inserito in Diritto&Diritti nel ottobre 2001

Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto (Sez. I, Sent. 7 maggio 2001, Presidente e Relatore - Iannitelli)

***

Il Processo Verbale di Contestazione è un mero atto portatore dei fatti accertati, non già l'atto che motiva l'accertamento, la rettifica o la comminazione delle sanzioni. Risulta pertanto carente l'accertamento dell'Ufficio delle Entrate che si limiti a recepire il PCV, senza elaborare un'autonoma motivazione.

 

L'amministrazione finanziaria, può ispezionare i conti dei terzi solo in presenza di precisi collegamenti operativi dei rapporti intercorsi tra il contribuente accertato e le posizioni bancarie dei terzi.

 

L'autorizzazione ad esaminare i conti correnti di terzi estranei alla verifica, costituisce un presupposto endoprocedimentale. Detta autorizzazione, da emanarsi in presenza di significativi collegamenti dei soggetti coinvolti, assurge ad atto autonomo, come tale ricorribile gerarchicamente od in via giurisdizionale al TAR. Necessita pertanto di congrua motivazione, giusto anche il combinato disposto ex artt. 3 L. 241\90 e 7 L. 212\00.

 

 

Oggetto: n. xx; yy; ww e &&. Accertamenti in rettifica anni 1994\95\96. Società XXX SRL

Fatto

Con singoli avvisi di accertamento l'Ufficio IVA di Grosseto rettificava imponibile ed imposta per gli anni 1994\95\96.

Le rettifiche prendevano avvio da un Processo Verbale della Guardia di Finanza, in capo alla Società XXX Srl, corrente in XY-X, in persona del legale rappresentante Yyy, avente come socio amministratore Xxx.

Per l'anno 1994, la Finanza aveva contestato:

· * l'inerenza di £. 20.230.000= di imponibile con imposta IVA di £. 3.230.000=, in ordine a materiale fotografico ed altro (come luce stromboscopica, kit luci psichedeliche, mixer audio, amplificatore video, lampade da tavolo, radio torcia) tutti oggetti acquistati a fine di promozione ed avviamento, in data 22\12\94 ed, a dire del contribuente, offerti ai clienti. Alla Finanza sembrava inverosimile la spedizione di cadeaux ai clienti, consistenti in oggetti tra l'altro, quali lampade da tavolo, luci psichedeliche ed amplificatori video, che più verosimilmente appaiono essere beni strumentali;

· * con rilievo n. 2 la Finanza contestava ulteriormente il costo di un corso di computers, frequentato da Xx e Xx presso la Soc. Xxx. In proposito, i verbalizzanti evidenziavano che le stesse, in realtà, essendo estranee alla struttura societaria, non potevano invocare dalla Società un pagamento per formazione professionale in 2.975.000=, con imponibile IVA di £. 950.000=;

· * con il terzo ed ultimo rilievo del 1994 gli accertatori, in base ad accertamento bancario, rilevavano in capo alla Società un'evasione di rilievo.

Tale evasione emergeva dal:

--C\c NNN\nn, intestato alla persona fisica Xxx;

--c\c NNN\nn, intestato sempre alla persona fisica di Xxx;

--dagli altri conti, intestati ai parenti di Xxx, non sono emerse irregolarità.

Fra le spese effettuate e giudicate non inerenti e gli accrediti bancari sui conti personali di Xxx è emersa, secondo i militi, per l'anno 1994, un'evasione di 97.562.000=. ed un imponibile per imposta e spesa di £. 23.968.000=

Per l'anno 1995 è stato evidenziato:

* anche in questo anno la Finanza ha proseguito negli accertamenti bancari sui conti: --C\c NNN, intestato alla persona fisica di Xxx; --C\c nnn, intestato alla Soc. XXX Snc di Xx.

Nella verifica gli operatori rilevavano operazioni non giustificate ed evasione su conti bancari, per un importo da corrispondere fra imposta ed accessori di £. 64.514.000=

Per l'anno 1996, infine:

* la Finanza proseguiva nell'esame degli stessi conti correnti di cui all'anno 1995; --C\c NNN;

--C\c nnn-.

La Finanza rilevava imponibili riscossi e non giustificati avanzando una pretesa fiscale fra imposta ed accessori pari a £. 30.668.000=.

Difesa del ricorrente.

Nel procedimento si costituiva l'avv. Xx,con studio in Grosseto via xxxxx, domicilio eletto dal ricorrente.

Il difensore impugnava tutti gli accertamenti con motivazioni varie.

--Inerenza delle spese sostenute dalla Società, trattandosi di spese promozionali e di formazione;

--Illegalità dell'amministrazione finanziaria che ha ispezionato conti correnti bancari, in capo a soggetti autonomi (persone fisiche Xx , Yy, Ww ed altri) rispetto alla Società accertata, soggetti peraltro non sottoposti a verifica;

--tale ispezione era avvenuta senza la prova di alcuna intermediazione, attribuendo e traslando quindi, indebitamente, risultati economici alla Società accertata, pur essendo la stessa estranea ai conti dei terzi. Conti che, di conseguenza, non avendo legame alcuno, non compaiono nelle scritture sociali

--si lamentava altresì il contribuente dell'assenza in atti del documento autorizzativo per l'accesso bancario.

Il difensore concludeva per l'annullamento di tutti e tre gli accertamenti.

Si costituiva l'Uffìcio, ribadendo l'accertamento e chiedendo la reiezione del ricorso.

All'udienza di discussione il Collegio, al sensi dell'art. 7 del D. Lgs. 546\92, chiedeva la produzione autorizzativa dell'accesso bancario, documento che veniva prodotto insieme a memorie difensive delle parti.

Venivano anche prodotte sentenze della III' e IV' sezione di questa Commissione sullo stesso PVC. Dette pronunce, in materia di II.DD. dirimevano per le imposte di competenza la controversia, pronunciandosi specificamente sugli accertamenti bancari dei "terzi" ispezionati, con risultato favorevole al ricorrente.

La causa, sulle opposte conclusioni, veniva quindi discussa e trattenuta in decisione.

Motivi della decisione.

Circa l'avviso di accertamento, di cui è causa.

Gli avvisi di accertamento esaminati, alla stregua dei principi giurisprudenziali seguiti dalla Corte di Cassazione e fatti propri da questa Commissione (sent. 313\2\00) appaiono formalmente carenti, specie sul piano dell'elaborazione dei conti bancari, settore in cui l'Ufficio si è limitato ad annotare i risultati, facendo mero riferimento al PVC e senza ricorrere a motivazioni o deduzioni proprie, come richiesto espressamente dalla legge.

Conforme la giurisprudenza, anche a livello regionale: "Le ipotesi formulate dalla G di F con un processo verbale di contestazione non possono, di per se sole, giustificare un accertamento, non potendo corroborare la veridicità del bagaglio accusatorio, e pertanto , considerato che nel processo tributario grava rigorosamente sulle singole parti l'onere di provare le rispettive affermazioni, deve ritenersi illegittimo un accertamento che sia fondato soltanto sulle ridotte ipotesi della guardia di finanza, recepite acriticamente e per di più, in sintesi

(Sent. 97|00 Comm. Reg. Toscana, sez. 32).

Circa l'accertamento tramite ispezioni bancarie.

Nel corso della verifica, come detto, vi sono state varie ispezioni bancarie in capo a soggetti estranei all'attività accertativa, volta nei confronti della Società Xxx Srl con legale rappresentante nella persona di Yyy.

Infatti sono stati ispezionati conti in capo a Xx, amministratore della Società, X'XX, Yyyy, Www, Zzz, Aaa.

In ordine all'accertamento bancario che ha dato il risultato più cospicuo sul piano della pretesa evasione, occorre fare alcune considerazioni.

--L'art. 51\7 DPR 633\72 ammette l'ispezione dei conti di soggetti terzi, soltanto laddove vi siano ruporti inerenti o connessi con il soggetto accertato.

In altre parole, bisogna trovarsi in presenza di significativi collegamenti con il soggetto verificato, come anche ribadisce la circolare 1 \9 8 della Guardia di Finanza.

Nel caso specifico, tutte queste cautele non sono state compiutamente osservate. Si è invece preferito "scandagliare" tutto il nucleo familiare, pur in difetto di indizi ex art 2729 CC .

Trovati immuni da interposizioni e commissioni con la Società accertata i conti esaminati, è rimasta problematica la sola posizione residua di Xxx, amministratore della Società XXX, ma interessato anche ad altri assetti aziendali, come si evince dai c\c di cui sopra. Rinvenute su conti personali di costui varie somme, queste sono state ascritte di seguito quali imponibili della Società XYX. srl, pur in assenza di esaustive giustificazioni, ex art 51\7 DPR 633\72, circa l'inerenza e la connessione delle partite liquide in relazione al soggetto accertato.

La giurisprudenza sul punto è costante: " .... nell'ipotesi di conti non intestati al soggetto verificato, l'amministrazione finanziaria che li voglia utilizzare ... ha il preventivo onere di dimostrare, attraverso il riscontro di altra documentazione riferibile al soggetto verificato, il collegamento di documentazioni bancarie (accreditamenti e prelevamenti) gravabili di tributo; altrimenti si incorre nel divieto della praesumptio de praesumpto perché le presunzioni che abbiano il carattere di gravità, precisione e concordanza, possono utilizzarsi soltanto se muovono da altri fatti " (Comm Trib. Reg. FI 97\00)

Nell'ipotesi di conti bancari non intestati al soggetto verificato, l'amministrazione finanziaria che li voglia utilizzare nell'ambito dei poteri di cui agli artt. 54 e 55 del DPR 633 @ 72 ha il preventivo onere di dimostrare, attraverso il riscontro di altra documentazione, sicuramente riferibile al soggetto verificato, il collegamento delle movimentazioni bancarie ed operazioni del soggetto verificato gravabili di tributo (Comm. Trib. Reg. Firenze sez. VI° sent. 2\98).

Conforme.- Comm. Trib. Reg. Torino, sez. 21° sent. 98\00,- Reggio Emilia, sez. VII sent. 269\97.

Conformi: -CTR 54\99 Sez. XVI,- Comm Trib. Prov. Piacenza 216\98.

--Sull'autorizzazione da concedersi nella ispezione bancaria.

Sempre l'art. 51\7 citato e' ulteriormente 32\7 DPR 600\73 richiedono per l'accesso ai conti tutti l'autorizzazione del Direttore Regionale delle Entrate o del Comandante di zona della Guardia di

Finanza.

Il documento, pur essendo un atto prodromico importante, in atti era inesistente e fu prodotto soltanto in seguito all'Ordinanza del Collegio.

Si osserva l'opportunità della presenza di tale documento nel processo, fin dall'origine, essendo lo stesso suscettibile di essere autonomamente ricorso per via gerarchica od impugnabile giurisdizionalmente davanti al TAR.

Esaminata in corso di causa, il Collegio osserva come l'autorizzazione manchi della motivazione richiesta dall'art. 3 L. 241\90 ed art. 7 L. 212\00.

Infatti il documento autorizzativo non avrebbe dovuto essere tautologico, limitandosi alla mera autorizzazione, ma enunciare altresì la motivazione per cui i conti da ispezionarsi fossero inerenti, connessi o contigui alla contabilità od ai conti del soggetto accertato, sulla scorta delle presunzioni di legge.

In caso contrario si versa, giuste le menzionate leggi sulla trasparenza amministrativa e sullo statuto del contribuente, quantomeno su una forma amministrativa di eccesso di potere. Ciò detto, il Collegio ritiene che le indagini bancarie siano da annullarsi e concorda con la terza sezione di questa Commissione, sent. n. 150\3\1999, nel ritenere non inerenti le spese portate in detrazione dalla Società ricorrente per gli anni 1994 e 1995.

La Commissione

P.Q.M.

Accoglie parzialmente il ricorso.

Compensa le spese del giudizio.

Grosseto 07\05\01

Il Presidente Relatore (dott. Filippo Iannitelli)