I mutui subprime

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

I Mutui Subprime (Subprime lending), B-Paper, near-prime o second chance sono termini della lingua inglese che indicano quei prestiti che, nel contesto finanziario statunitense, vengono concessi ad un soggetto che non può accedere ai tassi di interesse di mercato, in quanto ha avuto problemi pregressi nella sua vicenda di debitore.

Il termine, in particolare il prefisso “sub-“, è relativo alle condizioni inferiori a quelle ottimali del prime loan, considerando il maggiore grado di rischio del rapporto di obbligazione.

Il termine subprime è relativo a un’ampia varietà di strumenti di credito, come i mutui subprime, i prestiti d’auto subprime, le carte di credito subprime.

Da metà anni novanta le banche americane cominciarono a concedere massicciamente mutui a clienti non meritevoli di fiducia creditizia, la successiva insolvenza di massa di questi mutuatari, però, aggravata dall’aumento dei tassi), ha contribuito in maniera determinante alla crisi finanziaria scoppiata anni dopo.

Secondo alcune tesi sarebbe stato favorito dalle politiche democratiche del governo Clinton ma l’argomento è controverso.

Dal 1998, il 25% dei mutui ipotecari concessi sono stati classificati come subprime.

Il credito subprime si è evoluto quando domanda e offerta si sono incontrate nel mercato.

Con un ambiente economico in costante fluttuazione ed il debito dei consumatori in perenne crescita, i prestatori tradizionali sono diventati nel tempo più cauti ed hanno abbandonato un grande numero di potenziali clienti.

Statisticamente, circa il 25% della popolazione americana cade nella categoria subprime (punteggio di credito inferiore a 620).

La maggior liquidità a disposizione delle famiglie contribuì, inoltre, alla bolla immobiliare, come, viceversa, la loro insolvenza obbligò le banche a vendere forzatamente le case avute in garanzia, deprimendo, così, le quotazioni del mercato immobiliare.

Coloro che proponevano i mutui subprime negli Stati Uniti hanno sottolineato il ruolo che questo tipo creditizio ha nell’estendere l’accesso al mercato del credito a consumatori che altrimenti non l’avrebbero.

Gli oppositori hanno espresso il loro disappunto nei confronti dell’industria del credito subprime per avere messo in atto pratiche predatorie, come l’avere accettato clienti che con ogni evidenza non avevano le risorse per soddisfare i termini dei contratti o aver portato le rate dei mutui a tasso variabile a un livello insostenibile per i redditi medi, senza consentire una rinegoziazione dei debiti oppure un allungamento della loro durata.

Il credito subprime avrebbe garantito un diritto ad un accesso universale al credito, ma in modo non selettivo rispetto agli impieghi.

Altre iniziative, come il microcredito alle imprese o prestiti d’onore agli studenti meno abbienti, consentono un accesso a queste categorie, ma privo di guadagni speculativi.

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La descrizione

I prestiti subprime sono prestiti rischiosi sia per i creditori sia per i debitori, vista la pericolosa combinazione di alti tassi di interesse, cattiva vicenda creditizia del debitore e situazioni finanziarie poco chiare o difficilmente documentabili, associate a coloro che hanno accesso a questo tipo di credito.

Un’attività subprime si qualifica prevalentemente per lo stato della parte debitrice. Un mutuo subprime è, per definizione, un mutuo concesso ad un soggetto che non poteva avere accesso ad un tasso più favorevole nel mercato del credito.

I debitori subprime hanno tipicamente un basso punteggio di credito e storie creditizie fatte di inadempienze, pignoramenti, fallimenti e ritardi.

Siccome i debitori subprime vengono considerati ad alto rischio di insolvenza, i prestiti subprime hanno tipicamente condizioni meno favorevoli degli altri tipi di credito. Queste condizioni includono tassi di interesse, parcelle e premi più elevati.

L’attività di credito subprime

Non c’è un profilo di credito ufficiale che cataloga un mutuatario come subprime, anche se negli Stati Uniti il termine viene usato convenzionalmente in riferimento a chi contrae un prestito avendo un “punteggio di credito” inferiore a 620.

I prestiti subprime sono associati a garanzie basse o nulle dei debitori.

A volte non sono chieste dagli istituti di credito, altre volte il cliente medio non è in grado di fornirle.

Alla concessione di crediti privi di garanzie contribuiscono diversi fattori: la libertà di licenziamento e un mercato del lavoro flessibile che non consentono ai mutuatari di disporre di un reddito stabile e sicuro, il ricorso all’indebitamento per abitudini consumistiche oppure per un reddito insufficiente per cui gli stessi beni dovrebbero garantire molteplici finanziamenti, una legislazione sfavorevole per i creditori in materia di recupero crediti, la presenza di coperture finanziarie dei rischi alternative alle garanzie fornite dal cliente.

I prestatori subprime

Per avere accesso a questo mercato in crescita, i prestatori si assumono il rischio associato all’attività di credito nei confronti di debitori scarsamente affidabili, con un “punteggio di credito” basso o molto basso.

Si crede che i prestiti subprime costituiscano un rischio addirittura maggiore per il prestatore, a causa delle suddette elevate caratteristiche di rischio della controparte.

I prestatori utilizzano diversi metodi per coprire questi rischi: in molti prestiti subprime, il rischio viene coperto con un tasso di interesse più alto.

In relazione alle carte di credito subprime, ai possessori vengono addebitate tariffe di mora più elevate, in aggiunta a varie tariffe annuali.

A differenza delle carte di credito Prime, non viene dato di solito ai clienti un intervallo di tempo di “tolleranza”, nel quale i pagamenti possono essere ancora effettuati senza conseguenze, nonostante la scadenza.

Una volta addebitate sul conto, le tariffe di mora possono anche spingere il credito oltre il limite previsto, e sfociare in altre penali.

Questo determina introiti più elevati per i prestatori, in una sorta di circolo vizioso.

I debitori subprime

Il subprime dà a coloro che contraggono un prestito l’opportunità di avere accesso al credito.

Costoro utilizzano questo credito concesso per acquistare abitazioni, oppure per finanziare altre forme di spesa, come l’acquisto di un’automobile, la ristrutturazione della casa, o persino rimborsare una carta di credito ad alti interessi.

A causa dell’elevato profilo di rischio dei clienti subprime, il costo di questo accesso al credito è un tasso di interesse più elevato.

Di solito coloro che contraggono un prestito subprime presentano una varietà di caratteristiche di rischio, tra le quali:

Due o più pagamenti di crediti pregressi effettuati oltre 30 giorni dopo la scadenza negli ultimi 12 mesi, oppure uno o più pagamenti effettuati 60 giorni oltre la scadenza negli ultimi 36 mesi

Dichiarazione di bancarotta negli ultimi 5 anni

Insolvenza su un mutuo negli ultimi 24 mesi

Alte possibilità relative di inadempienza come evidenziato, ad esempio, dai punteggi degli istituti di credito inferiori a 620.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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