L’Associazione dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari e la Riforma Forense: intervista al Presidente Avvocato Andrea Loi

L’Associazione dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari e la Riforma Forense: intervista al Presidente Avvocato Andrea Loi

Alessandra Concas Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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L’Associazione dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari, alcune settimane fa ha organizzato un Convegno incentrato sulla recente Riforma Forsense facendo presente al folto pubblico dei partecipanti quali sono le perplessità sulla stessa in relazione ai giovani avvocati, cercando di delineare le linee e le aspettative che la Associazione stessa si propone e spera siano realizzate al fine di rendere la suddetta Riforma più consona alle esigenze di di colori che esercitano la professione.

Abbiamo parlato della Associazione dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari e della Riforma Forense con il Presidente della Associazione stessa Avvocato Andrea Loi.

Avv. Loi, quando come e perché nasce l’Associazione dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari e quali sono gli obiettivi che vi siete prefissi?

La totale assenza di Associazioni di Giovani Avvocati operative nel contesto del Foro di Cagliari ha indotto il sottoscritto ad operare una pervicace campagna di sensibilizzazione, rivolta ai professionisti under 45 del Foro calaritano, sulla necessità di costituire una rappresentanza forense giovanile forte, indipendente, autorevole e sintesi effettiva della condivisa esigenza di una forza comune che operi quotidianamente per la soluzione dei problemi e la tutela degli interessi dei giovani giuristi e che, nel contempo, sia in grado di assicurare una adeguata presenza di giovani nel contesto della governance dell’Avvocatura dell’intera Regione Sardegna.

Il grande entusiasmo con il quale il progetto è stato accolto da un numero, sempre crescente, di giovani avvocati e praticanti, ha spinto i promotori di detta iniziativa – nelle persone degli Avv.ti Andrea Loi, Herbert Fortunato, Antonello Locci, Fabio Basile, Dania Aresu, Michela Sorgia, Umberto Cossu, Alessandro Corrias, Debora Urru, Luca Manconi, Federica Vargiu, Pietro Leo, Andrea Vento, Alberto Putzolu e Roberta Ballero – a costituire, in data 23.04.2012 a mezzo di scrittura privata, una Associazione denominata “Giovani Avvocati del Foro di Cagliari”, aperta a tutti gli avvocati e praticanti “under 45” del Foro calaritano, con il seguente dichiarato ambizioso programma:

I) Garantire una adeguata rappresentanza dei giovani avvocati del Nostro Foro nel contesto degli organismi forensi e delle delegazioni congressuali.; II) Organizzazione di eventi formativi con spiccata impronta pratica e sui temi quanto più attuali; III) Promozione della mutua solidarietà fra colleghi, da organizzarsi a mezzo di un sito internet: a) per le sostituzioni in udienza e gli adempimenti di cancelleria a Cagliari, nelle Sezioni distaccate e negli altri Fori della Regione Sardegna, tramite la creazione di un’agenda on line; b) per la soluzione di qualsiasi problematica operativa e giuridica tramite l’occasione del confronto all’interno di un apposito forum; c) per l’individuazione di nominativi di colleghi per le domiciliazioni in tutto il territorio nazionale.; IV) Attività di assistenza legale gratuita a beneficio degli associati per eventuali difese in sede disciplinare ed in sede penale e civile per procedimenti connessi all’attività professionale.; V) Stipula di convenzioni nell’interesse degli associati, che avranno ad oggetto condizioni più favorevoli per l’acquisto di libri, riviste, banche dati, polizze professionali e per accedere ad attività ricreative e per il tempo libero (ad esempio: palestre, piscine ecc.); VI) Organizzazione di corsi a basso costo per la preparazione all’esame di avvocato; VII) Creazione di una rivista della Associazione, on line, nella quale saranno pubblicate anche le sentenze che delineano gli orientamenti giurisprudenziali sardi più rilevanti; i materiali saranno stampabili, scaricabili e condivisibili, a titolo gratuito, per gli associati; VIII) Creazione di una banca dati all’interno del sito internet con le più importanti decisioni emesse nell’ambito dei Fori della Regione Sardegna, consultabile a titolo gratuito per gli associati; IX) Attività di collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza.


Quali dei vostri obiettivi hanno ad oggi trovato concreta attuazione ?

Grazie all’impegno profuso, dai soci fondatori prima e da questi unitamente ai numerosi iscritti poi (oggi ne annoveriamo quasi 200), sono orgoglioso di poter affermare che la Associazione dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari, a poco più di un anno e mezza dalla formale costituzione, rappresenta oramai un importante punto di riferimento per i giovani professionisti del Nostro Foro, ma non soltanto per i Giovani, potendo annoverare, fra soci onorari e simpatizzanti, numerosi colleghi con decenni di carriera alla spalle.

Siamo, anzitutto, riusciti nell’intento, non semplice, di stimolare l’interesse dei Giovani (e non solo) verso i temi della politica forense.

Con particolare riferimento all’attività di politica forense dell’Associazione, ricordo, anzitutto, la nostra partecipazione, a mezzo di una consistente delegazione, alla 1^ Assemblea dell’Avvocatura Sarda del 30 giugno 2012, svoltasi ad Arborea. In quella sede abbiamo avuto modo di far sentire, per la prima volta in un contesto ufficiale, la nostra voce con un intervento sulla importanza del ruolo dell’avvocato nell’attuale società, nel quale sono state rievocate due figure eroiche della storia moderna dell’avvocatura italiana: gli avv.ti Fulvio Croce e Giorgio Ambrosoli.

Abbiamo garantito una rappresentanza ufficiale dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari nel contesto del XXXI° Congresso Nazionale Forense di Bari del 22 – 24 novembre; rappresentanza ottenuta tramite la presentazione di una lista autonoma rispetto alle due che, oramai da tempi immemorabili, si contendono il governo del nostro Foro.

Abbiamo, altresì, avuto l’onore di svolgere un ruolo di prioritaria importanza nell’occasione di detto Congresso Nazionale Forense, tramite la presentazione – a mani del sottoscritto in qualità di delegato del Foro di Cagliari, ma in nome e per conto della Associazione dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari – di una mozione (la n. 18 del Congresso) a mezzo della quale è stata richiesta la abrogazione del c.d. “filtro in appello”. Mozione approvata con 461 voti favorevoli, 11 astenuti e 21 contrari; mozione ampiamente menzionata in tutti gli articoli, in cartaceo ed on line, che hanno trattato del Congresso Nazionale Forense di Bari.

Abbiamo promosso occasioni di aggiornamento e di formazione professionale, tramite: a) l’organizzazione di ben 6 eventi formativi, dal settembre 2012 al novembre 2013; b) una importante attività di informativa – a mezzo del sito internet dell’Associazione, del Forum costituito nel social network “face book” ed a mezzo mail – avente ad oggetto le più importanti novità normative e giurisprudenziali.

Abbiamo promosso numerose iniziative di mutua solidarietà fra Colleghi, garantendo: a) le sostituzioni in udienza e le sostituzioni per quanto concerne gli adempimenti di Cancelleria a Cagliari, nelle sezioni distaccate, e negli altri Fori della Regione Sardegna; b) occasioni di confronto, all’interno di un apposito forum, ai fini della soluzione di qualsiasi problematica operativa e giuridica; c) l’individuazione di nominativi di colleghi per le domiciliazioni in tutto il territorio nazionale.

Abbiamo costituito, all’interno dell’Associazione, una Commissione per l’assistenza legale, a beneficio degli associati, per le ipotesi di: a) responsabilità professionale in sede civile; b) procedimenti disciplinari; c) procedimenti penali connessi all’attività professionale.

Abbiamo stipulato convenzioni nell’interesse degli associati, aventi ad oggetto condizioni più favorevoli per l’acquisto di libri, riviste, banche dati, polizze professionali e per accedere ad attività ricreative e per il tempo libero.

Abbiamo favorito i rapporti interpersonali fra i giovani colleghi, e fra questi e numerosi colleghi over 45, anche attraverso l’organizzazione di eventi ludici e ricreativi.

L’idea di organizzare un Convegno sulla Riforma Forense, come è nata e perché?

Come ho avuto modo di evidenziare nel contesto del Convegno stesso, nasce per dovere di verità nei confronti dei Colleghi del mio Foro di appartenenza, avendo constatato una notevole disinformazione da parte dei Colleghi stessi in ordine ai contenuti della Riforma medesima, oltreché alle numerose criticità che, a mio avviso è possibile riscontrare, soprattutto a danno dei giovani avvocati e dei praticanti. Era, pertanto, necessario scegliere, in qualità di relatori, dei giovani colleghi, di modo che potesse essere data una lettura della Riforma medesima quanto più coerente possibile con le necessità, le aspettative e le ambizioni dei giovani avvocati.

Quali sono i punti più “lacunosi” di questa Riforma a quasi un anno dalla sua entrata in vigore, in relazione soprattutto alle esigenze e alle aspettative dei giovani avvocati?

Noi Giovani Avvocati del Foro di Cagliari non possiamo che valutare, in armonia con tutte le principali Associazioni indipendenti di Giovani Avvocati del Centro-Sud, in senso estremamente negativo questa pseudo–riforma, costituita da un impianto normativo obsoleto, assolutamente inidoneo ad assicurare la risoluzione dei prioritari problemi dell’Avvocatura ed un miglioramento della qualità della Giustizia nel nostro Paese, assolutamente inadeguato a garantire nuove opportunità per la professione forense, men che meno per il giovani colleghi.

E’, anzitutto, impossibile non rilevare l’utilizzo di una tecnica legislativa ormai da tempo in voga, consistente nel delegare gran parte della disciplina a futuri regolamenti attuativi, con il risultato di <<sfornare>> una legge priva nell’immediato della capacità di normare compiutamente un settore, con porzioni della Riforma che, conseguentemente, entreranno in vigore in tempi diversi e con contenuti che soltanto in futuro potranno essere valutati, nel dettaglio, nella loro completa applicazione ed efficacia, rispetto ai problemi che intendevano affrontare e risolvere.

In particolare, l’urgentissimo problema dell’accesso alla professione, che reclamava soluzioni indifferibili, è stato addirittura rimandato a provvedimenti che entreranno in vigore nell’anno 2015.

A mio avviso i punti più lacunosi, soprattutto con riferimento alla esigenze ed aspettative dei giovani avvocati, sono sinteticamente i seguenti:

 

I. Anzitutto l’art. 21, il quale prevede al comma 1, primo periodo: <<La permanenza dell’iscrizione all’albo è subordinata all’esercizio della professione in modo effetivo, continuativo, abituale e prevalente, salve le eccezioni previste anche in riferimento ai primi anni di esercizio professionale>> Prevede, quindi, al comma 4, primo periodo, che <<La mancanza della effettività, continuità, abitualità e prevalenza dell’esercizio professionale comporta, se non sussitono giustificati motivi, la cancellazione dall’albo>>

E’ bene rammentare, al riguardo, che la Corte di giustizia europea, con indirizzo ben consolidato, si è espressa sempre contro norme che individuano nella continuità di un’attività professionale il requisito cui venga subordinato il riconoscimento di un qualsiasi beneficio, la possibilità di accesso a uno status determinato, una qualifica o un trattamento, e ciò lo ha fatto a tutela della dignità del professionista poiché ha ravvisato in tali norme possibilità di discriminazione anche indiretta a scapito delle donne e dei soggetti deboli in genere.

Alla luce di tale previsione ci si interroga se sia legittimo che – in un ordinamento giuridico che concepisce il lavoro (ed in tale nozione costituzionale di lavoro è ricompreso sia quello subordinato che autonomo, materiale o intellettuale) come forma di espressione della dignità umana – vi siano degli avvocati (e concorrenti) anche se più anziani ed affermati che possano privare un loro collega (che ha conseguito il medesimo titolo di studio e la medesima abilitazione professionale) dell’iscrizione all’albo e del conseguente diritto al lavoro? E sulla scorta, credibilmente, di quale interesse superiore ? Non è certamente questa la modalità più corretta ed adeguata attraverso la quale porre rimedio al sovraffollamento degli albi degli avvocati. Sarebbe stato opportuno intervenire sul tema con incisività, equità e chiarezza, stabilendo la più semplice, efficace ed indolore delle regole: la previsione di un numero chiuso per l’iscrizione alla Facoltà di Giurisprudenza.

Ma non basta, posto che, in tema di continuità e prevalenza dell’esercizio della professione la legge di riforma forense – il comma 6 dell’art. 21 – prevede anche dei privilegi irragionevoli e intollerabili a favore degli avvocati parlamentari e membri di organi legislativi rispetto a quanto disposto per i loro colleghi avvocati che però non sono parlamentari nè membri di altri organi legislativi. Costituisce evidente profilo di incostituzionalità per irragionevolezza e disparità di trattamento il fatto che la riforma forense preveda che un avvocato sia cancellato dall’albo per mancato esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione, e che poi di tale principio non faccia applicazione nei confronti dei parlamentari avvocati.

II) Sempre nel contesto dell’art. 21 è espressamente previsto, al comma 8, che <<l’iscrizione agli Albi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza forense>>. Ebbene, si prevede che, nel corso del prossimo triennio, oltre 50.000 avvocati saranno costretti a cancellarsi dall’Albo, perchè non saranno in grado di sostenere i gravosi oneri economici che l’obbligo di detta iscrizione comporta. Basti pensarsi che, attualmente, il contributo obbligatorio minimo annuale sfiora i 4.000,00 euro, somma assolutamente fuori portata per i tantissimi colleghi, e sono risultati nel 2012 ben il 37,50 % degli iscritti alla Cassa, il cui reddito non oltrepassa la soglia dei 16.000,00 euro annuali.

III) Viene poi in considerazione l’art. 22, laddove è previsto che l’iscrizione nell’Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori non sarà più automatica come oggi, ma consentita solo agli avvocati che superano l’apposito esame oppure a quelli che, al di là dell’anzianità di iscrizione all’Albo di otto anni, avranno poi lodevolmente e proficuamente frequentato la Scuola superiore dell’Avvocatura, istituita e disciplinata con Regolamento Cnf. Il che lascia ragionevolmente supporre che il numero degli avvocati cassazionisti calerà drasticamente in pochi anni, non essendo certamente agevole conciliare l’attività professionale con la frequenza della Scuola superiore a Roma, che si presuppone impegnativa ed oltretutto assai onerosa per le tasche del giovane collega. Ma la domanda sorge spontanea: per quale motivo è stata limitata la possibilità di chiedere l’iscrizione in conformità alla previgente normativa soltanto con riferimento ai colleghi che abbiano maturato i relativi requisiti di anzianità nei tre anni successivi alla entrata in vigore della Legge 31 dicembre 2012 n. 147 ? L’art. 22 avrebbe dovuto trovare applicazione, più equamente, soltanto con riferimento a coloro i quali si fossero iscritti all’Albo successivamente all’entrata in vigore della Riforma. Trattasi, pertanto, di norma iniqua, che danneggia pesantemente la giovane avvocatura, in quanto crea delle evidenti disparità di trattamento fra soggetti che, al momento di entrata in vigore della norma, hanno conseguito la medesima abilitazione professionale.

IV) Ancora: l’Art. 11. Gli avvocati sono obbligati a curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale, fatta eccezione per quelli che hanno più di 25 anni di iscrizione all’Albo e per gli ultra sessantenni. Quindi, in buona sostanza, chi ha smesso da più tempo di studiare ha meno bisogno di stare al passo con la nuova normativa e le novità giurisprudenziali rispetto a chi è di studi più recenti. Possibile che un anziano professionista over-60 abbia minore bisogno di aggiornarsi rispetto a un giovane fresco di studi e con una buona propensione di base all’uso degli strumenti informatici?. Peggio: sono esentati i componenti di organi con funzioni legislative, con la motivazione che si aggiornerebbero per il sol fatto della attività che svolgono. Ma non riesco proprio a comprendere come si possa decentemente sostenere che un assessore regionale o un consigliere regionale, come anche un parlamentare, si aggiornino sulla normativa, sulla giurisprudenza e sulla dottrina per il solo fatto di sedere in un consiglio o in un aula del Parlamento.

V) Art. 41, COMMA 11 – E’ con un senso di profondo rammarico che, dulcis in fundo, rilevo l’esistenza di una norma che sancisce, a chiare lettere, che il titolare di uno studio legale può pagare un obolo al giovane praticante avvocato che sgobba per lui soltanto dopo il primo semestre. Troviamo, pertanto, in questa Riforma addirittura una imposizione di lavorare a titolo gratuito per i giovani praticanti come i <<ragazzi spazzola>> dei barbieri di una volta

Mancano, infine, del tutto, in questa pseudo-riforma, norme sulla trasparenza e la rotazione degli incarichi che promanano direttamente o indirettamente dal potere pubblico e ne utilizzano le risorse finanziarie

In definitiva più ombre che luci.

Le prospettive future della vostra associazione in relazione alla Riforma e al di fuori di essa.

E’ nostro intendimento, anzitutto, organizzare, nel corso dell’anno 2014, ulteriori eventi formativi sulla Riforma, di modo da poter offrire ai nostri Colleghi dei percorsi monografici, da due ore e mezza ciascuno, nel contesto dei quali approfondire determinate tematiche che l’esiguo lasso temporale a nostra disposizione, nell’occasione del recente evento formativo del 29 novembre scorso, ha consentito di trattare soltanto sommariamente.

Ciò consentirà una più ampia rappresentazione delle numerose criticità presenti nel contesto della Riforma, e così consentire ai rappresentanti della Giovane Avvocatura Calaritana di partecipare al prossimo Congresso Nazionale Forense, che si terrà a Venezia nel novembre dell’anno 2014, in maniera assolutamente incidente (così come avvenne in quello di Bari del 2012), tramite la presentazione di mozioni congressuali finalizzate perlomeno a mitigare le asperità, a danno dei giovani colleghi, di alcune delle norme contenute nella L. n. 247/2012.

E’, pertanto, nostro intendimento, nell’occasione delle prossime votazioni per l’elezione dei delegati del Foro di Cagliari per il Congresso Nazionale Forense di Venezia, presentare una lista autonoma dei Giovani Avvocati del Foro di Cagliari, di modo da poter consentire la presenza, in rappresentanza della Giovane Avvocatura Calaritana, di quanti più delegati congressuali possibili, e così dare attuazione al nostro ambizioso progetto.

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