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Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza n. 8770 del 12-05-2020

Ginevra Gaspari

La questione oggetto di disamina da parte delle Sezioni Unite rappresenta un intervento dirompente in materia di derivati finanziari, a lungo oggetto di accese querelle in dottrina e giurisprudenza.
La sentenza svolge rilievi incisivi in tema di razionalità e causalità dei derivati, spingendosi a tracciare delle linee guida finalizzate al rispetto di standards per la tutela dei contraenti coinvolti in siffatte operazioni e, in generale, della trasparenza e stabilità del mercato finanziario.

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Tribunale di Trani – ordinanza n. 6028 del 30-01-2020

Ginevra Gaspari

Il Tribunale di Trani  con ordinanza n.6028 del 30/01/2020, ha dichiarato pignorabile, il reddito di cittadinanza, ovvero, il beneficio economico recentemente introdotto dal Decreto Legge 28 Gennaio 2019 n.4 ( convertito con modifica dalla L. n.26 del 2019). La ragione risiede nella circostanza che è ammissibile, verso il coniuge inadempiente, il pignoramento del reddito di cittadinanza al fine di adempiere al mantenimento dei figli minorenni. Pertanto il reddito di cittadinanza può essere utilizzato al fine di soddisfare bisogni primari delle persone delle quali il beneficiario ha l’obbligo giuridico di prendersi cura anche qualora non sia più appartenente allo stesso nucleo famigliare.

Il presente contributo approfondisce la questione della pignorabilità del reddito di cittadinanza poichè costituendo una misura contro la povertà, la diseguaglianza e l’esclusione sociale non riveste natura alimentare e pertanto non soggiace alle disposizoni che prevedono divieti di pignorabilità.

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Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza n. 9769 del 26-05-2020

Ginevra Gaspari

Le Sezioni unite civili, pronunciando su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il seguente principio di diritto: «La spedizione per posta ordinaria di un assegno, ancorché munito di clausola d’intrasferibilità, costituisce, in caso di sottrazione del titolo e riscossione da parte di un soggetto non legittimato, condotta idonea a giustificare l’affermazione del concorso di colpa del mittente, comportando, in relazione alle modalità di trasmissione e consegna previste dalla disciplina del servizio postale, l’esposizione volontaria del mittente ad un rischio superiore a quello consentito dal rispetto delle regole di comune prudenza e del dovere di agire per preservare gl’interessi degli altri soggetti coinvolti nella vicenda, e configurandosi dunque come un antecedente necessario dell’evento dannoso, concorrente con il comportamento colposo eventualmente tenuto dalla banca nell’identificazione del presentatore».

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