Decreto Legge 12/9/1983 n. 463

Decreto Legge 12/9/1983 n. 463

Redazione

disposizioni varie - misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica

G.U. 12/9/1983 n. 250

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I datori di lavoro non agricoli versano entro termini unificati in ogni caso non oltre il 25 del mese, ferme restando le diverse periodicita’, l’imposta sul valore aggiunto, le somme dovute quali sostituti d’imposta e quelle dovute a gestioni previdenziali ed assistenziali o la cui riscossione sia a queste affidata. I termini unificati sono stabiliti con decreto dei Ministri delle finanze, del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale, da adottarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.

Le somme di cui al comma che precede sono versate distintamente alle amministrazioni di competenza con i procedimenti e le modalita’ rispettivamente vigenti, a mezzo di moduli conformi ad unico modello, recante le informazioni richieste dalle amministrazioni interessate, cui ne compete la verifica, da effettuarsi mediante controlli incrociati, con idonea campionatura. Il modello e’ approvato con il decreto di cui al comma 1.

La codificazione effettuata dall’Amministrazione finanziaria, viene estesa a tutti i soggetti per i rapporti con le gestioni previdenziali e assistenziali, con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e con le altre amministrazioni pubbliche. I relativi adempimenti hanno inizio immediato e sono ultimati entro il 30 giugno 1984.

Fermo restando quanto previsto dall’art. 5 della L. 22 luglio 1961, n. 628, ai funzionari dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo, del Servizio per i contributi agricoli unificati, degli altri enti per i quali sussiste la contribuzione obbligatoria, addetti alla vigilanza presso gli ispettorati del lavoro, sono conferiti i poteri:

a) di accedere a tutti i locali delle aziende, agli stabilimenti, ai laboratori, ai cantiere ed altri luoghi di lavoro, per esaminare i libri di matricola e paga, i documenti equipollenti ed ogni altra documentazione, compresa quella contabile, che abbia diretta o indiretta pertinenza con l’assolvimento degli obblighi contributivi e l’erogazione delle prestazioni;

b) di assumere dai datori di lavoro, dai lavoratori, dalle rispettive rappresentanze sindacali e dagli istituti di patronato, dichiarazioni e notizie attinenti alla sussistenza dei rapporti di lavoro, alle retribuzioni, agli adempimenti contributivi e assicurativi e alla erogazione delle prestazioni.

I soggetti di cui al comma precedente, possono anche esercitare gli altri poteri spettanti in materia di previdenza e assistenza sociale agli ispettori del lavoro, ad eccezione di quello di contestare contravvenzioni, e debbono, a richiesta, presentare un documento di riconoscimento rilasciato dagli istituti di appartenenza. Essi devono porre la data e la firma sotto l’ultima del libro paga e matricola e possono estrarne copia controfirmata dal datore di lavoro.

I datori di lavoro e i loro rappresentanti, che impediscano ai funzionari dell’ispettorato del lavoro e ai soggetti indicati nel precedente comma 1 l’esercizio dei poteri di vigilanza di cui al presente articolo, sono tenuti a versare alle Amministrazioni da cui questi dipendono, a titolo di sanzione amministrativa, una somma da L. 500.000 a L. 5 milioni, ancorche` il fatto costituisca reato. Qualora forniscano scientemente dati errati o incompleti, che comportino evasione contributiva, i datori di lavoro e i loro rappresentanti sono tenuti a versare alle Amministrazioni stesse, a titolo di sanzione amministrativa, una somma pari a L. 50.000 per ogni dipendente cui si riferisce l’inadempienza, ancorche` il fatto costituisca reato.

A richiesta di uno degli enti di cui al precedente comma 1, l’amministrazione ha proceduto a redigere un verbale ispettivo, e` tenuta ad inviarne copia congiuntamente ad ogni altra notizia utile.

I soggetti di cui al precedente comma 1 sono tenuti ad osservare il segreto sui processi e sopra ogni particolare di lavorazione che venisse a loro conoscenza. La violazione di tale obbligo e` punita con la pena stabilita dall’art. 623 del codice penale, salvo che il fatto costituisca piu` grave reato.

L’ispettorato provinciale del lavoro esercita i poteri di coordinamento ad esso attribuiti anche mediante programmi annuali per la repressione delle evasioni contributive in materia di previdenza e assistenza sociale obbligatoria, sentiti gli istituti interessati. L’ispettorato provinciale del lavoro riferisce annualmente al Ministro del lavoro e della previdenza sociale sull’attivita` di coordinamento effettuata.

(Alla spesa occorrente per lo svolgimento dei servizi di vigilanza dell’ispettorato del lavoro, finalizzati alla repressione delle evasioni contributive, si provvede anche con un contributo a carico degli istituti di assicurazione sociale obbligatoria, versato in conto entrata del Ministero del Tesoro e assegnato al capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero del lavoro e della previdenza sociale relativo all’organizzazione e al funzionamento dell’ispettorato del lavoro, secondo misure, modalita` e termini di versamento, stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, per ciascun esercizio).

Ai soggetti di cui al comma 1 del presente articolo non compete la qualifica di ufficiale o di agente di polizia giudiziaria.

TITOLO I – MISURE URGENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE

[1] 1. Ai lavoratori pubblici e privati, con contratto a tempo determinato, i trattamenti economici e le indennità economiche di malattia sono corrisposti per un periodo non superiore a quello di attività lavorativa nei dodici mesi immediatamente precedenti l’evento morboso, fermi restando i limiti massimi di durata previsti dalle vigenti disposizioni.
[2] 2. Non possono essere corrisposti trattamenti economici e indennità economiche per malattia per periodi successivi alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato.
[3] 3. Nel caso in cui il lavoratore a tempo determinato nei dodici mesi immediatamente precedenti non possa far valere periodi lavorativi superiori a trenta giorni, il trattamento economico e l’indennità di malattia sono concessi per un periodo massimo di trenta giorni nell’anno solare. In tal caso l’indennità economica di malattia è corrisposta, previa comunicazione del datore di lavoro, direttamente dall’Istituto nazionale per la previdenza sociale.
[4] 4. Il periodo di malattia di cui al precedente comma si computa ai fini del limite massimo delle giornate indennizzabili.
[5] 5. Il datore di lavoro non può corrispondere l’indennità economica di malattia per un numero di giornate superiore a quelle effettuate dal lavoratore a tempo determinato alle proprie dipendenze. Le indennità relative ad un maggior numero di giornate indennizzabili sono corrisposte al lavoratore direttamente dall’Istituto nazionale della previdenza sociale.
[6] 6. I lavoratori agricoli a tempo determinato iscritti o aventi diritto alla iscrizione negli elenchi nominativi di cui all’articolo 7, n. 5), del D.L. 3 febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 11 marzo 1970, n. 83, hanno diritto, a condizione che risultino iscritti nei predetti elenchi nell’anno precedente per almeno 51 giornate, per ciascun anno alle prestazioni di cui ai commi precedenti per un numero di giornate corrispondente a quello risultante dalla anzidetta iscrizione nell’anno precedente. In ogni caso il periodo indennizzabile non può eccedere i limiti di durata massima prevista in materia.
[7] 7. Le disposizioni dei commi precedenti non si applicano ai marittimi assistiti ai sensi del R.D.L. 23 settembre 1937, n. 1918, convertito, con modificazioni, nella legge 24 aprile 1938, n. 831. Le disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo non si applicano ai lavoratori dello spettacolo assistiti ai sensi del D.Lgs.C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708, e successive modificazioni ed integrazioni.
[8] 8. Ai fini del presente articolo i periodi di godimento del trattamento di cassa integrazione guadagni e di astensione obbligatoria dal lavoro per gravidanza e puerperio sono assimilati ai periodi di lavoro.
[9] 9. Ai fini dei controlli sullo stato di salute dei lavoratori, il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, formula gli schemi-tipo di convenzione di cui all’articolo 8-bis, D.L. 30 aprile 1981, n. 168, convertito, con modificazioni, nella L. 27 giugno 1981, n. 331, nei casi in cui gli schemi suddetti non siano stati elaborati di intesa fra l’Istituto nazionale della previdenza sociale e le regioni entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto (1).
[10] 10. Entro i trenta giorni successivi alla data di pubblicazione degli schemi di cui al comma che precede le unità sanitarie locali adottano le convenzioni di cui al comma che precede e predispongono un servizio idoneo ad assicurare entro lo stesso giorno della richiesta, anche se domenicale o festivo, in fasce orarie di reperibilità, il controllo dello stato di malattia dei lavoratori dipendenti per tale causa assentatisi dal lavoro e accertamenti preliminari al controllo stesso anche mediante personale non medico, nonché un servizio per visite collegiali presso poliambulatori pubblici per accertamenti specifici.
[11] 11. L’omissione degli adempimenti di cui al comma che precede nel termine fissato comporta l’immediata nomina di un commissario ad acta da parte del competente organo regionale.
[12] 12. Per l’effettuazione delle visite mediche di controllo dei lavoratori l’Istituto nazionale della previdenza sociale, sentiti gli ordini dei medici, istituisce presso le proprie sedi liste speciali formate da medici, a rapporto di impiego con pubbliche amministrazioni e da medici liberi professionisti, ai quali possono fare ricorso gli istituti previdenziali o i datori di lavoro.
[13] 12-bis. L’Istituto nazionale della previdenza sociale, per gli accertamenti sanitari connessi alla sua attività istituzionale, è autorizzato a stipulare apposite convenzioni con l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (2).
[14] 13. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, sentiti la Federazione nazionale degli ordini dei medici e il consiglio di amministrazione dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, sono stabilite le modalità per la disciplina e l’attuazione dei controlli secondo i criteri di cui al comma 10 del presente articolo ed i compensi spettanti ai medici.
[15] 14. Qualora il lavoratore, pubblico o privato, risulti assente alla visita di controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo sino a dieci giorni e nella misura della metà per l’ulteriore periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da precedente visita di controllo (3).

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(1) Comma modificato dalla legge di conversione 11/11/83 n. 638.
(2) Comma aggiunto dalla legge di conversione 11/11/83 n. 638.
(3) Comma sostituito dalla legge di conversione 11/11/83 n. 638.

1. In sede di aggiornamento annuale del prontuario terapeutico di cui al penultimo comma dell’art. 30 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, sono stabiliti i criteri per il successivo inserimento di nuovi farmaci, nonche` per l’esclusione di quelli gia` inseriti. Tali criteri individuano i settori terapeutici interessati alla inclusione ed all’esclusione sulla base della rilevanza medico – sociale.

2. In applicazione dei criteri come sopra stabiliti, il Ministro della sanita`, con la procedura prevista dal predetto art. 30 approva con proprio decreto, con periodicita` quadrimestrale, a partire dalla data di entrata in vigore del prontuario terapeutico di cui al precedente art. 10, l’inserimento di nuovi prodotti nel prontuario stesso, nonche` l’esclusione di quelli gia` inseriti. Ai fini della integrazione, il Ministro della sanita`, contestualmente all’emanazione del decreto di registrazione, avvia la procedura dal richiamato art. 30.

3. Il Consiglio sanitario nazionale esprime il parere entro quarantacinque giorni dalla richiesta del Ministro della sanita`. Trascorso tale termine, il parere si intende espresso in senso conforme alla proposta del comitato di cui all’art. 30 suddetto.

4. Con il decreto di approvazione del prontuario terapeutico sono altresi` stabilite le modalita` per l’indicazione, sulle fustelle o bollini autoadesivi e sulle confezioni, della partecipazione alla spesa da parte degli assistiti ovvero, l’indicazione della esenzione dalla partecipazione stessa.

5. Il prezzo di vendita al pubblico delle specialita` medicinali e dei galenici preconfezionati deve essere riportato, oltre che sul fustellato o bollino autoadesivo, anche in altra parte della confezione.

6. Fino al termine di centottanta giorni dall’entrata in vigore del prontuario terapeutico, le scorte di specialita` medicinali giacenti presso l’industria, i grossisti e le farmacie, possono essere esitate senza l’adempimento di cui ai commi precedenti. In tale periodo le farmacie indicheranno sulla ricetta le quote di partecipazione alla spesa percepite.

7. Trascorso tale termine l’indicazione della partecipazione dovra` essere apposta, secondo modalita` previste dal decreto medesimo, sulle scorte residue, dall’industria dai grossisti e dalle farmacie mediante sovrastampa indelebile, o bollino trasparente autoadesivo da sovrapporre alla fustella o etichetta originale, in modo da identificare chiaramente la denominazione del prodotto ivi stampato.

8. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Ministro della sanita`, al fine di assicurare il rigoroso controllo della spesa sanitaria mediante l’acquisizione sistematica di dati quantitativi e qualitativi, adotta disposizione per la codifica delle specialita` medicinali e dei galenici preconfezionati nonche` per l’impiego nelle relative confezioni di fustelle o bollini autoadesivi a lettura automatica.

9. Per le medesime finalita` ed in connessione alla applicazione della disciplina di cui al comma precedente, il Ministro della sanita` e` altresi` autorizzato ad emanare disposizioni per:

a) l’adozione nel Servizio sanitario nazionale di ricettari unici standardizzati e a lettura automatica;

b) la razionalizzazione delle modalita` secondo le quali il prezzo delle specialita` medicinali e dei galenici preconfezionati nonche` la quota a carico dell’assistito, debbono essere indicati sulle relative confezioni;

c) l’eventuale estensione delle tecniche di codifica e di fustellatura agli altri prodotti e presidi comunque erogati a carico del Servizio sanitario nazionale.

10. Il numero d’ordine 3 della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni, e` sostituito dall’allegato al presente decreto.

11. Le tasse annuali previste nell’allegato sono dovute anche se non sono state corrisposte le correlative tasse di rilascio, perche` non dovute in base alle disposizioni al momento vigenti.

12. Per il 1983, coloro che hanno ottenuto le autorizzazioni in data anteriore al 1 gennaio 1983 dovranno corrispondere le tasse annuali o i conguagli, fino a concorrenza delle somme dovute, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

13. Per la trattazione di questioni concernenti i prezzi dei medicinali il Ministro della sanita` partecipa, in qualita` di componente, alle sedute del Comitato interministeriale dei prezzi di cui all’art. 1 del decreto legislativo luogotenenziale 23 aprile 1946, n. 363. Per la trattazione delle medesime questioni, alle sedute della Commissione centrale prezzi di cui all’art. 2 del citato decreto legislativo partecipa, in qualita` di componente, un rappresentante del Ministero della sanita`. Nei casi di assenza o impedimento il titolare e sostituto dal supplente.

14. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto il Comitato interministeriale dei prezzi approva, previa deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica, su proposta congiunta dei Ministri della sanita` e dell’industria, del commercio e dell’artigianato, nel rispetto dei criteri indicati dall’art. 29 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, un nuovo metodo di determinazione dei prezzi dei medicinali prodotti industrialmente, che sara` applicato dallo stesso comitato per la fissazione del prezzo dei singoli medicinali.

15. Il Ministro della sanita` presenta annualmente al Parlamento una relazione sull’applicazione del nuovo metodo di determinazione dei prezzi dei medicinali.

(Omissis).

La disposizione del comma 2 dell’art. 19 del D.L. 28 febbraio 1983, n. 55, convertito con modificazioni, nella L. 26 aprile 1983, n. 131, per la quale la deliberazione istitutiva della sovrimposta comunale sul reddito dei fabbricati deve essere trasmessa entro il termine del 31 luglio 1983, per il tramite dell’intendenza di finanza territorialmente competente, al Ministero delle finanze va intesa nel senso che la deliberazione stessa deve pervenire all’intendenza di finanza entro il termine prescritto.

I termini del 31 luglio e del 30 settembre 1983 previsti dal comma 2 dell’art. 19 del D.L. 28 febbraio 1983, n. 55, convertito, con modificazioni, nella L. 26 aprile 1983, n. 131, sono rispettivamente differiti al 20 novembre e al 20 dicembre 1983. Si estende ai nuovi termini il disposto dell’ultimo periodo del comma 2 del predetto art. 19.

Per i comuni e le province che hanno provveduto nell’anno 1983 alla rinnovazione dei rispettivi consigli ai sensi dell’art. 1 della L. 14 aprile 1983, n. 116, i termini per la deliberazione del bilancio e per gli adempimenti ad essa connessi o collegati, previsti dall’art. 2 della stessa legge, sono differiti al 10 novembre 1983.

I comuni di cui al precedente comma possono altresi` adottare entro il 10 novembre 1983 le deliberazioni per la istituzione della sovrimposta comunale sul reddito dei fabbricati e per l’aumento delle tariffe della imposta di soggiorno, cura e turismo previste rispettivamente dal comma 2 dell’art. 19 e dall’ultimo periodo del comma 1 dell’art. 24 del D.L. 28 febbraio 1983, n. 55, convertito, con modificazioni, nella L. 26 aprile 1983, n. 131. La deliberazione per la istituzione della sovrimposta comunale sul reddito dei fabbricati e` immediatamente esecutiva e ad essa si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi 12 e 13. Nei confronti degli stessi comuni il termine di cui al primo comma dell’art. 273 del T.U. per la finanza locale, approvato con R.D. 14 settembre 1931, n. 1175, e successive modificazioni, per la deliberazione della tariffa relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni da applicarsi nell’anno 1984, nonche` i termini per gli adempimenti connessi o collegati alla deliberazione medesima sono differiti di 90 giorni.

(Omissis).

Il termine di cui al terzo comma dell’art. 26 della L. 26 maggio 1965, n. 590, e` differito al 30 giugno 1988.

Ai conferimenti di aziende agricole in societa` esistenti o da costituire, eseguiti entro il 30 giugno 1988, si applicano, agli effetti dell’imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili, le disposizioni di cui all’art. 6, settimo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 643 e successive modificazioni.

(Omissis).

Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara` presentato alle Camere per la conversione in legge.

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