Documenti del divorzio smarriti, in che modo recuperarli

Documenti del divorzio smarriti, in che modo recuperarli

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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I documenti del divorzio che si trovano presso le cancellerie possono essere richiesti in triplice copia.

Questi documenti devono essere muniti della cosiddetta formula esecutiva del cancelliere, con la quale il giudice comanda agli ufficiali giudiziari di avviare il provvedimento in questione.

La formula viene concessa alla parte a favore della quale è stato pronunciato il provvedimento o dai suoi successori.

Non può essere rilasciata più di una copia dello stesso atto.

In che cosa consiste il divorzio

Il divorzio (L. n. 898/1970) è l’istituto giuridico che fa cessare gli effetti civili del matrimonio.

Non deve essere confuso con la separazione legale, con la quale i coniugi non pongono fine in modo definitivo al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti in attesa di una riconciliazione o dello scioglimento del legame.

La legge sul divorzio è disciplinata dal codice civile.

Questa norma non è riconosciuta dalla Chiesa.

Secondo il diritto canonico, anche in presenza delle varie documentazioni, vale il vincolo pronunciato di fronte a Dio.

Per questo quando una coppia di coniugi divorzia non si può risposare secondo il rito religioso.

Diverso quando il matrimonio subisce l’annullamento da parte della Sacra Rota.

Una simile terminologia non è corretta, perché neanche il tribunale ecclesiastico ha il potere di dividere quello che Dio ha unito, ha la facoltà di certificare un vizio di forma nel sacramento.

Ad esempio, se uno dei due coniugi è stato costretto a sposarsi, per il tribunale cattolico è come se l’unione religiosa non sia mai stata celebrata.

Lo stesso se il marito o la moglie non ha adempiuto ai loro obblighi matrimoniali.

La Chiesa ne riconosce tre:

procreazione, fedeltà e indissolubilità del matrimonio.

Anche un tradimento può causare l’annullamento.

L’errore di forma deve potere essere dimostrato senza nessun dubbio.

Non basta la testimonianza del coniuge che ha subito il danno, sono necessarie prove inoppugnabili,  ad esempio un testimone o delle foto.

In tempi recenti una norma ha dato la possibilità di ricorrere al divorzio attraverso la negoziazione assistita (L. n. 162/2015).

Al fine di poterne usufruire, è necessario che i coniugi si affidino a due avvocati, i quali dovranno raggiungere un accordo sia per la separazione sia per il divorzio, e hanno anche facoltà di modificare un accordo precedente.

Una volta che si procede dovrà diventare esecutivo, e dovrà essere trasmesso al pubblico ministero che, in caso di assenza di figli, attuerà un controllo formale, mentre in presenza di figli, si occuperà di verificare se l’accordo tutela i minori.

Se i fatti risultano corretti, la convenzione di negoziazione viene inviata entro cinque giorni al presidente del tribunale.

Gli avvocati delle parti trasmetteranno l’atto all’ufficiale di Stato civile del Comune entro dieci giorni.

La legge prevede che questa intesa possa essere sottoscritta a sei mesi dalla separazione.

Le vicende di un divorzio avvenuto all’estero

Le circostanze sono diverse se i due coniugi si sono sposati in Italia, ma hanno divorziato in uno stato estero.

Nel 1996 è stata emanata una legge ( L. n. 218/1995) che riconosce le sentenze e i provvedimenti stranieri di volontaria giurisdizione.

Prima dell’entrata in vigore di questa normativa, le delibere emesse da tribunali stranieri avevano validità in Italia a seguito del pronunciamento della Corte d’Appello, che le riconosceva come valide emettendo  una sentenza che veniva trascritta nei registri dello Stato civile del Comune competente.

La recente normativa ha conferito maggiori poteri all’ufficiale di Stato civile, il quale può procedere alla trascrizione dei documenti emanati all’estero se dovesse rilevare la sussistenza delle condizioni stabilite dalla legge per il riconoscimento.

Il documento deve arrivare in copia autentica e in forma integrale e deve essere legalizzata dall’autorità consolare italiana o diplomatica con sede nello Stato nel quale il provvedimento è stato emanato.

È anche necessario che sia munito della traduzione giurata in forma integrale in lingua italiana.

Una volta stabiliti i requisiti formali, l’ufficiale provvederà alla valutazione delle condizioni sostanziali.

Ad esempio, si dovrà controllare se il giudice che ha pronunciato la sentenza aveva il potere per farlo, e questo può avvenire se uno dei due coniugi è in possesso della residenza nella nazione dove la sentenza è stata pronunciata o è cittadino di quello stato.

Il magistrato ha autonomia decisionale anche se il matrimonio è stato celebrato lì.

La sentenza non deve essere in contrasto con la legge di quel paese o con un precedente provvedimento preso in Italia.

In caso di divorzio all’estero, questo ha effetto dal momento della pronuncia da parte del giudice e non dalla data della trascrizione in Italia.

Il recupero dei documenti di divorzio

Quando la sentenza di divorzio diventa definitiva, la cancelleria del tribunale la invia all’ufficio di Stato civile nel quale è stato registrato l’atto di matrimonio.

La stessa sentenza verrà annotata sul documento sopra menzionato e su quello di nascita di entrambi gli ex coniugi.

Al fine di recuperare il documento, ci si deve recare presso il tribunale dove è stato deliberato lo scioglimento del vincolo matrimoniale, con un documento di riconoscimento.

Di solito è la cancelleria civile del tribunale che conserva l’incartamento, indipendentemente dal fatto che gli ex coniugi si siano sposati in chiesa o in Comune.

In questi uffici ci si può recare di persona o incaricare un delegato, che può essere una persona di fiducia o un avvocato.

Il documento di delega si può scaricare da internet, ma può anche essere fatto in casa, basterà inserire le informazioni personali e quelle del delegato.

Si dovrà specificare quali documenti servono e a quale fine e in fondo si deve inserire inserirai data e firma, ricordandosi di allegare una fotocopia della carta d’identità.

Al fine di rintracciare la sentenza di divorzio ci sono due metodi.

Il più semplice è attraverso il nome dei contraenti del matrimonio, il secondo è attraverso il numero del documento.

I tempi di rilascio variano da Comune a Comune e averli è gratuito.

Questo è quello che è necessario sapere per recuperare una sentenza di divorzio.

Si tratta di un’azione abbastanza semplice, chi lo dovesse porre in essere possiede gli elementi necessari.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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