’ di accertamento dell’esercizio  della professione in modo effettivo, continuativo abituale e prevalente

1.  Il  consiglio  dell’Ordine  circondariale,  ogni  tre  anni   a decorrere dall’entrata in vigore del presente regolamento,  verifica, con riguardo a ciascuno degli avvocati  iscritti  all’Albo,  anche  a norma dell’articolo 6 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, la sussistenza dell’esercizio della professione  in  modo  effettivo, continuativo, abituale e prevalente. La verifica di  cui  al  periodo precedente non e’ svolta per il periodo di cinque  anni  dalla  prima iscrizione all’Albo. La disposizione di cui  al  secondo  periodo  si applica anche all’avvocato iscritto  alla  sezione  speciale  di  cui all’articolo 6 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96.

2.  La  professione  forense  e’  esercitata  in  modo   effettivo, continuativo, abituale e prevalente quando l’avvocato:

a) e’ titolare di una partita  IVA  attiva  o  fa  parte  di  una societa’ o associazione professionale che sia titolare di partita IVA attiva;

b) ha l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica  destinati allo svolgimento dell’attivita’ professionale, anche in  associazione professionale, societa’ professionale o in associazione di studio con altri colleghi o anche presso altro avvocato ovvero  in  condivisione con altri avvocati;

c) ha trattato almeno cinque affari per ciascun  anno,  anche  se l’incarico professionale e’ stato conferito da altro professionista;

d) e’ titolare di un indirizzo di posta elettronica  certificata, comunicato al consiglio dell’Ordine;

e) ha assolto l’obbligo di aggiornamento professionale secondo le modalita’ e le condizioni stabilite dal Consiglio nazionale forense;

f) ha  in  corso  una  polizza  assicurativa  a  copertura  della responsabilita’ civile derivante dall’esercizio della professione, ai sensi dell’articolo 12, comma 1, della legge.

3.  I   requisiti   previsti   dal   comma   2   devono   ricorrere congiuntamente, ferme restando le esenzioni  personali  previste  per legge.

4. La documentazione comprovante il possesso  delle  condizioni  di cui al comma 2, e’ presentata ai sensi degli articoli  46  e  47  del decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445.

L’obbligo di cui al comma 2, lettera f),  decorre  dall’adozione  del provvedimento previsto dall’articolo 12, comma 5, della legge.

5. Con decreto del Ministero della giustizia,  da  adottarsi  entro sei mesi  dall’entrata  in  vigore  del  presente  regolamento,  sono stabilite le modalita’ con cui ciascuno  degli  ordini  circondariali individua, con sistemi automatici, le  dichiarazioni  sostitutive  da sottoporre annualmente a controllo a campione, a norma  dell’articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre  2000,  n. 445.

Art. 3

Cancellazione dall’Albo. Impugnazioni

1. La cancellazione  dall’Albo  e’  disposta  quando  il  consiglio dell’Ordine  circondariale   accerta   la   mancanza   dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente  della  professione  e l’avvocato  non  dimostra  la  sussistenza  di  giustificati   motivi oggettivi o soggettivi.

2. Il consiglio dell’Ordine circondariale, prima di  deliberare  la cancellazione dall’Albo invita l’avvocato, a mezzo posta  elettronica certificata ovvero, quando non e’ possibile, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a presentare  eventuali  osservazioni,  in forma scritta, entro  un  termine  non  inferiore  a  trenta  giorni.

L’avvocato che ne fa richiesta e’ ascoltato personalmente.

3. La delibera di cancellazione e’ notificata entro quindici giorni all’interessato.

4. Si applica l’articolo 17, comma 14, della  legge,  nonche’,  per quanto di ragione, il comma 18 del predetto articolo 17 e  l’articolo 36, comma 7, della legge.

5.   La   cancellazione   dell’avvocato   dall’Albo   comporta   la cancellazione dagli elenchi di cui all’articolo 15 della legge a  cui e’ eventualmente  iscritto  al  momento  della  cancellazione,  fatta eccezione   per   gli   elenchi   rispetto   ai   quali   l’esercizio dell’attivita’   professionale   non   costituisce   condizione   per

l’iscrizione.

6. L’avvocato cancellato dall’Albo a norma del presente decreto e’ iscritto nell’elenco di cui all’articolo 15,  comma  1,  lettera  e), della legge.

Art. 4

Nuova iscrizione all’Albo

1. L’avvocato cancellato dall’Albo nei casi previsti  dall’articolo 2, comma 2, lettere  a),  b),  d),  f),  ha  il  diritto  di  esservi nuovamente iscritto qualora dimostri di avere  acquisito  i  predetti requisiti.

2. L’avvocato cancellato dall’Albo nei casi previsti  dall’articolo 2, comma 2, c), ed e) non puo’ esservi nuovamente iscritto prima  che siano decorsi dodici mesi da quando la delibera di  cancellazione  e’

divenuta esecutiva.

Art. 5

Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 25 febbraio 2016

 

Il Ministro: Orlando

Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

 

Registrato alla Corte dei conti il 31 marzo 2016

Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri,

reg.ne prev. n. 815

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Decreto n. 48/2016

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 25 febbraio 2016, n. 48

Regolamento recante disciplina delle modalita' e delle procedure  per lo svolgimento dell'esame di Stato per  l'abilitazione  all'eserciziodella professione forense e per la valutazione delle prove scritte  e orali. 
 

 Vigente al: 22-4-2016  
                       IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA    Visto l'articolo 1, comma 3, l'articolo 46, comma  6  e  l'articolo 47, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;   Sentito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso  il  22 maggio 2015;   Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione consultiva  per  gli   atti   normativi,   in   via   interlocutoria,nell'adunanza del 18 giugno 2015;   Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 27 agosto 2015;   Acquisito il parere delle competenti Commissioni della  Camera  dei deputati e del Senato della Repubblica;   Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;   Vista la comunicazione al Presidente del  Consiglio  dei  ministri, effettuata con nota del 2 dicembre 2015;                                 Adotta                       il seguente regolamento:                                 Art. 1                  Oggetto del regolamento. Definizioni    1. Il presente regolamento disciplina le modalita' e  le  procedure per  lo  svolgimento   dell'esame   di   Stato   per   l'abilitazioneall'esercizio della professione forense e per  la  valutazione  delle prove scritte e orali. 
  2. Ai fini del presente regolamento si intende per:   a) «legge»: la legge 31 dicembre 2012, n. 247;   b) «commissione centrale»: la commissione di cui  all'articolo  47, comma 1, della legge;   c)  «commissione  distrettuale»:   la   sottocommissione   di   cui all'articolo 47, comma 2, della legge;   d) «sottocommissione  distrettuale»:  la  sottocommissione  di  cui all'articolo 47, comma 3, della legge. 
                               Art. 2               Modalita' di presentazione delle domande    1. Con decreto del Ministro della  giustizia  vengono  indetti  gli esami di Stato per  l'abilitazione  all'esercizio  della  professioneforense e sono fissati il termine e  le  modalita'  di  presentazione della domanda. Il decreto deve prevedere che la domanda  puo'  esserepresentata  anche  con  modalita'  telematiche,  nel  rispetto  delle disposizioni del Codice  dell'amministrazione  digitale,  di  cui  aldecreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82.  Nel  medesimo  decreto  e' rimessa a ciascuna commissione distrettuale l'indicazione dei  luoghie delle date per la consegna dei testi di legge. Almeno dieci  giorni prima dell'inizio delle prove  scritte  la  commissione  distrettualeprovvede a norma del periodo precedente e ne da' pubblicita'  in  una sezione dedicata del sito internet del Ministero della giustizia.   2. Agli esami possono partecipare i praticanti che abbiano compiuto la prescritta pratica entro il giorno 10 del  mese  di  novembre.  E'consentita la produzione del certificato di compiuta pratica dopo  la scadenza del termine stabilito per la presentazione della domanda, manon oltre i venti giorni precedenti a  quello  fissato  per  l'inizio delle prove scritte.   3.  Sull'ammissibilita'  delle  domande  decide  senza  ritardo  la commissione distrettuale formando  l'elenco  degli  ammessi,  che  e'depositato almeno quindici giorni prima dell'inizio delle prove negli uffici  della  segreteria  della  commissione.  Dell'elenco  e'  datacomunicazione  agli  ammessi  mediante  la  sua  pubblicazione  nella sezione  dedicata  del  sito  del  Ministero  della  giustizia.   Ovepossibile, dell'avvenuta pubblicazione  e'  data  notizia  a  ciascun candidato ammesso a mezzo  di  posta  elettronica  ordinaria.  Quandonella domanda non e' indicato  un  indirizzo  di  posta  elettronica, dell'avvenuta  pubblicazione   e'   data   notizia   mediante   postaraccomandata. 
                               Art. 3                    Formulazione e consegna dei temi    1. I temi di cui all'articolo 46, comma 2, lettere a) e  b),  della legge sono formulati in modo da consentire al candidato di sviluppareun parere motivato in relazione ad un caso concreto, affrontando  gli eventuali   profili   di   interdisciplinarieta',   approfondendo   ifondamenti teorici degli istituti giuridici trattati ed accennando in ordine  agli  orientamenti   giurisprudenziali   che   concorrono   adelinearne la struttura essenziale.   2. Il tema di cui all'articolo  46,  comma  2,  lettera  c),  della legge, e' formulato in modo da permettere al candidato di  dimostrarela conoscenza del diritto processuale, la sua  applicazione  pratica, le tecniche di redazione dell'atto, nonche' la specifica capacita' diversare  nell'atto  conoscenze  generali  di   diritto   sostanziale, unitamente   alla   dimostrazione   di   una    adeguata    capacita'argomentativa.  
3. In un arco temporale compreso tra i centoventi e i sessanta minuti precedenti l'ora fissata per l'inizio di ciascuna provascritta, il Ministero della giustizia trasmette al presidente della commissione distrettuale, a mezzo di posta elettronica certificata, itemi formulati per ciascuna prova, protetti da un meccanismo di crittografia a chiavi asimmetriche. A tal fine il Ministero attivauna casella PEC per il presidente di ciascuna commissione distrettuale. Il file contenente la chiave privata di decrittazionee' inserito dal Ministero in un'area riservata del proprio sito internet, nel lasso temporale compreso tra i sessanta e i trentaminuti precedenti l'ora fissata per l'inizio di ciascuna prova scritta. Nei giorni immediatamente precedenti l'inizio della primaprova scritta, il Ministero consegna al presidente della commissione distrettuale le credenziali personali per l'accesso all'areariservata di cui al periodo precedente. Il file contenente la chiave privata di decrittazione deve essere scaricato dal presidente dellacommissione distrettuale prima che sia attivato il monitoraggio dello spettro radioelettrico di cui all'articolo 4, comma 1. All'orafissata per l'inizio di ciascuna prova scritta, la commissione procede alla decrittazione del tema inviato a mezzo di postaelettronica certificata e redige un verbale in cui da' atto che la decrittazione e' avvenuta dopo l'attivazione del monitoraggio dellospettro radioelettrico. Quando le prove scritte non si svolgono in un unico locale, una distinta casella di posta elettronica certificata ele credenziali personali per l'accesso all'area riservata del sito internet del Ministero sono fornite anche al presidente dellasottocommissione distrettuale ovvero ad un componente della commissione distrettuale cui e' affidata la polizia degli esami chesi svolgono in ciascun locale. A tal fine, almeno dieci giorni prima dell'inizio della prima prova scritta, il presidente dellacommissione distrettuale comunica al Ministero i nominativi di coloro ai quali devono essere fornite le credenziali a norma del periodoprecedente.
                               Art. 4                      Svolgimento delle prove scritte    1. Il presidente della Corte di appello adotta  ogni  provvedimento necessario per l'organizzazione delle prove scritte e, in ogni  caso,dispone che i  locali  degli  esami  siano  sottoposti,  a  cura  del Ministero dello sviluppo economico  -  direzione  generale  attivita'territoriali,  al  monitoraggio  dello  spettro  radioelettrico   con schermatura  delle  frequenze  della  telefonia   cellulare   e   deicollegamenti wi-fi.   2. I candidati possono portare per la prova esclusivamente testi di legge stampati e  pubblicati  a  cura  di  un  editore,  ivi  inclusol'Istituto  Poligrafico  e  Zecca   dello   Stato.   Il   timbro   di riconoscimento della commissione distrettuale,  la  data  in  cui  e'effettuato il controllo ed il visto di uno dei suoi  componenti  sono apposti sulla prima di copertina dei testi di legge ammessi.   3. I candidati  non  possono  introdurre  nel  locale  degli  esami strumenti informatici idonei  alla  memorizzazione  di  informazioni,carta da scrivere, appunti, manoscritti, libri  o  pubblicazioni  non autorizzati, qualsiasi tipo di riproduzione di testi di legge diversoda quelli previsti al comma 2, ovvero borse o altri contenitori.  Gli oggetti che non possono essere introdotti nel locale degli esami sonocustoditi a cura del personale preposto alla vigilanza.   4. Il personale  preposto  alla  vigilanza  invita  i  candidati  a consentire le operazioni di controllo,  quando  sussiste  un  fondatomotivo di ritenere che possono essere rinvenuti oggetti  che  non  e' consentito introdurre nel  locale  degli  esami.  In  ogni  caso,  ilpersonale preposto alla vigilanza rivolge l'invito di cui al  periodo precedente ad  un  significativo  numero  di  candidati,  individuatisecondo  criteri  casuali  individuati  dalla  commissione  centrale, almeno dieci giorni prima dell'inizio delle prove scritte. Quando  ilcandidato non consente le operazioni di controllo,  il  presidente  o uno  dei  componenti  della  commissione  o  della   sottocommissionedistrettuale dispone che non gli sia permesso l'ingresso  nel  locale degli  esami  e  dichiara  che  il  candidato  ha  perso  il  dirittoall'esame. Il responsabile  del  personale  preposto  alla  vigilanza redige un verbale per indicare il numero dei  soggetti  sottoposti  acontrollo, le  generalita'  dei  candidati  che  hanno  rifiutato  di sottoporsi a controllo, nonche' il presidente o il  componente  dellacommissione o della sottocommissione distrettuale che ha disposto che il candidato ha perso il diritto all'esame.   5. Ciascun candidato e' collocato in un tavolo separato individuato in modo casuale. Ai fini dell'articolo 46, comma 7  della  legge,  lacommissione distrettuale stabilisce le modalita'  per  l'assegnazione casuale del tavolo a ciascun candidato entro il giorno precedente  ladata fissata per la consegna dei testi di legge.  
6. Per lo svolgimento di ogni prova scritta sono assegnate sei oredal momento della dettatura del tema. Non sono ammessi agli esami icandidati che si presentano quando la dettatura e' iniziata. 7. I candidati devono utilizzare esclusivamente carta munita deltimbro di riconoscimento della commissione distrettuale, della datadella prova scritta e del visto di uno dei suoi componenti. 8. Essi non possono conferire tra loro, ne' comunicare in qualsiasimodo con estranei. 9. E' escluso dall'esame colui che contravviene alle disposizionidirette ad assicurare la regolarita' dell'esame. 10. L'esclusione e' disposta dal presidente della commissione odella sottocommissione distrettuale, sentiti almeno due componentidella commissione. 11. I candidati ritirati o espulsi non possono lasciare i localidegli esami prima che siano trascorse tre ore dalla dettatura deltema. 12. Durante il tempo in cui si svolge la prova debbono trovarsipresenti nel locale degli esami almeno due componenti dellacommissione o della sottocommissione distrettuale. Ad essi e'affidata la polizia degli esami e sono coadiuvati dal personalepreposto. 13. I componenti della commissione ed i segretari non possonoentrare nei locali dopo la dettatura del tema e, se, nel corso delleprime tre ore dalla dettatura, si allontanano dagli stessi, non vipossono rientrare. 14. Al candidato sono consegnate in ciascuno dei tre giorni diesame due buste di uguale colore, una grande munita di un tagliandocon numero progressivo, corrispondente al numero d'ordine delcandidato stesso nell'elenco degli ammessi all'esame, ed una piccolacontenente un cartoncino bianco. 15. Le buste residue, oltre quelle consegnate ai candidati, sonochiuse in piego suggellato con il timbro di riconoscimento dellacommissione. Sul piego appongono la firma il presidente o chi ne fale veci, un componente della commissione o della sottocommissionedistrettuale ed il segretario. 16. Il piego di cui al comma 15 non puo' essere aperto se non pertrarne le buste da consegnare eventualmente ai candidati che lerichiedono in sostituzione di buste deteriorate che devono essererestituite. In tal caso le buste residue, comprese quelledeteriorate, sono chiuse in altro piego suggellato e firmato a normadel predetto comma. 17. Dopo aver svolto il tema, il candidato, senza apporvisottoscrizione ne' altro contrassegno, pone il foglio o i fogli nellabusta grande, in cui mette anche la busta piccola foderata o comunquenon trasparente, chiusa, contenente il cartoncino bianco ove haindicato il proprio nome, cognome, data di nascita e residenza, econsegna il tutto al presidente o a chi ne fa le veci. Quest'ultimo,dopo aver accertato che il numero segnato sul tagliando della bustagrande corrisponda al numero d'ordine del candidato, appone la suafirma trasversalmente sulla busta stessa in modo che vi resticompreso il relativo lembo di chiusura, nonche', sui marginiincollati, l'impronta in ceralacca del sigillo della commissione.L'apposizione da parte del candidato, sui fogli consegnati, dellasottoscrizione o di altro contrassegno oggettivamente atto a farriconoscere l'elaborato rende nulla la prova. 18. Tutte le buste contenenti i lavori sono affidate, alla fine diciascuna prova, al segretario della commissione distrettuale, previaraccolta di esse in uno o piu' pacchi firmati all'esterno da uno deicomponenti della commissione o della sottocommissione distrettuale, esuggellati con l'impronta in ceralacca del sigillo della commissione. 19. Il presidente comunica ai componenti della commissione e dellesottocommissioni distrettuali l'ora in cui, nel giorno immediatamentesuccessivo all'ultima prova, si procede all'operazione diraggruppamento di cui al presente comma e li invita ad assistervi.Alla presenza di almeno quattro componenti di cui al periodoprecedente e di almeno cinque candidati designati dal presidente etempestivamente avvertiti, constata l'integrita' dei sigilli e dellefirme, apre i pacchi contenenti le buste con i lavori, raggruppa letre buste aventi sui rispettivi tagliandi lo stesso numero e, dopoaver staccato i tagliandi, le chiude in un'unica busta piu' grande,nella quale viene apposto un numero progressivo soltanto quando e'ultimata l'operazione di raggruppamento per tutte le buste con ilavori, avendo cura di rimescolare le buste stesse prima di apporviil predetto numero progressivo. Tutte le buste debitamente numeratesono poi raccolte in piego suggellato con le stesse modalita'indicate nel comma 18. 20. Di tutte le operazioni di cui ai precedenti commi, come pure ditutto quanto avviene durante lo svolgimento delle prove, vieneredatto processo verbale, sottoscritto dal presidente o da chi ne fale veci e dal segretario. 21. Con decreto del Ministro della giustizia sono determinati,mediante sorteggio, gli abbinamenti per la correzione delle provescritte tra i candidati e le sedi di Corte di appello ove ha luogo lacorrezione degli elaborati scritti. Le prove scritte si svolgonopresso la Corte d'appello individuata ai sensi dell'articolo 45 dellalegge; la prova orale ha luogo nella medesima sede della provascritta. Il sorteggio di cui al periodo precedente e' effettuatoprevio raggruppamento delle sedi di Corte d'appello che presentano unnumero di domande di ammissione sufficientemente omogeneo, al fine digarantire un equilibrato rapporto tra la composizione dellecommissioni d'esame e il numero dei candidati di ciascuna sede.Quando una Corte di appello presenta un numero di domandeparticolarmente elevato, il raggruppamento puo' essere costituitoanche mediante l'inserimento di due o piu' Corti di appello chepresentano un piu' contenuto numero di domande; all'esito delsorteggio, i lavori scritti elaborati dai candidati della Corte diappello piu' grande sono ripartiti tra le due o piu' Corti di appelload essa abbinate e quelli elaborati dai candidati di queste ultimesono corretti da commissioni, individuate mediante sorteggio,costituite presso altre Corti di appello. 22. Esaurite le operazioni di cui ai commi 18, 19 e 20, ilpresidente della commissione distrettuale ne da' comunicazione alpresidente della Corte d'appello il quale, anche per il tramite dipersona incaricata, dispone il trasferimento delle buste contenentigli elaborati redatti dai candidati alla Corte d'appello presso laquale e' istituita la commissione sorteggiata per la correzione aisensi del comma precedente; il trasferimento ha luogo a curadell'ispettore della polizia penitenziaria appositamente delegato dalCapo del dipartimento. 23. Il Presidente della Corte d'appello presso la quale e'istituita la commissione esaminatrice di cui all'articolo 46, comma5, della legge, riceve, anche per il tramite di persona incaricata,le buste contenenti gli elaborati e ne ordina la consegna alpresidente della commissione distrettuale il quale, attestato ilcorretto ricevimento delle buste, dispone l'inizio delle operazionidi correzione degli elaborati ivi contenuti e adotta ogniprovvedimento organizzativo opportuno. 24. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorreredalla sessione di esame immediatamente successiva alla scadenza deltermine di cui all'articolo 49 della legge.
                               Art. 5                      Correzione delle prove scritte    1. Terminate le prove scritte, la commissione centrale fissa  senzaritardo le linee generali da seguire  per  rispettare  i  criteri  divalutazione degli elaborati sui temi assegnati, in modo  da  favorirela omogeneita' di valutazione in tutte le sedi di esame.   2.  La  correzione  degli  elaborati  contenuti  nelle  tre   busteraggruppate  ai  sensi  dell'articolo  4,  comma   19   e'   compiutacontestualmente e non si da' apertura della busta piccola  contenenteil cartoncino bianco di cui all'articolo 4,  comma  14.  Al  fine  dicontenere le spese di trasferta, la commissione o la sottocommissionedistrettuale puo' disporre che una o piu' sedute  per  la  correzionedegli elaborati scritti possano svolgersi nei locali  di  un  ufficiogiudiziario del distretto con sede in un  comune  diverso  da  quellodella Corte di appello presso la quale la commissione e'  costituita;al trasferimento delle buste  contenenti  gli  elaborati  scritti  dacorreggere provvede la polizia penitenziaria.   3. In sede di  correzione  degli  elaborati  la  commissione  e  lesottocommissioni distrettuali sono tenute ad uniformarsi  ai  criteridi cui all'articolo 46, comma 6, della legge, verificando altresi' lacoerenza dell'elaborato con il tema assegnato, la conoscenza da partedel candidato degli orientamenti giurisprudenziali, che concorrono  adelineare la struttura essenziale  degli  istituti  giuridici,  e  lacorretta applicazione delle regole processuali.   4. La commissione o la sottocommissione distrettuale, nel  caso  incui accerti che l'elaborato e', in tutto o in parte, copiato da altrolavoro ovvero da altra fonte, annulla  la  prova.  Deve  pure  essereannullato  l'esame  del  candidato  che   comunque   si   sia   fattoriconoscere.   5. La commissione e le sottocommissioni distrettuali procedono allacorrezione degli elaborati nel piu' breve tempo possibile e  comunquenon oltre sei mesi dalla conclusione delle prove; la proroga di dettotermine puo' essere disposta una sola volta, e comunque per non oltrenovanta  giorni,  con  provvedimento  del  presidente   della   Corted'appello, per motivi eccezionali e debitamente accertati.   6. All'attribuzione del voto  complessivo  si  procede  al  terminedella lettura di ciascun elaborato. Il presidente esprime il voto perultimo. Finita la lettura e deliberato  il  giudizio,  il  segretarioannota immediatamente, su ognuna delle buste  piccole  contenenti  ilcartoncino bianco e nella prima pagina di ciascun elaborato  scritto,il numero progressivo di cui all'articolo 4, comma 19.  L'annotazionee' sottoscritta dal presidente, da un componente della commissione  edal segretario. Successivamente si procede ad  inserire  nella  bustagrande, sulla quale e' stato apposto il numero  progressivo  a  normadell'articolo 4, comma 19, i tre  elaborati  scritti,  le  tre  bustepiccole contenenti il cartoncino e il verbale.  La  busta  grande  e'chiusa  secondo  le   modalita'   preventivamente   stabilite   dallacommissione centrale.   7. Delle operazioni  di  correzione  degli  elaborati  scritti  delmedesimo candidato e' redatto un unico verbale. Il verbale riporta ladata, l'ora di inizio e termine delle operazioni di correzione  deglielaborati contenuti nelle buste raggruppate a norma del comma  2,  lasomma dei voti riportati rispetto a ciascun  elaborato  e  il  numeroprogressivo di cui all'articolo 4, comma 19.  Quando  l'elaborato  e'valutato negativamente, se ne da' motivazione dalla  quale  risultanogli elementi posti a base del giudizio.   8. Terminate le operazioni di correzione degli elaborati scritti ditutti i candidati, la commissione distrettuale procede, alla presenzadi due unita' di personale amministrativo o di personale delle  forzedi  polizia  individuate  dal  presidente  della  Corte  di  appello,all'apertura delle buste piccole contenenti i  cartoncini  sui  qualisono riportati i  nominativi  dei  candidati.  Delle  operazioni  delpresente comma e' redatto verbale in cui  si  da'  atto  dell'univocaassociazione tra il numero progressivo apposto a norma  dell'articolo4, comma 19, e il nominativo del candidato.   9. All'esito delle operazioni di  correzione  degli  elaborati,  ilpresidente della Corte di appello individuata ai sensi  dell'articolo46, comma 5, della legge, riceve  dal  presidente  della  commissionedistrettuale le buste contenenti gli elaborati,  i  relativi  verbaliattestanti le operazioni di correzione, il verbale di cui al comma  8e  l'elenco  degli  ammessi  alla  prova  orale  e  ne   dispone   iltrasferimento alla Corte di appello di  appartenenza  dei  candidati,presso la  quale  ha  luogo  la  prova  orale.  Il  trasferimento  e'effettuato con le modalita' indicate nell'articolo 4.   10. Il presidente della commissione distrettuale  istituita  pressola Corte di appello ove  si  svolge  la  prova  orale  stabilisce  ilgiorno, l'ora e il luogo in cui la stessa ha inizio e, in presenza didue componenti  della  commissione  e  del  segretario  della  stessanonche', ove possibile, di due candidati, procede alle operazioni  disorteggio di una  lettera  dell'alfabeto.  Il  candidato  che  dovra'sostenere per primo la prova orale e' colui il cui cognome inizia conla lettera estratta e che in  ordine  alfabetico  precede  gli  altricognomi  che  hanno  inizio  con  la  stessa  lettera.   L'intervallotemporale tra la data di  deposito  dell'elenco  degli  ammessi  allaprova orale e l'inizio della stessa non puo' essere  inferiore  a  unmese ne' superiore a due.   11.  Quando   sono   costituite   una   o   piu'   sottocommissionidistrettuali, la ripartizione dei candidati  da  esaminare  ha  luogomediante criteri  casuali  individuati  dalla  commissione  centrale,entro novanta giorni dal termine delle prove scritte.   12. Le disposizioni del  presente  articolo  si  applicano  con  ladecorrenza di cui all'articolo 4, comma 24. 
                               Art. 6                       Svolgimento delle prove orali    1. Terminate le operazioni di cui all'articolo 5, commi 10 e 11, lacommissione  e  le  sottocommissioni  distrettuali  predispongono  ilcalendario delle prove orali e ne danno  comunicazione  ai  candidatiammessi  mediante  pubblicazione  nella  sezione  dedicata  del  sitointernet del Ministero della giustizia. Ove possibile,  dell'avvenutapubblicazione si da' notizia a ciascun candidato  a  mezzo  di  postaelettronica ordinaria, a cura  del  segretario  della  commissione  odella sottocommissione innanzi alla quale deve svolgersi la prova; siapplica l'articolo 2, comma 3, quarto periodo. Le prove  orali  hannoinizio  tra  il  ventesimo  e  il  trentesimo  giorno  successivo  alcompimento delle operazioni di cui all'articolo 5.   2.  I  candidati  debbono  presentarsi  alla  prova  orale  secondol'ordine che e' fissato dal  presidente  della  commissione  o  dellasottocommissione distrettuale. Terminato il primo appello si  procedeimmediatamente al secondo. Il candidato che non si sia presentato  alprimo ne' al secondo appello perde il  diritto  all'esame.  Tuttavia,quando sussistano gravi motivi, il candidato puo'  richiedere,  primadell'orario fissato per l'inizio della prova orale e con  istanza  alpresidente della commissione o della  sottocommissione  distrettuale,corredata di idonea documentazione, di fissare una nuova data per  losvolgimento della prova stessa. Quando l'istanza si fonda  su  motividi salute, il presidente puo' disporre la visita fiscale  domiciliaresecondo le disposizioni relative al controllo dello stato di malattiadei pubblici dipendenti. In ogni caso, quando l'istanza  e'  accolta,la prova  deve  essere  svolta  entro  dieci  giorni  dalla  data  dicessazione dell'impedimento.   3. Si applica l'articolo 46, comma 6, della legge.   4.  La  prova  orale  e'  pubblica  e  deve  durare  non  meno   diquarantacinque e non piu' di sessanta minuti per  ciascun  candidato.Successivamente all'illustrazione della prova scritta,  al  candidatosono rivolte le domande individuate mediante  estrazione  svolta  conmodalita' informatiche tra quelle contenute in un apposito data  basealimentato a norma dell'articolo 7, comma 1. Il candidato ha  dirittodi assistere all'estrazione con modalita' informatiche delle  domandesulle quali deve rispondere.  Ogni  componente  della  commissione  odella  sottocommissione  puo'  rivolgere  al  candidato  domande   diapprofondimento dell'argomento oggetto della domanda estratta,  voltea verificare l'effettiva preparazione dello stesso.   5. Il data base e il  programma  informatico  di  estrazione  delledomande di cui al comma  4  sono  realizzati,  entro  un  anno  dallapubblicazione del presente decreto  nella  Gazzetta  Ufficiale  dellaRepubblica  italiana,  dalla  direzione  generale   per   i   sistemiinformativi e automatizzati del Ministero  della  giustizia,  che  siavvale della commissione permanente di cui all'articolo 7, comma 2.   6. Il direttore generale dei sistemi informativi automatizzati  delMinistero  della  giustizia,  entro  quindici  giorni  dal  collaudo,attesta la piena operativita' del data base  con  decreto  pubblicatosul sito del medesimo Ministero.   7. Al termine di ciascun  colloquio  la  commissione  procede  allavalutazione  del  candidato,  distintamente  per  ogni  materia.   Leoperazioni di cui al periodo precedente sono svolte in  presenza  delsegretario.   8. Il segretario registra immediatamente nel  processo  verbale  ilpunteggio riportato da ciascun candidato per ogni materia nonche'  lavalutazione numerica di ciascun commissario, le  domande  estratte  eallo stesso rivolte. Quando la prova orale e' valutata negativamente,se ne da' motivazione dalla quale risultano gli elementi posti a basedel giudizio.   9. Il presidente della Corte di appello adotta  ogni  provvedimentonecessario per l'organizzazione delle prove orali. 
                               Art. 7   Modalita' di alimentazione  del  data  base  e  costituzione  di  una  commissione permanente presso il Ministero della giustizia    1. Ognuna delle commissioni e delle  sottocommissioni  distrettualientro quindici giorni dalla conclusione delle prove orali formula  uncongruo  numero  di  domande  per  ciascuna  materia  d'esame  e   ilsegretario provvede al loro inserimento nel data base. Entro  novantagiorni dal termine  delle  prove  scritte,  la  commissione  centralestabilisce il numero minimo di domande da  predisporre  a  norma  delperiodo precedente.   2. Presso il Ministero della giustizia e' istituita una commissionepermanente formata, per i primi quattro anni dall'entrata  in  vigoredel presente regolamento, dal direttore del centro elaborazione  datidella Corte di cassazione o da un magistrato da lui delegato, che  lapresiede, da un avvocato individuato dal Consiglio nazionale  forensee da un professore universitario di prima o seconda  fascia  nominatodal Consiglio universitario nazionale. La commissione  fornisce  alladirezione  generale  dei  sistemi   informativi   automatizzati   delMinistero   della   giustizia   il   supporto   necessario   per   lapredisposizione del  data  base  di  cui  all'articolo  6,  comma  4,individuando le modalita' di formulazione delle domande ed elaborandoi criteri di classificazione delle stesse, al fine di  consentire  illoro agevole reperimento e la comparazione tra di esse.   3. Successivamente alla scadenza del quadriennio di cui al comma 2,il presidente della commissione e', in luogo del direttore del centroelaborazione dati della Corte di cassazione,  il  direttore  generaledella giustizia  civile  del  Ministero  della  giustizia  ovvero  unmagistrato da lui delegato.   4. Entro  novanta  giorni  dal  termine  delle  prove  scritte,  lacommissione permanente provvede ad apportare alle  domande  contenutenel data base ogni  opportuna  modifica  per  consentire  un'adeguatavalutazione della  preparazione  dei  candidati  e  ad  eliminare  ledomande che presentano un contenuto identico  o  analogo  rispetto  aquelle gia' inserite.   5. La  partecipazione  alla  commissione  permanente  non  comportaalcuna indennita' o retribuzione a carico dello Stato, ne' alcun tipodi rimborso spese.   6. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 4 si applicano  a  decorreredalla terza sessione di esame  che  si  svolge  successivamente  allapubblicazione di cui all'articolo 6, comma 6. 
                               Art. 8          Misure transitorie per lo svolgimento della prova orale    1. A decorrere dalla sessione di  esame  immediatamente  successivaalla scadenza del termine di cui all'articolo 49 della legge  e  sinoalla pubblicazione del decreto di cui all'articolo  6,  comma  6,  lecommissioni e le  sottocommissioni  distrettuali  predispongono,  perogni seduta, un congruo numero  di  domande,  tra  cui  il  candidatoestrae manualmente quelle  sulle  quali  deve  rispondere.  Per  ogniseduta, e' redatto un verbale di tutte le domande  predisposte  dallacommissione o dalla sottocommissione distrettuale. Prima  dell'iniziodelle prove orali, la commissione centrale stabilisce,  per  ciascunamateria d'esame, il numero  minimo  di  domande  da  predisporre  perciascuna seduta a norma del presente comma.   2. Per le prime due sessioni di esame successive alla pubblicazionedi cui all'articolo 6, comma 6, si applicano le disposizioni  di  cuial comma 1, e i segretari delle commissioni e delle  sottocommissionidistrettuali inseriscono nel data base tutte le  domande  predisposteper ogni seduta.   3. A decorrere  dalla  terza  sessione  di  esame  successiva  allapubblicazione del decreto di cui  al  comma  6  dell'articolo  6,  ledomande rivolte al candidato sono individuate esclusivamente  con  lemodalita' previste dal comma 4 del predetto articolo. 
                               Art. 9                  Certificato per l'iscrizione nell'Albo    1. Dopo la conclusione dell'esame  di  abilitazione  con  risultatopositivo, la commissione o la sottocommissione distrettuale  rilasciail  certificato  per  l'iscrizione  nell'albo  degli   avvocati.   Ilcertificato conserva efficacia ai fini dell'iscrizione negli albi. 
                               Art. 10                                 Compensi    1.  I  compensi  dei  componenti  effettivi   e   supplenti   dellacommissione e  delle  sottocommissioni  distrettuali,  dei  segretarieffettivi e supplenti e del personale preposto  alla  vigilanza  sonoliquidati a norma del decreto del Ministro dell'universita'  e  dellaricerca scientifica  e  tecnologica  15  ottobre  1999  e  successivemodificazioni, avente ad oggetto «Compensi  spettanti  ai  componentidelle commissioni giudicatrici degli esami di Stato  di  abilitazioneall'esercizio delle professioni».   2. Il compenso fisso di cui al  decreto  indicato  al  comma  1  e'liquidato per intero in favore dei componenti effettivi  e  supplentiche hanno esaminato, nel corso  delle  prove  scritte  ed  orali,  unnumero di candidati pari alla  media  dei  candidati.  La  media  deicandidati e' ricavata sommando il  numero  complessivo  di  candidatiesaminati durante le prove scritte al numero complessivo di candidatiesaminati durante le prove orali e dividendo  il  risultato  ottenutoper  il   numero   dei   componenti   della   commissione   e   dellesottocommissioni  distrettuali.  Il  compenso   fisso   e'   altresi'liquidato  per  intero  ai  componenti  della  commissione  e   dellesottocommissioni  distrettuali  che  hanno  esaminato  un  numero  dicandidati  non  inferiore  all'ottanta  per  cento  della  media  deicandidati e non superiore al  centoventi  per  cento  della  medesimamedia.  Per  ciascun  componente,  effettivo   o   supplente,   dellacommissione e delle sottocommissioni distrettuali che ha esaminato unnumero di candidati inferiore all'ottanta per cento della  media,  ilcompenso fisso e' ridotto in  misura  pari  alla  meta'  dell'importoprevisto dal decreto di cui al comma 1. All'esito delle riduzioni  dicui al periodo precedente, gli importi che complessivamente residuanosono attribuiti a norma del comma 3.   3. Ai componenti, effettivi e supplenti, della commissione e  dellesottocommissioni distrettuali,  che  hanno  esaminato  un  numero  dicandidati pari o superiore al centoventi per cento  della  media,  e'attribuito un compenso fisso in misura corrispondente alla somma:   a) dell'importo di cui all'articolo 1,  comma  1,  del  decreto  15ottobre 1999;   b) dell'importo costituito dalla divisione degli importi di cui  alquinto periodo del comma 2 per il numero dei  componenti  di  cui  alpresente comma.   4. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3  si  applicano  anche  conriguardo alla liquidazione dei compensi  dei  segretari  effettivi  esupplenti.   5. Il compenso di cui ai commi 2 e 3 e' in ogni  caso  aumentato  anorma dell'articolo 1, comma  2,  del  decreto  15  ottobre  1999,  esuccessivi adeguamenti, per ogni elaborato scritto e,  per  le  proveorali, per ogni candidato esaminato.   6. Dalla pubblicazione del decreto di cui all'articolo 6, comma  6,il compenso dei componenti delle commissioni  e  del  segretario  nonpuo' essere liquidato in assenza di un'attestazione  di  quest'ultimoda cui risulti l'inserimento delle domande  nel  data  base  a  normadell'articolo 8,  comma  2,  per  le  prime  due  sessioni  di  esamesuccessive alla pubblicazione, e a norma dell'articolo 7, comma 1,  adecorrere dalla terza sessione di esame successiva alla pubblicazionemedesima. 
                               Art. 11                    Clausola di invarianza finanziaria    1.  All'attuazione  delle  disposizioni  del  presente  decreto  siprovvede mediante  l'utilizzo  delle  risorse  umane,  strumentali  efinanziarie disponibili  a  legislazione  vigente  e  senza  nuovi  omaggiori oneri a carico della finanza pubblica.   Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare.      Roma, 25 febbraio 2016                                                   Il Ministro: Orlando   Visto, il Guardasigilli: Orlando  Registrato alla Corte dei conti il 31 marzo 2016 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri,reg.ne prev. n. 818 

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Decreto 19 gennaio 2016

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DECRETO 19 gennaio 2016

Attivazione delle notificazioni e comunicazioni telematiche presso la Corte di cassazione, ai sensi dell’articolo 16, comma 10, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, limitatamente al settore civile.
(GU n.16 del 21-1-2016)

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visto l’art. 16, comma 10 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, il quale stabilisce che con uno o piu’ decreti aventi natura non regolamentare, sentiti l’Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense ed i Consigli dell’ordine degli avvocati interessati, il Ministro della giustizia, previa verifica, accerta la funzionalita’ dei servizi di comunicazione, individuando gli uffici
giudiziari diversi dai Tribunali e dalle Corti d’appello nei quali trovano applicazione le disposizioni del citato articolo 16;
Vista la richiesta di emissione del predetto decreto formulata dalla Corte di cassazione del 5 dicembre 2014, limitatamente alle comunicazioni e notificazioni da parte delle cancellerie delle sezioni civili;
Visto il decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011, n. 44 e successive modifiche;
Sentiti l’Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense ed i Consigli degli ordini degli avvocati;

Emana

il seguente decreto:

Art. 1

E’ accertata la funzionalita’ dei servizi di comunicazione di cui all’art. 16, comma 10, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221 limitatamente alle comunicazioni e notificazioni da parte delle cancellerie delle sezioni civili della Corte suprema di cassazione.
Art. 2

L’art. 16 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, trova applicazione a decorrere dal 15 febbraio 2016, limitatamente alle comunicazioni e notificazioni da parte delle cancellerie delle sezioni civili, presso la Corte suprema di cassazione.

Roma, 19 gennaio 2016

Il Ministro: Orlando

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Decreto 20 ottobre 2015 – tirocinanti ufficio per il processo

Redazione

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 20 ottobre 2015 

Indizione della procedura di selezione di 1502 tirocinanti ai fini dello svolgimento, da parte di coloro che hanno svolto il periodo di perfezionamento di cui all’articolo 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, di un ulteriore periodo di perfezionamento della durata di dodici mesi.

(GU n.257 del 4-11-2015)

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto il decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132, con il quale sono state introdotte disposizioni per l’organizzazione e il funzionamento dell’amministrazione giudiziaria;
Visto, in particolare, l’articolo 21-ter del citato decreto-legge, che reca Disposizioni relative ai soggetti che hanno completato il tirocinio formativo di cui all’articolo 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;
Visto l’articolo 50 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 che ha istituito, presso le corti di appello e i tribunali ordinari, strutture organizzative denominate “ufficio per il processo”;

Decreta:

Art. 1
Oggetto

1. E’ indetta la procedura di selezione ai fini dello svolgimento – da parte di coloro che hanno svolto il periodo di perfezionamento di cui all’articolo 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 – di un ulteriore periodo di perfezionamento della durata di dodici mesi nella struttura organizzativa denominata “ufficio per il processo”, istituito a norma dell’articolo 50 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.

Art. 2
Disposizioni di carattere generale

1. Il numero dei posti disponibili presso ciascun tribunale e Corte di appello e’ stabilito, tenuto conto delle risorse disponibili, valutate le scoperture dell’organico del personale amministrativo, come da allegato I al presente decreto.

Art. 3
Requisiti

1. Possono svolgere il periodo di perfezionamento di cui all’articolo 1 coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
a) avere svolto il periodo di perfezionamento di cui all’articolo 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni;
b) l’esercizio dei diritti civili e politici;
c) non aver riportato condanne per delitti non colposi, salvi gli effetti della riabilitazione;
d) non essere stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza;
e) non essere sottoposto a procedimento penale per imputazione di delitti non colposi e non essere sottoposto a procedimento per l’applicazione di misure di prevenzione; 2. I requisiti debbono ricorrere congiuntamente alla scadenza del termine fissato per la presentazione delle domande.

Art. 4
Domanda di partecipazione, modalita’ e termine per la presentazione

1. La domanda di partecipazione alla procedura di selezione e’ redatta compilando un apposito modulo (FORM), disponibile in un’area dedicata del sito internet del Ministero della giustizia (“www.giustizia.it”). La domanda e’ trasmessa, unitamente alla copia di un documento di identita’ del richiedente, secondo le modalita’ e i termini stabiliti con provvedimento del Direttore generale del personale e della formazione e pubblicate nella predetta area.
2. Non sono ammessi a partecipare alla procedura selettiva coloro le cui domande sono state trasmesse oltre il termine di presentazione stabilito a norma del comma 1.
3. Nella domanda il richiedente deve dichiarare, ai sensi e per gli effetti del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 3.
4. Il richiedente deve altresi’ dichiarare nella domanda, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, gli stati, le qualita’ personali e i fatti previsti nel modulo di cui al comma 1.
5. La domanda non puo’ essere presentata, a pena d’inammissibilita’ dell’intera domanda – per piu’ di quattro uffici giudiziari, anche collocati in diversi distretti – da riportare secondo un ordine di preferenza, tra quelli di cui all’allegato I al presente decreto.
6. La domanda redatta o trasmessa in violazione di quanto previsto dal presente decreto e’ inammissibile.
7. Le dichiarazioni contenute nella domanda sono sottoposte a verifica a norma dell’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
8. Il periodo di perfezionamento e’ interrotto dall’amministrazione nel caso di perdita dei requisiti di cui all’articolo 3. Il periodo di perfezionamento e’ interrotto anche quando risulta che i predetti requisiti non sussistevano al momento della domanda.

Art. 5
Criteri di priorita’

1. Ai fini della formazione della graduatoria, e’ attribuita priorita’, nell’ordine: a) alle pregresse esperienze formative negli uffici giudiziari del distretto interessato; b) alla minore eta’ anagrafica; c) all’essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media superiore.

Art. 6
Approvazione della graduatoria

1. Il Direttore generale del personale e della formazione forma ed approva la graduatoria relativamente a ciascun Distretto di Corte d’appello ed all’interno di questo ad ogni Tribunale.
2. La graduatoria di cui al comma 1 e’ immediatamente pubblicata sul sito internet del Ministero della giustizia nell’area web di cui all’articolo 4, comma 1, ed e’ trasmessa alle Corti di appello per l’inoltro agli uffici interessati.

Art. 7
Avvio del periodo di perfezionamento e progetto formativo

1. Entro i venti giorni successivi alla pubblicazione di cui all’articolo 6, comma 2, coloro che si trovano in posizione utile in graduatoria si presentano, a pena di decadenza, innanzi all’ufficio giudiziario per la sottoscrizione del progetto formativo di cui al comma 2.
2. Il periodo di perfezionamento ha inizio al momento della sottoscrizione di un progetto formativo predisposto dal capo dell’ufficio, in conformita’ alle linee generali adottate dal Direttore generale del personale e della formazione. In sede di elaborazione del progetto formativo si tiene conto dell’esperienza formativa maturata nell’ambito del periodo di perfezionamento svolto a norma dell’articolo 37, comma 11, del decreto-legge n. 98 del 2011.
3. Le linee generali di cui al comma 2 devono indicare, tra l’altro, gli obiettivi formativi e le modalita’ di svolgimento del periodo di perfezionamento. In ogni caso, coloro che svolgono il periodo di perfezionamento sono adibiti, in via prioritaria, a supporto dei servizi di cancelleria.
4. Il progetto formativo e’ elaborato secondo il modello standard predisposto, in conformita’ alle linee generali di cui al comma 2, dal Direttore generale del personale e della formazione e comunicato ai capi degli uffici giudiziari di cui all’allegato I.
5. I capi degli uffici e i dirigenti amministrativi assicurano l’affiancamento di coloro che svolgono il periodo di perfezionamento con il personale di cancelleria, al fine di conseguire le conoscenze e le abilita’ necessarie per svolgere un’utile attivita’ di supporto nell’ambito dei servizi ausiliari della giurisdizione, con particolare riferimento all’ufficio del processo.
6. Il periodo di perfezionamento puo’ essere interrotto in ogni momento dal capo dell’ufficio, anche su proposta motivata del dirigente amministrativo, per il venir meno del rapporto fiduciario, anche in relazione ai possibili rischi per l’indipendenza e l’imparzialita’ dell’ufficio o la credibilita’ della funzione giudiziaria, nonche’ per l’immagine e il prestigio dell’ordine giudiziario. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche nel caso di inidoneita’ fisica o psichica che impedisce lo svolgimento del periodo di perfezionamento ovvero in ogni caso di grave negligenza.
7. Lo svolgimento del tirocinio formativo non instaura alcun rapporto di lavoro o di servizio, anche temporaneo, con il Ministero della giustizia, ne’ determina l’insorgenza di obblighi previdenziali. Pertanto, tale personale non potra’ in alcun modo essere destinatario di provvedimenti dell’Amministrazione giudiziaria, ne’ essere utilizzato in attivita’ connesse alle funzioni giudiziarie.

Art. 8
Attestazione del completamento del periodo di perfezionamento e del relativo esito

1. Il capo dell’ufficio o un magistrato da lui delegato attesta il completamento, con esito positivo, del periodo di perfezionamento, anche ai fini di cui all’articolo 21-ter, comma 1-quater, del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132.

Art. 9
Borse di studio

1. A coloro che svolgono il periodo di perfezionamento nell’ufficio per il processo a norma del presente decreto e che ne fanno espressa richiesta nella domanda di cui all’articolo 4, e’ attribuita una borsa di studio di importo non superiore a 400 euro mensili, per un periodo di dodici mesi, e comunque nel limite dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 21-ter, comma 2, del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132, mediante utilizzo degli appositi stanziamenti iscritti per gli anni 2015 e 2016 sul capitolo 1543 “Spese relative ai tirocini formativi presso gli Uffici giudiziari” – Missione 6 Giustizia U.d.V. 1.2 “Giustizia civile e penale” dello stato di previsione del Ministero della giustizia.
2. Gli importi saranno corrisposti a ciascun borsista in base al periodo di perfezionamento svolto, eventualmente frazionando, anche su base giornaliera, la somma mensilmente stabilita.
3. L’Amministrazione si riserva in ogni momento di accertare il perdurante possesso dei requisiti di ammissibilita’ da parte di ciascun beneficiario della borsa di studio, provvedendo alla revoca del beneficio laddove manchino e vengano meno i presupposti. A tal fine gli Uffici Giudiziari invieranno tutte le informazioni necessarie e le scadenze dei periodi di perfezionamento per ciascuno dei borsisti, secondo le modalita’ che saranno indicate con apposita circolare della Direzione Generale del personale e della formazione.

Art. 10
Comunicazioni

1. All’atto della presentazione della domanda ciascun richiedente deve indicare un indirizzo di posta elettronica, certificata o ordinaria, ove potra’ ricevere tutte le comunicazioni relative al presente decreto.

Art. 11
Trattamento dei dati personali

1. Ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, i dati personali forniti dai richiedenti sono raccolti presso il Ministero della giustizia – Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, Direzione generale del personale e della formazione, per le finalita’ di gestione delle domande e sono trattati presso una banca dati automatizzata.
2. Il conferimento di tali dati e’ obbligatorio ai fini della valutazione dei requisiti di partecipazione, pena l’esclusione dalla selezione. I predetti dati possono essere comunicati unicamente alle amministrazioni pubbliche direttamente interessate allo svolgimento della selezione.
3. L’interessato gode dei diritti di cui all’articolo 7 del citato decreto legislativo e puo’ esercitarli con le modalita’ di cui agli articoli 8 e 9 del predetto decreto. Tali diritti possono essere fatti valere nei confronti del Ministero della giustizia – Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi – Direzione generale del personale e della formazione. Il responsabile del trattamento dei dati personali sara’ individuato dal Direttore generale del personale e della formazione.

Art. 12
Posti non assegnati

1. I posti di cui all’allegato I che non vengano assegnati all’esito della procedura di selezione di cui al presente decreto costituiranno oggetto di una nuova procedura disposta con successivo decreto.

Art. 13
Clausola di invarianza

1. Dall’attuazione del presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 14
Pubblicita’

1. Il presente decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Di tale pubblicazione e’ immediatamente dato avviso sul sito internet del Ministero della giustizia. Roma, 20 ottobre 2015 Il Ministro della giustizia Orlando Il Ministro dell’economia e delle finanze Padoan Registrato alla Corte dei conti il 29 ottobre 2015 Ufficio di controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri reg.ne – prev. n. 2709

 

Allegato I

Parte di provvedimento in formato grafico

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