Penale

Corte di Cassazione – Sez. Un. pen. – sentenza n. 40275 del 15-07-2021

Redazione

Il Precedente di legittimità delle Sezioni Unite qui in parola enunzia i due seguenti principi di Diritto:
1. “ ai fini dell’ integrazione della circostanza aggravante della c.d. minorata difesa prevista dal n. 5 comma 1 Art. 61 CP, le circostanze di tempo, di luogo o di persona, di cui l’ agente ha approfittato in modo tale da ostacolare la predetta difesa, devono essere accertate alla stregua di concreti e concludenti elementi di fatto atti a dimostrare la particolare situazione di vulnerabilità – oggetto di profittamento – in cui versava il soggetto passivo, essendo necessaria, ma non sufficiente, l’ idoneità astratta delle predette condizioni a favorire la commissione del reato “
2. “ la commissione del reato in tempo di notte può configurare la circostanza aggravante in esame, sempre che sia raggiunta la prova che la pubblica o privata difesa ne siano rimaste in concreto ostacolate e che non ricorrano circostanze ulteriori, di natura diversa, idonee a neutralizzare il predetto effetto “.

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Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 37085 del 12-10-2021

Redazione

La decisione in esame è assai interessante essendo ivi chiarito quando è configurabile il reato di indebita compensazione di crediti non spettanti o inesistenti.
Difatti, sulla scorta di un pregresso orientamento nomofilattico, seppure non uniforme, è affermato in tale pronuncia che il reato di indebita compensazione di crediti non spettanti o inesistenti, di cui all’art. 10-quater d.lgs. n. 74 del 2000, è configurabile, alla luce dell’ampliamento delle ipotesi di compensazione previste dalle norme tributarie disposto dall’art. 17 del d.lgs. n. 241 del 1997, sia nel caso di compensazione “verticale”, riguardante crediti e debiti afferenti alla medesima imposta, sia in caso di compensazione “orizzontale”, concernente crediti e debiti di imposta di natura diversa, purché previste dal predetto d.lgs..

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Corte di Cassazione – IV sez. pen. – sentenza n. 40013 del 08-11-2021

Redazione

La decisione in esame è assai interessante essendo ivi chiarito quando l’aggravante della destrezza è applicabile anche nel caso di furto tentato.
Difatti, in tale pronuncia, sulla scorta di quanto già affermato dalla Cassazione, si afferma che la circostanza aggravante della destrezza non è esclusa dal fatto che il soggetto passivo si accorga della manovra furtiva durante la sua esecuzione ed è dunque applicabile anche al delitto di furto tentato quando l’azione posta in essere dall’agente per impossessarsi della cosa, per le sue caratteristiche e con riferimento a tutte le modalità di tempo, di esecuzione e di luogo, si presenti idonea a eludere la vigilanza dell’uomo medio.

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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 39292 del 02-11-2021

Redazione

La decisione in esame è assai interessante specialmente nella parte in cui è ivi postulato, sulla scorta di quanto già affermato dalle Sezioni unite, che i particolari “indici di conoscenza” del processo, indicati nell’art. 420-bis c.p.p., comma 2, non possono essere considerati forme di presunzioni reintrodotte surrettiziamente, né integrano situazioni che, in termini di automaticità, possano rappresentare casi di “volontaria sottrazione” alla conoscenza del processo posto che detta norma, nell’ottica di una comprensibile “facilitazione” del compito del giudice, ha tipizzato dei casi in cui, ai fini della certezza della conoscenza della vocatio in ius, può essere valorizzata una notifica che non sia stata effettuata a mani proprie dell’imputato.

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