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Amministrativa

Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 4 del 20-01-2020

Ginevra Gaspari

Per le fattispecie rientranti nell’ambito di applicazione dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 la rinuncia abdicativa del proprietario del bene occupato sine titulo dalla pubblica amministrazione, anche a non voler considerare i profili attinenti alla forma, non costituisce causa di cessazione dell’illecito permanente dell’occupazione senza titolo.

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 3 del 20-01-2020

Ginevra Gaspari

Ad ogni modo, l’ordinamento processuale amministrativo offre un adeguato strumentario per evitare, nel corso del giudizio, che le domande proposte in primo grado, congruenti con quello che allora appariva il vigente quadro normativo e l’orientamento giurisprudenziale di riferimento assurto a diritto vivente, siano di ostacolo alla formulazione di istanze di tutela adeguate al diverso contesto normativo e giurisprudenziale vigente al momento della decisione della causa in appello, quali la conversione della domanda ove ne ricorrano le condizioni, la rimessione in termini per errore scusabile ai sensi dell’art. 37 Cod. proc. amm. o l’invito alla precisazione della domanda in relazione al definito quadro giurisprudenziale, in tutti i casi previa sottoposizione della relativa questione processuale, in ipotesi rilevata d’ufficio, al contraddittorio delle parti ex art. 73, comma 3, Cod. proc., a garanzia del diritto di difesa di tutte le parti processuali.

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 2 del 20-01-2020

Ginevra Gaspari

La fattispecie di cui al predetto art. 42-bis è evidentemente delineata in termini di potere-dovere: non implica certo che l’Amministrazione debba necessariamente procedere all’acquisizione del bene, ma impone che essa eserciti doverosamente il potere di valutare se apprendere il bene definitivamente o restituirlo al soggetto privato, secondo una concezione di potere-dovere, o doverosità di certe funzioni, che è nota da tempo nel tessuto del diritto amministrativo e che discende dai noti principi di imparzialità e buon andamento della P.A. (art. 97 Cost.).

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 1 del 17-01-2020

Ginevra Gaspari

l’art. 11, comma 5, del d.l. n. 1 del 2012, conv. in l. n. 27 del 2012, ha inteso riaffermare la regola dell’alternatività nella scelta tra l’una e l’altra sede da parte dei farmacisti persone fisiche che partecipano al concorso straordinario, in coerenza con la regola generale dell’art. 112, comma primo e terzo, del R.D. n. 1265 del 1934, sicché il farmacista assegnatario di due sedi deve necessariamente optare per l’una o per l’altra sede;
b) la regola dell’alternatività o non cumulabilità delle sedi, in capo al farmacista persona fisica, vale per tutti i farmacisti candidati, che concorrano sia singolarmente che “per” la gestione associata, prevista dall’art. 11, comma 7, del d.l. n. 1 del 2012, la quale non costituisce un ente giuridico diverso dai singoli farmacisti, ma è espressione di un accordo partecipativo, comportante il cumulo dei titoli a fini concorsuali e inteso ad assicurare la gestione associata della farmacia in forma paritetica, solo una volta ottenuta la sede, nelle forme consentite dall’art. 7, comma 1, della l. n. 362 del 1991.

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Tar Puglia – III sez. – sentenza n. 28 del 13-01-2020

Ginevra Gaspari

Il diritto dell’Unione riconosce, pertanto, la sussistenza di un principio del contraddittorio di carattere endoprocedimentale, da far valere al di fuori del diritto di difesa nel processo giurisdizionale e da intendere nel senso che “ ogni qualvolta l’Amministrazione si proponga di adottare nei confronti di un soggetto un atto ad esso lesivo, i destinatari di decisioni che incidono sensibilmente sui loro interessi devono essere messi in condizione di manifestare utilmente il loro punto di vista in merito agli elementi sui quali l’Amministrazione intende fondare la sua decisione

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Consiglio di Stato – sentenza n. 3903 del 2019

Ginevra Gaspari

Il Consiglio di Stato ha quindi confermato la propria precedente giurisprudenza secondo cui non può essere dichiarato inammissibile il ricorso per l’accesso ad atti amministrativi, per omessa notifica al controinteressato, quando la stessa amministrazione non abbia ritenuto di dover consentire la partecipazione di altri in sede procedimentale.

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Corte dei Conti – sez. giurisd. – sentenza n. 2719 del 23-07-13

Ginevra Gaspari

L’art. 5 co.2 del d. lgs 28/10[1] disciplina la mediazione demandata dal giudice, che rappresenta un’ipotesi di mediazione civile diversa da quella obbligatoria, attivabile su istanza di parte. Nel caso della mediazione demandata è il giudice a portare le parti nella mediazione. Nel merito della scelta delle parti di entrare in mediazione, laddove demandata, giurisprudenza recente[2] si esprime nel senso di ritenerla obbligata sin dal primo incontro.

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 2 del 09-02-2016

Ginevra Gaspari

Il commissario ad acta può emanare il provvedimento di acquisizione coattiva previsto dall’articolo 42 bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità –, debitamente nominato dal giudice amministrativo, ex artt. 34, comma 1, lett. e), e 114, comma 4, lett. d), c.p.a., e 117, comma 3, c.p.a.

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TAR Lazio, Roma – III bis sez. – sentenza n. 10964 del 13-09-2019

Ginevra Gaspari

Ostando alla deleteria prospettiva orwelliana di dismissione delle redini della funzione istruttoria e di abdicazione a quella provvedimentale» – non possa essere in alcun modo minato, da un algoritmo o da un meccanismo informatico, il presidio costituito dal baluardo dei valori costituzionali scolpiti negli artt. 3, 24, 97 della Costituzione oltre che all’art. 6 della Convezione europea dei diritti dell’uomo, soprattutto in merito all’agire della pubblica amministrazione, alle garanzie procedimentali ed ad una piena ed efficiente istruttoria

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