Legge 22/4/2005 n. 69

Legge 22/4/2005 n. 69

Redazione

Disposizioni di principio e definizioni

G.U. 29/4/2005 n. 98

Versione PDF del documento

TITOLO I – DISPOSIZIONI DI PRINCIPIO

Disposizioni di principio e definizioni.

1. La presente legge attua,nell’ordinamento interno, le disposizioni della decisione quadro 2002/584/GAIdel Consiglio, del 13 giugno 2002, di seguito denominata “decisione quadro”,relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Statimembri dell’Unione europea nei limiti in cui tali disposizioni non sono incompatibilicon i principi supremi dell’ordinamento costituzionale in tema di dirittifondamentali, nonché in tema di diritti di libertà e del giusto processo.
2. Il mandato d’arresto europeo è una decisione giudiziaria emessa dauno Stato membro dell’Unione europea, di seguito denominato “Stato membrodi emissione”, in vista dell’arresto e della consegna da parte di un altroStato membro, di seguito denominato “Stato membro di esecuzione”, di unapersona, al fine dell’esercizio di azioni giudiziarie in materia penale o dell’esecuzionedi una pena o di una misura di sicurezza privative della libertàpersonale.
3. L’Italia darà esecuzione al mandato d’arresto europeo alle condizionie con le modalità stabilite dalla presente legge, sempre che il provvedimentocautelare in base al quale il mandato è stato emesso sia stato sottoscritto daun giudice, sia motivato, ovvero che la sentenza da eseguire sia irrevocabile.
4. Le disposizioni della presente legge costituiscono un’attuazione dell’azionecomune in materia di cooperazione giudiziaria penale, ai sensi degliarticoli 31, paragrafo 1, lettere a) e b), e 34, paragrafo 2, lettera b), del Trattatosull’Unione europea, e successive modificazioni.

TITOLO I – DISPOSIZIONI DI PRINCIPIO

Garanzie costituzionali

1. In conformità a quanto stabilito dall’articolo6, paragrafi 1 e 2, del Trattato sull’Unione europea e dal punto (12)dei consideranda del preambolo della decisione quadro, l’Italia darà esecuzioneal mandato d’arresto europeo nel rispetto dei seguenti diritti e principistabiliti dai trattati internazionali e dalla Costituzione:
a) i diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione per la salvaguardia deidiritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre1950, resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848, in particolaredall’articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza) e dall’articolo6 (diritto ad un processo equo), nonché dai Protocolli addizionali allaConvenzione stessa;
b) i principi e le regole contenuti nella Costituzione della Repubblica, attinential giusto processo, ivi compresi quelli relativi alla tutela della libertàpersonale, anche in relazione al diritto di difesa e al principio dieguaglianza, nonché quelli relativi alla responsabilità penale e alla qualitàdelle sanzioni penali.
2. Per le finalità di cui al comma 1, possono essere richieste idonee garanzieallo Stato membro di emissione.
3. L’Italia rifiuterà la consegna dell’imputato o del condannato in casodi grave e persistente violazione, da parte dello Stato richiedente, dei principidi cui al comma 1, lettera a), constatata dal Consiglio dell’Unioneeuropea ai sensi del punto (10) dei consideranda del preambolo della decisionequadro.

TITOLO I – DISPOSIZIONI DI PRINCIPIO

Applicazione della riserva parlamentare.

1. Le modifiche dell’articolo2, paragrafo 2, della decisione quadro sono sottoposte dal Governo ariserva parlamentare.
2. Il Presidente del Consiglio dei ministri trasmette alle Camere i relativiprogetti di modifica, unitamente ad una relazione con la quale illustra lostato dei negoziati e l’impatto delle disposizioni sull’ordinamento italiano,chiedendo di esprimersi al riguardo.
3. La pronuncia non favorevole della Camera dei deputati o del Senatodella Repubblica è vincolante e non consente l’adesione dello Stato italianoalle modifiche proposte.

TITOLO I – DISPOSIZIONI DI PRINCIPIO

Autorità centrale

1. In relazione alle disposizioni dell’articolo 7della decisione quadro l’Italia designa come autorità centrale per assistere leautorità giudiziarie competenti il Ministro della giustizia.
2. Spettano al Ministro della giustizia la trasmissione e la ricezione amministrativadei mandati d’arresto europei e della corrispondenza ufficialead essi relativa.
3. Il Ministro della giustizia, se riceve un mandato d’arresto europeo dauno Stato membro di emissione, lo trasmette senza indugio all’autoritàgiudiziaria territorialmente competente. Se riceve un mandato d’arresto europeodall’autorità giudiziaria italiana, lo trasmette senza indugio allo Statomembro di esecuzione.
4. Nei limiti e con le modalità previsti da accordi internazionali puòessere consentita in condizioni di reciprocità la corrispondenza diretta traautorità giudiziarie. In tal caso l’autorità giudiziaria competente informaimmediatamente il Ministro della giustizia della ricezione o dell’emissionedi un mandato d’arresto europeo. Resta comunque ferma la competenza delMinistro della giustizia ai fini di cui al comma 1 dell’articolo 23.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Garanzia giurisdizionale

1. La consegna di un imputato o di uncondannato all’estero non può essere concessa senza la decisione favorevoledella corte di appello.
2. La competenza a dare esecuzione a un mandato d’arresto europeoappartiene, nell’ordine, alla corte di appello nel cui distretto l’imputato o ilcondannato ha la residenza, la dimora o il domicilio nel momento in cui ilprovvedimento è ricevuto dall’autorità giudiziaria.
3. Se la competenza non può essere determinata ai sensi del comma 2, ècompetente la corte di appello di Roma.
4. Quando uno stesso fatto è oggetto di mandati di arresto emessicontestualmente dall’autorità giudiziaria di uno Stato membro dell’Unioneeuropea a carico di più persone e non è possibile determinare la competenzaai sensi del comma 2, è competente la corte di appello del distretto in cuihanno la residenza, la dimora o il domicilio il maggior numero delle personeovvero, se anche in tale modo non è possibile determinare la competenza, lacorte di appello di Roma.
5. Nel caso in cui la persona sia stata arrestata dalla polizia giudiziaria aisensi dell’articolo 11, la competenza a decidere sulla consegna appartienealla corte di appello del distretto in cui è avvenuto l’arresto.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Contenuto del mandato d’arresto europeo nella procedura passivadi consegna

1. Il mandato d’arresto europeo deve contenere le seguentiinformazioni:
a) identità e cittadinanza del ricercato;
b) nome, indirizzo, numero di telefono e di fax, indirizzo di posta elettronicadell’autorità giudiziaria emittente;
c) indicazione dell’esistenza di una sentenza esecutiva, di un provvedimentocautelare o di qualsiasi altra decisione giudiziaria esecutiva che abbia lastessa forza e che rientri nel campo di applicazione degli articoli 7 e 8della presente legge;
d) natura e qualificazione giuridica del reato;
e) descrizione delle circostanze della commissione del reato, compresi ilmomento, il luogo e il grado di partecipazione del ricercato;
f) pena inflitta, se vi è una sentenza definitiva, ovvero, negli altri casi,pena minima e massima stabilita dalla legge dello Stato di emissione;g) per quanto possibile, le altre conseguenze del reato.
2. Se il mandato d’arresto europeo non contiene le informazioni di cuialle lettere a), c), d), e) ed f) del comma 1, l’autorità giudiziaria provvede aisensi dell’articolo 16. Analogamente provvede quando ritiene necessarioacquisire ulteriori elementi al fine di verificare se ricorra uno dei casi previstidagli articoli 18 e 19.
3. La consegna è consentita, se ne ricorrono i presupposti, soltanto sullabase di una richiesta alla quale sia allegata copia del provvedimento restrittivodella libertà personale o della sentenza di condanna a pena detentiva che hadato luogo alla richiesta stessa.
4. Al mandato d’arresto devono essere allegati:
a) una relazione sui fatti addebitati alla persona della quale è domandata laconsegna, con l’indicazione delle fonti di prova, del tempo e del luogodi commissione dei fatti stessi e della loro qualificazione giuridica;
b) il testo delle disposizioni di legge applicabili, con l’indicazione del tipoe della durata della pena;
c) i dati segnaletici ed ogni altra possibile informazione atta a determinarel’identità e la nazionalità della persona della quale è domandata la consegna.
5. Se lo Stato membro di emissione non provvede, il presidente dellacorte di appello o il magistrato da questi delegato richiede al Ministro dellagiustizia l’acquisizione del provvedimento dell’autorità giudiziaria in baseal quale il mandato d’arresto europeo è stato emesso, nonché la documentazionedi cui al comma 4, informandolo della data della udienza camerale fissata. IlMinistro della giustizia informa l’autorità giudiziaria dello Stato membro diemissione che la ricezione del provvedimento e della documentazione costituiscecondizione necessaria per l’esame della richiesta di esecuzione da partedella corte di appello. Immediatamente dopo averli ricevuti, il Ministro dellagiustizia trasmette al presidente della corte di appello il provvedimento e ladocumentazione unitamente ad una loro traduzione in lingua italiana.
6. Se l’autorità giudiziaria dello Stato membro di emissione non dà corsoalla richiesta del Ministro della giustizia, di cui al comma 5, la corte diappello respinge la richiesta.
7. Il mandato d’arresto europeo dovrà pervenire tradotto in lingua italiana.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Casi di doppia punibilità

1. L’Italia darà esecuzione al mandatod’arresto europeo solo nel caso in cui il fatto sia previsto come reato anchedalla legge nazionale.
2. Il comma 1 non si applica nei casi in cui, in materia di tasse e imposte,di dogana e di cambio, la legge italiana non impone lo stesso tipo di tasse o diimposte ovvero non contiene lo stesso tipo di disciplina in materia di tasse, diimposte, di dogana e di cambio della legge dello Stato membro di emissione.Tuttavia, deve trattarsi di tasse e imposte che siano assimilabili, per analogia,a tasse o imposte per le quali la legge italiana prevede, in caso di violazione,la sanzione della reclusione della durata massima, escluse le eventuali aggravanti,pari o superiore a tre anni.
3. Il fatto dovrà essere punito dalla legge dello Stato membro di emissionecon una pena o con una misura di sicurezza privativa della libertà personaledella durata massima non inferiore a dodici mesi. Ai fini del calcolodella pena o della misura di sicurezza non si tiene conto delle circostanzeaggravanti.
4. In caso di esecuzione di una sentenza di condanna, la pena o la misuradi sicurezza dovranno avere una durata non inferiore a quattro mesi.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Consegna obbligatoria

1. Si fa luogo alla consegna in base almandato d’arresto europeo, indipendentemente dalla doppia incriminazione,per i fatti seguenti, sempre che, escluse le eventuali aggravanti, il massimodella pena o della misura di sicurezza privativa della libertà personale siapari o superiore a tre anni:
a) partecipare ad una associazione di tre o più persone finalizzata alla commissionedi più delitti;
b) compiere atti di minaccia contro la pubblica incolumità ovvero di violenzasu persone o cose a danno di uno Stato, di una istituzione od organismointernazionale, al fine di sovvertire l’ordine costituzionale di unoStato ovvero distruggere o indebolire le strutture politiche, economicheo sociali nazionali o sovranazionali;
c) costringere o indurre una o più persone, mediante violenza, minaccia,inganno o abuso di autorità, a fare ingresso o a soggiornare o a uscire dalterritorio di uno Stato, o a trasferirsi all’interno dello stesso, al fine disottoporla a schiavitù o al lavoro forzato o all’accattonaggio o allo sfruttamentodi prestazioni sessuali;
d) indurre alla prostituzione ovvero compiere atti diretti al favoreggiamentoo allo sfruttamento sessuale di un bambino; compiere atti diretti allosfruttamento di una persona di età infantile al fine di produrre, con qualsiasimezzo, materiale pornografico; fare commercio, distribuire, divulgareo pubblicizzare materiale pornografico in cui è riprodotto un minore;
e) vendere, offrire, cedere, distribuire, commerciare, acquistare, trasportare,esportare, importare o procurare ad altri sostanze che, secondo lelegislazioni vigenti nei Paesi europei, sono considerate stupefacenti opsicotrope;
f) commerciare, acquistare, trasportare, esportare o importare armi, munizionied esplosivi in violazione della legislazione vigente;
g) ricevere, accettare la promessa, dare o promettere denaro o altra utilitàin relazione al compimento o al mancato compimento di un atto inerentead un pubblico ufficio;
h) compiere qualsiasi azione od omissione intenzionale relativa all’utilizzoo alla presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi, inesatti o incompleticui consegua il percepimento o la ritenzione illecita di fondiovvero la diminuzione illegittima di risorse iscritte nel bilancio di unoStato o nel bilancio generale delle Comunità europee o nei bilanci gestitidalle Comunità europee o per conto di esse; compiere qualsiasi azioneod omissione intenzionale relativa alla distrazione di tali fondi per finidiversi da quelli per cui essi sono stati inizialmente concessi; compierele medesime azioni od omissioni a danno di un privato, di una personagiuridica o di un ente pubblico;
i) sostituire o trasferire denaro, beni o altre utilità provenienti da reato,ovvero compiere in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolarel’identificazione della loro provenienza illecita;
l) contraffare monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Statoo fuori di esso o alterarle in qualsiasi modo dando l’apparenza di unvalore superiore;
m) commettere, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecaread altri un danno, un fatto diretto a introdursi o a mantenersi abusivamentein un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezzaovvero danneggiare o distruggere sistemi informatici o telematici, dati,informazioni o programmi in essi contenuti o a essi pertinenti;
n) mettere in pericolo l’ambiente mediante lo scarico non autorizzato diidrocarburi, oli usati o fanghi derivanti dalla depurazione delle acque,l’emissione di sostanze pericolose nell’atmosfera, sul suolo o in acqua,il trattamento, il trasporto, il deposito, l’eliminazione di rifiuti pericolosi,lo scarico di rifiuti nel suolo o nelle acque e la gestione abusiva di unadiscarica; possedere, catturare e commerciare specie animali e vegetaliprotette;
o) compiere, al fine di trarne profitto, atti diretti a procurare l’ingresso illegalenel territorio di uno Stato di una persona che non è cittadina o nonha titolo di residenza permanente;
p) cagionare volontariamente la morte di un uomo o lesioni personali dellamedesima gravità di quelle previste dall’articolo 583 del codice penale;
q) procurare illecitamente e per scopo di lucro un organo o un tessuto umanoovvero farne comunque commercio;
r) privare una persona della libertà personale o tenerla in proprio potereminacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrataal fine di costringere un terzo, sia questi uno Stato, una organizzazioneinternazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica o una collettivitàdi persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene,subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione odomissione;
s) incitare pubblicamente alla violenza, come manifestazione di odio razzialenei confronti di un gruppo di persone, o di un membro di un talegruppo, a causa del colore della pelle, della razza, della religione professata,ovvero dell’origine nazionale o etnica; esaltare, per razzismo oxenofobia, i crimini contro l’umanità;
t) impossessarsi della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, alfine di trarne profitto per sé o per altri, facendo uso delle armi o a seguitodell’attività di un gruppo organizzato;
u) operare traffico illecito di beni culturali, compresi gli oggetti di antiquariatoe le opere d’arte;
v) indurre taluno in errore, con artifizi o raggiri, procurando a sé o ad altriun ingiusto profitto con altrui danno;
z) richiedere con minacce, uso della forza o qualsiasi altra forma di intimidazione,beni o promesse o la firma di qualsiasi documento che contengao determini un obbligo, un’alienazione o una quietanza;
aa) imitare o duplicare abusivamente prodotti commerciali, al fine di trarneprofitto;
bb) falsificare atti amministrativi e operare traffico di documenti falsi;
cc) falsificare mezzi di pagamento;
dd) operare traffico illecito di sostanze ormonali e di altri fattori della crescita;
ee) operare traffico illecito di materie nucleari e radioattive;
ff) acquistare, ricevere od occultare veicoli rubati, o comunque collaborarenel farli acquistare, ricevere od occultare, al fine di procurare a sé o adaltri un profitto;
gg) costringere taluno a compiere o subire atti sessuali con violenza o minacciao mediante abuso di autorità;
hh) cagionare un incendio dal quale deriva pericolo per l’incolumità pubblica;
ii) commettere reati che rientrano nella competenza giurisdizionale dellaCorte penale internazionale;
ll) impossessarsi di una nave o di un aereo;
mm) provocare illegalmente e intenzionalmente danni ingenti a strutture statali,altre strutture pubbliche, sistemi di trasporto pubblico o altre infrastrutture,che comportano o possono comportare una notevole perditaeconomica.
2. L’autorità giudiziaria italiana accerta quale sia la definizione dei reatiper i quali è richiesta la consegna, secondo la legge dello Stato membro diemissione, e se la stessa corrisponda alle fattispecie di cui al comma 1.
3. Se il fatto non è previsto come reato dalla legge italiana, non si dàluogo alla consegna del cittadino italiano se risulta che lo stesso non era aconoscenza, senza propria colpa, della norma penale dello Stato membro diemissione in base alla quale è stato emesso il mandato d’arresto europeo.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Ricezione del mandato d’arresto. Misure cautelari

1. Salvo icasi previsti dall’articolo 11, il Ministro della giustizia, ricevuto il mandatod’arresto europeo emesso dall’autorità competente di uno Stato membro, lotrasmette senza ritardo al presidente della corte di appello, competente aisensi dell’articolo 5. Il presidente della corte di appello dà immediata comunicazioneal procuratore generale del mandato d’arresto europeo, procedendodirettamente, o tramite delega ad altro magistrato della corte, agliadempimenti di sua competenza. Il presidente della corte di appello procedecon le stesse modalità nelle ipotesi in cui il mandato d’arresto e la relativadocumentazione di cui all’articolo 6 sono stati trasmessi direttamente dall’autoritàgiudiziaria dello Stato membro di emissione.
2. Il presidente, nel caso in cui insorgano difficoltà relative alla ricezioneo alla autenticità dei documenti trasmessi dall’autorità giudiziaria straniera,prende contatti diretti con questa al fine di risolverle.
3. Il presidente, nel caso in cui sia manifestamente competente altra cortedi appello ai sensi dell’articolo 5, commi 3, 4 e 5, provvede senza indugioalla trasmissione del mandato d’arresto ricevuto.
4. Il presidente, compiuti gli adempimenti urgenti, riunisce la corte diappello che, sentito il procuratore generale, procede, con ordinanza motivata,a pena di nullità, all’applicazione della misura coercitiva, se ritenuta necessaria,tenendo conto in particolare dell’esigenza di garantire che la personadella quale è richiesta la consegna non si sottragga alla stessa.
5. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del titolo I del libroIV del codice di procedura penale, in materia di misure cautelari personali,fatta eccezione per gli articoli 273, commi 1 e 1-bis, 274, comma 1, lettere a)e c), e 280.
6. Le misure coercitive non possono essere disposte se vi sono ragioniper ritenere che sussistono cause ostative alla consegna.
7. Si applicano le disposizioni dell’articolo 719 del codice di procedurapenale.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Inizio del procedimento

1. Entro cinque giorni dall’esecuzionedelle misure di cui all’articolo 9, e alla presenza di un difensore di ufficionominato a norma dell’articolo 97 del codice di procedura penale, in mancanzadi difensore di fiducia, il presidente della corte di appello, o il magistratodelegato, procede a sentire la persona sottoposta alla misura cautelare,informandola, in una lingua alla stessa conosciuta, del contenuto del mandatod’arresto europeo e della procedura di esecuzione, nonché della facoltà diacconsentire alla propria consegna all’autorità giudiziaria richiedente e dirinunciare al beneficio di non essere sottoposta ad altro procedimento penale,di non essere condannata o altrimenti privata della libertà personale perreati anteriori alla consegna diversi da quello per il quale questa è stata disposta.
2. Della data fissata per il compimento delle attività di cui al comma 1 èdato avviso al difensore almeno ventiquattro ore prima.
3. Della ordinanza di cui all’articolo 9 è data comunicazione, a richiestadella persona arrestata, ai familiari ovvero, se si tratta di straniero, alla competenteautorità consolare.
4. Il presidente della corte di appello, o il magistrato da lui delegato,fissa con decreto l’udienza in camera di consiglio per la decisione entro iltermine di venti giorni dall’esecuzione della misura coercitiva e disponecontestualmente il deposito del mandato d’arresto europeo e della documentazionedi cui all’articolo 6. Il decreto è comunicato al procuratore generalee notificato alla persona richiesta in consegna e al suo difensore, almeno ottogiorni prima dell’udienza. Si applicano le disposizioni dell’articolo 702 delcodice di procedura penale.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Arresto ad iniziativa della polizia giudiziaria

1. Nel caso in cuil’autorità competente dello Stato membro ha effettuato segnalazione nel Sistemadi informazione Schengen (SIS) nelle forme richieste, la poliziagiudiziaria procede all’arresto della persona ricercata, ponendola immediatamente,e, comunque, non oltre ventiquattro ore, a disposizione del presidentedella corte di appello nel cui distretto il provvedimento è stato eseguito, mediante trasmissione del relativo verbale, e dando immediata informazioneal Ministro della giustizia.
2. Il Ministro della giustizia comunica immediatamente allo Stato membrorichiedente l’avvenuto arresto ai fini della trasmissione del mandato d’arrestoe della documentazione di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 6.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Adempimenti conseguenti all’arresto ad iniziativa della poliziagiudiziaria

1. L’ufficiale di polizia giudiziaria che ha proceduto all’arrestoai sensi dell’articolo 11 informa la persona, in una lingua alla stessa comprensibile,del mandato emesso e del suo contenuto, della possibilità di acconsentirealla propria consegna all’autorità giudiziaria emittente e la avvertedella facoltà di nominare un difensore di fiducia e del diritto di essereassistita da un interprete. Nel caso in cui l’arrestato non provveda a nominareun difensore, la polizia giudiziaria procede immediatamente a individuare undifensore di ufficio ai sensi dell’articolo 97 del codice di procedura penale.
2. La polizia giudiziaria provvede a dare tempestivo avviso dell’arrestoal difensore.
3. Il verbale di arresto dà atto, a pena di nullità, degli adempimenti indicatiai commi 1 e 2, nonché degli accertamenti effettuati sulla identificazionedell’arrestato.
4. All’attuazione del presente articolo si provvede mediante l’utilizzodegli ordinari stanziamenti del Ministero della giustizia.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Convalida

1. Entro quarantotto ore dalla ricezione del verbale diarresto, il presidente della corte di appello o un magistrato della corte da luidelegato, informato il procuratore generale, provvede, in una lingua alla stessaconosciuta e, se necessario, alla presenza di un interprete, a sentire la personaarrestata con la presenza di un difensore di ufficio nominato in mancanzadi difensore di fiducia. Nel caso in cui la persona arrestata risulti ristretta inlocalità diversa da quella in cui l’arresto è stato eseguito, il presidente dellacorte di appello può delegare per gli adempimenti di cui all’articolo 10 ilpresidente del tribunale territorialmente competente, ferma restando la suacompetenza in ordine ai provvedimenti di cui al comma 2.
2. Se risulta evidente che l’arresto è stato eseguito per errore di personao fuori dai casi previsti dalla legge, il presidente della corte di appello, o ilmagistrato della corte da lui delegato, dispone con decreto motivato che ilfermato sia posto immediatamente in libertà. Fuori da tale caso, si procedealla convalida dell’arresto provvedendo con ordinanza ai sensi degli articoli9 e 10.
3. Il provvedimento emesso dal presidente della corte di appello ai sensidel comma 2 perde efficacia se nel termine di dieci giorni non perviene ilmandato d’arresto europeo o la segnalazione della persona nel SIS effettuatadall’autorità competente. La segnalazione equivale al mandato d’arresto purchécontenga le indicazioni di cui all’articolo 6.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Consenso alla consegna

1. Quando procede a sentire la personadella quale è stata richiesta la consegna, ai sensi degli articoli 10, comma 1,e 13, comma 1, il presidente della corte di appello, o il magistrato da luidelegato, raccoglie l’eventuale consenso alla consegna, alla presenza del difensoree, se necessario, dell’interprete. Del consenso e delle modalità concui è stato prestato si dà atto in apposito verbale.
2. Il consenso può essere espresso anche successivamente mediante dichiarazioneindirizzata al direttore della casa di reclusione e dallo stesso immediatamentetrasmessa al presidente della corte di appello, anche a mezzotelefax, ovvero con dichiarazione resa nel corso dell’udienza davanti allacorte e fino alla conclusione della discussione.
3. Il consenso è irrevocabile. La persona arrestata è preventivamenteinformata della irrevocabilità del consenso e della rinuncia.
4. Nel caso che il consenso sia stato validamente espresso, la corte diappello provvede con ordinanza emessa senza ritardo e, comunque, non oltredieci giorni, alla decisione sulla richiesta di esecuzione, dopo avere sentito ilprocuratore generale, il difensore e, se comparsa, la persona richiesta in consegna.
5. L’ordinanza emessa dal presidente della corte di appello ai sensi delcomma 4 è depositata tempestivamente in cancelleria e del deposito è datoavviso al difensore e alla persona richiesta in consegna nonché al procuratoregenerale. Le parti hanno diritto di ottenerne copia.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Provvedimenti provvisori in attesa della decisione

1. Se il mandatod’arresto europeo è stato emesso nel corso di un procedimento penale, ilpresidente della corte di appello, su richiesta dell’autorità giudiziaria emittentee al fine di consentire le indagini urgenti dalla stessa ritenute necessarie,autorizza l’interrogatorio della persona richiesta in consegna, ovvero nedispone il trasferimento temporaneo nello Stato membro di emissione.
2. Quando concede l’autorizzazione all’interrogatorio della persona richiestain consegna, il presidente della corte di appello informa il Ministrodella giustizia per la tempestiva comunicazione all’autorità giudiziaria richiedentee per ogni necessaria intesa anche in ordine alla data di assunzionedell’atto. L’interrogatorio è effettuato da un magistrato della corte di appellodesignato dal presidente, con l’assistenza della persona eventualmente designatadall’autorità richiedente in conformità alla legge dello Stato membrodi emissione e dell’interprete eventualmente necessario. Sono osservate leforme e le garanzie previste per l’interrogatorio dagli articoli 64, 65, 66 e294, comma 4, del codice di procedura penale. Dell’interrogatorio è redattoverbale.
3. Quando dispone il trasferimento temporaneo della persona richiestain consegna, il presidente della corte di appello informa il Ministro dellagiustizia per la tempestiva comunicazione all’autorità giudiziaria richiedenteanche ai fini delle necessarie intese in ordine alle condizioni e alla durata deltrasferimento. Si tiene in ogni caso conto della necessità che la persona siafatta rientrare in modo da potere partecipare alle udienze relative alla proceduradi esecuzione del mandato d’arresto.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Informazioni e accertamenti integrativi

1. Qualora la corte diappello non ritenga sufficienti ai fini della decisione la documentazione e leinformazioni trasmesse dallo Stato membro di emissione, può richiedere allostesso, direttamente o per il tramite del Ministro della giustizia, le informazioniintegrative occorrenti. In ogni caso stabilisce un termine per la ricezionedi quanto richiesto, non superiore a trenta giorni. Se l’autorità giudiziariadello Stato membro di emissione non dà corso alla richiesta, si applica ilcomma 6 dell’articolo 6.
2. La corte di appello, d’ufficio o su richiesta delle parti, può disporrealtresì ogni ulteriore accertamento che ritiene necessario al fine della decisione.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Decisione sulla richiesta di esecuzione

1. Salvo quanto previstodall’articolo 14, la corte di appello decide con sentenza in camera di consigliosull’esistenza delle condizioni per l’accoglimento della richiesta di consegna,sentiti il procuratore generale, il difensore, e, se compare, la personarichiesta in consegna, nonché, se presente, il rappresentante dello Stato richiedente.
2. La decisione deve essere emessa entro il termine di sessanta giornidall’esecuzione della misura cautelare di cui agli articoli 9 e 13. Ove, percause di forza maggiore, sia ravvisata l’impossibilità di rispettare tali terminiil presidente della corte di appello informa dei motivi il Ministro della giustizia,che ne dà comunicazione allo Stato richiedente, anche tramite l’Eurojust.In questo caso i termini possono essere prorogati di trenta giorni.
3. Nel caso in cui la persona ricercata benefici di una immunità riconosciutadall’ordinamento italiano, il termine per la decisione comincia a decorreresolo se e a partire dal giorno in cui la corte di appello è stata informatadel fatto che l’immunità non opera più. Se la decisione sulla esclusionedell’immunità compete a un organo dello Stato italiano, la corte provvede ainoltrare la richiesta.
4. In assenza di cause ostative la corte di appello pronuncia sentenza concui dispone la consegna della persona ricercata se sussistono gravi indizi dicolpevolezza ovvero se esiste una sentenza irrevocabile di condanna.
5. Quando la decisione è contraria alla consegna, la corte di appello conla sentenza revoca immediatamente le misure cautelari applicate.
6. Della sentenza è data, al termine della camera di consiglio, immediatalettura. La lettura equivale a notificazione alle parti, anche se non presenti,che hanno diritto ad ottenere copia del provvedimento.
7. La sentenza è immediatamente comunicata, anche a mezzo telefax,al Ministro della giustizia, che provvede ad informare le competenti autoritàdello Stato membro di emissione ed altresì, quando la decisione èdi accoglimento, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Rifiuto della consegna.

1. La corte di appello rifiuta la consegnanei seguenti casi:
a) se vi sono motivi oggettivi per ritenere che il mandato d’arresto europeoè stato emesso al fine di perseguire penalmente o di punire una personaa causa del suo sesso, della sua razza, della sua religione, della sua origineetnica, della sua nazionalità, della sua lingua, delle sue opinioni politicheo delle sue tendenze sessuali oppure che la posizione di tale personapossa risultare pregiudicata per uno di tali motivi;
b) se il diritto è stato leso con il consenso di chi, secondo la legge italiana,può validamente disporne;
c) se per la legge italiana il fatto costituisce esercizio di un diritto, adempimentodi un dovere ovvero è stato determinato da caso fortuito o forzamaggiore;
d) se il fatto è manifestazione della libertà di associazione, della libertà distampa o di altri mezzi di comunicazione;
e) se la legislazione dello Stato membro di emissione non prevede i limitimassimi della carcerazione preventiva;
f) se il mandato d’arresto europeo ha per oggetto un reato politico, fattesalve le esclusioni previste dall’articolo 11 della Convenzione internazionaleper la repressione degli attentati terroristici mediante utilizzo diesplosivo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a NewYork il 15 dicembre 1997, resa esecutiva dalla legge 14 febbraio 2003,n. 34; dall’articolo 1 della Convenzione europea per la repressione delterrorismo, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1977, resa esecutiva dallalegge 26 novembre 1985, n. 719; dall’articolo unico della legge costituzionale21 giugno 1967, n. 1;
g) se dagli atti risulta che la sentenza irrevocabile, oggetto del mandatod’arresto europeo, non sia la conseguenza di un processo equo condottonel rispetto dei diritti minimi dell’accusato previsti dall’articolo 6 dellaConvenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,firmata a Roma il 4 novembre 1950, resa esecutiva dalla legge4 agosto 1955, n. 848, e dall’articolo 2 del Protocollo n. 7 a dettaConvenzione, adottato a Strasburgo il 22 novembre 1984, reso esecutivodalla legge 9 aprile 1990, n. 98, statuente il diritto ad un doppio gradodi giurisdizione in materia penale;
h) se sussiste un serio pericolo che la persona ricercata venga sottopostaalla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani odegradanti;
i) se la persona oggetto del mandato d’arresto europeo era minore di anni14 al momento della commissione del reato, ovvero se la persona oggettodel mandato d’arresto europeo era minore di anni 18 quando ilreato per cui si procede è punito con una pena inferiore nel massimo anove anni, o quando la restrizione della libertà personale risulta incompatibilecon i processi educativi in atto, o quando l’ordinamentodello Stato membro di emissione non prevede differenze di trattamentocarcerario tra il minore di anni 18 e il soggetto maggiorenne o quando,effettuati i necessari accertamenti, il soggetto risulti comunque nonimputabile o, infine, quando nell’ordinamento dello Stato membro diemissione non è previsto l’accertamento della effettiva capacità di intenderee di volere;
l) se il reato contestato nel mandato d’arresto europeo è estinto per amnistiaai sensi della legge italiana, ove vi sia la giurisdizione dello Statoitaliano sul fatto;m) se risulta che la persona ricercata è stata giudicata con sentenza irrevocabileper gli stessi fatti da uno degli Stati membri dell’Unione europeapurché, in caso di condanna, la pena sia stata già eseguita ovvero sia incorso di esecuzione, ovvero non possa più essere eseguita in forza delleleggi dello Stato membro che ha emesso la condanna;
n) se i fatti per i quali il mandato d’arresto europeo è stato emesso potevanoessere giudicati in Italia e si sia già verificata la prescrizione del reatoo della pena;
o) se, per lo stesso fatto che è alla base del mandato d’arresto europeo, neiconfronti della persona ricercata, è in corso un procedimento penale inItalia, esclusa l’ipotesi in cui il mandato d’arresto europeo concerne l’esecuzionedi una sentenza definitiva di condanna emessa in uno Stato membrodell’Unione europea;
p) se il mandato d’arresto europeo riguarda reati che dalla legge italianasono considerati reati commessi in tutto o in parte nel suo territorio, o inluogo assimilato al suo territorio; ovvero reati che sono stati commessial di fuori del territorio dello Stato membro di emissione, se la leggeitaliana non consente l’azione penale per gli stessi reati commessi al difuori del suo territorio;
q) se è stata pronunciata, in Italia, sentenza di non luogo a procedere, salvoche sussistano i presupposti di cui all’articolo 434 del codice di procedurapenale per la revoca della sentenza;
r) se il mandato d’arresto europeo è stato emesso ai fini della esecuzione diuna pena o di una misura di sicurezza privative della libertà personale,qualora la persona ricercata sia cittadino italiano, sempre che la corte diappello disponga che tale pena o misura di sicurezza sia eseguita in Italiaconformemente al suo diritto interno;
s) se la persona richiesta in consegna è una donna incinta o madre di proledi età inferiore a tre anni con lei convivente, salvo che, trattandosi dimandato d’arresto europeo emesso nel corso di un procedimento, le esigenzecautelari poste a base del provvedimento restrittivo dell’autoritàgiudiziaria emittente risultino di eccezionale gravità;
t) se il provvedimento cautelare in base al quale il mandato d’arresto europeoè stato emesso risulta mancante di motivazione;
u) se la persona richiesta in consegna beneficia per la legge italiana di immunitàche limitano l’esercizio o il proseguimento dell’azione penale;
v) se la sentenza per la cui esecuzione è stata domandata la consegna contienedisposizioni contrarie ai principi fondamentali dell’ordinamentogiuridico italiano.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Garanzie richieste allo Stato membro di emissione

1. L’esecuzionedel mandato d’arresto europeo da parte dell’autorità giudiziaria italiana,nei casi sotto elencati, è subordinata alle seguenti condizioni:
a) se il mandato d’arresto europeo è stato emesso ai fini dell’esecuzionedi una pena o di una misura di sicurezza comminate mediantedecisione pronunciata in absentia, e se l’interessato non è stato citatopersonalmente né altrimenti informato della data e del luogo dell’udienzache ha portato alla decisione pronunciata in absentia, laconsegna è subordinata alla condizione che l’autorità giudiziariaemittente fornisca assicurazioni considerate sufficienti a garantire allepersone oggetto del mandato d’arresto europeo la possibilità di richiedereun nuovo processo nello Stato membro di emissione e diessere presenti al giudizio;
b) se il reato in base al quale il mandato d’arresto europeo è stato emesso èpunibile con una pena o una misura di sicurezza privative della libertàpersonale a vita, l’esecuzione di tale mandato è subordinata alla condizioneche lo Stato membro di emissione preveda nel suo ordinamentogiuridico una revisione della pena comminata, su richiesta o entro ventianni, oppure l’applicazione di misure di clemenza alle quali la personaha diritto in virtù della legge o della prassi dello Stato membro di emissione,affinché la pena o la misura in questione non siano eseguite;
c) se la persona oggetto del mandato d’arresto europeo ai fini di un’azionepenale è cittadino o residente dello Stato italiano, la consegna è subordinataalla condizione che la persona, dopo essere stata ascoltata, sia rinviatanello Stato membro di esecuzione per scontarvi la pena o la misuradi sicurezza privative della libertà personale eventualmente pronunciatenei suoi confronti nello Stato membro di emissione.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Concorso di richieste di consegna

1. Quando due o più Statimembri hanno emesso un mandato d’arresto europeo nei confronti della stessapersona, la corte di appello decide quale dei mandati d’arresto deve essereeseguito, tenuto conto di ogni rilevante elemento di valutazione e, in particolare,della gravità dei reati per i quali i mandati sono stati emessi, del luogo incui i reati sono stati commessi e delle date di emissione dei mandati d’arrestoe considerando, in questo contesto, se i mandati sono stati emessi nel corsodi un procedimento penale ovvero per l’esecuzione di una pena o misura disicurezza privative della libertà personale.
2. Ai fini della decisione di cui al comma 1 la corte di appello può disporreogni necessario accertamento nonché richiedere una consulenzaall’Eurojust.
3. Quando, nei confronti della stessa persona, sono stati emessi un mandatod’arresto europeo e una richiesta di estradizione da parte di uno Statoterzo, la corte di appello competente per il mandato d’arresto, sentito il Ministrodella giustizia, decide se va data precedenza al mandato d’arresto ovveroalla richiesta di estradizione tenendo conto della gravità dei fatti, dell’ordinedi presentazione delle richieste e di ogni altro elemento utile alla decisione.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Termini per la decisione

1. Se non interviene la decisione neitermini di cui agli articoli 14 e 17 la persona ricercata è posta immediatamentein libertà.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Ricorso per cassazione

1. Contro i provvedimenti che decidonosulla consegna la persona interessata, il suo difensore e il procuratore geneMandatodi arresto europeorale presso la corte di appello possono proporre ricorso per cassazione, ancheper il merito, entro dieci giorni dalla conoscenza legale dei provvedimentistessi ai sensi degli articoli 14, comma 5, e 17, comma 6.
2. Il ricorso sospende l’esecuzione della sentenza.
3. La Corte di cassazione decide con sentenza entro quindici giorni dallaricezione degli atti nelle forme di cui all’articolo 127 del codice di procedurapenale. L’avviso alle parti deve essere notificato o comunicato almeno cinquegiorni prima dell’udienza.
4. La decisione è depositata a conclusione dell’udienza con la contestualemotivazione. Qualora la redazione della motivazione non risulti possibile, laCorte di cassazione, data comunque lettura del dispositivo, provvede al depositodella motivazione non oltre il quinto giorno dalla pronuncia.
5. Copia del provvedimento è immediatamente trasmessa, anche a mezzotelefax, al Ministro della giustizia.
6. Quando la Corte di cassazione annulla con rinvio, gli atti vengono trasmessial giudice di rinvio, il quale decide entro venti giorni dalla ricezione.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Consegna della persona. Sospensione della consegna

1. La personarichiesta in consegna deve essere consegnata allo Stato membro di emissioneentro dieci giorni dalla sentenza irrevocabile con cui è data esecuzioneal mandato d’arresto europeo ovvero dall’ordinanza di cui all’articolo 14,comma 4, nei modi e secondo le intese nel frattempo intercorse tramite ilMinistro della giustizia.
2. Quando ricorrono cause di forza maggiore che impediscono la consegnaentro il termine previsto nel comma 1, il presidente della corte di appello,o il magistrato da lui delegato, sospesa l’esecuzione del provvedimento,ne dà immediata comunicazione al Ministro della giustizia, che informa l’autoritàdello Stato membro di emissione.
3. Quando sussistono motivi umanitari o gravi ragioni per ritenere che laconsegna metterebbe in pericolo la vita o la salute della persona, il presidentedella corte di appello, o il magistrato da lui delegato, può con decretomotivato sospendere l’esecuzione del provvedimento di consegna, dandoimmediata comunicazione al Ministro della giustizia.
4. Nei casi di cui ai commi 2 e 3, venuta meno la ragione della sospensione,il presidente della corte di appello, o il magistrato da lui delegato, dàtempestiva comunicazione al Ministro della giustizia che concorda con l’autoritàdello Stato membro di emissione una nuova data di consegna. In talecaso il termine di cui al comma 1 decorre dalla nuova data concordata.
5. Scaduto il termine di dieci giorni di cui ai commi 1 e 4, la custodiacautelare perde efficacia e il presidente della corte di appello, o il magistratoda lui delegato, dispone la liberazione dell’arrestato, sempre che l’ineseguibilità della consegna non sia imputabile a quest’ultimo. In tale caso, i terminisono sospesi sino alla cessazione dell’impedimento.
6. All’atto della consegna, la corte di appello trasmette all’autorità giudiziariaemittente le informazioni occorrenti a consentire la deduzione delperiodo di custodia preventivamente sofferto in esecuzione del mandato d’arrestoeuropeo dalla durata complessiva della detenzione conseguente allaeventuale sentenza di condanna ovvero per la determinazione della duratamassima della custodia cautelare.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Rinvio della consegna o consegna temporanea

1. Con la decisioneche dispone l’esecuzione del mandato d’arresto europeo la corte diappello può disporre che la consegna della persona venga rinviata per consentireche la stessa possa essere sottoposta a procedimento penale in Italiaovvero possa scontarvi la pena alla quale sia stata condannata per reato diversoda quello oggetto del mandato d’arresto.
2. Nel caso di cui al comma 1, su richiesta dell’autorità giudiziaria emittente,la corte di appello, sentita l’autorità giudiziaria competente per il procedimentopenale in corso o per l’esecuzione della sentenza di condanna,può disporre il trasferimento temporaneo della persona richiesta in consegnaalle condizioni concordate.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Divieto di consegna o di estradizione successiva

1. La consegnadella persona è subordinata alla condizione che la stessa non venga consegnataad altro Stato membro in esecuzione di un mandato d’arresto europeoemesso per un reato anteriore alla consegna medesima senza l’assenso dellacorte di appello che ha disposto l’esecuzione del mandato d’arresto né estradataverso uno Stato terzo senza l’assenso all’estradizione successiva accordatoa norma delle convenzioni internazionali in vigore per lo Stato e dell’articolo711 del codice di procedura penale.
2. Ove richiesta dall’autorità giudiziaria competente dello Stato membrodi emissione, la corte di appello accorda il proprio assenso alla consegnadella persona ad altro Stato membro quando il reato per cui l’assenso è richiestodà luogo a consegna a norma della presente legge. Sulla richiesta diassenso, completa degli elementi di cui all’articolo 6, la corte di appello decide,sentito il procuratore generale, entro trenta giorni dal ricevimento.
3. La condizione di cui al comma 1 relativa alla consegna ad un altroStato membro non è applicabile:
a) quando la persona, pur avendo avuto la possibilità di farlo, non ha lasciatoil territorio dello Stato al quale è stata consegnata entro quarantacinquegiorni successivi alla sua scarcerazione definitiva ovvero, dopoaverlo lasciato, vi ha fatto ritorno;
b) quando la persona ha consentito, con dichiarazione resa davanti all’autoritàgiudiziaria competente dello Stato membro di emissione, e raccoltaa verbale, alla consegna ad altro Stato membro;
c) quando la persona richiesta in consegna non beneficia del principiodi specialità ai sensi dell’articolo 26, comma 2, lettere a), e) ed f), ecomma 3.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Principio di specialità

1. La consegna è sempre subordinata allacondizione che, per un fatto anteriore alla stessa e diverso da quello per ilquale è stata concessa, la persona non venga sottoposta a un procedimentopenale, né privata della libertà personale in esecuzione di una pena o di unamisura di sicurezza, né altrimenti assoggettata ad altra misura privativa dellalibertà personale.
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica quando:
a) il soggetto consegnato, avendone avuta la possibilità, non ha lasciato ilterritorio dello Stato al quale è stato consegnato decorsi quarantacinquegiorni dalla sua definitiva liberazione ovvero, avendolo lasciato, vi hafatto volontariamente ritorno;
b) il reato non è punibile con una pena o con una misura di sicurezza privativedella libertà personale;
c) il procedimento penale non consente l’applicazione di una misura restrittivadella libertà personale;
d) la persona è soggetta a una pena o a una misura che non implica la privazionedella libertà, ivi inclusa una misura pecuniaria, anche se può limitarela sua libertà personale;
e) il ricercato ha acconsentito alla propria consegna, oltre a rinunciare alprincipio di specialità con le forme di cui all’articolo 14;
f) dopo essere stata consegnata, la persona ha espressamente rinunciato abeneficiare del principio di specialità rispetto a particolari reati anteriorialla sua consegna. Tale rinuncia è raccolta a verbale dall’autorità giudiziariadello Stato membro di emissione, con forme equivalenti a quelleindicate all’articolo 14.
3. Successivamente alla consegna, ove lo Stato membro di emissionerichieda di sottoporre la persona a un procedimento penale ovvero di assoggettarela stessa a un provvedimento coercitivo della libertà, provvede lacorte di appello che ha dato esecuzione al mandato d’arresto. A tale fine, lacorte verifica che la richiesta dello Stato estero contenga le informazioniindicate dall’articolo 8, paragrafo 1, della decisione quadro munite di traduzionee decide entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta. L’assenso èrilasciato quando il reato per il quale è richiesto consente la consegna di unapersona ai sensi della decisione quadro. La corte rifiuta l’assenso quandoricorre uno dei casi di cui all’articolo 18.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO I – Procedura passiva di consegna

Transito

1. Le richieste di transito sul territorio dello Stato diuna persona che deve essere consegnata sono ricevute dal Ministro dellagiustizia.
2. Il Ministro della giustizia può rifiutare la richiesta quando:
a) non ha ricevuto informazioni circa l’identità e la cittadinanza della personaoggetto del mandato d’arresto europeo, l’esistenza di un mandato d’arrestoeuropeo, la natura e la qualificazione giuridica del reato e la descrizionedelle circostanze del reato, compresi la data e il luogo di commissione;
b) il ricercato è cittadino italiano o residente in Italia e il transito è richiestoai fini dell’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privativedella libertà personale.
3. Nel caso in cui la richiesta di transito riguardi un cittadino italiano ouna persona residente in Italia, il Ministro della giustizia può subordinare iltransito alla condizione che la persona, dopo essere stata ascoltata, sia rinviatain Italia per scontarvi la pena o la misura di sicurezza privative dellalibertà personale eventualmente pronunciate nei suoi confronti nello Statomembro di emissione.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO II – Procedura attiva di consegna

Competenza

1. Il mandato d’arresto europeo è emesso:
a) dal giudice che ha applicato la misura cautelare della custodia in carcereo degli arresti domiciliari;
b) dal pubblico ministero presso il giudice indicato all’articolo 665 del codicedi procedura penale che ha emesso l’ordine di esecuzione della penadetentiva di cui all’articolo 656 del medesimo codice, sempre che sitratti di pena di durata non inferiore a un anno e che non operi la sospensionedell’esecuzione;
c) dal pubblico ministero individuato ai sensi dell’articolo 658 del codicedi procedura penale, per quanto attiene alla esecuzione di misure di sicurezzapersonali detentive.
2. Il mandato d’arresto europeo è trasmesso al Ministro della giustiziache provvede alla traduzione del testo nella lingua dello Stato membro diesecuzione e alla sua trasmissione all’autorità competente. Della emissionedel mandato è data immediata comunicazione al Servizio per la cooperazioneinternazionale di polizia.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO II – Procedura attiva di consegna

Emissione del mandato d’arresto europeo

1. L’autoritàgiudiziaria competente ai sensi dell’articolo 28 emette il mandato d’arrestoeuropeo quando risulta che l’imputato o il condannato è residente,domiciliato o dimorante nel territorio di uno Stato membro dell’Unioneeuropea.
2. Quando il luogo della residenza, del domicilio o della dimora non èconosciuto e risulta possibile che la persona si trovi nel territorio di uno Statomembro dell’Unione europea, l’autorità giudiziaria dispone l’inserimento diuna specifica segnalazione nel SIS, conformemente alle disposizioni dell’articolo95 della convenzione del 19 giugno 1990, di applicazione dell’accordodi Schengen del 14 giugno 1985 relativo all’eliminazione graduale deicontrolli alle frontiere comuni, resa esecutiva dalla legge 30 settembre 1993,n. 388. Una segnalazione nel SIS equivale a un mandato d’arresto europeocorredato delle informazioni di cui all’articolo 30.
3. Nel caso in cui la persona ricercata benefici di una immunità o di unprivilegio riconosciuti da uno Stato diverso da quello di esecuzione ovveroda un organismo internazionale, l’autorità giudiziaria provvede a inoltrare larichiesta di revoca del privilegio o di esclusione dell’immunità.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO II – Procedura attiva di consegna

Contenuto del mandato d’arresto europeo nella procedura attivadi consegna

1. Il mandato d’arresto europeo contiene le informazioniseguenti, nella presentazione stabilita nel modello di cui all’allegato annessoalla decisione quadro:
a) identità e cittadinanza del ricercato;
b) nome, indirizzo, numero di telefono e di fax, indirizzo di posta elettronicadell’autorità giudiziaria emittente;
c) indicazione dell’esistenza dei provvedimenti indicati dall’articolo 28;
d) natura e qualificazione giuridica del reato, tenuto anche conto dell’articolo2, paragrafo 2, della decisione quadro;
e) descrizione del fatto contestato, compresi l’epoca e il luogo di commissione,nonché, in caso di concorso di persone, il grado di partecipazionedel ricercato;
f) pena inflitta, se vi è sentenza irrevocabile, ovvero, negli altri casi, penaminima e massima stabilita dalla legge;
g) per quanto possibile, le altre conseguenze del reato.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO II – Procedura attiva di consegna

Perdita di efficacia del mandato d’arresto europeo

1. Il mandatod’arresto europeo perde efficacia quando il provvedimento restrittivosulla base del quale è stato emesso è stato revocato o annullato ovvero èdivenuto inefficace. Il procuratore generale presso la corte di appello ne dàimmediata comunicazione al Ministro della giustizia ai fini della conseguentecomunicazione allo Stato membro di esecuzione.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO II – Procedura attiva di consegna

Principio di specialità

1. La consegna della persona ricercata èsoggetta ai limiti del principio di specialità, con le eccezioni previste, relativamentealla procedura passiva di consegna, dall’articolo 26.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO II – Procedura attiva di consegna

Computabilità della custodia cautelare all’estero (1)

1. Il periododi custodia cautelare sofferto all’estero in esecuzione del mandato d’arrestoeuropeo è computato ai sensi e per gli effetti degli articoli 303, comma 4,304 e 657 del codice di procedura penale.
——–

(1) La Corte Cost. – sent. 16/5/2008, n. 143 – ha dichiarato l’illegittimità delpresente articolo, nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all’estero, inesecuzione del mandato d’arresto europeo, sia computata anche agli effetti della duratadei termini di fase previsti dall’art. 303, comma 1, 2 e 3, del codice di procedurapenale.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO III – Misure reali

Richiesta in caso di sequestro o di confisca di beni

1. Con ilmandato d’arresto europeo emesso ai sensi dell’articolo 28 il procuratoregenerale presso la corte di appello richiede all’autorità giudiziaria dello Statomembro di esecuzione la consegna dei beni oggetto del provvedimento disequestro o di confisca eventualmente emesso dal giudice competente, trasmettendo,nel contempo, copia dei provvedimenti di sequestro.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO III – Misure reali

Sequestro e consegna di beni

1. Su richiesta dell’autoritàgiudiziaria che ha emesso il mandato d’arresto europeo, o d’ufficio, la cortedi appello può disporre il sequestro dei beni necessari ai fini della provaovvero suscettibili di confisca in quanto costituenti il prodotto, il profitto o ilprezzo del reato nella disponibilità del ricercato e nei limiti di cui ai commiseguenti.
2. La richiesta di cui al comma 1 contiene la precisazione se la consegnanecessita ai soli fini della prova ovvero ai fini della confisca. Ove tale precisazionenon risulti contenuta nella richiesta, il presidente della corte di appelloinvita l’autorità giudiziaria richiedente a trasmetterla.
3. La corte di appello provvede con decreto motivato, sentito il procuratoregenerale. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agliarticoli 253, 254, 255, 256, 258, 259 e 260, commi 1 e 2, del codice di procedurapenale.
4. La consegna delle cose sequestrate all’autorità giudiziaria richiedenteha luogo secondo le modalità e le intese con la stessa intervenute tramite ilMinistro della giustizia.
5. Quando la consegna è richiesta ai fini della prova, la corte di appellodispone che la consegna resta subordinata alla condizione che i beni sianorestituiti una volta soddisfatte le esigenze processuali.
6. Quando la consegna è richiesta ai fini della confisca, la corte di appellodispone il sequestro salvaguardando i diritti previsti dal comma 9 e leesigenze dell’autorità giudiziaria italiana di cui all’articolo 36. In ogni caso,concedendo il sequestro, la corte dispone che la consegna resti subordinataalla condizione che successivamente non risultino diritti acquisiti ai sensi delcomma 9.
7. I beni sequestrati sono consegnati anche nel caso in cui il mandatod’arresto europeo non può essere eseguito a motivo del decesso o della fugadel ricercato.
8. Si applicano le disposizioni dell’articolo 719 del codice di procedurapenale.
9. Sono sempre fatti salvi gli eventuali diritti acquisiti sui beni di cui alcomma 1 dallo Stato italiano o da terzi.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO III – Misure reali

Concorso di sequestri

1. Nel caso in cui i beni richiesti di sequestrodall’autorità giudiziaria dello Stato membro costituiscano già oggetto disequestro disposto dall’autorità giudiziaria italiana nell’ambito di un procedimentopenale in corso e di essi sia prevista dalla legge italiana la confisca,la consegna può essere disposta ai soli fini delle esigenze probatorie e previonulla osta dell’autorità giudiziaria italiana procedente con il limite di cui all’articolo35, comma 9.
2. Alle stesse condizioni di cui al comma 1 è subordinata la consegnaquando si tratta di beni già oggetto di sequestro disposto nell’ambito di unprocedimento civile a norma degli articoli 670 e 671 del codice di proceduracivile.

TITOLO II – NORME DI RECEPIMENTO INTERNO
CAPO IV – Spese

Spese

1. Sono a carico dello Stato italiano le spese sostenute nelterritorio nazionale per l’esecuzione di un mandato d’arresto europeo o dellemisure reali adottate. Tutte le altre spese sono a carico dello Stato membro lacui autorità giudiziaria ha emesso il mandato d’arresto o richiesto la misurareale.
2. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

TITOLO III – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Obblighi internazionali

1. La presente legge non pregiudica gliobblighi internazionali dello Stato italiano qualora la persona ricercata siastata estradata da uno Stato terzo e sia tutelata dalle norme relative al principiodi specialità contenute nell’accordo in base al quale ha avuto luogo l’estradizione.In tale caso il Ministro della giustizia richiede tempestivamente l’assensoallo Stato dal quale la persona ricercata è stata estradata ai fini dellaconsegna allo Stato membro.
2. Nel caso previsto dal comma 1, secondo periodo, i termini di cui alcapo I del titolo II decorrono dal giorno in cui il principio di specialità cessadi operare.

TITOLO III – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Norme applicabili

1. Per quanto non previsto dalla presente leggesi applicano le disposizioni del codice di procedura penale e delle leggicomplementari, in quanto compatibili.
2. Non si applicano le disposizioni previste dalla legge 7 ottobre 1969,n. 742, e successive modificazioni, relativa alla sospensione dei terminiprocessuali nel periodo feriale.

TITOLO III – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Disposizioni transitorie

1. Le disposizioni della presente legge siapplicano alle richieste di esecuzione di mandati d’arresto europei emessi ericevuti dopo la data della sua entrata in vigore.
2. Alle richieste di esecuzione relative a reati commessi prima del 7 agosto2002, salvo per quanto previsto dal comma 3, restano applicabili le disposizionivigenti anteriormente alla data di entrata in vigore della presentelegge in materia di estradizione.
3. Le disposizioni di cui all’articolo 8 si applicano unicamente ai fatticommessi dopo la data di entrata in vigore della presente legge.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it