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Tribunale di Roma – VII sez. pen. – sentenza n. 9952 del 09-02-2021

Ginevra Gaspari

Nel caso della Cannabis Sativa o light , ove la stratificazione normativa e la carenza di polso istituzionale ha ingenerato numerosi dubbi, altrettante diverse letture nomofilattiche e non meno disagi economici per chi si era persuaso, a torto o a ragione, di poter legalmente commercializzare e prima produrre alcune species botaniche del genus cannabis, il Parlamento dovrebbe porre con un robusto intervento normativo la parola fine all’antica e vexata quaestio della liceità penale della coltivazione domestica ad uso personale di stupefacenti, a maggior ragione in un tessuto economico e sociale ove la vendita delle sementi viene considerata lecita seppur con il gretto espediente di appore l’etichetta “da collezione” piuttosto che altre inverosimili diciture al prodotto botanico di volta in volta commercializzato.

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Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 3290 deI 27-01-2020

Ginevra Gaspari

“È consentito anche al giudice dell’esecuzione procedere alla nuova determinazione della durata delle pene accessorie, previste dalla L. fallimentare, art. 216 u.c., quando siano state inflitte in misura pari a dieci anni e sia richiesto di adeguarlo al nuovo testo della norma come risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 222/2018, che prevede una durata variabile con il solo limite massimo insuperabile di dieci anni”.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n.165 del 05-01-2021

Ginevra Gaspari

La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza del 5 gennaio 2021 n. 165, ha dichiarato che non sussiste obbligo di notifica alla persona offesa, in caso di sostituzione della misura detentiva per motivi legati alla salute del tenuto, in quanto incompatibile con il regime intramurario, ai sensi dell’art. 275 co.4 del codice di procedura penale.

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Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 36821 del 21-12-2020

Ginevra Gaspari

In materia di restituzione nel termine, la condotta del difensore prontamente reperibile nominato in udienza, – in sostituzione del difensore di ufficio – che, in violazione degli obblighi di diligenza, abbia omesso di informare il difensore di ufficio assente circa lo sviluppo del processo e la pronuncia della sentenza e non abbia presentato tempestiva impugnazione in qualità di sostituto, non può essere considerata ipotesi di caso fortuito, nè di forza maggiore

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