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Penale

Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 14361 del 02-04-2019

Ginevra Gaspari

E’ ammissibile l’appello proposto dall’imputato avverso la sentenza del giudice di pace di condanna a pena pecuniaria ancorché non specificamente rivolto al capo relativo alla condanna al risarcimento del danno in favore della parte civile in quanto l’art. 37 D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274 deve essere coordinato con la disposizione di cui all’art. 574, comma quarto, cod. proc. pen., secondo cui l’impugnazione proposta avverso i punti della sentenza riguardanti la responsabilità dell’imputato estende i suoi effetti agli altri punti che dipendono dai primi, fra i quali rientra quello concernente il risarcimento del danno, che trova il suo necessario presupposto nell’affermazione della responsabilità penale.

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Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 14263 del 02-04-2019

Ginevra Gaspari

Anche nelle ipotesi di pericolo astratto occorre che il giudice ordinario verifichi che la situazione di pericolo, che comunque rappresenta il presupposto al quale si ricollega la fattispecie in esame, presenti una pur apprezzabile concretezza in qualche modo idonea a generare una condizione di pericolo per la pubblica incolumità nel senso di potenziale idoneità a determinare una situazione di pericolo per la vita, l’integrità fisica, la salute delle persone.

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Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 13779 del 02-04-2019

Ginevra Gaspari

In tema di guida in stato di ebbrezza, in presenza di un accertamento del tasso alcolemico conforme alla previsione normativa, grava sull’imputato l’onere di dare dimostrazione di circostanze in grado di privare quell’accertamento di valenza dimostrativa della sussistenza del reato fermo restando che non integra circostanza utile a tal fine il solo intervallo temporale intercorrente tra l’ultimo atto di guida e l’espletamento dell’accertamento.

 

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Corte di Cassazione – II sez. pen.- sentenza n. 13779 del 29-03-2019

Ginevra Gaspari

Nel caso in cui il legale abbia molteplici impegni professionali, costui, per un verso, è tenuto a rappresentare l’impossibilità di avvalersi di un sostituto ai sensi dell’art. 102 cod. proc. pen. sia nel processo a cui intende partecipare, sia in quello di cui chiede il rinvio a nulla rilevando la mancata autorizzazione del soggetto patrocinato perché le scelte professionali del difensore, tra cui rientra anche la nomina di un sostituto di udienza, sono espressione della sua discrezionalità tecnica e non possono, quindi, essere sindacate dal soggetto difeso, per altro verso, ha l’onere di indicare quale di questi impegni sia quello da porre in concreto in comparazione con il processo di cui si chiedeva il rinvio non essendo sufficiente documentare la contemporanea esistenza del diverso impegno senza adeguatamente giustificare l’opzione effettuata.

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Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 4845 del 30-01-2019

Ginevra Gaspari

Dopo la modifica dell’art. 328 cod. pen. intervenuta con la I. 26 aprile 1990, n. 86, è stato escluso, seppur di tanto si sia inizialmente dubitato, che gli atti di competenza dell’autorità amministrativa, per quel che concerne la normativa edilizia ed urbanistica, rientrassero nelle ragioni di ordine pubblico così come non si è mai sostenuto che tali condotte potessero rientrare nelle ragioni di giustizia, generalmente assicurate dai provvedimenti cautelari penali e dalle misure di sicurezza patrimoniali in detta materia, adottate da soggetti comunque appartenenti alla funzione giudiziaria o loro ausiliari stante il fatto che l’adozione di provvedimenti di sospensione dei lavori abusivi risulta ambito dell’attività rientrante nella funzione meramente amministrativa dell’ente territoriale, in generale, e del settore a cui è attribuita tale materia, in particolare; attività disciplinata dai modi e dai tempi propri dello svolgimento dell’attività discrezionale delle pubbliche amministrazioni non specificamente riconducibili alle “ragioni qualificate” rilevanti ex art. 328, comma primo, cod. pen., che, per tale ragione, non integra l’indebito rifiuto penalmente rilevante.

 

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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 2198 del 18-01-2019

Ginevra Gaspari

In materia di insolvenza fraudolenta, la prova del preordinato proposito di non adempiere alla prestazione dovuta sin dalla stipula del contratto, dissimulando lo stato di insolvenza, può essere desunta anche da argomenti induttivi seri e univoci, ricavabili dal contesto dell’azione e dal comportamento successivo all’assunzione dell’obbligazione, ma non esclusivamente dal mero inadempimento che, in sé, costituisce un indizio equivoco del dolo.

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Corte Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 1332 del 11-01-2019

Ginevra Gaspari

L’art. 507 c.p.p. consente al giudice di disporre l’assunzione di nuovi mezzi di prova anche quando si tratti di prove dalle quali le parti sono decadute per mancato o irrituale deposito della lista prescritta dall’art. 468 cod. proc. pen. e, a seguito di tale decadenza, sia mancata ogni acquisizione probatoria.

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Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 1334 del 11-01-2019

Ginevra Gaspari

Sono esclusi dalla sfera di operatività della fattispecie incriminatrice prevista dall’art. 340 c.p. i casi in cui la condotta contestata – giusta la terminologia usualmente adottata – si sia risolta nell’interruzione o nell’alterazione della regolarità di un singolo atto senza che tale comportamento abbia inciso in modo apprezzabile sulla funzionalità complessiva dell’ufficio.

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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 13565 del 28-03-2019

Ginevra Gaspari

La misura ex art 316 cpp può essere concessa su impulso del PM solo se strumentalmente finalizzata alla garanzia del pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento e di ogni altra somma dovuta all’erario. Per contro, al di fuori dei casi e dei limiti segnati dall’art. 77 cod. proc. pen., il PM non può, sostituendosi ai soggetti interessati, chiedere il sequestro conservativo a tutela di interessi civili. Una siffatta richiesta costituisce infatti esplicazione dell’azione civile esercitata nel giudizio penale; ne consegue che la relativa legittimazione è riservata esclusivamente a coloro cui il reato ha recato danno ovvero ai loro eredi che possono agire per le restituzioni ed il risarcimento: ne la circostanza che detta azione possa essere esercitata nel processo penale comporta delega di esercizio alla parte pubblica.

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