Regio Decreto Legge 27/11/1933 n. 1578

Regio Decreto Legge 27/11/1933 n. 1578

Redazione

G.U. 5/12/1933 n. 281

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8. I laureati in giurisprudenza, che svolgono la pratica prevista dall’articolo 17, sono iscritti, a domanda e previa certificazione del procuratore di cui frequentano lo studio, in un registro speciale tenuto dal consiglio dell’ordine degli avvocati e dei procuratori presso il tribunale nel cui circondario hanno la residenza, e sono sottoposti al potere disciplinare del consiglio stesso.
I praticanti procuratori, dopo un anno dalla iscrizione nel registro di cui al primo comma, sono ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel quale è compreso l’ordine circondariale che ha la tenuta del registro suddetto, limitatamente ai procedimenti che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di efficacia del decreto legislativo di attuazione della legge 16 luglio 1997, n. 254, rientravano nelle competenze del pretore. Davanti ai medesimi tribunali e negli stessi limiti, in sede penale, essi possono essere nominati difensori d’ufficio, esercitare le funzioni di pubblico ministero e proporre dichiarazione di impugnazione sia come difensori sia come rappresentanti del pubblico ministero (1).
È condizione per l’esercizio del patrocinio e delle funzioni di cui al secondo comma aver prestato giuramento davanti al presidente del tribunale del circondario in cui il praticante procuratore è iscritto secondo la formula seguente: «Consapevole dell’alta dignità della professione forense, giuro di adempiere ai doveri ad essa inerenti e ai compiti che la legge mi affida con lealtà, onore e diligenza per i fini della giustizia» (2).

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(1) Comma così modificato dall’art. 10, L. 27 giugno 1988, n. 242 e poi dall’art. 246, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Così sostituito dall’art. 1, L. 24 luglio 1985, n. 406.

14. I Consigli dell’ordine degli avvocati e dei procuratori oltre ad adempiere tutti gli altri compiti loro demandati da questa o da altre leggi:
a) esercitano le funzioni inerenti alla custodia degli albi professionali e dei registri dei praticanti e quelle relative al potere disciplinare nei confronti degli iscritti negli albi e registri medesimi;
b) vigilano sul decoro dei professionisti;
c) vigilano sull’esercizio della pratica forense;
d) dànno il parere sulla liquidazione degli onorari di avvocato nel caso preveduto dall’articolo 59 e negli altri casi in cui è richiesto a termini delle disposizioni vigenti (1);
e) dànno, nel caso di morte o di allontanamento di un avvocato o di un procuratore, a richiesta ed a spese di chi vi abbia interesse, i provvedimenti opportuni per la consegna degli atti e dei documenti in dipendenza della cessazione dell’esercizio professionale;
f) interpongono i propri uffici, a richiesta degli interessati, per procurare la conciliazione delle contestazioni che sorgano tra avvocati e procuratori ovvero tra questi professionisti ed i loro clienti, in dipendenza dell’esercizio professionale. Quando gli avvocati ed i procuratori non dipendono dallo stesso Consiglio, la conciliazione è promossa da quel Consiglio che ne sia stato per primo richiesto.
Qualora i poteri del Direttorio siano stati affidati al segretario o ad un commissario, ai sensi dell’art. 8, comma terzo, della legge 3 aprile 1926, n. 563, o dell’art. 30, comma secondo, del regio decreto 1° luglio 1926, n. 1130, le funzioni di cui alle lettere a) e d) sono esercitate da un Comitato presieduto dallo stesso segretario o commissario e composto di quattro membri, due avvocati e due procuratori, nominati dal Ministro delle corporazioni di concerto con il Ministro di grazia e giustizia tra i professionisti iscritti negli albi della circoscrizione del Tribunale (2).
Il Comitato è composto di sei membri, tre avvocati e tre procuratori, qualora il numero complessivo degli iscritti negli albi anzidetti sia maggiore di duecento (3).

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(1) Lettera così modificata dall’art 1, n. 1, L. 23 marzo 1940, n. 254.
(2) Gli ultimi due commi, per il loro riferimento a disposizioni dell’ordinamento corporativo, debbono ritenersi abrogati in virtù del D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 369, che ha soppresso le organizzazioni sindacali fasciste, dettando norme per la liquidazione del loro patrimonio.
(3) Gli ultimi due commi, per il loro riferimento a disposizioni dell’ordinamento corporativo, debbono ritenersi abrogati in virtù del D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 369, che ha soppresso le organizzazioni sindacali fasciste, dettando norme per la liquidazione del loro patrimonio.

17. Per l’iscrizione nell’albo dei procuratori è necessario:
1° essere cittadino italiano o italiano appartenente a regioni non unite politicamente all’Italia;
2° godere il pieno esercizio dei diritti civili;
3° essere di condotta specchiatissima ed illibata;
4° essere in possesso della laurea in giurisprudenza conferita o confermata in una università della Repubblica;
5° avere compiuto lodevolmente e proficuamente un periodo di pratica, frequentando lo studio di un procuratore ed assistendo alle udienze civili e penali della Corte d’appello o del Tribunale almeno per due anni consecutivi, posteriormente alla laurea, nei modi che saranno stabiliti con le norme da emanarsi a termini dell’art. 101, ovvero avere esercitato, per lo stesso periodo di tempo, il patrocinio davanti alle Preture ai sensi dell’art. 8 (1);
6° essere riuscito vincitore, entro il numero dei posti messi a concorso, nell’esame preveduto nell’art. 20 (2);
7° avere la residenza o il proprio domicilio professionale nella circoscrizione del tribunale nel cui albo l’iscrizione è domandata (3).
Per l’iscrizione nel registro speciale dei praticanti occorre il possesso dei requisiti di cui ai numeri 1°, 2°, 3° e 4°.
Non possono conseguire l’iscrizione nell’albo o nel registro dei praticanti coloro che abbiano riportato una delle condanne o delle pene accessorie o si trovino sottoposti ad una delle misure di sicurezza che, a norma dell’art. 42, darebbero luogo alla radiazione dall’albo e coloro che abbiano svolto una pubblica attività contraria agli interessi della Nazione (4).

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(1) Il periodo di pratica, di cui al presente numero, è stato ridotto dall’art. 1, D.Lgs.C.P.S. 5 maggio 1947, n. 374, a un anno.
(2) L’applicazione delle norme concernenti la limitazione del numero dei posti da conferire annualmente per l’iscrizione negli albi dei procuratori è stata sospesa, con provvedimento di natura temporanea, ma tuttora in vigore, con D.Lgs.Lgt. 7 settembre 1944, n. 215.
(3) Numero prima sostituito dall’art. 5, L. 24 febbraio 1997, n. 27, e poi così modificato dall’art 18, L. 3 febbraio 2003, n. 14 – Legge comunitaria 2002.
(4) La L. 24 febbraio 1997, n. 27, ha disposto la soppressione dell’albo dei procuratori legali. Conseguentemente, il termine «procuratore legale» deve intendersi sostituito con il termine «avvocato».

TITOLO VI
Degli onorari degli avvocati e dei procuratori e del rimborso delle spese

La liquidazione degli onorari è fatta dall’autorità giudiziaria in base ai criteri stabiliti a termini dell’art. 57, tenuto conto della gravità e del numero delle questioni trattate.
Per le cause di valore indeterminato o relative a materie non suscettibili di valutazione pecuniaria si ha riguardo alla natura e all’importanza della contestazione.
Per determinare il valore della controversia si ha riguardo a ciò che ha formato oggetto di vera contestazione.
L’autorità giudiziaria deve contenere la liquidazione entro i limiti del massimo e del minimo fissati a termini dell’articolo 58.
Tuttavia nei casi di eccezionale importanza, in relazione alla specialità delle controversie, quando il pregio intrinseco dell’opera lo giustifichi, il Giudice può oltrepassare il limite massimo; è parimenti in sua facoltà, quando la causa risulti di facile trattazione, di attribuire l’onorario in misura inferiore al minimo. In questi casi la decisione del Giudice deve essere motivata.
Le stesse norme si applicano nei giudizi arbitrali.

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