DECRETO LEGISLATIVO 20 giugno 2016

DECRETO LEGISLATIVO 20 giugno 2016

Redazione

Modifiche all'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di licenziamento disciplinare. (16G00127)

(GU Serie Generale n.149 del 28-6-2016)

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DECRETO LEGISLATIVO 20 giugno 2016, n. 116 

Modifiche all'articolo 55-quater del  decreto  legislativo  30  marzo2001, n. 165, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera  s),  dellalegge  7  agosto  2015,  n.  124,   in   materia   di   licenziamentodisciplinare. (16G00127) 

(GU n.149 del 28-6-2016)

 

 Vigente al: 13-7-2016  

 

                      IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

 

Visti gli articoli 76, 87 e 97 della Costituzione; Vista la legge 7 agosto 2015, n. 124, recante riorganizzazionedelle amministrazioni pubbliche, e, in particolare, l'articolo 17,comma 1, lettera s), recante delega al Governo per il riordino delladisciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazionipubbliche; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante normegenerali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delleamministrazioni pubbliche e, in particolare gli articoli 55, 55-bis,55-ter, 55-quater, 55-quinquies, 55-sexies come successivamentemodificati dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,adottata nella riunione del 20 gennaio 2016; Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentativenella riunione del 4 febbraio 2016; Acquisito il parere della Conferenza unificata, ai sensidell'articolo 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,espresso nella seduta del 3 marzo 2016; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezioneconsultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 16 marzo 2016; Acquisito il parere della Commissione parlamentare per lasemplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti permateria e per i profili finanziari della Camera dei deputati e delSenato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nellariunione del 15 giugno 2016; Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblicaamministrazione; E m a n a

 

il seguente decreto legislativo:

 

Art. 1

 

Modifiche all'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

 

1. All'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Costituiscefalsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalita'fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per farrisultare il dipendente in servizio o trarre in ingannol'amministrazione presso la quale il dipendente presta attivita'lavorativa circa il rispetto dell'orario di lavoro dello stesso.Della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propriacondotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta.»; b) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti: «3-bis. Nel caso dicui al comma 1, lettera a), la falsa attestazione della presenza inservizio, accertata in flagranza ovvero mediante strumenti disorveglianza o di registrazione degli accessi o delle presenze,determina l'immediata sospensione cautelare senza stipendio deldipendente, fatto salvo il diritto all'assegno alimentare nellamisura stabilita dalle disposizioni normative e contrattuali vigenti,senza obbligo di preventiva audizione dell'interessato. Lasospensione e' disposta dal responsabile della struttura in cui ildipendente lavora o, ove ne venga a conoscenza per primo,dall'ufficio di cui all'articolo 55-bis, comma 4, con provvedimentomotivato, in via immediata e comunque entro quarantotto ore dalmomento in cui i suddetti soggetti ne sono venuti a conoscenza. Laviolazione di tale termine non determina la decadenza dall'azionedisciplinare ne' l'inefficacia della sospensione cautelare, fattasalva l'eventuale responsabilita' del dipendente cui essa siaimputabile. 3-ter. Con il medesimo provvedimento di sospensione cautelare dicui al comma 3-bis si procede anche alla contestuale contestazioneper iscritto dell'addebito e alla convocazione del dipendente dinanziall'Ufficio di cui all'articolo 55-bis, comma 4. Il dipendente e'convocato, per il contraddittorio a sua difesa, con un preavviso dialmeno quindici giorni e puo' farsi assistere da un procuratoreovvero da un rappresentante dell'associazione sindacale cui illavoratore aderisce o conferisce mandato. Fino alla datadell'audizione, il dipendente convocato puo' inviare una memoriascritta o, in caso di grave, oggettivo e assoluto impedimento,formulare motivata istanza di rinvio del termine per l'eserciziodella sua difesa per un periodo non superiore a cinque giorni. Ildifferimento del termine a difesa del dipendente puo' essere dispostosolo una volta nel corso del procedimento. L'Ufficio conclude ilprocedimento entro trenta giorni dalla ricezione, da parte deldipendente, della contestazione dell'addebito. La violazione deisuddetti termini, fatta salva l'eventuale responsabilita' deldipendente cui essa sia imputabile, non determina la decadenzadall'azione disciplinare ne' l'invalidita' della sanzione irrogata,purche' non risulti irrimediabilmente compromesso il diritto didifesa del dipendente e non sia superato il termine per laconclusione del procedimento di cui all'articolo 55-bis, comma 4. 3-quater. Nei casi di cui al comma 3-bis, la denuncia al pubblicoministero e la segnalazione alla competente procura regionale dellaCorte dei conti avvengono entro quindici giorni dall'avvio delprocedimento disciplinare. La Procura della Corte dei conti, quandone ricorrono i presupposti, emette invito a dedurre per dannod'immagine entro tre mesi dalla conclusione della procedura dilicenziamento. L'azione di responsabilita' e' esercitata, con lemodalita' e nei termini di cui all'articolo 5 del decreto-legge 15novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni, dalla legge 14gennaio 1994, n. 19, entro i centoventi giorni successivi alladenuncia, senza possibilita' di proroga. L'ammontare del dannorisarcibile e' rimesso alla valutazione equitativa del giudice anchein relazione alla rilevanza del fatto per i mezzi di informazione ecomunque l'eventuale condanna non puo' essere inferiore a seimensilita' dell'ultimo stipendio in godimento, oltre interessi espese di giustizia. 3-quinquies. Nei casi di cui al comma 3-bis, per i dirigenti cheabbiano acquisito conoscenza del fatto, ovvero, negli enti privi diqualifica dirigenziale, per i responsabili di servizio competenti,l'omessa attivazione del procedimento disciplinare e l'omessaadozione del provvedimento di sospensione cautelare, senzagiustificato motivo, costituiscono illecito disciplinare punibile conil licenziamento e di esse e' data notizia, da parte dell'ufficiocompetente per il procedimento disciplinare, all'Autorita'giudiziaria ai fini dell'accertamento della sussistenza di eventualireati.».
                               Art. 2 

 

Clausola di invarianza finanziaria

 

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico della finanza pubblica.
                               Art. 3 

 

Disposizione transitoria

 

1. Le disposizioni di cui all'articolo 1 si applicano agli illecitidisciplinari commessi successivamente alla data di entrata in vigoredel presente decreto. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare. Dato a Roma, addi' 20 giugno 2016

 

MATTARELLA

 

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Madia, Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Visto, il Guardasigilli: Orlando
								

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