Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

Redazione

D.Lgs. 23/2015 - Contratto a tutele crescenti

GU Serie Generale n.54 del 6-3-2015

Versione PDF del documento

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

Visti gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, secondo comma,della Costituzione;
Visto l'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183,recante delega al Governo allo scopo di rafforzare le opportunita' diingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca dioccupazione, nonche' di riordinare i contratti di lavoro vigenti perrenderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contestooccupazionale e produttivo e di rendere piu' efficiente l'attivita'ispettiva;
Visto l'articolo 1, comma 7, lettera c), della medesima legge n.183 del 2014, recante il criterio di delega volto a prevedere, per lenuove assunzioni, il contratto a tempo indeterminato a tutelecrescenti in relazione all'anzianita' di servizio, escludendo per ilicenziamenti economici la possibilita' della reintegrazione dellavoratore nel posto di lavoro, prevedendo un indennizzo economicocerto e crescente con l'anzianita' di servizio e limitando il dirittoalla reintegrazione ai licenziamenti nulli e discriminatori e aspecifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato,nonche' prevedendo termini certi per l'impugnazione dellicenziamento;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,adottata nella riunione del 24 dicembre 2014;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari dellaCamera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nellariunione del 20 febbraio 2015;
Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1
Campo di applicazione

1. Per i lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegatio quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempoindeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore delpresente decreto, il regime di tutela nel caso di licenziamentoillegittimo e' disciplinato dalle disposizioni di cui al presentedecreto.
2. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano anchenei casi di conversione, successiva all'entrata in vigore delpresente decreto, di contratto a tempo determinato o di apprendistatoin contratto a tempo indeterminato.
3. Nel caso in cui il datore di lavoro, in conseguenza diassunzioni a tempo indeterminato avvenute successivamente all'entratain vigore del presente decreto, integri il requisito occupazionale dicui all'articolo 18, ottavo e nono comma, della legge 20 maggio 1970,n. 300, e successive modificazioni, il licenziamento dei lavoratori,anche se assunti precedentemente a tale data, e' disciplinato dalledisposizioni del presente decreto.

                               Art. 2 
Licenziamento discriminatorio, nullo e intimato in forma orale

1. Il giudice, con la pronuncia con la quale dichiara la nullita'del licenziamento perche' discriminatorio a norma dell'articolo 15della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni,ovvero perche' riconducibile agli altri casi di nullita'espressamente previsti dalla legge, ordina al datore di lavoro,imprenditore o non imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nelposto di lavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto. Aseguito dell'ordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro siintende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entrotrenta giorni dall'invito del datore di lavoro, salvo il caso in cuiabbia richiesto l'indennita' di cui al comma 3. Il regime di cui alpresente articolo si applica anche al licenziamento dichiaratoinefficace perche' intimato in forma orale.
2. Con la pronuncia di cui al comma 1, il giudice condanna altresi'il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratoreper il licenziamento di cui sia stata accertata la nullita' el'inefficacia, stabilendo a tal fine un'indennita' commisurataall'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamentodi fine rapporto, corrispondente al periodo dal giorno dellicenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, dedottoquanto percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento dialtre attivita' lavorative. In ogni caso la misura del risarcimentonon potra' essere inferiore a cinque mensilita' dell'ultimaretribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di finerapporto. Il datore di lavoro e' condannato, altresi', per ilmedesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali eassistenziali.
3. Fermo restando il diritto al risarcimento del danno comeprevisto al comma 2, al lavoratore e' data la facolta' di chiedere aldatore di lavoro, in sostituzione della reintegrazione nel posto dilavoro, un'indennita' pari a quindici mensilita' dell'ultimaretribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di finerapporto, la cui richiesta determina la risoluzione del rapporto dilavoro, e che non e' assoggettata a contribuzione previdenziale. Larichiesta dell'indennita' deve essere effettuata entro trenta giornidalla comunicazione del deposito della pronuncia o dall'invito deldatore di lavoro a riprendere servizio, se anteriore alla predettacomunicazione.
4. La disciplina di cui al presente articolo trova applicazioneanche nelle ipotesi in cui il giudice accerta il difetto digiustificazione per motivo consistente nella disabilita' fisica opsichica del lavoratore, anche ai sensi degli articoli 4, comma 4, e10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68.

                               Art. 3 
Licenziamento per giustificato motivo e giusta causa

1. Salvo quanto disposto dal comma 2, nei casi in cui risultaaccertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento pergiustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo ogiusta causa, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alladata del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento diun'indennita' non assoggettata a contribuzione previdenziale diimporto pari a due mensilita' dell'ultima retribuzione di riferimentoper il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno diservizio, in misura comunque non inferiore a quattro e non superiorea ventiquattro mensilita'.
2. Esclusivamente nelle ipotesi di licenziamento per giustificatomotivo soggettivo o per giusta causa in cui sia direttamentedimostrata in giudizio l'insussistenza del fatto materiale contestatoal lavoratore, rispetto alla quale resta estranea ogni valutazionecirca la sproporzione del licenziamento, il giudice annulla illicenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione dellavoratore nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennita'risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione di riferimento peril calcolo del trattamento di fine rapporto, corrispondente alperiodo dal giorno del licenziamento fino a quello dell'effettivareintegrazione, dedotto quanto il lavoratore abbia percepito per losvolgimento di altre attivita' lavorative, nonche' quanto avrebbepotuto percepire accettando una congrua offerta di lavoro ai sensidell'articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 21aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni. In ogni caso lamisura dell'indennita' risarcitoria relativa al periodo antecedentealla pronuncia di reintegrazione non puo' essere superiore a dodicimensilita' dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo deltrattamento di fine rapporto. Il datore di lavoro e' condannato,altresi', al versamento dei contributi previdenziali e assistenzialidal giorno del licenziamento fino a quello dell'effettivareintegrazione, senza applicazione di sanzioni per omissionecontributiva. Al lavoratore e' attribuita la facolta' di cuiall'articolo 2, comma 3.
3. Al licenziamento dei lavoratori di cui all'articolo 1 non trovaapplicazione l'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, esuccessive modificazioni.

                               Art. 4 
Vizi formali e procedurali
1. Nell'ipotesi in cui il licenziamento sia intimato con violazionedel requisito di motivazione di cui all'articolo 2, comma 2, dellalegge n. 604 del 1966 o della procedura di cui all'articolo 7 dellalegge n. 300 del 1970, il giudice dichiara estinto il rapporto dilavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro alpagamento di un'indennita' non assoggettata a contribuzioneprevidenziale di importo pari a una mensilita' dell'ultimaretribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di finerapporto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiorea due e non superiore a dodici mensilita', a meno che il giudice,sulla base della domanda del lavoratore, accerti la sussistenza deipresupposti per l'applicazione delle tutele di cui agli articoli 2 e3 del presente decreto.

                               Art. 5 
Revoca del licenziamento

1. Nell'ipotesi di revoca del licenziamento, purche' effettuataentro il termine di quindici giorni dalla comunicazione al datore dilavoro dell'impugnazione del medesimo, il rapporto di lavoro siintende ripristinato senza soluzione di continuita', con diritto dellavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente allarevoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dalpresente decreto.

                               Art. 6 
Offerta di conciliazione

1. In caso di licenziamento dei lavoratori di cui all'articolo 1,al fine di evitare il giudizio e ferma restando la possibilita' perle parti di addivenire a ogni altra modalita' di conciliazioneprevista dalla legge, il datore di lavoro puo' offrire al lavoratore,entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, inuna delle sedi di cui all'articolo 2113, quarto comma, del codicecivile, e all'articolo 76 del decreto legislativo 10 settembre 2003,n. 276, e successive modificazioni, un importo che non costituiscereddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle personefisiche e non e' assoggettato a contribuzione previdenziale, diammontare pari a una mensilita' della retribuzione di riferimento peril calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno diservizio, in misura comunque non inferiore a due e non superiore adiciotto mensilita', mediante consegna al lavoratore di un assegnocircolare. L'accettazione dell'assegno in tale sede da parte dellavoratore comporta l'estinzione del rapporto alla data dellicenziamento e la rinuncia alla impugnazione del licenziamento anchequalora il lavoratore l'abbia gia' proposta. Le eventuali ulteriorisomme pattuite nella stessa sede conciliativa a chiusura di ognialtra pendenza derivante dal rapporto di lavoro sono soggette alregime fiscale ordinario.
2. Alle minori entrate derivanti dal comma 1 valutate in 2 milionidi euro per l'anno 2015, 7,9 milioni di euro per l'anno 2016, 13,8milioni di euro per l'anno 2017, 17,5 milioni di euro per l'anno2018, 21,2 milioni di euro per l'anno 2019, 24,4 milioni di euro perl'anno 2020, 27,6 milioni di euro per l'anno 2021, 30,8 milioni dieuro per l'anno 2022, 34,0 milioni di euro per l'anno 2023 e 37,2milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024 si provvede mediantecorrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 107,della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
3. Il sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito anorma dell'articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92,assicura il monitoraggio sull'attuazione della presente disposizione.A tal fine la comunicazione obbligatoria telematica di cessazione delrapporto di cui all'articolo 4-bis del decreto legislativo 21 aprile2000, n. 181, e successive modificazioni, e' integrata da unaulteriore comunicazione, da effettuarsi da parte del datore di lavoroentro 65 giorni dalla cessazione del rapporto, nella quale deveessere indicata l'avvenuta ovvero la non avvenuta conciliazione dicui al comma 1 e la cui omissione e' assoggettata alla medesimasanzione prevista per l'omissione della comunicazione di cui alpredetto articolo 4-bis. Il modello di trasmissione dellacomunicazione obbligatoria e' conseguentemente riformulato. Alleattivita' di cui al presente comma si provvede con le risorse umane,strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e,comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

                               Art. 7 
Computo dell'anzianita' negli appalti

1. Ai fini del calcolo delle indennita' e dell'importo di cuiall'articolo 3, comma 1, all'articolo 4, e all'articolo 6,l'anzianita' di servizio del lavoratore che passa alle dipendenzedell'impresa subentrante nell'appalto si computa tenendosi conto ditutto il periodo durante il quale il lavoratore e' stato impiegatonell'attivita' appaltata.

                               Art. 8 
Computo e misura delle indennita' per frazioni di anno

1. Per le frazioni di anno d'anzianita' di servizio, le indennita'e l'importo di cui all'articolo 3, comma 1, all'articolo 4, eall'articolo 6, sono riproporzionati e le frazioni di mese uguali osuperiori a quindici giorni si computano come mese intero.

 

                               Art. 9 
Piccole imprese e organizzazioni di tendenza

1. Ove il datore di lavoro non raggiunga i requisiti dimensionalidi cui all'articolo 18, ottavo e nono comma, della legge n. 300 del1970, non si applica l'articolo 3, comma 2, e l'ammontare delleindennita' e dell'importo previsti dall'articolo 3, comma 1,dall'articolo 4, comma 1 e dall'articolo 6, comma 1, e' dimezzato enon puo' in ogni caso superare il limite di sei mensilita'.
2. Ai datori di lavoro non imprenditori, che svolgono senza fine dilucro attivita' di natura politica, sindacale, culturale, diistruzione ovvero di religione o di culto, si applica la disciplinadi cui al presente decreto.

                               Art. 10 
Licenziamento collettivo

1. In caso di licenziamento collettivo ai sensi degli articoli 4 e24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, intimato senza l'osservanzadella forma scritta, si applica il regime sanzionatorio di cuiall'articolo 2 del presente decreto. In caso di violazione delleprocedure richiamate all'articolo 4, comma 12, o dei criteri discelta di cui all'articolo 5, comma 1, della legge n. 223 del 1991,si applica il regime di cui all'articolo 3, comma 1.

                               Art. 11 
Rito applicabile

1. Ai licenziamenti di cui al presente decreto non si applicano ledisposizioni dei commi da 48 a 68 dell'articolo 1 della legge 28giugno 2012, n. 92.

                               Art. 12 
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo aquello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare.
Dato a Roma, addi' 4 marzo 2015

MATTARELLA

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Visto, il Guardasigilli: Orlando

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it