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Penale

Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 51155 del 19-12-2019

Ginevra Gaspari

La sentenza in esame è assai interessante specialmente nella parte in cui, avvalendosi di un precedente conforme, viene stabilito che, in tema di restituzione nel termine per proporre opposizione al decreto penale di condanna, la notifica del decreto presso il difensore d’ufficio domiciliatario, benché formalmente corretta, non è di per sé idonea ad assicurare, secondo una interpretazione costituzionalmente orientata, la conoscenza effettiva dell’atto.

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Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 50682 del 16-12-2019

Ginevra Gaspari

In particolare, secondo quanto trapela in tale sentenza, lo stato di salute, anche psichica, idoneo a giustificare l’applicazione della detenzione domiciliare di cui all’art. 47-ter Ord. pen., comma 1-ter, non è limitato alla patologia implicante un pericolo per la vita dovendosi avere riguardo ad ogni stato morboso o scadimento psico-fisico capace di determinare una situazione di esistenza al di sotto di una soglia di dignità da rispettarsi pure nella condizione di restrizione carceraria, dovendo contemplarsi, nella valutazione conclusiva, l’esigenza di non ledere il fondamentale diritto alla salute e il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità ex artt. 32 e 27 Cost..

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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 45858 del 17-10-2019

Ginevra Gaspari

La Suprema Corte, con la sentenza in epigrafe, ha ritenuto il ricorso fondato.
Quanto alla doglianza proposta in tema di pluralità di procedimenti nei confronti del medesimo soggetto per lo stesso fatto storico, il Collegio rileva che le Sezioni Unite hanno affermato che ai fini della preclusione connessa al principio ne bis in idem, l’identità del fatto sussiste quando vi sia corrispondenza storico-naturalistica nella configurazione del reato, considerato in tutti i suoi elementi costitutivi (condotta, evento, nesso causale) e con riguardo alle circostanze di tempo, di luogo e di persona (Cass. Sez. U, n. 34655 del 28/06/2005).

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Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 48910 del 02-12-2019

Ginevra Gaspari

Nel caso in cui un genitore separato faccia mancare i mezzi di sussistenza omettendo di versare l’assegno di mantenimento, lo stesso commette un unico reato, quello previsto dal citato art. 570 c.p., con cui si sanziona penalmente un’obbligazione civile, per quanto debba trattarsi di inadempimento serio, protratto, tale da incidere sulla disponibilità dei mezzi economici che il soggetto obbligato deve fornire.

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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 48987 del 02-12-2019

Ginevra Gaspari

Laddove, quindi, il reato di truffa abbia come oggetto immediato il conseguimento di assegni bancari, il danno si verifica nel momento in cui i titoli vengono depositati all’incasso come normali mezzi di pagamento, mediante girata a favore di terzi i quali, portatori legittimi, non sono esposti alle eccezioni che il traente potrebbe opporre al beneficiario: in entrambi i casi, infatti, si verifica una lesione concreta e definitiva del patrimonio della persona offesa, inteso come complesso di diritti valutabili in denaro (cfr., Cass. Pen., 2, 24.1.2002 n. 28928; Cass. Pen., 2, 18.6.2008 n. 27950).

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Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 49786 del 09-12-2019

Ginevra Gaspari

La revoca della patente di guida non può essere “automatica” indistintamente in ognuna delle plurime ipotesi previste sia dall’art. 589-bis (omicidio stradale) sia dall’art. 590-bis c.p. (lesioni personali stradali), ma si giustifica solo nelle ben circoscritte ipotesi più gravi sanzionate con la pena rispettivamente più elevata come fattispecie aggravate dal secondo e dal comma 3 di entrambe tali disposizioni (guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti). Negli altri casi, che il legislatore stesso ha ritenuto di non pari gravità, sia nelle ipotesi non aggravate del comma 1, delle due disposizioni suddette, sia in quelle aggravate dei commi 4, 5 e 6, il giudice deve poter valutare le circostanze del caso ed eventualmente applicare come sanzione amministrativa accessoria, in luogo della revoca della patente, la sospensione della stessa come previsto – e nei limiti fissati – dal secondo e dal terzo periodo dell’art. 222 C.d.S., comma 2”.

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Corte di Cassazione – III sez. pen. -sentenza n. 47281 del 12-09-2019

Ginevra Gaspari

La Corte di Cassazione (Cass. Pen. Sez. III, n. 47281 del 12.09.2019, Presidente Liberati, Relatore Scarcella) è tornata, recentemente, a pronunciarsi in tema di violazione di sigilli ex art. 349 c.p., confermando l’orientamento prevalente secondo cui tale reato non può integrarsi mediante condotta omissiva, ma solamente tramite condotta attiva.

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Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 50993 del 17-12-2019

Ginevra Gaspari

Alla luce delle riflessioni fin qui svolte, i dichiaranti, che siano persone conviventi o che hanno convissuto con l’imputato, devono essere destinatari dell’avviso di cui all’art. 199 c.p.p. tenuto conto che la causa di non punibilità di cui all’art. 384 comma 2 c.p. costituisce norma di carattere penale ovvero sostanziale che ha trovato nelle previsioni recate dall’art. 2 comma 1 lett. a) D.Lgs. 6/2017 e, dunque, per i conviventi in forza di unione civile tra persone dello stesso sesso, una mera esplicazione.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – n. 51236 del 19-12-2019

Ginevra Gaspari

Quanto, infatti, alla sussumibilità del fatto nella fattispecie incriminatrice di cui all’art. 610 c.p. del tutto consolidato è l’indirizzo della giurisprudenza di legittimità in forza del quale integra il delitto di violenza privata la condotta di colui che parcheggi la propria autovettura in modo tale da bloccare il passaggio impedendo l’accesso alla persona offesa, considerato che, ai fini della configurabilità del reato in questione, il requisito della violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione

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