DECRETO-LEGGE 14 febbraio 2016, n. 18

DECRETO-LEGGE 14 febbraio 2016, n. 18

Redazione

Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio

in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 37 del 15 febbraio 2016

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Capo I
Riforma del settore bancario cooperativo

 Avvertenza:     Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministerodella giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione  delle  leggi,  sull'emanazione  deidecreti  del  Presidente  della  Repubblica  e  sulle   pubblicazioniufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10,  comma  3,  del  medesimo  testounico, al solo fine di facilitare la lettura sia  delle  disposizionidel decreto-legge, integrate con le modifiche apportate  dalla  leggedi conversione, che di  quelle  richiamate  nel  decreto,  trascrittenelle note. Restano invariati il  valore  e  l'efficacia  degli  attilegislativi qui riportati.     Le modifiche apportate dalla legge di conversione  sono  stampatecon caratteri corsivi.     Tali modifiche sono riportate in video tra i segni ((...))     A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della  Presidenzadel Consiglio dei ministri), le modifiche apportate  dalla  legge  diconversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della  suapubblicazione.                                 Art. 1                    Modifiche al decreto legislativo                       1° settembre 1993, n. 385    1. All'articolo 33 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.385, sono apportate le seguenti modificazioni:     a) dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:   «1-bis. L'adesione a un gruppo bancario cooperativo  e'  condizioneper  il  rilascio  dell'autorizzazione  all'esercizio  dell'attivita'bancaria in forma di banca di credito cooperativo.   1-ter. Non si puo' dare  corso  al  procedimento  per  l'iscrizionenell'albo  delle  societa'  cooperative  di  cui  all'articolo  2512,secondo comma, del  codice  civile  se  non  consti  l'autorizzazioneprevista dal comma 1-bis.»;     b) il comma 3 e' sostituito dal seguente:   «3.  La  nomina  dei  membri  degli  organi  di  amministrazione  econtrollo  spetta  ai  competenti  organi  sociali  fatte  salve   leprevisioni degli articoli 150-ter e 37-bis, comma 3.».   2. All'articolo 34 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.385, sono apportate le seguenti modificazioni:   a) al comma 1, la parola: «duecento» e' sostituita dalla  seguente:«cinquecento»;   b) al comma 4,  la  parola:  «cinquantamila»  e'  sostituita  dallaseguente: «centomila»;   c) dopo il comma 4 e' inserito il seguente:   «4-bis. Lo statuto puo' prevedere, tra i requisiti per l'ammissionea socio, la sottoscrizione  o  l'acquisto  di  un  numero  minimo  diazioni.».   3. Al comma 2 dell'articolo 35 del decreto legislativo 1° settembre1993, n. 385, dopo le  parole:  «competenza  territoriale,»  ((  sonoinserite  ))  le  seguenti:  «nonche'  ai  poteri   attribuiti   allacapogruppo ai sensi dell'articolo 37-bis,».   4. All'articolo 36 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.385, sono apportate le seguenti modificazioni:   a)  la  rubrica  e'   sostituita   dalla   seguente:   «Fusioni   etrasformazioni»;   b) al comma 1 sono soppresse le seguenti parole:  «banche  popolario»;   (( c) dopo il comma 1, e' inserito il seguente:   «1-bis. In caso di recesso  o  esclusione  da  un  gruppo  bancariocooperativo, la  banca  di  credito  cooperativo,  entro  il  terminestabilito con le disposizioni di cui all'articolo  37-bis,  comma  7,previa autorizzazione rilasciata dalla Banca d'Italia avendo riguardoalla sana e prudente gestione della banca, puo' deliberare la propriatrasformazione in societa'  per  azioni.  In  mancanza,  la  societa'delibera la propria liquidazione.»; ))     d) il comma 3 e' sostituito dal seguente:   «3. Si applicano gli articoli 56, comma 2, e 57, commi 2, 3 e 4.».   (( 5. Nella sezione II  del  capo  V  del  titolo  II  del  decretolegislativo 1° settembre  1993,  n.  385,  dopo  l'articolo  37  sonoinseriti )) i seguenti:   «Art. 37-bis (Gruppo Bancario Cooperativo). - 1. Il gruppo bancariocooperativo e' composto da:   a) una societa' capogruppo costituita  in  forma  di  societa'  perazioni e autorizzata all'esercizio  dell'attivita'  bancaria  il  cuicapitale e' detenuto in misura maggioritaria dalle banche di  creditocooperativo  appartenenti  al  gruppo,  che  esercita  attivita'   didirezione e coordinamento sulle societa' del gruppo sulla base di  uncontratto conforme  a  quanto  previsto  dal  comma  3  del  presentearticolo.  Il  medesimo  contratto  assicura   l'esistenza   di   unasituazione  di  controllo  come  definito  dai   principi   contabiliinternazionali adottati dall'Unione europea; il requisito  minimo  dipatrimonio netto della societa' capogruppo e' di un miliardo di euro;   b) le banche di credito cooperativo che aderiscono al  contratto  ehanno adottato le connesse clausole statutarie;   c) le societa'  bancarie,  finanziarie  e  strumentali  controllatedalla capogruppo, come definite dall'articolo 59;   (( c-bis) eventuali sottogruppi territoriali  facenti  capo  a  unabanca costituita  in  forma  di  societa'  per  azioni  sottoposta  adirezione e coordinamento della capogruppo di cui alla lettera  a)  ecomposti dalle altre societa' di cui alle lettere b) e c).   1-bis. Le banche di credito cooperativo aventi  sede  legale  nelleprovince autonome di Trento  e  di  Bolzano  possono  rispettivamentecostituire autonomi  gruppi  bancari  cooperativi  composti  solo  dabanche aventi sede e operanti esclusivamente nella medesima provinciaautonoma, tra cui la corrispondente banca capogruppo, la quale adottauna delle forme di cui all'articolo  14,  comma  1,  lettera  a);  ilrequisito  minimo  di  patrimonio  netto  e'  stabilito  dalla  Bancad'Italia ai sensi del comma 7-bis. ))   2. Lo statuto della  capogruppo  indica  il  numero  massimo  delleazioni con diritto di voto che possono  essere  detenute  da  ciascunsocio, direttamente o  indirettamente,  ai  sensi  dell'articolo  22,comma 1.   3. Il contratto di  coesione  che  disciplina  la  direzione  e  ilcoordinamento della capogruppo sul gruppo indica:   a) la banca capogruppo, cui (( sono attribuiti )) la direzione e ilcoordinamento del gruppo;   b) i poteri della capogruppo  che,  nel  rispetto  delle  finalita'mutualistiche, includono:   1) l'individuazione e l'attuazione degli  indirizzi  strategici  edobiettivi operativi del gruppo nonche' gli altri poteri necessari perl'attivita'  di  direzione  e   coordinamento,   proporzionati   allarischiosita' delle banche aderenti, ivi compresi  i  controlli  ed  ipoteri di influenza sulle banche  aderenti  volti  ad  assicurare  ilrispetto dei requisiti prudenziali  e  delle  altre  disposizioni  inmateria bancaria e  finanziaria  applicabili  al  gruppo  e  ai  suoicomponenti;   2)  i  casi,  comunque  motivati,  in  cui  la   capogruppo   puo',rispettivamente, nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o  piu'componenti, fino a concorrenza della  maggioranza,  degli  organi  diamministrazione e controllo delle societa' aderenti al  gruppo  e  lemodalita' di esercizio di tali poteri;   3) l'esclusione di una banca dal gruppo in caso di gravi violazionidegli obblighi previsti dal contratto e le altre misure sanzionatoriegraduate in relazione alla gravita' della violazione;   c) i criteri di compensazione e  l'equilibrio  nella  distribuzionedei vantaggi derivanti dall'attivita' comune;   ((  d)  i  criteri  e  le  condizioni  di  adesione,   di   diniegodell'adesione e di recesso dal contratto, nonche' di  esclusione  dalgruppo, secondo criteri non discriminatori in linea con il  principiodi solidarieta' tra le banche cooperative a mutualita' prevalente. ))   4. Il contratto di cui al comma 3 prevede  la  garanzia  in  solidodelle obbligazioni assunte dalla  capogruppo  e  dalle  altre  bancheaderenti,  nel  rispetto  della  disciplina  prudenziale  dei  gruppibancari e delle singole banche aderenti.   5. L'adesione, il  rigetto  delle  richieste  di  adesione,  ((  ilrecesso )) e l'esclusione di una banca di  credito  cooperativo  sonoautorizzati dalla Banca d'Italia avendo riguardo alla sana e prudentegestione del gruppo e della singola banca.   (( 6. Alle partecipazioni al capitale della capogruppo delle banchedi credito cooperativo e delle banche cui fanno  capo  i  sottogruppiterritoriali )) non si applicano  gli  articoli  2359-bis,  2359-ter,2359-quater e 2359-quinquies del codice civile.   (( 7. Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  al  fine  diassicurare l'adeguatezza  dimensionale  e  organizzativa  del  gruppobancario cooperativo, puo' stabilire con proprio decreto, sentita  laBanca d'Italia:   a) il numero minimo di banche di credito cooperativo di  un  gruppobancario cooperativo;   b) una soglia di partecipazione delle banche di credito cooperativoal capitale della societa' capogruppo diversa da quella  indicata  alcomma 1, lettera a), tenuto conto delle esigenze  di  stabilita'  delgruppo;   c) le modalita' e i criteri per assicurare il riconoscimento  e  lasalvaguardia delle peculiarita' linguistiche e culturali delle banchedi credito cooperativo aventi sede legale  nelle  regioni  a  statutospeciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.   7-bis. La Banca d'Italia, al fine di assicurare la sana e  prudentegestione,  la  competitivita'  e  l'efficienza  del  gruppo  bancariocooperativo, nel rispetto della disciplina prudenziale applicabile  edelle finalita' mutualistiche, detta disposizioni di  attuazione  delpresente   articolo   e   dell'articolo   37-ter,   con   particolareriferimento:   a) ai requisiti minimi organizzativi e operativi della capogruppo;   b) al contenuto minimo del  contratto  di  cui  al  comma  3,  allecaratteristiche della garanzia di cui al comma 4, al procedimento perla costituzione del gruppo e all'adesione al medesimo;   c)  ai  requisiti  specifici,  compreso  il  requisito  minimo   dipatrimonio  netto  della  capogruppo,  relativi  ai  gruppi   bancaricooperativi previsti dal comma 1-bis. ))   8.  Al  gruppo  bancario  cooperativo  si  applicano,   in   quantocompatibili, le disposizioni del Titolo III, Capo II.   Art. 37-ter (Costituzione del gruppo bancario cooperativo). - 1. Labanca  che  intenda  assumere  il  ruolo  di  capogruppo   ai   sensidell'articolo 37-bis, comma  1,  lettera  a),  trasmette  alla  Bancad'Italia:   a) uno schema di contratto conforme a  quanto  stabilito  ai  sensidell'articolo 37-bis;   b) un elenco delle banche di  credito  cooperativo  e  delle  altresocieta' che intendono aderire al gruppo bancario cooperativo.   2. La  Banca  d'Italia  accerta  la  sussistenza  delle  condizionipreviste ai sensi dell'articolo 37-bis e, in particolare, il grado diadeguatezza patrimoniale e finanziaria del gruppo e  l'idoneita'  delcontratto a consentire la sana e prudente gestione del gruppo.   3. A seguito dell'accertamento previsto dal comma 2, le  banche  dicredito (( cooperativo )) stipulano con la capogruppo il contratto dicui  all'articolo  37-bis  e  provvedono  alle  necessarie  modifichestatutarie,  che  sono  approvate   con   le   maggioranze   previstedall'articolo 31, comma 1.   4. Il contratto e' trasmesso  alla  Banca  d'Italia,  che  provvedeall'iscrizione del gruppo nell'albo dei gruppi.  Successivamente,  sida'  corso  all'iscrizione  nel  registro  delle  imprese  ai   sensidell'articolo 2497-bis, secondo comma, del codice civile.».   6. All'articolo 150-bis del decreto legislativo 1° settembre  1993,n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:     a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:   «1. Alle banche di credito cooperativo non si applicano le seguentidisposizioni del codice civile:  2349,  secondo  comma,  2513,  2514,secondo comma, 2519, secondo comma, 2522, 2525 primo, secondo,  terzoe quarto comma, 2527, secondo e terzo comma,  2528,  terzo  e  quartocomma, 2530 secondo, terzo, quarto  e  quinto  comma,  2538,  secondocomma, secondo periodo, terzo e quarto comma,  2540,  secondo  comma,2541, 2542 quarto  comma,  2543  primo  e  secondo  comma,  2545-bis,2545-quater, 2545-quinquies, 2545-octies, 2545-decies, 2545-undecies,terzo comma, 2545-terdecies, 2545-quinquiesdecies, 2545-sexiesdecies,2545-septiesdecies e 2545-octiesdecies.»;     b) il comma 5 e' sostituito dal seguente:   «5. Nei casi di fusione e trasformazione previsti dall'articolo 36,nonche' di cessione di rapporti giuridici in blocco  e  scissione  dacui risulti una banca costituita in forma  di  societa'  per  azioni,restano fermi gli effetti di  devoluzione  del  patrimonio  stabilitidall'articolo 17 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.».   7. All'articolo 150-ter del decreto legislativo 1° settembre  1993,n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:     a) prima del comma 1, e' inserito il seguente:   «01. Le banche di credito cooperativo emettono le  azioni  previstedall'articolo 2526 del codice civile nei casi e nei modi previsti dalpresente articolo.»;   b) al comma 1 le parole: «, ai sensi  dell'articolo  70,  comma  1,lettera b),» e le parole: «ed in deroga alle  previsioni  di  cui  ((all'articolo 150-bis, comma 1 ))» sono soppresse;   c) il comma 2 e' sostituito dal seguente:   «2. L'emissione  delle  azioni  di  cui  al  comma  1  deve  essereautorizzata dalla Banca d'Italia e, fatto salvo quanto  previsto  dalcomma 4-bis, esse sono sottoscrivibili solo da parte dei  sistemi  digaranzia istituiti tra banche di  credito  cooperativo  e  dei  fondimutualistici per la promozione e lo sviluppo della  cooperazione,  dicui alla legge 31 gennaio 1992, n. 59, in deroga  ai  limiti  di  cuiall'articolo 34, commi 2 e 4.»;     d) il comma 3 e' sostituito dal seguente:   «3. I diritti patrimoniali  e  amministrativi,  spettanti  ai  socifinanziatori, anche in deroga ai limiti previsti dall'articolo  2526,secondo comma, terzo periodo, del codice civile, e  all'articolo  34,comma 3, del presente decreto, sono stabiliti dallo  statuto,  ma  adessi spetta comunque il diritto di designare uno  o  piu'  componentidell'organo amministrativo ed il presidente dell'organo che svolge lafunzione di controllo.»;     e) il comma 4 e' sostituito dal seguente:   «4. I sottoscrittori delle azioni di finanziamento possono chiedereil rimborso del valore nominale delle  azioni  e,  ove  versato,  delsovrapprezzo. L'organo amministrativo, sentito l'organo che svolge lafunzione di controllo, delibera sulla richiesta  di  rimborso  avendoriguardo alla situazione di liquidita',  finanziaria  e  patrimonialeattuale e prospettica della banca di credito cooperativo. L'efficaciadella delibera e' condizionata alla preventiva  autorizzazione  dellaBanca d'Italia.»;     f) dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti:   «4-bis. Le azioni di finanziamento possono essere sottoscritte  ((,in deroga ai limiti di cui all'articolo 34, commi 2  e  4,  anche  ))dalla capogruppo del gruppo bancario  cooperativo  a  cui  appartienel'emittente. In tal caso, l'emissione e' consentita anche  fuori  deicasi  indicati  al  comma  1,  si  applicano  i  commi  3   e   4   el'autorizzazione della  Banca  d'Italia  ai  sensi  del  comma  4  hariguardo alla situazione di liquidita',  finanziaria  e  patrimonialeattuale e prospettica della  singola  banca  di  credito  cooperativoemittente e del gruppo nel suo complesso.   4-ter. Le azioni di cui al presente  articolo  non  possono  esserecedute  con  effetto  verso  la  societa',  se  la  cessione  non  e'autorizzata dagli amministratori. Non si applicano gli articoli 2542,secondo comma e terzo comma,  secondo  periodo,  2543,  terzo  comma,2544, secondo  comma,  primo  periodo,  e  terzo  comma,  del  codicecivile.». 
                               Art. 2                         Disposizioni attuative    1. In sede di prima applicazione degli articoli 37-bis e 37-ter deldecreto legislativo 1° settembre 1993,  n.  385,  introdotti  ((  dalpresente decreto, )) la comunicazione  di  cui  all'articolo  37-ter,comma 1, e' inviata alla Banca d'Italia entro 18 mesi dall'entrata invigore delle disposizioni emanate ai sensi dell'articolo  37-bis,  ((commi 7 e 7-bis, )) del decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.385. Il contratto  e'  concluso  entro  90  giorni  dall'accertamentoprevisto dall'articolo 37-ter, comma 2, del  decreto  legislativo  1°settembre 1993, n. 385. Non si applicano  alle  modifiche  statutariepropedeutiche  e  necessarie  all'assunzione  del  ruolo   di   bancacapogruppo e a quelle  delle  societa'  contraenti  l'articolo  2437,primo comma, lettere a)  e  g),  ne'  l'articolo  2497-quater,  primocomma, lettera c), del codice civile.   2. Entro 90 giorni dall'iscrizione nel registro  delle  imprese  dicui al comma  4  dell'articolo  37-ter  del  decreto  legislativo  1°settembre 1993,  n.  385,  una  banca  di  credito  cooperativo  puo'chiedere di aderire a un gruppo  costituito  ai  sensi  dell'articolo37-bis alle medesime condizioni previste per gli aderenti  originari.L'organo  amministrativo  della  capogruppo,  sentito   l'organo   dicontrollo, comunica alla richiedente la deliberazione  assunta  entro30 giorni dal ricevimento della  domanda  di  adesione.  In  caso  dimancata risposta nel termine previsto la domanda si ha  per  accolta.In caso di diniego dell'adesione, la decisione e le motivazioni,  nelrispetto di quanto previsto dall'articolo 37-bis,  comma  3,  letterad), poste a base della delibera,  sono  comunicate  dalla  capogruppoalla   banca   richiedente   e   alla   Banca   d'Italia   ai    finidell'autorizzazione  prevista  dall'articolo  37-bis,  comma  5,  deldecreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Nei  casi  di  cui  alpresente comma,  la  richiesta  di  adesione  a  un  gruppo  bancariocooperativo si ha per accolta qualora la banca di credito cooperativoabbia in precedenza fatto parte  di  un  accordo  di  responsabilita'contrattuale che tuteli tutte le parti aderenti ed,  in  particolare,garantisca la loro liquidita' e solvibilita'.   3. Le banche  di  credito  cooperativo  autorizzate  alla  data  dientrata in vigore delle disposizioni emanate ai  sensi  dell'articolo37-bis, (( commi 7 e 7-bis, )) del decreto legislativo  1°  settembre1993, n. 385, che non aderiscono a un  gruppo  bancario  cooperativo,assumono le  deliberazioni  previste  dall'articolo  36  del  decretolegislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato  dall'articolo1, comma 4, del presente decreto, o deliberano la liquidazione  entroil termine indicato ai commi 1 e 2 (( del presente articolo. )) Restafermo quanto previsto dall'articolo 150-bis,  comma  5,  del  decretolegislativo 1° settembre 1993, n. 385, come modificato  dal  presentedecreto.   (( 3-bis. In deroga a quanto previsto dall'articolo 150-bis,  comma5, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la  devoluzionenon si produce per  le  banche  di  credito  cooperativo  che,  entrosessanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  diconversione  del  presente   decreto,   presentino   istanza,   anchecongiunta, alla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo 58 del decretolegislativo n. 385 del 1993, di conferimento delle rispettive aziendebancarie  ad  una  medesima  societa'  per  azioni,  anche  di  nuovacostituzione,  autorizzata  all'esercizio  dell'attivita'   bancaria,purche' la banca istante o, in caso di istanza congiunta, almeno  unadelle banche istanti, possieda, alla data del 31  dicembre  2015,  unpatrimonio  netto  superiore  a  duecento  milioni  di   euro,   comerisultante dal bilancio riferito a tale  data,  su  cui  il  revisorecontabile ha espresso un giudizio senza rilievi.   3-ter. All'atto del conferimento, la banca di  credito  cooperativoconferente versa al bilancio dello Stato un importo pari  al  20  percento del patrimonio netto al 31 dicembre 2015, come  risultante  dalbilancio riferito a tale  data,  su  cui  il  revisore  contabile  haespresso un giudizio senza rilievi.   3-quater.  A  seguito  del  conferimento,  la  banca   di   creditocooperativo conferente, che mantiene le riserve indivisibili al nettodel versamento di cui al comma 3-ter,  modifica  il  proprio  oggettosociale  per  escludere  l'esercizio  dell'attivita'  bancaria  e  siobbliga a mantenere le clausole  mutualistiche  di  cui  all'articolo2514 del  codice  civile,  nonche'  ad  assicurare  ai  soci  servizifunzionali al mantenimento del rapporto con la  societa'  per  azioniconferitaria, di formazione e informazione sui temi del  risparmio  edi promozione di programmi di  assistenza.  Non  spetta  ai  soci  ildiritto di recesso previsto dall'articolo 2437, primo comma,  letteraa), del  codice  civile.  In  caso  di  inosservanza  degli  obblighiprevisti dal presente comma e dai commi 3-bis e 3-ter, il  patrimoniodella conferente o, a  seconda  dei  casi,  della  banca  di  creditocooperativo e' devoluto ai sensi  dell'articolo  17  della  legge  23dicembre  2000,  n.  388.  In  caso  di  mancato  ottenimento   delleautorizzazioni indicate al comma 3-bis entro il termine indicato  dalcomma 1, la banca di credito cooperativo puo' chiedere  l'adesione  aun gruppo cooperativo gia'  costituito  entro  i  successivi  novantagiorni. In caso di diniego dell'adesione si applica il comma 3. ))   4. In caso di inosservanza di quanto previsto dal comma 3, la Bancad'Italia   assume   le   iniziative   necessarie   per   la    revocadell'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' bancaria.   5. Le banche  di  credito  cooperativo  autorizzate  alla  data  dientrata in vigore del presente decreto, si adeguano a quanto previstodall'articolo 34, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 1993,n. 385, entro 60 mesi dalla data di entrata in  vigore  del  presentedecreto. 
                            (( Art. 2 bis          Fondo temporaneo delle banche di credito cooperativo    1. Durante la fase di costituzione di gruppi  bancari  cooperativi,gli obblighi  di  cui  all'articolo  33,  comma  1-bis,  del  decretolegislativo 1°  settembre  1993,  n.  385,  introdotto  dal  presentedecreto, sono assolti, anche ai sensi e per gli  effetti  di  cui  alcomma 3 dell'articolo 2 del presente decreto, e  fino  alla  data  diadesione della banca di credito cooperativo  ad  un  gruppo  bancariocooperativo, dall'adesione della stessa a un Fondo  temporaneo  dellebanche di credito cooperativo, promosso  dalla  Federazione  italianadelle  banche  di  credito  cooperativo-casse  rurali  ed  artigiane,mediante strumento di natura privatistica.   2. Il Fondo opera in piena autonomia  decisionale  quale  strumentomutualistico-assicurativo e puo' favorire, in base a quanto  definitonel proprio statuto, processi di consolidamento e  di  concentrazionedelle banche di credito cooperativo. Sono definiti nello  statuto  ilsistema contributivo,  il  limite  massimo  di  impegno  per  singolointervento, nonche' il limite massimo  al  richiamo  di  fondi  dallebanche aderenti.   3. L'adesione al Fondo avviene entro trenta giorni  dalla  data  diapprovazione del relativo statuto.  Al  momento  dell'adesione  dellabanca di  credito  cooperativo  al  gruppo  bancario  cooperativo,  ipregressi impegni, le attivita' in corso e i  rapporti  giuridici  inessere derivanti dalla  gestione  del  Fondo  vengono  assunti  dallebanche capogruppo e dal  gruppo  di  riferimento,  sulla  base  degliimpegni di competenza verso lo stesso Fondo in precedenza assunti  daciascuna banca aderente. )) 

Capo II
Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS)

                               Art. 3                         Ambito di applicazione    1. Il Ministro dell'economia e delle  finanze,  per  diciotto  mesidalla data di entrata in vigore del presente decreto, e'  autorizzatoa  concedere  la  garanzia  dello  Stato  sulle   passivita'   emessenell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di cui all'articolo  1della legge 30 aprile 1999, n. 130, a fronte della cessione da  partedi banche (( e di intermediari finanziari iscritti  all'albo  di  cuiall'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993,  n.  385,di seguito denominati «societa' cedenti», )) aventi  sede  legale  inItalia  di  crediti  pecuniari,  compresi  i  crediti  derivanti   dacontratti di leasing, classificati come sofferenze, nel rispetto  deicriteri e condizioni indicati nel presente Capo.   2. Il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  puo'  con  propriodecreto estendere il periodo di cui al comma 1, fino a un massimo  diulteriori  diciotto  mesi,  previa  approvazione   da   parte   dellaCommissione europea.   3. Il Ministero dell'economia e delle finanze, entro tre mesi dalladata della positiva decisione della Commissione europea sul regime diconcessione della garanzia dello Stato di cui  al  comma  1,  nomina,previa  approvazione  di  quest'ultima,   un   soggetto   qualificatoindipendente per il monitoraggio della conformita' del rilascio dellagaranzia a quanto previsto nel presente capo  e  ((  nella  decisionedella Commissione europea. )) Ai  relativi  oneri  si  provvede,  nellimite massimo di euro 1 milione per ciascuno degli anni dal 2016  al2019, a valere sulle  risorse  della  contabilita'  speciale  di  cuiall'articolo 12. 
                               Art. 4           Strutturazione dell'operazione di cartolarizzazione    1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2  della  legge  30aprile 1999, n. 130, le operazioni di (( cartolarizzazione )) di  cuial presente Capo presentano le seguenti caratteristiche:   a) i crediti oggetto di  cessione  sono  trasferiti  alla  societa'cessionaria per un importo non superiore al loro (( valore  contabilenetto alla data della  cessione  ))  (valore  lordo  al  netto  dellerettifiche);   b) l'operazione di cartolarizzazione prevede l'emissione di  titoli(i «Titoli») di almeno due classi diverse, in ragione  del  grado  disubordinazione nell'assorbimento delle perdite;   c)  la  classe  di  Titoli  maggiormente  subordinata,   denominata«junior», non ha diritto a ricevere  il  rimborso  del  capitale,  ilpagamento degli interessi o altra  forma  di  remunerazione  fino  alcompleto rimborso del capitale dei Titoli delle altre classi;   d) possono essere emesse una o piu' classi  di  Titoli,  denominate«mezzanine», che, con riguardo alla corresponsione  degli  interessi,sono postergate  alla  corresponsione  degli  interessi  dovuti  allaclasse di Titoli denominata «senior» e (( possono essere antergate ))al rimborso del capitale dei Titoli senior;   e) puo' essere  prevista  la  stipula  di  contratti  di  coperturafinanziaria con controparti di mercato al fine di ridurre il  rischioderivante  da  asimmetrie  fra  i  tassi  d'interesse  applicati   suattivita' e passivita';   f) puo' essere prevista, al fine di gestire il rischio di eventualidisallineamenti fra i fondi rivenienti dagli incassi e  dai  recuperieffettuati in relazione al portafoglio dei crediti ceduti e  i  fondinecessari  per  pagare  gli  interessi  sui  Titoli  ((  senior,   ))l'attivazione di una linea di credito per un ammontare sufficiente  amantenere il livello minimo di flessibilita' finanziaria coerente conil merito di credito dei Titoli senior. 
                               Art. 5                                 Rating    1. Ai fini del rilascio della garanzia dello Stato, i Titoli seniordevono avere previamente ottenuto un livello di rating, assegnato  dauna agenzia esterna di  valutazione  del  merito  di  credito  (ECAI)accettata dalla Banca  Centrale  Europea  al  1°  gennaio  2016,  noninferiore all'ultimo gradino della scala di valutazione del merito dicredito  investment  grade.  Qualora   ai   sensi   della   normativaapplicabile sia richiesto il rilascio di due valutazioni  del  meritodi credito, la seconda valutazione sul medesimo  Titolo  senior  puo'essere rilasciata da una ECAI registrata ai sensi del ((  regolamento(CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo  e  del  Consiglio,  del  16settembre 2009, )) e anch'essa non puo' essere  inferiore  all'ultimogradino della scala di valutazione del merito di  credito  investmentgrade.   2. La valutazione del merito di  credito,  comunque  non  inferioreall'ultimo gradino della scala di valutazione del merito  di  creditoinvestment grade, puo', in alternativa, essere  privata  e  destinataesclusivamente  al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,   daintendersi  come  committente   ed   unico   destinatario   ai   finidell'articolo 2 del (( regolamento (CE)  n.))  1060/2009.  In  questocaso, l'agenzia di rating, scelta tra quelle  accettate  dalla  BancaCentrale Europea al 1° gennaio 2016, e  proposta  dalla  ((  societa'cedente, )) e' approvata dal Ministero dell'economia e delle finanze.Il corrispettivo dovuto all'agenzia di rating e' a  carico  della  ((societa' cedente )) o della societa' cessionaria.   3. La societa' cessionaria si impegna a non  richiedere  la  revocadel rating da parte delle ECAI coinvolte fino  al  completo  rimborsodel capitale dei Titoli senior.   (( 4. Il soggetto incaricato della riscossione dei  crediti  cedutie' diverso dalla societa' cedente e  non  appartiene  al  suo  stessogruppo.  L'eventuale  decisione  della  societa'  cessionaria  o  deiportatori dei Titoli di revocare l'incarico di tale soggetto non devedeterminare un peggioramento del rating del Titolo  senior  da  partedell'ECAI. )) 
                               Art. 6        Caratteristiche dei Titoli senior e dei Titoli mezzanine    1. I Titoli senior e, ove emessi, i Titoli mezzanine presentano  leseguenti caratteristiche:   a) la remunerazione e' a tasso variabile;   b) il rimborso  del  capitale  prima  della  data  di  scadenza  e'parametrato ai flussi di cassa derivanti dai recuperi e dagli incassirealizzati in relazione al portafoglio dei crediti ceduti,  al  nettodi tutti i costi relativi all'attivita' di  recupero  e  incasso  deicrediti ceduti;   c) il pagamento degli interessi e' effettuato in via posticipata  ascadenza trimestrale, semestrale o annuale e in funzione  del  valorenominale residuo del titolo all'inizio del periodo  di  interessi  diriferimento.   2. Puo' essere previsto che la remunerazione dei  Titoli  mezzanine((, al ricorrere di determinate condizioni,  possa  essere  differitaovvero postergata al completo rimborso del capitale dei Titoli senior))  ovvero  sia  condizionata  a  obiettivi  di   performance   nellariscossione o recupero in relazione al portafoglio di crediti ceduti. 
                               Art. 7                    Ordine di priorita' dei pagamenti    1. Le somme rivenienti dai recuperi e dagli incassi  realizzati  inrelazione  al  portafoglio  dei  crediti  ceduti,  dai  contratti  dicopertura finanziaria stipulati  e  dagli  utilizzi  della  linea  dicredito, al netto delle somme trattenute dal ((  soggetto  incaricatodella riscossione dei crediti ceduti )) per la propria  attivita'  digestione secondo i termini convenuti  con  la  societa'  cessionaria,sono (( impiegate, )) nel pagamento delle seguenti voci,  secondo  ilseguente ordine di priorita':   1) eventuali oneri fiscali;   2) somme dovute ai prestatori di servizi;   3) pagamento delle somme dovute a titolo di interessi e commissioniin  relazione  all'attivazione  della  linea  di   credito   di   cuiall'articolo 4, (( comma 1, )) lettera f);   4) pagamento delle somme dovute a fronte  della  concessione  dellagaranzia dello Stato sui Titoli senior;   5) pagamento delle somme dovute alle controparti  di  contratti  dicopertura finanziaria;   6) pagamento delle somme dovute a titolo di  interessi  sui  Titolisenior;   7) ripristino della disponibilita' della linea di credito,  qualorautilizzata;   8) pagamento delle somme dovute a titolo di  interessi  sui  Titolimezzanine (se emessi);   9) rimborso  del  capitale  dei  Titoli  senior  fino  al  completorimborso degli stessi; 10) rimborso del capitale dei Titoli mezzaninefino al completo rimborso degli stessi;   11) pagamento delle somme dovute per capitale e interessi  o  altraforma di remunerazione sui Titoli junior.   (( 1-bis. Puo' essere previsto che i pagamenti di cui al  comma  1,numeri  2)  e  5),  possano  essere  condizionati  a   obiettivi   diperformance nella riscossione o recupero in relazione al  portafogliodi crediti ceduti ovvero possano essere, al ricorrere di  determinatecondizioni, postergati al completo rimborso del capitale  dei  Titolisenior. )) 
                               Art. 8                          Garanzia dello Stato    1. La garanzia dello Stato e' onerosa, puo'  essere  concessa  solosui Titoli senior e essa diviene efficace solo quando la ((  societa'cedente )) abbia trasferito a titolo oneroso almeno il 50% piu' 1 deiTitoli junior e, in ogni caso, un ammontare dei Titoli junior e,  oveemessi, dei Titoli mezzanine, che consenta  l'eliminazione  contabiledei  crediti  oggetto  dell'operazione  di  cartolarizzazione   dallacontabilita' (( della societa' cedente )) e, a  livello  consolidato,del gruppo  bancario  cedente,  in  base  ai  principi  contabili  diriferimento    in    vigore    nell'esercizio    di     effettuazionedell'operazione.   2. La garanzia dello Stato di cui al  comma  1  e'  incondizionata,irrevocabile e a prima richiesta a beneficio del detentore del Titolosenior. La garanzia copre i pagamenti contrattualmente previsti,  perinteressi e capitale, a favore dei detentori dei Titoli senior per laloro intera durata.   3.  Lo  Stato,  le  amministrazioni   pubbliche   e   le   societa'direttamente  o   indirettamente   controllate   da   amministrazionipubbliche non possono acquistare Titoli junior o (( mezzanine  emessinell'ambito di operazioni di cartolarizzazione per le quali e'  statachiesta la garanzia dello Stato di cui all'articolo 3, comma 1. )) 
                               Art. 9                Corrispettivo della garanzia dello Stato    1. Ai fini della determinazione del  corrispettivo  della  garanziadello Stato si fa riferimento a tre  Panieri  CDS  definiti  come  ilpaniere di contratti swap sul default  di  singole  societa'  (creditdefault swap - CDS) riferiti a  singoli  emittenti  italiani  la  cuivalutazione del merito di credito, rilasciata da S&P, Fitch Ratings oMoody's, alla data di entrata in vigore  del  presente  decreto,  siapari a:   i) BBB/Baa2, BBB-/Baa3 o BB /Ba1 per il primo  Paniere,  utilizzatose il rating dei Titoli senior e' BBB-/Baa3/BBB-/BBB L;   ii) BBB /Baa1,  BBB/Baa2,  o  BBB-/Baa3  per  il  secondo  Paniere,utilizzato se il rating dei Titoli senior e' BBB/Baa2/BBB/BBB;   iii) BBB/Baa2, BBB /Baa1 o A-/A3 per il terzo  Paniere,  utilizzatose il rating dei Titoli senior e' BBB /Baa1/BBB /BBB H.   2. Nel caso in cui sui Titoli senior siano  stati  rilasciati  piu'rating, per l'individuazione del Paniere si considera il rating  piu'basso. La composizione dei Panieri CDS e' indicata nell'allegato 1 alpresente decreto. Qualora la valutazione del merito di credito di unodegli emittenti ivi considerato sia modificata in modo  tale  da  nonricadere piu' nei rating (( indicati al comma 1, )) l'emittente sara'escluso dal Paniere CDS.   3. La garanzia e' concessa  a  fronte  di  un  corrispettivo  annuodeterminato  a  condizioni  di  mercato  sulla  base  della  seguentemetodologia, come dettagliata nella formula di cui all'allegato 2  alpresente decreto:   a) si determina il valore del prezzo di  ciascun  CDS  incluso  nelPaniere CDS di riferimento, definito ((  come  la  media  dei  prezzigiornalieri )) a meta' mercato (cosiddetto mid price), o, in assenza,come la media dei prezzi giornalieri denaro e lettera, dei  sei  mesiprecedenti la  data  di  richiesta  di  concessione  della  garanzia,calcolata utilizzando i dati estrapolati dalla piattaforma Bloomberg,utilizzando la fonte CMAL (CMA Londra);   b) si determina la  media  semplice  dei  prezzi  dei  singoli  CDSinclusi nel Paniere CDS di riferimento,  calcolati  come  specificatonella precedente lettera a);   c) il corrispettivo annuo della garanzia e'  calcolato  sul  valoreresiduo dei Titoli senior all'inizio del periodo di  pagamento  degliinteressi ed, e' pagato con la stessa modalita' degli  interessi  deiTitoli senior, di cui all'articolo 6, comma  1,  lettera  c),  ed  e'pari:   i) per i primi tre anni, alla media semplice dei prezzi dei singoliCDS a tre anni calcolati come specificato nelle precedenti lettere a)e b);   ii) per i successivi due anni, alla media semplice dei  prezzi  deisingoli CDS a cinque anni calcolati come specificato nelle precedentilettere a) e b);   iii) per gli anni successivi, alla media semplice  dei  prezzi  deisingoli CDS a sette anni calcolati come specificato nelle  precedentilettere a) e b);     d) il corrispettivo annuo della garanzia deve  essere  maggioratodi una componente aggiuntiva pari a:   i) 2,70 volte la differenza tra la media di cui  alla  lettera  c),punto ii) e quella di cui alla lettera c), punto i), per il quarto  equinto anno, nell'ipotesi in cui i  Titoli  senior  non  siano  staticompletamente rimborsati entro la fine del terzo anno;   ii) 8,98 volte la differenza tra la media di cui alla  lettera  c),punto iii) e quella di cui alla lettera c), punto ii), per il sesto esettimo anno, nell'ipotesi in cui i Titoli  senior  non  siano  staticompletamente rimborsati entro la fine del quinto anno.   4. Il Ministro dell'economia e delle  finanze,  con  decreto,  puo'variare i  criteri  di  calcolo,  la  misura  delle  commissioni  delpresente articolo e la fonte di dati di cui al comma 3,  lettera  a),in  conformita'  delle  decisioni  della  Commissione   europea.   Levariazioni non hanno effetto sulle operazioni gia' in essere. 
                               Art. 10                        Ammissione alla garanzia    1.  La  garanzia  e'  concessa  con   decreto   del   ((   Ministrodell'economia e delle finanze ))  su  istanza  documentata  della  ((societa' cedente )) presentata al  Ministero  dell'economia  e  dellefinanze. 
                               Art. 11                        Escussione della garanzia    1. La garanzia dello Stato puo' essere escussa dal detentore  entroi nove mesi successivi alla scadenza del Titolo senior, nel  caso  dimancato pagamento, anche parziale, delle somme dovute per capitale  ointeressi nel rispetto dei termini perentori  previsti  dal  presentearticolo. Nell'ipotesi di mancato pagamento che perduri per  sessantagiorni dalla scadenza del termine per l'adempimento i  detentori  deiTitoli senior, (( di concerto )) e tramite  il  rappresentante  degliobbligazionisti (RON), inviano alla societa' cessionaria la richiestaper il pagamento dell'ammontare dell'importo scaduto  e  non  pagato;decorsi trenta giorni ed entro sei mesi  dalla  data  di  ricevimentodella lettera di richiesta alla societa' cessionaria senza che questaabbia provveduto al pagamento, i detentori dei Titoli senior,  ((  diconcerto )) e tramite il rappresentante degli obbligazionisti  (RON),possono richiedere l'intervento della garanzia dello Stato.   2. Entro trenta giorni dalla data di ricevimento della  documentatarichiesta di escussione della  garanzia  dello  Stato,  il  Ministerodell'economia  e   delle   finanze   provvede   alla   corresponsionedell'importo spettante ai detentori del Titolo senior ((  non  pagatodalla societa' cessionaria, )) senza aggravio di interessi o spese.   3. Con il pagamento, il Ministero dell'economia e delle finanze  e'surrogato nei diritti dei detentori dei  Titoli  senior  e  provvede,ferme  restando  le  limitazioni   contrattualmente   stabilite   perl'esercizio di tali diritti (( e  subordinatamente  al  pagamento  diquanto dovuto a titolo di interessi ai portatori dei  Titoli  senior,)) al recupero della somma pagata, degli interessi al  saggio  legalematurati a decorrere dal giorno del  pagamento  fino  alla  data  delrimborso e delle spese sostenute per il recupero, anche  mediante  ilricorso alla procedura di iscrizione a ruolo, ai  sensi  del  decretodel Presidente della Repubblica 29  settembre  1973,  n.  602  e  deldecreto  legislativo  26  febbraio   1999,   n.   46   e   successivemodificazioni. Tali somme sono versate sulla contabilita' speciale ((di cui all'articolo 12. )) 
                               Art. 12                           Risorse finanziarie    1. Per le finalita' di cui al presente  Capo  e'  istituito,  nellostato di previsione del Ministero dell'economia e delle  finanze,  unapposito fondo con una dotazione di (( 120 milioni  di  euro  ))  perl'anno  2016.  Tale  fondo  e'   ulteriormente   alimentato   con   icorrispettivi annui delle garanzie  concesse  che  a  tal  fine  sonoversate all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per  la  successivariassegnazione  al  Fondo.  Dette  somme  sono  versate  su  appositacontabilita'   speciale   vincolata   al   pagamento   dell'eventualeescussione delle predette  garanzie,  nonche'  agli  ulteriori  onericonnessi all'attuazione del presente Capo, derivanti dall'articolo 3,comma 3, e dall'articolo 13, comma 1.   2. All'onere di cui al comma 1, si provvede mediante corrispondenteriduzione della dotazione del fondo di cui all'articolo 37, comma  6,del  decreto-legge  24  aprile   2014,   n.   66,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. 
                               Art. 13                           Norme di attuazione    1. Il Ministero dell'economia e delle finanze  puo'  avvalersi,  aisensi dell'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.78, (( convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto  2009,  n.102, )) di una  societa'  a  capitale  interamente  pubblico  per  lagestione dell'intervento.   2. Con decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  dinatura non regolamentare, da adottarsi entro sessanta giorni (( dalladata di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presentedecreto, )) possono essere dettate le disposizioni di attuazione  delpresente Capo. 
                           (( Art. 13 bis           Vigilanza su obbligazioni bancarie collateralizzate    1. All'articolo 7-quater, comma 1, della legge 30 aprile  1999,  n.130, le parole: «commi 1, 2, 3, 4, 5 e 7,  e  7-ter,  comma  1»  sonosostituite dalle seguenti: «commi 1, 2, 3, 4, 5,  6  e  7,  e  7-ter,comma 1». )) 

Capo III
Disposizioni fiscali relative alle procedure di crisi

                               Art. 14        (( Irrilevanza fiscale dei contributi percepiti a titolo     di liberalita' da soggetti sottoposti a procedure di crisi ))    1. All'articolo 88 del testo unico delle imposte  sui  redditi,  dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.917, dopo il comma 3 e' inserito il seguente:   «3-bis. Non  costituiscono  sopravvenienze  attive,  ((  in  quantoesclusi, )) i  contributi  percepiti  a  titolo  di  liberalita'  daisoggetti sottoposti alle procedure  concorsuali  previste  dal  Regiodecreto 16 marzo 1942, n. 267, dal decreto legislativo 8 luglio 1999,n. 270, dal decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 18  febbraio  2004,  n.  39,  ovvero  alleprocedure di crisi di cui all'articolo 20 del decreto legislativo  16novembre 2015, n.  180  nonche'  alla  procedura  di  amministrazionestraordinaria di cui (( agli articoli 70 e seguenti  ))  del  decretolegislativo 1° settembre  1993,  n.  385,  ad  esclusione  di  quelliprovenienti da societa' controllate dall'impresa o controllate  dallastessa  societa'  che  controlla  l'impresa.  Le   disposizioni   delprecedente periodo si applicano anche  ai  contributi  percepiti  neiventiquattro   mesi   successivi   alla   chiusura   delle   predetteprocedure.».   2. Le disposizioni di cui al comma 1  si  applicano  ai  contributipercepiti a partire dal periodo di imposta  in  corso  alla  data  dientrata  in  vigore  del  presente  decreto-legge.  Limitatamente  aicontributi percepiti nel periodo d'imposta  in  corso  alla  data  dientrata in vigore del presente decreto, l'esclusione di cui al  comma3-bis dell'articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi,  dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.917, (( introdotto )) dal  comma  1,  e'  riconosciuta  mediante  unadeduzione  dal  reddito  ripartita  in  cinque  quote   costanti   daeffettuare nelle dichiarazioni dei redditi relative ai cinque periodid'imposta   successivi,   sempre   che   tali   proventi   concorranointegralmente a formare il reddito nell'esercizio in cui  sono  statiincassati.   3. La determinazione dell'acconto dovuto per  i  periodi  d'impostaper i quali e' operata la deduzione di cui al comma 2  e'  effettuataconsiderando, quale imposta del periodo  precedente,  quella  che  sisarebbe  determinata  in  assenza  delle  disposizioni  del  presentearticolo.   4. Agli oneri derivanti dal  presente  articolo  valutati  in  18,2milioni di euro per ciascuno degli anni dal  2018  al  2022  e  in  2milioni  di  euro  a  decorrere  dal  2023,  si   provvede   mediantecorrispondente riduzione della dotazione  del  Fondo  per  interventistrutturali di politica economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,del  decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 
                               Art. 15  Regime fiscale della cessione di diritti, attivita' e  passivita'  di  un ente sottoposto a risoluzione a un ente-ponte    1. La cessione di  diritti,  attivita'  e  passivita'  di  un  entesottoposto a risoluzione a un (( ente-ponte, )) di  cui  all'articolo43, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 16 novembre 2015, n.180, non costituisce realizzo di plusvalenze o minusvalenze  ai  finidell'imposta sul reddito  delle  societa'  e  dell'imposta  regionalesulle attivita' produttive.  I  beni  ricevuti  dall'ente-ponte  sonovalutati fiscalmente in base agli ultimi valori fiscali  riconosciutiin capo all'ente cedente.   2. Dalla data in cui ha effetto la cessione  l'ente-ponte  subentranella posizione dell'ente  sottoposto  a  risoluzione  in  ordine  aidiritti, attivita' o  passivita'  oggetto  di  cessione,  incluse  ladeduzione  o  la  tassazione  dei  componenti  di  reddito  dell'entesottoposto a risoluzione gia' imputati a conto economico e non ancoradedotti o tassati dallo stesso alla  data  della  cessione,  e  nellededuzioni derivanti da opzioni di riallineamento dell'avviamento e dialtre  attivita'  immateriali  esercitate  dall'ente   sottoposto   arisoluzione. Le perdite  di  cui  all'articolo  84  del  decreto  delPresidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917  dell'entesottoposto a risoluzione sono  portate  in  diminuzione  del  redditodell' (( ente-ponte. )) 
                               Art. 16  Modifica  alla  disciplina  fiscale  dei  trasferimenti   immobiliari                 nell'ambito di vendite giudiziarie    1. Gli atti  e  i  provvedimenti  recanti  il  trasferimento  dellaproprieta' o di diritti reali su beni immobili emessi, (( a favore disoggetti che svolgono attivita'  d'impresa,  ))  nell'ambito  di  unaprocedura giudiziaria di espropriazione immobiliare di cui  al  libroIII, titolo II, capo IV, del codice di procedura  civile,  ovvero  diuna procedura di vendita di cui all'articolo 107 del regio decreto 16marzo 1942, n. 267,  sono  assoggettati  alle  imposte  di  registro,ipotecaria e catastale nella misura fissa  di  200  euro  ciascuna  acondizione che l'acquirente dichiari che  intende  trasferirli  entrodue anni.   2. Ove non si realizzi la condizione del ritrasferimento  entro  ilbiennio, le imposte di registro, ipotecaria e catastale  sono  dovutenella misura ordinaria e si applica una sanzione  amministrativa  del30 per cento oltre agli interessi di mora  di  cui  all'articolo  55,comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta  diregistro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile1986, n. 131. Dalla scadenza del biennio decorre il  termine  per  ilrecupero  delle  imposte  ordinarie  da  parte   dell'amministrazionefinanziaria.   (( 2-bis. Gli atti e i provvedimenti di cui al  comma  1  emessi  afavore  di  soggetti  che  non  svolgono  attivita'  d'impresa   sonoassoggettati alle imposte di registro, ipotecaria e  catastale  nellamisura fissa di 200 euro ciascuna sempre che in  capo  all'acquirentericorrano le condizioni di cui alla nota II-bis) all'articolo 1 dellatariffa, parte prima, allegata  al  testo  unico  delle  disposizioniconcernenti l'imposta di registro, di cui al decreto  del  Presidentedella Repubblica 26 aprile 1986,  n.131.  In  caso  di  dichiarazionemendace nell'atto di acquisto, ovvero di rivendita  nel  quinquienniodalla data dell'atto, si applicano  le  disposizioni  indicate  nellapredetta nota. ))   3. Le disposizioni del presente articolo hanno effetto per gli attiemessi dalla data di entrata in vigore del  presente  ((  decreto  ))fino al 31 dicembre 2016.   4. Gli oneri derivanti dal presente articolo sono valutati  in  220milioni di euro per l'anno 2016.   5. All'articolo 1, comma 958, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,come (( modificato )) dal decreto-legge  4  dicembre  2015,  n.  191,convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio 2016,  n.  13,le parole: «2.100 milioni di euro» sono  sostituite  dalle  seguenti:«2.320 milioni di euro». 

Capo IV
Disposizioni in materia di gestione e di tutela del risparmio

                               Art. 17             Disposizioni in materia di gestione collettiva          del risparmio per favorire il credito alle imprese    1. Al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  sono  apportatele seguenti modificazioni:   a) All'articolo 1, comma 1, lettera k), dopo  le  parole:  «inclusiquelli erogati» sono inserite le seguenti: «, a  favore  di  soggettidiversi da consumatori,»;   b) Nella Parte II, Titolo III, dopo il Capo II-quater  e'  inseritoil seguente:   «Capo II-quinquies   OICR DI CREDITO   Art.  46-bis  (Erogazione  diretta  di  crediti  da  parte  di  FIAitaliani). - 1. I FIA italiani possono investire in crediti, a valeresul proprio patrimonio, a favore di soggetti diversi da  consumatori,nel rispetto delle  norme  del  presente  decreto  e  delle  relativedisposizioni attuative adottate ai sensi degli articoli 6, comma 1, e39.   Art. 46-ter (Erogazione diretta di crediti da parte di  FIA  UE  inItalia). - 1. I FIA UE possono investire in  crediti,  a  valere  sulproprio patrimonio, a favore di soggetti diversi da  consumatori,  inItalia nel rispetto delle seguenti condizioni:   a) il FIA UE e' autorizzato dall'autorita' competente  dello  statomembro d'origine a investire in crediti,  inclusi  quelli  erogati  avalere sul proprio patrimonio, nel paese di origine;   b) il FIA UE ha forma chiusa e lo  schema  di  funzionamento  dellostesso,  in  particolare  per  quanto  riguarda   le   modalita'   dipartecipazione, e' analogo a quello dei FIA italiani che investono increditi;   c)  le  norme  del  paese  d'origine  del  FIA  UE  in  materia  dicontenimento e di frazionamento del rischio, inclusi i limiti di levafinanziaria, sono equivalenti alle norme stabilite per i FIA italianiche investono in crediti. L'equivalenza rispetto alle norme  italianepuo' essere verificata con riferimento anche alle  sole  disposizionistatutarie o regolamentari del FIA UE, a condizione  che  l'autorita'competente dello stato membro di origine ne assicuri l'osservanza.   2. I gestori che gestiscono  FIA  UE  che  intendono  investire  increditi a valere sul proprio patrimonio  in  Italia  comunicano  taleintenzione alla Banca d'Italia.  Il  FIA  UE  non  puo'  iniziare  adoperare   prima   che   siano   trascorsi   sessanta   giorni   dallacomunicazione,  entro  i  quali  la  Banca  d'Italia   puo'   vietarel'investimento in crediti a valere sul proprio patrimonio in Italia.   3. Ai gestori si applica l'articolo 8, comma 1. La  Banca  d'Italiapuo' prevedere la partecipazione dei FIA UE di cui al  comma  1  allacentrale dei rischi e puo' prevedere altresi' che  la  partecipazioneavvenga per il tramite di banche e intermediari iscritti all'albo  dicui all'articolo 106 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.385.   4. Restano ferme le disposizioni italiane  applicabili  ai  FIA  UEsulla commercializzazione di azioni o quote e in ogni  altra  materianon espressamente regolata dal presente articolo.   5. La Banca d'Italia detta le disposizioni attuative  del  presentearticolo.   Art. 46-quater (Altre disposizioni applicabili). -  1.  Ai  creditierogati in Italia da parte di FIA italiani e FIA  UE,  a  valere  sulproprio patrimonio, si applicano le  disposizioni  sulla  trasparenzadelle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti di cui  alTitolo VI, Capi I e III, con esclusione dell'articolo 128-bis,  e  ledisposizioni sulle sanzioni amministrative di  cui  al  Titolo  VIII,Capi V e VI, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, fermorestando quanto previsto  dall'articolo  23,  comma  4  del  presentedecreto.   2. Al rispetto degli obblighi previsti dalle disposizioni  indicateal comma 1 e' tenuto il gestore del FIA.».   2. All'articolo 26, comma 5-bis, del decreto del  Presidente  dellaRepubblica 29  settembre  1973,  n.  600,  prima  delle  parole:  «Laritenuta di cui  al  comma  5»  sono  inserite  le  seguenti:  «Fermerestando  le  disposizioni  in  tema  di  riserva  di  attivita'  perl'erogazione di finanziamenti nei confronti del pubblico  di  cui  aldecreto legislativo 1° settembre 1993 n. 385.». 
                           (( Art. 17 bis  Modifiche all'articolo 120 del decreto legislativo 1° settembre 1993,  n. 385, relativo alla decorrenza delle valute e  al  calcolo  degli  interessi    1.  Al  comma  2  dell'articolo  120  del  decreto  legislativo  1°settembre 1993, n.385, le lettere  a)  e  b)  sono  sostituite  dalleseguenti:   «a) nei rapporti di conto corrente o  di  conto  di  pagamento  siaassicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicita' nelconteggio degli interessi sia debitori sia  creditori,  comunque  noninferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il  31  dicembredi ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sonodovuti;   b) gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi  afinanziamenti a valere su carte  di  credito,  non  possono  produrreinteressi  ulteriori,  salvo  quelli  di  mora,  e   sono   calcolatiesclusivamente sulla sorte  capitale;  per  le  aperture  di  creditoregolate  in  conto  corrente  e  in  conto  di  pagamento,  per  glisconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il  limitedel fido: 1) gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre edivengono esigibili il 1° marzo dell'anno successivo a quello in  cuisono maturati; nel caso di  chiusura  definitiva  del  rapporto,  gliinteressi  sono  immediatamente  esigibili;  2)   il   cliente   puo'autorizzare, anche preventivamente, l'addebito  degli  interessi  sulconto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso lasomma addebitata e' considerata sorte capitale;  l'autorizzazione  e'revocabile in ogni momento, purche' prima che l'addebito abbia  avutoluogo». )) 
                           (( Art. 17 ter                             Assegni bancari    1. Il numero 3) del primo comma dell'articolo 45 del regio  decreto21 dicembre 1933, n. 1736, e' sostituito dal seguente:   «3)  con  dichiarazione  della  Banca  d'Italia  richiesta  da   unbanchiere che si avvale dei sistemi di pagamento da  essa  gestiti;».)) 
                          (( Art. 17 quater  Modifica all'articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003,  n. 269,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326    1. All'articolo 5  del  decreto-legge  30  settembre  2003,  n.269,convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre  2003,  n.326,dopo il comma 3 e' inserito il seguente:   «3-bis.  Con  decreto  di  natura  non  regolamentare  il  Ministrodell'economia e delle finanze adegua il tasso  di  remunerazione  delconto corrente di Tesoreria  centrale  denominato  "CDP  SpA-gestioneseparata", al fine di allinearlo ai livelli di mercato  in  relazioneall'effettiva durata finanziaria delle giacenze del  conto  medesimo,tenendo conto altresi' del costo effettivo delle  passivita'  che  loalimentano». )) 
                        (( Art. 17 quinquies                     Strumenti bancari di pagamento    1. Il primo e il secondo periodo del comma 1 dell'articolo 202  delcodice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, si interpretano nel senso che, per i pagamenti diversi da quelliin contanti o tramite conto corrente postale,  l'effetto  liberatoriodel pagamento si produce se l'accredito a favore dell'amministrazioneavviene entro due giorni dalla data di scadenza del pagamento. )) 
                               Art. 18                            Entrata in vigore    1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  aquello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   dellaRepubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversionein legge. 

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