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Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza n. 6882 del 08-03-2019.

Ginevra Gaspari

La Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza di rigetto emessa in data 8 marzo 2019 n. 6882, confermando il precedente orientamento, si è pronunciata a favore della validità della clausola del contratto di locazione che pone a carico del conduttore l’onere di pagare le imposte relative all’immobile locato.

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Tribunale di Roma – IV sez. civ. – sentenza n. 9889 del 13-05-2019

Ginevra Gaspari

La norma prevede un divieto per l’amministratore la cui portata abbraccia ogni tipo di riunione assembleare.Ne consegue che l’amministratore, indipendentemente dagli argomenti posti all’ordine del giorno dell’adunanza assembleare, dovrà inderogabilmente astenersi dal farsi rilasciare deleghe da uno o più condomini al fine di intervenire ed esprimere come delegato il voto in assemblea.

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Corte di Cassazione – II sez. civ. – sentenza n. 15109 del 03-06-2019

Ginevra Gaspari

In ipotesi di divisione orizzontale in due parti di un appartamento in condominio, non si determina alcuna automatica incidenza dell’opera sulle tabelle millesimali ai fini della revisione dei valori delle unità immobiliari (Cass. 24/06/2016, n. 13184; Cass. 17/10/1967, n. 2493), mentre grava sull’assemblea l’onere di provvedere a ripartire le spese tra le due nuove parti così create ed i rispettivi titolari, determinandone i valori proporzionali espressi in millesimi sulla base dei criteri sanciti dalla legge. In materia condominiale, del resto, non trova applicazione il principio dell’apparenza del diritto – non sussistendo una relazione di terzietà tra condominio e condomino – sicché le spese gravano esclusivamente sul proprietario effettivo dell’unità immobiliare, e l’amministratore è tenuto ad aggiornare i propri dati alla realtà della composizione dell’edificio, ai fini del riparto, eventualmente consultando i registri immobiliari (ex plurimis, Cass. 0/10/2017, n. 23621; Cass. 03/08/2007, n. 17039). 

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Corte di Cassazione – II sez. civ. – sentenza n. 16070 del 14-06-2019

Ginevra Gaspari

La mera circostanza che uno dei successivi atti di vendita di una singola unità immobiliare non contenga espressa menzione del trasferimento anche della comproprietà delle aree comuni non è in alcun modo sufficiente a superare la presunzione posta dall’art. 1117 c.c., la quale, al contrario, comporta che all’atto stesso consegua l’alienazione, unitamente alla porzione esclusiva, della corrispondente quota di condominio su dette parti comuni.

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Corte di Cassazione – II sez. civ. – sentenza n. 11224 del 24-04-2019

Ginevra Gaspari

In quanto servitù non apparente, la servitù di panorama non può essere acquistata per usucapione o per destinazione del padre di famiglia (cioè per essere stati in passato i due fondi, oggi divisi, di proprietà di uno stesso proprietario che poi ha posto o lasciato le cose nello stato dal quale risulta la servitù), ma può essere acquistata soltanto per contratto o per testamento.

Applicando questi principi, la cassazione ha affermato che, sulla base della preesistenza della visuale all’acquisto dell’immobile, non è possibile riconoscere ad un condomino l’acquisto per usucapione di una servitù di panorama, da intendersi, però, come diritto a non vedere pregiudicata la visuale all’infinito dal terrazzo dalla chioma di un albero piantato a distanza legale.

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