Civile Archivi

Civile

Tribunale di Pistoia – I sez. civ. – sentenza n. 794 del 10-10-2018

Ginevra Gaspari

Due obblighi sono quelli principali sussistenti a carico dell’intermediario e vengono cristallizzati all’art. 21 d.lgs. 5\1998 oltre che agli artt. da 26 a 31 del Regolamento Consob. Tali obblighi vanno, poi, valutati secondo il parametro rigoroso della diligenza dell’operatore qualificato, ex art. 1176 c.c., come, peraltro, dedotto da parte attrice, considerato che la banca è soggetto altamente qualificato, dal quale ci si aspetta un onere informativo superiore alla media di cui deve rendere edotto l’investitore che è, di regola, soggetto inesperto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza n. 32781 del 04-12-2018

Ginevra Gaspari

In tema di elezioni dei Consigli degli ordini circondariali forensi, la disposizione dell’art. 3, comma 3, secondo periodo, della l. n. 113 del 2017, in base alla quale i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi, si intende riferita anche ai mandati espletati solo in parte prima della sua entrata in vigore, con la conseguenza che, a far data dall’entrata in vigore di detta legge (21 luglio 2017) e fin dalla sua prima applicazione in forza del comma 3 del suo art. 17, non sono eleggibili gli avvocati che abbiano già espletato due mandati consecutivi (esclusi quelli di durata inferiore al biennio ex art 3, comma 4, della legge citata) di componente dei Consigli dell’ordine, pure se anche solo in parte sotto il regime anteriore alla riforme di cui alle leggi n. 247 del 2012 e n. 113 del 2017.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Giustizia UE, III sez., sent. 28.11.2018, in C – 328/17

Ginevra Gaspari

Occorre ricordare che, secondo una costante giurisprudenza della Corte, nell’ambito della ripartizione delle funzioni giurisdizionali tra i giudici nazionali e la Corte, ripartizione stabilita dall’articolo 267 TFUE, il giudice nazionale, che è l’unico ad avere conoscenza diretta dei fatti della causa di cui è adito come pure delle argomentazioni delle parti, e che dovrà assumersi la responsabilità dell’emananda decisione giudiziaria, è nella situazione più idonea per valutare, alla luce delle particolari circostanze di ciascuna controversia e con piena cognizione di causa, sia la necessità di una pronuncia pregiudiziale per essere in grado di emettere la propria sentenza sia la rilevanza delle questioni che sottopone alla Corte (v. segnatamente, in tal senso, sentenze del 22 giugno 2000, Marca Mode, C 425/98, EU:C:2000:339, punto 21, e del 1° aprile 2008, Gouvernement de la Communauté française e Gouvernement wallon, C 212/06, EU:C:2008:178, punto 28).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Cassazione – III sez. civ. – ordinanza n. 31234 del 04-12-2018

Ginevra Gaspari

Il diritto all’autodeterminazione rappresenta una forma di rispetto per la libertà dell’individuo, ed è uno strumento volto al perseguimento e alla tutela del suo interesse ad una compiuta informazione sulle prevedibili conseguenze del trattamento, sul possibile verificarsi di un aggravamento delle condizioni di salute, sull’eventuale impegno, in termini di sofferenze del percorso riabilitativo post-operatorio. La conoscenza di tale informazioni permette il paziente di operare delle scelte come quella di scegliere tra le diverse opzioni di trattamento medico, quella di acquisire ulteriori pareri di altri sanitari, o di rifiutare l’intervento, o di optare per il permanere della situazione patologica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tribunale di Verona – II sez. civ. – ordinanza n. 51 del 24-03-2016

Ginevra Gaspari

L’effettività della mediazione si realizza sic et simpliciter nel mettere le parti nella condizione di prendervi parte, all’interno della cornice procedimentale che la legge predispone come obbligatoria, senza che tuttavia il perseguimento dello scopo dell’effettività della mediazione possa essere ‘forzato’ sino al punto di ritenere non assolta la condizione di procedibilità anche quando la parte, all’esito del primo incontro con il mediatore, rifiuti di proseguire con la mediazione manifestando la chiara e ferma volontà che la controversia sia conosciuta dall’autorità giudiziaria, cioè dall’organo cui l’ordinamento costituzionale conferisce l’attribuzione dei poteri giurisdizionali; ritenuto che, per quanto detto, non può in alcun modo condividersi l’assunto pure sposato da vari Tribunali secondo il quale l’art. 8 del d.lgs. 28/2010 deve essere interpretato “…nel senso di attribuire al mediatore il compito di verificare l’eventuale sussistenza di concreti impedimenti all’effettivo esperimento della procedura e non già quello di accertare la volontà delle parti in ordine all’opportunità di dare inizio alla stessa”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tribunale di Vasto ordinanza del 29 gennaio 2018

Ginevra Gaspari

La parte che avrà interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda avrà l’onere di partecipare personalmente a tutti gli incontri di mediazione, chiedendo al mediatore di attivarsi al fine di procurare l’incontro personale tra i litiganti; potrà, altresì, pretendere che nel verbale d’incontro il mediatore dia atto della concreta impossibilità di procedere all’espletamento del tentativo di mediazione, a causa del rifiuto della controparte di presenziare personalmente agli incontri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Cassazione – III sez. civ. – sentenza del 07-02-2018

Ginevra Gaspari

La natura unitaria e onnicomprensiva del danno non patrimoniale, secondo l’insegnamento della Corte Costituzionale e delle Sezioni Unite di questa Corte (Cost. 233/2003 e Cass. S.U. n.26972/2008), deve essere interpretata rispettivamente nel senso di unitarietà rispetto a qualsiasi lesione di un interesse o valore costituzionalmente protetto e non suscettibile di valutazione economica e come obbligo per il giudice di merito di tenere conto ai fini risarcitori di tutte le conseguenze modificative in pejus della precedente situazione del danneggiato derivanti dall’evento danno, nessuna esclusa, con il concorrente limite di evitare duplicazioni risarcitorie attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici, procedendo, in sede di compiuta, approfondita ed esaustiva istruttoria, ad un accertamento concreto e non astratto della vicenda di danno, all’uopo dando ingresso a tutti i necessari mezzi di prova, ivi compresi il fatto notorio, le massime di esperienza e le presunzioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corte di Cassazione – III sez. civ. – ordinanza n. 25371 del 21-08-2018

Ginevra Gaspari

Va, in proposito, rammentato che “il mancato esame di un  documento può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui  determini l’omissione di motivazione su un punto decisivo della  controversia e, segnatamente, quando il documento non esaminato  offra la prova di circostanze di tale portata da invalidare, con un  giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre  risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del  giudice di merito, di modo che la «ratio decidendi» venga a trovarsi priva di fondamento” (Cass. Sez. 3, ord. 20 giugno 2018, n. 16812, Rv. 649421 – 01), identificandosi, nella sostanza, il fatto decisivo in
quello “idoneo a determinare un esito diverso della controversia”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 2 3 259


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it