Non rallenta il cybercrime

Non rallenta il cybercrime

di Alessandro Giuseppe Porcari

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Secondo un’indagine di Accenture, gli attacchi informatici rappresentano sempre più una minaccia per l’economia globale. I sistemi di difesa operano alla continua rincorsa di metodi di aggressione sempre più precisi e oscuri. I rischi per le economie mondiali sono elevati e le imprese richiedono regole di business più strette

Una rapida evoluzione delle tecnologie informatiche a cui non corrisponde un altrettanto incisivo investimento in sistemi di sicurezza. Un paradosso che potrebbe mettere a rischio l’economia mondiale nei prossimi anni. Secondo Accenture, il livello di sicurezza della rete è già inferiore rispetto al livello di sofisticazione raggiunto dalla criminalità informatica. Per questo, entro cinque anni, le aziende di tutto il mondo potrebbero subire un danno per 5.200 miliardi di dollari. Il dato emerge dall’indagine Securing the digital economy: reinventing the internet for trust condotta da Accenture, coinvolgendo 1711 ceo e top manager di aziende appartenenti a società che vantano ricavi annuali non inferiori a 1 miliardo di dollari con sede in 13 paesi, tra cui l’Italia. I dirigenti sono convinti che il progresso dell’economia digitale sarà seriamente compromesso se non ci sarà un sostanziale miglioramento della sicurezza su internet: il 59% si mostra persino impotente di fronte al rischio cyber, ammettendo di non sapere come reagire. Di fronte a un pericolo che appare imprevedibile e sconosciuto, più della metà dei dirigenti vorrebbe che entrassero in vigore norme di business più rigorose introdotte da istituzioni o autorità governative. Per i tre quarti degli intervistati gli aspetti di sicurezza informatica sono persino sfuggiti al controllo, a causa di nuove tecnologie come l’Internet of Things e l’Industrial Internet of Things, rendendo sempre più difficile proteggere la propria organizzazione.

Serve una difesa di sistema

L’ampia gamma di attività fraudolente e dannose, che caratterizzano l’azione dei criminali informatici, può compromettere le attività aziendali, la crescita e l’innovazione del business, fino a incidere sull’introduzione di nuovi prodotti e servizi. Secondo Paolo Dal Cin, security lead di Accenture Italia, nessuna organizzazione può affrontare da sola le sfide poste dalle minacce cyber; del resto, lo studio di Accenture, mostra che i tre quarti degli intervistati (75%) sono consapevoli che sia necessario uno sforzo congiunto per far fronte alle sfide in materia di cyber security, in quanto nessuna organizzazione è in grado di risolvere il problema da sola. Il vantaggio acquisito dalla criminalità informatica rende necessarie azioni condivise. Per Accenture occorre prima di tutto incidere sulla governance, con il fine di unire le forze con altre aziende partner e attivare una gestione a livello globale. Serve infatti una maggiore collaborazione tra i dirigenti di aziende responsabili di governo e autorità di regolamentazione, per definire come prevenire al meglio nuovi cyber-attacchi.

Inoltre serve un’azione che incida sulla business architecture che, indirizzando al meglio le basi della cyber-security e proteggendo tutte le attività di business lungo l’intero ecosistema di partner e fornitori, consenta l’affermazione di computer quantistici un modello basato sulla fiducia digitale. Infine, occorre adottare nuove tecnologie, sia per affrontare le sfide legate ai computer quantici, sia per assicurarsi che la sicurezza dei software e le funzioni di aggiornamento siano integrate nei dispositivi mobili e IoT sin dalla loro progettazione.

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