D.P.R. 13/3/2013, n. 59

D.P.R. 13/3/2013, n. 59

Redazione

Regolamento recante la disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35

G.U. 29/5/2013, n. 124 - S.O. n. 42

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Art. 1 Ambito di applicazione

  1. Il presente regolamento, in attuazione della previsione  di  cui all’articolo 23, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, si applica  alle categorie di imprese di cui all’articolo 2 del decreto  del  Ministro delle attivita’ produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella  Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12  ottobre  2005,  nonche’  agli  impianti  non soggetti alle disposizioni in  materia  di  autorizzazione  integrata ambientale.
  2. Le disposizioni del presente regolamento  non  si  applicano  ai progetti sottoposti alla  valutazione  di  impatto  ambientale  (VIA) laddove  la  normativa  statale   e   regionale   disponga   che   il provvedimento finale di VIA comprende e sostituisce tutti  gli  altri atti di assenso, comunque denominati, in materia ambientale, ai sensi dell’articolo 26, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006,  n. 152.

 

Art. 2 Definizioni

  1. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
    a) autorizzazione unica ambientale: il  provvedimento  rilasciato dallo sportello unico per le attivita’  produttive,  che  sostituisce gli atti di comunicazione,  notifica  ed  autorizzazione  in  materia ambientale di cui all’articolo 3;
    b) autorita’ competente: la  Provincia  o  la  diversa  autorita’ indicata dalla normativa  regionale  quale  competente  ai  fini  del rilascio,   rinnovo   e   aggiornamento   dell’autorizzazione   unica ambientale,  che  confluisce   nel   provvedimento   conclusivo   del procedimento  adottato  dallo  sportello  unico  per   le   attivita’ produttive, ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010,  n.  160,  ovvero  nella  determinazione motivata di cui all’articolo  14-ter,  comma  6-bis,  della  legge  7 agosto 1990, n. 241;
    c)  soggetti  competenti  in  materia  ambientale:  le  pubbliche amministrazioni e gli enti  pubblici  che,  in  base  alla  normativa vigente, intervengono nei procedimenti sostituiti dall’autorizzazione unica ambientale;
    d)  gestore:  la  persona  fisica  o  giuridica  che  ha   potere decisionale circa l’installazione o l’esercizio dello stabilimento  e che e’ responsabile dell’applicazione dei limiti e delle prescrizioni disciplinate dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
    e) sportello unico per le attivita’  produttive  (SUAP):  l’unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte  le  vicende amministrative riguardanti la sua attivita’ produttiva, che  fornisce una risposta unica e  tempestiva  in  luogo  di  tutte  le  pubbliche amministrazioni, comunque coinvolte nel procedimento,  ai  sensi  del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160;
    f) modifica:  ogni  variazione  al  progetto,  gia’  autorizzato, realizzato o in fase di  realizzazione  o  dell’impianto,  che  possa produrre effetti sull’ambiente;
    g) modifica sostanziale di un impianto: ogni modifica considerata sostanziale ai sensi delle normative di settore che disciplinano  gli atti  di  comunicazione,  notifica  e   autorizzazione   in   materia ambientale compresi nell’autorizzazione unica  ambientale  in  quanto possa produrre effetti negativi e significativi sull’ambiente.

  

Capo II

Autorizzazione unica ambientale

Art. 3 Autorizzazione unica ambientale

  1. Salvo quanto previsto dall’articolo 7, comma 1, i gestori  degli impianti di cui all’articolo 1 presentano domanda  di  autorizzazione unica ambientale nel caso in cui siano assoggettati, ai  sensi  della normativa  vigente,  al  rilascio,  alla  formazione,  al  rinnovo  o all’aggiornamento di almeno uno dei seguenti titoli abilitativi:
    a) autorizzazione agli scarichi di cui al capo II del  titolo  IV della sezione II della Parte terza del decreto legislativo  3  aprile 2006, n. 152;
    b) comunicazione preventiva di cui all’articolo 112  del  decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152,  per  l’utilizzazione  agronomica degli effluenti  di  allevamento, delle  acque  di  vegetazione  dei frantoi oleari e delle acque reflue  provenienti  dalle aziende  ivi previste;
    c)  autorizzazione  alle   emissioni   in   atmosfera   per   gli stabilimenti di cui all’articolo 269 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
    d) autorizzazione generale di cui all’articolo  272  del  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
    e) comunicazione o nulla osta di cui all’articolo 8,  commi  4  o comma 6, della legge 26 ottobre 1995, n. 447;
    f) autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal  processo di depurazione in agricoltura  di  cui  all’articolo  9  del  decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99;
    g) comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli articoli 215 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
  2. Nel rispetto della disciplina comunitaria e nazionale vigente in materia, le regioni e le province autonome di  Trento  e  di  Bolzano possono individuare ulteriori  atti  di  comunicazione,  notifica  ed autorizzazione in materia  ambientale  che  possono  essere  compresi nell’autorizzazione unica ambientale.
  3. E’ fatta comunque salva la facolta’ dei gestori  degli  impianti di non avvalersi dell’autorizzazione unica ambientale nel caso in cui si tratti di attivita’  soggette solo  a  comunicazione,  ovvero  ad autorizzazione di carattere generale, ferma restando la presentazione della comunicazione o dell’istanza per il tramite del SUAP.
  4. Nei casi in cui si procede alla verifica di cui all’articolo  20 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, l’autorizzazione unica ambientale puo’ essere richiesta solo dopo che l’autorita’ competente a tale verifica  abbia  valutato  di  non assoggettare  alla  VIA  i relativi progetti.
  5. L’autorizzazione unica ambientale contiene  tutti  gli  elementi previsti dalle normative di settore per le autorizzazioni e gli altri atti che sostituisce e definisce  le  modalita’  per  lo  svolgimento delle  attivita’  di   autocontrollo,   ove   previste,   individuate dall’autorita’ competente tenendo conto della dimensione dell’impresa e del settore di attivita’. In caso di scarichi  contenenti  sostanze pericolose, di cui all’articolo 108 del decreto legislativo 3  aprile 2006, n. 152, i gestori degli impianti autorizzati devono presentare, almeno ogni quattro anni,  una  comunicazione  contenente  gli  esiti delle attivita’ di autocontrollo all’autorita’ competente,  la  quale puo’  procedere  all’aggiornamento  delle  condizioni   autorizzative qualora  dalla  comunicazione  emerga  che  l’inquinamento  provocato dall’attivita’ e dall’impianto e’ tale da renderlo  necessario.  Tale aggiornamento non modifica la durata dell’autorizzazione.
  6. L’autorizzazione di cui al presente articolo ha  durata  pari  a quindici anni a decorrere dalla data di rilascio.

 

Art. 4    Procedura per il rilascio dell’autorizzazione unica ambientale

  1. La domanda per il rilascio dell’autorizzazione unica  ambientale corredata  dai  documenti,  dalle   dichiarazioni   e   dalle   altre attestazioni previste dalle vigenti  normative  di  settore  relative agli  atti  di  comunicazione,  notifica  e  autorizzazione  di   cui all’articolo 3, commi 1 e 2, e’ presentata al SUAP che  la  trasmette immediatamente, in modalita’ telematica all’autorita’ competente e ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), e  ne  verifica, in accordo con l’autorita’ competente, la correttezza formale.  Nella domanda  sono  indicati  gli  atti  di  comunicazione,   notifica   e autorizzazione di cui all’articolo  3,  per  i  quali  si  chiede  il rilascio   dell’autorizzazione   unica   ambientale,    nonche’    le informazioni richieste dalle specifiche normative di settore.
  2. Qualora  l’autorita’  competente  riscontri  che  e’  necessario integrare la documentazione presentata, lo comunica tempestivamente e in modalita’ telematica al SUAP, precisando gli elementi mancanti  ed il termine per il deposito delle integrazioni.
  3. Le verifiche di cui ai commi 1 e 2 si  concludono  entro  trenta giorni dal  ricevimento  della  domanda.  Decorso  tale  termine,  in assenza  di  comunicazioni,  l’istanza   si   intende   correttamente presentata. Nel caso di  richiesta  di  integrazione  documentale  ai sensi del comma 2, si applica l’articolo 2, comma 7,  della  legge  7 agosto 1990, n. 241. Qualora  il  gestore  non  abbia  depositato  la documentazione richiesta  entro  il  termine  fissato  dall’autorita’ competente, l’istanza e’ archiviata, fatta salva la facolta’  per  il gestore di chiedere una proroga in ragione della  complessita’  della documentazione da presentare; in tal caso, il termine e’ sospeso  per il tempo della proroga.
  4.  Se  l’autorizzazione  unica  ambientale  sostituisce  i  titoli abilitativi per i quali la conclusione del procedimento e’ fissata in un termine inferiore o pari a novanta giorni, l’autorita’  competente adotta  il  provvedimento  nel  termine  di  novanta   giorni   dalla presentazione della domanda e lo  trasmette  immediatamente  al  SUAP che, rilascia il  titolo.  Resta  ferma  la  facolta’  di  indire  la conferenza  di  servizi  di  cui  all’articolo  7  del  decreto   del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160.  La  conferenza di servizi e’ sempre indetta dal SUAP nei casi previsti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e nei casi previsti dalle normative regionali  e di settore che disciplinano il rilascio, la formazione, il rinnovo  o
l’aggiornamento dei titoli abilitativi di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, del  presente  regolamento  compresi  nell’autorizzazione  unica ambientale.
  5.  Se  l’autorizzazione  unica  ambientale  sostituisce  i  titoli abilitativi per i quali almeno uno dei  termini  di  conclusione  del procedimento e’ superiore a novanta giorni,  il  SUAP,  salvo  quanto previsto al comma 7, indice,  entro  trenta  giorni  dalla  ricezione della domanda, la conferenza di servizi di  cui  all’articolo  7  del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160.  In tale  caso,  l’autorita’  competente  adotta  l’autorizzazione  unica ambientale entro centoventi giorni dal ricevimento della  domanda  o, in caso di richiesta di integrazione della documentazione,  ai  sensi dell’articolo 14-ter, comma 8, della legge 7  agosto  1990,  n.  241, entro il termine  di  centocinquanta  giorni  dal  ricevimento  della domanda medesima. Tale atto confluisce nella determinazione  motivata di cui all’articolo 14-ter, comma 6-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241. I soggetti competenti in materia ambientale di cui  all’articolo 2, comma 1, lettera c), che esprimono  parere  positivo  possono  non intervenire alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi  atti di assenso, dei quali si tiene conto  ai  fini  della  individuazione delle  posizioni  prevalenti  per  l’adozione  della   determinazione motivata di conclusione del procedimento, di cui all’articolo 14-ter, comma 6-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
  6. Nei casi di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo l’autorita’ competente promuove il coordinamento dei soggetti  competenti,  anche nell’ambito della conferenza di servizi.
  7. Qualora sia necessario acquisire esclusivamente l’autorizzazione unica ambientale ai fini del rilascio, della formazione, del  rinnovo o dell’aggiornamento di titoli abilitativi  di  cui  all’articolo  3, commi 1 e 2, del presente regolamento, il SUAP trasmette la  relativa documentazione all’autorita’ competente che, ove previsto, convoca la conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della  legge 7 agosto 1990, n. 241. L’autorita’ competente adotta il provvedimento e lo trasmette immediatamente al SUAP per il rilascio del titolo.
  8. L’autorita’ competente trasmette, in modalita’ telematica,  ogni comunicazione al gestore tramite il SUAP e mette a  disposizione  del medesimo tutte le informazioni sulla documentazione da  presentare  e sull’iter relativo alla procedura di autorizzazione unica ambientale.
Il SUAP, assicura a  tutti  gli  interessati  le  informazioni  sugli adempimenti in materia secondo quanto previsto  dall’articolo  6  del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e dall’articolo  54  del  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

 

Art. 5  Rinnovo dell’autorizzazione unica ambientale

  1. Ai fini del  rinnovo  dell’autorizzazione  unica  ambientale  il titolare della stessa, almeno sei mesi prima  della  scadenza,  invia all’autorita’ competente, tramite il SUAP, un’istanza corredata dalla documentazione aggiornata di cui all’articolo 4, comma 1.
  2. E’ consentito far riferimento alla documentazione  eventualmente gia’ in  possesso  dell’autorita’  competente  nel  caso  in  cui  le condizioni d’esercizio, o comunque le informazioni in essa contenute, siano rimaste immutate.
  3. L’autorita’ competente  si  esprime  sulla  domanda  di  rinnovo secondo la procedura prevista dall’articolo 4.
  4. Per le attivita’ e gli impianti per cui le  istanze  di  rinnovo sono  presentate  nei  termini  di  cui  al  comma  1,   nelle   more dell’adozione del  provvedimento  di  rinnovo,  fatta  salva  diversa previsione  contenuta   nella   specifica   normativa   di   settore, l’esercizio dell’attivita’ o dell’impianto puo’ continuare sulla base della precedente autorizzazione.
  5.  L’autorita’  competente  puo’  comunque  imporre   il   rinnovo dell’autorizzazione, o  la  revisione  delle  prescrizioni  contenute nell’autorizzazione stessa, prima della scadenza quando:
  a)  le  prescrizioni   stabilite   nella   stessa   impediscano   o pregiudichino il conseguimento degli obiettivi di qualita’ ambientale stabiliti dagli  strumenti  di  pianificazione  e  programmazione  di settore;
  b) nuove disposizioni legislative comunitarie, statali o  regionali lo esigono.

 

Art. 6 Modifiche

  1. Il gestore che intende effettuare una modifica dell’attivita’  o dell’impianto ne da’ comunicazione all’autorita’ competente e,  salvo quanto previsto dal comma 3, nel caso  in  cui  quest’ultima  non  si esprima entro sessanta giorni  dalla  comunicazione,  puo’  procedere all’esecuzione della modifica. L’autorita’ competente  provvede,  ove necessario,  ad  aggiornare   l’autorizzazione   in   atto   e   tale aggiornamento non incide sulla durata dell’autorizzazione.
  2. Il gestore  che  intende  effettuare  una  modifica  sostanziale presenta una domanda di autorizzazione ai sensi e per gli effetti  di cui all’articolo 4.
  3. L’autorita’ competente, se ritiene che la modifica comunicata ai sensi del comma 1 e’ una  modifica  sostanziale,  nei  trenta  giorni successivi  alla  comunicazione  medesima,  ordina  al   gestore   di presentare una domanda di autorizzazione ai sensi e per  gli  effetti di cui all’articolo 4  e  la  modifica  comunicata  non  puo’  essere eseguita sino al rilascio della nuova autorizzazione.
  4. Le Regioni e le Province Autonome possono,  nel  rispetto  delle norme  di  settore  vigenti,  definire  ulteriori  criteri   per   la qualificazione delle modifiche sostanziali e indicare  modifiche  non sostanziali per le  quali  non  vi  e’  l’obbligo  di  effettuare  la comunicazione di cui al comma 1.

 

Capo III

Disposizioni in materia di emissioni in atmosfera

 
Art. 7 Autorizzazioni di carattere generale    1. E' fatta salva la facolta' del gestore  di  aderire  tramite  il SUAP, ricorrendone i  presupposti,  all'autorizzazione  di  carattere generale ai sensi dell'articolo 272, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.  152.  Il  SUAP  trasmette,  per  via  telematica, l'adesione all'autorita' competente.   2. Per gli stabilimenti in cui  sono  presenti  esclusivamente  gli impianti e le attivita' di cui alla parte II  dell'allegato  IV  alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.  152,  nelle more  dell'adozione  delle  autorizzazioni  di   carattere   generale previste dall'articolo 272, comma 2, del medesimo decreto legislativo da parte dell'autorita' di cui all'articolo 268, comma 1, lettera o), i gestori degli stabilimenti interessati comunicano tramite il SUAP a tale autorita' o ad altra autorita' da  questa  delegata  la  propria adesione alle autorizzazioni generali riportate  nell'Allegato  I  al presente regolamento, il quale trova applicazione in ciascuna Regione sino all'adozione della pertinente disciplina regionale.   3. Le autorizzazioni  generali  adottate  dalle  autorita'  di  cui all'articolo 268, comma 1, lettera  o),  del  decreto  legislativo  3 aprile 2006, n. 152, sostituiscono, per  il  territorio  interessato, quelle riportate nell'Allegato I. Sono  fatte  comunque  salve,  fino alla scadenza,  le  adesioni  alle  autorizzazioni  generali  di  cui all'Allegato I. 

 

Capo IV

Disposizioni attuative

 

Art. 8 Oneri istruttori e tariffe

  1.  In  relazione  ai  procedimenti   disciplinati   nel   presente regolamento sono posti a carico dell’interessato le spese e i diritti previsti da disposizioni di leggi statali e regionali  vigenti  nelle misure ivi stabilite. Possono essere, altresi’, previsti  diritti  di istruttoria la cui misura, sommata agli oneri di  cui  al  precedente periodo, non puo’ comunque eccedere quella complessivamente  posta  a carico dell’interessato prima dell’entrata  in  vigore  del  presente regolamento per i singoli procedimenti relativi ai titoli  abilitanti sostituiti dall’autorizzazione unica ambientale.

 

Art. 9 Monitoraggio

  1. I Ministri dell’ambiente, della  tutela  del  territorio  e  del mare, dello sviluppo economico e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, in raccordo con la Conferenza Unificata e sentite le associazioni imprenditoriali,  predispongono  forme  di  monitoraggio almeno annuali  sull’attuazione  del  presente  regolamento  volte  a verificare, tra l’altro, il numero delle domande presentate al  SUAP, i tempi impiegati per l’istruttoria,  per  l’invio  telematico  della documentazione   agli   enti   competenti   e   per    il    rilascio dell’autorizzazione unica ambientale, nonche’ il rispetto  dei  tempi previsti per lo svolgimento della conferenza di servizi.
  2.  All’attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al  comma  1,  le amministrazioni  interessate  provvedono,  nel  rispetto  di   quanto previsto dall’articolo 12, comma 1, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione  vigente  e  senza  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

Capo V

Disposizioni transitorie e finali

 

Art. 10 Disposizioni transitorie

  1. I procedimenti avviati prima della data di entrata in vigore del presente regolamento sono conclusi ai sensi delle  norme  vigenti  al momento dell’avvio dei procedimenti stessi.
  2. L’autorizzazione unica ambientale  puo’  essere  richiesta  alla scadenza del primo titolo abilitativo da essa sostituito.
  3. Con decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del territorio e del mare e del Ministro per la pubblica  amministrazione e la semplificazione, di concerto  con  il  Ministro  dello  sviluppo economico,  previa  intesa  con  la  Conferenza  Unificata  ai  sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,  n.  281,  e’ adottato un modello semplificato e  unificato  per  la  richiesta  di autorizzazione unica ambientale. Sino all’adozione del decreto di cui al primo periodo, le domande  per  l’ottenimento  dell’autorizzazione unica ambientale sono comunque  presentate  nel  rispetto  di  quanto previsto dall’articolo 4, comma 1. 

 

Art. 11 Poteri sostitutivi e abrogazioni

  1.  Decorsi  inutilmente  i  termini   per   la   conclusione   dei procedimenti previsti dal presente regolamento, si applica l’articolo 2, commi da 9-bis a 9-quinquies, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
  2. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto,  i  poteri sostitutivi gia’ attribuiti al Ministro dell’ambiente e della  tutela del territorio e del mare per la conclusione dei procedimenti di  cui all’articolo 269, comma 3, e per la prosecuzione dell’esercizio degli stabilimenti  di  cui  all’articolo  281,  comma   1,   del   decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.  152,  sono  attribuiti  al  soggetto responsabile dei poteri sostitutivi  di  cui  all’articolo  2,  comma 9-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241,  che  li  esercita  con  le modalita’ e nei termini dei commi 9-ter, 9-quater e  9-quinquies  del medesimo articolo.
  3. Per la prosecuzione dell’esercizio  degli  stabilimenti  di  cui all’articolo 281, commi 1 e 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in caso  di  mancata  pronuncia  entro  i  termini  previsti, l’esercizio degli stessi puo’ essere proseguito  fino  alla  scadenza del  termine  previsto  per  la  pronuncia  del   soggetto   di   cui all’articolo 2, comma 9-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241, a cui sia stato richiesto di provvedere ai sensi dell’articolo 269.
  4. Dalla data di entrata in  vigore  del  presente  regolamento  al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) nell’articolo 269, comma 3, il quarto periodo e’ abrogato;
    b) nell’articolo 272, comma 2, il quarto  e  sesto  periodo  sono abrogati;
    c) nell’articolo 281:
      1) al comma 1 le parole: «; in caso di mancata pronuncia  entro i termini previsti  l’esercizio  puo’  essere  proseguito  fino  alla scadenza  del  termine  previsto  per  la  pronuncia   del   Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e  del  mare  a  cui  sia stato richiesto  di  provvedere  ai  sensi  dell’articolo  269»  sono abrogate;
      2) al comma 3 le parole: «; in caso di mancata pronuncia  entro i termini previsti  l’esercizio  puo’  essere  proseguito  fino  alla scadenza  del  termine  previsto  per  la  pronuncia   del   Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e  del  mare  a  cui  sia stato richiesto  di  provvedere  ai  sensi  dell’articolo  269»  sono abrogate;
      3) al comma 4 il secondo periodo e’ abrogato;
      4) il comma 8 e’ abrogato;
      5) il comma 11 e’ abrogato.

 

Art. 12 Clausola d’invarianza finanziaria

  1. Dall’attuazione del presente provvedimento non  devono  derivare nuovi o maggiori oneri per  la  finanza  pubblica.  Agli  adempimenti previsti le Amministrazioni interessate  provvedono  con  le  risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
    Dato a Roma, addi’ 13 marzo 2013 
 
                              

Allegato (omissis)

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