Danno per la perdita del rapporto parentale: nuove tabelle

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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Il 29 giugno scorso, con la firma del Presidente del Tribunale di Milano Dott. Fabio Roia  sono state promulgate e inviate a diversi soggetti istituzionali, i “Criteri orientativi per la liquidazione del danno non patrimoniale per perdita del rapporto parentale” elaborati dall’Osservatorio per la Giustizia Civile del Tribunale di Milano con le tabelle sull’argomento.

Si tratta dell’adozione, da parte dell’Osservatorio del cosiddetto “criterio a punti” che era stato sostenuto dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza 105791/2021, che aveva indicato le Tabelle elaborate dal Tribunale di Roma, le quali, sino a oggi, erano le uniche ad essere state compilate e segnalate da parte della Cassazione come rispondenti al modello corretto che la stessa aveva suggerito.

Il Presidente del Tribunale di Milano, nella sua breve introduzione al documento, fa presente l’importanza culturale dell’iniziativa,  nel solco della tradizione dell’Osservatorio per la Giustizia Civile del Tribunale di Milano, nonostante si sottolinei l’assenza di “alcuna pretesa paranormativa”.

     Indice 

  1. In che cosa consiste il rapporto parentale (parentela, genitorialità, famiglia)
  2. Il documento
  3. I valori e i limiti massimi di risarcimento
  4. Gli elementi di giudizio e l’allegato

1. In che cosa consiste il rapporto parentale (parentela, genitorialità, famiglia)

La parentela è un vincolo costituito da legami biologici, sociali, culturali e giuridici, tra le persone che hanno in comune uno stipite (art.74 c.c.)

Il termine deriva dal latino parens, parentis che però significava propriamente genitori.

Nel mondo romano quando si parlava della parentela si utilizzava il termine propinqui, che significa “coloro che sono vicini”.

In linguistica i termini utilizzati per indicare un grado di parentela sono detti singenionimi.

La genitorialità è il processo di promozione e sostegno dello sviluppo fisico, emotivo, sociale e intellettuale di un bambino dall’infanzia all’età adulta.

Il concetto di genitorialità è relativo alla complessità del processo di crescere un bambino, e non esclusivamente alla relazione biologica.

Il soggetto più comune impegnato nella genitorialità è il genitore biologico del bambino, anche se altri possono essere un fratello maggiore, un nonno, un tutore legale, uno zio, un altro membro della famiglia, o un amico di famiglia.

Anche i governi e la società possono avere un ruolo nell’educazione dei figli e in molti casi i bambini orfani o abbandonati ricevono attenzioni parentali da non consanguinei.

Altri possono essere adottati, cresciuti in affidamento o collocati in un orfanotrofio.

Gli stili genitoriali variano a seconda del periodo storico, della razza o etnia, della classe sociale e di altre caratteristiche sociali.

La ricerca ha sostenuto che la vicenda genitoriale, sia in termini di attaccamento di qualità variabile, sia di psicopatologia genitoriale, in particolare sulla scia di esperienze avverse, può condizionare f la sensibilità dei genitori e gli esiti sul bambino,

La famiglia è un nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e, di norma, sono legati tra loro da rapporti di parentela o di affinità.

Il termine famiglia proviene dal latino familia, “gruppo di servi e schiavi patrimonio del capo della casa”, e a sua volta deriva da famŭlus, “servo, schiavo”.

Nella familia romana erano inclusi anche la sposa e figli del pater familias, dal momento che legalmente appartenevano a lui.

Nei Paesi sviluppati una famiglia è definita in modo specifico come un gruppo di persone affiliate da legami di consanguineità, vale a dire, da discendenza da progenitori comuni, oppure da legami affettivi acquisiti e riconosciuti da parte della legge per la presenza del vincolo del matrimonio o di un’unione civile, o per un’adozione, oppure per un legame sorto de facto in virtù di una convivenza.

In genere nella civiltà occidentale la famiglia è basata sul rapporto coniugale.


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2. Il documento

Il documento che porta la firma del Dott. Damiano Spera, Presidente dell’Osservatorio di Milano oltre che degli altri Magistrati referenti più attivi all’interno dello stesso consesso milanese (Ilaria Gentile, Elena Riva Crugnola e Adriana Cassano Cicuto) evidenzia la modalità di compilazione avvenuta attraverso il monitoraggio di circa 600 sentenze, suddividendo il documento stesso in capitoli, nei quali sono riportate le relative tabelle che sono di due tipi:

  • Quella per la perdita di genitori, figli, coniugi non separati, parti dell’unione civile o conviventi di fatto.
  • Quella per la perdita di figli e nipoti.

3. I valori e i limiti massimi di risarcimento

Sono stati fissati per entrambe diversi valori del punto con dei limiti massimi di risarcimento:

  • Per la prima: 3365,00 €. La forbice indicata va da € 168250,00 a € 336500,00 senza che tale “cap” possa essere superato se non nel caso di circostanze definite come “eccezionali”.
  • Per la seconda: 1461,20 € con una forbice che va da € 24350,00 a € 146120,00 come “cap” con le stesse indicazioni per il massimo delineati più sopra.

4. Gli elementi di giudizio e l’allegato

Vengono poi indicati gli elementi di giudizio con i rispettivi punteggi che servono da moltiplicatore del valore del punto che sono:

  • Età della vittima primaria (da 4 a 28 punti)
  • Età della vittima secondaria (da 4 a 28 punti)
  • Convivenza (da 16 a 8 punti)
  • Sopravvivenza di altro o altri congiunti del nucleo familiare primario del de cuius (da 16 a 19 punti)
  • Qualità della relazione affettiva (sino a 30 punti con un metodo esplicativo legato a particolari situazioni allegate e provate e che vengono riportate in tabella).

In allegato sono presenti esempi di calcolo risarcitorio confrontati con il monitoraggio e una serie di domande e risposte sulle tabelle milanesi integrate a punti.

La soluzione proposta, in relazione alla particolarità delle modalità consolidate di studio e promulgazione delle tabelle di Milano, che hanno visto partecipare alla discussione Magistrati e altri esperti, come Avvocati e medici legali, viene indicata come condivisa da parte della maggioranza dei partecipanti anche se, a dire il vero, per la prima volta, il percorso per arrivare al documento è stato irto di ostacoli, essendo stato abbastanza tormentato e anche contestato da fonti autorevoli.

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Gianluca Pascale
Avvocato del Foro di Roma. Si occupa di contenzioso in materia di Diritto di famiglia e Responsabilità civile. Dottore di ricerca in Ordine Internazionale e Diritti Umani presso l’Università La Sapienza di Roma e presso la cattedra di Diritto Internazionale Pubblico dell’Università di Jaén. Autore di numerosi saggi ed articoli nei campi di diritto civile e di diritto internazionale, nonché di diverse monografie tra cui: Responsabilità del medico e risarcimento del danno dopo la riforma Gelli - Bianco (Maggioli).

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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