D.Lgs. 157/2015 - Misure per la revisione della disciplina dell'organizzazione delle agenzie fiscali, in attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera h), della legge 11 marzo 2014, n. 23.

D.Lgs. 157/2015 – Misure per la revisione della disciplina dell’organizzazione delle agenzie fiscali, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, lettera h), della legge 11 marzo 2014, n. 23.

Redazione

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DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2015, n. 157 

Misure per la revisione della  disciplina  dell’organizzazione  delle

agenzie fiscali, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, lettera  h),

della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00168)

(GU n.233 del 7-10-2015 – Suppl. Ordinario n. 55)

 

 Vigente al: 22-10-2015 

 

 

 

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

  Vista la legge 11  marzo  2014,  n.  23,  con  la  quale  e’  stata

conferita delega al  Governo  recante  disposizioni  per  un  sistema

fiscale piu’ equo,  trasparente  e  orientato  alla  crescita  e,  in

particolare, l’articolo 9, comma 1,  lettera  h),  con  il  quale  il

Governo e’ delegato  a  procedere  alla  revisione  della  disciplina

dell’organizzazione delle agenzie fiscali, in funzione delle esigenze

di   contenimento   della   spesa   pubblica   e   di   potenziamento

dell’efficienza dell’azione amministrativa, nonche’ ai  fini  di  una

piu’ razionale ripartizione delle funzioni tra le diverse agenzie;

  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,

adottata nella riunione del 26 giugno 2015;

  Acquisiti i pareri delle Commissioni  parlamentari  competenti  per

materia e, per i profili di carattere finanziario, della  Camera  dei

deputati e del Senato della Repubblica;

  Visto l’articolo 1, comma 7, della citata legge  n.  23  del  2014,

secondo cui, qualora il Governo non  intenda  conformarsi  ai  pareri

parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere;

  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,

adottata nella riunione del 4 settembre 2015;

  Acquisiti  i  pareri  definitivi   delle   competenti   Commissioni

parlamentari, ai sensi dell’articolo 1, comma 7, della  citata  legge

n. 23 del 2014;

  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella

riunione del 22 settembre 2015;

  Sulla proposta del Ministro dell’economia e delle finanze;

 

                              E m a n a

                  il seguente decreto legislativo:

 

                               Art. 1

 

 

                       Disposizioni in materia

              di riorganizzazione delle agenzie fiscali

 

  1. Le agenzie fiscali procedono alla riorganizzazione delle proprie

strutture in funzione del contenimento delle spese  di  funzionamento

ai sensi dell’articolo 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012,  n.

95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,

e del riassetto dei servizi di assistenza, consulenza e controllo con

l’obiettivo di facilitare  gli  adempimenti  tributari  anche  grazie

all’impiego di nuove e piu’ avanzate forme di  comunicazione  con  il

contribuente,  contribuendo  a  una  maggiore  competitivita’   delle

imprese italiane e favorendo l’attrattivita’  degli  investimenti  in

Italia per le imprese estere che  intendono  operare  nel  territorio

nazionale. Nei programmi di riorganizzazione le agenzie,  nell’ambito

dello svolgimento delle funzioni loro assegnate, perseguono, inoltre,

la  riduzione  della  invasivita’  dei  controlli  e   dei   connessi

adempimenti secondo il principio del controllo amministrativo  unico,

sviluppando ulteriormente tecniche di analisi dei rischi. Le  agenzie

orientano, in funzione degli obiettivi istituzionali e della missione

prioritaria di facilitare e promuovere l’assolvimento degli  obblighi

tributari, i  programmi  di  formazione  e  sviluppo  del  personale,

nonche’ i criteri di determinazione dei  compensi  incentivanti,  nel

quadro della revisione del sistema  delle  convenzioni  fra  Ministro

dell’economia e delle finanze e agenzie fiscali di  cui  all’articolo

59, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

  2. Al fine di potenziare l’efficienza dell’azione amministrativa  e

favorire l’emersione delle basi imponibili, le convenzioni  stipulate

ai sensi del citato articolo 59, comma 2, stabiliscono per le agenzie

fiscali specifici obiettivi di incremento del livello di  adempimento

spontaneo  degli  obblighi  tributari,  del  livello   di   efficacia

dell’azione di prevenzione e contrasto dell’evasione  fiscale,  delle

frodi e degli illeciti tributari, anche mediante  l’attuazione  delle

disposizioni dell’articolo 1, commi 634, 635 e 636,  della  legge  23

dicembre 2014, n. 190, e dei nuovi istituti introdotti in  attuazione

della legge 11 marzo 2014, n. 23.

  3. Per la misurazione  degli  obiettivi  di  cui  al  comma  2,  le

convenzioni di cui al  comma  1  definiscono,  per  ciascuna  agenzia

fiscale:

    a)  indicatori  della  produttivita’,  qualita’  e  tempestivita’

dell’attivita’ svolta nelle aree di operativita’;

    b)  indicatori   della   complessiva   efficacia   e   efficienza

gestionale.

  4. Gli indicatori di cui al  comma  3  sono  definiti  in  base  ai

seguenti criteri generali:

    a) rispetto dei principi di cui alla legge  27  luglio  2000,  n.

212, anche con riguardo alla  richiesta  di  documentazione  gia’  in

possesso dell’amministrazione finanziaria;

    b) preponderanza  di  peso  degli  indicatori  espressione  delle

attivita’ volte a facilitare gli adempimenti tributari, a contribuire

a una maggiore competitivita’ delle imprese  italiane  e  a  favorire

l’attrattivita’ degli investimenti in Italia per  le  imprese  estere

che  intendono  operare  nel  territorio  nazionale,  nonche’   delle

attivita’ di prevenzione  e  contrasto  all’evasione  e  all’elusione

fiscale, di erogazione dei servizi al contribuente  e  di  tempestiva

esecuzione dei provvedimenti di rimborso e di sgravio;

    c) tempestivita’ delle direttive adottate a seguito di  mutamenti

legislativi  e  della  giurisprudenza  di  legittimita’  che  possano

incidere sui rapporti pendenti ai fini dell’autotutela,  acquiescenza

a sentenze, adesioni, mediazioni e conciliazioni giudiziali.

  5. Le convenzioni di cui al comma 1 definiscono i  criteri  per  la

redazione della mappa dei rischi operativi e per la definizione degli

indicatori di rischio di non conformita’ di ciascuna agenzia fiscale.

  6. Le disposizioni del presente decreto relative  alle  convenzioni

di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2016.

  7. All’esito positivo  delle  verifiche  effettuate  dal  Ministero

dell’economia  e  delle   finanze –   Dipartimento   delle   finanze,

finalizzate ad accertare il maggior gettito incassato con riferimento

all’ultimo  anno  consuntivato  connesso  al   raggiungimento   degli

obiettivi fissati nelle convenzioni di cui al comma 1, sulla base  di

strumenti di monitoraggio e di riscontro del suddetto maggior gettito

derivante dall’attivita’ volta a promuovere  l’adempimento  spontaneo

degli obblighi fiscali e dell’attivita’  di  controllo  fiscale,  ivi

compreso, ove disponibile e  in  relazione  ai  dati  pertinenti,  il

rapporto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera f), della  legge  11

marzo 2014, n. 23, nonche’ in base all’accertamento dei  risparmi  di

spesa  conseguenti   a   controlli   che   abbiano   determinato   il

disconoscimento in via definitiva  di  richieste  di  rimborsi  o  di

crediti d’imposta, gli stanziamenti iscritti nei pertinenti  capitoli

dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze

sono integrati con apposito provvedimento in corso di gestione per la

quota incentivante di cui all’articolo 59, comma 4, lettera  c),  del

decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nel rispetto del  vincolo

di neutralita’ finanziaria relativamente al  previgente  sistema.  In

forza di tale vincolo, per l’attivita’ svolta a  decorrere  dall’anno

2016 l’ammontare della predetta quota  non  puo’  superare  la  media

degli importi assegnati nel triennio precedente a ciascuna agenzia in

applicazione del citato articolo 59, comma 4, lettera c), del decreto

legislativo n. 300 del 1999 e dell’articolo 12,  commi  1  e  2,  del

decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, come sostituito dall’articolo  3,

comma 165, della  legge  24  dicembre  2003,  n.  350,  e  successive

modificazioni. In relazione al  vincolo  di  neutralita’  finanziaria

relativamente  al  previgente   sistema   e   subordinatamente   alla

realizzazione degli strumenti di monitoraggio e riscontro di  cui  al

primo periodo cessano di avere applicazione per le  agenzie  fiscali,

con riferimento all’attivita’ svolta a decorrere dal 1° gennaio 2016,

le disposizioni di cui all’articolo 12 del decreto-legge  n.  79  del

1997 riguardanti  l’assegnazione  di  risorse  per  il  potenziamento

dell’amministrazione economica e finanziaria e per la  corresponsione

di compensi al personale dipendente. Resta fermo quanto previsto  dal

citato articolo 12 per la quota di risorse rivenienti  dall’attivita’

delle  agenzie  fiscali  destinata  al  fondo  di  assistenza  per  i

finanzieri, al fondo di previdenza per  il  personale  del  Ministero

dell’economia e delle finanze, al potenziamento ed alla copertura  di

oneri indifferibili dell’Amministrazione economico-finanziaria e  del

Corpo della Guardia di Finanza nonche’ quanto previsto  dal  medesimo

articolo in relazione all’incentivazione del personale del  Ministero

dell’economia e delle finanze cui continua a provvedersi  annualmente

con   decreto   ministeriale.   Fermo   restando   quanto    previsto

dall’articolo 5, commi da 11 a 11-quinquies, del decreto-legge n.  95

del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012,

nelle more dei rinnovi  contrattuali  previsti  dall’articolo  6  del

decreto legislativo 1° agosto 2011, n. 141, i sistemi di  misurazione

e valutazione della performance individuale  adottati  dalle  agenzie

fiscali e i criteri selettivi da esse  stabiliti  per  l’attribuzione

del trattamento accessorio collegato alla performance  del  personale

dipendente sono verificati nel quadro delle  convenzioni  di  cui  al

comma 1.

  8. Ai fini del contenimento dei costi, le agenzie fiscali  riducono

di non meno del 10 per cento il rapporto tra  personale  dirigenziale

di  livello  non  generale  e  personale   non   dirigente   previsto

dall’articolo 23-quinquies, comma  1,  lettera  a),  numero  2),  del

decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in modo da diminuire ulteriormente

le posizioni dirigenziali rispetto a quanto previsto  dalla  medesima

disposizione.

  9. Le agenzie provvedono a una riduzione complessiva di  almeno  il

10 per  cento  delle  posizioni  dirigenziali  di  livello  generale,

computata con riferimento alla dotazione  organica  cumulativa  delle

agenzie stesse relativa a tali posizioni.

  10. A seguito dell’applicazione delle disposizioni di cui ai  commi

8 e 9, i fondi per il trattamento accessorio del personale  dirigente

di  prima  e  seconda  fascia  sono  corrispondentemente  ridotti  in

proporzione ai posti dirigenziali effettivamente soppressi.

  11. In coerenza con il processo  d’integrazione  operativa  tra  le

attivita’  dell’Agenzia  delle  entrate  e  quelle   dell’incorporata

Agenzia del territorio cessano di avere effetto  le  limitazioni  per

specifiche materie introdotte dall’articolo 23-quater, comma  7,  del

decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 7 agosto 2012, n.  135,  con  riguardo  allo  svolgimento

delle funzioni  dei  vicedirettori,  fermo  restando  il  contingente

complessivo ivi previsto.

  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

    Dato a Roma, addi’ 24 settembre 2015

 

                             MATTARELLA

 

 

                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei

                                ministri

 

                                Padoan,  Ministro   dell’economia   e

                                delle finanze

 

Visto, il Guardasigilli: Orlando

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