Penale Archivi - Pagina 3 di 151

Penale

Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 26417 del 14-06-2019

Ginevra Gaspari

Il coefficiente soggettivo del delitto di omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali si esaurisce nella coscienza e volontà di omettere le comunicazioni previste dalla norma e non si estende sino alla volontà specifica di occultare alla polizia economico-finanziaria le informazioni dovute.

L’elemento soggettivo del delitto di omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte dei condannati per reati di criminalità organizzata (artt. 30 e 31 legge n. 646 del 1982) è integrato dal dolo generico in quanto implica la consapevolezza dell’imputato di essere stato condannato per reati di mafia e va di volta in volta desunto da indici sintomatici legati alle vicende di acquisizione dei beni in rapporto anche al valore degli stessi.

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 25598 del 13-06-2019

Ginevra Gaspari

Integra il reato di esercizio abusivo di una professione (art. 348 cod. pen.), il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva a una determinata professione, siano univocamente individuati come di competenza specifica di essa allorché lo stesso compimento venga realizzato con modalità tali, per continuatività, onerosità e organizzazione, da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un’attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato.

Il delitto previsto dall’art. 348 cod. pen., avendo natura istantanea, non esige un’attività continuativa od organizzata ma si perfeziona con il compimento anche di un solo atto tipico o proprio della professione abusivamente esercitata.

Integra il reato di esercizio abusivo di una professione (art. 348 cod. pen.), il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva a una determinata professione, siano univocamente individuati come di competenza specifica di essa allorché l’attività venga svolta con modalità tali, per continuatività, onerosità ed organizzazione, da creare l’oggettiva apparenza di un’attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato.

Con riferimento alla professione protetta dell’avvocato è da considerarsi attività tipica lo svolgimento di qualunque atto idoneo ad incidere sulla progressione del procedimento e del processo svolto in piena rappresentanza degli interessati a nulla rilevando che l’atto poteva essere redatto personalmente dagli stessi mentre esulano dagli atti tipici solo le attività di consulenza che possono divenire rilevanti solo se svolte in modo continuativo.

La presentazione di una istanza di sostituzione della misura cautelare, sottoscritta unicamente dal ricorrente come rappresentante legale delle persone ristrette, si risolve in una attività “tipica” di assistenza legale svolta in piena rappresentanza degli interessati non firmatari dell’atto trattandosi dunque di una condotta che integra il reato in contestazione anche se svolta in modo isolato e non abituale.

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 26044 del 12-06-2019

Ginevra Gaspari

Non è invocabile la scriminante della legittima difesa, reale o putativa, da parte di colui che abbia innescato o accettato un duello o una sfida, ovvero abbia attuato una spedizione punitiva nei confronti dei propri avversari, mancando, in tal caso, il requisito della convinzione – sia pure erronea – di dover agire per scopo difensivo.

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 26046 del 12-06-2019

Ginevra Gaspari

È legittimo il provvedimento con cui il giudice di merito rigetti l’istanza di rinvio dell’udienza, per impedimento del difensore a comparire, documentata da un certificato medico che si limiti ad attestare un’infermità con stato febbrile e ad indicare una prognosi di quattro giorni senza precisare il grado di intensità di tale stato e la sua attitudine a determinare l’impossibilità a lasciare l’abitazione trattandosi di elementi essenziali per la valutazione della fondatezza, serietà e gravità dell’impedimento, non riscontrabili laddove si tratti di una diagnosi e di una prognosi che, secondo nozioni di comune esperienza, denotino l’insussistenza di una condizione tale da comportare l’impossibilità di comparire in giudizio, se non a prezzo di un grave e non altrimenti evitabile rischio per la propria salute.

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 26048 del 12-06-2019

Ginevra Gaspari

Ai fini dell’applicazione della causa di non punibilità rileva, in senso negativo, la perpetrazione di un terzo illecito, oltre quelli già definitivamente giudicati, anche se oggetto del processo in cui è stata posta la questione dell’art. 131 bis c.p. atteso che in tal caso la consumazione di un nuovo reato può essere giudicata espressione del comportamento abitualmente delittuoso e precludere l’applicabilità della causa di esclusione della punibilità.

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 2 3 4 5 151


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

Ricevi tutte le novità di Diritto della settimana 
in una pratica email  direttamente nella tua casella di posta elettronica!

Non abbandonare Diritto.it
senza iscriverti alla newsletter!