Che cosa accade quando il padre assente si disinteressa dei figli?

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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Qui la sentenza: Corte di Cassazione -Sez. III civ.- ordinanza 15148 del 22-03-2022

Essere genitori non è un compito facile e a volte non ogni padre sa tenere fede al suo ruolo.

In particolare, quando si verifica la separazione con la madre e l’uomo viene allontanato dal contatto quotidiano con i figli, i momenti nei quali può stare insieme ai minori si riducono in modo notevole.

A questo proposito, ci si chiede che cosa comporti sotto il profilo legale l’assenza di un padre.

Come sancisce la Costituzione, si ha il diritto di avere due genitori e di crescere con loro in modo sano, sereno e affettivamente partecipe, il cosiddetto “diritto alla bigenitorialità”.

Da questo deriva che se un padre non dovesse esercitare il suo ruolo e dovesse essere completamente assente, dovrà sottostare a delle conseguenze anche gravi.  

Ad evidenziare che cosa comporti l’assenza di un padre è stata una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione (Cass. ord. 12/05/2022 n. 15148).

La Suprema Corte non si rivolge esclusivamente al caso del genitore che non versa l’assegno di mantenimento, la quale violazione implica la possibilità di essere denunciato per il reato di “violazione degli obblighi familiari”, a parte le altre conseguenze sul piano civile che derivano dal pignoramento dei beni e dalla trattenuta sullo stipendio, si rivolge anche al padre che si disinteressa dei figli dal lato affettivo, che non si presenta agli incontri settimanali, che non telefona, non partecipa ai momenti più importanti della loro crescita.

Siamo davanti al caso di un padre assente.

     Indice 

  1. Gli Obblighi dei genitori nei confronti dei figli
  2. I diritti dei figli nei confronti del padre
  3. Il risarcimento del danno nei confronti del padre assente
  4. Il risarcimento per un padre assente
  5. L’assenza del padre e le relative conseguenze

1. Gli Obblighi dei genitori nei confronti dei figli 

È l’ipotesi nella quale quando nasce un figlio lo stesso venga riconosciuto da uno dei genitori, tenuto per questo a provvedere interamente al suo mantenimento, non venendo meno all’obbligo dell’altro genitore per il periodo precedente alla pronuncia della dichiarazione giudiziale di paternità o maternità naturale, proprio perché il diritto del figlio naturale ad essere mantenuto, istruito ed educato, nei confronti di entrambi i genitori, è sorto dal momento della sua nascita.

2. I diritti dei figli nei confronti del padre

Il figlio naturale ha diritto al risarcimento del danno che nella vita gli è stato procurato da parte del padre volontariamente assente.

Ne ha diritto dal giorno della nascita, data dalla quale il giudice deve calcolare quale sia l’incidenza del danno subito sino al momento della domanda di risarcimento.

3. Il risarcimento del danno nei confronti del padre assente 

Il figlio che non ha ricevuto dal padre sia il mantenimento sia l’affetto ai quali aveva diritto può chiedere nei suoi confronti:

  • Il risarcimento del danno patrimoniale, vale a dire che deriva dalla perdita dell’opportunità di crescita alla quale avrebbe potuto aspirare se avesse avuto le disponibilità economiche che gli sono state negate (istruzione, viaggi, incontri, scuole private).
  • Il risarcimento del danno non patrimoniale, vale a dire che deriva dalla carenza affettiva.

La Suprema Corte di Cassazione ha precisato quali siano le conseguenze, di carattere economico, alle quali si espone il padre che si disinteressi completamente della vita del figlio e non sostenga nessuna spesa per il suo mantenimento. 

Sin dal momento della nascita i figli vantano in modo automatico dei diritti nei confronti di chi li ha generati.

Non si tratta esclusivamente del sostentamento economico per i loro bisogni, ma anche dell’apporto alla loro vita affettiva, all’armonica evoluzione della loro personalità e alla loro esigenza di vedere radicato un rapporto di carattere familiare con colui o colei che rappresentano le loro origini. 


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4. Il risarcimento per un padre assente

La Suprema Corte di Cassazione, conferma che dove non ci siano parametri preesistenti, che abbiano individuato l’entità del mantenimento dovuto, il giudice in base a puntuale motivazione può procedere in modo legittimo a una valutazione in modo equitativo della somma che dovrà essere liquidata a favore del figlio danneggiato dal comportamento indifferente del padre da ogni punto di vista.

5. L’assenza del padre e le relative conseguenze

Secondo la Suprema Corte, i figli hanno diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali quando il padre se ne disinteressa. 

La misura del ristoro aumenta se l’abbandono avviene durante infanzia e adolescenza, considerati momenti nei quali l’assenza della figura genitoriale si fa più sentire. 

Questo vale sia per il caso del padre unito alla madre da un matrimonio, sia per il padre naturale, vale a dire colui che ha avuto il figlio durante una relazione di fatto oppure una convivenza. 

Il legame tra i genitori, che sia “formalizzato” o che non lo sia, non intacca il rapporto tra gli stessi e i figli che resta sempre improntato ai doveri imposti dal nostro ordinamento.

L’unica differenza è che il padre non sposato avrà un altro obbligo, che si traduce nel riconoscere il figlio.

Nel caso delle coppie sposate il riconoscimento è automatico e presunto da parte della legge. 

Stando alla Suprema Corte, l’obbligo del genitore di concorrere al mantenimento del figlio nasce proprio al momento della sua nascita, anche se la procreazione sia stata accertata in un momento successivo con sentenza.

L’obbligazione ha il suo motivo di giustificazione nello status di genitore, la quale efficacia retroattiva è datata  al momento della nascita del figlio.

Per questo l’obbligo dei genitori di mantenere i figli  sussiste per il fatto di averli generati e non dipende da domanda giudiziale.  

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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