Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4/12/2009 n. 214

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4/12/2009 n. 214

Redazione

Fondo perequativo dei proventi derivanti agli avvocati e procuratori dello Stato da incarichi arbitrali

G.U. 8/2/2010 n. 31

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Fondo perequativo dei proventi derivanti agli avvocati e procuratori dello Stato da incarichi arbitrali

1. Al fondo perequativo dei proventi derivanti agli avvocati e procuratori dello Stato da incarichi arbitrali, istituito presso l’Avvocatura generale dello Stato dall’articolo 43, comma 3, della legge 18 giugno 2009, n. 69, affluiscono i relativi importi riassegnati dall’amministrazione finanziaria dello Stato ai sensi dell’articolo 61, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Modalita’ di gestione e di ripartizione delle somme

1. Le somme versate nel fondo sono ripartite fra gli avvocati e procuratori in servizio, in proporzione allo stipendio determinato in base alle tabelle di cui alla legge 2 aprile 1979, n. 97 e alla legge 19 febbraio 1981, n. 27, maggiorato degli aumenti derivanti dalla progressione economica relativa alla sola anzianita’ di servizio effettivamente prestato nella qualifica e classe di appartenenza:
a) per il cinquanta per cento fra gli avvocati e procuratori di ciascun ufficio cui appartiene l’avvocato o procuratore che ha espletato la funzione di arbitro alla quale inerisce la quota di compenso versata al fondo;
b) per il restante cinquanta per cento fra tutti gli avvocati e procuratori dello Stato in servizio.
2. La ripartizione viene effettuata quadrimestralmente, secondo le modalita’ di cui agli articoli 3, 10, 11, 12 commi secondo, terzo, quarto e quinto, 14, 15 e 16 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 febbraio 1972, recante «regolamento per la riscossione, da parte dell’avvocatura dello Stato, degli onorari e delle competenze di spettanza e per la relativa ripartizione», e successive modificazioni.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

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