Decreto Legge 31/5/2010 n. 78

Decreto Legge 31/5/2010 n. 78

Redazione

Definanziamento delle leggi di spesa totalmente non utilizzate negli ultimi tre anni

S.O. 31/5/2010 n. 125

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CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo I – Riduzione del perimetro e dei costi della pubblica amministrazione

Definanziamento delle leggi di spesa totalmente non utilizzate negli ultimi tre anni

1. Le autorizzazioni di spesa i cui stanziamenti annuali non risultano impegnati sulla base delle risultanze del Rendiconto generale dello Stato relativo agli anni 2007, 2008 e 2009 sono definanziate. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze da adottare entro il 30 settembre 2010 sono individuate per ciascun Ministero le autorizzazioni di spesa da definanziare e le relative disponibilità esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge. Le disponibilità individuate sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo ammortamento dei titoli Stato.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo I – Riduzione del perimetro e dei costi della pubblica amministrazione

Riduzione e flessibilità negli stanziamenti di bilancio

1. Al fine di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire ad un consolidamento delle risorse stanziate sulle missioni di ciascun stato di previsione, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all’articolo 23 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, limitatamente al triennio 2011- 2013, nel rispetto dell’invarianza degli effetti sui saldi di finanza pubblica con il disegno di legge di bilancio, per motivate esigenze, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie tra le missioni di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all’articolo 21, comma 7, della medesima legge n. 196 del 2009. In appositi allegati agli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni legislative di cui si propongono le modifiche ed i corrispondenti importi. Resta precluso l’utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti. A decorrere dall’anno 2011 e’ disposta La riduzione lineare del 10 per cento delle dotazioni finanziarie, iscritte a legislazione vigente nell’ambito delle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, lettera b), della citata legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, per gli importi indicati nell’Allegato 1 al presente decreto. Dalle predette riduzioni sono esclusi il fondo ordinario -delle università, nonche’ le risorse destinate all’informatica, alla ricerca e al finanziamento del 5 per mille delle imposte sui redditi delle persone fisiche. Le medesime riduzioni sono comprensive degli effetti di contenimento spesa dei Ministeri, derivanti dall’applicazione dell’articolo 6, e degli Organi costituzionali fatto salvo quanto previsto dell’articolo 5, comma 1, primo periodo. Dato il vincolo europeo alla stabilizzazione della spesa pubblica, nel caso in cui gli effetti finanziari previsti in relazione all’articolo 9 risultassero, per qualsiasi motivo, conseguiti in misura inferiore a quella prevista, con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, e’ disposta, con riferimento alle missioni di spesa dei Ministeri interessati, una ulteriore riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di cui al quarto periodo del presente comma sino alla concorrenza dello scostamento finanziario riscontrato. (1)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo I – Riduzione del perimetro e dei costi della pubblica amministrazione

Presidenza del Consiglio dei Ministri e Banca d’Italia – riduzioni di spesa

1. Oltre alle riduzioni di spesa derivanti dalle disposizioni del presente decreto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri procede ai seguenti ulteriori interventi sul bilancio 2010: a) eliminazioni di posti negli organici dirigenziali. oltre quelli già previsti da norme vigenti, i complessivamente con un risparmio non inferiore a 17 milioni di euro; b) contenimento dei budget per le strutture di missione per un importo non inferiore a 3 milioni di euro; c) riduzione degli stanziamenti per le politiche dei singoli Ministri senza portafoglio e Sottosegretari, con un risparmio complessivo non inferiore a 50 milioni di euro.
2. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa previste dal comma 1 sono versate all’entrata dal bilancio dello Stato.
3. La Banca d’Italia tiene conto, nell’ambito del proprio ordinamento, dei principi di contenimento della spesa per il triennio 2011-2013 contenuti nel presente titolo.A tal fine, qualora non si raggiunga un accordo con le organizzazioni sindacali sulle materie oggetto di contrattazione in tempo utile per dare attuazione ai suddetti principi, la Banca d’Italia provvede sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva eventuale sottoscrizione dell’accordo. (1)
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(1) Comma modificato dall’art. 2, DL 29/12/2005, n. 225, convertito, con modificazioni dalla L. 26/2/2010, n. 10.

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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo I – Riduzione del perimetro e dei costi della pubblica amministrazione

Modernizzazione dei pagamenti effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni

1. Ai fini di favorire ulteriore efficienza nei pagamenti e nei rimborsi dei tributi effettuati da parte di enti e pubbliche amministrazioni a cittadini e utenti, il Ministero dell’economia e delle finanze promuove la realizzazione di un servizio nazionale per pagamenti su carte elettroniche istituzionali, inclusa la tessera sanitaria.
2. Ai fini dell’attuazione del presente articolo, il Ministero dell’economia e delle finanze, con propri provvedimenti:
a) individua gli standard tecnici del servizio di pagamento e le modalità con cui i soggetti pubblici distributori di carte elettroniche istituzionali possono avvalersene;
b) individua il soggetto gestore del servizio, selezionato sulla base dei requisiti qualitativi e del livello di servizio offerto ai cittadini;
c) disciplina le modalità di utilizzo del servizio da parte dei soggetti pubblici, anche diversi dal soggetto distributore delle carte, che intendono offrire ai propri utenti tale modalità di erogazione di pagamenti;
d) stabilisce nel 20 per cento delle commissioni di interscambio conseguite dal gestore del servizio per pagamenti diretti effettuati dai cittadini tramite le carte il canone a carico del gestore finanziario del servizio; (1)
e) disciplina le modalità di certificazione degli avvenuti pagamenti; stabilisce le modalità di monitoraggio del servizio e dei flussi di pagamento.
f) stabilisce le modalita’ di monitoraggio del servizio e dei flussi di pagamento.
3. Il corrispettivo di cui al comma 2, lettera d), e’ versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, tra i soggetti pubblici distributori delle carte elettroniche, i soggetti pubblici erogatore dei pagamenti e lo stesso Ministero dell’economia e delle finanze.
4. Per le spese attuatine di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle entrate di cui al comma 3, con la quota di competenza del Ministero dell’economia e delle finanze.
4-bis. Per le amministrazioni di cui all’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, non si applicano, a decorrere dal 1° gennaio 2011, le disposizioni di cui all’articolo 383 del regolamento di cui al regio decreto 23 maggio 1924, n. 827. (2)
4-ter. Al fine di armonizzare le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, con i nuovi criteri indicati dalla legge 31 dicembre 2009, n. 196, dal 1° gennaio 2011 le competenze fisse ed accessorie al personale delle amministrazioni centrali dello Stato sono imputate alla competenza del bilancio dell’anno finanziario in cui vengono disposti i pagamenti e le eventuali somme rimaste da pagare alla fine di ogni esercizio relativamente alle competenze accessorie sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai competenti capitoli/piani gestionali dell’esercizio successivo. (2)
4-quater. I pagamenti delle retribuzioni fisse ed accessorie dei pubblici dipendenti, effettuati mediante utilizzo delle procedure informatiche e dei servizi del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento dell’Amministrazione generale del personale e dei servizi, sono emessi con il solo riferimento ai pertinenti capitoli di bilancio e successivamente, a pagamento avvenuto, ne viene disposta l’imputazione agli specifici articoli in cui si ripartisce il capitolo medesimo. Sono riportati nell’elenco previsto dall’articolo 26, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, i capitoli con l’indicazione dei soli articoli relativi alle competenze fisse. Non possono essere disposte variazioni compensative tra le dotazioni degli articoli di cui al citato elenco e gli altri articoli in cui si ripartisce il capitolo. (2)
4-quinquies. Gli importi relativi ai pagamenti delle competenze fisse ed accessorie disposti attraverso le procedure informatiche e dei servizi del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento dell’Amministrazione generale del personale e dei servizi, e non andati a buon fine, sono versati dalla tesoreria statale all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione allo specifico piano gestionale dei pertinenti capitoli di spesa, al fine della riemissione con le medesime modalita’ dei titoli originari. Le procedure di rinnovo dei pagamenti sono stabilite con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di natura non regolamentare di cui all’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. (2)
4-sexies. All’inizio di ogni anno, le amministrazioni di cui al comma 4-bis stabiliscono, con decreto del Ministro competente, una dotazione finanziaria per ogni struttura periferica, sia decentrata che delegata, a valere sugli stanziamenti concernenti le competenze accessorie al personale, entro i cui limiti le medesime strutture periferiche programmano le attivita’. La predetta dotazione viene successivamente definita, nel rispetto dei citati limiti, in relazione ai criteri stabiliti dagli accordi sindacali intervenuti in sede di contrattazione collettiva integrativa. (2)
4-septies. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, a modifica di quanto previsto dall’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il pagamento delle competenze accessorie spettanti al personale scolastico e’ effettuato mediante ordini collettivi di pagamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 31 ottobre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2002 ed e’ disposto congiuntamente al pagamento delle competenze fisse, fatta eccezione per il personale supplente breve nominato dai dirigenti scolastici, le cui competenze fisse, all’infuori dei casi di cui all’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176, continuano ad essere pagate a carico dei bilanci delle scuole. (2)
4-octies. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, all’inizio di ogni anno viene stabilita per ciascuna istituzione scolastica una dotazione finanziaria a valere sugli stanziamenti concernenti le competenze accessorie dovute al personale di cui al comma 4-septies ed iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, entro i cui limiti le medesime istituzioni programmano le conseguenti attivita’. La predetta dotazione viene successivamente definita, nel rispetto dei predetti limiti, in relazione ai criteri stabiliti dagli accordi sindacali intervenuti in sede di contrattazione collettiva integrativa. (2)
4-novies. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, potranno essere disposte eventuali modifiche al regolamento riguardante le istruzioni generali sulla gestione amministrativa-contabile delle istituzioni scolastiche, a seguito delle disposizioni introdotte dai commi 4-septies e 4-octies del presente articolo. (2)
4-decies. Le maggiori entrate derivanti dai commi da 4-bis a 4-novies, al netto di quanto previsto all’articolo 55, comma 7-bis, lettera c), concorrono a costituire la dotazione finanziaria nei limiti della quale sono attuate le disposizioni di cui all’articolo 42. (2)
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(1) Lettera modificata dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo II – Riduzione del costo degli apparati politici ed amministrativi

Economie negli Organi costituzionali, di governo e negli apparati politici

1. Per gli anni 2011, 2012 e 2013, gli importi corrispondenti alle riduzioni di spesa che, anche con riferimento alle spese di natura amministrativa e per il personale, saranno autonomamente deliberate entro il 31 dicembre 2010, con le modalità previste dai rispettivi ordinamenti dalla Presidenza della Repubblica, dal Senato della repubblica, dalla Camera dei deputati e dalla Corte Costituzionale sono versati al bilancio dello Stato per essere rassegnati al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato di cui al D.P.R. 30 dicembre 2003, n. 398. Al medesimo Fondo sono riassegnati gli importi corrispondenti alle riduzioni di spesa che verranno deliberate dalle Regioni, con riferimento ai trattamenti economici degli organi indicati nell’art. 121 della Costituzione.
2. A decorrere dal l° gennaio 2011 il trattamento economico complessivo dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato che non siano membri del Parlamento nazionale, previsto dall’articolo 2, primo comma, della legge 8 aprile 1952, n. 212, e’ ridotto del 10 per cento.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2011 i compensi dei componenti gli organi di autogoverno della magistratura ordinaria, amministrativa, contabile, tributaria, militare, e dei componenti del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) sono ridotti del 10 per cento rispetto all’importo complessivo erogato nel corso del 2009. La riduzione non si applica al trattamento retributivo di servizio. Per i gettoni di presenza si applica quanto previsto dall’art. 6, comma 1, primo periodo.
4. A decorrere dal primo rinnovo del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei consigli regionali successivo alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, l’importo di un euro previsto dall’art. 1, comma 5 primo periodo, della legge 3 giugno 1999, n. 157, e’ ridotto del 10 per cento ed e’ abrogato il quarto periodo del comma 6 del citato articolo 1.
5. Ferme le incompatibilità previste dalla normativa vigente, nei confronti dei titolari di cariche elettive, Io svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009 n.196, inclusa la partecipazione ad organi collegiali di qualsiasi tipo, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute; eventuali gettoni di presenza non possono superare l’importo di 30 euro a seduta.
6. All’articolo 82 del testo unico delle leggi sull’ordinamentodegli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
« 2. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di percepire, nei limiti fissati dal presente capo, un gettone dipresenza per la partecipazione a consigli e commissioni. )) In nessuncaso l’ammontare percepito nell’ambito di un mese da unconsigliere puo’ superare l’importo pari ad un quartodell’indennita’ massima prevista per il rispettivo sindaco opresidente in base al decreto di cui al comma 8. Nessuna indennita’e’ dovuta ai consiglieri circoscrizionali ad eccezione deiconsiglieri circoscrizionali delle citta’ metropolitane per i qualil’ammontare del gettone di presenza non puo’ superare l’importo pariad un quarto dell’indennita’ prevista per il rispettivo presidente»;
b) al comma 8:
1) e’ soppressa la lettera e); (1)
7. Con decreto del Ministro dell’interno, adottato entro centoventigiorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, aisensi dell’articolo 82, comma 8, del testo unico delle leggisull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18agosto 2000, n. 267, gli importi delle indennita’ gia’ determinate aisensi del citato articolo 82, comma 8, sono diminuiti, per un periodonon inferiore a tre anni, di una percentuale pari al 3 per cento peri comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e per le province conpopolazione fino a 500.000 abitanti, di una percentuale pari al 7 percento per i comuni con popolazione tra 15.001 e 250.000abitanti e per le province con popolazione tra 500.001 e unmilione di abitanti e di una percentuale pari al 10 per cento per irestanti comuni e per le restanti province. Sono esclusidall’applicazione della presente disposizione i comuni con meno di1000 abitanti. Con il medesimo decreto e’ determinato altresi’l’importo del gettone di presenza di cui al comma 2 del citatoarticolo 82, come modificato dal presente articolo. Agliamministratori di comunita’ montane e di unioni di comuni e comunquedi forme associative di enti locali aventi per oggetto lagestione di servizi e funzioni pubbliche non possono essereattribuite retribuzioni, gettoni, indennita’ o emolumenti inqualsiasi forma siano essi percepiti. (1)
8. All’articolo 83 del testo unico delle leggi sull’ordinamentodegli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: «i gettoni di presenza» sonoinserite le seguenti: «o altro emolumento comunque denominato»; b) al comma 2 sono soppresse le parole: «, tranne quello dovutoper spese di indennita’ di missione,». (1)
9. All’articolo 84 del testo unico delle leggi sull’ordinamentodegli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, al comma 1:
a) le parole: « sono dovuti » sono sostituite dalle seguenti: «e’ dovuto »;
b) sono soppresse le parole: « , nonche’ un rimborso forfetarioonnicomprensivo per le altre spese, ». (1)
10. (Soppresso) (1)
11. Chi e’ eletto o nominato in organi appartenenti a diversilivelli di governo non puo’ comunque ricevere piu’ di unemolumento, comunque denominato, a sua scelta. (1)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo II – Riduzione del costo degli apparati politici ed amministrativi

Riduzione dei costi degli apparati amministrativi

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, la partecipazione agli organi collegiali di cui all’articolo68, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito conmodificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ onorifica; essapuo’ dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute oveprevisto dalla normativa vigente; eventuali gettoni di presenza nonpossono superare l’importo di 30 euro a seduta giornaliera. Ladisposizione di cui al presente comma non si applica agli allecommissioni che svolgono funzioni giurisdizionali, agli organiprevisti per legge che operano presso il Ministero per l’ambiente,alla struttura di missione di cui all’art. 163, comma 3, lettera a),del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ed al consigliotecnico scientifico di cui all’art. 7 del decreto del Presidentedella Repubblica 30 gennaio 2008, n. 43, alla Commissione perl’esame delle istanze di indennizzi e contributi relative alleperdite subite dai cittadini italiani nei territori ceduti allaJugoslavia, nella ZonaBdell’ex territorio libero di Trieste, nelle exColonie ed in altri Paesi, istituita dall’articolo 2 del regolamentodi cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n.114, al Comitato di consulenza globale e di garanzia per leprivatizzazioni di cui ai decreti del Presidente del Consiglio deiMinistri 30 giugno 1993 e 4 maggio 2007 nonche’ alla Commissione dicui all’articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente dellaRepubblica 14 maggio 2007, n. 114. (1)
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decretola partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione,degli enti, che comunque ricevono contributi a carico delle finanzepubbliche, nonche’ la titolarita’ di organi dei predetti enti e’onorifica; essa puo’ dar luogo esclusivamente al rimborso delle spesesostenute ove previsto dalla normativa vigente; qualora siano gia’previsti i gettoni di presenza non possono superare l’importo di 30euro a seduta giornaliera. La violazione di quanto previsto dalpresente comma determina responsabilita’ erariale e gli atti adottatidagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sononulli. Gli enti privati che non si adeguano a quanto disposto dalpresente comma non possono ricevere, neanche indirettamente,contributi o utilita’ a carico delle pubbliche finanze, salval’eventuale devoluzione, in base alla vigente normativa, del 5 permille del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Ladisposizione del presente comma non si applica agli enti previstinominativamente dal decreto legislativo n. 300 del 1999 e dal decretolegislativo n. 165 del 2001, e comunque alle universita’, enti efondazioni di ricerca e organismi equiparati, alle camere dicommercio, agli enti del servizio sanitario nazionale, agli entiindicati nella tabella C della legge finanziaria ed agli entiprevidenziali ed assistenziali nazionali, alle ONLUS, alleassociazioni di promozione sociale, agli enti pubblici economiciindividuati con decreto del Ministero dell’economia e delle finanzesu proposta del Ministero vigilante, nonche’ alle societa’. (1)
3. Fermo restando quanto previsto dall’art. 1 comma 58 della legge23 dicembre 2005 n. 266, a decorrere dal 1° gennaio 2011 leindennita’, i compensi, i gettoni, le retribuzioni o le altreutilita’ comunque denominate, corrisposti dalle pubblicheamministrazioni di cui al comma 3 dell’articolo 1 della legge 31dicembre 2009 n. 196, incluse le autorita’ indipendenti, aicomponenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli diamministrazione e organi collegiali comunque denominati ed aititolari di incarichi di qualsiasi tipo, sono automaticamente ridottedel 10 per cento rispetto agli importi risultanti alla data del 30aprile 2010. Sino al 31 dicembre 2013, gli emolumenti di cui alpresente comma non possono superare gli importi risultanti alla datadel 30 aprile 2010, come ridotti ai sensi del presente comma. Ledisposizioni del presente comma si applicano ai commissaristraordinari del Governo di cui all’articolo 11 della legge 23 agosto1988, n. 400 nonche’ agli altri commissari straordinari, comunquedenominati. La riduzione non si applica al trattamento retributivo diservizio.
4. All’articolo 62, del decreto del Presidente della Repubblica 10gennaio 1957, n. 3, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Neicasi di rilascio dell’autorizzazione del Consiglio dei Ministri prevista dal presente comma l’incarico si intende svoltonell’interesse dell’amministrazione di appartenenza del dipendente edi compensi dovuti dalla societa’ o dall’ente sono corrispostidirettamente alla predetta amministrazione per confluire nellerisorse destinate al trattamento economico accessorio della dirigenzao del personale non dirigenziale. ». La disposizione di cui al presente comma si applica anche agliincarichi in corso alla data di entrata in vigore del presenteprovvedimento. (1)
5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 7, tutti gli entipubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche conpersonalita’ giuridica di diritto privato, provvedono all’adeguamentodei rispettivi statuti al fine di assicurare che, a decorrere dalprimo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presentedecreto, gli organi di amministrazione e quelli di controllo, ove nongia’ costituiti in forma monocratica, nonche’ il collegio deirevisori, siano costituiti da un numero non superiore,rispettivamente, a cinque e a tre componenti. In ogni caso, leAmministrazioni vigilanti provvedono all’adeguamento della relativadisciplina di organizzazione, mediante i regolamenti di cuiall’articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, conriferimento a tutti gli enti ed organismi pubblici rispettivamentevigilati, al fine di apportare gli adeguamenti previsti ai sensi delpresente comma. La mancata adozione dei provvedimenti di adeguamentostatutario o di organizzazione previsti dal presente comma neitermini indicati determina responsabilita’ erariale e tutti gli attiadottati dagli organi degli enti e degli organismi pubbliciinteressati sono nulli. Agli anti previdenziali nazionali si applicacomunque quanto previsto dall’art. 7, comma 6. (3)
6. Nelle societa’ inserite nel conto economico consolidato dellapubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale distatistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge31 dicembre 2009, n. 196, nonche’ nelle societa’ possedute direttamente o indirettamente in misura totalitaria, alla data dientrata in vigore del presente provvedimento dalle amministrazionipubbliche, il compenso di cui all’articolo 2389, primo comma, delcodice civile, dei componenti degli organi diamministrazione e di quelli di controllo e’ ridotto del 10 percento. La disposizione di cui al primo periodo si applica a decorreredalla prima scadenza del consiglio o del collegio successiva alladata di entrata in vigore del presente provvedimento. La disposizionedi cui al presente comma non si applica alle societa’ quotate ealle loro controllate. (1)
7. Al fine di valorizzare le professionalita’ interne alleamministrazioni, a decorrere dall’anno 2011 la spesa annua per studied incarichi di consulenza, inclusa quella relativa a studi edincarichi di consulenza conferiti a pubblici dipendenti, sostenutadalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 3 dell’articolo 1della legge 31 dicembre 2009 n. 196, incluse le autorita’indipendenti, escluse le universita’, gli enti e le fondazioni diricerca e gli organismi equiparati nonche’ gli incarichi di studioe consulenza connessi ai processi di privatizzazione e allaregolamentazione del settore finanziario, non puo’ esseresuperiore al 20 per cento di quella sostenuta nell’anno 2009.L’affidamento di incarichi in assenza dei presupposti di cui alpresente comma costituisce illecito disciplinare e determinaresponsabilita’ erariale. Le disposizioni di cui al presente commanon si applicano alle attivita’ sanitarie connesse con ilreclutamento, l’avanzamento e l’impiego del personale delle Forzearmate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili delfuoco. (1)
8. A decorrere dall’anno 2011 le amministrazioni pubbliche inseritenel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, comeindividuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensidel comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196,incluse le autorita’ indipendenti, non possono effettuare spese perrelazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicita’ e dirappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per cento dellaspesa sostenuta nell’anno 2009 per le medesime finalita’. Al fine diottimizzare la produttivita’ del lavoro pubblico e di efficientare iservizi delle pubbliche Amministrazioni, a decorrere dal 1° luglio2010 l’organizzazione di convegni, di giornate e feste celebrative,nonche’ di cerimonie di inaugurazione e di altri eventi similari, daparte delle Amministrazioni dello Stato e delle Agenzie, nonche’ daparte degli enti e delle strutture da esse vigilati e’ subordinataalla preventiva autorizzazione del Ministro competente;L’autorizzazione e’ rilasciata nei soli casi in cui non sia possibilelimitarsi alla pubblicazione, sul sito internet istituzionale,di messaggi e discorsi ovvero non sia possibile l’utilizzo, per lemedesime finalita’, di video/audio conferenze da remoto, ancheattraverso il sito internet istituzionale; in ogni caso glieventi autorizzati, che non devono comportare aumento delle spesedestinate in bilancio alle predette finalita’, si devono svolgere aldi fuori dall’orario di ufficio. Il personale che vi partecipa non hadiritto a percepire compensi per lavoro straordinario ovveroindennita’ a qualsiasi titolo. Per le magistrature e le autorita’indipendenti, fermo il rispetto dei limiti anzidetti,l’autorizzazione e’ rilasciata, per le magistrature, dai rispettiviorgani di autogoverno e, per le autorita’ indipendenti, dall’organodi vertice. Le disposizioni del presente comma non si applicano aiconvegni organizzati dalle universita’ e dagli enti di ricerca,nonche’ alle mostre realizzate, nell’ambito dell’attivita’istituzionale, dagli enti vigilati dal Ministero per i beni e leattivita’ culturali ed agli incontri istituzionali connessiall’attivita’ di organismi internazionali o comunitari, alle festenazionali previste da disposizioni di legge e a quelle istituzionalidelle Forze armate e delle Forze di polizia. (1)
9. A decorrere dall’anno 2011 le amministrazioni pubbliche inseritenel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, comeindividuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensidel comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196,incluse le autorita’ indipendenti, non possono effettuare spese persponsorizzazioni.
10. Resta ferma la possibilita’ di effettuare variazionicompensative tra le spese di cui ai commi 7 e 8 con le modalita’previste dall’articolo 14 del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127.
11. Le societa’, inserite nel conto economico consolidato dellapubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale distatistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge31 dicembre 2009, n. 196, si conformano al principio di riduzione dispesa per studi e consulenze, per relazioni pubbliche, convegni,mostre e pubblicita’, nonche’ per sponsorizzazioni, desumibile daiprecedenti commi 7, 8 e 9. In sede di rinnovo dei contratti diservizio, i relativi corrispettivi sono ridotti in applicazione delladisposizione di cui al primo periodo del presente comma. I soggettiche esercitano i poteri dell’azionista garantiscono che, all’attodell’approvazione del bilancio, sia comunque distribuito, ovepossibile, un dividendo corrispondente al relativo risparmio dispesa. In ogni caso l’inerenza della spesa effettuata per relazionipubbliche, convegni, mostre e pubblicita’, nonche’ persponsorizzazioni, e’ attestata con apposita relazione sottoposta alcontrollo del collegio sindacale.
12. A decorrere dall’anno 2011 le amministrazioni pubblicheinserite nel conto economico consolidato della pubblicaamministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale distatistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita’ indipendenti, nonpossono effettuare spese per missioni, anche all’estero, conesclusione delle missioni internazionali di pace e delle Forzearmate, delle missioni delle forze di polizia e dei vigili delfuoco, del personale di magistratura, nonche’ di quelle strettamenteconnesse ad accordi internazionali ovvero indispensabili perassicurare la partecipazione a riunioni presso enti e organismiinternazionali o comunitari, nonche’ con investitori istituzionalinecessari alla gestione del debito pubblico, per un ammontaresuperiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2009. Gliatti e i contratti posti in essere in violazione della disposizionecontenuta nel primo periodo del presente comma costituiscono illecitodisciplinare e determinano responsabilita’ erariale. Il limite dispesa stabilito dal presente comma puo’ essere superato in casieccezionali, previa adozione di un motivato provvedimento adottatodall’organo di vertice dell’amministrazione, da comunicarepreventivamente agli organi di controllo ed agli organi di revisionedell’ente. Il presente comma non si applica alla spesa effettuata perlo svolgimento di compiti ispettivi e a quella effettuata dalle universita’ e dagli enti di ricerca con risorse derivanti da finanziamenti dell’Unione europea ovvero di soggetti privati. A decorrere dalla data dientrata in vigore del presente decreto le diarie per le missioniall’estero di cui all’art. 28 del decreto-legge 4 luglio 2006, n-223, convertito con legge 4 agosto 2006, n. 248, non sono piu’dovute; la predetta disposizione non si applica alle missioni internazionali di pace e a quelle comunque effettuate dalleForze di polizia, dalle Forze armate e dal Corpo nazionale dei vigilidel fuoco. Con decreto del Ministero degli affari esteri di concerto con ilMinistero dell’economia e delle finanze sono determinate le misure ei limiti concernenti il rimborso delle spese di vitto e alloggio peril personale inviato all’estero. A decorrere dalla data di entrata invigore del presente decreto gli articoli 15 della legge 18 dicembre1973, n. 836 e 8 della legge 26 luglio 1978, n. 417 e relativedisposizioni di attuazione, non si applicano al personalecontrattualizzato di cui al d. lgs. 165 del 2001 e cessano di avereeffetto eventuali analoghe disposizioni contenute nei contratticollettive. (1) (4)
13. A decorrere dall’anno 2011 la spesa annua sostenuta dalleamministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidatodella pubblica amministrazione, come individuate dall’Istitutonazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita’indipendenti, per attivita’ esclusivamente di formazione deveessere non superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell’anno2009. Le predette amministrazioni svolgono prioritariamentel’attivita’ di formazione tramite la Scuola superiore della pubblicaamministrazione ovvero tramite i propri organismi di formazione. Gliatti e i contratti posti in essere in violazione della disposizionecontenuta nel primo periodo del presente comma costituiscono illecitodisciplinare e determinano responsabilita’ erariale. La disposizionedi cui al presente comma non si applica all’attivita’ di formazioneeffettuata dalle Forze armate, dal Corpo nazionale dei vigili delfuoco e dalle Forze di Polizia tramite i propri organismi diformazione. (1)
14. A decorrere dall’anno 2011, le amministrazioni pubblicheinserite nel conto economico consolidato della pubblicaamministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale distatistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita’ indipendenti, nonpossono effettuare spese di ammontare superiore all’80 per centodella spesa sostenuta nell’anno 2009 per l’acquisto, la manutenzione,il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonche’ per l’acquisto dibuoni taxi; il predetto limite puo’ essere derogato, per il solo anno2011, esclusivamente per effetto di contratti pluriennali gia’ inessere. La predetta disposizione non si applica alle autovettureutilizzate dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco e per i serviziistituzionali di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. (1)
15. All’art. 41, comma 16-quinquies, del decreto-legge 30 dicembre2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio2009, n. 14, in fine, sono aggiunti i seguenti periodi: « Ilcorrispettivo previsto dal presente comma e’ versato entro il 31ottobre 2010 all’entrata del bilancio dello Stato ».
16. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presentedecreto-legge il Comitato per l’intervento nella Sir e in settori adalta tecnologia, istituito con decreto-legge 9 luglio 1980, n. 301,d.p.c.m. 5 settembre 1980 e legge 28 ottobre 1980, n. 687, e’soppresso e cessa ogni sua funzione, fatto salvo l’assolvimento deicompiti di seguito indicati. A valere sulle disponibilita’ delsoppresso Comitato per l’intervento nella Sir e in settori ad altatecnologia, la societa’ trasferitaria di seguito indicata versa,entro il 15 dicembre 2010, all’entrata del bilancio dello Stato lasomma di euro 200.000.000. Il residuo patrimonio del Comitato perl’intervento nella Sir e in settori ad alta tecnologia, con ogni suaattivita’, passivita’ e rapporto, ivi incluse le partecipazioni nellaRistrutturazione Elettronica REL s.p.a. in liquidazione e nelConsorzio Bancario Sir s.p.a. in liquidazione, e’ trasferito allaSocieta’ Fintecna s.p.a. o a Societa’ da essa interamentecontrollata, sulla base del rendiconto finale delle attivita’ e dellasituazione economico-patrimoniale aggiornata alla medesima data, daredigere da parte del Comitato entro 60 giorni dall’entrata in vigoredel presente decreto-legge. Detto patrimonio costituisce unpatrimonio separato dal residuo patrimonio della societa’trasferitaria, la quale pertanto non risponde con il propriopatrimonio dei debiti e degli oneri del patrimonio del Comitato perl’intervento nella Sir ed in settori ad alta tecnologia ad essatrasferito. La societa’ trasferitaria subentra nei processi attivi epassivi nei quali e’ parte il Comitato per l’intervento nella Sir ein settori ad alta tecnologia, senza che si faccia luogoall’interruzione dei processi. Un collegio di tre periti verifica,entro 90 giorni dalla data di consegna della predetta situazioneeconomico-patrimoniale, tale situazione e predispone, sulla basedella stessa, una valutazione estimativa dell’esito finale dellaliquidazione del patrimonio trasferito. I componenti del collegio deiperiti sono designati uno dalla societa’ trasferitaria, uno d’intesatra Ministero dell’Economia e delle Finanze e i componenti delsoppresso Comitato e il presidente e’ scelto dal Ministerodell’economia e delle finanze. La valutazione deve, fra l’altro,tenere conto di tutti i costi e gli oneri necessari per laliquidazione del patrimonio trasferito, ivi compresi quelli difunzionamento, nonche’ dell’ammontare del compenso dei periti,individuando altresi’ il fabbisogno finanziario stimato per laliquidazione stessa. Il valore stimato dell’esito finale dellaliquidazione costituisce il corrispettivo per il trasferimento delpatrimonio, che e’ corrisposto dalla societa’ trasferitaria alMinistero dell’Economia e delle Finanze. L’ammontare del compenso delcollegio di periti e’ determinato con decreto dal Ministrodell’Economia e delle Finanze. Al termine della liquidazione delpatrimonio trasferito, il collegio dei periti determina l’eventualemaggiore importo risultante dalla differenza fra l’esito economicoeffettivo consuntivato alla chiusura della liquidazione ed ilcorrispettivo pagato. Di tale eventuale maggiore importo il 70% e’attribuito al Ministero dell’Economia e delle Finanze (( ed e’versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnatoal fondo ammortamento dei titoli di Stato )) e la residua quota del30% e’ di competenza della societa’ trasferitaria in ragione delmigliore risultato conseguito nella liquidazione. (1)
17. Alla data di entrata in vigore del presente decreto, iliquidatori delle societa’ Ristrutturazione Elettronica REL s.p.a. inliquidazione, del Consorzio Bancario Sir s.p.a. in liquidazione edella Societa’ Iniziative e Sviluppo di Attivita’ Industr iali – Isais.p.a. in liquidazione, decadono dalle loro funzioni e la funzione diliquidatore di dette societa’ e’ assunta dalla societa’ trasferitariadi cui al comma 16. Sono abrogati i commi 5 e 7 dell’art. 33 dellalegge 17 maggio 1999, n. 144.
18. Tutte le operazioni compiute in attuazione dei commi 16 e 17sono esenti da qualunque imposta diretta o indiretta, tassa, obbligoe onere tributario comunque inteso o denominato. Si applicano, inquanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi da 488 a 495 e497 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
19. Al fine del perseguimento di una maggiore efficienza dellesocieta’ pubbliche, tenuto conto dei principi nazionali e comunitariin termini di economicita’ e di concorrenza, le amministrazioni dicui all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,non possono, salvo quanto previsto dall’art. 2447 codice civile,effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperturedi credito, ne’ rilasciare garanzie a favore delle societa’partecipate non quotate che abbiano registrato, per tre eserciziconsecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzatoriserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali.Sono in ogni caso consentiti i trasferimenti alle societa’ di cui alprimo periodo a fronte di convenzioni, contratti di servizio o diprogramma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesseovvero alla realizzazione di investimenti. Al fine di salvaguardarela continuita’ nella prestazione di servizi di pubblico interesse, afronte di gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l’ordine pubblicoe la sanita’, su richiesta della amministrazione interessata, condecreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato suproposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto congli altri Ministri competenti e soggetto a registrazione della Cortedei Conti, possono essere autorizzati gli interventi di cui al primoperiodo del presente comma.
20. Le disposizioni del presente articolo non si applicano in viadiretta alle regioni, alle province autonome e agli enti del Serviziosanitario nazionale, per i quali costituiscono disposizioni diprincipio ai fini del coordinamento della finanza pubblica. Adecorrere dal 2011, una quota pari al 10 per cento dei trasferimentierariali di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, a favoredelle regioni a statuto ordinario e’ accantonata per esseresuccessivamente svincolata e destinata alle regioni a statutoordinario che hanno attuato quanto stabilito dall’art. 3 deldecreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito con legge 26 marzo2010, n. 42 e che aderiscono volontariamente alle regole previste dalpresente articolo. Con decreto di natura non regolamentare delMinistro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza StatoRegioni, sono stabiliti modalita’, tempi e criteri per l’attuazionedel presente comma. Ai lavori della Conferenza Stato-Regionipartecipano due rappresentanti delle Assemblee legislative regionalidesignati d’intesa tra loro nell’ambito della Conferenza deiPresidenti dell’Assemblea, dei Consigli regionali e delle provinceautonome di cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4 febbraio 2005,n. 11. (1)
21. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa di cui al presente articolo, con esclusione di quelle di cui al primo periodo del comma 6, sono versate annualmente dagli enti e dalle amministrazioni dotati di autonomia finanziaria ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato. La disposizione di cui al primo periodo non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Servizio sanitario nazionale, nonche’ alle associazioni di cui all’articolo 270 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. (2) (5)
21-ter. Il Ministro della difesa, compatibilmente con quantostatuito in sede contrattuale ovvero di accordi internazionalicomunque denominati in materia di programmi militari di investimento,puo’ autorizzare il differimento del piano di consegna dei relativimezzi e sistemi d’arma, senza nuovi o maggiori oneri a carico dellafinanza pubblica. (2)
21-quater. Con decreto del Ministero della difesa, adottatod’intesa con l’Agenzia del demanio, sentito il Consiglio centraledella rappresentanza militare, si provvede alla rideterminazione, adecorrere dal 1o gennaio 2011, del canone di occupazione dovuto dagliutenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio delMinistero della difesa, fermo restando per l’occupante l’obbligo dirilascio entro il termine fissato dall’Amministrazione, anche se inregime di proroga, sulla base dei prezzi di mercato, ovvero, inmancanza di essi, delle quotazioni rese disponibili dall’Agenzia delterritorio, del reddito dell’occupante e della duratadell’occupazione. Le maggiorazioni del canone derivanti dallarideterminazione prevista dal presente comma affluiscono ad appositocapitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, per essereriassegnate per le esigenze del Ministero della difesa. (2)
21-quinquies. Con decreto di natura non regolamentare delPresidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministrodell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dellagiustizia e dell’interno, da emanare entro trenta giorni dalla datadi entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,sono dettate specifiche disposizioni per disciplinare termini emodalita’ per la vendita dei titoli sequestrati di cui all’articolo 2del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, conmodificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, in modo tale dagarantire la massima celerita’ del versamento del ricavatodell’alienazione al Fondo unico giustizia, che deve avvenire comunqueentro dieci giorni dalla notifica del provvedimento di sequestro,nonche’ la restituzione all’avente diritto, in caso di dissequestro,esclusivamente del ricavato dell’alienazione, in ogni caso fermirestando i limiti di cui al citato articolo 2 del decreto-legge 16settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13novembre 2008, n. 181, entro i quali e’ possibile l’utilizzo di benie valori sequestrati. (2)
21-sexies. Per il triennio 2011-2013, ferme restando le dotazionipreviste dalla legge 23 dicembre 2009, n. 192, le Agenzie fiscali dicui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, possono assolverealle disposizioni del presente articolo, del successivo articolo 8,comma 1, primo periodo, nonche’ alle disposizioni vigenti in materiadi contenimento della spesa dell’apparato amministrativo effettuandoun riversamento a favore dell’entrata del bilancio dello Stato pariall’1 per cento delle dotazioni previste sui capitoli relativi aicosti di funzionamento stabilite con la citata legge. Si applicano inogni caso alle Agenzie fiscali le disposizioni di cui al comma 3 delpresente articolo, nonche’ le disposizioni di cui all’articolo 1,comma 22, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, all’articolo 2, comma589, e all’articolo 3, commi 18, 54 e 59, della legge 24 dicembre2007, n. 244, all’articolo 27, comma 2, e all’articolo 48, comma 1,del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Le predette Agenziepossono conferire incarichi dirigenziali ai sensi dell’articolo 19,comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenendo contodelle proprie peculiarita’ e della necessita’ di garantire gliobiettivi di gettito fissati annualmente. Le medesime Agenzie possonoconferire incarichi dirigenziali ai sensi dell’articolo 19, comma5-bis, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 anche asoggetti appartenenti alle magistrature e ai ruoli degli avvocati eprocuratori dello Stato previo collocamento fuori ruolo, comando oanalogo provvedimento secondo i rispettivi ordinamenti. Ilconferimento di incarichi eventualmente eccedenti le misurepercentuali previste dal predetto articolo 19, comma 6, e’ dispostonei limiti delle facolta’ assunzionali a tempo indeterminato dellesingole Agenzie. (2)
21-septies. All’articolo 17, comma 3, del decreto legislativo 31dicembre 1992, n. 545, la parola: « immediatamente » e’ soppressa. (2)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Per la proroga del termine vedi art. 1, DLGS 29/12/2010, n. 225.
(4) Comma modificato dall’art. 29, L. 30/12/2010, n. 240.
(5) Comma modificato dall’art. 2,comma 40, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2011, n. 10.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo II – Riduzione del costo degli apparati politici ed amministrativi

Soppressione ed incorporazione di enti ed organismi pubblici; riduzione dei contributi a favore di enti

1. Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il coordinamento stabile delle attività previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’IPSEMA e 1’ISPESL sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute; l’INAIL succede in tutti i rapporti attivi e passivi.
2. Al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni in materia di previdenza e assistenza, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’ IPOST e’ soppresso.
3. Le funzioni dell’IPOST sono trasferite all’INPS, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; l’INPS succede in tutti i rapporti attivi e passivi.
3-bis. Con effetto dalla data di entrata in vigore della leggedi conversione del presente decreto, al fine di assicurare la pienaintegrazione delle funzioni in materia di previdenza e assistenza,l’Ente nazionale di assistenza magistrale (ENAM), istituito in baseal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 21 ottobre1947, n. 1346, ratificato dalla legge 21 marzo 1953, n. 90, esuccessive modificazioni, e’ soppresso e le relative funzioni sonoattribuite all’INPDAP che succede in tutti i rapporti attivi epassivi. (1)
4. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro del lavoroe delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia edelle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione el’innovazione, nonche’, per quanto concerne la soppressionedell’ISPELS, con il Ministro della salute, da adottarsi entrosessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decretoovvero, per l’ENAM, di concerto con il Ministro dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca, entro sessanta giorni dalla data dientrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono trasferite le risorse strumentali, umane e finanziarie deglienti soppressi, sulla base delle risultanze dei bilanci di chiusuradelle relative gestioni alla data di entrata in vigore del presentedecreto-legge ovvero, per l’ENAM, alla data di entrata in vigoredella legge di conversione del presente decreto. (2)
5. Le dotazioni organiche dell’Inps e dell’Inail sono incrementatedi un numero pari alle unita’ di personale di ruolo trasferite inservizio presso gli enti soppressi. In attesa della definizione deicomparti di contrattazione in applicazione dell’articolo 40, comma 2,del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato daldecreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al personale transitatodall’Ispels continua ad applicarsi il trattamento giuridico edeconomico previsto dalla contrattazione collettiva del compartoricerca e dell’area VII. Nell’ambito del nuovo comparto dicontrattazione di riferimento per gli enti pubblici non economici dadefinire in applicazione del menzionato articolo 40, comma 2, puo’essere prevista un’apposita sezione contrattuale per leprofessionalita’ impiegate in attivita’ di ricerca scientifica etecnologica. Per i restanti rapporti di lavoro, l’INPS e l’INAILsubentrano nella titolarita’ dei relativi rapporti. (1)
6. I posti corrispondenti all’incarico di componente dei Collegidei sindaci, in posizione di fuori ruolo istituzionale, soppressi aisensi dei commi precedenti, sono trasformati in posti di livellodirigenziale generale per le esigenze di consulenza, studio e ricercadel Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministerodell’economia e delle finanze, nell’ambito del Dipartimento dellaRagioneria Generale dello Stato, Gli incarichi dirigenziali dilivello generale conferiti presso i collegi dei sindaci ai sensidell’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n.479, riferiti a posizioni soppresse per effetto dei commi precedenti,cessano dalla data di adozione dei provvedimenti previsti dal comma 4e ai dirigenti ai quali non sia riattribuito il medesimo incaricopresso il Collegio dei sindaci degli enti riordinati ai sensi delpresente articolo e’ conferito dall’Amministrazione di appartenenzaun incarico di livello dirigenziale generale. (2)
7. All’art. 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, sonoapportate le seguenti modifiche:
a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «Sono organi degliEnti: a) il presidente; b) il consiglio di indirizzo e vigilanza; c)il collegio dei sindaci; d) il direttore generale»;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente: « Il presidente ha larappresentanza legale dell’Istituto, puo’ assistere alle sedute delconsiglio di indirizzo e vigilanza ed e’ scelto in base a criteri dialta professionalita’, di capacita’ manageriale e di qualificataesperienza nell’esercizio di funzioni attinenti al settore operativodell’Ente. E’ nominato ai sensi della legge 24 gennaio 1978, n. 14,con la procedura di cui all’art. 3 della legge 23 agosto 1988, n.400; la deliberazione del Consiglio dei Ministri e’ adottata suproposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, diconcerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.Contestualmente alla richiesta di parere prevista dalle predettedisposizioni, si provvede ad acquisire l’intesa del consiglio diindirizzo e vigilanza dell’Ente, che deve intervenire nel termine ditrenta giorni. In caso di mancato raggiungimento dell’intesa entrotale termine, il Consiglio dei Ministri puo’ comunque procedere allanomina con provvedimento motivato»;
c) al comma 4, dopo il primo periodo e’ aggiunto il seguente: «Almeno trenta giorni prima della naturale scadenza ovvero entro diecigiorni dall’anticipata cessazione del presidente, il consiglio diindirizzo e vigilanza informa il Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali affinche’ si proceda alla nomina del nuovotitolare»;
d) al comma 5, primo e secondo periodo, le parole «il consigliodi amministrazione» e «il consiglio» sono sostituite dalle parole «ilpresidente»; sono eliminati gli ultimi tre periodi del medesimo comma5, dall’espressione «Il consiglio e’ composto» a quella «componentedel consiglio di vigilanza»;
e) al comma 6, l’espressione «partecipa, con voto consultivo,alle sedute del consiglio di amministrazione e puo’ assistere aquelle del consiglio di vigilanza» e’ sostituita dalla seguente «puo’ assistere alle sedute del consiglio di indirizzo e vigilanza»;
f) al comma 8, e’ eliminata l’espressione da «il consiglio diamministrazione» a «funzione pubblica»;
g) al comma 9, l’espressione «con esclusione di quello di cuialla lettera e)» e’ sostituita dalla seguente « con esclusione diquello di cui alla lettera d)»;
h) e’ aggiunto il seguente comma 11: «Al presidente dell’Ente e’dovuto, per l’esercizio delle funzioni inerenti alla carica, unemolumento onnicomprensivo stabilito con decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze ».
8. Le competenze attribuite al consiglio di amministrazione dalledisposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 30aprile 1970, n. 639, nella legge 9 marzo 1989, n. 88, nel decretolegislativo 30 giugno 1994, n. 479, nel decreto del Presidente dellaRepubblica 24 settembre 1997, n. 366 e da qualunque altra normariguardante gli Enti pubblici di previdenza ed assistenza di cuiall’art. 1, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479,sono devolute al Presidente dell’Ente, che le esercita con propriedeterminazioni.
9. Con effetto dalla ricostituzione dei consigli di indirizzi evigilanza di cui all’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 30giugno 1994, n. 479, il numero dei rispettivi componenti e’ ridottoin misura non inferiore al trenta per cento.
10. Con effetto dalla ricostituzione dei comitati amministratoridelle gestioni, fondi e casse di cui all’articolo 1, primo comma,numero 4), del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile1970, n. 639, e successive modificazioni, nonche’ dei comitatiprevisti dagli articoli 33 e 34 del medesimo decreto delPresidente della Repubblica, il numero dei rispettivi componentie’ ridotto in misura non inferiore al trenta per cento. (2)
11. A decorrere dal 1o luglio 2010, gli eventuali gettoni dipresenza corrisposti ai componenti dei comitati amministratori dellegestioni, fondi e casse di cui all’articolo 2, comma 1, punto 4),della legge 9 marzo 1989, n. 88, non possono superare l’importo diEuro 30,00 a seduta.
12. A decorrere dal 1° luglio 2010, l’attivita’ istituzionale degliorgani collegiali di cui all’articolo 3, comma 2, del decretolegislativo 30 giugno 1994, n. 479, nonche’ la partecipazioneall’attivita’ istituzionale degli organi centrali non da’ luogo allacorresponsione di alcun emolumento legato alla presenza (gettoni e/omedaglie)
13. I regolamenti che disciplinano l’organizzazione ed ilfunzionamento degli Enti di cui all’articolo 1, comma 1, del decretolegislativo 30 giugno 1994, n. 479, sono adeguati alle modificheapportate al medesimo provvedimento normativo dal presente articolo,in applicazione dell’articolo 1, comma 2, del predetto decretolegislativo n. 479/1994. Nelle more di tale recepimento, siapplicano, in ogni caso, le disposizioni contenute nel presentearticolo.
14. Le disposizioni del presente articolo si applicano ancheall’organizzazione ed al funzionamento all’Ente nazionale diprevidenza ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2003, n. 357.
15. Con effetto dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, l’Istituto affari sociali di cui all’articolo 2 del decretodel Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 novembre 2007, e’soppresso e le relative funzioni sono trasferite al ISFOL che succedein tutti i rapporti attivi e passivi. Lo svolgimento delle attivita’di ricerca a supporto dell’elaborazione delle politiche sociali, confluisce nell’ambito dell’organizzazione dell’ISFOL in unadelle macroaree gia’ esistenti. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro del lavoro edelle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia edelle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione el’innovazione sono individuate le risorse umane, strumentali efinanziarie da riallocare presso l’ISFOL. La dotazione organicadell’ISFOL e’ incrementata di un numero pari alle unita’ di personaledi ruolo trasferite, in servizio presso l’Istituto degli affarisociali alla data di entrata in vigore del presente decreto. L’ISFOLsubentra in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi ivi compresii rapporti di lavoro in essere. L’ISFOL adegua il proprio statutoentro il 31 ottobre 2010. (2)
16. Con effetto dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, l’Ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori escultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici (ENAPPSMSAD),costituito con decreto del Presidente della Repubblica 1o aprile1978, n. 202, e’ soppresso e le relative funzioni sono trasferiteall’Enpals, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi. Coneffetto dalla medesima data e’ istituito presso l’Enpals con evidenzacontabile separata il Fondo assistenza e previdenza dei pittori escultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici. Tutte leattivita’ e le passivita’ risultanti dall’ultimo bilancio consuntivoapproveto affluiscono ad evidenza contabile separata presso l’Enpals.La dotazione organica dell’Enpals e’ aumentata di un numero pari allaunita’ di personale di ruolo trasferite in servizio pressol’ENAPPSMSAD alla data di entrata in vigore del presente decreto. Condecreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta delMinistro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con ilMinistro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e con ilMinistro dell’economia e delle finanze, da emanarsi ai sensidell’art. 17, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le conseguentimodifiche al regolamento di organizzazione e il funzionamentodell’ente Enpals. Con decreti di natura non regolamentare delMinistro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto, sono individuate le risorse strumentali, umane efinanziarie dell’Ente soppresso, sulla base delle risultanze delbilancio di chiusura della relativa gestione alla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto. IlCommissario straordinario e il Direttore generale dell’Istitutoincorporante in carica alla data di entrata in vigore del presentedecreto-legge continuano ad operare sino alla scadenza del mandatoprevista dai relativi decreti di nomina (2)
17. Le economie derivanti dai processi di razionalizzazione esoppressione degli enti previdenziali vigilati dal Ministero dellavoro previsti nel presente decreto sono computate, previaverifica del Dipartimento della funzione pubblica con il Dipartimentodella Ragioneria generale dello Stato, per il raggiungimento degliobiettivi di risparmio previsti all’art. 1, comma 8, della legge 24dicembre 2007, n. 247. (2)
18. Al fine di razionalizzare e semplificare le funzioni di analisie studio in materia di politica economica, l’Istituto di studi eanalisi economica (Isae) e’ soppresso; le funzioni e le risorse sonoassegnate al Ministero dell’economia e delle finanze e all’ISTAT.Le funzioni svolte dall’Isae sono trasferite con uno o piu’ decretidi natura non regolamentare del Ministro dell’economia e dellefinanze di concerto con il Ministro per la pubblicaamministrazione e l’innovazione; con gli stessi decreti sonostabilite le date di effettivo esercizio delle funzioni trasferite esono individuate le risorse umane, strumentali e finanziarieriallocate presso il Ministero dell’economia e delle finanze,nonche’, limitatamente ai ricercatori e ai tecnologi, anche pressol’ISTAT. I dipendenti a tempo indeterminato sono inquadrati, neiruoli del Ministero sulla base di apposita tabella di corrispondenzaapprovata con uno dei decreti di cui al presente comma; leamministrazioni di cui al presente comma provvedono conseguentementea rideterminare le proprie dotazioni organiche; i dipendentitrasferiti mantengono il trattamento economico fondamentale eaccessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrispostoal momento dell’inquadramento; nel caso in cui tale trattamentorisulti piu’ elevato rispetto a quello previsto per il personale delMinistero, e’ attribuito per la differenza un assegno ad personamriassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasititolo conseguiti. Per i restanti rapporti di lavoro leamministrazioni di destinazione subentrano nella titolarita’ deirispettivi rapporti. Dall’attuazione del presente comma non devonoderivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. (2)
19. L’Ente italiano Montagna (EIM), istituito dall’articolo 1,comma 1279, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e’ soppresso. LaPresidenza del Consiglio dei Ministri succede a titolo universale alpredetto ente e le risorse strumentali e di personale ivi in serviziosono trasferite al Dipartimento per gli affari regionali dellamedesima Presidenza. Con decreto del Presidente del Consiglio deiministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione el’innovazione di concerto con il Ministro dell’economia e dellefinanze sono stabilite le date di effettivo esercizio delle funzionitrasferite e sono individuate le risorse umane, strumentali efinanziarie riallocate presso la Presidenza, nonche’, limitatamenteai ricercatori e ai tecnologi, anche presso gli enti e le istituzionidi ricerca. I dipendenti a tempo indeterminato sono inquadrati, neiruoli della Presidenza sulla base di apposita tabella dicorrispondenza. I dipendenti trasferiti mantengono il trattamentoeconomico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse econtinuative, corrisposto al momento dell’inquadramento; nel caso incui tale trattamento risulti piu’ elevato rispetto a quello previstoper la Presidenza e’ attribuito per la differenza un assegno adpersonam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici aqualsiasi titolo conseguiti. Per i restanti rapporti di lavoro leamministrazioni di destinazione subentrano nella titolarita’ deirispettivi rapporti. Dall’attuazione del presente comma non devonoderivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
20. Gli enti di cui all’allegato 2 sono soppressi e i compiti e le attribuzioni esercitati sono trasferiti alle amministrazioni corrispondentemente indicate. Il personale a tempo indeterminato attualmente in servizio presso i predetti enti e’ trasferito alle amministrazioni e agli enti rispettivamente individuati ai sensi del predetto allegato, e sono inquadrati sulla base di un’apposita tabella di corrispondenza approvata con decreto del Ministro interessato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Le amministrazioni di destinazione adeguano le proprie dotazioni organiche in relazione al personale trasferito mediante provvedimenti previsti dai rispettivi ordinamenti. I dipendenti trasferiti mantengono il trattamento economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento dell’inquadramento. Nel caso in cui risulti piu’ elevato rispetto a quello previsto per il personale dell’amministrazione di destinazione, percepiscono per la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Dall’attuazione delle predette disposizioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli stanziamenti finanziari a carico del bilancio dello Stato previsti, alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, per le esigenze di funzionamento dei predetti enti pubblici confluiscono nello stato di previsione della spesa o nei bilanci delle amministrazioni alle quali sono trasferiti i relativi compiti ed attribuzioni, insieme alle eventuali contribuzioni a carico degli utenti dei servizi per le attivita’ rese dai medesimi enti pubblici. Alle medesime amministrazioni sono altresi’ trasferite tutte le risorse strumentali attualmente utilizzate dai predetti enti. Le amministrazioni di destinazione esercitano i compiti e le funzioni facenti capo agli enti soppressi con le articolazioni amministrative individuate mediante le ordinarie misure di definizione del relativo assetto organizzativo. Al fine di garantire la continuita’ delle attivita’ di interesse pubblico gia’ facenti capo agli enti di cui al presente comma fino al perfezionamento del processo di riorganizzazione indicato, l’attivita’ facente capo ai predetti enti continua ad essere esercitata presso le sedi e gli uffici gia’ a tal fine utilizzati. Fermi restando i risparmi attesi, per le stazioni sperimentali , il Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali e l’Istituto nazionale per le conserve alimentari (INCA), indicati nell’ allegato 2, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuati tempi e concrete modalita’ di trasferimento dei compiti e delle attribuzioni, nonche’ del personale e delle risorse strumentali e finanziarie. (2) (4)
21. L’Istituto nazionale per studi e esperienze di architetturanavale (INSEAN) istituito con Regio decreto legislativo 24 maggio1946, n. 530 e’ soppresso. Le funzioni svolte dall’INSEAN e leconnesse risorse umane, strumentali e finanziarie sono trasferite al Consiglio nazionale delle ricerche con uno o piu’ decreti dinatura non regolamentare del Ministro delle infrastrutture e deitrasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricercae con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione;con gli stessi decreti sono stabilite le date di effettivo eserciziodelle funzioni trasferite. I dipendenti a tempo indeterminato sonoinquadrati nei ruoli del Consiglio nazionale delle ricerche sulla base di apposita tabella di corrispondenza approvata con unodei decreti di natura non regolamentare di cui al presente comma. Il Consiglio nazionale delle ricerche provvede conseguentemente arimodulare o a rideterminare le proprie dotazioni organiche. Idipendenti trasferiti mantengono il trattamento economicofondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse econtinuative, corrisposto al momento dell’inquadramento; nel caso incui tale trattamento risulti piu’ elevato rispetto a quello previstoper il personale del Consiglio nazionale delle ricerche, e’attribuito per la differenza un assegno ad personam riassorbibile coni successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.Per i restanti rapporti di lavoro il Consiglio nazionale dellericerche subentra nella titolarita’ dei rispettivi rapporti.Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico della finanza pubblica. (2)
22. L’ultimo periodo del comma 2 dell’articolo 6 del decreto-legge30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni dalla legge24 novembre 2003, n. 326, e’ sostituito dal seguente: « Le nomine deicomponenti degli organi sociali sono effettuate dal Ministerodell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministero dellosviluppo economico ».
23. Per garantire il pieno rispetto dei principi comunitari inmateria nucleare, i commi 8 e 9 dell’articolo 27 della legge 23luglio 2009, n. 99 sono abrogati, fatti salvi gli effetti prodottialla data di entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto. Entro 30 giorni decorrenti dalla medesima data e’ricostituito il Consiglio di amministrazione della Sogin S.p.A.,composto di 5 membri. La nomina dei componenti del Consiglio diamministrazione della Sogin S.p.A. e’ effettuata dal Ministerodell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministero dellosviluppo economico.
24. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presentedecreto gli stanziamenti sui competenti capitoli degli stati diprevisione delle amministrazioni vigilanti relativi al contributodello Stato a enti, istituti, fondazioni e altri organismi sonoridotti del 50 per cento rispetto all’anno 2009. Al fine di procederealla razionalizzazione e al riordino delle modalita’ con le quali loStato concorre al finanziamento dei predetti enti, i Ministricompetenti, con decreto da emanare entro 60 giorni dalla data dientrata in vigore del presente decreto, stabiliscono il riparto dellerisorse disponibili.
25. Le Commissioni mediche di verifica operanti nell’ambito delMinistero dell’economia e delle finanze sono soppresse, ad eccezionedi quelle presenti nei capoluoghi di regione e nelle Province aspeciale autonomia, che subentrano nelle competenze delle Commissionisoppresse. Con protocolli di intesa, da stipularsi tra il Ministerodell’economia e delle finanze e le Regioni, le predette Commissionipossono avvalersi a titolo gratuito delle Asl territorialmentecompetenti ovvero, previo accordo con il Ministero della difesa,delle strutture sanitarie del predetto Ministero operanti sulterritorio. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dinatura non regolamentare sono stabilite le date di effettivoesercizio del nuovo assetto delle commissioni mediche di cui alpresente comma.
26. Sono attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri lefunzioni di cui all’art. 24, comma 1, lettera c), del decretolegislativo 30 luglio 1999, n. 300, ivi inclusa la gestione del Fondoper le aree sottoutilizzate, fatta eccezione per le funzioni diprogrammazione economica e finanziaria non ricompresse nellepolitiche di sviluppo e coesione.
27. Per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 26, ilPresidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato siavvalgono del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economicadel Ministero dello sviluppo economico, ad eccezione della Direzionegenerale per l’incentivazione delle attivita’ imprenditoriali, ilquale dipende funzionalmente dalle predette autorita’.
28. Ai fini della ricognizione delle risorse di cui al comma 26 siprovvede, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delpresente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio deiMinistri, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze edello sviluppo economico. Le risorse del fondo per le areesottoutilizzate restano nello stato di previsione del Ministero dellosviluppo economico.
29. Restano ferme le funzioni di controllo e monitoraggio dellaRagioneria generale dello Stato.
30. All’articolo 10-bis del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194,convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2010 n. 25, nelcomma 1 sono aggiunte alla fine le seguenti parole: « nonche’ diquelli comunque non inclusi nel conto economico consolidato dellapubblica amministrazione, come individuati dall’Istituto nazionale distatistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge31 dicembre 2009, n. 196 ».
31. La vigilanza sul Comitato nazionale permanente per ilmicrocredito, istituito ai sensi dell’art. 4-bis, comma 8, del D.L.10 gennaio 2006, n. 2, convertito dalla legge 11 marzo 2006, n. 81,e’ trasferita al Ministero per lo sviluppo economico.
31-bis. Per assicurare lo svolgimento delle funzioni diAutorita’ nazionale anticorruzione, ai sensi dell’articolo 6 dellalegge 3 agosto 2009, n. 116, da parte del Dipartimento della funzionepubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e’ autorizzatala spesa di euro 2 milioni per l’anno 2011. Al relativo onere siprovvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entratederivanti dall’articolo 38, commi 13-bis e seguenti. (1)
31-ter. L’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretaricomunali e provinciali, istituita dall’articolo 102 del testo unicodi cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ soppressa.Il Ministero dell’interno succede a titolo universale alla predettaAgenzia e le risorse strumentali e di personale ivi in servizio,comprensive del fondo di cassa, sono trasferite al Ministeromedesimo. (1)
31-quater. Con decreto del Ministro dell’interno di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le date dieffettivo esercizio delle funzioni trasferite e sono individuate lerisorse umane, strumentali e finanziarie riallocate presso ilMinistero dell’interno. I dipendenti a tempo indeterminato sonoinquadrati nei ruoli del Ministero dell’interno, sulla base diapposita tabella di corrispondenza approvata con il medesimo decretodi cui al primo periodo. I dipendenti trasferiti mantengono iltrattamento economico fondamentale ed accessorio, limitatamente allevoci fisse e continuative, corrisposto al momento dell’inquadramento. (1)
31-quinquies. Al fine di garantire la continuita’ delle attivita’di interesse pubblico gia’ facenti capo all’Agenzia, fino alperfezionamento del processo di riorganizzazione, l’attivita’ gia’svolta dalla predetta Agenzia continua ad essere esercitata presso lasede e gli uffici a tal fine utilizzati. (1)
31-sexies. Il contributo a carico delle amministrazioni provincialie dei comuni previsto dal comma 5 dell’articolo 102 del citatodecreto legislativo n. 267 del 2000 e’ soppresso dal 1° gennaio 2011e dalla medesima data sono corrispondentemente ridotti i contributiordinari delle amministrazioni provinciali e dei comuni, per esseredestinati alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione delcomma. 31-ter. (3) I criteri della riduzione sono definiti con decretodel Ministro dell’interno di concerto con i Ministri dell’economia edelle finanze e per la pubblica amministrazione e l’innovazione,sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, da adottareentro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge diconversione del presente decreto. (1)
31-septies. Al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto2000, n. 267, sono abrogati gli articoli 102 e 103. Tutti i richiamialla soppressa Agenzia di cui al citato articolo 102 sono daintendere riferiti al Ministero dell’interno. (1)
31-octies. Le amministrazioni destinatarie delle funzioni deglienti soppressi ai sensi dei commi precedenti, in esitoall’applicazione dell’articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008,n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e dell’articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio2010, n. 25, rideterminano, senza nuovi o maggiori oneri, ledotazioni organiche, tenuto conto delle vacanze cosi’ coperte,evitando l’aumento del contingente del personale di supporto nelrispetto di quanto previsto dall’articolo 74, comma 1, lettera b),del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
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(1) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Per la proroga del termine vedi art. 1, DL 29/12/2010, n. 225.
(4) Comma modificato dall’art. 2, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2011, n. 10.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo II – Riduzione del costo degli apparati politici ed amministrativi

Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche

1. Il limite previsto dall’articolo 2, comma 618, della legge 24dicembre 2007, n. 244, per le spese annue di manutenzione ordinaria estraordinaria degli immobili utilizzati dalle amministrazionicentrali e periferiche dello Stato a decorrere dal 2011 e’determinato nella misura del 2 per cento del valore dell’immobileutilizzato. Resta fermo quanto previsto dai commi da 619 a 623 delcitato articolo 2 e i limiti e gli obblighi informativi stabiliti,dall’art. 2, comma 222, periodo decimo ed undicesimo, della legge 23dicembre 2009, n. 191. Le deroghe ai predetti limiti di spesa sonoconcesse dall’Amministrazione centrale vigilante o competente permateria, sentito il Dipartimento della Ragioneria generale delloStato. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano neiconfronti degli interventi obbligatori ai sensi del decretolegislativo 22 gennaio 2004, n. 42 recante il «Codice dei beniculturali e del paesaggio» e del decreto legislativo 9 aprile 2008,n. 81, concernente la sicurezza sui luoghi di lavoro. Per leAmministrazioni diverse dallo Stato, e’ compito dell’organo internodi controllo verificare la correttezza della qualificazione degliinterventi di manutenzione ai sensi delle richiamate disposizioni. (1)
2. Ai fini della tutela dell’unita’ economica della Repubblica enel rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica,previsti agli articoli 119 e 120 della Costituzione, le regioni, leprovince autonome di Trento e Bolzano, gli enti locali, nonche’ glienti da questi vigilati, le aziende sanitarie ed ospedaliere, nonche’gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, sono tenutiad adeguarsi ai principi definiti dal comma 15, stabilendo misureanaloghe per il contenimento della spesa per locazioni passive,manutenzioni ed altri costi legati all’utilizzo degli immobili. Perle medesime finalita’, gli obblighi di comunicazione previstidall’art. 2, comma 222, periodo dodicesimo, della legge 23 dicembre2009, n. 191, sono estesi alle amministrazioni pubbliche inserite nelconto economico consolidato della pubblica amministrazione, comeindividuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensidel comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Ledisposizioni del comma 15 si applicano alle regioni a statutospeciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispettodi quanto previsto dai relativi statuti.
3. Qualora nell’attuazione dei piani di razionalizzazione di cui alcomma 222, periodo nono, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,l’amministrazione utilizzatrice, per motivi ad essa imputabili, nonprovvede al rilascio gli immobili utilizzati entro il terminestabilito, su comunicazione dall’Agenzia del demanio il Ministerodell’economia e finanze – Dipartimento della Ragioneria generaledello Stato effettua una riduzione lineare degli stanziamenti dispesa dell’amministrazione stessa pari all’8 per cento del valore dimercato dell’immobile rapportato al periodo di maggior permanenza.
4. Fatti salvi gli investimenti a reddito da effettuare in viaindiretta in Abruzzo ai sensi dell’articolo 14, comma 3, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 convertito con modificazioni con legge 24giugno 2009, n. 77, le restanti risorse sono destinate dai predettienti previdenziali all’acquisto di immobili adibiti ad ufficio inlocazione passiva alle amministrazioni pubbliche, secondo leindicazioni fornite dell’Agenzia del demanio sulla base del piano dirazionalizzazione di cui al comma 3. L’Agenzia del demanio esprimeapposito parere di congruita’ in merito ai singoli contratti dilocazione da porre in essere o da rinnovare da parte degli enti diprevidenza pubblici. Con decreto di natura non regolamentare delMinistro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con ilMinistro dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalita’ diattuazione del presente comma, nel rispetto dei saldi strutturali difinanza pubblica.
5. Al fine dell’ottimizzazione della spesa per consumi intermedidelle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, ilMinistero dell’economia e delle finanze, fornisce, entro il 31 marzo2011, criteri ed indicazioni di riferimento per l’efficientamentodella suddetta spesa, sulla base della rilevazione effettuatautilizzando le informazioni ed i dati forniti dalle Amministrazioniai sensi del successivo periodo, nonche’ dei dati relativi alProgramma di razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi. LaConsip S.p.A. fornisce il necessario supporto all’iniziativa, chepotra’ prendere in considerazione le eventuali proposte cheemergeranno dai lavori dei Nuclei di Analisi e valutazione dellaspesa, previsti ai sensi dell’art. 39 della legge 196 del 2009. LeAmministrazioni di cui al presente comma comunicano al Ministerodell’economia e delle finanze dati ed informazioni sulle voci dispesa per consumi intermedi conformemente agli schemi nonche’ allemodalita’ di trasmissione individuate con circolare del Ministrodell’economia e delle finanze, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.Sulla base dei criteri e delle indicazioni di cui al presente comma,le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato elaborano pianidi razionalizzazione che riducono la spesa annua per consumiintermedi del 3 per cento nel 2012 e del 5 per cento a decorrere dal2013 rispetto alla spesa del 2009 al netto delle assegnazioni per ilripiano dei debiti pregressi di cui all’articolo 9 del decreto-legge185 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2 del2009. I piani sono trasmessi entro il 30 giugno 2011 al Ministerodell’economia e delle finanze ed attuati dalle singoleamministrazioni al fine di garantire i risparmi previsti. In caso dimancata elaborazione o comunicazione del predetto piano si procede aduna riduzione del 10 per cento degli stanziamenti relativi allapredetta spesa. In caso di mancato rispetto degli obiettivi delpiano, le risorse a disposizione dell’Amministrazione inadempientesono ridotte dell’8 per cento rispetto allo stanziamento dell’anno2009. A regime il piano viene aggiornato annualmente, al fine diassicurare che la spesa complessiva non superi il limite fissatodalla presente disposizione. (1)
6. In attuazione dell’articolo 1, comma 9, della legge 13 novembre 2009, n. 172, il Ministero del lavoro e delle politichesociali e gli enti previdenziali e assistenziali vigilati stipulanoapposite convenzioni per la razionalizzazione degli immobilistrumentali e la realizzazione dei poli logistici integrati,riconoscendo al predetto Ministero canoni e oneri agevolatinella misura ridotta del 30 per cento rispetto al parametro minimolocativo fissato dall’Osservatorio del mercato immobiliare inconsiderazione dei risparmi derivanti dalle integrazioni logistiche efunzionali. (1)
7. Ai fini della realizzazione dei poli logistici integrati, ilMinistero del lavoro e delle politiche sociali e gli entiprevidenziali e assistenziali vigilati utilizzano sedi uniche eriducono del 40 per cento l’indice di occupazione pro capite in usoalla data di entrata in vigore del presente decreto.(1)
8. Gli immobili acquistati e adibiti a sede dei poli logisticiintegrati hanno natura strumentale. Per l’integrazione logistica efunzionale delle sedi territoriali gli enti previdenziali eassistenziali effettuano i relativi investimenti in forma diretta eindiretta, anche mediante la permuta, parziale o totale, di immobilidi proprieta’. Nell’ipotesi di alienazione di unita’ immobiliaristrumentali, gli enti previdenziali e assistenziali vigilati possonoutilizzare i corrispettivi per l’acquisto di immobili da destinare asede dei poli logistici integrati. Le somme residue sono riversatealla Tesoreria dello Stato nel rispetto della normativa vigente. Ipiani relativi a tali investimenti nonche’ i criteri di definizionedegli oneri di locazione e di riparto dei costi di funzionamento deipoli logistici integrati sono approvati dal Ministero del lavoro edelle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia edelle finanze. I risparmi conseguiti concorrono alla realizzazionedegli obiettivi finanziari previsti dal comma 8 dell’articolo 1 dellalegge 24 dicembre 2007, n. 247. (1)
9. All’articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,dopo il sedicesimo periodo sono inseriti i seguenti periodi: «Glienti di previdenza inclusi tra le pubbliche amministrazioni di cuiall’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, effettuano entro il 31 dicembre 2010 un censimento degliimmobili di loro proprieta’, con specifica indicazione degli immobilistrumentali e di quelli in godimento a terzi. La ricognizione e’effettuata con le modalita’ previste con decreto del Ministero dellavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze. (1)
10. Al fine di rafforzare la separazione tra funzione di indirizzopolitico-amministrativo e gestione amministrativa, all’articolo 16,comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo lalettera d), e’ inserita la seguente: «d-bis) adottano i provvedimentiprevisti dall’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile2006, n. 163, e successive modificazioni;».
11. Le somme relative ai rimborsi corrisposti dall’Organizzazionedelle Nazioni Unite, quale corrispettivo di prestazioni rese dalleForze armate italiane nell’ambito delle operazioni internazionali dipace, sono riassegnati al fondo per il finanziamento dellapartecipazione italiana alle missioni internazionali di pace previstodall’articolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Atale fine non si applicano i limiti stabiliti dall’articolo 1, comma46, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. La disposizione delpresente comma si applica anche ai rimborsi corrisposti alla data dientrata in vigore del presente provvedimento e non ancorariassegnati.
11-bis. Al fine di tenere conto della specificita’ del compartosicurezza-difesa e delle peculiari esigenze del comparto del soccorsopubblico, nello stato di previsione del Ministero dell’economia edelle finanze e’ istituito un fondo con una dotazione di 80 milionidi euro annui per ciascuno degli anni 2011 e 2012 destinato alfinanziamento di misure perequative per il personale delle Forzearmate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili delfuoco interessato alle disposizioni di cui all’articolo 9, comma 21.Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su propostadei Ministri competenti, sono individuate le misure e la ripartizionetra i Ministeri dell’interno, della difesa, delle infrastrutture edei trasporti, della giustizia, dell’economia e delle finanze e dellepolitiche agricole alimentari e forestali delle risorse del fondo dicui al primo periodo. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’autorizzato a disporre, con propri decreti, le occorrenti variazionidi bilancio. Ai relativi oneri si fa fronte mediante utilizzo diquota parte delle maggiori entrate derivanti dall’attuazione deicommi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo 38. (2)
12. Al fine di adottare le opportune misure organizzative, neiconfronti delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2,del decreto legislativo n. 165 del 2001 e dei datori di lavoro delsettore privato il termine di applicazione delle disposizioni dicui agli articoli 28 e 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, e’ differito al31 dicembre 2010 e quello di cui all’articolo 3, comma 2, primoperiodo, del medesimo decreto legislativo e’ differito di dodicimesi. (1)
13. All’art. 41, comma 7, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.207, convertito con legge 27 febbraio 2009, n. 14, le parole. « 2009e 2010 », sono sostituite dalle seguenti: « 2009, 2010, 2011, 2012 e2013 »; le parole: « dall’anno 2011 » sono sostituite dalle seguenti:« dall’anno 2014 »; le parole: « all’anno 2010 » sono sostituitedalle seguenti: « all’anno 2013 ».
14. Fermo quanto previsto dall’art. 9, le risorse di cuiall’articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,sono comunque destinate, con le stesse modalita’ di cui al comma 9,secondo periodo, del citato articolo 64, al settore scolastico. Ladestinazione delle risorse previste dal presente comma e’ stabilitacon decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione,dell’universita’ e della ricerca di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacalimaggiormente rappresentative. (1)
15. Le operazioni di acquisto e vendita di immobili da parte deglienti pubblici e privati che gestiscono forme obbligatorie diassistenza e previdenza, nonche’ le operazioni di utilizzo, da partedegli stessi enti, delle somme rivenienti dall’alienazione degliimmobili o delle quote di fondi immobiliari, sono subordinate allaverifica del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica daattuarsi con decreto di natura non regolamentare del Ministrodell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoroe delle politiche sociali. (1)
15-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo, ad eccezionedi quanto previsto al comma 15, non si applicano agli enti di cui aldecreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo10 febbraio 1996, n. 103. (2)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo III – Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza

Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico

1. Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economicocomplessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale,ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettiviordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel contoeconomico consolidato della pubblica amministrazione, comeindividuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensidel comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonpuo’ superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamentespettante per l’ anno 2010, al netto degli effetti derivanti daeventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse levariazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento difunzioni diverse in corso d’anno, fermo in ogni caso quanto previstodal comma 21, terzo e quarto periodo, per le progressioni di carrieracomunque denominate, maternita’, malattia, missioni svolteall’estero, effettiva presenza in servizio, fatto salvo quantoprevisto dal comma 17, secondo periodo, e dall’articolo 8, comma14. (1)
2. In considerazione della eccezionalita’ della situazioneeconomica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie diraggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sedeeuropea, a decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013 itrattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti, anche diqualifica dirigenziale, previsti dai rispettivi ordinamenti, delleamministrazioni pubbliche, inserite nel conto economico consolidatodella pubblica amministrazione, come individuate dall’Istitutonazionale di Statistica (ISTAT), ai sensi del comma 3, dell’articolo1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, superiori a 90.000 eurolordi annui sono ridotti del 5 per cento per la parte eccedente ilpredetto importo fino a 150.000 euro, nonche’ del 10 per cento per laparte eccedente 150.000 euro; a seguito della predetta riduzione iltrattamento economico complessivo non puo’ essere comunque inferiore90.000 euro lordi annui; le indennita’ corrisposte ai responsabilidegli uffici di diretta collaborazione dei Ministri di cuiall’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001sono ridotte del 10 per cento; la riduzione si applica sull’interoimporto dell’indennita’. Per i procuratori ed avvocati dello Statorientrano nella definizione di trattamento economico complessivo, aifini del presente comma, anche gli onorari di cui all’articolo 21 delR.D. 30 ottobre 1933, n. 1611. La riduzione prevista dal primoperiodo del presente comma non opera ai fini previdenziali. Adecorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sinoal 31 dicembre 2013, nell’ambito delle amministrazioni di cuiall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e successive modifiche e integrazioni, i trattamenti economicicomplessivi spettanti ai titolari degli incarichi dirigenziali, anchedi livello generale, non possono essere stabiliti in misura superiorea quella indicata nel contratto stipulato dal precedente titolareovvero, in caso di rinnovo, dal medesimo titolare, ferma restando lariduzione prevista nel presente comma.
2-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre2013 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente altrattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale,di ciascuna delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, deldecreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non puo’ superare ilcorrispondente importo dell’anno 2010 ed e’, comunque,automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione delpersonale in servizio.(2)
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presenteprovvedimento, nei confronti dei titolari di incarichi di livellodirigenziale generale delle amministrazioni pubbliche, comeindividuate dall’Istituto nazionale di Statistica (ISTAT), ai sensidel comma 3, dell’articolo 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,non si applicano le disposizioni normative e contrattuali cheautorizzano la corresponsione, a loro favore, di una quotadell’importo derivante dall’espletamento di incarichi aggiuntivi.
4. I rinnovi contrattuali del personale dipendente dalle pubblicheamministrazioni per il biennio 2008-2009 ed i miglioramenti economicidel rimanente personale in regime di diritto pubblico per il medesimobiennio non possono, in ogni caso, determinare aumenti retributivisuperiori al 3,2 per cento. La disposizione di cui al presente commasi applica anche ai contratti ed accordi stipulati prima della datadi entrata in vigore del presente decreto; le clausole difformicontenute nei predetti contratti ed accordi sono inefficaci adecorrere dalla mensilita’ successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto; i trattamenti retributivi sarannoconseguentemente adeguati. La disposizione di cui al primo periododel presente comma non si applica al comparto sicurezza-difesa ed aiVigili del fuoco. (1)
5. All’articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n.244,come modificato dall’articolo 66, comma 7, del decreto-legge 25giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6agosto 2008, n. 133 le parole « Per gli anni 2010 e 2011 » sonosostituite dalle seguenti: « Per il quadriennio 2010-2013 ». 6. All’articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008,n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, le parole « Per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012 » sonosostituite dalle seguenti: « A decorrere dall’anno 2010 ».
7. All’articolo 66, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, la parola « 2012 » e’ sostituita dalla parola « 2014 ». 8. A decorrere dall’anno 2015 le amministrazioni di cuiall’articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure dimobilita’, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nellimite di un contingente di personale complessivamente corrispondentead una spesa pari a quella relativa al personale cessato nell’annoprecedente. In ogni caso il numero delle unita’ di personale daassumere non puo’ eccedere quello delle unita’ cessate nell’annoprecedente. Il comma 103 dell’articolo 1, della legge 30 dicembre2004, n. 311, come modificato da ultimo dall’articolo 66, comma 12,del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ abrogato. (1)
9. All’articolo 66, comma 14, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, sono apportate le seguenti modificazioni: le parole « triennio 2010-2012 » sono sostituite dalle parole «anno 2010 »; dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: « Per iltriennio 2011-2013 gli enti di ricerca possono procedere, per ciascunanno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilita’, adassunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminatoentro il limite dell’80 per cento delle proprie entrate correnticomplessive, come risultanti dal bilancio consuntivo dell’annoprecedente, purche’ entro il limite del 20 per cento delle risorserelative alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminatointervenute nell’anno precedente. La predetta facolta’ assunzionalee’ fissata nella misura del 50 per cento per l’anno 2014 e del 100per cento a decorrere dall’anno 2015.
10. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 35, comma 3, deldecreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, conmodificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.
11. Qualora per ciascun ente le assunzioni effettuabili inriferimento alle cessazioni intervenute nell’anno precedente,riferite a ciascun anno, siano inferiori all’unita’, le quote nonutilizzate possono essere cumulate con quelle derivanti dallecessazioni relative agli anni successivi, fino al raggiungimentodell’unita’.
12. Per le assunzioni di cui ai commi 5, 6, 7, 8 e 9 trovaapplicazione quanto previsto dal comma 10 dell’articolo 66, deldecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
15. Per l’anno scolastico 2010/2011 e’ assicurato un contingente didocenti di sostegno pari a quello in attivita’ di serviziod’insegnamento nell’organico di fatto dell’anno scolastico 2009/2010,fatta salva l’autorizzazione di posti di sostegno in deroga alpredetto contingente da attivarsi esclusivamente nelle situazioni diparticolare gravita’, di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5febbraio 1992, n. 104.
15-bis. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e dellaricerca, anche attraverso i propri uffici periferici, nei limiti dispesa previsti dall’elenco 1 allegato alla legge 23 dicembre 2009, n.191, e’ autorizzato a prorogare i rapporti convenzionali in essere,attivati dagli uffici scolastici provinciali e prorogatiininterrottamente, per l’espletamento di funzioni corrispondenti aicollaboratori scolastici, a seguito del subentro dello Stato ai sensidell’articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, nonche’ deldecreto del Ministro della pubblica istruzione 23 luglio 1999,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000, neicompiti degli enti locali. (1)
16. In conseguenza delle economie di spesa per il personaledipendente e convenzionato che si determinano per gli enti delservizio sanitario nazionale in attuazione di quanto previsto delcomma 17 del presente articolo, il livello del finanziamento delServizio sanitario nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato,previsto dall’articolo 2, comma 67, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e’ rideterminato in riduzione di 418 milioni di euro perl’anno 2011 e di 1.132 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.
17. Non si da’ luogo, senza possibilita’ di recupero, alleprocedure contrattuali e negoziali relative al triennio 2010-2012 delpersonale di cui all’articolo 2, comma 2 e articolo 3 del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni. E’fatta salva l’erogazione dell’indennita’ di vacanza contrattualenelle misure previste a decorrere dall’anno 2010 in applicazionedell’articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203.
18. Conseguentemente sono rideterminate le risorse di cuiall’articolo 2, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come di seguitospecificato:
a) comma 13, in 313 milioni di euro per l’anno 2011 e a decorreredall’anno 2012;
b) comma 14, per l’anno 2011 e a decorrere dall’anno 2012complessivamente in 222 milioni di euro annui, con specificadestinazione di 135 milioni di euro annui per il personale delleforze armate e dei corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12maggio 1995, n. 195.
19. Le somme di cui al comma 18, comprensive degli onericontributivi e dell’IRAP di cui al decreto legislativo 15 dicembre1997, n. 446, concorrono a costituire l’importo complessivo massimodi cui all’articolo 11, comma 3, lettera g) della legge 31 dicembre2009, n. 196. (1)
20. Gli oneri di cui all’articolo 2, comma 16, della legge 23dicembre 2009, n. 191, stabiliti per l’anno 2011 e a decorreredall’anno 2012 si adeguano alle misure corrispondenti a quelleindicate al comma 18, lettera a) per il personale statale. 21. I meccanismi di adeguamento retributivo per il personale noncontrattualizzato di cui all’articolo 3, del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, cosi’ come previsti dall’articolo 24 della legge23 dicembre 1998, n. 448, non si applicano per gli anni 2011, 2012 e2013 ancorche’ a titolo di acconto, e non danno comunque luogo asuccessivi recuperi.. Per le categorie di personale di cuiall’articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 esuccessive modificazioni, che fruiscono di un meccanismo diprogressione automatica degli stipendi, gli anni 2011, 2012 e 2013non sono utili ai fini della maturazione delle classi e degli scattidi stipendio previsti dai rispettivi ordinamenti. Per il personale dicui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, esuccessive modificazioni le progressioni di carriera comunquedenominate eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hannoeffetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici. Peril personale contrattualizzato le progressioni di carriera comunquedenominate ed i passaggi tra le aree eventualmente disposte neglianni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai finiesclusivamente giuridici.
22. Per il personale di cui alla legge n. 27/1981 non sono erogati,senza possibilita’ di recupero, gli acconti degli anni 2011, 2012 e2013 ed il conguaglio del triennio 2010-2012; per tale personale, peril triennio 2013-2015 l’acconto spettante per l’anno 2014 e’ parialla misura gia’ prevista per l’anno 2010 e il conguaglio per l’anno2015 viene determinato con riferimento agli anni 2009, 2010 e 2014. Per il predetto personale lindennita’ speciale di cuiall’articolo 3 della legge 19 febbraio 1981, n. 27, spettante neglianni 2011, 2012 e 2013, e’ ridotta del 15 per cento per l’anno 2011,del 25 per cento per l’anno 2012 e del 32 per cento per l’anno 2013.Tale riduzione non opera ai fini previdenziali. Nei confronti delpredetto personale non si applicano le disposizioni di cui ai commi 1e 21, secondo e terzo periodo. (1)
23. Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario(A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili aifini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativiincrementi economici previsti dalle disposizioni contrattualivigenti. E’ fatto salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 14.(1)
24. Le disposizioni recate dal comma 17 si applicano anche alpersonale convenzionato con il servizio sanitario nazionale.
25. In deroga a quanto previsto dall’articolo 33 del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni eintegrazioni, le unita’ di personale eventualmente risultanti insoprannumero all’esito delle riduzioni previste dall’articolo 2,comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito,con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, noncostituiscono eccedenze ai sensi del citato articolo 33 e restanotemporaneamente in posizione soprannumeraria, nell’ambito deicontingenti di ciascuna area o qualifica dirigenziale. Le posizionisoprannumerarie si considerano riassorbite all’atto delle cessazioni,a qualunque titolo, nell’ambito della corrispondente area o qualificadirigenziale. In relazione alla presenza di posizioni soprannumerariein un’area, viene reso indisponibile un numero di posti equivalentedal punto di vista finanziario in aree della stessa amministrazioneche presentino vacanze in organico. In coerenza con quanto previstodal presente comma il personale, gia’ appartenenteall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato distaccata pressol’Ente Tabacchi Italiani, dichiarato in esubero a seguito diristrutturazioni aziendali e ricollocato presso uffici dellepubbliche amministrazioni, ai sensi dell’articolo 4 del decretolegislativo 9 luglio 1998, n. 283, a decorrere dal 1° gennaio 2011 e’inquadrato anche in posizione di soprannumero, salvo riassorbimentoal verificarsi delle relative vacanze in organico, nei ruoli deglienti presso i quali presta servizio alla data del presente decreto.Al predetto personale e’ attribuito un assegno personaleriassorbibile pari alla differenza tra il trattamento economico ingodimento ed il trattamento economico spettante nell’ente didestinazione. Il Ministero dell’economia e delle finanze provvede adassegnare agli enti le relative risorse finanziarie.
26. In alternativa a quanto previsto dal comma 25 delpresente articolo, al fine di rispondere alle esigenze di garantirela ricollocazione del personale in soprannumero e la funzionalita’degli uffici della amministrazioni pubbliche interessate dalle misuredi riorganizzazione di cui all’articolo 2, comma 8-bis, deldecreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, conmodificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, queste ultimepossono stipulare accordi di mobilita’, anche intercompartimentale,intesi alla ricollocazione del personale predetto presso uffici chepresentino vacanze di organico. (1)
27. Fino al completo riassorbimento, alle amministrazioniinteressate e’ fatto divieto di procedere ad assunzioni di personalea qualunque titolo e con qualsiasi contratto in relazione alle areeche presentino soprannumeri e in relazione a posti resi indisponibiliin altre aree ai sensi del comma 25.
28. A decorrere dall’anno 2011, le amministrazioni dello Stato,anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, incluse le Agenzie fiscalidi cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio1999, n. 300, e successive modificazioni, gli enti pubblici noneconomici, le universita’ e gli enti pubblici di cui all’articolo 70,comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successivemodificazioni e integrazioni, fermo quanto previsto dagli articoli 7,comma 6, e 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioniovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nellimite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalita’nell’anno 2009. Per le medesime amministrazioni la spesa perpersonale relativa a contratti di formazione lavoro, ad altrirapporti formativi, alla somministrazione di lavoro, nonche’ allavoro accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, lettera d) deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successivemodificazioni ed integrazioni, non puo’ essere superiore al 50 percento di quella sostenuta per le rispettive finalita’ nell’anno 2009.Le disposizioni di cui al presente comma costituiscono principigenerali ai fini del coordinamento della finanza pubblica ai quali siadeguano le regioni, le province autonome, e gli enti del Serviziosanitario nazionale. Per il comparto scuola e per quello delleistituzioni di alta formazione e specializzazione artistica emusicale trovano applicazione le specifiche disposizioni di settore. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 188, della legge23 dicembre 2005, n. 266. Per gli enti di ricerca resta fermo,altresi’, quanto previsto dal comma 187 dell’articolo 1 dellamedesima legge n. 266 del 2005, e successive modificazioni. Alleminori economie pari a 27 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011derivanti dall’esclusione degli enti di ricerca dall’applicazionedelle disposizioni del presente comma, si provvede mediante utilizzodi quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’articolo 38,commi 13-bis e seguenti. Il presente comma non si applica allastruttura di missione di cui all’articolo 163, comma 3, lettera a),del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Il mancato rispettodei limiti di cui al presente comma costituisce illecito disciplinaree determina responsabilita’ erariale. Per le amministrazioni chenell’anno 2009 non hanno sostenuto spese per le finalita’ previste aisensi del presente comma, il limite di cui al primo periodo e’computato con riferimento alla media sostenuta per le stessefinalita’ nel triennio 2007-2009. (1)
29. Le societa’ non quotate, inserite nel conto economicoconsolidato della pubblica amministrazione, come individuatedall’ISTAT ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31dicembre 2009, n. 196, controllate direttamente o indirettamentedalle amministrazioni pubbliche, adeguano le loro politicheassunzionali alle disposizioni previste nel presente articolo. (1)
30. Gli effetti dei provvedimenti normativi di cui all’articolo 3,comma 155, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,decorrono dal 1° gennaio 2011.
31. Al fine di agevolare il processo di riduzione degli assettiorganizzativi delle pubbliche amministrazioni, a decorrere dalla datadi entrata in vigore del presente decreto, fermo il rispetto dellecondizioni e delle procedure previste dai commi da 7 a 10dell’articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, itrattenimenti in servizio previsti dalle predette disposizionipossono essere disposti esclusivamente nell’ambito delle facolta’assunzionali consentite dalla legislazione vigente in base allecessazioni del personale e con il rispetto delle relative procedureautorizzatorie; le risorse destinabili a nuove assunzioni in basealle predette cessazioni sono ridotte in misura pari all’importo deltrattamento retributivo derivante dai trattenimenti in servizio. Sonofatti salvi i trattenimenti in servizio aventi decorrenza anterioreal 1° gennaio 2011, disposti prima dell’entrata in vigore delpresente decreto. I trattenimenti in servizio aventi decorrenzasuccessiva al 1° gennaio 2011, disposti prima dell’entrata in vigoredel presente decreto, sono privi di effetti. Il presente comma non siapplica ai trattenimenti in servizio previsti dall’articolo 16, comma1-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e, in viatransitoria limitatamente agli anni 2011 e 2012, ai capi dirappresentanza diplomatica nominati anteriormente alla data dientrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. (1)
32. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presenteprovvedimento le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1,comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 che, alla scadenzadi un incarico di livello dirigenziale, anche in dipendenza deiprocessi di riorganizzazione, non intendono, anche in assenza di unavalutazione negativa, confermare l’incarico conferito al dirigente,conferiscono al medesimo dirigente un altro incarico, anche di valoreeconomico inferiore. Non si applicano le eventuali disposizioninormative e contrattuali piu’ favorevoli; a decorrere dalla medesimadata e’ abrogato l’articolo 19, comma 1-ter, secondo periodo, deldecreto legislativo n. 165 del 2001. Resta fermo che, nelle ipotesidi cui al presente comma, al dirigente viene conferito un incarico dilivello generale o di livello non generale, a seconda,rispettivamente, che il dirigente appartenga alla prima o allaseconda fascia.
33. Ferma restando la riduzione prevista dall’articolo 67, comma 3,del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la quota del 10 percento delle risorse determinate ai sensi dell’articolo 12, deldecreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni,dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni, e’destinata, per meta’, al fondo di assistenza per i finanzieri di cuialla legge 20 ottobre 1960, n. 1265 e, per la restante meta’, alfondo di previdenza per il personale del Ministero delle finanze, cuisono iscritti, a decorrere dal 1° gennaio 2010, anche gli altridipendenti civili dell’Amministrazione economico-finanziaria. Adecorrere dall’anno 2011 l’autorizzazione di spesa corrispondente alpredetto Fondo di cui al capitolo 3985 dello stato di previsione delMinistero dell’economia e delle finanze, nell’ambito del programma dispesa « Regolazione giurisdizione e coordinamento del sistema dellafiscalita’ » della missione « Politiche economico-finanziarie e dibilancio », non puo’ essere comunque superiore alla dotazione perl’anno 2010, come integrata dal presente comma. (1)
34. A decorrere dall’anno 2014 , con determinazioneinterministeriale prevista dall’articolo 4, comma 2, del decreto delPresidente della Repubblica 10 maggio 1996, n. 360, l’indennita’ diimpiego operativo per reparti di campagna, e’ corrisposta nel limitedi spesa determinato per l’anno 2008, con il medesimo provvedimentointerministeriale, ridotto del 30%. Per l’individuazione del suddettocontingente l’Amministrazione dovra’ tener conto dell’effettivoimpiego del personale alle attivita’ nei reparti e nelle unita’ dicampagna. Ai relativi oneri pari a 38 milioni di euro per ciascunodegli anni 2011, 2012 e 2013, si fa fronte quanto a 38 milioni dieuro per l’anno 2011 e 34 milioni di euro per ciascuno degli anni2012 e 2013, mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entratederivanti dall’articolo 32 e, quanto a 4 milioni di euro per ciascunodegli anni 2012 e 2013, mediante utilizzo di quota parte dellemaggiori entrate derivanti dall’articolo 38, commi 13-bis e seguenti. (1)
35. In conformita’ all’articolo 7, comma 10, del decretolegislativo 12 maggio 1995, n. 195, l’articolo 52, comma 3, deldecreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 2002, n. 164 siinterpreta nel senso che la determinazione ivi indicata,nell’individuare il contingente di personale, tiene conto dellerisorse appositamente stanziate.
35-bis. L’articolo 32 della legge 22 maggio 1975, n. 152, siinterpreta nel senso che, in presenza dei presupposti ivi previsti,le spese di difesa, anche diverse dalle anticipazioni, sono liquidatedal Ministero dell’interno, sempre a richiesta dell’interessato chesi e’ avvalso del libero professionista di fiducia. (2)
36. Per gli enti di nuova istituzione non derivanti da processi diaccorpamento o fusione di precedenti organismi, limitatamente alquinquennio decorrente dall’istituzione, le nuove assunzioni, previoesperimento delle procedure di mobilita’, fatte salve le maggiorifacolta’ assunzionali eventualmente previste dalla legge istitutiva,possono essere effettuate nel limite del 50% delle entrate correntiordinarie aventi carattere certo e continuativo e, comunque nellimite complessivo del 60% della dotazione organica. A tal fine glienti predispongono piani annuali di assunzioni da sottoporreall’approvazione da parte dell’amministrazione vigilante d’intesa conil Dipartimento della funzione pubblica ed il Ministero dell’economiae delle finanze.
37. Fermo quanto previsto dal comma 1 del presente articolo, ledisposizioni contrattuali del comparto Scuola previste dagli articoli82 e 83 del CCNL 2006-2009 del 29 novembre 2007 saranno oggetto dispecifico confronto tra le parti al termine del triennio 2010-2012.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo III – Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza

Riduzione della spesa in materia di invalidità

1. (soppresso). (1)
2. Alle prestazioni di invalidita’ civile, cecita’ civile, sordita’civile, handicap e disabilita’ nonche’ alle prestazioni diinvalidita’ a carattere previdenziale erogate dall’I.N.P.S. siapplicano, limitatamente alle risultanze degli accertamenti dinatura medico-legale, le disposizioni dell’articolo 9 del decretolegislativo 23 febbraio 2000, n. 38 e dell’articolo 55, comma 5,della legge 9 marzo 1989, n. 88. (2)
3. Fermo quanto previsto dal codice penale, agli esercenti unaprofessione sanitaria che intenzionalmente attestano falsamente unostato di malattia o di handicap, cui consegua il pagamento ditrattamenti economici di invalidita’ civile, cecita’ civile, sordita’civile, handicap e disabilita’ successivamente revocati ai sensidell’articolo 5, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica21 settembre 1994, n. 698 per accertata insussistenza dei prescrittirequisiti sanitari, si applicano le disposizioni di cui al comma 1dell’articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e successive modificazioni. Nei casi di cui al presente comma ilmedico, ferme la responsabilita’ penale e disciplinare e le relativesanzioni, e’ obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari alcompenso corrisposto a titolo di trattamenti economici di invalidita’civile, cecita’ civile, sordita’ civile, handicap e disabilita’ neiperiodi per i quali sia accertato il godimento da parte del relativobeneficiario, nonche’ il danno all’immagine subitidall’amministrazione. Gli organi competenti alla revoca sono tenutiad inviare copia del provvedimento alla Corte dei conti per eventualiazioni di responsabilita’. Sono altresi’ estese le sanzionidisciplinari di cui al comma 3 dell’articolo 55-quinquies del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni.
4. Al fine di proseguire anche per gli anni 2011 e 2012 nelpotenziamento dei programmi di verifica del possesso dei requisitiper i percettori di prestazioni di invalidita’ civile nel contestodella complessiva revisione delle procedure in materia stabilitadall’articolo 20 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito,con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, al comma 2dello stesso articolo 20 l’ultimo periodo e’ cosi’ modificato: «Peril triennio 2010-2012 l’INPS effettua, con le risorse umane efinanziarie previste a legislazione vigente, in via aggiuntivaall’ordinaria attivita’ di accertamento della permanenza deirequisiti sanitari e reddituali, un programma di 100.000 verificheper l’anno 2010 e di 250.000 verifiche annue per ciascuno deglianni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici diinvalidita’ civile.». (2)
4-bis. Nell’ambito dei piani straordinari di accertamenti diverifica nei confronti dei titolari di trattamenti economici diinvalidita’ civile previsti dalle vigenti leggi, l’INPS e’autorizzato, d’intesa con le regioni, ad avvalersi delle commissionimediche delle aziende sanitarie locali, nella composizione integratada un medico INPS, quale componente effettivo ai sensi dell’articolo20 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, conmodificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. (3)
5. La sussistenza della condizione di alunno in situazione dihandicap di cui all’articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992,n. 104, e’ accertata dalle Aziende Sanitarie, mediante appositiaccertamenti collegiali da effettuarsi in conformita’ a quantoprevisto dagli articoli 12 e 13 della medesima legge. Nel verbale cheaccerta la sussistenza della situazione di handicap, deve essereindicata la patologia stabilizzata o progressiva e specificatol’eventuale carattere di gravita’, in presenza dei presuppostiprevisti dall’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Atal fine il collegio deve tener conto delle classificazioniinternazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’. Icomponenti del collegio che accerta la sussistenza della condizionedi handicap sono responsabili di ogni eventuale danno erariale per ilmancato rispetto di quanto previsto dall’articolo 3, commi 1 e 3,della legge 5 febbraio 1992, n. 104. I soggetti di cui all’articolo12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (GLH), in sede diformulazione del piano educativo individualizzato, elaborano proposterelative all’individuazione delle risorse necessarie, ivi compresal’indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essereesclusivamente finalizzate all’educazione e all’istruzione, restandoa carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle altrerisorse professionali e materiali necessarie per l’integrazione el’assistenza dell’alunno disabile richieste dal piano educativoindividualizzato.
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(1) Comma soppresso dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo III – Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza

Controllo della spesa sanitaria

1. Nel rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, le regioni sottoposte ai piani di rientro per le quali, non viene verificato positivamente in sede di verifica annuale e finale il raggiungimento al 31 dicembre 2009 degli obiettivi strutturali del Piano di rientro e non sussistono le condizioni di cui all’articolo 2, commi 77 e 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, avendo garantito l’equilibrio economico nel settore sanitario e non essendo state sottoposte a commissariamento, possono chiedere la prosecuzione del Piano di rientro, per una durata non superiore al triennio, ai fini del completamento dello stesso secondo programmi operativi nei termini indicati nel Patto per la salute per gli anni 2010-2012 del 3 dicembre 2009 e all’articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. La prosecuzione e il completamento del Piano di rientro sono condizioni per l’attribuzione in via definitiva delle risorse finanziarie, in termini di competenza e di cassa, già previste a legislazione vigente e condizionate alla piena attuazione del Piano –ancorche’ anticipate ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e dell’articolo 6-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. gin mancanza delle quali vengono rideterminati i risultati d’esercizio degli anni a cui le predette risorse si riferiscono.
2. Per le regioni già sottoposte ai piani di rientro dai disavanzi sanitari, sottoscritti ai sensi dell’ articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, e già commissariate alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi dei medesimi piani di rientro nella loro unitarietà, anche mediante il regolare svolgimento dei pagamenti dei debiti accertati in attuazione dei medesimi piani, i Commissari ad acta procedono, entro 15 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto-legge, alla conclusione della procedura di ricognizione di tali debiti, predisponendo un piano che individui modalità e tempi di pagamento. Al fine di agevolare quanto previsto dal presente comma ed in attuazione di quanto disposto nell’Intesa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 3 dicembre 2009, all’art. 13, comma 15, fino al 31 dicembre 2010 non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle regioni medesime.
3. All’art. 77-quater, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133, in fine, e’ aggiunto il seguente periodo: “I recuperi delle anticipazioni di tesoreria non vengono comunque effettuati a valere sui proventi derivanti dalle manovre eventualmente disposte dalla regione con riferimento ai due tributi sopraccitati.”.
4. In conformità con quanto previsto dall’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e dall’articolo 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e fermo il monitoraggio previsto dall’art. 2, comma 4, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito con legge 16 novembre 2001, n. 405, gli eventuali acquisti di beni e servizi effettuati dalle aziende sanitarie ed ospedaliere al di fuori delle convenzioni e per importi superiori ai prezzi di riferimento sono oggetto di specifica e motivata relazione, sottoposta agli organi di controllo e di revisione delle aziende sanitarie ed ospedaliere.
5. Al fine di razionalizzare la spesa e potenziare gli strumenti della corretta programmazione, si applicano le disposizioni recate dai commi da 6 a 12 dirette ad assicurare:
a) le risorse aggiuntive al livello del finanziamento del servizio sanitario nazionale, pari a 550 milioni di euro per l’anno 2010, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2, comma 67, secondo periodo, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, attuativo dell’articolo 1, comma 4, lettera c), dell’ Intesa Stato-Regioni in materia sanitaria per il triennio 2010-2012, sancita nella riunione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano del 3 dicembre 2009. Alla copertura del predetto importo di 550 milioni di curo per l’anno 2010 si provvede per 300 milioni di euro mediante l’utilizzo delle economie derivanti dalle disposizioni di cui al comma 7, lettera a. e per la restante parte, pari a 250 milioni di euro con le economie derivanti dal presente provvedimento. A tale ultimo fine il fmanziamento del servizio sanitario nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato, previsto dall’articolo 2, comma 67, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e’ rideterminato in aumento di 250 milioni di curo per l’anno 2010;
b) un concorso alla manovra di finanza pubblica da parte del settore sanitario pari a 600 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011.
6. In attesa dell’adozione di una nuova metodologia di remunerazione delle farmacie per i farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le quote di spettanza dei grossisti e dei farmacisti sul prezzo di vendita al pubblico delle specialita’ medicinali di classe A, di cui all’ articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, previste nella misura rispettivamente del 6,65 per cento e del 26,7 per cento dall’ articolo 1, comma 40, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e dall’ articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, sono rideterminate nella misura del 3 per cento per i grossisti e del 30,35 per cento per i farmacisti che deve intendersi come quota minima a questi spettante. Il Servizio sanitario nazionale, nel procedere alla corresponsione alle farmacie di quanto dovuto, trattiene ad ulteriore titolo di sconto, rispetto a quanto gia’ previsto dalla vigente normativa, una quota pari all’1,82 per cento sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell’imposta sul valore aggiunto. L’ulteriore sconto dell’1,82 per cento non si applica alle farmacie rurali sussidiate con fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, non superiore a euro 387.324,67 e alle altre farmacie con fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, non superiore a euro 258.228,45. Dalla medesima data le aziende farmaceutiche, sulla base di tabelle approvate dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e definite per regione e per singola azienda, corrispondono alle regioni medesime un importo dell’1,83 per cento sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell’imposta sul valore aggiunto dei medicinali erogati in regime di Servizio sanitario nazionale. (3)
6-bis. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dellalegge di conversione del presente decreto, e’ avviato un appositoconfronto tecnico tra il Ministero della salute, il Ministerodell’economia e delle finanze, l’AIFA e le associazioni di categoriamaggiormente rappresentative, per la revisione dei criteri diremunerazione della spesa farmaceutica secondo i seguenti criteri:estensione delle modalita’ di tracciabilita’ e controllo a tutte leforme di distribuzione dei farmaci, possibilita’ di introduzione diuna remunerazione della farmacia basata su una prestazione fissa inaggiunta ad una ridotta percentuale sul prezzo di riferimento delfarmaco che, stante la prospettata evoluzione del mercatofarmaceutico, garantisca una riduzione della spesa per il Serviziosanitario nazionale.
7. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto,l’Agenzia italiana del farmaco provvede:
a) all’individuazione, fra i medicinali attualmente a caricodella spesa farmaceutica ospedaliera di cui all’articolo 5, comma 5,del decreto-legge 1o ottobre 2007, n. 159, convertito, conmodificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, di quelli che,in quanto suscettibili di uso ambulatoriale o domiciliare, devonoessere erogati, a decorrere dal giorno successivo a quello dipubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei farmaciindividuati ai sensi del presente comma, attraverso l’assistenzafarmaceutica territoriale, di cui all’articolo 5, comma 1, delmedesimo decreto-legge e con oneri a carico della relativa spesa, perun importo su base annua pari a 600 milioni di euro;
b) alla predisposizione, sulla base dei dati resi disponibili dalsistema Tessera sanitaria di cui all’articolo 50 del decreto-legge 30settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24novembre 2003, n. 326, di tabelle di raffronto tra la spesafarmaceutica territoriale delle singole regioni, con la definizionedi soglie di appropriatezza prescrittiva basate sul comportamentoprescrittivo registrato nelle regioni con il miglior risultato inriferimento alla percentuale di medicinali a base di principi attivinon coperti da brevetto, ovvero a prezzo minore, rispetto al totaledei medicinali appartenenti alla medesima categoria terapeuticaequivalente. Cio’ al fine di mettere a disposizione delle regionistrumenti di programmazione e controllo idonei a realizzare unrisparmio di spesa non inferiore a 600 milioni di euro su base annuache restano nelle disponibilita’ dei servizi sanitari regionali.
8. Con Accordo sancito in sede di Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, su propostadel Ministro della salute, sono fissate linee guida per incrementarel’efficienza delle aziende sanitarie nelle attivita’ di acquisizione,immagazzinamento e distribuzione interna dei medicinali acquistatidirettamente, anche attraverso il coinvolgimento dei grossisti.
9. A decorrere dall’anno 2011, per l’erogazione a carico delServizio sanitario nazionale dei medicinali equivalenti di cuiall’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347,convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405,e successive modificazioni, collocati in classe A ai fini dellarimborsabilita’, l’AIFA, sulla base di una ricognizione dei prezzivigenti nei paesi dell’Unione europea, fissa un prezzo massimo dirimborso per confezione, a parita’ di principio attivo, di dosaggio,di forma farmaceutica, di modalita’ di rilascio e di unita’posologiche. La dispensazione, da parte dei farmacisti, di medicinaliaventi le medesime caratteristiche e prezzo di vendita al pubblicopiu’ alto di quello di rimborso e’ possibile previa corresponsione daparte dell’assistito della differenza tra il prezzo di vendita equello di rimborso. I prezzi massimi di rimborso sono stabiliti inmisura idonea a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600milioni di euro annui che restano nelle disponibilita’ regionali. (1)
10. Il prezzo al pubblico dei medicinali equivalenti di cuiall’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347,convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405,e successive modificazioni, e’ ridotto dell’12,5 per cento adecorrere dal 1° giugno 2010 e fino al 31 dicembre 2010. La riduzionenon si applica ai medicinali originariamente coperti da brevetto oche abbiano usufruito di licenze derivanti da tale brevetto, ne’ aimedicinali il cui prezzo sia stato negoziato successivamente al 30settembre 2008, nonche’ a quelli per i quali il prezzo in vigore e’pari al prezzo vigente alla data del 31 dicembre 2009.
11. Le direttive periodicamente impartite dal Ministro della saluteall’Agenzia italiana del farmaco, ai sensi dell’articolo 48 deldecreto- legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, conmodificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,attribuiscono priorita’ all’effettuazione di adeguati piani dicontrollo dei medicinali in commercio, con particolare riguardo allaqualita’ dei principi attivi utilizzati. (2)
12. In funzione di quanto disposto dai commi da 6 a 11 il livellodel finanziamento del Servizio sanitario nazionale a cui concorreordinariamente lo Stato, previsto dall’articolo 2, comma 67, dellalegge 23 dicembre 2009, n. 191, e’ rideterminato in riduzione di 600milioni di euro a decorrere dall’anno 2011.
13. Il comma 2 dell’articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210e successive modificazioni si interpreta nel senso che la sommacorrispondente all’importo dell’indennita’ integrativa speciale none’ rivalutata secondo il tasso d’inflazione.
14. Fermo restando gli effetti esplicati da sentenze passate ingiudicato, per i periodi da esse definiti, a partire dalla data dientrata in vigore del presente decreto cessa l’efficacia diprovvedimenti emanati al fine di rivalutare la somma di cui al comma13, in forza di un titolo esecutivo. Sono fatti salvi gli effettiprodottisi fino alla data di entrata in vigore del presente decreto.
15. Nelle more dell’emanazione dei decreti attuativi del comma 13dell’articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,convertito con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,ai fini dell’evoluzione della Tessera Sanitaria (TS) di cui al comma1 del predetto articolo 50 verso la Tessera Sanitaria – Cartanazionale dei servizi (TS-CNS), in occasione del rinnovo delletessere in scadenza il Ministero dell’economia e delle finanze curala generazione e la progressiva consegna della TS-CNS, avente lecaratteristiche tecniche di cui all’Allegato B del decreto delMinistero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministerodella salute e con la Presidenza del Consiglio dei ministriDipartimento per l’innovazione e le tecnologie 11 marzo 2004,pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 251del 25 ottobre 2004, e successive modificazioni. A tal fine e’autorizzata la spesa di 20 milioni di euro annui a decorreredall’anno 2011. (2)
16. Nelle more dell’emanazione dei decreti attuativi di cuiall’articolo 50, comma 5-bis, ultimo periodo del decreto-legge 30settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge24 novembre 2003, n. 326, al fine di accelerare il conseguimentodei risparmi derivanti dall’adozione delle modalita’ telematiche perla trasmissione delle ricette mediche di cui all’articolo 50, commi4, 5 e 5-bis, del citato decreto-legge n. 269 del 2003, il Ministerodell’economia e delle finanze, cura l’avvio della diffusione dellasuddetta procedura telematica, adottando, in quanto compatibili, lemodalita’ tecniche operative di cui all’allegato 1 del decreto delMinistro della salute del 26 febbraio 2010, pubblicato sulla GazzettaUfficiale del 19 marzo 2010, n. 65. L’invio telematico deipredetti dati sostituisce a tutti gli effetti la prescrizione medicain formato cartaceo. (2)
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(1) Comma sostituito dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Comma modificato dall’art. 2, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2011, n. 10.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo III – Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza

Interventi in materia previdenziale

1. I soggetti che a decorrere dall’anno 2011 maturano il dirittoall’accesso al pensionamento di vecchiaia a 65 anni per gli uomini ea 60 anni per le lavoratrici del settore privato ovvero all’eta’ dicui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009,n. 78 convertito con modificazioni con legge 3 agosto 2009, n. 102 esuccessive modificazioni e integrazioni per le lavoratrici delpubblico impiego ovvero alle eta’ previste dagli specificiordinamenti negli altri casi, conseguono il diritto alladecorrenza del trattamento pensionistico:
a) coloro per i quali sono liquidate le pensioni a carico delleforme di previdenza dei lavoratori dipendenti, trascorsi dodici mesidalla data di maturazione dei previsti requisiti;
b) coloro i quali conseguono il trattamento di pensione a caricodelle gestioni per gli artigiani, i commercianti e i coltivatoridiretti nonche’ della gestione separata di cui all’articolo 2,comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, trascorsi diciottomesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti;
c) per il personale del comparto scuola si applicano ledisposizioni di cui al comma 9 dell’articolo 59 della legge 27dicembre 1997, n. 449. (1)
2. Con riferimento ai soggetti che maturano i previsti requisiti adecorrere dal 1° gennaio 2011 per l’accesso al pensionamento ai sensidell’articolo 1, comma 6 della legge 23 agosto 2004, n. 243, esuccessive modificazioni e integrazioni, con eta’ inferiori a quelleindicate al comma 1, conseguono il diritto alla decorrenza deltrattamento pensionistico:
a) coloro per i quali sono liquidate le pensioni a carico delleforme di previdenza dei lavoratori dipendenti, trascorsi dodici mesidalla data di maturazione dei previsti requisiti;
b) coloro i quali conseguono il trattamento di pensione a caricodelle gestioni per gli artigiani, i commercianti e i coltivatoridiretti nonche’ della gestione separata di cui all’articolo 2,comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, trascorsi diciottomesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti;
c) per il personale del comparto scuola si applicano ledisposizioni di cui al comma 9 dell’articolo 59 della legge 27dicembre 1997, n. 449. (1)
3. L’articolo 5, comma 3, del d.lgs. 3 febbraio 2006, n. 42 e’sostituito dal seguente: «Ai trattamenti pensionistici derivantidalla totalizzazione si applicano le medesime decorrenze previste peri trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi iscrittiall’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidita’, lavecchiaia ed i superstiti. In caso di pensione ai superstiti lapensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello didecesso del dante causa. In caso di pensione di inabilita’ lapensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello dipresentazione della domanda di pensione in regime di totalizzazione. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano conriferimento ai soggetti che maturano i requisiti di accesso alpensionamento, a seguito di totalizzazione, a decorrere dal 1°gennaio 2011». (1)
4. Le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamentipensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore delpresente decreto continuano ad applicarsi nei confronti dei:
a) lavoratori dipendenti che avevano in corso il periodo dipreavviso alla data del 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti dieta’ anagrafica e di anzianita’ contributiva richiesti per ilconseguimento del trattamento pensionistico entro la data dicessazione del rapporto di lavoro;
b) lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allosvolgimento della specifica attivita’ lavorativa per raggiungimentodi limite di eta’. (1)
5. Le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamentipensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore delpresente decreto continuano ad applicarsi, nei limiti del numero di10.000 lavoratori beneficiari, ancorche’ maturino i requisiti perl’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011, di cui alcomma 6:
a) ai lavoratori collocati in mobilita’ ai sensi degli articoli 4e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni,sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile2010 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periododi fruizione dell’indennita’ di mobilita’ di cui all’articolo 7,commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) ai lavoratori collocati in mobilita’ lunga ai sensidell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, esuccessive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordicollettivi stipulati entro il 30 aprile 2010;
c) ai lavoratori che, all’entrata in vigore del presente decreto,sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi disolidarieta’ di settore di cui all’art. 2, comma 28, della legge 23dicembre 1996, n. 662. (1) (4)
5-bis. Con riferimento ai lavoratori di cui alle lettere da a) a c) del comma 5, ancorche´ maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1º gennaio 2011 e comunque entro il periodo di fruizione delle prestazioni di tutela del reddito di cui alle medesime lettere, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, puo’ disporre, in deroga alla normativa vigente, in via alternativa a quanto previsto dal citato comma 5, la concessione del prolungamento dell’intervento di tutela del reddito per il periodo di tempo necessario al raggiungimento della decorrenza del trattamento pensionistico sulla base di quanto stabilito dal presente articolo e in ogni caso per una durata non superiore al periodo di tempo intercorrente tra la data computata con riferimento alle disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto e la data della decorrenza del trattamento pensionistico computata sulla base di quanto stabilito dal presente articolo. (5) 6. L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede almonitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto dilavoro, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratoridi cui al comma 5 che intendono avvalersi, a decorrere dal 1° gennaio2011, del regime delle decorrenze dalla normativa vigente prima delladata di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal predettomonitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 10.000 domandedi pensione, il predetto Istituto non prendera’ in esame ulterioridomande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei beneficiprevisti dalla disposizione di cui al comma 5. (1)
7. A titolo di concorso al consolidamento dei conti pubbliciattraverso il contenimento della dinamica della spesa corrente nelrispetto degli obiettivi di finanza pubblica previstidall’Aggiornamento del programma di stabilita’ e crescita, dalla datadi entrata in vigore del presente provvedimento, con riferimento aidipendenti delle amministrazioni pubbliche come individuatedall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31dicembre 2009, n. 196 ilriconoscimento dell’indennita’ di buonuscita, dell’indennita’ premiodi servizio, del trattamento di fine rapporto e di ogni altraindennita’ equipollente corrisposta una-tantum comunque denominataspettante a seguito di cessazione a vario titolo dall’impiego e’effettuato:
a) in un unico importo annuale se l’ammontare complessivo dellaprestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, e’complessivamente pari o inferiore a 90.000 euro;
b) in due importi annuali se l’ammontare complessivo dellaprestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, e’complessivamente superiore a 90.000 euro ma inferiore a 150.000 euro.In tal caso il primo importo annuale e’ pari a 90.000 euro e ilsecondo importo annuale e’ pari all’ammontare residuo;
c) in tre importi annuali se l’ammontare complessivo dellaprestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, e’complessivamente uguale o superiore a 150.000 euro, in tal caso ilprimo importo annuale e’ pari a 90.000 euro, il secondo importoannuale e’ pari a 60.000 euro e il terzo importo annuale e’ pariall’ammontare residuo.
8. Resta fermo quanto previsto dalla normativa vigente in materiadi determinazione della prima scadenza utile per il riconoscimentodelle prestazioni di cui al comma 7 ovvero del primo importo annuale,con conseguente riconoscimento del secondo e del terzo importoannuale, rispettivamente, dopo dodici mesi e ventiquattro mesi dalriconoscimento del primo importo annuale.
9. Le disposizioni di cui al comma 7 non si applicano in ogni casocon riferimento alle prestazioni derivanti dai collocamenti a riposoper raggiungimento dei limiti di eta’ entro la data del 30 novembre2010, nonche’ alle prestazioni derivanti dalle domande di cessazionedall’impiego presentate prima della data di entrata in vigore delpresente decreto a condizione che la cessazione dell’impiego avvengaentro il 30 novembre 2010; resta fermo che l’accoglimento ovverola presa d’atto della domanda di cessazione determinal’irrevocabilita’ della stessa. All’onere derivante dallemodifiche di cui al presente comma, valutato in 10 milioni di europer l’anno 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione delFondo per interventi strutturali di politica economica, di cuiall’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.(1)
10. Con effetto sulle anzianita’ contributive maturate a decorreredal 1 gennaio 2011, per i lavoratori alle dipendenze delleamministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidatodella pubblica amministrazione, come individuate dall’Istitutonazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per i quali il computo deitrattamenti di fine servizio, comunque denominati, in riferimentoalle predette anzianita’ contributive non e’ gia’ regolato in base aquanto previsto dall’articolo 2120 del codice civile in materia ditrattamento di fine rapporto, il computo dei predetti trattamenti difine servizio si effettua secondo le regole di cui al citato articolo2120 del codice civile, con applicazione dell’aliquota del 6,91 percento.
11. L’art. 1, comma 208 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 siinterpreta nel senso che le attivita’ autonome, per le quali opera ilprincipio di assoggettamento all’assicurazione prevista perl’attivita’ prevalente, sono quelle esercitate in forma d’impresa daicommercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i qualivengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell’Inps.Restano, pertanto, esclusi dall’applicazione dell’art. 1, comma 208,legge n. 662/96 i rapporti di lavoro per i quali e’ obbligatoriamenteprevista l’iscrizione alla gestione previdenziale di cui all’art. 2,comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. (1)
12. (soppresso). (2)
12-bis. In attuazione dell’articolo 22-ter, comma 2, deldecreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l’adeguamento deirequisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi dellasperanza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze dicoordinamento degli istituti pensionistici e delle relative proceduredi adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, adecorrere dal 1o gennaio 2015 i requisiti di eta’ e i valori di sommadi eta’ anagrafica e di anzianita’ contributiva di cui alla Tabella Ballegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successivemodificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per ilconseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico dicui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009,n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 annidi cui all’articolo 1, comma 20, e all’articolo 3, comma 6, dellalegge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devonoessere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell’economia e dellefinanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politichesociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenzadi ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decretodirettoriale comporta responsabilita’ erariale. Il predettoaggiornamento e’ effettuato sulla base del procedimento di cui alcomma 12-ter. (3)
12-ter. A partire dall’anno 2013 l’ISTAT rende annualmentedisponibile entro il 30 giugno dell’anno medesimo il dato relativoalla variazione nel triennio precedente della speranza di vitaall’eta’ corrispondente a 65 anni in riferimento alla media dellapopolazione residente in Italia. A decorrere dalla data di cui alcomma 12-bis e con i decreti a cadenza triennale di cui allo stessocomma 12-bis:
a) i requisiti di eta’ indicati al comma 12-bis sono aggiornatiincrementando i requisiti in vigore in misura pari all’incrementodella predetta speranza di vita accertato dall’ISTAT in relazione altriennio di riferimento. In sede di prima applicazione taleaggiornamento non puo’ in ogni caso superare i tre mesi e lo stessoaggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione dellapredetta speranza di vita. In caso di frazione di mese,l’aggiornamento viene effettuato con arrotondamento al decimale piu’prossimo. Il risultato in mesi si determina moltiplicando la partedecimale dell’incremento della speranza di vita per dodici, conarrotondamento all’unita’;
b) i valori di somma di eta’ anagrafica e di anzianita’contributiva indicati al comma 12-bis sono conseguentementeincrementati in misura pari al valore dell’aggiornamento rapportatoad anno dei requisiti di eta’. In caso di frazione di unita’,l’aggiornamento viene effettuato con arrotondamento al primodecimale. Restano fermi i requisiti di anzianita’ contributiva minimaprevisti dalla normativa vigente in via congiunta ai requisitianagrafici, nonche’ la disciplina del diritto alla decorrenza deltrattamento pensionistico rispetto alla data di maturazione deirequisiti secondo quanto previsto dalla normativa vigente, comemodificata ai sensi dei commi 1 e 2 del presente articolo. Al fine diuniformare la periodicita’ temporale dell’adeguamento dei requisitidi cui al presente comma a quella prevista per la procedura di cuiall’articolo 1, comma 11, della citata legge 8 agosto 1995, n. 335,come modificata dall’articolo 1, comma 15, della legge 24 dicembre2007, n. 247, il secondo adeguamento e’ effettuato, derogando allaperiodicita’ triennale di cui al comma 12-bis, con decorrenza 1°gennaio 2019 e a tal fine l’ISTAT rende disponibile entro il 30giugno dell’anno 2017 il dato relativo alla variazione nel triennioprecedente della speranza di vita all’eta’ corrispondente a 65 anniin riferimento alla media della popolazione residente in Italia. (3)
12-quater. In base agli stessi criteri di adeguamento indicati aicommi 12-bis e 12-ter e nell’ambito del decreto direttoriale di cuial comma 12-bis, anche ai regimi pensionistici armonizzati secondoquanto previsto dall’articolo 2, commi 22 e 23, della legge 8 agosto1995, n. 335, nonche’ agli altri regimi e alle gestionipensionistiche per cui siano previsti, alla data di entrata in vigoredella legge di conversione del presente decreto, requisiti diversi daquelli vigenti nell’assicurazione generale obbligatoria, ivi compresii lavoratori di cui all’articolo 78, comma 23, della legge 23dicembre 2000, n. 388, e il personale di cui al decreto legislativo12 maggio 1995, n. 195, e di cui alla legge 27 dicembre 1941, n.1570, nonche’ i rispettivi dirigenti, e’ applicato l’adeguamento deirequisiti anagrafici. Resta fermo che l’adeguamento di cui alpresente comma non opera in relazione al requisito per l’accesso perlimite di eta’ per i lavoratori per i quali viene meno il titoloabilitante allo svolgimento della specifica attivita’ lavorativa peril raggiungimento di tale limite di eta’. (3)
12-quinquies. Ogni qual volta l’adeguamento triennale dei requisitianagrafici di cui al comma 12-ter comporta, con riferimento alrequisito anagrafico per il pensionamento di vecchiaiaoriginariamente previsto a 65 anni, l’incremento dello stesso tale dasuperare di una o piu’ unita’ il predetto valore di 65, ilcoefficiente di trasformazione di cui al comma 6 dell’articolo 1della legge 8 agosto 1995, n. 335, e’ esteso, con effetto dalladecorrenza di tale determinazione, anche per le eta’ corrispondenti atali valori superiori a 65 del predetto requisito anagraficonell’ambito della procedura di cui all’articolo 1, comma 11, dellacitata legge n. 335 del 1995, come modificato dall’articolo 1, comma15, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. Resta fermo che larideterminazione aggiornata del coefficiente di trasformazione estesoai sensi del primo periodo del presente comma anche per eta’corrispondenti a valori superiori a 65 anni e’ effettuata con lapredetta procedura di cui all’articolo 1, comma 11, della citatalegge n. 335 del 1995. (3)
12-sexies. All’articolo 22-ter del decreto-legge 1° luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. In attuazione della sentenza della Corte di giustizia delleComunita’ europee 13 novembre 2008 nella causa C-46/07, all’articolo2, comma 21, della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono aggiunti, infine, i seguenti periodi: “A decorrere dal 1o gennaio 2010, per lepredette lavoratrici il requisito anagrafico di sessanta anni di cuial primo periodo del presente comma e il requisito anagrafico disessanta anni di cui all’articolo 1, comma 6, lettera b), della legge23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, sono incrementatidi un anno. Tali requisiti anagrafici sono ulteriormente incrementatidi quattro anni dal 1° gennaio 2012 ai fini del raggiungimentodell’eta’ di sessantacinque anni. Restano ferme la disciplina vigentein materia di decorrenza del trattamento pensionistico e ledisposizioni vigenti relative a specifici ordinamenti che prevedonorequisiti anagrafici piu’ elevati, nonche’ le disposizioni di cuiall’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165. Lelavoratrici di cui al presente comma, che abbiano maturato entro il31 dicembre 2009 i requisiti di eta’ e di anzianita’ contributivaprevisti alla predetta data ai fini del diritto all’accesso altrattamento pensionistico di vecchiaia nonche’ quelle che abbianomaturato entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di eta’ e dianzianita’ contributiva previsti dalla normativa vigente allapredetta data, conseguono il diritto alla prestazione pensionisticasecondo la predetta normativa e possono chiedere all’ente diappartenenza la certificazione di tale diritto”»;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Le economie derivanti dall’attuazione del comma 1confluiscono nel Fondo strategico per il Paese a sostegnodell’economia reale, istituito presso la Presidenza del Consiglio deiministri, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b-bis), deldecreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successivemodificazioni, per interventi dedicati a politiche sociali efamiliari con particolare attenzione alla non autosufficienza eall’esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiaredelle lavoratrici; a tale fine la dotazione del predetto Fondo e’incrementata di 120 milioni di euro nell’anno 2010 e di 242 milionidi euro annui nell’anno 2011, 252 milioni di euro nell’anno 2012, 392milioni di euro nell’anno 2013, 492 milioni di euro nell’anno 2014,592 milioni di euro nell’anno 2015, 542 milioni di euro nell’anno2016, 442 milioni di euro nell’anno 2017, 342 milioni di euronell’anno 2018, 292 milioni di euro nell’anno 2019 e 242 milioni dieuro a decorrere dall’anno 2020». (3)
12-septies. A decorrere dal 1° luglio 2010 alle ricongiunzioni dicui all’articolo 1, primo comma, della legge 7 febbraio 1979, n. 29,si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, commi terzo,quarto e quinto, della medesima legge. L’onere da porre a carico deirichiedenti e’ determinato in base ai criteri fissati dall’articolo2, commi da 3 a 5, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184. (3)
12-octies. Le stesse modalita’ di cui al comma 12-septies siapplicano, dalla medesima decorrenza, nei casi di trasferimento dellaposizione assicurativa dal Fondo di previdenza per i dipendentidell’Ente nazionale per l’energia elettrica e delle aziendeelettriche private al Fondo pensioni lavoratori dipendenti. E’abrogato l’articolo 3, comma 14, del decreto legislativo 16 settembre1996, n. 562. Continuano a trovare applicazione le previgentidisposizioni per le domande esercitate dagli interessati in dataanteriore al 1° luglio 2010. (3)
12-novies. A decorrere dal 1o luglio 2010 si applicano ledisposizioni di cui al comma 12-septies anche nei casi ditrasferimento della posizione assicurativa dal Fondo di previdenzaper il personale addetto ai pubblici servizi di telefonia al Fondopensioni lavoratori dipendenti. E’ abrogato l’articolo 28 della legge4 dicembre 1956, n. 1450. E’ fatta salva l’applicazione dell’articolo28 della legge n. 1450 del 1956 nei casi in cui le condizioni per iltrasferimento d’ufficio o a domanda si siano verificate in epocaantecedente al 1° luglio 2010. (3)
12-decies. All’articolo 4, primo comma, della legge 7 luglio 1980,n. 299, le parole: «approvati con decreto ministeriale 27 gennaio1964» sono sostituite dalle seguenti: «come successivamente adeguatiin base alla normativa vigente». (3)
12-undecies. Sono abrogate le seguenti disposizioni normative: lalegge 2 aprile 1958, n. 322, l’articolo 40 della legge 22 novembre1962, n. 1646, l’articolo 124 del decreto del Presidente dellaRepubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, l’articolo 21, comma 4, el’articolo 40, comma 3, della legge 24 dicembre 1986, n. 958. (3)
12-duodecies. Le risorse di cui all’articolo 74, comma 1, dellalegge 23 dicembre 2000, n. 388, limitatamente allo stanziamentorelativo all’anno 2010, possono essere utilizzate anche ai fini delfinanziamento delle spese di avvio e di adesione collettiva dei fondidi previdenza complementare dei dipendenti delle amministrazionipubbliche. (3)
12-terdecies. Per ciascuno degli esercizi finanziari 2011-2013 glispecifici stanziamenti iscritti nelle unita’ previsionali di basedello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politichesociali per il finanziamento degli istituti di cui al comma 1dell’articolo 13 della legge 30 marzo 2001, n. 152, sonocomplessivamente e proporzionalmente ridotti di 30 milioni di euroannui. I risparmi derivanti dal precedente periodo, che conseguono amaggiori somme effettivamente affluite al bilancio dello Stato inderoga a quanto previsto dal citato articolo 13, comma 1, della leggen. 152 del 2001, pari a 30 milioni di euro annui nel triennio2011-2013, concorrono alla compensazione degli effetti derivantidall’aumento contributivo di cui all’articolo 1, comma 10, dellalegge 24 dicembre 2007, n. 247, al fine di garantire la nonapplicazione del predetto aumento contributivo nella misura prevista.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/72010, n. 122.
(2) Comma soppresso dalla legge di conversione 30/72010, n. 122.
(3) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/72010, n. 122.
(4) Comma modificato dall’art. 1, L. 13/12/2010, n. 220.
(5) Comma aggiunto dall’art. 1, L. 13/12/2010, n. 220.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo III – Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza

Casellario dell’assistenza

1. E’ istituito presso l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ,senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il “Casellario dell’Assistenza” per la raccolta, la conservazione e la gestione dei dati, dei redditi e di altre informazioni relativi ai soggetti aventi titolo alle prestazioni di natura assistenziale. 2. Il Casellario costituisce l’anagrafe generale delle posizioni assistenziali e delle relative prestazioni, condivisa tra tutte le amministrazioni centrali dello Stato, gli enti locali, le organizzazioni no profit e gli organismi gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie che forniscono obbligatoriamente i dati e le informazioni contenute nei propri archivi e banche dati, per la realizzazione di una base conoscitiva per la migliore gestione della rete dell’assistenza sociale, dei servizi e delle risorse. La formazione e l’utilizzo dei dati e delle informazione del Casellario avviene nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
3. Gli enti, le amministrazioni e i soggetti interessati trasmettono obbligatoriamente in via telematica al Casellario di cui al comma 1, i dati e le informazioni relativi a tutte le posizioni risultanti nei propri archivi e banche dati secondo criteri e modalità di trasmissione stabilite dall’INPS.
4. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono disciplinate le modalità di attuazione del presente articolo.”.
5. L’INPS e le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’attuazione di quanto previsto dal presente articolo con le risorse umane e finanziarie previste a legislazione vigente.
6. All’articolo 35, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.207 convertito dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 8 sono soppresse le parole “il 1° luglio di ciascun anno ed ha valore per la corresponsione del relativo trattamento fino al
30 giugno dell’anno successivo”
b) al comma 8 e’ aggiunto il seguente periodo: «Per leprestazioni collegate al reddito rilevano i redditi conseguiti nellostesso anno per prestazioni per le quali sussiste l’obbligo dicomunicazione al Casellario centrale dei pensionati di cui al Decretodel Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1388 , esuccessive modificazioni e integrazioni»; (1)
c) dopo il comma 10 aggiungere i seguenti: “10 bis. Ai fini della razionalizzazione degli adempimenti di cui all’articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, i titolari di prestazioni collegate al reddito, di cui al precedente comma 8, che non comunicano integralmente all’Amministrazione finanziaria la situazione reddituale incidente sulle prestazioni in godimento, sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei dati reddituali agli Enti previdenziali che erogano la prestazione. In caso di mancata comunicazione nei tempi e nelle modalità stabilite dagli Enti stessi, si procede alla sospensione delle prestazioni collegate al reddito nel corso dell’anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa. Qualora entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione, si procede alla revoca in via definitiva delle prestazioni collegate al reddito e al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell’anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa. Nel caso in cui la comunicazione dei redditi sia presentata entro il suddetto termine di 60 giorni, gli Enti procedono al ripristino della prestazione sospesa dal mese successivo alla comunicazione, previo accertamento del relativo diritto anche per l’anno in corso.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo III – Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza

Patto di stabilità interno ed altre disposizioni sugli enti territoriali

1. Ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2011-2013 nelle misure seguenti in termini di fabbisogno e indebitamento netto: a) le regioni a statuto ordinario per 4.000 milioni di euro per l’anno 2011 e per 4.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012; b) le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano per 500 milioni di euro per l’anno 2011 e 1.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012; e) le province per 300 milioni di euro per l’anno 2011 e per 500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012, attraverso la riduzione di cui al comma 2;
d) i comuni per 1.500 milioni di euro per l’anno 2011 e 2.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012, attraverso la riduzione di cui al comma 2.
2. Il comma 302 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n.244, e’ abrogato e al comma 296, secondo periodo, dello stessoarticolo 1 sono soppresse le parole: « e quello individuato, adecorrere dall’anno 2011, in base al comma 302 ». Le risorse statalia qualunque titolo spettanti alle regioni a statuto ordinario sonoridotte in misura pari a 4.000 milioni di euro per l’anno 2011 e a4.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012. Le predetteriduzioni sono ripartite secondo criteri e modalita’ stabiliti insede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regionie le province autonome di Trento e di Bolzano entro novanta giornidalla data di entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto, e recepiti con decreto del Presidente del Consigliodei Ministri, secondo principi che tengano conto della adozione dimisure idonee ad assicurare il rispetto del patto di stabilita’interno e della minore incidenza percentuale della spesa per ilpersonale rispetto alla spesa corrente complessiva nonche’dell’adozione di misure di contenimento della spesa sanitaria edell’adozione di azioni di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi.In caso di mancata deliberazione della Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento eBolzano entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto, e per glianni successivi al 2011 entro il 30 settembre dell’anno precedente,il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e’ comunqueemanato, entro i successivi trenta giorni, ripartendo la riduzionedei trasferimenti secondo un criterio proporzionale. In sede diattuazione dell’articolo 8 della legge 5 maggio 2009, n. 42, inmateria di federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previstodal primo, secondo, terzo e quarto periodo del presente comma. Itrasferimenti erariali, comprensivi della compartecipazione IRPEF,dovuti alle province dal Ministero dell’interno sono ridotti di 300milioni per l’anno 2011 e di 500 milioni annui a decorrere dall’anno2012. I trasferimenti erariali dovuti ai comuni con popolazionesuperiore a 5.000 abitanti dal Ministero dell’interno sono ridotti di1.500 milioni per l’anno 2011 e di 2.500 milioni annui a decorreredall’anno 2012. Le predette riduzioni a province e comuni sonoripartite secondo criteri e modalita’ stabiliti in sede di ConferenzaStato-citta’ ed autonomie locali e recepiti con decreto annuale delMinistro dell’interno, secondo principi che tengano conto dellaadozione di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto distabilita’ interno, della minore incidenza percentuale della spesaper il personale rispetto alla spesa corrente complessiva e delconseguimento di adeguati indici di autonomia finanziaria. In caso dimancata deliberazione della Conferenza Stato-citta’ ed autonomielocali entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto, e per glianni successivi al 2011 entro il 30 settembre dell’anno precedente,il decreto del Ministro dell’interno e’ comunque emanato entro isuccessivi trenta giorni, ripartendo la riduzione dei trasferimentisecondo un criterio proporzionale. In sede di attuazionedell’articolo 11 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia difederalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto dal sesto,settimo, ottavo e nono periodo del presente comma. (1)
3. In caso di mancato rispetto del patto di stabilita’ internorelativo agli anni 2010 e successivi i trasferimenti dovuti agli entilocali che risultino inadempienti nei confronti del patto distabilita’ interno sono ridotti, nell’anno successivo, in misura parialla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivoprogrammatico predeterminato. La riduzione e’ effettuata con decretodel Ministro dell’interno, a valere sui trasferimenti corrispostidallo stesso Ministero, con esclusione di quelli destinati all’oneredi ammortamento dei mutui. A tal fine il Ministero dell’economiacomunica al Ministero dell’interno, entro i 60 giorni successivi altermine stabilito per la trasmissione della certificazionerelativa al patto di stabilita’ interno, l’importo della riduzione daoperare per ogni singolo ente locale. In caso di mancata trasmissioneda parte dell’ente locale della predetta certificazione, entro iltermine perentorio stabilito dalla normativa vigente, si procedeall’azzeramento automatico dei predetti trasferimenti conl’esclusione sopra indicata. In caso di insufficienza deitrasferimenti, ovvero nel caso in cui fossero stati in parte o intutto gia’ erogati, la riduzione viene effettuata a valere suitrasferimenti degli anni successivi. (2)
4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che nonrispettino il patto di stabilita’ interno relativo agli anni 2010 esuccessivi sono tenute a versare all’entrata del bilancio stataleentro 60 giorni dal termine stabilito per la trasmissione della certificazione relativa al rispetto del patto di stabilita’,l’importo corrispondente alla differenza tra il risultato registratoe l’obiettivo programmatico predeterminato. Per gli enti per i qualiil patto di stabilita’ e’ riferito al livello della spesa si assumequale differenza il maggiore degli scostamenti registrati in terminidi cassa o di competenza. In caso di mancato versamento si procede,nei 60 giorni successivi, al recupero di detto scostamento a valeresulle giacenze depositate nei conti aperti presso la tesoreriastatale. Trascorso inutilmente il termine perentorio stabilito dallanormativa vigente per la trasmissione della certificazione da partedell’ente territoriale si procede al blocco di qualsiasi prelievo daiconti della tesoreria statale sino a quando la certificazione nonviene acquisita. (2) 5. Le disposizioni recate dai commi 3 e 4 modificano quantostabilito in materia di riduzione di trasferimenti statalidall’articolo 77-bis, comma 20, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 eintegrano le disposizioni recate dall’articolo 77-ter, commi 15 e 16,dello stesso decreto-legge n. 112 del 2008.
6. In funzione della riforma del Patto europeo di stabilita’ ecrescita ed in applicazione dello stesso nella Repubblica italiana,con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previadeliberazione del Consiglio dei ministri da adottare sentita laRegione interessata, puo’ essere disposta la sospensione deitrasferimenti erariali nei confronti delle Regioni che risultino indeficit eccessivo di bilancio.
7. L’articolo 1, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 esuccessive modificazioni e’ sostituito dai seguenti:
«557. Ai fini del concorso delle autonomie regionali e localial rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, gli enti sottopostial patto di stabilita’ interno assicurano la riduzione delle spese dipersonale, al lordo degli oneri riflessi a carico delleamministrazioni e dell’IRAP, con esclusione degli oneri relativi airinnovi contrattuali, garantendo il contenimento della dinamicaretributiva e occupazionale, con azioni da modulare nell’ambito dellapropria autonomia e rivolte, in termini di principio, ai seguentiambiti prioritari di intervento:
a) riduzione dell’incidenza percentuale delle spese di personalerispetto al complesso delle spese correnti, attraverso parzialereintegrazione dei cessati e contenimento della spesa per il lavoroflessibile;
b) razionalizzazione e snellimento delle struttureburocratico-amministrative, anche attraverso accorpamenti di ufficicon l’obiettivo di ridurre l’incidenza percentuale delle posizionidirigenziali in organico;
c) contenimento delle dinamiche di crescita della contrattazioneintegrativa, tenuto anche conto delle corrispondenti disposizionidettate per le amministrazioni statali.
557-bis. Ai fini dell’applicazione del comma 557, costituiscono spese di personale anche quelle sostenute per irapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per lasomministrazione di lavoro, per il personale di cui all’articolo 110del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonche’ per tutti isoggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto dipubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominatipartecipati o comunque facenti capo all’ente.
557-ter. In caso di mancato rispetto del comma 557, siapplica il divieto di cui all’articolo 76, comma 4, del decreto-legge25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6agosto 2008, n. 133». (2)
8. I commi 1, 2, e 5 dell’art. 76 del decreto-legge 25 giugno 2008,n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133 sono abrogati.
9. Il comma 7 dell’art. 76 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133e’ sostituito dal seguente: «E’ fatto divieto agli enti nei qualil’incidenza delle spese di personale e’ pari o superiore al 40% dellespese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasititolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale; i restanti entipossono procedere ad assunzioni di personale nel limite del 20 percento della spesa corrispondente alle cessazioni dell’annoprecedente». La disposizione del presente comma si applica adecorrere dal 1° gennaio 2011, con riferimento alle cessazioniverificatesi nell’anno 2010.
10. All’art. 1, comma 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 esuccessive modificazioni e’ soppresso il terzo periodo.
11. Le province e i comuni con piu’ di 5.000 abitanti possonoescludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto distabilita’ interno relativo all’anno 2010 i pagamenti in contocapitale effettuati entro il 31 dicembre 2010 per un importo nonsuperiore allo 0,78 per cento dell’ammontare dei residui passivi inconto capitale risultanti dal rendiconto dell’esercizio 2008, acondizione che abbiano rispettato il patto di stabilita’ internorelativo all’anno 2009.
12. Per l’anno 2010 non si applicano i commi 23, 24, 25 e 26dell’art. 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
13. Per l’anno 2010 e’ attribuito ai comuni un contributo per unimporto complessivo di 200 milioni da ripartire con decreto delMinistro dell’interno, emanato di concerto con il Ministrodell’economia e delle finanze e di intesa con la ConferenzaStato-citta’ ed autonomie locali. I criteri devono tener conto dellapopolazione e del rispetto del patto di stabilita’ interno. Isuddetti contributi non sono conteggiati tra le entrate valide aifini del patto di stabilita’ interno.
13-bis. Per l’attuazione del piano di rientro dall’indebitamento pregresso, previsto dall’articolo 78 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dall’articolo 4, comma 8-bis, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, il Commissario straordinario del Governo e’ autorizzato a stipulare il contratto di servizio di cui all’articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 5 dicembre 2008, sotto qualsiasi forma tecnica, per i finanziamenti occorrenti per la relativa copertura di spesa. Si applica l’articolo 4, commi 177 e 177-bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Il Commissario straordinario del Governo, procede all’accertamento definitivo del debito e ne da’ immediata comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze congiuntamente alle modalita’ di attuazione del piano di rientro di cui al primo periodo del presente comma. Fermi restando la titolarita’ del debito in capo all’emittente e l’ammortamento dello stesso a carico della gestione commissariale, il Commissario straordinario del Governo e’ altresi’ autorizzato, anche in deroga alla normativa vigente in materia di operazioni di ammortamento del debito degli enti territoriali con rimborso unico a scadenza, a rinegoziare i prestiti della specie anche al fine dell’eventuale eliminazione del vincolo di accantonamento, recuperando, ove possibile, gli accantonamenti gia’ effettuati. (5)
13-ter. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 253 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Le spese di funzionamento della gestione commissariale, ivi inclusi il compenso per il Commissario straordinario, sono a carico del fondo di cui al comma 14 del presente articolo. Le predette spese di funzionamento, su base annua, non possono superare i 2,5 milioni di euro. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e’ stabilito, in misura non superiore al costo complessivo annuo del personale dell’amministrazione di Roma Capitale incaricato della gestione di analoghe funzioni transattive, il compenso annuo per il Commissario straordinario. I subcommissari percepiscono un’indennita’, a valere sul predetto fondo, non superiore al 50 per cento del trattamento spettante, in base alla normativa vigente, ai soggetti chiamati a svolgere le funzioni di Commissario presso un comune in dissesto ai sensi della Tabella A allegata al regolamento di cui al decreto del Ministro dell’interno 4 aprile 2000, n. 119. gli importi di cui al quarto e al quinto periodo, per le attivita’ svolte fino al 30 luglio 2010, sono ridotti del 50 per cento. Le risorse destinabili per nuove assunzioni del comune di Roma sono ridotte in misura pari all’importo del trattamento retributivo corrisposto al Commissario straordinario di Governo. La gestione commissariale ha comunque termine, allorche’ risultino esaurite le attivita’ di carattere gestionale di natura straordinaria e residui un’attivita’ meramente esecutiva e adempimentale alla quale provvedono gli uffici di Roma Capitale. (6)
14. In vista della compiuta attuazione di quanto previsto ai sensidell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e inconsiderazione dell’eccezionale situazione di squilibrio finanziariodel comune di Roma, come emergente ai sensi di quanto previstodall’articolo 78 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertitocon modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, finoall’adozione del decreto legislativo previsto ai sensi del citatoarticolo 24, e’ costituito un fondo allocato su un apposito capitolodi bilancio del Ministero dell’economia e delle finanze con unadotazione annua di 300 milioni di euro, a decorrere dall’anno 2011,per il concorso al sostegno degli oneri derivanti dall’attuazione delpiano di rientro approvato con decreto del Presidente del Consigliodei Ministri 5 dicembre 2008. La restante quota delle sommeoccorrenti a fare fronte agli oneri derivanti dall’attuazione delpredetto piano di rientro e’ reperita mediante l’istituzione fino alconseguimento di 200 milioni di euro annui complessivi:
a) di un’addizionale commissariale sui diritti di imbarco deipasseggeri sugli aeromobili in partenza dagli aeroporti della citta’di Roma fino ad un massimo di 1 euro per passeggero;
b) di un incremento dell’addizionale comunale all’imposta sulreddito delle persone fisiche fino al limite massimo dello 0,4%. 14-bis. Al fine di agevolare i piani di rientro dei comuni pe iquali sia stato nominato un commissario straordinario, nello stato diprevisione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituitoun fondo con una dotazione di 50 milioni di euro annui a decorreredall’anno 2011. Con decreto, di natura non regolamentare, delMinistro dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalita’ diutilizzo del fondo. Al relativo onere si provvede sulle maggiorientrate derivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo38. (3)
14-ter. I comuni della provincia dell’Aquila in stato di dissestopossono escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del pattodi stabilita’ interno relativo a ciascun esercizio finanziario deltriennio 2010-2012 gli investimenti in conto capitale deliberatientro il 31 dicembre 2010, anche a valere sui contributi gia’assegnati negli anni precedenti, fino alla concorrenza massima di 2,5milioni di euro annui; con decreto del Ministro dell’interno, diconcerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanareentro il 15 settembre, si provvede alla ripartizione del predettoimporto sulla base di criteri che tengano conto della popolazione edella spesa per investimenti sostenuta da ciascun ente locale. E’altresi’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro, per l’anno 2010,quale contributo ai comuni di cui al presente comma in stato didissesto finanziario per far fronte al pagamento dei debiti accertatidalla Commissione straordinaria di liquidazione, nominata con decretodel Presidente della Repubblica su proposta del Ministrodell’interno, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 254 e255 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267. La ripartizione del contributo e’ effettuata con decreto delMinistro dell’interno, da emanare entro il 15 settembre 2010, inmisura proporzionale agli stessi debiti. (3) 15. E’ istituito un apposito fondo con una dotazione di 200 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2011, destinato esclusivamente all’attuazione del piano di rientro e l’ammissibilita’ di azioni esecutive o cautelari o di dissesto aventi ad oggetto le predette risorse e’ consentita esclusivamente per le obbligazioni imputabili alla gestione commissariale, ai sensi del citato articolo 78 del decreto-legge n. 112 per i finanziamenti di cui al comma 13-bis.(2) (7)
15-bis. Il Ministero dell’economia e delle finanze corrispondedirettamente all’Istituto finanziatore le risorse allocate sui fondidi cui ai commi 14 e 15, alle previste scadenze. (3)
15-ter. Il Commissario straordinario trasmette annualmente alGoverno la rendicontazione della gestione del piano. (3)
16. Ferme le altre misure di contenimento della spesa previste dalpresente provvedimento, in considerazione della specificita’ di Romaquale Capitale della Repubblica, e fino alla compiuta attuazione diquanto previsto ai sensi dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, il comune di Roma concorda con il Ministro dell’economia edelle finanze, entro il 31 dicembre di ciascun anno, le modalita’ el’entita’ del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi difinanza pubblica; a tal fine, entro il 31 ottobre di ciascun anno, ilsindaco trasmette la proposta di accordo al Ministro dell’economia edelle finanze, evidenziando, tra l’altro, l’equilibrio della gestioneordinaria. L’entita’ del concorso e’ determinata in coerenza con gliobiettivi fissati per gli enti territoriali. In caso di mancatoaccordo si applicano le disposizioni che disciplinano il patto distabilita’ interno per gli enti locali. Per garantire l’equilibrioeconomico-finanziario della gestione ordinaria, il comune di Romapuo’ adottare le seguenti apposite misure:
a) conformazione dei servizi resi dal Comune a costi standardunitari di maggiore efficienza;
b) adozione di pratiche di centralizzazione degli acquisti dibeni e servizi di pertinenza comunale e delle societa’ partecipatedal Comune di Roma, anche con la possibilita’ di adesione aconvenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 26 della legge 23dicembre 1999, n. 488 e dell’articolo 58 della legge 23 dicembre2000, n. 388;
c) razionalizzazione delle partecipazioni societarie detenute dalComune di Roma con lo scopo di pervenire, con esclusione dellesocieta’ quotate nei mercati regolamentati, ad una riduzione dellesocieta’ in essere, concentrandone i compiti e le funzioni, eriduzione dei componenti degli organi di amministrazione e controllo;
d) riduzione, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 80del testo unico degli enti locali, approvato con decreto legislativo18 agosto 2000, n. 267, dei costi a carico del Comune per ilfunzionamento dei propri organi, compresi rimborsi dei permessiretribuiti riconosciuti per gli amministratori;
e) introduzione di un contributo di soggiorno a carico di coloroche alloggiano nelle strutture ricettive della citta’, da applicaresecondo criteri di gradualita’ in proporzione alla loroclassificazione fino all’importo massimo di 10 euro per notte disoggiorno;
f) contributo traordinario nella misura massima del 66 percento del maggior valore immobiliare conseguibile, a fronte dirilevanti valorizzazioni immobiliari generate dallo strumentourbanistico generale, in via diretta o indiretta, rispetto alladisciplina previgente per la realizzazione di finalita’ pubbliche odi interesse generale, ivi comprese quelle di riqualificazioneurbana, di tutela ambientale, edilizia e sociale. Detto contributodeve essere destinato alla realizzazione di opere pubbliche o diinteresse generale ricadenti nell’ambito di intervento cui accede, epuo’ essere in parte volto anche a finanziare la spesa corrente, dadestinare a progettazioni ed esecuzioni di opere di interessegenerale, nonche’ alle attivita’ urbanistiche e servizio delterritorio. Sono fatti salvi, in ogni caso, gli impegni dicorresponsione di contributo straordinario gia’ assunti dal privatooperatore in sede di accordo o di atto d’obbligo a far datadall’entrata in vigore dello strumento urbanistico generale vigente;
f-bis) maggiorazione della tariffa di cui all’articolo 62, comma 2,lettera d), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, in modotale che il limite del 25 per cento ivi indicato possa essere elevatosino al 50 per cento;
g) maggiorazione, fino al 3 per mille, dell’ICI sulle abitazionidiverse dalla prima casa, tenute a disposizione;
h) utilizzo dei proventi da oneri di urbanizzazione anche per lespese di manutenzione ordinaria nonche’ utilizzo dei proventiderivanti dalle concessioni cimiteriali anche per la gestione emanutenzione ordinaria dei cimiteri. (2)
17. Il Commissario straordinario del Governo puo’ estinguere i debiti della gestione commissariale verso Roma Capitale, diversi dalle anticipazioni di cassa ricevute, a condizione della verifica positiva da parte del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze dell’adeguatezza e dell’effettiva attuazione delle misure occorrenti per il reperimento delle restanti risorse nonche’ di quelle finalizzate a garantire l’equilibrio economico-finanziario della gestione ordinaria. (7)
18. I commi dal 14 al 17 costituiscono attuazione di quantoprevisto dall’articolo 5, comma 3, ultimo periodo, del decreto-legge7 ottobre 2008, n. 154, convertito con modificazioni dalla legge 4dicembre 2008, n. 189.
19. Ferme restando le previsioni di cui all’articolo 77-ter, commi15 e 16, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, alle regioni cheabbiano certificato il mancato rispetto del patto di stabilita’interno relativamente all’esercizio finanziario 2009, si applicano ledisposizioni di cui ai commi dal 20 al 24 del presente articolo.
20. Gli atti adottati dalla Giunta regionale o dal Consiglioregionale durante i dieci mesi antecedenti alla data di svolgimentodelle elezioni regionali, con i quali e’ stata assunta le decisionedi violare il patto di stabilita’ interno, sono annullati senzaindugio dallo stesso organo.
21. I conferimenti di incarichi dirigenziali a personale esternoall’amministrazione regionale ed i contratti di lavoro a tempodeterminato, di consulenza, di collaborazione coordinata econtinuativa ed assimilati, nonche’ i contratti di cui all’articolo76, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge n. 112 del 2008,convertito con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008,deliberati, stipulati o prorogati dalla regione nonche’ da enti,agenzie, aziende, societa’ e consorzi, anche interregionali, comunquedipendenti o partecipati in forma maggioritaria dalla stessa, aseguito degli atti indicati al comma 20, sono revocati di diritto. Iltitolare dell’incarico o del contratto non ha diritto ad alcunindennizzo in relazione alle prestazioni non ancora effettuate alladata di entrata in vigore del presente decreto.
22. Il Presidente della Regione, nella qualita’ di commissario adacta, predispone un piano di stabilizzazione finanziaria; ilpiano e’ sottoposto all’approvazione del Ministero dell’economia edelle finanze, che, d’intesa con la regione interessata, nomina uno opiu’ commissari ad acta di qualificate e comprovate professionalita’ed esperienza per l’adozione e l’attuazione degli atti indicati nelpiano. Tra gli interventi indicati nel piano la regione Campaniapuo’ includere l’eventuale acquisto del termovalorizzatore di Acerraanche mediante l’utilizzo, previa delibera del CIPE, della quotaregionale delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate. (2) (8)
23. Agli interventi indicati nel piano si applicano l’art. 2, comma95 ed il primo periodo del comma 96, della legge n. 191 del 2009. Laverifica sull’attuazione del piano e’ effettuata dal Ministerodell’economia e delle finanze.
24. Ferme le limitazioni e le condizioni previste in via generaleper le regioni che non abbiamo violato il patto di stabilita’interno, nei limiti stabiliti dal piano possono essere attribuitiincarichi ed instaurati rapporti di lavoro a tempo determinato o dicollaborazione nell’ambito degli uffici di diretta collaborazione congli organi politici delle regioni; nelle more dell’approvazione delpiano possono essere conferiti gli incarichi di responsabile degliuffici di diretta collaborazione del presidente, e possono esserestipulati non piu’ di otto rapporti di lavoro a tempo determinatonell’ambito dei predetti uffici.
24-bis. I limiti previsti ai sensi dell’articolo 9, comma 28,possono essere superati limitatamente in ragione della proroga deirapporti di lavoro a tempo determinato stipulati dalle regioni astatuto speciale, nonche’ dagli enti territoriali facenti parte dellepredette regioni, a valere sulle risorse finanziarie aggiuntiveappositamente reperite da queste ultime attraverso apposite misure diriduzione e razionalizzazione della spesa certificate dagli organi dicontrollo interno. Restano fermi, in ogni caso, i vincoli e gliobiettivi previsti ai sensi del presente articolo. Le predetteamministrazioni pubbliche, per l’attuazione dei processi assunzionaliconsentiti ai sensi della normativa vigente, attingonoprioritariamente ai lavoratori di cui al presente comma, salvamotivata indicazione concernente gli specifici profili professionalirichiesti. (3)
24-ter. Resta fermo che le disposizioni di cui al comma 9 nonsi applicano alle proroghe dei rapporti di cui al comma 24-bis. (3)
25. Le disposizioni dei commi da 26 a 31 sono dirette ad assicurareil coordinamento della finanza pubblica e il contenimento delle speseper l’esercizio delle funzioni fondamentali dei comuni.
26. L’esercizio delle funzioni fondamentali dei Comuni e’obbligatorio per l’ente titolare.
27. Ai fini dei commi da 25 a 31 e fino alla data di entrata invigore della legge con cui sono individuate le funzioni fondamentalidi cui all’articolo 117, secondo comma, lettera p), dellaCostituzione, sono considerate funzioni fondamentali dei comuni lefunzioni di cui all’articolo 21, comma 3, della legge 5 maggio 2009,n. 42.
28. Le funzioni fondamentali dei comuni, previste dall’articolo 21,comma 3, della citata legge n. 42 del 2009, sono obbligatoriamenteesercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, daparte dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti,( esclusi leisole monocomune ed il comune di Campione d’Italia. Tali funzionisono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraversoconvenzione o unione, da parte dei comuni, appartenenti o gia’appartenuti a comunita’ montane, con popolazione stabilita dallalegge regionale e comunque inferiore a 3.000 abitanti. (2)
29. I comuni non possono svolgere singolarmente le funzionifondamentali svolte in forma associata. La medesima funzione non puo’essere svolta da piu’ di una forma associativa.
30. La regione, nelle materie di cui all’articolo 117, commi terzoe quarto, della Costituzione, individua con propria legge, previaconcertazione con i comuni interessati nell’ambito del Consigliodelle autonomie locali, la dimensione territoriale ottimale eomogenea per area geografica per lo svolgimento, in formaobbligatoriamente associata da parte dei comuni con dimensioneterritoriale inferiore a quella ottimale, delle funzionifondamentali di cui all’articolo 21, comma 3, della legge 5 maggio2009, n. 42, secondo i principi di economicita’, di efficienza e diriduzione delle spese, fermo restando quanto stabilito dal comma 28del presente articolo. Nell’ambito della normativa regionale i comuniavviano l’esercizio delle funzioni fondamentali in forma associataentro il termine indicato dalla stessa normativa. I comuni capoluogodi provincia e i comuni con un numero di abitanti superiore a 100.000non sono obbligati all’esercizio delle funzioni in forma associata. (2)
31. I comuni assicurano comunque il completamentodell’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 26 a 30 delpresente articolo entro il termine individuato con decreto delPresidente del Consiglio dei ministri, adottato entro novanta giornidalla data di entrata in vigore del presente decreto, su proposta delMinistro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia edelle finanze, con il Ministro per le riforme per il federalismo, conil Ministro per la semplificazione normativa e con il Ministro per irapporti con le Regioni. Con il medesimo decreto e’ stabilito, nelrispetto dei principi di sussidiarieta’, differenziazione eadeguatezza, il limite demografico minimo che l’insieme dei comuniche sono tenuti ad esercitare le funzioni fondamentali in formaassociata deve raggiungere. (2)
32. Fermo quanto previsto dall’art. 3, commi 27, 28 e 29, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, i comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti non possono costituire società. Entro il 31 dicembre 2013 i comuni mettono in liquidazione le società già costituite alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero ne cedono le partecipazioni. Le disposizioni di cui al secondo periodo non si applicano ai comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti nel caso in cui le società già costituite:
a) abbiano, al 31 dicembre 2013, il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi;
b) non abbiano subìto, nei precedenti esercizi, riduzioni di capitale conseguenti a perdite di bilancio;
c) non abbiano subìto, nei precedenti esercizi, perdite di bilancio in conseguenza delle quali il comune sia stato gravato dell’obbligo di procedere al ripiano delle perdite medesime.
Le disposizioni di cui al secondo periodo non si applicano ai comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti nel caso in cui le società già costituite abbiano avuto il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi. La disposizione di cui al presente comma non si applica alle società, con partecipazione paritaria ovvero con partecipazione proporzionale al numero degli abitanti, costituite da più comuni la cui popolazione complessiva superi i 30.000 abitanti; i comuni con popolazione compresa tra 30.000 e 50.000 abitanti possono detenere la partecipazione di una sola società; entro il 31 dicembre 2011 i predetti comuni mettono in liquidazione le altre società già costituite. Con decreto del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e per le riforme per il federalismo, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono determinate le modalità attuative del presente comma nonché ulteriori ipotesi di esclusione dal relativo ambito di applicazione. (4)
33. Le disposizioni di cui all’articolo 238 del decreto legislativo3 aprile 2006, n. 152, si interpretano nel senso che la natura dellatariffa ivi prevista non e’ tributaria. Le controversie relative allapredetta tariffa, sorte successivamente alla data di entrata invigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizionedell’autorita’ giudiziaria ordinaria.
33-bis. All’articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 4, e’ inserito il seguente:
«4-bis. Per gli enti per i quali negli anni 2007-2009, anche perfrazione di anno, l’organo consiliare era stato commissariato aisensi dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamentodegli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, e successive modificazioni, si applicano ai fini del patto distabilita’ interno le stesse regole degli enti di cui al comma 3,lettera b), del presente articolo, prendendo come base di riferimentole risultanze contabili dell’esercizio finanziario precedente aquello di assoggettamento alle regole del patto di stabilita’interno»;
b) dopo il comma 7-quinquies, e’ inserito il seguente: «7-sexies. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sonoconsiderate le risorse provenienti dai trasferimenti di cui ai commi704 e 707 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ne’le relative spese in conto capitale sostenute dai comuni.L’esclusione delle spese opera anche se effettuate in piu’ anni,purche’ nei limiti complessivi delle medesime risorse». (3)
33-ter. Alla copertura degli effetti sui saldi di finanza pubblicaderivanti dai commi 14-ter e 33-bis, si provvede:
a) quanto a 14,5 milioni di euro per l’anno 2010, di cui 10milioni di euro per il comma 33-bis, lettere a) e b), medianteriduzione della percentuale di cui al comma 11 da 0,78 a 0,75 percento, relativamente al fabbisogno e all’indebitamento netto, equanto a 2 milioni per l’anno 2010 relativi al penultimo e ultimoperiodo del comma 14-ter, relativamente al saldo netto da finanziare,mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per gliinterventi strutturali di politica economica di cui all’articolo 10,comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, conmodificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
b) quanto a 10 milioni di euro per il comma 33-bis, lettere a) eb), per ciascuno degli anni 2011 e successivi e quanto a 2,5 milionidi euro per il comma 14-ter per ciascuno degli anni 2011 e 2012mediante corrispondente rideterminazione degli obiettivi finanziariprevisti ai sensi del comma 1, lettera d), che a tal fine sonoconseguentemente adeguati con la deliberazione della ConferenzaStato-citta’ ed autonomie locali prevista ai sensi del comma 2,ottavo periodo, e recepiti con il decreto annuale del Ministrodell’interno ivi previsto. (3)
33-quater. Il termine del 31 gennaio 2009, previsto dall’articolo2-quater, comma 7, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154,convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n.189,per la trasmissione al Ministero dell’interno delle dichiarazioni,gia’ presentate, attestanti il minor gettito dell’imposta comunalesugli immobili derivante da fabbricati del gruppo catastale D perciascuno degli anni 2005 e precedenti, e’ differito al 30 ottobre2010. (3)
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(1) Comma sostituito dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(4) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122, dall’art. 1, L. 13/12/2010, n. 220 e successivamente dal medesimo art. 1, comma 117, L. 220/2010, come modificato dall’art. 2, comma 43, D.L. 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla L. 26/2/ 2011, n. 10
(5) Comma sostituito dall’art. 2, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2010, n. 10.
(6) Comma aggiunto dall’art. 2, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dall L. 26/2/2010, n. 10.
(7) Comma modificato dall’art. 2, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2010, n. 10.
(8) Vedi art. 1, DL 29/12/2010, n. 225.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo IV – Entrate non fiscali

Pedaggiamento rete autostradale ANAS e canoni di concessione

1. Entro quarantacinque giorni dall’entrata in vigore del presente decreto-legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti criteri e modalità per l’applicazione entro il 30 aprile 2011 del pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS SpA, in relazione ai costi di investimento e di manutenzione straordinaria oltre che quelli relativi alla gestione, nonche’ l’elenco delle tratte da sottoporre a pedaggio. (3)
2. In fase transitoria, a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data di applicazione dei pedaggi di cui al comma 1, comunque non oltre il 31 dicembre 2011, ANAS S.p.A. e’ autorizzata ad applicare una maggiorazione tariffaria forfettaria di un euro per le classi di pedaggio A e B e di due euro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5, presso le stazioni di esazione delle autostrade a pedaggio assentite in concessione che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta ANAS. Le stazioni di cui al precedente periodo sono individuate con il medesimo DPCM di cui al comma 1. Gli importi delle maggiorazioni sono da intendersi IVA esclusa. Le maggiorazioni tariffarie di cui al presente comma non potranno comunque comportare un incremento superiore al 25% del pedaggio altrimenti dovuto.
3. Le entrate derivanti dall’attuazione dei commi 1 e 2 vanno a riduzione dei contributi annui dovuti dallo Stato per investimenti relativi a opere e interventi di manutenzione straordinaria anche in corso di esecuzione.
4. La misura del canone annuo corrisposto direttamente ad ANAS S.p.A. ai sensi del comma 1020 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 e del comma 9 bis dell’art. 19 del decreto-legge 1° luglio 2009 n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009 n. 102, e’ integrata di un importo, calcolato sulla percorrenza chilometrica, pari a:
a) 1 millesimo di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e B e a 3 millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5 a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di entrata in vigore del presente comma;
b) 2 millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e B e a 6 millesimi di curo a chilometro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5 a decorrere dal 1° gennaio 2011.
5. I pagamenti dovuti ad ANAS SpA a titolo di corrispettivo del contratto di programma-parte servizi sono ridotti in misura corrispondente alle maggiori entrate derivanti dall’applicazione del comma 4.
6. Per i comuni e i consorzi dei bacini imbriferi montani, adecorrere dal 1o gennaio 2010, le basi di calcolo dei sovra canoniprevisti agli articoli 1 e 2 della legge 22 dicembre 1980, n. 925,per le concessioni di grande derivazione di acqua per usoidroelettrico, sono fissate rispettivamente in 28,00 euro e 7,00euro, fermo restando per gli anni a seguire l’aggiornamento biennaleprevisto dall’articolo 3 della medesima legge n. 925 del 1980 alledate dalla stessa previste. (1)
6-bis. Al primo comma dell’articolo 3 della legge 27 dicembre 1953,n. 959, le parole: « , e fino alla concorrenza di esso, » sonosoppresse. (2)
6-ter. All’articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.79, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 dopo le parole: « avendo particolare riguardo adun’offerta di miglioramento e risanamento ambientale del bacinoidrografico di pertinenza e di aumento dell’energia prodotta o dellapotenza installata » sono aggiunte le seguenti: « nonche’ di idoneemisure di compensazione territoriale »;
b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Al fine di consentire il rispetto del termine perl’indizione delle gare e garantire un equo indennizzo agli operatorieconomici per gli investimenti effettuati ai sensi dell’articolo 1,comma 485, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le concessioni dicui al comma 1 sono prorogate di cinque anni»;
c) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
« 2. Il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con ilMinistero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 deldecreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, determina, con proprioprovvedimento ed entro il termine di sei mesi dalla data di entratain vigore della presente disposizione, i requisiti organizzativi efinanziari minimi, i parametri ed i termini concernenti la proceduradi gara in conformita’ a quanto previsto al comma 1, tenendo contodell’interesse strategico degli impianti alimentati da fontirinnovabili e del contributo degli impianti idroelettrici allacopertura della domanda e dei picchi di consumo»;
d) il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
«8. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 44, secondocomma, della Costituzione, e allo scopo di consentire lasperimentazione di forme di compartecipazione territoriale nellagestione, le concessioni di grande derivazione d’acqua per usoidroelettrico in vigore, anche per effetto del comma 7 del presentearticolo, alla data del 31 dicembre 2010, ricadenti in tutto o inparte nei territori delle province individuate mediante i criteri dicui all’articolo 1, comma 153, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,le quali siano conferite dai titolari, anteriormente allapubblicazione del relativo bando di indizione della gara di cui alcomma 1 del presente articolo, a societa’ per azioni a composizionemista pubblico-privata partecipate nella misura complessiva minimadel 30 per cento e massima del 40 per cento del capitale socialedalle province individuate nel presente comma e/o da societa’controllate dalle medesime, fermo in tal caso l’obbligo diindividuare gli eventuali soci delle societa’ a controllo provincialemediante procedure competitive, sono prorogate a condizioni immutateper un periodo di anni sette, decorrenti dal termine dellaconcessione quale risultante dall’applicazione delle proroghe di cuial comma 1-bis. La partecipazione delle predette province nellesocieta’ a composizione mista previste dal presente comma non puo’comportare maggiori oneri per la finanza pubblica»;
e) dopo il comma 8 e’ inserito il seguente:
«8-bis. Qualora alla data di scadenza di una concessione non siaancora concluso il procedimento per l’individuazione del nuovoconcessionario, il concessionario uscente proseguira’ la gestionedella derivazione, fino al subentro dell’aggiudicatario della gara,alle stesse condizioni stabilite dalle normative e dal disciplinaredi concessione vigenti. Nel caso in cui in tale periodo si rendanonecessari interventi eccedenti l’ordinaria manutenzione, si applicail disposto di cui all’articolo 26 del testo unico di cui al regiodecreto 11 dicembre 1933, n. 1775 »;
f) dopo il comma 10 e’ inserito il seguente:
« 10-bis. Le concessioni di grande derivazione ad uso idroelettricoed i relativi impianti, che sono disciplinati da convenzioniinternazionali, rimangono soggetti esclusivamente alla legislazionedello Stato, anche ai fini della ratifica di ogni eventuale accordointernazionale integrativo o modificativo del regime di taliconcessioni ». (2)
6-quater. Le disposizioni dei commi 6, 6-bis e 6-ter del presentearticolo si applicano fino all’adozione di diverse disposizionilegislative da parte delle regioni, per quanto di loro competenza. 6-quinquies. Le somme incassate dai comuni e dallo Stato, versatedai concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche,antecedentemente alla sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del14-18 gennaio 2008, sono definitivamente trattenute dagli stessicomuni e dallo Stato. (2)
6-sexies. All’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopoil comma 289, e’ inserito il seguente:
«289-bis. Fino al 31 marzo 2017, l’ANAS Spa continua ad esseretitolare delle funzioni e dei poteri di soggetto concedente eaggiudicatore, relativamente all’infrastruttura autostradale inconcessione ad Autovie Venete Spa (A4 Venezia-Trieste, A28Portogruaro-Pordenone-Conegliano e il raccordo autostradaleVillesse-Gorizia). A partire dal 1° aprile 2017, le medesime funzionie i medesimi poteri sono trasferiti, con decreto del Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti, da ANAS Spa ad un soggetto di dirittopubblico che subentra in tutti i diritti attivi e passivi inerentialle funzioni e ai poteri di soggetto concedente e aggiudicatore eche viene appositamente costituito in forma societaria e partecipatodalla stessa ANAS Spa e dalle regioni Veneto e Friuli-Venezia Giuliao da soggetti da esse interamente partecipati ».
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(1) Comma sostituito dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Comma modificato dall’art. 1, DL 5/8/2010, n. 125, convertito, con modificazioni dalla legge 1/10/2010, n. 163.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo IV – Entrate non fiscali

Dividendi delle società statali

1. Le maggiori entrate che si dovessero realizzare negli anni 2011 e 2012 per utili e dividendi non derivanti da distribuzione riserve, versati all’entrata del bilancio dello Stato da società partecipate e istituti di diritto pubblico non compresi nel settore istituzionale delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, eccedenti l’ammontare iscritto nel bilancio di previsione dei corrispondenti anni e considerate nei saldi di finanza pubblica, sono riassegnate, fino all’importo massimo di 500 milioni di Euro, ad un apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze per essere prioritariamente utilizzate per concorrere agli oneri relativi al pagamento degli interessi sul debito pubblico; per l’eventuale restante parte le somme sono riassegnate al Fondo di ammortamento dei titoli di Stato.
2. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze sono stabilite le modalità di utilizzo delle somme affluite nel Fondo di cui al comma 1.
3. L’attuazione del presente articolo non deve comportare un peggioramento dei saldi programmatici di finanza pubblica concordati in sede europea. (1)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO I – Stabilizzazione finanziaria
Capo IV – Entrate non fiscali

Interventi a salvaguardia dell’ euro

1. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad assicurare la partecipazione della Repubblica Italiana al capitale sociale della società che verrà costituita insieme agli altri Stati membri dell’area euro, in conformità con le Conclusioni del Consiglio dell’Unione europea del 9-10 maggio 2010, al fine di assicurare la salvaguardia della stabilità finanziaria dell’area euro. A tale fine e’ autorizzata la spesa massima di 20 milioni di euro per l’anno 2010. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo si provvede con quota parte delle maggiori entrate derivanti dal presente provvedimento.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività della società di cui al comma 1 emesse al fine di costituire la provvista finanziaria per concedere prestiti agli Stati membri dell’area euro in conformità con le Conclusioni del Consiglio dell’Unione europea del 9-10 maggio 2010 e le conseguenti decisioni che verranno assunte all’unanimità degli Stati membri dell’area euro. Agli eventuali oneri si provvede con le medesime modalità di cui all’articolo 2, comma 2 del decreto-legge 10 maggio 2010, n. 67. La predetta garanzia dello Stato sarà elencata, unitamente alle altre per le quali non e’ previsto il prelevamento dal fondo di riserva di cui all’articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in apposito allegato dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze distinto da quello già previsto dall’articolo 31 della medesima legge.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Partecipazione dei comuni all’attività di accertamento tributario e contributivo

1. I Comuni partecipano all’attività di accertamento fiscale e contributivo secondo le disposizioni del presente articolo, in revisione del disposto dell’articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dell’articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
2. Ai fini della partecipazione di cui al comma 1, consistente, tra l’altro, nella segnalazione all’Agenzia delle entrate, alla Guardia di finanza e all’INPS, di elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti per la determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi:
a) i Comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti sono tenuti ad istituire, laddove non vi abbiano già provveduto, il Consiglio tributario. A tale fine, il regolamento per l’istituzione del Consiglio tributario e’ adottato dal Consiglio Comunale entro il termine di 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto; (1)
b) i Comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, laddove non abbiano già costituito il Consiglio tributario, sono tenuti a riunirsi in consorzio, ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, per la successiva istituzione del Consiglio tributario. A tale fine, la relativa convenzione, unitamente allo statuto del consorzio, e’ adottata dai rispettivi Consigli comunali per l’approvazione entro il termine di 180 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione.
2-bis. Gli adempimenti organizzativi di cui al comma 2 sonosvolti con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili alegislazione vigente. (2)
3. In occasione della loro prima seduta, successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, i Consigli tributari deliberano in ordine alle forme di collaborazione con l’Agenzia del territorio ai fini dell’attuazione del comma 12 dell’articolo 19.
4. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:  a) il secondo comma dell’articolo 44, e’ sostituito dal seguente:  “L’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei comuni le dichiarazioni di cui all’articolo 2 dei contribuenti in essi residenti; gli Uffici dell’Agenzia delle entrate, prima della emissione degli avvisi di accertamento, ai sensi dell’articolo 38, quarto comma e seguenti, inviano una segnalazione ai comuni di domicilio fiscale dei soggetti passivi.”;
b) al terzo comma, primo periodo, dell’articolo 44, le parole da “Il comune” a “segnalare” sono sostituite dalle seguenti: “Il comune di domicilio fiscale del contribuente, o il consorzio al quale lo stesso partecipa, segnala”, e il periodo: “A tal fine il comune può prendere visione presso gli uffici delle imposte degli allegati alle dichiarazioni già trasmessegli in copia dall’ufficio stesso.” e’ abrogato;
c) il quarto comma dell’articolo 44, e’ sostituito dal seguente:
“Il comune di domicilio fiscale del contribuente, con riferimento agli accertamenti di cui al secondo comma, comunica entro sessanta giorni da quello del ricevimento della segnalazione ogni elemento in suo possesso utile alla determinazione del reddito complessivo.”;
d) sono abrogati i commi quinto, sesto e settimo dell’articolo 44;
e) l’articolo 45 e’ abrogato.
5. All’articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: “1. Per potenziare l’azione di contrasto all’evasione fiscale e contributiva, in attuazione dei principi di economicità, efficienza e collaborazione amministrativa, la partecipazione dei comuni all’accertamento fiscale e contributivo e’ incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 33 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonche’ delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo, a seguito dell’intervento del comune che abbia contribuito all’accertamento stesso.”;
b) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «2. Con provvedimentodel direttore dell’Agenzia delle entrate, emanato entroquarantacinque giorni dalla data (( di entrata in vigore dellapresente disposizione, )) d’intesa con l’INPS e la Conferenzaunificata, sono stabilite le modalita’ tecniche di accesso allebanche dati e di trasmissione ai comuni, anche in via telematica, dicopia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti,nonche’ quelle della partecipazione dei comuni all’accertamentofiscale e contributivo di cui al comma 1. Per le attivita’ disupporto all’esercizio di detta funzione di esclusiva competenzacomunale, i comuni possono avvalersi delle societa’ e degli entipartecipati dai comuni stessi ovvero degli affidatari delle entratecomunali i quali, pertanto, devono garantire ai comuni l’accesso allebanche dati utilizzate. Con il medesimo provvedimento sono altresi’individuate le ulteriori materie per le quali i comuni partecipanoall’accertamento fiscale e contributivo; in tale ultimo caso, ilprovvedimento, adottato d’intesa con il direttore dell’Agenzia delterritorio per i tributi di relativa competenza, puo’ prevedere ancheuna applicazione graduale in relazione ai diversi tributi.» (1)
c) e’ abrogato il comma 2-ter.
6. All’articolo 83, comma 17, ultimo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole “30 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “33 per cento”;.
7, Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e d’intesa con la Conferenza Unificata, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono individuati i tributi su cui calcolare la quota pari al 33 per cento e le sanzioni civili spettanti ai comuni che abbiano contribuito all’accertamento, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, nonche’ le relative modalità di attribuzione.
8. Resta fermo il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, quanto alle modalità tecniche di accesso dei comuni alle banche dati e alle dichiarazioni relative ai contribuenti ai comuni, nonche’ alle modalità di partecipazione degli stessi all’accertamento fiscale e contributivo.
9. Gli importi che lo Stato riconosce ai comuni a titolo di partecipazione all’accertamento sono calcolati al netto delle somme spettanti ad altri enti ed alla Unione Europea. Sulle quote delle maggiori somme in questione che lo Stato trasferisce alle Regioni a statuto ordinario, a quelle a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, spetta ai predetti enti riconoscere ai comuni le somme dovute a titolo di partecipazione all’accertamento.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n.122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n.122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Aggiornamento del catasto

1. A decorrere dalla data del 1° gennaio 2011 e’ attivatal’«Anagrafe Immobiliare Integrata», costituita e gestita dall’Agenziadel Territorio secondo quanto disposto dall’articolo 64 del decretolegislativo 30 luglio 1999, n. 300, attivando le idonee forme dicollaborazione con i comuni in coerenza con gli articoli 2 e 3 delproprio statuto. L’Anagrafe Immobiliare Integrata attesta, ai finifiscali, lo stato di integrazione delle banche dati disponibilipresso l’Agenzia del Territorio per ciascun immobile, individuandoneil soggetto titolare di diritti reali. (1)
2. L’accesso gratuito all’Anagrafe Immobiliare Integrata e’garantito ai Comuni sulla base di un sistema di regoletecnico-giuridiche emanate entro e non oltre sessanta giorni daltermine di cui al comma 1 con uno o piu’ decreti del Ministrodell’Economia e delle Finanze, previa intesa con la ConferenzaStato-citta’ ed autonomie locali. (1)
2-bis. I decreti di cui al comma 2 devono assicurare comunque aicomuni la piena accessibilita’ ed interoperabilita’ applicativa dellebanche dati con l’Agenzia del territorio, relativamente ai daticatastali, anche al fine di contribuire al miglioramento edaggiornamento della qualita’ dei dati, secondo le specifiche tecnichee le modalita’ operative stabilite con i medesimi decreti. (2)
3. Con uno o piu’ decreti di natura non regolamentare del Ministrodell’Economia e delle Finanze viene disciplinata l’introduzione dellaattestazione integrata ipotecario-catastale, prevedendone lemodalita’ di erogazione, gli effetti, nonche’ la progressivaimplementazione di ulteriori informazioni e servizi. Con il predettodecreto sono, inoltre, fissati i diritti dovuti per il rilascio dellapredetta attestazione.
4. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 66 del decretolegislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni, laconsultazione delle banche dati del catasto terreni, censuaria ecartografica, del catasto edilizio urbano, nonche’ dei dati disuperficie delle unita’ immobiliari urbane a destinazione ordinaria,e’ garantita, a titolo gratuito, ai Comuni su tutto ilterritorio nazionale, ad esclusione delle Province autonome di Trentoe Bolzano, attraverso il Sistema telematico, il Portale per i Comunied il Sistema di interscambio, gestiti dall’Agenzia del Territorio. (1)
5. Nella fase di prima attuazione, al fine di accelerare ilprocesso di aggiornamento e allineamento delle banche dati catastali, le funzioni catastali connesse all’accettazione e allaregistrazione degli atti di aggiornamento sono svolte dai Comuni edall’Agenzia del Territorio sulla base di un sistema di regoletecnico-giuiridiche uniformi, e in attuazione dei principi diflessibilita’, gradualita’, adeguatezza, stabilito con decreto delPresidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministrodell’economia e delle finanze e previa intesa presso laConferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, entro sei mesi dalladata di entrata in vigore della legge di conversione del presentedecreto. Le suddette regole tecnico-giuridiche costituisconoprincipi fondamentali dell’ordinamento e si applicano anche neiterritori delle Regioni a statuto speciale. Ove non esercitate daiComuni, le attivita’ connesse alle predette funzioni sono esercitatedall’Agenzia del Territorio, sulla base del principio disussidiarieta’. (1)
5-bis. Per assicurare l’unitarieta’ del sistema informativocatastale nazionale e in attuazione dei principi di accessibilita’ edinteroperabilita’ applicativa delle banche dati, i comuni utilizzanole applicazioni informatiche e i sistemi di interscambio messi adisposizione dall’Agenzia del territorio, anche al fine dicontribuire al miglioramento dei dati catastali, secondo lespecifiche tecniche ed operative formalizzate con apposito decretodel Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con laConferenza Stato-citta’ ed autonomie locali. (2)
5-ter. Presso la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’costituito, senza oneri per la finanza pubblica, un organo pariteticodi indirizzo sulle modalita’ di attuazione e la qualita’ dei serviziassicurati dai comuni e dall’Agenzia del territorio nello svolgimentodelle funzioni di cui al presente articolo. L’organo pariteticoriferisce con cadenza semestrale al Ministro dell’economia e dellefinanze che puo’ proporre al Consiglio dei Ministri modifichenormative e di sviluppo del processo di decentramento. (2)
6. Sono in ogni caso mantenute allo Stato e sono svoltedall’Agenzia del Territorio le funzioni in materia di:
a) individuazione di metodologie per l’esecuzione di rilievi edaggiornamenti topografici e per la formazione di mappe e cartografiecatastali;
b) controllo della qualita’ delle informazioni catastali e deiprocessi di aggiornamento degli atti;
c) gestione unitaria e certificata della base dei dati catastalie dei flussi di aggiornamento delle informazioni di cui alla letterab), anche trasmessi con il Modello unico digitale per l’edilizia,assicurando il coordinamento operativo per la loro utilizzazione aifini istituzionali attraverso il sistema pubblico di connettivita’ egarantendo l’accesso ai dati a tutti i soggetti interessati;
d) gestione unitaria dell’infrastruttura tecnologica diriferimento per il Modello unico digitale per l’edilizia sullabase di regole tecniche uniformi stabilite con provvedimento deldirettore dell’Agenzia del territorio d’intesa con la ConferenzaStato-citta’ ed autonomie locali;
e) gestione dell’Anagrafe Immobiliare Integrata;
f) vigilanza e controllo sullo svolgimento delle funzioni di cuial comma 5, nonche’ poteri di applicazione delle relative sanzionideterminate con decreto di natura regolamentare del Ministrodell’Economia e delle Finanze, emanato previa intesa con laConferenza Stato-citta’ ed autonomie locali. (1)
7. L’Agenzia del Territorio, entro il 30 settembre 2010, concludele operazioni previste dal secondo periodo dell’articolo 2, comma 36,del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, conmodificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successivemodificazioni.
8. Entro il 31 dicembre 2010 i titolari di diritti reali sugliimmobili che non risultano dichiarati in Catasto individuati secondole procedure previste dal predetto articolo 2, comma 36, del citatodecreto-legge n. 262, del 2006, con riferimento alle pubblicazioni inGazzetta Ufficiale effettuate dalla data del 1° gennaio 2007 alladata del 31 dicembre 2009, sono tenuti a procedere allapresentazione, ai fini fiscali, della relativa dichiarazione diaggiornamento catastale. L’Agenzia del Territorio, successivamentealla registrazione degli atti di aggiornamento presentati, rendedisponibili ai Comuni le dichiarazioni di accatastamento per icontrolli di conformita’ urbanistico-edilizia, attraverso il Portaleper i Comuni. (3)
9. Entro il medesimo termine del 31 dicembre 2010 i titolari didiritti reali sugli immobili oggetto di interventi edilizi cheabbiano determinato una variazione di consistenza ovvero didestinazione non dichiarata in Catasto, sono tenuti a procedere allapresentazione, ai fini fiscali, della relativa dichiarazione diaggiornamento catastale. Restano salve le procedure previste dalcomma 336 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311,nonche’ le attivita’ da svolgere in surroga da parte dell’Agenzia delterritorio per i fabbricati rurali per i quali siano venuti meno irequisiti per il riconoscimento della ruralita’ ai fini fiscali,individuati ai sensi dell’articolo 2, comma 36, del decreto-legge 3ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, della legge 24novembre 2006, n. 286, nonche’ quelle di accertamento relative agliimmobili iscritti in catasto, come fabbricati o loro porzioni, incorso di costruzione o di definizione che siano divenuti abitabili oservibili all’uso cui sono destinati. (1) (3)
10. Se i titolari di diritti reali sugli immobili non provvedono apresentare ai sensi del comma 8 le dichiarazioni di aggiornamentocatastale entro il termine del 31 dicembre 2010, l’Agenzia delTerritorio, nelle more dell’iscrizione in catasto attraverso lapredisposizione delle dichiarazioni redatte in conformita’ al decretoministeriale 19 aprile 1994, n. 701, procede all’attribuzione, cononeri a carico dell’interessato da determinare con appositoprovvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio, da emanareentro il 31 dicembre 2010, di una rendita presunta, da iscriveretransitoriamente in catasto, anche sulla base degli elementi tecniciforniti dai Comuni. Per tali operazioni l’Agenzia del Territorio puo’stipulare apposite convenzioni con gli Organismi rappresentatividelle categorie professionali. (1) (3)
11. Se i titolari di diritti reali sugli immobili non provvedono apresentare ai sensi del comma 9 le dichiarazioni di aggiornamentocatastale entro il termine del 31 dicembre 2010, l’Agenzia delTerritorio procede agli accertamenti di competenza anche con lacollaborazione dei Comuni. Per tali operazioni l’Agenzia delTerritorio puo’ stipulare apposite convenzioni con gli Organismirappresentativi delle categorie professionali.
12. A decorrere dal 1° gennaio 2011, l’Agenzia del Territorio,sulla base di nuove informazioni connesse a verifichetecnico-amministrative, da telerilevamento e da sopralluogo sulterreno, provvede ad avviare un monitoraggio costante del territorio,individuando, in collaborazione con i Comuni, ulteriori fabbricatiche non risultano dichiarati al Catasto. In tal caso si rendonoapplicabili le disposizioni di cui al citato articolo 2, comma 36,del decreto-legge n. 262 del 2006. Qualora i titolari di dirittireali sugli immobili individuati non ottemperino entro il termineprevisto dal predetto articolo 2, comma 36, l’Agenzia del Territorioprocede all’attribuzione della rendita presunta ai sensi del comma10. Restano (( salve le procedure previste dal comma 336dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Restanoaltresi’ fermi i poteri di controllo dei comuni in materiaurbanistico-edilizia e l’applicabilita’ delle relative sanzioni. (1)
13. Gli Uffici dell’Agenzia del Territorio, per lo svolgimentodella attivita’ istruttorie connesse all’accertamento catastale, siavvalgono delle attribuzioni e dei poteri di cui agli articoli 51 e52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633.
14. All’articolo 29 della legge 27 febbraio 1985, n. 52, e’aggiunto il seguente comma:
«1-bis. Gli atti pubblici e le scritture private autenticate travivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o loscioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati gia’esistenti, ad esclusione dei diritti reali di garanzia, devonocontenere, per le unita’ immobiliari urbane, a pena di nullita’,oltre all’identificazione catastale, il riferimento alle planimetriedepositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagliintestatari, della conformita’ allo stato di fatto dei dati catastalie delle planimetrie, sulla base delle disposizioni vigenti inmateria catastale. La predetta dichiarazione puo’ essere sostituitada un’attestazione di conformita’ rilasciata da un tecnico abilitatoalla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Primadella stipula dei predetti atti il notaio individua gli intestataricatastali e verifica la loro conformita’ con le risultanze deiregistri immobiliari.». (1)
15. La richiesta di registrazione di contratti, scritti o verbali,di locazione o affitto di beni immobili esistenti sul territoriodello Stato e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite,deve contenere anche l’indicazione dei dati catastali degli immobili.La mancata o errata indicazione dei dati catastali e’ consideratafatto rilevante ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro ede’ punita con la sanzione prevista dall’articolo 69 del decreto delPresidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131.
16. Le disposizioni di cui ai commi 14 e 15 si applicano adecorrere dal 1° luglio 2010. Nel rispetto dei principi desumibilidal presente articolo, nei territori in cui vige il regime tavolarele regioni a statuto speciale e le province autonome adottanodisposizioni per l’applicazione di quanto dallo stesso previsto alfine di assicurare il necessario coordinamento con l’ordinamentotavolare. (1)
16-bis. All’articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, alcomma 7, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, anche perquanto attiene alla alienazione degli immobili di cui alla legge 24dicembre 1993, n. 560». (2)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Per la proroga del termine vedi art. 2, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2011, n. 10.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Adeguamento alle disposizioni comunitarie delle limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore

1. A fini di adeguamento alle disposizioni adottate in ambito comunitario in tema di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all’articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all’importo di euro cinquemila.
2. In ragione di quanto disposto dal comma 1, ed al fine di rafforzarne l’efficacia, al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modifiche:
a) nell’articolo 49, al comma 13, le parole: “30 giugno 2009” sono sostituite dalle seguenti: “30 giugno 2011”;
b) all’articolo 58, dopo il comma 7 e’ aggiunto il seguente comma:
“Per le violazioni previste dai precedenti commi, la sanzione amministrativa pecuniaria non può comunque essere inferiore nel minimo all’importo di tremila euro. Per le violazioni di cui al comma 1 che riguardano importi superiori a cinquantamila euro la sanzione minima e’ aumentata di cinque volte. Per le violazioni di cui ai commi 2, 3 e 4 che riguardano importi superiori a cinquantamila euro le sanzioni minima e massima sono aumentate del cinquanta per cento.”.
2-bis. E’ esclusa l’applicazione delle sanzioni di cuiall’articolo 58 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, perla violazione delle disposizioni previste dall’articolo 49, commi 1,5, 8, 12 e 13 del medesimo decreto, commesse nel periodo dal 31maggio 2010 al 15 giugno 2010 e riferite alle limitazioni di importointrodotte dal comma 1 del presente articolo. (1)
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(1) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Comunicazioni telematiche alla Agenzia delle Entrate

1. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate modalità e termini, tali da limitare al massimo l’aggravio per i contribuenti per la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, di importo non inferiore a euro tremila. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
1-bis. Al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti, l’obbligo di comunicazione delle operazioni di cui al comma 1, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, e’ escluso qualora il pagamento dei corrispettivi avvenga mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605. (1)
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(1) Comma aggiunto dall’art. 7, DL 13/5/2011, n. 70.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Aggiornamento dell’accertamento sintetico

1. Al fine di adeguare l’accertamento sintetico al contesto socio-economico, mutato nel corso dell’ultimo decennio, rendendolo più efficiente e dotandolo di garanzie per il contribuente, anche mediante il contraddittorio, all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, con effetto per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non e’ ancora scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto, i commi quarto, quinto, sesto, settimo e ottavo, sono sostituiti dai seguenti: “L’ufficio, indipendentemente dalle disposizioni recate dai commi precedenti e dall’articolo 39, può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta, salva la prova che il relativo finanziamento e’ avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. La determinazione sintetica può essere altresì fondata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuato mediante l’analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza, con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale con periodicità biennale. In tale caso e’ fatta salva per il contribuente la prova contraria di cui al quarto comma. La determinazione sintetica del reddito complessivo di cui ai precedenti commi e’ ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato. L’ufficio che procede alla determinazione sintetica del reddito complessivo ha l’obbligo di invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218. Dal reddito complessivo determinato sinteticamente sono deducibili i soli oneri previsti dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917; competono, inoltre, per gli oneri sostenuti dal contribuente, le detrazioni dall’imposta lorda previste dalla legge.”.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Contrasto al fenomeno delle imprese “apri e chiudi”

1. Le imprese che cessano l’attività entro un anno dalla data di inizio sono specificamente considerate ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo da parte dell’Agenzia delle entrate, della Guardia di Finanza e dell’INPS, in modo da assicurare una vigilanza sistematica sulle situazioni a specifico rischio di evasione e frode fiscale e contributiva.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Contrasto al fenomeno delle imprese in perdita “sistemica”

1. La programmazione dei controlli fiscali dell’Agenzia delleentrate e della Guardia di finanza deve assicurare una vigilanzasistematica, basata su specifiche analisi di rischio, sulle impreseche presentano dichiarazioni in perdita fiscale, non determinata dacompensi erogati ad amministratori e soci, per piu’ di un periodod’imposta (( e non abbiano deliberato e interamente liberato nellostesso periodo uno o piu’ aumenti di capitale a titolo oneroso diimporto almeno pari alle perdite fiscali stesse. (1)
2. Anche ai fini di cui al comma 1, nei confronti dei contribuenti non soggetti agli studi di settore ne’ a tutoraggio, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza realizzano coordinati piani di intervento annuali elaborati sulla base di analisi di rischio a livello locale che riguardino almeno un quinto della platea di riferimento.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Contrasto di interessi

1. A decorrere dal 1° luglio 2010 le banche e le Poste Italiane SPA operano una ritenuta del 10 per cento a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta. Le ritenute sono versate con le modalità di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le tipologie di pagamenti nonche’ le modalità di esecuzione degli adempimenti relativi alla certificazione e alla dichiarazione delle ritenute operate. (1)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010. n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Adeguamento alle direttive OCSE in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento

1. A fini di adeguamento alle direttive emanate dalla Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento ed ai principi di collaborazione tra contribuenti ed amministrazione finanziaria, all’articolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-bis, e’ inserito il seguente: “2-ter In caso di rettifica del valore normale dei prezzi di trasferimento praticati nell’ambito delle operazioni di cui all’articolo 110, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, da cui derivi una maggiore imposta o una differenza del credito, la sanzione di cui al comma 2 non si applica qualora, nel corso dell’accesso, ispezione o verifica o di altra attività istruttoria, il contribuente consegni all’Amministrazione finanziaria la documentazione indicata in apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate idonea a consentire il riscontro della conformità al valore normale dei prezzi di trasferimento praticati. Il contribuente che detiene la documentazione prevista dal provvedimento di cui al periodo precedente, deve darne apposita comunicazione all’Amministrazione finanziaria secondo le modalità e i termini ivi indicati. In assenza di detta comunicazione si rende applicabile il comma 2.”.
2. Ai fini dell’immediata operativita’ delle disposizioni di cui alcomma 1, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entratedeve essere emanato entro sessanta giorni dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto. Lacomunicazione concernente periodi d’imposta anteriori a quello incorso alla data di entrata in vigore del presente decreto, deveessere comunque effettuata entro novanta giorni dalla pubblicazionedel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Adeguamento alla normativa europea in materia di operazioni intracomunitarie ai fini del contrasto delle frodi

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 35, comma 2, dopo la lettera e) e’ inserita la seguente:
“e-bis) per i soggetti che intendono effettuare operazioni intracomunitarie di cui al Titolo II, Capo II del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, la volontà di effettuare dette operazioni;
b) all’articolo 35, dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:
“7-bis. Per i soggetti che hanno effettuato l’opzione di cui al comma 2, lettera e bis) entro trenta giorni dalla data di attribuzione della partita IVA, l’Ufficio può emettere provvedimento di diniego dell’autorizzazione a effettuare le operazioni di cui al Titolo II, Capo H del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427. “
“7-ter. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità di diniego o revoca dell’autorizzazione di cui al comma 7-bis.”; c) all’articolo 35, dopo il comma 15-ter e’ aggiunto il seguente:
“15-quater. Ai fini del contrasto alle frodi sull’IVA intracomunitaria, con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabiliti i criteri e le modalità di inclusione delle partite IVA nella banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie, ai sensi dell’articolo 22 del Regolamento (CE) del 7 ottobre 2003, n. 1798.”.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Incrocio tra le basi dati dell’INPS e dell’Agenzia delle entrate per contrastare la microevasione diffusa

1. Al fine di contrastare l’inadempimento dell’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi l’Agenzia delle Entrate esegue specifici controlli sulle posizioni dei soggetti che risultano aver percepito e non dichiarato redditi di lavoro dipendente ed assimilati sui quali, in base ai flussi informativi dell’INPS, risultano versati i contributi previdenziali e non risultano effettuate le previste ritenute.
2. Anche ai fini di cui al comma 1, le attività di controllo e di accertamento realizzabili con modalità automatizzate sono incrementate e rese più efficaci attribuendone la effettuazione ad apposite articolazioni dell’Agenzia delle entrate, con competenza su tutto o parte del territorio nazionale, individuate con il regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate di cui all’articolo 71, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Conseguentemente, all’articolo 4 ed all’articolo 10 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dopo le parole “centro di servizio” sono aggiunte le seguenti: “o altre articolazioni dell’Agenzia delle entrate, con competenza su tutto o parte del territorio nazionale, individuate con il regolamento di amministrazione di cui all’articolo 71 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nell’ambito della dotazione organica prevista a legislazione vigente e anche mediante riorganizzazione, senza oneri aggiuntivi, degli Uffici dell’Agenzia.”.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Concentrazione della riscossione nell’accertamento

1. Le attivita’ di riscossione relative agli atti indicati nellaseguente lettera a) emessi a partire dal 1° luglio 2011 erelativi ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007e successivi, sono potenziate mediante le seguenti disposizioni:
a) l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate aifini delle imposte sui redditi , dell’imposta sulle attivita’ produttive e dell’imposta sul valore aggiunto edil connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni, devonocontenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine dipresentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importinegli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione delricorso ed a titolo provvisorio, degli importi stabilitidall’articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29settembre 1973, n. 602. L’intimazione ad adempiere al pagamento e’altresi’ contenuta nei successivi atti da notificare al contribuente,anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento, in tutti icasi in cui siano rideterminati gli importi dovuti in base agliavvisi di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell’imposta sulle attivita’ produttive edell’imposta sul valore aggiunto ed ai connessi provvedimenti diirrogazione delle sanzioni ai sensi dell’articolo 8, comma3-bis del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, dell’articolo68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e dell’articolo19 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. In tali ultimicasi il versamento delle somme dovute deve avvenire entro sessantagiorni dal ricevimento della raccomandata la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, non si applica nei casi di omesso, carente o tardivo versamento delle somme dovute, nei termini di cui ai periodi precedenti, sulla base degli atti ivi indicati;
b) gli atti di cui alla lettera a) divengono esecutivi decorsisessanta giorni dalla notifica e devono espressamente recarel’avvertimento che, decorsi trenta giorni dal termine ultimo per ilpagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alledisposizioni in materia di iscrizione a ruolo, e’ affidata in caricoagli agenti della riscossione anche ai fini dell’esecuzione forzata,con le modalita’ determinate con provvedimento del direttoredell’Agenzia delle entrate, di concerto con il Ragioniere generaledello Stato;
b-bis). In caso di richiesta, da parte del contribuente, della sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, l’esecuzione forzata di cui alla lettera b) e’ sospesa fino alla data di emanazione del provvedimento che decide sull’istanza di sospensione e, in ogni caso, per un periodo non superiore a centoventi giorni dalla data di notifica dell’istanza stessa. La sospensione di cui al periodo precedente non si applica con riguardo alle azioni cautelari e conservative, nonche’ ad ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.
c) in presenza di fondato pericolo per il positivo esito della riscossione, decorsi sessanta giorni dalla notifica degli atti di cui alla lettera a), la riscossione delle somme in essi indicate, nel loro ammontare integrale comprensivo di interessi e sanzioni, può essere affidata in carico agli agenti della riscossione anche prima dei termini previsti alle lettere a) e b);
d) all’atto dell’affidamento e, successivamente, in presenza di nuovi elementi, il competente ufficio dell’Agenzia delle entrate fornisce, anche su richiesta dell’agente della riscossione, tutti gli elementi utili ai fini del potenziamento dell’efficacia della riscossione, acquisiti anche in fase di accertamento;
e) l’agente della riscossione, sulla base del titolo esecutivo di cui alla lettera a) e senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, procede ad espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo. ai fini dell’espropriazione forzata l’esibizione dell’estratto dell’atto di cui alla lettera a), come trasmesso all’agente della riscossione con le modalita’ determinate con il provvedimento di cui alla lettera b), tiene luogo, a tutti gli effetti, dell’esibizione dell’atto stesso in tutti i casi in cui l’agente della riscossione ne attesti la provenienza. Decorso un anno dalla notifica degli atti indicati alla lettera a), l’espropriazione forzata e’ preceduta dalla notifica dell’avviso di cui all’articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. L’espropriazione forzata, in ogni caso, e’ avviata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento e’ divenuto definitivo;
f) a partire dal primo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione del ricorso, le somme richieste con gli atti di cui alla lettera a) sono maggiorate degli interessi di mora nella misura indicata dall’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, calcolati a partire dal giorno successivo alla notifica degli atti stessi; all’agente della riscossione spettano l’aggio, interamente a carico del debitore, e il rimborso delle spese relative alle procedure esecutive, previsti dall’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112;
g) ai fini della procedura di riscossione contemplata dal presente comma, i riferimenti contenuti in norme vigenti al ruolo e alla cartella di pagamento si intendono effettuati agli atti indicati nella lettera a) ed i riferimenti alle somme iscritte a ruolo si intendono effettuati alle somme affidate agli agenti della riscossione secondo le disposizioni del presente comma; la dilazione del pagamento prevista dall’articolo 19 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, può essere concessa solo dopo l’affidamento del carico all’agente della riscossione e in caso di ricorso avverso gli atti di cui alla lettera a) si applica l’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
h) in considerazione della necessità di razionalizzare e velocizzare tutti i processi di riscossione coattiva, assicurando il recupero di efficienza di tale fase dell’attività di contrasto all’evasione, con uno o più regolamenti da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche in deroga alle nonne vigenti, sono introdotte disposizioni finalizzate a razionalizzare, progressivamente, coerentemente con le norme di cui al presente comma, le procedure di riscossione coattiva delle somme dovute a seguito dell’attività di liquidazione, controllo e accertamento sia ai fini delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto che ai fini degli altri tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate e delle altre entrate riscuotibili a mezzo ruolo. (1)
2. All’articolo 182-ter del Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, dopo le parole “con riguardo alìimposta sul valore aggiunto” sono inserite le seguenti: “ed alle ritenute operate e non versate”.
b) il secondo periodo del sesto comma e’ sostituito dai seguenti: “La proposta di transazione fiscale, unitamente con la documentazione di cui all’articolo 161, e’ depositata presso gli uffici indicati nel secondo comma, che procedono alla trasmissione ed alla liquidazione ivi previste. Alla proposta di transazione deve altresì essere allegata la dichiarazione sostitutiva, resa dal debitore o dal suo legale rappresentante ai sensi dell’articolo 47 deì decreto del Presidente deila Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che la documentazione di cui al periodo che precede rappresenta fedelmente ed integralmente la situazione dell’impresa, con particolare riguardo alle poste attive del patrimonio.”;
c) dopo il sesto comma e’ aggiunto il seguente: “La transazione fiscale conclusa nell’ambito dell’accordo di ristrutturazione di cui all’articolo 182-bis e’ revocata di diritto se il debitore non esegue integralmente, entro 90 giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali ed agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie.”.
3. All’articolo 87 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente :  “2-bis L’agente della riscossione cui venga comunicata la proposta di concordato, ai sensi degli articoli 125 o 126 del Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, la trasmette senza ritardo all’Agenzia delle entrate, anche in deroga alle modalità indicate nell’articolo 36 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e la approva, espressamente od omettendo di esprimere dissenso, solamente in base a formale autorizzazione dell’Agenzia medesima.”.
4. L’articolo 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e’ sostituito dal seguente:  “Art. 11 Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte
1. E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi e’ superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni.
2. E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di ottenere per se’ o per altri un pagamento parziale dei tributi e relativi accessori, indica nella documentazione presentata ai fini della procedura di transazione fiscale elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi per un ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila. Se l’ammontare di cui al periodo precedente e’ superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni.”.
5. All’articolo 27, comma 7, primo periodo, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, le parole: “In relazione agli importi iscritti a ruolo in base ai provvedimenti indicati al comma 6 del presente articolo, le misure cautelari” sono sostituite dalle seguenti: “Le misure cautelari, che, in base al processo verbale di constatazione, al provvedimento con il quale vengono accertati maggiori tributi, al provvedimento di irrogazione della sanzione oppure all’atto di contestazione, sono”.
6. In caso di fallimento, il curatore, entro i quindici giorni successivi all’accettazione a norma dell’articolo 29 del Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267, comunica ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, i dati necessari ai fini dell’eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale. Per la violazione dell’obbligo di comunicazione sono raddoppiate le sanzioni applicabili.
7. All’articolo 319-bis del codice penale, dopo le parole “alla quale il pubblico ufficiale appartiene” sono aggiunte le seguenti: “nonche’ il pagamento o il rimborso di tributi”. Con riguardo alle valutazioni di diritto e di fatto operate ai fini della definizione del contesto mediante gli istituti previsti dall’articolo 182-ter del Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, e dall’articolo 48 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, la responsabilità di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e’ limitata alle ipotesi di dolo.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122 e successivamente dall’art. 7, DL 13/5/2011, n. 70.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Potenziamento dei processi di riscossione dell’INPS

1. A decorrere dal 1° gennaio 2011, l’attivita’ di riscossionerelativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all’Inps,anche a seguito di accertamenti degli uffici, e’ effettuata mediantela notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.
2. L’avviso di addebito deve contenere a pena di nullita’ il codicefiscale del soggetto tenuto al versamento, il periodo di riferimentodel credito, la causale del credito, gli importi addebitati ripartititra quota capitale, sanzioni e interessi ove dovuti nonche’l’indicazione dell’ agente della riscossione competente in base aldomicilio fiscale presente nell’anagrafe tributaria alla data diformazione dell’avviso. L’avviso dovra’ altresi’ contenerel’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento degli importi nellostesso indicati entro il termine di 60 giorni dalla notifica nonche’l’indicazione che, in mancanza del pagamento, l’agente dellariscossione indicato nel medesimo avviso procedera’ ad espropriazioneforzata, con i poteri, le facolta’ e le modalita’ che disciplinanola riscossione a mezzo ruolo. L’avviso deve essere sottoscritto,anche mediante firma elettronica, dal responsabile dell’ufficio cheha emesso l’atto. (1)
3. Soppresso (2)
4. L’avviso di addebito e’ notificato in via prioritaria tramiteposta elettronica certificata all’indirizzo risultante dagli elenchiprevisti dalla legge, ovvero previa eventuale convenzione tra comunee INPS, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale.La notifica puo’ essere eseguita anche mediante invio di raccomandatacon avviso di ricevimento.
5. L’avviso di cui al comma 2 viene consegnato, in derogaalle disposizione contenute nel decreto legislativo 26 febbraio 1999,n. 46, agli agenti della riscossione con le modalita’ e i terministabiliti dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. (1)
6. All’atto dell’affidamento e, successivamente, in presenza dinuovi elementi, l’Inps fornisce, anche su richiesta dell’agente dellariscossione, tutti gli elementi utili a migliorare l’efficaciadell’azione di recupero.
7. Soppresso (2)
8. Soppresso (2)
9. Soppresso (2)
10. L’articolo 25, comma 2, del decreto legislativo 26 febbraio1999, n. 46, e’ abrogato.
11. Soppresso (2)
12. Soppresso (2)
13. In caso di mancato o ritardato pagamento delle somme richiestecon l’avviso di cui al comma 2 le sanzioni e le sommeaggiuntive dovute sono calcolate, secondo le disposizioni che leregolano, fino alla data del pagamento. All’agente della riscossionespettano l’aggio, interamente a carico del debitore, ed il rimborsodelle spese relative alle procedure esecutive, previste dall’articolo17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112. (1)
14. Ai fini di cui al presente articolo, i riferimenti contenuti innorme vigenti al ruolo, le somme iscritte a ruolo e alla cartelladi pagamento si intendono effettuati ai fini del recupero dellesomme dovute a qualunque titolo all’INPS al titolo esecutivo emessodallo stesso Istituto, costituito dall’avviso di addebito contenentel’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento delle medesimesomme affidate per il recupero agli agenti della riscossione. (1)
15. I rapporti con gli agenti della riscossione continueranno adessere regolati secondo le disposizioni vigenti.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30//7/2010, n. 122.
(2) Comma soppresso dalla legge di conversione 30//7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Preclusione alla autocompensazione in presenza di debito su ruoli definitivi)

1. A decorrere dal 1° gennaio 2011, la compensazione dei crediti dicui all’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997,n. 241, relativi alle imposte erariali, e’ vietata fino a concorrenzadell’importo dei debiti, di ammontare superiore a millecinquecentoeuro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, eper i quali e’ scaduto il termine di pagamento. In caso diinosservanza del divieto di cui al periodo precedente si applica lasanzione del 50 per cento dell’importo dei debiti iscritti aruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali e’scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell’ammontareindebitamente compensato. La sanzione non puo’ essere applicata finoal momento in cui sull’iscrizione a ruolo penda contestazionegiudiziale o amministrativa e non puo’ essere comunque superiore al50 per cento di quanto indebitamente compensato; nelle ipotesi di cuial periodo precedente, i termini di cui all’articolo 20 del decretolegislativo 18 dicembre 1997, n. 472, decorrono dal giorno successivoalla data della definizione della contestazione. E’ comunqueammesso il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruoloper imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazionedei crediti relativi alle stesse imposte, con le modalita’ stabilitecon decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da emanareentro 180 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.Nell’ambito delle attivita’ di controllo dell’Agenzia delle entrate edella Guardia di finanza e’ assicurata la vigilanza sull’osservanzadel divieto previsto dal presente comma anche mediante specificipiani operativi. A decorrere dal 1° gennaio 2011 le disposizioni dicui all’articolo 28-ter del decreto del Presidente della Repubblica29 settembre 1973, n. 602, non operano per i ruoli di ammontare nonsuperiore a millecinquecento euro. (1)
1-bis. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre1973, n. 602, dopo l’articolo 28-ter e’ inserito il seguente:
«Art. 28-quater. (Compensazioni di crediti con somme dovute aseguito di iscrizione a ruolo). – 1. A partire dal 1° gennaio 2011, icrediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati neiconfronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del Serviziosanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti,possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizionea ruolo. A tal fine il creditore acquisisce la certificazioneprevista dall’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio2009, n. 2, e la utilizza per il pagamento, totale o parziale, dellesomme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo. L’estinzione deldebito a ruolo e’ condizionata alla verifica dell’esistenza evalidita’ della certificazione. Qualora la regione, l’ente locale ol’ente del Servizio sanitario nazionale non versi all’agente dellariscossione l’importo oggetto della certificazione entro sessantagiorni dal termine nella stessa indicato, l’agente della riscossioneprocede, sulla base del ruolo emesso a carico del creditore, allariscossione coattiva nei confronti della regione, dell’ente locale odell’ente del Servizio sanitario nazionale secondo le disposizioni dicui al titolo II del presente decreto. Le modalita’ di attuazione delpresente articolo sono stabilite con decreto del Ministerodell’economia e delle finanze anche al fine di garantire il rispettodegli equilibri programmati di finanza pubblica». Per i creditimaturati nei confronti degli enti del Servizio sanitario nazionale siapplica comunque quanto previsto dal comma 1-ter, secondo periodo. (2)
1-ter. All’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio2009, n. 2, le parole: «Per gli anni 2009 e 2010» sono sostituite conle seguenti: «A partire dall’anno 2009» e le parole: «le regioni egli enti locali» sono sostituite con le seguenti: «le regioni, glienti locali e gli enti del Servizio sanitario nazionale». Con decretodel Ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite lemodalita’ di attuazione del presente comma, nonche’, in particolare,le condizioni per assicurare che la complessiva operazione di cui alcomma 1-bis e al presente comma riguardante gli enti del Serviziosanitario nazionale sia effettuata nel rispetto degli obiettivi difinanza pubblica; le modalita’ di certificazione sono stabilite dallesingole regioni d’intesa con il Ministero dell’economia e dellefinanze, con l’osservanza delle condizioni stabilite con il predettodecreto. (2)
2. In relazione alle disposizioni di cui al presente articolo, ledotazioni finanziarie del programma di spesa «Regolazioni contabili,restituzioni e rimborsi d’imposte» della missione «Politicheeconomico-finanziarie e di bilancio» dello stato di previsione delMinistero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2010,sono ridotte di 700 milioni di euro per l’anno 2011, di 2.100 milionidi euro per l’anno 2012 e di 1.900 milioni di euro a decorreredall’anno 2013.
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(1) Comma modificato dalla legge di convesione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di convesione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Riorganizzazione della disciplina fiscale dei fondi immobiliari chiusi

1. A seguito dei controlli effettuati dall’Autorità di vigilanza, al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria), sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 1, comma 1, la lett. j) e’ sostituita dalla seguente: “j) ‘fondo comune di investimentò: il patrimonio autonomo raccolto, mediante una o più emissione di quote, tra una pluralità di investitori con la finalità di investire lo stesso sulla base di una predeterminata politica di investimento; suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti; gestito in monte, nell’interesse dei partecipanti e in autonomia dai medesimi;”;
b) all’articolo 36, comma 6, dopo le parole: “nonche’ da ogni altro patrimonio gestito dalla medesima società”, sono inserite le seguenti: “; delle obbligazioni contratte per suo conto, il fondo comune di investimento risponde esclusivamente con il proprio patrimonio.”;
c) all’articolo 37, comma 2, lettera b-bis), dopo le parole: “all’esperienza professionale degli investitori;” sono inserite le seguenti: “a tali fondi non si applicano gli articoli 36, comma 3, ultimo periodo, e comma 7, e l’articolo 39, comma 3.”
[ 2. Il Ministro dell’Economia e delle finanze emana, ai sensi dell’articolo 37 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, le disposizioni di attuazione del comma 1 entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.] (3)
3. Le disposizioni degli articoli 6, 8 e 9 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, trovano applicazione, in ogni caso, per i fondi partecipati esclusivamente da uno o piu’ dei seguenti partecipanti:
a) Stato o ente pubblico;
b) Organismi d’investimento collettivo del risparmio;
c) Forme di previdenza complementare nonche’ enti di previdenza obbligatoria;
d) Imprese di assicurazione, limitatamente agli investimenti destinati alla copertura delle riserve tecniche;
e) Intermediari bancari e finanziari assoggettati a forme di vigilanza prudenziale;
f) Soggetti e patrimoni indicati nelle precedenti lettere costituiti all’estero in paesi o territori che consentano uno scambio d’informazioni finalizzato ad individuare i beneficiari effettivi del reddito o del risultato della gestione e sempreche’ siano indicati nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 168-bis, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
g) enti privati residenti in Italia che perseguano esclusivamente le finalita’ indicate nell’articolo 1, comma 1, lett. c-bis) del d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153 nonche’ societa’ residenti in Italia che perseguano esclusivamente finalita’ mutualistiche;
h) veicoli costituiti in forma societaria o contrattuale partecipati in misura superiore al 50 per cento dai soggetti indicati nelle precedenti lettere. (4)
3-bis. Ferma restando l’applicazione degli articoli 6, 8 e 9 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, ai fondi diversi da quelli di cui al comma 3, i redditi conseguiti dal fondo e rilevati nei rendiconti di gestione sono imputati per trasparenza ai partecipanti, diversi dai soggetti indicati nel comma 3, che possiedono quote di partecipazione in misura superiore al 5 per cento del patrimonio del fondo. La percentuale di partecipazione al fondo e’ rilevata al termine del periodo d’imposta o, se inferiore, al termine del periodo di gestione del fondo, in proporzione alle quote di partecipazione da essi detenute. Ai fini della verifica della percentuale di partecipazione nel fondo si tiene conto delle partecipazioni detenute direttamente o indirettamente per il tramite di societa’ controllate, di societa’ fiduciarie o per interposta persona. Il controllo societario e’ individuato ai sensi dell’articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile anche per le partecipazioni possedute da soggetti diversi dalle societa’. Si tiene altresi’ conto delle partecipazioni imputate ai familiari indicati nell’articolo 5, comma 5, del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Il partecipante e’ tenuto ad attestare alla societa’ di gestione del risparmio la percentuale di possesso di quote di partecipazioni detenute ai sensi del presente comma. Per i soggetti che possiedono quote di partecipazione in misura non superiore al 5 per cento, individuate con i criteri di cui al presente comma, nonche’ per i soggetti elencati nel comma 3, resta fermo il regime di imposizione dei proventi di cui all’articolo 7 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410. (5)
4. I redditi dei fondi imputati ai sensi del comma 3-bis concorrono alla formazione del reddito complessivo del partecipante indipendentemente dalla percezione e proporzionalmente alla sua quota di partecipazione. I medesimi redditi, se conseguiti da soggetti non residenti, sono soggetti in ogni caso ad una ritenuta a titolo d’imposta del 20 per cento, con le modalita’ di cui all’articolo 7 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, al momento della loro corresponsione. In caso di cessione, le quote di partecipazione indicate nel comma 3-bis sono assimilate alle quote di partecipazione in societa’ ed enti commerciali indicati nell’articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Ai fini della determinazione dei redditi diversi di natura finanziaria si applicano le disposizioni dell’articolo 68, comma 3, del citato testo unico. In caso di cessione, il costo e’ aumentato o diminuito, rispettivamente, dei redditi e delle perdite imputati ai partecipanti ed e’ altresi’ diminuito, fino a concorrenza degli risultati di gestione imputati, dei proventi distribuiti ai partecipanti. Relativamente ai redditi imputati ai soggetti residenti ai sensi del presente comma non si applica la ritenuta di cui all’articolo 7 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351 convertito con modificazioni nella legge 23 novembre 2001, n. 410. (1)
4-bis. I partecipanti, diversi da quelli indicati nel comma 3, che alla data del 31 dicembre 2010 detenevano una quota di partecipazione al fondo superiore al 5 per cento, determinata con i criteri di cui al comma 3-bis, sono tenuti a corrispondere un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi del 5 per cento del valore medio delle quote possedute nel periodo d’imposta risultante dai prospetti periodici redatti nel periodo d’imposta 2010. Il costo di sottoscrizione o di acquisto delle quote e’ riconosciuto fino a concorrenza dei valori che hanno concorso alla formazione della base imponibile per l’applicazione dell’imposta sostitutiva. Eventuali minusvalenze realizzate non sono fiscalmente rilevanti. L’imposta e’ versata dal partecipante con le modalita’ e nei termini previsti per il versamento a saldo delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2011. L’imposta puo’ essere versata a cura della societa’ di gestione del risparmio o dell’intermediario depositario delle quote in due rate di pari importo, rispettivamente, entro il 16 dicembre 2011 ed entro il 16 giugno 2012. A tal fine il partecipante e’ tenuto a fornire la provvista. In mancanza, la societa’ di gestione del risparmio puo’ effettuare la liquidazione parziale della quota per l’ammontare necessario al versamento dell’imposta. (5)
5. Previa deliberazione dell’assemblea dei partecipanti, per i fondi che alla data del 31 dicembre 2010 presentavano un assetto partecipativo diverso da quello indicato nel comma 3 e nei quali almeno un partecipante deteneva quote per un ammontare superiore alla percentuale indicata nel comma 3-bis, la societa’ di gestione del risparmio puo’ altresi’ deliberare entro il 31 dicembre 2011 la liquidazione del fondo comune d’investimento. In tal caso la societa’ di gestione del risparmio preleva, a titolo di imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, un ammontare pari al 7 per cento del valore netto del fondo risultante dal prospetto redatto al 31 dicembre 2010. L’imposta e’ versata dalla societa’ di gestione del risparmio nella misura del 40 per cento entro il 31 marzo 2012 e la restante parte in due rate di pari importo da versarsi, la prima entro il 31 marzo 2013 e la seconda entro il 31 marzo 2014. La liquidazione deve essere conclusa nel termine massimo di cinque anni. Sui risultati conseguiti dal 1° gennaio 2011 e fino alla conclusione della liquidazione la societa’ di gestione del risparmio applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP nella misura del 7 per cento. Non si applicano le disposizioni dei commi 3-bis e 4-bis. L’imposta sostitutiva e’ versata dalla societa’ di gestione del risparmio il 16 febbraio dell’anno successivo rispetto a ciascun anno di durata della liquidazione. (1)
5-bis. Nell’ipotesi indicata nel comma 5 non si applica la ritenuta di cui all’articolo 7 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successive modificazioni e i proventi non sono imponibili fino a concorrenza dell’ammontare assoggettato all’imposta sostitutiva di cui al comma 5. Il costo disottoscrizione o di acquisto delle quote e’ riconosciuto fino aconcorrenza dei valori che hanno concorso alla formazione della baseimponibile per l’applicazione dell’imposta sostitutiva. Eventualiminusvalenze realizzate non sono fiscalmente rilevanti. (2) (3)
5-ter. Gli atti di liquidazione del patrimonio immobiliare sonosoggetti alle imposte fisse di registro, ipotecarie e catastali. (2)
5-quater. Alle cessioni di immobili effettuate nella fase diliquidazione di cui al comma 5 si applica l’articolo 17, quintocomma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,n. 633. L’efficacia della disposizione di cui al periodo precedentee’ subordinata alla preventiva approvazione da parte del Consigliodell’Unione europea ai sensi dell’articolo 395 della direttiva2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006. Ai conferimenti insocieta’ di pluralita’ di immobili, effettuati nella fase diliquidazione di cui al comma 5, si applica l’articolo 2, terzo comma,lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre1972, n. 633. I predetti conferimenti si considerano compresi, aglieffetti delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, fra gliatti previsti nell’articolo 4, comma 1, lettera a), numero 3), dellatariffa, parte I, allegata al testo unico delle disposizioniconcernenti l’imposta di registro di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nell’articolo 10, comma 2,del testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecariae catastale di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, enell’articolo 4, della tariffa allegata al medesimo decretolegislativo n. 347 del 1990. Le cessioni di azioni o quote effettuatenella fase di liquidazione di cui al comma 5 si considerano, ai finidell’articolo 19-bis, comma 2, del decreto del Presidente dellaRepubblica 26 ottobre 1972, n. 633, operazioni che non formanooggetto dell’attivita’ propria del soggetto passivo. (2)
6. Per l’accertamento delle modalita’ di determinazione eversamento dell’imposta di cui ai commi precedenti, si applicano ledisposizioni del titolo IV del decreto del Presidente dellaRepubblica 29 settembre 1973, n. 600.
7. Il comma 3 dell’articolo 7 del decreto-legge 25 settembre 2001,n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,n. 410, e’ sostituito dai seguenti:
«3. La ritenuta non si applica sui proventi percepiti da fondipensione e organismi di investimento collettivo del risparmio esteri,sempreche’ istituiti in Stati o territori inclusi nella lista di cuial decreto ministeriale emanato ai sensi dell’articolo 168-bis deltesto unico delle imposte sui redditi di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonche’ suquelli percepiti da enti od organismi internazionali costituiti inbase ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia e da banchecentrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali delloStato.
3-bis. Per i proventi di cui al comma 1 spettanti a soggettiresidenti in Stati con i quali siano in vigore convenzioni perevitare la doppia imposizione sul reddito, ai fini dell’applicazionedella ritenuta nella misura prevista dalla convenzione, i sostitutid’imposta di cui ai commi precedenti acquisiscono: a) una dichiarazione del soggetto non residente effettivobeneficiario dei proventi, dalla quale risultino i datiidentificativi del soggetto medesimo, la sussistenza di tutte lecondizioni alle quali e’ subordinata l’applicazione del regimeconvenzionale, e gli eventuali elementi necessari a determinare lamisura dell’aliquota applicabile ai sensi della convenzione; b) un’attestazione dell’autorita’ fiscale competente dello Statoove l’effettivo beneficiario dei proventi ha la residenza, dallaquale risulti la residenza nello Stato medesimo ai sensi dellaconvenzione. L’attestazione produce effetti fino al 31 marzodell’anno successivo a quello di presentazione».
7-bis. Le disposizioni di cui al comma 7 hanno effetto per iproventi percepiti a decorrere dalla data di entrata in vigore delpresente decreto sempre che riferiti a periodi di attivita’ dei fondiche hanno inizio successivamente al 31 dicembre 2009. Per i proventipercepiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presentedecreto e riferiti a periodi di attivita’ del fondo chiusi fino al 31dicembre 2009, continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo7 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, conmodificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, nel testo invigore alla predetta data. (2)
8. Sono abrogati i commi da 17 a 20 dell’articolo 82 deldecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
9. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono definite le modalita’ di attuazione delle disposizioni contenute nei commi 3-bis, 4, 4-bis e 5. (4)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n, 122 e successivamente sostituito dall’art. 8, DL 13/5/2011, n. 70.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n, 122.
(3) Comma modificato dall’art. 8, DL13/5/2011, n. 70.
(4) Comma sostituito dall’art. 8, DL13/5/2011, n. 70.
(5) Comma aggiunto dall’art. 8, DL13/5/2011, n. 70.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Stock options ed emolumenti variabili

1. In dipendenza delle decisioni assunte in sede di G20 e in considerazione degli effetti economici potenzialmente distorsivi propri delle forme di remunerazione operate sotto forma di bonus e stock options, sui compensi a questo titolo, che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione, attribuiti ai dipendenti che rivestono la qualifica di dirigenti nel settore finanziario nonche’ ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nello stesso settore e’ applicata una aliquota addizionale del 10 per cento.
2. L’addizionale e’ trattenuta dal sostituto d’imposta al momento di erogazione dei suddetti emolumenti e, per l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso, e’ disciplinata dalle ordinarie disposizioni in materia di imposte sul reddito.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Obbligo per i non residenti di indicazione del codice fiscale per l’apertura di rapporti con operatori finanziari

1. All’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, dopo la lettera g-quater), e’ aggiunta la seguente: “g-quinquies) atti o negozi delle società e degli enti di cui all’articolo 32, primo comma, numero 7), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, conclusi con i clienti per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi clienti, riguardanti l’apertura o la chiusura di qualsiasi rapporto continuativo.”;
b) al secondo comma, secondo periodo, dopo le parole “in luogo del quale va indicato il domicilio o sede legale all’estero” sono aggiunte le seguenti: “, salvo per gli atti o negozi di cui alla lettera g-quinquies).”.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Razionalizzazione dell’accertamento nei confronti dei soggetti che aderiscono al consolidato nazionale

1. Dopo l’articolo 40 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600, e’ inserito il seguente:  “Articolo 40-bis. Rettifica delle dichiarazioni dei soggetti aderenti al consolidato nazionale
1. Ai fini dell’imposta sul reddito delle società, il controllo delle dichiarazioni proprie presentate dalle società consolidate e dalla consolidante nonche’ le relative rettifiche, spettano all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente alla data in cui e’ stata presentata la dichiarazione.
2. Le rettifiche del reddito complessivo proprio di ciascun soggetto che partecipa al consolidato sono effettuate con unico atto, notificato sia alla consolidata che alla consolidante, con il quale e’ determinata la conseguente maggiore imposta accertata riferita al reddito complessivo globale e sono irrogate le sanzioni correlate. La società consolidata e la consolidante sono litisconsorti necessari. Il pagamento delle somme scaturenti dall’atto unico estingue l’obbligazione sia se effettuato dalla consolidata che dalla consolidante.
3. La consolidante ha facoltà di chiedere che siano computate in diminuzione dei maggiori imponibili derivanti dalle rettifiche di cui al comma 2 le perdite di periodo del consolidato non utilizzate, fino a concorrenza del loro importo. A tal fine, la consolidante deve presentare un’apposita istanza, all’ufficio competente a emettere l’atto di cui al comma 2, entro il termine di proposizione del ricorso. In tale caso il termine per l’impugnazione dell’atto e’ sospeso, sia per la consolidata che per la consolidante, per un periodo di sessanta giorni. L’ufficio procede al ricalcolo dell’eventuale maggiore imposta dovuta, degli interessi e delle sanzioni correlate, e comunica l’esito alla consolidata ed alla consolidante, entro sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza.
4. Le attività di controllo della dichiarazione dei redditi del consolidato e le relative rettifiche diverse da quelle di cui al comma 2, sono attribuite all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente nei confronti della società consolidante alla data in cui e’ stata presentata la dichiarazione.
5. Fino alla scadenza del termine stabilito nell’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, l’accertamento del reddito complessivo globale può essere integrato o modificato in aumento, mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base agli esiti dei controlli di cui ai precedenti commi.”.
2. Nel titolo I, capo II, del decreto legislativo 19 giugno1997, n. 218, dopo l’articolo 9 e’ aggiunto il seguente: : “Art. 9-bis – Soggetti aderenti al consoiidato nazionale
1. Al procedimento di accertamento con adesione avente ad oggetto le rettifiche previste dal comma 2 dell’articolo 40-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, partecipano sia la consolidante che la consolidata interessata dalle rettifiche, innanzi all’ufficio competente di cui al primo comma dell’articolo 40-bis stesso, e l’atto di adesione, sottoscritto anche da una sola di esse, si perfeziona qualora gli adempimenti di cui all’articolo 9 del presente decreto siano posti in essere anche da parte di uno solo dei predetti soggetti.
2. La consolidante ha facoltà di chiedere che siano computate in diminuzione dei maggiori imponibili le perdite di periodo del consolidato non utilizzate, fino a concorrenza del loro importo. Nell’ipotesi di adesione all’invito, ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis, del presente decreto, alla comunicazione ivi prevista deve essere allegata l’istanza prevista dal comma 3 dell’articolo 40-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600; in tal caso, il versamento delle somme dovute dovrà essere effettuato entro il quindicesimo giorno successivo all’accoglimento dell’istanza da parte dell’ufficio competente, comunicato alla consolidata ed alla consolidante, entro sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza. L’istanza per lo scomputo delle perdite di cui al comma 3 dell’articolo 40-bis citato deve essere presentata unitamente alla comunicazione di adesione di cui all’articolo 5-bis del presente decreto; l’ufficio competente emette l’atto di definizione scomputando le stesse dal maggior reddito imponibile”. (1)
3. Con provvedimento del Direttore dell’agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i contenuti e le modalità di presentazione dell’istanza di cui al comma 3 dell’art. 40-bis del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600, nonche’ le conseguenti attività dell’ufficio competente. Gli articoli 9, comma 2, secondo periodo, e 17 del decreto ministeriale 9 giugno 2004, sono abrogati.
4. Le disposizioni di cui ai commi precedenti entrano in vigore il 1° gennaio 2011, con riferimento ai periodi di imposta per i quali, alla predetta data, sono ancora pendenti i termini di cui all’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Disposizioni antifrode

1. Al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 28, dopo il comma 7, sono aggiunti i seguenti: “7-bis. Sulla base delle decisioni assunte dal GAFI, dai gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI e dall’OCSE, nonche’ delle informazioni risultanti dai rapporti di valutazione dei sistemi nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e delle difficoltà riscontrate nello scambio di informazioni e nella cooperazione bilaterale, il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, sentito il Comitato di sicurezza finanziaria, individua una lista di Paesi in ragione del rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo ovvero della mancanza di un adeguato scambio di informazioni anche in materia fiscale.
7-ter. Gli enti e le persone soggetti al presente decreto di cuiagli articoli 10, comma 2, ad esclusione della lettera g), 11, 12, 13e 14, comma 1, lettere a), b) c) ed f), si astengono dall’instaurareun rapporto continuativo, eseguire operazioni o prestazioniprofessionali ovvero pongono fine al rapporto continuativo o allaprestazione professionale gia’ in essere di cui siano direttamente oindirettamente parte societa’ fiduciarie, trust, societa’anonime o controllate attraverso azioni al portatore aventi sede neiPaesi individuati dal decreto di cui al comma 7-bis. Tali misure siapplicano anche nei confronti delle ulteriori entita’ giuridichealtrimenti denominate aventi sede nei Paesi sopra individuati di cuinon e’ possibile identificare il titolare effettivo e verificarnel’identita’. (1)
7-quater. Con il decreto di cui al comma 7-bis sono stabilite le modalità applicative ed il termine degli adempimenti di cui al comma 7-ter.”;
b) all’articolo 41, comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “E’ un elemento di sospetto il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, anche se non in violazione dei limiti di cui all’articolo 49, e, in particolare, il prelievo o il versamento in contante con intermediari finanziari di importo pari o superiore a 15.000 euro.”;
e) all’articolo 57, dopo il comma 1-bis, e’ inserito il seguente:
“1-ter. Alla violazione della disposizione di cui all’articolo 28, comma 9, di importo fino ad euro 50.000 si applica una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 5.000 euro, mentre per quelle di importo superiore a 50.000 euro si applica una sanzione amministrativa pecuniaria dal 10 per cento al 40 per cento dell’importo dell’operazione. Nel caso in cui l’importo dell’operazione non sia determinato o determinabile si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25.000 a 250.000 euro.”.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Disposizioni antiriciclaggio

1. Gli operatori economici aventi sede, residenza o domicilio inpaesi cosi’ detti black list di cui al decreto del Ministrodelle finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica italiana del 10 maggio 1999, n. 107, e al decretodel Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23novembre 2001, sono ammessi a partecipare alle procedure diaggiudicazione dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi eforniture di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, esuccessive modifiche e integrazioni, previa autorizzazione rilasciatadal Ministero dell’economia e delle finanze, secondo le modalita’stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze daadottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore delpresente decreto. Il rilascio di tale autorizzazione e’ subordinatoalla previa individuazione dell’operatore economico, individuale ocollettivo, mediante la comunicazione dei dati che identificano glieffettivi titolari delle partecipazioni societarie, anche per iltramite di societa’ controllanti e per il tramite di societa’fiduciarie nonche’ alla identificazione del sistema diamministrazione e del nominativo degli amministratori e del possessodei requisiti di eleggibilita’ previsti dalla normativa italiana. Lapresente disposizione si applica anche in deroga ad accordibilaterali siglati con l’Italia, che consentano la partecipazionealle procedure per l’aggiudicazione dei contratti di cui al decretolegislativo 12 aprile 2006 n. 163, a condizioni di parita’ ereciprocita’. (1)
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze puo’ escludere conproprio decreto di natura non regolamentare l’obbligo di cui al comma1 nei riguardi di paesi di cui al medesimo comma ovvero di settori diattivita’ svolte negli stessi paesi; con il medesimo decreto, al finedi prevenire fenomeni a particolare rischio di frode fiscale,l’obbligo puo’ essere inoltre esteso anche a paesi cosi’ detti nonblack list nonche’ a specifici settori di attivita’ e aparticolari tipologie di soggetti. (1)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Altre disposizioni in materia tributaria

1. Gli enti che erogano prestazioni sociali agevolate, comprese quelle erogate nell’ambito delle prestazioni del diritto allo studio universitario, a seguito di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, comunicano all’Istituto nazionale della previdenza sociale, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e nei termini e con modalità telematiche previste dall’Istituto medesimo sulla base di direttive del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, i dati dei soggetti che hanno beneficiato delle prestazioni agevolate. Le informazioni raccolte sono trasmesse in forma anonima anche al Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai fini dell’alimentazione del Sistema informativo dei servizi sociali, di cui all’articolo 21 della legge 8 novembre 2000, n. 328.
2. Con apposita convezione stipulata tra l’Istituto nazionale della previdenza sociale e l’Agenzia delle entrate, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono disciplinate le modalità attuative e le specifiche tecniche per lo scambio delle informazioni necessarie all’emersione dei soggetti che in ragione del maggior reddito accertato in via definitiva non avrebbero potuto fruire o avrebbero fruito in misura inferiore delle prestazioni sociali agevolate di cui al comma 1.
3. Fermo restando la restituzione del vantaggio conseguito per effetto dell’indebito accesso alla prestazione sociale agevolata, nei confronti dei soggetti che in ragione del maggior reddito accertato hanno fruito illegittimamente delle prestazioni sociali agevolate di cui al comma 1 si applica la sanzione da 500 a 5.000 euro. La sanzione e’ irrogata dall’INPS, avvalendosi dei poteri e delle modalità vigenti. Ai fini della restituzione del vantaggio indebitamente conseguito, l’INPS comunica l’esito degli accertamenti agli enti che sulla base delle comunicazioni di cui al comma 1 risultino aver erogato prestazioni agevolate ai soggetti emersi. Le medesime sanzioni si applicano nei confronti di coloro per i quali si accerti sulla base dello scambio di informazioni tra l’Istituto nazionale della previdenza sociale e l’Agenzia delle entrate una discordanza tra il reddito dichiarato ai fini fiscali e quello indicato nella dichiarazione sostitutiva unica di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, qualora in ragione di tale discordanza il soggetto abbia avuto accesso alle prestazioni agevolate di cui al comma 1.
4. Al fine di razionalizzare le modalità di notifica in materia fiscale sono adottate le seguenti misure: a) all’articolo 60, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al primo comma, lettera a), le parole “delle imposte” sono soppresse;
2) al primo comma, lettera d), le parole “dalla dichiarazione annuale ovvero da altro atto comunicato successivamente al competente ufficio imposte” sono sostituite dalle seguenti: “da apposita comunicazione effettuata al competente ufficio”, e dopo le parole “avviso di ricevimento”, sono inserite le seguenti: “ovvero in via telematica con modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate”;
3) al secondo comma, le parole “non risultante dalla dichiarazione annuale” sono soppresse;
4) al terzo comma, le parole “non risultanti dalla dichiarazione annuale” sono soppresse e le parole “della comunicazione prescritta nel secondo comma dell’articolo 36” sono sostituite dalle seguenti:“della dichiarazione prevista dagli articoli 35 e 35-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ovvero del modello previsto per la domanda di attribuzione del numero di codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati alla presentazione della dichiarazione di inizio attività IVA.”; b) all’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il primo comma e’ inserito il seguente: “La notifica della cartella può essere eseguita, con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione. Non si applica l’articolo 149-bis del codice di procedura civile.”.
5. Al fine di potenziare ed estendere i servizi telematici, il Ministero dell’economia e delle finanze e le Agenzie fiscali, nonche’ gli enti previdenziali, assistenziali e assicurativi, con propri provvedimenti possono definire termini e modalità per l’utilizzo esclusivo dei propri servizi telematici ovvero della posta elettronica certificata, anche a mezzo di intermediari abilitati, per la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze, atti e garanzie fideiussorie, per l’esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonche’ per la richiesta di attestazioni e certificazioni. Le amministrazioni ed enti indicati al periodo precedente definiscono altresì l’utilizzo dei servizi telematici o della posta certificata anche per gli atti, comunicazioni o servizi dagli stessi resi. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono definiti gli atti per i quali la registrazione prevista per legge e’ sostituita da una denuncia esclusivamente telematica di una delle parti, la quale assume qualità di fatto ai sensi dell’articolo 2704, primo comma, del codice civile. All’articolo 3-ter, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, le parole: “trenta giorni” sono sostituite dalle seguenti: “sessanta giorni”.
6. Data la valenza del codice fiscale quale elemento identificativo di ogni soggetto, da indicare in ogni atto relativo a rapporti intercorrenti con la Pubblica Amministrazione, l’Amministrazione finanziaria rende disponibile a chiunque, con servizio di libero accesso, la possibilità di verificare, mediante i dati disponibili in Anagrafe Tributaria, l’esistenza e la corrispondenza tra il codice fiscale e i dati anagrafici inseriti. Tenuto inoltre conto che i rapporti tra Pubbliche amministrazioni e quelli intercorrenti tra queste e altri soggetti pubblici o privati devono essere tenuti sulla base del codice fiscale, per favorire la qualità delle informazioni presso la Pubblica Amministrazione e nelle more della completa attivazione dell’indice delle anagrafi INA-SAIA, l’Amministrazione finanziaria rende accessibili alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ alle società interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto Nazionale di statistica (ISTAT), ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della legge 30 dicembre 2004, numero 311, nonche’ ai concessionari e gestori di pubblici servizi ed, infine, ai privati che cooperano con le attività dell’Amministrazione fmanziaria, il codice fiscale registrato nell’Anagrafe tributaria ed i dati anagrafici ad esso correlati, al fine di verificarne l’esistenza e la corrispondenza, oltre che consentire l’acquisizione delle corrette informazioni ove mancanti. Tali informazioni sono rese disponibili, previa stipula di apposita convenzione, anche con le modalità della cooperazione applicativa.
7. Le imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno, per importi complessivamente superiori a 100 euro, relative a redditi di pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non superiori a 18.000 euro, sono prelevate, in un numero massimo di undici rate, senza applicazione di interessi, a partire dal mese successivo a quello in cui e’ effettuato il conguaglio e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre. In caso di cessazione del rapporto, il sostituto comunica al contribuente, o ai suoi eredi, gli importi residui da versare.
8. I soggetti che corrispondono redditi di pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, a richiesta degli interessati il cui reddito di pensione non superi 18.000 euro, trattengono l’importo del canone di abbonamento Rai in un numero massimo di undici rate senza applicazione di interessi, a partire dal mese di gennaio e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro 60 giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuati i termini e le modalità di versamento delle somme trattenute e le modalità di certificazione. La richiesta da parte degli interessati deve essere presentata entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello cui si riferisce l’abbonamento Rai. In caso di cessazione del rapporto, il sostituto comunica al contribuente, o ai suoi eredi, gli importi residui da versare. Le predette modalità di trattenuta mensile possono essere applicate dai medesimi soggetti, a richiesta degli interessati, con reddito di pensione non superiore a 18.000 euro, con riferimento ad altri tributi, previa apposita convenzione con il relativo ente percettore.
[9. Al fine di accelerare la riscossione, sono adottate le seguenti misure:
a) all’articolo 47 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, dopo la parola: "sospensione”, sono inserite le seguenti: "per un periodo massimo di centocinquanta giorni”;
2) al comma 7, dopo le parole "primo grado”sono aggiunte le seguenti: "e, in ogni caso, decorsi centocinquanta giorni dalla data del provvedimento di sospensione”.
b) all’articolo 24 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 e’ aggiunto il seguente comma: "5-bis. Con il provvedimento che accoglie l’istanza di sospensione, il giudice fissa la data dell’udienza di trattazione nel termine di trenta giorni. La causa e’ decisa nei successivi centoventi giorni. Allo scadere del termine di centocinquanta giorni dalla data di emanazione del provvedimento di sospensione, il provvedimento perde efficacia.” ] (1)
10. All’articolo 3, comma 24, lettera b), del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, dopo le parole “decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46”, sono inserite le seguenti: “Ai fini e per gli effetti dell’articolo 19, comma 2, lettera d) del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, le società cessionarie del ramo di azienda relativo alle attività svolte in regime di concessione per conto degli enti locali possono richiedere i dati e le notizie relative ai beni dei contribuenti iscritti nei ruoli in carico alle stesse all’Ente locale, che a tal fine può accedere al sistema informativo del Ministero dell’economia e delle finanze.”.
11. All’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, al comma 2, lettera b), sono aggiunte, infine, le parole: “nonche’ l’esercizio di attività previdenziali e assistenziali da parte di enti privati di previdenza obbligatoria”. Le disposizioni di cui all’articolo 8, comma 1-bis, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, si applicano anche agli apporti effettuati da enti pubblici e privati di previdenza obbligatoria.
12. Le disposizioni contenute nell’articolo 25 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, non si applicano, limitatamente al periodo compreso tra 1’1/1/2010 e il 31/12/2012, ai contributi non versati e agli accertamenti notificati successivamente alla data del 1° gennaio 2004, dall’Ente creditore.
13. Gli obblighi dichiarativi previsti dall’articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, non si applicano:
a) alle persone fisiche che prestano lavoro all’estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e le persone fisiche che lavorano all’estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l’Italia la cui residenza fiscale in Italia sia determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dal Testo Unico delle imposte sui redditi, in base ad accordi internazionali ratificati. Tale esonero si applica limitatamente al periodo di tempo in cui l’attività lavorativa e’ svolta all’ estero;
b) ai soggetti residenti in Italia che prestano la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi con riferimento agli investimenti e alle attività estere di natura finanziaria detenute nel Paese in cui svolgono la propria attività lavorativa.
13-bis. Nell’articolo 111 del testo unico delle imposte suiredditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre1986, n. 917, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. La variazione delle riserve tecniche obbligatorie relativeal ramo vita concorre a formare il reddito dell’esercizio per laparte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e deglialtri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa el’ammontare complessivo di tutti i ricavi e i proventi, anche seesenti o esclusi, ivi compresa la quota non imponibile dei dividendidi cui all’articolo 89, comma 2, e delle plusvalenze di cuiall’articolo 87. In ogni caso, tale rapporto rileva in misura noninferiore al 95 per cento e non superiore al 98,5 per cento». (2)
13-ter. Le disposizioni contenute nel comma 1-bis dell’articolo 111del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dalcomma 13-bis del presente articolo, hanno effetto, nella misuraridotta del 50 per cento, anche sul versamento del secondo accontodell’imposta sul reddito delle societa’ dovuto per il periodo diimposta in corso alla data di entrata in vigore della legge diconversione del presente decreto. (2)
13-quater. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n.212, le disposizioni di cui ai commi 13-bis e 13-ter si applicano adecorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto. A decorreredal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre2013, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze potrannoessere riconsiderate le percentuali di cui al citato comma 1-bisdell’articolo 111 del decreto del Presidente della Repubblica n. 917del 1986. (2)
13-quinquies. Per l’anno finanziario 2010 possono altresi’beneficiare del riparto della quota del cinque per mille i soggettigia’ inclusi nel corrispondente elenco degli enti della ricercascientifica e dell’Universita’, predisposto per le medesimefinalita’, per l’esercizio finanziario 2009. Il Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca procede adeffettuare, entro il 30 novembre 2010, i controlli, anche a campione,tesi ad accertare che gli enti inclusi nell’elenco del 2009posseggano anche al 30 giugno 2010 i requisiti che danno diritto albeneficio. (2)
13-sexies. All’articolo 3-bis del decreto-legge 25 marzo 2010, n.40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
«2-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano allesocieta’ a prevalente partecipazione pubblica». (2)
13-septies. All’articolo 2, comma 1, del regolamento di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696,dopo la lettera tt) e’ aggiunta la seguente:
«tt-bis) le prestazioni di servizi effettuate dalle imprese di cuiall’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n.261, attraverso la rete degli uffici postali e filatelici, dei puntidi accesso e degli altri centri di lavorazione postale cui ha accessoil pubblico nonche’ quelle rese al domicilio del cliente tramite gliaddetti al recapito». (2)
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(1) Comma soppresso dalla legge di conversione 30/7/2010, n.122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n.122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO II –  Contrasto all’evasione fiscale e contributiva

Ulteriore sospensione dei versamenti tributari e contributivi nei confronti dei soggetti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009

1. Nei confronti delle persone fisiche di cui all’articolo 1,comma 1, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30dicembre 2009, n. 3837, titolari di redditi di impresa o di lavoroautonomo, nonche’ nei confronti dei soggetti diversi dalle personefisiche con volume d’affari non superiore a 200.000 euro, iltermine di scadenza della sospensione degli adempimenti e deiversamenti tributari, ivi previsto, e’ prorogato al 20 dicembre 2010.Non si fa luogo al rimborso di quanto gia’ versato. Ledisposizioni di cui al presente comma non si applicano, comunque,alle banche ed alle imprese di assicurazione. (1)
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano conriferimento alle ritenute da operare sui redditi diversi da quelli diimpresa e di lavoro autonomo e ai relativi versamenti.
3. Nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 e con riferimentoai redditi indicati al medesimo comma 1, il termine di scadenza dellasospensione relativa ai contributi previdenziali ed assistenziali edei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e lemalattie professionali di cui all’articolo 2, comma 1, dell’ordinanzadel Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2009, n. 3754 e dicui all’articolo 1, comma 1, dell’ordinanza del Presidente delConsiglio dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837, e’ prorogato al 15dicembre 2010. Non si fa luogo a rimborso di quanto gia’ versato.
3-bis. La ripresa della riscossione dei tributi di cui al comma 1 e dei contributi e dei premi di cui al comma 3 avviene, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in centoventi rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2011. Gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, non eseguiti per effetto della predetta sospensione sono effettuati entro il mese di dicembre 2011 con le modalita’ e i termini stabiliti con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. (2) (3) (4)
3-ter. La ripresa della riscossione dei tributi non versati dal 6 aprile 2009 al 30 giugno 2010, per effetto della sospensione disposta dall’ articolo 1 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 giugno 2009, n. 3780, e dall’ articolo 1 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837, avviene, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in centoventi rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2011. Gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, non eseguiti per effetto della predetta sospensione sono effettuati entro il mese di dicembre 2011 con le modalita’ e i termini stabiliti con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. (2) (3) (4)
3-quater. La ripresa della riscossione dei contributi previdenzialied assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria controgli infortuni e le malattie professionali non versati dal 6 aprile2009 al 30 giugno 2010 per effetto della sospensione previstadall’articolo 2, comma 1, dell’ordinanza del Presidente del Consigliodei Ministri 9 aprile 2009, n. 3754, e dall’articolo 1 dell’ordinanzadel Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837,avviene senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori,mediante il pagamento in centoventi rate mensili di pari importo adecorrere dal mese di gennaio 2011. (2) (3)
3-quinquies. Agli oneri derivanti dai commi 3-bis, 3-ter e3-quater, valutati in 617 milioni di euro per l’anno 2010, siprovvede con le maggiori entrate derivanti dall’articolo 1, commi 1 e2, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, conmodificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, affluite allacontabilita’ speciale prevista dall’articolo 13-bis, comma 8, deldecreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. (2)
4. E’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro quale contributoal comune de L’Aquila per far fronte al disavanzo pregresso sulbilancio 2009 in relazione alle minori entrate verificatesi nellostesso anno a causa della situazione emergenziale connessa al sismain Abruzzo. Al predetto Comune non si applicano le disposizionirecate dall’articolo 11, comma 1, dell’Ordinanza del Presidente delConsiglio dei Ministri n. 3877 del 12 maggio 2010».
4-bis. All’articolo 10, comma 1-bis, del decreto-legge 28 aprile2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno2009, n. 77, le parole da: «con una dotazione di 45 milioni di euro»fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «con unadotazione di 90 milioni di euro che costituisce tetto massimo dispesa». (2)
4-ter. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 10, comma1-bis, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, conmodificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, come modificato aisensi del comma 4-bis del presente articolo, si provvede, per 45milioni di euro, a valere sulle risorse di cui all’articolo 14, comma1, del predetto decreto-legge n. 39 del 2009, compatibilmente con gliutilizzi del citato decreto e, per 15 milioni di euro per ciascunodegli anni 2011, 2012 e 2013, per gli anni 2011 e 2012 mediantecorrispondente riduzione del Fondo per gli interventi strutturali dipolitica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge27 dicembre 2004, n. 307, e per l’anno 2013 mediante corrispondenteutilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dai commi13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo 38 del presente decreto. (2)
4-quater. All’articolo 4 del decreto-legge 23 dicembre 2003, n.347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n.39, dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:
«3-bis. Nel caso in cui al termine di scadenza il programma nonrisulti completato, anche in ragione del protrarsi delle conseguenzenegative di ordine economico e produttivo generate dagli eventisismici del 2009 nella regione Abruzzo, nonche’ delle conseguentidifficolta’ connesse alla definizione dei problemi occupazionali, ilMinistro dello sviluppo economico, su istanza del Commissariostraordinario, sentito il Comitato di sorveglianza, puo’ disporre nellimite massimo di 1 milione di euro per il 2010 la proroga deltermine di esecuzione del programma per i gruppi industriali conimprese ed unita’ locali nella regione Abruzzo, fino al 31 dicembre2010, compatibilmente con il predetto limite di spesa». Agli oneriderivanti dall’attuazione del presente comma si provvede, per l’anno2010, mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiorientrate derivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo38. (2)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, 122.
(3) Ai sensi dell’art. 2, comma 3, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2011, n. 10 è sospesa la riscossione delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011.
(4) Comma modificato dall’art.2, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2011, n. 10.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno

1. In anticipazione del federalismo fiscale ed in considerazione della particolarità della situazione economica del Sud, nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nonche’ nel rispetto della normativa dell’Unione europea e degli orientamenti giurisprudenziali della Corte di Giustizia dell’Unione europea, le predette Regioni con propria legge possono, in relazione all’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, modificare le aliquote, fino ad azzerarle, e disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei riguardi delle nuove iniziative produttive.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, d’intesa con ciascuna delle Regioni che emanano leggi ai sensi e nei limiti di cui al comma 1, e’ stabilito il periodo d’imposta a decorrere dal quale trovano applicazione le disposizioni di tali leggi.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Regime fiscale di attrazione europea

1. Alle imprese residenti in uno Stato membro dell’Unione Europeadiverso dall’Italia che intraprendono in Italia nuove attivita’economiche, comprese quelle di direzione e coordinamento, nonche’ ai loro dipendenti e collaboratori, per unperiodo di tre anni, si puo’ applicare, in alternativa allanormativa tributaria statale italiana, la normativa tributariavigente in uno degli Stati membri dell’Unione Europea. A tal fine, icitati soggetti interpellano l’Amministrazione finanziaria secondo laprocedura di cui all’articolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2003,n. 269 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,n. 326. (1)
1-bis. Le attivita’ economiche di cui al comma 1 non devonorisultare gia’ avviate in Italia prima della data di entrata invigore del presente decreto e devono essere effettivamente svolte nelterritorio dello Stato. (2)
2. Con decreto di natura non regolamentare del Ministerodell’economia e delle finanze sono stabilite le disposizioniattuative del presente articolo.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122 e successivamente dall’art. 8, DL 13/5/2011, n. 70.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Reti di imprese

1. Soppresso (1).
2. Alle imprese appartenenti ad una delle reti di impresericonosciute ai sensi dei commi successivi competono vantaggifiscali, amministrativi e finanziari, nonche’ la possibilita’ distipulare convenzioni con l’A.B.I. nei termini definiti con decretodel Ministro dell’economia e delle finanze emanato ai sensidell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 entroquarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto. (2)
2-bis. Il comma 4-ter dell’articolo 3 del decreto-legge 10febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9aprile 2009, n. 33, e’ sostituito dal seguente:
«4-ter. Con il contratto di rete piu’ imprenditori perseguono loscopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propriacapacita’ innovativa e la propria competitivita’ sul mercato e a talfine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, acollaborare in forme e in ambiti predeterminati attinentiall’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazionio prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica otecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o piu’attivita’ rientranti nell’oggetto della propria impresa. Il contrattopuo’ anche prevedere l’istituzione di un fondo patrimoniale comune ela nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e perconto dei partecipanti, l’esecuzione del contratto o di singole partio fasi dello stesso. Ai fini degli adempimenti pubblicitari di cui alcomma 4-quater, il contratto deve essere redatto per atto pubblico oper scrittura privata autenticata e deve indicare:
a) il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale di ognipartecipante per originaria sottoscrizione del contratto o peradesione successiva;
b) l’indicazione degli obiettivi strategici di innovazione e diinnalzamento della capacita’ competitiva dei partecipanti e lemodalita’ concordate tra gli stessi per misurare l’avanzamento versotali obiettivi;
c) la definizione di un programma di rete, che contengal’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascunpartecipante, le modalita’ di realizzazione dello scopo comune e,qualora sia prevista l’istituzione di un fondo patrimoniale comune,la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali edegli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante siobbliga a versare al fondo nonche’ le regole di gestione del fondomedesimo; se consentito dal programma, l’esecuzione del conferimentopuo’ avvenire anche mediante apporto di un patrimonio destinatocostituito ai sensi dell’articolo 2447-bis, primo comma, lettera a),del codice civile. Al fondo patrimoniale comune costituito ai sensidella presente lettera si applicano, in quanto compatibili, ledisposizioni di cui agli articoli 2614 e 2615 del codice civile;
d) la durata del contratto, le modalita’ di adesione di altriimprenditori e, se pattuite, le cause facoltative di recessoanticipato e le condizioni per l’esercizio del relativo diritto,ferma restando in ogni caso l’applicazione delle regole generali dilegge in materia di scioglimento totale o parziale dei contrattiplurilaterali con comunione di scopo;
e) se il contratto ne prevede l’istituzione, il nome, la ditta, laragione o la denominazione sociale del soggetto prescelto persvolgere l’ufficio di organo comune per l’esecuzione del contratto odi una o piu’ parti o fasi di esso, i poteri di gestione e dirappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comunenonche’ le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante lavigenza del contratto. Salvo che sia diversamente disposto nelcontratto, l’organo comune agisce in rappresentanza degliimprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto, nelleprocedure di programmazione negoziata con le pubblicheamministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanziaper l’accesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo delsistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e diinnovazione previsti dall’ordinamento nonche’ all’utilizzazione distrumenti di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualita’ odi cui sia adeguatamente garantita la genuinita’ della provenienza;
f) le regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti suogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando e’stato istituito un organo comune, nei poteri di gestione conferiti atale organo, nonche’, se il contratto prevede la modificabilita’ amaggioranza del programma di rete, le regole relative alle modalita’di assunzione delle decisioni di modifica del programma medesimo». (3)
2-ter. Il comma 4-quater dell’articolo 3 del decreto-legge 10febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9aprile 2009, n. 33, e’ sostituito dal seguente:
«4-quater. Il contratto di rete e’ soggetto a iscrizione nellasezione del registro delle imprese presso cui e’ iscritto ciascunpartecipante e l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quandoe’ stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico ditutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari». (3)
2-quater. Fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012,una quota degli utili dell’esercizio destinati dalle imprese chesottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete ai sensidell’articolo 3, commi 4-ter e seguenti, del decreto-legge 10febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, al fondo patrimonialecomune o al patrimonio destinato all’affare per realizzare entrol’esercizio successivo gli investimenti previsti dal programma comunedi rete, preventivamente asseverato da organismi espressionedell’associazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsticon decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, ovvero, invia sussidiaria, da organismi pubblici individuati con il medesimodecreto, se accantonati ad apposita riserva, concorrono allaformazione del reddito nell’esercizio in cui la riserva e’ utilizzataper scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio ovvero incui viene meno l’adesione al contratto di rete. L’asseverazione e’rilasciata previo riscontro della sussistenza nel caso specificodegli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisitidi partecipazione in capo alle imprese che lo hanno sottoscritto.L’Agenzia delle entrate, avvalendosi dei poteri di cui al titolo IVdel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, vigila sui contratti di rete e sulla realizzazione degliinvestimenti che hanno dato accesso all’agevolazione, revocando ibenefici indebitamente fruiti. L’importo che non concorre allaformazione del reddito d’impresa non puo’, comunque, superare illimite di euro 1.000.000. Gli utili destinati al fondo patrimonialecomune o al patrimonio destinato all’affare trovano espressione inbilancio in una corrispondente riserva, di cui viene datainformazione in nota integrativa, e sono vincolati alla realizzazionedegli investimenti previsti dal programma comune di rete. (3)
2-quinquies. L’agevolazione di cui al comma 2-quater puo’ esserefruita, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per l’anno 2011e di 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013,esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte suiredditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cuisi riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o alpatrimonio destinato all’affare; per il periodo di imposta successivol’acconto delle imposte dirette e’ calcolato assumendo come impostadel periodo precedente quella che si sarebbe applicata in assenzadelle disposizioni di cui al comma 2-quater. All’onere derivante dalpresente comma si provvede quanto a 2 milioni di euro per l’anno 2011mediante utilizzo di quota delle maggiori entrate derivantidall’articolo 32, quanto a 18 milioni di euro per l’anno 2011 e a 14milioni di euro per l’anno 2013 mediante utilizzo di quota dellemaggiori entrate derivanti dall’articolo 38, commi 13-bis e seguenti,e quanto a 14 milioni di euro per l’anno 2012 mediante corrispondenteriduzione del Fondo di cui all’articolo 10, comma 5, deldecreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, conmodificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. (3)
2-sexies. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delleentrate, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigoredella legge di conversione del presente decreto, sono stabiliticriteri e modalita’ di attuazione dell’agevolazione di cui al comma2-quater, anche al fine di assicurare il rispetto del limitecomplessivo previsto dal comma 2-quinquies. (3)
2-septies. L’agevolazione di cui al comma 2-quater e’ subordinataall’autorizzazione della Commissione europea, con le procedurepreviste dall’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sulfunzionamento dell’Unione europea. (3)
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(1) Comma soppresso dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Zone a burocrazia zero

1. Possono essere istituite nel Meridione d’Italia zone a burocrazia zero.
2. Nelle zone di cui al comma 1 istituite, nel rispetto del principio di sussidiarietà e dell’art. 118 della Costituzione, in aree non soggette a vincolo con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, le nuove iniziative produttive avviate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto godono dei seguenti vantaggi:
a) nei riguardi delle predette nuove iniziative i provvedimenticonclusivi dei procedimenti amministrativi di qualsiasi natura edoggetto avviati su istanza di parte, fatta eccezione per quelli dinatura tributaria, di pubblica sicurezza e di incolumita’pubblica, sono adottati in via esclusiva da un Commissario diGoverno che vi provvede, ove occorrente, previe apposite conferenzedi servizi ai sensi della legge n. 241 del 1990; i provvedimenticonclusivi di tali procedimenti si intendono senz’altro positivamenteadottati entro 30 giorni dall’avvio del procedimento se unprovvedimento espresso non e’ adottato entro tale termine. Per iprocedimenti amministrativi avviati d’ufficio, fatta eccezione perquelli di natura tributaria, di pubblica sicurezza e diincolumita’ pubblica, le amministrazioni che li promuovono e liistruiscono trasmettono al Commissario di Governo, i dati e idocumenti occorrenti per l’adozione dei relativi provvedimenticonclusivi. Le disposizioni di cui al presente comma non siapplicano agli atti riguardanti la pubblica sicurezza e l’incolumita’pubblica;
b) ove la zona a burocrazia zero coincida, nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con una delle zone franche urbane individuate dalla delibera CIPE dell’ 8 maggio 2009, n. 14, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n 159 dell’11 luglio 2009, nonche’ in quella dell’Aquila individuata con deliberazione del CIPE assunta in data 13 maggio 2010, le risorse previste per tali zone franche urbane ai sensi dell’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono utilizzate dal Sindaco territorialmente competente per la concessione di contributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero;
c) nella realizzazione ed attuazione dei piani di presidio e sicurezza del territorio, le Prefetture-Uffici territoriali di governo assicurano assoluta priorità alle iniziative da assumere negli ambiti territoriali in cui insistono le zone di cui al comma 1. (1)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero

1. Ai fini delle imposte sui redditi e’ escluso dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo il novanta per cento degli emolumenti percepiti dai docenti e dai ricercatori che, in possesso di titolo di studio universitario o equiparato e non occasionalmente residenti all’estero, abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno due anni continuativi e che dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed entro i cinque anni solari successivi vengono a svolgere la loro attività in Italia, acquisendo conseguentemente la residenza fiscale nel territorio dello Stato.
2. Gli emolumenti di cui al comma 1 non concorrono alla formazione del valore della produzione netta dell’imposta regionale sulle attività produttive.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a decorrere dal primo gennaio 2011, nel periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e nei due periodi d’imposta successivi sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.
3-bis. All’articolo 4 della legge 2 agosto 1999, n. 264, dopo ilcomma 1 e’ aggiunto il seguente: «1-bis. La prova di ammissione ai corsi svolti in lingua stranierae’ predisposta direttamente nella medesima lingua». (1)
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(1) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Disposizioni in materia di certificati verdi e di convenzioni CIP6/92

1. Le risorse derivanti dalle risoluzioni anticipate delleconvenzioni CIP6/92 relative alle fonti assimilate alle fontirinnovabili, disposte con decreti del Ministro dello sviluppoeconomico ai sensi dell’articolo 30, comma 20, della legge 23 luglio2009, n. 99, intese come differenza tra gli oneri che sirealizzerebbero nei casi in cui non si risolvano le medesimeconvenzioni e quelli da liquidare ai produttori aderenti allarisoluzione, sono versate all’entrata per essere riassegnate adapposito fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministerodell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca finalizzato adinterventi nel settore della ricerca e dell’universita’. Laripartizione delle risorse a favore dei predetti interventi e’effettuata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e dellefinanze all’esito dell’approvazione della riforma organica delsettore universitario, escludendo la destinazione per spesecontinuative di personale ed assicurando comunque l’assenza dieffetti sui saldi di finanza pubblica.
2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concertocon il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Autorita’per l’energia elettrica e il gas, da emanare entro novanta giornidalla data di entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto, sono stabiliti criteri e modalita’ per laquantificazione delle risorse derivanti dal comma 1.
3. All’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo ilcomma 149 e’ inserito il seguente:
«149-bis. Al fine di contenere gli oneri generali di sistemagravanti sulla spesa energetica di famiglie ed imprese e dipromuovere le fonti rinnovabili che maggiormente contribuiscono alraggiungimento degli obiettivi europei, coerentemente conl’attuazione della direttiva 2009/28/CE, del Parlamento europeo e delConsiglio, del 23 aprile 2009, con decreto del Ministro dellosviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e dellefinanze, sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, daemanare entro il 31 dicembre 2010, si assicura che l’importocomplessivo derivante dal ritiro, da parte del GSE, dei certificativerdi di cui al comma 149, a decorrere dalle competenze dell’anno2011, sia inferiore del 30 per cento rispetto a quello relativo allecompetenze dell’anno 2010, prevedendo che almeno l’80 per cento ditale riduzione derivi dal contenimento della quantita’ di certificativerdi in eccesso».
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(1) Articolo sostituito dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Rifinanziamento del fondo infrastrutture

1. I mutui accesi con la Cassa depositi e prestiti entro il 31dicembre 2006, ivi inclusi quelli trasferiti al Ministerodell’economia e delle finanze ai sensi del decreto del Ministrodell’economia e delle finanze 5 dicembre 2003, con oneri diammortamento a totale carico dello Stato, interamente non erogati aisoggetti beneficiari alla data di entrata in vigore del presentedecreto-legge e a fronte dei quali alla stessa data non sono scaduti i termini di presentazione delle offerte o delle richieste diinvito previsti dai bandi pubblicati per l’affidamento dei lavorirelativi agli interventi finanziati sono revocati e devoluti ad altroscopo e/o beneficiario. A tal fine, la Cassa depositi e prestiti e ititolari dei mutui comunicano al Ministero dell’economia e dellefinanze, entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalladata di entrata in vigore del presente decreto, i dati relativi aimutui assunti e interamente non erogati. In caso di mancata oritardata comunicazione, il soggetto beneficiario inadempiente e’responsabile per le obbligazioni che dovessero emergere a seguitodell’attivazione delle procedure di cui al presente articolo. (1)
2. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, di natura non regolamentare, sono individuati i mutui di cui al precedente comma da revocare e devolvere ad altro scopo e/o beneficiario, fermi restando i piani di ammortamento in corso e le correlate autorizzazioni di spesa. Con i medesimi decreti sono stabilite le modalità di attuazione del presente articolo.
3. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, stabilisce, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, la destinazione delle risorse di cui al comma 2 per la prosecuzione della realizzazione del programma delle infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001 n. 443, con priorità al finanziamento del MO.S.E., nel limite massimo di quattrocento milioni di euro.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Concessioni autostradali

1. All’articolo 8-duodecies del decreto-legge 8 aprile 2008, n.59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101,sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2 le parole: «31 dicembre 2009» sono sostituite dalleseguenti: «31 luglio 2010»;
b) il comma 2-bis e’ sostituito dal seguente: «2-bis. – La societa’ANAS S.p.A., salva la preventiva verifica da parte del Governo pressola Commissione europea di soluzioni diverse da quelle previste nelpresente comma che assicurino i medesimi introiti per il bilanciodello Stato e che garantiscano il finanziamento incrociato per iltunnel di base del Brennero e le relative tratte di accesso nonche’la realizzazione da parte del concessionario di opereinfrastrutturali complementari sul territorio di riferimento, ancheurbane o consistenti in gallerie, entro il 31 dicembre 2010pubblica il bando di gara per l’affidamento della concessione dicostruzione e gestione dell’autostrada del Brennero. A tal fine ilMinistro delle infrastrutture e dei trasporti d’intesa con ilMinistro dell’economia e delle finanze, impartisce direttive ad ANASS.p.A. in ordine ai contenuti del bando di gara e del relativocapitolato o disciplinare, ivi compreso il valore dellaconcessione, le relative modalita’ di pagamento e la quota minima diproventi annuale, comunque non inferiore a quanto accantonato inmedia negli esercizi precedenti, che il concessionario e’autorizzato ad accantonare nel fondo di cui all’articolo 55, comma13, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nonche’ l’indicazionedelle opere infrastrutturali complementari, anche urbane oconsistenti in gallerie, la cui realizzazione, anche mediante ilricorso alla finanza di progetto, deve rientrare tra gli obblighiassunti dal concessionario. Il predetto bando deve prevedere unversamento annuo di 70 milioni di euro, a partire dalla datadell’affidamento e fino a concorrenza del valore di concessione, cheviene versato all’entrata del bilancio dello Stato. Nella determinazione del valore di concessione, di cui al periodoprecedente, vanno in ogni caso considerate le somme gia’ erogatedallo Stato per la realizzazione dell’infrastruttura». (1)
2. All’articolo 55 comma 13, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo periodo, le parole: «la societa’ Autostrada delBrennero S.p.A.» sono sostituite dalle seguenti: «la societa’titolare della concessione di costruzione e gestione dell’autostradadel Brennero».
b) al primo periodo, dopo le parole: «il Brennero ed allarealizzazione delle relative gallerie» sono aggiunte le parole:«nonche’ dei collegamenti ferroviari e delle infrastrutture connessefino al nodo stazione di Verona».
c) al secondo periodo, le parole: «Tale accantonamento e’effettuato in esenzione d’imposta» sono sostituite dalle seguenti:«Tale accantonamento nonche’ il successivo utilizzo sono effettuatiin esenzione di imposta».
d) al terzo periodo le parole: «dalla societa’ Autostrada delBrennero S.p.A. entro il 30 giugno 1998» sono sostituite dalleseguenti: «dalla societa’ titolare della concessione di costruzione egestione dell’autostrada del Brennero entro il 31 dicembre 2011» e leparole «con decreto del Ministro dei lavori pubblici d’intesa con ilMinistro dei Trasporti e della navigazione entro il 31 dicembre 1998»sono sostituite dalle seguenti «con decreto del Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti entro il 30 giugno 2012». (2)
3. L’articolo 2, comma 202, lettera a), della legge 23 dicembre2009 n. 191, si interpreta nel senso che in caso di mancatoadeguamento da parte dei concessionari degli schemi di convenzioneovvero dei Piani economico-finanziari alle prescrizioni del CIPEattestato dal concedente dandone comunicazione ai Ministeridell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti,gli schemi di convenzione stessi non si intendono approvati e sonosottoposti alle ordinarie procedure di approvazione di cuiall’articolo 2, commi 82 e seguenti del decreto-legge 3 ottobre 2006,n. 262 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,n. 286».
3-bis. All’articolo 17, comma 34-bis, del decreto-legge 1o luglio2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto2009, n. 102, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel primo periodo, le parole: «di rilevanza nazionale contraffico superiore a dieci milioni di passeggeri annui» sonosostituite dalle seguenti: «nazionali e comunque con trafficosuperiore a otto milioni di passeggeri annui, nonche’ quelli aventistrutture con sedimi in regioni diverse»;
b) nel secondo periodo, dopo le parole: «del Presidente delConsiglio dei ministri», sono inserite le seguenti: «, da adottareentro sessanta giorni dalla stipula del contratto di programma». (2)
3-ter. All’articolo 2, comma 200, alinea, della legge 23 dicembre2009, n. 191, dopo le parole: «all’esterno del territorio dell’Unioneeuropea» sono inserite le seguenti: «con riguardo anche ai sistemiaeroportuali unitariamente considerati». (2)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Disposizioni in materia di procedure concorsuali

1. Dopo l’articolo 182-ter del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, esuccessive modificazioni, e’ inserito il seguente:
«ART. 182-quater. – (disposizioni in tema di prededucibilita’ deicrediti nel concordato preventivo, negli accordi di ristrutturazionedei debiti). – I crediti derivanti da finanziamenti in qualsiasiforma effettuati da banche e intermediari finanziari iscritti neglielenchi di cui agli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1osettembre 1993, n. 385, in esecuzione di un concordato preventivo dicui agli articoli 160 e seguenti ovvero di un accordo diristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis)sono prededucibili ai sensi e per gli effetti dell’articolo 111. Sono parificati ai prededucibili ai sensi e per gli effettidell’articolo 111, i crediti derivanti da finanziamenti effettuatidai soggetti indicati al precedente comma in funzione dellapresentazione della domanda di ammissione alla procedura diconcordato preventivo o della domanda di omologazione dell’accordo diristrutturazione dei debiti, qualora i finanziamenti siano previstidal piano di cui all’articolo 160 o dall’accordo di ristrutturazionee purche’ la prededuzione sia espressamente disposta nelprovvedimento con cui il tribunale accoglie la domanda di ammissioneal concordato preventivo ovvero l’accordo sia omologato.
In deroga agli articoli 2467 e 2497-quinquies del codice civile, ilprimo comma si applica anche ai finanziamenti effettuati dai soci,fino a concorrenza dell’ottanta per cento del loro ammontare. Sono altresi’ prededucibili i compensi spettanti al professionistaincaricato di predisporre la relazione di cui agli articoli 161,terzo comma, 182-bis, primo comma, purche’ cio’ sia espressamentedisposto nel provvedimento con cui il tribunale accoglie la domandadi ammissione al concordato preventivo ovvero l’accordo siaomologato.
Con riferimento ai crediti indicati ai commi secondo, terzo equarto, i creditori sono esclusi dal voto e dal computo dellemaggioranze per l’approvazione del concordato ai sensi dell’articolo177 e dal computo della percentuale dei crediti prevista all’articolo182-bis, primo e sesto comma.». (1)
2. Dopo il comma quinto dell’articolo 182-bis del R.D. 16 marzo1942, n. 267, e successive modificazioni, sono aggiunti i seguenti:«Il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutivedi cui al terzo comma puo’ essere richiesto dall’imprenditore anchenel corso delle trattative e prima della formalizzazione dell’accordodi cui al presente articolo, depositando presso il tribunale competente ai sensi dell’articolo 9 la documentazione di cuiall’articolo 161, primo e secondo comma, e una proposta di accordocorredata da una dichiarazione dell’imprenditore, avente valore diautocertificazione, attestante che sulla proposta sono in corsotrattative con i creditori che rappresentano almeno il sessanta percento dei crediti e da una dichiarazione del professionista avente irequisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), circa la idoneita’ della proposta, se accettata, ad assicurare ilregolare pagamento dei creditori con i quali non sono in corsotrattative o che hanno comunque negato la propria disponibilita’ atrattare. L’istanza di sospensione di cui al presente comma e’pubblicata nel registro delle imprese e produce l’effetto deldivieto di inizio o prosecuzione delle azioni esecutive e cautelari,nonche’ del divieto di acquisire titoli di prelazione, se nonconcordati, dalla pubblicazione. Il tribunale, verificata lacompletezza della documentazione depositata, fissa con decretol’udienza entro il termine di trenta giorni dal deposito dell’istanzadi cui al sesto comma, disponendo la comunicazione ai creditori delladocumentazione stessa. Nel corso dell’udienza, riscontrata lasussistenza dei presupposti per pervenire a un accordo diristrutturazione dei debiti con le maggioranze di cui al primo commae delle condizioni per il regolare pagamento dei creditori con iquali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato lapropria disponibilita’ a trattare, dispone con decreto motivato ildivieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive (( edi acquisire titoli di prelazione se non concordati )) assegnando iltermine di non oltre sessanta giorni per il deposito dell’accordo diristrutturazione e della relazione redatta dal professionista a normadel primo comma. Il decreto del precedente periodo e’ reclamabile anorma del quinto comma in quanto applicabile. A seguito del depositodell’accordo di ristrutturazione dei debiti nei termini assegnati daltribunale trovano applicazione le disposizioni di cui al secondo,terzo, quarto e quinto comma.». (1)
2-bis. Dopo l’articolo 217 del regio decreto 16 marzo 1942, n.267, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente:
«ART. 217-bis. – (Esenzione dai reati di bancarotta). – 1. Ledisposizioni di cui all’articolo 216, terzo comma, e 217 non siapplicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di unconcordato preventivo di cui all’articolo 160 o di un accordo diristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bisovvero del piano di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d)». (2)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Disposizioni in materia di conferenza di servizi

1. All’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sonoapportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «indice di regola» sono sostituitedalle seguenti: «puo’ indire»;
b) al comma 2, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, leparole: «ovvero nei casi in cui e’ consentito all’amministrazioneprocedente di provvedere direttamente in assenza delle determinazionidelle amministrazioni competenti».
2. All’articolo 14-ter della legge 7 agosto 1990, n. 241, sonoapportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Lanuova data della riunione puo’ essere fissata entro i quindici giornisuccessivi nel caso la richiesta provenga da un’autorita’ prepostaalla tutela del patrimonio culturale. I responsabili degli sportelliunici per le attivita’ produttive e per l’edilizia, ove costituiti, oi Comuni, o altre autorita’ competenti concordano con iSoprintendenti territorialmente competenti il calendario, almenotrimestrale, delle riunioni delle conferenze di servizi checoinvolgano atti di assenso o consultivi comunque denominati dicompetenza del Ministero per i beni e le attivita’ culturali.»; b) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente: «3-bis. In caso diopera o attivita’ sottoposta anche ad autorizzazione paesaggistica,il soprintendente si esprime, in via definitiva, in sede diconferenza di servizi, ove convocata, in ordine a tutti iprovvedimenti di sua competenza ai sensi del decreto legislativo 22gennaio 2004, n. 42.»; b-bis) al comma 4 sono premesse le parole: «Fermo restandoquanto disposto dal comma 4-bis» e sono aggiunti, in fine, i seguentiperiodi: «Per assicurare il rispetto dei tempi, l’amministrazionecompetente al rilascio dei provvedimenti in materia ambientale puo’far eseguire anche da altri organi dell’amministrazione pubblica oenti pubblici dotati di qualificazione e capacita’ tecnicaequipollenti, ovvero da istituti universitari tutte le attivita’tecnico-istruttorie non ancora eseguite. In tal caso gli onerieconomici diretti o indiretti sono posti a esclusivo carico delsoggetto committente il progetto, secondo le tabelle approvate condecreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio edel mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze»;
c) dopo il comma 4, e’ aggiunto il seguente: «4-bis. Nei casi incui l’intervento oggetto della conferenza di servizi e’ statosottoposto positivamente a valutazione ambientale strategica (VAS), irelativi risultati e prescrizioni, ivi compresi gli adempimenti dicui ai commi 4 e 5 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 aprile2006, n. 152, devono essere utilizzati, senza modificazioni, ai finidella VIA, qualora effettuata nella medesima sede, statale oregionale, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 3 aprile2006, n. 152.»;
d) il comma 6-bis e’ sostituito dal seguente: «6-bis. All’esitodei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cuiai commi 3 e 4, l’amministrazione procedente, in caso di VIA statale,puo’ adire direttamente il consiglio dei ministri ai sensidell’articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 2006, n.152; in tutti gli altri casi, valutate le specifiche risultanze dellaconferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse inquella sede, adotta la determinazione motivata di conclusione delprocedimento che sostituisce a tutti gli effetti, ogniautorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunquedenominato di competenza delle amministrazioni partecipanti, ocomunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predettaconferenza. La mancata partecipazione alla conferenza di serviziovvero la ritardata o mancata adozione della determinazione motivatadi conclusione del procedimento sono valutate ai fini dellaresponsabilita’ dirigenziale o disciplinare e amministrativa, nonche’ai fini dell’attribuzione della retribuzione di risultato. Restasalvo il diritto del privato di dimostrare il danno derivante dallamancata osservanza del termine di conclusione del procedimento aisensi degli articoli 2 e 2-bis.»;
e) il comma 7 e’ sostituito dal seguente: «7. Si consideraacquisito l’assenso dell’amministrazione, ivi comprese quellepreposte alla tutela della salute e della pubblica incolumita’, allatutela paesaggistico-territoriale e alla tutela ambientale, esclusi iprovvedimenti in materia di VIA, VAS e AIA, il cui rappresentante,all’esito dei lavori della conferenza, non abbia espressodefinitivamente la volonta’ dell’amministrazione rappresentata.»; f) il comma 9 e’ soppresso. (1)
3. All’articolo 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, sonoapportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: «rappresentanti delleamministrazioni» sono inserite le seguenti: «ivi comprese quellepreposte alla tutela ambientale, fermo restando quanto previstodall’articolo 26 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o allatutela della salute e della pubblica incolumita’»; b) i commi 3, 3-bis, 3-ter e 3-quater sono sostituiti dalseguente:
«3. Al di fuori dei casi di cui all’articolo 117, ottavo comma,della Costituzione, e delle infrastrutture ed insediamenti produttivistrategici e di preminente interesse nazionale, di cui alla parteseconda, titolo terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile2006, n. 163, e successive modificazioni, nonche’ dei casi dilocalizzazione delle opere di interesse statale, ove venga espressomotivato dissenso da parte di un’amministrazione preposta alla tutelaambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimoniostorico-artistico o alla tutela della salute e della pubblicaincolumita’, la questione, in attuazione e nel rispetto del principiodi leale collaborazione e dell’articolo 120 della Costituzione, e’ rimessa dall’amministrazione procedente alladeliberazione del Consiglio dei Ministri, che si pronuncia entrosessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e leProvince autonome interessate, in caso di dissenso traun’amministrazione statale e una regionale o tra piu’ amministrazioniregionali, ovvero previa intesa con la Regione e gli enti localiinteressati, in caso di dissenso tra un’amministrazione statale oregionale e un ente locale o tra piu’ enti locali. Se l’intesa non e’raggiunta nei successivi trenta giorni, la deliberazione delConsiglio dei ministri puo’ essere comunque adottata. Se il motivatodissenso e’ espresso da una Regione o da una Provincia autonoma inuna delle materie di propria competenza, il Consiglio dei Ministridelibera in esercizio del proprio potere sostitutivo con lapartecipazione dei Presidenti delle Regioni o delle Province autonomeinteressate».
4. All’articolo 29, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241,dopo la parola «assenso» sono aggiunte le seguenti «e la conferenzadi servizi,».
4-bis. L’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e’sostituito dal seguente:
«ART. 19. – (Segnalazione certificata di inizio attivita’ – Scia).- 1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione noncostitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese ledomande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’eserciziodi attivita’ imprenditoriale, commerciale o artigianale il cuirilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti epresupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi acontenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingentecomplessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per ilrilascio degli stessi, e’ sostituito da una segnalazionedell’interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistanovincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciatidalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblicasicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza,all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione dellefinanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizionedel gettito, anche derivante dal gioco, nonche’ di quelli impostidalla normativa comunitaria. La segnalazione e’ corredata dalledichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorieta’per quanto riguarda tutti gli stati, le qualita’ personali e i fattiprevisti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto delPresidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonche’ dalleattestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalledichiarazioni di conformita’ da parte dell’Agenzia delle imprese dicui all’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cuial primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredatedagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche dicompetenza dell’amministrazione. Nei casi in cui la legge prevedel’acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovverol’esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituitidalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni ocertificazioni di cui al presente comma, salve le verifichesuccessive degli organi e delle amministrazioni competenti.
2. L’attivita’ oggetto della segnalazione puo’ essere iniziatadalla data della presentazione della segnalazione all’amministrazionecompetente.
3. L’amministrazione competente, in caso di accertata carenza deirequisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine disessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimocomma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzionedell’attivita’ e di rimozione degli eventuali effetti dannosi diessa, salvo che, ove cio’ sia possibile, l’interessato provveda aconformare alla normativa vigente detta attivita’ ed i suoi effettientro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso noninferiore a trenta giorni. E’ fatto comunque salvo il poteredell’amministrazione competente di assumere determinazioni in via diautotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In casodi dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto dinotorieta’ false o mendaci, l’amministrazione, ferma restandol’applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6, nonche’ diquelle di cui al capo VI del testo unico di cui al decreto delPresidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, puo’ sempre ein ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.
4. Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui alprimo periodo del comma 3, all’amministrazione e’ consentitointervenire solo in presenza del pericolo di un danno per ilpatrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, perla sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivatoaccertamento dell’impossibilita’ di tutelare comunque tali interessimediante conformazione dell’attivita’ dei privati alla normativavigente.
5. Il presente articolo non si applica alle attivita’ economiche aprevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate daltesto unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui aldecreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, e dal testo unico inmateria di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo24 febbraio 1998, n. 58. Ogni controversia relativa all’applicazionedel presente articolo e’ devoluta alla giurisdizione esclusiva delgiudice amministrativo. Il relativo ricorso giurisdizionale,esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, puo’riguardare anche gli atti di assenso formati in virtu’ delle normesul silenzio assenso previste dall’articolo 20. 6. Ove il fatto non costituisca piu’ grave reato, chiunque, nelledichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano lasegnalazione di inizio attivita’, dichiara o attesta falsamentel’esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 e’punito con la reclusione da uno a tre anni». (2)
4-ter. Il comma 4-bis attiene alla tutela della concorrenza aisensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera e), dellaCostituzione, e costituisce livello essenziale delle prestazioniconcernenti i diritti civili e sociali ai sensi della lettera m) delmedesimo comma. Le espressioni «segnalazione certificata di inizioattivita’» e «Scia» sostituiscono, rispettivamente, quelle di«dichiarazione di inizio attivita’» e «Dia», ovunque ricorrano, anchecome parte di una espressione piu’ ampia, e la disciplina di cui alcomma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigoredella legge di conversione del presente decreto, quella delladichiarazione di inizio attivita’ recata da ogni normativa statale eregionale. (2)
4-quater. Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema produttivoe la competitivita’ delle imprese, anche sulla base delle attivita’di misurazione degli oneri amministrativi di cui all’articolo 25 deldecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il Governo e’ autorizzato adadottare uno o piu’ regolamenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2,della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri per lapubblica amministrazione e l’innovazione, per la semplificazionenormativa e dello sviluppo economico, sentiti i Ministri interessatie le associazioni imprenditoriali, volti a semplificare e ridurre gliadempimenti amministrativi gravanti sulle piccole e medie imprese, inbase ai seguenti principi e criteri direttivi, nel rispetto di quantoprevisto dagli articoli 20, 20-bis e 20-ter della legge 15 marzo1997, n. 59, e successive modificazioni:
a) proporzionalita’ degli adempimenti amministrativi in relazionealla dimensione dell’impresa e al settore di attivita’, nonche’ alleesigenza di tutela degli interessi pubblici coinvolti;
b) eliminazione di autorizzazioni, licenze, permessi, ovvero didichiarazioni, attestazioni, certificazioni, comunque denominati,nonche’ degli adempimenti amministrativi e delle procedure nonnecessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici in relazionealla dimensione dell’impresa ovvero alle attivita’ esercitate;
c) estensione dell’utilizzo dell’autocertificazione, delleattestazioni e delle asseverazioni dei tecnici abilitati nonche’delle dichiarazioni di conformita’ da parte dell’Agenzia delleimprese di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto2008, n. 133;
d) informatizzazione degli adempimenti e delle procedureamministrative, secondo la disciplina del decreto legislativo 7 marzo2005, n. 82, recante codice dell’amministrazione digitale; e) soppressione delle autorizzazioni e dei controlli per leimprese in possesso di certificazione ISO o equivalente, per leattivita’ oggetto di tale certificazione;
f) coordinamento delle attivita’ di controllo al fine di evitareduplicazioni e sovrapposizioni, assicurando la proporzionalita’ deglistessi in relazione alla tutela degli interessi pubblici coinvolti. (2)
4-quinquies. I regolamenti di cui al comma 4-quater sono emanatientro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge diconversione del presente decreto ed entrano in vigore il quindicesimogiorno successivo alla data della loro pubblicazione nella GazzettaUfficiale. Con effetto dalla data di entrata in vigore dei predettiregolamenti sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici deirelativi procedimenti. Tali interventi confluiscono nel processo diriassetto di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59. (2)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Censimento

1. E’ indetto il 15° Censimento generale della popolazione e delleabitazioni, di cui al Regolamento (CE) 9 luglio 2008, n. 763/08 delParlamento europeo e del Consiglio, nonche’ il 9° censimento generaledell’industria e dei servizi ed il censimento delle istituzioni non-profit. A tal fine e’ autorizzata la spesa di 200 milioni dieuro per l’anno 2011, di 277 milioni per l’anno 2012 e di 150 milioniper l’anno 2013. (1)
2. Ai sensi dell’articolo 15 comma 1, lettere b), c) ed e) deldecreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, l’Istat organizza leoperazioni di ciascun censimento attraverso il Piano generale dicensimento e apposite circolari, nonche’ mediante specifiche intesecon le Province autonome di Trento e di Bolzano per i territori dicompetenza e nel rispetto della normativa vigente. Nel Piano Generaledi Censimento vengono definite la data di riferimento dei dati, gliobiettivi, il campo di osservazione, le metodologie di indagine e lemodalita’ di organizzazione ed esecuzione delle operazioni censuarie,gli adempimenti cui sono tenuti i rispondenti nonche’ gli uffici dicensimento, singoli o associati, preposti allo svolgimento delleprocedure di cui agli articoli 7 e 11 del decreto legislativo 6settembre 1989, n. 322, gli obblighi delle amministrazioni pubblichedi fornitura all’Istat di basi dati amministrative relative asoggetti costituenti unita’ di rilevazione censuaria. L’Istat,attraverso il Piano e apposite circolari, stabilisce altresi’:
a) le modalita’ di costituzione degli uffici di censimento,singoli o associati, preposti allo svolgimento delle operazionicensuarie e i criteri di determinazione e ripartizione dei contributiagli organi di censimento, i criteri per l’affidamento di fasi dellarilevazione censuaria a enti e organismi pubblici e privati, d’intesacon la Conferenza Unificata, sentito il Ministero dell’economia edelle finanze;
b) in ragione delle peculiarita’ delle rispettive tipologie diincarico, le modalita’ di selezione ed i requisiti professionali delpersonale con contratto a tempo determinato, nonche’ le modalita’ diconferimento dell’incarico di coordinatore e rilevatore, anche concontratti di collaborazione coordinata e continuativa, limitatamentealla durata delle operazioni censuarie e comunque con scadenza entroil 31 dicembre 2012, d’intesa con il Dipartimento della Funzionepubblica e il Ministero dell’economia e delle finanze;
c) i soggetti tenuti all’obbligo di risposta, il trattamento deidati e la tutela della riservatezza, le modalita’ di diffusione deidati, anche con frequenza inferiore alle tre unita’, ad esclusionedei dati di cui all’articolo 22 del decreto legislativo 30 giugno2003, n. 196, e la comunicazione dei dati elementari ai soggettifacenti parte del SISTAN, nel rispetto del decreto legislativo n.322/89 e successive modifiche e del codice di deontologia e di buonacondotta per i trattamenti di dati personali a scopi statistici e diricerca scientifica, nonche’ la comunicazione agli organismi dicensimento dei dati elementari, privi di identificativi e previarichiesta all’Istat, relativi ai territori di rispettiva competenza enecessari per lo svolgimento delle funzioni istituzionali, nelrispetto di quanto stabiliti dal presente articolo e dalla normativavigente in materia di trattamento dei dati personali a scopistatistici;
d) limitatamente al 15° Censimento generale della popolazione edelle abitazioni, le modalita’ per il confronto contestuale alleoperazioni censuarie tra dati rilevati al censimento e dati contenutinelle anagrafi della popolazione residente, nonche’, d’intesa con ilMinistero dell’Interno, le modalita’ di aggiornamento e revisionedelle anagrafi della popolazione residente sulla base dellerisultanze censuarie.
3. Per gli enti territoriali individuati dal Piano Generale dicensimento di cui al comma 2 come affidatari di fasi dellerilevazioni censuarie, le spese derivanti dalla progettazione edesecuzione dei censimenti sono escluse dal Patto di stabilita’interno, nei limiti delle risorse trasferite dall’ISTAT. Per gli entiterritoriali per i quali il Patto di stabilita’ interno e’ regolatocon riferimento al saldo finanziario sono escluse dalle entratevalide ai fini del Patto anche le risorse trasferite dall’ISTAT. Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli entiterritoriali individuati dal Piano generale del 6° censimentodell’agricoltura di cui al numero Istat SP/1275.2009, del 23 dicembre2009 e di cui al comma 6, lettera a). (1)
4. Per far fronte alle esigenze temporanee ed eccezionali connesseall’esecuzione dei censimenti, l’ISTAT, gli enti e gli organismipubblici, indicati nel Piano di cui al comma 2, possono avvalersidelle forme contrattuali flessibili, ivi compresi i contratti disomministrazione di lavoro, nell’ambito e nei limiti delle risorsefinanziarie ad essi assegnate ai sensi del comma 1 limitatamente alladurata delle operazioni censuarie e, comunque, non oltre il 2013; neilimiti delle medesime risorse, l’Istat puo’ avvalersene fino al 31dicembre 2014, dando apposita comunicazione dell’avvenutoreclutamento al Dipartimento della funzione pubblica ed al Ministerodell’economia e delle finanze.
5. La determinazione della popolazione legale e’ definita condecreto del Presidente della Repubblica sulla base dei dati delcensimento relativi alla popolazione residente, come definita daldecreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223. Nellemore dell’adozione del Piano Generale di Censimento di cui al comma2, l’ISTAT provvede alle iniziative necessarie e urgenti preordinatead effettuare la rilevazione sui numeri civici geocodificati allesezioni di censimento nei comuni con popolazione residente noninferiore a 20.000 abitanti e la predisposizione di listeprecensuarie di famiglie e convivenze desunte dagli archivi dianagrafi comunali attraverso apposite circolari. Con appositecircolari e nel rispetto della riservatezza, l’ISTAT stabilisce latipologia ed il formato dei dati individuali nominativi dell’anagrafedella popolazione residente, utili per le operazioni censuarie, che iComuni devono fornire all’ISTAT. Il Ministero dell’Interno vigila sulla corretta osservanza da partedei Comuni dei loro obblighi di comunicazione, anche ai finidell’eventuale esercizio dei poteri sostitutivi di cui agli articoli14, comma 2, e 54, commi 3 e 11, del decreto legislativo 18 agosto2000, n. 267. L’articolo 1, comma 6, della legge 24 dicembre 1954, n.1228, e’ sostituito dal seguente: «6. L’INA promuove la circolarita’delle informazioni anagrafiche essenziali al fine di consentire alleamministrazioni pubbliche centrali e locali collegate ladisponibilita’, in tempo reale, dei dati relativi alle generalita’,alla cittadinanza, alla famiglia anagrafica nonche’ all’indirizzoanagrafico delle persone residenti in Italia, certificati dai comunie, limitatamente al codice fiscale, dall’Agenzia delle entrate». Condecreto, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigoredella legge di conversione ai sensi dell’articolo 1, comma 7, dellalegge 24 dicembre 1954, n. 1228, sono emanate le disposizioni voltead armonizzare il regolamento di gestione dell’INA con quantoprevisto dal presente comma.
6. Nelle more dell’entrata in vigore del regolamento di cuiall’articolo 17 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135,convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166,e in attuazione del Protocollo di intesa sottoscritto dall’ISTAT edalle Regioni e Province Autonome in data 17 dicembre 2009: a) l’ISTAT organizza le operazioni censuarie, nel rispetto delregolamento (CE) n. 1166/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio,del 19 novembre 2008, e del predetto Protocollo, secondo il PianoGenerale di Censimento di cui al numero Istat SP/1275.2009 del 23dicembre 2009 e relative circolari applicative che individuano anchegli enti e gli organismi pubblici impegnati nelle operazionicensuarie;
b) le Regioni organizzano e svolgono le attivita’ loro affidatesecondo i rispettivi Piani di censimento e attraverso la scelta,prevista dal Piano Generale di Censimento, tra il modello ad altapartecipazione o a partecipazione integrativa, alla quale corrispondel’erogazione di appositi contributi;
c) l’ISTAT, gli enti e gli organismi pubblici impegnati nelleoperazioni censuarie sono autorizzati, ai sensi del predetto articolo17, comma 4, ad avvalersi delle forme contrattuali flessibili ivipreviste limitatamente alla durata delle operazioni censuarie ecomunque non oltre il 2012. Della avvenuta selezione, assunzione oreclutamento da parte dell’Istat e’ data apposita comunicazione alDipartimento della funzione pubblica ed al Ministero dell’economia edelle finanze.
7. Gli organi preposti allo svolgimento delle operazioni del 6°censimento generale dell’agricoltura sono autorizzati a conferire,per lo svolgimento dei compiti di rilevatore e coordinatore, ancheincarichi di natura autonoma limitatamente alla durata delleoperazioni censuarie e comunque non oltre il 31 dicembre 2011. Ilreclutamento dei coordinatori intercomunali di censimento e glieventuali loro responsabili avviene, secondo le modalita’ previstedalla normativa e dagli accordi di cui al presente comma e dallecircolari emanate dall’Istat, tra i dipendenti dell’amministrazione odi altre amministrazioni pubbliche territoriali o funzionali, nelrispetto delle norme regionali e locali ovvero tra personale esternoalle pubbliche amministrazioni. L’ISTAT provvede con propriecircolari alla definizione dei requisiti professionali deicoordinatori intercomunali di censimento e degli eventuali lororesponsabili, nonche’ dei coordinatori comunali e dei rilevatori inragione delle peculiarita’ delle rispettive tipologie di incarico.
8. Al fine di ridurre l’utilizzo di soggetti estranei alla pubblicaamministrazione per il perseguimento dei fini di cui al comma 1, iricercatori, i tecnologi e il personale tecnico di ruolo dei livelliprofessionali IV-VI degli enti di ricerca e di sperimentazione di cuiall’articolo 7 del presente decreto, che risultino in esuberoall’esito della soppressione e incorporazione degli enti di ricercadi cui al medesimo articolo 7, sono trasferiti a domanda all’ISTAT inpresenza di vacanze risultanti anche a seguito di appositarimodulazione dell’organico e con le modalita’ ivi indicate. Restafermo il limite finanziario dell’80 per cento di cui all’articolo 1,comma 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Dall’attuazione delpresente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a caricodella finanza pubblica. (1)
9. Agli oneri derivanti dai commi 6 e 7, nonche’ a quelli derivantidalle ulteriori attivita’ previste dal regolamento di cuiall’articolo 17, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2009, n.135, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, si provvede nei limiti dei complessivi stanziamenti previsti dalcitato articolo 17.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Semplificazione dell’installazione di piccoli impianti di distribuzione di gas naturale

1. L’installazione di impianti fissi senza serbatoi d’accumuloderivati da rete domestica adibiti al rifornimento a carica lenta digas naturale per autotrazione e’ subordinata alla presentazione diuna dichiarazione d’inizio attivita’, disciplinata dalle disposizionidi cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n.37 ed in coerenza con gli effetti di cui al comma 5 del presentearticolo da presentare al Comando provinciale dei Vigili del fuocoterritorialmente competente. (1)
2. Fatta salva la disciplina comunitaria in materia di prodotti,l’installazione e l’esercizio di apparecchi fissi senza serbatoio diaccumulo per il rifornimento a carica lenta di gas naturale, perautotrazione, con una capacita’ di compressione non superiore a 3m3/h sono disciplinati, ai sensi degli articoli 14 e 15 del decretolegislativo 8 marzo 2006, n. 139, con decreto del Ministrodell’interno da adottarsi entro centoventi giorni dalla (( data di ))pubblicazione del presente decreto nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana. (1)
3. L’impianto, costituito dall’apparecchio, dalla condotta diadduzione del gas e della linea elettrica di alimentazione, deveessere rispondente ai requisiti di cui alla legge 6 dicembre 1971, n.1083, e successive modifiche, per quanto riguarda l’impiego del gasnaturale, e di cui alla legge 1o marzo 1968, n. 186, e successivemodifiche, per quanto riguarda l’alimentazione elettrica.
4. Sono abilitate all’installazione, allo smontaggio e allamanutenzione dell’impianto le imprese aventi i requisiti stabilitidal decreto adottato ai sensi dell’articolo 11-quaterdecies, comma13, lettera a), del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203,convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.248, che risultano iscritte presso la Camera di commercio, industriaed artigianato e che esercitano le attivita’ di:
a) impianti di produzione, di trasporto, di distribuzione e diutilizzazione dell’energia elettrica all’interno degli edifici apartire dal punto di consegna dell’energia fornita dall’entedistributore;
b) impianti per il trasporto e l’utilizzazione di gas allo statoliquido o aeriforme all’interno degli edifici a partire dal punto diconsegna del combustibile gassoso fornito dall’ente distributore. (1)
5. Gli impianti aventi i requisiti previsti dal presente articolo,non necessitano, in ogni caso, di autorizzazione in materia diprevenzione incendi. E’ fatta salva la possibilita’ da partedell’autorita’ competente per la prevenzione incendi, di effettuarecontrolli, anche a campione, ed emettere prescrizioni. La mancataesibizione della dichiarazione di conformita’ dell’impianto, inoccasione dei controlli, comporta l’applicazione delle sanzioni, inrelazione alla tipologia di attivita’ in cui viene accertata laviolazione, previste dal decreto adottato ai sensi dell’articolo11-quaterdecies, comma 13, lettera a), del decreto-legge 30settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge2 dicembre 2005, n. 248 e del decreto legislativo 19 dicembre 1994,n. 758. (1)
6. Il gas naturale destinato agli impianti di cui al comma 1 e’assoggettato alle aliquota di accisa previste per il gas naturale percombustione per usi civili di cui all’allegato I annesso al decretolegislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come modificato dall’articolo 2,comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26.
7. Al comma 3 dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2010, n.40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,le parole: «entro e non oltre il termine di sessanta giornidecorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto» sonosostituite dalle seguenti: «entro e non oltre il 31 dicembre 2010». (1)
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Fondazioni bancarie

1. L’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, si interpreta nel senso che, fino a che non e’ istituita, nell’ambito di una riforma organica, una nuova autorità di controllo sulle persone giuridiche private disciplinate dal titolo II del libro primo del codice civile, la vigilanza sulle fondazioni bancarie e’ attribuita al Ministero dell’economia e delle finanze, indipendentemente dalla circostanza che le fondazioni controllino, direttamente o indirettamente società bancarie, o partecipino al controllo di esse tramite patti di sindacato o accordi in qualunque forma stipulati. Le fondazioni bancarie che detengono partecipazioni di controllo, diretto o indiretto, in società bancarie ovvero concorrono al controllo, diretto o indiretto, di dette società attraverso patti di sindacato o accordi di qualunque tipo continuano a essere vigilate dal Ministero dell’economia e delle finanze anche dopo l’istituzione dell’autorità di cui al primo periodo. 1-bis. Le disposizioni dell’articolo 15, commi 13, 14 e 15, deldecreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si applicano ancheper l’esercizio in corso alla data di entrata in vigore del presentedecreto. (1)
1-ter. All’articolo 7, comma 3-bis, del decreto legislativo 17maggio 1999, n. 153, le parole: «non superiore al 10 per cento» sonosostituite dalle seguenti: «non superiore al 15 per cento». 1-quater. All’articolo 4 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n.153, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione,direzione o controllo presso la fondazione non possono ricoprirefunzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la societa’bancaria conferitaria o sue controllate o partecipate. I soggetti chesvolgono funzioni di indirizzo presso la fondazione non possonoricoprire funzioni di amministrazione, direzione o controllo pressola societa’ bancaria conferitaria». (1)
1-quinquies. All’articolo 10, comma 3, del decreto legislativo 17maggio 1999, n. 153, dopo la lettera k), e’ aggiunta la seguente:«k-bis) presenta, entro il 30 giugno, una relazione al Parlamentosull’attivita’ svolta dalle Fondazioni bancarie nell’anno precedente,con riferimento, tra l’altro, agli interventi finalizzati apromuovere lo sviluppo economico-sociale nei territori locali in cuioperano le medesime fondazioni». (1)
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(1) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Contratto di produttività

1. Nel periodo dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011, le somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato, in attuazione di quanto previsto da accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali e correlate a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale sono soggette a una imposta sostitutiva della imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali. Tale disposizione trova applicazione entro il limite complessivo di 6.000 euro lordi e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro.
2. Nel periodo dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 le somme di cui al comma 1 beneficiano altresì di uno sgravio dei contributi dovuti dal lavoratore e dal datore di lavoro nei limiti delle risorse stanziate a tal fine ai sensi dell’ultimo periodo dell’art. 1, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
3. Il Governo, sentite le parti sociali, provvederà alla determinazione del sostegno fiscale e contributivo previsto nei commi 1 e 2 entro il 31 dicembre 2010.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

EXPO

1. Per la prosecuzione, per gli anni 2010 e successivi, delle attività indicate all’articolo 41, comma 16-quinquiesdecies del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, fatto salvo il finanziamento integrale delle opere, può essere utilizzata, in misura proporzionale alla partecipazione azionaria detenuta dallo Stato, una quota non superiore al 4 per cento delle risorse autorizzate dall’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, destinate al finanziamento delle opere delle quali la Società Expo 2015 S.p.A. e’ soggetto attuatore, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 ottobre 2008 e successive modifiche, ferma restando la partecipazione pro quota alla copertura delle medesime spese da parte degli altri azionisti, a valere sui rispettivi finanziamenti.
2. I contributi e le somme comunque erogate a carico del bilanciodello Stato a favore della Societa’ Expo 2015 S.p.A. sono versati su un’apposita contabilita’ speciale aperta presso la Tesoreriadello Stato. (1)
3. I contratti di assunzione del personale, a qualsiasi titolo, i contratti di lavoro a progetto e gli incarichi di consulenza esterna devono essere deliberati esclusivamente dal Consiglio di amministrazione della società Expo 2015 S.p.A., senza possibilità di delega, avendo in ogni caso presente la fmalità di un contenimento dei costi della società, anche successivamente alla conclusione dell’evento espositivo di cui alla normativa richiamata al comma 1.
3. Sull’utilizzo delle risorse di cui al comma 1 per la copertura delle spese di gestione della società Expo 2015 S.p.A. e, in particolare, sulle iniziative assunte ai sensi del precedente comma, la società invia trimestralmente una relazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’economia e delle finanze ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Disposizioni finanziarie

1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, e’ differito, nei limiti stabiliti con lo stesso decreto, il versamento dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per il periodo d’imposta 2011. Per i soggetti che si avvalgono dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta trattengono l’acconto tenendo conto del differimento previsto dal presente comma . Dall’attuazione del presente comma possono derivare minori entrate per l’anno 2011 fino a 2.300 milioni di euro.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, e’ differito, nei limiti stabiliti con lo stesso decreto, il versamento dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per il periodo d’imposta 2012. Per i soggetti che si avvalgono dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta trattengono l’acconto tenendo conto del differimento previsto dal presente comma. Dall’attuazione del presente comma possono derivare minori entrate per l’anno 2012 fino a 600 milioni di euro.
2-bis. Al fine di perseguire l’obiettivo di pubblico interessedella difesa della salute pubblica, al testo unico delle disposizionilegislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi erelative sanzioni penali e amministrative di cui al decretolegislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguentimodificazioni:
a) nell’Allegato I, alla voce «Tabacchi lavorati», le parole da:«Sigari» a: «Tabacco da masticare: 24,78%» sono sostituite dalleseguenti:
«a) sigari 23,00%;
b) sigaretti 23,00%;
c) sigarette 58,50%;
d) tabacco da fumo:
1) tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolarele sigarette 56,00%;
2) altri tabacchi da fumo 56,00%;
e) tabacco da fiuto 24,78%;
f) tabacco da masticare 24,78%»;
b) nell’articolo 39-octies, dopo il comma 2, sono inseriti iseguenti:
«2-bis. Per il tabacco trinciato a taglio fino da usarsi perarrotolare le sigarette di cui all’articolo 39-bis, comma 1, letterac), numero 1), l’imposta di consumo dovuta sui prezzi inferiori allaclasse di prezzo piu’ richiesta e’ fissata nella misura del centonoveper cento dell’imposta di consumo applicata su tale classe di prezzo. (1)
2-ter. La classe di prezzo piu’ richiesta di cui al comma 2-bis e’determinata il primo giorno di ciascun trimestre secondo i dati divendita rilevati nel trimestre precedente.»;
c) il comma 4 dell’articolo 39-octies e’ sostituito dal seguente: «4. L’importo di base di cui al comma 3 costituisce, nella misuradel centoquindici per cento, l’accisa dovuta per le sigarette aventiun prezzo di vendita al pubblico inferiore a quello delle sigarettedella classe di prezzo piu’ richiesta di cui all’articolo39-quinquies, comma 2». (1)
2-ter. Decorsi centottanta giorni dalla data di entrata in vigoredel decreto-legge 23 giugno 2010, n. 94, l’immissione in consumo deltabacco trinciato a taglio fino per arrotolare le sigarette e’ammessa esclusivamente in confezioni non inferiori a dieci grammi. 2-quater. Al fine di assicurare il conseguimento degli attualilivelli di entrate a titolo di imposte sui tabacchi lavorati, conprovvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 485, dellalegge 30 dicembre 2004, n. 311, possono essere modificate lepercentuali di cui:
a) all’elenco «Tabacchi lavorati» dell’allegato I al decretolegislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni;
b) all’articolo 39-octies, commi 2-bis, 2-quater, 4 e 5, lettera a), deldecreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successivemodificazioni. (1) (3)
2-quinquies. Al fine di garantire la maggiore tutela degliinteressi pubblici erariali e di difesa della salute pubblicaconnessi alla gestione di esercizi di vendita di tabacchi, tenutoconto altresi’ della elevata professionalita’ richiesta perl’espletamento di tale attivita’, all’articolo 6 della legge 22dicembre 1957, n. 1293, e’ aggiunto, in fine, il seguente numero:
«9-bis) non abbia conseguito, entro sei mesi dall’assegnazione,l’idoneita’ professionale all’esercizio dell’attivita’ di rivenditoredi generi di monopolio all’esito di appositi corsi di formazionedisciplinati sulla base di convenzione stipulata tral’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e le organizzazionidi categoria maggiormente rappresentative». (1)
3. Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di cuiall’articolo 24, commi 74 e 75, del decreto-legge 1 luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, a decorrere dal 4 agosto 2010, il piano di impiego di cuiall’articolo 7-bis, comma 1, ultimo periodo, del decreto-legge 23maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24luglio 2008, n. 125, puo’ essere prorogato fino al 31 dicembre 2010.Si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 7-bis, commi1, 2 e 3, del decreto-legge n. 92 del 2008. A tal fine e’ autorizzatala spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2010, con specificadestinazione di 27,7 milioni di euro e di 2,3 milioni di euro,rispettivamente, per il personale di cui al comma 74 e di cui alcomma 75 del citato articolo 24 del decreto-legge n. 78 del 2009. E’ autorizzata la spesa di 53 milioni di euro per l’anno 2010 per ilrifinanziamento, per il medesimo anno, della Tabella A allegata allalegge 14 novembre 2000, n. 331, nonche’ della Tabella C allegata allalegge 23 agosto 2004, n. 226. (2)
4. Per le manifestazioni connesse alla celebrazione del 150°Anniversario dell’unita’ d’Italia, il fondo per il funzionamentodella Presidenza del Consiglio dei Ministri di cui al decretolegislativo 303 del 1999 e’ integrato di 18,5 milioni di euro perl’anno 2010.
5. Ai fini della proroga nell’anno 2010 della partecipazioneitaliana a missioni internazionali il Fondo di cui all’articolo 1,comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e’ integrato di 320milioni di euro per l’anno 2010 nonche’ di 4,3 milioni di euroannui per ciascuno degli anni dal 2011 al 2014, di 64,2 milioni dieuro per l’anno 2015 e di 106,9 milioni di euro annui per ciascunodegli anni dal 2016 al 2020. (2)
5-bis. Nell’ambito delle iniziative per la diffusione dei valori edella cultura della pace e della solidarieta’ internazionale tra legiovani generazioni, e’ autorizzata la spesa di euro 6.599.720 perl’anno 2010, euro 5.846.720 per l’anno 2011 ed euro 7.500.000 perl’anno 2012, per l’organizzazione da parte delle Forze armate, in viasperimentale per un triennio, di corsi di formazione a carattereteorico-pratico, tendenti a rafforzare la conoscenza e lacondivisione dei valori che da esse promanano e che sono alla basedella presenza dei militari italiani di tutte le componenti operativenelle missioni internazionali. I corsi, di durata non superiore a tresettimane, si svolgono presso reparti delle Forze armate, secondo lepriorita’ stabilite dal decreto di cui al comma 5-sexies, e sonointesi a fornire le conoscenze di base riguardanti il doverecostituzionale di difesa della Patria, le attivita’ prioritarie delleForze armate, in particolare nelle missioni internazionali di pace asalvaguardia degli interessi nazionali, di contrasto al terrorismointernazionale e di soccorso alle popolazioni locali, di protezionedei beni culturali, paesaggistici e ambientali e quelle di concorsoalla salvaguardia delle libere istituzioni, in circostanze dipubblica calamita’ e in altri casi di straordinaria necessita’ eurgenza. Dell’attivazione dei corsi e’ data notizia mediantepubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale, seriespeciale concorsi ed esami, e nel sito istituzionale del Ministerodella difesa. (1)
5-ter. Possono presentare la domanda di partecipazione ai corsi dicui al comma 5-bis i cittadini italiani, senza distinzione di sesso,in possesso dei seguenti requisiti: eta’ non inferiore a diciottoanni compiuti e non superiore a trenta anni compiuti; godimento deidiritti civili e politici; idoneita’ all’attivita’ sportivaagonistica; esito negativo agli accertamenti diagnostici per l’abusodi alcool, per l’uso, anche saltuario od occasionale, di sostanzestupefacenti, nonche’ per l’utilizzo di sostanze psicotrope a scoponon terapeutico; assenza di sentenze penali di condanna ovvero diprocedimenti penali in corso per delitti non colposi, di procedimentidisciplinari conclusi con il licenziamento dal lavoro alle dipendenzedi pubbliche amministrazioni, di provvedimenti di proscioglimento daarruolamenti, d’autorita’ o d’ufficio, esclusi i proscioglimenti perinidoneita’ psico-fisica; requisiti morali e di condotta previstidall’articolo 35, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165. Alla domanda di partecipazione gli aspiranti devono allegare lacertificazione relativa all’idoneita’ all’attivita’ sportivaagonistica e all’esito negativo degli accertamenti diagnostici di cuial primo periodo del presente comma, nonche’ la scheda vaccinalerilasciate da struttura sanitaria pubblica o convenzionata con ilServizio sanitario nazionale. Nella medesima domanda gli aspirantipossono indicare la preferenza per uno o piu’ reparti tra quelliindividuati annualmente per lo svolgimento dei corsi, nei quali sonoprioritariamente destinati, in relazione alle disponibilita’. Igiovani sono ammessi ai corsi nel limite dei posti disponibili eprevio superamento di apposita visita medica. (1)
5-quater. I giovani ammessi ai corsi assumono lo stato di militari,contraendo una speciale ferma volontaria di durata pari alla duratadel corso, e sono tenuti all’osservanza delle disposizioni previstedagli ordinamenti di Forza armata. Durante i corsi i frequentatorifruiscono, a titolo gratuito, degli alloggi di servizio collettivi edella mensa. (1)
5-quinquies. Al termine dei corsi, ai frequentatori e’ rilasciatoun attestato di frequenza, che costituisce titolo per l’iscrizioneall’associazione d’arma di riferimento del reparto di Forza armatapresso il quale si e’ svolto il corso, nonche’, previa intesa con ilMinistero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per ilriconoscimento di crediti formativi nei segmenti scolastici in cuisia possibile farvi ricorso. All’attestato di frequenza non puo’essere attribuito alcun valore o punteggio utile nei concorsi per ilreclutamento del personale delle Forze armate. (1)
5-sexies. Con decreto del Ministro della difesa, sentito ilMinistro della gioventu’, sono stabiliti:
a) gli eventuali ulteriori requisiti e i titoli preferenziali perl’ammissione ai corsi, individuati tra i seguenti: abilitazioni ebrevetti attestanti specifiche capacita’ tecniche o sportive;residenza nei territori di dislocazione ovvero in aree tipiche direclutamento dei reparti presso i quali i corsi sono svolti; titolodi studio; parentela o affinita’, entro il secondo grado, con ilpersonale delle Forze armate deceduto o divenuto permanentementeinabile al servizio per infermita’ o lesioni riportate in servizio,con le vittime del terrorismo, della criminalita’ organizzata e deldovere; ordine cronologico di presentazione delle domande;
b) le modalita’ di attivazione, organizzazione e svolgimento deicorsi, le cause di allontanamento dagli stessi, il cui accertamentoe’ demandato al giudizio insindacabile del comandante del corso,nonche’ le eventuali ulteriori modalita’ per l’attivazione di corsi,anche di durata minore, cui sia possibile l’ammissione di giovani condisabilita’, in possesso dei requisiti di cui al comma 5-ter, esclusal’idoneita’ all’attivita’ sportiva agonistica;
c) la somma che i frequentatori versano, a titolo di cauzione,commisurata al controvalore dei materiali di vestiario edequipaggiamento forniti dall’Amministrazione; tale somma e’, in tuttoo in parte, incamerata in via definitiva se i frequentatoritrattengono, a domanda, al termine dei corsi, ovvero danneggiano icitati materiali. In tali casi, la quota parte dalla cauzionetrattenuta e’ versata in Tesoreria per la successiva riassegnazione,in deroga ai vigenti limiti, al fondo del Ministero della difesaistituito ai sensi dell’articolo 2, comma 616, della legge 24dicembre 2007, n. 244, in aggiunta alla dotazione dello stesso comedeterminata ai sensi del comma 617 del medesimo articolo 2. (1)
5-septies. La dotazione del fondo di cui all’articolo 60, comma8-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ stabilita in 5milioni di euro per l’anno 2010, per le esigenze connesse allaCelebrazione del 150° anniversario dell’unita’ d’Italia. (1)
6. La dotazione del Fondo per interventi strutturali di politicaeconomica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27dicembre 2004, n. 307, tenuto conto degli utilizzi previsti dalpresente provvedimento, e’ incrementata di 35,8 milioni di euro perl’anno 2010, di 1.748,4 milioni di euro per l’anno 2011, di 224,3 milioni di euro per l’anno 2012, di 44,7 milioni perl’anno 2013, di 105,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e2015 e di 91,6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016 mediantel’utilizzazione di quota parte delle maggiori entrate e delle minorispese derivanti dal presente decreto. Le risorse finanziariederivanti dall’applicazione del precedente periodo sono destinateall’attuazione della manovra di bilancio relativa all’anno 2011. (2)
7. Alle minori entrate e alle maggiori spese derivanti,dall’articolo 9, comma 31, dall’articolo 11, commi 5 e 15,dall’articolo 12, commi 7, 8 e 9, dall’articolo 14, commi 13 e 14,dall’articolo 17, comma 1, dall’articolo 25, dall’articolo 38, comma11, dall’articolo 39, commi 1 e 4, dall’articolo 41, dall’articolo50, comma 1, e dall’articolo 55, commi da 1 a 6, paricomplessivamente a 1.004,5 milioni di euro per l’anno 2010, a 4.549,5 milioni di euro per l’anno 2011, a 1.476,8 milioni di euro per l’anno 2012, a 670,2 milioni di euro adecorrere dall’anno 2013, si provvede:
a) mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recatedall’articolo 3, dall’articolo 6, commi 15 e 16, dall’articolo15, dall’articolo 19, dall’articolo 21, dall’articolo 22,dall’articolo 23, dall’articolo 24, dall’articolo 25, dall’articolo26, dall’articolo 27, dall’articolo 28, dall’articolo 31,dall’articolo 32, dall’articolo 33, dall’articolo 38 e dall’articolo47, pari a 908,00 milioni di euro per l’anno 2010, a 4.549,50 milioni di euro per l’anno 2011, a 1.399,80 milionidi euro per l’anno 2012, a 593,20 milioni di euro a decorreredall’anno 2013;
b) mediante utilizzo di quota parte delle minori spese recatedall’articolo 9, comma 30, pari a 96,5 milioni di euro per l’anno2010;
c) quanto a 77 milioni di euro mediante corrispondente riduzionedelle proiezioni a decorrere dall’anno 2012 dello stanziamento delfondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilanciotriennale 2010-2012, nell’ambito del programma «Fondi di riserva especiali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato diprevisione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativoal medesimo Ministero. (2)
7-bis. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni dicui ai commi 5-bis, 5-ter, 5-quater, 5-quinquies, 5-sexies e5-septies del presente articolo, pari a euro 11.599.720 per l’anno2010, a euro 5.846.720 per l’anno 2011 e a euro 7.500.000 per l’anno2012, si provvede:
a) quanto a euro 5.285.720 per l’anno 2010, mediantecorrispondente riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di partecorrente delle missioni di spesa del Ministero della difesa, con riferimento alle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196;
b) quanto a euro 1.314.000 per l’anno 2010, euro 74.000 perl’anno 2011 ed euro 2.500.000 per l’anno 2012, mediantecorrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale diparte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012,nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» dellamissione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministerodell’economia e delle finanze per l’anno 2010, allo scopoparzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della difesa;
c) quanto a euro 5.772.720 per l’anno 2011 ed euro 5.000.000 perl’anno 2012 mediante parziale utilizzo delle maggiori entratederivanti dall’articolo 4, commi da 4-bis a 4-novies;
d) quanto a 5.000.000 di euro per l’anno 2010 mediantecorrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori entratederivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell’articolo 38. (1)
8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
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(1) Comma aggiunto dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(2) Comma modificato dalla legge di conversione 30/7/2010, n. 122.
(3) Comma modificato dall’art. 5, DLGS 31/3/2011, n. 57.

CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 30/7/2010, N. 122
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TITOLO III  –  Sviluppo ed infrastrutture

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

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