Amministrativa Archivi - Pagina 2 di 173

Amministrativa

Consiglio di Stato – VI sez. – ordinanza n. 3134 del 14-05-2019

Ginevra Gaspari

Applicando tali principi al caso di specie, il Consiglio di Stato nell’ordinanza n.3134 del 14/05/2019 di rimessione alla Corte costituzionale dubita quindi della conformità dell’art. 11 al disposto degli artt. 3 e 117, primo comma, Cost., quest’ultimo in relazione all’art. 7 della CEDU. “La norma infatti da un lato protegge beni rilevanti per tutta la collettività dei cittadini, come la concorrenza e la correttezza nelle relazioni di mercato, e dall’altro prevede sanzioni della stessa natura delle sanzioni pecuniarie penali, oltretutto per importi non trascurabili, ai quali si ricollega una notevole forza afflittiva. Va evidenziato per completezza che non rileva la circostanza per cui, in via generale ed anche nel caso specifico, queste sanzioni sono applicabili a imprese costituite in forma di persone giuridiche: in proposito infatti va notato che un pregiudizio al patrimonio della società viene comunque sopportato dai soci, e che l’ordinamento nazionale ha da lungo tempo abbandonato il concetto tradizionale della non responsabilità penale delle persone giuridiche, alle quali attualmente sono applicabili sanzioni penali ,proprio del tipo in esame, ovvero pecuniarie. Si tratta quindi di una norma che prevede una sanzione sostanzialmente penale, che dovrebbe essere disciplinata come tale, in particolare nel senso della retroattività della norma sanzionatoria più favorevole.”

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Tar Liguria – I sez. – sentenza n. 547 del 21-06-2019

Ginevra Gaspari

La concessione di una porzione di suolo pubblico per collocarvi un’isola ecologica costituisce … un provvedimento di gestione amministrativa che non implica alcuna scelta programmatica. Il principio della divisione tra le funzioni di indirizzo politico-amministrativo e l’attività di gestione, oggi sancito dall’art. 107 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, comporta che l’adozione di questo tipo di provvedimento sia riservata alla competenza dei dirigenti dell’ente locale o, nei Comuni privi di dirigenti, ai responsabili dei servizi e degli uffici, anche qualora sia richiesto l’esperimento di accertamenti o valutazioni di natura discrezionale.
Non risultando l’esistenza di specifiche previsioni statutarie che attribuiscano detto potere alla Giunta comunale, ne deriva che tale organo di governo non può essere ritenuto competente ad emanare un provvedimento di autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico. Il vizio di incompetenza, peraltro, non è stato “sanato” dal successivo provvedimento dirigenziale, in quanto meramente riproduttivo della decisione adottata dall’organo di governo. La declaratoria di illegittimità si estende all’art. 8 del regolamento approvato con deliberazione consiliare n. 32 del 25 giugno 2014 che rimette alla Giunta comunale, non la mera formulazione di direttive in materia, bensì compiti di amministrazione attiva, naturalmente implicanti l’emanazione di provvedimenti amministrativi che la legge attribuisce in via esclusiva ai dirigenti.

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Consiglio di Stato – III sez. – sentenza n. 3224 del 21-06-2019

Ginevra Gaspari

Non può essere sospesa in sede cautelare la delibera di Giunta regionale Puglia n. 1890 del 24 ottobre 2018, avente ad oggetto “Azioni di contrasto alla diffusione della Xylella Fastidiosa per il 2018-2019, in applicazione della decisione di esecuzione (UE) 789/2015”, dal momento che il metodo alternativo di contrasto alla Xylella prospettato e finalizzato al controllo del batterio, non risulta adottato da organismi ufficiali nazionali, né avallato dagli organi comunitari o dall’EFSA, né corroborato dal buon esito di sperimentazioni di lungo periodo delle quali sia stata acclarata in modo compiuto l’effettiva efficacia; dunque, esso allo stato non può dirsi, secondo oggettivi criteri di evidenza scientifico-sperimentale, preferibile, quanto a capacità di contenimento della diffusione del batterio, alle misure poste a base del vigente piano di azione regionale e nazionale

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TAR Campania – VI sez. – sentenza n. 3099 del 09-04-2019

Ginevra Gaspari

Il silenzio della p.a. sulla richiesta di concessione in sanatoria e sulla istanza di accertamento di conformità, di cui all’art. 36 t.u. edilizia, ha un valore legale tipico di rigetto, costituisce cioè una ipotesi di silenzio significativo al quale vengono collegati gli effetti di un provvedimento esplicito di diniego; in effetti la natura provvedimentale è anche confermata dall’art. cit., secondo cui sulla richiesta di sanatoria si pronuncia il dirigente o il responsabile entro sessanta giorni, decorsi i quali la richiesta si intende rifiutata; è anche evidente che l’inutile decorso del predetto termine comporta la reiezione della domanda de qua e quindi si invera un vero e proprio provvedimento tacito di diniego.

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TAR Campania – V sez. – sentenza n. 569 del 04-02-2019

Ginevra Gaspari

L’Amministrazione procedente, nel negare il rilascio del porto d’armi, non può limitarsi ad addurre il solo fatto che il richiedente si è accompagnato a pregiudicati ovvero è legato ad alcuno di essi da rapporto di parentela o di affinità, dovendo sempre in concreto valutare l’incidenza di tali circostanze in ordine al giudizio di affidabilità e probabilità di abuso delle armi

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Consiglio di Stato – VI sez. – sentenza n. 1942 del 25-03-2019

Ginevra Gaspari

Il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso. Il principio in questione non ammette deroghe neppure nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino”.

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Consiglio di Stato – V sez. – sentenza n. 1367 del 27-02-2019

Ginevra Gaspari

Secondo consolidata e condivisibile giurisprudenza non è, infatti, indispensabile che i gravi illeciti professionali che devono essere posti a supporto della sanzione espulsiva del concorrente dalla gara ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c), del d.lgs. n. 50 del 2016 siano accertati con sentenza, anche se non definitiva, ma è sufficiente che gli stessi siano ricavabili da altri gravi indizi, atteso che l’elencazione dei gravi illeciti professionali rilevanti contenuta nella disposizione normativa succitata è meramente esemplificativa e la stazione appaltante ha la possibilità di fornirne la dimostrazione con mezzi adeguati.

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Consiglio di Stato – Ad. Pl. – sentenza n. 6 del 27-03-2019

Ginevra Gaspari

In applicazione dell’art. 92, co. 2, DPR 5 ottobre 2010 n. 207, la mancanza del requisito di qualificazione in misura corrispondente alla quota dei lavori, cui si è impegnata una delle imprese costituenti il raggruppamento temporaneo in sede di presentazione dell’offerta, è causa di esclusione dell’intero raggruppamento, anche se lo scostamento sia minimo ed anche nel caso in cui il raggruppamento nel suo insieme (ovvero un’altra delle imprese del medesimo) sia in possesso del requisito di qualificazione sufficiente all’esecuzione dell’intera quota di lavori

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T.A.R. Lombardia – I sez. – sentenza n. 542 del 12-03-2019

Ginevra Gaspari

Se l’autore degli illeciti di cui al comma 9 è titolare di licenza ai sensi dell’articolo 86, ovvero di autorizzazione ai sensi dell’articolo 3 della legge 25 agosto 1991, n. 287, le licenze o autorizzazioni sono sospese per un periodo da uno a trenta giorni e, in caso di reiterazione delle violazioni ai sensi dell’articolo 8-bis della legge 24 novembre 1981, n. 689, sono revocate dal sindaco competente, con ordinanza motivata e con le modalità previste dall’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e successive modificazioni. I medesimi provvedimenti [sospensione] sono disposti dal questore nei confronti dei titolari della licenza di cui all’articolo 88.

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