Civile

Tribunale di Palmi – sentenza 955 del 19-11-2021

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Favorevole al ceto bancario: il Tribunale di Palmi, in un giudizio di opposizione a precetto, si pronuncia in merito alla usurarietà degli interessi moratori; commissione di estinzione anticipata; calcolo dell’interesse di mora in rapporto al TIR; erronea o mancata indicazione dell’ISC.

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GdP di San Giorgio Jonico – sentenza n. 370 del 28-09-2021

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La Sentenza n. 370 del 28 settembre 2021, emessa dal Giudice di Pace di San Giorgio Jonico (Avv. Marisa Di Santo), ha affrontato in maniera chiara ed esaustiva la questione relativa alla modalità di proposizione della domanda risarcitoria (e, più in generale, a contenuto economico) nei confronti del vettore aereo sottoposto a procedura di amministrazione straordinaria.

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Giudice di Pace Taranto – sentenza n. 1544 del 19-07-2021

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Conseguentemente, in virtù delle disposizioni di legge da applicare al caso in analisi , ha condannato la società alla ripetizione di quanto indebitamente versato dall’attore, ai sensi del combinato disposto degli articoli 2033 e 2041 del codice civile – oltre agli interessi legali dalla domanda attorea sino al soddisfo – in relazione alle due prefate utenze della fornitura di energia elettrica.

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Corte di Cassazione – I sez. civ. – ordinanza n. 30750 del 29-10-2021

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Gli stessi Ermellini, peraltro, sottolineano al riguardo come non sia sufficiente un indirizzo di maggioranza a stabilire quale delle due posizioni sia la più corretta e debba perciò prevalere e come tale indiscussa incertezza interpretativa assuma anche dei risvolti processuali rilevanti per le parti del giudizio, ed a maggior ragione per i loro eredi e/o aventi causa, “dipendenti da dati fattuali sopravvenuti che non si riassumono soltanto nel decesso dell’obbligato, ma anche nella velocità di accertamento del diritto dei pretesi beneficiari al godimento delle correlate prestazioni solidaristiche”.

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Tribunale Venezia – I sez. civ. – sentenza n. 1416 del 07-07-2021

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Il giudizio sulla c.d. soccombenza virtuale si risolve, pertanto, in una totale soccombenza del Condominio convenuto, tale da comportare la sua condanna al pagamento delle spese di lite che vanno liquidate come in dispositivo, secondo i parametri minimi del D.M. n. 55 del 2014 come aggiornato dal D.M. n. 37 del 2018 (valore indeterminabile – complessità bassa) tenuto conto della natura documentale della causa, del mancato espletamento di attività
istruttoria e della trattazione di questioni di mero diritto che non hanno comportato il dispiegamento di particolare attività defensionale.

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Corte d’Appello Catanzaro – I sez. civ. – sentenza n. 1122 del 13-08-2021

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Correttamente, quindi, il Tribunale ha ritenuto che il ricorrente, quale usufruttuario, pur avendo la
legittimazione ad agire (che prescinde dalla titolarità effettiva del rapporto sostanziale dedotto nella causa),
non ha la titolarità del rapporto sostanziale disciplinato dalle disposizioni codicistiche da cui si evincono i
criteri di spettanza, alternativamente in capo al nudo proprietario o all’usufruttuario, del diritto di partecipare
e votare nelle assemblee in cui si deve discutere e deliberare di opere di manutenzione straordinaria. Fermo
restando che l’appellante, quale usufruttuario, non doveva essere convocato all’assemblea, allo stesso non
è attribuito il diritto di impugnare la delibera condominiale facendo valere il vizio di omessa convocazione
del nudo proprietario (pagg. 1-2 del ricorso in primo grado: “l’assemblea ha convocato, per deliberare su
lavori di straordinaria manutenzione, solo in sig. (…), mentre avrebbe dovuto convocare anche il nudo
proprietario”).

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Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza n. 32198 del 05-11-2021

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In questo modo i Supremi Giudici segnalano “l’importanza di un comportamento proattivo dei coniugi per trovare un accordo sul punto”, anche attraverso il contributo degli avvocati in fase di negoziazione assistita e degli esperti di mediazione dei conflitti familiari.
Secondo il Collegio “un assegno concentrato nel tempo, e quindi più congruo nell’ammontare mensilmente corrisposto rispetto ad un assegno atto a protrarsi indefinitamente, potrebbe forse essere anche più utile a dare all’ex coniuge più debole una spinta di partenza per reimmettersi nel circuito lavorativo e produttivo”.

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Consiglio di Stato – II sez. – sentenza del 21-10-2021

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Anche in pendenza di una iniziativa giudiziaria, rivelatasi poi infondata, menzionata nell’art. 15, comma 2-bis, del D.P.R. n. 380 del 2001, a causa della quale non sono stati ultimati i lavori, il privato che vuole evitare la decadenza del permesso di costruire è onerato della proposizione di una richiesta di proroga dell’efficacia del titolo edilizio, prima della decorrenza del termine ultimo per la fine dei lavori” (Consiglio di Stato sez. IV, 25/03/2020, n.2078; Consiglio di Stato sez. VI, 03/08/2017, n.3887)>> (T.a.r. Campania, Napoli, sez. IV, 13 gennaio 2021, n. 235).

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