L. 9/11/2012, n. 195

L. 9/11/2012, n. 195

Redazione

Ratifica ed esecuzione del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, fatto a New York il 18 dicembre 2002

G.U. 19/11/2012, n. 270

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Art. 1 Autorizzazione alla ratifica

  1. Il Presidente della Repubblica e’ autorizzato  a  ratificare  il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite  contro  la tortura e altri trattamenti o pene  crudeli,  inumani  o  degradanti, fatto a New York il 18 dicembre 2002. 

        
     

Art. 2 Ordine di esecuzione

  1. Piena  ed  intera  esecuzione  e’  data  al  Protocollo  di  cui all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata  in  vigore, in conformita’ a quanto  previsto  dall’articolo  28  del  Protocollo stesso. 

        
     

Art. 3 Clausola di neutralita’ finanziaria

  1.  Le  spese  connesse  all’istituzione  e  al  funzionamento  del Sottocomitato sulla prevenzione, di cui agli articoli  5  e  seguenti del Protocollo, sono poste interamente a carico delle Nazioni  Unite, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
  2. I componenti  del  Sottocomitato,  di  cui  agli  articoli  5  e seguenti del Protocollo, non  ricevono  alcun  compenso,  indennita’, rimborso spese o emolumento,  comunque  denominati,  a  carico  della finanza pubblica.
  3. Il meccanismo nazionale di prevenzione, di cui agli articoli  17 e seguenti del Protocollo, e’ costituito e mantenuto  senza  nuovi  o maggiori oneri per la finanza pubblica e con l’utilizzo delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 

        
     

Art. 4 Entrata in vigore

  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. 
 

           

OPTIONAL PROTOCOL TO THE CONVENTION AGAINST TORTURE AND
OTHER CRUEL, INHUMAN OR DEGRADING TREATMENT OR PUNISHMENT 

       

        
     

Parte I                            Principi generali                        TRADUZIONE NON UFFICIALE  Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite  contro  la tortura e altri trattamenti o pene  crudeli,  inumani  o  degradanti,fatto a New York il 18 dicembre 2002  Preambolo      Gli Stati Parti al presente Protocollo      Riaffermando che  la  tortura  e  le  altre  pene  o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti  sono  vietati  e  costituiscono  gravi violazioni dei diritti umani,     Convinti che ulteriori  misure  sono  necessarie  allo  scopo  di raggiungere le finalita' della Convenzione contro  la  tortura  e  le altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  (d'ora innanzi: "la Convenzione") e rafforzare la protezione  delle  persone private della liberta' rispetto alla tortura  e  alle  altre  pene  o trattamenti crudeli, inumani o degradanti,     Ricordando che gli articoli 2 e 16  della  Convenzione  obbligano ogni Stato Parte ad adottare misure effettive per prevenire gli  atti di  tortura  e  le  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti che abbiano luogo in ogni territorio sottoposto  alla  sua giurisdizione,     Riconoscendo che gli Stati hanno  la  principale  responsabilita' per l'attuazione di detti  articoli  e  che  il  rafforzamento  della protezione delle persone  private  della  liberta'  e  per  il  pieno rispetto dei loro diritti umani e' responsabilita' comune di tutti  i membri  e  che  gli  organismi  internazionali  di  attuazione   sono complementari e di sostegno rispetto  alle  misure  prese  a  livello nazionale,     Ricordando che l'effettiva  prevenzione  della  tortura  e  delle altre pene o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  richiede misure  nel  campo  dell'educazione  e  una  combinazione   di   vari provvedimenti  in  ambito  legislativo,  amministrativo,  giudiziario ecc.,     Ricordando altresi' che la Conferenza mondiale sui diritti  umani ha dichiarato con forza  che  le  iniziative  volte  a  sradicare  la tortura dovrebbero innanzitutto e prioritariamente concentrarsi sullaprevenzione e che la stessa Conferenza  ha  rivolto  un  appello  per l'adozione di un protocollo opzionale alla Convenzione, allo scopo di istituire un sistema preventivo di  visite  regolari  nei  luoghi  di detenzione,     Convinti che la protezione contro la tortura e le  altre  pene  o trattamenti crudeli, inumani o degradanti delle persone private della liberta' puo' essere rafforzata da mezzi non giudiziari di  carattere preventivo, basati su visite sistematiche nei luoghi di detenzione, hanno concordato quanto segue: 
 Articolo 1.      Lo scopo del presente Protocollo e' l'istituzione di  un  sistema di visite regolari  svolte  da  organismi  indipendenti  nazionali  e internazionali nei luoghi  in  cui  le  persone  sono  private  della liberta', al  fine  di  prevenire  la  tortura  e  le  altre  pene  otrattamenti crudeli, inumani o degradanti. 
 Articolo 2.      1. E' istituito un Sottocomitato sulla prevenzione della  tortura e delle altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (d'orainnanzi: "il Sottocomitato sulla prevenzione") in  seno  al  Comitato contro la tortura per svolgere  le  funzioni  definite  nel  presenteProtocollo.     2. Il Sottocomitato sulla prevenzione svolge la sua attivita' nel quadro della Carta delle Nazioni Unite  e  guidato  dai  fini  e  dai principi in essa contenuti, nonche' dalle norme delle  Nazioni  Unite concernenti il trattamento delle persone private della liberta'.     3. Il Sottocomitato sulla prevenzione  e'  guidato  altresi'  dai principi   di   riservatezza,   imparzialita',   non    selettivita', universalita' e obiettivita'.     4. Il Sottocomitato sulla prevenzione e gli Stati Parti cooperano per l'attuazione del presente Protocollo.  
Articolo 3.      Ciascuno Stato Parte istituira', nominera' e manterra'  operativo a livello nazionale uno o piu' organismi con poteri di visita per  la prevenzione della tortura e delle altre pene o  trattamenti  crudeli, inumani  o  degradanti  (d'ora  innanzi:  "meccanismi  nazionali   di prevenzione").  
Articolo 4.      1. Ciascuno Stato Parte, in accordo con il  presente  Protocollo, autorizza le visite da parte degli organismi  di  cui  ai  precedenti artt. 2 e 3 in tutti i luoghi posti sotto la sua giurisdizione  e  il suo controllo in cui delle persone  sono  o  possono  essere  private della liberta', in virtu' di un ordine dell'autorita' pubblica oppure nel quadro  di  indagini  da  essa  condotte  o  con  il  consenso  o l'acquiescenza di una pubblica autorita' (d'ora innanzi:  "luoghi  di detenzione"). Tali visite saranno condotte allo scopo di  rafforzare, laddove necessario, la protezione delle suddette  persone  contro  la tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.     2. Ai fini del presente Protocollo, per privazione della liberta' si intende ogni forma di detenzione o imprigionamento o  collocazione di una persona in un luogo sotto custodia che non le  sia  consentito lasciare volontariamente,  su  ordine  di  un'autorita'  giudiziaria, amministrativa o di altro tipo. 
Parte II                   Il Sottocomitato sulla prevenzione  Articolo 5.      1. Il Sottocomitato sulla prevenzione e' formato da dieci membri.Dopo la cinquantesima ratifica o adesione al presente Protocollo,  il numero dei membri del Sottocomitato sara' portato a 25.     2. I membri del Sottocomitato sulla prevenzione sono  scelti  tra persone di alta levatura morale, comprovata esperienza  professionale nel campo dell'amministrazione della  giustizia,  particolarmente  in diritto penale, amministrazione penitenziaria o di polizia,  o  negli altri ambiti connessi al  trattamento  delle  persone  private  della liberta'.     3. Nella composizione  del  Sottocomitato  sulla  prevenzione  e' prestata dovuta attenzione ad un'equa distribuzione geografica e alla rappresentazione delle diverse tradizioni  culturali  e  dei  diversi sistemi giuridici degli Stati Parti.     4. Tra i componenti del Sottocomitato  sulla  prevenzione  dovra' anche esserci una bilanciata  rappresentanza  di  genere,  secondo  i principi di' eguaglianza e non discriminazione.     5. Non ci puo' essere piu' di  un  componente  del  Sottocomitato sulla prevenzione cittadino dello stesso Stato.     6. I membri del Sottocomitato sulla prevenzione svolgono le  loro funzioni  a  titolo  personale,  sono  indipendenti  e  imparziali  e disposti ad operare secondo efficienza. 
 Articolo 6.      1. Ciascuno Stato Parte puo' nominare, ai sensi del  paragrafo  2 del presente  articolo,  fino  a  due  candidati  in  possesso  delle qualita' e dei  requisiti  di  cui  all'art.  5.  Nel  presentare  lecandidature  verranno  fornite  informazioni  dettagliate  circa   le qualifiche dei candidati.     2.     a) I candidati saranno cittadini  di  Stati  Parti  del  presente Protocollo;     b) se vengono avanzate due candidature, almeno una delle  persone nominate deve essere cittadino dello Stato Parte che li nomina;     c) non possono essere nominati come candidati due  persone  dello stesso Stato Parte;     d) prima di nominare un cittadino di un altro  Stato  Parte,  uno Stato Parte deve cercare e ottenere il consenso di quello Stato.     3. Almeno cinque mesi prima della data della riunione degli Stati Parti durante la  quale  si  terranno  le  elezioni  dei  membri  del Sottocomitato sulla prevenzione, il Segretario generale delle Nazioni Unite inviera' una lettera agli Stati Parti invitandoli a  sottoporre le candidature entro tre mesi. Il Segretario  generale  sottopone  la lista, in ordine alfabetico, di tutte le persone nominate,  indicando gli Stati Parti che hanno proposto le candidature. 
 Articolo 7.      1. I membri del Sottocomitato sulla prevenzione sono  eletti  nel modo seguente:     a) Considerazione prioritaria e' data al rispetto dei requisiti e ai criteri di cui al precedente art. 5;     b) la prima elezione si terra' entro  sci  mesi  dall'entrata  in vigore del presente Protocollo;     c) gli Stati Parti eleggono  i  membri  del  Sottocomitato  sulla prevenzione a scrutinio segreto;     d) le elezioni dei membri del Sottocomitato sulla prevenzione  si terranno ogni due anni alla riunione degli Stati Parti convenuta  dal Segretario generale delle Nazioni Unite. A tali  riunioni  il  quorumrichiesto e' rappresentato dai due terzi degli Stati  Parti;  saranno elette le persone che avranno ottenuto il maggior numero di voti e la maggioranza assoluta dei rappresentanti degli Stati Parti presenti  e votanti.     2. Se nel corso delle elezioni due cittadini di uno  Stato  Parte risultano  suscettibili  di  fare  parte  del   Sottocomitato   sulla prevenzione, sara' membro del Sottocomitato sulla prevenzione  quello dei due che avra' ricevuto il maggior numero di voti. Se i voti  sono alla pari si seguira' la seguente procedura:     a) se solo uno dei candidati e' stato nominato dallo Stato  Parte di cui e' cittadino,  costui  o  costei  entrera'  a  far  parte  del Sottocomitato contro la prevenzione;     b) se entrambi i candidati sono stati nominati dagli Stati  Parti di cui hanno la cittadinanza, si svolgera' una votazione  separata  a scrutinio segreto che determinera' quale dei due candidati diventera' membro del Sottocomitato sulla prevenzione;     c) se nessuno dei candidati e' stato nominato dallo  Stato  Parte di cui egli o ella e' cittadino, sara' svolta una votazione  separata a scrutinio  segreto  per  determinare  quale  candidato  entrera'  a comporre il Sottocomitato sulla prevenzione. 
 Articolo 8.      Se un membro del Sottocomitato sulla prevenzione  e'  deceduto  o da' le dimissioni o per qualunque altra causa non puo' piu'  svolgere le sue funzioni, lo Stato Parte  che  lo  aveva  candidato  nominera' un'altra persona in possesso delle  qualifiche  e  dei  requisiti  di eleggibilita'  di  cui  all'art.  5,  tenendo  in  considerazione  la necessita'  di  mantenere  un  equilibrio  tra   le   varie   materie rappresentate  nel  Sottocomitato  sulla  prevenzione.  Tale  persona restera' in carica fino alla successiva riunione degli  Stati  Parti, con  l'approvazione  della  maggioranza  degli  Stati   Parti.   Tale approvazione sara' considerata data salvo che la meta' o  piu'  degli Stati Parti risponda negativamente entro sei settimane dal momento in cui sono informati dal Segretario generale delle Nazioni Unite  della proposta di nomina. 
 Articolo 9.      I membri del Sottocomitato sulla prevenzione sono eletti  per  un mandato di quattro anni. Potranno essere rieletti per una  volta,  se ricandidati. Per meta' dei membri  eletti  alla  prima  votazione  il termine scadra' alla fine del secondo anno;  immediatamente  dopo  la prima elezione i nomi dei membri il cui termine scade anticipatamente saranno estratti  a  sorte  dal  Presidente  della  riunione  di  cui all'art. 7.1 d). 
 Articolo 10.      1. Il Sottocomitato sulla prevenzione elegge i propri  funzionari per un mandato di due anni. Essi possono essere rieletti.     2.  Il  Sottocomitato  sulla  prevenzione   adotta   il   proprio regolamento di procedura. Esso contiene,  tra  l'altro,  le  seguenti norme:     a) il Sottocomitato sulla prevenzione funzionera' con  un  quorum rappresentato dalla meta' dei suoi componenti;     b) le decisioni del Sottocomitato sulla prevenzione saranno prese con la maggioranza dei voti dei suoi membri;     c) il Sottocomitato sulla prevenzione tiene le  sue  riunioni  in camera di consiglio.     3. Il Segretario generale della Nazioni Unite  convoca  la  prima riunione  del  Sottocomitato  sulla  prevenzione.  Dopo  tale   prima riunione il  Sottocomitato  sulla  prevenzione  si  riunira'  con  la scadenza stabilita dal regolamento  di  procedura.  Il  Sottocomitato sulla prevenzione e il Comitato contro la tortura  si  riuniscono  in contemporanea almeno una volta l'anno. 
 Parte III              Funzioni del Sottocomitato sulla prevenzione  Articolo 11.      Il Sottocomitato sulla prevenzione ha il compito di:     a)  visitare  i  luoghi  descritti   all'art.   4   e   formulare raccomandazioni agli Stati Parti  in  merito  alla  protezione  delle persone private della liberta' nei confronti della  tortura  e  delle altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;     b) rispetto ai meccanismi nazionali di  prevenzione  esso  ha  il compito di:     i) consigliare e assistere gli Stati Parti, se necessario,  nella fase della loro costituzione;     ii) mantenere contatti diretti e, se  necessario,  confidenziali, con i meccanismi nazionali di prevenzione e offrire loro formazione e assistenza tecnica allo scopo di rafforzare le loro capacita';     iii)  consigliare  e  assistere   i   meccanismi   nazionali   di prevenzione nel valutare le esigenze e i mezzi necessari a rafforzare la protezione delle persone  private  della  liberta'  rispetto  alla tortura  e  alle  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,   inumani   o degradanti;     iv) rivolgere raccomandazioni e osservazioni agli Stati Parti  al fine  di  rafforzare  le  capacita'  e  le  funzioni  dei  meccanismi nazionali  di  prevenzione  della  tortura  e  delle  altre  pene   o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;     v) cooperare per la prevenzione della tortura in generale con gli organi e i meccanismi pertinenti delle Nazioni Unite, nonche' con  le istituzioni o organizzazioni internazionali,  regionali  e  nazionali che lavorano per il rafforzamento della protezione  di  ogni  persona contro la tortura e le altre pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti. 
 Articolo 12.      Per consentire al Sottocomitato sulla prevenzione di svolgere  il proprio mandato  come  previsto  all'art.  11,  gli  Stati  Parti  si impegnano a:     a) ricevere il Sottocomitato sulla prevenzione nei loro territori e garantirgli  l'accesso  ai  luoghi  di  detenzione,  come  definiti all'art. 4 del presente Protocollo;     b) fornire ogni informazione rilevante che il Sottocomitato sulla prevenzione  dovesse  richiedere  per  valutare  le  necessita'  e  i provvedimenti da adottare per rafforzare la protezione delle  persone private della liberta' rispetto alla tortura  e  alle  altre  pene  o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.     c) incoraggiare e favorire contatti tra  il  Sottocomitato  sulla prevenzione e i meccanismi nazionali di prevenzione;     d) prendere in esame le raccomandazioni del  Sottocomitato  sulla prevenzione e entrare in dialogo con esso circa le  possibili  misure di attuazione. 
 Articolo 13.      1. Il Sottocomitato sulla  prevenzione  stabilira',  inizialmente sulla base di un sorteggio, un  programma  di  visite  regolari  agli Stati Parti al fine di  adempiere  al  suo  mandato,  come  stabilito all'art. 11.     2. Dopo debite consultazioni, il Sottocomitato sulla  prevenzione notifica agli  Stati  Parti  il  proprio  programma,  affinche'  essi possano,  senza  ritardo,  prendere  le  necessarie  misure  pratiche perche' la visita possa avere luogo.     3. Le visite sono condotte da almeno due membri del Sottocomitato sulla prevenzione.  I  membri  del  Sottocomitato  sulla  prevenzione possono essere accompagnati, se  del  caso,  da  esperti  di  provata esperienza professionale e competenti nelle materie di cui tratta  ilpresente Protocollo; tali esperti sono tratti da un albo  predisposto sulla base di  proposte  avanzate  dagli  Stati  Parti,  dall'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani  e  dal Centro  delle  Nazioni  Unite  per   la   prevenzione   del   crimine internazionale. Nel predisporre l'albo, gli Stati  Parti  interessati propongono non piu' di cinque esperti nazionali. Lo  Stato  Parte  in questione puo' opporsi all'inclusione nella visita di  uno  specifico esperto,  nel  qual  caso  il  Sottocomitato  sulla  prevenzione   ne proporra' un altro.     4. Se il Sottocomitato sulla prevenzione  lo  ritiene  opportuno, esso puo' proporre una breve visita di verifica (follow-up) dopo  una visita regolare. 
 Articolo 14.      1. Allo scopo di permettere al Sottocomitato sulla prevenzione di adempiere al proprio mandato, gli Stati Parti del presente Protocollo si impegnano ad assicurargli:     a) accesso illimitato ad ogni informazione  circa  il  numero  di persone private della liberta' nei luoghi di detenzione come definiti dall'art.  4,  nonche'  sul  numero  di  tali  luoghi  e  sulla  loro dislocazione;     b) accesso illimitato ad ogni informazione circa  il  trattamento di tali persone e circa le loro condizioni di detenzione;     c) salvo quanto stabilito  al  successivo  paragrafo  2,  accesso illimitato a tutti i luoghi di  detenzione,  alle  loro  strutture  e servizi annessi;     d) la possibilita' di avere colloqui  riservati  con  le  persone private della liberta', senza testimoni, direttamente  o  tramite  un interprete  se  ritenuto  necessario,  nonche'  con  qualunque  altra persona che il Sottocomitato sulla prevenzione ritenga possa  fornire informazioni rilevanti;     e) la liberta' di scegliere i luoghi che intende  visitare  e  le persone con cui avere un colloquio.     2.  Possono  essere  formulate  obiezioni  alla  visita   in   un particolare luogo di detenzione solo sulla base di ragioni impellenti e cogenti riguardanti la difesa nazionale, la sicurezza pubblica,  ilverificarsi di un disastro naturale o di gravi  disordini  nel  luogo oggetto della visita che impediscano temporaneamente di  compiere  la visita stessa. L'esistenza di uno stato di emergenza dichiarato dallo Stato Parte non puo' in  quanto  tale  essere  invocata  dallo  Stato stesso come una ragione per fare obiezione alla visita. 
 Articolo 15.      Nessuna  autorita'  o   funzionario   pubblico   puo'   ordinare, applicare, permettere o tollerare una sanzione contro una  persona  o un'organizzazione  per  aver  comunicato   al   Sottocomitato   sulla prevenzione o ai suoi delegati qualunque informazione, vera o  falsa;tale individuo o organizzazione  non  subira'  alcun  altro  tipo  di pregiudizio. 
 Articolo 16.      1.  Il  Sottocomitato  sulla  prevenzione  trasmette  le  proprie raccomandazioni e osservazioni per via confidenziale allo Stato Parte e, se del caso, ai meccanismi nazionali di prevenzione.     2. Il Sottocomitato sulla prevenzione pubblica il  suo  rapporto, insieme con eventuali commenti dello Stato  Parte  interessato,  ogni qual volta cio' gli sia richiesto dallo  Stato  Parte.  Se  lo  Stato Parte rende pubblico  parte  del  rapporto,  il  Sottocomitato  sulla prevenzione ha facolta' di pubblicarlo in tutto o in parte. Tuttavia, nessun dato personale dovra' essere reso  pubblico  senza  l'espresso consenso della persona interessata.     3. Il Sottocomitato sulla prevenzione presenta al Comitato contro la tortura un rapporto annuale, pubblico, sulle proprie attivita'.     4. Se lo Stato Parte rifiuta di cooperare  con  il  Sottocomitato sulla prevenzione, come disposto dagli artt. 12 e 14,  o  rifiuta  di prendere  misure  per  migliorare  la  situazione  alla  luce   delle raccomandazioni del  Sottocomitato  sulla  prevenzione,  il  Comitato contro  la  tortura  puo',  su  richiesta  del  Sottocomitato   sulla prevenzione, decidere, a maggioranza dei suoi membri e dopo che  allo Stato Parte e' data la  possibilita'  di  far  conoscere  la  propria posizione, di emettere una dichiarazione pubblica sulla  questione  o di pubblicare il rapporto del Sottocomitato sulla prevenzione. 
 Parte IV                   Meccanismi nazionali di prevenzione  Articolo 17.      Ciascuno Stato Parte mantiene, costituisce  o  crea,  al  massimo entro un anno dall'entrata in vigore del presente  Protocollo  o  dal momento  della  sua  ratifica  o  adesione,  uno  o  piu'  meccanismi nazionali  indipendenti  di  prevenzione  della  tortura  a   livello interno. Possono essere qualificati  quali  meccanismi  nazionali  di prevenzione ai fini del presente Protocollo anche organismi istituiti a  livello  locale,  purche'  rispondano  ai  requisiti  fissati  dal presente Protocollo. 
 Articolo 18.      1. Gli Stati Parti  garantiscono  l'indipendenza  funzionale  dei meccanismi  nazionali  di  prevenzione,  nonche'  l'indipendenza  del personale di cui essi si avvalgono.     2.  Gli  Stati  Parti  adottano  i  provvedimenti  necessari  per assicurare che gli esperti che compongono i meccanismi  nazionali  di prevenzione abbiano  le  competenze  e  le  conoscenze  professionali richieste. Essi dovranno sforzarsi di raggiungere un equilibro tra  i generi e fare in modo che vi  siano  rappresentate  adeguatamente  le minoranze etniche e gli altri gruppi minoritari presenti nel paese.     3. Gli Stati Parti si impegnano  a  mettere  a  disposizione  dei meccanismi nazionali di prevenzione le  risorse  necessarie  al  loro funzionamento.     4. Nell'istituire i  meccanismi  nazionali  di  prevenzione,  gli Stati Parti terranno in debita  considerazione  i  Principi  relativi allo status delle istituzioni nazionali per i diritti umani. 
 Articolo 19.      Ai meccanismi nazionali di prevenzione saranno garantiti almeno i seguenti poteri:     a) sottoporre a regolare esame il trattamento di cui sono oggetto le persone private della liberta'  nei  luoghi  di  detenzione,  come definiti  al  precedente  art.  4,  allo  scopo  di  rafforzare,   se necessario, la protezione loro prestata verso la tortura e  le  altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;     b) formulare raccomandazioni alle autorita' competenti al fine di migliorare il trattamento e le condizioni in cui  versano  e  persone private della liberta' e di prevenire la tortura e le  altre  pene  o trattamenti crudeli,  inumani  o  degradanti,  tenendo  nella  dovuta considerazione le norme in materia adottate dalle Nazioni Unite;     c)  sottoporre  proposte  e   osservazioni   relativamente   alla legislazione in vigore e ai progetti di legge. 
 Articolo 20.      Allo scopo di mettere i meccanismi nazionali  di  prevenzione  in condizione di espletare il loro mandato, gli Stati Parti del presente Protocollo si impegnano a garantire loro:     a) accesso ad  ogni  informazione  circa  il  numero  di  persone private  della  liberta'  nei  luoghi  di  detenzione  come  definiti dall'art.  4,  nonche'  sul  numero  di  tali  luoghi  e  sulla  loro dislocazione;     b) accesso ad ogni informazione  circa  il  trattamento  di  tali persone e circa le loro condizioni di detenzione;     c) accesso a  tutti  i  luoghi  di  detenzione  e  alle  relative installazioni e attrezzature;     d) la possibilita' di avere colloqui  riservati  con  le  persone private della liberta', senza testimoni, direttamente  o  tramite  un interprete  se  ritenuto  necessario,  nonche'  con  qualunque  altra persona che i meccanismi nazionali  di  prevenzione  ritengano  possa fornire informazioni rilevanti;     e) la liberta' di scegliere i luoghi che intendono visitare e  le persone con cui avere un colloquio;     f) il diritto  ad  avere  contatti  con  il  Sottocomitato  sulla prevenzione, di trasmettergli informazioni e di  avere  incontri  con esso. 
 Articolo 21.      1.  Nessuna  autorita'  o  funzionario  pubblico  puo'  ordinare, applicare, permettere o tollerare una sanzione contro una  persona  o un'organizzazione per aver  comunicato  ai  meccanismi  nazionali  di prevenzione qualunque informazione, vera o falsa;  tale  individuo  o organizzazione non subira' alcun altro tipo di pregiudizio.     2. Le informazioni riservate raccolte dai meccanismi nazionali di prevenzione sono protette. Nessun dato  personale  puo'  essere  reso pubblico senza il consenso espresso dell'interessato. 
 Articolo 22.      Le  autorita'  competenti  dello   Stato   Parte   esaminano   le raccomandazioni dei meccanismi nazionali di prevenzione e entrano  in dialogo con loro circa le possibili misure di attuazione. 
 Articolo 23.      Gli Stati Parti del presente Protocollo si impegnano a pubblicare e a diffondere i rapporti annuali elaborati dai meccanismi  nazionali di prevenzione. 
 Parte V                              Dichiarazione  Articolo 24.      1.  Alla  ratifica,  gli  Stati  Parti   possono   avanzare   una dichiarazione per  posporre  l'attuazione  degli  obblighi  derivanti dalle Parti III o IV del presente Protocollo.     2. La dilazione non potra' essere superiore  a  tre  anni.  Sulla base di adeguate rappresentazioni avanzate dallo Stato Parte e previa consultazione con il Sottocomitato  sulla  prevenzione,  il  Comitato contro la tortura puo' estendere tale periodo di altri due anni. 
 Parte VI                        Disposizioni finanziarie  Articolo 25.      1. Le spese affrontate dal Sottocomitato sulla prevenzione per la operativita' del presente Protocollo  sono  a  carico  delle  NazioniUnite.     2.  Il  Segretario  generale  delle  Nazioni  Unite  mettera'   a disposizione il personale e le strutture necessarie per consentire al Sottocomitato sulla  prevenzione  di  svolgere  con  effettivita'  le funzioni attribuitele dal presente Protocollo. 
 Articolo 26.      1. E' costituito un fondo speciale, nel rispetto delle  procedure in materia di competenza dell'Assemblea Generale, da gestire  secondo i regolamenti finanziari e le norme delle Nazioni Unite,  allo  scopo di  sostenere  l'attuazione  delle   raccomandazioni   adottate   dal Sottocomitato sulla prevenzione a  seguito  della  visita  effettuata presso uno Stato Parte, nonche' per  realizzare  programmi  formativi rivolti ai meccanismi nazionali di prevenzione.     2. Il fondo speciale puo' essere finanziato attraverso contributi volontari  forniti  da  governi,  organizzazioni  intergovernative  e non-governative e altri enti pubblici o privati. 
 Parte VII                           Disposizioni finali  Articolo 27.      1. Il presente Protocollo e' aperto alla firma di ogni Stato  che ha firmato la Convenzione.     2. Il presente Protocollo e' soggetto a ratifica da parte di ogni Stato che abbia ratificato o aderito alla Convenzione.  Lo  strumento di ratifica e' depositato presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.     3. Il presente Protocollo e' aperto all'adesione da parte di ogni Stato che abbia ratificato o aderito alla Convenzione.     4. L'adesione ha effetto  con  il  deposito  dello  strumento  di adesione presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.     5. Il Segretario generale  delle  Nazioni  Unite  deve  informare tutti gli Stati che hanno firmato il presente  Protocollo  o  che  vi hanno aderito del deposito di ciascuno strumento  di  ratifica  o  di adesione. 
 Articolo 28.      1. Il presente Protocollo entrera' in vigore il trentesimo giorno successivo alla data di deposito presso il Segretario generale  delle Nazioni Unite del ventesimo strumento di ratifica o adesione.     2. Per ciascuno Stato che ratifica il presente Protocollo  o  che vi aderisce dopo il deposito  presso  il  Segretario  generale  delle Nazioni Unite del ventesimo strumento di ratifica o di  adesione,  il presente  Protocollo  entrera'  in  vigore   il   trentesimo   giorno successivo a quello in cui e' avvenuto il deposito del suo  strumento di ratifica o di adesione. 
 Articolo 29.      Le disposizioni del presente Protocollo si  estendono  all'intero territorio  di  uno  Stato  federale,  senza  alcuna  limitazione   o eccezione. 
 Articolo 30.      Al presente Protocollo non sono ammesse riserve. 
 Articolo 31.      Le disposizioni del  presente  Protocollo  non  pregiudicano  gli obblighi  degli  Stati  Parti  ai  sensi  di  Convenzioni   regionali istitutive di un sistema di  visita  nei  luoghi  di  detenzione.  Il Sottocomitato sulla prevenzione e gli organismi istituiti sulla  base di  tali  Convenzioni   regionali   sono   invitati   a   consultarsi reciprocamente e a cooperare allo scopo di evitare le duplicazioni  e promuovere in modo efficace gli obiettivi del presente Protocollo. 
 Articolo 32.      Le disposizioni del presente  Protocollo  non  producono  effetti sugli obblighi degli Stati Parti delle quattro Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949  e  dei  relativi  Protocolli  addizionali  dell'8 giugno 1977, ne' pregiudicano la possibilita' di cui ogni Stato Parte puo' avvalersi di autorizzare il Comitato internazionale della  Croce Rossa a visitare luoghi di detenzione in situazioni non regolate  dal diritto internazionale umanitario. 
 Articolo 33.      1. Ogni Stato Parte puo' denunciare  il  presente  Protocollo  in qualsiasi  momento  con  una  notificazione  scritta  indirizzata  al Segretario generale delle Nazioni Unite. Quest'ultimo deve informarne gli altri Stati Parti del presente Protocollo e della Convenzione. La denuncia produce i suoi effetti dopo un anno dalla data di  ricezione della notifica da parte del Segretario generale.     2. La denuncia non produce l'effetto di liberare lo  Stato  Parte dagli obblighi derivanti dal presente Protocollo relativi ad  atti  o situazioni che si siano verificati precedentemente alla data  in  cuila denuncia e' divenuta effettiva, o relativamente ad azioni  che  il Sottocomitato  sulla  prevenzione  ha  deciso  o  puo'  decidere   di intraprendere nei confronti dello Stato  in  questione;  la  denuncia inoltre  non  pregiudica  in  nessun  modo  la  continuazione   della considerazione  di  questioni  sottoposte  al   Sottocomitato   sulla prevenzione precedentemente alla data  in  cui  la  denuncia  produce effetti.     3. Successivamente alla data in cui la denuncia da parte  di  uno Stato Parte e' divenuta effettiva, il Sottocomitato sulla prevenzione non prendera' in esame  alcuna  nuova  questione  riguardante  quello Stato. 
 Articolo 34.      1. Ogni Stato Parte al presente  Protocollo  potra'  proporre  unemendamento  e  depositare  la  sua  proposta  presso  il  Segretariogenerale delle Nazioni Unite. Il Segretario generale comunichera'  laproposta di emendamento agli  Stati  Parti  del  presente  Protocollodomandando  loro  di  fargli  conoscere  se  sono   favorevoli   alla organizzazione di una conferenza di Stati Parti in  vista  dell'esame della proposta e della sua  messa  ai  voti.  Se,  nei  quattro  mesi successivi alla data di tale comunicazione,  almeno  un  terzo  degli Stati  Parti  si  pronuncia  a  favore  dello  svolgimento  di  detta conferenza, il Segretario generale organizzera' la  conferenza  sotto gli auspici delle Nazioni Unite.     Ogni emendamento adottato dalla maggioranza dei due  terzi  degli Stati Parti presenti e votanti alla conferenza sara'  sottoposto  dal Segretario generale all'accettazione di tutti gli Stati Parti.     2.  Un  emendamento  adottato  in  base  alle  disposizioni   del paragrafo l del presente articolo entrera' in vigore allorche' i  due terzi degli Stati Parti al presente Protocollo lo avranno  accettato, in  conformita'  alla  procedura  prevista  dalle   loro   rispettive costituzioni.     3. Quando gli emendamenti  entreranno  in  vigore,  essi  saranno cogenti per gli Stati Parti che li abbiano accettati, gli altri Stati Parti rimanendo vincolati dalle disposizioni del presente  Protocolloe da ogni emendamento anteriore che avranno accettato. 
 Articolo 35.      I membri del Sottocomitato sulla prevenzione e i  componenti  dei meccanismi nazionali di prevenzione godono dei privilegi ed immunita' necessarie per l'esercizio indipendente delle loro funzioni. I membri del  Sottocomitato  sulla  prevenzione  godranno  dei   privilegi   e immunita' di cui  all'art.  22  della  Convenzione  sui  privilegi  e immunita' delle Nazioni Unite del 13 febbraio  1946,  secondo  quantoprevisto dall'art. 23 di detta Convenzione. 
 Articolo 36.      Allorche' conducono una visita in uno Stato Parte, i  membri  del Sottocomitato sulla prevenzione,  senza  pregiudizio  delle  norme  e delle finalita' del presente Protocollo,  nonche'  dei  privilegi  ed immunita' di cui godono, sono tenuti a:     a) rispettare le leggi e i regolamenti  dello  Stato  in  cui  si svolge la visita;     b) astenersi da ogni azione  o  attivita'  incompatibile  con  il carattere imparziale e la natura internazionale delle loro funzioni. 
 Articolo 37.      1. Il presente Protocollo, i cui testi arabo,  cinese,  francese, inglese, russo e spagnolo fanno  ugualmente  fede,  sara'  depositato presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.     2. Il Segretario  generale  delle  Nazioni  Unite  provvedera'  a trasmettere a tutti gli Stati  una  copia  autenticata  conforme  del presente Protocollo.

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