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Corte di Cassazione – Sez. Un. pen. – sentenza n. 28908 del 03-07-2019

Ginevra Gaspari

L’incompetenza a conoscere dei reati appartenenti alla cognizione del giudice di pace deve essere dichiarata dal giudice togato in ogni stato e grado del processo, ai sensi del D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 48, disposizione che deroga al regime previsto dall’art. 23 c.p.p., comma 2, sulla rilevabilità dell’incompetenza per materia c.d. in eccesso entro precisi termini di decadenza; tuttavia nel caso in cui il giudice togato riqualifichi il fatto in un reato di competenza del giudice di pace, resta ferma la sua competenza per effetto del principio della perpetuatio iurisdictionis, purchè l’originario reato gli sia stato attribuito nel rispetto delle norme sulla competenza per materia e la riqualificazione sia un effetto determinato da acquisizioni probatorie sopravvenute nel corso del processo.

L’incompetenza a conoscere dei reati appartenenti alla cognizione del giudice di pace deve essere dichiarata dal giudice togato in ogni stato e grado del processo, ai sensi dell’art. 48 D.Lgs. n. 28 agosto 2000, n. 274, disposizione che deroga al regime previsto dall’art. 23 c.p.p., comma 2, sulla rilevabilità dell’incompetenza per materia c.d. in eccesso entro precisi termini di decadenza; tuttavia nel caso in cui il giudice togato conosca del reato del giudice di pace per essere venuto meno il vincolo di connessione resta ferma, per effetto del principio della perpetuatio iurisdictionis, la sua competenza, purchè in origine correttamente individuata.

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Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 26354 del 14-06-2019

Ginevra Gaspari

Le ordinanze in materia cautelare, quando siano esaurite le impugnazioni previste dalla legge, hanno efficacia preclusiva “endoprocessuale” riguardo alle questioni esplicitamente o implicitamente dedotte con la conseguenza che una stessa questione, di fatto o di diritto, una volta decisa, non può essere riproposta, neppure adducendo argomenti diversi da quelli già presi in esame.

La preclusione del c.d. giudicato cautelare non opera rispetto alle acquisizioni di nuovi elementi probatori che, ponendosi in contraddizione con quelli già valutati, impongono necessariamente una nuova rivalutazione del quadro indiziario al fine di verificare la perdurante sussistenza della necessaria gravità degli indizi richiesta per legittimare il mantenimento della misura cautelare.

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Corte di Cassazione – III sez. pen. – sentenza n. 26280 del 14-06-2019

Ginevra Gaspari

Ai fini della configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131-bis cod. pen. non rileva la mera condotta “post delictum” sicché l’eliminazione delle conseguenze pericolose del reato non integra di per sé una lieve entità dell’offesa atteso che l’esiguità del disvalore deriva da una valutazione congiunta degli indicatori afferenti alla condotta, al danno e alla colpevolezza.

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Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 26234 del 13-06-2019

Ginevra Gaspari

Il dolo specifico nel reato di invasione di terreni o edifici comporta la coscienza e volontà di invadere arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, alternativamente “al fine di occuparli” oppure “al fine di trarne altrimenti profitto”, e deve ricomprendere anche la coscienza e volontà di attuare una turbativa del possesso che realizzi un apprezzabile depauperamento delle facoltà di godimento del bene da parte del suo titolare per una delle indicate finalità soggettive a nulla rilevando la mera consapevolezza della illegittimità dell’occupazione.

L’utilità perseguita può essere diretta o indiretta, non necessariamente individuale ma anche di ordine morale o sociale o politico il che può avvenire anche con una occupazione che non sia permanente.

Il reato di invasione di terreni o edifici non sussiste se chi è entrato nell’immobile altrui, pur in assenza del consenso del proprietario, lo ha fatto a fini diversi dal suo utilizzo o se esistono dati univocamente dimostrativi della finalità di dare inizio a un possesso meramente transitorio oppure occasionale che, per la sua precarietà, non realizzi un potere di fatto sul bene da parte del soggetto agente posto che integra il reato di invasione immobili soltanto la turbativa del possesso che realizzi un apprezzabile depauperamento delle facoltà di godimento del terreno o dell’edificio da parte del titolare dello ius excludendi secondo quella che è la destinazione economico-sociale del bene o quella specifica che le è impressa dal dominus.

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Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 26034 del 12-06-2019

Ginevra Gaspari

Il requisito dell’attualità del pericolo di reiterazione del reato, introdotto espressamente dalla legge 16 aprile 25, n. 47 nel testo dell’art. 274, lett. c), cod. proc. pen., deve essere inteso non come imminenza del pericolo di commissione di ulteriori reati ma come prognosi di commissioni di delitti analoghi, fondata su elementi concreti, rivelatori di una continuità ed effettività del pericolo di reiterazione, attualizzata, al momento della adozione della misura, nella riconosciuta esistenza di occasioni prossime favorevoli alla commissione di nuovi reati, non meramente ipotetiche ed astratte, ma probabili nel loro vicino verificarsi.

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