È possibile girare qualsiasi titolo di credito? In quali casi si firma dietro l’assegno  

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

 

L’assegno bancario rappresenta uno strumento di pagamento più utilizzato di quello che si possa pensare.

Oggi si tende a fare degli acquisti di un determinato importo con la carta di credito o con il Bancomat, complice il fatto che sono delle tessere comode da tenere nel portafoglio, e il bonifico, specialmente quello online, risolve molti inconvenienti legati alla pratica, però, con l’abbassamento della soglia dei contanti (999,99 euro dall’1 gennaio 2022), avere in tasca oppure in borsa il libretto degli assegni permetterà di eseguire un pagamento allo stesso modo tracciabile e che impegna pochi secondi per la compilazione.

A questo proposito ci si chiede se a chi lo riceve basta presentarlo così com’è allo sportello per incassarlo e quando l’assegno si firma dietro.

Esistono tipi diversi di assegni, quello trasferibile e quello non trasferibile.

La differenza sta, soprattutto, nell’importo, perché per legge, il primo non può arrivare a 1.000 euro, mentre se la cifra da riportare è almeno quella, si dovrà staccare il secondo, vale a dire, quello non trasferibile.

Il primo può essere “girato” a una terza persona, mentre il secondo può essere presentato in banca esclusivamente da parte della persona alla quale è intestato.

In questo articolo scriveremo come compilarlo e come riscuoterlo in modo corretto.

Indice

  1. In che modo si compila un assegno trasferibile?
  2. In che modo si compila un assegno non trasferibile?
  3. Gli assegni hanno una scadenza?
  4. Quando l’assegno deve essere firmato dietro?

1. In che modo si compila un assegno trasferibile?

L’assegno trasferibile, o per dirla in termini più precisi “privo della clausola di non trasferibilità”, è un titolo di pagamento al portatore.

Significa che può essere incassato da chiunque lo presenti a uno sportello bancario.

Si può dire che a ogni effetto, è paragonabile al contante ed è sottoposto ai vincoli stabiliti per il cash al fine di prevenire il riciclaggio e l’evasione fiscale.

Significa che l’importo riportato sull’assegno trasferibile non può superare una determinata cifra, vale a dire, non può arrivare a 1.000 euro.

Un’altra particolarità dell’assegno trasferibile è che per averlo si deve richiedere per iscritto alla banca l’apposito carnet.

La legge impone agli istituti di credito di rilasciare gli assegni con la clausola di “non trasferibilità”. Significa che per avere degli assegni trasferibili si dovranno chiedere appositamente “in forma libera”.

Se non ci sono dei diversi accordi con la banca, per ogni assegno è dovuta un’imposta di bollo di 1,50 euro.

Per compilare l’assegno trasferibile basta indicare nella parte superiore il luogo, la data e l’importo in cifre.

Nella parte centrale dovrà essere riportata la cifra in lettere, con i centesimi in numeri separati da due barre dal resto dell’importo.

La riga relativa al beneficiario può essere lasciata in bianco e la firma deve essere inserita nella parte inferiore dell’assegno.

2. In che modo si compila un assegno non trasferibile?

Come scritto in precedenza, la banca rilascia in automatico i libretti degli assegni non trasferibili, a meno che il cliente faccia apposita richiesta per averne di altro tipo.

In questo caso, non ci sono dei limiti d’importo e la cifra può essere pari o superiore a 1.000 euro.

Un elemento particolare dell’assegno non trasferibile è quello dell’intestatario.

Nel caso dell’assegno non trasferibile, la compilazione è la stessa rispetto a quello trasferibile ma deve essere indicato chi è il beneficiario.

Nell’apposita riga che nell’altro assegno poteva essere lasciata in bianco, dovrà essere riportato il nome o la ragione sociale di chi lo dovrà incassare.

Questa particolarità consente di avere maggiore sicurezza sulla fine che farà l’assegno e trattandosi di un titolo di credito “nominativo”, si sa chi dovrà essere la persona che lo potrà incassare.

In caso contrario, chiunque dovesse avere in mano quel pezzo di carta si potrebbe presentare allo sportello.

Questo, a parte il danno economico, potrebbe procurare qualche seccatura di carattere giudiziario.

Si può facilmente immaginare che cosa potrebbe accadere se l’assegno finisse in mano a qualche malfattore dedito al traffico di stupefacenti o al riciclaggio di denaro sporco.

Le autorità dovrebbero fornire qualche spiegazione.

3. Gli assegni hanno una scadenza?

L’assegno potrebbe non durare per sempre.

A seconda del tipo, ci sono le seguenti scadenze:

  • Emesso su piazza, vale a dire, nello stesso Comune nel quale si trova la banca, 8 giorni dalla data di emissione.
  • Emesso fuori piazza, vale a dire, in un Comune diverso, 15 giorni.
  • Emesso in un Paese dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, 20 giorni.
  • Emesso al di fuori dall’Ue, 60 giorni.

Quando questi termini vengono superati il beneficiario lo potrebbe incassare lo stesso, anche dopo quattro, cinque, dieci mesi, a patto, però, che il correntista, vale a dire, chi ha emesso il titolo di credito, non l’abbia bloccato.

Quando si arriva alla scadenza, chi ha firmato l’assegno ci può ripensare e bloccarlo in modo che non venga più riscosso.

Riassumendo:

  • Se non è stata superata la scadenza, l’assegno non può essere bloccato e il beneficiario lo può incassare.
  • Se è stata superata la scadenza, l’assegno può essere bloccato e il beneficiario non lo potrà incassare.

4. Quando l’assegno deve essere firmato dietro?

Chi riceve un pagamento attraverso un assegno bancario, quando si deve recare allo sportello per riscuoterlo potrebbe essere tenuto a mettere una firma sul retro.

Se si tratta di un assegno trasferibile, non si dovrà firmare dietro, a meno che il beneficiario voglia pagare a sua volta una terza persona con quello stesso titolo di credito.

In simili casi, si fa quella che viene chiamata la girata, con la quale l’assegno viene girato al beneficiario finale.

 

Esempio:

Tizio consegna a Caio un assegno trasferibile del valore di 200 euro per una prestazione professionale da lui ricevuta.

Caio ha un debito di 300 euro con Sempronio e decide di consegnargli quell’assegno più 100 euro in contanti.

Per girare l’assegno a Sempronio, basterà che Caio metta una firma sulla parte posteriore.

Questa modalità non è consentita sull’assegno non trasferibile, perché la persona che lo riceve è l’unica che lo può incassare.

La cosiddetta girata è permessa esclusivamente quando il beneficiario decide di versare l’importo dell’assegno sul suo conto corrente e gira l’assegno alla banca in modo che l’istituto possa fare il versamento sul conto.

Si deve sottolineare che per incassare un assegno non si deve avere un conto corrente, è sufficiente recarsi in una filiale della banca che ha emesso il titolo di credito con un documento d’identità.

L’operatore allo sportello controllerà il documento e pagherà la somma in contanti.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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