Matrimonio e finanze, trasparenza o privacy?

Matrimonio e finanze, trasparenza o privacy?

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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Un argomento del quale non si parla spesso, che in realtà rappresenta a volte motivo di scontro tra i coniugi, che potrebbe determinare crisi insanabili minando la stessa unione, alimentando litigi che potrebbero avere come ultimo capitolo la separazione o il divorzio.

Le domanda sono che cosa succede se uno dei due coniugi apre un conto senza dire niente all’altro e  se si deve rivelare al marito o alla moglie la sua busta paga.

In materia di fedeltà tra coniugi  di solito si pensa quasi sempre alla sfera sentimentale e sessuale e molto meno a quella patrimoniale.

Nonostante questo, esiste anche l’infedeltà finanziaria della quale si rende colpevole chi nasconde i suoi soldi o i conti correnti al partner.

Su questo argomento ci sono diversi luoghi comuni.

Alcuni pensano che se la coppia ha adottato il regime di comunione dei beni, i risparmi di proprietà di uno dei coniugi siano, in realtà, anche dell’altro.

Altri sostengono che i frutti del lavoro individuale restino di esclusiva proprietà di chi se li è procurati.

Le domande ricorrenti sono quale sia la verità, se esiste un obbligo di trasparenza in relazione alle disponibilità patrimoniali di ognuno dei coniugi e quale risposta si debba dare al marito che si chiede s  deve dire a sua moglie quanto guadagna.

Questi argomenti, dei quali spesso non si parla apertamente, rappresentano uno dei principali motivi di scoglio tra coniugi, che di solito si orientano verso il creare una divisione netta dei rispettivi portafogli.

Ci si chiede che cosa dica in proposito la legge, se esista un obbligo di trasparenza che imponga ai due coniugi di non nascondere niente e di  rendere note l’uno all’altro le possibilità economiche in capo a ognuno.

Ci si chiede se il marito debba fare vedere la busta paga alla moglie e se la stessa possa pretendere di vederla.

Se la moglie sia libera di spendere come vuole i soldi che ha sul conto corrente, senza destinare niente alla casa e alla famiglia.

Se rischia qualcosa e on quale misura il marito o la moglie che decide di aprire un conto corrente e non lo rivela all’altro coniuge, e che cosa succede ai soldi risparmiati e non ancora spesi nel momento nel quale una coppia si separa.

La fedeltà finanziaria

L’articolo 143 del codice civile è la norma che fissa i diritti e i doveri dei coniugi.

Rubricato “Diritti e doveri reciproci dei coniugi” recita:

Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.

Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

Il comma 2 dell’articolo parla di obbligo di fedeltà senza specificare quale tipo sia.

Il concetto di fedeltà coniugale è molto più ampio e comprende una dedizione fisica, il dovere di non sottrarsi ai rapporti sessuali se non per validi motivi, e spirituale.

Questa nozione si comprende meglio leggendo più in avanti l’articolo stesso, che parla anche di un dovere di assistenza morale e materiale.

I coniugi si sposano promettendosi reciproco conforto nei momenti di bisogno, di aiutarsi economicamente e di contribuire, in misura proporzionale alle rispettive capacità, ai bisogni della famiglia.

La legge non dice di rendere noti al coniuge i redditi, ma impone di destinare una parte di questi ai bisogni del nucleo familiare.

Redditi del coniuge e privacy

Molti giudici hanno di recente ammesso che esiste un reddito in capo a ognuno dei coniugi di farsi

rilasciare dall’Agenzia delle Entrate una copia della dichiarazione dei redditi dell’altro.

Una simile circostanza si verifica esclusivamente in presenza di un valido motivo, precisamente quello alla difesa in giudizio in caso di separazione o divorzio.

Questi elementi risultano fondamentali per sapere in che misura chiedere il mantenimento all’ex o se l’assegno debba essere sottoposto a revisione.

Al di fuori da questa ipotesi, ci si chiede se sia possibile parlare di una privacy sui redditi del coniuge e nessuno dei due può chiedere all’amministrazione di rendere noto quanto guadagna l’altro.

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Le vicende dei soldi sul conto

Per le coppie in separazione dei beni i rispettivi redditi risultano distinti e separati.

Ognuno di loro è proprietario dei suoi conti, dei suoi risparmi e dei beni acquistati con quei soldi.

Nelle coppie in comunione dei beni le cose sono parzialmente diverse.

Sino a che non vengono spesi, i soldi sono di proprietà del coniuge che li ha guadagnati e l’altro non può rivendicare niente in merito.

Se il denaro viene utilizzato per acquistare un bene, lo stesso entra in comunione e ognuno dei due coniugi ne è proprietario a metà, a meno che non si tratti di beni di utilizzo personale, ad esempio capi di abbigliamento, o destinati al lavoro, ad esempio un personal computer.

Nella coppia di coniugi in comunione dei beni che decide di separarsi, i soldi ancora presenti sui rispettivi conti correnti devono essere divisi a metà.

La busta paga e i conti correnti si rendono noti al coniuge?

Ritornando all’argomento cardine, in questa sede scriviamo quali siano gli obblighi di trasparenza che esistono in una coppia di coniugi, indipendentemente dal fatto che abbiano scelto la comunione o la separazione dei beni.

La legge impone a ognuno dei coniugi la contribuzione e la partecipazione economica alle esigenze della famiglia in proporzione alle rispettive capacità economiche.

Non esiste un preciso obbligo di trasparenza.

Il coniuge che apre un conto senza renderlo noto all’altro, non viola la legge.

L’illecito si può configurare se i soldi in questione soldi non vengono in parte destinati ai bisogni comuni.

In simili circostanze si può chiedere la separazione con addebito a carico del marito o della moglie che accumula una cospicua ricchezza senza renderlo noto all’altro coniuge e costringendolo a un tenore di vita inferiore in modo notevole.

 

 

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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