Decreto Legge 16/9/2008 n. 143

Decreto Legge 16/9/2008 n. 143

Redazione

Modifiche alla legge 4 maggio 1998, n. 133

G.U. 16/9/2008 n. 217

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CONVERTITO IL LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 13/11/2008, N. 181
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Modifiche alla legge 4 maggio 1998, n. 133

1. Alla legge 4 maggio 1998, n. 133, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel titolo le parole: «o destinati» sono soppresse;
b) l’articolo 1 e’ sostituito dal seguente: «Art. 1. (Trasferimento d’ufficio). – 1. Ai fini della presente legge, per trasferimento d’ufficio si intende ogni tramutamento dalla sede di servizio per il quale non sia stata proposta domanda dal magistrato, ancorche’ egli abbia manifestato il consenso o la disponibilita’, e che determini lo spostamento in una delle sedi disagiate di cui al comma 2, comportando una distanza superiore ai 100 chilometri dalla sede ove il magistrato presta servizio. La presente legge non si applica alle assegnazioni di sede dei magistrati al termine del tirocinio, ai trasferimenti di cui all’articolo 2, secondo comma, del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511, e successive modificazioni, e ai trasferimenti di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109. Per sede disagiata si intende l’ufficio giudiziario per il quale ricorrono congiuntamente i seguenti requisiti:a) mancata copertura dei posti messi a concorso nell’ultimapubblicazione;b) quota di posti vacanti non inferiore al 20 per centodell’organico. (1) 3. Il Consiglio superiore della magistratura, con delibera, su proposta del Ministro della giustizia, individua annualmente le sedi disagiate, in numero non superiore a sessanta, ed indica tra le stesse le sedi a copertura immediata, in misura non superiore a dieci, individuate tra quelle rimaste vacanti per difetto di aspiranti dopo due successive pubblicazioni. 4. Alle sedi disagiate possono essere destinati d’ufficio magistrati provenienti da sedi non disagiate, che abbiano conseguito almeno la prima valutazione di professionalita’, in numero non superiore a cento unita’. Il termine previsto dall’articolo 194 dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, non opera per i tramutamenti nelle sedi disagiate di cui al comma 2. (2) 5. Il Consiglio superiore della magistratura, accertati il consenso o la disponibilita’ dei magistrati, delibera con priorita’ in ordine al trasferimento d’ufficio nelle sedi disagiate.»;
c) dopo l’articolo 1 e’ inserito il seguente: «Art. 1-bis. (Trasferimento d’ufficio nelle sedi a copertura immediata). – 1. Per le sedi a copertura immediata rimaste vacanti per difetto di aspiranti e per le quali non siano intervenute dichiarazioni di disponibilita’ o manifestazioni di consenso al trasferimento, il Consiglio superiore della magistratura provvede, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 19 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, e successive modificazioni, con il trasferimento d’ufficio dei magistrati che svolgono da oltre dieci anni le stesse funzioni o, comunque, si trovano nella stessa posizione tabellare o nel medesimo gruppo di lavoro nell’ambito delle stesse funzioni e che alla scadenza del periodo massimo di permanenza non hanno presentato domanda di trasferimento ad altra funzione o ad altro gruppo di lavoro all’interno dell’ufficio ovvero ad altro ufficio, o che tale domanda abbiano successivamente revocato. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 13 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, e successive modificazioni, in ordine al passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa.
2. Non possono essere trasferiti magistrati in servizio presso uffici in cui si determinerebbero vacanze superiori al 20 per cento dell’organico. Non possono essere altresi’ trasferiti i magistrati in servizio presso altre sedi disagiate.
3. La percentuale di cui al comma 2 e’ calcolata per eccesso o per difetto a seconda che lo scarto decimale sia superiore o inferiore allo 0,5; se lo scarto decimale e’ pari allo 0,5 l’arrotondamento avviene per difetto.
4. Le condizioni per il trasferimento d’ufficio devono sussistere alla data di pubblicazione della delibera di cui all’articolo 1, comma 3.
5. Il trasferimento di ufficio e’ disposto nei confronti dei magistrati di cui al comma 1 che prestano servizio nel distretto nel quale sono compresi i posti da coprire, ovvero, se cio’ non e’ possibile, nei distretti limitrofi. Per il distretto di Cagliari si considerano limitrofi i distretti di Genova, Firenze, Roma, Napoli e Palermo; per il distretto di Messina anche quello di Reggio Calabria e per il distretto di Reggio Calabria anche quelli di Messina e Catania.
6. Nel caso di pluralita’ di distretti limitrofi viene dapprima preso in considerazione il distretto il cui capoluogo ha la minore distanza chilometrica ferroviaria, e se del caso marittima, con il capoluogo del distretto presso il quale il trasferimento deve avere esecuzione.
7. Nell’ambito dello stesso distretto, l’ufficio da cui operare i trasferimenti e’ individuato con riferimento alla minore percentuale di scopertura dell’organico; in caso di pari percentuale, il trasferimento e’ operato dall’ufficio con organico piu’ ampio. Nell’ambito dello stesso ufficio e’ trasferito il magistrato con minore anzianita’ nel ruolo.»;
d) l’articolo 2 e’ sostituito dal seguente: «Art. 2. (Indennita’ in caso di trasferimento d’ufficio). – 1. Al magistrato trasferito d’ufficio ai sensi degli articoli 1 e 1-bis e’ attribuita, per il periodo di effettivo servizio nelle sedi disagiate e per un massimo di quattro anni, un’indennita’ mensile determinata in misura pari all’importo mensile dello stipendio tabellare previsto per il magistrato ordinario con tre anni di anzianita’. L’effettivo servizio non include i periodi di congedo straordinario, di aspettativa per qualsiasi causa, di astensione facoltativa previsti dagli articoli 32 e 47, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita’ e della paternita’, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e di sospensione dal servizio per qualsiasi causa.
2. L’indennita’ di cui al comma 1 non e’ cumulabile con quella prevista dal primo e dal secondo comma dell’articolo 13 della legge 2 aprile 1979, n. 97, come sostituito dall’articolo 6 della legge 19 febbraio 1981, n. 27. 3. Al magistrato trasferito d’ufficio ai sensi degli articoli 1 e 1-bis l’aumento previsto dal secondo comma dell’articolo 12 della legge 26 luglio 1978, n. 417, compete in misura pari a nove volte l’ammontare della indennita’ integrativa speciale in godimento.»;
e) l’articolo 5 e’ sostituito dal seguente: «Art. 5. (Valutazione dei servizi prestati nelle sedi disagiate a seguito di trasferimento d’ufficio). – 1. Per i magistrati trasferiti d’ufficio a sedi disagiate ai sensi degli articoli 1 e 1-bis
l’anzianita’ di servizio e’ calcolata, ai soli fini del primo tramutamento per un posto di grado pari a quello occupato in precedenza, in misura doppia per ogni anno di effettivo servizio prestato nella sede, fino al sesto anno di permanenza. L’effettivo servizio e’ computato ai sensi del comma 1 dell’articolo 2. 2. Se la permanenza in effettivo servizio presso la sede disagiata supera i quattro anni, il magistrato ha diritto ad essere riassegnato, a domanda, alla sede di provenienza, con le precedenti funzioni, anche in soprannumero da riassorbire con le successive
vacanze. 3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica ai trasferimenti che prevedono il conferimento di incarichi direttivi o semidirettivi ovvero di funzioni di legittimita’. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai trasferimenti che prevedono il conferimento di incarichi direttivi o semidirettivi.»;
f) dopo l’articolo 5 e’ inserito il seguente: «Art. 5-bis. (Valutazione dei servizi prestati nelle sedi disagiate a seguito di applicazione). – 1. Fermo restando quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 5, per i magistrati applicati in sedi disagiate l’anzianita’ di servizio e’ calcolata, ai soli fini del primo tramutamento successivo, con l’aumento della meta’ per ogni mese di servizio trascorso nella sede. Le frazioni di servizio inferiori al mese non sono considerate.».
2. L’articolo 3, i commi da 1 a 8 dell’articolo 4 e l’articolo 4-bis della legge 16 ottobre 1991, n. 321, sono abrogati.
3. Le disposizioni di cui all’articolo 1 della legge 4 maggio 1998, n. 133, come sostituito dal comma 1, lettera b), si applicano esclusivamente ai procedimenti di trasferimento d’ufficio a sedi disagiate avviati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. Le disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 4 maggio 1998, n. 133, come sostituito dal comma 1, lettera d), si applicano esclusivamente ai magistrati trasferiti d’ufficio a sedi disagiate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Nei confronti dei magistrati precedentemente trasferiti, assegnati o destinati a sedi disagiate continuano ad applicarsi le suddette disposizioni nel testo vigente anteriormente alla data di entrata in
vigore del presente decreto.
5. La disposizione di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 4 maggio 1998, n. 133, nel testo antecedente alle modifiche apportate dalla lettera e) del comma 1, continua a trovare applicazione nei confronti dei magistrati i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono gia’ stati trasferiti, assegnati o destinati a sedi disagiate, ma il diritto di essere preferiti a tutti gli altri aspiranti opera limitatamente al 50 per cento dei posti, di pari grado, messi a concorso nell’ambito di ciascun ufficio. Nel caso in cui i posti messi a concorso siano di numero dispari, il diritto di essere preferiti a tutti gli altri aspiranti opera, altresi’, in relazione al posto eccedente il 50 per cento. Nel caso in cui siano messi a concorso uno o due posti, il diritto di essere preferiti a tutti gli altri aspiranti opera per tutti i posti. (3)
6. Le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 4 maggio 1998, n. 133, cosi’ come modificato dal presente decreto, non si applicano ai magistrati indicati al comma 5. Per i medesimi l’anzianita’ di servizio continua ad essere calcolata, ai soli fini del primo tramutamento successivo a quello di ufficio e con i limiti di cui all’articolo 5, comma 3, della citata legge 4 maggio 1998, n. 133, cosi’ come modificato dal presente decreto, in misura doppia per ogni anno di effettivo servizio prestato nella sede dopo il primo biennio di permanenza.
7. Le disposizioni di cui all’articolo 1-bis della legge 4 maggio 1998, n. 133, come introdotto dal comma 1, lettera c), non si applicano ai magistrati che entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto presentino domanda di trasferimento ad altra funzione o ad altro gruppo di lavoro all’interno dell’ufficio ovvero ad altro ufficio, senza revocarla prima della definizione della relativa procedura.
8. Al terzo comma dell’articolo 192 dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, il secondo periodo e’soppresso.
8-bis. L’articolo 36 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, come modificato dall’articolo 2, comma 8, della legge 30 luglio 2007, n. 111, e’ abrogato. (4)
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(1) Capoverso sostituito dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.
(2) Capoverso aggiunto dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.
(3) Comma modificato dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.
(4) Comma aggiunto dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.

ARTICOLO AGGIUNTO DALLA LEGGE DI CONVERSIONE 13/11/2008, N. 181
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Rideterminazione del ruolo organico della magistratura ordinaria

1. In attuazione della disposizione di cui all’articolo 2, comma 606, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, a decorrere dal 1° luglio 2008, la tabella B prevista dall’articolo 5, comma 9, della legge 30 luglio 2007, n. 111, e’ sostituita dalla tabella di cui all’allegato 1 del presente decreto.
2. Il Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore della magistratura, provvede con propri decreti alla rideterminazione delle piante organiche del personale di magistratura.
3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 13 del decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, e successive modificazioni, la destinazione alle funzioni di cui alla lettera M della tabella di cui all’allegato 1 del presente decreto non puo’ superare gli anni dieci anche continuativi, fatto salvo il maggior termine stabilito per gli incarichi la cui durata e’ prevista da specifiche disposizioni di legge.
4. I limiti di cui al comma 3 e alla lettera M della tabella di cui all’allegato 1 del presente decreto non si applicano ai magistrati destinati a funzioni non giudiziarie presso la Presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale, il Consiglio superiore della magistratura ed agli incarichi elettivi.
5. All’articolo 1, comma 1, della legge 13 febbraio 2001, n. 48, le parole: «delle quali trecento da destinare» sono sostituite dalle seguenti: «assicurando la adeguata destinazione di magistrati».

ARTICOLO AGGIUNTO DALLA LEGGE DI CONVERSIONE 13/11/2008, N. 181
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Pignoramenti sulla contabilità ordinaria del Ministero della giustizia, degli uffici giudiziari e della Direzione nazionale antimafia

1. L’articolo 1 del decreto-legge 25 maggio 1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 1994, n. 460, e successive modificazioni, si applica anche ai fondi destinati al pagamento di spese per servizi e forniture aventi finalita’ giudiziaria o penitenziaria, nonche’ agli emolumenti di qualsiasi tipo dovuti al personale amministrato dal Ministero della giustizia, accreditati mediante aperture di credito in favore dei funzionari delegati degli uffici centrali e periferici del Ministero della giustizia, degli uffici giudiziari e della Direzione nazionale antimafia.

CONVERTITO IL LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 13/11/2008, N. 181
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Fondo unico giustizia

1. Il Fondo di cui all’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, denominato: «Fondo unico giustizia», e’ gestito da Equitalia Giustizia S.p.A. con le modalita’ stabilite con il decreto di cui al predetto articolo 61, comma 23.
2. Rientrano nel «Fondo unico giustizia», con i relativi interessi, le somme di denaro ovvero i proventi:
a) di cui al medesimo articolo 61, comma 23;
b) di cui all’articolo 262, comma 3-bis, del codice di procedura penale;
c) relativi a titoli al portatore, a quelli emessi o garantiti dallo Stato anche se non al portatore, ai valori di bollo, ai crediti pecuniari, ai conti correnti, ai conti di deposito titoli, ai libretti di deposito e ad ogni altra attivita’ finanziaria a contenuto monetario o patrimoniale oggetto di provvedimenti di sequestro nell’ambito di procedimenti penali o per l’applicazione di misure di prevenzione di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, o di irrogazione di sanzioni amministrative, inclusi quelli di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
c-bis) depositati presso Poste Italiane S.p.a., banche e altri operatori finanziari, in relazione a procedimenti civili di cognizione, esecutivi o speciali, non riscossi o non reclamati dagli aventi diritto entro cinque anni dalla data in cui il procedimento si e’ estinto o e’ stato comunque definito o e’ divenuta definitiva l’ordinanza di assegnazione, di distribuzione o di approvazione del progetto di distribuzione ovvero, in caso di opposizione, dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia; (1)
c-ter) di cui all’articolo 117, quarto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, come sostituito dall’articolo 107 del decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5. (1)
3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, Poste Italiane S.p.A., le banche e gli altri operatori finanziari, depositari delle somme di denaro, dei proventi, dei crediti, nonche’ dei beni di cui al comma 2, intestano «Fondo unico giustizia» i titoli, i valori, i crediti, i conti, i libretti, nonche’ le attivita’ di cui alla lettera c) del comma 2. Entro lo stesso termine Poste Italiane S.p.A., le banche e gli altri operatori finanziari trasmettono a Equitalia Giustizia S.p.A., con modalita’ telematica e nel formato elettronico reso disponibile dalla medesima societa’ sul proprio sito internet all’indirizzo www.equitaliagiustizia.it, le informazioni individuate con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della giustizia, da emanarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. A decorrere dalla data di intestazione di cui al primo periodo, Equitalia Giustizia S.p.A. provvede, se non gia’ eseguite alla medesima data da Poste Italiane S.p.A., dalle banche ovvero dagli altri operatori finanziari, alle restituzioni delle somme sequestrate disposte anteriormente alla predetta data [dal giudice dell’esecuzione ai sensi del-l’articolo 676, comma 1, del codice di procedura penale.] (2)
3-bis. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, in caso di omessa intestazione ovvero di mancata trasmissione delle relative informazioni ai sensi del comma 3, il Ministero dell’economia e delle finanze applica nei riguardi della societa’ Poste italiane S.p.A., delle banche e degli altri operatori finanziari autori dell’illecito una sanzione amministrativa pecuniaria nella misura prevista dall’articolo 1, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, con riferimento all’ammontare delle risorse di cui al comma 3 del presente articolo per le quali risulta omessa l’intestazione ovvero la trasmissione delle relative informazioni. Il Ministero dell’economia e delle finanze verifica il corretto adempimento degli obblighi di cui al comma 3 da parte della societa’ Poste italiane S.p.A, delle banche e degli altri operatori finanziari, anche avvalendosi del Corpo della guardia di finanza, che opera a tal fine con i poteri previsti dalle leggi in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto. (6) (8)
4. Sono altresi’ intestati «Fondo unico giustizia» tutti i conti correnti ed i conti di deposito che Equitalia Giustizia S.p.A., successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, intrattiene per farvi affluire le ulteriori risorse derivanti dall’applicazione dell’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dell’articolo 262, comma 3-bis, del codice di procedura penale, i relativi utili di gestione, nonche’ i controvalori degli atti di disposizione dei beni confiscati di cui al predetto articolo 61, comma 23.
5. Equitalia Giustizia S.p.A. versa in conto entrate al bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, alle unita’ previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia concernenti le spese di investimento di cui all’articolo 2, comma 614, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le somme di denaro per le quali, anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell’articolo 676, comma 1, del codice di procedura penale, e’ stata decisa dal giudice ell’esecuzione ma non ancora eseguita la devoluzione allo Stato delle somme medesime.
6. Con il decreto di cui all’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ determinata altresi’ la remunerazione massima spettante a titolo di aggio nei cui limiti il Ministro dell’economia e delle finanze stabilisce con proprio decreto quella dovuta a Equitalia Giustizia S.p.A. per la gestione delle risorse intestate «Fondo unico giustizia». Con il decreto di cui al predetto articolo 61, comma 23, sono inoltre stabilit le modalita’ di utilizzazione delle somme afferenti al Fondo da parte dell’amministratore delle somme o dei beni che formano oggetto di sequestro o confisca, per provvedere al pagamento delle spese di conservazione o amministrazione, le modalita’ di controllo e di rendicontazione delle somme gestite da Equitalia Giustizia S.p.A., nonche’ la natura delle risorse utilizzabili ai sensi del comma 7, i criteri e le modalita’ da adottare nella gestione del Fondo in modo che venga garantita la pronta disponibilita’ delle somme necessarie per eseguire le restituzioni eventualmente disposte [dal giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’articolo 676, comma 1, del codice di procedura penale.] (2) Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro dell’interno, puo’ essere rideterminata annualmente la misura massima dell’aggio spettante a Equitalia Giustizia S.p.A. (3)
6-bis. Fino al 31 marzo 2011 Equitalia Giustizia Spa effettua i versamenti dovuti al bilancio dello Stato al lordo delle proprie spese di gestione e, a decorrere dai versamenti da eseguire dal 1° aprile 2011, il recupero di tali spese, a fronte di attività rese dalla stessa Equitalia Giustizia Spa nell’ambito dei propri fini statutari, segue il principio della prededuzione, con le modalità, le condizioni e i termini stabiliti nelle convenzioni regolative dei rapporti con i competenti Ministeri. Con riferimento alle risorse sequestrate in forma di denaro intestate “Fondo unico giustizia”, Equitalia Giustizia Spa trasferisce tali risorse su uno o piu’ conti correnti intrattenuti con gli operatori finanziari che garantiscono un tasso d’interesse attivo allineato alle migliori condizioni di mercato, nonche’ un adeguato livello di solidità e di affidabilità ed idonei livelli di servizio. (10)
7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro dell’interno, sono stabilite, fermo quanto disposto al comma 5, le quote delle risorse intestate “Fondo unico giustizia”, anche frutto di utili della loro gestione finanziaria, fino ad una percentuale non superiore al 30 per cento relativamente alle sole risorse oggetto di sequestro penale o amministrativo, disponibili per massa, in base a criteri statistici e con modalita’ rotativa, da destinare mediante riassegnazione:
a) in misura non inferiore ad un terzo, al Ministero dell’internoper la tutela della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico, fattasalva l’alimentazione del Fondo di solidarieta’ per le vittime dellerichieste estorsive di cui all’articolo 18, comma 1, lettera c),della legge 23 febbraio 1999, n. 44, e del Fondo di rotazione per lasolidarieta’ delle vittime dei reati di tipo mafioso di cuiall’articolo 1 della legge 22 dicembre 1999, n. 512;
b) in misura non inferiore ad un terzo, al Ministero dellagiustizia per assicurare il funzionamento e il potenziamento degliuffici giudiziari e degli altri servizi istituzionali;
c) all’entrata del bilancio dello Stato. (4) (7) (8)
7-bis. Le quote minime delle risorse intestate «Fondo unico giustizia», di cui alle lettere a) e b) del comma 7, possono essere modificate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in caso di urgenti necessita’, derivanti da circostanze gravi ed eccezionali, del Ministero dell’interno o del Ministero dellagiustizia. (5)
7-ter. Con riferimento alle somme di cui al comma 2, letterec-bis) e c-ter), le quote di cui al comma 7 sono formate destinandole risorse in via prioritaria al potenziamento dei serviziistituzionali del Ministero della giustizia. (5)
7-quater. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dell’interno e della giustizia, la percentuale di cui all’alinea del comma 7 puo’ essere elevata fino al 50 per cento in funzione del progressivo consolidamento dei dati statistici.(9) 8. Il comma 24 dell’articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ abrogato.
9. All’articolo 676, comma 1, del codice di procedura penale, come modificato dall’articolo 2, comma 613, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: «o alla devoluzione allo Stato delle somme di denaro sequestrate ai sensi del comma 3-bis dell’articolo 262» sono soppresse.
10. Dalla gestione del «Fondo unico giustizia», non devono derivare oneri, ne’ obblighi giuridici a carico della finanza pubblica.
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(1) Lettera aggiunta dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.
(2) Parole soppresse dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.
(3) Comma modificato dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.
(4) Comma sostituito dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.
(5) Comma inserito dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.
(6) Comma aggiunto dall’art. 27, DL 29/11/208, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28/1/2009, n. 2.
(7) Comma modificato dall’art. 27, DL 29/11/208, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28/1/2009, n. 2.
(8) Comma modificato dall’art. 42, DL 30/12/2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27/2/2009, n. 14.(9) Comma dapprima aggiunto dall’art. 27, DL 29/11/208, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28/1/2009, n. 2 e successivamente sostituito dall’art. 42, DL 30/12/2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27/2/2009, n. 14.
(10) Comma aggiunto dall’art. 2, DL 29/12/2010, n. 225, convertito, con modificazioni dalla legge 26/2/2011, n. 10.

CONVERTITO IL LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 13/11/2008, N. 181
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Norma di copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall’articolo 1, comma 1, lettera d), valutati complessivamente in euro 5.137.296 per l’anno 2009 e in euro 4.785.678 a decorrere dall’anno 2010, si provvede:
a) quanto a euro 5.137.296 per l’anno 2009, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per il medesimo anno, dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell’ambito del programma«Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri;
b) quanto a euro 4.785.678 a decorrere dall’anno 2010, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. (1)
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede al monitoraggio dell’attuazione del presente decreto, anche ai fini dell’applicazione dell’articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, e trasmette alle Camere, corredati da apposita relazione, i decreti che, in presenza dei presupposti richiesti dalla legge, dispongano l’utilizzo del Fondo di cui all’articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successivemodificazioni.
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(1) Lettera modificata dall’allegato della Legge 13/11/2008, n. 181.

CONVERTITO IL LEGGE DALLA LEGGE 13/11/2008, N. 181
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Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

TABELLA MODIFICATA DALL’ALLEGATO DELLA LEGGE 13/11/2008, N. 181
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(articolo 1-bis, comma 1)

TABELLA
Ruolo organico della magistratura ordinaria
A. Magistrato con funzioni direttive apicali giudicanti di legittimità:
Primo presidente della Corte di cassazione
1
B. Magistrato con funzioni direttive apicali requirenti di legittimità:
Procuratore generale presso la Corte di cassazione
1
C.

Magistrati con funzioni direttive superiori di legittimità:
Presidente aggiunto della Corte di cassazione
Procuratore generale aggiunto presso la Corte di cassazione
Presidente del Tribunale superiore delle acque pubbliche

1
1
1

D. Magistrati con funzioni giudicanti e requirenti direttive di legittimità
60
E. Magistrati con funzioni giudicanti e requirenti direttive di legittimità
375
F. Magistrato con funzioni direttive requirenti di coordinamento nazionale:
Procuratore nazionale antimafia
1
G. Magistrati con funzioni direttive di merito di secondo grado, giudicanti e requirenti
52
H. Magistrati con funzioni direttive di merito giudicanti e requirenti di primo grado elevate, giudicanti e requirenti
53
I. Magistrati con funzioni direttive di merito giudicanti e requirenti di primo grado
366
L. Magistrati con funzioni giudicanti e requirenti di merito di primo e secondo grado, di magistrato distrettuale, di coordinamento nazionale presso la Direzione nazionale antimafia e semidirettive di primo grado, di primo grado elevate e di secondo grado
9.039
M. magistrati destinati a funzioni non giudiziarie
200
N. Magistrati ordinari in tirocinio
(numero pari a quello dei posti vacanti nell’organico)
Totale
10.151

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