D.P.C.M. 14 dicembre 2015 - Lavoratori non comunitari

D.P.C.M. 14 dicembre 2015 – Lavoratori non comunitari

Redazione

Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato, per l'anno 2016.

G.U. n. 26 del 2 febbraio 2016

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 dicembre 2015 

Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei  lavoratori  noncomunitari nel territorio dello Stato, per l'anno 2016.

(GU n.26 del 2-2-2016)

               IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI    Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,  e  successivemodificazioni  ed  integrazioni,  recante  il   Testo   unico   delledisposizioni concernenti  la  disciplina  dell'immigrazione  e  normesulla condizione dello straniero;   Visto, in particolare, l'art. 3 del Testo unico  sull'immigrazione,il quale dispone che la determinazione annuale delle quote massime distranieri da ammettere nel territorio dello Stato avviene con decretodel Presidente del Consiglio dei ministri,  sulla  base  dei  criterigenerali per la definizione dei  flussi  d'ingresso  individuati  nelDocumento   programmatico   triennale,   relativo    alla    politicadell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato, e che«in caso di  mancata  pubblicazione  del  decreto  di  programmazioneannuale, il Presidente del Consiglio dei ministri puo' provvedere  invia transitoria, con proprio  decreto,  entro  il  30  novembre,  nellimite delle quote stabilite nell'ultimo decreto emanato»;   Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.394, e successive modificazioni ed integrazioni, «Regolamento recantenorme di attuazione del Testo unico sull'immigrazione»;   Considerato che il Documento programmatico triennale non  e'  statoemanato;   Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  11dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della  Repubblicaitaliana, Serie generale n. 300 del 29 dicembre 2014, concernente  laProgrammazione transitoria dei flussi d'ingresso dei  lavoratori  noncomunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello  Stato  perl'anno 2014, che prevede una quota d'ingresso  di  17.850  lavoratorinon comunitari per motivi di lavoro non stagionale;   Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 aprile2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana,Serie  generale,  n.  104  del  7   maggio   2015,   concernente   laProgrammazione transitoria dei flussi d'ingresso dei  lavoratori  noncomunitari per lavoro  stagionale  nel  territorio  dello  Stato  perl'anno  2015,  che  autorizza  l'ingresso  di  13.000  cittadini  noncomunitari residenti all'estero per motivi di lavoro stagionale;   Rilevato che e' necessario prevedere  una  quota  di  ingresso  perl'anno 2016 di lavoratori non comunitari per lavoro  non  stagionale,residenti all'estero, che hanno partecipato  a  corsi  di  formazioneprofessionale  e  di  istruzione  nei  Paesi  di  origine,  ai  sensidell'art. 23 del citato Testo unico  sull'immigrazione,  al  fine  diassicurare continuita' ai rapporti di cooperazione con i Paesi terzi;   Tenuto conto inoltre delle esigenze di specifici settori produttivinazionali che richiedono lavoratori autonomi per particolari  settoriimprenditoriali e professionali;   Visto l'art. 21 del citato Testo unico sull'immigrazione, circa  laprevisione di quote riservate all'ingresso di lavoratori  di  origineitaliana;   Ravvisata l'esigenza di prevedere una quota di ingresso in  Italia,nell'anno 2016, di lavoratori cittadini dei Paesi non comunitari  chehanno partecipato all'Esposizione Universale di Milano del  2015  chegli stessi Paesi  ritenessero  di  utilizzare  per  le  attivita'  dismantellamento dei rispettivi padiglioni espositivi;   Considerata infine  l'esigenza  di  consentire  la  conversione  inpermessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo dipermessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo;   Rilevato che ai fini anzidetti puo'  provvedersi  con  decreto  delPresidente  del  Consiglio  dei  ministri  da  adottare,  in  via  diprogrammazione transitoria, nel limite della  quota  complessivamenteutilizzabile per l'anno 2016, risultante dalla  corrispondente  quotadi ingresso di 17.850 unita' per motivi di lavoro non  stagionale  edautonomo, autorizzata  con  il  citato  decreto  del  Presidente  delConsiglio dei ministri 11 dicembre 2014, sopra richiamato, in  quantoultimo decreto emanato per tale categoria di lavoratori;   Ravvisata inoltre la necessita' di prevedere una quota di  ingressodi lavoratori non comunitari per lavoro stagionale  da  ammettere  inItalia per l'anno 2016, al fine di rendere disponibile il contingentedi lavoratori necessario, in particolare, per le esigenze del settoreagricolo e del settore turistico-alberghiero e che, allo scopo,  puo'provvedersi, in via di programmazione transitoria,  con  decreto  delPresidente  del  Consiglio  dei  ministri,  nel  limite  della  quotastabilita con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  2aprile 2015, sopra richiamato, in quanto ultimo decreto  emanato  perla tipologia dei lavoratori non comunitari stagionali;   Considerato infine che, allo scopo di semplificare  ed  ottimizzareprocedure e tempi per l'impiego da parte  dei  datori  di  lavoro  dilavoratori non comunitari stagionali,  e'  opportuno  incentivare  lerichieste  di  nulla  osta  al  lavoro  pluriennale,  riservando  unaspecifica quota, all'interno della quota  complessiva  stabilita  perlavoro stagionale;   Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  23aprile 2015, con il quale al Sottosegretario di Stato alla Presidenzadel Consiglio dei ministri, Professor Claudio De Vincenti,  e'  stataconferita la delega per talune funzioni del Presidente del  Consigliodei ministri,                                Decreta:                                 Art. 1    1. A titolo di programmazione transitoria dei flussi d'ingresso deilavoratori non comunitari per l'anno 2016, sono  ammessi  in  Italia,per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo,i cittadini non comunitari entro una quota massima di 17.850 unita'.   2. Nella quota complessiva indicata al comma 1,  sono  comprese  lequote da riservare alla conversione  in  permessi  di  soggiorno  perlavoro subordinato e per lavoro autonomo  di  permessi  di  soggiornorilasciati ad altro titolo. 
                               Art. 2    1. Nell'ambito della quota indicata all'art.  1,  sono  ammessi  inItalia 1.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero,che abbiano completato programmi  di  formazione  ed  istruzione  neiPaesi d'origine ai sensi dell'art.  23  del  decreto  legislativo  25luglio 1998, n. 286.   2. E' consentito inoltre l'ingresso in Italia per motivi di  lavoroautonomo, nell'ambito  della  quota  di  cui  all'art.  1,  di  2.400cittadini non  comunitari  residenti  all'estero,  appartenenti  alleseguenti categorie:   a) imprenditori che intendono attuare un piano di  investimento  diinteresse per l'economia italiana, che preveda l'impiego  di  risorseproprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da  fonti  lecite,nonche' la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;   b)  liberi  professionisti  che  intendono  esercitare  professioniregolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate alivello nazionale da  associazioni  iscritte  in  elenchi  tenuti  dapubbliche amministrazioni;   c) titolari di cariche societarie di amministrazione e di controlloespressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio  2011,n. 850;   d)  artisti  di  chiara  fama  o  di  alta  e  nota  qualificazioneprofessionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza deirequisiti espressamente previsti  dal  decreto  interministeriale  11maggio 2011, n. 850;   e) cittadini stranieri che intendono costituire  imprese  «start-upinnovative» ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenzadei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari  di  unrapporto di lavoro di natura autonoma con l'impresa.   3. Nell'ambito della  quota  prevista  all'art.  1,  e'  consentitol'ingresso in Italia nell'anno 2016, per motivi di lavoro subordinatonon stagionale e di lavoro autonomo, di  100  lavoratori  di  origineitaliana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado  inlinea  diretta  di  ascendenza,  residenti  in  Argentina,   Uruguay,Venezuela e Brasile.   4. Nei limiti della  quota  complessiva  indicata  all'art.  1,  e'consentito l'ingresso in Italia di 100 lavoratori cittadini dei Paesinon comunitari che hanno partecipato  all'Esposizione  Universale  diMilano 2015. 
                               Art. 3    1. Nell'ambito della quota di cui all'art.  1,  e'  autorizzata  laconversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di:   a) 4.600 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;   b) 6.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazioneprofessionale;   c) 1.300 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodorilasciati  ai  cittadini  di  Paesi  terzi  da  altro  Stato  membrodell'Unione europea.   2.  Nell'ambito  della  quota  di  cui  all'art.  1,   e'   inoltreautorizzata la  conversione  in  permessi  di  soggiorno  per  lavoroautonomo di:   a) 1.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazioneprofessionale;   b) 350 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo  periodo,rilasciati  ai  cittadini  di  Paesi  terzi  da  altro  Stato  membrodell'Unione europea. 
                               Art. 4    1. Sono  inoltre  ammessi  in  Italia,  in  via  di  programmazionetransitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non  comunitari  perl'anno 2016, per motivi di lavoro subordinato stagionale, i cittadininon comunitari residenti all'estero entro una quota di 13.000 unita',da ripartire tra le  regioni  e  le  province  autonome  a  cura  delMinistero del lavoro e delle politiche sociali.   2. La quota di cui al comma 1  del  presente  articolo  riguarda  ilavoratori  subordinati  stagionali  non  comunitari   cittadini   diAlbania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea  (Repubblica  di  Corea),Costa  d'Avorio,  Egitto,  Etiopia,  Ex   Repubblica   Jugoslava   diMacedonia,  Filippine,  Gambia,  Ghana,  Giappone,   India,   Kosovo,Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro,  Niger,  Nigeria,  Pakistan,Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Ucraina, Tunisia.   3. Nell'ambito  della  quota  indicata  al  comma  1  del  presentearticolo, e' riservata una quota di 1.500 unita' per i lavoratori noncomunitari, cittadini dei Paesi indicati  al  comma  2,  che  abbianofatto ingresso in Italia per prestare lavoro  subordinato  stagionaleper almeno due anni consecutivi e per i quali  il  datore  di  lavoropresenti richiesta di nulla osta pluriennale per  lavoro  subordinatostagionale. 
                               Art. 5    I termini per la presentazione delle domande ai sensi del  presentedecreto decorrono:   a) per le categorie dei lavoratori non comunitari  per  lavoro  nonstagionale ed autonomo, compresi nella quota complessiva indicata  alprecedente art. 1,  comma  1,  dalle  ore  9,00  del  settimo  giornosuccessivo alla data di  pubblicazione  del  presente  decreto  nellaGazzetta Ufficiale della Repubblica italiana;   b) per i lavoratori non comunitari stagionali, compresi nella quotacomplessiva indicata al precedente art. 4, comma 1,  dalle  ore  9,00del quindicesimo giorno successivo alla  data  di  pubblicazione  delpresente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 
                               Art. 6    1. Le quote per lavoro subordinato, stagionale  e  non  stagionale,previste dal presente decreto, saranno ripartite  dal  Ministero  delLavoro e delle Politiche  Sociali  alle  Direzioni  territoriali  dellavoro, alle Regioni e alle Province autonome.   2.  Trascorsi  novanta  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  delpresente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana,qualora vengano  rilevate  quote  significative  non  utilizzate  traquelle comprese nelle quote complessive rispettivamente indicate agliarticoli 1 e 4 del  presente  decreto,  tali  quote,  ferma  restandociascuna  quota  complessiva   massima   prevista,   possono   esserediversamente ripartite dal Ministero del  Lavoro  e  delle  PoliticheSociali sulla base delle effettive necessita' riscontrate sul mercatodel lavoro.   3. Resta fermo quanto previsto dall'art. 34, comma 7,  del  decretodel  Presidente  della  Repubblica  31  agosto  1999,  n.   394   conriferimento  alla  redistribuzione  della  quota  di  lavoratori  noncomunitari formati all'estero prevista al precedente art. 2, comma 1. 
                               Art. 7    Le disposizioni attuative relative  all'applicazione  del  presentedecreto  saranno  definite,  in  un'ottica  di  semplificazione,  conapposita  circolare  congiunta  del  Ministero  dell'Interno  e   delMinistero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentito il  Ministerodegli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.     Roma, 14 dicembre 2015                            p. il Presidente del Consiglio dei ministri                           Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza                                   del Consiglio dei ministri                                                  De Vincenti                   Registrato alla Corte dei conti il 12 gennaio 2016 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri,reg.ne prev. n. 60 

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