D.lgs. 28/5/2012, n. 70

D.lgs. 28/5/2012, n. 70

Redazione

Modifiche al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante codice delle comunicazioni elettroniche in attuazione delle direttive 2009/140/CE, in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica, e 2009/136/CE in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata

G.U. 31/5/2012, n. 126

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CAPO I
Recepimento della direttiva 2009/140/CE

Art. 1 Definizioni

1. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a) la parola: “abbonato” è sostituita dalla seguente: “contraente”;
b) la lettera b) è sostituita dalla seguente:
“b) accesso: il fatto di rendere accessibili risorse o servizi ad un’altra impresa a determinate condizioni, su base esclusiva o non esclusiva, al fine di fornire servizi di comunicazione elettronica anche quando sono utilizzati per la prestazione di servizi della società dell’informazione o di servizi di radiodiffusione di contenuti. E’ compreso tra l’altro, l’accesso agli elementi della rete e alle risorse correlate, che può comportare la connessione di apparecchiature con mezzi fissi o non fissi (ivi compreso, in particolare, l’accesso alla rete locale nonché alle risorse e ai servizi necessari per fornire servizi tramite la rete locale); l’accesso all’infrastruttura fisica, tra cui edifici, condotti e piloni; l’accesso ai pertinenti sistemi software, tra cui i sistemi di supporto operativo; l’accesso a sistemi informativi o banche dati per l’ordinazione preventiva, la fornitura, l’ordinazione, la manutenzione, le richieste di riparazione e la fatturazione; l’accesso ai servizi di traduzione del numero o a sistemi che svolgono funzioni analoghe; l’accesso alle reti fisse e mobili, in particolare per il roaming; l’accesso ai sistemi di accesso condizionato per i servizi di televisione digitale e l’accesso ai servizi di rete virtuale”;
c) la lettera h) è sostituita dalla seguente:
“h) chiamata: la connessione istituita da un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico che consente la comunicazione bidirezionale”;
d) alla lettera j), dopo la parola: “consumatore:” sono inserite le seguenti: “l’utente finale,” e dopo le parole: “persona fisica che utilizza” sono inserite le seguenti: “o che chiede di utilizzare”;
e) la lettera n) è sostituita dalla seguente:
“n) interferenza dannosa: interferenza che pregiudica il funzionamento di un servizio di radionavigazione o di altri servizi di sicurezza o che deteriora gravemente, ostacola o interrompe ripetutamente un servizio di radiocomunicazione che opera conformemente alle normative internazionali, dell’Unione europea o nazionali applicabili;”;
f) la lettera q) è sostituita dalla seguente:
“q) mercati transnazionali: mercati situati in più di uno Stato membro, individuati conformemente all’articolo 18, che comprendono l’Unione europea o una parte considerevole dei suoi Stati membri;”;
g) alla lettera r) le parole: “Ministero delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministero dello sviluppo economico”;
h) la lettera s) è sostituita dalla seguente:
“s) numero geografico: qualsiasi numero del piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica nel quale alcune delle cifre fungono da indicativo geografico e sono utilizzate per instradare le chiamate verso l’ubicazione fisica del punto terminale di rete;”;
i) la lettera t) è sostituita dalla seguente:
“t) numero non geografico: qualsiasi numero del piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica e che non sia un numero geografico; include tra l’altro i numeri di telefonia mobile, i numeri di chiamata gratuita e i numeri relativi ai servizi a sovrapprezzo;”;
l) la lettera v) è sostituita dalla seguente:
“v) punto terminale di rete: il punto fisico a partire dal quale il contraente ha accesso ad una rete pubblica di comunicazione; in caso di reti in cui abbiano luogo la commutazione o l’instradamento, il punto terminale di rete è definito mediante un indirizzo di rete specifico che può essere correlato ad un numero di contraente o ad un nome di contraente; per il servizio di comunicazioni mobili e personali il punto terminale di rete è costituito dall’antenna fissa cui possono collegarsi via radio le apparecchiature terminali utilizzate dagli utenti del servizio;”;
m) la lettera z) è sostituita dalla seguente:
“z) rete locale: il circuito fisico che collega il punto terminale della rete a un permutatore o a un impianto equivalente nella rete pubblica fissa di comunicazione elettronica;”;
n) la lettera aa) è sostituita dalla seguente:
“aa) rete pubblica di comunicazioni: una rete di comunicazione elettronica utilizzata interamente o prevalentemente per fornire servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, che supporta il trasferimento di informazioni tra i punti terminali di reti;”;
o) la lettera bb) è soppressa;
p) la lettera dd) è sostituita dalla seguente:
“dd) reti di comunicazione elettronica: i sistemi di trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o di instradamento e altre risorse, inclusi gli elementi di rete non attivi, che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, comprese le reti satellitari, le reti terrestri mobili e fisse (a commutazione di circuito e a commutazione di pacchetto, compresa Internet), le reti utilizzate per la diffusione circolare dei programmi sonori e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente elettrica, nella misura in cui siano utilizzati per trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione trasportato;”;
q) la lettera ee) è sostituita dalla seguente:
“ee) risorse correlate: i servizi correlati, le infrastrutture fisiche e le altre risorse o elementi correlati ad una rete di comunicazione elettronica o ad un servizio di comunicazione elettronica che permettono o supportano la fornitura di servizi attraverso tale rete o servizio, ovvero sono potenzialmente in grado di farlo, ivi compresi tra l’altro gli edifici o gli accessi agli edifici, il cablaggio degli edifici, le antenne, le torri e le altre strutture di supporto, le guaine, i piloni, i pozzetti e gli armadi di distribuzione;”;
r) la lettera hh) è sostituita dalla seguente:
“hh) servizio telefonico accessibile al pubblico: un servizio reso accessibile al pubblico che consente di effettuare e ricevere direttamente o indirettamente, chiamate nazionali o nazionali e internazionali tramite uno o più numeri che figurano in un piano di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica nazionale o internazionale;”;
s) dopo la lettera qq) sono aggiunte, in fine, le seguenti:
“qq-bis) BEREC: Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche;
qq-ter) attribuzione di spettro radio: la designazione di una determinata banda di frequenze destinata ad essere utilizzata da parte di uno o più tipi di servizi di radiocomunicazione, se del caso, alle condizioni specificate;
qq-quater) servizi correlati: i servizi correlati ad una rete di comunicazione elettronica o ad un servizio di comunicazione elettronica che permettono o supportano la fornitura di servizi attraverso tale rete o servizio, o sono potenzialmente in grado di farlo, compresi tra l’altro i servizi di traduzione del numero o i sistemi che svolgono funzioni analoghe, i sistemi di accesso condizionato e le guide elettroniche ai programmi, nonché altri servizi quali quelli relativi all’identità, alla posizione e alla presenza.”.

 

Art. 2 Principi generali

1. All’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, dopo le parole: “nel settore delle comunicazioni elettroniche.” sono aggiunte, in fine, le seguenti: “I provvedimenti riguardanti l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, rispettano i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto dell’Unione europea. Qualunque provvedimento di questo tipo riguardante l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, che ostacolasse tali diritti o libertà fondamentali può essere imposto soltanto se appropriato, proporzionato e necessario nel contesto di una società democratica e la sua attuazione deve essere oggetto di adeguate garanzie procedurali conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e ai principi generali del diritto dell’Unione europea, inclusi un’efficace tutela giurisdizionale e un giusto processo. Tali provvedimenti sono adottati soltanto nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza e del diritto alla protezione dei dati personali. Deve essere garantita una procedura preliminare equa ed imparziale, che fra l’altro assicuri il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, fatta salva la necessità di presupposti e regimi procedurali appropriati in casi di urgenza debitamente accertata conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Deve essere garantito il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo.”.

 

Art. 3 Ministero e Autorità

1. All’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “come modificato dal decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, dal decreto-legge 2 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e dalla legge 16 gennaio 2003, n. 3” sono sostituite dalle seguenti: “e successive modificazioni, dalla legge 16 gennaio 2003, n. 3, nonché dal decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121.”.

2. All’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “come modificata dal decreto-legge 2 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e dalla legge 16 gennaio 2003, n. 3” sono sostituite dalle seguenti: “e successive modificazioni”.

3. Dopo il comma 3, dell’articolo 7, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono aggiunti, in fine, i seguenti:
” 3-bis. L’Autorità esercita i propri poteri in modo imparziale, trasparente e tempestivo.
3-ter. L’Autorità dispone di risorse finanziarie e umane adeguate per svolgere i compiti ad essa assegnati. L’Autorità opera in indipendenza e non sollecita nè accetta istruzioni da alcun altro organismo nell’esercizio dei compiti ad essa affidati.
3-quater. L’Autorità dispone di risorse finanziarie e umane sufficienti affinché possa partecipare e contribuire attivamente al BEREC. Essa sostiene attivamente gli obiettivi del BEREC relativamente alla promozione di un coordinamento e di una coerenza normativi maggiori e, allorché adotta le proprie decisioni, tiene nella massima considerazione i pareri e le posizioni comuni adottate dal BEREC.”.

 

Art. 4 Ricorsi avverso provvedimenti del Ministero e dell’Autorità

1. Dopo il comma 1 dell’articolo 9 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è aggiunto il seguente:
“1-bis. Il Ministero e l’Autorità, ciascuno per le materie di propria competenza, raccolgono informazioni sull’argomento generale dei ricorsi, sul numero di richieste di ricorso, sulla durata delle procedure di ricorso e sul numero di decisioni di concedere misure provvisorie. Il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive materie trattate, comunicano le informazioni previste dal presente comma alla Commissione e al BEREC, su richiesta motivata di uno di essi.”.

 

Art. 5 Comunicazione di informazioni

1. Il comma 1 dell’articolo 10 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
” 1. Le imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica trasmettono tutte le informazioni, anche di carattere finanziario, necessarie al Ministero e all’Autorità, per le materie di rispettiva competenza, al fine di assicurare la conformità alle disposizioni o alle decisioni dagli stessi adottate ai sensi del Codice. In particolare, il Ministero e l’Autorità hanno la facoltà di chiedere che tali imprese comunichino informazioni circa gli sviluppi previsti a livello di reti o di servizi che potrebbero avere ripercussioni sui servizi all’ingrosso da esse resi disponibili ai concorrenti. Le imprese che dispongono di un significativo potere sui mercati all’ingrosso possono essere inoltre tenute a presentare dati contabili sui mercati al dettaglio collegati a tali mercati all’ingrosso. Le imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica devono fornire tempestivamente le informazioni richieste, nel rispetto dei termini e del grado di dettaglio determinati, rispettivamente, dal Ministero e dall’Autorità. Le richieste di informazioni del Ministero e dell’Autorità sono proporzionate rispetto all’assolvimento dello specifico compito al quale la richiesta si riferisce e sono adeguatamente motivate. Il Ministero e l’Autorità trattano le informazioni conformemente al comma 3.”.

 

Art. 6 Meccanismo di consultazione e di trasparenza

1. Il comma 1 dell’articolo 11 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
” 1. Fatti salvi i casi che rientrano nel campo di applicazione degli articoli 12, comma 6, 23 e 24, il Ministero e l’Autorità, quando intendono adottare provvedimenti in applicazione del Codice o quando intendono imporre limitazioni conformemente all’articolo 14, commi 3 e 4, che abbiano un impatto rilevante sul mercato di riferimento, consentono alle parti interessate di presentare le proprie osservazioni sulla proposta di provvedimento entro un termine non inferiore a trenta giorni, a decorrere dalla notifica alle parti interessate della proposta di provvedimento.”.

 

Art. 7 Consolidamento del mercato interno per le comunicazioni elettroniche

1. All’articolo 12 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2, è sostituito dal seguente:
“2. L’Autorità contribuisce allo sviluppo del mercato interno collaborando con le Autorità di regolamentazione degli altri Stati membri, con la Commissione e con il BEREC in modo trasparente al fine di assicurare la piena applicazione, in tutti gli Stati membri, delle disposizioni delle direttive europee recepite con il Codice. A tale scopo, l’Autorità coopera in particolare con la Commissione e il BEREC per individuare i tipi di strumenti e le soluzioni più adeguate da utilizzare nell’affrontare determinati tipi di situazioni nel contesto del mercato.”;
b) il comma 3, è sostituito dal seguente:
“3. Salvo che sia diversamente previsto nelle raccomandazioni o negli orientamenti adottati dalla Commissione europea a norma dell’articolo 7-ter della direttiva 2002/21/CE, al termine della consultazione di cui all’articolo 11, qualora l’Autorità intenda adottare un provvedimento che rientri nell’ambito degli articoli 18, 19, 42 o 45 e influenzi gli scambi tra Stati membri, rende accessibile, fornendone apposita documentazione, la proposta di provvedimento, adeguatamente motivata, contemporaneamente alla Commissione europea, al BEREC e alle Autorità di regolamentazione degli altri Stati membri. L’Autorità non può adottare il provvedimento prima che sia decorso il termine di un mese dalla predetta informativa.”;
c) al comma 4 dopo la parola: “rivedere” è inserita la seguente: “tale”; dopo le parole: “qualora la Commissione europea ne faccia richiesta entro tale termine” sono inserite le seguenti: “quando la proposta di provvedimento”; dopo la lettera a) è aggiunta, in fine, la seguente: “oppure”; prima delle parole: “influenzi gli scambi tra Stati membri” sono inserite le seguenti: “tale proposta”;
d) dopo il comma 4 è inserito il seguente:
“4-bis. Qualora la Commissione europea adotti una decisione ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 5, della direttiva 2002/21/CE, l’Autorità modifica o ritira il progetto di misura entro sei mesi dalla predetta decisione. Se il progetto di misura è modificato, l’Autorità avvia una consultazione pubblica secondo le procedure di cui all’articolo 11 e notifica nuovamente il progetto di misura modificato alla Commissione europea conformemente al comma 3.”;
e) il comma 5, è sostituito dal seguente:
“5. L’Autorità tiene in massima considerazione le osservazioni delle Autorità di regolamentazione di altri Stati membri, della Commissione europea e del BEREC e, salvo nei casi di cui al comma 4 e all’articolo 7, paragrafo 5, lettera a), della direttiva 2002/21/CE, adotta il provvedimento risultante e lo comunica alla Commissione europea.”;
f) dopo il comma 5, è inserito il seguente:
“5-bis. L’Autorità comunica alla Commissione e al BEREC tutte le misure definitive adottate che rientrano nell’articolo 12, comma 3.”;
g) il comma 6, è sostituito dal seguente:
“6. In circostanze straordinarie l’Autorità, ove ritenga che sussistano motivi di urgenza per salvaguardare la concorrenza e tutelare gli interessi degli utenti, in deroga alla procedura di cui ai commi 3 e 4, può adottare adeguati provvedimenti temporanei cautelari aventi effetto immediato, in coerenza con le disposizioni del Codice. L’Autorità comunica immediatamente tali provvedimenti, esaurientemente motivati, alla Commissione europea e alle Autorità di regolamentazione degli altri Stati membri e al BEREC. La decisione dell’Autorità di estendere il periodo di efficacia dei provvedimenti così adottati o di renderli permanenti è soggetta alla procedura di cui ai commi 3 e 4.”.

 

Art. 8 Procedura per la coerente applicazione delle misure correttive

1. Dopo l’articolo 12 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“Art. 12-bis
(Procedura per la coerente applicazione delle misure correttive)
1. Quando la misura prevista all’articolo 12, comma 3, mira ad imporre, modificare o revocare un obbligo imposto a un operatore in applicazione dell’articolo 19, in combinato disposto con gli articoli 42, da 46 a 50 e 67 del Codice, e la Commissione europea, ai sensi dell’articolo 7-bis, paragrafo 1, della direttiva 2002/21/CE, notifica all’Autorità di ritenere che il progetto di misura crea un ostacolo al mercato unico ovvero di dubitare seriamente della sua compatibilità con il diritto dell’Unione europea, l’adozione del progetto di misura viene ulteriormente sospesa per i tre mesi successivi alla notifica della Commissione. In assenza di una notifica in tal senso, l’Autorità può adottare il progetto di misura tenendo nella massima considerazione le osservazioni formulate dalla Commissione europea, dal BEREC o da altra autorità nazionale di regolamentazione.
2. Nel periodo di tre mesi di cui al comma 1, il BEREC e l’Autorità cooperano strettamente con la Commissione europea, allo scopo di individuare la misura più idonea ed efficace alla luce degli obiettivi stabiliti all’articolo 13, tenendo debitamente conto del parere dei soggetti partecipanti al mercato e della necessità di garantire una pratica regolamentare coerente.
3. Prima dello scadere del trimestre di cui al comma 1, l’Autorità può:
a) modificare o ritirare il suo progetto di misura tenendo nella massima considerazione la notifica della Commissione europea di cui al comma 1 nonché il parere e la consulenza del BEREC;
b) mantenere il suo progetto di misura.
4. Entro un mese dalla data di formulazione della raccomandazione della Commissione europea ai sensi del paragrafo 5, lettera a), dell’articolo 7-bis della direttiva 2002/21/CE, o di ritiro delle sue riserve a norma del paragrafo 5, lettera b), del medesimo articolo, l’Autorità comunica alla Commissione europea ed al BEREC la misura finale adottata. Tale periodo può essere prorogato per consentire all’autorità nazionale di regolamentazione di avviare una consultazione pubblica ai sensi dell’articolo 11.
5. Se l’Autorità decide di non modificare o ritirare il progetto di misura sulla base della raccomandazione della Commissione europea di cui al comma 4, deve fornire una giustificazione motivata.
6. L’Autorità può ritirare il progetto di misura in qualsiasi fase della procedura.”.

 

Art. 9 Obiettivi e principi dell’attività di regolamentazione

1. All’articolo 13 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. Salvo diversa disposizione dell’articolo 14 relativo alle frequenze radio, il Ministero e l’Autorità nell’esercizio delle funzioni e dei poteri indicati nel Codice perseguono, ove possibile, il principio di neutralità tecnologica, nel rispetto dei principi di garanzia della concorrenza e non discriminazione tra imprese.”;
b) al comma 4, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti:
“a) assicurando che gli utenti, compresi gli utenti disabili, quelli anziani e quelli che hanno esigenze sociali particolari ne traggano il massimo beneficio in termini di scelta, prezzi e qualità;
b) garantendo che non abbiano luogo distorsioni e restrizioni della concorrenza nel settore delle comunicazioni elettroniche, anche per la trasmissione di contenuti;”;
c) la lettera c) è abrogata;
d) al comma 5, la lettera d) è abrogata e la lettera e) è sostituita dalla seguente:
“e) collaborando con le Autorità di regolamentazione degli altri Stati membri, con la Commissione europea e con il BEREC per garantire lo sviluppo di prassi regolamentari coerenti e l’applicazione coerente delle direttive europee recepite con il Codice;”;
e) al comma 6, la lettera e) è sostituita dalla seguente:
“e) prendendo in considerazione le esigenze degli utenti disabili, di quelli anziani e di quelli che hanno esigenze sociali particolari” e la lettera g) è sostituita dalla seguente:
“g) promuovendo la capacità degli utenti finali di accedere ad informazioni e distribuirle o eseguire applicazioni e servizi di loro scelta.”;
f) dopo il comma 6 è inserito il seguente:
” 6-bis. Il Ministero e l’Autorità, nel perseguire le finalità programmatiche di cui ai commi 4, 5 e 6, applicano, nell’ambito delle rispettive competenze, principi regolamentari obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati:
a) promuovendo la prevedibilità regolamentare, garantendo un approccio regolatorio coerente nell’arco di opportuni periodi di revisione;
b) garantendo che, in circostanze analoghe, non vi siano discriminazioni nel trattamento delle imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica;
c) salvaguardando la concorrenza a vantaggio dei consumatori e promuovendo se del caso la concorrenza basata sulle infrastrutture;
d) promuovendo investimenti efficienti e innovazione in infrastrutture nuove e avanzate, anche garantendo che qualsiasi obbligo di accesso tenga debito conto del rischio sostenuto dalle imprese e consentendo accordi di cooperazione tra investitori e parti richiedenti accesso, al fine di diversificare il rischio di investimento, assicurando nel contempo la salvaguardia della concorrenza nel mercato e del principio di non discriminazione;
e) tenendo debito conto delle differenti condizioni attinenti alla concorrenza e al consumo, nelle diverse aree geografiche all’interno del territorio nazionale;
f) imponendo obblighi regolamentari ex ante unicamente dove non opera una concorrenza effettiva e sostenibile, e attenuandoli o revocandoli non appena sia soddisfatta tale condizione.”.

 

Art. 10 Pianificazione strategica e coordinamento della politica in materia di spettro radio

1. Dopo l’articolo 13, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“Art. 13-bis
(Pianificazione strategica e coordinamento della politica in materia di spettro radio)
1. Nella pianificazione strategica e nell’armonizzazione dell’uso dello spettro radio nell’Unione europea, il Ministero coopera con i competenti organi degli altri Stati membri e con la Commissione europea, sentita l’Autorità per i profili di competenza. A tal fine prende in considerazione, tra l’altro, gli aspetti economici, inerenti alla sicurezza, alla salute, all’interesse pubblico, e alle libertà di espressione, culturali, scientifici, sociali e tecnici delle politiche dell’Unione europea, come pure i vari interessi delle comunità di utenti dello spettro radio, allo scopo di ottimizzarne l’uso e di evitare interferenze dannose.
2. Il Ministero, cooperando con i competenti organi degli altri Stati membri e con la Commissione europea, promuove il coordinamento delle politiche in materia di spettro radio nell’Unione europea e, ove opportuno, l’instaurazione di condizioni armonizzate per quanto concerne la disponibilità e l’uso efficiente dello spettro radio, che sono necessari per la realizzazione e il funzionamento del mercato interno delle comunicazioni elettroniche.”.

 

Art. 11 Gestione delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione elettronica

1. L’articolo 14 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“Art. 14
(Gestione delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione elettronica)
1. Tenendo debito conto della circostanza che le radiofrequenze sono un bene pubblico dotato di un importante valore sociale, culturale ed economico, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, assicurano la gestione efficiente delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione elettronica ai sensi degli articoli 13 e 13-bis. La predisposizione dei piani di ripartizione, a cura del Ministero, e dei piani di assegnazione, a cura dell’Autorità, è fondata su criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati. L’attribuzione delle frequenze radio destinate a servizi di comunicazione elettronica e il rilascio di autorizzazioni generali o di diritti d’uso individuali in materia sono fondate su criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati. Nell’applicare il presente articolo il Ministero e l’Autorità rispettano gli accordi internazionali pertinenti, fra cui i regolamenti radio dell’UIT e la normativa CEPT, e possono tener conto di particolari esigenze di interesse pubblico.
2. Il Ministero promuove l’armonizzazione dell’uso delle radiofrequenze nel territorio dell’Unione europea in modo coerente con l’esigenza di garantirne un utilizzo effettivo ed efficiente e di perseguire benefici per i consumatori, come economie di scala e interoperabilità dei servizi, in conformità all’articolo 13-bis ed in attuazione delle decisioni della Commissione europea in materia, tra cui la decisione n. 676/2002/CE.
3. Salvo disposizione contraria di cui al comma 2, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, assicurano che, coerentemente con il diritto dell’Unione europea, nelle bande di frequenze dichiarate disponibili per servizi di comunicazione elettronica nel Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, possono essere impiegati tutti i tipi di tecnologie usati per i servizi di comunicazione elettronica. Il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, possono tuttavia prevedere restrizioni proporzionate e non discriminatorie relativamente ai tipi di tecnologie di accesso senza fili o rete radio utilizzati per servizi di comunicazione elettronica, ove ciò sia necessario al fine di:
a) evitare interferenze dannose;
b) proteggere la salute pubblica dai campi elettromagnetici;
c) assicurare la qualità tecnica del servizio;
d) assicurare la massima condivisione delle radiofrequenze;
e) salvaguardare l’uso efficiente dello spettro; oppure;
f) garantire il conseguimento di un obiettivo di interesse generale conformemente al comma 5.
4. Salvo disposizione contraria di cui al comma 2, il Ministero e l’Autorità, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, assicurano, nel piano nazionale di ripartizione e assegnazione delle frequenze a norma del diritto dell’Unione europea, che nelle bande di frequenze dichiarate disponibili per i servizi di comunicazione elettronica possono essere forniti tutti i tipi di servizi di comunicazione elettronica. Il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, possono tuttavia prevedere restrizioni proporzionate e non discriminatorie relativamente ai tipi di servizi di comunicazione elettronica che è possibile fornire, anche, se necessario, al fine di soddisfare un requisito dei regolamenti radio dell’UIT e della normativa CEPT.
5. Le misure che impongono la fornitura di un servizio di comunicazione elettronica in una banda specifica disponibile per i servizi di comunicazione elettronica sono giustificate per garantire il conseguimento di un obiettivo di interesse generale conformemente al diritto europeo, come, ad esempio e a titolo non esaustivo:
a) garantire la salvaguardia della vita umana;
b) promuovere la coesione sociale, regionale o territoriale;
c) evitare un uso inefficiente delle radiofrequenze; oppure;
d) promuovere la diversità culturale e linguistica ed il pluralismo dei media, anche mediante prestazione di servizi di radiodiffusione o telediffusione.
6. Il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, possono vietare la fornitura di qualsiasi altro servizio di comunicazione elettronica in una banda specifica esclusivamente ove ciò sia giustificato dalla necessità di proteggere servizi finalizzati ad assicurare la salvaguardia della vita umana. Tale divieto può essere eccezionalmente esteso al fine di conseguire altri obiettivi di interesse generale definiti a norma del diritto dell’Unione europea.
7. Il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, riesaminano periodicamente la necessità delle restrizioni di cui ai comma da 3 a 6 e rendono pubblici i risultati di tale riesame.
8. I commi 3 e 4 si applicano allo spettro radio attribuito ai servizi di comunicazione elettronica nonché alle autorizzazioni generali e ai diritti d’uso individuali delle radiofrequenze concessi a decorrere dal termine di cui all’articolo 4, comma 1, secondo periodo, del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, e successive modificazioni. Alle attribuzioni dello spettro radio, alle autorizzazioni generali e ai diritti d’uso individuali esistenti al termine di cui al periodo precedente, si applicano le disposizioni dell’articolo 14-bis.
9. Fatte salve le disposizioni delle direttive specifiche e tenendo conto delle circostanze nazionali pertinenti, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, possono stabilire norme volte a impedire l’accaparramento di frequenze, in particolare fissando scadenze rigorose per l’effettivo utilizzo dei diritti d’uso da parte del titolare dei diritti e applicando sanzioni, comprese le sanzioni pecuniarie di cui all’articolo 98, comma 8, o la revoca dei diritti d’uso in caso di mancato rispetto delle scadenze. Tali norme sono stabilite e applicate in modo proporzionato, trasparente non discriminatorio.
10. Il rinvio al presente articolo operato dal comma 3 dell’articolo 8-novies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, si intende riferito all’articolo 14-ter.”.

 

Art. 12 Riesame delle limitazioni esistenti e trasferimento o affitto di diritti individuali d’uso delle radiofrequenze

1. Dopo l’articolo 14, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono inseriti i seguenti:
“Art. 14-bis
(Riesame delle limitazioni esistenti)
1. Sino alla data del 25 maggio 2016, il Ministero e l’Autorità, secondo le rispettive competenze, possono consentire ai titolari di diritti d’uso delle frequenze radio concesse prima del termine di cui all’articolo 14, comma 8, e che rimarranno ancora validi fino alla predetta data, di presentare una richiesta di riesame delle limitazioni ai loro diritti ai sensi dell’articolo 14, commi da 4 a 7. Prima di adottare una decisione, nell’ambito delle rispettive competenze, il Ministero e l’Autorità informano il titolare del diritto del riesame delle limitazioni, precisando l’entità del diritto dopo il riesame, e concedono al richiedente un termine per il ritiro della richiesta. Se il titolare del diritto ritira la sua richiesta, il diritto resta immutato fino alla sua scadenza o, se è anteriore, fino al 25 maggio 2016.
2. Successivamente al 25 maggio 2016, il Ministero e l’Autorità, secondo le rispettive competenze, adottano tutte le misure adeguate per assicurare che l’articolo 14, commi da 3 a 7, si applica a tutte le restanti autorizzazioni generali, ai diritti d’uso individuali ed alle attribuzioni di spettri radio ai fini dei servizi di comunicazione elettronica.
3. Nell’applicare il presente articolo, il Ministero e l’Autorità, secondo le rispettive competenze, adottano disposizioni appropriate per promuovere eque condizioni di concorrenza.
4. Le misure adottate in applicazione del presente articolo non concedono alcun nuovo diritto d’uso e pertanto non sono soggette alle pertinenti disposizioni dell’articolo 27 del presente Codice.
Art. 14-ter
(Trasferimento o affitto di diritti individuali d’uso delle radiofrequenze)
1. Le imprese titolari di diritti individuali di uso delle radiofrequenze nelle bande individuate dalla Commissione europea a norma dell’articolo 9-ter, paragrafo 3, della direttiva 2002/21/CE, possono trasferire o affittare ad altre imprese le frequenze radio oggetto dei diritti d’uso, secondo le condizioni legate a tali diritti d’uso, con le modalità di cui ai commi 5 e 6.
2. Fermo restando quanto stabilito dal comma 1, i diritti di uso delle frequenze in bande con limitata disponibilità e conseguentemente assegnati ad un numero predeterminato di operatori, possono essere trasferiti su base commerciale dagli operatori che ne hanno legittima disponibilità ad altri operatori già autorizzati con le modalità di cui ai commi 5 e 6 e nel rispetto delle eventuali deroghe adottate ai sensi dei commi 3 e 4 dell’articolo 14. Per le altre frequenze il trasferimento dei diritti di uso è assoggettato alle disposizioni di cui all’articolo 25, comma 8.
3. Salvo diverse indicazioni del Ministero o dell’Autorità, le condizioni cui sono soggetti i diritti individuali d’uso delle frequenze radio continuano ad applicarsi anche dopo il trasferimento o l’affitto.
4. Resta fermo il potere del Ministero e dell’Autorità di stabilire le condizioni di assegnazione dei diritti individuali d’uso delle frequenze, anche disponendo il divieto di trasferimento e affitto dei diritti d’uso eventualmente ottenuti a titolo gratuito.
5. L’intenzione di un operatore di trasferire i diritti di uso delle radiofrequenze deve essere notificata al Ministero e all’Autorità ed il trasferimento di tali diritti è efficace previo assenso del Ministero ed è reso pubblico. Il Ministero, sentita l’Autorità, comunica, entro novanta giorni dalla notifica della relativa istanza da parte dell’impresa cedente, il nulla osta alla cessione dei diritti ovvero i motivi che ne giustifichino il diniego. L’impresa subentrante è tenuta a notificare al Ministero l’avvenuto trasferimento entro sessanta giorni dal rilascio del nulla osta alla cessione dei diritti.
6. Il Ministero, all’esito della verifica, svolta dall’Autorità, sentita l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, che la concorrenza non sia falsata in conseguenza dei trasferimenti dei diritti d’uso, può apporre all’autorizzazione, se necessario, le specifiche condizioni proposte. Qualora l’uso delle radiofrequenze sia stato armonizzato mediante l’applicazione della decisione 676/2002/CE o di altri provvedimenti dell’Unione europea, l’obbligo di uso armonizzato resta valido anche in caso di trasferimento o affitto.”.

 

Art. 13 Numerazione, assegnazione dei nomi a dominio e indirizzamento

1. Il comma 1 dell’articolo 15 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Il Ministero provvede al rilascio dei diritti d’uso di tutte le risorse nazionali di numerazione e la gestione dei piani nazionali di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica, garantendo che a tutti i servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico siano assegnati numeri e blocchi di numeri adeguati, fatte salve le eventuali eccezioni previste dal Codice o dalla normativa nazionale. Il Ministero vigila altresì sull’assegnazione dei nomi a dominio e indirizzamento.”.

2. Il comma 2 dell’articolo 15 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“2. L’Autorità stabilisce i piani di numerazione nazionale dei servizi di comunicazione elettronica, incluse le connesse modalità di accesso e svolgimento dei servizi di comunicazione elettronica, e le procedure di assegnazione della numerazione nazionale, nel rispetto dei principi di obiettività, trasparenza e non discriminazione, in modo da assicurare parità di trattamento a tutti i fornitori dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico. In particolare, l’Autorità vigila affinché l’operatore cui sia stato concesso il diritto d’uso di un blocco di numeri non discrimini altri fornitori di servizi di comunicazione elettronica in relazione alle sequenze di numeri da utilizzare per dare accesso ai loro servizi.”.

3. Il comma 3 dell’articolo 15 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“3. L’Autorità pubblica i piani nazionali di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica e le successive modificazioni ed integrazioni agli stessi, con le sole restrizioni imposte da motivi di sicurezza nazionale.”.

4. Il comma 4 dell’articolo 15 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. L’Autorità promuove l’armonizzazione di numeri o blocchi di numeri specifici all’interno dell’Unione europea che promuovano al tempo stesso il funzionamento del mercato interno e lo sviluppo di servizi paneuropei.”.

5. Al comma 5 dell’articolo 15 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “dal piano nazionale” sono sostituite dalle seguenti: “dai piani nazionali di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica”.

 

Art. 14 Sicurezza e integrità e attuazione e controllo

1. Dopo l’articolo 16, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono inseriti i seguenti:
“Art. 16-bis
(Sicurezza e integrità)
1. Fatte salve le competenze dell’Autorità previste dall’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 3), della legge 31 luglio 1997, n. 249, il Ministero, sentite le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico e tenuto conto delle misure tecniche di attuazione eventualmente adottate dalla Commissione europea, ai sensi dell’articolo 13-bis, comma 4, della direttiva 2002/21/CE, individua:
a) adeguate misure di natura tecnica e organizzativa per assicurare la sicurezza delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, nonché per garantire l’integrità delle reti. Tali misure sono anche finalizzate a prevenire e limitare le conseguenze per gli utenti e le reti interconnesse degli incidenti che pregiudicano la sicurezza;
b) i casi in cui le violazioni della sicurezza o perdita dell’integrità siano da considerarsi significative ai fini del corretto funzionamento delle reti o dei servizi.
2. Le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico:
a) adottano le misure individuate dal Ministero di cui al comma 1, lettera a), al fine di conseguire un livello di sicurezza delle reti adeguato al rischio esistente, e di garantire la continuità della fornitura dei servizi su tali reti;
b) comunicano al Ministero ogni significativa violazione della sicurezza o perdita dell’integrità secondo quanto previsto al comma 1, lettera b).
3. Nei casi di cui al comma 2, lettera b), il Ministero informa le altre autorità nazionali eventualmente interessate per le relative iniziative di competenza, e, se del caso, informa le autorità degli altri Stati membri nonché l’ENISA.
4. Il Ministero, anche su impulso dell’Autorità, può informare il pubblico o imporre all’impresa di farlo, ove accerti che la divulgazione della violazione di cui al comma 2, lettera b), sia nell’interesse pubblico. Anche a tal fine, presso il Ministero è individuato il Computer Emergency Response Team (CERT) nazionale, avvalendosi delle risorse umane, strumentali e finanziarie e disponibili, con compiti di assistenza tecnica in caso di segnalazioni da parte di utenti e di diffusione di informazioni anche riguardanti le contromisure adeguate per i tipi più comuni di incidente.
5. Il Ministero trasmette ogni anno alla Commissione europea e all’ENISA una relazione sintetica delle notifiche ricevute e delle azioni adottate conformemente al presente articolo.
«Art. 16-ter
(Attuazione e controllo)
1. Le misure adottate ai fini dell’attuazione del presente articolo e dell’articolo 16-bis sono approvate con decreto del Ministro dello sviluppo economico.
2. Ai fini del controllo del rispetto dell’articolo 16-bis le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico sono tenute a:
a) fornire al Ministero, e se necessario all’Autorità, le informazioni necessarie per valutare la sicurezza e l’integrità dei loro servizi e delle loro reti, in particolare i documenti relativi alle politiche di sicurezza; nonché;
b) sottostare a una verifica della sicurezza effettuata dal Ministero, anche su impulso dell’Autorità, in collaborazione con gli Ispettorati territoriali del Ministero dello sviluppo economico, o da un organismo qualificato indipendente designato dal Ministero. L’impresa si assume l’onere finanziario della verifica.
3. Il Ministero e l’Autorità hanno la facoltà di indagare i casi di mancata conformità nonché i loro effetti sulla sicurezza e l’integrità delle reti.
4. Nel caso in cui il Ministero riscontri, anche su indicazione dell’Autorità, il mancato rispetto degli articoli 16-bis o 16-ter ovvero delle disposizioni attuative previste dal comma 1 da parte delle imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, si applicano le sanzioni di cui all’articolo 98, commi da 4 a 12.”.

 

Art. 15 Imprese che dispongono di un significativo potere di mercato

1. Il comma 4, dell’articolo 17, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. Se un’impresa dispone di un significativo potere su un mercato specifico, si presume che essa abbia un significativo potere in un mercato diverso e strettamente connesso, qualora le connessioni tra i due mercati siano tali da consentire che il potere detenuto in un mercato sia fatto valere nell’altro mercato, rafforzando in tal modo il potere di mercato complessivo dell’impresa in questione. Pertanto possono essere applicate misure correttive volte a prevenire tale influenza sul secondo mercato a norma degli articoli 46, 47, 48 e 50 e, qualora tali misure correttive risultino essere insufficienti, possono essere imposte misure correttive a norma dell’articolo 67.”.

 

Art. 16 Procedura per l’individuazione e la definizione dei mercati

1. La rubrica dell’articolo 18, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente: “Procedura per l’individuazione e la definizione dei mercati”.

 

Art. 17 Procedura per l’analisi del mercato

1. Il comma 1 dell’articolo 19 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Sentita l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’Autorità, effettua l’analisi dei mercati rilevanti, tenendo conto dei mercati individuati nella raccomandazione e tenendo nella massima considerazione le linee direttrici.”.

2. Il comma 2 dell’articolo 19 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

3. Il comma 3, dell’articolo 19 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“3. Quando l’Autorità è tenuta, ai sensi dei commi 4 e 5 del presente articolo e degli articoli 45 e 67 del Codice, a decidere in merito all’imposizione, al mantenimento, alla modifica o alla revoca di obblighi a carico delle imprese, essa determina, in base all’analisi di mercato di cui al comma 1, se uno dei mercati rilevanti sia effettivamente concorrenziale.”.

4. Il comma 8 dell’articolo 19 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“8. I provvedimenti di cui ai commi 4, 5 e 6 sono adottati secondo la procedura di cui agli articoli 11 e 12. L’Autorità effettua un’analisi del mercato rilevante e notifica il corrispondente progetto di misura a norma dell’articolo 12:
a) entro tre anni dall’adozione di una precedente misura relativa a quel mercato. In via eccezionale, tale periodo può tuttavia essere prorogato fino ad un massimo di altri tre anni, se l’Autorità ha notificato alla Commissione europea una proposta motivata di proroga e la Commissione europea non ha formulato obiezioni entro un mese dalla notifica; oppure
b) entro due anni dall’adozione di una raccomandazione sui mercati rilevanti per i mercati non notificati in precedenza alla Commissione europea.”.

5. Dopo il comma 8 dell’articolo 19 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“8-bis. Qualora l’Autorità non completi l’analisi di un mercato rilevante individuato nella raccomandazione entro il termine fissato al comma 8, il BEREC le fornisce, su richiesta, assistenza, per completare l’analisi del mercato specifico e degli obblighi specifici da imporre. Con tale assistenza l’Autorità notifica entro sei mesi il progetto di misura alla Commissione a norma dell’articolo 12.”.

6. Il comma 9 dell’articolo 19 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

 

Art. 18 Normalizzazione

1. Il comma 2, dell’articolo 20, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“2. Fintantoché le norme o specifiche di cui al comma 1 non siano adottate dalla Commissione europea, il Ministero promuove l’applicazione delle norme e specifiche adottate dalle organizzazioni europee di normalizzazione. In mancanza di tali norme o specifiche, il Ministero promuove l’applicazione delle norme o raccomandazioni internazionali adottate dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), dalla Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT), dall’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) o dalla Commissione elettrotecnica internazionale (IEC).”.

 

Art. 19 Interoperabilità dei servizi di televisione interattiva digitale

1. Dopo la lettera b) del comma 1 dell’articolo 21 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è aggiunta la seguente:
“b-bis) i fornitori di servizi e apparecchiature di televisione digitali a cooperare alla fornitura di servizi televisivi interoperabili per gli utenti disabili.”.

 

Art. 20 Risoluzione delle controversie tra imprese

1. Il comma 1 dell’articolo 23 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Qualora sorga una controversia avente ad oggetto gli obblighi derivanti dal Codice, fra imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica, o tra tali imprese e altre imprese che beneficiano dell’imposizione di obblighi in materia di accesso o di interconnessione derivanti dal presente Codice, l’Autorità, a richiesta di una delle parti e fatte salve le disposizioni del comma 2, adotta quanto prima, e comunque, salvo casi eccezionali, entro un termine di quattro mesi, una decisione vincolante che risolve la controversia.”.

 

Art. 21 Risoluzione delle controversie transnazionali

1. Il comma 1 dell’articolo 24 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Qualora sorga una controversia transnazionale tra parti, di cui almeno una stabilita in un altro Stato membro, relativamente all’applicazione del Codice, per la quale risulti competente anche una Autorità di regolamentazione di un altro Stato membro, si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4.”.

2. Il comma 2 dell’articolo 24 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“2. Le parti possono investire della controversia le competenti autorità nazionali di regolamentazione. Queste ultime coordinano i loro sforzi e hanno la facoltà di consultare il BEREC in modo da pervenire alla risoluzione coerente della controversia secondo gli obiettivi indicati dall’articolo 13. Qualsiasi obbligo imposto ad un’impresa da parte dell’Autorità al fine di risolvere una controversia è conforme alle disposizioni del Codice.”.

3. Dopo il comma 2, dell’articolo 24 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono inseriti i seguenti:
” 2-bis. L’Autorità può chiedere al BEREC di emettere un parere in merito all’azione da adottare conformemente alle disposizioni del Codice.
2-ter. Quando al BEREC è presentata una tale richiesta, l’Autorità ne attende il parere prima di adottare azioni per risolvere la controversia. Ove necessario possono adottare misure urgenti.
2-quater. Ogni obbligo imposto a un’impresa dall’Autorità nella risoluzione di una controversia rispetta le disposizioni del Codice e tiene conto del parere emesso dal BEREC”.

4. Il comma 3 dell’articolo 24 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente: “3. L’Autorità, congiuntamente all’Autorità di regolamentazione dell’altro Stato membro, dichiara la propria incompetenza a risolvere una controversia con decisione vincolante, qualora entrambe le parti vi abbiano espressamente derogato prevedendo altri mezzi per la soluzione della controversia, conformemente a quanto disposto dall’articolo 13. L’Autorità e l’Autorità di regolamentazione dell’altro Stato membro, comunicano tempestivamente alle parti la decisione. Se la controversia non è risolta dalle parti entro quattro mesi da tale comunicazione, e se non è stato adito un organo giurisdizionale, l’Autorità coordina i propri sforzi con l’Autorità di regolamentazione dell’altro Stato membro per giungere ad una soluzione della controversia, in conformità delle disposizioni di cui all’articolo 13 e tenendo nella massima considerazione ogni parere emesso dal BEREC.”.

 

Art. 22 Autorizzazione generale per le reti e i servizi di comunicazione elettronica

1. Dopo il comma 3 dell’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“3-bis. Le imprese che forniscono servizi transfrontalieri di comunicazione elettronica ad imprese situate in più Stati membri non sono obbligate ad effettuare più di una notifica per Stato membro interessato.”.

2. Al comma 4 dell’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “denuncia di inizio attività”, sono sostituite dalle seguenti: “segnalazione certificata di inizio attività”.

3. All’articolo 25, comma 6, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “Ministero delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministero dello sviluppo economico”; le parole: “Ministro delle comunicazioni”, sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”.

 

Art. 23 Diritti di uso delle frequenze radio e dei numeri

1. Il comma 1 dell’articolo 27 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Ogni qualvolta ciò sia possibile, l’uso delle frequenze radio non è subordinato al rilascio di diritti individuali di uso. I diritti individuali di uso possono essere concessi per:
a) evitare interferenze dannose;
b) assicurare la qualità tecnica del servizio;
c) assicurare un utilizzo efficiente dello spettro, oppure;
d) conseguire altri obiettivi di interesse generale conformi alla normativa europea.”.

2. Il comma 3 dell’articolo 27 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente: “3. Qualora sia necessario concedere diritti di uso delle frequenze radio e dei numeri per la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica, il Ministero attribuisce tali diritti, a richiesta, esclusivamente all’impresa avente le condizioni necessarie per conseguire l’autorizzazione generale, valutata l’effettiva necessità, nel rispetto degli articoli 28, 29 e 33, comma 1, lettera c), e di ogni altra disposizione che garantisca l’uso efficiente di tali risorse in conformità delle disposizioni contenute nel Capo II del Titolo I.”.

3. Il comma 4 dell’articolo 27 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. I diritti individuali di uso delle frequenze radio e dei numeri vengono rilasciati per una durata adeguata al tipo di servizio e comunque non eccedente la durata dell’autorizzazione generale, tenuto conto dell’obiettivo perseguito e della necessità di prevedere un periodo adeguato di ammortamento degli investimenti. Quando i diritti individuali d’uso delle frequenze radio sono concessi per un periodo di dieci anni o oltre e tali diritti non possono essere trasferiti o ceduti da un’impresa a un’altra, ai sensi dell’articolo 14-ter, il Ministero provvede affinché si applichino i criteri per la concessione di diritti individuali d’uso e siano rispettati per la durata della licenza, in particolare su richiesta debitamente motivata del titolare del diritto. Se tali criteri non sono più applicabili, i diritti individuali d’uso sono trasformati in un’autorizzazione generale per l’uso delle frequenze radio, soggetta a un preavviso e trascorso un ragionevole periodo di tempo, oppure in un diritto liberamente trasferibile o cedibile da un’impresa ad un’altra, ai sensi dell’articolo 14-ter.”.

4. Il comma 5 dell’articolo 27 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“5. I diritti di uso delle frequenze radio e dei numeri sono rilasciati mediante procedure aperte, obiettive, trasparenti, non discriminatorie e proporzionate. Nel caso delle frequenze radio il Ministero, nel rilasciare i diritti, precisa se essi siano trasferibili su iniziativa del detentore degli stessi e a quali condizioni, conformemente all’articolo 14. Una deroga ai requisiti per le procedure aperte può essere applicata quando il rilascio di diritti individuali d’uso delle frequenze radio per la diffusione di contenuti radiofonici o televisivi è necessario per conseguire un obiettivo di interesse generale conforme alla normativa dell’Unione europea.”.

5. Dopo il comma 5 dell’articolo 27 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“5-bis. Al momento del rilascio dei diritti d’uso, il Ministero specifica se tali diritti possono essere trasferiti dal titolare e a quali condizioni. Nel caso delle frequenze radio, tali disposizioni sono conformi agli articoli 14 e 14-ter del Codice.”.

6. Dopo il comma 6, dell’articolo 27, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“6-bis. Il Ministero l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze assicurano che le frequenze radio siano utilizzate in modo efficiente ed efficace, conformemente agli articoli 13, comma 4, e 14, comma 2, del Codice, e che eventuali trasferimenti o accumuli dei diritti d’uso delle frequenze radio non provochino distorsioni della concorrenza. A tal fine, possono essere adottate misure appropriate, quali ad esempio l’obbligo di vendita o di locazione dei diritti d’uso delle frequenze radio.”.

7. Il comma 8 dell’articolo 27 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“8. Il Ministero adotta, comunica e rende pubbliche le decisioni in materia di concessione di diritti di uso, non appena ricevuta la domanda completa, entro tre settimane nel caso dei numeri assegnati per scopi specifici nell’ambito del piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica ed entro sei settimane nel caso delle frequenze radio assegnate per essere utilizzate da servizi di comunicazione elettronica nell’ambito del piano nazionale di ripartizione delle frequenze. Tale limite non pregiudica quanto previsto negli eventuali accordi internazionali applicabili al caso in specie relativamente al coordinamento internazionale delle frequenze e delle posizioni orbitali dei satelliti. Se la domanda risulta incompleta, il Ministero, entro i termini sopra indicati, invita l’impresa interessata ad integrarla. I termini vengono sospesi fino al recepimento delle integrazioni, che debbono pervenire al Ministero entro e non oltre dieci giorni dalla richiesta. Il mancato ricevimento nei termini delle integrazioni richieste costituisce rinuncia alla richiesta di uso delle frequenze radio e dei numeri.”.

 

Art. 24 Condizioni apposte all’autorizzazione generale, ai diritti di uso delle frequenze radio e dei numeri

1. Il comma 1 dell’articolo 28 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. L’autorizzazione generale per la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica, i diritti di uso delle frequenze radio e dei numeri possono essere assoggettati esclusivamente al rispetto delle condizioni elencate, rispettivamente, nelle parti A, B e C dell’allegato n. 1. Tali condizioni devono essere non discriminatorie, proporzionate e trasparenti e, nel caso dei diritti d’uso delle frequenze radio, conformi all’articolo 14 del Codice. L’autorizzazione generale è sempre sottoposta alla condizione n. 11 della parte A dell’allegato n. 1.”.

2. Il comma 2 dell’articolo 28 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“2. Gli obblighi specifici prescritti ai fornitori di servizi e di reti di comunicazione elettronica ai sensi degli articoli 42, commi 1, 2 e 4, 43, 45 e 67 o alle imprese designate per la fornitura del servizio universale, prescritti ai sensi del Capo IV, sezione II, del presente Titolo, sono separati, sotto il profilo giuridico, dai diritti e dagli obblighi previsti dall’autorizzazione generale. Per garantire la trasparenza nei confronti delle imprese, nell’autorizzazione generale è fatta menzione degli obblighi specifici prescritti alle singole imprese.”.

 

Art. 25 Procedura per limitare il numero dei diritti di uso da concedere per le frequenze radio

1. L’alinea del comma 1 dell’articolo 29 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente: “1. Quando debba valutare l’opportunità di limitare il numero dei diritti di uso da concedere per le radiofrequenze oppure di prolungare la durata dei diritti d’uso esistenti a condizioni diverse da quelle specificate in tali diritti, l’Autorità, tra l’altro:”.

2. Alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 29 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, dopo la parola: “consumatori”, sono inserite le seguenti: “anche attraverso le associazioni”.

3. La lettera c), del comma 1, dell’articolo 29, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“c) pubblica qualsiasi decisione di concedere solo un numero limitato di diritti d’uso o di limitare il rinnovo dei diritti d’uso, indicandone le ragioni;”.

4. Il comma 3 dell’articolo 29 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“3. Qualora sia necessario concedere in numero limitato i diritti individuali di uso delle frequenze radio, il Ministero invita a presentare domanda per la concessione dei diritti di uso e ne effettua l’assegnazione in base a procedure stabilite dall’Autorità. Tali criteri di selezione devono essere obiettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori e devono tenere in adeguata considerazione gli obiettivi di cui all’articolo 13 e le prescrizioni di cui all’articolo 14 del Codice.”.

5. Il comma 6 dell’articolo 29 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“6. Il presente articolo non pregiudica il trasferimento dei diritti di uso delle frequenze radio in conformità all’articolo 14-ter.”.

6. Al comma 7 dell’articolo 29 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “Ministro delle comunicazioni”, sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”.

 

Art. 26 Osservanza delle condizioni dell’autorizzazione generale, dei diritti di uso e degli obblighi specifici

1. Il comma 3 dell’articolo 32 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
” 3. Se entro il termine di cui al comma 2 l’impresa non pone rimedio all’infrazione accertata, ripristinando la situazione precedente, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui allo stesso comma 2, adottano misure adeguate e proporzionate per assicurare l’osservanza delle condizioni di cui al comma 1 immediatamente oppure entro un termine ragionevole. A tal fine, il Ministero e l’Autorità possono imporre:
a) se del caso, le sanzioni pecuniarie di cui all’articolo 98, commi da 4 a 12; e;
b) ingiunzioni di cessare o ritardare la fornitura di un servizio o di un pacchetto di servizi che, se continuasse, comporterebbe un notevole svantaggio concorrenziale, finché non siano soddisfatti gli obblighi in materia di accesso imposti in seguito ad un’analisi di mercato effettuata ai sensi dell’articolo 19 del presente Codice.”.

2. Dopo il comma 3 dell’articolo 32 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“3-bis. Le misure di cui al comma 3 e le relative motivazioni sono tempestivamente notificate all’impresa interessata e prevedono un termine ragionevole entro il quale l’impresa deve rispettare le misure stesse.”.

3. Il comma 4 dell’articolo 32 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. Qualora vi siano violazioni gravi o reiterate più di due volte nel quinquennio delle condizioni poste dall’autorizzazione generale, o relative ai diritti di uso o agli obblighi specifici di cui all’articolo 28, comma 2, e le misure volte ad assicurare il loro rispetto, di cui al comma 3 del presente articolo, si siano rivelate inefficaci, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui al comma 2, possono impedire a un’impresa di continuare a fornire in tutto o in parte reti o servizi di comunicazione elettronica, sospendendo o revocando i diritti di uso. Al periodo per cui si è protratta la violazione possono essere applicate le sanzioni di cui all’articolo 98, commi da 4 a 12, anche nel caso in cui la violazione sia stata successivamente rimossa.”.

4. Il comma 5 dell’articolo 32 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“5. Ferme restando le disposizioni dei commi 2, 3 e 4, qualora il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze di cui al comma 2, abbiano prova della violazione delle condizioni dell’autorizzazione generale, dei diritti di uso o degli obblighi specifici di cui all’articolo 28, comma 2, tale da comportare un rischio grave e immediato per la sicurezza pubblica, l’incolumità pubblica o la salute pubblica, o da ostacolare la prevenzione, la ricerca, l’accertamento ed il perseguimento di reati o da creare gravi problemi economici od operativi ad altri fornitori o utenti di reti o di servizi di comunicazione elettronica o ad altri utenti dello spettro radio, possono adottare misure provvisorie urgenti per porre rimedio alla situazione prima di adottare una decisione definitiva, dando all’impresa interessata la possibilità di esprimere osservazioni e di proporre le soluzioni opportune. Ove necessario, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, confermano le misure provvisorie, che sono valide per un massimo di 3 mesi, ma che possono, nei casi in cui le procedure di attuazione non sono state completate, essere prolungate per un periodo ulteriore di massimo tre mesi.”.

 

Art. 27 Informazioni richieste ai fini dell’autorizzazione generale, dei diritti di uso e degli obblighi specifici

1. La lettera a) del comma 1 dell’articolo 33 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“a) per verificare, sistematicamente o caso per caso, l’osservanza delle condizioni 1 e 2 della parte A, delle condizioni 2 e 6 della parte B e delle condizioni 2 e 7 della parte C dell’allegato n. 1 e l’osservanza degli obblighi indicati all’articolo 28, comma 2”.

2. Dopo la lettera f) del comma 1 dell’articolo 33 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono aggiunte le seguenti:
” f-bis) per salvaguardare l’uso efficiente e garantire la gestione efficace delle frequenze radio;
f-ter) per valutare sviluppi futuri a livello di reti e servizi che potrebbero avere ripercussioni sui servizi all’ingrosso resi disponibili ai concorrenti.”.

3. Il comma 2 dell’articolo 33 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“2. Nessuna delle informazioni di cui alle lettere a), b), d), e), f), f-bis) ed f-ter) del comma 1 può essere richiesta prima dell’inizio dell’attività, nè come condizione necessaria per la stessa.”.

 

Art. 28 Modifica dei diritti e degli obblighi

1. L’articolo 36 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“Art. 36
(Modifica dei diritti e degli obblighi)
1. I diritti, le condizioni e le procedure relativi alle autorizzazioni generali, ai diritti di uso o ai diritti di installazione delle infrastrutture possono essere modificati solo in casi obiettivamente giustificati e in misura proporzionata, tenendo conto, se del caso, delle condizioni specifiche applicabili ai diritti trasferibili d’uso delle frequenze radio. Salvo i casi in cui le modifiche proposte sono minime e sono state convenute con il titolare dei diritti o dell’autorizzazione generale, il Ministero comunica l’intenzione di procedere alle modifiche ai soggetti interessati, compresi gli utenti e i consumatori, ai quali è concesso un periodo di tempo sufficiente per esprimere la propria posizione al riguardo. Tale periodo, tranne casi eccezionali, non può essere inferiore a quattro settimane.
2. I diritti d’uso delle frequenze radio o i diritti di installare strutture non possono essere limitati o revocati prima della scadenza del periodo per il quale sono stati concessi. Limitazioni e revoche sono ammesse in casi eccezionali e adeguatamente motivati e previo congruo indennizzo.”.

 

Art. 29 Pubblicazione delle informazioni

1. L’articolo 37 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“Art. 37
(Pubblicazione delle informazioni)
1. Le informazioni pertinenti su diritti, condizioni, procedure, riscossione di diritti amministrativi e contributi e sulle decisioni attinenti alle autorizzazioni generali, ai diritti di uso e ai diritti di installare strutture sono pubblicate, a seconda dei casi, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ovvero sui siti Internet delle autorità competenti e sono debitamente aggiornate, in modo da consentire a tutti gli interessati di accedervi facilmente.”.

 

Art. 30 Concessioni e autorizzazioni preesistenti

1. Il comma 1 dell’articolo 38 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Le licenze individuali e le autorizzazioni generali preesistenti in materia di reti e servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico continuano ad essere valide fino alla loro naturale scadenza e ad esse si applicano, salvo quanto disposto dai commi 2 e 3, le disposizioni del Codice. Fatto salvo l’articolo 14-bis, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente provvedimento, le autorizzazioni generali e i diritti individuali d’uso preesistenti sono resi conformi agli articoli 27, 28 e 29 e all’allegato n. 1 del presente Codice.”.

2. Il comma 2 dell’articolo 38 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“2. Qualora l’applicazione della disposizione di cui al comma 1 implichi una restrizione dei diritti o un ampliamento delle autorizzazioni generali e dei diritti individuali d’uso già in vigore, il Ministero, sentita l’Autorità, può prorogare i diritti e gli obblighi fino al 30 settembre 2012, a condizione di non ledere i diritti di cui godono altre imprese in forza della normativa dell’Unione europea. Il Ministero informa la Commissione europea della concessione di tale proroga, indicandone le ragioni.”.

 

Art. 31 Diritti ed obblighi degli operatori

1. Il comma 1 dell’articolo 41 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Gli operatori autorizzati alla fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico hanno il diritto e, se richiesto da altri operatori titolari di un’autorizzazione ai sensi dell’articolo 26 del presente Codice, l’obbligo di negoziare tra loro l’interconnessione ai fini della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, allo scopo di garantire la fornitura e l’interoperabilità dei servizi in tutta l’Unione europea. Gli operatori offrono l’accesso e l’interconnessione ad altri operatori nei termini e alle condizioni conformi agli obblighi imposti dall’Autorità ai sensi degli articoli 42, 43, 44 e 45, e nel rispetto dei principi di cui all’articolo 13, comma 5, lettera b).”.

 

Art. 32 Poteri e competenze dell’Autorità in materia di accesso e di interconnessione

1. Il comma 1 dell’articolo 42 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Nel perseguire gli obiettivi stabiliti dall’articolo 13, l’Autorità incoraggia e garantisce forme adeguate di accesso, interconnessione e interoperabilità dei servizi, esercitando le proprie competenze in modo da promuovere l’efficienza economica e una concorrenza sostenibile, investimenti efficienti e l’innovazione e recare il massimo vantaggio agli utenti finali.”.

2. Dopo la lettera a) del comma 2, dell’articolo 42, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserita la seguente:
“a-bis) in casi giustificati e nella misura necessaria, gli obblighi per le imprese che controllano l’accesso degli utenti finali, onde rendere interoperabili i propri servizi”.

3. Il comma 3 dell’articolo 42 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

4. Il comma 4 dell’articolo 42 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. Gli obblighi e le condizioni imposti ai sensi dei commi 1 e 2 sono obiettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori e sono applicati conformemente alla procedura di cui agli articoli 11, 12 e 12-bis”.

5. Il comma 5 dell’articolo 42 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“5. Ove giustificato, l’Autorità può, di propria iniziativa, intervenire in materia di accesso e interconnessione di cui ai commi 1 e 2 al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi previsti all’articolo 13, sulla base delle disposizioni del presente Capo e secondo le procedure di cui agli articoli 11, 12, 23 e 24.”.

 

Art. 33 Riesame degli obblighi precedenti in materia di accesso e di interconnessione

1. L’articolo 44 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

 

Art. 34 Imposizione, modifica o revoca degli obblighi

1. Il comma 1 dell’articolo 45 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Qualora, in esito all’analisi del mercato realizzata a norma dell’articolo 19, un’impresa sia designata come detentrice di un significativo potere di mercato in un mercato specifico, l’Autorità impone, in funzione delle circostanze, gli obblighi previsti agli articoli 46, 47, 48, 49, 50 e 50-bis.”.

2. La lettera a) del comma 2 dell’articolo 45 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“a) le disposizioni degli articoli 42, commi 1 e 2, e 43;”.

 

Art. 35 Obbligo di trasparenza

1. Il comma 1 dell’articolo 46 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Ai sensi dell’articolo 45, l’Autorità può imporre obblighi di trasparenza in relazione all’interconnessione e all’accesso, prescrivendo agli operatori di rendere pubbliche determinate informazioni quali informazioni di carattere contabile, specifiche tecniche, caratteristiche della rete, termini e condizioni per la fornitura e per l’uso, comprese eventuali condizioni conformi al diritto europeo che limitino l’accesso a servizi e applicazioni o il loro utilizzo, e prezzi.”.

2. Il comma 4 dell’articolo 46 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. In deroga al comma 3, se un operatore è soggetto agli obblighi di cui all’articolo 49 relativi all’accesso all’ingrosso all’infrastruttura della rete, l’Autorità provvede alla pubblicazione di un’offerta di riferimento contenente almeno gli elementi riportati nell’allegato n. 3.”.

 

Art. 36 Obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di rete

1. La lettera a) del comma 1 dell’articolo 49 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“a) di concedere agli operatori un accesso a determinati elementi o risorse di rete, compreso l’accesso agli elementi della rete che non sono attivi o l’accesso disaggregato alla rete locale, anche per consentire la selezione o la preselezione del vettore o l’offerta di rivendita delle linee di contraenti;”.

2. La lettera f) del comma 1 dell’articolo 49 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“f) di consentire la coubicazione o altre forme di condivisione associata degli impianti;”.

3. Dopo la lettera i) del comma 1 dell’articolo 49 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è aggiunta, in fine, la seguente:
“i-bis) di fornire l’accesso a servizi correlati come quelli relativi all’identità, alla posizione e alla presenza.”.

4. La lettera a) del comma 3 dell’articolo 49 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“a) fattibilità tecnica ed economica dell’uso o dell’installazione di risorse concorrenti, a fronte del ritmo di evoluzione del mercato, tenuto conto della natura e del tipo di interconnessione o di accesso in questione, fra cui la fattibilità di altri prodotti di accesso a monte, quale l’accesso ai condotti; “.

5. La lettera c) del comma 3 dell’articolo 49 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“c) investimenti iniziali del proprietario delle risorse, tenendo conto di qualsiasi investimento pubblico effettuato e dei rischi connessi a tali investimenti;”.

6. La lettera d) del comma 3 dell’articolo 49 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“d) necessità di tutelare la concorrenza a lungo termine, con particolare attenzione ad una concorrenza infrastrutturale economicamente sostenibile;”.

7. Dopo il comma 3 dell’articolo 49 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è aggiunto il seguente:
“3-bis. L’Autorità può, nell’imporre ad un operatore l’obbligo di concedere l’accesso ai sensi del presente articolo, stabilire condizioni tecniche o operative che devono essere soddisfatte dal prestatore di servizi o dai beneficiari di tale accesso, ove necessario per garantire il funzionamento normale della rete. L’obbligo di rispettare determinate norme o specifiche tecniche è conforme alle norme e alle specifiche stabilite conformemente all’articolo 20 del presente Codice.”.

 

Art. 37 Obblighi in materia di controllo dei prezzi e di contabilità dei costi

1. Il comma 1 dell’articolo 50 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Ai sensi dell’articolo 45, per determinati tipi di interconnessione e di accesso l’Autorità può imporre obblighi in materia di recupero dei costi e controlli dei prezzi, tra cui l’obbligo che i prezzi siano orientati ai costi, nonché l’obbligo di disporre di un sistema di contabilità dei costi, qualora l’analisi del mercato riveli che l’assenza di un’effettiva concorrenza comporta che l’operatore interessato potrebbe mantenere prezzi ad un livello eccessivamente elevato o comprimerli a danno dell’utenza finale. Per incoraggiare gli investimenti effettuati dall’operatore anche nelle reti di prossima generazione, l’Autorità tiene conto degli investimenti effettuati dall’operatore e gli consente un’equa remunerazione del capitale investito, purché congruo, in considerazione di eventuali rischi specifici di un nuovo progetto particolare di investimento nella rete.”.

 

Art. 38 Separazione funzionale e separazione volontaria da parte di un’impresa verticalmente integrata

1. Dopo l’articolo 50 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono inseriti i seguenti:
“Art. 50-bis
(Separazione funzionale)
1. Qualora concluda che gli obblighi appropriati imposti ai sensi degli articoli da 46 a 50 si sono rivelati inefficaci per conseguire un’effettiva concorrenza e che esistono importanti e persistenti problemi di concorrenza o carenze del mercato individuati in relazione ai mercati per la fornitura all’ingrosso di determinati prodotti di accesso, l’Autorità può, a titolo di misura eccezionale e conformemente all’articolo 45, comma 3, imporre alle imprese verticalmente integrate l’obbligo di collocare le attività relative alla fornitura all’ingrosso di detti prodotti di accesso in un’entità commerciale operante in modo indipendente.
2. Tale entità commerciale fornisce prodotti e servizi di accesso a tutte le imprese, incluso alle altre entità commerciali all’interno della società madre, negli stessi tempi, agli stessi termini e condizioni, inclusi quelli relativi ai livelli di prezzi e servizi e attraverso gli stessi sistemi e le stesse procedure.
3. Ove intenda imporre un obbligo di separazione funzionale, l’Autorità sottopone una proposta alla Commissione europea fornendo:
a) prove che giustifichino le conclusioni di cui al comma 1;
b) una motivata valutazione che attesti che le prospettive di concorrenza a livello delle infrastrutture sono scarse o assenti in un lasso di tempo ragionevole;
c) un’analisi dell’impatto previsto sull’Autorità, sull’impresa, in particolare sulla forza lavoro dell’impresa separata e sul settore delle comunicazioni elettroniche nel suo insieme e sugli incentivi ad investire in un settore nel suo insieme, in particolare per quanto riguarda la necessità di garantire la coesione sociale e territoriale, nonché sugli altri soggetti interessati, compreso in particolare l’impatto previsto sulla concorrenza tra infrastrutture e ogni potenziale effetto sui consumatori;
d) un’analisi delle ragioni per cui l’obbligo in questione sarebbe lo strumento più efficace per applicare le misure correttive volte a ovviare ai problemi di concorrenza/carenze del mercato individuati.
4. Il progetto di misura comprende gli elementi seguenti:
a) la natura e il livello di separazione precisi, specificando, in particolare, lo status giuridico dell’entità commerciale separata;
b) l’individuazione delle risorse dell’entità commerciale separata e i prodotti o servizi che tale entità deve fornire;
c) le disposizioni gestionali per assicurare l’indipendenza del personale dell’entità commerciale separata e gli incentivi corrispondenti;
d) le norme per garantire l’osservanza degli obblighi;
e) le norme per assicurare la trasparenza delle procedure operative, in particolare nei confronti delle altre parti interessate;
f) un programma di controllo per assicurare l’osservanza, che include la pubblicazione di una relazione annuale.
5. A seguito della decisione della Commissione europea sul progetto di misura adottato conformemente all’articolo 45, comma 3, l’Autorità effettua un’analisi coordinata dei diversi mercati relativi alla rete di accesso secondo la procedura di cui all’articolo 19. Sulla base della sua valutazione, l’Autorità impone, mantiene, modifica o revoca gli obblighi conformemente agli articoli 11 e 12.
6. Un’impresa alla quale sia stata imposta la separazione funzionale può essere soggetta a uno qualsiasi degli obblighi di cui agli articoli da 46 a 50 in ogni mercato specifico nel quale è stato stabilito che l’impresa dispone di un significativo potere di mercato ai sensi dell’articolo 19 del Codice oppure a qualsiasi altro obbligo autorizzato dalla Commissione conformemente all’articolo 45, comma 3.
Art. 50-ter
(Separazione volontaria da parte di un’impresa verticalmente integrata)
1. Le imprese che siano state designate come aventi un significativo potere di mercato in uno o più mercati rilevanti ai sensi dell’articolo 19 informano anticipatamente e tempestivamente l’Autorità al fine di consentire alla stessa di valutare l’effetto dell’auspicata transazione, quando intendono trasferire i loro beni relativi alle reti di accesso, o una parte significativa degli stessi, a un soggetto giuridico separato sotto controllo di terzi, o qualora intendano istituire un’entità commerciale separata per fornire a tutti i fornitori al dettaglio, comprese le sue divisioni al dettaglio, prodotti di accesso pienamente equivalenti. Le imprese devono inoltre informare l’Autorità in merito ad eventuali cambiamenti di tale intenzione, nonché del risultato finale del processo di separazione.
2. L’Autorità valuta l’effetto della transazione prevista sugli obblighi normativi esistenti in base al Codice. A tal fine, conduce un’analisi coordinata dei vari mercati relativi alla rete d’accesso secondo la procedura di cui all’articolo 19 del Codice. Sulla base della sua valutazione impone, mantiene, modifica o revoca gli obblighi conformemente agli articoli 11 e 12 del Codice.
3. L’entità commerciale separata dal punto di vista giuridico o operativo può essere soggetta a uno qualsiasi degli obblighi di cui agli articoli da 46 a 50 in ogni mercato specifico nel quale è stato stabilito che l’entità dispone di un significativo potere di mercato ai sensi dell’articolo 19 oppure a qualsiasi altro obbligo autorizzato dalla Commissione conformemente all’articolo 45, comma 3.”.
4. Qualora intenda cedere tutte le sue attività nelle reti di accesso locale, o una parte significativa di queste, a un’entità giuridica separata appartenente a una proprietà diversa, l’impresa designata conformemente al comma 1 informa preventivamente e tempestivamente l’Autorità per permetterle di valutare l’effetto della transazione prevista sulla fornitura dell’accesso in postazione fissa e sulla fornitura dei servizi telefonici ai sensi dell’articolo 54. L’Autorità può imporre, modificare o revocare gli obblighi specifici conformemente all’articolo 28, comma 2.”.

 

Art. 39 Fornitura dell’accesso agli utenti finali da una postazione fissa e fornitura di servizi telefonici

1. All’articolo 54 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Fornitura dell’accesso agli utenti finali da una postazione fissa e fornitura di servizi telefonici”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Qualsiasi richiesta ragionevole di connessione in postazione fissa a una rete di comunicazione pubblica è soddisfatta quanto meno da un operatore. Il Ministero vigila sull’applicazione del presente comma.”;
c) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. La connessione consente agli utenti finali di supportare le comunicazioni vocali, facsimile e dati, a velocità di trasmissione tali da consentire un accesso efficace a Internet tenendo conto delle tecnologie prevalenti usate dalla maggioranza dei contraenti e della fattibilità tecnologica nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T.”;
d) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
“2-bis. Qualsiasi richiesta ragionevole di fornitura di un servizio telefonico accessibile al pubblico attraverso la connessione di rete di cui al primo comma che consente di effettuare e ricevere chiamate nazionali e internazionali è soddisfatta quanto meno da un operatore. Il Ministero vigila sull’applicazione del presente comma.”.

 

Art. 40 Elenco abbonati e servizi di consultazione

1. All’articolo 55 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. In considerazione dell’esistenza sul mercato di diverse offerte in termini di disponibilità, qualità e prezzo accessibile, fintantoché il Ministero non riscontri il venir meno di tali condizioni, ai servizi di cui al comma 1 non si applicano gli obblighi di fornitura del servizio universale. Il Ministero verifica il permanere delle predette condizioni, sentiti gli operatori interessati, con cadenza semestrale.”.

 

Art. 41 Telefoni pubblici a pagamento e altri punti di accesso pubblico alla telefonia vocale

1. All’articolo 56 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Telefoni pubblici a pagamento e altri punti di accesso pubblico alla telefonia vocale”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Nel rispetto delle disposizioni emanate in materia dall’Autorità, le imprese mettono a disposizione telefoni pubblici a pagamento o altri punti di accesso pubblico alla telefonia vocale per soddisfare le esigenze ragionevoli degli utenti finali in termini di copertura geografica, numero di apparecchi o di altri punti di accesso e loro accessibilità per gli utenti disabili, nonché di qualità del servizio. Il Ministero vigila sull’applicazione delle disposizioni del presente comma”;
c) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. In applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 il Ministero entro il 31 dicembre 2012 e comunque ogni 12 mesi, previa consultazione dei soggetti interessati ai sensi dell’articolo 83, individua le localizzazioni nelle quali i servizi di cui al comma medesimo o servizi analoghi sono ampiamente disponibili e per le quali pertanto non possono essere prescritti obblighi ai fini di cui al comma stesso, anche in considerazione dell’esistenza sul mercato di offerte diverse in termini di sostituibilità e disponibilità.”.

 

Art. 42 Misure destinate agli utenti finali disabili

1. All’articolo 57 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Misure destinate agli utenti finali disabili”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. A meno che alla Sezione III del presente Capo, siano previsti requisiti che conseguono l’effetto equivalente, l’Autorità adotta misure specifiche per garantire che gli utenti finali disabili fruiscano di un accesso, ad un prezzo accessibile, ai servizi individuati all’articolo 54, comma 2-bis, e all’articolo 55 che sia di livello equivalente a quello di cui beneficiano gli altri utenti finali. L’Autorità valuta la necessità generale e i requisiti specifici di tali misure specifiche per gli utenti finali disabili, comprese la loro portata e forma concreta.”;
c) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
“2-bis. Nell’adottare le misure di cui ai commi 1 e 2, l’Autorità favorisce la conformità con le pertinenti norme o specifiche pubblicate secondo il disposto degli articoli 20, 21 e 22 del Codice.”.

 

Art. 43 Accessibilità delle tariffe

1. All’articolo 59 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. L’Autorità vigila sull’evoluzione e il livello delle tariffe al dettaglio dei servizi che, in base agli articoli da 54 a 57, sono soggetti agli obblighi di servizio universale e forniti dalle imprese designate oppure sono disponibili sul mercato, qualora non sia designata alcuna impresa per la fornitura di tali servizi, con particolare riguardo ai prezzi al consumo e al reddito dei consumatori.”;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. L’Autorità può prescrivere che le imprese designate ai sensi dell’articolo 58 propongano ai consumatori opzioni o formule tariffarie diverse da quelle proposte in normali condizioni commerciali, in particolare per garantire che i consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari non siano esclusi dall’accesso alla rete di cui all’articolo 54, comma 1, o dall’uso dei servizi individuati all’articolo 54, comma 2-bis, e agli articoli 55, 56 e 57, soggetti agli obblighi di servizio universale e forniti dalle imprese designate.”.

 

Art. 44 Qualità del servizio fornito dalle imprese designate

1. Il comma 4 dell’articolo 61 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. L’Autorità fissa obiettivi qualitativi per le imprese assoggettate ad obblighi di servizio universale. Nel fissare tali obiettivi, l’Autorità tiene conto del parere dei soggetti interessati, applicando in particolare le modalità stabilite all’articolo 38 e nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T e della normativa CEPT.”.

 

Art. 45 Verifica e riesame degli obblighi

1. L’articolo 66 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

 

Art. 46 Controlli normativi sui servizi al dettaglio

1. All’articolo 67 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. L’Autorità, qualora in esito all’analisi del mercato realizzata a norma dell’articolo 19 del Codice accerti che un determinato mercato al dettaglio identificato conformemente all’articolo 18 non è effettivamente concorrenziale e giunga alla conclusione che gli obblighi previsti dagli articoli da 46 a 50 non portino al conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 13, impone i necessari obblighi alle imprese identificate come imprese che dispongono di un significativo potere di mercato su un dato mercato al dettaglio ai sensi dell’articolo 17.”;
b) il comma 3 è abrogato.

 

» Decreto legislativo 28/05/2012 n. 70

Art. 47 Controlli sull’insieme minimo di linee affittate

1. L’articolo 68 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

 

Art. 48 Selezione del vettore e preselezione del vettore

1. L’articolo 69 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

 

Art. 49 Contratti

1. All’articolo 70 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Contratti e esercizio del diritto di recesso”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
” 1. Fermo restando le disposizioni di cui al decreto-legge 31 gennaio 2007, n.7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, i consumatori ed altri utenti finali che ne facciano richiesta, hanno diritto di stipulare contratti con una o più imprese che forniscono servizi di connessione ad una rete di comunicazione pubblica o servizi di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Il contratto indica almeno, in modo chiaro, dettagliato e facilmente comprensibile:
a) la denominazione e la sede dell’impresa;
b) i servizi forniti, ed in particolare:
1) se viene fornito o meno l’accesso ai servizi di emergenza e alle informazioni sulla localizzazione del chiamante e se esistono eventuali restrizioni alla fornitura di servizi di emergenza di cui all’articolo 76;
2) informazioni su eventuali altre condizioni che limitano l’accesso o l’utilizzo di servizi e applicazioni;
3) i livelli minimi di qualità del servizio offerti, compresa la data dell’allacciamento iniziale e, ove opportuno, altri parametri di qualità del servizio, quali definiti dall’Autorità;
4) informazioni sulle procedure poste in essere dall’impresa per misurare e strutturare il traffico in un collegamento di rete nel rispetto del diritto di scelta nonché del diritto alla protezione dei dati personali dell’utente onde evitare la saturazione della rete e il superamento dei limiti di capienza, e informazioni sulle eventuali ripercussioni sulla qualità del servizio riconducibili a tali procedure;
5) eventuali restrizioni imposte dal fornitore all’utilizzo delle apparecchiature terminali fornite.
c) i tipi di servizi di manutenzione offerti e i servizi di assistenza alla clientela forniti, nonché le modalità per contattare tali servizi;
d) qualora esista un obbligo ai sensi dell’articolo 75, la scelta del contraente di far includere o meno i suoi dati personali in un elenco e i dati di cui trattasi;
e) il dettaglio dei prezzi e delle tariffe, nonché le modalità secondo le quali possono essere ottenute informazioni aggiornate in merito a tutte le tariffe applicabili e a tutti i costi di manutenzione, alle modalità di pagamento e ad eventuali differenze di costo ad esse legate;
f) la durata del contratto, le condizioni di rinnovo e di cessazione dei servizi e del contratto compresi:
1) ogni utilizzo minimo o durata richiesti per beneficiare di condizioni promozionali;
2) i diritti e gli obblighi inerenti la portabilità dei numeri o di altri identificatori;
3) eventuali commissioni dovute alla scadenza del contratto, compresi gli eventuali costi da recuperare in relazione all’apparecchiatura terminale.
g) le disposizioni relative all’indennizzo e al rimborso applicabili qualora non sia raggiunto il livello di qualità del servizio previsto dal contratto;
h) il modo in cui possono essere avviati i procedimenti di risoluzione delle controversie ai sensi dell’articolo 84;
i) i tipi di azioni che l’impresa può adottare in risposta a incidenti o minacce alla sicurezza o all’integrità e alle vulnerabilità.”;
c) il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. L’Autorità può richiedere che il contratto contenga ogni informazione che possa essere fornita a tal fine dalle autorità competenti sull’utilizzo delle reti e servizi di comunicazione elettronica per attività illegali e per la diffusione di contenuti dannosi, e sugli strumenti di tutela dai rischi per la sicurezza personale, la vita privata e i dati personali di cui all’articolo 71, comma 2-quater, e relativi al servizio fornito.”;
d) il comma 4 è sostituito dal seguente:
“4. Il contraente, qualora non accetti le modifiche delle condizioni contrattuali da parte delle imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica, ha diritto di recedere dal contratto senza penali nè costi di disattivazione. Le modifiche sono comunicate al contraente con adeguato preavviso, non inferiore a trenta giorni, e contengono le informazioni complete circa l’esercizio del diritto di recesso. L’Autorità può specificare la forma di tali comunicazioni.”;
e) al comma 5, dopo la parola: “arrecare” sono inserite le seguenti: “danno ai minori”; dopo la parola: “privata” sono inserite le seguenti: “ovvero per finalità abusive o fraudolente”;
f) il comma 6 dell’articolo 70 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

 

Art. 50 Trasparenza e pubblicazione delle informazioni

1. All’articolo 71 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. L’Autorità assicura che le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione elettronica o servizi accessibili al pubblico di comunicazione elettronica pubblichino informazioni trasparenti, comparabili, adeguate e aggiornate in merito ai prezzi e alle tariffe vigenti, a eventuali commissioni per la risoluzione del contratto e a informazioni sulle condizioni generali vigenti in materia di accesso e di uso dei servizi forniti agli utenti finali e ai consumatori, conformemente alle disposizioni dell’allegato n. 5. Tali informazioni sono pubblicate in forma chiara, esaustiva e facilmente accessibile. L’Autorità può precisare ulteriori prescrizioni relative alla forma in cui tali informazioni devono essere pubblicate.”;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. L’Autorità promuove la fornitura di informazioni che consentano agli utenti finali e ai consumatori di valutare autonomamente il costo di modalità di uso alternative, anche mediante guide interattive. Ove tali servizi non siano disponibili sul mercato a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole, l’Autorità provvede affinché vengano resi disponibili o affida l’incarico a terzi. Questi ultimi hanno il diritto di utilizzare gratuitamente le informazioni pubblicate dalle imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico per vendere o rendere disponibili tali guide interattive o tecniche analoghe.”;
c) dopo il comma 2 sono aggiunti, in fine, i seguenti:
” 2-bis. Fermo restando le disposizioni di cui al decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, l’Autorità può imporre alle imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione elettronica o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di, tra l’altro:
a) fornire ai contraenti informazioni sulle tariffe in vigore riguardo a ogni numero o servizio soggetto a particolari condizioni tariffarie; per singole categorie di servizi l’Autorità può esigere che tali informazioni siano fornite immediatamente prima della connessione al numero chiamato;
b) informare i contraenti di eventuali modifiche all’accesso ai servizi di emergenza o alle informazioni sulla localizzazione del chiamante nell’ambito del servizio al quale si sono abbonati;
c) informare i contraenti di ogni modifica alle condizioni che limitano l’accesso o l’utilizzo di servizi e applicazioni, ove siano ammesse dalla legislazione nazionale in conformità del diritto dell’Unione europea;
d) fornire informazioni sulle procedure poste in essere dal fornitore per misurare e strutturare il traffico in un collegamento di rete nel rispetto del diritto alla protezione dei dati personali dell’utente onde evitare la saturazione della rete e il superamento dei limiti di capienza, che indichino anche le eventuali ripercussioni sulla qualità del servizio riconducibili a tali procedure;
e) informare i contraenti del loro diritto a decidere se far inserire o meno i loro dati personali in un elenco e delle tipologie di dati di cui trattasi in materia di protezione dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche; nonché;
f) comunicare regolarmente ai contraenti disabili le informazioni dettagliate su prodotti e servizi destinati a loro.
2-ter. Qualora lo ritenga opportuno, l’Autorità può, prima di imporre un obbligo, promuovere misure di auto-regolamentazione o co-regolamentazione.
2-quater. Le imprese di cui al comma 2-bis diffondono, all’occorrenza, informazioni gratuite di pubblico interesse agli attuali e nuovi contraenti tramite gli stessi canali normalmente utilizzati dalle imprese per le loro comunicazioni con i contraenti. In tal caso, dette informazioni sono fornite dall’Autorità in forma standardizzata e riguardano fra l’altro:
a) gli utilizzi più comuni dei servizi di comunicazione elettronica per attività illegali e per la diffusione di contenuti dannosi, in particolare quelli che possono attentare al rispetto degli altrui diritti e libertà. Rientrano in questa categoria le violazioni del diritto d’autore e dei diritti connessi e le informazioni sulle conseguenze giuridiche di tali atti; nonché;
b) i mezzi di protezione contro i rischi per la sicurezza personale, per la vita privata e per i dati personali nella fruizione di servizi di comunicazione elettronica.”.

 

Art. 51 Qualità del servizio

1. All’articolo 72 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. L’Autorità, dopo aver effettuato la consultazione di cui all’articolo 83, può prescrivere alle imprese fornitrici di reti o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di pubblicare, a uso degli utenti finali, informazioni comparabili, adeguate ed aggiornate sulla qualità dei servizi offerti e sulle misure adottate per assicurare un accesso equivalente per gli utenti finali disabili. Le informazioni sono comunicate, a richiesta, anche all’Autorità prima della pubblicazione.”;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. L’Autorità può precisare, tra l’altro, i parametri di qualità del servizio da misurare, nonché il contenuto, la forma e le modalità della pubblicazione, compresi meccanismi di certificazione della qualità, per garantire che gli utenti finali, inclusi gli utenti finali disabili, abbiano accesso ad informazioni complete, comparabili e di facile consultazione, anche utilizzando i parametri, le definizioni e i metodi di misura indicati nell’allegato n. 6.”;
c) dopo il comma 2 sono aggiunti, in fine, i seguenti:
” 2-bis. Per impedire il degrado del servizio e la limitazione o il rallentamento del traffico di rete, l’Autorità può imporre prescrizioni in materia di qualità minima del servizio all’impresa o alle imprese che forniscono reti di comunicazione pubbliche.
2-ter. L’Autorità fornisce alla Commissione europea, con largo anticipo rispetto alla fissazione delle prescrizioni di cui al comma 2-bis, una sintesi delle ragioni alla base dell’intervento, le misure previste e l’impostazione proposta. Dette informazioni sono rese disponibili anche al BEREC.
2-quater. Nel deliberare sulle prescrizioni di cui al comma 2-bis del presente articolo, l’Autorità tiene nella massima considerazione le osservazioni o raccomandazioni eventualmente formulate dalla Commissione europea in esito alla comunicazione di cui al comma 2.”.

 

Art. 52 Disponibilità di servizi

1. All’articolo 73 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Disponibilità di servizi”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Il Ministero stabilisce le misure necessarie per garantire la più ampia disponibilità possibile dei servizi telefonici accessibili al pubblico forniti attraverso le reti pubbliche di comunicazioni, in caso di incidenti gravi di rete o nei casi di forza maggiore. Le imprese fornitrici di servizi telefonici accessibili al pubblico devono adottare tutte le misure necessarie per garantire l’accesso ininterrotto ai servizi di emergenza.”.

 

Art. 53 Garanzia di accesso e di scelta equivalenti per gli utenti finali disabili

1. Dopo l’articolo 73 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“Art. 73-bis
(Garanzia di accesso e di scelta equivalenti per gli utenti finali disabili)
1. L’Autorità, ove opportuno, può specificare le prescrizioni che le imprese che forniscono servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico devono rispettare affinché gli utenti finali disabili:
a) possano avere un accesso ai servizi di comunicazione elettronica equivalente a quello della maggior parte degli utenti finali; e;
b) beneficiare della gamma di imprese e servizi a disposizione della maggior parte degli utenti finali.
2. Per essere in grado di adottare ed attuare norme specifiche per gli utenti finali disabili, vengono predisposte apparecchiature terminali che offrono i servizi e le funzionalità necessarie.”.

 

Art. 54 Servizi di consultazione degli elenchi telefonici

1. All’articolo 75 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Servizi di consultazione degli elenchi telefonici”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. L’Autorità provvede affinché sia rispettato il diritto degli abbonati ai servizi telefonici accessibili al pubblico ad essere inseriti negli elenchi di cui all’articolo 55, comma 1, lettera a), e le informazioni che li riguardano siano messe a disposizione dei fornitori di elenchi o di servizi di consultazione ai sensi del comma 2 del presente articolo.”;
c) al comma 2 le parole: “agli abbonati” sono sostituite dalle seguenti: “ai contraenti”;
d) il comma 3 è sostituito dal seguente:
“3. L’Autorità provvede affinché sia rispettato il diritto di tutti gli utenti finali dotati di un servizio telefonico accessibile al pubblico di accedere ai servizi di consultazione elenchi. A tal fine, l’Autorità può imporre obblighi alle imprese che controllano l’accesso agli utenti finali per la fornitura di servizi di consultazione elenchi in conformità alle disposizioni dell’articolo 55. Detti obblighi e condizioni sono obiettivi, equi, trasparenti e non discriminatori.”;
e) il comma 4 è sostituito dal seguente:
“4. Gli utenti finali degli altri Stati membri hanno diritto di accedere direttamente ai servizi di consultazione elenchi abbonati di cui all’articolo 55 tramite chiamata vocale o SMS a norma dell’articolo 78.”.

 

Art. 55 Disposizioni per favorire l’attuazione del numero di emergenza unico europeo

1. Dopo l’articolo 75 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“Art. 75-bis
(Disposizioni per favorire l’attuazione del numero di emergenza unico europeo)
1. Al Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, sono attribuiti poteri di indirizzo e coordinamento per l’individuazione e l’attuazione delle iniziative volte alla piena realizzazione del numero di emergenza unico europeo di cui all’articolo 26 della direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2009, anche attraverso il ricorso ai centri unici di risposta. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 76 il Ministero esercita le attribuzioni conferite dal medesimo articolo nei confronti degli operatori delle telecomunicazioni, ai fini dell’attuazione delle iniziative individuate ai sensi del presente articolo.
2. Per l’esercizio dei poteri di cui al comma 1, il Ministro dell’interno si avvale di una commissione consultiva costituita presso il medesimo Ministero e composta dai rappresentanti del Ministero dell’interno, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche europee, dei Ministeri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, della salute e della difesa nonché dai rappresentanti designati dalla Conferenza Stato-Regioni. Ai componenti della commissione non spetta alcun compenso e rimborso spese.
3. Ai fini di quanto previsto al comma 1, possono essere stipulati protocolli d’intesa con le regioni interessate, anche per l’utilizzo di strutture già esistenti.”.

 

Art. 56 Servizi di emergenza e numero di emergenza unico europeo

1. All’articolo 76 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Servizi di emergenza e numero di emergenza unico europeo”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Il Ministero provvede affinché tutti gli utenti finali dei servizi di cui al comma 1-bis, compresi gli utenti di telefoni pubblici a pagamento, possano chiamare gratuitamente i servizi di soccorso digitando il numero di emergenza unico europeo ‘112’ e qualunque numero di emergenza nazionale. Le chiamate al numero di emergenza unico europeo ‘112’ devono ricevere adeguata risposta ed essere trattate nel modo più conforme alla struttura dei servizi di soccorso. Tali chiamate ricevono risposte e un trattamento con la stessa rapidità ed efficacia riservate alle chiamate al numero o ai numeri di emergenza nazionali, se questi continuano ad essere utilizzati. I numeri di emergenza nazionali sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita l’Autorità in merito alla disponibilità dei numeri, e sono recepiti dall’Autorità nel piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica.”;
c) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
“1-bis. Il Ministero, in consultazione con i fornitori dei servizi di emergenza, provvede affinché sia garantito un accesso ai servizi di emergenza da parte delle imprese che forniscono un servizio di comunicazione elettronica che permette di effettuare chiamate nazionali verso uno o più numeri che figurano nel piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica.”;
d) il comma 3 è sostituito dal seguente:
“3. Il Ministero provvede che venga assicurata ai cittadini un’informazione adeguata in merito all’esistenza e all’uso del numero di emergenza unico europeo ‘112’, in particolare attraverso iniziative rivolte specificamente alle persone che viaggiano da uno Stato membro all’altro.”;
e) dopo il comma 3 sono aggiunti, in fine, i seguenti:
” 3-bis. Il Ministero provvede affinché l’accesso per gli utenti finali disabili ai servizi di emergenza sia equivalente a quello degli altri utenti finali. Per assicurare che gli utenti finali disabili possano accedere ai servizi di emergenza mentre si trovano in Stati membri diversi dal proprio, le misure adottate a tal fine si basano quanto più possibile sulle norme o specifiche europee pubblicate conformemente all’articolo 17 della direttiva 2002/21/CE. Tali misure non impediscono al Ministero di adottare ulteriori prescrizioni al fine di perseguire gli obiettivi di cui al presente articolo.
3-ter. Il Ministero provvede affinché le imprese interessate mettano gratuitamente a disposizione dell’autorità incaricata delle chiamate di emergenza le informazioni sulla localizzazione del chiamante nel momento in cui la chiamata raggiunge tale autorità. Ciò si applica altresì per ogni chiamata al numero di emergenza unico europeo ‘112’. Il Ministero estende tale obbligo alle chiamate a numeri di emergenza nazionali. Il Ministero definisce i criteri per l’esattezza e l’affidabilità delle informazioni fornite sulla localizzazione del chiamante.”.

 

Art. 57 Prefissi telefonici internazionali

1. L’articolo 77 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“Art. 77 (Prefissi telefonici internazionali). – 1. Il prefisso ’00’ costituisce il prefisso internazionale normalizzato. L’Autorità può introdurre o mantenere in vigore disposizioni specifiche relative alle chiamate telefoniche tra località contigue situate sui due versanti della frontiera tra due Stati membri. Gli utenti finali di tali località sono adeguatamente informati dell’esistenza di tali disposizioni.
2. L’Autorità provvede affinché gli operatori esercenti reti telefoniche pubbliche, consentendo le chiamate internazionali, gestiscano qualsiasi chiamata effettuata da o verso lo spazio di numerazione telefonica europeo (ETNS), applicando tariffe analoghe a quelle per le chiamate da e verso altri Stati membri.”.

 

Art. 58 Numeri armonizzati destinati a servizi armonizzati a valenza sociale, compreso il numero delle hotline destinate ai minori scomparsi

1. Dopo l’articolo 77 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
” Art. 77-bis
(Numeri armonizzati destinati a servizi armonizzati a valenza sociale, compreso il numero delle hotline destinate ai minori scomparsi)
1. I Ministeri competenti per materia promuovono i numeri specifici nell’arco di numerazione che inizia con il ‘116’ identificati nella decisione 2007/116/CE della Commissione europea, del 15 febbraio 2007, che riserva l’arco di numerazione nazionale che inizia con il 116 a numeri armonizzati destinati a servizi armonizzati a valenza sociale e resi disponibili dall’Autorità. Essi incoraggiano la prestazione dei servizi per cui tali numeri sono riservati.
2. I Ministeri competenti per materia provvedono affinché gli utenti finali disabili possano avere un accesso più ampio possibile ai servizi forniti nell’arco della numerazione che inizia con il ‘116’. Le misure adottate per facilitare l’accesso degli utenti disabili a tali servizi mentre viaggiano in altri Stati membri sono fondate sul rispetto delle norme o specifiche attinenti pubblicate a norma dell’articolo 20 del Codice.
3. I Ministeri competenti per materia provvedono affinché i cittadini siano opportunamente informati circa l’esistenza e l’utilizzazione dei servizi forniti nell’ambito dell’arco di numerazione ‘116’, in particolare mediante iniziative specificatamente destinate a persone che viaggiano tra gli Stati membri.
4. I Ministeri competenti per materia si adoperano per garantire ai cittadini l’accesso a un servizio dedicato per denunciare casi di minori scomparsi, aggiuntivo rispetto alle misure di applicazione generale relative a tutti i numeri nell’arco di numerazione ‘116’ adottate a norma dei commi 1, 2 e 3. Tale servizio sarà disponibile sul numero 116000.”.

 

Art. 59 Accesso a numeri e servizi

1. All’articolo 78 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Accesso a numeri e servizi”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
” 1. Ove ciò sia tecnicamente ed economicamente fattibile e salvo il caso in cui un contraente chiamato abbia scelto, per ragioni commerciali, di limitare l’accesso da parte di chiamanti ubicati in determinate zone geografiche, ovvero con riferimento ad accessi effettuati da numerazioni non geografiche l’Autorità assume tutte le misure necessarie per assicurare che gli utenti finali siano in grado di:
a) accedere e utilizzare i servizi associati a numeri non geografici appartenenti ai Piani di numerazione telefonica nazionali presenti all’interno dell’Unione europea; nonché;
b) accedere a tutti i numeri forniti nell’Unione europea, a prescindere dalla tecnologia e dai dispositivi utilizzati dall’operatore, compresi quelli dei piani di numerazione telefonica nazionali, quelli dello ETNS e i numeri verdi internazionali universali (UIFN).”;
c) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
” 1-bis. L’Autorità può imporre alle imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di bloccare l’accesso a numeri o servizi caso per caso, ove ciò sia giustificato da motivi legati a frodi o abusi, e imporre che in simili casi i fornitori di servizi di comunicazione elettronica trattengano i relativi ricavi da interconnessione o da altri servizi.”.

 

Art. 60 Fornitura di prestazioni supplementari

1. All’articolo 79 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Fatto salvo l’articolo 60, comma 2, l’Autorità, sentite le parti interessate, può obbligare gli operatori che forniscono servizi telefonici accessibili al pubblico o accesso a reti di comunicazione pubbliche a mettere a disposizione degli utenti finali le prestazioni elencate nell’allegato n. 4, parte B, se ciò è fattibile sul piano tecnico e praticabile su quello economico, come pure, tutte o parte delle prestazioni supplementari elencate nell’allegato n. 4, parte A.”;
b) il comma 3 è abrogato.

 

Art. 61 Agevolare il cambiamento di fornitore

1. All’articolo 80 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Agevolare il cambiamento di fornitore”;
b) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. L’Autorità provvede affinché tutti i contraenti con numeri appartenenti al piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica che ne facciano richiesta conservino il proprio o i propri numeri indipendentemente dall’impresa fornitrice del servizio, a norma di quanto disposto all’allegato n. 4, parte C.”;
c) il comma 2 è abrogato;
d) il comma 3 è sostituito dal seguente:
“3. L’Autorità provvede affinché la tariffazione tra operatori o fornitori di servizi in relazione alla portabilità del numero, qualora prevista, sia orientata ai costi e gli eventuali oneri diretti posti a carico dei contraenti non agiscano da disincentivo al cambiamento del fornitore di servizi da parte dei contraenti.”;
e) dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti:
” 4-bis. L’Autorità provvede affinché il trasferimento dei numeri e la loro successiva attivazione sono effettuati nel più breve tempo possibile. In ogni caso, i contraenti che abbiano concluso un accordo per il trasferimento del proprio numero a una nuova impresa hanno diritto di ottenere l’attivazione del numero in questione entro un giorno lavorativo.
4-ter. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1, l’Autorità può stabilire il processo globale della portabilità del numero, tenendo conto delle disposizioni nazionali in materia di contratti, della fattibilità tecnica e della necessità di assicurare al contraente la continuità del servizio. In ogni caso, l’interruzione del servizio durante le operazioni di trasferimento non può superare un giorno lavorativo. L’Autorità prende anche in considerazione, se necessario, misure che assicurino la tutela dei contraenti durante tutte le operazioni di trasferimento, evitando altresì il trasferimento ad altro operatore contro la loro volontà. L’Autorità provvede affinché siano previste sanzioni adeguate per le imprese, tra cui l’obbligo di risarcire i clienti in caso di ritardo nel trasferimento del numero o in caso di abuso di trasferimento da parte delle imprese o in nome di queste.
4-quater. L’Autorità provvede affinché i contratti conclusi tra consumatori e imprese che forniscono servizi di comunicazione elettronica non devono imporre un primo periodo di impegno iniziale superiore a 24 mesi. L’Autorità provvede altresì affinché le imprese offrano agli utenti la possibilità di sottoscrivere un contratto della durata massima di dodici mesi.
4-quinquies. L’Autorità provvede affinché le condizioni e le contratte modalità di esercizio del diritto di recesso non agiscano da disincentivo al cambiamento di fornitore di servizi.”.

 

Art. 62 Obblighi di trasmissione

1. L’articolo 81 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“Art. 81
(Obblighi di trasmissione)
1. Il Ministero può imporre obblighi di trasmissione ragionevoli, per specifici canali radiofonici e televisivi e servizi complementari, specialmente servizi di accessibilità destinati a consentire un accesso adeguato agli utenti finali disabili, alle imprese soggette alla loro giurisdizione che forniscono reti di comunicazione elettronica destinate alla distribuzione di servizi di diffusione televisiva o radiofonica al pubblico, se un numero significativo di utenti finali di tali reti le utilizza come mezzo principale di ricezione di tali servizi televisivi o radiofonici. Tali obblighi sono imposti solo se necessari a soddisfare precisi obiettivi di interesse generale, definiti in modo chiaro dal Ministero e se sono proporzionati e trasparenti.
2. Il Ministero sottopone a riesame gli obblighi di trasmissione con periodicità regolare.”.

 

Art. 63 Consultazione dei soggetti interessati

1. All’articolo 83 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 11, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, tengono conto, attraverso meccanismi di consultazione pubblica, del parere degli utenti finali, dei consumatori, delle associazioni dei consumatori e degli utenti inclusi in particolare gli utenti disabili, delle aziende manifatturiere e delle imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica nelle questioni attinenti ai diritti degli utenti finali e dei consumatori in materia di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, in particolare quando hanno un impatto significativo sul mercato. In particolare, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, istituiscono un meccanismo di consultazione pubblica che garantisca che nell’ambito delle proprie decisioni sulle questioni attinenti a tutti i diritti degli utenti finali e dei consumatori in materia di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico si tenga adeguatamente conto degli interessi dei consumatori nelle comunicazioni elettroniche.”;
b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
“2-bis. Ai fini della promozione degli obiettivi della politica culturale e dei media, quali ad esempio la diversità culturale e linguistica e il pluralismo dei media, il Ministero e l’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, promuovono la cooperazione fra le imprese fornitrici di reti o servizi di comunicazione elettronica e i settori interessati alla promozione di contenuti legittimi su tali reti e servizi. Tale cooperazione può includere il coordinamento delle informazioni di pubblico interesse da fornire a norma dell’articolo 71, comma 2-quater, e dell’articolo 70, comma 1 e 3.”.

 

Art. 64 Risoluzione extragiudiziale delle controversie

1. All’articolo 84 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
” 1. L’Autorità, ai sensi dell’articolo 1, commi 11, 12 e 13, della legge 31 luglio 1997, n. 249, adotta procedure extragiudiziali trasparenti, non discriminatorie, semplici e poco costose per l’esame delle controversie tra i consumatori e le imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica, relative alle disposizioni di cui al presente Capo ed inerenti alle condizioni contrattuali o all’esecuzione dei contratti riguardanti la fornitura di tali reti o servizi. Tali procedure consentono una equa e tempestiva risoluzione delle controversie prevedendo, nei casi giustificati, un sistema di rimborso o di indennizzo, fermo restando la tutela giurisdizionale dei contraenti prevista dalla vigente normativa.”;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:
” 2-bis. Al di fuori delle forme di tutela e delle procedure stabilite dall’Autorità ai sensi dei commi 1 e 2 l’interessato può rivolgersi all’Autorità per rappresentare una violazione delle disposizioni nelle materie di competenza dell’Autorità e richiederne l’intervento secondo le modalità stabilite dall’Autorità.”;
c) al comma 4, dopo le parole: “risoluzione giudiziale delle controversie” sono inserite le seguenti: “nonché le procedure di cui agli articoli 139, 140, 140-bis del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante il Codice del consumo”.

 

Art. 65 Notifica alla Commissione europea

1. Il comma 2 dell’articolo 85 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente: “2. L’Autorità notifica alla Commissione europea gli obblighi di servizio universale imposti alle imprese designate quali imprese soggette ad obblighi di servizio universale. Ogni eventuale cambiamento avente un’incidenza su tali obblighi o sulle imprese soggette alle disposizioni del presente Capo è notificato senza indugio alla Commissione europea.”.

 

Art. 66 Infrastrutture di comunicazione elettronica e diritti di passaggio

1. Al comma 1 dell’articolo 86 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, dopo le parole: “adottano senza indugio” sono inserite le seguenti: “e, in ogni caso, entro sei mesi dalla richiesta, salvo per i casi di espropriazione,” e dopo le parole: “rispettano procedure” sono inserite le seguenti: “semplici, efficaci,”.

 

Art. 67 Coubicazione e condivisione di infrastrutture

1. All’articolo 89 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Quando un operatore che fornisce reti di comunicazione elettronica ha il diritto di installare infrastrutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse, oppure può avvalersi di disposizioni in materia di limitazioni legali della proprietà, servitù ed espropriazione di cui al presente Capo, l’Autorità, anche mediante l’adozione di specifici regolamenti, può imporre la condivisione di tali infrastrutture o proprietà, nel pieno rispetto del principio di proporzionalità, ivi compresi tra l’altro edifici o accesso a edifici, cablaggio degli edifici, piloni, antenne, torri e altre strutture di supporto, condotti, guaine, pozzetti e armadi di distribuzione.”;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. Fermo quanto disposto in materia di coubicazione e condivisione di infrastrutture e di coordinamento di lavori dalla legge 1° agosto 2002, n. 166, e dal comma 3 del presente articolo, l’Autorità può richiedere ed eventualmente imporre ai titolari dei diritti di cui al comma 1 di condividere le strutture o la proprietà, compresa la coubicazione fisica, o di adottare misure volte a facilitare il coordinamento di lavori pubblici per tutelare l’ambiente, la salute pubblica, la pubblica sicurezza o per realizzare obiettivi di pianificazione urbana o rurale e soltanto dopo un adeguato periodo di pubblica consultazione ai sensi dell’articolo 11 nel corso del quale tutte le parti interessate devono poter esprimere il proprio parere. Tali disposizioni su condivisione o coordinamento possono comprendere regole sulla ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà.”;
c) dopo il comma 5 sono aggiunti, in fine, i seguenti:
” 5-bis. L’Autorità, previo adeguato periodo di consultazione pubblica nel corso del quale tutte le parti interessate hanno la possibilità di esprimere le proprie opinioni, può imporre obblighi in relazione alla condivisione del cablaggio all’interno degli edifici o fino al primo punto di concentrazione o di distribuzione, qualora esso si trovi al di fuori dell’edificio, ai titolari dei diritti di cui al comma 1 o al proprietario di tale cablaggio, se ciò è giustificato dal fatto che la duplicazione di tale infrastruttura sarebbe economicamente inefficiente o fisicamente impraticabile. Tra queste disposizioni in materia di condivisione o coordinamento possono rientrare norme sulla ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà, adattate se del caso in funzione dei rischi.
5-ter. Il Ministero, tenendo informata l’Autorità, può richiedere alle imprese di fornire le informazioni necessarie per elaborare un inventario dettagliato della natura, disponibilità e ubicazione geografica delle strutture di cui al comma 1, e metterlo a disposizione delle parti interessate e dell’Autorità medesima.
5-quater. I provvedimenti adottati dall’Autorità o dal Ministero conformemente al presente articolo sono obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.”.

 

Art. 68 Divieto di imporre altri oneri

1. L’articolo 93 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“Art. 93
(Divieto di imporre altri oneri)
1. Le Pubbliche Amministrazioni, le Regioni, le Province ed i Comuni non possono imporre per l’impianto di reti o per l’esercizio dei servizi di comunicazione elettronica, oneri o canoni che non siano stabiliti per legge.
2. Gli operatori che forniscono reti di comunicazione elettronica hanno l’obbligo di tenere indenne la Pubblica Amministrazione, l’Ente locale, ovvero l’Ente proprietario o gestore, dalle spese necessarie per le opere di sistemazione delle aree pubbliche specificamente coinvolte dagli interventi di installazione e manutenzione e di ripristinare a regola d’arte le aree medesime nei tempi stabiliti dall’Ente locale. Nessun altro onere finanziario, reale o contributo può essere imposto, in conseguenza dell’esecuzione delle opere di cui al Codice o per l’esercizio dei servizi di comunicazione elettronica, fatta salva l’applicazione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, oppure del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, calcolato secondo quanto previsto dal comma 2, lettere e) ed f), del medesimo articolo, ovvero dell’eventuale contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui all’articolo 47, comma 4, del predetto decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507.”.

 

Art. 69 Attività soggette ad autorizzazione generale

1. Il numero 3) della lettera c) del comma 1 dell’articolo 104 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è soppresso.

 

Art. 70 Libero uso e Banda cittadina – CB

1. Alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 105 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “nell’ambito del fondo, ai sensi dell’articolo 99, comma 5″ sono soppresse ed alla lettera p) dopo le parole:”banda cittadina – CB” sono inserite le seguenti “o assimilate”.

2. Il comma 4 dell’articolo 145 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. Alla dichiarazione è allegata, per i minorenni non emancipati, la dichiarazione di consenso e di assunzione delle responsabilità civili da parte di chi esercita la potestà o la tutela.”.

 

Art. 71 Elenco esaustivo delle condizioni che possono corredare le autorizzazioni generali (Parte A), i diritti di uso delle frequenze radio (Parte B) e i diritti di uso delle numerazioni (Parte C) come precisato agli articoli 28, comma 1 e 33, comma 1, entro i limiti consentiti ai sensi degli articoli 10, 11, 12, 13 e 14 del Codice

1. Il punto 4, della Parte A, dell’Allegato n.1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“4. garantire l’accessibilità dei numeri del piano nazionale di numerazione, dei servizi di comunicazione elettronica dei numeri dello spazio di numerazione telefonica europeo, dei numeri verdi internazionali universali e, se tecnicamente ed economicamente fattibile, dei piani di numerazione di altri Stati membri per l’utente finale nonché le condizioni conformemente al Capo IV del Titolo II del Codice”.

2. Il punto 8, della Parte A, dell’Allegato n. 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“8. rispettare le norme sulla tutela dei consumatori specifiche del settore delle comunicazioni elettroniche, ivi comprese le condizioni in conformità al Capo IV del Titolo II del Codice e le condizioni relative all’accessibilità per gli utenti disabili in conformità all’articolo 57 del Codice”.

3. Dopo il punto 11, della Parte A, dell’Allegato n. 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“11-bis. garantire le comunicazioni delle autorità pubbliche per avvisare il pubblico di minacce imminenti e per attenuare le conseguenze di gravi calamità.”.

4. Il punto 12, della Parte A, dell’Allegato n. 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“12. garantire le comunicazioni, in caso di catastrofi naturali o di emergenze nazionali, tra i servizi di emergenza e le autorità, nonché le trasmissioni radiotelevisive destinate al pubblico”.

5. Al punto 15, della Parte A, dell’Allegato n.1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615” sono sostituite dalle seguenti: “decreto legislativo 2 novembre 2007, n. 194, e del decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269”.

6. Dopo il punto 18, della Parte A, dell’Allegato n. 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“18-bis. obblighi di trasparenza per i fornitori di reti di comunicazioni pubbliche che forniscono al pubblico servizi di comunicazione elettronica al fine di garantire la connessione punto a punto, conformemente agli obiettivi ed ai principi di cui all’articolo 13 del Codice, la divulgazione delle eventuali condizioni che limitano l’accesso ai servizi e alle applicazioni o il loro utilizzo qualora tali condizioni siano previste in conformità con il diritto dell’Unione europea nonché, ove necessario e proporzionato, l’accesso da parte delle autorità di regolamentazione alle informazioni necessarie per verificare l’accuratezza della divulgazione.”.

7. Il punto 1, della Parte B, dell’Allegato n.1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente: “1. obbligo di fornire un servizio o di utilizzare un tipo di tecnologia per il quale sono stati concessi i diritti d’uso della frequenza, compresi, se del caso, i requisiti di copertura e di qualità.”.

8. Il punto 2, della Parte B, dell’Allegato n.1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“2. uso effettivo ed efficiente dei numeri in conformità al Capo II del Titolo I del Codice”.

9. Dopo il punto 8, della Parte B, dell’Allegato n.1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito il seguente:
“8-bis. obblighi specifici di un uso sperimentale delle radiofrequenze”.

10. Il punto 1, della Parte C, dell’Allegato n. 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. la designazione del servizio per il quale è utilizzato il numero, ivi compresa qualsiasi condizione connessa alla fornitura di tale servizio, per evitare dubbi, principi tariffari e prezzi massimi che si possono applicare alla serie di numeri specifici al fine di garantire la tutela del consumatore conformemente all’articolo 13 del Codice.”.

11. Al punto 4, della Parte C, dell’Allegato n. 1, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “degli abbonati” sono sostituite dalle seguenti: “dei contraenti”.

 

Art. 72 Elenco minimo di voci da includere nell’offerta di riferimento relativa all’accesso all’ingrosso all’infrastruttura di rete, compreso l’accesso condiviso o pienamente disaggregato alla rete compreso l’accesso condiviso o pienamente disaggregato alla rete compreso l’accesso condiviso o pienamente disaggregato alla rete mercato, ai sensi dell’articolo 46 del Codice

1. La rubrica dell’Allegato n. 3 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente: “Elenco minimo di voci da includere nell’offerta di riferimento relativa all’accesso all’ingrosso all’infrastruttura di rete, compreso l’accesso condiviso o pienamente disaggregato alla rete locale in postazione fissa che deve essere pubblicato dagli operatori notificati che detengano un significativo potere di mercato, ai sensi dell’articolo 46 del Codice.”.

2. La lettera a), dell’introduzione dell’Allegato n. 3, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“a) ‘sottorete localè, una rete locale parziale che collega il punto terminale della rete ad un punto di concentrazione o a un determinato punto di accesso intermedio della rete di comunicazione elettronica pubblica fissa;”.

3. La lettera c), dell’introduzione dell’Allegato n. 3, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“c) ‘accesso completamente disaggregato alla rete localè, la fornitura a un beneficiario dell’accesso alla rete locale o alla sottorete locale dell’operatore SPM che consenta l’uso dell’intera capacità dell’infrastruttura di rete;”.

4. La lettera d), dell’introduzione dell’Allegato n. 3, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“d) ‘accesso condiviso alla rete localè, la fornitura a un beneficiario dell’accesso alla rete locale o alla sottorete locale dell’operatore SPM che consenta l’uso di una parte specifica delle capacità dell’infrastruttura di rete, come una parte delle frequenze o simili”.

5. Il punto 1, della Parte A, dell’Allegato n. 3, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
” 1. Elementi della rete cui è offerto l’accesso tra cui, in particolare, i seguenti elementi con le appropriate installazioni afferenti:
a) accesso disaggregato alle reti locali (totale e condiviso);
b) accesso disaggregato alle sottoreti locali (totale e condiviso), compreso, se del caso, l’accesso agli elementi della rete che non sono attivi ai fini dello sviluppo di reti cablate;
c) se del caso, accesso ai condotti che consente lo sviluppo di reti di accesso.”.

6. Il punto 2, della Parte A, dell’Allegato n. 3, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“2. Informazioni relative all’ubicazione dei punti di accesso fisici inclusi armadi e quadri di distribuzione, disponibilità di reti locali sottoreti e connessioni cablate in parti specifiche della rete di accesso e, se del caso, informazioni relative all’ubicazione di condotti e alla disponibilità nei condotti.”.

7. Il punto 3, della Parte A, dell’Allegato n. 3, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“3. Condizioni tecniche relative all’accesso alle reti e alle sottoreti locali e alla loro utilizzazione, ivi incluse le caratteristiche tecniche della coppia elicoidale o della fibra ottica o simili, dei distributori di cavi, condotti e relative installazioni, e, se del caso, le condizioni tecniche relative all’accesso ai condotti.”.

8. Il punto 1, della Parte B, dell’Allegato n. 3, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Informazioni sui siti pertinenti dell’operatore notificato come avente significativo potere di mercato o sull’ubicazione della sua attrezzatura e relativo aggiornamento programmato [1].”.

 

Art. 73 Descrizione delle prestazioni e dei servizi citati all’articolo 60 (controllo delle spese), all’articolo 79 (fornitura di prestazioni supplementari) e all’articolo 80 (agevolare il cambiamento di fornitore) del Codice

1. La rubrica dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente: “Descrizione delle prestazioni e dei servizi citati all’articolo 60 (controllo delle spese), all’articolo 79 (fornitura di prestazioni supplementari) e all’articolo 80 (agevolare il cambiamento di fornitore) del Codice”.

2. Alla lettera a), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “decreto legislativo 28 dicembre 2001, n. 467” sono sostituite dalle seguenti: “decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196”; le parole: “ai consumatori” sono sostituite dalle seguenti: “ai contraenti”; dopo la parola “opportuno,” le parole: “gli abbonati”, sono sostituite dalle seguenti: “i contraenti”; le parole: “per l’abbonato” sono sostituite dalle seguenti: “per il contraente”; le parole: “dell’abbonato” sono sostituite dalle seguenti: “del contraente”.

3. Alla lettera b), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, dopo le parole: “Prestazione gratuita alla quale”, le parole: “l’abbonato”, sono sostituite dalle seguenti: “il contraente”.

4. Alla lettera e), della Parte A, dell’Allegato n.4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le parole: “l’abbonato” sono sostituite dalle seguenti: “il contraente”.

5. Il punto i), della lettera a), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“i) di verificare e controllare le spese generate dall’uso della rete di comunicazione pubblica in postazione fissa o dei corrispondenti servizi telefonici accessibili al pubblico e”.

6. La rubrica della lettera b), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
“b) Sbarramento selettivo delle chiamate in uscita o di MMS o SMS premium o, ove ciò sia tecnicamente fattibile, altri tipi di applicazioni analoghe (servizio gratuito)”.

7. Alla lettera b), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito, in fine, il seguente periodo: “oppure l’invio di MMS o SMS premium o altri tipi di applicazioni analoghe verso queste destinazioni.”.

8. La lettera c), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
” c) Sistemi di pagamento anticipato;
L’Autorità può obbligare le imprese designate a proporre ai consumatori modalità di pagamento anticipato per l’accesso alla rete di comunicazione pubblica e per l’uso dei servizi telefonici accessibili al pubblico.”.

9. La lettera d), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
” d) Pagamento rateale del contributo di allacciamento;
L’Autorità può imporre alle imprese designate l’obbligo di autorizzare i consumatori a scaglionare nel tempo il pagamento del contributo di allacciamento alla rete di comunicazione pubblica.”.

10. Alla lettera e), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, dopo le parole: “fatture non pagate” sono aggiunte le seguenti: “emesse dalle imprese”.

11. Dopo la lettera e), della Parte A, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono inserite le seguenti:
“e-bis) Consigli tariffari;
La procedura in base alla quale i contraenti possono chiedere all’impresa di fornire informazioni su tariffe alternative più economiche, se disponibili;
e-ter) Controllo dei costi;
La procedura in base alla quale le imprese offrono strategie diverse, se ritenute idonee dall’Autorità, per tenere sotto controllo i costi dei servizi telefonici accessibili al pubblico, tra cui sistemi gratuiti di segnalazione ai consumatori di consumi anomali o eccessivi.”.

12. La lettera a), della Parte B, dell’Allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituita dalla seguente:
” a) Composizione mediante tastiera o DTMF (segnalazione bitonale a più frequenze);
La rete di comunicazione pubblica consente l’uso di apparecchi a tonalità DTMF (raccomandazione ETSI ETR 207) per la segnalazione da punto a punto in tutta la rete.”.

13. Dopo la Parte B, dell’allegato n. 4, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è aggiunta la seguente.
“Parte B-bis: Attuazione delle disposizioni relative alla portabilità del numero di cui all’articolo 80.
La prescrizione in base alla quale tutti i contraenti con numeri telefonici appartenenti al piano di numerazione nazionale dei servizi di comunicazione elettronica che ne facciano richiesta devono poter conservare il proprio o i propri numeri indipendentemente dall’impresa fornitrice del servizio si applica.
a) nel caso di numeri geografici, in un luogo specifico; e.
b) nel caso di numeri non geografici, in qualsiasi luogo.
La presente parte non si applica alla portabilità del numero tra reti che forniscono servizi in postazione fissa e reti mobili.”.

 

Art. 74 Informazioni da pubblicare a norma dell’articolo 71 del Codice

1. Nell’Allegato n. 5, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, la parola: “telefoniche” è sostituita dalle seguenti: “di comunicazione”.

2. Il punto 1, dell’Allegato n. 5, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Nome e indirizzo dell’impresa o delle imprese.
Nome e indirizzo della sede centrale delle imprese fornitrici di reti di comunicazione pubbliche o di servizi telefonici accessibili al pubblico.”.

3. La rubrica del comma 2 è sostituita dalla seguente: “Servizi offerti” e i punti: “2.1, 2.2 e 2.5”, del comma 2, dell’Allegato n. 5, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono sostituiti dai seguenti:
” 1. Portata dei servizi offerti.
2. Tariffe generali.
Le tariffe coprono accesso, costi di utenza, manutenzione e informazioni sugli sconti e sulle formule tariffarie speciali o destinate a categorie di utenti specifiche ed eventuali costi supplementari, nonché sui costi relativi alle apparecchiature terminali.
5. Condizioni contrattuali generali.
Comprendono, se del caso, disposizioni in merito alla durata minima del contratto, alla cessazione del contratto e alle procedure e costi diretti legati alla portabilità dei numeri e di altri identificatori, se pertinenti.”.

 

Art. 75 Parametri, definizioni e metodi di misura previsti agli articoli 61 e 72 del Codice per quanto riguarda i tempi di fornitura e la qualità del servizio

1. L’allegato n. 6 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dall’allegato 1 al presente decreto.

 

Art. 76 Interoperabilità delle apparecchiature di televisione digitale di consumo, (ai sensi dell’articolo 74 del Codice)

1. L’alinea del punto 1, dell’allegato n. 7, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dal seguente:
“1. Algoritmo comune di scomposizione e ricezione in chiaro.
Tutte le apparecchiature dei consumatori destinate alla ricezione dei segnali della televisione digitale (ad esempio trasmissione terrestre, via cavo o via satellite destinata principalmente alla ricezione fissa come DVB-T, DVB-C o DVB-S), messe in vendita, in locazione o messe a disposizione in altro modo nell’Unione europea, in grado di ricomporre i segnali di televisione digitale, consentono:”.

 

Art. 77 Requisiti per l’insieme minimo di linee affittate di cui all’articolo 68 del Codice

1. L’allegato n. 8 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è abrogato.

 

Art. 78 Dichiarazione per l’offerta al pubblico di reti e servizi di comunicazione elettronica di cui all’articolo 25 del Codice

1. L’allegato n. 9 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è sostituito dall’allegato 2 al presente decreto.

 

Art. 79 Criteri che l’Autorità deve utilizzare nell’accertare l’esistenza di una posizione dominante collettiva ai sensi dell’articolo 17, comma 3

1. Dopo l’allegato n. 26, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, è inserito l’allegato 3 al presente decreto.

 

CAPO II
Norme di coordinamento del codice delle comunicazioni elettroniche

Art. 80 Norme integrative e di coordinamento

1. Al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 6 dell’articolo 55 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
b) al comma 1 dell’articolo 60 la parola: “abbonato” è sostituita dalla seguente: “contraente”;
c) al comma 1 dell’articolo 82 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
d) al comma 3) dell’articolo 87 le parole: “denuncia di inizio attività”, sono sostituite dalle seguenti: “segnalazione certificata di inizio attività”;
e) al comma 1 dell’articolo 87-bis le parole: “denuncia di inizio attività”, sono sostituite dalle seguenti: “segnalazione certificata di inizio attività”;
f) al comma 2 dell’articolo 90 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
g) ai commi 2 e 4 dell’articolo 94 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
h) al comma 6 dell’articolo 95 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico;
i) al comma 2 dell’articolo 96 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
l) al comma 4 dell’articolo 99 le parole: “denuncia di inizio attività”, sono sostituite dalle seguenti: “segnalazione certificata di inizio attività”;
m) al comma 3 dell’articolo 101 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
n) al comma 5 dell’articolo 130 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
o) al comma 3 dell’articolo 162 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
p) al comma 1 dell’articolo 163 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
q) al comma 1 dell’articolo 166 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
r) al comma 2 dell’articolo 170 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
s) ai commi 5 e 7, dell’articolo 176, le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
t) al comma 1 dell’articolo 178 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
u) al comma 3 dell’articolo 185 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
v) al comma 1 dell’articolo 207 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
z) al comma 2 dell’articolo 208 le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
aa) alle lettere a), b) e c) del comma 2 dell’articolo 220, le parole: “Ministro delle comunicazioni” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro dello sviluppo economico”;
bb) la rubrica del Modello B dell’allegato n. 13 è sostituita dalla seguente: “segnalazione certificata di inizio attività”.

 

Art. 81 Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono all’adempimento dei compiti derivanti dal presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

 

Art. 82 Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Allegato n. 1
«Allegato n. 6 (articoli 61 e 72) – Parametri, definizioni e metodi di misura previsti agli articoli 61 e 72 del Codice per quanto riguarda i tempi di fornitura e la qualità del servizio

(omissis)

 

Allegato n. 2
«Allegato n. 9 (articolo 25) – Dichiarazione per l’offerta al pubblico di reti e servizi di comunicazione elettronica di cui all’articolo 25 del Codice

(omissis)

 

Allegato n. 3
«Allegato n. 26-bis – Criteri che l’Autorità deve utilizzare nell’accertare l’esistenza di una posizione dominante collettiva ai sensi dell’articolo 17, comma 3

Si può ritenere che due o più imprese godano congiuntamente di una posizione dominante ai sensi dell’articolo 17 allorché, anche se non sussistono tra di loro interconnessioni strutturali o di altro tipo, esse operano in un mercato caratterizzato dalla mancanza di un’effettiva concorrenza e in cui nessuna singola impresa ha un potere di mercato significativo.

In conformità con il diritto dell’Unione europea applicabile e con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea in materia di posizione dominante condivisa, è probabile che ciò si verifichi allorché il mercato è concentrato e presenta una serie di caratteristiche specifiche, le più importati delle quali nel contesto delle comunicazioni elettroniche possono essere le seguenti:

– scarsa elasticità della domanda;

– analoghe quote di mercato;

– forti ostacoli giuridici o economici alla penetrazione;

– integrazione verticale con rifiuto collettivo di fornitura;

– mancanza di un controbilanciante potere contrattuale dell’acquirente;

– mancanza di potenziale concorrenza.

Questo elenco è indicativo e non esauriente e i criteri non sono cumulativi.

L’elenco intende piuttosto illustrare semplicemente tipi di prova che potrebbero essere adottati per suffragare una presunzione di esistenza di posizione dominante condivisa.».

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