Legge 11/12/1990 n. 379

Legge 11/12/1990 n. 379

Redazione

Destinazione e misura dell'indennità

G.U. 17/12/1990 n. 293

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1 . A decorrere dall’1 gennaio 1991, a ogni iscritta a una cassa di previdenza e assistenza per i liberi professionisti di cui alla tabella a allegata alla presente legge è corrisposta un’indennità di maternità per i periodi di gravidanza e puerperio comprendenti i due mesi antecedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi la data effettiva del parto.
2 . L’indennità di cui al comma primo viene corrisposta in misura pari all’80 per cento di cinque dodicesimi del reddito percepito e denunciato ai fini fiscali dalla libera professionista nel secondo anno precedente a quello della domanda.
3 .  In ogni caso l’indennità di cui al comma primo non può essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione calcolata nella misura pari all’80 per cento del salario minimo giornaliero stabilito dall’ articolo 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402 , convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni, nella misura risultante, per la qualifica di impiegato, dalla tabella a e dai successivi decreti ministeriali di cui al secondo comma del medesimo articolo. (1)
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(1) Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.

1 .  L’indennità di cui all’articolo 1 è corrisposta dalla competente cassa di previdenza e assistenza per i liberi professionisti, a seguito di apposita domanda presentata dall’interessata a partire dal compimento del sesto mese di gravidanza ed entro il termine perentorio di centottanta giorni dal parto.
2 .  La domanda, in carta libera, deve essere corredata da certificato medico comprovante la data di inizio della gravidanza e quella presunta del parto, nonché dalla dichiarazione redatta ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 , e successive modificazioni, attestante l’inesistenza del diritto alle indennità di maternità di cui alle leggi 30 dicembre 1971, n. 1204 , e successive modificazioni, e 29 dicembre 1987, n. 546 , e successive modificazioni.
3 .  L’indennità di maternità spetta in misura intera anche nel caso in cui, dopo il compimento del sesto mese di gravidanza, questa sia interrotta per motivi spontanei o terapeutici.
4 .  Le competenti casse di previdenza e assistenza per i liberi professionisti provvedono d’ufficio agli accertamenti amministrativi necessari. (2)
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(2) Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.

1 .  L’indennità di cui all’articolo 1 spetta altresì per l’ingresso del bambino adottato o affidato in preadozione, a condizione che non abbia superato i sei anni di età.
2 .  La domanda, in carta libera, deve essere presentata dalla madre alla competente cassa di previdenza e assistenza per i liberi professionisti entro il termine perentorio di centottanta giorni dall’ingresso del bambino e deve essere corredata da idonee dichiarazioni, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 , e successive modificazioni, attestanti l’inesistenza del diritto a indennità di maternità per qualsiasi altro titolo e la data di effettivo ingresso del bambino nella famiglia.
3 .  Alla domanda di cui al comma secondo va allegata copia autentica del provvedimento di adozione o di affidamento preadottivo. (3)
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(3) Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.

1 .  In caso di aborto, spontaneo o terapeutico, verificatosi non prima del terzo mese di gravidanza, l’indennità di cui all’articolo 1 è corrisposta nella misura pari all’80 per cento di una mensilità del reddito o della retribuzione determinati ai sensi dei commi secondo e terzo del citato articolo 1.
2 .  La domanda deve essere corredata da certificato medico, rilasciato dalla usl che ha fornito le prestazioni sanitarie, comprovante il giorno dell’avvenuto aborto spontaneo o terapeutico e deve essere presentata alla competente cassa di previdenza e assistenza per i liberi professionisti entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla data dell’aborto.(4)
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(4) Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.

1 .  Alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge si provvede con un contributo annuo a partire dal 1991 di lire 18.000 a carico di ogni iscritto a casse di previdenza e assistenza per i liberi professionisti. il contributo è annualmente rivalutato con lo stesso indice di aumento dei contributi dovuti in misura fissa di cui all’ articolo 22 della legge 3 giugno 1975, n. 160 , e successive modificazioni. al fine di assicurare l’equilibrio delle gestioni delle singole casse di previdenza e assistenza per i liberi professionisti, il ministro del tesoro, sentito il parere dei rispettivi consigli di amministrazione, stabilisce, anche con separati decreti, la variazione dei contributi di cui al presente articolo.
2 .  Con la stessa procedura prevista dal comma primo, i ministri del lavoro e della previdenza sociale e del tesoro, accertato che le singole casse di previdenza e assistenza per i liberi professionisti abbiano disponibilità finanziarie atte a far fronte agli oneri derivanti dalla presente legge, possono decidere misure di contribuzione ridotte rispetto a quanto previsto dal citato comma primo o la totale eliminazione di detto contributo.
la presente legge, munita del sigillo dello stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale degli atti normativi della repubblica italiana. è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello stato. (5)
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(5) Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.

Casse di previdenza e assistenza per i liberi professionisti (6)
  1) cassa nazionale del notariato
  2) cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore degli avvocati e procuratori
  3) ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti
  4) ente nazionale di previdenza e assistenza dei veterinari
  5) ente nazionale di previdenza e assistenza medici
  6) cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei geometri
  7) cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi
  8) cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei dottori commercialisti
  9) cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti
  10) cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali
  11) ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro.

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()Tabella abrogata dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.

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