Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis.

Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis.

Redazione

Legge 161/2014 Obblighi comunitari Italia -

GU n.261 del 10-11-2014 - Suppl. Ordinario n. 83

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Disposizioni per l’adempimento  degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione  europea –  Legge europea 2013-bis.

 

 

Capo I 

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE, DEI
BENI E DEI SERVIZI 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hannoapprovato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1 Modifiche alla legge 30 novembre 1989, n. 398, recante norme in materia di borse di studio per il perfezionamento all'estero. Caso EU Pilot 5015/13/EACU. 

1. All'articolo 5 della legge 30 novembre 1989, n. 398, sonoapportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) le parole: «per aree corrispondenti ai comitati consultivi»sono sostituite dalle seguenti: «presso le universita' separatamenteper ciascuna delle quattordici aree disciplinari»;
2) le parole: «determinate dal senato accademico» sono soppresse;
b) al comma 2, le parole: «di cittadinanza italiana» sonosoppresse;
c) al comma 3, le parole: «sono stabilite con decreto del rettore,previa deliberazione del senato accademico» sono sostituite dalleseguenti: «sono stabilite con apposito regolamento da ciascunauniversita', nel rispetto del diritto dell'Unione europea e tenutoconto di quanto previsto dal comma 1, e sono emanate con appositodecreto del rettore»;
d) al comma 4:
1) al primo periodo, le parole: «professori straordinari,ordinari ed associati e presiedute da un professore ordinario» sonosostituite dalle seguenti: «professori e ricercatori di ruolo, deiquali almeno uno con qualifica di professore ordinario, che lepresiede»;
2) il secondo periodo e' soppresso.

Art. 2
Modifica al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, recante attuazione della direttiva 98/5/CE, in materia di societa' tra avvocati. Caso EU Pilot 1753/11/MARK.

1. All'articolo 18 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96,il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1. La ragione sociale della societa' tra avvocati deve contenerel'indicazione di societa' tra avvocati, in forma abbreviata"s.t.a."».

Art. 3
Disposizioni in materia di immigrazione e rimpatri. Sentenza pregiudiziale della Corte di giustizia dell'Unione europea del 6 dicembre 2012 nella causa C-430/11. Caso EU Pilot 6534/14/HOME.

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplinadell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui aldecreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 5, il comma 7 e' sostituito dal seguente:
«7. Gli stranieri muniti del permesso di soggiorno o di altraautorizzazione che conferisce il diritto a soggiornare, rilasciatidall'autorita' di uno Stato membro dell'Unione europea e validi peril soggiorno in Italia, sono tenuti a dichiarare la loro presenza alquestore entro il termine di cui al comma 2. Agli stessi e'rilasciata idonea ricevuta della dichiarazione di soggiorno. Aicontravventori si applica la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da euro 103 a euro 309»;
b) all'articolo 5, dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:
«7-bis. Allo straniero di cui al comma 7, che si e' trattenutonel territorio nazionale oltre i tre mesi dall'ingresso, il questoreintima di recarsi immediatamente, e comunque non oltre sette giornidalla notifica dell'intimazione, nello Stato membro dell'Unioneeuropea che ha rilasciato il permesso di soggiorno o altraautorizzazione che conferisce il diritto di soggiornare, in corso divalidita'.
7-ter. Nei confronti dello straniero che ha violato l'intimazionedi cui al comma 7-bis e' adottato il provvedimento di espulsione aisensi dell'articolo 13, comma 2. L'allontanamento e' eseguito versolo Stato membro che ha rilasciato il permesso di soggiorno o altraautorizzazione al soggiorno. Qualora sussistano i presupposti perl'adozione del provvedimento di espulsione ai sensi dell'articolo 13,comma 1, ovvero dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 27 luglio2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio2005, n. 155, il provvedimento di espulsione e' adottato sentito loStato membro che ha rilasciato il permesso di soggiorno o altraautorizzazione e l'allontanamento e' eseguito con destinazione fuoridel territorio dell'Unione europea.
7-quater. E' autorizzata la riammissione nel territorio nazionaledello straniero espulso da altro Stato membro dell'Unione europea, inpossesso di un permesso di soggiorno o di altra autorizzazione checonferisca il diritto di soggiornare rilasciati dall'Italia e incorso di validita', a condizione che non costituisca un pericolo perl'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato»;
c) all'articolo 13, prima del comma 4 e' inserito il seguente: «3-septies. Nei confronti dello straniero sottoposto alle penedella permanenza domiciliare o del lavoro di pubblica utilita' per ireati di cui all'articolo 10-bis o all'articolo 14, commi 5-ter e5-quater, l'espulsione prevista dal presente articolo e' eseguita inogni caso e i giorni residui di permanenza domiciliare o di lavoro dipubblica utilita' non eseguiti si convertono nella corrispondentepena pecuniaria secondo i criteri di ragguaglio indicati nei commi 2e 6 dell'articolo 55 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274»;
d) all'articolo 13, dopo il comma 14 sono inseriti i seguenti:
«14-bis. Il divieto di cui al comma 13 e' registratodall'autorita' di pubblica sicurezza e inserito nel sistema diinformazione Schengen, di cui alla Convenzione di applicazionedell'Accordo di Schengen, resa esecutiva con legge 30 settembre 1993,n. 388;
14-ter. In presenza di accordi o intese bilaterali con altriStati membri dell'Unione europea entrati in vigore in data anterioreal 13 gennaio 2009, lo straniero che si trova nelle condizioni di cuial comma 2 puo' essere rinviato verso tali Stati»;
e) all'articolo 14, il comma 5 e' sostituito dal seguente:
«5. La convalida comporta la permanenza nel centro per un periododi complessivi trenta giorni. Qualora l'accertamento dell'identita' edella nazionalita' ovvero l'acquisizione di documenti per il viaggiopresenti gravi difficolta', il giudice, su richiesta del questore,puo' prorogare il termine di ulteriori trenta giorni. Anche prima ditale termine, il questore esegue l'espulsione o il respingimento,dandone comunicazione senza ritardo al giudice. Trascorso taletermine, il questore puo' chiedere al giudice di pace una o piu'proroghe qualora siano emersi elementi concreti che consentano diritenere probabile l'identificazione ovvero sia necessario al fine diorganizzare le operazioni di rimpatrio. In ogni caso il periodomassimo di trattenimento dello straniero all'interno del centro diidentificazione e di espulsione non puo' essere superiore a novantagiorni. Lo straniero che sia gia' stato trattenuto presso lestrutture carcerarie per un periodo pari a quello di novanta giorniindicato al periodo precedente, puo' essere trattenuto presso ilcentro per un periodo massimo di trenta giorni. Nei confronti dellostraniero a qualsiasi titolo detenuto, la direzione della strutturapenitenziaria richiede al questore del luogo le informazionisull'identita' e sulla nazionalita' dello stesso. Nei medesimi casiil questore avvia la procedura di identificazione interessando lecompetenti autorita' diplomatiche. Ai soli fini dell'identificazione,l'autorita' giudiziaria, su richiesta del questore, dispone latraduzione del detenuto presso il piu' vicino posto di polizia per iltempo strettamente necessario al compimento di tali operazioni. A talfine il Ministro dell'interno e il Ministro della giustizia adottanoi necessari strumenti di coordinamento»;
f) all'articolo 14, comma 5-bis, primo periodo, dopo le parole:
«l'allontanamento dal territorio nazionale» sono aggiunte leseguenti: «, ovvero dalle circostanze concrete non emerga piu' alcunaprospettiva ragionevole che l'allontanamento possa essere eseguito eche lo straniero possa essere riaccolto dallo Stato di origine o diprovenienza»;
g) all'articolo 16, comma 1, le parole: «per un periodo noninferiore a cinque anni» sono soppresse;
h) all'articolo 16, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. In caso di sentenza di condanna per i reati di cuiall'articolo 10-bis o all'articolo 14, commi 5-ter e 5-quater, lamisura dell'espulsione di cui al comma 1 puo' essere disposta per ladurata stabilita dall'articolo 13, comma 14. Negli altri casi di cuial comma 1, la misura dell'espulsione puo' essere disposta per unperiodo non inferiore a cinque anni».

Art. 4
Disposizioni in materia di commercializzazione in Italia di camini o condotti in plastica. Procedura di infrazione n. 2008/4541.

1. Al numero 2.7 della parte II dell'allegato IX alla parte quintadel decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: «su cui sia stata apposta lamarcatura: "CE".» sono sostituite dalle seguenti: «idonei all'uso inconformita' ai seguenti requisiti:»;
b) al secondo periodo, le parole: «In particolare, tali caminidevono:» sono soppresse;
c) al secondo periodo, primo trattino, le parole: «essererealizzati con materiali incombustibili» sono sostituite dalleseguenti: «essere realizzati con materiali aventi caratteristiche diincombustibilita', in conformita' alle disposizioni nazionali direcepimento del sistema di classificazione europea di reazione alfuoco dei prodotti da costruzione».

Art. 5
Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARK

1. All'articolo 134-bis del testo unico delle leggi di pubblicasicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, sonoapportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: «Le imprese di vigilanza privata»
sono inserite le seguenti: «o di investigazione privata»;
b) dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
«2-bis. Ai fini dello svolgimento dei servizi transfrontalieri edi quelli temporanei di investigazione privata e di informazionicommerciali, le imprese stabilite in un altro Stato membrodell'Unione europea notificano al Ministero dell'interno -Dipartimento della pubblica sicurezza le attivita' che intendonosvolgere nel territorio nazionale, specificando le autorizzazionipossedute, la tipologia dei servizi, l'ambito territoriale nel qualei servizi dovranno essere svolti e la durata degli stessi. I relativiservizi hanno inizio decorsi dieci giorni dalla notifica, salvo ilcaso che entro detto termine intervenga divieto del Ministerodell'interno, motivato per ragioni di ordine pubblico o di pubblicasicurezza».

Art. 6
Modifiche al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno.

1. Al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 30, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. Al fine di assicurare il rispetto del divieto didiscriminazioni di cui all'articolo 29, il Centro europeo deiconsumatori per l'Italia riceve le segnalazioni dei consumatori,delle micro-imprese di cui all'articolo 18, comma 1, lettera d-bis),del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, edelle associazioni dei consumatori; fornisce loro assistenza ancheper facilitarne la comunicazione con il prestatore del servizio; oveappropriato, d'ufficio o su segnalazione, contatta il prestatore delservizio al fine di ottenere il rispetto delle normative europee enazionali relative al predetto divieto di discriminazioni,avvalendosi anche della rete dei centri europei dei consumatori(ECC-NET). Ove tali iniziative non consentano di ottenere il rispettodel divieto, il Centro europeo dei consumatori per l'Italia invia undocumentato rapporto all'Autorita' garante della concorrenza e delmercato, che puo' intervenire applicando i poteri di cui all'articolo27 del citato codice di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, esuccessive modificazioni. Con proprio regolamento, da adottare entrocentoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presentedisposizione, l'Autorita' garante della concorrenza e del mercatodisciplina la procedura istruttoria, in modo da garantire ilcontraddittorio e l'accesso agli atti. Con il medesimo regolamentol'Autorita' garante della concorrenza e del mercato disciplina ipropri rapporti con il Centro europeo dei consumatori per l'Italia»;
b) all'articolo 36, comma 2, dopo le parole: «di cui agli articoli37, 38, 39 e 40» sono inserite le seguenti: «, le procedure dinotifica di cui all'articolo 13».

Capo II 

DISPOSIZIONI IN MATERIA TRIBUTARIA 

Art. 7
Modifiche al regime fiscale applicabile ai contribuenti che, pur essendo fiscalmente residenti in un altro Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, producono o ricavano la maggior parte del loro reddito in Italia (cosiddetti «non residenti Schumacker»). Procedura di infrazione n. 2013/2027.

1. All'articolo 24 del testo unico delle imposte sui redditi, dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, e successive modificazioni, dopo il comma 3 e' aggiunto ilseguente:
«3-bis. In deroga alle disposizioni contenute nel comma 1, neiconfronti dei soggetti residenti in uno degli Stati membridell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazioeconomico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni,l'imposta dovuta e' determinata sulla base delle disposizionicontenute negli articoli da 1 a 23, a condizione che il redditoprodotto dal soggetto nel territorio dello Stato italiano sia parialmeno al 75 per cento del reddito dallo stesso complessivamenteprodotto e che il soggetto non goda di agevolazioni fiscali analoghenello Stato di residenza. Con decreto di natura non regolamentare delMinistro dell'economia e delle finanze sono adottate le disposizionidi attuazione del presente comma».
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dalperiodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014.
3. La lettera b) del comma 99 dell'articolo 1 della legge 24dicembre 2007, n. 244, e' sostituita dalla seguente:
«b) i soggetti non residenti, ad eccezione dei soggetti residentiin uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno Stato aderenteall'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguatoscambio di informazioni, i cui redditi siano prodotti nel territoriodello Stato italiano in misura pari almeno al 75 per cento delreddito complessivamente prodotto».

Art. 8
Disciplina dell'imposta sulle successioni e donazioni. Esenzione in favore degli enti senza scopo di lucro, delle fondazioni e delle associazioni costituite all'estero, nonche' in materia di titoli del debito pubblico. Procedure di infrazione n. 2012/2156 e n. 2012/2157).

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sullesuccessioni e donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre1990, n. 346, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 3, il comma 4 e' sostituito dal seguente:
«4. Le disposizioni del presente articolo si applicano per glienti pubblici, le fondazioni e le associazioni istituiti negli Statiappartenenti all'Unione europea e negli Stati aderenti all'Accordosullo Spazio economico europeo nonche', a condizione di reciprocita',per gli enti pubblici, le fondazioni e le associazioni istituiti intutti gli altri Stati»;
b) all'articolo 12, comma 1, sono apportate le seguentimodificazioni:
1) alla lettera h) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,ivi compresi i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagliStati appartenenti all'Unione europea e dagli Stati aderentiall'Accordo sullo Spazio economico europeo»;
2) alla lettera i), dopo la parola: «equiparati» sono inserite leseguenti: «, ivi compresi i titoli di Stato e gli altri titoli adessi equiparati emessi dagli Stati appartenenti all'Unione europea edagli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo».

Art. 9
Modifiche alla disciplina dell'imposta sul valore delle attivita' finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato. Caso EU Pilot 5095/13/TAX U.

1. All'articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 18, le parole: «delle attivita' finanziarie detenute»
sono sostituite dalle seguenti: «dei prodotti finanziari, dei conticorrenti e dei libretti di risparmio detenuti»;
b) al comma 20, le parole: «delle attivita' finanziarie» sonosostituite dalle seguenti: «dei prodotti finanziari» e le parole:«detenute le attivita' finanziarie» sono sostituite dalle seguenti:«detenuti i prodotti finanziari»;
c) al comma 21, le parole: «detenute le attivita' finanziarie»sono sostituite dalle seguenti: «detenuti i prodotti finanziari, iconti correnti e i libretti di risparmio».
2. Le disposizioni del comma 1 hanno effetto a decorrere dalperiodo d'imposta relativo all'anno 2014.

Art. 10
Riscossione coattiva dei debiti aventi ad oggetto entrate che costituiscono risorse proprie ai sensi della decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio.

1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 544, della legge 24dicembre 2012, n. 228, non si applicano alle entrate checostituiscono risorse proprie iscritte nel bilancio dell'Unioneeuropea ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delladecisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, ne'all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione.
2. All'articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n.546, dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente:
«3-bis. Il pagamento, in pendenza di processo, delle risorseproprie tradizionali di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a),della decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno2007, e dell'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazioneresta disciplinato dal regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio,del 12 ottobre 1992, come riformato dal regolamento (UE) n. 952/2013del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, e dallealtre disposizioni dell'Unione europea in materia».
3. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sonoapportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 529 e' inserito il seguente:
«529-bis. I commi 527, 528 e 529 non si applicano ai creditiiscritti a ruolo costituiti da risorse proprie tradizionali di cuiall'articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), della decisione94/728/CE, Euratom del Consiglio, del 31 ottobre 1994, come riformatodalla decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno2007, e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione»;
b) al comma 533, dopo la lettera a) e' inserita la seguente:
«a-bis) i criteri e le linee guida di cui alla lettera a) nonpossono escludere o limitare le attivita' di riscossione dei creditiafferenti alle risorse proprie tradizionali di cui all'articolo 2,paragrafo 1, lettera a), della decisione 2007/436/CE, Euratom delConsiglio, del 7 giugno 2007, e all'imposta sul valore aggiuntoriscossa all'importazione».

Art. 11
Disposizioni attuative del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, concernente gli strumenti derivati OTC, le contro parti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni.

1. Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazionefinanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 4-quater, dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
«2-bis. La Banca d'Italia, la Consob, l'IVASS e la Commissione divigilanza sui fondi pensione (COVIP) sono le autorita' competenti peril rispetto degli obblighi posti dal regolamento di cui al comma 1 acarico dei soggetti vigilati dalle medesime autorita', secondo lerispettive attribuzioni di vigilanza»;
b) all'articolo 4-quater, comma 3, il primo periodo e' sostituitodal seguente: «Ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 5, delregolamento di cui al comma 1, la Consob e' l'autorita' competentenei confronti delle controparti non finanziarie, che non sianosoggetti vigilati da altra autorita' ai sensi del comma 2-bis delpresente articolo, per il rispetto degli obblighi previsti dagliarticoli 9, 10 e 11 del medesimo regolamento»;
c) all'articolo 193-quater, il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Le sanzioni amministrative previste dai commi 1 e 2 sonoapplicate dalla Banca d'Italia, dalla Consob, dall'IVASS e dallaCOVIP, secondo le rispettive attribuzioni di vigilanza».

Art. 12
Recepimento della direttiva 2013/61/UE in relazione alle regioni ultraperiferiche francesi, in particolare Mayotte.

1. All'articolo 7, comma 1, lettera b), del decreto del Presidentedella Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,il numero 3) e' sostituito dal seguente:
«3) per la Repubblica francese, i territori francesi di cuiall'articolo 349 e all'articolo 355, paragrafo 1, del Trattato sulfunzionamento dell'Unione europea;».
2. All'articolo 1, comma 3, lettera b), del testo unico delledisposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione esui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui aldecreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successivemodificazioni, il numero 1) e' sostituito dal seguente:
«1) per la Repubblica francese: i territori francesi di cuiall'articolo 349 e all'articolo 355, paragrafo 1, del Trattato sulfunzionamento dell'Unione europea;».



Capo III 

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LAVORO E DI POLITICHE SOCIALI 

Art. 13
Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di salute e sicurezza dei lavoratori durante il lavoro. Procedura di infrazione n. 2010/4227.

1. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 28, comma 3-bis, sono aggiunti, in fine, iseguenti periodi: «Anche in caso di costituzione di nuova impresa, ildatore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraversoidonea documentazione, dell'adempimento degli obblighi di cui alcomma 2, lettere b), c), d), e) e f), e al comma 3, e immediatacomunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Atale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante deilavoratori per la sicurezza»;
b) all'articolo 29, comma 3, sono aggiunti, in fine, i seguentiperiodi: «Anche in caso di rielaborazione della valutazione deirischi, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza,attraverso idonea documentazione, dell'aggiornamento delle misure diprevenzione e immediata comunicazione al rappresentante deilavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, surichiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza».

Art. 14
Disposizioni in materia di orario di lavoro del personale delle aree dirigenziali e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale. Procedura di infrazione n. 2011/4185.

1. Decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, sono abrogati il comma 13 dell'articolo 41 deldecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6-bis dell'articolo 17del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66.
2. Per fare fronte alle esigenze derivanti dalle disposizioni dicui al comma 1, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano garantiscono la continuita' nell'erogazione dei servizisanitari e l'ottimale funzionamento delle strutture, senza nuovi omaggiori oneri a carico della finanza pubblica, attraverso una piu'efficiente allocazione delle risorse umane disponibili sulla basedella legislazione vigente. A tal fine, entro il termine previsto dalcomma 1, le medesime regioni e province autonome attuano appositiprocessi di riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture edei servizi dei propri enti sanitari nel rispetto delle disposizionivigenti e tenendo anche conto di quanto disposto dall'articolo 15,comma 13, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
3. Nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 17 del decretolegislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, al finedi garantire la continuita' nell'erogazione dei livelli essenzialidelle prestazioni, i contratti collettivi nazionali di lavoro delcomparto sanita' disciplinano le deroghe alle disposizioni in materiadi riposo giornaliero del personale del Servizio sanitario nazionalepreposto ai servizi relativi all'accettazione, al trattamento e allecure, prevedendo altresi' equivalenti periodi di riposo compensativo,immediatamente successivi al periodo di lavoro da compensare, ovvero,in casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalentidi riposo compensativo non sia possibile per ragioni oggettive,adeguate misure di protezione del personale stesso. Nelle more delrinnovo dei contratti collettivi vigenti, le disposizionicontrattuali in materia di durata settimanale dell'orario di lavoro edi riposo giornaliero, attuative dell'articolo 41, comma 13, deldecreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell'articolo 17, comma 6-bis,del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, cessano di avereapplicazione a decorrere dalla data di abrogazione di cui al comma 1.

Art. 15
Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, in materia di salute e sicurezza per il lavoro a bordo delle navi da pesca. Procedura di infrazione n. 2011/2098.

1. All'allegato II al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298,nell'osservazione preliminare, le parole da: «Gli obblighi previstidal presente allegato» fino a: «nave da pesca esistente» sonosostituite dalle seguenti: «Gli obblighi previsti dal presenteallegato trovano applicazione, nella misura consentita dallecaratteristiche strutturali della nave, ogniqualvolta lo richiedanole caratteristiche del luogo di lavoro o dell'attivita', le condizioni o un rischio a bordo di una nave da pesca esistente».

Art. 16
Modifiche all'articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, in materia di licenziamenti collettivi. Procedura di infrazione n. 2007/4652. Sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 13 febbraio 2014 nella causa C-596/12.

1. All'articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «piu' di quindicidipendenti» sono inserite le seguenti: «, compresi i dirigenti,»;
b) dopo il comma 1-quater e' inserito il seguente:
«1-quinquies. Nel caso in cui l'impresa o il datore di lavoro nonimprenditore, ricorrendo le condizioni di cui al comma 1, intendaprocedere al licenziamento di uno o piu' dirigenti, trovanoapplicazione le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2, 3, conesclusione dell'ultimo periodo, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 12, 14, 15 e15-bis, e all'articolo 5, commi 1, 2 e 3, primo e quarto periodo.All'esame di cui all'articolo 4, commi 5 e 7, relativo ai dirigentieccedenti, si procede in appositi incontri. Quando risulta accertatala violazione delle procedure richiamate all'articolo 4, comma 12, odei criteri di scelta di cui all'articolo 5, comma 1, l'impresa o ildatore di lavoro non imprenditore e' tenuto al pagamento in favoredel dirigente di un'indennita' in misura compresa tra dodici eventiquattro mensilita' dell'ultima retribuzione globale di fatto,avuto riguardo alla natura e alla gravita' della violazione, fattesalve le diverse previsioni sulla misura dell'indennita' contenutenei contratti e negli accordi collettivi applicati al rapporto dilavoro»;
c) al comma 2, le parole: «commi 1 e 1-bis» sono sostituite dalleseguenti: «commi 1, 1-bis e 1-quinquies».

Capo IV 

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AMBIENTE 



Art. 17
Disposizioni in materia di bevande a base di succo di frutta. Caso EU Pilot n. 4738/13/ENTR.

1. Le bibite analcoliche di cui all'articolo 4 del regolamento dicui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958, n.719, e successive modificazioni, prodotte in Italia e vendute con ilnome dell'arancia a succo, o recanti denominazioni che a tale agrumesi richiamino, devono avere un contenuto di succo di arancia noninferiore a 20 g per 100 cc o dell'equivalente quantita' di succo diarancia concentrato o disidratato in polvere, fatte salve quelledestinate alla commercializzazione verso altri Stati dell'Unioneeuropea o verso gli altri Stati contraenti l'Accordo sullo Spazioeconomico europeo, nonche' verso Paesi terzi.
2. I commi 16, 16-bis e 16-ter dell'articolo 8 del decreto-legge 13settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8novembre 2012, n. 189, sono abrogati.
3. La disposizione di cui al comma 1 si applica a decorrere daldodicesimo mese successivo al perfezionamento, con esito positivo,della procedura di notifica alla Commissione europea ai sensi delladirettiva 98/ 34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22giugno 1998, di cui e' data notizia mediante pubblicazione nellaGazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
4. Le bevande prive del contenuto minimo obbligatorio ai sensi delcomma 1, prodotte anteriormente alla data di inizio dell'efficaciadelle disposizioni di cui al comma 1, possono essere commercializzatefino all'esaurimento delle scorte.

Art. 18
Disposizioni in materia di qualita' e trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini. Caso EU Pilot n. 4632/13/AGRI.
1. Alla legge 14 gennaio 2013, n. 9, sono apportate le seguentimodificazioni:
a) all'articolo 1, il comma 4 e' sostituito dal seguente:
«4. L'indicazione dell'origine delle miscele di oli di olivaoriginari di piu' di uno Stato membro dell'Unione europea o di unPaese terzo, conforme all'articolo 4, paragrafo 2, lettera b), delregolamento (UE) di esecuzione n. 29/2012 della Commissione, del 13gennaio 2012, deve essere stampata ai sensi dei commi 2 e 3 delpresente articolo e con diversa e piu' evidente rilevanza cromaticarispetto allo sfondo, alle altre indicazioni e alla denominazione divendita»;
b) all'articolo 4, comma 3, dopo le parole: «oli extravergini» sonoaggiunte le seguenti: «o vergini»;
c) all'articolo 7, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
«2. Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubbliciesercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti,devono essere presentati in contenitori etichettati conformementealla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura inmodo che il contenuto non possa essere modificato senza che laconfezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema diprotezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l'esaurimento delcontenuto originale indicato nell'etichetta»;
d) all'articolo 7, comma 3, le parole: «al comma 1» sono sostituitedalle seguenti: «ai commi 1 e 2»;
e) all'articolo 16, comma 1, primo periodo, dopo la parola:
«produzioni» e' inserita la seguente: «nazionali».
2. All'articolo 43, comma 1-bis.1, primo periodo, del decreto-legge22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7agosto 2012, n. 134, le parole: «alchil esteri piu' metil alchilesteri» sono sostituite dalle seguenti: «etil esteri».

Art. 19
Delega al Governo in materia di inquinamento acustico. Armonizzazione della normativa nazionale con le direttive 2002/49/CE, 2000/14/CE e 2006/123/CE e con il regolamento (CE) n. 765/2008.

1. Al fine di assicurare la completa armonizzazione della normativanazionale in materia di inquinamento acustico con la direttiva2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumoreambientale, e con la direttiva 2000/14/CE del Parlamento europeo edel Consiglio, dell'8 maggio 2000, relativa all'emissione acusticaambientale delle macchine e attrezzature destinate a funzionareall'aperto, il Governo e' delegato ad adottare, entro diciotto mesidalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu'decreti legislativi per il riordino dei provvedimenti normativivigenti in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambienteabitativo dall'inquinamento acustico prodotto dalle sorgenti sonorefisse e mobili, definite dall'articolo 2, comma 1, lettere c) e d),della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nelrispetto delle procedure, dei principi e dei criteri direttivi di cuiagli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, nonche'secondo i seguenti principi e criteri specifici:
a) coerenza dei piani degli interventi di contenimento e diabbattimento del rumore previsti dal decreto del Ministrodell'ambiente 29 novembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficialen. 285 del 6 dicembre 2000, con i piani di azione, con le mappatureacustiche e con le mappe acustiche strategiche previsti dalladirettiva 2002/49/CE e di cui agli articoli 2, comma 1, lettere o),p) e q), 3 e 4 nonche' agli allegati 4 e 5 del decreto legislativo 19agosto 2005, n. 194, nonche' con i criteri previsti dal decretoemanato ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera f), della legge n.447 del 1995, e successive modificazioni;
b) recepimento nell'ambito della normativa nazionale, comedisposto dalla direttiva 2002/49/CE e dal decreto legislativo 19agosto 2005, n. 194, dei descrittori acustici diversi da quellidisciplinati dalla legge n. 447 del 1995 e introduzione dei relativimetodi di determinazione a completamento e integrazione di quelliintrodotti dalla medesima legge n. 447 del 1995;
c) armonizzazione della normativa nazionale relativa alladisciplina delle sorgenti di rumore delle infrastrutture deitrasporti e degli impianti industriali e relativo aggiornamento aisensi della legge n. 447 del 1995;
d) adeguamento della normativa nazionale alla disciplina delrumore prodotto nell'ambito dello svolgimento delle attivita'sportive;
e) adeguamento della normativa nazionale alla disciplina delrumore prodotto dall'esercizio degli impianti eolici;
f) adeguamento della disciplina dell'attivita' e della formazionedella figura professionale di tecnico competente in materia diacustica ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge n. 447 del 1995 earmonizzazione con la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo edel Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del mercatointerno, e con l'articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,e successive modificazioni;
g) semplificazione delle procedure autorizzative in materia direquisiti acustici passivi degli edifici;
h) introduzione nell'ordinamento nazionale di criteri relativialla sostenibilita' economica degli obiettivi della legge n. 447 del1995 relativamente agli interventi di contenimento e di abbattimentodel rumore previsti dal decreto del Ministro dell'ambiente 29novembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6dicembre 2000, e dai regolamenti di esecuzione di cui all'articolo 11della legge n. 447 del 1995, per il graduale e strategico adeguamentoai principi contenuti nella direttiva 2002/49/CE;
i) adeguamento della disciplina riguardante la gestione e ilperiodo di validita' dell'autorizzazione degli organismi dicertificazione, previsti dalla direttiva 2000/14/CE, alla luce delnuovo iter di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n.765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008,che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato; l) armonizzazione con la direttiva 2000/14/CE per quanto concernele competenze delle persone fisiche e giuridiche che mettono adisposizione sul mercato macchine e attrezzature destinate afunzionare all'aperto;
m) adeguamento del regime sanzionatorio in caso di mancatorispetto del livello di potenza sonora garantito previsto dalladirettiva 2000/14/CE e definizione delle modalita' di utilizzo deiproventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni previstedall'articolo 15 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati suproposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio edel mare e del Ministro per gli affari europei, di concerto con ilMinistro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro dellasalute, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con ilMinistro dello sviluppo economico, acquisito il parere dellaConferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
4. Dall'attuazione della delega legislativa prevista dal presentearticolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanzapubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all'adempimentodei compiti ivi previsti con le risorse umane, finanziarie estrumentali disponibili a legislazione vigente.

Capo V 

DISPOSIZIONI A TUTELA DELLA CONCORRENZA 

Art. 20
Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, relative agli affidatari di incarichi di progettazione. Caso EU Pilot 4680/13/MARK.

1. All’articolo 90 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 8, le parole: «partecipare agli appalti o alle concessioni di lavori pubblici, nonche’ agli eventuali subappalti o cottimi» sono sostituite dalle seguenti: «essere affidatari degli appalti o delle concessioni di lavori pubblici, nonche’ degli eventuali subappalti o cottimi»;
b) dopo il comma 8 e’ aggiunto il seguente:
«8-bis. I divieti di cui al comma 8 non si applicano laddove i soggetti ivi indicati dimostrino che l’esperienza acquisita nell’espletamento degli incarichi di progettazione non e’ tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori».

Art. 21
Disposizioni in materia di contratti pubblici, relative all’istituto dell’avvalimento. Sentenza pregiudiziale della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 ottobre 2013 nella causa C-94/12.

1. All’articolo 49 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il comma 6 e’ sostituito dal seguente: «6. E’ ammesso l’avvalimento di piu’ imprese ausiliarie, fermo restando, per i lavori, il divieto di utilizzo frazionato per il concorrente dei singoli requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di cui all’articolo 40, comma 3, lettera b), che hanno consentito il rilascio dell’attestazione in quella categoria».
Art. 22
Disposizioni in materia di attribuzioni dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico nel settore del mercato dell’energia all’ingrosso. Attuazione del regolamento (UE) n. 1227/2011.

1. Al fine di assicurare l’applicazione del regolamento (UE) n. 1227/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, concernente l’integrita’ e la trasparenza del mercato dell’energia all’ingrosso, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, nell’esercizio dei poteri di indagine ed esecuzione, puo’:
a) accedere a tutti i documenti rilevanti e richiedere informazioni ai soggetti coinvolti o informati sui fatti, anche mediante apposite audizioni personali;
b) effettuare sopralluoghi e ispezioni;
c) chiedere i tabulati telefonici esistenti e i registri esistenti del traffico di dati di cui al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, fissando il termine per le relative comunicazioni;
d) intimare la cessazione delle condotte poste in essere in violazione del regolamento (UE) n. 1227/2011;
e) presentare presso il competente tribunale istanza di sequestro o di confisca del prodotto o del profitto dell’illecito, comprese somme di denaro;
f) presentare presso il tribunale o altra autorita’ competente istanze di divieto dell’esercizio di un’attivita’ professionale.
2. I poteri di cui al comma 1 sono esercitati in modo proporzionato e nei limiti di quanto necessario al perseguimento delle finalita’ del regolamento (UE) n. 1227/2011. I poteri di cui al medesimo comma 1, lettera c), sono esercitati previa autorizzazione del procuratore della Repubblica.
3. Per lo svolgimento di indagini relative a casi di sospetta violazione dei divieti di cui agli articoli 3 e 5 o dell’obbligo di cui all’articolo 4 del regolamento (UE) n. 1227/2011, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico puo’ avvalersi della collaborazione del Gestore dei mercati energetici (GME) e del Gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, con riferimento ai mercati da essi gestiti, per quanto di rispettiva competenza, ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 1, ultimo comma, del medesimo regolamento, e, in relazione alla fattispecie trattata, ferme restando le rispettive competenze, coordina la propria attivita’ con quella dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato. Per lo svolgimento di indagini relative a casi di sospetta violazione del divieto di cui all’articolo 3 del regolamento (UE) n. 1227/2011, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, ove opportuno in relazione alla fattispecie trattata, ferme restando le rispettive competenze, coordina la propria attivita’ con quella della Commissione nazionale per le societa’ e la borsa.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico irroga sanzioni amministrative pecuniarie da euro 20.000 a euro 3 milioni nei confronti dei soggetti che, essendo in possesso di informazioni privilegiate in relazione a vendite all’ingrosso di prodotti energetici, pongano in essere una delle condotte previste dall’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1227/2011, in conformita’ con quanto previsto dal medesimo articolo 3.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico irroga sanzioni amministrative pecuniarie da euro 20.000 a euro 5 milioni nei confronti dei soggetti che pongano in essere una delle condotte manipolative del mercato definite dall’articolo 2, numeri 2) e 3), e dall’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1227/2011.
6. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico irroga sanzioni amministrative pecuniarie da euro 20.000 a euro 3 milioni nei confronti dei soggetti inadempienti all’obbligo di pubblicazione delle informazioni privilegiate di cui all’articolo 4 del regolamento (UE) n. 1227/2011.
7. In caso di inottemperanza agli obblighi informativi previsti dagli articoli 8 e 9 del regolamento n. 1227/2011, nonche’ in caso di trasmissione di informazioni incomplete o non veritiere o non tempestivamente aggiornate, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico irroga sanzioni amministrative pecuniarie da euro 10.000 a euro 200.000.
8. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico puo’ aumentare le sanzioni di cui ai commi 4, 5, 6 e 7 fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall’illecito quando, per la rilevante offensivita’ del fatto, per le qualita’ personali del colpevole o per l’entita’ del prodotto o del profitto conseguito dall’illecito, esse appaiano inadeguate anche se applicate nella misura massima.
9. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico disciplina con proprio regolamento, nel rispetto della legislazione vigente in materia, i procedimenti sanzionatori, in conformita’ all’articolo 45 del decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93, e successive modificazioni.
10. Nell’ambito della relazione annuale al Parlamento, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico da’ sinteticamente conto delle attivita’ svolte nel settore del mercato dell’energia all’ingrosso, come integrate ai sensi del presente articolo, introducendo un capitolo apposito riferito all’integrita’ e alla trasparenza del mercato dell’energia.
11. I proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al presente articolo, aggiuntive rispetto a quelle previste dalla legislazione vigente, affluiscono ad un apposito fondo, denominato «Fondo costi energia elettrica e gas» (FOCEES), istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, finalizzato a ridurre i costi dell’energia elettrica e del gas a carico dei cittadini e delle imprese. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono disciplinate le modalita’ di funzionamento del FOCEES. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 23
Stazioni di distribuzione dei carburanti ubicate nelle aree urbane. Caso EU PILOT 4734/13/MARK.

1. All’articolo 28, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, le parole: «posti al di fuori dei centri abitati, quali definiti ai sensi del codice della strada o degli strumenti urbanistici comunali» sono sostituite dalle seguenti: «, ovunque siano ubicati».

Capo VI 

ALTRE DISPOSIZIONI 

Art. 24
Norme di interpretazione autentica e modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, recante attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Caso EU PILOT 5216/13/ENTR.

1. L’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, come sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192, si interpreta nel senso che le transazioni commerciali ivi considerate comprendono anche i contratti previsti dall’articolo 3, comma 3, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. Le disposizioni relative ai termini di pagamento e al tasso degli interessi dovuto in caso di ritardato pagamento, contenute nel codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e nel relativo regolamento di attuazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, nonche’ in altre leggi speciali, che prevedono termini e tassi difformi, rispettivamente, da quelli previsti dall’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, e successive modificazioni, fermo restando quanto previsto al comma 4 del predetto articolo, e da quelli previsti dall’articolo 5 del medesimo decreto legislativo, si applicano ai casi previsti dall’articolo 1, comma 1, del citato decreto legislativo n. 231 del 2002 solo se piu’ favorevoli per i creditori.
3. Al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 4:
1) al comma 2, l’alinea e’ sostituito dal seguente: «Salvo quanto previsto dai commi 3, 4 e 5, il periodo di pagamento non puo’ superare i seguenti termini:»;
2) al comma 4, primo periodo, le parole: «quando cio’ sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione» sono sostituite dalle seguenti: «quando cio’ sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche»;
3) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Termini di pagamento»;
b) dopo l’articolo 7 e’ inserito il seguente:
«Art. 7-bis. (Prassi inique). – 1. Le prassi relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero, quando risultano gravemente inique per il creditore, danno diritto al risarcimento del danno.
2. Il giudice accerta che una prassi e’ gravemente iniqua tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 7, comma 2.
3. Si considera gravemente iniqua la prassi che esclude l’applicazione di interessi di mora. Non e’ ammessa prova contraria.
4. Si presume che sia gravemente iniqua la prassi che esclude il risarcimento per i costi di recupero di cui all’articolo 6».
Art. 25
Modifica all’articolo 55-quater del codice delle pari opportunita’ tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, in attuazione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 1° marzo 2011 nella causa C-236/09, che ha dichiarato l’illegittimita’ dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2004/113/CE, e delle conseguenti Linee guida emanate dalla Commissione europea.

1. All’articolo 55-quater del codice delle pari opportunita’ tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto,» sono sostituite dalle seguenti: «conclusi per la prima volta a partire dal 21 dicembre 2012,»;
b) al comma 2, il primo periodo e’ soppresso;
c) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) vigila sul rispetto delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, avuto riguardo alla tutela degli assicurati nonche’ alla competitivita’ e al buon funzionamento del sistema assicurativo. L’IVASS esercita altresi’ i suoi poteri ed effettua le attivita’ necessarie al fine di garantire che le differenze nei premi o nelle prestazioni, consentite per i contratti conclusi prima del 21 dicembre 2012, permangano a condizione che siano state fondate su dati attuariali e statistici affidabili e che le basi tecniche non siano mutate»;
d) al comma 4, le parole: «commi 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «commi 1, 2 e 3, secondo periodo,»;
e) al comma 5, le parole: «L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo» sono sostituite dalle seguenti: «L’IVASS».
2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 26
Delega al Governo per l’adozione di nuove disposizioni in materia di utilizzo dei termini «cuoio», «pelle» e «pelliccia» e di quelli da essi derivati o loro sinonimi. Caso EU Pilot 4971/13/ENTR.

1. La legge 14 gennaio 2013, n. 8, e’ abrogata. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge riacquistano efficacia le disposizioni della legge 16 dicembre 1966, n. 1112.
2. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un decreto legislativo che disciplini l’utilizzo dei termini «cuoio», «pelle» e «pelliccia» e di quelli da essi derivati o loro sinonimi, nel rispetto della legislazione dell’Unione europea nei settori armonizzati.
3. Il decreto legislativo di cui al comma 2 e’ adottato su proposta del Ministro dello sviluppo economico, sentite le Commissioni parlamentari competenti, che esprimono il proprio parere entro quaranta giorni dalla data di assegnazione dello schema di decreto legislativo. Decorso inutilmente tale termine, il decreto legislativo puo’ essere comunque adottato.
4. Con il medesimo decreto legislativo di cui al comma 2 si provvede ad abrogare le disposizioni nazionali non piu’ applicabili e ad adottare le necessarie disposizioni recanti sanzioni penali o amministrative per le violazioni degli obblighi contenuti nello stesso decreto.
5. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 2 e’ sottoposto alla procedura di informazione prima della definitiva adozione, in applicazione della direttiva 98/34/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, recepita con legge 21 giugno 1986, n. 317.
6. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo previsto al comma 2 possono essere emanate disposizioni correttive e integrative nel rispetto delle procedure di cui ai commi da 2 a 5.
7. Dall’attuazione del presente articolo e del decreto legislativo di cui al comma 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 27
Disposizioni volte al recepimento della direttiva 2009/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, relativa agli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni. Caso EU Pilot 5062/13/MARK.

1. Al secondo comma dell’articolo 2506-ter del codice civile e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando la scissione si realizza mediante aumento di capitale con conferimento di beni in natura o di crediti, la relazione dell’organo amministrativo menziona, ove prevista, l’elaborazione della relazione di cui all’articolo 2343 e il registro delle imprese presso il quale tale relazione e’ depositata». 2. Il comma 3 dell’articolo 18 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 108, e’ sostituito dal seguente: «3. Quando una fusione transfrontaliera per incorporazione e’ realizzata da una societa’ che detiene almeno il 90 per cento ma non la totalita’ delle azioni, quote o altri titoli che conferiscono il diritto di voto nell’assemblea della societa’ incorporata, le relazioni di cui agli articoli 2501-quinquies e 2501-sexies del codice civile e la situazione patrimoniale di cui all’articolo 2501-quater del medesimo codice sono richieste soltanto qualora cio’ sia previsto dalla legislazione nazionale cui e’ soggetta la societa’ incorporante o la societa’ incorporata».

Art. 28
Attuazione della direttiva 2013/25/UE del Consiglio, del 13 maggio 2013, che adegua determinate direttive in materia di diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi a motivo dell’adesione della Repubblica di Croazia.

1. Agli allegati V e VI annessi al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, sono apportate le modificazioni riportate nell’allegato A, parte I, annesso alla presente legge.
2. L’articolo 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 31, e’ sostituito dal testo riportato nell’allegato A, parte II, annesso alla presente legge.
3. L’articolo 2 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, e’ sostituito dal testo riportato nell’allegato A, parte III, annesso alla presente legge.

Art. 29
Potenziamento delle misure di contrasto delle frodi in danno dei bilanci dell’Unione europea, dello Stato e degli enti territoriali.

1. Al fine di assicurare la piena applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 settembre 2013, all’articolo 25 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Il Nucleo Speciale di cui al comma 1 svolge altresi’, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, analisi, ispezioni e controlli sull’impiego delle risorse del bilancio dello Stato, delle regioni, degli enti locali e dell’Unione europea avvalendosi dei poteri e delle facolta’ previste dal medesimo comma 1, capoverso, lettera a)»;
b) al comma 2, le parole: «del comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «dei commi 1 e 1-bis».

Art. 30
Attuazione di disposizioni non direttamente applicabili della direttiva 2011/85/UE e del regolamento (UE) n. 473/2013.

1. Al fine di dare piena attuazione, per le parti non direttamente applicabili, alla direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell’8 novembre 2011, e al regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, con particolare riferimento all’attivita’ di monitoraggio sull’osservanza delle regole di bilancio, la Corte dei conti, nell’ambito delle sue funzioni di controllo, verifica la rispondenza alla normativa contabile dei dati di bilancio delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.
2. La Corte dei conti, per le verifiche di cui al comma 1, definisce le metodologie e le linee guida cui devono attenersi gli organismi di controllo interno e gli organi di revisione contabile delle pubbliche amministrazioni.
3. La Corte dei conti puo’ chiedere alle amministrazioni pubbliche, di cui al comma 1 l’accesso alle banche di dati da esse costituite o alimentate.
4. Ai fini di cui al comma 1, per valutare i riflessi sui conti delle pubbliche amministrazioni, la Corte dei conti, nell’ambito delle sue funzioni di controllo, puo’ chiedere dati economici e patrimoniali agli enti e agli organismi dalle stesse partecipati a qualsiasi titolo.

Art. 31
Misure per lo sviluppo della ricerca applicata alla pesca

1. Il comma 3 dell’articolo 6 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4, e’ sostituito dal seguente:
«3. Sono vietati la vendita e il commercio dei prodotti della pesca non professionale, fatta eccezione per quella effettuata a fini scientifici, a meno che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali non ne disponga comunque il divieto».
2. Il secondo periodo del comma 3 dell’articolo 7 e il secondo periodo del comma 2 dell’articolo 10 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4, sono soppressi.

Art. 32
Disposizioni in materia di certificato successorio europeo

1. Il certificato successorio europeo di cui agli articoli 62 e seguenti del regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, e’ rilasciato, su richiesta di una delle persone di cui all’articolo 63, paragrafo 1, del regolamento stesso, da un notaio, in osservanza delle disposizioni di cui agli articoli da 62 a 73 del citato regolamento.
2. Avverso le decisioni adottate dall’autorita’ di rilascio ai sensi dell’articolo 67 del regolamento (UE) n. 650/2012 e’ ammesso reclamo davanti al tribunale, in composizione collegiale, del luogo in cui e’ residente il notaio che ha adottato la decisione impugnata. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 739 del codice di procedura civile.
3. Nei territori in cui vige il sistema del libro fondiario continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al titolo II del regio decreto 28 marzo 1929, n. 499, in materia di rilascio del certificato di eredita’ e di legato.

Capo VII 

DISPOSIZIONI FINANZIARIE 

Art. 33
Clausola di invarianza finanziaria

1. Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 34, dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti dalla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 34
Norma di copertura finanziaria. Disposizioni in materia di consumi medi standardizzati di gasolio in agricoltura

1. Agli oneri derivanti dalle disposizioni degli articoli 7, 8 e 9, pari a 2,5 milioni di euro per l’anno 2014, a 15,94 milioni di euro per l’anno 2015 e a 15,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016, si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalla disposizione del comma 2 del presente articolo.
2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede alla riduzione dei consumi medi standardizzati di gasolio da ammettere all’impiego agevolato di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 26 febbraio 2002, recante determinazione dei consumi medi dei prodotti petroliferi impiegati in lavori agricoli, orticoli, in allevamento, nella silvicoltura e piscicoltura e nelle coltivazioni sotto serra ai fini dell’applicazione delle aliquote ridotte o dell’esenzione dell’accisa, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 20 marzo 2002, in misura tale da garantire maggiori entrate pari a 4 milioni di euro per l’anno 2014, a 21 milioni di euro per l’anno 2015 e a 16 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016.
3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali si provvede, entro un mese dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2, alla modifica del citato decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 26 febbraio 2002, in relazione alle diminuzioni dei consumi medi standardizzati di gasolio in agricoltura di cui al medesimo comma 2 e a quelle gia’ intervenute.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi’ 30 ottobre 2014

NAPOLITANO Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

 

    Allegato                
Parte di provvedimento in formato grafico

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