D.Lgs. 158/2015 - Revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23.

D.Lgs. 158/2015 – Revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione dell’articolo 8, comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23.

Redazione

Versione PDF del documento

DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2015, n. 158 

Revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione  dell’articolo  8,

comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00169)

(GU n.233 del 7-10-2015 – Suppl. Ordinario n. 55)

 

 Vigente al: 22-10-2015 

 

Titolo I 

Revisione del sistema sanzionatorio penale tributario

 

 

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

  Vista la legge 11  marzo  2014,  n.  23,  con  la  quale  e’  stata

conferita delega al  Governo  recante  disposizioni  per  un  sistema

fiscale piu’ equo,  trasparente  e  orientato  alla  crescita  e,  in

particolare, l’articolo 8, comma 1, che delega il Governo a procedere

alla revisione del sistema sanzionatorio  penale  tributario  secondo

criteri di predeterminazione  e  di  proporzionalita’  rispetto  alla

gravita’ dei comportamenti e alla revisione del sistema sanzionatorio

amministrativo;

  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,

adottata nella riunione del 26 giugno 2015;

  Visti i pareri delle Commissioni riunite II Giustizia e VI  Finanze

della Camera dei  deputati  del  5  agosto  2015,  delle  Commissioni

riunite  2ª  Giustizia  e  6ª  Finanze  e  tesoro  del  Senato  della

Repubblica del 5 agosto 2015 e della V Commissione bilancio tesoro  e

programmazione della Camera dei deputati del 5 agosto 2015;

  Visto l’articolo 1, comma 7, della citata legge  n.  23  del  2014,

secondo cui qualora il Governo  non  intenda  conformarsi  ai  pareri

parlamentari trasmette nuovamente i testi alle Camere;

  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,

adottata nella riunione del 4 settembre 2015;

  Acquisiti  i  pareri  definitivi   delle   competenti   Commissioni

parlamentari ai sensi dell’articolo 1, comma 7, della citata legge n.

23 del 2014;

  Vista la deliberazione del Consiglio dei  ministri  adottata  nella

riunione del 22 settembre 2015;

  Su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze;

 

                              E m a n a

                  il seguente decreto legislativo:

 

                               Art. 1

 

 

          Modifica dell’articolo 1 del decreto legislativo

                         10 marzo 2000, n.74

 

  1. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo  2000,

n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) alla lettera b),  dopo  le  parole:  “valore  aggiunto”,  sono

aggiunte  le  seguenti:  “e  le   componenti   che   incidono   sulla

determinazione dell’imposta dovuta”;

    b) alla lettera c), dopo le parole: “enti o persone fisiche” sono

aggiunte le seguenti: “o di sostituto d’imposta,  nei  casi  previsti

dalla legge”;

    c) alla lettera  f),  dopo  le  parole:  “scadenza  nel  relativo

termine;” sono aggiunte le seguenti: “non si considera imposta  evasa

quella teorica e non effettivamente dovuta collegata a una  rettifica

in diminuzione di  perdite  dell’esercizio  o  di  perdite  pregresse

spettanti e utilizzabili;”;

    d) dopo la lettera g) sono  aggiunte  le  seguenti:  «g-bis)  per

“operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente”  si  intendono

le operazioni apparenti, diverse da quelle disciplinate dall’articolo

10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, poste  in  essere  con  la

volonta’ di non realizzarle in tutto o in parte ovvero le  operazioni

riferite a  soggetti  fittiziamente  interposti;  g-ter)  per  “mezzi

fraudolenti” si intendono condotte artificiose attive nonche’  quelle

omissive realizzate in violazione di uno specifico obbligo giuridico,

che determinano una falsa rappresentazione della realta’.».

                               Art. 2

 

Modifica dell’articolo 2 del decreto legislativo 10  marzo  2000,  n.

  74, in materia di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture

  o altri documenti per operazioni inesistenti

 

  1. All’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo  2000,

n. 74, la parola: “annuali” e’ soppressa.

                               Art. 3

 

Modifica dell’articolo 3 del decreto legislativo 10  marzo  2000,  n.

  74, in materia di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici

 

  1. L’articolo 3 del decreto legislativo 10 marzo 2000,  n.  74,  e’

sostituito dal seguente:

  «Art. 3 (Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici).  –  1.

Fuori dai casi previsti dall’articolo 2, e’ punito con la  reclusione

da un anno e sei mesi a sei anni chiunque,  al  fine  di  evadere  le

imposte sui redditi  o  sul  valore  aggiunto,  compiendo  operazioni

simulate  oggettivamente  o  soggettivamente  ovvero  avvalendosi  di

documenti falsi o di altri mezzi  fraudolenti  idonei  ad  ostacolare

l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione  finanziaria,

indica in una delle dichiarazioni relative a dette  imposte  elementi

attivi per un ammontare inferiore  a  quello  effettivo  od  elementi

passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente:

    a) l’imposta evasa e’ superiore, con riferimento a  taluna  delle

singole imposte, a euro trentamila;

    b)  l’ammontare  complessivo  degli  elementi  attivi   sottratti

all’imposizione,  anche  mediante  indicazione  di  elementi  passivi

fittizi, e’ superiore al cinque per cento dell’ammontare  complessivo

degli elementi attivi  indicati  in  dichiarazione,  o  comunque,  e’

superiore  a  euro  un  milione   cinquecentomila,   ovvero   qualora

l’ammontare complessivo dei crediti  e  delle  ritenute  fittizie  in

diminuzione  dell’imposta,  e’  superiore   al   cinque   per   cento

dell’ammontare dell’imposta medesima o comunque a euro trentamila.

  2. Il fatto si considera commesso avvalendosi  di  documenti  falsi

quando tali  documenti  sono  registrati  nelle  scritture  contabili

obbligatorie  o  sono  detenuti  a  fini  di  prova   nei   confronti

dell’amministrazione finanziaria.

  3. Ai fini dell’applicazione della disposizione del  comma  1,  non

costituiscono mezzi fraudolenti la mera violazione degli obblighi  di

fatturazione e di annotazione degli elementi attivi  nelle  scritture

contabili o la sola indicazione nelle fatture o nelle annotazioni  di

elementi attivi inferiori a quelli reali.».

                               Art. 4

 

 

Modifica dell’articolo 4 del decreto legislativo 10  marzo  2000,  n.

              74, in materia di dichiarazione infedele

 

  1. All’articolo 4 del decreto legislativo 10  marzo  2000,  n.  74,

sono apportate le seguenti modificazioni:

    a)  al  comma  1,  lettera  a),  la  parola:  “cinquantamila”  e’

sostituita dalla seguente: “centocinquantamila”;

    b) al comma 1, lettera b), le parole: “euro  due  milioni”,  sono

sostituite dalle seguenti: “euro tre milioni”;

    c) dopo il comma 1, sono aggiunti i  seguenti:  “1-bis.  Ai  fini

dell’applicazione della disposizione del comma 1, non si tiene  conto

della non corretta classificazione,  della  valutazione  di  elementi

attivi o  passivi  oggettivamente  esistenti,  rispetto  ai  quali  i

criteri concretamente applicati  sono  stati  comunque  indicati  nel

bilancio ovvero in altra documentazione rilevante  ai  fini  fiscali,

della violazione dei  criteri  di  determinazione  dell’esercizio  di

competenza, della non inerenza, della non deducibilita’  di  elementi

passivi reali. 1-ter. Fuori dei casi di cui al comma 1-bis, non danno

luogo a fatti punibili le valutazioni che singolarmente  considerate,

differiscono in misura inferiore al 10 per cento da quelle  corrette.

Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene  conto  nella

verifica del superamento delle soglie  di  punibilita’  previste  dal

comma 1, lettere a) e b).”;

    d) la parola: “fittizi”, ovunque presente,  e’  sostituita  dalla

seguente: “inesistenti”.

                               Art. 5

 

 

Modifica dell’articolo 5 del decreto legislativo 10  marzo  2000,  n.

               74, in materia di omessa dichiarazione

 

  1. All’articolo 5 del decreto legislativo 10  marzo  2000,  n.  74,

sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) il comma 1 e’ sostituito dai seguenti: “1. E’  punito  con  la

reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni chiunque al  fine  di

evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto,  non  presenta,

essendovi  obbligato,  una  delle  dichiarazioni  relative  a   dette

imposte, quando l’imposta  evasa  e’  superiore,  con  riferimento  a

taluna delle singole imposte ad euro cinquantamila. 1-bis. E’  punito

con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni  chiunque  non

presenta,  essendovi  obbligato,  la   dichiarazione   di   sostituto

d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate e’ superiore

ad euro cinquantamila.”;

    b) al comma 2, le parole: “dal comma  1”  sono  sostituite  dalle

seguenti: “dai commi 1 e 1-bis”.

                               Art. 6

 

Modifica dell’articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo  2000,  n.

  74, in materia  di  occultamento  o  di  distruzione  di  documenti

  contabili

 

  1. All’articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, al

comma 1, le parole: “da sei mesi a cinque anni” sono sostituite dalle

seguenti: “da un anno e sei mesi a sei anni.”.

                               Art. 7

 

Modifica dell’articolo 10-bis del decreto legislativo 10 marzo  2000,

  n. 74, in materia di omesso versamento di ritenute certificate

 

  1. All’articolo 10-bis del decreto legislativo 10  marzo  2000,  n.

74, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) nella rubrica, dopo la parola:  “ritenute”  sono  inserite  le

seguenti: “dovute o”;

    b) nel comma 1, dopo  la  parola:  “ritenute”  sono  inserite  le

seguenti: “dovute sulla base  della  stessa  dichiarazione  o”  e  la

parola:    “cinquantamila”    e’    sostituita    dalla     seguente:

“centocinquantamila”.

                               Art. 8

 

Modifica dell’articolo 10-ter del decreto legislativo 10 marzo  2000,

  n. 74, in materia di  omesso  versamento  dell’imposta  sul  valore

  aggiunto

 

  1. L’articolo 10-ter del decreto legislativo 10 marzo 2000, n.  74,

e’ sostituito dal seguente:

  «Art. 10-ter (Omesso versamento di IVA). –  1.  E’  punito  con  la

reclusione da sei mesi a  due  anni  chiunque  non  versa,  entro  il

termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo  d’imposta

successivo,  l’imposta  sul  valore  aggiunto  dovuta  in  base  alla

dichiarazione  annuale,   per   un   ammontare   superiore   a   euro

duecentocinquantamila per ciascun periodo d’imposta.».

                               Art. 9

 

Modifica dell’articolo 10-quater del  decreto  legislativo  10  marzo

  2000, n. 74, in materia di indebita compensazione

  1. L’articolo 10-quater del decreto legislativo 10 marzo  2000,  n.

74, e’ sostituito dal seguente:

 

  «Art. 10-quater (Indebita compensazione). – 1.  E’  punito  con  la

reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa le somme dovute,

utilizzando in compensazione, ai sensi dell’articolo 17  del  decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241,  crediti  non  spettanti,  per  un

importo annuo superiore a cinquantamila euro.

  2. E’ punito con la reclusione da un anno e sei  mesi  a  sei  anni

chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in compensazione,  ai

sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,

crediti inesistenti per un importo annuo superiore  ai  cinquantamila

euro.».

                               Art. 10

 

 

                              Confisca

 

  1. Dopo l’articolo 12 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74,

e’ inserito il seguente:

  «Art.  12-bis  (Confisca).  – 1.  Nel  caso  di   condanna   o   di

applicazione  della  pena  su   richiesta   delle   parti   a   norma

dell’articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei  delitti

previsti dal presente decreto, e’ sempre  ordinata  la  confisca  dei

beni che  ne  costituiscono  il  profitto  o  il  prezzo,  salvo  che

appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non  e’

possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha  la  disponibilita’,

per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.

  2. La confisca non opera  per  la  parte  che  il  contribuente  si

impegna a versare all’erario anche in presenza di sequestro. Nel caso

di mancato versamento la confisca e’ sempre disposta.».

                               Art. 11

 

Modifica dell’articolo 13 del decreto legislativo 10 marzo  2000,  n.

  74, in materia di cause di  estinzione  e  circostanze  del  reato.

  Pagamento del debito tributario

 

  1. L’articolo 13 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n.  74,  e’

sostituito dal seguente:

  «Art.  13  (Causa  di  non  punibilita’.   Pagamento   del   debito

tributario). – 1. I reati di  cui  agli  articoli  10-bis,  10-ter  e

10-quater, comma 1, non sono punibili se, prima  della  dichiarazione

di apertura del dibattimento di  primo  grado,  i  debiti  tributari,

comprese sanzioni amministrative  e  interessi,  sono  stati  estinti

mediante integrale pagamento degli importi dovuti,  anche  a  seguito

delle speciali procedure conciliative e di adesione  all’accertamento

previste dalle norme tributarie, nonche’ del ravvedimento operoso.

  2. I reati di cui agli articoli 4 e 5 non sono punibili se i debiti

tributari, comprese sanzioni e interessi, sono stati estinti mediante

integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito del  ravvedimento

operoso o della presentazione della  dichiarazione  omessa  entro  il

termine di presentazione  della  dichiarazione  relativa  al  periodo

d’imposta successivo, sempreche’ il ravvedimento o  la  presentazione

siano intervenuti prima che l’autore del reato  abbia  avuto  formale

conoscenza  di  accessi,  ispezioni,  verifiche  o   dell’inizio   di

qualunque attivita’ di accertamento amministrativo o di  procedimenti

penali.

  3. Qualora, prima della dichiarazione di apertura del  dibattimento

di primo grado, il  debito  tributario  sia  in  fase  di  estinzione

mediante   rateizzazione,   anche   ai    fini    dell’applicabilita’

dell’articolo 13-bis, e’ dato un termine di tre mesi per il pagamento

del debito residuo. In  tal  caso  la  prescrizione  e’  sospesa.  Il

Giudice ha facolta’ di prorogare tale termine una sola volta per  non

oltre tre mesi, qualora lo  ritenga  necessario,  ferma  restando  la

sospensione della prescrizione.».

                               Art. 12

 

 

                        Circostanze del reato

 

  1. Dopo l’articolo 13 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74,

e’ inserito il seguente:

  «Art. 13-bis (Circostanze del reato). – 1. Fuori dai  casi  di  non

punibilita’, le pene per i delitti di cui al  presente  decreto  sono

diminuite fino alla meta’ e  non  si  applicano  le  pene  accessorie

indicate nell’articolo 12 se, prima della dichiarazione  di  apertura

del  dibattimento  di  primo  grado,  i  debiti  tributari,  comprese

sanzioni amministrative e  interessi,  sono  stati  estinti  mediante

integrale pagamento degli  importi  dovuti,  anche  a  seguito  delle

speciali  procedure  conciliative  e  di  adesione   all’accertamento

previste dalle norme tributarie.

  2. Per i delitti di cui al presente  decreto  l’applicazione  della

pena ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura  penale  puo’

essere chiesta dalle parti solo quando ricorra la circostanza di  cui

al comma 1, nonche’ il ravvedimento operoso, fatte salve  le  ipotesi

di cui all’articolo 13, commi 1 e 2.

  3. Le pene stabilite per  i  delitti  di  cui  al  titolo  II  sono

aumentate della  meta’  se  il  reato  e’  commesso  dal  concorrente

nell’esercizio dell’attivita’ di  consulenza  fiscale  svolta  da  un

professionista  o  da  un  intermediario   finanziario   o   bancario

attraverso l’elaborazione o  la  commercializzazione  di  modelli  di

evasione fiscale.».

                               Art. 13

 

 

        Custodia giudiziale dei beni sequestrati nell’ambito

         di procedimenti penali relativi a delitti tributari

 

  1. Dopo l’articolo 18 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74,

e’ inserito il seguente:

  «Art. 18-bis (Custodia giudiziale dei beni  sequestrati).  –  1.  I

beni sequestrati nell’ambito  dei  procedimenti  penali  relativi  ai

delitti  previsti  dal  presente  decreto  e  a  ogni  altro  delitto

tributario, diversi dal denaro e  dalle  disponibilita’  finanziarie,

possono  essere  affidati  dall’autorita’  giudiziaria  in   custodia

giudiziale,  agli  organi  dell’amministrazione  finanziaria  che  ne

facciano richiesta per le proprie esigenze operative.

  2. Restano ferme le disposizioni dell’articolo 61,  comma  23,  del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,

dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,  e   dell’articolo   2   del

decreto-legge  16   settembre   2008,   n.   143,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181.».

                               Art. 14

 

 

                             Abrogazioni

 

  1. Sono abrogati:

    a) gli articoli 7 e 16 del decreto legislativo 10 marzo 2000,  n.

74;

    b) il comma 143 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007,  n.

244.

Titolo II
Revisione del sistema sanzionatorio amministrativo
Capo I
Sanzioni tributarie non penali in materia di imposte
dirette, di imposta sul valore aggiunto
e di riscossione dei tributi

                               Art. 15

 

 

                  Modifiche al decreto legislativo

                      18 dicembre 1997, n. 471

 

  1. Al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono  apportate

le seguenti modificazioni:

    a) l’articolo 1 e’ sostituito dal seguente:

  «Art. 1 (Violazioni relative alla dichiarazione delle  imposte  sui

redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’  produttive).  –  1.

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione  ai  fini  delle

imposte  sui  redditi  e  dell’imposta  regionale   sulle   attivita’

produttive, si applica la sanzione amministrativa dal  centoventi  al

duecentoquaranta per cento dell’ammontare delle imposte  dovute,  con

un minimo di euro 250. Se non sono  dovute  imposte,  si  applica  la

sanzione da euro 250 a euro 1.000.  Se  la  dichiarazione  omessa  e’

presentata dal contribuente entro il termine di  presentazione  della

dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo  e,  comunque,

prima  dell’inizio   di   qualunque   attivita’   amministrativa   di

accertamento di cui abbia avuto formale  conoscenza,  si  applica  la

sanzione  amministrativa  dal  sessanta  al  centoventi   per   cento

dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di  euro  200.  Se

non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro  150  a  euro

500. Le sanzioni applicabili quando non sono dovute  imposte  possono

essere aumentate fino al doppio nei confronti dei soggetti  obbligati

alla tenuta di scritture contabili.

  2. Se nella  dichiarazione  e’  indicato,  ai  fini  delle  singole

imposte, un reddito o un valore della produzione imponibile inferiore

a quello accertato, o, comunque, un’imposta inferiore a quella dovuta

o un credito superiore a quello spettante,  si  applica  la  sanzione

amministrativa dal novanta al centoottanta per  cento  della  maggior

imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato.  La  stessa

sanzione si applica se  nella  dichiarazione  sono  esposte  indebite

detrazioni d’imposta ovvero indebite deduzioni dall’imponibile, anche

se esse sono state attribuite in sede di ritenuta alla fonte.

  3. La sanzione di cui al comma precedente e’ aumentata della  meta’

quando  la  violazione   e’   realizzata   mediante   l’utilizzo   di

documentazione falsa o per operazioni inesistenti, mediante  artifici

o raggiri, condotte simulatorie o fraudolente.

  4. Fuori dai casi di cui al comma 3, la sanzione di cui al comma  2

e’ ridotta di un terzo quando la maggiore imposta o il minore credito

accertati  sono  complessivamente  inferiori   al   tre   per   cento

dell’imposta e del credito  dichiarati  e  comunque  complessivamente

inferiori a euro 30.000. La medesima  riduzione  si  applica  quando,

fuori dai casi di cui al comma 3, l’infedelta’ e’ conseguenza  di  un

errore sull’imputazione temporale di elementi positivi o negativi  di

reddito, purche’ il componente  positivo  abbia  gia’  concorso  alla

determinazione  del  reddito  nell’annualita’   in   cui   interviene

l’attivita’ di accertamento o in una precedente. Se non vi  e’  alcun

danno per l’Erario, la sanzione e’ pari a euro 250.

  5. Per maggiore imposta si intende la  differenza  tra  l’ammontare

del tributo liquidato in base all’accertamento e  quello  liquidabile

in base alle dichiarazioni ai sensi degli articoli  36-bis  e  36-ter

del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.

600.

  6.  In  caso  di  rettifica  del  valore  normale  dei  prezzi   di

trasferimento  praticati  nell’ambito   delle   operazioni   di   cui

all’articolo  110,  comma  7,  del  decreto  del   Presidente   della

Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  da  cui  derivi  una  maggiore

imposta o una differenza del credito, la sanzione di cui al  comma  2

non si applica qualora, nel corso dell’accesso, ispezione o  verifica

o  di  altra  attivita’   istruttoria,   il   contribuente   consegni

all’Amministrazione  finanziaria  la   documentazione   indicata   in

apposito  provvedimento  del  Direttore  dell’Agenzia  delle  Entrate

idonea a consentire il riscontro della conformita’ al valore  normale

dei prezzi di trasferimento praticati. Il contribuente che detiene la

documentazione  prevista  dal  provvedimento  di   cui   al   periodo

precedente  deve  darne  apposita  comunicazione  all’Amministrazione

finanziaria secondo le modalita’ e i termini ivi indicati; in assenza

di detta comunicazione si rende applicabile la  sanzione  di  cui  al

comma 2.

  7. Nelle ipotesi di cui all’articolo 3 del decreto  legislativo  14

marzo 2011, n. 23, se  nella  dichiarazione  dei  redditi  il  canone

derivante dalla  locazione  di  immobili  ad  uso  abitativo  non  e’

indicato o e’ indicato in misura inferiore  a  quella  effettiva,  si

applicano  in  misura  raddoppiata,  rispettivamente,   le   sanzioni

amministrative previste dai precedenti commi 1 e 2.

  8. Se le violazioni previste nei commi 1  e  2  riguardano  redditi

prodotti all’estero, le sanzioni  sono  aumentate  di  un  terzo  con

riferimento alle imposte o alle  maggiori  imposte  relative  a  tali

redditi.»;

    b) all’articolo 2:

      1)  nel  comma  1,  le  parole:  “lire  cinquecentomila”   sono

sostituite dalle seguenti: “euro 250” ed e’  aggiunto,  in  fine,  il

seguente periodo: “Se  la  dichiarazione  omessa  e’  presentata  dal

sostituto entro  il  termine  di  presentazione  della  dichiarazione

relativa  al  periodo  d’imposta  successivo   e,   comunque,   prima

dell’inizio di qualunque attivita’ amministrativa di accertamento  di

cui  abbia  avuto  formale  conoscenza,  si   applica   la   sanzione

amministrativa dal sessanta al centoventi  per  cento  dell’ammontare

delle ritenute non versate, con un minimo di euro 200.”;

      2) nel comma  2,  le  parole:  “dal  cento  al  duecento”  sono

sostituite dalle seguenti: “dal novanta al centoottanta” e le parole:

“lire cinquecentomila” sono sostituite dalle seguenti: “euro 250”;

      3) dopo il comma  2,  sono  inseriti  i  seguenti:  “2-bis.  La

sanzione di cui al  comma  2  e’  aumentata  della  meta’  quando  la

violazione e’ realizzata mediante l’utilizzo di documentazione falsa,

mediante artifici o raggiri, condotte simulatorie o fraudolente.

    2-ter. Fuori dai casi di cui al comma 2-bis, la sanzione  di  cui

al comma 2 e’ ridotta di un terzo quando l’ammontare  delle  ritenute

non versate riferibili alla differenza tra l’ammontare dei  compensi,

interessi ed altre somme accertati e dichiarati e’ inferiore  al  tre

per cento  delle  ritenute  riferibili  all’ammontare  dei  compensi,

interessi ed altre somme  dichiarati  e  comunque  inferiore  a  euro

30.000.”;

      4) nel comma 3, le parole:  “da  lire  cinquecentomila  a  lire

quattro milioni”, sono sostituite dalle seguenti: “da euro 250 a euro

2.000″  ed  e’  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  “Se  la

dichiarazione  omessa  e’  stata  presentata  entro  il  termine   di

presentazione  della  dichiarazione  relativa  al  periodo  d’imposta

successivo, si applica la sanzione da  euro  150  a  euro  500  e  la

sanzione del comma 4 e’ ridotta del cinquanta per cento.”;

      5) nel comma 4, le parole: “di lire centomila” sono  sostituite

dalle seguenti: “di euro 50”;

      6) dopo il comma  4  sono  inseriti  i  seguenti:  “4-bis.  Per

ritenute non versate si intende la differenza tra  l’ammontare  delle

maggiori  ritenute  accertate  e  quelle  liquidabili  in  base  alle

dichiarazioni ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

    4-ter. In caso di rettifica del  valore  normale  dei  prezzi  di

trasferimento  praticati  nell’ambito   delle   operazioni   di   cui

all’articolo  110,  comma  7,  del  decreto  del   Presidente   della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, da cui derivi  la  non  corretta

applicazione delle aliquote convenzionali sul valore delle  royalties

e degli interessi attivi che eccede il valore  normale  previste  per

l’esercizio della ritenuta di cui all’articolo 25, quarto comma,  del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, la

sanzione di cui  al  comma  2  non  si  applica  qualora,  nel  corso

dell’accesso, ispezione o verifica o di altra attivita’  istruttoria,

il   contribuente   consegni   all’Amministrazione   finanziaria   la

documentazione  indicata  in  apposito  provvedimento  del  Direttore

dell’Agenzia delle entrate idonea a  consentire  il  riscontro  della

conformita’ al valore normale dei prezzi di trasferimento  praticati.

Il  contribuente  che  detiene   la   documentazione   prevista   dal

provvedimento di  cui  al  periodo  precedente  deve  darne  apposita

comunicazione all’Amministrazione finanziaria secondo le modalita’  e

i termini ivi indicati; in assenza di detta  comunicazione  si  rende

applicabile la sanzione di cui al comma 2.”;

    c) all’articolo 3, comma 1, le parole: “da lire cinquecentomila a

lire quattro milioni” sono sostituite dalle seguenti: “da euro 250  a

euro 2.000″;

    d) l’articolo 4 e’ abrogato;

    e) all’articolo 5:

      1)  nel   comma   1,   ultimo   periodo,   le   parole:   “lire

cinquecentomila” sono sostituite dalle seguenti:  “euro  250”  ed  e’

aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Se la  dichiarazione  omessa

e’ presentata entro il termine di presentazione  della  dichiarazione

relativa  al  periodo  d’imposta  successivo   e,   comunque,   prima

dell’inizio di qualunque attivita’ amministrativa di accertamento  di

cui il soggetto passivo abbia avuto formale conoscenza, si applica la

sanzione  amministrativa  dal  sessanta  al  centoventi   per   cento

dell’ammontare del tributo dovuto per il periodo d’imposta o  per  le

operazioni che avrebbero dovuto formare oggetto di dichiarazione, con

un minimo di euro 200.”;

      2)  nel  comma  3,  primo  periodo,   le   parole:   “da   lire

cinquecentomila  a  lire  quattro  milioni”  sono  sostituite   dalle

seguenti: “da euro 250 a euro 2.000”, nel secondo periodo le  parole:

“periodica o quella” sono soppresse e  dopo  il  secondo  periodo  e’

aggiunto il seguente: “Se la dichiarazione omessa e’ presentata entro

il termine di presentazione della dichiarazione relativa  al  periodo

d’imposta successivo e,  comunque,  prima  dell’inizio  di  qualunque

attivita’ amministrativa di accertamento di cui il  soggetto  passivo

abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione amministrativa

da euro 150 a euro 1.000.”;

      3) i commi da 4 a 5 sono sostituiti dai seguenti: “4. Se  dalla

dichiarazione presentata risulta un’imposta inferiore a quella dovuta

ovvero un’eccedenza detraibile  o  rimborsabile  superiore  a  quella

spettante, si applica  la  sanzione  amministrativa  dal  novanta  al

centoottanta  per  cento  della  maggior  imposta  dovuta   o   della

differenza di credito utilizzato.

      4-bis. La sanzione di cui al comma 4 e’ aumentata  della  meta’

quando la violazione e’ realizzata mediante l’utilizzo di  fatture  o

altra documentazione falsa o  per  operazioni  inesistenti,  mediante

artifici o raggiri, condotte simulatorie o fraudolente.

      4-ter. Fuori dai casi di cui al comma 4-bis, la sanzione di cui

al comma 4 e’ ridotta di un terzo quando la maggiore  imposta  ovvero

la  minore  eccedenza  detraibile   o   rimborsabile   accertata   e’

complessivamente   inferiore   al   tre   per   cento   dell’imposta,

dell’eccedenza detraibile  o  rimborsabile  dichiarata  e,  comunque,

complessivamente inferiore a euro 30.000.

      4-quater. Per imposta  dovuta  si  intende  la  differenza  tra

l’ammontare del tributo liquidato in base all’accertamento  e  quello

liquidabile in base alle dichiarazioni, ai sensi dell’articolo 54-bis

del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

      5. Chi chiede  a  rimborso  l’eccedenza  detraibile  risultante

dalla  dichiarazione   in   assenza   dei   presupposti   individuati

dall’articolo 30 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26

ottobre 1972, n. 633, e’ punito con la sanzione  amministrativa  pari

al trenta per cento del credito rimborsato.”;

    5) nel comma 6:

      a) nel primo periodo, le  parole:  “nel  primo  e  terzo  comma

dell’articolo 35″ sono sostituite dalle seguenti: “dagli articoli  35

e 35-ter” e le parole: “da lire un milione a  lire  quattro  milioni”

sono sostituite dalle seguenti: “da euro 500 a euro 2.000”;

      b) nel secondo periodo, dopo le parole: “di registrazione” sono

inserite le seguenti: “o le comunicazioni” e le parole “comma 1” sono

sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 4”;

    f) all’articolo 6:

      1) nel comma 1, primo periodo, le parole: “fra il  cento  e  il

duecento” sono sostituite  dalle  seguenti:  “fra  il  novanta  e  il

centoottanta” e, dopo il secondo periodo, e’  aggiunto  il  seguente:

“La sanzione e’ dovuta nella misura da euro 250 a euro  2.000  quando

la  violazione  non  ha  inciso  sulla  corretta   liquidazione   del

tributo.”;

      2) nel comma 2, primo periodo, le  parole:”Chi  viola  obblighi

inerenti alla documentazione e alla registrazione di  operazioni  non

imponibili, esenti o non  soggette  ad  IVA”  sono  sostituite  dalle

seguenti: “Il cedente o prestatore che viola obblighi  inerenti  alla

documentazione e alla registrazione  di  operazioni  non  imponibili,

esenti, non  soggette  a  imposta  sul  valore  aggiunto  o  soggette

all’inversione contabile di cui agli articoli 17 e 74, commi  settimo

e ottavo, del decreto del  Presidente  della  Repubblica  26  ottobre

1972, n. 633,” e inoltre, nel secondo periodo, le  parole:  “da  lire

cinquecentomila  a  lire  quattro  milioni”  sono  sostituite   dalle

seguenti: “da euro 250 a euro 2.000”;

      3) nel comma 3, le parole:  “da  lire  cinquecentomila  a  lire

quattro milioni” sono sostituite dalle seguenti: “da euro 250 a  euro

2.000″;

      4) nel comma 4, le parole: “commi  1,  2,  3  primo  e  secondo

periodo” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1,  primo  e  secondo

periodo, 2, primo periodo, 3, primo e secondo periodo,” e le  parole:

“a lire un milione” sono sostituite dalle seguenti: “a euro 500”;

      5)  nel  comma  6,  le  parole:  “uguale  all’ammontare”   sono

sostituite   dalle   seguenti:   “pari   al   novanta    per    cento

dell’ammontare”;

      6)  nel  comma  8,  le  parole:  “lire  cinquecentomila”   sono

sostituite dalle seguenti: “euro 250”;

      7) il comma 9-bis e’ sostituito dai seguenti: “9-bis. E’ punito

con la sanzione amministrativa compresa fra 500 euro e 20.000 euro il

cessionario o il committente che, nell’esercizio di imprese,  arti  o

professioni, omette di  porre  in  essere  gli  adempimenti  connessi

all’inversione contabile di  cui  agli  articoli  17,  34,  comma  6,

secondo periodo, e 74,  settimo  e  ottavo  comma,  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e agli  articoli

46, comma 1, e 47, comma 1, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,

convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993,  n.  427.

Se l’operazione non risulta dalla contabilita’ tenuta ai sensi  degli

articoli 13 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600, la sanzione amministrativa e’ elevata  a  una

misura compresa tra il cinque e il dieci per  cento  dell’imponibile,

con un  minimo  di  1.000  euro.  Resta  ferma  l’applicazione  delle

sanzioni previste dall’articolo  5,  comma  4,  e  dal  comma  6  con

riferimento all’imposta che non avrebbe potuto  essere  detratta  dal

cessionario o dal committente. Le  disposizioni  di  cui  ai  periodi

precedenti si applicano anche nel caso in cui, non  avendo  adempiuto

il cedente o prestatore agli obblighi di fatturazione  entro  quattro

mesi dalla data di effettuazione dell’operazione o avendo emesso  una

fattura  irregolare,  il  cessionario  o  committente   non   informi

l’Ufficio competente nei suoi confronti entro  il  trentesimo  giorno

successivo, provvedendo entro  lo  stesso  periodo  all’emissione  di

fattura ai sensi dell’articolo 21 del predetto decreto del Presidente

della Repubblica n. 633 del 1972,  o  alla  sua  regolarizzazione,  e

all’assolvimento dell’imposta mediante inversione contabile.

      9-bis.1. In deroga al comma 9-bis, primo periodo,  qualora,  in

presenza dei requisiti prescritti per l’applicazione  dell’inversione

contabile  l’imposta  relativa  a  una  cessione  di  beni  o  a  una

prestazione di servizi di cui alle disposizioni menzionate nel  primo

periodo del comma 9-bis, sia stata erroneamente assolta dal cedente o

prestatore, fermo restando il diritto del cessionario  o  committente

alla detrazione ai sensi degli articoli 19 e seguenti del decreto del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il cessionario o

il committente anzidetto non e’ tenuto all’assolvimento dell’imposta,

ma e’ punito con la sanzione amministrativa compresa fra 250  euro  e

10.000 euro. Al pagamento della sanzione e’  solidalmente  tenuto  il

cedente o prestatore. Le disposizioni di cui  ai  periodi  precedenti

non si applicano e il cessionario o il committente e’ punito  con  la

sanzione di cui al comma 1  quando  l’applicazione  dell’imposta  nel

modo ordinario anziche’  mediante  l’inversione  contabile  e’  stata

determinata da un intento di  evasione  o  di  frode  del  quale  sia

provato che il cessionario o committente era consapevole.

      9-bis.2.  In  deroga  al  comma  1,  qualora,  in  assenza  dei

requisiti prescritti  per  l’applicazione  dell’inversione  contabile

l’imposta relativa a una cessione di beni  o  a  una  prestazione  di

servizi di cui alle disposizioni menzionate  nel  primo  periodo  del

comma  9-bis,  sia  stata  erroneamente  assolta  dal  cessionario  o

committente, fermo restando il diritto del cessionario o  committente

alla detrazione ai sensi degli articoli 19 e seguenti del decreto del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il cedente o  il

prestatore non e’ tenuto all’assolvimento dell’imposta, ma e’  punito

con la sanzione amministrativa compresa fra 250 euro e  10.000  euro.

Al pagamento della sanzione e’ solidalmente tenuto il  cessionario  o

committente. Le disposizioni di cui  ai  periodi  precedenti  non  si

applicano e il cedente o prestatore e’ punito con la sanzione di  cui

al comma 1 quando l’applicazione dell’imposta  mediante  l’inversione

contabile anziche’ nel modo ordinario  e’  stata  determinata  da  un

intento di evasione o di frode del quale sia provato che il cedente o

prestatore era consapevole.

      9-bis.3. Se il cessionario o committente  applica  l’inversione

contabile per  operazioni  esenti,  non  imponibili  o  comunque  non

soggette a imposta, in sede di accertamento devono essere espunti sia

il debito computato da tale soggetto nelle liquidazioni  dell’imposta

che  la  detrazione  operata  nelle  liquidazioni  anzidette,   fermo

restando il diritto del  medesimo  soggetto  a  recuperare  l’imposta

eventualmente non detratta ai sensi dell’articolo  26,  terzo  comma,

del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,

e dell’articolo 21, comma 2,  del  decreto  legislativo  31  dicembre

1992, n. 546. La disposizione si applica anche nei casi di operazioni

inesistenti,  ma  trova  in  tal  caso   applicazione   la   sanzione

amministrativa  compresa  tra  il  cinque  e  il  dieci   per   cento

dell’imponibile, con un minimo di 1.000 euro.”;

    8)  nel  comma  9-ter  la  parola:  “pari”  e’  sostituita  dalle

seguenti: “dal 10”;

    g) all’articolo 7, comma 4-bis, le parole: “prevista nel comma 3”

sono sostituite dalle seguenti: “amministrativa da euro  250  a  euro

2.000″;

    h) all’articolo 8:

      1) nel comma 1,  primo  periodo,  le  parole:  “ai  fini  delle

imposte  dirette”  sono  sostituite  dalle  seguenti:  “dei  redditi,

dell’imposta  regionale  sulle  attivita’  produttive”,  le   parole:

“compresa quella periodica” sono soppresse, le parole  “dal  Ministro

delle finanze” sono sostituite dalle seguenti: “con provvedimento del

Direttore  dell’Agenzia  delle  entrate”  e  le   parole   “da   lire

cinquecentomila  a  lire  quattro  milioni”  sono  sostituite   dalle

seguenti: “da euro 250 a euro 2.000”;

      2) nel comma 2, le parole: “l’allegazione alla  dichiarazione,”

sono soppresse;

      3) nel comma 3,  le  parole:  “lire  un  milione  a  lire  otto

milioni” sono sostituite dalle seguenti: “euro 500 a euro 4.000” e le

parole: “7 del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre

1973, n. 600″ sono sostituite dalle  seguenti:  “4  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322″;

      4) dopo il comma 3-quater, introdotto dal  decreto  legislativo

14 settembre 2015, n. 147, e’  inserito  il  seguente:  “3-quinquies.

Quando  l’omissione  o  l’incompletezza  riguarda   le   segnalazioni

previste dagli articoli 113, comma 6, 124, comma 5-bis e  132,  comma

5, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.

917, dall’articolo 30, comma 4-quater, della legge 30 dicembre  1994,

n. 724 e dall’articolo 1, comma 8, del decreto-legge 6 dicembre 2011,

n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre  2011,

n. 214, si applica una sanzione da euro 2.000 a euro 21.000.”;

    i) all’articolo 9:

      1) nel comma 1, le parole: “lire due milioni  a  lire  quindici

milioni” sono sostituite dalle seguenti: “euro 1.000 a euro 8.000.”;

      2) nel comma 3, le parole: “lire cento milioni” sono sostituite

dalle seguenti: “euro 50.000”;

      3) nel comma 4, le parole:  “e  33”  sono  soppresse,  dopo  le

parole: “n. 633” sono inserite le seguenti:  “e  7  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542,”, le parole  da:

“ovvero dei regimi” fino a: “legge 23 dicembre  1996,  n.  662”  sono

soppresse e le parole: “lire cinquantamila  a  lire  cinque  milioni”

sono sostituite dalle seguenti: “euro 250 a euro 2.500”;

      4)  il  comma  5  e’  sostituito  dal  seguente:  “5.   Se   la

dichiarazione delle societa’ e degli enti  soggetti  all’imposta  sul

reddito delle societa’ sottoposti al controllo contabile ai sensi del

codice civile o di leggi speciali non e’  sottoscritta  dai  soggetti

che sottoscrivono la relazione di revisione ai sensi dell’articolo  1

del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998,  n.  322,

si applica la sanzione amministrativa fino al trenta  per  cento  del

compenso  contrattuale  relativo  all’attivita’  di  redazione  della

relazione  di  revisione  e,  comunque,  non  superiore   all’imposta

effettivamente accertata a carico del contribuente, con un minimo  di

euro 250.”;

    l) all’articolo 10:

      1) nel comma  1,  le  parole:  “lire  quattro  milioni  a  lire

quaranta milioni” sono sostituite dalle seguenti: “euro 2.000 a  euro

21.000″ e le parole: “il ritardo non eccede i quindici  giorni”  sono

sostituite dalle seguenti:  “la  trasmissione  avviene  nei  quindici

giorni successivi”;

      2) nel comma 3, le parole: “Fino a prova  contraria,  si”  sono

sostituite dalla seguente: “Si”;

      3) nel comma 4, le parole: “nella cui circoscrizione  si  trova

il” sono sostituite dalle seguenti: “competente in relazione al”;

    m) all’articolo 11:

      1) nel comma 1, le  parole:  “da  lire  cinquecentomila a  lire

quattro milioni” sono sostituite dalle seguenti: “da euro 250 a  euro

2.000″;

      2) nel comma 2, le parole: “gravemente punita” sono  sostituite

dalla seguente: “grave”;

      3) nel comma 4, le parole: “lire un milione a lire due milioni”

sono sostituite dalle seguenti: “euro 500 a euro 1.000”;

      4) nel comma 5, le  parole:  “lire  due  milioni  a  lire  otto

milioni” sono sostituite dalle seguenti: “euro 1.000 a euro 4.000”;

      5) nel comma 7, le parole:  “da  lire  cinquecentomila  a  lire

quattro milioni” sono sostituite dalle seguenti: “da euro 250 a  euro

2.000″;

      6) dopo il comma 7 sono aggiunti i seguenti: “7-bis. Quando  la

garanzia di cui all’articolo 38-bis del decreto del Presidente  della

Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,  e’  presentata  dalle  societa’

controllate o dall’ente o societa’ controllante, di cui  all’articolo

73, terzo comma, del medesimo decreto, con un ritardo non superiore a

novanta giorni dalla scadenza  del  termine  di  presentazione  della

dichiarazione, si applica la sanzione amministrativa da euro 1.000  a

euro 4.000.

      7-ter.  Nei  casi  in  cui   il   contribuente   non   presenti

l’interpello previsto dall’articolo  11,  comma  2,  della  legge  27

luglio 2000, n. 212, recante lo Statuto dei diritti del contribuente,

si applica la sanzione prevista dall’articolo 8,  comma  3-quinquies.

La sanzione e’ raddoppiata nelle  ipotesi  in  cui  l’amministrazione

finanziaria disconosca  la  disapplicazione  delle  norme  aventi  ad

oggetto deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta  o  altre  posizioni

soggettive del soggetto passivo.”;

    n) all’articolo 12, comma 1, nel primo periodo le  parole:  “lire

cento milioni”, “ottanta milioni” e “centosessanta milioni  di  lire”

sono rispettivamente sostituite dalle seguenti: “euro 50.000”,  “euro

40.000″ ed “euro 80.000” e  nel  secondo  periodo  le  parole:  “lire

duecento  milioni”   e   “centosessanta   milioni   di   lire”   sono

rispettivamente sostituite dalle seguenti:  “euro  100.000”  e  “euro

80.000″;

    o) l’articolo 13 e’ sostituito dal seguente:

    «Art.  13  (Ritardati  od  omessi  versamenti  diretti  e   altre

violazioni in materia di compensazione). –  1.  Chi  non  esegue,  in

tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in  acconto,

i versamenti  periodici,  il  versamento  di  conguaglio  o  a  saldo

dell’imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi  casi

l’ammontare dei versamenti periodici  e  in  acconto,  ancorche’  non

effettuati, e’ soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta  per

cento di ogni importo non versato,  anche  quando,  in  seguito  alla

correzione di errori materiali o  di  calcolo  rilevati  in  sede  di

controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o

una minore eccedenza detraibile. Per i versamenti effettuati  con  un

ritardo non superiore a novanta giorni, la sanzione di cui  al  primo

periodo e’ ridotta alla meta’. Salva l’applicazione dell’articolo  13

del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472,  per  i  versamenti

effettuati con  un  ritardo  non  superiore  a  quindici  giorni,  la

sanzione di cui al secondo periodo  e’  ulteriormente  ridotta  a  un

importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.

    2. La sanzione  di  cui  al  comma  1  si  applica  nei  casi  di

liquidazione della maggior imposta ai sensi degli articoli  36-bis  e

36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,

n. 600, e ai sensi dell’articolo 54-bis del  decreto  del  Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

    3. Fuori dei casi  di  tributi  iscritti  a  ruolo,  la  sanzione

prevista al comma 1 si applica altresi’ in ogni  ipotesi  di  mancato

pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto.

    4. Nel caso di utilizzo di un’eccedenza o di un credito d’imposta

esistenti in misura superiore a  quella  spettante  o  in  violazione

delle modalita’ di utilizzo previste dalle leggi vigenti si  applica,

salva l’applicazione di disposizioni speciali, la  sanzione  pari  al

trenta per cento del credito utilizzato.

    5. Nel caso di utilizzo in compensazione di  crediti  inesistenti

per il pagamento delle somme dovute  e’  applicata  la  sanzione  dal

cento al duecento per cento della misura dei crediti stessi.  Per  le

sanzioni previste nel presente comma, in nessun caso  si  applica  la

definizione agevolata prevista dagli articoli  16,  comma  3,  e  17,

comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. Si intende

inesistente il credito in relazione al quale manca,  in  tutto  o  in

parte, il presupposto  costitutivo  e  la  cui  inesistenza  non  sia

riscontrabile mediante controlli di cui agli articoli 36-bis e 36-ter

del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.

600,  e  all’articolo  54-bis  del  decreto  del   Presidente   della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

    6. Fuori  dall’ipotesi  di  cui  all’articolo  11,  comma  7-bis,

sull’ammontare  delle   eccedenze   di   credito   risultanti   dalla

dichiarazione annuale dell’ente o societa’ controllante ovvero  delle

societa’ controllate, compensate in tutto o in parte  con  somme  che

avrebbero dovuto essere versate dalle altre  societa’  controllate  o

dall’ente o societa’  controllante,  di  cui  all’articolo 73,  terzo

comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26  ottobre  1972,

n. 633, si applica la sanzione di cui al comma 1 quando  la  garanzia

di cui all’articolo 38-bis del medesimo decreto e’  presentata  oltre

il  termine  di  novanta  giorni  dalla  scadenza  del   termine   di

presentazione della dichiarazione annuale.

    7. Le sanzioni previste nel presente articolo  non  si  applicano

quando i versamenti sono stati tempestivamente eseguiti ad ufficio  o

concessionario diverso da quello competente.”;

    p)  all’articolo  14,  comma  1,  le  parole  da:  “,  salva”  a:

“versamento” sono soppresse;

    q) all’articolo 15:

      1) nel comma  1,  le  parole:  “lire  duecentomila  a  lire  un

milione” sono sostituite dalle seguenti: “euro 100 a euro 500”;

      2) dopo il  comma  2  e’  aggiunto  il  seguente:  “2-bis.  Per

l’omessa presentazione del modello di versamento  contenente  i  dati

relativi alla eseguita compensazione, si applica la sanzione di  euro

100, ridotta a euro 50 se il ritardo non e’ superiore a cinque giorni

lavorativi.”.

Capo II 

Sanzioni amministrative per le violazioni 
di norme tributarie

                               Art. 16

 

 

                  Modifiche al decreto legislativo

                      18 dicembre 1997, n. 472

 

  1. Al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, sono  apportate

le seguenti modificazioni:

    a) all’articolo  2,  comma  4,  le  parole:  “delle  finanze,  di

concerto con il Ministro del tesoro” sono sostituite dalle  seguenti:

“dell’economia e delle finanze”;

    b) all’articolo 5, il comma 2 e’ abrogato;

    c) all’articolo 7:

      1) nel comma 3, le  parole:  “La  sanzione  puo’  essere”  sono

sostituite dalle seguenti: “Salvo quanto  previsto  al  comma  4,  la

sanzione e'” e dopo le parole: “all’accertamento”  sono  inserite  le

seguenti: “di mediazione e di conciliazione”;

      2) nel comma 4, la parola: “eccezionali” e’ soppressa;

      3) dopo il comma 4  e’  aggiunto  il  seguente:  “4-bis.  Salvo

quanto diversamente disposto da singole leggi di riferimento, in caso

di presentazione di una dichiarazione o di una denuncia entro  trenta

giorni dalla scadenza del relativo termine, la  sanzione  e’  ridotta

della meta’.”;

    d) all’articolo 11:

      1) nel comma 1 e’ aggiunto, in fine, il seguente  periodo:  “Se

la violazione non e’ commessa con dolo o colpa  grave,  la  sanzione,

determinata anche in esito all’applicazione  delle  previsioni  degli

articoli 7, comma 3, e 12, non puo’  essere  eseguita  nei  confronti

dell’autore, che non ne abbia  tratto  diretto  vantaggio,  in  somma

eccedente euro 50.000, salvo quanto disposto dagli articoli 16, comma

3, e 17, comma 2, e salva, per l’intero, la responsabilita’  prevista

a carico della persona fisica, della  societa’,  dell’associazione  o

dell’ente. L’importo puo’ essere adeguato ai sensi  dell’articolo  2,

comma 4.”;

      2) il comma 4 e’ abrogato;

      3) nel comma 5, le parole da: “Quando”  a:  “grave,  il”,  sono

sostituite dalla seguente: “Il” e le parole: “dall’articolo 5,  comma

2″ sono sostituite dalle seguenti: “dall’articolo 11, comma 1”;

      4) nel comma 6, le  parole  da:  “Per”  a:  “grave,  la”,  sono

sostituite dalla seguente: “La”;

    e) all’articolo 12, comma 8, nel primo periodo, dopo  le  parole:

“con adesione,” sono inserite le seguenti: “di mediazione  tributaria

e di conciliazione giudiziale,” e nel secondo periodo le  parole:  “,

alla conciliazione giudiziale” sono soppresse;

    f) all’articolo 13:

      1) nel comma 1, lettera a-bis), le parole da: “il  novantesimo”

a: “dall’errore;” sono sostituite  dalle  seguenti:  “novanta  giorni

dalla   data   dell’omissione   o   dell’errore,   ovvero    se    la

regolarizzazione  delle  omissioni  e  degli   errori   commessi   in

dichiarazione  avviene  entro  novanta  giorni  dal  termine  per  la

presentazione della dichiarazione in cui l’omissione  o  l’errore  e’

stato commesso;”;

      2) nel comma 1-bis, le parole: “e b-ter)” sono sostituite dalle

seguenti: “, b-ter) e b-quater)”;

    g) all’articolo 14, dopo il comma 5  sono  aggiunti  i  seguenti:

“5-bis. Salva l’applicazione del comma 4, la disposizione  non  trova

applicazione quando la cessione avviene nell’ambito di una  procedura

concorsuale, di un accordo di  ristrutturazione  dei  debiti  di  cui

all’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,  di  un

piano attestato ai sensi dell’articolo 67, terzo comma,  lettera  d),

del predetto decreto o di un procedimento di composizione della crisi

da sovraindebitamento o di liquidazione del patrimonio.

    5-ter. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano,  in

quanto compatibili, a tutte le ipotesi di trasferimento  di  azienda,

ivi compreso il conferimento.”.

    h)  all’articolo  23,  comma  1,  le  parole:  “,  ancorche’  non

definitivo” sono sostituite dalle seguenti: “o provvedimento  con  il

quale vengono accertati maggiori tributi, ancorche’ non  definitivi”;

inoltre le parole: “della somma risultante dall’atto  o  dalla”  sono

sostituite dalle seguenti: “di  tutti  gli  importi  dovuti  in  base

all’atto o alla”.

Capo III 

Altre disposizioni

                               Art. 17

 

Sanzione applicabile in caso  di  cessioni,  risoluzioni  e  proroghe

  anche tacite dei contratti  di  locazione  e  di  affitto  di  beni

  immobili

 

  1. All’articolo 17 del decreto del Presidente della  Repubblica  26

aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 1, dopo il primo periodo  e’  inserito  il  seguente:

“Entro il termine di trenta giorni deve essere presentata all’ufficio

presso  cui  e’  stato  registrato  il  contratto  di  locazione   la

comunicazione  relativa  alle  cessioni,  alle  risoluzioni  e   alle

proroghe anche tacite dello stesso.”.

    b) dopo il comma 1, e’ inserito  il  seguente:  “1-bis.  Chi  non

esegue, in tutto o in parte, il versamento  relativo  alle  cessioni,

risoluzioni e proroghe anche tacite dei contratti di cui al  comma  1

e’ sanzionato ai sensi dell’articolo 13 del  decreto  legislativo  18

dicembre 1997, n. 471.”;

    c) il comma 2 e’ soppresso.

  2. All’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo  2011,

n. 23, dopo il primo periodo e’ aggiunto il  seguente:  “In  caso  di

mancata presentazione della comunicazione relativa  alla  risoluzione

del contratto di locazione per il quale e’ stata esercitata l’opzione

per l’applicazione dell’imposta cedolare secca, entro  trenta  giorni

dal verificarsi dell’evento, si applica la sanzione in  misura  fissa

pari a euro 67, ridotta a euro  35  se  presentata  con  ritardo  non

superiore a trenta giorni.”.

                               Art. 18

 

 

Altre modifiche in  materia  di  sanzioni  ai  fini  dell’imposta  di

                              registro

 

  1. Al titolo VII del decreto del  Presidente  della  Repubblica  26

aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) all’articolo 69, comma 1, dopo il primo periodo e’ aggiunto il

seguente: “Se la richiesta di registrazione e’ effettuata con ritardo

non superiore a 30 giorni, si applica la sanzione amministrativa  dal

sessanta al centoventi per cento dell’ammontare delle imposte dovute,

con un minimo di euro 200.”;

    b)  all’articolo  72,  comma  1,  le  parole:  “dal  duecento  al

quattrocento  per  cento”  sono  sostituite  dalle   seguenti:   “dal

centoventi al duecentoquaranta per cento”.

                               Art. 19

 

 

               Associazioni sportive dilettantistiche

 

  1. Al comma 5 dell’articolo 25 della legge 13 maggio 1999, n.  133,

le parole: “la decadenza dalle agevolazioni  di  cui  alla  legge  16

dicembre  1991,  n.  398,   e   successive   modificazioni,   recante

disposizioni   tributarie   relative   alle   associazioni   sportive

dilettantistiche, e” sono soppresse.

                               Art. 20

 

 

                   Modifica dell’atto di recupero

 

  1. All’articolo 1, comma 421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,

dopo le parole: “ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo  9

luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni,”  sono  aggiunte  le

seguenti:  “nonche’  per  il  recupero  delle  relative  sanzioni   e

interessi”.

                               Art. 21

 

 

            Violazioni in materia di certificazione unica

 

  1. All’articolo 4, comma 6-quinquies, del  decreto  del  Presidente

della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono apportate  le  seguenti

modificazioni:

    a) nel secondo periodo, dopo le parole: “del decreto  legislativo

18 dicembre 1997, n. 472″  sono  aggiunte  le  seguenti:  “,  con  un

massimo di euro 50.000 per sostituto di imposta”;

    b)  dopo  l’ultimo  periodo  e’  aggiunto  il  seguente:  “Se  la

certificazione e’ correttamente trasmessa entro sessanta  giorni  dal

termine previsto nel primo periodo,  la  sanzione  e’  ridotta  a  un

terzo, con un massimo di euro 20.000.”.

                               Art. 22

 

 

        Violazioni degli obblighi di comunicazione degli enti

       e delle casse aventi esclusivamente fine assistenziale

 

  1. All’articolo 78, comma 26, della legge 30 dicembre 1991, n. 413,

sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) nel quarto periodo, dopo le parole:  “decreto  legislativo  18

dicembre 1997, n. 472″ sono aggiunte le seguenti: “, con  un  massimo

di euro 50.000 per soggetto terzo”;

    b)  dopo  l’ultimo  periodo  e’  aggiunto  il  seguente:  “Se  la

comunicazione e’ correttamente trasmessa entro sessanta giorni  dalla

scadenza di cui al comma 25, la sanzione e’ ridotta a un  terzo,  con

un massimo di euro 20.000.”.

                               Art. 23

 

 

             Violazioni degli obblighi di comunicazione

                    al Sistema tessera sanitaria

 

  1. All’articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175,

dopo il comma 5 e’ aggiunto il seguente: «5-bis. In caso  di  omessa,

tardiva o errata trasmissione dei dati di cui  ai  commi  3  e  4  si

applica la sanzione di euro 100 per ogni comunicazione, in  deroga  a

quanto previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 18  dicembre

1997, n. 472, con un massimo di  euro  50.000.  Nei  casi  di  errata

comunicazione dei dati la sanzione non si applica se la  trasmissione

dei dati corretti e’ effettuata entro i cinque giorni successivi alla

scadenza, ovvero, in caso di segnalazione da parte dell’Agenzia delle

Entrate, entro i cinque successivi alla segnalazione  stessa.  Se  la

comunicazione e’ correttamente trasmessa entro sessanta giorni  dalla

scadenza prevista, la sanzione e’ ridotta a un terzo con  un  massimo

di euro 20.000.».

                               Art. 24

 

 

            Riduzione sanzionatoria in caso di rettifiche

                    del CAF o del professionista

 

  1. All’articolo 39, comma 1, lettera a), sesto periodo, del decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241, le parole: “nella misura  prevista

dall’articolo 13, comma 1, lettera b),  del  decreto  legislativo  18

dicembre 1997, n. 472″ sono sostituite dalle seguenti: “a un nono del

minimo”.

                               Art. 25

 

 

               Procedimento di computo in diminuzione

                    delle perdite in accertamento

 

  1. All’articolo 42 del decreto del Presidente della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 600, dopo il terzo comma e’ aggiunto il  seguente:

«Fatte salve le previsioni di cui all’articolo  40-bis  del  presente

decreto, sono computate in diminuzione dei maggiori imponibili di cui

al secondo comma le perdite relative al periodo d’imposta oggetto  di

accertamento, fino a  concorrenza  del  loro  importo.  Dai  maggiori

imponibili che residuano dall’eventuale computo in diminuzione di cui

al periodo precedente, il contribuente ha facolta’  di  chiedere  che

siano computate in diminuzione le perdite pregresse  non  utilizzate,

fino a concorrenza del loro importo. A tal fine, il contribuente deve

presentare un’apposita istanza all’ufficio  competente  all’emissione

dell’avviso di accertamento di cui al secondo comma, entro il termine

di  proposizione  del  ricorso.  In  tale   caso   il   termine   per

l’impugnazione dell’atto  e’  sospeso  per  un  periodo  di  sessanta

giorni.  L’ufficio  procede  al  ricalcolo  dell’eventuale   maggiore

imposta  dovuta,  degli  interessi  e  delle  sanzioni  correlate,  e

comunica  l’esito  al  contribuente,  entro  sessanta  giorni   dalla

presentazione dell’istanza. Ai fini del presente  comma  per  perdite

pregresse devono intendersi quelle che erano utilizzabili  alla  data

di chiusura del periodo d’imposta oggetto di  accertamento  ai  sensi

dell’articolo 8 e dell’articolo 84 del decreto del  Presidente  della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.».

  2. All’articolo 7 del decreto legislativo 19 giugno 1997,  n.  218,

dopo il comma 1-bis e’ aggiunto il seguente: «1-ter. Fatte  salve  le

previsioni  di  cui  all’articolo  9-bis  del  presente  decreto,  il

contribuente  ha  facolta’  di  chiedere  che  siano   computate   in

diminuzione dai maggiori imponibili le perdite di cui al quarto comma

dell’articolo 42 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 600, non utilizzate, fino a concorrenza  del  loro

importo.».

  3. All’articolo 36-bis del decreto del Presidente della  Repubblica

29 settembre 1973, n. 600, dopo il comma 3 e’ aggiunto  il  seguente:

«3-bis.  A  seguito  dello  scomputo  delle  perdite   dai   maggiori

imponibili effettuato ai sensi del secondo periodo del  quarto  comma

dell’articolo 42 del presente  decreto,  del  comma  3  dell’articolo

40-bis del presente decreto, del  comma  1-ter  dell’articolo  7  del

decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, del comma 2 dell’articolo

9-bis   del   decreto   legislativo   19   giugno   1997,   n.   218,

l’amministrazione finanziaria  provvede  a  ridurre  l’importo  delle

perdite riportabili ai sensi dell’articolo 8 e dell’articolo  84  del

decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917,

nell’ultima dichiarazione dei redditi  presentata.  A  seguito  dello

scomputo delle perdite dai maggiori imponibili  effettuato  ai  sensi

del primo periodo del quarto  comma  dell’articolo  42  del  presente

decreto, l’amministrazione finanziaria provvede a  ridurre  l’importo

delle perdite riportabili ai sensi dell’articolo 8 e dell’articolo 84

del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,

nelle dichiarazioni  dei  redditi  successive  a  quella  oggetto  di

rettifica e, qualora emerga  un  maggiore  imponibile,  procede  alla

rettifica ai sensi del primo e secondo  comma  dell’articolo  42  del

presente decreto.».

  4. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle  entrate,  da

emanare entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  del

presente decreto, sono  stabiliti  i  contenuti  e  le  modalita’  di

presentazione dell’istanza di cui ai  precedenti  commi,  nonche’  le

conseguenti attivita’ dell’ufficio competente.

  5. Le disposizioni di cui ai commi precedenti entrano in vigore  il

1° gennaio 2016, con riferimento ai periodi di imposta per  i  quali,

alla  predetta  data,  sono  ancora  pendenti  i   termini   di   cui

all’articolo 43  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 600.

                               Art. 26

 

 

        Ulteriori modifiche in materia di imposta di registro

 

  1. All’articolo 13 del decreto del Presidente della  Repubblica  26

aprile 1986, n. 131 dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:  «1-bis.

Per i decreti di  trasferimento  e  gli  atti  da  essi  ricevuti,  i

cancellieri devono richiedere la registrazione entro sessanta  giorni

da quello in cui il provvedimento e’ stato emanato.».

                               Art. 27

 

 

       Modifiche in materia di imposte ipotecaria e catastale

 

  1. All’articolo 6, comma 2,  del  decreto  legislativo  31  ottobre

1990, n. 347,  le  parole:  “trenta  giorni”  sono  sostituite  dalle

seguenti: “centoventi giorni”.

  2. All’articolo 9 del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n.  347,

sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 1, dopo il primo periodo e’ aggiunto il seguente: “Se

la richiesta di  trascrizione  o  le  annotazioni  obbligatorie  sono

effettuate con un ritardo non superiore a trenta giorni,  si  applica

la  sanzione  amministrativa  dal  cinquanta  al  cento   per   cento

dell’ammontare delle imposte dovute.”;

    b) al comma 2, le parole: “da lire duecentomila  a  lire  quattro

milioni.” sono sostituite dalle seguenti: “da euro 100 a euro  2.000,

ridotta a euro 50 se la  richiesta  e’  effettuata  con  ritardo  non

superiore a trenta giorni.”.

                               Art. 28

 

 

                   Modifiche in materia di imposta

                    sulle successioni e donazioni

 

  1.  All’articolo  50,  comma  1,  secondo  periodo,   del   decreto

legislativo  31  ottobre  1990,  n.  346,   le   parole:   “da   lire

cinquecentomila a lire due milioni” sono sostituite  dalle  seguenti:

“da euro 250 a euro 1.000”; inoltre, dopo  il  secondo  periodo  sono

aggiunti i seguenti:  “Se  la  dichiarazione  e’  presentata  con  un

ritardo non  superiore  a  trenta  giorni,  si  applica  la  sanzione

amministrativa dal sessanta al centoventi  per  cento  dell’ammontare

dell’imposta liquidata o riliquidata dall’ufficio. Se non  e’  dovuta

imposta si applica la sanzione amministrativa  da  euro  150  a  euro

500.”.

                               Art. 29

 

 

              Modifiche in materia di imposta di bollo

 

  1. Al titolo V del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26

ottobre 1972, n. 642, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) all’articolo 24, comma 1, le parole: “lire duecentomila a lire

quattrocentomila” sono sostituite dalle seguenti: “euro  100  a  euro

200″;

    b) all’articolo 25, comma 3, dopo il primo periodo e’ aggiunto il

seguente: “Se la dichiarazione di conguaglio  e’  presentata  con  un

ritardo non  superiore  a  trenta  giorni,  si  applica  la  sanzione

amministrativa  dal  cinquanta  al  cento  per  cento  dell’ammontare

dell’imposta dovuta.”.

                               Art. 30

 

 

        Modifiche in materia di imposta sugli intrattenimenti

 

  1. All’articolo 32 del decreto del Presidente della  Repubblica  26

ottobre 1972, n. 640, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 1:

      1) nel  primo  periodo,  le  parole:  “lire  un  milione”  sono

sostituite dalle seguenti: “euro 500”;

      2) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La  sanzione  e’

dovuta nella misura da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non

ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo.”;

    b) al comma 2:

      1) nel primo periodo, le parole:  “lire  cinquecentomila”  sono

sostituite dalle seguenti: “euro 250”;

      2)  e’  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:   “Se   la

dichiarazione di cui all’articolo 2 e quella di  cui  all’articolo  3

del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1999, n. 544,

da presentarsi, rispettivamente, entro dieci  giorni  dalla  fine  di

ciascun anno sociale, ed entro il quinto giorno successivo al termine

della data della manifestazione, sono presentate con un  ritardo  non

superiore a trenta giorni, si applica la sanzione amministrativa  dal

cinquanta al cento  per  cento  dell’ammontare  dell’imposta  con  un

minimo di 150 euro.”;

    c) al comma 3, primo periodo, dopo le parole:  “non  documentato”

sono aggiunte le seguenti: “con un minimo di euro 500”.

  2. All’articolo 33 del decreto del Presidente della  Repubblica  26

ottobre 1972, n. 640, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 1,  le  parole:  “lire  cinquecentomila  a  lire  due

milioni” sono sostituite dalle seguenti: “euro 250 a euro 1.000”;

    b) il comma 4 e’ abrogato.

                               Art. 31

 

 

                   Modifiche in materia di fatture

                     per operazioni inesistenti

 

  1. Nell’articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica  26

ottobre 1972, n. 633, il comma 7 e’ sostituito dal seguente:  “7.  Se

il cedente o prestatore emette fattura  per  operazioni  inesistenti,

ovvero se indica nella fattura i corrispettivi delle operazioni o  le

imposte relative in misura superiore a  quella  reale,  l’imposta  e’

dovuta  per  l’intero  ammontare  indicato  o   corrispondente   alle

indicazioni della fattura.”.

Titolo III 

Decorrenza degli effetti, 
abrogazioni e disposizioni finanziarie

                               Art. 32

 

 

               Decorrenza degli effetti e abrogazioni

 

  1. Le disposizioni di cui al Titolo  II  del  presente  decreto  si

applicano a decorrere dal 1° gennaio 2017.

  2. A decorrere dal  1°  gennaio  2017  sono  abrogate  le  seguenti

disposizioni:

    a) gli articoli 32 e 33 del decreto legislativo 15 dicembre 1997,

n. 446;

    b) l’articolo 27, comma 18, del decreto-legge 29  novembre  2008,

n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,

n. 2;

    c) l’articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997,

n. 241;

    d) l’articolo 3, comma 5, del decreto legislativo 14 marzo  2011,

n. 23;

  3. Nell’articolo 34, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,

le parole: “di cui al decreto legislativo 21 novembre 1997,  n.  461”

sono soppresse.

                               Art. 33

 

 

                      Disposizione finanziaria

 

  1. Agli oneri  derivanti  dal  presente  decreto,  valutati  in  40

milioni di  euro  annui  a  decorrere  dall’anno  2017,  si  provvede

mediante corrispondente riduzione della dotazione del  Fondo  di  cui

all’articolo 16, comma 1, ultimo periodo, della legge 11 marzo  2014,

n. 23. Il Ministro dell’economia e delle finanze  e’  autorizzato  ad

apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

  2. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento  delle

finanze e l’Agenzia delle entrate effettuano  il  monitoraggio  degli

effetti finanziari  in  termini  di  minor  gettito  derivante  dalla

rimodulazione delle sanzioni previste dal  presente  decreto  e,  nel

caso si verifichi o sia in procinto di  verificarsi  uno  scostamento

rispetto alle previsioni, il Ministro dell’economia e  delle  finanze

presenta al Parlamento una apposita relazione in cui sono indicate le

cause dello scostamento e gli interventi specifici da adottare per il

mantenimento  degli  equilibri  di   finanza   pubblica,   ai   sensi

dell’articolo 17, comma 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

    Dato a Roma, addi’ 24 settembre 2015

 

                             MATTARELLA

 

 

                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei

                                ministri

 

                                Padoan,  Ministro   dell’economia   e

                                delle finanze

 

Visto, il Guardasigilli: Orlando

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it