La disciplina degli intermediari finanziari

La disciplina degli intermediari finanziari

Alessandra Concas Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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Gli intermediari finanziari sono imprese specializzate nell’acquisto e nella vendita di attività finanziarie.

Essi si inseriscono tra i soggetti e i settori in avanzo finanziario e quelli in disavanzo, dato che è difficile e costoso per chi ha fondi in eccesso mettersi in contatto diretto con coloro che ne hanno bisogno.

Non sempre è possibile conciliare le necessità dei datori con quelle dei prestatori di fondi, è ridotto il grado di fiducia di chi fornisce i fondi nei confronti di chi li riceve, non sono sufficienti le informazioni sulle modalità di impiego delle risorse, elementi che determinano una configurazione del sistema finanziario nel quale il trasferimento diretto delle risorse tra soggetti o settori è contenuto, mentre risulta rilevante la presenza di operatori in grado di soddisfare le esigenze diverse di coloro che presentano saldi finanziari di segno opposto.

Gli intermediari acquisiscono strumenti di credito emessi dalle unità in disavanzo ed emettono passività che originano crediti vantati dai possessori nei loro confronti.

Nell’attività di intermediazione si assumono rischi, e per scelta autonoma o per volere del legislatore si è realizzata una distinzione degli intermediari, che tende a rendere compatibili le attività acquisite con gli impegni assunti.

Banche e altre istituzioni creditizie erogano mutui, crediti commerciali e crediti al consumo, le loro passività sono costituite soprattutto da conti correnti, conti di risparmio e certificati di deposito. Compagnie di assicurazione e fondi pensione negoziano titoli, le loro passività sono costituite, rispettivamente, da polizze e da impegni nei confronti dei futuri pensionati.

L’attività degli intermediari finanziari va al di là del semplice agire nei mercati, se si limitassero a riconfezionare gli strumenti finanziari in modo da assecondare le esigenze dei prenditori e dei prestatori di fondi, sarebbero attori secondari sulla scena economica, mentre in realtà, cercano clienti (dal lato dell’offerta e da quello della domanda di fondi) non esclusivamente attraverso la variazione del tasso di interesse, ma soprattutto differenziando e pubblicizzando i propri prodotti.

La differenziazione è attuata variando scadenze, commissioni, servizi connessi la concorrenza non di prezzo diventa particolarmente rilevante quando il tasso di interesse è imposto o viene stabilito per collusione più o meno esplicita tra intermediari.

Secondo la funzione svolta, al crescere della richiesta di intermediazione e della differenziazione delle esigenze, aumentano il numero e la tipologia degli intermediari, cioè la specializzazione si realizza all’interno degli stessi intermediari, come in Germania.

Nel processo di trasferimento delle risorse dai settori in avanzo a quelli in deficit si istituiscono legami tra risparmio, intermediari finanziari e investimenti, e lo sviluppo e l’articolazione degli intermediari contribuiscono alla crescita del sistema economico, poiché il processo degli investimenti trova maggiori possibilità di finanziamento.

Questo impulso alla crescita del sistema, oltre che dal trasferimento delle risorse, deriva dalla capacità degli intermediari di creare credito.

Nel sistema bancario le passività sono costituite da strumenti che hanno valore nominale certo e sono perfettamente liquide, si può erogare una quantità di credito superiore a quella dei fondi raccolti, attraverso un processo di moltiplicazione del credito e dei depositi e anche gli intermediari non bancari hanno una capacità limitata di creare credito.

La differenza è data dalla perdita di risorse, perché nella concessione di credito da parte delle banche, la moneta viene trasferita alla banca presso la quale il venditore di beni o servizi detiene le proprie disponibilità, e nel caso degli altri intermediari, al momento dell’erogazione di fondi si registra una perdita di risorse monetarie depositate presso le banche, in favore del settore privato.

Quando gli intermediari, come le banche, riescono ad accrescere la propensione al risparmio, influiscono sul flusso netto di credito e quando si agisce sulla propensione al risparmio non si determinano variazioni del valore della spesa, anche se la composizione della domanda aggregata con un aumento della spesa per investimenti a scapito di quella per consumi risulta modificata.

Gli intermediari finanziari non bancari possono influire attraverso diverse vie sulle condizioni di equilibrio del mercato della moneta.

In primo luogo lo sviluppo di intermediari finanziari, come i fondi comuni di investimento, in grado di rimborsare in brevissimo tempo le passività detenute dal pubblico fa accrescere il grado di liquidità delle attività finanziarie diverse dalla moneta, l’emissione di titoli caratterizzati da una elevata sostituibilità rispetto alla moneta consente ai privati di detenere ammontari più contenuti di scorte monetarie.

Da questo si ricava che l’attività di intermediazione trasforma la ricchezza economica in diverse forme, nelle quali i possessori ultimi detengono il proprio risparmio accumulato.

I mercati finanziari svolgono un ruolo importante in questo processo, ma gli intermediari lo amplificano, creando mercati che non esisterebbero senza di loro e partecipando con altri agenti ad altri mercati, organizzati o informali e gli intermediari realizzano una serie di funzioni che assumono rilievo per il concreto andamento dei mercati finanziari stessi e per il sistema economico nella sua globalità.

La loro individuazione consente di fornire un inquadramento dell’attività degli intermediari e del ruolo ad essi assegnato, e in questo ambito le loro funzioni si riconducono al taglio conveniente e alla diversificazione dei vizi.

Nel primo caso, gli emittenti di prestiti trovano troppo costoso ritagliare attività e passività secondo le necessità e le preferenze dei prestatori di fondi, gli intermediari possono frazionare prestiti di grosse dimensioni in ammontari convenienti per i piccoli risparmiatori, o cambiare le obbligazioni dei debitori in ammontari più ampi, le economie di scala e specializzazione nelle transazioni finanziarie consentono agli intermediari di combinare le esigenze dei debitori.

Nel secondo caso, i rischi connessi con le attività economiche assumono diverse forme.

Alcuni hanno una dimensione nazionale o mondiale (guerre, cambiamenti nei vantaggi comparativi internazionali, politiche monetarie e fiscali, prezzi e offerta dei beni di base), altri riguardano le imprese o le tecnologie (capacità dei dirigenti, qualità dei nuovi prodotti).

Un intermediario finanziario può assumere particolare competenza nel valutare i rischi, specialmente i rischi specifici, specializzandosi nel raccogliere e nell’interpretare le informazioni, troppo costose da procurarsi o inutilizzabili da parte del singolo risparmiatore.

Mettendo insieme i fondi dei creditori, gli intermediari possono diversificare il rischio in modo non consentito al singolo creditore.

Con la trasformazione delle scadenze,un intermediario finanziario riconcilia le diverse preferenze dei prenditori e dei prestatori in relazione alle scadenze.

I depositanti vogliono prestare fondi per tempi più brevi di quelli voluti dai prenditori di fondi, e gli imprenditori hanno bisogno di credito per coprire l’intervallo di tempo tra il momento della produzione e quello della vendita.

Situazioni diverse si riscontrano per altri intermediari finanziari.

Una compagnia di assicurazioni o un fondo pensione possono investire nel breve termine il risparmio che i futuri pensionati non richiederanno per molti anni.

Con la trasformazione delle attività illiquide in passività liquide, una attività liquida può essere definita come quella nella quale il valore presente può essere cambiato immediatamente in potere d’acquisto per beni e servizi.

La liquidità in questo senso non significa necessariamente certezza del valore.

Azioni negoziate in mercati ben organizzati sono facilmente liquidabili, ma il prezzo può variare in ogni momento in misura non prevedibile.

Un immobile non è né liquido né dotato di un valore prevedibile.

Un intermediario finanziario detiene attivi illiquidi, mentre le passività sono liquide, e detiene attività il con un valore non certo, mentre garantisce il valore delle passività.

Questa è l’attività tradizionale delle banche commerciali, e la ragione per relazioni durevoli e intense tra banche e clienti.

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