Decreto legislativo 8/10/2007 n. 179

Decreto legislativo 8/10/2007 n. 179

Redazione

Definizioni

G.U. 30/10/2007 n. 253

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Capo I – Procedure di conciliazione e arbitrato presso la Consob e sistema di indennizzo

Definizioni

1. Nel presente capo si intendono per:
a) investitori: gli investitori diversi dai clienti professionali di cui all’articolo 6, commi 2-quinquies e 2-sexies, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni;
b) intermediari: i soggetti abilitati alla prestazione di servizi e attivita’ di investimento di cui all’articolo 1, comma 1, lettera r), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni.

Capo I – Procedure di conciliazione e arbitrato presso la Consob e sistema di indennizzo

Camera di conciliazione e arbitrato

1. E’ istituita una Camera di conciliazione e arbitrato presso la Consob per l’amministrazione, in conformita’ al presente decreto, dei procedimenti di conciliazione e di arbitrato promossi per la risoluzione di controversie insorte tra gli investitori e gli intermediari per la violazione da parte di questi degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con gli investitori.
2. La Camera di conciliazione e arbitrato svolge la propria attivita’, avvalendosi di strutture e risorse individuate dalla Consob.
3. La Camera di conciliazione e arbitrato istituisce un elenco di conciliatori e arbitri, scelti tra persone di comprovata imparzialita’, indipendenza, professionalita’ e onorabilita’.
4. La Camera di conciliazione e arbitrato puo’ avvalersi di organismi di conciliazione iscritti nel registro previsto dall’articolo 38, comma 2, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e successive modificazioni.
L’organismo di conciliazione applica il regolamento di procedura e le indennita’ di cui all’articolo 4.
5. La Consob definisce con regolamento, sentita la Banca d’Italia:
a) l’organizzazione della Camera di conciliazione e arbitrato;
b) le modalita’ di nomina dei componenti dell’elenco dei conciliatori e degli arbitri, prevedendo anche forme di consultazione delle associazioni dei consumatori e degli utenti di cui all’articolo 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e delle categorie interessate, e perseguendo la presenza paritaria di donne e uomini;
c) i requisiti di imparzialita’, indipendenza, professionalita’ e onorabilita’ dei componenti dell’elenco dei conciliatori e degli arbitri;
d) la periodicita’ dell’aggiornamento dell’elenco dei conciliatori e degli arbitri;
e) le altre funzioni attribuite alla Camera di conciliazione e arbitrato;
f) le norme per i procedimenti di conciliazione e di arbitrato;
g) le altre norme di attuazione del presente capo.

Capo I – Procedure di conciliazione e arbitrato presso la Consob e sistema di indennizzo

Indennizzo

1. Nel caso in cui risulti, a seguito dell’esperimento delle procedure di cui all’articolo 5, l’inadempimento dell’intermediario agli obblighi di cui all’articolo 2, comma 1, l’arbitro o il collegio arbitrale possono riconoscere un indennizzo a favore dell’investitore per il ristoro delle conseguenze pregiudizievoli derivanti dal predetto inadempimento.
2. La Consob con regolamento, sentita la Banca d’Italia, determina i criteri in base ai quali viene stabilito l’indennizzo di cui al comma 1.
3. E’ fatto salvo il diritto dell’investitore di adire l’autorita’ giudiziaria ordinaria, anche per il riconoscimento del risarcimento del maggior danno subito in conseguenza dell’inadempimento, oltre all’indennizzo gia’ stabilito.
4. Il lodo arbitrale con il quale viene disposto l’indennizzo di cui al comma 1 acquista efficacia a seguito del visto di regolarita’ formale della Consob, ferma l’applicabilita’ dell’articolo 825 del codice di procedura civile.

Capo I – Procedure di conciliazione e arbitrato presso la Consob e sistema di indennizzo

Conciliazione stragiudiziale

1. Gli investitori possono attivare la procedura di conciliazione, presentando, anche personalmente, istanza alla Camera di conciliazione e arbitrato presso la Consob.
2. L’istanza di conciliazione non puo’ essere presentata qualora:
a) la controversia sia stata gia’ portata su istanza dell’investitore, ovvero su istanza dell’intermediario a cui l’investitore abbia aderito, all’esame di altro organismo di conciliazione;
b) non sia stato presentato reclamo all’intermediario ovvero non siano decorsi piu’ di novanta giorni dalla sua presentazione senza che l’intermediario abbia comunicato all’investitore le proprie determinazioni.
3. Il regolamento di cui all’articolo 2, comma 5, lettera f), disciplina le norme di procedura nel rispetto dei principi di riservatezza, imparzialita’, celerita’ e di garanzia del contraddittorio, fatta salva la possibilita’ di sentire le parti separatamente.
4. In ogni caso il procedimento deve essere concluso nel termine massimo di sessanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza di conciliazione.
5. Si applicano gli articoli 39, commi 1 e 2, e l’articolo 40, commi 2, 3, 4, 5, 6 e 8, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5.
6. Il conciliatore tiene conto dei criteri di cui all’articolo 3, comma 2 nella proposta conciliativa. Le parti sono in ogni caso libere di assumere autonome determinazioni volontarie.
7. Le dichiarazioni rese dalle parti nel procedimento di conciliazione non possono essere utilizzate nell’eventuale procedimento sanzionatorio nei confronti dell’intermediario avanti l’Autorita’ di vigilanza competente per l’irrogazione delle sanzioni amministrative previste per le medesime violazioni.
8. Con il predetto regolamento sono determinate le modalita’ di nomina del conciliatore per la singola controversia e il compenso a questi spettante, i criteri in base ai quali la Camera di conciliazione e arbitrato puo’ designare un diverso organismo di conciliazione, nonche’ l’importo posto a carico degli utenti per la fruizione del servizio di conciliazione stragiudiziale nel rispetto dei limiti indicati nel regolamento di cui all’articolo 39, comma 3, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5.

Capo I – Procedure di conciliazione e arbitrato presso la Consob e sistema di indennizzo

Arbitrato amministrato dalla Consob

1. Il regolamento di cui all’articolo 2, comma 5, lettera f), disciplina altresi’ la procedura di arbitrato amministrato dalla Camera di conciliazione e arbitrato presso la Consob per la risoluzione delle controversie di cui al medesimo articolo 2, tenendo conto degli articoli 34, 35, 36 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, in quanto applicabili, nonche’ degli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile, fermo in ogni caso il rispetto del contraddittorio.
2. Il regolamento prevede una procedura semplificata per il riconoscimento dell’indennizzo di cui all’articolo 3, comma 1, anche con lodo non definitivo, ferma restando l’applicazione dei commi 4 e 5 del medesimo articolo 3.
3. La Consob determina altresi’ le modalita’ di nomina del collegio arbitrale o dell’arbitro unico, i casi di incompatibilita’, ricusazione e sostituzione degli arbitri, la responsabilita’ degli arbitri e gli onorari ad essi dovuti, oltre che le tariffe per il servizio di arbitrato dovute alla Camera di conciliazione e arbitrato.
4. L’arbitrato amministrato dalla Camera di conciliazione e arbitrato presso la Consob ha natura rituale ed e’ ispirato a criteri di economicita’, rapidita’ ed efficienza. Il lodo e’ sempre impugnabile per violazione di norme di diritto.

Capo I – Procedure di conciliazione e arbitrato presso la Consob e sistema di indennizzo

Clausola compromissoria

1. La clausola compromissoria inserita nei contratti, stipulati con gli investitori, relativi ai servizi e attivita’ di investimento, compresi quelli accessori, nonche’ i contratti di gestione collettiva del risparmio, e’ vincolante solo per l’intermediario, a meno che questo non provi che sia frutto di una trattativa diretta.

Capo I – Procedure di conciliazione e arbitrato presso la Consob e sistema di indennizzo

Legittimazione ad agire delle associazioni dei consumatori e degli utenti

1. E’ fatta salva la legittimazione delle associazioni dei consumatori e degli utenti di cui all’articolo 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ad agire ai sensi dell’articolo 140 del medesimo decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

Capo II – Fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori

Fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori

1. E’ istituito il Fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori di cui all’articolo 27, comma 2, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, di seguito denominato: “Fondo”, destinato all’indennizzo, nei limiti delle disponibilita’ del Fondo medesimo, dei danni patrimoniali causati dalla violazione, accertata con sentenza passata in giudicato, o con lodo arbitrale non piu’ impugnabile, delle norme che disciplinano le attivita’ di cui alla parte II del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
2. La gestione del Fondo e’ attribuita alla Consob.
3. Possono accedere al Fondo gli investitori come definiti all’articolo 1 del presente decreto. Il Fondo e’ surrogato nei diritti del soggetto danneggiato, limitatamente all’ammontare dell’indennizzo erogato, e puo’ rivalersi nei confronti della banca o dell’intermediario responsabile.
4. La Consob e’ legittimata ad agire in giudizio, in rappresentanza del Fondo, per la tutela dei diritti e l’esercizio dell’azione di rivalsa di cui al comma precedente; a tale fine la Consob ha facolta’ di farsi rappresentare in giudizio a norma dell’articolo 1, decimo comma, del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, ovvero anche da propri funzionari.
5. Il Fondo e’ finanziato esclusivamente con il versamento della meta’ degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate per la violazione delle norme di cui al comma 1.
6. La Consob con regolamento:
a) definisce i criteri di determinazione dell’indennizzo, fissandone anche la misura massima;
dall’indennizzo cosi’ determinato sono detratte tutte le somme percepite per la medesima violazione dal soggetto danneggiato a titolo di risarcimento del danno ovvero l’indennizzo di cui all’articolo 3;
b) disciplina le modalita’ e le condizioni di accesso al Fondo;
c) emana le ulteriori disposizioni per l’attuazione del presente articolo.

Capo II – Fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori

Norme finali

1. La Consob emana i regolamenti previsti dal presente decreto entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto medesimo.
2. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La Consob provvede alla copertura delle spese di amministrazione delle procedure di conciliazione ed arbitrato di cui al capo I con le risorse di cui all’articolo 40, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e successive modificazioni, oltre che con gli importi posti a carico degli utenti delle procedure medesime.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

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