Unioni civili e il cognome comune: la decisione della Consulta
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Corte Costituzionale, unioni civili e cognome comune

Alessandra Concas Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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Le recenti cronache giuridiche riportano la notizia relativa al tema in questione, in relazione al deposito della sentenza relativa da parte della Corte Costituzionale.
La scorsa settimana è stata depositata la decisione della Consulta sul cognome comune delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Si tratta di un provvedimento che era stato annunciato in ottobre attraverso un comunicato, nel quale si rendeva noto di avere concluso che la funzione del cognome comune di utilizzo senza valenza anagrafica sia lecita.

La sentenza 22 novembre 2018 n. 212

La stessa Corte, con sentenza 22 novembre 2018 n. 212, ha affermato la legittimità costituzionale della quale all’articolo 3 del decreto legislativo n. 5/2017, dove il testo prevede che la scelta del cognome comune non modifica la scheda anagrafica, nella quale resta il cognome preesistente all’unione.
Secondo i giudici costituzionali, la funzione del cognome comune, come cognome utilizzabile senza valenza anagrafica, non lede i diritti al nome, all’identità e alla dignità personale.
Le varie questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Ravenna, in relazione ai relativi articoli, sono state dichiarate in parte inammissibili e in parte non fondate.

I motivi in diritto

Secondo la Corte costituzionale, il fatto che il diritto al nome, in qualità di elemento costitutivo dell’identità personale si deve concretizzare nel cognome comune, rendendo in questo modo doverosa la modifica anagrafica di quello originario, non deriva né dalle norme della Costituzione, né da quelle dalla stessa richiamate.
L’ipotizzata valenza anagrafica del cognome comune sarebbe suscettibile di produrre effetti atti a creare pregiudizio sulla sfera personale e giuridica dei figli di quella delle parti che lo avesse assunto al posto del suo.
In seguito allo scioglimento dell’unione civile, i figli resterebbero privi di uno degli elementi che, sino a quel momento identificava il nucleo familiare, con le conseguenze che questo comporta nell’ambiente quotidiano.

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