Decreti attuativi Jobs Act: arriva l’ok sul demansionamento
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Decreti attuativi Jobs Act: arriva l’ok sul demansionamento

Redazione

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E’ stato approvato il decreto sul demansionamento, che prevede la possibilità per il datore di lavoro di demansionare i propri dipendenti e ridurre gli stipendi con accordi individuali a seconda delle esigenze organizzative aziendali.
Questi sono solo alcuni degli effetti del terzo decreto attuativo del Jobs Act, che si applicherà a tutti i lavoratori subordinati, con vecchi e nuovi contratti.

 

La riforma del lavoro ha quindi introdotto da un lato incentivi economici per i datori di lavoro che assumono nuovi lavoratori, dall’altro ha previsto il demansionamento del lavoratore a condizioni che sono nelle mani del datore di lavoro.

 

Nello specifico, il decreto stabilisce che:

In caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore” .

Appare evidente come la modifica degli assetti organizzativi sia un presupposto nelle mani dell’azienda e che abbia un significato molto generale, forse troppo.
L’assegnazione ad una mansione pari al livello contrattuale inferiore non dovrà però intaccare il margine contributivo raggiunto.

E se la discesa del lavoratore sembra decisione facilmente applicabile,non è altrettanto per la salita, ovvero per il passaggio ad una mansione superiore, che potrà avvenire in termini più lunghi. Prima, infatti, l’assegnazione a un livello superiore diventava definitiva dopo tre mesi di lavoro in quell’attività, con il decreto, questo arco di tempo passerà da tre a sei mesi.

 

Il decreto prevede, inoltre, la possibilità di stipulare accordi individuali di modifica delle mansioni, del livello di inquadramento e della relativa retribuzione.
Questo significa che il lavoratore in accordo con il datore di lavoro può stipulare livelli inferiori di tutela.
È seppure tale operazione avviene con il consenso del dipendente, che non è lasciato da solo di fronte all’imprenditore, e pur vero che l’azienda può mettere il dipendente di fronte a una scelta: o il lavoratore accetta le condizioni, che possono comprendere riduzione di mansione o di stipendio, o sarà licenziato con un indennizzo di poche mensilità.

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