Legge 27/2/2009 n. 13

Legge 27/2/2009 n. 13

Redazione

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208

G.U. 28/2/2009 n. 49

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1. Il decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misurestraordinarie in materia di risorse idriche e di protezionedell’ambiente, e’ convertito in legge con le modificazioni riportatein allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quellodella sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inseritanella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.

Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 30 dicembre 2008, n. 208

All’articolo 1:

  • al comma 1, capoverso 2-bis, dopo le parole «sono prorogate» sono aggiunte le seguenti: «,senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,»;
  • dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: «3-bis. L’adozione dei piani di gestione di cui all’articolo 13 della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, e’ effettuata, sulla base degli atti e dei pareri disponibili, entro e non oltre il 22 dicembre 2009, dai comitati istituzionali delle autorita’ di bacino di rilievo nazionale, integrati da componenti designati dalle regioni il cui territorio ricade nel distretto idrografico al quale si riferisce il piano di gestione non gia’ rappresentate nei medesimi comitati istituzionali. Ai fini del rispetto del termine di cui al primo periodo, le autorita’ di bacino di rilievo nazionale provvedono, entro il 30 giugno 2009, a coordinare i contenuti e gli obiettivi dei piani di cui al presente comma all’interno del distretto idrografico di appartenenza, con particolare riferimento al programma di misure di cui all’articolo 11 della citata direttiva 2000/60/CE. Per i distretti idrografici nei quali non e’ presente alcuna Autorita’ di bacino di rilievo nazionale, provvedono le regioni.
    3-ter. Affinche’ l’adozione e l’attuazione dei piani di gestioneabbia luogo garantendo uniformita’ ed equita’ sul territorionazionale, con particolare riferimento alle risorse finanziarienecessarie al conseguimento degli obiettivi ambientali e ai costisopportati dagli utenti, il Ministero dell’ambiente e della tuteladel territorio e del mare, con proprio decreto, emana, entro sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto, linee guida che sono trasmesse ai comitatiistituzionali di cui al comma 3-bis.
    3-quater. Dalla data di entrata in vigore della legge diconversione del presente decreto e fino alla data di cui al comma 2,non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3 del decretodel Presidente della Repubblica 27 luglio 1999, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 284 del 3 dicembre 1999, recante ripartizionedei fondi finalizzati al finanziamento degli interventi in materia didifesa del suolo per il quadriennio 1998-2001, e all’articolo 3,comma 2, del decreto del Presidente della repubblica 9 maggio 2001,n. 331, recante ripartizione dei fondi finalizzati al finanziamentodegli interventi in materia di difesa del suolo per il quadriennio2000-2003.».

All’articolo 2:

  • al comma 1, dopo le parole: «con una o più imprese» è inserita la seguente: «interessate», la parola «sentita» è sostituita dalle seguenti: «sentiti l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) di cui all’articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133 e» e dopo le parole: «schema di contratto, che viene» sono inserite le seguenti: «concordato con le imprese interessate e»;
  • al comma 2 la parola: «osservazioni» è sostituita dalle seguenti: «ai partecipanti alla conferenza di cui al comma 3 note di commento»; e le parole: «, senza obbligo di risposta» sono soppresse;
  • al comma 4 la parola: «obbligata» è soppressa;
  • al comma 5 il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Sono fatti salvi gli accordi transattivi gia’ stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonche’ gli accordi transattivi attuativi di accordi di programma gia’ conclusi a tale data»;
  • dopo il comma 5 è inserito il seguente: «5-bis. La stipula del contratto di transazione comporta altresi’ la facolta’ di utilizzare i terreni o singoli lotti o porzioni degli stessi, in conformita’ alla loro destinazione urbanistica, qualora l’utilizzo non risulti incompatibile con gli interventi di bonifica, alla luce del contestuale decreto direttoriale di approvazione del progetto di messa in sicurezza e di bonifica del suolo e della falda, sia funzionale all’esercizio di un’attivita’ di impresa e non contrasti con eventuali necessita’ di garanzia dell’adempimento evidenziate nello schema di contratto.»;
  • al comma 6 le parole: «, il Ministero» sono sostituite dalle seguenti: «nei confronti del Ministero» e dopo le parole: «del mare,» sono inserite le seguenti: «quest’ultimo,»;
  • al comma 7 le parole: «I proventi» sono sostituite dalle seguenti: «I soli proventi», dopo le parole: «al presente articolo,» sono inserite le seguenti: «introitati a titolo di risarcimento del danno ambientale,» è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nei casi in cui nella transazione sia previsto che la prestazione complessivamente dovuta dall’impresa o dalle imprese abbia carattere soltanto pecuniario, le modalita’ e le finalita’ di utilizzo della quota di proventi diversa da quella introitata a titolo di risarcimento del danno ambientale sono definite negli strumenti di attuazione».

All’articolo 3:

  • nella rubrica dopo la parola: «ambientale» sono aggiunte le seguenti: «.Estensione delle funzioni del collegio dei revisori dell’APAT»;
  • dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: «3-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il collegio dei revisori dei conti gia’ operante in seno all’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT) esercita le sue funzioni anche in luogo dei corrispondenti organi gia’ operanti in seno all’Istituto nazionale per la fauna selvatica di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e all’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare di cui all’articolo 1-bis del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, i quali, dalla medesima data, sono soppressi»;

All’articolo 4:

  • dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: «1-bis. All’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, le parole: «di natura regolamentare,» sono soppresse.
    1-ter. In relazione all’esigenza di assicurare l’efficientesvolgimento dei compiti e la pienezza delle funzioni dellaCommissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale, anche conriferimento ai suoi compiti di valutazione ambientale strategicanell’ambito della strategia energetica nazionale, all’articolo 8 deldecreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successivemodificazioni, il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. I componenti della Commissione tecnica di verifica dell’impattoambientale provenienti dalle amministrazioni pubbliche di cuiall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, sono posti in posizione di comando, distacco o fuori ruolo, nelrispetto dei rispettivi ordinamenti, conservando il diritto altrattamento economico in godimento. Le amministrazioni di rispettivaprovenienza rendono indisponibile il posto liberato. In alternativa,ai componenti della Commissione tecnica di verifica dell’impattoambientale provenienti dalle medesime amministrazioni pubbliche siapplica quanto previsto dall’articolo 53 del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, e, per il personale in regime di dirittopubblico, quanto stabilito dai rispettivi ordinamenti. Ledisposizioni di cui al presente comma si applicano anche aicomponenti della Commissione nominati ai sensi dell’articolo 7 deldecreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni,dalla legge 14 luglio 2008, n. 123»;

Dopo l’articolo 4 è inserito il seguente:

«4-bis – Continuità operativa della Commissione istruttoriaper l’autorizzazione ambientale integrata – IPPC 1. Le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 1, del presente decreto si applicano anche alla Commissione istruttoria per l’autorizzazione ambientale integrata – IPPC, di cui all’articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90. 2. Ferma restando l’invarianza del compenso complessivo spettante, ai sensi del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 5 marzo 2008, a ciascun componente della Commissione istruttoria per l’autorizzazione ambientale integrata – IPPC, ai soli fini delle modalita’ di corresponsione dei compensi, gli stessi sono erogati, nella misura del 50 per cento del loro importo totale, all’avvio di ciascuna istruttoria, e, nella misura del restante 50 per cento, successivamente al rilascio o al diniegodi rilascio della autorizzazione ambientale integrata».

All’articolo 5:

  • nella rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «.Disposizioni in materia di adeguamento delle discariche nonche’ di modello unico didichiarazione ambientale»;
  • al comma 1 la lettera b) è soppressa;
  • dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1-bis. Fermo quanto previsto dall’articolo 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, relativo ai piani regionali di gestione dei rifiuti, il regime transitorio di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e’ prorogato fino al 30 giugno 2009. Il presidente di una regione o di una provincia autonoma puo’ chiedere, limitatamente alle discariche per rifiuti inerti o non pericolosi, che tale termine sia ulteriormente prorogato con richiesta motivata, da presentare entro il termine del 15 marzo 2009, corredata da dettagliata relazione indicante modalita’ e tempi di adeguamento delle discariche alle prescrizioni contenute nel decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36. L’adeguamento dovra’ essere perentoriamente ultimato entro il 31 dicembre 2009. La proroga e’ disposta con provvedimento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa valutazione tecnica della documentazione effettuata dallo stesso Ministero, ed avra’ efficacia a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al termine massimo del 31 dicembre 2009»;
  • dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: «2-bis. All’articolo 220, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo le parole: «il Consorzio nazionale degli imballaggi di cui all’articolo 224» sono inserite le seguenti: «acquisisce da tutti i soggetti che operano nel settore degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi i dati relativi al riciclaggio e al recupero degli stessi e».
    2-ter. All’articolo 221, comma 5, sesto periodo, del decretolegislativo 3 aprile 2006, n. 152, le parole: «dopo aver acquisito inecessari elementi di valutazione da parte del» sono sostituite dalleseguenti: «sulla base dei necessari elementi di valutazione fornitidal».
    2-quater. Ove il regolamento di cui al comma 6 dell’articolo 238del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non sia adottato dalMinistro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare entroil 30 giugno 2009, i comuni che intendano adottare la tariffaintegrata ambientale (TIA) possono farlo ai sensi delle disposizionilegislative e regolamentari vigenti.
    2-quinquies. Il modello unico di dichiarazione ambientale allegatoal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2008,pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 294del 17 dicembre 2008, sara’ utilizzato, con le relative istruzioni,per le dichiarazioni da presentare, entro il 30 aprile 2010, conriferimento all’anno 2009, da parte dei soggetti interessati. Per ledichiarazioni da presentare entro il 30 aprile 2009, con riferimentoall’anno 2008, il modello da utilizzare resta quello allegato aldecreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 dicembre 2002,pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 3 del4 gennaio 2003, come rettificato con decreto del Presidente delConsiglio dei Ministri 22 dicembre 2004, pubblicato nella GazzettaUfficiale n. 305 del 30 dicembre 2004, con le relative istruzioni».

All’articolo 6:

  • dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1-bis. Fatto salvo il disposto di cui all’articolo 181-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e a condizione che siano rispettate le disposizioni in materia di tutela della sicurezza dei lavoratori, di prevenzione incendi e le norme in tema di protezione dell’ambiente e della salute, per il periodo di dodici mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si considerano destinati in modo effettivo ed oggettivo all’utilizzo nei cicli di consumo e di produzione, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’articolo 3, comma 3, del decreto del Ministro dell’ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998, le materie, le sostanze ed i prodotti secondari stoccati presso gli impianti autorizzati alla gestione dei rifiuti in base alle vigenti norme ambientali, che effettuano una o piu’ delle operazioni di recupero dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata urbana o da raccolte dedicate di rifiuti speciali recuperabili in carta e cartone, vetro, plastica e legno. I quantitativi stoccati di dette materie, sostanze e prodotti secondari non possono comunque superare la capacita’ annua autorizzata dell’impianto o, in mancanza della stessa, la potenzialita’ dell’impianto».

Dopo l’articolo 6 sono inseriti i seguenti:

«Art. 6-bis – Disposizioni in materia di acqua potabile 1. Al comma 1284-bis dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, dopo le parole: «a favore della potabilizzazione,» e’ inserita la seguente: «naturizzazione,».
Art. 6-ter – Normale tollerabilità delle immissioni acustiche 1. Nell’accertare la normale tollerabilita’ delle immissioni e delle emissioni acustiche, ai sensi dell’articolo 844 del codice civile, sono fatte salve in ogni caso le disposizioni di legge e di regolamento vigenti che disciplinano specifiche sorgenti e la priorita’ di un determinato uso.
Art. 6-quater – Rifiuti contenenti idrocarburi 1. La classificazione dei rifiuti contenenti idrocarburi ai fini dell’assegnazione della caratteristica di pericolo H7, «cancerogeno»,si effettua conformemente a quanto indicato per gli idrocarburi totali nella Tabella A2 dell’Allegato A al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 7 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 4 dicembre 2008.».

Dopo l’articolo 7 sono inseriti i seguenti:

«Art. 7-bis – Riduzione dell’utilizzo di carta presso le pubbliche amministrazioni 1. Ai fini della diffusione presso le pubbliche amministrazioni di comportamenti, prassi, procedure, tecniche e mezzi di gestione che riducano i consumi di carta, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, oltre ad organizzare iniziative e strumenti di monitoraggio e verifica, realizza progetti e campagne di comunicazione anche con riferimento alla riduzione dei formati di stampa ed all’uso del fronte-retro, all’utilizzo di carta con spessore ridotto o di carte generate da macero, all’utilizzo di testi in formato elettronico in alternativa alla stampa cartacea, al riutilizzo delle stampe di prova e dei vecchi documenti per funzionalita’ di carta per appunti.2. Il Ministero provvede all’attuazione del presente articolo conl’utilizzo delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibilia legislazione vigente.
Art. 7-ter – Modifica all’articolo 4 del decreto-legge n. 314 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 368 del 2003 1. All’articolo 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, e successive modificazioni, il secondo e il terzo periodo del comma1-bis sono sostituiti dai seguenti: «Il contributo e’ assegnatoannualmente con deliberazione del Comitato interministeriale per laprogrammazione economica sulla base delle stime di inventarioradiometrico dei siti, determinato annualmente con decreto delMinistro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, suproposta dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), valutata la pericolosita’ dei rifiuti, ed e’ripartito, per ciascun territorio, in misura del 50 per cento infavore del comune nel cui territorio e’ ubicato il sito, in misuradel 25 per cento in favore della relativa provincia e in misura del25 per cento in favore dei comuni confinanti con quello nel cuiterritorio e’ ubicato il sito. Il contributo spettante a questiultimi e’ calcolato in proporzione alla superficie ed allapopolazione residente nel raggio di dieci chilometri dall’impianto».
Art. 7-quater – Progetti ed iniziative di educazione ambientale 1. Le somme di cui al comma 10 dell’articolo 12 del decreto-legge14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14maggio 2005, n. 80, iscritte nel conto dei residui al 31 dicembre2008 e non piu’ dovute, quantificate in euro 9.000.000 complessivi,sono mantenute nel conto medesimo per essere versate all’entrata delbilancio dello Stato, quanto ad euro 4.500.000 per ciascuno deglianni 2009 e 2010, per essere riassegnate ad un apposito fondo diparte corrente istituito nello stato di previsione del Ministerodell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ripartito suproposta del Ministro medesimo, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze per essere impiegate in progetti ed iniziative di educazione ambientale, comunicazione istituzionale e valorizzazione, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie, delle aree protette e della biodiversita’, ivi inclusa la promozione delle attivita’ turistico-ambientali e interventi di manutenzione ed efficientamento degli immobili di pertinenza del predetto Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. 2. Alla compensazione degli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica conseguenti all’applicazione del presente articolo si provvede mediante corrispondente utilizzo, per euro 2,5 milioni per l’anno 2009, euro 4,5 milioni per l’anno 2010 ed euro 2 milioni per l’anno 2011 in termini di sola cassa, del fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, come incrementato dall’articolo 1, comma 11, e dall’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 23 ottobre 2008, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2008, n. 201.
Art. 7-quinquies – Progetti di promozione della sensibilita’ ambientale nella scuola secondaria superiore e nell’universita’ 1. Al fine della sensibilizzazione delle giovani generazioni in riferimento alla conservazione di un ambiente sano, nonche’ alla promozione delle prassi e dei comportamenti ecocompatibili, sono realizzati progetti e iniziative di interesse generale nell’ambito dei sistemi di istruzione secondaria superiore e universitaria. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le relative modalita’ attuative, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 7-sexies – Valorizzazione a fini ecologici del mercato dell’usato 1. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare conclude con le regioni, le province ed i comuni, in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un accordo di programma, che puo’ prevedere la partecipazione di associazioni particolarmente rappresentative a livello territoriale, al fine di regolamentare, a fini ecologici, la rinascita e lo sviluppo, in sede locale, dei mercati dell’usato. 2. Sulla base di tale accordo, gli enti locali, a partire dal 2009, provvedono all’individuazione di spazi pubblici per lo svolgimento periodico dei mercati dell’usato. 3. Gli accordi sono aperti alla partecipazione delle associazioni professionali ed imprenditoriali interessate. 4. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’interno, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono dettati gli standard minimi che tali mercati devono avere a tutela dell’ambiente e della concorrenza, ferme per il resto le competenze delle regioni e degli enti locali in materia di commercio. 5. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione del presente articolo con l’utilizzo delle risorse umane, finanziarie estrumentali disponibili a legislazione vigente».

All’articolo 8:

  • dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti: «5-bis. Il termine di cui all’articolo 5, comma 1, lettera n), del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 6 novembre 2007, e’ prorogato di ulteriori diciotto mesi.
    5-ter. Gli articoli 9 e 10 del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 8 febbraio 2001, n. 194, si applicanoanche alla componente volontaristica dell’Associazione italiana dellaCroce Rossa ed ai volontari del Corpo nazionale soccorso alpino espeleologico impiegati in attivita’ di protezione civile, con oneri acarico dei rispettivi bilanci, ovvero con risorse provenienti dafinanziamenti esterni.
    5-quater. Per la prosecuzione degli interventi conseguenti aglieventi sismici del 23 dicembre 2008, per i quali e’ stato dichiaratolo stato di emergenza con decreto del Presidente del Consiglio deiMinistri 16 gennaio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21del 27 gennaio 2009, e’ autorizzata la spesa di 19 milioni di europer l’anno 2009. Le risorse sono assegnate al Dipartimento dellaprotezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, peressere trasferite al commissario delegato nominato per il superamentodell’emergenza. Le risorse di cui al presente comma sono utilizzate,ad integrazione delle somme stanziate a carico del Fondo diprotezione civile, prioritariamente per il ripristino dei fabbricatidichiarati inagibili. Al relativo onere, pari a 19 milioni di europer l’anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione delladotazione del fondo per interventi strutturali di politica economica,di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,n. 307, e successive modificazioni.
    5-quinquies. Le risorse finanziarie disponibili nella contabilita’speciale intestata al commissario delegato di cui all’ordinanza delPresidente del Consiglio dei Ministri n. 3294 del 19 giugno 2003 sonotrasferite al Dipartimento della protezione civile per larealizzazione di attivita’ di cooperazione con la Repubblica diAlbania in ambito di protezione civile, con particolare riferimentoalle iniziative previste dalla Piattaforma nazionale per la riduzionedel rischio da disastri di cui al decreto del Presidente delConsiglio dei Ministri 18 gennaio 2008, pubblicato nella GazzettaUfficiale n. 57 del 7 marzo 2008.
    5-sexies. All’articolo 7, comma 5, della legge 21 novembre 2000, n.353, e successive modificazioni, le parole: «unita’ operativeterritoriali da istituirsi con decreto del direttore generale» sonosostituite dalle seguenti: «nuclei operativi speciali e di protezionecivile da istituire con decreto del capo»»;

Dopo l’articolo 8 sono inseriti i seguenti:

«Art. 8-bis – Misure in materia di ripartizione della quota minima di incremento dell’energia elettrica da fonti rinnovabili 1. Il comma 167 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente: «167. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, uno o piu’ decreti per definire la ripartizione fra regioni e province autonome di Trento e di Bolzano della quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili per raggiungere l’obiettivo del 17 per cento del consumo interno lordo entro il 2020 ed i successivi aggiornamenti proposti dall’Unione europea. I decreti di cui al primo periodo sono emanati tenendo conto: a) della definizione dei potenziali regionali tenendo conto dell’attuale livello di produzione delle energie rinnovabili; b) dell’introduzione di obiettivi intermedi al 2012, 2014, 2016 e 2018 calcolati coerentemente con gli obiettivi intermedi nazionali concordati a livello comunitario; c) della determinazione delle modalita’ di esercizio del potere sostitutivo del Governo ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione nei casi di inadempienza delle regioni per il raggiungimento degliobiettivi individuati».
Art. 8-ter – Modifiche all’articolo 186 del decreto legislativo n. 152 del 2006 in materia di terre e rocce da scavo e di residui di lavorazione dellapietra 1. All’articolo 186 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il comma 7 sono aggiunti i seguenti: «7-bis. Le terre e le rocce da scavo, qualora ne siano accertate le caratteristiche ambientali, possono essere utilizzate per interventi di miglioramento ambientale e di siti anche non degradati. Tali interventi devono garantire, nella loro realizzazione finale, una delle seguenti condizioni: a) un miglioramento della qualita’ della copertura arborea o della funzionalita’ per attivita’ agro-silvo-pastorali; b) un miglioramento delle condizioni idrologiche rispetto alla tenuta dei versanti e alla raccolta e regimentazione delle acque piovane; c) un miglioramento della percezione paesaggistica. 7-ter.Ai fini dell’applicazione del presente articolo, i residui provenienti dall’estrazione di marmi e pietre sono equiparati alla disciplina dettata per le terre e rocce da scavo. Sono altresi’ equiparati i residui delle attivita’ di lavorazione di pietre e marmi derivanti da attivita’ nelle quali non vengono usati agenti o reagenti non naturali. Tali residui, quando siano sottoposti a un’operazione di recupero ambientale, devono soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispettare i valori limite, per eventuali sostanze inquinanti presenti, previsti nell’Allegato 5 alla parte IV del presente decreto, tenendo conto di tutti i possibili effetti negativi sull’ambiente derivanti dall’utilizzo della sostanza o dell’oggetto».
Art. 8-quater – Accordi di programma per la gestione dei rifiuti 1. All’articolo 206 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3. Gli accordi e i contratti di programma di cui al presente articolo non possono stabilire deroghe alla normativa comunitaria e possono prevedere semplificazioni amministrative».
Art. 8-quinquies – Modifica all’articolo 243 del decreto legislativo n. 152 del 2006 1. All’articolo 243 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, al comma 1, dopo le parole: «interventi di bonifica» sono inserite le seguenti: «o messa in sicurezza».
Art. 8-sexies – Disposizioni in materia di servizio idrico integrato 1. Gli oneri relativi alle attivita’ di progettazione e di
realizzazione o completamento degli impianti di depurazione, nonche’ quelli relativi ai connessi investimenti, come espressamente individuati e programmati dai piani d’ambito, costituiscono una componente vincolata della tariffa del servizio idrico integrato che concorre alla determinazione del corrispettivo dovuto dall’utente. Detta componente e’ pertanto dovuta al gestore dall’utenza, nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, a decorrere dall’avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione, purche’ alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati. 2. In attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008, i gestori del servizio idrico integrato provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all’esercizio del servizio di depurazione. Nei casi di cui al secondo periodo del comma 1, dall’importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attivita’ di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate. L’importo da restituire e’ individuato, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dalle rispettive Autorita’ d’ambito. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche agli enti locali gestori in via diretta dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. In tali casi all’individuazione dell’importo da restituire provvedono i medesimi enti locali. 4. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta del Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare stabilisce con propri decreti i criteri ed i parametri per l’attuazione, coerentemente con le previsioni dell’allegato al decreto del Ministro dei lavori pubblici, d’intesa con il Ministro dell’ambiente, 1° agosto 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 16 ottobre 1996, tenute presenti le particolari condizioni dei soggetti non allacciati che provvedono autonomamente alla depurazione dei propri scarichi e l’eventuale impatto ambientale, di quanto previsto dal comma 2, nonche’ le informazioni minime che devono essere periodicamente fornite agli utenti dai singoli gestori in ordine al programma per la realizzazione, il completamento, l’adeguamento e l’attivazione degli impianti di depurazione previsto dal rispettivo Piano d’ambito, nonche’ al suo grado di progressiva attuazione, e le relative forme di pubblicita’, ivi inclusa l’indicazione all’interno della bolletta. 5. Nell’ambito delle informazioni fornite all’utenza devono rientrare anche quelle inerenti al consuntivo delle spese gia’ sostenute ed al preventivo delle spese che il gestore deve ancora sostenere, a valere sulla quota di tariffa vincolata a coprire gli oneri derivanti dalle attivita’ di cui al comma 4, nonche’ all’osservanza dei tempi di realizzazione previsti. 6. Il Comitato provvede al controllo e al monitoraggio periodico del corretto adempimento degli obblighi informativi da parte del gestore, al quale, nell’ipotesi di inadempienze, si applicano, ai fini dell’osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo, le disposizioni di cui all’articolo 152, commi 2 e 3, del decretolegislativo 3 aprile 2006, n. 152.».

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